Oriana Fidanza

Elenco alfabetico dei suoni in trascrizione fonetica

a a ital. letterario
a/ lo stesso suono allungato
a leggermente palatale
ä a fortemente palatale
a leggermente velare
b occlusiva bilabiale sonora
č occlusiva mediopalatale schiacciata sorda come in 'cielo'
c̓́  occlusiva medioplatale pura sorda come in 'chiesa'
d occlusiva alveodentale sonora
d invertita come nel siculo-salentino
vocale indistinta ossia schwa
e e neutra ossia né chiusa né aperta
e stretta o chiusa come in 'pelo'
e molto chiusa
ę e aperta come in 'bene'
e molto aperta
f fricativa labiodentale sorda
g occlusiva velare sonora come in 'gallo'
occlusiva mediopalatale sonora come in 'giro'
g̉́  occlusiva mediopalatale pura sonora come in 'ghianda'
h aspirata uvulare sorda come in tosc. 'casa'
h' aspirata mediopalatale sorda come in ted. 'ich'
j il suono di ted. 'ich' sonorizzato
i semivocale o semiconsonante come in 'piede'
i i italiano letterario
į i italiana aperta
i i it. molto aperta
k occlusiva velare sorda come in 'collo'
l vibrante laterale pura
vibrante laterale schiacciata come in 'aglio'
m nasale bilabiale
n nasale alveodentale pura
ň nasale mediopalatale come in 'agnello'
o o neutra ossia né chiusa né aperta
o chiusa come in 'monte'
o molto chiusa
ǫ o aperta come in 'rosa'
o molto aperta
ö o palatalizzato all'incirca come in ted. 'könig'
p occlusiva bilabiale sorda
r vibrante rotata pura
ŗ vibrante rotata di tipo salentino
s sibilante sorda
ʃ sibilante sonora come nel settentr. 'rosa'
ś sibilante schiacciata debolmente
š sibilante sorda schiacciata fortem. come nel napolet. 'scuola'
ʃˇ sibilante sonora schiacciata come nel fr. 'jour'
t occlusiva alveodentale sorda
t invertita come nel siculo-salentino
u u dell'ital. letterario
u debolmente palatilizzata
ü u fortemente palatilizzata
u molto aperta
semiconsonante o semivoc. come in 'buóno'
v fricativa labiodentale sonora
z affricata sorda come in tosc. 'zio'
ʒ affricata sonora come in 'zero'
i molto chiusa (tra /i/ e /u/)
î i prolungata
œ e chiusa, dal suono pressappoco come /eu/ francese

I proverbi del terrazzano

U cœne muzzecheije u strazzœte
Il cane morde lo straccione.

Foggia, fonte orale, 1992.

Il cane se la prende con le perso umili e malvestite. In senso metaforico, il proverbio sta ad indicare come il destino si accanisca proprio contro le persone più povere e sfortunate.
Emerge qui l’amara consapevolezza di una condizione sociale destinata alla subalternità. E’ propria della mentalità del terazzano una sorta di accettazione rassegnata, se non proprio fatalistica, della propria condizione.

da Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.

A) I fung a rocchije e i fesse a 'ccocchije.
B) Foggia, fonte orale, 1992.
C) I funghi a mucchi e i fessi a coppie
D) Il senso metaforico del proverbio, che coincide con quelmo letterale, é che gli scemi sono come i funghi, in quanto si trovano sempre in gran numero, mai isolatamente. Il proverbio è di tipo epigrammatico.
La forma è bimembre, e presenta una struttura analogica, ellittica del verbo. Il metro appare abbastanza regolare: due quinari rimati. E’ presente l'allittarazione delle labiodentali ad inizio di parola (fung / fesse), e delle velari (rocchije / ccocchije). Il termine ROCCHIJE è poco usato nel foggiano colloquiale attuale.
E) Spesso il terrazzano si recava nei boschi a cogliere funghi che poi vendeva al mercato. Il proverbio attinge quindi alla sua esperienza diretta.
E’un modo di dire usato ancora oggi, a sottolineare ironicamente come occorra guardarsi dalla stupidità) che è sempre molto prolifica. L'equivalente attuale in italiano potrebbe essere: "La madre dei cretini è sempre incinta". -
Il terrazzano, benchè semplice e schietto, aveva una mentalità pragmatica e perspicace.

da Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.

A) Maccarune e cardungille... allegre allegre, cafungille.
B) Foggia, Ciannameo '84.
C) Maccheroni e cardoncelli... allegro allegro, cafone.
D) Il cibo prelibato rende allegri. Bisogna essere contenti quando si ha la possibilità, una volta tanto di fruire di una piccola ghiottoneria. Corrisponde grosso modo all’italiano “Chi si contenta gode”.

          La forma è ellittica, quasi epigrammatica: due versi rimati, irregolari (ottonario+novenario).

E) Il terrazzano si nutriva prevalentemente di verdura (cardi, cicorie, finocchi, asparagi selvatici),   che cucinava in vari modi. In particolare il trittico gastronomico per eccellenza dei terrazzani veraci è costituito da lampascioni (cipolline selvatiche), lumache e funghi. Persino i maccheroni apparivano come una leccornia. La pasta di solito era fatta in casa e abbinata a vari tipi di verdura. Piatti tipici foggiani sono pizzarelle (orecchiette schiacciate) e finocchietti, pasta rucola e patate , pasta e marasciuoli (verdura selvatica), ecc.

Il detto è oggi scomparso.

da Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.