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Oriana Fidanza

U cœne muzzecheije u strazzœte
Il cane morde lo straccione.

Foggia, fonte orale, 1992.

Il cane se la prende con le perso umili e malvestite. In senso metaforico, il proverbio sta ad indicare come il destino si accanisca proprio contro le persone più povere e sfortunate.
Emerge qui l’amara consapevolezza di una condizione sociale destinata alla subalternità. E’ propria della mentalità del terazzano una sorta di accettazione rassegnata, se non proprio fatalistica, della propria condizione.

da Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.

A) Maccarune e cardungille... allegre allegre, cafungille.
B) Foggia, Ciannameo '84.
C) Maccheroni e cardoncelli... allegro allegro, cafone.
D) Il cibo prelibato rende allegri. Bisogna essere contenti quando si ha la possibilità, una volta tanto di fruire di una piccola ghiottoneria. Corrisponde grosso modo all’italiano “Chi si contenta gode”.

          La forma è ellittica, quasi epigrammatica: due versi rimati, irregolari (ottonario+novenario).

E) Il terrazzano si nutriva prevalentemente di verdura (cardi, cicorie, finocchi, asparagi selvatici),   che cucinava in vari modi. In particolare il trittico gastronomico per eccellenza dei terrazzani veraci è costituito da lampascioni (cipolline selvatiche), lumache e funghi. Persino i maccheroni apparivano come una leccornia. La pasta di solito era fatta in casa e abbinata a vari tipi di verdura. Piatti tipici foggiani sono pizzarelle (orecchiette schiacciate) e finocchietti, pasta rucola e patate , pasta e marasciuoli (verdura selvatica), ecc.

Il detto è oggi scomparso.

da Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.

 

A) I fung a rocchije e i fesse a 'ccocchije.
B) Foggia, fonte orale, 1992.
C) I funghi a mucchi e i fessi a coppie
D) Il senso metaforico del proverbio, che coincide con quelmo letterale, é che gli scemi sono come i funghi, in quanto si trovano sempre in gran numero, mai isolatamente. Il proverbio è di tipo epigrammatico.
La forma è bimembre, e presenta una struttura analogica, ellittica del verbo. Il metro appare abbastanza regolare: due quinari rimati. E’ presente l'allittarazione delle labiodentali ad inizio di parola (fung / fesse), e delle velari (rocchije / ccocchije). Il termine ROCCHIJE è poco usato nel foggiano colloquiale attuale.
E) Spesso il terrazzano si recava nei boschi a cogliere funghi che poi vendeva al mercato. Il proverbio attinge quindi alla sua esperienza diretta.
E’un modo di dire usato ancora oggi, a sottolineare ironicamente come occorra guardarsi dalla stupidità) che è sempre molto prolifica. L'equivalente attuale in italiano potrebbe essere: "La madre dei cretini è sempre incinta". -
Il terrazzano, benchè semplice e schietto, aveva una mentalità pragmatica e perspicace.

da Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.