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Carmine de Leo

Quel «tavolo dei tedeschi» che a Foggia racconta la guerra

FOGGIA - Il protagonista principale di questa storia realmente accaduta a Foggia durante la guerra è un vecchio e massiccio tavolo di legno: «u tavel d’i Tedesc», il tavolo dei Tedeschi, la cui storia ha segnato quella di alcune generazioni di una famiglia dauna. 

Siamo nell’estate del terribile 1943, Foggia viene pesantemente bombardata dalle forze alleate. Gli uffici pubblici si trasferiscono in provincia mentre la popolazione abbandona la città: lunghe code di sfollati che si dirigono verso i paesi del Subappennino, ma anche verso isolate masserie del Tavoliere. In una di queste, situata nei pressi del santuario dell’Incoronata, si rifugia la famiglia Venetucci: padre, madre e una numerosa prole di varia età. Purtroppo, non avendo altri riferimenti, parenti od amici, erano stati costretti a trovare rifugio in quel luogo un po’ pericoloso, perché non molto lontano dalla città, che ancora subiva bombardamenti massicci dagli alleati. Un altro pericolo, era rappresentato dalla vicinanza della masseria al bosco dell’Incoronata, perché intorno all’omonimo santuario, si erano accampate le truppe tedesche. 

Accadeva, infatti, che qualcuno di questi soldati si spingesse fino alle masserie vicine ed allora tutte le ragazze si rifugiavano in un piccolo locale sotterraneo, cui si accedeva da una botola sotto il fienile, trattenendo respiri e starnuti e passando il tempo a pregare. I tedeschi, verso la fine del mese di Settembre del 1943, occupata ormai Foggia dalle truppe anglo-americane, sgombrarono il loro accampamento nel bosco dell’Incoronata, abbandonando molto del loro armamento e varie masserizie che avevano rastrellato nei paesi della Capitanata. 
I Venetucci erano venuti a conoscenza che il loro appartamento presso i palazzi dell’Incis, era andato distrutto da una bomba, che aveva colpito un’ala dell’edificio; pertanto avevano perduto ogni loro bene: mobili, abiti, corredi, utensili... La partenza dei tedeschi diede loro una buona occasione per cercare di recuperare qualche oggetto o mobile utile a sopravvivere nell’accampamento dell’Incoronata ormai deserto. I Venetucci si recarono quindi con altri sfollati presso il bosco e, raccolte alcune pentole e coperte, recuperarono anche un vecchio tavolo di legno. Essendosi trasferito il Tribunale di Foggia, ove lavorava il capofamiglia, nella vicina Lucera, la numerosa famiglia lo seguì insieme a quello che ormai era chiamato «’u tavel d’i Tedesc»

Passarono gli anni. La famiglia fu trasferita dapprima nuovamente a Foggia e poi definitivamente a San Severo, loro paese di origine. il vecchio tavolo dei tedeschi non abbandonò mai la famiglia Venetucci e fu posto nella cucina della nuova casa e con questo nome, «’u tavel d’i Tedesc», quasi fosse un componente della famiglia, quasi avesse un’anima, raccontò infinite volte alle frotte di nipoti, tra cui chi scrive, la sua storia di guerra. [Carmine de Leo]

dalla Gazzetta di Capitanata del 30 dicembre 2012