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Carlo Villani

VOCABOLARIO DOMESTICO DEL DIALETTO FOGGIANO
“Tutti hanno obbligo di parlare e di scriver bene”
F. PRUDENZANO
IN Napoli (ANNO VII)
S.I.E.M. – Stabilimento Industrie Editoriali Meridionali

Ferdinando Villani, uno degli uomini, la cui ricordanza è sempre viva, specialmente in Foggia, sua patria, ed a cui io, con devozione filiale, innalzai un altare nel mio cuore, compilava, giovanissimo, nell’anno 1841 (Napoli, presso Borel e Bompard) per la prima volta in Puglia, forse anche innanzi che Basilio Puoti pubblicasse il suo Dizionario napoletano-toscano, un Saggio di vocabolario familiare ad uso dei suoi concittadini, per sottrarre costoro a dir parole di suono rozzo e vile, quelli della plebaglia, inspirandosi in ciò ai dettami dei maestri della letteratura. I quali insegnano debbano le parole, sì nel favellare disteso come negli altri ragionamenti, esser chiare, da potere ciascuno della brigata agevolmente intenderle, e da risparmiare, per conseguenza, colui che le pronunzia dalla taccia di persona incolta, col pericolo sicuro di essere frainteso da chi ascolta. Questo libricciuolo appena di trentadue pagine, divenuto oggi assai raro, che Pietro Martorana non lascia di menzionare nelle sue Notizie biografiche e bibliografiche degli scrittori del dialetto napoletano (pag. 412), e che il noto scrittore salentino Eugenio Selvaggi, iniziatore di studii completi su i dialetti pugliesi, competentissimo in materia, estima tuttora qual prezioso cimelio glottologico, destò l'universale approvazione e fu lodato non poco dai: giornali dell'epoca, tra i quali L'Enciclopedico di Napoli (a. I, n. 10, 14 agosto 1844). Quest'ultimo, inneggiandolo, deplorava, pur nondimeno, di non aver dato egli dappoi più mano all'opera che su vasto disegno prometteva in quel Saggio, perchè, in tal caso, il Villani avrebbe a cento doppii guadagnata la benemerenza dei savii.
Posteriormente, Giuseppe Villani Marchesani, suo fratello, bibliotecario della Comunale di Foggia, un erudito amatore di cose patrie, e di cui mi occupai nel mio volume Scrittori ed Artisti pugliesi (Trani, V. Vecchi, 1904), si compiacque anche lui dello studio del proprio dialetto, lui che nel 1874, ad invito di Pietro Fanfani, tradusse in vernacolo foggiano la Novella IX della Giornata 1ª di Giovanni Boccaccio, che servir doveva all'illustre letterato fiorentino per un lavoro comparato su tutti i dialetti del regno. E si accinse, quindi, a preparare in più grandi linee un dizionario dialettale foggiano, che lasciò poi abbandonato; quasi a mezzo del cammino, e affatto schematico e incompleto.
Sospinto dall'esempio di codesti miei chiarissimi maggiori, ho cercato, dunque, non già per supina simpatia verso la moda folkloristica di oggidì, di portare anch'io un modesto contributo in pro dei giovani studiosi dell'adorata terra ove nacqui, e dò in luce, ad essi dedicandolo, l'attuale volume con indicare per ciascuna voce dialettale la corrispondente voce di buona favella, nella fiducia voglia loro riuscire gradito, e, ad un tempo, utile nella completa apprensione dell'idioma italiano,
L'idioma gentil sonante e puro.
CARLO VILLANI

A

ABBALLÀ. Ballare.
ABBARRUCÀ - Fare checchessia alla grossa. Acciabbattare, Acciarpare.
ABBÀSCIO - Di sotto, Giù. Abbasso.
ABBATTERE. Battere. Battere la lana dei materassi col camato (palo) per trarne la polvere. Scarmatare la lana. Battere le noci, le castagne e frutti siimili per farli cadere dall’albero. Batacchiare, Abbatacchiare. «Abbattere li mataràzze » - Battere con la mano aperta i materassi. Spiumacciare, Sprimacciare.
ABBEVERATÙRE - Luogo o vase dovebevono le bestie. Abbeveratoio.
ABBIÀ - Mettere o mettersi in cammino, in via, in viaggio. Incamminare, Avviare.
ABBOCCÀ, ABBOCCÀRSE – Volgersi verso una parte o verso un' altra.
Inclinare, Piegare.
ABBOCCÀTE- Aggiunto che si dà al vino e vale Amabile, Soave al gusto.
ABBORDÀ. Affrontare.
ABBORDÀTE - Guernito di gallone o di bordo, Gallonato, Trinato.
ABBORDATORE - Chi opera inconsideratamente, Ciarpone, Acciarpatore.
ABBOTTÀ. Gonfiare. Nel significato di sbuffare per superbia o per collera: Soffiare.
ABBRUCÀ - Perdere alquanto la voce o per infreddatura o per altra causa. Affiocare, Affiochire.
ABBRUCÀTE. Rauco.
ABBRUSTULATÙRE PE LU CAFÈ- È un cilindro cavo, di ferro, in cui si tosta il caffè. Tamburo, Tamburino. Esso è traversato da un' asse, e su questo lo si fa girare nella bocca del fornellino.
ABBRUSTOLÌ LU GAFÈ - Vale abbrustolarne i semi nel tamburino. Tostare il caffè.
ABBUCCÀ - Vedi ABBOCCÀ.
ABBUCCÀTE- Vedi ABBOCCÀTE.
ABBURRÀ o AGLIARÀ - È il leggiero abbruciare della biancheria quando si stira. Abbronzare.
ABBUSCÀ. Buscare, Lucrare. Si usa anche nel significato di ricevere bastonate,
ABETÌNA o BETÌNA - Piccolo pezzo di panno su cui è effigiato a ricamo o a stampa la Vergine ovvero un Santo, e che si porta sospeso al collo per divozione. Scapolare.
A BIZZÈFIE. In abbondanza, A bizzeffe.
A BON PRÈZZE. A buon mercato.
ACARÙLE - Piccolo bossolo a forma di cilindro, in cui le donne usano serbare gli aghi. Agoraio.
ACCAMPAMÌENTE - Luogo ovc Si soffermano i soldati. Attendamento.
ACCAPARÀ - Dare o ricevere l'arra. Incaparrare.
ACCAPEZZATORE - Ladro di bestiame. Abigeo.
ACCATTÀ. Comprare. « Lu mannàie a accattà lu pepe ». Frase che vale Disfarsi di
uno con un pretesto.
ACCATTÀ E VÈNNERE. Incettare.
ACCETTA. Scure.
ACCHIÀ. Cercare, Ricercare.
ACCIACCÀ. Schiacciare.
ACCIAFFÀ. Arraffare, Afferrare.
ACCIARÌNO - Strumento di acciaio, fatto a triangolo, che si suona percuotendosi con bacchettina anche di acciaio. Sistro.
ACCIAVATTÀ - Far checchessia alla grossa e senza diligenza. Acciabbattare.
ÀCCIO - Spezie di ortaglia. Sèdano.
ACCLÌSSE. Ecclisse, Ecclissi.
ACCOIATÀ. Acchetare, Acquietare.
ACCÒMODO - L'acconciamento che si fa della casa, dei poderi ecc. Acconcime, Acconciamento.
ACCORSÀTO. Accreditato.
ACCÒVITA - Acqua che si raccoglie per far macinare i mulini; e dicesi anche il luogo dove l'acqua si raccoglie. Costa, Raccolta.
ACCREDENTÀ. Fidanzare. « Sta figliòla stàce accredentata e sposa lu iùorne de la festa de la Cunavètere ». Questa ragazza è fidanzata e sposerà il giorno della festa dell' Iconavetere.
ACCREDENTÀTE - Chi ha dato fede di sposo. Fidanzata.
ACCUCCIÀ. Accosciare.
ACCUCCHIÀ. Accoppiare.
ACCUCULÀRSE - Star seduto sulle calcagna. Accosciarsi.
ACCUCULÙNE. Coccolone, Coccoloni.
ACCULMATÙRA - Il dippiù della misura. Colmatura,
ACCÙLME. Colmo.
ACCUMENZÀ. Incominciare. « S'accumenzàie a tuorcinià ». Si cominciò a torcere.
ACCUMUGGHIÀ. Coprire. « E stu fìgghie c'a u munne vene accummòghie d’ògne bbene». E questo figlio, che viene al mondo, copri d'ogni bene.
ACCUNCIÀ LI PIATTE. Riunire con fili di ferro i pezzi dei vasi rotti. Risprangare.
ACCUNCIÀ o CUNCIÀ LA NZALÀTA. Condire.
ACCUNCIÀ LU STOMACO. Ristorare, Confortare.
ACCUNTÀ. Raccontare.
ACCÙNTE. Avventore.
ACCÙNTE DE PUTÈCA. Bottegaio, Avventore.
ACCÙOLLE o ACCÙOLLI - Pezzi di cuoio che servono ad ingrossare la forma delle scarpe per gonfìare meglio il tomaio. Rialzi.
ACCUPPÀ - Mettere nel coppo. Incartucciare, Accartocciare.
ACCURCIÀ - Parlandosi di vestimenta. Rialzare, Accincignare,
ACCURSÀTE - Avere clientela. Accreditato.
ACCURTATÒRA - La via più breve. Scorciatoia.
ACCUSSÌ E ACCULLÌ. In questo modo e in quell' altro.
ÀCENO - Acino di grano, di biada o d'uva. Granello. « Àceno de granato ». Chicco di melagrana.
ACETÈRA o ACETÌERA. Arnese di metallo, di cristallo, di legno o di altro per tenervi come incastrate due ampolle, una per l'olio e l'altra per l'aceto da porsi sulla mensa. Oliera.
ACETOSELLA - Spezie d'erba, Acetosa, Acetosella.
A CIAMMÌELLE - Dicesi « È ghiuto a ciammìelle ». È andato a proposito.
A CIAVADÙOGLIE SOPA A LA SPALLA. A cavalcioni sul dorso.
ACÌTE. Aceto.
ACO - Strumento piccolo e sottile d'acciaio, nel quale s'infila il refe, la seta e simili per cucire. Ago.
ACO SACURÀLE o SACURÀME – Ago grosso, col quale si cuciono sacchi, materassi ecc. Agucchiotto, Infilacappi, Passacordone.
ACQUA DE RÀSE. Acqua di ragia. « Acqua nfàccia a li muri». Quell'acqua che si vede in alcune grotte quasi sudore della terra: Gemitivo o Gemitio. « Acqua rìccia ». Rugiada.
« Acqua a vìento ». Acquivento, « Acqua sàuza ». Acqua salmastra.