Antonio Sereno

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DIZIONARIO COMPARATO DEL DIALETTO FOGGIANO

Edizione 2021 in aggiornamento

Come è nato il Dizionario

Dopo aver tenuto per anni corsi di “corretta pronuncia della lingua italiana”, mai avrei immaginato che un giorno mi sarei imbattuto nello studio e nell’analisi del dialetto foggiano, lingua della mia città natale. 
L’occasione mi è stata offerta, ancora una volta, dalla passione per il teatro, che in passato ho praticato anche professionalmente, e dalla curiosità di conoscerne tutti gli aspetti. 
Dovendo fornire dei materiali di studio ai partecipanti ad un Laboratorio per la formazione di attori dialettali, ho iniziato la raccolta delle opere teatrali e poetiche in vernacolo foggiano disponibili in libreria e presso la Sala “Fondi speciali” della Bi-blioteca Provinciale di Foggia. Analizzando questi testi, con grande sorpresa, mi sono accorto che ciascun autore ha un modo del tutto singolare di scrivere il dialetto fog-giano, che risulta, quindi, molto difficile da leggere speditamente. 
A quel punto ho pensato che per rendere più semplice sia la scrittura che la lettura del dialetto foggiano fosse necessario uno studio a partire proprio dalle caratteristiche fonetiche del nostro vernacolo. Sono venuto, così, a conoscenza, anche grazie agli studi dei nostri migliori dialettologi, dei principali fenomeni fonetici che caratterizzano il dialetto foggiano, a cominciare dal “turbamento vocalico”. 
Il risultato di un intenso anno di studi e ricerche è questo Dizionario che ana-lizza il dialetto foggiano a partire dalla prime forme note di scrittura risalenti agli inizi del 1800, riporta termini ed esempi dialettali così come rilevati dai numerosi autori esaminati e presenta ciascuna voce seguita dalla trascrizione fonetica per dare la pos-sibilità a tutti, compresi i non foggiani, di avvicinarsi il più possibile alla comprensione e alla corretta pronuncia del nostro vernacolo.  

L’autore
Antonio Sereno

Foggia 16/05/2003

Prefazione

Quello della scrittura del dialetto foggiano è un problema non ancora risolto nonostante i dibattiti sulla materia che risalgono addirittura al 1800. Per quanti sforzi si facciano, infatti, è assolutamente impossibile, per una corretta resa fonetica, scrive-re il dialetto foggiano con i soli segni previsti dall’alfabeto italiano.
Nell’affrontare questo lavoro ho avuto spesso la sensazione di trovarmi di fronte alla fase iniziale di un percorso di formazione della scrittura di una lingua in cui ciascun autore, non avendo punti di riferimento precisi, va avanti per tentativi, avvalendosi di una ortografia del tutto personale. 
Di questo non ci si deve meravigliare se è vero che anche per quanto riguarda la lingua italiana “tra il secolo XV e il XVI l’introduzione della stampa contribuì, nel giro di due o tre generazioni, -come afferma il DOP nella prefazione- ad allargare oltre misura le cerchie dei lettori, e portò a una relativa unità della lingua scritta, offrendo più in particolare una serie di modelli a cui gli stampatori e gli uomini di lettere poterono conformare i loro usi ortografici individuali, fino a quel tempo assai divergenti gli uni dagli altri”.
Nell’introdurre il suo Vocabolario dei dialetti salentini, Gerhard Rohlfs scri-ve: “Il punto nevralgico di tutti i vocabolari dialettali è l’ortografia che essi adoperano: ortografia spesso difettosa, dubbia ed equivoca. Il fondamento della nostra trascrizione sarà costituito dai segni della lingua nazionale italiana. Furono usati segni convenzionali solo in quei casi in cui i segni grafici dell’italiano non bastavano a designare una pronuncia particolare”.
Ed è esattamente quello che anch’io ho cercato di fare nella compilazione di questo Dizionario, adottando, per la trascrizione fonetica, ma non per la scrittura normale che si avvale esclusivamente dei caratteri grafici dell’italiano, dei segni pro-posti dall’Intenational Phonetic Alphabet che, specie negi ultimi 30 anni si  è imposto su tutti gli altri metodi di trascrizione proposti precedentemente e che, comunque, so-no presenti negli esempi dei dialettologi citati.

Antonio Sereno 

Foggia 18/02/2021

Bibliografia

Amatruda Alfredo, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Amatruda Laura, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Amatruda Marisa, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Anzivino Osvaldo, Quatte passe pe Ffogge, Tip. Adriatica, Foggia 1975.
Anzivino Osvaldo, Archi sul tempo, Adriatica snc, Foggia 1978.
Anzivino Osvaldo, Si dice a Foggia. Motti, modi di dire, proverbi del dia¬letto foggiano, Claudio Grenzi Editore, Foggia 2000.
Bellizzi Filippo, Post fata resurgo!, Tipolitografia Pascarelli, Foggia 1894.
Boccuzzi Pino, U scazzamurille, commedia, manoscritto, Foggia 1990.
Bonante Nicola, Fette d’anguria, s.e., Foggia 1995.
Bonfitto Matteo / Giuva Aurora, Mare a cchi more, atto unico, dattiloscritto, Foggia 2003.
Bucci Arturo Oreste, Vecchia Foggia, Stabilimento Tipografico Cav. L. Cappetta & F., Foggia 1964.
C-Dir, Dizionario Italiano Ragionato, su CD-rom, G. D’Anna-Sintesi, Firenze 1996.
Capozzi Angelo, La vita del terrazzano, Quaderni del C.S.P.C.R., Foggia 1986.
Capozzi Angelo, Fiabe raccolte a borgo Croci, Ed. Dotoli, San Severo 1988.
Capozzi Angelo, Il mondo magico dei crocesi, Cromografica Dotoli, San Severo 1989.
Capozzi Angelo, Mųnne é sta̸te, mųnne eje, e mųnne sará! Mah, chissá!, commedia, manoscritto, in Il mondo magico dei crocesi, op. cit. San Severo 1989.
Capozzi Angelo, Fiori d’arancio, scenette e canzoni, manoscritto, Foggia 1991.
Cea Lino, ‘A gente, commedia, dattiloscritto, Foggia 1970.
Cea Lino, Poesie, dattiloscritto, Foggia 1970 / 1996.
Ciannameo Alfredo, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Fog-gia 1989.
Ciannameo Alfredo, Penzîre... e nustalgije, s.e., Foggia 1978.
Cocci Luisa, La pronunzia di J, ostraca@iol.it, Internet 2002.
Coda Saverio, Nù poche de tútte, dattiloscritto, Foggia 2000.
Colecchia Mirna, Poesie, manoscritto, Foggia 2000.
Contestabile Amizio, Stevё na votё - ‘U vekkjё e ‘a vekkjё, Federico II Edizioni - LIBRITALIA, 2019.
Conticelli Vittorio, Cös nostr, Leone Grafiche, Foggia 1986.
d'Amato Saverio, Foggia mìje, Grafiche Gercap, Foggia 2003.
de Leo Carmine, Voci popolari, in Nuje de Fogge, Editrice l’Ulivo, Foggia 1993.
Dell’Anno Michele, Saperi & Sapori di Foggia, Associazione Cultura e Ambiente Editore, Foggia 2003.
De Pellegrino Antonio / Moffa Lorenzo, Chi de speranze vive desperate... more, commedia, dattiloscritto, Foggia 1999.
De Simone Roberto, La gatta Cenerentola, Collezione di Teatro, Giulio Einaudi editore, Torino 1977.
de Stefano Ottavio, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Di Maro Felice, Bùtte de velène, commedia, dattiloscritto, Foggia 2001.
Dizionario Sandron della lingua italiana, Edizioni Remo Sandron e Istituto Geografico De Agostini, Novara 1987 (1ª ed. 1976).
Esposto Giuseppe, A l’ombre d’u ‘Pataffie, Atlantica, Foggia 1981.
Faleo Benito Matteo, Cckè vuij sapé? Vocabolario e detti paesani, Tipografia Edigraf, Foggia 2002.
Faleo Benito Matteo, Fogge ‘a ijre e ogge, s.e., Foggia 1994.
Ferrara Dino, Foggia – Agenda 2002, Foggia 2002.
Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.
Fiorbello Carmine, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Frattulino Michele, Pe tutte ‘i guste, Grafiche Santigliano, Foggia 1993.
Frattulino Paolo, Une a tre, commedia, dattiloscritto, Foggia 1987.
Frattulino Paolo, in I mast, brochure della compagnia teatrale, Foggia, s.d. e s.e.
Garofalo Francesco, Grammatica foggiana, sentieri meridiani edizioni, 2008
Garofalo Ferdinando, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Garofalo Ferdinando, Giannino Gennaro, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Giordano Elisa, Nu recorde de Fogge, in A. Salcesi, Poesia popolare e poesia d’arte a Foggia, Arti Grafiche Ubezzi & Dones, Milano 1933.
Giordano Elisa, U suggialisto e la mugliera, in M. Marchianò, Folklore di Capitanata, Amm.ne Comunale,  Foggia 1970.
Guerrieri G., La parabola del figliuol prodigo (Luca, 15, vv. 11-32), Foggia, 1834 circa., in C. Salvioni, Versioni pugliesi della “Parabola del figluol prodigo”, Martina Franca, Casa editrice “Apulia”, 1913, e in N. Romano, Tre testi dialettali foggiani dell’Ottocento, op. cit.
Laccetti Ciro, Vije Arpe, Grafiche Eronia, Foggia 2002.
Lepore Antonio, D’o dijarije de nu majestre, Tipolitografia Scarpiello, Foggia s.d.
Lepore Antonio, D’o Cappellone d’i Cruce o chiane d’i fosse, Editrice l’Ulivo, Foggia 1993.
Lepore Antonio, La poesia delle avventure di Pinocchio (di Carlo Collodi, in vernacolo foggiano), Provincia di Foggia, 2000.
Lepore Raffaele, Quann’ère quaglione, Tipografia De Santis, Foggia 1967.
Lepore Raffaele, Carosello foggiano, Tipografia De Santis, Foggia 1970.
Lo Campo Giuseppe, Foggia e la questione dialettale, Tipografia Michele Pistocchi, Foggia 1897.
Lo Mele Giacomo, U’ Merachele, racconto, dattiloscritto, Foggia 1974.
Lo Mele Giacomo, Proverbi foggiani, dattiloscritto, Foggia 1975.
Loiodice Ester, Pochi puntini sugli…i, Tipografia editrice Fiammata, Foggia 1934.
Loiodice Ester, Primo canto dell’Inferno di Dante, Stab. A. Staderini, Roma 1959.
Loiodice Ester, ‘U canté d’u tavulijeré, Editrice convivio letterario, Milano 1961.
Marano Urbano, Foggia nostra figure e fatti, Grafsud Leone, Foggia 1980.
Marchesino Eugenio, Nu poche de Bibbie, Tipolitografia Scarpiello, Foggia s.d.
Marchesino Giuseppe, Modi di dire e proverbi foggiani, in A. Lepore, D’o Cappellone d’i Cruce o chiane d’i fosse, op. cit., Foggia 1993.
Marchetti Enzo / Pellicano Michele, M’è fa nu piacere, commedia, dattiloscritto, Foggia 1998.
Marchetti Enzo / Pellicano Michele, So cose da pacce, commedia, dattiloscritto, Foggia 2000.
Marchetti Enzo / Pellicano Michele, U surde, commedia, dattiloscritto, Foggia 2001.
Marchetti Enzo / Pellicano Michele, Vuje nu figghje…e famme fa a me, commedia, dattiloscritto, Foggia 2002.
Marchianò Michele, Folklore di Capitanata, Amm.ne Comunale, Foggia 1970.
Marchianò Michele, Testi popolari di Capitanata, con Appendice lessicale di Pasquale Piemontese, Amm.ne Prov.le di Capitanata, Atlantica Editrice, Foggia 1984.
Masullo Lucio, Il terrazzano, Grafiche Gercap, Foggia 2002.
Melillo Armistizio Matteo, Atlante linguistico etnografico della Daunia, Atlantica editrice, Manfredonia 1979.
Melillo Michele, Atlante fonetico pugliese, Arti grafiche S. Marcello s.r.l., Roma 1955.
Melillo Michele, Lingua e società in Capitanata, Studio Editoriale Dauno Foggia, Tipografia Laurenziana, Napoli 1966.
Melillo Michele, Dialettologia italiana. Corso completo, Lezioni tenute dal prof. M. Melillo, redatte dal dott. Pasquale Caratù, curate dal dott. Adriano Patierno, con appendice del dott. Pasquale Piemontese, Università degli studi di Bari, anno accademico 1968-69, ciclostilato, 1968.
Melillo Michele, La parabola del figliuol prodigo nei dialetti italiani – I dialetti di Puglia, Ar-chivio etnico linguistico musicale, Roma 1970.
Melillo Michele, Guida ai dialetti di Puglia nelle versioni della parabola del figliuol prodigo, Università degli studi di Bari, 1972.
Melillo Michele, Le forme verbali dei dialetti di Puglia nelle versioni della parabola del figliuol prodigo, Università degli studi di Bari, 1976.
Melillo Michele, Semiconsonanti e consonanti dei dialetti di Puglia nelle versioni della parabola del figliuol prodigo, Università degli studi di Bari, 1990.
Migliorini Bruno, Tagliavini Carlo, Fiorelli Piero, DOP - Dizionario d’ortografia e di pro-nunzia, ERI Studio Edizioni RAI, Torino 1981 (1ª ed. 1969).
Moffa Lorenzo, ‘U resarije ovvero ‘na serate de zenghereiaminde, atto unico, dattiloscritto, Foggia 1990.
Mosca Alfio, ‘U canistre, quaderni del Cenacolo Culturale “C.Ferrini”, a. VIII n. 36, Foggia s.d.
Mucelli Guido, Pe’ te e... pe’ me, Stab. tipografico Cav. L. Cappetta, Foggia 1960.
Na Crucesella (pseud.), Sonetti, in Lo Campo G., Foggia e la questione dialettale, Tipografia Michele Pistocchi, Foggia 1897.
Napolitano Mario, Antiche parole crocesi, manoscritto, Foggia, 2003.
Norillo Michele, ‘N’acque …che macchje!!!, commedia, dattiloscritto, Foggia 2002.
Pagliara Maria Antonietta, Umorismo e sentimento, Sat snc, Foggia 1983.
Pagliara Raffaele, Poesie dialettali foggiane, Tipografia editrice Arpaja, Foggia 1938.
Perrucci, E se n’è gghiut’!, in E. Loiodice, Pochi punti sugli…i, op. cit.
Piemontese Pasquale, Appendice lessicale, in Marchianò Michele, Testi popolari di Capitanata, Amm.ne Prov.le di Capitanata, Atlantica Editrice, Foggia 1984.
Pittàno Giuseppe, L’italiano oggi, Istituto Geografico De Agostini S.p.A., Novara 1987.
Rabbaglietti Amelia, in La tradizione folkloristica foggiana nei canti del popolo, Arti grafiche Umberto Zobel, Foggia 1930.
Rabbaglietti Amelia, Canti e quadretti di vita paesana nella tradizione folkloristica foggiana, La Tipografica, Foggia 1957.
Ria F. Fabio, Vocabolario della “Università del Crocese”, dattiloscritto, Foggia 2003.
Ricci Concetta, Le ricette di Concetta, Edizione Grafilandia, Foggia 2000.
Ricci Mario, Tuttoteatro, commedie in dialetto foggiano, Tip. Adriatica, Foggia 1975.
Ricci Mario, Vocabolario Foggiano-Italiano Italiano-Foggiano, Bastogi, Foggia 1999.
Rispoli Luigi, in Poesia popolare e poesia d’arte a Foggia, Arti Grafiche Ubezzi & Dones, Milano 1933.
Rohlfs Gerhard, Vocabolario dei dialetti salentini, Bayerische Akademie, München 1956.
Ruggiero Gianni, Me míise l’ucchie ‘ngulle, Edizioni ScenAperta, Foggia 2007.
Ruggiero Giustina, in Seconda festa del galluccio, brochure a cura della Associazione Cultura e Ambiente, Foggia 2002.
Sabatini / Coletti, Dizionario della lingua italiana, Disc compact, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze 1997.
Salcesi Amodio, Poesia popolare e poesia d’arte a Foggia, Arti Grafiche Ubezzi & Dones, Milano 1933.
Salvioni C., a cura di, Versioni pugliesi della parabola del “Figliuol prodigo”, Casa editrice “Apulia”, Martina Franca 1913.
Saracino Gaetano, Sott ‘o patàffie, Tipolito Edigraf, Foggia 1999.
Sereno Antonio, Dizionario comparato del dialetto foggiano, Agorà Edizoni, Foggia 2003.
Sica Giacinto, Poesie, Foggia, dattiloscritto, 2001.
Stefanizzo Emilio, Foggia ‘e na vòta, Tipolito Ennio Cappetta & C., Foggia 1984.
Tardio Filippo, Sarrije nu ggaje, commedia, Centrografico francescano, Foggia 2002.
Tardio Filippo, Eje da mò che succéde!, commedia, Tip. GRAFICHE 2000, Foggia 2003.
Villani Carlo, Vocabolario domestico del dialetto foggiano, S.I.E.M., Napoli anno VII e.f. (1929).
Villani Ferdinando, Saggio di vocabolario familiare, Borel e Bompard, Napoli 1841.
Villani Marchesani Giuseppe, La dama di Guascogna ed il Re di Cipri (Novella 1, IX del Decamerone di G. Boccaccio), versione in dialetto foggiano (1874), in G. Papanti “I parlari ita-lianii”, Livorno, Vigo, 1875.
Zuccagni Orlandini A., a cura di, Il dialogo tra un padrone ed un servitore, in Raccolta dei dia-letti italiani, Tofani, Firenze 1864.

Legenda degli autori

AA = Amatruda Alfredo
AL = Amatruda Laura
AM = Amatruda Marisa
AO = Anzivino Osvaldo
BA = Bucci Arturo Oreste
BF = Bellizzi Filippo
BM = Bonfitto Matteo
BN = Bonante Nicola
BP = Boccuzzi Pino
CA = Ciannameo Alfredo
CA¹ = Capozzi Angelo
CA² = Contestabile Amizio
CL = Cea Lino
CM = Colecchia Mirna
CR = Carella Rita
CS = Coda Saverio
CV = Conticelli Vittorio
DAM = Dell’Anno Michele
DLC = de Leo Carmine
DMF = Di Maro Felice
DPM= De Pellegrino A. / Moffa L.
DSR = De Seneen Raffaele
DSO = de Stefano Ottavio
EG = Esposto Giuseppe
FB = Faleo Benito Matteo
FC = Fiorbello Carmine
FD = Ferrara Dino
FO = Fidanza Oriana
FM = Frattulino Michele
FP = Frattulino Paolo
GA = Giuva Aurora
GE = Giordano Elisa / Na crucesella
GF = Garofalo Ferdinando
GG = Guerrieri G.
GG¹ = Giannino Gennaro
IPA = International Phonetic Alphabet
LA = Lepore Antonio
LC = Laccetti Ciro
LCG = Lo Campo Giuseppe
LE = Loiodice Ester
LMG = Lo Mele Giacomo
LR = Lepore Raffaele
MA = Mosca Alfio
MAM = Melillo Armistizio Matteo
ME = Marchesino Eugenio
MG = Mucelli Guido
MG¹ = Marchesino Giuseppe
ML = Moffa Lorenzo
ML¹ = Masullo Lucio
MM = Melillo Michele
MM¹ = Marchianò Michele
MP = Marchetti E. / Pellicano M.
MU = Marano Urbano
NC = Na Crucesella (pseud.) / Elisa Giordano
NM = Norillo Michele
NM¹ = Napolitano Mario
P = Perrucci
PM = Pagliara Maria Antonietta
PP = Piemontese Pasquale
PR = Pagliara Raffaele
RA = Rabbaglietti Amelia
RC = Ricci Concetta
RG = Ruggiero Giustina
RG¹ = Ruggiero Gianni
RF = Ria F. Fabio
RL = Rispoli Luigi
RM = Ricci Mario
SA = Sereno Antonio
SA¹ = Salcesi Amodio
SE = Stefanizzo Emilio
SG = Saracino Gaetano
SG¹ = Sica Giacinto
TF = Tardio Filippo
VC = Villani Carlo
VF = Villani Ferdinando
VMG = Villani Marchesani Giuseppe
ZO = Zuccagni Orlandini A.

Trascrizioni fonetiche

I suoni del linguaggio oggetto di studio della fonetica, a partire dal 1854, anno di pubblicazione del sistema di trascrizione elaborato da K. R. Lepsius in Das allgmeine linguistiche Alphabet, vengono rappresentati per mezzo di un sistema di scrittura convenzionale chiamato alfabeto fonetico, basato sulla corrispondenza biunivoca fra suono e simbolo grafico. L'alfabeto fonetico attualmente più usato dagli studiosi, è il sistema IPA (International Phonetic Alphabet), presentato nel 1949 dalla International Phonetic Association.
   La grafia fonetica usata in questo Dizionario per indicare la pronunzia, e che viene sempre riportata tra parentesi quadre, utilizza il sistema di trascrizione serIPA presentato nella introduzione al "Dizionario fonetico serIPA del dialetto foggiano" , consultabile in altra parte del sito.

[ə] vocale centrale media, o schwa accredendáte [akkrədən'dɜtə]
[ɜ] vocale cntrale semiaperta normale con accento secondario maletímbe [mɜlə'timbə] 
[ɜ] vocale cntrale semiaperta normale abbunáte  [abbu'nɜtə] 
[ɘ] vocale centrale semichiusa normale  vuléve [vu'lɘvə] 
[ɛ] vocale anteriore semiaperta normale cuzzètte  [kut'ʦɛttə] 
[ɛ] e aperta con accento secondario bellóme [bbɛl'lɤmə]
[ʧ] c ciàvele 'ʧavələ]
[ʧ] consonante c(i) affricata - ciaciacche [ʧa'ʧakkə] 
[kj] [c] consonante occlusiva palatale sorda chianghe ['kjanɡə]
[ɡhj] [ɟ] consonante occlusiva palatale sonora pigghià [piɡ'ɡja] 
[ʤ] g(i) consonante dolce (g palatale) Giuvànne [dʤu'wannə]
[ɲ] gn (palatale)  magnà [maɲ'ɲa]
[j] semiconsonante jod (palatale) fruttajúle frutta'jʉlə] 
[kj] consonante chj occlusiva palatale sorda chiagne ['kjaɲə] 
[k] consonante c(h) duro (c velare) chiúve ['kjuvə] 
[ʎ] consonante gl(i) (dolce) uaglióne [waʎ'ʎɤnə]
[n] consonante n  anghianà [anɡja'na] 
[ɤ] vocale o tonica chiusa  caravóne [kara'vɤnə]
[ɔ] vocale o tonica aperta  addòrme [ad'dɔrmə] 
[ɔ] vocale o aperta con accento secondario conzapiàtte [kɔnʣa'pjattə] 
[w] vocale u semiconsonante wau (velare) àcque ['akkwə]
[s] consonante s con suono aspro o sordo sére ['sɘrə]
[ʃ] consonante fricativa postalveolare sorda sciacque ['ʃakkwə]
[z] consonante s con suono dolce o sonoro  sderrúpe [zdərrʉpə] 
[ʦ] consonante z con suono aspro o sordo  zíje ['ʦijə]
[ʣ] consonante z con suono dolce o sonoro  zanníre [ʣan'nirə]

La scrittura del dialetto foggiano

Le vocali mute o schwa e [ə].

La parlata foggiana fa quasi sempre a meno della vocale e atona o con accento secondario che non si trovi all’inizio di una parola. Ad es., il corrispondente foggiano del termine italiano venendo, se ci basassimo solo sulla pronuncia dialettale, dovrebbe essere scritto vnènn, così come il corrispondente dialettale del termine sciocco si dovrebbe scrivere abbunát. Escludendo i vari sistemi di trascrizine (Romanisti, IPA, etc.) dei dialettologi, solo pochissimi autori hanno fino ad ora utilizzato una grafia che in qualche modo provi a riprodurre, più o meno fedelmente, i suoni tipici del dialetto foggiano. Una scrittura di questo tipo, però, facendo a meno dell’appoggio per le vocali, da una parte non garantisce una lettura corretta, e dall’altra si allontana eccessivamente dalle caratteristiche grafiche della lingua italiana. Una convenzione ormai radicata fra i dialettologi, gli studiosi e gli autori, ha por-tato ad inserire quasi regolarmente, e in forme diverse, nella scrittura del dialetto fog-giano, sotto forma di schwa, anche la vocale che non si pronuncia (venenne / vënennë, etc. venendo). Quasi tutti gli autori esaminati hanno escluso la possibilità di eli-minare lo schwa, il simbolo che ha la funzione, nella notazione fonetica, di ‘oscurare’ le vocali mute. Lo schwa, nel dialetto foggiano è stato fino ad oggi rappresentato in diversi modi: e (Bellizzi), ä ë ï ö ü (G. Villani, Marchianò) e (Anzivino, Mucelli, Ricci), é (Loiodice, Rabbaglietti), (Capozzi), ë (Romano, Contestabile). Per quanto mi riguarda, in questo Dizionario, ho utilizzato per la scrittura normale, come i più noti autori dialettali foggiani, l’aspetto grafico della vocale e non accentata, e per la tra-scrizione fonetica il sistema IPA che prevede una e rovesciata [ə] (vergenèlle [vərʤə'nɛllə] verginella; arreggestráte [arrədʤəs'trɜtə] essere a posto, attúrne [at'turnə] intorno, pedúcchie [pə'dukkjə] pidocchi; abbunáte [abbu'nɜtə] sciocco).

Il turbamento vocalico.

Un’altra delle caratteristiche peculiari del dialetto foggiano è quella del turbamento vocalico. Vi sono molti casi in cui le vocali non vengono pronunciate schiette come in italiano, ma presentano delle alterazioni tali da renderle quasi irrico-noscibili. Nella Guida ai dialetti di Puglia (1972), Michele Melillo, esaminando la versione foggiana della parabola del figliuol prodigo scrive: “La fonetica della parlata di Foggia è caratterizzata diffusamente da un vocalismo turbato, che interessa di preferenza le vocali toniche di sillaba aperta. Laddove questo turbamento vocalico cessa, per gli esiti di Ĕ ed Ŏ, date -I, -U, in sillaba chiusa ed aperta, annotiamo un dittongamento decrescente, in cui il primo elemento vocalico fortemente tonico tende a far cadere in atonia o addirittura in dileguo il secondo elemento vocalico. Sono questi i fatti che ci inducono a sistemare la parlata di Foggia nel dominio più propriamente pugliese. Detta sistemazione, del resto è reclamata da altri fenomeni, sempre di natura fonetica, quali l’allungamento prosodico delle vocali, in genere, con il conseguente frangimento di alcune di esse, e passim l’allungamento delle varie vocali, e la mancata palatalizzazione del nesso *sj”.

Il fonema á [ɜ]

Per rappresentare graficamente un fonema molto presente nel dialetto foggiano, che da alcuni autori (Bellizzi, Esposto, Ricci, ecc.) viene descritto come una eu francese ma con suono più chiuso, e che altro non è, per dirla con Michele Melillo, che “la a tonica che si è corrotta velarizzandosi e che presenta un suono turbato che si tinge più di o che di e” (pigghiave [piɡ'ɡjɜvə] prendevo, case ['kɜsə] casa, camenate [kamə'nɜtə] camminata), ho utilizzato il simbolo [ɜ] dell'IPA. Anche questo fonema è stato fino ad oggi rappresentato in diversi modi: á (Bellizzi, M. Melillo, Coda), à (Ricci, Anzivino, ecc.), a (Loiodice, Saracino, Marchetti, Pellicano, ecc.), (Capozzi), ä (Rispoli, Romano). Come hanno già fatto d’altra parte Bellizzi, M. Melillo ed altri, anche io ho pensato di utilizzare per la scrittura normale una á con accento acuto (pigghiáve, cáse, camenáte), perché rimanda immediatamente all’idea di suono cupo, come potrebbe essere appunto il nostro fonema á [ɜ], e al tempo stesso resta legato alla lingua italiana che, difatti, scriverebbe gli stessi termini con pigliava, casa, camminata.

Il fonema i [i] / [ɪ] / [ɨ]

La vocale i tonica a Foggia, specie tra la popolazione più anziana e nei quartieri popolari, in molti casi risulta piuttosto turbata, mentre le nuove generazioni tendono a pronunciarla schietta imitando il suono della vocale italiana. Ad ogni modo nel dialetto foggiano è possibile registrare ben tre suoni diversi della vocale i, per cui, per evidenziarne le differenze, nella normale scrittura, dovremmo far ricorso agli accenti grave e acuto. Ad es. per parole come píle ['pɨlə] pelo, síve ['sɨvə] sevo, muríje [mu'rɨjə] morì, etc., pensando alla pronuncia degli anziani, potremmo, nella scrittura normale, usare una í con accento acuto e per la trascrizione fonetica IPA utilizzare il segno diacritico [ɨ]. Invece parole come mastrìlle [mas'trɪllə] trappola per topi, zavezicchie [ʦavə'ʦɪkkjə] salsiccia, fìgghie [fɪɡɡjə] figlio, venì [və'nɪ] venire etc. si potrebbero segnare con l'accento grave ì e per la trascrizione fonetica IPA usare il segno diacritico [ɪ]. Infine per parole come turcenille [turʧə'nillə] involtino, tredecaminde [trədəka'mində] pettegolezzo, cungirte [kun'ʤirtə] concerto, etc. potremmo usare, sia per la scrittura normale che per le trascrizioni IPA, la vocale i priva di accenti.

Il fonema u [u] / [ʊ] / [ʉ]

Anche per la vocale u tonica foggiana, come per la vocale i esaminata, è possibile registrare  tre o addiruttura quattro suoni diversi, per cui, per evidenziarne le caratteristiche fonetiche, nella normale scrittura dovremmo far ricorso agli accenti grave e acuto. Ad es. per parole come fruttajúle [frutta'jʉlə] fruttivendolo, maccarúne [makka'rʉnə] maccheroni, maccatúre [makka'tʉrə] fazzoletto, potremmo, nella scrittura normale, usare una ú con accento acuto e per la trascrizione fonetica IPA utilizzare il segno diacritico [ʉ]. Invece parole come mazzamùrre [matʦa'mʊrrə] rozzo, 'mbrùgghie [m'brʊɡɡjə] imbroglio, brùtte [b'brʊttə] brutto etc. potremmo segnarle con l'accento grave ù e per la trascrizione fonetica IPA usare il segno diacritico [ʊ]. Infine parole come furne ['furnə] forno,  bune [b'bunə] buono, zuppe ['ʦuppə] zuppa / zoppo, etc. potremmo usare, sia per la scrittura normale che per le trascrizioni IPA, la vocale u priva di accenti.

Vocali toniche e ed o. 

Le vocali toniche e ed o, prevedendo la possibilità di un doppio suono, se si vuole aiutare il lettore ad avvicinarsi il più possibile alla corretta pronuncia del dialetto foggiano, nella scrittura normale dovrebbero essere segnate con l’accento appropriato, e cioè acuto [ó-é] quando la pronuncia prevede la chiusura delle vocali (allóre [al'lɤrə] allora; decéve [də'ʧɘvə] docevo/a/i), e grave [ò-è] quando la pronuncia ne prevede l’apertura (Tatònne [ta'tɔnnə] Antonio; accugliènze [akkuʎ'ʎɛnʣə] accoglienza).

Vocale tonica à [a]

La vocale a tonica à [a], fatti salvi i casi di turbamento vocalico già esaminati in precedenza, non avendo la possibilità di un doppio suono, in questo Dizionario, in caso di necessità, viene convenzionalmente segnata con accento grave, quindi à (es. adàtte [a'dattə] adatto, magnà [maɲ'ɲa] mangiare, vàrve ['varvə] barba, etc.), mentre nella trascrizione fonetica IPA viene rappresentata con una normale [a] non accentata.

Gli accenti.

Sebbene sia opportuno, nella scrittura normale del dialetto foggiano, segnare con gli accenti grave (`) ed acuto (´) solo le vocali toniche delle parole che potrebbero far insorgere nel lettore qualche dubbio sulla corretta pronuncia delle stesse, questo Dizionario, dal momento che trascrive in IPA fra parentesi quadre [] tutte le voci presenti,  pone sistematicamente l’accento, come nella lingua italiana, solo sulle vocali toniche tronche (magnà, fenì, bambalù, chemò, avvedè). Sarebbe opportuno, invece, segnare sempre con accento acuto le vocali turbate á, í, ú, anche per differenziarle dalle stesse vocali toniche normali che nella pronunca si avvicinano abbastanza a quella dell'italiano locale.

Le semiconsonanti.

Nella scrittura del dialetto foggiano, ancora una volta a causa delle sue peculiarità fonetiche, particolari dubbi e incertezze, da sempre, suscita la trascrizione della semiconsonante i [j]. In particolare di fronte alla trascrizione di termini come mio ['mijə], Maria [ma'rɪjə], cioè quando siamo in presenza della semiconsonante j in dittonghi decrescenti, si possono intraprendere varie strade, fra cui la trascrizione con una i lunga / j /  (mije) sembra quella più gradita alla maggior parte degli autori. Per approfondire il discorso sulle semiconsonanti sarà opportuno, quindi, avvalersi di alcuni contributi.

“I Romani – scrive Luisa Cocci, docente li lingue e lettere classiche – non conoscevano la lettera -j- e utilizzavano -i- come medesimo segno di notazione sia per la i vocalica che per la i semivocalica. Col passare dei secoli la grafia del latino subì alcune alterazioni, a causa della tendenza dei dotti a portare innovazioni grafiche per una maggiore precisione delle notazioni fonetiche: il fatto più notevole fu appunto la sostituzione della -i- semiconsonantica con -j- e della -u- (che originariamente denotava sia u che v) semivocale con -v-, lettera sconosciuta ai latini. L’innovazione, che investì, oltre alla grafia del latino, anche quella dell’italiano, avvenne ad opera dell’umanista Gian Giorgio Trissino (1524). Da allora in latino (come accade ancora in molti dizionari) si trova distinto il segno della -i- vocale da quello della -j- semivocale (detta jod o i lunga). Le semiconsonanti (o semivocali) sono suoni intermedi tra quello vocalico e quello consonantico. Le semiconsonanti sono due: la semiconsonante palatale i (detta jod e trascritta foneticamente /j/, e la semiconsonante velare u (detta uau e trascritta foneticamente /w/. In pratica si tratta delle vocali chiuse i e u pronunciate restringendo ulteriormente il canale orale attraverso cui passa l’aria: es. ieri piano uomo guida. La differenza tra una i vocalica ed una i semiconsonantica risulta evidente se si confrontano due parole come tiro e piove. Nella parola tiro la i è una vocale: è infatti l’elemento portante della sillaba in cui si trova, è accentata ed è sostituibile solo da un’altra vocale: “tiro” > “toro”. Nella parola piove, ivece, la i è una semiconsonante, infatti non è accentata, ha bisogno di un’altra vocale (la o in questo caso) per fare sillaba ed è sostituibile non con una vocale, ma con una consonante: “piove” > “prove”. Lo stesso discorso vale per distinguere la u vocalica dalla u semiconsonantica di uomo e guida. In italiano le semivocali si trovano esclusivamente nei dittonghi, che nascono appunto dalla combinazione di una semiconsonante (atona) e di una vocale tonica o atona, ad es. ie io iu. Nell’alfabeto italiano un tempo (grosso modo fino al secolo scorso) la j/J (i lunga) era usata, appunto, per la i semiconsonantica (jeri) o per la doppia ii delle desinenze plurali (vizj) e veniva pronunciata a tutti gli effetti come una i normale. Anche oggi nei rari nomi propri in cui si è conservata, la j mantiene il suono di una i: Jolanda, Jugoslavia. Oggi, però, in Italiano, l’uso più frequente della j (praticamente quasi scomparsa dall’alfabeto nazionale) si ha, come consonante propria di alcuni alfabeti stranieri, nei prestiti per lo più dall’inglese, nel cui caso si pronunzia come una g palatale sonora: jazz, jet, jukebox, jolly, jersey, ecc.”

Michele Melillo nel suo corso di Dialettologia italiana afferma: “Le semiconsonanti vanno dette anche semivocali. Ma non hanno dei caratteri tanto distintivi da farle classificare né come vere e proprie vocali, né come vere e proprie consonanti. Partecipano da una parte della stessa natura delle vocali in quanto gli organi fonatori vengono a disporsi nella stessa posizione che occupano per l’articolazione di un suono vocalico; e dall’altra parte ripetono le condizioni che sono proprie di una consonante, perché esse pure, per una particolare costrizione della cavità boccale, diventano percepibili come sonanti soltanto in combinazione con un elemento vocalico. Di queste semiconsonanti (o semivocali) ne conosciamo due: una di natura palatale che si accosta alla vocale i ed è indicata con i̯, e l’altra di natura velare, che si accosta alla u ed è indicata con u̯. Sono riconoscibili sia nei dittonghi crescenti, che in quelli decrescenti. I suoni J-, GL-, GJ-, DJ- del latino classico si debbono essere risolti in una J- ossia in una yod che sostanzialmente s’identifica con una semiconsonante palatale che noi indichiamo con i̯. Nella Puglia settentrionale la condizione antica deve aver offerto una resistenza sensibile.”

In questo Dizionario, per le trascrizioni fonetiche della semiconsonante i useremo il simbolo IPA [j], mentre per quanto riguarda la scrittura normale useremo quasi sempre la i e solo in alcuni casi la j. Per quanto riguarda la semiconsonante u, per le trascrizioni fonetiche useremo il simbolo IPA [w], mentre per la scrittura normale, a seconda dei casi, useremo u o v.

La prostesi.

Nell’italiano moderno l’uso della prostesi è relegato a quei pochi casi in cui la prima parola termina con una consonante e la seconda inizia con s seguita da consononante (per iscritto, in istrada, in ispirito), oppure quando si verifica l’aggiunta di un elemento non etimologico in principio di parola (ignudi per nudi). Nel dialetto foggiano, invece, questo fenomeno è piuttosto diffuso; per cui sentiremo, e quindi scriveremo, acalà invece di calà, achiude invece di chiude, addumannà invece di dumannà, e così via.

Il raddoppiamento sintattico.

Molti autori, in alcuni casi legati alla corretta pronunzia di una frase, hanno sentito la necessità di raddoppiare la consonante iniziale di un vocabolo (es. me fáje chiagne [mə 'fɜjə 'kjaɲɲə] mi fai piangere; nen m’è fa chiagne a mme [ne mm-ɛ fa 'kjaɲɲə a mmɛ] non devi farmi piangere). Questo fenomeno di pronuncia, presente anche nella lingua italiana ma del tutto ignorato nella scrittura, detto raddoppiamento sintattico, molto diffuso nell’area centromeridionale, consiste nel pronunciare, appunto, doppie alcune consonanti iniziali, quando sono precedute da parole che attualmente finiscono in vocale, ma nella lingua latina finivano in consonante, ad es. «a (m)me)», «già (d)detto», «è (v)vero», (dove a, già, è corrispondono al lat. ad, iam, est). D’altra parte il dialetto napoletano, che come è noto ha una tradizione linguistica molto più antica ed autorevole di quella foggiana, per necessità fonetiche raddoppia sistematicamente la consonante iniziale di parola come si può rilevare da alcuni esempi tratti da una sola pagina de “La gatta Cenerentola” di R. De Simone: E gghiammo cor’ ‘e mamma / E andiamo cuore di mamma - Sta parola nu’ sta bbona ‘mmocca’a tte / Questa parola non sta bene in bocca a te - Na mamma comm’a vvuie nu’ ppo’ ttene’ ‘e ffelinie ‘ncopp’ ‘o core / Una mamma come voi non può tenere la fuliggine sul cuore.

In questo Dizionario i vocaboli che in alcuni contesti presentano la necessità di un raddoppiamento fonosintattico vengono riportati all’interno della voce corrispondente. 

chjù ['kjʊ] avv. Più. || Anche cchjú [k'kjʊ], dicchjú [dik'kjʊ] || SA Fatte chjú là! ['fattə k'kjʊ l'la] Spostati! lett. Fatti più là. || GG chijû / chijù / chiù (1834) || NM chjù. ||  GF cchjù. || EG ‘cchiú. || MP cchijù. || FP cchiù. 

L’elisione.

Anche nel dialetto foggiano, come nella lingua italiana, abbiamo numerosi casi in cui è possibile elidere una vocale, cioè toglierla in fine di parola, per evitarne l'incontro con la vocale iniziale della parola successiva. La vocale soppressa viene sostituita con l’apostrofo che è appunto il segno dell’elisione (l’ugliarule / lu ugliarule / il venditore di olio; prim'attore / prime attore / prim'attore; Sand’Agustine / Sande Agustine / Sant’Agostino; ch’agghia / che agghia / che cosa devo; s’è / se è / si è ; n’ome / nu ome / un uomo; m’abbatte / me abbatte / mi batte; d’uve / de uve / d’uva).

L’aferesi.

Il dialetto foggiano, in misura decisamente più rilevante che nella lingua italiana, presenta il fenomeno linguistico dell’afèresi che consiste nella caduta del suono iniziale, o nella soppressione della vocale o della sillaba iniziale di un vocabolo e nella loro sostituzione con una virgola posta in alto a sinistra ('Dduluráte [ddulu'rɜtə] Adduluráte / Addolorata; 'ndavulà [ndavu'la] indavulà / intavolare; 'ndechetà [ndəkə'ta] andechetà / antichità). Il fenomeno è tanto più presente in quanto il dialetto foggiano, specie in presenza dell’avverbio di negazione non o della preposizione in, spesso trasforma in un solo vocabolo intere locuzioni (ngià = nen ce (l)a / non ce la; nfacenne = nen facenne / non fare; nzacce = nen sacce / non so; nziamáje = nen sija máje / non sia mai; ‘mbacce = in facce / in faccia; 'nganne = in canne / in gola; ‘ngrazie = in grazie / nella grazia, ringraziando; 'nzottamure = in sotte a (l)u mure / sotto il muro; 'nzunne = inde a (l)u sunne / in sonno).

L’apostrofo.

L’apostrofo è il segno grafico a forma di virgola che viene posto in alto a destra di parole che hanno subito l’elisione (un’amica) o l’apocope della sillaba finale (to’ = togli). Il dialetto foggiano, rispetto alla lingua italiana, necessita di un uso più massiccio di questo segno grafico. E’ opportuno, infatti, usare l’apostrofo, oltre che nei casi di elisione o di aferesi già descritti, anche quando un vocabolo è seguito dalla preposizione a (a) o dall’art. ‘a (la), che vanno a fondersi con la parola stessa ('ngáp‘a te = in cápe a te / in testa a te; vogghi’a te = vogghie a te / ti voglio; damm’a giacchètte = damme (l)a giacchètte / dammi la giacca). In questi casi, come abbiamo visto, si omette anche la scrittura della e muta finale di parola, es: vogghi’a te, invece di vogghie a te.

La consonante k.

Come è noto nella lingua italiana la consonante k, lettera degli alfabeti europei in caratteri latini, è usata pochissimo, e solo per le parole straniere o di derivazione straniera, e per alcuni simboli. Denominata cappa è considerata prevalentemente di genere maschile. Presente anche nel latino arcaico (Karthago = Cartagine), compare oggi in parole dotte di origine greca (koinè = parlata comune). Il suono è quello della occlusiva velare sorda [k], corrispondente alla c dura. Nella lingua italiana questo fono è rappresentato dalla lettera C seguita dalle vocali A, O o U o dal digramma CH. Alcuni fra i più importanti autori, come ad es. O. Anzivino, e studiosi del dialetto foggiano, come M. Melillo, per differenziare la c dolce o palatale da quella dura o velare, hanno introdotto anche nella scrittura normale la consonante k (in Anzivino abbiamo kecòzze, kemmùne, lùkkele, mellìke, fùke; in M. Melillo abbiamo kase, pekerúcce, rasekále, skapulatúre). In Anzivino è però evidente che la k serve a sostituire solo il digramma italiano ch, mentre M. Melillo la usa indistintamente per sostituire sia la c dura che il ch.

In questo Dizionario, invece, per non allontanarci troppo dalle caratteristiche di scrittura della lingua italiana, la consonante k viene usata solo quando ci si trova in presenza di parole contenenti il digramma sc (lo stesso delle parole italiane sci, scimmia, asciugare), seguito dalla c aspra (la stessa di casa, colonia), o dal digramma ch (lo stesso di chiesa, chiodo) quali ad es. sckande [ʃ'kandə] spavento, sckife [ʃ'kifə] schifo, sckitte [ʃ'kittə] soltanto, abbuscke [ab'bʊʃkə] guadagno, termini in cui è necessario far sentire chiaramente e distintamente sia il suono sc che il fonema c / ch duro o velare. La k inoltre, in questo Dizionario,  viene usata per scrivere la prep. semplice ke [kə] con, e le prep. articolate k'a [k-a] con la, colla, k’i [k-i] con i, con le, coi, colle, cogli, k'u [k-u] con il, con lo, col, collo.

Consonanti s e z.

Non ritengo opportuno, nella scrittura normale, al pari di quanto accade nella lingua italiana, evidenziare anche graficamente la differenza fra una s aspra [s] ed una dolce [z], e fra una z aspra [ʦ] ed una dolce [ʣ]. Tale differenza verrà messa in risalto solo nelle trascrizioni fonetiche es. sére ['sɘrə], sderrúpe [zdərrʉpə], zíje ['ʦijə], zanníre [ʣan'nirə].

Doppia z [tʦ] / [dʣ]

Pur non ritenendo un grave errore, come nella ortografia italiana, il raddoppiamento della consonante z in termini quali neguziande, addezione, rengrazià, perché graficamente corrispondente al termine effettivamente pronunciato, tuttavia in questo Dizionario useremo la doppia zz [tʦ] / [dʣ] solo nelle trascrizioni fonetiche, es. neguziande [nəɡud'ʣjandə] negoziante; addezione [addət'ʦjɤnə] addizione; rengrazià [rənɡrad'ʣja] ringraziare.

Altre consonanti doppie.

Nella versione dialettale di termini quali agitare, agevolare, ragionare, artigianato, regina, useremo, invece, nel pieno rispetto della consuetudine linguistica locale, la doppia gg sia nelle trascrizioni fonetiche che nella scrittura normale (aggetà [adʤə'ta] agitare; aggevulà [adʤəvu'la] agevolare; arraggiunà [arradʤu'na] ragionare; arteggianate [artədʤa'nɜtə] artigianato; reggine [rəd'ʤɪnə] regina). Analogamente, per la versione dialettale di termini quali ribelle, ribattere, useremo la doppia bb sia nelle trascrizioni fonetiche che nella scrittura normale (rebbelle [rəb'bɛllə] ribelle; rebbatte [rəb'battə] ribattere). Lo stesso criterio potrà essere applicato ad altri casi isolati, quali ad es. 'nnammurate [nnammu'rɜtə] innamorato, assemmegghie [assəm'mɛɡɡjə] assomiglia, adducchià [adduk'kja] adocchiare, ecc.

Per il resto credo che il sistema di scrittura elaborato dalla lingua italiana si possa tranquillamente applicare al dialetto foggiano.

Suggerimenti di ortografia del dialetto foggiano

Vocali mute o schwa.

Nel dialetto foggiano la vocale finale di ciascuna parola, notoriamente indistinta, e quindi che non si pronuncia, a meno che non si tratti di una vocale tonica (venì, azzuppà, vedè),  si dovrebbe sempre scrivere con la e (affavugnate [affavuɲ'ɲɜtə] accaldato, afflitte [af'flittə] afflitto).

Anche la vocale muta non finale di parola si dovrebbe scrivere sempre con la e sebbene non si pronunci mai (es abbetà [abbə'ta] abitare; angutene [an'ɡutənə] incudine; freffelate [frəffə'lɜtə] fildiferro). 

Vocali toniche e ed o.

Salvo i casi di parole con vocale finale tonica (chemò [kə'mɔ] comò; vedè [və'dɛ] vedere) in cui è obbligatorio porre l’accento grave, si consiglia di porre sulle vocali toniche e ed o l’accento appropriato (grave o acuto) solo quando i termini dialettali presentano una forma di scrittura molto diversa da quella della lingua italiana (ferzóle [fər'ʦɤlə] padella), o nei casi di scostamento di pronuncia dal modello toscano; fórse ['fɔrsə] forse). Inoltre, per evitare possibili confusioni, si consiglia di porre l’accento appropriato sulla e tonica quando il vocabolo contenga anche vocali mute non finali di parola (fèmmene ['fɛmmənə] femmina).

Vocali toniche a, i ed u.

Salvo i casi di parole con vocale finale tonica (es. magnà [maɲ'ɲa] mangiare; patì [pa'tɪ] patire; bambalù [bbamba'lʊ] altalena) in cui è obbligatorio porre l’accento grave, per il resto si rinvia alle note precedenti sui fonemi a, i ed u.

Fonema á [ɜ].

Si consiglia di porre sempre l’accento acuto sulla vocale a tonica velarizzata centrale á [ɜ], che a Foggia come abbiamo visto, risulta fortemente turbata (lupunáre [lupu'nɜrə] asmatico; lundáne [lun'dɜnə] lontano; 'mbaláte [mba'lɜtə] impalato, jurnáte [jur'nɜtə] giornata), anche per distinguerla dalla normale a tonica ('mbaste [m'bastə] impasto; maretagge [marə'tadʤə] corredo; lambe ['lambə] lampo) sulla quale porremo l’accento grave quando lo riterremo opportuno.

Apostrofo.

L’apostrofo deve essere posto davanti alla consonante ad inizio di parola quando c’è afèresi, cioè la caduta di una vocale che non viene scritta (‘na [na] una; 'nzunne [n'ʣunnə] in sonno) e nei casi di elisione (t’àgghie [t'aɡɡjə] ti ho). L’apostrofo, inoltre, nel dialetto foggiano sostituisce una originaria consonante caduta nel caso degli articoli ‘u = lu / lo, ‘a = la / la, ‘i = li / gli. Si deve usare anche per indicare i vari casi di troncamento presenti nel dialetto foggiano (fa’ = fare / fai; a’ = alla, pe’ = per, si’ = sei, po’ = poi, so’ = sono, mo’ = adesso, ando’ = dove; pu’ = per il)

Semiconsonante/semivocale j. 

Scriveremo la i con il simbolo grafico della i lunga / j /, anche per evitare la scrittura della doppia ii (Mariie, faciie), quando fa parte dei dittonghi crescenti o ascendenti ja, je, ji, jo, ju, ed in particolare:
a. Quando fa parte del dittongo ja..., je..., ji..., jo..., ju..., che si trova all’inizio di parola, o all’inizio del secondo termine di parola composta. Es: jotte ['jɔttə] acqua della bollitura; jurnáte [jur'nɜtə] giornata; jacuvelle [jaku'vɛllə] confusione, jeve ['jɘvə] andava; jiresinne ['jirə'sɪnnə] andarsene, mizzejurne [midʣə'jurnə] mezzogiorno; jinere ['jinərə] genero; jocchele ['jɔkkələ] chioccia; lavedejonne [lɜvədə'jɔnnə] brodaglia.
b. Nell’infinito dei verbi terminanti in …. Es. anghjì [an'ɡjɪ] riempire; ['jɪ] andare.
c. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …jì… Es. mujine [mu'jɪnə] moina; ajire [a'jirə] ieri; chjine ['kjinə] pieno; jìve ['jɪvə] andavi; jìje ['jɪjə] andai / andò; chjise ['kjɪsə] chiesa.
d. Nell’infinito dei verbi terminanti in …ajà, …ijà, …ejà, …ujà. Es: abbijà [abbi'ja] avviare, galijà [ɡali'ja] sbadigliare; ammezzijà [ammədʣi'ja] insegnare; janghijà [janɡi'ja] biancheggiare; mastrijà [mastri'ja] primeggiare; 'nnaffijà [nnaf-fi'ja] innaffiare; nazzechijà [natʦəki'ja] cullare; scialpijà [ʃalpi'ja] balbettare; sciascijà [ʃaʃi'ja] rilassarsi; sckaffijà [ʃkaffi'ja] schiaffeggiare; appujà [appu'ja] appoggiare; stujà [stu'ja] pulire; vavejà [vavə'ja] sbavare; singhejà [sinɡə'ja] segnare; abbajà [abba'ja] abbaiare; struppijà [struppi'ja] storpiare. 
e. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ijà..., ...ijá...,  ...ijó..., ...ijù..., ...ijè... Es: abbijarse [abbi'jarsə] avviarsi; buscijarde [bbuʃi'jardə] bugiardo; cambijale [kambi'jɜlə] cambiale; currijame [kurri'jɜmə] finimento per cavalli; zijane [ʦi'jɜnə] zio; carijole [kari'jɤlə] cariola; rijone [ri'jɤnə] rione; fruttajule [frutta'jʉlə]; pisciajule [piʃʃa'jʉlə] pescivendolo; abbijáte [abbi'jɜtə] avviato, mazzijáte [matʦi'jɜtə] bastonato; salijate [sali'jɜtə] poco di buono; favecijanne [favəʧi'jannə] falciando; frijenne [fri'jɛnnə] friggendo; frijute [fri'jʉtə] fritto.
f. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ajà..., …ajù...,  …ajè..., …ajì...…ajó... Es: vajasse [va'jassə] domestica trasandata; ajute [a'jʉtə] aiu-to; cuccuvajuzze [kukkuwa'jʊtʦə] iettatore; pastajole [pasta'jɤlə] pastaia; majestre [ma'jɛstrə] maestro; ajire [a'jirə] ieri.
g. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ejù… Es: fejute [fə'jʉtə]  fuggito.
h. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza .…ujù..., ...ujà..., ...ujè..., ...ujé..., ...ujì... Es: fujute [fu'jʉtə] fuggito; giujelle [dʤu'jɛllə] gioiello; mujine [mu'jɪnə] moina; cujete [ku'jɘtə] quieto; 
i. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza atona …aje…,…uje…, ...ija..., ...eje... Es: accujetà [akkujə'ta] acquietare; rijalà [rija'la] regalare; dejettate [dəjət'tɜtə] trasandato; sdejelláte [zdəjəl'lɜtə] sciancato; ajutà [aju'ta] aiutare; majellese [majəl'lɘsə] vento freddo; bijatore [bbija'tɤrə] avvio. 
Scriveremo, inoltre, la i con il simbolo grafico della i lunga / j /, solo in alcuni dei casi in cui fa parte dei dittonghi decrescenti o discendenti aj, ej, ij, oj, uj, ed in particolare:
a. Nei vocaboli e nelle forme verbali terminanti in …áje, …èje, …ìje, …ìja, …óje, …òje, …ùje. Es: abbáje [ab'bɜjə] abbaia; stáje [s'tɜjə] stai; pigghiáje [piɡ'ɡjɜjə] prese; penzáje [pən'ʣɜjə] pensò; pedeje [pə'dɘjə] pancetta di pecora; pazzeje [pat'ʦɘjə] scherza; ched'eje [kɛ'dɘjə] che cosa; abbije [ab'bɪjə] avvia; ascije [aʃ'ʃɪjə] uscì; befanije [bbəfa'nɪjə] epifania; buscije [bbu'ʃɪjə] bugia; carechije [karə'kɪjə] carica; pecundrije [pəkun'drɪjə] ipocondria; gallerije [ɡalle'rɪjə] galleria; facije [fa'ʧɪjə] fece; ije ['ijə] io; mije ['mijə] mio; vije ['vɪjə] via, zije ['ʦijə] zio; Marije [ma'rɪjə] Maria; Lucije [lu'ʧɪjə] Lucia; mustrarije [mustra'rɪjə] mostruosità; pazzije [pat'ʦɪjə] scherzo; dóje ['dɤjə] due; duje ['dʉjə] due; fanóje [fa'nɤjə] falò; suje ['sʉjə] suo; struje [s'trʉjə] consumare; vija ['vija] via; frijaóve [frija'ɤvə] tegamino per le uova; gióje [d'ʤɤjə] gioia.
b. Nella terza persona plurale dell’indicativo presente dei verbi terminanti in …èjene. Es: palièjene [pali'jɛjənə] picchiano; tretechièjene [trətəki'jɛjənə] criticano.

Semiconsonante/semivocale u.

Originariamente, come abbiamo visto, la semiconsonante u denotava sia la u che la v. Il dialetto foggiano ha mantenuto foneticamente intatta questa caratteristica. Noi per avvicinare il più possibile la scrittura del dialetto foggiano a quella della lingua italiana, quando un determinato lemma ha subito tale trasformazione, useremo la v per la scrittura normale e la [w] nelle trascrizioni fonetiche (abbuverà [abbuwə'ra] abbeverare; Giuvanne [dʤu'wannə] Giovanni; adduvenà [adduwə'na] indovinare; aggiuvà [adʤu'wa] appagare; arruvà [arru'wa] arrivare; carnuvale [karnu'wɜlə] carnevale; cruvattine [kruwat'tɪnə] cravattino; cuccuvaje [kukku'wɜjə] civetta; cuverte [ku'wɛrtə] coperta; sduvacà [zduwa'ka] svuotare). In tutti gli altri casi useremo semplicemente la u per la scrittura normale e la [w] nelle trascrizioni fonetiche (guáje ['ɡwɜjə] guaio; Pasquále [pas'kwɜlə] Pasquale; stracquáte [strak'kwɜtə] stancato; Guiducce [ɡwi'dʊtʧə] Guido; quinecine [kwinə'ʧɪnə] quindicina; delinguènde [delin'ɡwɛndə] delinquente).

Consonante k.

I soli casi in cui useremo la consonante k sono quelli in cui sia necesseraio, per esigenze fonetiche, mettere in risalto sia il digramma sc che il suono aspro della c o del digramma ch, es: sckande [ʃ'kandə] spavento, sckife [ʃ'kifə] schifo, sckitte [ʃ'kittə] soltanto, abbuscke [ab'bʊʃkə] guadagno, sckacche [ʃ'kakkə] chiazza rossa in viso; sckafareje [ʃkafa'rɘjə] grosso recipiente; sckafarole [ʃkafa'rɤlə] grosso recipiente; sckaffà [ʃkaf'fa] ficcare dentro con forza; sckàffe [ʃ'kaffə] schiaffo; sckaffijà [ʃkaffi'ja] schiaffeggiare. Useremo inoltre, la consonantre k per scrivere la prep. semplice ke [kə] con, e le prep. articolate k'a [k-a] con la, colla, k’i [k-i] con i, con le, coi, colle, cogli, k'u [k-u] con il, con lo, col, collo.

La g dolce o affricata postalveolare sonora [ʤ].

La consonante g dolce, detta anche affricata postalveolare sonora, viene sempre trascritta con il simbolo IPA [ʤ] (junge ['jʊnʤə] giunco, Giggine [dʤid'ʤɪnə] Luigi, sigge ['sɪdʤə] riscuotere), e si legge come nelle parole italiane Luigi, seggio, fagiano, giocare, etc.

La g dura o occlusiva velare sonora [ɡ]

La consonante g dura, detta anche occlusiva velare sonora, viene trascritta con il simbolo IPA [ɡ], (agghie ['aɡɡjə] ho, migghiere [miɡ'ɡjɘrə] moglie, segarette [səɡa'rɛttə] sigaretta, tagghià [taɡ'ɡja] tagliare), e si legge come nei termini italiani gondola, gallo, ghetto, ghiro, ghiaccio, etc.

DIZIONARIO COMPARATO FOGGIANO-ITALIANO

A

'a [a] art. La. || SA Va’ pigghie 'a zappe ['va 'pɪɡɡjə a 'ʦappə] Vai a prendere la zappa.‌ || ZO la (1864) || BF a. || DAM ‘a.

'a [a] prep. art. Della. || Anche d’a [d-a] || BF a Madonn’ -a Croce [a ma'dɔnn a 'krɤʧə] N.d.R. la Madonna della Croce. || LR l’ugliarùle ‘a strade de Sand’Anne [l uʎʎa'rʉlə a s'trɜdə də 'sand 'annə] N.d.R. Il venditore d’olio della strada di Sant’Anna. || LR 'a. || BF -a.

a [a] prep. sempl. A, Ad. || LA ‘A Liline Lepore [a lli'lɪnə 'lɛpɤrə] A Raffaele Lepore. || VC acqua a vìento ['akkwa a v'vində] Acquivento. N.d.R. lett. Acqua a vento. || GG a (1834) || LA ‘a.

a’ [a] prep. art. Alla. || SA A’ faccia tuje [a 'fatʧa 'tʉjə] Alla faccia tua. || ZO allia (1864) || LR ‘a.

abbacà [abba'ka] v. rifl. Essere giú di morale, Placarsi, Calmarsi. ||  RF abbacà [abbaká].

abbacate [abba'kɜtə] agg. Avvilito, Scorag­giato, Depresso, Calmato, Placato. || SA Da quanne ha perze 'a fatiche, s'è abbacate [da 'kwannə a p'pɛrʦə a fa'tikə s-ɛ abba'kɜtə] Da quando ha perso il lavoro, si è avvilito || RF s’èje abbacàte. N.d.R. si è calmato. || RF abbacàte [abbakåte̯].

abbadà [abba'da] v. Accudire, Stare attenti a qualcuno o qualcosa. ||  GG abbadà (1834) || SA¹ abbadà’.

abbagnà [abbaɲ'ɲa] v. Bagnare. || Anche bagnà [baɲ'ɲa] || RF abbagnà [abbaññá].

abbalite [abba'lɪtə] agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto. || Anche abbalute [abba'lʉtə] || AO abbalìte.

abballà [abbal'la] v. Ballare. || Anche ballà [bbal'la] || FO 'E belle e n'abballe [È belle̥ e n'abballe̥] È bello e non balla. || SA S’è mmise ‘a bballà a tarandelle [s-ɛ m'mɪsə abbal'la a taran'dɛllə] Si è messo a ballare la tarantella. || LE ka rirene, cànda­n'e abbàlléné [ka 'rɪrənə, 'kandən-ɛ ab'ballənə] N.d.R. che ridono, cantano e ballano. || GF abballà. || Etim. dal tardo lat. ballāre, drv. del gr. ballzein «tripudiare, ballare»

abbalute [abba'lʉtə] agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto. || Anche abbalite [abba'lɪtə] || TF  abbalùte.

abbandunate [abbandu'nɜtə] pp. e agg. Abbandonato. || LA Ind'o panare, sûle e abbandunate ['ind ɔ pa'nɜrə 'sʉlə ɛ abbandu'nɜtə] N.d.R. Nella cesta, solo e abbandonato. || LA abbandunate.

abbarrucà [abbarru'ka] v. antiq. e fig. Ciabattare, Compiere con negligenza e in fretta. || cfr. acciammattà [atʧammat'ta]  || VC abbarrucà (1929).

abbasate [abba'sɜtə] agg. Posato, Persona matura ed equilibrata. || TF abbasàte.

abbasce [ab'baʃʃə] avv. Abbasso, Giú, Di sotto. || MG abbascia a 'na grotta [ab'baʃʃə a na 'ɡrɔttə] giù in una grotta.  || LE Mendré ije me ne ijeve rucelanne abbasce ['mɛndr 'ijə mə nə 'jɘvə ruʧə'lannə ab'baʃʃə] Mentre ruzzolavo in basso. || BF abbasce (1894). || MG abbascia (1910). || VC abbàscio (1929). || LE  abbasce. || TF abbàsce. || SG abbascie.  

abbatte [ab'battə] v. Battere le mani, la lana, ecc. || VC m’abbatt’ ‘u core [m-ab'batt-u 'kɤrə] N.d.R. mi batte il cuore. || VC Abbattere li mataràzze [ab'battə i mata'ratʦə] Battere con la mano aperta materassi. || AO M'abbàtte 'a fianghètte [m-ab'battə a fjan'ɡɛttə] Mi batte la fianchetta. || VC abbattere (1929). || PR abbatt’. || AO abbàtte.

abbattute [abbat'tʉtə] pp. e agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto. || SA È state bucciate all’esame, e s’è abbattute [ɛ s'tɜtə but'ʧɜtə all e'sɜmə ɛ s-ɛ abbat'tʉtə] È stato bocciato agli esami, e si è depresso.

abbesugnà [abbəsuɲ'ɲa] v. Aver bisogno. || SA Si t’avesse abbesugnà cocche cose, vine da me [si t a'vɛssə abbəsuɲ'ɲa 'kɔkkɛ k'kɤsə, 'vinə da mɛ] Se dovessi aver bisogno di qualcosa, vieni da me. || [fg. bisògno -   ital. biʃógno]

abbesugne [abbə'sʊɲɲə] sm. Bisogno. || Anche besugne [bbə'sʊɲɲə] || RF tèn’abbesugne. N.d.R. Ha bisogno. || BA abbesuogne. || RF abbesugne [abbe̥sųññe̯].

abbetà [abbə'ta] v. Abitare. || Anche agabbetà [aɡabbə'ta] || SA abbete ‘e Cruce ['abbətə-ɛ 'krʊʧə] Abita alle Croci -al Rione Croci-. || RM abbetà.

abbetate [abbə'tɜtə] pp. e agg. Abitato.

abbetine [abbə'tɪnə] sm. Scapolare. || VC abetìna, betìna (1929).

abbetuà [abbətu'a] v. Abituare. || Anche ‘bbetuà [bbətu'a] || SA T’agghia abbetuà a camenà ritte [t 'aɡɡj abbətu'a a kkamə'na 'rɪttə] Ti devo abituare a camminare diritto.

abbetuate [abbətu'ɜtə] agg. Abituato.

abbeverà [abbəvə'ra]  v. Abbeverare. || Anche abbuverà [abbuwə'ra].

abbeverature [abbəvəra'tʉrə] sm. abbeveratoio. || SA Toní, purte i vacche abbeverature [tɤ'nɪ, 'purtə i 'vakkə abbəvəra'tʉrə] Tonino, porta le vacche all’abbeveratoio. || VC abbeveratùre (1929).

abbiffijà [abbiffi'ja] v. Scorgere, Non riuscire a vedere qualcuno. || Anche ammiffijà [ammiffi'ja] || RF nen l’abbeffìje da cquà, è lundàne N.d.R. Non riesco a vederlo da qua, è lontao.|| RM abbiffijà. || RF abbeffijà [abbe̯ffe̯i̯á].

abbijà [abbi'ja] v. Avviare, Cominciare. || Locuz. Mò m’abbbíje [mɔ m-ab'bɪjə] Soldi, Denaro, lett. Ora mi avvio. || MG ce mettirene int'a 'na varca grossa grossa e ce abbiarene [ʧə mət'tɪrənə nd-a na 'varka 'ɡrɔssa 'ɡrɔssə ɛ ʧ abbi'jarənə]  N.d.R. ci misero in una barca grossa grossa e ci avviarono. || LA abbijà. || VC abbià (1929).

abbijarse [abbi'jarsə] v. rifl. Avviarsi.

abbijate [abbi'jɜtə] pp. e agg. Avviato.

abbottapezzinde [abbottapət'ʦində] sm. Cibo grossolano che serve a sfamare persone povere. || BA abbottapezziente.

abbracà [abbra'ka] v. Perdere la voce. || VC abbrucà (1929).

abbracute [abbra'kʉtə] agg. Rauco. || GF abbracùte. || VC abbrucàte (1929).

abbrazzà [abbrat'ʦa] v. Abbracciare. || RA Pecchè ancore nté pozz’abbrazzà [pək'kɛ an'ɡɤrə ndə 'pɔtʦə abbrat'ʦa] Perchè non ancora ti posso abbaracciare. || LA E felice murìrene abbrazzate [ɛ ffə'lɪʧə mu'rɪrənə abbrat'ʦɜtə] N.d.R. E felici morirono abbracciati. || PR  Cume e nu patre tuje m’abbrazzave ['kum-ɛ nu 'patrə 'tʉjə m-abbrat'ʦɜvə] N.d.R. Come se fossi tuo padre mi abbracciavi. || RA abbrazzà.

abbrile [ab'brilə] sm. Aprile. || CS L’acque d’aprile, vále nù varrile [l'akkwə d-abbrilə, 'vɜlə nu var'rilə] N.d.R. L’acqua di aprile vale un barile.|| BA  abbrile. || CS aprile.

abbrunzà [abbrun'ʣa] v. Abbronzare.

abbrunzate [abbrun'ʣɜtə] pp. e agg. Abbronzato. || FB abbrunzàte.

abbruscià [abbru'ʃa] v. Bruciare. || Anche bruscià [bru'ʃa]  || SA Currite, currite, che se stace abbruscianne ‘a case! [kur'rɪtə, kur'rɪtə, kɛ sə s'tɜʧə abbru'ʃannə a 'kɜsə!] Correte, correte, che sta andando a fuoco la casa. || RF abbrusçià  [abbrušá].

abbrussese [abbrus'sɘsə] agg. e smf. Abruzzese || Anche ‘bbruzzese [bbrut'ʦɘsə]  || CA¹ ‘bbruzzèse.

abbrustulí [abbrustu'lɪ] v. Abbrustolire, Tostare. || VC abbrustolì lu cafè [abbrustu'lɪ u ka'fɛ] Tostare il caffè. || VC abbrustolì (1929). || RF [abbrustulí̊].

abbufacchiate [abbufak'kjɜtə] agg. Gonfio come un bufo (rospo), Dilatato, Ingrossato. || Locuz. Vicce abbufacchiate ['vɪtʧə abbufak'kjɜtə] Tacchino gonfio.

abbufalanne [abbufa'lannə] avv. Due anni fa. || Anche bufalanne [bufa'lannə], mufalanne [mufa'lannə] || CS abbufalanne.

abbufenate [abbufə'nɜtə] agg. Colpito dal carbonchio. || RF abbufenàte [abbufe̯nåte̯].

abbuna abbune [ab'buna ab'bunə] inter. A buono a buono, Senza motivo, Chi me lo ha fatto fare. || SA Abbuna abbune so jute llà! [ab'bun  ab'bunə sɔ 'jʉtə lla!] Chi me lo ha fatto fare ad andare là! || AO abbùna abbùne.

abbunate [abbu'nɜtə] agg. Insulso, Alla buona. || AO abbunàte.

abbusckà [abbuʃ'ka] v. Ottenere qualcosa,  Ricevere percosse. || MA i taccarate c’i stime abbushkanne pure nuje cumm’e i ciucce [i takka'rɜtə ʧ-i s'tɪmə abbuʃ'kannə 'pʉrə 'nʉjə 'kum-ɛ i 'ʧʊtʧə] N.d.R. le percosse le stiamo prendendo anche noi come gli asini. || EG abbusckà. ||  SA Si nn‘a fenisce, abbuscke! / Si nn‘a fenísce, abbúscke! [si nn-a fə'nɪʃʃə ab'bʊʃkə!] Se non la smetti, le prendi! || VC  abbuscà (1929).   

abbuscke [ab'bʊʃkə] Guadagno, Minaccia di bastonate. || BA abbusche.

abbuse [ab'bʉsə] sm. Abuso. || NM Si vede che sì tu che ci daje l’abuse [sə 'vɘdə kɛ si ttʊ kɛ ʧə 'dɜjə l-ab'bʉsə] N.d.R. Si vede che sei tu che gli dai l’abuso. || NM abuse.

abbuttà [abbut'ta]  v. Gonfiare, Riempire. || SA Mo t'abbotte i dinde! ['mɔ t ab'bɔttə i 'dində!] Ora ti gonfio i denti! || TF nen s'accundènde màje, eppùre a càse l'abbòttene da 'n ggùle e da 'n ggànne [nən s-akkun'dɛndə 'mɜjə, ep'pʉrə a 'kɜsə l-ab'bɔttənə da n'ɡʉlə ɛ da n'ɡannə] N.d.R. lett. non si accontenta mai, eppure a casa sua lo riempiono dal culo e dalla gola -non gli fanno mancare nulla-. || VC abbottà (1929). || CV abbuttà.

abbuttarse [abbut'tarsə]  v. rifl. Gonfiarsi. || LA sanne abbuttàrse sole cûme 'i vicce ['sannə abbut'tarsə 'sʉlə 'kum-ɛ i 'vɪtʧə]  N.d.R. sanno gonfiarsi solo come i tacchini. || LA abbuttàrse.

abbuttate [abbut'tɜtə] pp. e agg. Gonfio. || SA S’è abbuttate cume è nu vicce [s-ɛ abbut'tɜtə 'kum-ɛ nu 'vɪtʧə] Si è gonfiato come -è- un tacchino. || DPM abbuttate. || AO 'bbuttàte. || TF abbuttàte.

abbuverà [abbuwə'ra] v. Abbeverare. || Anche abbeverà [abbəvə'ra]. || CA¹ “Uè mo vàke do’ varelàre e fàzze fa' ‘n’àta còkkije de galètte, angòre avèsseta dìce chè ghìje nen ve  vògghije fa'  abbuvera’!”. [wɛ mɔ 'vɜkə d-ɔ varə'lɜrə ɛ f'fatʦə 'fa n'ata 'kɔkkjə də ɡa'lɛttə, an'ɡorə a'vɛssəta 'diʧə kɛ 'ɡijə nən və 'vɔɡɡjə fa abbuwə'ra] “Adesso vado dal barilaio e faccio fare un’altra coppia di secchi, ancora andate dicendo che io non vi voglio far abbeverare i cavalli!”. || CA¹ abbuvera’. || RM abbuverà.  

abbuzzà [abbut'ʦa] v. Abbozzare. || RM abbuzzà.

acalà [aka'la] v. Calare, Abbassare. || Anche calà [ka'la] || SA¹ acalà’. 

acarule [aka'rʉlə] Agoraio, Astuccio in cui si tengono gli aghi. || VF  acarúlo (1841) || VC acarùle (1929). || RF acarùle [akarůle̯].

accacagghià [akkakaɡ'ɡja] v. Balbutire, Balbettare. || RM accacagghijà.

accacagnutte [akkakaɲ'ɲʊttə] Di frequente, Spesso. || RM accacagnùtte.

accagghià [akkaɡ'ɡja] v. Ascoltare. || AO accagghjà.

accagne [ak'kaɲɲə] sm. Cambio. || SA Amma fa’ accagne fegurine? ['amma 'fa ak'kaɲɲə fəɡu'rɪnə?] Facciamo cambio figurine? || FB accagne.

accambamende [akkamba'mɛndə] sm. Accampamento. || VC accampamìente (1929). || [fg. accampamènto - ital. accampaménto].

accaparrà [akkapar'ra] v. Accaparrare. || LA pecchè tutte 'i vote s'hanna accaparrà [pək'kɛ 'tʊtt-i 'vɤtə s 'ann akkapar'ra] N.d.R. perché tutti i voti devono accaparrarsi. || VC accaparà (1929).

accapezzà [akkapət'ʦa] v. Mettere la cavezza ad un animale, Mettere ordine nelle idee. || SA Nen m’accapezze chjú [nə mm-akka'pɛtʦə k'kju] Non ci capisco piú niente. || AA Nz’accapèzz’a rraggjunà [nʣ-akka'pɛtʦə a rradʤu'na] Non riesce a ragionare. || RM accapezzà.

accapezzatore [akkapətʦa'tɤrə] sm. Ladro di bestiame. || VC accapezzatore (1929).

accapí [akka'pɪ] v. Capire. || Anche capí [ka'pɪ] || LA face accapì che 'a recchèzza èje 'u gràne ['fɜʧ akka'pɪ kɛ a rək'kɛtʦə 'ɘjə u 'ɡrɜnə] N.d.R. fa capire che la ricchezza è il grano. || LA accapì.

accarezzà [akkarət'ʦa] v. Accarezzare. || PR le dache tanda vase e ll’accarezze [i 'dɜkə 'tanda 'vɜsə ɛ ll-akka'rɛtʦə] N.d.R. le do tanti baci e l’accarezzo. || RM accarezzà.

accarrà [akkar'ra] v. Travolgere spingendo. || cfr. accarrannanze [akkarran'nanʣe].

accarrannanze [akkarran'nanʣe] v. Travolgere spingendo. || cfr. accarrà [akkar'ra].

accarrature [akkarra'tʉrə] sf. L'atto del sistemare i covoni di grano mietuto sul carro. || RF accarratùre [akkarratůre̯].

accasà [akka'sa] v. Accasarsi, Sposarsi. || RF accasà [akkasá].  

accasate [akka'sɜtə] agg. e pp. Accasato, Sposato. || RF accasàte [akkasåte̯].

accatarrà [akkatar'ra] v. Darsi da fare, Organizzare. || RM accatarrà.

accatarrate [akkatar'rɜtə] agg. Pieno di catarro. || FB accatarràte.

accattà [akkat'ta] v. 1. Comprare 2. Partorire. || Anche ‘ccattà [kkat'ta]  || VC Lu mannàie a accattà lu pepe [u man'nɜjə akkat'ta u 'pɘpə] Disfarsi di uno con un pretesto; N.d.R. lett. lo mandai a comprare il pepe. || VC accattà e vènnere [akkat'ta ɛ v'vɛnnə] N.d.R. comprare e vendere. || GG accattà (1834). || PP [akkattá].

accatte [ak'kattə] sm. Acquisto, in genere in senso ironico. || SA È fatte propie ‘nu bell’accatte [ɛ 'fattə 'prɔpjə nu 'bɛll-ak'kattə] Hai fatto proprio un bell’acquisto. || AO accàtte.

accattevà [akkattə'va] v. Accattivare, Attrarre a sé. || AO accattevà.

accavalle [akka'vallə] par. comp. A cavallo. || Locuz. avv. A cavalcioni. || FB accavalle.

acce ['atʧə] sm. Sedano. || cfr. cazzinperne [katʦin'pɛrnə] || BF Acce de Sanzevîere ['atʧə də sanʣə'virə] N.d.R. Sedano di San Severo. || RC F’nucchije e acc’ [fə'nukkjə ɛ 'atʧə] Finocchi e sedano. || RF acce salvagge N.d.R. Sedano selvatico. || VF accio (1841) || BF acce (1894). || VC àccio (1929). || RC acc’. || BA acce. || PP [áčče̥].

accedetorie [atʧədə'tɔrjə] sf. Uccisione, Strage. || TF accedetòrije. || SG¹ accedetorije. || RF accedetorie [ačče̯de̯tǫri̭e̯]

acceprevete [atʧə'prɛvətə] sm. Arciprete. || FB acceprévete.

accerrà [atʧər'ra] v. Accigliare. || AO accerrà.

accetille [at'ʧətillə] sm. Sedano. || RF accetille [ačče̯tílle̯].
accette [at'ʧɛttə] sf. Scure. || VC accetta (1929).

acchiappà [akkjap'pa] v. Acciuffare, Prendere. || cfr. angappà [anɡap'pa], acciaffà  [atʧaf'fa]. || FB acchijappà. || AO acchjappà. || RF acchiappà [aĉĉappá].

acchijà [akki'ja] v. Cercare, Trovare. || VC  acchià (1929).

acchiune [ak'kjʉnə] avv. Nientemeno. || RM acchijùne.

acciaccà [atʧak'ka] v. Schiacciare, Acciaccare, Pestare, Premere. || VC acciaccà (1929). || RF acciaccà [aččakká].

acciaccafirre [atʧakka'firrə] par. comp. Acciaccaferro. || Appellativo scherzoso dato agli studenti dell’Itis “Saverio Altamura” di Foggia. || Anche 'cciaccafirre [tʧakka'firrə] || ciaccafirr.

acciaccavecille [atʧakkavə'ʧillə] par. comp. Schiaccia uccelli. || AO acciaccavecìlle.

acciaffà  [atʧaf'fa] v. Arraffare, Afferrare, Prendere, Riuscire in una conquista amorosa. || BF S'acciaffáj' 'u panár' 'u fruttajûole [s-atʧaf'fajə u pa'nɜrə u frutta'jʉlə] N.d.R. Prese la cesta il fruttivendolo. || VC acciaffà (1929). || RF acciaffà [aččaffá].

acciamattone [atʧamat'tɤnə] sm. Chi è confusionario, Buono a nulla.

acciammattà [atʧammat'ta] v. Far le cose senza prestare attenzione. || cfr. acciavattà [atʧavat'ta]  || RM acciamattà.

acciarine [atʧa'rɪnə] sm. Sistro, strumento rituale egiziano. || VC acciarìno (1929).

acciavattà [atʧavat'ta] v. Far le cose senza prestare attenzione. || cfr. acciammattà [atʧammat'ta] || VC acciavattà (1929). 

accide [at'ʧidə] v. Uccidere. || GG se jettaje ncuollo, e l’accedije de vase [sə jət'tɜjə n'ɡʊllə, ɛ l-atʧə'dɪjə də 'vɜsə] N.d.R. si gettò addosso e lo uccise -riempì- di baci. || TF accìde.

accise [at'ʧɪsə] pp. e agg. Ucciso. || Anche 'ccise [t'ʧɪsə]. || SA È múrte accíse [ɛ 'murtə at'ʧɪsə] è morto ucciso. || RG accise. || [fg. uccíso - ital. uccíʃo]

acciuccà [atʧuk'ka] v. Ubriacare. || BA  acciuccà. || RF acciuccà [aččukká].

acciungà [atʧun'ɡa] v. Ordinare di fermarsi, Far diventare zoppo, Rattrappirsi. || BA acciungà. || RF acciungà [aččuṇk̬á].

acciungate [atʧun'ɡɜtə] pp. e agg. Azzoppato. || RF ch’i gambe acciungàte  ‘azzoppato che non può camminare’. || TF acciungàte. || RF acciungàte [aččuṇk̬åte̯].

acclisse [ak'klɪssə] sf. Eclíssi. || VC acclìsse (1929).

accogghie [ak'kɔɡɡjə] v. Raccogliere. || Anche cogghie ['kɔɡɡjə] || SA Va’ cúgghie ‘i ceráse! [va 'kʊɡɡjə i ʧə'rɜsə!] Vai a raccogliere le ciliegie! || FB accògghìj. || AO accògghje.

accolle [ak'kɔllə] sm. Rialzo, Pezzo di cuoio che serve ad ingrossare la tomaia delle scarpe. || VC accuòlle (1929). || VC accuòlli (1929).

accomede [ak'kɔmədə] sm. Acconciamento, Sistemazione. || VC accòmodo (1929). || [fg. acconciamènto - ital. acconciaménto]

acconge [ak'kɔnʤə] sf. Cosa che adorna, Velo o abito da sposa. || FB accònge.

accorde [ak'kɔrdə] sm. Accordo. || SA Vanne d’accorde, isse e ‘a sore ['vannə d-ak'kɔrdə, 'issə ɛ a 'sɤrə] Vanno d’accordo, lui e la sorella. || MP accordé.

accossissije [akkossɪs'sɪjə] locuz. Cosí sia. || ML Avèmmaria, grazzia plene, domenesdèje e della morta nostra accossissije [avemma'rɪjə, 'ɡratʦja 'plɘnə,  domənəz'dɘjə ɛ d'dɛlla 'mɔrta 'nɔstr akkossis'sɪjə] N.d.R. Ave Maria, gratia plena, dominus dei, e della nostra morte e cosí sia. || ML accossissije.

accredendà [akkrədən'da] v. Fidanzare, Ottenere credito. || VC accredentà (1929).

accredendate [akkrədən'dɜtə] pp. e agg. Fidanzato, Accreditato. || VC Sta figliòla stàce accredentata e sposa lu iùorne de la festa de la Cunavètere [sta fiɡ'ɡjɤlə s'tɜʧə akkrədən'dɜtə ɛ s'pɤsə u 'jurnə a 'fɛstə d-a kuna'vɛtərə] Questa ragazza è fidanzata e sposerà il giorno della festa dell'Iconavetere. || AO ‘ccredendàte. || BA accredentate. || EG accredendate. || VC accredentata / accredentàta (1929). || RF accredendàte [akkre̯de̯nt̬åte̯].

accrianzate [akkrian'ʣɜtə] agg. Garbato, Cortese. || RM accrejanzàte.

accrumite [akkru'mɪtə] pp. e agg. Raggrumato, riferito al sangue. || EG accrumite.

accucchià [akkuk'kja] v. Accoppiare, Unire, Mettere insieme. ||| VC accucchià (1929). | AO accucchjà. || TF accucchia’. || PP [akkuccá].

accucchiate [akkuk'kjɜtə] pp. e agg. Accoppiato. || BF accucchiáte (1893). || BA accucchiate.

accuccià [akkut'ʧa] v. rifl. Accucciarsi. || VC accuccià (1929).

accucculate [akkukku'lɜtə] pp. e agg. Accoccolato. || BA accucculate. || CS accuccheláte.

accucularse [akkuku'larsə] v. rifl. Porsi a sedere sui calcagni. || VC accuculàrse (1929).

accuculune [akkuku'lʉnə] avv. Seduto sulle calcagna. || VC accuculùne (1929).

accuglienze [akkuʎ'ʎɛnʣə] sf. Accoglienza.

accujetà [akkujə'ta] v. Acquietare, Calmare. || ML nen’u puje accujetà? [nən u 'pujə akkujə'ta] N.d.R. non lo puoi calmare? || VC accoiatà (1929). || ML accujetà.

accullí [akkul'lɪ] avv. In quel modo. || Generalmente preceduto da accussí [akkus'sɪ] per formare la frase accussí e accullí [akkus'sɪ ɛ akkul'lɪ] In questo e in quel modo. || AO accullì.

acculmature [akkulma'tʉrə] sf. Colmatura. || VC acculmatùra (1929). ure

acculme [ak'kʊlmə] agg. antiq. Colmo, Pieno. || VC accùlme (1929).

accumbagnà [akkumbaɲ'ɲa] v. Accompagare. || SA È jute accumbagnà ‘u criature a’ case [ɛ 'jʉtə  akkumbaɲ'ɲa  u kria'tʉrə a 'kɜsə] È andato ad accompagnare il bambino a casa. || TF accumbagna’.

accumbagnate [akkumbaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Accompagato. || TF ‘ccumbagnàte.

accumegghià [akkuməɡ'ɡja] v. Coprire, Occultare le malefatte di qualcuno. || VC Stu fìgghie c'a u munne vene accummòghie d'ògne bbene [stu 'fɪɡɡjə k-ɔ 'mʊnnə 'vɘnə akkum'mɔɡɡjə d'ɔɲɲə b'bɘnə] E questo figlio, che viene al mondo, copre d'ogni bene. || VC accmugghià (1929). || PP [akkume̥ggá].

accumegghiate [akkuməɡ'ɡjɜtə] pp. e agg. Coperto. || AO accumegghjàte.

accumenzà [akkumən'ʣa] v. Cominciare, Iniziare. || SA ’A ví? Mò accummènze n’àta vóte a pazzijà [a 'vɪ? mɔ akkum'mɛnʣə  n 'ata 'vɤtə a ppatʦi'ja] La vedi? Ora comincia un’altra volta a scherzare. || VMG primä accummenzä a fa pagà carä l'angiuriä de sta signorä ['prɪmə akkummɛn'ʣə a ffa pa'ɡa 'kɜrə l-an'ʤʊrjə də sta səɲ'ɲɤrə] N.d.R. prima comincia a far pagare cara l’ingiuria di questa signora  -prima punisce severamente i violentatori della signora-. || VC accumenzà (1929).

accundà [akkun'da] v. Raccontare. || VMG T’agghiö accuntà nu fattö [t 'aɡɡj akkun'da nu 'fattə] N.d.R. Ti devo raccontare un fatto. || SG¹ Mhè! mhè! accunte! Cum’è ijute ‘u fatte? [mɛ! mɛ! ak'kundə! kum-ɛ 'jʉtə u 'fattə?] Dai! dai! Racconta! Com’è andato il fatto? || LE Ah! chi ve pot' accundà cum' agghije visté [a! ki və 'pɤtə akkun'da 'kum'aɡɡjə 'vɪstə] Ah! chi vi può raccontare come ho veduto. || GG accuntà (1834) || LE accundà. || TF ‘ccunda’.

accundandà [akkundan'da]v. Accontentare. || Anche accundendà [akkundən'da] || RM accuntandà.

accunde [ak'kundə] sm. 1.Acconto. 2 Bottegaio. || Anche accunte [ak'kuntə].

accundendà [akkundən'da] v. Accontentare. || Anche accundandà [akkundan'da]|| TF cundènta.

accungià [akkun'ʤa] v. Acconciare, Abbigliarsi. || SA M’àgghia accungià ‘nu frúsce che l’àgghia fa sckattà [m 'aɡɡja akkun'ʤa nu 'frʊʃʃə kɛ l 'aɡɡja fa ʃkat'ta] Devo vestirmi cosí elegantemente che scoppieranno -per l’invidia-. || VC accuncià li pjatte [akkun'ʤa i 'pjattə] riunire con fili di ferro i pezzi dei vasi rotti; accuncià o cuncià la nzalàta [akkun'ʤa o kun'ʤa a nʣa'lɜtə] condire l’insalata; accuncià lu stomaco [akkun'ʤa u s'tɔmməkə] ristorare, confortare lo stomaco. || BA s'ave accunciate na pelle [s'ɜvə akkun'ʤɜtə na 'pɛllə] si riferisce a chi si è sborniato. || VC accuncià (1929).

accunte [ak'kʊntə] sm. Acconto, Bottegaio. || Anche accunde [ak'kundə]  || VC accùnte de putèca [ak'kundə də pu'tɘkə] bottegaio, avventore della bottega. || VF accunto (1841) || VC accùnte (1929).

accuppà [akkup'pa] v. Accoppare, Uccidere. || VC accuppà (1929).

accurcevele [akkur'ʧɛvələ] agg. Gentile. || BA accurcevele.

accurcià [akkur'ʧa] v. Accorciare. || VC accurcià (1929).

accurdà [akkur'da] v Accordare. | RF accurdà u bûne c’u malamènde N.d.R. Metter d’accordo il buono con il cattivo. || RF accurdà [akkurdá].

accurdate [akkur'dɜtə] pp. e agg. Accordato. || AO accurdàte.

accurgirse [akkur'ʤɪrsə] v. intr. Accorgersi. || Anche addunà [addu'na] || SA Te n’accurge, mo che te ‘nzure! [tə n-ak'kʊrʤə mɔ kɛ tə n'ʣʉrə!] Te ne accorgerai, quando ti  sposerai!

accursate [akkur'sɜtə] agg. Accreditato, Che gode fiducia. || VC accorsàto (1929).

accurtatore [akkurta'tɤrə] sf. Scorciatoia. || cfr. scurciatore [skurʧa'tɤrə] || VF  accurtatora (1841). || VC accurtatòra (1929).

accussí [akkus'sɪ] avv. Cosí. || FB accussé te passene tutt’i destorbe [akkus'sɪ tə 'passənə 'tʊtt-i dəs'tʊrbə] Cosí ti passano tutti i disturbi. || VC accussì e accullì [akkus'sɪ ɛ akkul'lɪ] In questo modo e in quell'altro. || ZO accossì, accussì, accussi (1864) || FB accussé. || NM cussì.

accustà [akkus'ta] v. Accostare. || RM accustà. || RF accustà [akkustá].

accuste [ak'kustə] locuz. avv. Accanto, A fianco. || CS accuste. || BA accuoste.

accuvete [ak'kʊvətə] sm. Raccolto. || BA accuovete.

acechelune [aʧəkə'lʉnə] par. comp. Alla cieca. || Locuz. A’ cechelúne [a ʧəkə'lʉnə] Alla cieca. || FB acechelene.

acedetà [aʧədə'ta] sf. Acidità. || TF acedeta’.

acene ['aʧənə] sm. Acino. || SA àcene àcene se fáce ‘a màcene ['aʧənə 'aʧənə sə 'fɜʧə ‘a 'maʧənə] lett. ad acino ad acino si può macinare. || VC àceno de granato ['aʧənə də ɡra'nɜtə] chicco di melagrana. || VC àceno (1929).

acerbe [a'ʧɛrbə] agg. Acerbo. || RM acèrbe.

acete ['aʧətə] agg. Acido, Andato a male. || TF àcide.

acetere [aʧə'tɘrə] sf. Acetiera. || VC acetèra (1929).

acetose [aʧə'tɤsə] sf. Acetosa. || VC  acetosella (1929).

ache ['ɜkə] sm. Ago. || Anche aghe ['ɜɡə] || VC aco (1929). || RF àche [åke̯].

achiude [a'kjudə] v. Chiudere. || Anche achiute [akjʉtə] chiude [kjudə] || SA Achiude quella porte che face fridde [a'kjudə 'kwɛlla 'pɔrtə kɛ 'fɜʧə 'frɪddə] Chiudi quella porta che fa freddo. || RM achiùde.

achiuse [a'kjʉsə] pp., agg. e sm. Chiuso. || Anche chiuse [kjʉsə] || FP Ma n’aveve’n achius u Paradise? [ma nn a'vɛvənə a'kjʉsə u para'dɪsə?] N.d.R. Ma non lo avevano chiuso il Paradiso? || FP achius.

achiute [a'kjʉtə] v. Chiudere. || Anche achiude, chiude [akjudə, kjudə] || SA¹ achiute.

acite [a'ʧitə] sm. Aceto. || EG me mettèvene de càpe ind’a l’acite [mə mət'tɛvənə də 'kɜpə nd-a l-a'ʧitə] N.d.R. mi mettevano di testa nell’aceto. || VC acìte (1929). || EG acite.

acizze [a'ʧitʦə] solo nella locuz. d’acízze [d-a'ʧitʦə] Andato a male, d’aceto.

acqua ['akkwa] sf. Acqua. || Anche acque ['akkwə] || RA vijendé, acqua e neve, cavede e fridde ['vində, 'akkw-ɛ n'nɘvə, 'kavəd-ɛ 'frɪddə] vento, acqua e neve, caldo e freddo. || VC acqua de ràse ['akkwə də 'rɜsə] Acqua di ragia. N.d.R. resina prodotta dalla corteccia di pini e abeti; Acqua nfàccia a li muri ['akkwa m'batʧ ɛ 'mʉrə] Quell'acqua che si vede in alcune grotte quasi sudore della terra; Acqua rìccia [akkwa 'rɪtʧə] Rugiada; acqua a vìento ['akkwa a v'vində] Acquivento; acqua sàuza ['akkwa 'sauʦə] Acqua salmastra. || ZO acqua (1864) || TF àcqua.

acquachicchiere [akkwa'kɪkkjərə] agg. Annacquato. || Anche acqua chiochiere [akkwa'kjɔkjərə]  || BA acqua chiochiere.

acquacquagghiate [akkwakwaɡ'ɡjɜtə] pp. e agg. Concluso, Combinato qualcosa. || ML stasere ‘n’àmme acquaquaghjate proprije ninde [sta'sɘrə n 'amm-akkwakwaɡ'ɡjɜtə 'prɔpjə 'nində] N.d.R. questa sera non abbiamo combinato proprio niente. || LR acquaquagghjàte. || ML acquaquaghjate.

acquaquagghià [akkwakwaɡ'ɡja] v. Concludere, Mettere insieme, Realizzare, Combinare qualcosa, Raccapezzare. || SA n'acquaquàgghie nínde [nn akkwa'kwaɡɡjə 'nində] non conclude niente. || AA Nen ze sàpe acquaquagghjà [nə nʣə 'sɜpə akkwakwaɡ'ɡja] Non si sa raccapezzare. || BA acquaquagghià. || AA acquaquagghjà.

acquare [ak'kwɜrə] sf. Rugiada, Brina. || Anche acquaricce [akkwa'rɪtʧə] || BA acquare. || MM acquáre.

acquarelle [akkwa'rɛllə] sf. Pioggerella. || FO L’acquarelle du cafone chiove e nun t’mbonne [L’acquarelle̥ du caföne̥ chiöve̥ e nün t’mbonne̥] L’acquerella del cafone piove ma non bagna.|| VC acquarella (1929). || FO acquarelle [acquarelle̥].

acquaricce [akkwa'rɪtʧə] sf. Rugiada, Brina. || cfr. acquare [ak'kwɜrə] || MM acquarícce.

acquarule [akkwa'rʉlə] sm. Acquaiolo. || FO Addumanne a l'acquarule si l'acque è free. [Addumanne̥ a l'acquarüle̥ si l'acque̥ è freške̥]. Domanda all'acquaiolo se l'acqua è fresca. || VF acquarúlo (1841) || VC acquarùle (1929) || BA acquarule. || FO [acquarüle̥]. || RF acquarùle [akkṷarůle̯].
acquasale [akkwa'sɜlə] sf. Acquasale, Pane bagnato e condito. || BA acquasale.

acquasandere [akkwasan'dɘrə] sf. Acquasantiera. || VF acquasantèra (1841).

acquasmacchiande [akkwazmak'kjandə] sf. Candeggina.

acque ['akkwə] sf. Acqua. || Anche acqua ['akkwa] || PR sott’acque e sott’a vvînde agnu matine ['sɔtt 'akkwə ɛ s'sɔtt a v'vində 'ɔɲɲ ɛ mma'tɪnə] N.d.R. sotto l’acqua e sotto il vento ogni mattina.  || PR acque. || CA² acquë. || CA¹ [acque].

acquicce [ak'kwɪtʧə] sf. Pioggerellina. || pp. e agg. Annacquato. || EG acquicce.

acre ['akrə] agg. Acre, Aspro. || FB acre.

adaccià [adat'ʧa] v. Tritare carni e verdure. || Anche addaccià [addat'ʧa] || VC adaccià (1929).

adaccialarde [adatʧa'lardə] sm. Mezzaluna, sorta di coltello a lama ricurva con doppia impugnatura, per tritare verdure. || Legno piano su cui si tagliano le vivande, Tagliere.  || Anche daccialarde [datʧa'lardə]  || VF adaccialardo (1841) || VC adaccialàrde (1929).

Adame [a'dɜmə] pers. m. Adamo. || ME ‘a fèmmene chè Adame avève sèmbe bramate [a 'fɛmmənə kɛ a'dɜmə a'vɘvə p'sɛmbə bbra'mɜtə] la femmina che Adamo aveva sempre bramato. || ME Adame.

addaccià [addat'ʧa] v. Tritare carni e verdure. || Anche adaccià[adat'ʧa].

addacquà [addak'kwa] v. Adacquare, Irrigare, Innaffiare. || LA 'nn'occorre semenà, zappà, addacquà [nn ɔk'kɔrrə səmə'na, zap'pa, addak'kwa] N.d.R. non occorre seminare, zappare, innaffiare. || LA addacquà.

addacquate [addak'kwɜtə] pp. e agg. Annacquato. || VC vine adacquàte ['vɪnə addak'kwɜtə] vino innacquato. || VC adacquàte (1929).

addacquatore [addakkwa'tɤrə] sm. Annaffiatoio. || VC adacquatùre (1929).

addavere [adda'vɘrə] avv. antiq. Davvero. || VC addavère (1929).

addebbelisce [addəbbə'lɪʃʃə] v. Indebolire. || BA addebbelisce.

addecrijà [addəkri'ja] v. Godere, Ricrearsi, Piacere, Soddisfare. || SA M’àgghie addecrijáte [m-aɡɡjə addəkri'jɜtə] i sono divertito. || MP Ije diché che tu t’addecrijé a farm’ innervosì. Avast! nen ma fidé cchijù ['ijə 'dɪkə kɛ tʊ t-addə'krɪjə a f'farmə nnervo'sɪ. a'vastə! nə mm-a 'fɪtə k'kjʊ] N.d.R. Io dico che tu ti diverti a farmi innervosire. Basta! non ce la faccio piú. || VC addecreà (1929). || SA¹ addecrjà’/ addecrijà’. || GF addecrijà. || AO addecrijà. || RF addecrijà [adde̯kre̯i̯á].

addecrije [addə'krɪjə] sm. Godimento, Divertimento, Delizia. || AO addecrìje.

addefreddà [addəfrəd'da] v. Raffreddare. || BA Te scalfe dananze e t’addefriedde da rete [tə s'kalfə da 'nanʣə ɛ tt-addə'frɪddə da 'rɘtə] vicino al braciere, davanti riscalda ma dietro raffredda. || RM addefreddà.

addefresckarse [addəfrəʃ'karsə] v. Rinfrescarsi. || VC Addefrescàrse l’osse [addəfrəʃ'karsə l'ɔssə] Rinfrescarsi le ossa. || VC addefrescàrse (1929).

addeggerí [addədʤə'rɪ] v. Digerire. || EG addeggerì.

addemurà [addəmu'ra] v. Ritardare. || Anche addumurà [addumu'ra]  || BA addemurà. || VC addumurà (1929).

addermute [addər'mʉtə] pp. e agg. Addormentato. || RM addermùte.

addevendà [addəvən'da] v. Diventare. || VMG e po’ addventajë cumë nu Rodë cü tuttë quantë [ɛ ppɔ addəvən'dɜjə 'kum-ɛ nu 'Rɤdə kə t'tʊttə 'kwandə] N.d.R. e poi diventò come un Erode -cattivo- con tutti. || MP Addeventé ancore cchijù surde [addə'vɛndə an'ɡɤrə k'kjʊ s'surdə] N.d.R. Diventa amcora piú sordo. || NM addivindà. || TF addeventa’.

addeziunà [addətʦju'na] v. Addizionare.

addice [ad'dɪʧə] v. Dire. || Anche dice ['dɪʧə]  || SG¹ Nen sacce addìce mancke cum’è state [n'ʣatʧə ad'dɪʧə 'manɡə kum-ɛ s'tɜtə] N.d.R. Non so dire neanche come è stato. || SG¹ addìce.

addò [ad'dɔ] avv. Dove. || Anche andò [an'dɔ], ‘ndò [n'dɔ] || BA Addò schiopp' ntrone [ad'dɔ ʃ'kɔppə n'drɤnə] Dove scoppia il temporale si sentono i tuoni. || ZO addò (1864) || SA¹ a-ddò’.

addobbie [ad'dɔbbjə] sm. Oppio, Narcotico, Anestetico. || SA Pigghie l’addobbie che amma fa l’operazione ['pɪɡɡjə l-ad'dɔbbjə kɛ 'amma fa l operat'ʦjɤnə] Prendi l’anestetico che dobbiamo operare. || AO addòbbie.

addore [ad'dɤrə] sm. Odore. || SA Sende n’addore de farmacije ['sɛndə n ad'dɤrə də farma'ʧɪjə] Sento odore di farmacia -farmaci-. || MU addòre. || LE addôre.

addorme [ad'dɔrmə] v. Addormentare. || SA Addurme ‘u criature [ad'dʊrmə u kria'tʉrə] Addormenta il bambino. || PR ca prime ca s’addorme tutt’i sere [ka 'prɪmə ka s-ad'dɔrmə tʊtt-i 'sɘrə] N.d.R. che prima che si addormenta tutte le sere. || RM addòrme.

addrete [ad'drɘtə] prep. e avv. Dietro. || Anche arrete [ar'rɘtə] || PR pure chi stev’addrete t’à ccapite ['pʉrə ki s'tɘvə ad'drɘtə t-a kka'pɪtə] N.d.R. Pure chi stava dietro ti ha capito. || PR addrete.

addrezzà [addrət'ʦa] v. Raddrizzare. | LMG Tutt’ quand’ s’arrecordene, quanne u’ fegghije d Tatonn’ e ‘Ngurnatell Sguingie, s’addrezzejie a spine dursale. Fujie a madonne d’Ingurnate a fà stù merachele! ['tʊttə 'kwandə s arrə'kɔrdənə, 'kwannə u 'fɪɡɡjə də ta'tɔnnə ɛ nɡurna'tɛllə z'ɡwɪnʤə, s addrət'ʦɜjə a s'pɪna dur'sɜlə. 'fujə a ma'dɔnnə d inɡur'nɜtə a ffa stu mə'rakulə!] N.d.R.  Tutti ricordano quando al figlio di Antonio ed Incoronata Sguincia si raddrizzò la spina dorsale. Fu la Madonna dell’Incoronata a fare questo miracolo! || RM addrezzà.

addrizzadinde [addrizza'dində] sf. Licciaiola, Arnese per torcere i denti della sega. || VC addrizzadìenti (1929).

addubbà [addub'ba] v. Addobbare. || RM  addubbà.

addubbate [addub'bɜtə] pp. e agg. Addobbato. || LR addubbàte.

addubbià [addub'bja] v. Narcotizzare, Intontire con sostanze alcooliche o stupefacenti, Anestetizzare.

addubbchiate [addub'bjɜtə] pp. e agg. Intontito da sostanze stupefacenti, Narcotizzato, Stordito.

adducchià [adduk'kja] v. Adocchiare. || Anche aducchjà [aduk'kja], aucchjà [aduk'kja]. || PR ’a gatte sott’ ‘a bbotte l’adducchiaje [a 'ɡattə 'sɔtt a b'bɔttə l-adduk'kjɜjə] N.d.R. La gatta subito l’adocchiò.

addulurate [addulu'rɜtə] pp. e agg. Addolorato. || pers. f. Addulurate [addulu'rɜtə], 'Ddulurate [dulu'rɜtə] Addolorata. || SA ‘A Madonne Addulurate [a ma'dɔnnə addulu'rɜtə] La Madonna Addolorata.

addumannà [adduman'na] v. Domandare. || Anche addummannà [addumman'na]  || SA¹ addumannà’. || ME addemandà.

addummannà [addumman'na] v. Domandare. || Anche addumannà [adduman'na] || RM addummannà.

addumurà [addumu'ra] v. Ritardare. || Anche addemurà [addəmu'ra] || VC addumurà (1929). || BA addemurà.

addunarse [addu'narsə] v. rifl. Accorgersi. || SA Mo che te n’addune! [mɔ  kɛ tə n ad'dunə!] Quando te ne accorgi! || VC Non se n’è addunàte [nun sə n ɛ addu'nɜtə] Non se n’è accorto. || VC addunà (1929).

addurende [addu'rɛndə] agg. Odoroso. || DLC addurénde.

addurine [addu'rɪnə] sm. Boccetta di profumo. || VC addurìne (1929).

addurmute [addur'mʉtə] pp. e agg. Addormentato. || SA S’è addurmute ‘u vrazze [s-ɛ addur'mʉtə u 'vratʦə] Si è addormentato il braccio. || VC addormùte (1929).

adduruse [addu'rʉsə] agg. Odoroso, Profumato. || VC addurùse (1929).

adduvenà [adduwə'na] v. Indovinare. || Anche anduvenà [anduwə'na]. || RF adduvenà [adduve̯ná].

adduvenate [adduwə'nɜtə] pp. e agg. Indovinato. || Anche anduvenate [anduwə'nɜtə].

Adelí’ [ade'lɪ] pers. f. Adelina, Adele.

aducchià [aduk'kja] v. Scorgere, Vedere. || Anche adducchjà [adduk'kja] aucchjà [auk'kja] || BA aducchià.

adunà [adu'na] v. Raccogliere, Radunare. || VC a duonà [a du'na], adunà [adu'na], adduonà [addu'na], adunare, radunare, raccogliere. || VC adduonà (1929).

adunate [adu'nɜtə] pp. e agg. Raccolto. || SA Teneve i capille adunate [tə'nɘvə i ka'pillə adu'nɜtə] Aveva i capelli raccolti.

affabbete [affab'bɘtə] agg. e sm. Analfabeta. || SA Quílle è affabbete, face ‘a firme k’a croce ['kwɪllə ɛ affab'bɘtə, 'fɜʧə a 'firmə k-a 'krɤʧə] Quell’uomo è analfabeta, pone la firma con un segno di croce. || FB affabète. || RF affabbète [affabbę̊te̯].

affaccià [affat'ʧa] v. Apparire. || RM affaccià.

affacciarse [affat'ʧarsə] v. rifl. Affacciarsi, Fare capolino. || SA S’affacciarene pe’  vedè ‘u cavalle che curreve [s-affat'ʧarənə pə vvə'dɛ u ka'vallə kɛ kur'rɘvə] Si affacciarono per vedere il cavallo che correva. || VC affacciàrse a ma la pena [affat'ʧarsə a m'mala 'pɘne] affacciarsi per poco tempo, far capolino. || VC affacciàrse (1929).

affacciatore [affatʧa'tɤrə] sm. Davanzale. || cfr. avutare [avu'tɜrə] || RM affacciatòre.

affacennarse [affaʧən'narsə] v. rifl. antiq. per Darsi un gran daffare. || VC affacennàrse (1929).

affacennate [affaʧən'nɜtə] pp. e agg.  Affaccendato. || VC affacennàte (1929).

affaluppà [affalup'pa] v. Mangiare avidamente. || RM affaluppà.

affamate [affa'mɜtə] pp. e agg. Affamato. || SA Stace affamte de denare [s'tɜʧə affa'mɜtə də də'nɜrə] È affamato -  avido- di soldi. || FB affamàte.

affanne [af'fannə] sm. Affanno. || VC affànne (1929). || VF affanno (1841).

affarate [affa'rɜtə] agg. Indaffarato. || VC affaràte.

affare [af'fɜrə] sm. Affare. || DPM tenghe n’affare p’ì mane ['tɛnɡə n af'fɜrə p i 'mɜnə] N.d.R. ho un affare per le mani. || SA È n’affare da ninde [ɛ n af'fɜrə da 'nində] È un affare che non serve a nulla. || DPM affare.

affatate [affa'tɜtə] agg. Fatato, Dotato di attributi magici, Che ha fortuna, Incantato. || VC affatàte.

affavugnate [affavuɲ'ɲɜtə] agg. Accaldato a causa del favonio, il vento caldo di ponente. || BA affavugnate.

affazzanute [affatʦa'nʉtə] agg. Robusto. || RM affazzanùte.

affebbijà [affəbbi'ja] v. Affibbiare, Dare qualcosa di non gradito a qualcuno.

affedàrse [affə'darsə] v. rifl. Fidarsi. || EG Nen t’affedanne de l’acque appandanàte, sì a schemmuve… [nən t affə'dannə də l 'akkwə appanda'nɜtə, si a skəm'muvə...] N.d.R. Non ti fidare dell’acqua di pantano, se la smuovi…

affelarà [affəla'ra] v. Mettere in fila, Allineare. || RF affelarà [affe̯lará].

affelarate [affəla'rɜtə] pp. e agg. Messo in fila. || MG ’U Tenente ce mettije affelarate [u te'nɛndə ʧə mət'tɪjə affəla'rɜtə] N.d.R. Il tenente ci mise in fila. || MG affelarate. || RF affelaràte [affe̯laråte̯].

affelatore [affəla'tɤrə] antiq. per ammolafurce [ammola'furʧə] Arrotino. || VC affilatore.

afferrà [affər'ra] v. Afferrare. || Anche ‘fferrà [ffər'ra] || SA L’è ‘fferrà bune, se no cade ‘nderre [l-ɛ ffər'ra b'bunə, sən'nɔ 'kɜdə n'dɛrrə] Lo devi afferrare bene, altrimenti cade a terra.

affetendí [affətən'dɪ] v. Impuzzire. || RM affetendì.

affettà [affət'ta] v. Dare in fitto, Prendere in fitto. || BA Chi affitte scorce [ki af'fittə s'kɔrʧə] Chi fitta ci rimette. || SA M’agghie affettate ‘a case [m 'aɡɡjə affət'tɜtə a 'kɜsə] Ho preso in fitto la casa. || VC affittà / ffittà (1929).

affeziunate [affətʦju'nɜtə] pp. e agg. Affezionato. || RM affezzijunàte.

affianghe [af'fjanɡə] avv. Accanto. || Lett. Al fianco. || CL ‘A segnore affianche dice sempe “Questo ragazzo è tutto suo padre” [a sɪɲ'ɲɤrə af'fjanɡə 'diʧə 'sɛmbə “ 'kwɛsto raɡat'ʦo ɛ t'tʊtto 'suo 'padre"] N.d.R. La signora che abita accanto dice sempre: “Questo ragazzo è tutto suo padre” || NM affianghe. || CL affianche.

affiatà [affja'ta] v. Affiatare. || VC affiatà.

affiatate [affja'tɜtə] pp. e agg. Affiatato. || RM affijatàte.

affisse [af'fissə] sm. antiq. per manefeste [manə'fɛstə] Manifesto. || VC affìsse.

affittatore [affitta'tɤrə] sm. Affittuario, Inquilino. || VF affittatore (1841).

affitte  [af'fittə] sm. Affitto. || SA Agghia pagà n'affitte de quattecinde eure ['aɡɡja pa'ɡa n af'fittə də kwattə'ʧində 'ɛurə] devo pagare quattrocento euro di affitto. || FB affitte.

affligge [af'flidʤə] v. Affliggere, Angustiare. || RM afflìgge.

afflitte [af'flittə] pp. e agg. Afflitto. || BA Chi campe ritte, campe afflitte [ki 'kambə 'rɪttə, 'kambə af'flittə] Chi fila dritto campa afflitto. || RA Sta vocé aflitté dé Gaitaniné [sta 'vɤʧə af'flittə də ɡaita'nɪnə] La voce afflitta di Gaetanino. || BA afflitte. || RA afflitté.

affraccà [affrak'ka] v. Pigiare. || VC affraccà l'uva per ffa avè lu muste [affrak'ka l'ʉvə pə ffa u 'mustə] N.d.R. pigiare l’uva per ricavarne il mosto. || VC affraccà.

affrangate [affran'ɡɜtə] pp. e agg. Affrancato, Libero da impegni. || FB affrancàte.

affucà [affu'ka] v. Affogare. || Locuz. affucà ‘ngànne [affu'ka n'ɡannə] Soffocare. || BA affucà. || LA affugà.

affullà [afful'la] v. Affollare, Riempire di gente. || RM affullà.

affullate [afful'lɜtə] pp. e agg. Affollato. || SA ’U tijatre stasere stace affullate [u ti'jatrə sta'sɘrə s'tɜʧə afful'lɜtə] Il teatro questa sera è affollato. || FB affullàte.

affumecate [affumə'kɜtə] pp. e agg. Affumicato. || SA Nen me piace ‘u pesce affumecate [nən mə 'pjɜʧə u 'pɛʃʃə affumə'kɜtə] Non mi piace il pesce affumicato. || FB affumecàte.

affunà [affu'na] v. Infunare, Munire di funi, legare con funi. || VC affunà.

affunnà [affun'na] v. Affondare. || VC affunnà.

affunne [af'funnə] par. comp. A fondo, In basso. || SA¹ affunne.

affussà [affus'sa] v. Affossare. || RM affussà.

afrecane [afrə'kɜnə] agg. Africano. || LA pare na nègre, na vère afrecane ['pɜrə na 'nɛɡrə na 'vɘr afrə'kɜnə] N.d.R. sembra una negra, una vera africana. || LA afrecane.

agabbetà [aɡabbə'ta] v. Abitare. || Anche abbetà [abbə'ta] || SA Quille agabbete abbasce a’ grotte ['kwɪllə a'ɡabbət ab'baʃʃə a 'ɡrɔttə] Quello abita abbasso alla grotta -in un sottano-.

agavezà [aɡavə'ʦa] v. Alzare. || Anche avezà [avə'ʦa] || SA Si nz’agaveze me face ‘ngazzà [si nʣ a'ɡavəzə mə 'fɜʧə nɡat'ʦa] Se non si alza, mi fa incazzare -arrabbiare-.  || [fg. alʒàre - ital. alzàre]

aggabbà [aɡɡab'ba] v. Gabbare, Ingannare, Burlare. || Anche gabbà [ɡab'ba]. || CS Si vuje aggabbà u vecine, avezete súbbete a matine [si 'vujə aɡɡab'ba u və'ʧɪnə, 'avəzətə 'sʊbbətə a ma'tɪnə] N.d.R. Se vuoi gabbare il vicino, alzati subito la mattina. || CS aggabbà.

aggangà [aɡɡan'ɡa] v. Masticare con difficoltà. || VC aggancà.

aggarbate [aɡɡar'bɜtə] agg. Garbato. || LA àvete, sicche, pròbbete aggarbate ['avətə, 'sɪkkə, 'prɔbbətə aɡɡar'bɜtə] N.d.R. alto, magro, proprio garbato. || VC aggarbàte. || RF aggarbate [aġġarbåte̯].

aggemendà [adʤəmən'da] v. Canzonare, Deridere, Molestare. || BA aggementà.

aggetà [adʤə'ta] v. Agitare. || SA S’aggetejene cume e cche [s-adʤə'tɛjənə 'kum-ɛ k'kɛ] Si agitano moltissimo.

aggevulà [adʤəvu'la] v. Agevolare. || SA Me despiace, ma nde pozze aggevulà [mə dəs'pjaʧə, ma ndə' pɔtʦə adʤəvu'la] Mi dispiace, ma non ti posso agevolare. || RM agevulà.

agghiazzà [aɡɡjat'ʦa] v. Sistemare le bestie. || cfr. ammasunà [ammasu'na]. || FB agghijazzà. || BA agghiazzà.

àgghia ['aɡɡja]  1ª sing. ind. pres. v. avè. Devo. || GG aggh’a (1834) || EG hagghia. || NM agghja. || LR hagghja. || MAM [ágga]. || [fg. dévo – ital. dèvo]

agghie ['aɡɡjə] 1. 1ª sing. ind. pres. v. avè [a'vɛ] Ho (solo in funzione ausiliare) || GG agghio (1834) || ZO agghieu (1864). ||  LE agghije. || AO agghje. || CL agghie. || VMG agghiö.  

agghie ['aɡɡjə] 2. sm. Aglio. || Anche aglie ['aʎʎə] || VC pìgghie na capa d' àgghio ['pɪɡɡjə na kɜpa d 'aɡɡjə] prendi un capo d'aglio. || VC àgghio.

agghietille [aɡɡjə'tillə] sm. Aglio tenero. || DLC agghietielle.

aggiustà [adʤus'ta] v. Aggiustare, Preparare in modo conveniente, Raccomodare, Riparare. || CA¹ aggiustà.

aggiustate [adʤus'tɜte] agg. e pp. Aggiustato, Raccomodato, Riparato. || ZO aggiustet (1864).

aggiuvà [adʤu'wa] v. Appagare. || SA Ogne picche aggiove ['ɔɲɲ-ɛ p'pɪkkə ad'ʤɤvə]  ogni piccola qantità appaga. || RM aggiuvà.

aggradí [aɡɡra'dɪ] v. Gradire. || LE Nun cerck' nijend'a nésciuné; ma, tutt'aggradiscé [nən 'ʧɛrkə 'nində a niʃ'ʃʉnə; ma 'tʊtt-aɡɡra'dɪʃʃə] N.d.R. non chiede neinte a nessuno, ma tutto gradisce.

aglie ['aʎʎə] sm. Aglio. || Anche agghie ['aɡɡjə] || LR aglie.

aggrappà [aɡɡrap'pa] v. Aggrappare, Fissare al muro con una grappa, con un gancio, Attacarsi con forza a qualcosa che sostenga. || VC aggrappà.

aggrappatore [aɡɡrappa'tɤrə] sm. Raggrinzamento. || VC aggrappatura.

aggraziate [aɡɡrad'ʣjɜtə] agg. Aggraziato, Pieno di garbo. || VC aggrazziàte.

aggrumite [aɡɡru'mɪtə] agg. Raggrumato. || VC aggrumìte. || EG aggrumite.

agguandatore [aɡɡwanda'tɤrə] sm. Ricettatore. || VF agguantatòre (1841).

agguattà [aɡɡwat'ta] v. Coprire. || SA¹  agguattà’.

agguattate [aɡɡwat'tɜtə] v. Coprire. || SA¹ Aguattäte cum’lu päne de Natäle [aɡɡwat'tɜtə 'kum-ɛ u 'pɜnə də na'tɜlə] Coperto come il pane messo a fermentare il tempo di Natale. || SA¹ agguattäte.

aghe ['ɜɡə] sm. Ago. || Anche ache ['ɜkə] || TF àghe.

Agnese [aɲ'ɲɘsə] pers. f. Agnese. || FO Sciacqua Rœse, evviv’Agnœse! [Sciacqua Rœse̥, evviv’Agnœse̥!] Sciala Rosa, evviva Agnese! || AO Agnèse. || FO Agnœse [Agnœse̥].

agnelluzze [aɲɲəl'lʊtʦə] sm. Agnellino || RF agnelluzze [aɲɲe̯lluzze̯].

agnille [aɲ'ɲillə] sm. Agnello. || DAM agnille. || MM [n-aňňílle̥] un agnello.|| RF agnìlle [aɲɲílle̯].

agnulille [aɲɲu'lillə] sm. Baco. || VC  agnulìlle.

agnune [aɲ'ɲʉnə] pron. indef. Ognuno. || BA A longhe d’agnune [a l'lɔnɡə d-aɲ'ɲʉnə] Lontano da ognuno le disgrazie. || BA agnune. || BF agnùn’.

agreste [a'ɡrɛstə] sf. Uva acerba. || VC agrèsta (1929).

agrille [a'ɡrillə] sm. Seme della vite. || VC agrìlle (1929).

agurie [a'ɡurjə] sm. pl. Auguri, Formula di cortesia in particolari ricorrenze. || SA Vache a fa’ agurie a mammà ['vɜkə a ffa a'ɡurjə a mmam'ma] Vado a fare gli auguri a mamma. || TF agùrije. || LR ‘a gùrie. || RG egurije.

agurije [aɡu'rɪjə] sf. pl. Dee protettrici della casa. || BA agurìe.

aguste [a'ɡustə] sm. Agosto. || EG p’a fèsta nostre, d’i quinice aguste [p-a 'fɛsta 'nɔstrə, d-i 'kwɪnəʧə a'ɡustə] N.d.R. per la nostra festa del quindici agosto. || TF agùste. || EG aguste.

Agustine [aɡus'tɪnə] pers. m. Agostino. || EG Agustine.

aguzzine [aɡut'ʦɪnə]sm. Aguzzino.

ah ! [a] escl. Ah!

ahó ! [aɤ] escl. Ahò!

ai [ai] prep. art. Ai. || Più frequente e [ɛ] || VC ai vizii tùoi [ɛ 'vɪtʦjə 'tʉjə] mannaggia a te. || VC ai.

aine ['ajnə] sm. Agnello. || BA aine. || LA àine.

Aitanille [aita'nillə] pers. m. Gaetano. || TF Aitanìlle.

ajire [a'jirə] avv. Ieri. || TF aìre matine [ajirə matɪnə] N.d.R. ieri mattina. || ZO jer (1864) || TF aìre. || EG aïre. || TF ajìre. || FP air. || RF aìre [a-íre̯]. || [fg. iéri - ital. ièri]  

ajutà [aju'ta] v. Aiutare. || NM E si vede bune a cumme t’ha ajutate! [ɛ ssə 'vɘdə b'bunə a k'kumə t-a aju'tɜtə!] N.d.R. E si vede bene come ti ha aiutato! || RM aiutà.

ajute [a'jʉtə] sm. e inter. Aiuto. || ME aiute. || LE aijut’. || FO aiute [aiute̥].

alangeca [a'lanʤəka] inter. legata quasi sempre al pron. tuje ['tʉjə], forma l’escl. alangeca tuje [a'lanʤəka 'tʉjə] Mannaggia te. || VC a l'àngica tua [a l'anʤəka 'tʉjə] o ai vizii tùoi [ɛ 'vɪtʦjə 'tʉjə] mannaggia a te. || VC a l'àngica (1929)  || BA alangeche. || AO a l’àngeca.

alarie [a'larjə] par. comp. All’aria. || Anche a l'arie [a l 'arjə] || TF all’àrije.

alavetrire [alavə'trirə] avv. Ierlaltro, L’altro ieri. || Anche lavetrire [lavə'trirə]  || RM a'lavetrìre.

alberghe [al'bɛrɡə] sm. Albergo. || CL tu figghie mije é pegghiate ‘sta casa pe’ n’alberghe! [tu 'fɪɡɡjə 'mijə ɛ pəɡ'ɡjɜtə sta 'kɜsə pə n al'bɛrɡə!] N.d.R. tu figlio mio hai preso questa casa per un albergo! || CL alberghe.

Alfrede [al'frɘdə] pers. m. Alfredo. || TF Alfrède.

alice [a'lɪʧə] sf. Alice, Acciuga. || Anche lice ['lɪʧə]. || VC alìce (1929).

alimendare [alimen'dɜrə] agg. Elementare. || SA ’U criatre ha fatte seje anne, mo adda jí a scole alimendare [u kria'tʉrə a f'fattə 'sɘjə 'annə, mɔ 'adda 'jɪ a s'kɤlə alimen'dɜrə] Il bambino ha compiuto sei anni, deve andare alle elementari. || RM alimendàre.

allalambe ['alla 'lambə] par. comp. Alla lampada. || cfr. lambe ['lambə] || RM allalàmbe.

allambanate [allamba'nɜtə] pp. e agg. Allampanato. || RM allambanàte.

allangà [allan'ɡa] v. Ansimare. || VC allancà.

allangate [allan'ɡɜtə] pp. e agg. Affamato, Avido. || GG come a n’allangate se voleva anghjì lu stefano d’agliannole ca mangiavano li puorce ['kum-a n-allan'ɡɜtə sə vu'lɘvə an'ɡjɪ u 'stɛfanə d-i 'ɡjannələ ka  maɲ'ɲavənə i 'purʧə.] N.d.R. come un affamato voleva riempirsi lo stomaco con le ghiande che mangiavano i porci. || GG allangate (1834) || BA allancate.

allanute [alla'nutə] agg. Nudo, Privo di indumenti. || LA allanùte.

allappà [allap'pa] v. Allappare, Detto di frutta che ha sapore aspro. || VC allappà.

allargà [allar'ɡa] v. Allargare. || ZO allargà (1864).

allarmà [allar'ma] v. Allarmare.

allarmate [allar'mɜtə] pp. e agg. Allarmato. || NM Nen vi allarmate, mi stacke assettate! [nən v allar'mɜtə, mə s'tɜkə assət'tɜtə] N.d.R. Non vi allarmate, resto seduto! || NM allarmate.

allarme [al'larmə] sm. Allarme, Antifurto. || SA Agghie luvate allarme ‘a machene ['aɡɡjə lu'wɜtə 'allarmə a 'makənə] Ho tolto l’antifurto alla automobile. || VF allarme (1841).

allasce [al'laʃʃə] agg. Largo. || CS allasche.

allascià [allaʃ'ʃa] v. Dilatare, Allargare. || EG ‘u canaruzze mije, s’allashe e s’apprèste a te ‘gustà [u kana'rʊtʦə 'mijə, s-al'laʃʃə ɛ s-ap'prɛstə a  ttə ɡus'ta] N.d.R. la gola mia, si allarga e si appresta a gustarti.

allazzà [allat'ʦa] v. Lanciare urla. || EG cum’u sole s’avezàve, tu, allazzàve forte ‘a secherdune ['kum u 'sɤlə s-avəʦɜvə, tʊ, allat'ʦɜvə 'fɔrtə a səkər'dʉnə] N.d.R. come il sole si alzava, tu gridavi forte all’improvviso. || VC allazzà.

allazzarijà [alladʣari'ja] v. Rovinare, Far diventare come Lazzaro.

allazzarijate [alladʣari'jɜtə] pp. e agg. Rovinato, Diventato come Lazzaro. || CS allazzarijáte.

alleccà [allək'ka] v. Leccare. || BA alleccà.

alleccate [allək'kɜtə] pp. e agg. Leccato, Rifinito, Raffinato.

alleffarse [alləf'farsə] v. rifl. Curarsi nel vestire. || VC alliffà / VC alliffàrse (1929).

alleffate [alləf'fɜtə] agg. Accurato nel vestire. || RM alleffàte.

allegre [al'lɛɡrə] agg. Allegro. || LR candàve e s’a pigghjàve sèmbe allègre [kan'dɜvə ɛ  ss-a pəɡ'ɡjɜvə 'sɛmbə al'lɛɡrə] N.d.R. cantava e la prendeva sempre allegramente -la vita-. || VC allègre.

allegrezze [allə'ɡrɛtʦə] sf. Allegrezza. || RA Gioia e allegrezza ve dicé stu coré [d'ʤɤjə ɛ allə'ɡrɛtʦə və 'diʧə stu 'kɤrə] Gioia e allegrezza sa dirvi il mio cuore. || RA allegrezza. || [fg. allegrèzza - ital. allegrézza]

allegrije [allə'ɡrɪjə] sf. Allegria. || RA Quanta voce’ d’allegri! ['kwanda 'vɤʧə d-allə'ɡrɪjə!] Quante voci d’allegria! || RA allegrija.

allegrulille [alləɡru'lillə] agg. Brillo, Alticcio. || VC allegrolìlle.

allendà [allən'da] v. Allentare, Rilasciare. || LA Allèndene nu sacche de prumèsse [al'lɛndənə nu 'sakkə də pru'mɛssə] Fanno un sacco di promesse.

allendate [allən'dɜtə] pp. e agg. Allentato. || Anche ‘llendate [llən'dɜtə] || SA Ha ‘llendate ‘na loffe [a llen'dɜtə na 'lɔffə] Ha fatto una loffa. || RF allendàte [alle̯nt̬åte̯].

alleppà [alləp'pa]  v. Allontanarsi frettolosamente, Svignarsela. || VC se l' àve allippàte [sə l-a alləp'pɜtə] se n' è fuggito destramente, o se l'ha portato via destramente. || VC allippà.

allerge [al'lɛrʤə] v. Innalzare, Il posarsi della neve. || LA allerge Innalzarsi, accumularsi della neve quando è fitta e forma un tappeto. || BA allerge Innalzare, issare; preparare i « castelli » per il giuoco con le mandorle.  || RM Stendere, usato in particolare facendo riferimento alla formazione del tappeto nevoso: "a nève se stace alergènne" [a 'nɘvə sə s'tɜcə allɛr'ʤənnə] || BF Già s'allerge sop'i titte [d'ʤa s-al'lɛrʤə 'sɤp i 'tittə] N.d.R. Già si erge sui tetti. || BF allerge (1894). || LA allèrge.

allerte [al'lɛrtə] sm. Allerta. || EG sèmbe allerte turne a fa ‘u ‘rrè d’u gallenare ['sɛmbə al'lɛrtə, 'turnə a ffa u rrɛ d u gallə'nɜrə] N.d.R. sempre all’erta ritorni a fare il re del pollaio. || VC allèrte.

allescià [alləʃ'ʃa] v. Lisciare. || VC alliscià.

allesciate [alləʃ'ʃɜtə] pp. e agg. Lisciato. || EG allesciate.

allesse [al'lɛssə] sf. Ballotta, Castagna lessata con la buccia. || VF allessa (1841) || BA allesse. || VC allèssa.

allevà [allə'va] v. Allevare. || RM allevà.

alleviotte [allə'vjɔttə] sm. Passerotto. || cfr. passarille [passa'rillə].

allimbide [allim'bidə] locuz. In piedi. || TF all’imbìde.

allintrasatte [allintra'sattə] par. comp. All’improvviso, All’insaputa.

allisciapile [alliʃʃa'pilə] sm. Percosse. || Anche lisciapile  [liʃʃa'pilə] e strusciapile  [struʃʃa'pilə] || SA T’agghia fa ‘n’allisciapile, che nen te l’è scurdà cchjù [t'aɡɡja fa n-alliʃʃa'pilə, kɛ nən tə l-ɛ skur'da k'kjʊ] Devo darti tante di quelle botte che non devi dimenticarlo piú.

allite [al'litə] sf. Lite. || SA Ha fatte allite k’a uaglione [a f'fattə al'litə k-a waʎ'ʎɤnə] Ha litigato con la ragazza. || VC fare allìte [fa al'litə] attaccar litigio, litigare. || VC allìte. || MP allité.

allive [al'livə] sm. Allievo, Uccellino che deve imparare a volare. || cfr. alleviotte [allə'vjɔttə] || FB allìve.

allore [al'lɤrə] avv. Allora. || cfr. tanne ['tannə] || SA Allore nn’è capite cume amma fa? [al'lɤrə nn-ɛ ka'pɪtə kum'amma fa?] Allora non hai capito come dobbiamo fare? || NM allore. || MM [alló̤re̥].

alluccà [alluk'ka]v. Gridare. || Anche allucculà / [allukku’la], lucculà [lukku’la] || SA N’alluccanne accussí che me ndrune ‘i recchie! [n alluk'kannə akkussɪ kɛ mə n'drunə i 'rɛkkjə] Non gridare cosí perché mi rintroni le orecchie. || VC alluccà (1929). || RF alluccà [allukká].

allucche [al'lʊkkə] sm. Grido. || VC allùcco.

allucculà [allukku'la] v. Gridare. || Anche alluccà o lucculà. || SA Se mettije a ‘llucculà cume è ‘nu pacce [sə mət'tɪjə a llukku'la 'kum-ɛ nu 'patʧə] Si mise ad urlare come un pazzo. || VC  allucculà (1929).

allucenà [alluʧə'na] v. Abbagliare, Allucinare. || VC allucenà.

alluggià [allud'ʤa] v. Alloggiare. || LMG Chi tarde arrive, màle allogge [ki 'tardə ar'rɨvə, 'mɜlə al'lɔdʤə] N.d.R. Chi tardi arriva, male alloggia. || VC alluggià.

allumà [allu'ma] v. Illuminare. || VC allumà li lume pe la festa [allu'ma i 'lʉmə p-a 'fɛstə] far luminarie. || VC allumà.

allumacannele [allumakan'nɘlə] sm. Accenditoio. || VC allumacannèle.

allundanà [allunda'na] v. Allontanare. || RA E tè vidye, alluntanà [ɛ ttə və'dɪjə allunda'na] E ti vidi allontanare. || RA alluntanà.

allunghe [al'lunɡə] par. comp. A lungo. || Anche a ’llunghe [al'lunɡə]. || BA Cunte spisse amicizie alluonghe ['kundə s'pissə amə'ʧɪtʦjə al'lunɡə] Conti frequenti, lunga amicizia. || BA alluonghe.

allunnate [allun'nɜtə] pp. e agg. Marezzato. || VC  aggiunto di drappo per indicare che sia serpeggiato a onde, a marezzo. || VC allunnato (1929). || [fg. marezzàto - ital. mareʒʒàto].

allupà [allu'pa] v. Saziare. || FO Chi tene nu figghije l’affoghe e chi ne tene dîce l’allope [Chi te̤ne̥ nu figghije̥ l’affo̤ghe̥ e chi ne te̤ne̥ dîce̥ l’allo̤pe̥] Chi ha un figlio solo l’affoga e chi ne ha dieci  li sazia.

alluparse [allu'parsə] v. rifl. Mangiare come un lupo, con ingordigia. || RM allupàrse.

allupate [allu'pɜtə] pp. e agg. Affamato come un lupo. || DMF è accussì allupàte… che i cannùle si magne sopa poste [ɛ akkus'sɪ allu'pɜtə… kɛ i kan'nʉlə s i 'maɲɲə 'sɤpa 'pɔstə] N.d.R. è cosí goloso… che i connoli li mangia sul posto -in pasticceria-. || DMF allupàte. || BA allupate. || RF allupàte [allupåte̯].

allurdà [allur'da] v. Sporcare. || SA ’U criature stace allurdanne tutt’a tuvaglie [u kria'tʉrə s'tɜʧə allur'dannə 'tʊtt a tu'waʎʎə] Il baubino sta sporcando tutta la tovaglia. || RM allurdà. || RF allurdà [allurdá].

alluscià [alluʃ'ʃa] v. Vedere. || RF ci’allusce? ' ci vedi? ' || RF alluscià [alluššá].

allustrí [allus'trɪ] v. Lucidare. || VC allustrì.

almene [al'mɘnə] avv. Almeno, Se non altro. || BA Crisce figghie, crisce puorce alumene t'allecche u musse ['krɪʃʃə 'fɪɡɡjə, 'krɪʃʃə 'purʧə al'mɘnə t-al'lɪkkə u 'mʊssə] Cresci figli alleva invece i maiali, almeno ti ungerai di grasso le labbra. || ZO a lumano (1864) || BA alumene. || MG allumene. || CV almen.

Altamure [alta'mʉrə] cogn. Altamura. || RA Lanza, Altamura, e ati cinté ['lanʣə, alta'mʉrə, ɛ 'ati 'ʧində] Lanza, Altamura, e altri cento. || RA Altamura.

altanije [alta'nɪjə] sf. antiq. per Litania. || Anche litanije [lita'nɪjə] || GE altanija.

altare [al'tɜrə] sm. Altare. || SA¹ avetäre.

altezze [al'tɛzzə] sf. Altezza. || PM altèzze.

alvere ['alvərə] sm. Albero. || cfr. arve ['arvə]  || LE arvél. || PM albere.  || LE quillu vosck' scur' k' l'arvél' irt' e stuorté e maluort', nutecus' e 'nzaccaté! ['kwɪllu 'vɔskə s'kʉrə kə l'alvərə 'ɪrtə ɛ s'turtə ɛ ma'lurtə, nutə'kʉsə ɛ nʣack'kɜtə!] quel bosco scuro con gli alberi storti e contorti, nodosi e fitti.  || LE arvél.

alverille [alvə'rillə] sm. Alberello. || AO alverìlle.

alze ['alʦə] sm. Bure, Timone dell’aratro. || MM l-álze. il bure. || MM álze.

a lu [a lu] prep. art. Al, Allo. || antiq. e disus. per 'o [ɔ] || Anche  a 'u [a u].

amà [a'ma] v. Amare.

amare [a'mɜrə] agg. Amaro. || estens. Amareggiato.  || DAM  Staje amare come nu’ cule de cetrule [s'tɜjə a'mɜrə 'kum-ɛ nu 'kʉlə də ʧə'trʉlə] N.d.R. Sei amaro come un culo  -l’estremità- di cetriolo. || PR rumane a cchi me fume ‘a vocc’amare [ru'mɜnə a kki mə 'fʉmə a 'vɔkk-a'mɜrə] N.d.R. resta a chi mi fuma, la bocca amara. || BF amara (1894). || DAM amare.

amarene [ama'rɘnə] sf. Amaréna. || VC amarèna. || VF amarena (1841) || [fg. amaréna - ital. amarèna]

ambacce [am'batʧə] par. comp. lett. In faccia. estens. attaccato, vicino || LR i ferzòle attaccàte ck'u spache ambacc'é code. [i fər'ʦɤlə attak'kɜtə k u s'pɜkə am'batʧ ɛ 'kɤdə] N.d.R. le padelle legate conlo spago alle -loro- code (dei gatti).  || Anche ‘mbacce [m'batʧə]  || RM ambàcce. || LR ambacc'.

ambarà [amba'ra] v. Imparare. || Anche 'mbarà [mba'ra] || SA Ambàrate a parlà, príme de trasí qua inde! [am'barətə a ppar'la 'prɪmə də tra'sɪ kkwa 'ində] Impara a parlare -usa un linguaggio più decoroso- prima di entrare qui dentro. || VMG accussì iö më l’amparö [akkus'sɪ 'ijə  mə l-am'bɜrə] N.d.R. cosí io lo imparo. || VC amparà. || GF mbarà.

ambriste [am'brɪstə] sm. Prestito. || Anche ‘mbriste [mbrɪstə] || BA Si l’ambrieste sarrije buone s’ambrestarrije a megghiere [si l-am'brɪstə sar'rɪjə bbunə, s-ambrəstar'rɪjə a məɡ'ɡjɘrə] Se il prestito giovasse si presterebbe la moglie. || BA ambrieste. || RF ambriste [amp̬ríste̯].

ambulande [ambu'landə] agg. e sm. Ambulante. || SA Qua 'nnanze nn’i vogghie vedè cchjú l’ambulande! [kkwa n'nanʣə nn i 'vɔɡɡjə və'dɛ k'kjʊ l-ambu'landə!] Qui davanti non voglio più vedere i venditori ambulanti! || LR ambulande.

amecizia [amə'ʧɪtʦja] sf. Amicizia. || Anche amecizie[amə'ʧɪtʦjə]  . || SA Patte chiare, amecizia longhe ['pattə 'kjɜrə, amə'ʧɪtʦja 'lɔnɡə] Patti chiari, amicizia lunga. || CS amicizija.

amecizie[amə'ʧɪtʦjə] sf. Amicizia. || Anche amecizia[amə'ʧɪtʦja]. || BA amicizie. || ME ‘a macizije.

americule [amə'rikulə] sf. Mora. || Anche mericule [mə'rikulə]. || BA americule. || VC amerìcula. 

amice [a'mɪʧə] sm. pl. Amici. || sing. amiche [a'mikə] . || NM ’u timbe di salutà a l’amici [u 'timbə də salu'ta  a l-a'mɪʧə]. || TF Ghìje nen vedève l’òre de ‘ngundra’ l’amìce! ['ɡijə nən və'dɘvə l'ɤrə də nɡun'dra l-a'mɪʧə!] N.d.R. Io non vedevo l’ora di incontrare gli amici! || NM amici. || TF amìce.

amiche [a'mikə] sm. sing. Amico. || pl. amice [a'miʧə] || ZO amicho (1864) || CS amiche.

ammacagnate [ammakaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Ammaccato, Contuso, Malmesso. || MA quill’ é malate é tutt’ fracete e ammagagnate ['kwɪllə ɛ ma'lɜtə, ɛ 'tʊttə 'fraʧətə ɛ ammakaɲ'ɲɜtə] N.d.R. quello è malato, è tutto marcio e malmesso. || RF ucchie ammagagnàte occhi lividi. || MA ammagagnate. || RF ammagagnàte [ammaġaññåte̯].

ammaccà [ammak'ka] v. Inventare, Ammaccare, Raccontare frottole. || RM ammaccà.

ammaccate [ammak'kɜtə] pp. e agg. Ammaccato. || LR na stagnère mîse a tracolle, únte e ammaccàte [na staɲ'ɲɘrə 'mɪsə a ttra'kɔllə 'untə ɛ ammak'kɜtə] N.d.R. un recipiente di latta messo a tracolla, unto e ammaccato.  || LR ammaccàte.

ammacchià [ammak'kja] v. Macchiare. || VC ammacchià.

ammandà [amman'da] v. Ammantare, Avvolgere in un manto. || BF Ammantáte bbona bbone [amman'dɜtə b'bɤna b'bɤnə] Ben avvolta in un manto.

ammanecate [ammanə'kɜtə] agg. Ammanigliato, Ben introdotto in un ambiente, Ammanicato. || lett. Col manico. || SA¹ ammanecäte.

ammangà [amman'ɡa] v. Diminuire. || VC ammancà.

ammarrunà [ammarru'na] v. Abborracciare. || VC ammarronà.

ammartenate [ammartə'nɜtə] agg. Popolano che si atteggia a gagà. || BA ammartenate.

ammasckate [ammaʃ'kɜtə] pp. e agg. Accaldato. || BA ammaschiate. || RF ammasckàte [ammaškåte̯].

ammasunà [ammasu'na] v. Appollaiare, Ammansire, Stordire. || BA ammasunà. || VC ammasonà. || RF ammasunà [ammasuná].

ammasunate [ammasu'nɜtə] pp. e agg. Stordito, Percosso. || RF che nu papagnóne m’à ‘mmasunàte N.d.R. Con un cazzottone mi ha stordito. || RM ammasunàte.

ammatte [am'mattə] solo nelle locuz. 1. ammàtte ‘a gòcce [am'mattə a 'ɡɔtʧə] Prendere un grande spavento. 2. ammàtte ‘u mále [am'mattə u 'mɜlə] Temere di essere colpito da trombosi. || BA ammatte.

ammaturà [ammatu'ra] v. Maturare. || VC ammaturà. || RF ammaturà [ammaturá].

ammazzarute [ammatʦa'rʉtə] agg. Azzimo, Poco lievitato. || VF ammazzaruto (1841) || VC ammazzarùte (1929).

ammeccià [ammət'ʧa] v. Incastrare, Congegnare legnami. || VC ammeccià.

ammecciature [ammətʧa'tʉrə] sf. Collegamento di due parti che incastrano l’una nell’altra. || VC ammecciatùra.

ammedià [ammə'dja] v. Invidiare. || cfr. ‘nvedià [ɱvə'dja] || BA ammedià. || RF ammedijà [amme̯di̯á].

ammediate [ammə'djɜtə] pp. e agg. Invidiato. || cfr. nvediate [ɱvə'djɜtə] || BA Megghie ammediate ca cumpatute ['mɛɡɡjə  ammə'djɜtə ka kumba'tʉtə] Meglio invidiati  che  compatiti. || BA ammediate.

ammenazzà [ammənat'ʦa] v. Incitare la bestia da tiro a camminare, Frustare il cavallo. || SA¹ ammenazzà’. || EG ammenazzà. || MA amm’nazzà.

ammendà [ammən'da] v. Inventare. || Anche 'mmendà. || BA ammendà.

ammesckà [amməʃ'ka] v. Mischiare. || RM ammesckà.

ammesckate [amməʃ'kɜtə] pp. e agg. Mischiato, Mescolato.

ammezzijà [ammədʣi'ja] v. Insegnare, Suggerire. || Anche ammizzijà [ammidʣi'ja] || VC Vògghie ca m’ammìezzi come fai ['vɔɡɡjə ka m-am'mɪdʣjə 'kumə 'fɜjə] Voglio che in'insegni come fai. || VC ammiezzà.

ammiffijà [ammiffi'ja] v. Scorgere. || Anche abbiffijà [abbiffi'ja].

amminze [am'minʣə] par. comp. In mezzo. || Anche 'mminze [m'minʣə] e 'mmizze [m'midʣə].

ammiscke [am'mɪʃkə] agg. Misto. || locuz. foglie ammiscke ['fɔʎʎə am'mɪʃkə]

Verdura mista composta da burràcce, marasciúlle, jéte capacíne, sprúcete, cascígne, ecc.

ammizzijà [ammidʣi'ja] v. Insegnare, Suggerire. || Anche ammezzijà [ammədʣi'ja]. || VC ammiezzà.

ammolafurce [ammola'furʧə]. sm. Arrotino. || Anche molafurce [mola'furʧə]. || VF ammola-forbice (1841) || RM ammolafùrbece. || BA ammolafurce. || VC ammolafòrbice, ammolafùorfece.

ammolatore [ammola'tɤrə] sm. Arrotino. || VF ammolatore (1841).

ammolature [ammɤla'tʉrə] sf. Affilatura. || VC ammolatura.

ammubbeglià [ammubbəʎ'ʎa] v. Ammobiliare. || RM ammubbiglijà.

ammuccà [ammuk'ka] Far cadere, Mettere giù.

ammuccarse [ammuk'karsə] v. rifl. Piegarsi. || LA ammuccàrse.

ammuccate [ammuk'kɜtə] pp. e agg. Caduto, Piegato.

ammuccià [ammut'ʧa] v. Nascondere. || CA Mèn'a prète e s'ammùccie 'a mane! ['mɘnə a 'prɘtə ɛ ss-am'mʊtʧə a 'mɜnə!] N.d.R. Lancia la poetra e si nasconde la mano! || DPM Sti vestite sò fatte apposte p’ammuccià a robbe [sti vəs'tɪtə sɔ f'fattə ap'pɔstə pammut'ʧa a r'rɔbbə] N.d.R. Questi abiti sono fatti apposta per nascondere la roba. || PR e ccerche d’ammuccià sta bbrutta sorte [ɛ t'ʧɛrkə d ammut'ʧa sta b'brʊtta 'sɔrtə] N.d.R. e cerca di nascondere questa brutta sorte. || VC ammuccià (1929). || [fg. nascòndere - ital. nascóndere]

ammucciacole [ammutʧa'kɤlə] par. comp. A nascondino. || VC Iucà a ammucciacola [ju'ka a mmutʧa'kɤlə] Giuocore a coponascondersi. || VC ammucciacòla (1929).

ammucciarse [ammut'ʧarsə] v. rifl. Nascondersi. || VC ammucciàrse (1929). || [fg. nascòndersi - ital. nascóndersi]

ammucciate [ammut'ʧɜtə] pp. e agg. Nascosto. || CS U vine cacce fore i cose ammucciáte [u 'vɪnə 'katʧə 'fɤrə i 'kɤsə ammut'ʧɜtə] N.d.R. Il vino tira fuori le cose nascoste. || LA Oh, Madonne, ck’a facce ammucciate, fède ce daje [ɔ, ma'dɔnnə, k-a 'fatʧə ammut'ʧɜtə, 'fɘdə ʧə 'dɜjə] N.d.R. Oh, Madonna, con il viso nascosto, fede ci dai. || EG ammucciate. || MP ammucciaté. || CS ammucciáte. ||  [fg. nascòsto - ital. nascósto]

ammucedute [ammuʧə'dʉtə] agg. Ammuffito. || VC ammucidùte (1929).

ammufalanne [ammufa'lannə] par. comp. Lo scorso anno. || cfr. bufalanne [bufa'lannə], mufalanne [mufa'lannə].

ammuinà [ammui'na] v. Imbarazzare. || VC ammuinà (1929).

ammuinarse [ammui'narsə] v. rifl. Imbarazzarsi. || VC ammuinàrse (1929).

ammuinate [ammui'nɜtə] agg. Di cattivo umore, Malinconico, Afflitto. || LA ammujnàte. || BA ammujenate. || RF ammujenate [ammui̯e̯nåte̯].

ammuine [ammu'ɪnə] sm. Confusione, Baccano. || AO ammujìne. || MG ammuine.

ammulà [ammu'la] v. Affilare. || FB ammulà.

ammulatore [ammula'tɤrə] sm. Arrotino. || cfr. ammolafurbece. || RM ammulatore.

ammullà [ammul'la] v. Bagnare qualcosa con liquido in modo da inzupparlo, Ammorbidire. || VC ammullà (1929).

ammundunà [ammundu'na] v. Ammucchiare, Ammonticchiare. || VC ammontunà (1929).

ammundunate [ammundu'nɜtə] pp. e agg. Ammucchiato. || RM ammundunàte.

ammuscià [ammuʃ'ʃa] v. Ammosciare. || RF t'ammusce; s’ammosce N.d.R.  ' ti ammosci; ' si ammoscia ' || VC ammuscià (1929). || RF ammuscià [ammuššá].

ammusciate [ammuʃ'ʃɜtə] pp. e agg. Ammosciato, Afflosciato, Scocciato, Infastidito. || RM ammusciate.

ammussà [ammus'sa] v. Tenere il muso. || VC ammussà (1929).

ammussate [ammus'sɜtə] pp. e agg. Ammusito, Imbronciato. || AO ammussàte.

ammuzzà [ammut'ʦa] v. Mozzare. || VC ammuzzà (1929).

amore [a'mɤrə] sm. Amore. || LA e t’arrecûrde ‘u prime amore [ɛ t-arrə'kurdə u 'prɪmə a'mɤrə] e ti ricordi il primo amore. || EG amore. || RA amoré.

andenire [andə'nirə] sm. Soprastante, Reclutatore di mietitori. || BA anteniere.

andicamende [andika'mɛndə] avv. Anticamente. || EG andicamènde. || [fg. anticamènte - ital. anticaménte]

andicepe [an'dɪʧəpə] sm. Anticipo. || RM a’ndìcepe.

andiche [an'dikə] agg. e sm. Antico. || RA Sapité u ditt’antiche che dicevé? [sa'pɪtə u 'dɪttə an'dikə kɛ ddə'ʧɘvə?] Sapete cosa dice un detto antico? || TF all’andìke [all-an'dikə] N.d.R. all’antica. || TF andìke. || LE andicke. || RA antiche.

andò [an'dɔ] avv. Dove. || Anche ‘ndo’[n'dɔ], addò [ad'dɔ]. || SA Andò abbete Ninette? [an'dɔ 'abbətə ni'nɛttə?] Dove abita Ninetta. || LA  ando'. || FP andò.

Andoniè [ando'njɛ] pers. f. Antonietta. || BP Antoniè me daje nu becchire d’acqua! [ando'njɛ mə 'dɜjə nu bbək'kirə d'akkwə!] N.d.R. Antonietta dammi un bicchiere d’acqua! || BP Antoniè.

Andonie [an'dɔnjə] pers. m. Antonio. || RA E pé vot’a S. Antonio [ɛ ppə v'vɤtə a s'sand'an'dɔnjə] Feci un voto a S. Antonio. || RA Antonio. || CL Antonie.

andrite [an'dritə] sf. Noccioline abbrustolite, Collana di noccioline. || VC andrìte (1929).

anduvenà [anduwə'na] v. Indovinare. || Anche adduvenà [adduwə'na] || SG Spute k’anduvine [s'putə k-andu'winə] N.d.R. Sputa che indovini -parla che cogli nel segno-.

anduvenate [anduwə'nɜtə] pp. e agg. Indovinato. || Anche adduvenate [adduwə'nɜtə] || FP Ecc, mò a anduvnat iss, so tre or che u stache dicenn ... ['ɛkkə, mɔ a nduwə'nɜtə 'ɪssə, sɔ ttrɛ 'ɤrə kɛ u s'tɜkə də'ʧɛnnə ...] N.d.R. Ecco, adesso lui ha indovinato, sono tre ore che lo sto dicendo... || FP anduvnat.

anè [a'nɛ] escl. Ma guarda!, Ma vedi un po’. || SG¹ Anè! E tu pe quiste t’u pigghjià velène? [a'nɛ, ɛ ttʊ pə k'kwɪstə t-u piɡ'ɡja və'lɘnə?]Ma va! E tu per questo vuoi prenderti veleno? ||  SG¹ anè. || RF anè [anę́].

anema ['anəma] sf. Anima. || Anche aneme/ ['anəmə]. || CL ‘A bon’anema [a b'bɤn 'anəmə] N.d.R. lett. La buon’anima -la defunta-. || VC ànema (1929). || CL anema.

anemale [anə'mɜlə] sm. Animale. || VC anemàle (1929).

aneme ['anəmə] sf. Anima. || Anche anema. || BA aneme de Die ['anəmə də d'dɪjə] N.d.R. anima di Dio. || BF Sola sole cúm' e n' aneme ['sɤla 'sɤlə kum-ɛ n 'anəmə] Sola sola come un’anima. || BA aneme. || BF aneme.

anemelle [anə'mɛllə] sf. Animella. || FB anemèlle.

anesine [anə'sɪnə] sf. Pianta simile al finocchio. || RM anesine.

angappà [anɡap'pa] v. Acciuffare. || Locuz. vall'angappe ['vall-an'ɡappə] Vai a prenderlo. || VC Angàppa, angàppa l’avucìello, fa sùbbito, nun lu fa fuì [an'ɡappə an'ɡappə l-avə'ʧillə, fa 'sʊbbətə, nn-u fa'(ʧɛnnə) 'fʉjə] Afferra subito l’uccello, non lo far fuggire. || VC angappà (1929). || RF angappà [a-ṇk̬appá].

angarrà [anɡar'ra] v. Individuare correttamente qualcosa, Imbroccare. || Anche ‘ngarrà [nɡar'ra] || LA angarrà.

angele ['anʤələ] sm. Angelo. || BF L'angel' arrèt' 'a porte [l 'anʤələ ar'rɘt a 'pɔrtə] N.d.R. L’angelo dietro la porta. || BF angel’ / angele (1894). || FP angel.  

Angelucce [anʤə'lʊtʧə] pers. m. Angeluccio.

angenagghie [anʤə'naɡɡjə] sf. Il basso ventre, La regione dell’inguine, Inguinaia, Anguinaia. || Anche ‘ngenagghie [nʤən'aɡɡjə] || VC  anginàglia (1929).

anghianà [anɡja'na] v. Salire. || Anche ‘nghianà [nɡja'na] || Locuz. anghianà ‘i scále [anɡja'na i s'kɜlə] Salire le scale. || VC anghianà  agnanà (1929).

anghianatore [anɡjana'tɤrə] sf. Salita. || FB anghijnatòre.

anghjí [an'ɡjɪ] v. Riempire. || GG anghjì (1834).

angine [an'ʤɪnə] sf. Angina. || cfr. ngine [n'ʤɪne]. || VC Angìni (1929). 'Malattia della gola, Stranguglioni'

Angiolette [anʤɤ'lɛttə] pers. m. Angelo. || FD Angiolett. 

angiulette [anʤu'lɛttə] sm. Angioletto. || RA angiulette.

angiurie [an'ʤʊrjə] sf. Oltraggio, Ingiuria. || VMG l’angiuriä cä m’annö fattä [l-an'ʤʊrjə ka m 'annə 'fattə] N.d.R. l’oltraggio che mi hanno fatto. || VMG angiuriä.

angore [an'ɡɤrə] avv. Ancora. | || PR angore nenn ’a sanne [an'ɡɤrə nənn a 'sannə] N.d.R. ancora non la sanno. || AM angòre. || NM angore. || CS ancore. || RA  ancoré. || LE angôre.

anguille [an'ɡwɪllə] sf. Anguilla. || SA Stipe sirpe che truve anguille [s'tɪpə 'sirpə kɛ 'truve an'ɡwɪllə] Conserva serpenti  -cose ritenute inutili- che troverai anguille -cose utili-. || RC Si n’n c’ st’c l’anguill’ e u cap’ton’ n’n eije Nat’l’ [si nən-ʤə s'tɜʧə l-an'ɡwɪllə ɛ u kapə'tɤnə nənn'ɘjə na'tɜlə] Se non ci sono l’anguilla e il capitone non è Natale. || RC anguill’.

angule ['anɡulə] sm. Angolo. || PM anghele.

angurie [an'ɡurjə] sf. Anguria, Cocomero.

angutene [an'ɡutənə] sf. Incudine. || RM  angùtene.

anille [a'nillə] sm. Anello. || Anche ‘nille ['nillə] || declinato al f. ’a ‘nille [a 'nillə] || SA T’agghja accattà ‘nu belle anille [t 'aɡɡj akkat'ta nu b'bɛll-a'nillə] Devo comprarti un bell’anello. || MM [a/níi̯/lle̥]  'l'anello'. || GG aniello (1834). || MM [níi̯lle̯].

annacquate [annak'kwɜtə] pp. e agg. Annacquato. || SA Hanne annacquate ‘u vine ke l’acque ['ann-annak'kwɜtə u 'vɪnə kə l'akkwə] Hanno annacquato il vino con l’acqua.

annaffijà [annaffi'ja] v. Innaffiare. || RM annaffijà.

annande [an'nandə] avv. Avanti. || Anche ‘nnande [n'nandə], nande ['nandə],  annanze [ an'nanʣə], ‘nanze ['nanʣə] || Locuz. 1. passà annande [pas'sa an'nandə]  Passare avanti 2. purtà annande [pur'ta an'nandə] Portare avanti 3. terà annande [tə'ra an'nandə] Tirare avanti. || ME annande. || CL annante.

annanze [annà] avv. Avanti. || Anche 'nnanze [n'nanʣə], 'nanze  ['nanʣə],  nande ['nandə], annande [an'nandə] || SA T’aspette annanze a’ casa mije [t as'pɛttə an'nanʣə a 'kɜsa 'mijə] Ti aspetto davanti casa mia. || FD annànze.

annarijarse [annari'jarsə] v. Arrabbiarsi. || RM annarijàrse.

annarule [anna'rʉlə] sm. Contadino con un anno di contratto di lavoro. || BA annarule.

Anne ['annə] pers. f. Anna. || FC Accussì eje tutte l’anne. Viv’a fèste de Sant’Anne [akkus'sɪ 'ɘjə 'tʊttə l 'annə. viv a 'fɛstə də 'sand 'annə] Così è tutti gli anni. Viva la festa di Sant’Anna. || FC Anne.

anne ['annə] sm. Anno. || LMG Turnarene o’Sanduarjie l’anne dope p’ battezzà na’ criature: ‘Ngurnatelle [turn'arənə ɔ sandu'arjə l 'annə 'dɤpə pə bbattəd'ʣa na kria'tʉrə: nɡurna'tɛllə] N.d.R. Tornarono al Santuario l’anno dopo per battezzare una bambina: Incoronata. || EG anne. || RA anne’. || TF ànne. || FP ann.

annegghià [annəɡ'ɡja] Annebbiare. || [fg. nèbbia - ital. nébbia]

annettà [annət'ta] v. Pulire, Sbucciare. || BA annettà.

annevate [annə'vɜtə] agg. antiq. Ghiacciato. || BF vìn’ anneváte ['vɪn annə'vɜtə] N.d.R. vino ghiacciato! || BF anneváte. || LCG annevato (1897).

Anní [an'nɪ] pers. f. Annina, Anna. || PR Quann’ ije te vete Annì m’abbatt’ ‘u core ['kwann 'ijə tə  'vɘtə  an'nɪ m-ab'batt-u 'kɤrə] N.d.R. Quando io ti vedo Annina mi batte il cuore. || PR Annì.

annuccature [annukka'tʉrə] sm. Scacciapensieri. || RF annuccatùre [annukkatůre̯].
annudecà [annudə'ka] v. Annodare.

annusulà [annusu'la] v. Ascoltare di nascosto, Origliare. || Anche nusulià [nusuli'ja] / nusulà [nusu'la] || BA annuselà. || RF annusulà [annusulá].

anzaccà [anʣak'ka] v. Insaccare, Pigiare. || BA  anzaccà. || RF anzaccà [anźakká].

anze ['anʣə] prep. congz. e avv. Anzi. || ZO anz (1864).

anziane [an'ʣjɜnə] sost. e agg. Anziano.  

anzime [an'ʣɪmə] avv. Insieme. || Anche 'nzime [n'ʣɪmə].

aó [a'ɤ] Inter. || SA Aó, ‘a vulite fenesce de sfotte? [a'ɤ, a vu'lɪte fə'nɛʃʃə də s'fɔttə?] Ó, la volete smettere di sfottere?

apirte [a'pirtə] pp. e agg. Aperto. || PM apirte.

appagure [appa'ɡʉrə] sf. Paura. || Anche appaure [appa'ʉrə], paure [pa'ʉrə] || RG appagure.

appaliunate [appalju'nɜtə] pp. e agg.  Ammuffito.

appalte [ap'paltə] sm. Appalto. || AO appàlte.

appandanate [appanda'nɜtə] agg. Paludoso, Tipico del pantano, Limaccioso, Melmoso. || DAM appantanate.

appannà [appan'na] v. Socchiudere, Appannare. || Anche ‘mbannà [mban'na] || SA ‘Stu sole me face appannà l’ucchie. [stu 'sɤlə mə 'fɜʧə appan'na l'ukkjə] il sole mi costringe a socchiudere gli occhi.

appannate [appan'nɜtə] pp. e agg. Appannato. || Anche 'mbannate [mban'nɜtə] || RM appannàte.

appapagnate [appapaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Addormentato. || AO appapagnàte.

apparà [appa'ra] v. Riempire, Preparare trappole. || lett. Mettersi alla pari con qualcosa. || LA apparà.

apparecchià [apparək'kja] v. Apparecchiare.

apparecchiate [apparək'kjɜtə] pp. e agg. Apparecchiato, Preparato con gusto.

apparendate [apparən'dɜtə] pp. e agg. Imparentato. || FB apparendàte.

apparí [appa'rɪ] v. Apparire. || EG Tande ‘ggendile e tande triste appàre, ‘u gallucce mije ['tandə dʤən'dilə ɛ t'tandə 'tristə ap'pɜrə, u ɡal'lʊtʧə 'mijə] N.d.R. Tanto gentile e tanto triste appare, il galluccio mio.

appartate [appar'tɜtə] pp. e agg. Appartato. || FB appartàte.

appasulate [appasu'lɜtə] pp. e agg. Appassito. || EG cke l’ucchie musce e appasulàte [kə l 'ukkjə 'mʊʃʃə ɛ appasu'lɜtə] N.d.R. con gli occhi mosci e appassiti. || EG appasulàte. || RF appassulàte [appassulåte̯].

appaure [appa'ʉrə] sf. Paura. || Anche appagure [appa'ɡʉrə], paure [pa'ʉrə] || NM tene sembe appaure che l’arrobbane ['tɘnə 'sɛmbə appa'ʉrə kɛ l-ar'rɔbbənə] N.d.R. ha sempre paura che la derubino. || NM appaure. || RG appagure.

appeccià [appət'ʧa] v. Accendere. || Anche appiccià [appit'ʧa] e 'ppeccià [ppət'ʧa]. || SA Che d’è, nd’appicce ‘a luce? [kɛ d-ɛ, nd-ap'pɪtʧə a 'lʊʧə?] Che cos’è, non ti accendi la luce?  || LA appeccià.

appecciate [appət'ʧɜtə] pp. e agg. Acceso. || MM [appe̥ččä́te̥].

appedune [appə'dʉnə] pron. indef. Per ciascuno. || Anche pe d'une [pə d'ʉnə]|| LR tand’appedùne ['tand-appə'dʉnə] contribuendo in parti uguali. N.d.R. lett. tanto ciascuno. || LR appedùne.

appene [ap'pɘnə] avv. e congz. Appena. || TF  So' appène quìnnece jùrne che vìne qqua! ['sɔ ap'pɘnə 'kwɪnəʧə 'jurnə kɛ 'vinə kkwa!] N.d.R. Sono appena quidici giorni che vieni qua! || ZO appen (1864) || TF appène.

appenzunà [appənʣu'na] v. Sporgere il tergo. || BA appenzunà.

appese [ap'pɘsə] pp. e agg. f. Appesa. || m. appise [ap'pɪsə] || EG Ck’a crèsta triste e i ciambe appése isse stàce [k-a 'krɛsta 'tristə ɛ i 'ʧambə ap'pɘsə 'ɪssə s'tɜʧə] N.d.R. Con la cresta triste e le zampe appese lui sta. || EG appése.

appeselate [appəsə'lɜtə] pp. e agg. Appisolato. || BA appeselate.

appetite [appə'tɪtə] sm. Appetito. || CS L’appetite nen vole cundemènte [l-appə'tɪtə nən 'vɤlə kundə'mɛndə] N.d.R. L’appetito non vuole condimento. || CS appetite.

appezzecà [appətʦə'ka] v. Appiccicare. || LA appezzecà.

appezzecate [appətʦə'kɜtə] pp. e agg. Appiccicato, Attaccato. || VC appizzicato (1929). || LR appezzecàte.

appezzecuse [appətʦə'kʉsə] agg. Appiccicoso. || BA appezzecuse.

appiccià [appit'ʧa] v. Accendere. || Anche appeccià [appət'ʧa]. || VC appiccià (1929).

appicciafuche [appitʧa'fukə] agg. e sm. Istigatore. || FB appìcciaffuche.

appicciatore [appitʧa'tɤrə] sf. Accensione, Accendifuoco. || MM ppicciatóre.

appinnetore [appinnə'tɤrə] sm. Attaccapanni.  || VF appinnitora (1841).

appirze [ap'pirʦə] prep. e avv. Appresso, Dietro. || Anche apprisse [ap'prissə]  || GG se mettije appierz..e appierz..e a nu signore di quillo pajese [sə mət'tɪjə ap'pirʦə ap'pirʦə a nu siɲ'ɲɤrə də 'kwɪllu pa'jɘsə] N.d.R. lett. si mise dietro dietro ad un signore di quel paese. || LE e ij' appijerz' a quille [ɛ 'ijə ap'pirʦ-a 'kwɪllə] ed io dietro di lui. || PR te veng’ appîrzz’ appîrzz [tə 'vɛnɡə ap'pirʦə ap'pirʦə] N.d.R. ti vengo dietro dietro. || GG appierz..e (1834) || LE appijerz'. || PR appîrzz’. || PR appîrzz. || MA appirze.

appise [ap'pɪsə] pp. e agg. m. Appeso. || f. appese [ap'pɘsə] || LR appìse.

appite [ap'pitə] solo nella locuz. all’appite [all-ap'pitə] / all’appide [all-ap'pidə] A piedi. || CA¹  Rumanìrene sènza sòlde, k'i dìbbete e avèvena ji’ a spegula’ allappìde. [ruma'nɪrənə 'sɛnʣa 'sɔldə, k-i 'dibbətə ɛ a'vɛvəna 'jɪ a spəɡu'la all-ap'pɪdə] Restarono senza soldi, con i debiti e dovevano andare a spigolare a piedi. || RM appìte. || CA¹ allappìde.

appizzeche [ap'pɪtʦəkə] sm. Scontro. || AO appìzzeke.

applause [ap'plausə] sm. Applauso. || AO applàuse. || [fg. applàuso - ital. applàuʃo]

apposte [ap'pɔstə] avv. Apposta, Di proposito, Intenzionalmente. || MP Sì! sì ‘u faije appòste pe’ farm’ ‘ncazzà e mò te diché che eje ore de fenirlé [sɪ! sɪ u 'fɜjə ap'pɔstə pə f'farmə nɡat'ʦa ɛ mmɔ tə 'dɪkə  kɛ 'ɘjə 'ɤrə də fə'nɪrlə] N.d.R. Sì! sì lo fai apposta per farmi arrabbiare, ed ora ti dico che è ora di finirla. || MP appòste. || DPM apposte.

appresendarse [apprəsən'darsə] v. rifl. Presentarsi. || BF s’appresentáje [s-apprəsən'dɜjə] N.d.R. si presentò. || MG ije subbte m'appresentaje ['ijə 'sʊbbətə m-apprəsən'dɜjə] N.d.R. io subito mi presentai. || RF m'appresènde N.d.R. ' mi presento '.

appresendà [apprəsən'da] v. Presentare. || RM appresentà. || RF appresendà [appre̯se̯nt̬á].

apprestarse [apprəs'tarsə] v. rifl. Apprestarsi.

apprezzà [apprət'ʦa] v. Apprezzare.

apprime [ap'prɪmə] avv. Prima, In un tempo precedente. || GG apprima (1834) || TF apprìma.

apprisse [ap'prissə] prep. e avv. Appresso, Dietro qualcosa o qualcuno. || Anche appirze [ap'pirʦə].|| MG ’U jurne appriss [u 'jurn-ap'prissə] N.d.R. Il giorno dopo. || BP Isse annanze e ije apprisse ['ɪssə an'nanʣə ɛ ijə ap'prissə] N.d.R. Lui avanti ed io dietro. || LA jève apprisse sènza stangàrse maje ['jɘvə ap'prissə 'sɛnʣa stan'ɡarsə 'mɜjə] andava dietro senza stancarsi mai. || ZO apprie (1864) || BP apprisse. || MG appriss. || FD apprìsse. || FP apprizz.

apprufettà [apprufət'ta] v. Approfittare. || RM apprufuttà.

appruvà [appru'wa] v. Approvare.

appujà [appu'ja] v. Appoggiare, Appoggiarsi. || LA appujà. || RF appujà [appui̯á].

appuzzuní [apputʦu'nɪ] v. Impuzzire, Prendere cattivo odore. || RM appuzzunì. || RF appuzzunì [appuzzuní̊].

aprí [a'prɪ] v. Aprire. || MP Nen ce penzànné, va gapré [nʤə pən'ʣannə, va 'ɡaprə] N.d.R. Non ci pensare, va’ ad aprire.

arà [a'ra] v. Arare. || SA Nen vole nè arà e nè scurcià [nən 'vɤlə 'nɛ a'ra ɛ n'nɛ skur'ʧa] Non vuole né arare e né scorticare -non ha voglia di fare nulla-. || FB arà.

aratre [a'ratrə] sm. Aratro. || RM aràtre.

arche ['arkə] sm. Arco. || PM arche.

arcere [ar'ʧɘrə] sf. Acceggia, Beccaccia.

arciule [ar'ʧʉlə] sm. Orciolo, Brocca o boccale di forma panciuta. || VF arciúlo (1841). || RF arciùle [arčůle̯].

arde ['ardə] v. Bruciare. || Anche garde ['ɡardə].

ardente [ar'dɛntə] agg. Ardente. || GF de fuoch’ ardente [də 'fukə ar'dɛntə] di fuoco ardente || GF ardente.

ardiche [ar'dikə] sf. Ortica. || BA ardiche. || VF ardica (1841). || RF ardìche [ardí̊ke̯].

argiande [ar'ʤandə] sm. pl. Soldi. || RM argiante.

arginde [ar'ʤində] sm. Argento. || ZO argint (1864) || AO argìnde. || RF arginde [arğínt̬e̯].

aria ['arja] sf. Aria. || RF arie [ári̯e̯].

arie ['arjə] sf. Aria, Aia. || LE avézaijé l'uocchijé a l'arij' e tè védije [avə'ʦɜjə l 'ukkjə  a l 'arjə ɛ ttə və'dɪjə] Alzai gli occhi verso l’alto, e ti vidi. || BA arie. || LE arij'.

arighene [a'rɪɡənə] sm. Origano. || Anche righene ['rɪɡənə] || BA arighene. || FB arichene. || LA arìghene. || VC arìgana (1929).

armà [ar'ma] v. Armare. || AO armà.

armunije [armu'nɪjə] sf. Armonia. || RA Sinté canté e che armunije ['sində 'kandə ɛ kkɛ armu'nɪjə] Si sentono canti in armonia. || RA armunije.

arracciate [arrat'ʧate] agg. Arricciato. || solo nella locuz. fáfe arracciáte ['fɜfə arrat'ʧɜtə] Fave che hanno la buccia arricciata in seguito alla bollitura. || RF i fàfe arracciàte fave lesse, orig. arrecciàte ‘arricciate. || RF arracciàte [arraččåte̯].

arradecarse [arradə'karsə] v. rifl. Radicarsi. || RM arradecàrse.

arraffà [arraf'fa] v. Arraffare, Cogliere nel segno, Colpire. || MA s’ campe a cche me ne freche, a chi arraff’... arraff’... senza guardà ‘mbacce a nisciune [sə 'kambə a kɛ mmə nə 'frɘkə, a ki ar'raffə... ar'raffə... 'sɛnʣa ɡwar'da m'batʧə a nniʃʃʉnə] N.d.R. si vive alla ‘che mi frega’, alla ‘chi arraffa arraffa’, senza guardare in faccia a nessuno. || CL Statte citte che ne’ t’agghie manche arraffate [s'tattə 'ʧɪttə kɛ nən t 'aɡɡjə 'manɡə arraf'fɜtə]  N.d.R. Sta zitto che non ti ho neanche preso. || RM arraffà.

arraganà [arraɡa'na] v. Camminare a stento, Arrancare. || SA¹ arracanà’. || BF arracanà (1894).

arraganate [arraɡa'nɜtə] agg. Gratinato, Al gratin. || BA arraganate.

arragghià [arraɡ'ɡja] v. Ragliare. || Anche ragghià [raɡ'ɡja] || RM arragghjà.

arraggià [arrad'ʤa] v. Arrabbiare. || SA L’agghie fatte arraggià [l'aɡɡjə 'fattə arrad'ʤa] L’ho fatto arrabbiare. || BA arraggià.

arraggiarse [arrad'ʤarsə] v. rifl. Arrabbiarsi. || VC arraggiàrse (1929).

arraggiate [arrad'ʤɜtə] pp. e agg. Arrabbiato. || GF arraggiàte. || EG arraggiate.

arraggione [arrad'ʤɤnə] solo nella locuz. tenè arraggione [tə'nɛ arrad'ʤɤnə] Avere ragione. || TF e ttenève pròbbete arraggiòne!  [ɛ ttə'nɘvə  'prɔbbətə arrad'ʤɤnə!] N.d.R. e aveva proprio ragione! || TF arragiòne.

arraggiunà [arradʤu'na] v. Ragionare. || MP Mò, vine quà ‘ndò vaije, fenimé d’arraggiunà/ [mɔ, 'vinə kkwa n'dɔ 'vɜjə, fə'nɪmə d-arradʤu'na] N.d.R. Aspetta, vieni qua dove vai, finiamo di discutere. || SA Nen vole arraggiunà de nisciuna manere [nən 'vɤlə arradʤu'na də niʃ'ʃʉna ma'nɘrə] Non vuole ragionare per nessun motivo. || MP arraggiunà.

arrangià [arran'ʤa] v. Arrangiare, Rimediare. || Anche ‘rrangià [rran'ʤa] || RF m’arrange N.d.R. Mi arrangio. || RM arrangià. || RF arrangià [arranğá].

arraparse [arra'parsə] v. rifl. Eccitarsi sessualmente.

arrapate [arra'pɜtə] pp. e agg. Voglioso, Eccitato sessualmente, Avido di qualcosa. || SA Stace arrapate de denare [s'tɜʧə arra'pɜtə də də'nɜrə] È avido di denaro. || BA arrapate.

arrappà [arrap'pa] v. Aggrinzare, Ridurre in grinze.

arrappate [arrap'pɜtə] pp. e agg. Aggrinzito. || BA arrappate. || [fg. aggrinʒito - ital. aggrinzito]

arrassà [arras'sa] v. Scostare, Allontanare dal fianco. || VC arrassà (1929). || RF arrassà [arrassá].

arravugghià [arravuɡ'ɡja] v. Avvolgere, Ravvolgere. || BA arravugghià.

arravugghiate [arravuɡ'ɡjɜtə] pp. e agg. Ravvolto, Strettamente o completamente avvolto. || BF arravugghijáte (1894). || RM arravugghjàte. || PM arravugghiete.

arrazzà [arrat'ʦa] v. Andare d’accordo, Trovarsi bene insieme. || EG arrazzà.

arrebbellà [arrəbbəl'la] v. Mettere in disordine, Creare scompiglio. || Anche rebbellà [rəbbəl'la] || AA Nenn’e’ ruère che s’arrebbèlle quann’u vann’a ggemendà [nənn-ɛ ru'wɘrə kɛ s-arrəb'bɛllə 'kwann-u 'vann-a dʤəmən'da] Non è vero che si ribella quando vanno a canzonarlo.

arrebbellate [arrəbbəl'lɜtə] pp. e agg. Disordinato.

arreccià [arrət'ʧa] v. Arricciare. || SA N’arreccianne ‘u nase quanne parle, è capí? [nn arrət'ʧannə u 'nɜsə 'kwannə 'parlə, ɛ ka'pɪ?] Non arricciare il naso quando parlo, hai capito? || RM arreccià.

arreccute [arrək'kʉtə] pp. e agg. Arricchito. || AO arreccùte.

arrecettà [arrəʧət'ta] v. Raccogliere.

arrecogghie [arrə'kɔɡɡjə] v. Raccogliere. || RM arrecògghije.

arrecorre [arrə'kɔrrə] v. Ricorrere. || RM arrecòrre. || [fg. ricòrrere - ital. ricórrere]

arrecurdà [arrəkur'da] v. Ricordare. || LA Sì penzuruse, te vûje arrecurdà [sɪ pənʣə'rʉsə, tə 'vujə arrəkur'da] Sei pensieroso, ti vuoi ricordare. || LR ce l’hamma arrecurdà [ʧə l'amma arrəkur'da] N.d.R. lett. ce lo dobbiamo ricordare. || LR arrecurdà. || FP arrucurdà.

arreduce [arrə'dʊʧə] v. Ridurre.

arredutte [arrə'dʊttə] pp. e agg. Ridotto. || Anche redutte [rə'dʊttə]  || RM arredùtte.

arreggestrate [arrədʤəs'trɜtə] pp. e agg. Pulito, Messo in ordine. || LR arreggestràte.

arrengà [arrən'ɡa] v. Allineare. || RM arrengà.

arrenne [ar'rɛnnə] v. Rendere. || Anche renne ['rɛnnə]. || VC Ca Dìu te l’arrènne stu bbene che m’hai fatte [ka d'dɪjə tə l-ar'rɛnnə stu b'bɘnə kɛ m-ɛ 'fattə] Che Dio te lo renda questo bene che mi hai fatto. || VC arrènne (1929).

arrepezzà [arrəpət'ʦa] v. Rattoppare. || SA¹ arrepezzà’. || BA  arrepezzà.

arrepezzate [arrəpət'ʦɜtə]pp.e agg. Rattoppato, Accomodato. || SA¹ arrepezzäte. || BF arrepezzáte (1894)

arrepusà [arrəpu'sa] v. Riposare. || Anche repusà [rəpu'sa] || LE Arrépusàtém 'nu pock' l'ossa rotté [arrəpu'satəmə nu 'pɔkə l'ɔssa 'rɔttə] Riposate un po' le ossa stanche. || LE arrepusà.

arresciugnate [arrəʃʃuɲ'ɲɜtə] pp. e agg.  Avvolto.

arresecate [arrəsə'kɜtə] agg. Scarnito, Magro, Sottile. || RM arresecàte. || RF arresecàte [arre̯se̯kåte̯].

arresenate [arrəsə'nɜtə] agg. Scarno, Raggrinzito, Ristretto, Ritirato. || BA arresenate. || RF arresenàte [arre̯se̯nåte̯].
arresine [arrə'sɪnə] sf. Malattia delle piante. || BA arresine.

arrestute [arrəs'tʉtə] pp. e agg. Arrostito. || BF Vurrije ca chiuvessre maccarune. E na muntagne de cáse grattáte! Li prete de la stráte carn’ arrustute: E l’acque du lu már vìn’ anneváte! [vur'rɪjə kɛ kiu'wɛssərə makka'rʉnə - ɛ na mun'daɲɲə  də  'kɜsə ɡrat'tɜtə! i 'prɘtə d-a s'trɜtə 'karn arrus'tʉtə: ɛ l'akkwə d-u 'mɜrə 'vɪne annə'vɜtə] N.d.R. Vorrei che piovessero maccheroni. E una montagna di cacio grattato! Le pietre della strada carne arrotita: e l’acqua del mare vino ghiacciato! || RC arr’stut’. || BF arrustute.

arresuscetate [arrəsuʃʃə'tɜtə] pp. e agg. Risuscitato. || Anche resuscetate. || GG E stu figghio mio era muorte pe mè, e mò è arresciuscetate, s’era perzo, e l’agghio acchiato [ɛ stu 'fɪɡɡjə 'mijə ɘrə 'murtə pə mmɛ, ɛ mmɔ ɛ arrəsuʃʃə'tɜtə, s'ɘrə 'pɛrʦə, ɛ l'aɡɡjə akki'jɜtə] N.d.R. E questo figlio mio era morto per me, ed ora è risuscitato, e l’ho visto. || GG arresciuscetate (1834).

arrete [ar'rɘtə] prep. e avv. Dietro, Di dietro, Fa. || Anche addrete [ad'drɘtə] || LR Tand’anne arrète, d’a matine ‘a sère, p’i strade nostre ére nu via vaje de gènde [tand 'annə ar'rɘtə, d-a ma'tɪnə a  'sɘrə, p i s'trɜdə 'nɔstrə 'ɘrə nu via'vɜjə də d'ʤɛndə] N.d.R. Tanti anni, fa dalla mattina alla sera, per le nostre strade c’era un viavai di gente. || LR arrète. || LE arreté. || PP [arrę́te̥]. || [fg. diétro - ital. diètro]

arreterà [arrətə'ra] v. Ritirare, Tirarsi indietro, Rincasare. || SA ’Ndo t’abbije, arretirete, che faje megghie! [ndɔ t-ab'bɪjə,  arrə'tɪrətə kɛ 'fɜjə 'mɛɡɡjə] dove ti avvii, ritirati, che è meglio. || ML famme jì arretrà pure a mè ['fammə 'jɪ a-rrətə'ra 'pʉrə a mmɛ] N.d.R. Lascia che io mi ritiri -rincasi-. || ML arretrà. || SG arretra’.

arretrate [arrə'trɜtə] sm., agg. e pp. Arretrato, Pagamento non effettuato alla data di scadenza. || FP arrtrat.

arrevutà [arrəvu'ta] v. Rivoltare. || Anche ruvutà [ruvu'ta], ruvetà  [ruvə'ta],  arruvutà  [arruvu'ta].

arrevutate [arrəvu'tɜtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate [ruvu'tɜtə],  ruvetate [ruvə'tɜtə],  arruvutate [arruvu'tɜtə] || CV arrevutöt.

arrezzà [arrət'ʦa] v. Arruffare, Drizzare, Eccitarsi sessualmente. || DLC arrezza’. || RF arrezzà [arre̯zzá].

arrezzení [arrədʣə'nɪ] v. Accapponare la pelle, Lo stringersi delle membra. || LE Sckitté ca m'arrecordé me send' arrezzenì li carne [ʃ'kittə ka m-arrə'kɔrdə mə 'sɛnd-arrədʣə'nɪ i 'karnə] Solo che ricordi mi sento accapponre la pelle. || LE arrezzenì.

arrezzenute [arrədʣə'nʉtə] pp. e agg. Aggrinzato. Arugginito. || VC arrezzenùte (1929).

arrezzerijà [arrədʣəri'ja] v. Rassettare, Togliere via tutto. || Anche rezzerijà [rədʣəri'ja]. || RM arrezzerijà.

arrezzerijate [arrədʣəri'jɜtə] pp. e agg. Rassettato. || RM arrezzerijàte.

Arrí [ar'rɪ] pers. m. Enrico. || VC Donn’Arrì, vulìme fa nu gire? [don ar'rɪ, vu'lɪmə fa nu d'ʤɨrə?] Don Enrico, vogliamo fare un giro di ballo? || VC Arrì (1929).

arrobbagalline [arrobbaɡal'lɪnə] par. comp. Ruba galline. || sm. Ladruncolo. || RM arrobbagallìne.

arrubbà [arrub'ba]v. Rubare, Derubare. || SA Se n’è addunate ca stevene arrubbanne [sə n ɛ addu'nɜtə ka s'tɛvənə arrub'bannə] Si è accorto che stavano rubando. || BA arrubbà.

arrubbate [arrub'bɜtə] pp. e agg. Rubato. || DPM Sta gente se meratarrije proprije d’esse arrubate [sta d'ʤɛndə sə mərətar'rɪjə 'prɔprjə d 'ɛssə arrub'bɜtə] N.d.R. Questa gente meriterebbe proprio di essere derubata. || DPM arrubate.

arruffianà [arruffja'na] v. Arruffianare, Agire da ruffiano. || AO arruffianà.

arrugnà [arruɲ'ɲa] v. Contrarre, Stringere, Raggrinzire. || DPM E vole dice che l’arrugname nu poche i pide [ɛ v'vɤlə 'dɪʧə kɛ l-arruɲ'ɲɜmə nu 'pɤkə i 'pidə] N.d.R. Vuol dir che gli contraiamo un po’ i piedi. || VC arrugnàrse (1929). || SA¹ arrugnà’.

arrugnate [arruɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Contratto, Ricurvo, Aggranchito, Raggrinzito. || RF fàfe arrugnàte N.d.R. Fave raggrinzite. || BF 'rrugnát (1894). || LA arrugnàte. || SA¹ arrugnäte. || RF arrugnàte [arruññåte̯].

arrunzà [arrun'ʣa] v. Portare via tutto, Arrangiare, Godere. || VC Arrunzàrse na fèmmena [arrun'ʣarsə na 'fɛmmənə] Servirsene illecitamente. N.d.R. lett. Godersi una donna contro la sua volontà. || VC Se l’ave arrunzata [sə l'ɜvə arrun'ʣɜtə] Se l’ha goduta. || VC arrunzà (1929).

arruscegnute [arruʃəɲ'ɲʉtə] pp. e agg. Raggrinzito. || RM arruscegnùte.

arrustí [arrus'tɪ] v. Arrostire, Abbrustolire. || VC arrustì (1929).

arrusulate [arrusu'lɜtə] pp. e agg. Rosolato. || EG a ragù, arrusulàte, ‘mbuttite e tuste [a rra'ɡʊ, arrusu'lɜtə, mbut'tɪtə ɛ t'tustə] N.d.R. al ragú, rosolato, imbottito e duro. || EG arrusulàte.

arruvà [arru'wa] v. Arrivare. || VMG quannö turnaje e arrevaje a Ciprö [kwan'nə tur'nɜjə ɜ arru'wɜjə a t'ʧɪprə] N.d.R. quando tornò ed arrivò a Cipro. || RM arruvà.

arruvate [arru'wɜtə] pp. e agg. Arrivato. || GG arrevato (1834) || FD arruvàte. || TF arruuàte. || DPM arruàte.

arruvenate [arruwə'nɜtə] pp. e agg. Rovinato. || NM ti sì arruunate firmanne cambiale! [tə sɪ arruwə'nɜtə fər'mannə kam'bjɜlə!] N.d.R. ti sei rovinato firmando cambiali! || NM arruunate.

arruvere [arru'wɘrə] agg. Vero. || par. comp. da ‘u vére [u 'vɘrə] il vero, la verità. || Anche ruvere [ru'wɘrə] || TF Eje pròbbete  a ruvère ['ɘjə 'prɔbbətə arru'wɘrə] || TF a ruvère.

arruvine [arru'wɪnə] sf. Rovina. || Anche ruvine [ru'wɪnə] || RM arruvìne.

arruvutà [arruvu'ta] v. Rivoltare. || Anche ruvutà [ruvu'ta] , ruvetà [ruvə'ta], arrevutà [arrəvu'ta].

arruvutate [arruvu'tɜtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate [ruvu'tɜtə], ruvetate  [ruvə'tɜtə], arrevutate, [arrəvu'tɜtə].

arruzzute [arrud'ʣʉtə] pp. e agg. Arrugginito. || VC arruzzùte (1929).

arte ['artə] sf. Arte. || BA arte de mazze ['artə də 'matʦə] guardiano di armenti. || SG Quille face cint’arte e nisciune mistire ['kwɪllə 'fɜʧə 'ʧind'artə ɛ nniʃ'ʃʉnə məs'tirə] N.d.R. Quello fa cento arti e nessun mestiere. || SG arte.

arteggianate [artədʤa'nɜtə] sm. Artigianato. || TF artegianàte.

arteteche [ar'tɛtəkə] sf. Irrequietezza, Agitazione che porta a non stare mai fermi. || VC artèteca (1929). || TF artèteke. || BA arteteche. || FB artèteche.

artetecuse [artətə'kʉsə] agg. Agitato. || RM artetecùse.

articule [ar'tikulə] sm. Articolo. || AO  artìcule.

artiste [ar'tɪstə] sm. Artista. || RA Patriote, ver’artisté dé talinté [patri'ɤtə, 'vɘrə ar'tɪstə də ta'lində] Patrioti, veri artisti di talento. || RA artisté.

Arture [ar'tʉrə] pers. m. Arturo. || LR Arture.

aruchele [a'rʊkələ] sf. Rucola, Ruca, Ruchetta. || Anche ruchele ['rʊkələ] || SA Ogge megghiereme adda fa maccarune, aruchele e patane. ['ɔdʤə məɡ'ɡjɛrəmə  'adda fa makka'rʉnə a'rʊkələ ɛ ppa'tɜnə] oggi mia moglie preparerà maccheroni con ruca e patate. || VF arúcola (1841) || VC arùcola (1929). || BA aruchele. || LA arùchele. || CA² arùkëlë.

arusce [a'rʊʃʃə] sm. Carbone ridotto in piccoli pezzi, Carbonella. || BA arusce.

arute [a'rʉtə] sf. bot. Ruta. || Cfr. rute ['rʉtə] || VF aruta (1841) || VF arùta (1929).

arve ['arvə] sm. Albero. || cfr. alvere ['alvərə]  | AO arve. || LE arvél'.

arze ['arʦə] pp. e agg. Arso, Bruciato. || SA M’agghia magnà ‘a pizze de grane arze. [m'aɡɡja maɲ'ɲa a 'pitʦə də 'ɡrɜnə 'arʦə] Devo mangiare la pizza di grano arso. || BA fiete d'arze ['fitə d'arʦə] N.d.R. puzza di bruciato. || BA  arze.

arzicule [ar'ʦikulə] sm. Perno della ruota del carretto. || BA arzichele.

arzille [ar'ʣillə] agg. Arzillo. || cfr. azzarute [atʦa'rʉtə] || CS arzílle.

ascenne [aʃ'ʃɛnnə] v. Scendere. || Anche scenne ['ʃɛnnə]  || LCG ascenn’ rirenn’, e anghjan’ chjagnenn’ [aʃ'ʃɛnnə rə'rɛnnə, ɛ an'ɡjɜnə kjaɲ'ɲɛnnə] N.d.R. scende ridendo e sale piangendo. || LCG ascenn’(1897).  || AO ascènne.

ascí [aʃ'ʃɪ] v. Uscire. || Locuz. isce fore ['ɪʃʃə 'fɤrə]. Esci fuori, Va’ via. || TF Ghìje l’avève dìtte che nen àva ‘ssci’. ‘U penzìre m’u decève [ɡijə l-a'vɘvə 'dɪttə kɛ nənn'ɘv-aʃ'ʃɪ. u pən'ʣirə m-u də'ʧɘvə] N.d.R. Io l’avevo detto che non doveva uscire. Il pensiero me lo diceva. || NM ascì. || TF ‘ssci’.

asciucà [aʃʃu'ka] v. Asciugare. || RM asciugà.

asciucapanne [aʃʃuka'pannə] sf. Asciugapanni, Piccolo attrezzo artigianale utilizzato per asciugare i panni, Trabiccolo. || Anche sciucapanne [ʃuka'pannə] || VF asciuttapanni (1841) || VC asciucapànne (1929).

asciucavocche [aʃʃuka'vɔkkə] sm. pl. Tarallini fatti in casa. || BA asciucabocche.

asciute [aʃ'ʃʉtə] sf. Uscita. || pp. Uscito. || ZO sciuto (1864) || EG asciute. || TF ssciùte.

asene ['asənə] sm. Asino. || cfr. ciucce ['ʧʊtʧə] || ML asene.

asenille [asə'nillə] sm. pl. Semi di finocchio.|| RF asenille [ase̯nílle̯].

asozze [a'sɔtʦə] escl. di stupore, di meraviglia, Perbacco. || agg. Uguale, Simile. || cfr. sozze ['sɔtʦə] || RM a'sòzze.

aspettà [aspət'ta] v. Aspettare, Spettare. || CA Chi aspètte u piatte de l’ate, ‘u suje su magne fridde [ki as'pɛttə u 'pjattə də l'atə u sʉje s-u 'maɲɲə 'frɪddə] N.d.R. Chi aspetta il piatto degli altri, il suo lo mangia freddo. || EG Nuie t’aspettàme cke ‘ttand’onore ['nʉjə t-aspət'tɜmə kɛ t'tand-o'nɤrə] N.d.R. Noi ti aspettiamo con tanto onore. || ZO aspettà (1864) || TF aspetta’.

assacrese [assa'krɘsə] solo nella locuz. all’assacrese [all-assa'krɘsə] All’improvviso.  || LE a l'assacrese, ascì 'nnanze, me védije [all-assa'krɘsə, aʃ'ʃɪ an'nanʣə  mə və'dɪjə] all’improvviso, uscirmi innanzi vidi. || LE assacrese.

assaje [as'sɜjə] avv. Assai. || LA Madonne d'i Sètte Vèle, si' bèlle assaje! [ma'dɔnnə d i 'sɛttə 'vɘlə, sɪ b'bɛllə as'sɜjə!] N.d.R. Madonna dei Sette veli, sei bella assai! || PR e’ tropp’assaje [ɛ 'trɔpp as'sɜjə] N.d.R. è tantissimo. || GG assai (1834) || ZO asseuje, asseujeu (1864). || LA assaje.

assalijate [assali'jɜtə] agg. Insipido, Senza sale, Lezioso, Piacevole, Delizioso. || SA¹ dall'originale di Elisa Giordano: Nu recorde de Fogge assalijäte?!! / Ne dice cott' e crude ogne mumente! / Eja accussì e ccullì, nen väle a nîente!... Embè, sîente: Fogge eja sbenturäte! [nu rə'kɔrdə də 'fɔdʤə assali'jɜtə?!! / nə 'dɪʧə də 'kɔttə ɛ ddə 'krʉdə 'ɔɲɲ-ɛ  mmu'mɛndə! 'ɘjə akkus'sɪ ɛ kkul'lɪ, nən 'vɜlə 'nində!... /  em'bɛ, 'sində: 'fɔdʤə 'ɘjə zvəndu'rɜtə!] N.d.R. Un ricordo piacevole - in senso ironico - di Foggia?!! / Ne dice di cotte e di crude ogni momento! / È cosí e colí, non vale niente!.... / Ebbene, senti: Foggia è sventurata! ||  AO Quande sì assalijàte! ['kwandə sɪ assali'jɜtə] Quanto sei insipido! || RF Madonne mìje, quand’èje assaliàte quèlle! N.d.R. Madonna mia quanto è leziosa quella! || SA¹ assalijäte (1933). ||  AO assalijàte. || RF assaliàte [assali̯åte̯].

assaprà [assa'pra] v. Assaggiare. || SA M’è fa’ ‘ssaprà? [m-ɛ fa ssa'pra?] Mi fai assaggiare? || SG¹ Vularrinne assaprà ‘nu piatte propij fuggiàne [vular'rɪnnə assa'pra nu 'pjattə 'prɔpjə fud'ʤɜnə] Vorrebbero assaggiare un piatto proprio foggiano. || MP ‘u steve sckitte assapranné [u s'tɘvə ʃ'kittə assa'prannə] N.d.R. lo stavo solo assaggiando. || SG¹  assaprà. || RF assaprà [assaprá].

asse ['assə] 1. sm. Asso. || AO Asse de coppe parènde a trè denare, tutte i scarpàre fanne 'a 'mòre k'i lavannàre ['assə də 'kɔppə pa'rɛndə a t'trɛ ddə'nɜrə, 'tʊttə i skar'pɜrə 'fannə a 'mɤrə k-i lavan'nɜrə] Asso di coppe parente a tre denari, tutti gli scarpari amoreggiano con le lavandaie. || AO Ha pigghiàte asse pe fegùre [a ppiɡ'ɡjɜtə 'assə pə ffə'ɡʉrə] Ha preso asso per figura.  || AO asse.

asse ['assə] 2. sf Asse della ruota. || Etimol. dal lat axis.

asseccà [assək'ka] v. Seccare, Dimagrire, Asciugare. || SA T’è ‘sseccà, si vuje ascí ke mme! [t-ɛ ssək'ka, si 'vujə aʃ'ʃɪ kə mmɛ!] Devi dimagrire, se vuoi uscire con me! || BA asseccà.

asseccanute [assəkka'nʉtə] pp. e agg. Dimagrito, Magro. || RF asseccanùte [asse̯kkanůte̯].
asseccate [assək'kɜtə] agg. Dimagrito. || LA asseccàte.

assecchení [assəkkə'nɪ] v. Asciugare, Rendere secco, privo di acqua. || Anche secchení [səkkə'nɪ] || SA Purtame ‘nu poche d’acque ca s’è assecchenute ‘nganne. ['purtəmə nu 'pɤkə d'akkwə ka s-ɛ assəkkə'nʉtə n'ɡannə] Portami un po’ d’acqua perché ho la gola secca.

assecurà [assəku'ra] v. Assicurare. || ZO  Signore ti poz assicurà ca sò steut puntueul chiù caggh pututo [səɲ'ɲɔ tə 'pɔtʦə assəku'ra ka sɔ s'tɜtə pundu'ɜlə k'kjʊ k 'aɡɡjə pu'tʉtə] Signore, io posso assicurarla di essere stato puntuale più che ho potuto. || ZO assicurà (1864).

assedie [as'sɛdjə] sm. Assedio. || SG L’assedie o’ sindache [l-as'sɛdjə ɔ 'sinəkə] N.d.R. l’assedio al sindaco. || SG assedie.

assemegghià [assəməɡ'ɡja] v. Assomigliare, Sembrare. || RM  assemmègghije 'nu marijùle [assəm'mɛɡɡjə nu mari'jʉlə] pare un ladro. || SA¹ assemegghià’ (1933). || CL assemegghià. || RM assemegghjà.

assendate [assən'dɜtə] pp. e agg. Ben piazzato, Legato bene, Ben stretto. || VC assentàte (1929).

assettà [assət'ta] v. Sedere. || RM Mé, asséttate ‘nu pocke [mɛ, as'sɛttətə nu 'pɤkə] N.d.R. Dai, siediti un po’. || RM assettà.

assettate [assət'tɜtə] pp. e agg. Seduto. || CA o Cafè-Scjantà stive assettàte ca coscja ‘ncavalcàte [ɔ ka'fɛ ʃʃan'da s'tivə assət'tɜtə k-a 'kɔʃʃa nkaval'kɜtə] Al caffè concerto stavi seduta con la gamba incavalcata. || CA assettàte.

assugghie [as'sʊɡɡjə] sm. Lesina per calzolai, Grosso ago ricurvo per cucire il cuoio. || VF assuglia (1841) ||  VC assùglia (1929). || BA assugghie. || RF assugghje / ssugghie [assųĝĝe̯] / [ssųĝĝe̯].

Assunde [as'sʊndə]pers. f. Assunta. || Anche Assundine [assun'dɪnə]. || LR Assùnde. || LR Assunde. || DPM Assunte.

Assundine [assun'dɪnə] pers. f. Assunta. || Anche Assunde [as'sʊndə]. || SA ’Ndeniucce a mammà, va’ da Assundine e fatte dà ‘nu poche de remore carrozze! [ndə'njʊtʧə a mam'ma, va da assun'dɪnə ɛ f'fattə da nu 'pɤkə də rə'mɤrə kar'rɔtʦə!] Antonio, -bello- di mamma, va da Assuntina e fatti dare un po’ di rumore di carrozza.

ata ['ata] agg. e pron. f. Altra. || SA Ma vite ‘nu poche a quiste che ata storie vace accundanne! [ma 'vitə nu 'pɤkə a k'kwɪstə kɛ 'ata s'tɔrjə 'vɜʧə akkun'dannə!] Ma guarda un po’ questo che altra storia va raccontando! || MG n’ata. un’altra. || MG ata.

atavanne [ata'vannə] avv. Dall’altra parte, Altrove. || RM atavànne.

ate ['atə] agg. e pron. Altro. || cfr. atu  ['atu], avete ['avətə] || PM late.

ati ['ati] agg. e pron. Altri. || VC àute (1929).

atrigne [a'trɪɲɲə] sm. Frutto del pruno selvatico (Prunus spinosa L.). || BA atrigne.

attabbarrate [attabbar'rɜtə] agg. Coperto da indumenti pesanti, lett. Coperto dal tabarro, un ampio e pesante mantello da uomo in uso nel passato. || SA Cume staje belle attabbarrate! ['kumə s'tɜjə b'bɛllə attabbar'rɜtə!] Come ti sei ben coperto!

attaccà [attak'ka] v. Attaccare, Incollare, Legare. || SA Attacche ‘u ciucce ‘ndò vole ‘u padrone! [at'takkə u 'ʧʊtʧə ndɔ 'vɤlə u pa'drɤnə] Lega il somaro dove vuole il padrone. || ZO attaccà (1864).

attaccagghie [attak'kaɡɡjə] sf. Nastro reggicalze. || RM attaccàgghije.

attaccate [attak'kɜtə] pp. e agg. Attaccato, Legato, Incollato. || FO U ciuccie attaccate lunghe pigghije u vizie [U ciuccie̥ attaccäte̥ lunghe̥ pigghije̥ u vizie̥] L'asino, attaccato con una corda lunga, prende il vizio. || FO attaccate [attaccäte̥]. || BA attaccate.

attandà [attan'da] v. Toccare maliziosamente, Palpare. || RM attandà.

attane [at'tɜnə] sm. Padre. || VC attàne (1929).

attannute [attan'nʉtə] agg. Spigato, Vigoroso. || LR cardùne attannùte [kar'dʉnə attan'nʉtə] cardi spigati, con poche foglie e tutto torso. || LA attannùte.

attarallà [attaral'la] v. Cirdondare. || LA e da 'i figghje tuje attarallàte [ɛ d-ɛ 'fɪɡɡjə 'tʉjə attaral'lɜtə] N.d.R. e dai figli tuoi circondato.

attassà [attas'sa] v. Rimanere interdetto, paralizzato dalla meraviglia o dalla paura. || VC attassà (1929).  

attassate [attas'sɜtə] pp. e agg. Interdetto, Paralizzato dalla meraviglia, Agghiacciato, Incantato. || AA Quanne vède na fèmmena bbone, attassàte remàne ‘u babbjone ['kwannə 'vɘdə na 'fɛmməna b'bɤnə, attas'sɜtə rə'mɜnə u babbi'jɤnə] Quando vede una ragazza formosa, incantato rimane il balordo. || AA attassàte. || BA attassate.

attellate [attəl'lɜtə] pp. e agg. Attillato. || EG attellate.

attembate [attəm'bɜtə] agg. Attempato, Di età matura, Anziano. || LA attembàte. || RF attembàte [atte̯mp̬åte̯].

atterà [attə'ra] v. Attirare, Tirare. || anche terà [tə'ra] solo per Tirare. || AO atterà.

atterrate [attər'rɜtə] agg. Tostato.   

atterrí [attər'rɪ] v. Atterrire, Spaventare a morte.

atterrute [attər'rʉtə] pp. e agg. Spaventato, Atterrito, Esterrefatto, Terrorizzato. || VC atterrùte (1929).

attinde [at'tində] agg. Attento. || SA Statte attinde uaglió, che ije nen pazzeje!  [s'tattə at'tində waʎ'ʎɤ, kɛ ijə nən pat'ʦɘjə] Bada, giovanotto, io non scherzo. || VC attìente (1929). || RF attinde [attínt̬e̯]

attizzafuche [attitʦa'fukə] sm. Attizzatoio. || VF attizzafuoco (1841).

attone [at'tɤnə] sm. ant. Ottone. || cfr. ottone [ot'tɤnə]

attore [at'tɤrə] sm. Attore. || CV A n’attör ch’ù c’rvell, u facij fa a lvell [a n-at'tɤrə k-u ʧər'vɛllə, u fa'ʧɪjə fa a lə'vɛllə] N.d.R. Ad un attore con il cervello -capace-, gli fece recitare la livella. || CV attör.

attuccà [attuk'ka] v. Cogliere. || VC Ca’ n’ t’attòcche ma [ka nd-at'tɔkkə 'mɜlə] Che non ti colga male.

attunnà [attun'na] v. Arrotondare. || VC attunnà (1929).

attunnate [attun'nɜtə] pp. e agg. Arrotondato. || AO attunnàte.

atturcenijà [atturʧəni'ja] v. Attorcigliare. || VC attuorcinià (1929).

atturne [at'turnə] avv. Attorno. || RM attùrne.

atu ['atu] agg. e pron. indef. Altro. || LE K’ l’aijut’ tuijé, sì, agghije pòtut’ fa’ capì a ‘la  gente quille k’ agghije viste a l’atu munné [kə ll-a'jʉtə 'tʉjə, sɪ, 'aɡɡjə pu'tʉtə fa ka'pɪ a d'ʤɛndə 'kwɪllə k-aɡɡjə 'vɪstə  a l'atu 'mʊnnə] N.d.R. Con il tuo aiuto, sì, ho potuto far capire alla gente ciò che ho visto nell’altro mondo. || LE atu.

auanne [a'wannə] par. comp. Quest’anno. || SA Auanne nen avime fatte ninde! [a'wannə nn-a'vɪmə 'fattə 'nində] Quest’anno non abbiamo fatto niente (il raccolto non è andato bene). || VC aguànne (1929). || SA¹ aguanne. || AO auànne.

aucchià [auk'kja] v. Adocchiare. || Anche aducchià [aduk'kja] , adducchià [adduk'kja]. || CA¹ Duje ucchije t’hanne aucchiⱥte tre Sande t’hanne aiutⱥte u Padre, u Figghije e u Spįrete Sande ['dʉjə 'ukkjə t 'annə auk'kjɜtə trɛ s'sandə t 'annə aju'tɜtə u 'padrə, u 'fɪɡɡjə ɛ u s'pɪrətə 'sandə] Due occhi ti hanno adocchiato, tre Santi ti hanno aiutato, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

a ‘u [a u] prep. art. || antiq. e disus. per 'o [ɔ]. || Anche  a lu [a lu] || BF Nu jûorn’ a ‘u fruttajûol s’appresentáje -Che nu panáre m-mán’ ‘u vignarule [nu 'jurnə ɔ frutta'jʉlə s-apprəsən'dɜjə kə nu pa'nɜrə m'mɜnə u viɲɲa'rʉlə] N.d.R. Un giorno ad un fruttivendolo si presentò Con un paniere in mano il vignaiolo. || BF a ‘u (1894).

aulive [au'lɪvə] sf. Oliva.

aumende [au'mɛndə] sm. Aumento. || CL aumente.

ausille [au'sillə] sm. Covone. || VF ausiello (1841) || BA ausielle.

avandà [avan'da] v. Vantare. || Anche vandà [van'da]. || RF avandà [avant̬á].

avandarse [avan'darsə] v. rifl. Vantarsi. || Anche vandarse [van'darsə].

avascià [avaʃ'ʃa]  v. Abbassare. || SA Avasce che vinne! [a'vaʃʃə kɛ 'vɪnnə] Abbassa che vendi. || FO Chi troppe s’avasce, ‘u cule mostre [Chi troppe̥ s’avasce̥, ‘u cüle̥ mostre̥] Chi troppo s’abbassa, mostra il culo. || RM avascià.

avanguardiste [avangwar'dɪstə].agg. e sm. Avanguardista.

avastà [avas'ta] v. Bastare. || cfr. bastà [bbas'ta] || LA avaste e avanze [a'vastə ɛ a'vanʣə] Basta, perché è d’avanzo. || VC avastà (1929). || SA¹ avastà’.

avaste [a'vastə] escl. Basta. || GA E mò avast! nen cià fazz cchiú! E che se pote jè annanz accussì? [ɛ mmɔ a'vastə! nʤa 'fatʦə k'kjʊ! ɛ kkɛ sə 'pɤtə jɪ n'nanʣə akkus'sɪ?] N.d.R. Ora basta! non ce la faccio piú! Ma che, si può andare avanti così? || CA¹ [baste]. || GA  avast. || DPM avaste. || CA² avàstë.

avè [a'vɛ] v. 1. Avere 2. Dovere. || Nel dialetto foggiano il verbo avere svolge principalmente la funzione di ‘ausiliare’; nel significato di dovere è ‘servile’. || MP qua’ nen eije ‘a coppie che nen pote avè figghije, ma skitte megghieremé [kkwa nənn'ɘjə a 'kɔppjə kɛ nən 'pɤtə a'vɛ 'fɪɡɡjə, ma ʃ'kittə məɡ'ɡjɛrəmə] N.d.R. qua non è la coppia che non può avere figli, ma soltanto mia moglie -che non può averne-. || PR e ddiche sembe ca t’agghi’a parlà [ɛ d'dɪkə 'sɛmbə ka t'aɡɡja par'la] N.d.R. e dico sempre che ti devo parlare. || LA avè. || AO avé. || Etimol.  dal lat. habēre.

avecille [avə'ʧillə] sm. Uccello. || Anche vecille [və'ʧillə] || BA avecielle. || SA¹ avecîelle. || LE avêcijellé.

avedenzie [avə'dɛnʣjə] sf. Udienza, Ascolto. || Anche vedenzie [və'dɛnʣjə]. || ML Pe d’avedenze a tè me fatte rombe ‘u vase [pə dd-avə'dɛnʣjə a  ttɛ m-ɛ 'fattə 'rɔmbə u 'vɜsə] N.d.R. Per dare ascolto a te mi hai fatto rompere il vaso. || ML avedenze. || VC avedìenzia (1929).

averamende [avera'mɛndə] avv. Davvero, In effetti, Veramente, Proprio. || cfr. davveramende [davvera'mɛndə]  || SG¹ Averamènte? E a tè chi te l’ha ditte? [avera'mɛnde? ɛ a t'tɛ ki t a d'dɪttə?] Davvero? E a te chi l’ha detto? || LR avaramènde. || PR avaramende. || SG¹ averamènte. || EG avvèramènde. || MG averamente.

Averze [a'vɛrʦə] top. Aversa. || RA Certo Averzè m’avranna purtà ['ʧɛrtə a'vɛrzə m-a'vranna pur'ta] Mi porteranno al manicomio di Aversa. || RA Averzè.

avete ['avətə] 1. agg. Alto. || SA Si' avete e fesse! [sɪ 'avətə ɛ f'fɛssə] Sei alto e stupido. || LR¹ àvete. || BA avete. || Etimol. dal lat. altus, propr. part. pass. passivo di alĕre «nutrire, far crescere».

avete ['avətə] 2. agg. e pron. Altro, Altri. || cfr. ate. || VC àvete (1929).

avetijà [avəti'ja] v. Diffidare. Guardarsi da. || AO Avetìjete d’o cafone arreccùte e d’o segnòre appezzendùte. [avə'tijətə d-ɔ ka'fɤnə arrək'kʉtə ɛ d-ɔ sɪɲ'ɲɤrə appətʦən'dʉtə] Guardati dal cafone arricchito e dal signore immiserito (divenuto pezzente).

avetrire [avə'trirə] avv. L’altro ieri.

avezà [avə'ʦa] v. Alzare. || Anche agavezà. || VC alzà o aizà li mataràzze [avə'ʦa i mata'ratʦə] piegare e ravvolgere i materassi a capo o a piè del letto. || CL Ije vuless’ sapé pecché ‘a matina m’agghia avezà a questa ora ['ijə vu'lɛssə sa'pɛ pək'kɛ a ma'tɪnə m 'aɡɡja avə'ʦa a k'kwɛst 'ɤrə] N.d.R. Io vorrei sapere perché la mattina devo alzarmi a quest’ora. || RF avezà a vigne N.d.R. Alzare la vigna.|| VC aizà, alzà (1929). || CL avezà. || RF avezà [ave̯zá]. || [fg. alʒàre - ital. alzàre]

avezate [avə'ʦɜtə] pp. e agg. Alzato. || ZO avizeut, avizato (1864) || EG avezàte.

avutare [avu'tɜrə] sm. Davanzale. || cfr. affacciatore. || BA avutare.

avutine [avu'tɪnə] sm. Vento di levante. || BA avutine.

avuzze [a'vʊtʦə] sm. Arbusto selvatico un tempo usato come combustibile, Asfodelo, Frasche di asfodelo. || cfr. fuffele ['fʊffele] || BA avuzze.

avvedè [avvə'dɛ] v. Mostrare, Rendere chiaro, Far vedere. || SA Mò t’u fazze avvedè ije cume se face! [mɔ t-u 'fatʦə avvə'dɛ 'ijə 'kumə sə 'fɜʧə] Ora ti faccio vedere io come si fa. || RM avvedè.

avvenazzate [avvənat'ʦɜtə] pp. e agg. Avvinazzato. || LA avvenazzàte.

avvendure [avvən'dʉrə] sf. Avventura.

avvergogne [avvər'ɡɔɲɲə] sf. Vergogna. || cfr. bregogne [brə'ɡɔɲɲə]  , vregogne [vrə'ɡɔɲɲə], vergogne [vər'ɡɔɲɲə]  || CL m’agghie misse avvergogne ije pe’ esse [m'aɡɡjə 'missə avvər'ɡɔɲɲə 'ijə pə 'ɛssə] N.d.R. mi sono vergognato io per lei. || CL avvergogne.

avvesà [avvə'sa] v. Avvisare, Avvertire. || CL E tu ne’ me putive avvesà che stive ascenne? [ɛ ttʊ nən mə 'putivə avvə'sa kɛ s'tivə aʃ'ʃɛnnə?] N.d.R. E tu non mi potevi avvertire che stavi uscendo? || CL avvesà.

avvise [av'vɪsə] sm. Avviso, Consiglio. || VC E ne’ mbòle sent’i bbuon’avvise [ɛ nən 'vɤlə 'sɛndə u b'bunə av'vɪsə] E non vuole ascoltare un buon consiglio. || VC avvise (1929).

avvucate [avvu'kɜtə] sm. Avvocato. || TF avvucàte.

azzarà [atʦa'ra] v. Arrotare arnesi agricoli. || BA azzarà.

azzardà [atʦa'rda] v. Azzardare. || SA Nt’azzardanne a jí cchjú llà, sennò te palijeje! [nd-atʦar'dannə a 'jɪ k'kjʊ lla, sən'nɔ tə pali'jɘjə] Non ti azzardare ad andare mai piú là, altrimenti ti picchio. || LA azzardà. || [fg. azzardare - ital. aʒʒardare]

azzarute [atʦa'rʉtə] agg. Vispo, Arzillo. || cfr. arzille [ar'ʣillə]. || BA azzarute.

azzeccà [atʦək'ka] v. Azzeccare, Colpire nel segno, Accostarsi. || VC Azzèccate a me [at'ʦɪkkətə a mmɛ] Avvicinati a me. || BA azzeccà. || [fg. azzeccare - ital. aʒʒeccare]

azzeccamure [atʦekka'mʉrə] sm. Gioco che consiste nel battere una moneta contro il muro, lett. Azzeccamuro. || BA azzeccamure.

azzeccate [atʦək'kɜtə] pp. e agg. Azzeccato, Addossato, Attaccato, Molto vicino. || LA azzeccàte. || RF azzeccàte [azze̯kkåte̯] || [fg. azzeccato - ital. aʒʒeccato]

azzeccuse [atʦək'kʉsə] agg. Appiccicoso. || RM azzeccùse.

azzettà [atʦət'ta] v. Ammettere, Confermare. || RM azzettà.

azzett'azzette [at'ʦɛtt-at'ʦɛttə] par. comp. Giusto in tempo. || RM azzètt'azzètte.

azzettesije [atʦɛttə'sɪjə] avv. Quando sarà. || AO azzètte.

azzezzatille [adʣədʣa'tillə] agg. Ben vestito. || RF a l'azzazzatille [a l-aźźaźźatílle̯] loc. tutto per bene, di bella presenza. || RM azzezzatìlle. || RF azzazzatille [aźźaźźatílle̯].

azzicchenijà [atʦikkəni'ja] v. Guardare lentamente le carte da gioco appena ricevute, per vederne il contenuto. || cfr. tirzijà [tirʦi'ja].

azzuppà [atʦup'pa] v. Urtare, Toppare contro qualcosa, Azzoppare. || VC Azzuppà cu lu cule ntèrra [atʦup'pa k-u 'kʉlə n'dɛrrə] N.d.R. Battere il sedere per terra. || RF m’agghie azzuppàte a càpe ô mùre  N.d.R.  Ho battuto la testa contro il muro. || VC azzuppà (1929). || SA¹ azzuppà’. || RF azzuppà [azzuppá].

B

babbelijà [bbabbəli'ja] v. Distrarre. || BA babbalià.

babbijone [bbabbi'jɤnə] agg. Babbeo. || NM l’ate babbjone d’a famiglja se n’è jute [l-atə babbi'jɤnə d-a fa'mɪʎʎə sə n-ɛ 'jʉtə] N.d.R. l’altro stupido della famiglia se ne è andato. || BA babbione. || NM babbjone.

babbusce [bbab'bʊʃʃə] sf. Babbuccia. || RM babùsce.

baccalà [bbakka'la] sm. Baccalà. || RC baccalà.

bacchettone [bbakkət'tɤnə] agg. Bacchettone. || RM bacckettòne.

bace [b'bɜʧə] sm. Bacio. || anche vase ['vɜsə] || RF bàce [båče̯].

bacià [bba'ʧa] v. Baciare. || anche vasà ['va'sa] || RF bacià [bačá].

badesse [bba'dɛssə] sf. Badessa. || EG Quèst’éje ‘na madre e ‘bbadèsse ['kwɛst 'ɘjə na 'madrə bba'dɛssə] N.d.R. Questa è una madre badessa. || EG ‘bbadèsse.

bàffe [b'baffə] sm. Baffo. || TF bàffe.

bagagghie [bba'ɡaɡɡjə] sm. Bagaglio. || RM bagàgghje.

bagarine [bbaɡa'rɪnə] sm. Bagarino. || RM bbagarìnë [b:aɡarɪnə].

bagnà [bbaɲ'ɲa] v. Bagnare. || Anche abbagnà [abbaɲɲà]  || RM bagnà.

bagne [b'baɲɲə] sm. Bagno, Gabinetto. || CL intante s’é feccate ndò bagne  [in'dandə s-ɛ ffək'kɜtə nd ɔ b'baɲɲə] N.d.R. intanto si è chiuso in bagno. || CL bagne.

bagnine [bbaɲ'ɲɪnə] sf. Bagnarola. || sm. Bagnino.

baguglie [bba'ɡuʎʎə] sm. Baule. || RM bagùglije.

balcone [bbal'kɤnə] sm. Balcone. || pl. balcune [bbal'kʉnə]|| RF balcóne [balkọ̈ne̯].

balcune [bbal'kʉnə] sm. pl. Balconi. || sing. balcone || RF balcùne.
balcungine  [bbalkun'ʤɪnə] sm. Balconcino. || LR balcungine.

baldacchine  [bbaldak'kɪnə] sm. Baldacchino. || FB baldacchene.

balenghe [bba'lɛnɡə] agg. Stupido.

balice [bba'lɪʧə] sf. Valigia. || cfr. valigge [va'lidʤə] || LR valìge.

Balille [bba'lillə] sm. Balilla.

ballà  [bbal'la] v. Ballare. || Anche abballà [abbal'la] || GG¹ ballà.

ballature  [bballa'tʉrə] sm. Ballatoio, Pianerottolo. || VF ballaturo (1841) || BA ballature.

balle [b'ballə] sf. Balla di fieno pressata. || sm. Ballo. || ZO bal (1864) || FB bàlle.

ballecone [bballə'kɤnə] sm. Balcone. || RM ballecòne.

ballerine  [bballe'rɪnə] sf. Ballerina.

bambalù  [bbamba'lʊ] sm. Altalena. || LA bambalù.

Bambenille  [bbambə'nillə] sm. Bambinello.

Bammine [bbam'mɪnə] sm. Bambino. || BA u Bammine [u bam'mɪnə] Gesù Bambino della notte di Natale. || BA Bammine.

bande [b'bandə] sf. Banda.

banderozze [bbandə'rɔtʦə] sf. Bandierina. || RM banderòzze.

bandire [bban'dirə] sf. Bandiera. || Anche bannere [bban'nɘrə]. || RF maccarùne ruchele ck’i patàne e ck’a salze. tipico piatto foggiano. N.d.R. lett. maccheroni rucola con le patate e con la salsa. || CA² bandìrë. || RF bandire [bandíre̯].

bangarelle  [bbanɡa'rɛllə] sf. Bancarella. || RA E situeje for’a bancarella  [ɛ ssətu'ɘjə 'fɤrə a bbanɡa'rɛllə] E situa fuori la bancarella. || RA bancarella.

bangarille  [bbanɡa'rillə] sm. Tavolo da lavoro del calzolaio. || VC Bancarìelle p’assettàrse  [bbanɡa'rillə p assət'tarsə] deschetto. || VF bancariello (1841) || VC bancarìelle (1929). || BA bancarielle.

banghetille / [bbanɡə'tillə] sm. Banchetto, Deschetto. || BA banchetielle. || EG banghetïlle. || RF banghetille [baṇk̬e̯tílle̯].

banghine [bban'ɡɪnə] sf. Banchina, Marciapiede. || FB banchene. || RF banghìne [baṇk̬ı̊ne̯].

bangone [bban'ɡɤnə] sm. Bancone, Mobile chiuso fino a terra destinato a pubblici locali, Banco da lavoro. || RM me stacke strazianne ‘a vîta mìje arrête a ‘nu bancone, da’ matìne a’ sére [ st strazz a ta  arr a nu bba d-a matín-a s] N.d.R. mi sto straziando la vita dietro un bancone, dalla mattina alla sera. / [mə s'tɜkə strat'ʦjannə a 'vita 'mijə ar'rɘtə a nu bban'ɡɤnə d a ma'tɪn-a 'sɘrə] || RM bancone. || RF bangóne [baṇk̬ọ̈ne̯]

banne [b'bannə] sm. Bando. || sf. Banda musicale. || RA Son’a banné ['sɤnə a b'bannə] Suona la banda. || RA banné. || RF banne [banne̯].

bannere [bban'nɘrə] sf. Bandiera. || Anche bandire [bband]  || VC Vota bannèra ['vɤta ban'nɘrə] Incostante, Volubile. || VC bannèra (1929).

banneriole [bbannə'rjɤlə] sf. Banderuola. || BA bannariole. || [fg. banderuóla - ital. banderuòla]

banniste [bban'nɪstə] agg. Bandista, Chi suona in una banda musicale. || FB bannèste. || RF banniste [banniste̯].

bannone [bban'nɤnə] sm. Palco per spettacoli all’aperto. || RM bannòne.

baracchine [bbarak'kɪnə] sm. Sedile di legno del carretto trainato da cavalli, il traíne [tra'ɪnə].

barbette [bbar'bɛttə] sf. Barbetta. || VF  barbette (1841).

barche [b'barkə] sf. Barca. || cfr. varche ['varkə] || NM m’assimigghjave che stave sope a na barcke! [m-assəməɡ'ɡjɜvə kɛ s'tɘvə 'sɤpə a na b'barkə!] N.d.R. mi sembrava di stare su di una barca. || NM barcke. || FD bàrche.

bardasce [bbar'daʃʃə] sm. antiq. per Ragazzo. || VC bardàscio / bardàsce (1929).

Bare [b'bɜrə] top. Bari. || Anche Bbare / [b'bɜrə].

Barlette [bbar'lɛttə] top. Barletta. || BF fenucchie -Bbarlette [fə'nukkjə bbar'lɛttə] N.d.R. finocchi di Barletta. || BF Bbarlette. || [fg. Barlètta - ital. Barlétta]

barone [bba'rɤnə] sm. Barone. || CS barone.

barracche [bbar'rakkə] sf. Baracca. || RM barràccke. || RF barracche [barrákke̯].

barrelle [bbar'rɛllə] sf. Barella. || SA Pigghie ‘a barrelle che amma purtà u malate ‘o spudale ['pɪɡɡjə a bbar'rɛllə kɛ 'amma pur'ta u ma'lɜtə ɔ spu'dɜlə] Prendi la barella perché dobbiamo portare il malato all’ospedale. || RM barrèlle.

barriste [bbar'ristə] sm. Barman. || RF barriste [barriste̯].

base [b'bɜsə] sf. Base.

basette [bba'sɛttə] sf. Basetta. || RF basètte [basętte̯].

bastà [bbas'ta] v. Bastare. || cfr. avastà [avas'ta].

bastemende [bbastə'mɛndə] sm. Bastimento. || FD bastemènte. || [fg bastimènto - ital.  bastiménto]

bastone [bbas'tɤnə] sm. Bastone. || GE bastone. || RF bastóne [bastọ̈ne̯].

bastungine [bbastun'gɪnə] sm. Bastoncino. || AO bbastungìne.

basulate [bbasu'lɜtə] agg. Coperto da basole di lava. || RM basulàte.

basule [b'basulə] sf. Basola, Lastra di pietra vulcanica usata per pavimentare le strade.

batoste [bba'tɔstə] sf. Batosta. || SA Da quanne ha avute quella batoste nz’è repegghià chjú. [da 'kwannə a 'vʉtə 'kwɛlla bba'tɔstə nʣ ɛ rrəpəɡ'ɡjɜtə k'kjʊ] Da quando ha avuto quella batosta, non si è più ripreso. || FB batòste.

battaglià [bbattaʎ'ʎa] v. Battagliare. || RM battaglijà.

battaglie [bbat'taʎʎə] sf. Battaglia. || SA N’ha fatte de battaglie quella là. [n a f'fattə də bbat'taʎʎə 'kwɛlla lla] Ne ha fatte di battaglie, quella. || CL battaglie.

battaglione [bbattaʎ'ʎɤnə] sm. Battaglione. || Locuz. a bbattaglióne [a bbattaʎ'ʎɤnə] A ripetizione. || VC Mazzàte a battaglione [mat'ʦɜtə a bbattaʎ'ʎɤnə] Colpi a gran furore. || VC battaglione (1929).

battarije [bbatta'rɪjə] sf. Batteria. || RA battarija.

battende [bbat'tɛndə] agg. Battente. || GF ‘na chitarra bbattènde [[na ki'tarra bbat'tɛndə] una chitarra battente. || GF bbattènde.

batteture [bbattə'tʉrə] sf. Vagliatura.

battezzà [bbattɛd'ʣa] v. Battezzare. || cfr. vattijà [vatti'ja] || LMG battezzà.

battezzate [bbattɛd'ʣɜtə] pp. e agg. Battezzato. || cfr. vattijate [vatti'jɜtə] || TF battezzate.

battezze [bbat'tɛdʣə] sm. Battesimo. || ME battezze. || RF battèzze [battęźźe̯].

Battiste [bbat'tɪstə] pers.m. Battista.

battuglià [bbattuʎ'ʎa] v. Pattugliare, Fare la ronda. || VC battuglià (1929).

battuglie [bbat'tuʎʎə] sf. Pattuglia. || VF battuglia (1841).

battute [bbat'tʉtə] sf. Battuta. || NM battute.

baulle [bba'ʊllə] sm. Baule. || VF baulle (1841).

bavette [bba'vɛttə] sf. Bavaglino. || MM bbavètte.

bavere [b'bavərə] sm. Bavero. || ZO bavaro (1864).

'bbetuà [bbətu'a] v. Abituare. || Anche abbetuà [abbətu'a]. || SA T’agghi’abbetuà a avezarte subbete. [t'aɡɡj-abbətu'a a avə'ʦartə 'sʊbbətə] Devo farti abituare ad alzarti presto.

'bbetuate [bbətu'ɜtə] pp. e agg. Abituato. || Anche abbetuate. || SA L’ha ‘bbetuate malamende. [l-a bbətu'ɜtə mala'mɛndə] L’ha abituato male.

beccacce [bbəkkatʧə] sf. Beccaccia. || ZO biccacc (1864).

becche [b'bɛkkə] sm. Mento, Pizzetto. || MAM [u bbę́kke̥] il mento. || RF bècche [bękke̯] || MAM [bbę́kke̥].

beccherate [bbəkkə'rɜtə] sf. Bicchierata. || RF beccheràte [be̯kke̯råte̯].

beccherille [bbəkkə'rillə] sm. Bicchierino. || RF beccherille [be̯kke̯rílle̯].

beccheruzze [bbəkkə'rʊtʦə] sm. Bicchierino, Bicchiere da vino. || GG¹ me piace però nu beccheruzze de cchhjù [mə 'pjɜʧə pe'rɔ nu bbəkkə'rutʦə də k'kjʊ] mi piace però un bicchire di più. || GG¹ beccheruzze.

becchierine [bbəkkjə'rɪnə] sm. Bicchierino. || NM U’ vulite pure vuje nu bicchjerine? [u vu'lɪtə ' pʉrə 'vujə nu bəkkjə'rɪnə?] N.d.R. Lo volete anche voi un bicchierino? || ZO bicchirini (1864) || AO becchjerìne. || NM bicchjerine.

becchire [bbək'kirə] sm. Bicchiere. || Anche bucchire [bbuk'kirə] || ZO bicchier, bicchieri (1864) ||  AO becchjre. || [fg. bicchiére - ital. bicchière]

bececlette [bbəʧə'klɛttə] sf. Bicicletta. || RM bececlètte. || [fg. biciclètta - ital. biciclétta]

bedone  / [bbə'dɤnə] sm. Bidone, Fregatura. || FB bedòne.

befane [bbe'fɜnə] sf. Befana. || FB befàne. || RM bèfàne.

befanije [bbəfa'nɪjə] sf. Epifania. || CV G’nnöj, jurn séj, a b’fanij éj [ʤen'nɜjə, 'jurnə 'sɘjə, a bbəfa'nɪjə] N.d.R. Gennaio, giorno sei, è l’epifania. || CV b’fanij.

bella [b'bɛlla] agg. f. Bella. || anche belle [b'bɛllə] || Reduplic. bella belle  [b'bɛlla b'bɛllə] Ben bene. || cfr. bona bone [b'bɤna b'bɤnə] || RM Se l’ha raggeràte bélla bélla, a quélla crjatùra mìje, ‘ngénue a cumm’éje [sə l-a radʤə'rɜtə b'bɛlla b'bɛllə, a k'kwɛlla kria'tura 'mijə, n'ʤɛnuə a k'kumm 'ɛjə] N.d.R. L’ha raggirata ben bene la mia figliola, ingenua come è. || FP bella. || RM bélla.

bellafemmene [bbɛlla'fɛmmənə] par. comp. Bella donna, Signora. || BA bellafemene. || FP bella femmn.

belle [b'bεllə] agg. Bello. || al f. anche bella [b'bɛlla] || Locuz. accussí belle [akkus'sɪ b'bɛllə] Così bene. || Reduplic. belle belle [b'bεllə b'bεllə] Ben bene. || VMG pecchè tu sajë accussì bellö suffrì [pək'kɛ tʊ 'sɜjə akkus'sɪ b'bɛllə suf'frɪ] N.d.R. perché tu sai soffrire così bene. || FD Bèlle de fàcce, brùtte de còre [b'bɛllə də 'fatʧə b'brʊttə də 'kɤrə] N.d.R. Bello  di faccia, brutto di cuore. || VMG bellö (1875). || FD bèlle / bell. || FO belle [belle̥] || Etimol. dal lat. bĕllus grazioso,carino in orig. dimin. di bŏnus buono.

bellefatte / [bɛllə'fattə] agg. m. Bello, lett. Fatto bello. || al f. bellafatte  [bbɛlla'fattə] || LA  Sìnde fèmmena bèllafàtte, 'ndiste, te vònne bbéne tutte quànde assáje, d'aiutà a l'ate nen fernìsce máje".  ['sində 'fɛmməna bɛlla'fattə, n'dɪstə, tə 'vɔnnə b'bɘnə 'tʊttə 'kwandə as'sɜjə, d-aju'ta a l'atə nən fər'nɪʃʃə 'mɜjə] N.d.R. Sei una donna bella, in gamba, ti vogliono bene tutti moltissimo, di aiutare gli altri non finisci mai". || LMG ‘bbéllefàtte.

belleggenie  [bbelləd'ʤɛnjə] avv. Apposta, Di proposito, Per forza, A bella posta. || PM A segnore de bèlle gènije  [a səɲ'ɲɤrə də bbelləd'ʤɛnjə] N.d.R. La signora per forza. || BA bellegenie. || PM bèlle gènije. || RF bèllegènje (de -) [belle̯gę̊ni̯e̯ (de̯ -)]

bellille / [bbəl'lillə] agg. Bellino. || RF bellille [be̯llille̯].
bellome [bbɛl'lɤmə] sm. Buonuomo. || BA bell'ome.

bene [b'bɘnə] sm. Bene. || LR ’u vulèmme bène tutte quande [u vu'lɛmmə b'bɘnə 'tʊttə 'kwandə] N.d.R. gli volevamo bene tutti. || LR bène. || PR bbene. || EG ‘bbéne. || EG ‘bběne. || FB bbène.

benedette [bbene'dɛttə]  agg. Benedetto. || pp. e sm. beneditte    [bbənə'dɪttə]. || MG Benedett Ddije, ‘eme fernute de sente luccle [bbenedɛttə d'dɪjə, 'amə fə'nʉtə də 'sɛndə 'lukkulə] N.d.R. Benedetto Iddio, abbiamo finito di sentire grida. || MG benedett.

benedice [bbənə'dɪʧə] v. Benedire.

benediche  [bbənə'dɪkə] escl. Benedico! || RM benedìcke.

beneditte [bbənə'dɪttə]  pp. e sm. Benedetto. || agg. benedette [bbənə'dɛttə] || sm. Pietanza pasquale con uova sode ed altro. || PR Da Criste tu si sate beneditte  [da 'krɪstə tʊ sɪ s'tɜtə bbənə'dɪttə] Da Cristo tu sei stato benedetto. || DPM beneditte. || RF beneditte [be̯ne̯dįtte̯].

benedizione [bbenedit'ʦjɤnə] sf. Benedizione. || RA Po’ int’a chies’a bénédizioné [pɔ 'ind-a k'kjɪsə a bbenedit'ʦjɤnə] Poi in chiesa la benedizione. || RA bénédizioné.

beneficenze [bbenefi'ʧɛnʣə] sf. Beneficenza. || DPM Ha lassate vinte lire o mese a Assunte e tutte ‘u riste l’à date in beneficenze [a llas'sɜtə 'vində 'lirə ɔ 'mɘsə a as'sʊndə ɛ t'tʊttə u' 'ristə l-a d'dɜtə in benefi'ʧɛnʣə] N.d.R. Ha lasciato venti lire al mese ad Assunta e tutto il resto d’ha dato in beneficenza. || DPM beneficenze.

bengunde [bben'ɡundə] avv. Insomma. || RM bèngùnde.

benissime [bbe'nɪssəmə] agg. superl. Benissimo.

berlocche [bbər'lɔkkə] sm. Gioiello. || RF berlocche [be̯rlǫkke̯].

bersaglire [bbərsaʎ'ʎirə] sm. Bersagliere. || FB bersaglìre.

bescotte [bbəs'kɔttə] sm. Biscotto. || TF bescòtte. || RF bescotte [be̯skǫtte̯].

bescraje [bbəs'krɜjə] avv. Dopodomani. || cfr. pescraje [pəs'krɜjə] || RM bescràje.

bestie [b'bɛstjə] sf. Bestia. || ML Ma chi sò sti brutt’abbestije? [ma ki sɔ sti b'brʊtta b'bɛstjə?] N.d.R. Ma chi sono queste brutte bestie? || ML abbestije.

besugne [bbə'sʊɲɲə] sm. Bisogno. || Anche abbesugne [abbə'sʊɲɲə] || CS L’amiche se canosce, quanne háije de besugnije [l-a'mikə sə ka'nɔʃʃə 'kwannə 'ɜjə də b'bəsʊɲɲə] N.d.R. L’amico si conosce quando sei nel bisogno. || CS besugnije.

bettone [bbət'tɤnə] Bottone, Comando. || AO bettòne.

bezzeffe [bbəd'ʣɛffə] solo nella locuz. a bbezzèffe [a bbəd'ʣɛffə]  A bizzeffe, Assai. || SA Tene solde a bezzeffe ['tɘnə 'sɔldə a bbəd'ʣɛffə] Ha soldi a bizzeffe. || VC a bizzèffe [SA a bbəd'ʣɛffə] in abbondanza. || VC bizzèffe (1929).

bezzoche [bbəd'ʣɤkə] sf. Bigotta. || m. bezzuche [bbəd'ʣukə] || BA bezzoche tira a Cristo che la zoche [bbəd'ʣɤkə 'tɪr-a k'krɪstə k-a 'ʦɤkə]  bigotta tira a Cristo con la fune. || BA bezzoche. || TF bezzòke. || PP [bbe̥zzǫ́ke̥].

bezzuche [bbəd'ʣukə] sm. Bigotto. || f. bezzoche [bbəd'ʣɤkə]  || BA bezzuoche.

biangherije [bbjanɡe'rɪjə] sf. Biancheria.

bianghette [bbian'ɡɛttə] sm. Grano tenero. || LA bianchètte.

bibbie sf. Bibbia. || ME Nu poche de Bibbie [nu 'pɤkə də b'bibbjə] N.d.R. Un po’ di Bibbia. || ME Bibbie.

bignè [bbiɲ'ɲɛ] sm. Bignè, Pasticcino riempito con crema. || AA Nen ze sape mandenè c’’u magnà e c’’u cafè; nen ve diche ch’’i bbignè [nʣə 'sɜpə mandə'nɛ  k-u maɲ'ɲa ɛ kk-u ka'fɛ; nən və 'dɪkə k-i bbiɲ'ɲɛ] Non si sa contenere col cibo e col caffè; non vi dico con i bignè. || AA bbignè.

bijate [bbi'jɜtə] agg. Beato. || Anche jate, vijate [vi'jɜtə] || SA Bijate a chi s’a pigghie. [bbi'jɜtə a kki s-a 'pɪɡɡjə] Beato chi se la prende -la sposa-. || EG biàte.

bijatore [bbija'tɤrə] sm. Avvio, Inizio. || AO bijatóre.

bile [b'bilə] sm. pl. grandi sacchi di iuta per la spedizione della. || BA bile.

bigliarde [bbiʎ'ʎardə] sm. Biliardo, Sala da biliardo. || CL Staije sempe ijettate dinte a nu bigliarde [s'tɜjə 'sɛmbə jət'tɜtə  nd-a nu biʎ'ʎardə] N.d.R. Stai sempre -gettato- in una sala da biliardo. || CL bigliarde.

bionde [b'bjɔndə] agg. Biondo. || CA² biondë.

bombise  [bbom'bɪsə] par. comp. Buon peso: modo di dire dei fruttivendoli quando la merce pesata risulta maggiore di quanto richiesto e viene data ugualmente senza far pagare la differenza. || RM bombìse.

bona  [b'bɤna] agg. f. Buona. || avv. Bene. || Locuz. bona bone [b'bɤna b'bɤnə] Ben bene. || FD Bòna cumpagnije, mèzza vìje  [b'bɤna kumbaɲ'ɲɪjə, 'mɛdʣa 'vɪjə] N.d.R. Buona compagnia, mezza via. || TF M’àgghjie sendùte sùbbete bbòna [m'aɡɡjə sən'dʉtə 'sʊbbətə b'bɤnə] N.d.R. Mi sono subito sentita bene. || VC bbòna (1929). || FD bòna.  

bonamane [bbo'namɜnə] sf. antiq. Mancia. || VC bonamàne (1929).

bonaneme [bbo'nanəmə] sf. Buonanima. || GA u’ megghije è sembe state a’ bonaneme de mariteme [u 'mɛɡɡjə  ɛ s'tɜtə 'sɛmbə a bbo'nanəmə də ma'rɪtəmə] N.d.R. il migliore -degli uomini- è sempre stato la buonanima di mio marito. || GA bonaneme.

bone [b'bɤnə] agg. e sf. Buona. || Forma di saluto usata nell’accomiatarsi statte bone [s'tattə b'bɤnə] Conservati bene. || RA Mamma mia statte’ bone ['mamma 'mijə s'tattə b'bɤnə] Mamma mia, conservati in salute. || RA bone.

bongiorne [bbon'ʤɔrnə] inter. e sm. Buongiorno. || TF bòn giòrne.

bonome [bbo'nɤmə] sm. Buonuomo. || [fg.  buonuómo - ital. buonuòmo]

borze [b'bɔrʣə] sf. Borsa. || VC borza  / VC vorza (1929). || [fg. bòrsa - ital. bórsa]

bosche [b'bɔskə] sm. Bosco. || cfr. vosche ['vɔskə] || MG Là nun sann parlà: 'u bosche 'u chiamene 'u vase [la nən 'ʣannə par'la: u b'bɔskə u 'kjamənə u 'vɜsə] N.d.R. Là non sanno parlare: il bosco lo chiamano il vaso. || MG bosche.

botta 'nderre [b'bɔtta n'dɛrrə] sf. Petardo. || lett. Botta per terra. || BA botta nterre.

botte [b'bɔttə] sf. Colpo, Percossa, Botta. || SA¹ botte.

bracciande / [bbrat'ʧandə] smf. bracciante.

brasciole [bbra'ʃɤlə] sf. Braciola, Involtino di carne. || FC Po’ fernescj ‘a festecciòl c’’u buccuruzze e ‘na brasciòl ['pɔ fə'nɛʃʃə a fəstət'ʧɤlə k u bbukku'rʊtʦə ɛ na bra'ʃɤlə] Poi finisce la festicciola con un bicchiere di vino e una braciola. || LR brasciòle. || BA brasciole. || FC brasciòl. || TF brasciòla.

brave [b'brɜvə] agg. Bravo. || SG¹ E bbráve a tte [ɛ b'brɜvə a ttɛ] E bravo a te. || SG¹ bbrave. || TF bbràve. || FP brav.

bregande [bbrə'ɡandə] sm. Brigante. || EG bregande e suldate [bbrə'ɡandə ɛ ssul'dɜtə] pasta e fagioli. N.d.R. lett. briganti e soldati. || RA Io la nanna mo tè canté d’a pécurell’e lu bréganté ['ijə la 'nanna mɔ tə 'kandə d-a pəku'rɛllə ɛ lu bbrə'ɡandə] Io ti canto la nanna della pecorina e del lupo brigante. || EG bregande. || RA bréganté.

bregogne [bbrə'ɡɔɲɲə] sf.  Vergogna. ||  cfr. avvergogne, vergogne, vregogne [avvər'ɡɔɲɲə, vər'ɡɔɲɲə, vrə'ɡɔɲɲə] || RM bregògne.  [fg. vergògna - ital. vergógna]

brindese [b'brɪndəsə] sm. Brindisi. || GG¹ ‘u brindese mégghje se fàce cke nu becchire de cchjù [u b'brɪndəsə 'mɛɡɡjə sə 'fɜʧə  kə nu bbək'kirə də k'kjʊ] il brindisi meglio si fa con un bicchire di più. || GG¹ brindese.

brivede [b'brɪvədə] sm. Brivido. || SA A vedè qullu spettacule, m’è venute ‘a carna brivede. [a vvə'dɛ 'kwullu spət'takulə m-ɛ vvə'nʉtə a 'karna b'brɪvədə] Nel vedere quello spettacolo, mi si è accapponata la pelle.

brode [b'brɤdə] sm. Brodo. || AO Si u malate nen ze lagne u brode nen l’ave [si u ma'lɜtə nʣə  'laɲɲə  u b'brɤdə nən l'ɜvə] Se il malato non si lagna il brodo non l’ha. || AO brode. || [fg. bródo - ital. bròdo]

bruscià [bbru'ʃa] v. Bruciare. || Anche abbruscià [abbru'ʃa] || RM bruscià.

brutta [b'brʊtta] agg. f. Brutta. || ML brutta. || PR bbrutta.

brutte [b'brʊttə] agg. Brutto. || Locuz. de brutte [də b'brʊttə] di brutto, all'improvviso, dal lat. ex abrupto.  || MG Quann fùreme a piett a piett, vutamm li schiuppette 'a vije d'u cuozze e l'accumenzamme a carecà 'ncape probbie brutt. ['kwannə 'fʊrəmə a p'pittə a p'pittə, vu'tammə  i ʃkup'pɛttə a 'vɪjə d-u 'kʊtʦə ɛ l-akkumən'ʣammə a kkarə'ka  n'ɡɜpə 'prɔbbjə b'brʊttə] Ndr. Quando ci trovammo faccia a faccia, girammo i fucili dall’altra parte e cominciammo a colpire -con il calcio- in testa proprio di brutto. || FD brùtte. || CS brútte. || MG brutt. || BA brutte. || Etimol. dal lat. brutus.

bruttefatte [bbruttə'fattə] agg. Brutto, lett. Fatto brutto. || BM bruttefatte.

buà [bbu'a] sm. Boa, Pelliccia da collo. || VC buà (1929).

buatte [bbu'attə] sm. Barattolo. || RM buwàtte. || LA buàtte.

bucale [bbu'kɜlə] sm. Boccale. || RM bucàle.

buccacce [bbuk'katʧə] sm. Barattolo, Vaso di vetro per conserve. || VC buccàccie (1929).

buccaccette [bbukkat'ʧɛttə] sm. Vasetto di vetro. || EG 'bbuccaccette.

bucchenotte [bbukkə'nɔttə] sm. Cono gelato, Pasticcino. || Anche becchenotte [bbəkkə'nɔttə]. || VC buccunòtte (1929). || RM bucckenòtte.

bucchine [bbuk'kɪnə] sm. antiq. Scodellino in cui gocciola la cera del candelotto, Porta-sigari.  || VC bucchìne (1929).

bucchire [bbuk'kirə] sm. Bicchiere. || Anche becchire [bbək'kirə] || VC bucchìere (1929).

buccià [bbut'ʧa] v. Bocciare.

buccolotte [bbukko'lɔttə] sm. Piccolo boccolo. || SA ’A mamme c’ha fatte i buccolotte. [a 'mammə ʧ-a f'fattə i bukkɤ'lɔttə] La mamma gli ha fatto i boccoli.

buche [b'bukə] sm. Buco, Fregatura. || DLC ‘a ruchele ck’i buche addore pure quanne èje cotte [a 'rʊkələ  k-i b'bukə ad'dɤrə 'pʉrə 'kwannə 'ɘjə 'kɔttə] la rucola con i buchi odora pure quando è cotta. || DLC buche.

buchille [bbu'killə] sm. Buchino. || EG è asciute ‘nu buchille sop’o detille- [ɛ aʃ'ʃʉtə nu bu'killə 'sɤp-ɔ də'tillə] N.d.R. è uscito un buchino -nella calza- all’altezza del dito mignolo. || EG buchille.

bufelarije [bbufəla'rɪjə] sf. Bufala, Baggianata, Stupidaggine. || AO bufelarìje.

bufele [b'bʊfələ] sm. Bufalo. || BA bofele. || RF bufele [bųfe̯le̯].

buffette [bbuf'fɛttə] sf. Tavola. || SA Mettime ‘u vine sop'a buffette. [met'tɪmə u 'vɪne 'sɤp a bbuf'fɛttə] Mettiamo  il vino in tavola. || BA buffette. || VC buffètta (1929). || RF buffètte [buffętte̯].

buffettine [bbuffet'tɪnə] sm. Tavolino, Tavoliere, Tavolo sul cui piano sono disegnate le scacchiere di alcuni giochi. || VC Buffettìne pe iucà [bbuffet'tɪnə pə ju'ka] Tavoliere. || VC buffettìne (1929).

buffone [bbuf'fɤnə] sm. Buffone.

bufone [bbu'fɤnə] sm. Bufone. || BA bufone.

Bugghione [bbuɡ'ɡjɤnə] pers. m. stor. Goffredo di Buglione. ||  Anche Buglione [bbuʎ'ʎɤnə] || VMG doppö cä Guffredö lu Bugghionë vincijë la Terra Santa ['dɔppə  ka ɡuf'frɘdə u buɡ'ɡjɤnə vən'ʤɪjə a 'tɛrra 'sandə] N.d.R. dopo che Goffredo di Buglione conquistò la Terra Santa. || VMG Bugghionë.

Buglione [bbuʎ'ʎɤnə]  pers. m. stor. Goffredo di Buglione. ||  Anche Bugghione [bbuɡ'ɡjɤnə].

bullà [bbul'la] v. Bollare.

bulle [b'bullə] sm. Bollo. || RM bùlle.

bumbardà [bbumbar'da] v. Bombardare.

bumbardamende [bbumbarda'mɛndə] sm. Bombardamento. 

bumbunire [bbumbu'nirə] sf. Bomboniera. || TF bumbunìre. || NM bumbinire. || RF bumbunire [bumbuníre̯].

bunarelle [bbuna'rɛllə] agg. Alquanto buona. || al m. bunarille [bbuna'rillə].
bunarille [bbuna'rillə] agg. Alquanto buono. || al f. bunarelle [bbuna'rɛllə] || RF bunarille [bunarílle̯].
bune [b'bunə] agg. Buono. || avv. e sm. Bene. || CV Mo vogghj vdè si si bbun almen p te [mɔ 'vɔɡɡjə və'dɛ si sɪ b'bunə al'mɘnə pə t'tɛ] N.d.R. Adesso voglio vedere se sei buono almeno per te. || BF N’òr de notte: L’angel’ arrèt’ ‘a porte; Marij p’ la cáse; ‘U mále ghesce E ‘u bbûone tráse! [n 'ɤrə də 'nɔttə: l 'anʤələ ar'rɘtə a 'pɔrtə; ma'rɪjə p a 'kɜsə; u 'mɜlə 'ɡɛʃʃə ɛ u b'bunə 'trɜsə] N.d.R. Un’ora di notte -un’ora dopo l’Ave Maria-: L’angelo dietro la porta; Maria per la casa; Il male esce e il bene entra! || ZO buoneu (1864) || TF bbùne. || EG ‘bbune. || BF bbûone. || CV bbun. || [fg. buóno - ital. buòno]

bunome [bbu'nɤmə] agg. Cornuto. || BA bun'ome.

burracce [bbur'ratʧə] 1. sf. Borraccia. || VF fiaschetto pe viaggio . || VC Appellasi in dialetto anche così quella specie di vaso, per lo più di pelle, che usano i viaggiatori.  || VF borraccia (1841). || VC burràccia / borraccia (1929). || RF burracce  [burráčče̯] || Eimol. Forse dalla spagn. borracha «fiasco di cuoio».

burracce [bbur'ratʧə] 2. sf. bot. Borragine. || Eimol. dal lat. volg. burrāgo, ĭnis, drv. di  burra «borra». || RF burracce [burráčče̯].

burraccelle [bburrat'ʧɛllə]  sf. Borragine. || cfr. burragge [bbur'radʤə].

burrade [bbur'rɜdə] sf. Burrata. || BA burrade.

burragge [bbur'radʤə] sf. Borrana, Borragine, Pianta erbacea selvatica commestibile.  || VC Sorta di erba comune, Borrana, Borraggine. || cfr. vurracce [vur'raʧʧə], burraccelle [bburrat'ʧɛllə]. || VF vorraccia (1841). || VC borràccia (1929).

buscijarde [bbuʃi'jardə] agg. Bugiardo. || AO U buscijàrde ha da tené ‘a memoria bone [u bbuʃi'jardə 'adda tə'nɛ a mə'mɔrja b'bɤnə] Il bugiardo deve avere la buona memoria. || VC busciàrde (1929). || SA¹ busciarde. || AO buscijàrde. || RF busciarde [bušárde̯].

buscije [bbu'ʃɪjə] sf. Bugia. || LA buscìje. || FD buscije. || VC buscìa (1929).

bussele [b'bussələ] sm. Busso, Bossolo, Arbusto di legno molto duro idoneo a lavori di tornio e di intaglio. || estens. Avorio. || ZO bussolo (1864) || Etimol. dal lat bôxum, che è dal gr. púksos.

buste [b'bʊstə] 1. sf. Busta. || 2. sm. Busto. 

bustiche [bbus'tikə] sm. Lippa, Piccolo legnetto affusolato. || BA pustiche.

butirre [bbu'tirrə] sm. Burro. || VF BUTIRE. Butirro. Si scrive con due r. La voce Burro è anche propria. || VF BUTÌRE. Butirro, Burro. || VF butire (1841)  || ZO butir (1864). || VF butìre (1929) || Etimol. dal lat. butȳrum, che è dal gr. bùtyron, comp. di boûs «bue» e tyrós «formaggio».

butte sm. Botto. || DMF Bùtte de velène [b'bʊttə də və'lɘnə] N.d.R. Avvelenata, lett. Botto di veleno. || DMF bùtte.

buttecelle [bbuttə'ʧɛllə] sf. Petardo di carta, Spintarella. || BA buttecelle.

butteglione [bbuttəʎ'ʎɤnə] sm. Bottiglione. || CS buttiglijone.

buttegliozze [bbuttəʎ'ʎɔtʦə] sf. Piccola bottiglia, Bottiglietta. || Anche buttigliozze [bbuttiʎʎɔtʦə] || BA buttegliozze. || RF buttegliozze [butte̯łłǫ̣zze̯].

buttegnacche [bbuttəɲ'ɲakkə] sm. Grosso bottone d’osso, in partcolare quello del cappotto. || NM¹ buttignach. || RM buttegnàccke. || RF buttegnacche [butte̯ññákke̯].

buttiglie [bbut'tɪʎʎə] sf. Bottiglia. || MG Ce facirene veste cu quilli vestite a culore de vrite de buttiglie [ʧə fa'ʧɪrənə 'vɛstə ku k'kwilli vəs'tɪtə a kku'lɤrə də 'vrɪtə də but'tɪʎʎə] N.d.R. Ci fecero vestire con quei vestiti color vetro di bottiglia. || ZO buttiglieu, buttigghie (1864) || MG buttiglie. || RM buttìglije.

buttigliozze [bbuttiʎ'ʎɔtʦə] sf. Piccola bottiglia di vetro, Bottiglietta || Anche buttegliozze [bbuttəʎ'ʎɔtʦə]  || CS buttiglijozze.

buttone [bbut'tɤnə] sm. Bottone. || RF buttóne grusse ' bottone grosso per cappotti '. || RF buttóne.

Buvine [bbu'wɪnə] top. Bovino. || MG Oh, nun l'avess maje ditt, arruvat'a Bovine n'ata tremustrazione [ɤ, nun l-a'vɛssə 'mɜjə 'dɪttə, arru'wɜtə a bbu'wɪnə n-ata trəmustrat'ʦjɤnə] N.d.R. Oh, non l’avessi mai detto, giunti a Bovino un’altra dimostrazione. || MG Bovine. || AO Buvìne.

buzzarate [bbudʣa'rɜtə] agg. Arrostito, Avariato, Cattivo. || RF A carne è buzzaràte N.d.R. La carne è avariata. || BA semela vattute e carna buzzarate ['sɛməla vat'tʉtə ɛ k'karna bbudʣa'rɜtə] semola battuta e carne arrostita. || LA buzzaràte. || BA buzzarate. || RF buzzarràte [buźźarråte̯].

C

ca [ka] congz. e pron. Che. || Anche che [kɛ] || LE ka rirene, càndan'e abbàlléné [ka 'rɪrənə, 'kandənə ɛ ab'ballənə] N.d.R. che ridono, cantano e ballano. || GG ca (1834). || LE ka. | [fg. chè - ital. ché]

c' 'a [ʧ-a] pron. pers. + pron. f. Ce la. || SA C' 'a fai a pigghià quella segge o no? [ʧ-a  'fɜjə a ppiɡ'ɡja a' sɛdʤə, ɔ nɔ?] Ce la fai a prendere quella sedia, o no?.

c' 'i [ʧ-i] pron. pers. + pron. pl. m. e f. Ce li, Ce le. || SA Se c’ 'i vonne dà i solde, nuje stime qua [sɛ ʧ-i 'vɔnnə da i 'sɔldə, 'nʉjə s'tɪmə kkwa] Ce le vogliono dare i soldi, noi siamo qua.

c' ’u [ʧ-u] pron. pers. + pron. m.. Ce lo. || SA C' 'u dice tu che adda jí a pigghià a pa panonne? [ʧ-u 'dɪʧə tʊ kɛ adda 'jɪ  a ppiɡ'ɡja a ppapa'nɔnnə ?] Glielo dici tu che deve andare a prendere il nonno?

cacà [ka'ka] v. Defecare, Evacuare, Cacare.

cacacazze [kaka'katʦə] agg. Rompiscatole. || SA Ma quand’è cacacazze qullu là! [ma 'kwand-ɛ kakakat'ʦə 'kwullu lla!] Però quanto è rompiscatole quello là.

cacagghià [kakaɡ'ɡja] v. Balbutire.

cacagghie [ka'kaɡɡjə] agg. Balbuziente. || AO U zuppe a ballà, u cacàgghje a candà [u 'ʦuppə a bbal'la, u ka'kaɡɡjə a kkan'da] Lo zoppo a ballare, il balbuziente a cantare. || AO cacàgghje. || RM cacàgghije. || RF cacagghje [kakáĝĝe̯].

cacagnutte [kakaɲ'ɲʊttə] avv. Spesso, Di frequente. || AO cacagnùtte.

cacarelle [kaka'rɛllə] sf. Diarrea, Dissenteria, Paura. || FB cacarélle.

cacarijà [kakari'ja] v. Fare coccodè, tipico della gallina. || RM cacarijà.

cacasaccone [kakasak'kɤnə] sm. Vermiciattolo dei materassi di paglia o dei paglericci di foglie di granturco. || BA cacasaccone. || RF càcasaccóne [kåka-sakkọ̈ne̯].

cacasotte [kaka'sɔttə] agg. Cacasotto, Pauroso. || AO cacasòtte.

cacature [kaka'tʉrə] sm. Vaso per le feci, Gabinetto, Luogo in cui una persona si ritira costretta da un bisogno corporale.

caccamanine [kakkaman'nɪnə] sm. Adesivo, Decalcomania.

caccavelle [kakka'vɛllə] sf. Pentola di terracotta. || sm. caccaville [kakka'villə] || FV caccavella (1841) || FB caccavélle.

caccaville [kakka'villə] sm. Pentola di terracotta. || sf. caccavelle [kakka'vɛllə] || ML caccaville.

caccemmitte  [katʧɛm'mɪttə] par. comp. Caccia e metti. || sm. Denominazione di una particolare qualità di vino.

caccavone [kakka'vɤnə] agg. Persona di grossa statura ma impacciata. || FB caccavòne. || RF caccavóne [kakkavọ̈ne̯].

caccavune [kakka'vʉnə] sm. pl. Lumaconi. || EG caccavune.

cacce ['katʧə] 1. sf. Caccia. || RF jì a cacce N.d.R. Andare a caccia. || 2. sm. Piccola buca scavata nella terra per il gioco delle biglie. || cfr. fussine [fus'sɪnə] || ZO cacc (1864) || AO càcce. || RF cacce [kačče̯].

Cacchiarille [kakkja'rillə] sopr. Cacchiarello, Cazzettino. || LR Cacchiarîlle.

cacchie ['kakkjə] escl. di disappunto Caspita, Cacchio. || sm. Cazzo, Cacchio. || Anche cazze ['katʦə] || MP E che càcchije state sfrenesianne sta matiné, ije nen ve capisce [ k kkà st sfsn stamat,  n  ka] / [ɛ kkɛ k'kakkjə s'tɜtə sfrənəsi'jannə stama'tɪnə, 'ijə nən və ka'pɪʃʃə] N.d.R. E che caspita, state sragionando questa mattina, io non vi capisco. || MP càcchije.

caccià [kat'ʧa] v. Cacciare, Mandare via, Tirare fuori. || AO caccià.  

cacciamane [katʧa'mɜnə] sm. Corpetto per neonati. || BA cacciamane.

cacciamanille [katʧama'nillə] sm. Corpetto del neonato || RF cacciamanille [kaččamanille̯] / [kaččamanílle̯].

cacciune [kat'ʧʉnə] sm. Cane, Ubriacatura. || BA cacciune.

cacciunille [katʧu'nillə] sm. Cagnolino. || BA cacciunielle. || LE cacciuniéll’.

cachespisse [kakes'pissə] sm. Trasporto sulle spalle del vincitore, da parte del perdente, nel gioco della lippa. || RM cachèspìsse.

cacume [kakùmə] sm. Volta della stanza. || RF cacùme [kakůme̯].
cadè [ka'dɛ] v. Cadere. || Locuz. cadè maláte [ka'dɛ ma'lɜtə] Ammalarsi. || DPM e fatte cadè malate a quella poverelle de migghjereme [ɛ 'fattə ka'dɛ ma'lɜtə a k'kwɛlla povə'rɛllə də miɡ'ɡjɛrəmə] N.d.R. Hai fatto ammalare quella poveretta di mia moglie. || DPM cadè. || CL cadé.

cafè [ka'fɛ] sm. Caffè. || CL se ‘a matine ne’ me pigghie ‘u café me sente malamente [sɛ a ma'tɪnə nən mə 'pɪɡɡjə u ka'fɛ, mə 'sɛndə mala'mɛndə] N.d.R. se la mattina non prendo il caffè mi sento male. || DMF è pronte’u cafè? [ɛ 'prɔndə u ka'fɛ?] N.d.R. è pronto il caffè? || AA c’’u magnà e c’’u cafè. [k-u maɲɲà  kk-u kafè] / [k-u maɲ'ɲa ɛ kk-u ka'fɛ] N.d.R. Con il mangiare e con il caffè. || BP cafè. || CL café. || RF cafè [kafę́].

caffettere [kaffət'tɘrə] sf. Caffettiera. || FB cafettére.

caffettire [kaffət'tirə] sm. Barman. || RA U caffettiré ch’è jurné: Jamé ch’è fatté jurné [u kaffət'tirə k-ɛ 'jurnə: 'jɜmə k-ɛ 'fattə 'jurnə] Ecco il caffettiere ambulante, che annunzia il giorno : Levatevi che è giorno. || RA caffettiré.

cafone [ka'fɤnə] smf. e agg. Cafone. || pl. cafune [ka'fʉnə] || EG Biàte a tè cafone, ca te magne pàne e cardone [bbi'jɜtə a t'tɛ ka'fɤnə, ka tə 'maɲɲə 'pɜnə ɛ kkar'dɤnə] N.d.R. Beato te cafone, che ti mangi pane e cardi. || AO cafòne. || EG cafone. || FO [caföne̥].

cafune [ka'fʉnə] sm pl. Cafoni. || sing. cafone [ka'fɤnə] || AO 'A catàrre mmane ê cafùne [a ka'tarrə m'mɜnə ɛ ka'fʉnə] La chitarra in mano ai cafoni (si critica l'utilizzo di chicchessia pr un lavoro che non conosce). || GG cafune (1834). || TF cafùne.

cafunegghie [kafu'nɛɡɡjə] sf. Cafonata. || RM cafunègghije.

cafungelle [kafun'ʤɛllə] sf. e agg. Cafoncella. || RM cafuncèlle.

cafungille [kafun'ʤillə] sm. e agg. Cafoncello. || AO cafungìlle. || FO [cafunǧille̥].

cafurchie [ka'fʊrkjə] sm. Locale sporco e angusto. || AO cafùrchje

caggiole [kad'ʤɤlə] sf. Gabbia per uccelli. || RA Tras’a caggiole’ de’ li galline ['trɜsə a kad'ʤɤlə d-i ɡal'lɪnə] Ritira la gabbia con le galline. || RA caggiole. || VC gaiòla (1929).

caggiulelle [kadʤu'lɛllə] sf. Gabbietta per uccelli. || BA caggiulelle.

cagnà [kaɲ'ɲa] v. Cambiare. || PM cagnà. || RF cagnà [kaññá].

cagnate [kaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Cambiato. || PR ca tutte ‘nzîme tu te si ccagnate [ka 'tʊttə 'nʣimə tʊ tə sɪ kkaɲ'ɲɜtə] N.d.R. che all’improvviso tu sei cambiata. || EG cagnàte. || PR ccagnate.

cagnatore [kaɲɲa'tɤrə] sf. Ricambio della biancheria. || RM cagnatòre.

cagne ['kaɲɲə] sm. Cambio, Gli incappucciati che accompagnavano i defunti. || BA cagne.

cainate[kai'nɜtə] smf. Cognato, Cognata. || LR Arrìvene ‘i zijàne, ‘i cainàte, cke borze de verdure e panettone [ar'rɪvənə i ʦi'jɜnə, i kai'nɜtə, kə b'bɔrʣə də vər'dʉrə  ɛ ppanət'tɤnə] N.d.R. Arrivano gli zii, le cognate, con borse di verdura e panettoni. || ZO cugneut (1864). || TF cainàte. || SG kainate. || AM cajnàte. || RM cajenàte. || RF cainàte [kai̯nåte̯].

calà [kalà] / [ka'la] v. Calare, Abbassare. || Anche acalà [akalà] / [aka'la] || NM calà.

calamare [kala'mɜrə] sm. Calamaio. || LE calamaré.

calamone [kala'mɤnə] agg. Detto di persona alta, magra e un po’ ingenua, Sciocco. || SA Si' probbete ‘nu calamone [sɪ p'prɔbbətə nu kala'mɤnə] Sei proprio uno sciocco. || FB calamòne.

calandrone [kalan'drɤnə] sm. Calandra, piccolo coleottero nerastro. || agg. Grosso babbeo.

calannarie [kalan'narjə] sm. Calendario. || CS Vattínne, ancore te cante u calannarije [vattìn, a  k u kalannà] / [vat'tɪnnə, an'ɡɤrə tə 'kandə u kalan'narjə] N.d.R. Vattene via altrimenti ti canto il calendario -ti dico tutto ciò che hai fatto di sbagliato-. || CS calannarije. || LR calannàrie.

calascione [kalaʃ'ʃɤnə] sm. Colascione, antico strumento musicale a tre corde simile al liuto molto popolare nei sec. XVI e XVII nel meridione. || VF calascione (1841).

calate [ka'lɜtə] sf. Calata. || EG calàte.

calcagne [kal'kaɲɲə] sm. Tallone, Calcagno. || ML menghe a prete a ‘u calcagne esce ‘u sanghe da ‘u nase [m  a pr ǫ kalk   u s d-ǫ ] / ['mɛnɡə  a 'prɘtə ɔ kal'kaɲɲə 'ɛʃʃə  u 'sanɡə d ɔ 'nɜsə] N.d.R. lancio la pietra al calcagno, esce il sangue dal naso. || ML calcagne. || RF calcagne [kalkáññe̯].

calcasse [kal'kassə] sm. Colpo rumoroso provocato dai fuochi artificiali. || EG calcasse.

calculà [kalku'la] v. Calcolare. || RM calculà.

caligge [ka'lɪdʤə] sf. Calura estiva, Afa. || FB calìgge. || EG caligge. || RF caliggene [kalįǧǧe̯ne̯] / caligge [kalįğğe̯].

calime [ka'lɪmə] sm. Calore. || BA calìme.

callose [kal'lɤsə] sf. Scheggia di legno.

calmà [kal'ma] v. Calmare. || BP tu tine i figghie grusse, tu t’è calmà! [tu 'tinə i 'fɪɡɡjə 'ɡrussə, tu t-ɛ kal'ma!] N.d.R. tu hai i figli grandi, ti devi calmare! || BP calmà.

calme ['kalmə] sf. Calma. || TF càlme.

calosce [ka'lɔʃʃə] sf. Caloscia. || FB calosce.

calucce [ka'lʊtʧə] sm. Contadino misero, Terrazzano. || EG Me chiàme Calucce, Sò tèrrazzàne. Me chiàmene Calucce, pecchè sò fuggiàne. E sò fuggiàne sì e sò Calucce. Ije me ne vande sì; sò granezzuse. [mə 'kjɜmə ka'lʊtʧə, sɔ tterrat'ʦɜnə. mə 'kjamənə ka'lʊtʧə, pək'kɛ sɔ ffud'ʤɜnə. ɛ ssɔ ffud'ʤɜnə sɪ ɛ ssɔ kka'lʊtʧə. 'ijə mə nə 'vandə sɪ; sɔ ɡɡranət'ʦʉsə] N.d.R. lett.  Mi chiamo Caluccio, sono terrazzano. Mi chiamano Caluccio, perché sono foggiano. E sono foggiano sì e sono Caluccio. Io me ne vanto sì; sono altezzoso. || MM i kalucce. i Micheluccio. || EG Calucce. || MM kalucce. || RF calucce [kalųčče̯] Propr. dimin. di ‘Pasquale’.

calvaccà [kalvak'ka] v. Cavalcare. || RM calvaccà.

calzature [kalʣa'tʉrə] sm. Calzatoio. || FB calzature. || [fg. calʒatóio - ital. calzatóio]

camarere [kama'rɘrə] sf. Cameriera. || ZO camarera (1864) || GA cammerera. ||  [fg. cameriéra – ital. camerièra]

camarire [kama'rirə] sm. Cameriere. || FB camarire. || RF camarire [kamaríre̯]. ||  [fg. cameriére – ital. camerière]

cambà [kam'ba] v. Campare, Vivere, Provvedere al mantenimento di qualcuno. || LMG Povere a chi more, biàte a chi campa ['pɔvərə a kki 'mɤrə, bi'jɜtə a kki 'kambə] N.d.R. Povero chi muore, beato chi vive. || LC se Dije vol’ e campáme [sə d'dɪjə 'vɤlə ɛ kam'bɜmə] N.d.R. se Dio vuole e campiamo. || CV campà. || AL cambà.

cambagne [kam'baɲɲə] sf. Campagna. || RL campagne. || RM cambàgne. || MM [kambáňňe̥].

cambagnule [kambaɲ'ɲʉlə] sm. Contadino. || BP nen vuleve fa cchiù u campagnule [nən vu'lɘvə fa k'kjʊ u kambaɲ'ɲʉlə] N.d.R. non voleva fare più il contadino. || BP campagnule.

cambanale [kamba'nɜlə] sm. Campanile. || VC campanàle (1929).

cambanare [kamba'nɜrə] sm. Campanaro. || VC campanàre (1929).

cambande [kam'bandə] agg. Vivo, Che campa. || NM ‘u cambande e ‘u morande [u kam'bandə ɛ u mo'randə] N.d.R. il vivo e il morto. || NM cambànde.

cambane [kam'bɜnə] sf. Campana, Contenitore di vetro contenente madonne o santi in miniatura. || RA Eja Vécinz’ u sona campané ['ɘjə və'ʧinʣə u 'sɤna kam'bɜnə] È Vincenzo il campanaro. || BF campáne (1892). || GE cambane. || RA campané. || RF cambàne [kamp̬åne̯].

cambanelle [kamba'nɛllə] sf. Campanella. || BA campanelle.

cambanille [kamba'nillə] sm. Campanello. || AO cambanìlle.

cambanone [kamba'nɤnə] sm. Campanone. || RA Quist’è lu campanone dá Chiesa Grann [ì è u kamban d-a kìsa ] / ['kwɪstə ɛ u kamba'nɤnə d-a k'kjɪsa 'ɡrannə] N.d.R. Questo è il campanone della Chiesa Grande. || RA campanone.

cambe ['kambə] sm. Campo. || RM càmbe.

cambesande [kambə'sandə] sm. Cimitero. || SG u’ jurn’e tutt’i sante vache sempe o’ campesante [u 'jurnə ɛ ‘tʊtt-i 'sandə 'vɜkə 'sɛmbə ɔ kambə'sandə] N.d.R. il giorno di tutti i santi vado sempre al cimitero. || SG campesante. || [fg. cimitéro - ital. cimitèro]

cambijale [kambi'jɜlə] sf. Cambiale. || RM cambijàle.

cambumille [kambu'millə] sf. Camomilla. || VC campomìlla (1929). || LR cambumille.

camenà [kamə'na] v. Camminare. || RM camenà.

camenate [kamə'nɜtə] sf. Passeggiata. || MP ‘na cammenate pu’ corsé [na kamə'nɜtə p-u 'kɔrsə] N.d.R. una passeggiata per il corso. || FB camenàte.

camerate [kame'rɜtə] sf. Camerata. || CL camerate.

camese ['kaməsə] sm. Camice.

camine [ka'minə] sm. Cammino. || LE Ind' a la metà de lu camine ['ind-a mə'ta d-u ka'minə] Nel mezzo del cammin. || MM [s-ẹ mmẹ́sse̥ nɡamį́/ne̥. ẹ ss-e̥ n-ę  i̯i̯u̇́te̥] N.d.R.si è messo in cammino e se ne è andato. || LE camine.

camie ['kamjə] sm. Camion. || CS sope o camije di suldáte [sɤpə ɔ 'kamjə d-i sul'dɜtə] N.d.R. Sul camion dei soldati. || CS camije.

cammainalte [kammai'naltə] par. comp. Con le mani in alto. || EG cammainalte.

cammeselle [kammə'sɛllə] sf. Camicetta, Camiciola. || VC cammesèlla (1929). || [fg. camicètta - ital. camicétta]

cammesole [kammə'sɤlə] sf. Camiciola. || FB Aveze a cammesole famme sénde ì spall’e ù còre [à a kamsó fàm s i sp  u ] / ['avəzə a kammə'sɤlə 'fammə 'sɛndə i s'pallə ɛ u 'kɤrə] Alzati la maglia e fammi sentire le spalle e il cuore. || FB cammesole.

cammise [kam'mɪsə] sf. Camicia. || CA¹ Quànne  Màst’Alèssije àda accògghije ‘i grègne ‘i cammìse i sguàrre e jètte i màneke ‘o làrghe. ['kwannə 'mast a'lɛssjə 'ada k'kɔɡɡjə i 'ɡrɛɲɲə i kam'mɪsə i z'ɡwarrə ɛ 'jɛttə i 'manəkə ɔ 'larɡə] Quando Mastro Alessio deve raccogliere i fasci di grano le camice le strappa e butta le maniche. || LR cammìse. || CL cammise.

camurriste [kamur'rɪstə] sm. Camorrista. || VC camurrìsta (1929).

canagghione [kanaɡ'ɡjɤnə] sm. superl. Grosso cane, Persona scaltra. || RF si’ fatte u canagghióne! ti sei preso una sbronza! || FB canagghijòne. || RF canagghióne [kanaĝĝọ̈ne̯].

canale [ka'nɜlə] sm. Canale, Fogna, Chiavica, Grondaia. || VC canàle (1929). || RF canàle [kanåle̯].

canarie [ka'narjə] sm. Canarino. || VC canàrie (1929).

canarille [kana'rillə] sm. Canarino. || RM  canarìlle.

candà [kan'da] v. Cantare. || EG Perciò, l’anne ca véne, turne a candà [per'ʧɔ, l 'annə ka 'vɘnə, 'turnə a kkan'da] N.d.R. Perciò, l’anno prossimo, torna a cantare. || AO Sènza solde nen ze càndene mèsse ['sɛnʣa 'sɔldə nʣə 'kandənə 'mɛssə] || AO Senza soldi non si cantano messe || ML¹ candà.

candate [kan'dɜtə] pp. e agg. Cantato. || SA Specciamece ch’amma jí a sende ‘a messa candate [spət'ʧaməʧə k'amma 'jɪ a s'sɛndə a 'mɛssa kan'dɜtə] Sbrighiamoci perché dobbiamo andare  a  sentire la messa cantata.  || RM candàte.

candatore [kanda'tɤrə] sm. Cantante, Ranoccio. || GF candatore.

cande ['kandə] sm. Canto. || SA Cande che te passe [kandə kɛ tə 'passə] Canta che ti passa. || LE ‘u canté d’u tavulijeré [u k d-u tavu] / [u 'kandə d-u tavu'lirə] N.d.R. il canto del tavoliere. || LE canté. || GF cande.

candenire [kandə'nirə] sm. Vinaio, Commerciante al dettaglio di vini. || VC cantenière (1929).

candere ['kandərə] sm. Cantero, Vaso per bisogni corporali. || Anche candre ['kandrə] || VC càntaro (1929).

candine [kan'dɪnə] sf. Cantina. || Locuz. fa candine [fa kan'dɪnə] Fare discussioni. || CL ne’ vogghie che pe’ na tazze de café che ne’ te pigghie, faije tanta cantine [nən 'vɔɡɡjə kɛ pə na  'tatʦə də ca'fɛ kɛ nən tə 'pɪɡɡjə, 'fɜjə 'tanda kan'dɪnə] N.d.R. non voglio che per una tazza di caffè che non ti prendi, fai tante discussioni.  || CL cantine. || TF candìne.

candire [kan'dirə] sm. Cantiere.

candre ['kandrə] sm. Cantero, Vaso per bisogni corporali. || Anche candere ['kandərə]. || TF càndre. || RF candre [kant̬re̯].

candone [kan'dɤnə] sm. Cantone, Angolo del muro. || RF candóne [kant̬ọ̈ne̯].

cane ['kɜnə] sm. Cane, Ubriacatura. || MP nzime a cane, purche e galline [n'ʣimə a k'kɜnə, 'purkə ɛ ɡɡal'lɪnə] N.d.R. insieme a cani, porci e galline. || RF te si’ fatte i càne ti sei preso una sbronza. || SE càne. || ML cane. || RF càne [kåne̯]. || FO cœne [cœne̥].

canestre [ka'nɛstrə] sf. Cesta. || RF canèstre [kanęstre̯].

canestrille [kanəs'trillə] sm. Canestrino. || VC canestrìelle (1929).

cangele ['kanʤələ] sm. Bottone di metallo. || BA cangele. || NM¹ cangl. | RF [kanč̬e̯le̯].

cangellà [kanʤəl'la] v. Cancellare. || Anche scangellà [skanʤəl'la]. || RM cangellà.

cangelle [kan'ʤɛllə] sf. Quaderno a quadretti. || sm. pl. Tarallini. || EG cangelle. || LA  cangèlle.

cangellire [kanʤəl'lirə] sm. Cancelliere. || [fg. cancelliére - ital. cancellière]

cangille [kan'ʤillə] sm. Cancello. || CL cancille. || RM cangìlle. || RF cangille [kanč̬ílle̯].

canigghie [ka'nɪɡɡjə] sf. Crusca, Cruschello. || VF caniglia (1841) || VC canìglia (1929). || AO canìgghje. || RM canìgghije. || RF canigghie [kanįĝĝe̯].

canigghiole [kaniɡ'ɡjɤlə] sf. Forfora. || VC canigliòla (1929).

canijà [kani'ja] v. Ingannare. || AO canijà.

canistre [ka'nɪstrə] sm. Canestro, Cesta di vimini, Deposito di risparmi presso un rivenditore di generi alimentari. || BA San Francische i fafe int’u canistre [san fran'ʤɪskə i 'fɜfə ind-ɔ ka'nɪstrə] San Francesco, le fave nel cesto per la semina. || MA Tant’anne arrete s’ausave ‘nde famiglie cchiù pov’rell’ ‘u canistre. U facevene i mamme nostre andò jevene a fa’ a spesa ['tand 'annə ar'rɘtə s-au'sɜvə nde fa'mɪʎʎə k'kjʊ ppɤvə'rɛllə u ka'nɪstrə. u fa'ʧɛvənə i 'mammə 'nɔstrə an'dɔ 'jɛvənə a ffa a s'pɘsə] N.d.R. Tanti anni fa si usava nelle famiglie più povere il canestro. Lo facevano le nostre mamme dove andavano a fare la spesa. ||  VF canistro (1841) || BA canistre. || VC canìstre (1929).

cannale [kan'nɜlə] sm. Collare dei cani. || MM kannále.

cannarone [kanna'rɤnə] sm. Garagarozzo, Gola. || VF cannarone (1841) || VC cannaròne (1929). || BA canarone.

cannarute [kanna'rʉtə] agg. Goloso. || VF cannaruto (1841) || VC cannarùte (1929). || FB canarute.

cannaruzze [kanna'rʊtʦə] sm. Gargarozzo, Gola, Trachea. || EG cannaruzze. || BA canaruozze. || RF cannaruzze [kannarųzze̯].

cannaruzzette [kannarut'ʦɛttə] sm. pl. Cannarozzetti, Maccheroni fatti in casa. || BA cannaruzzette.

canne ['kannə] sf. 1. Canna. 2. Gola. || FB canne. || RF [kanne̯].

cannele [kan'nɘlə] sf. Candela. || LA cannèle. || MM kannéle. || CL cannele.

cannelicchie [kannə'lɪkkjə] sm. Cannolicchio. || VC cannelìcchie (1929). || RM cannelìcchije.

cannelire [kannə'lirə] sm. Candeliere. || VF canneliere (1841) || VC cannelìere (1929). || [fg. candeliére - ital. candelière]

cannelle [kan'nɛllə] sf. Cannella. || ZO cannell (1864).

cannelline [kannəl'lɪnə] sm. pl. Confettini. || LR cannelline. || LE cânnellìne. || RF cannellìne [kanne̯llı̊ne̯].

cannelore [kannə'lɤrə] sf. Candelora, Festa della purificazione della Vergine. || VF cannelora (1841) || VC cannelòra (1929). || RM cannelòre.

cannelotte [kannə'lɔttə] sm. Candelotto, Candela grossa e corta. || VC cannelòtte (1929).

cannucchiale [kannuk'kjɜlə] sm. Cannocchiale. || AO cannucchjàle.

cannunate [kannu'nɜtə] sf. Cannonata.

cannutte [kan'nʊttə] sm. Trachea. || RF cannutte [kannųtte̯].

canosce [ka'nɔʃʃə] v. Conoscere. || FP chi t canoscie... n’è sim amici né sim parind [ki tə ka'nɔʃʃə...  nɛ s'simə a'mɪʧə nɛ s'simə pa'rində] N.d.R. chi ti conosce; non siamo né amici e né parenti. || GG canosce (1834) || FP canoscie. || [fg. conòscere - ital. conóscere]

cantatore [kanta'tɤrə] sm. Rana. || pl. cantature [kanta'tʉrə] || BA cantatore.

cantature [kanta'tʉrə] sm. pl. Ranocchi. || sing. cantatore [kanta'tɤrə] || LR ‘i cantature [i kanta'tʉrə]  le ranocchie. || LR cantature.

canzirre [kan'ʣirrə] agg. Astuto, Prepotente. || AO canzìrre.

canzone [kan'ʣɤnə] sf. Canzone. || CA se sta masckere tu nen avisse avute, manghe sta canzone t’avrimme fatte! [sɛ sta 'maʃkərə tʊ nn-a'vɪssə a'vʉtə, 'manɡə sta kan'ʣɤnə t-a'vrɪmmə 'fattə!] Se questa maschera tu non avessi avuto, neanche questa canzone ti avremmo dedicata! || RF purtà na cóse a canzóne o canzóne canzóne procrastinare ‘sine die’, rimandare qlco. || CA canzone. || RF canzóne [kanźọ̈ne̯]. || [fg. canʒóne - ital. canzóne]

capa ['kɜpa] sf. Testa. || agg. Migliore. || cfr. megghia ['mɛɡɡja] || GG capa (1834).

capà [ka'pa] v. Scegliere, Capare, propr. Scegliere capo per capo. || SA Marije è jute a capà a robbe minze ‘o Venerdí [ma'rɪjə ɛ 'jʉtə  a kka'pa a r'rɔbbə m'minʣə ɔ vener'dɪ] Maria è andata a scegliere la roba al mercato del Venerdì. || VC capà (1929).

capabbasce ['kɜp ab'baʃʃə] sm. Precipizio. || RM ha pigghijàte 'u càpe abbàsce. [a ppiɡ'ɡjɜtə u 'kɜp-ab'baʃʃə] N.d.R. sta precipitando verso il fallimento economico. || AO cape abbàsce.|| RM cape-abbàsce. || RF càpabbasce [kåp-abbašše̯].

capacchione [kapak'kjɤnə] sm. Grossa Testa, Testardo. || BP Uè brutte capacchiò, chi te cride de esse! [wɛ b'brʊttə kapak'kjɤ, ki tə 'kridə də 'ɛssə!] Ehi brutta testa grossa, chi credi di essere! || BA capacchione. || BP capacchiò. || RM capacchijòne. || RF capacchióne [kapaĉĉọ̈ne̯].

capace [ka'pɜʧə] agg. Capace. || NM sarrja capace di cagnà penzire [sar'rɪja ka'pɜʧə də kaɲ'ɲa pən'ʣirə]  N.d.R. sarei capace di cambiare pensiero. || NM capace.

capacetà [kapaʧə'ta] v. Fare capace, Rassegnare. || RM capacetà.

capacine [kapa'ʧɪnə] solo nella locuz. jeta capacine ['jɘta kapa'ʧɪnə] Particolare tipo di bietola selvatica.

capaddozze [kapad'dɔtʦə] agg. Caporione. || AO capaddòzze.

capagloriose [kɜpaɡlo'rjɤsə] agg. Scapestrato. || RM capagloriòse.

caparotte [kɜpa'rɔttə] par. comp. Testa rotta. || VC caparòtta e pena pagata [kɜpa'rɔttə ɛ p'pɘna pa'ɡɜtə] dicesi di chi, dopo di essere stato vilipeso, è chiamato a pagare il fallo non commesso. || VC caparòtta (1929).

caparrete [kɜpar'rɘtə] avv. Indietro, Punto e a capo. || BA caparrete.

capate [ka'pɜtə] pp. e agg. Scelto. || VC capàto (1929). || TF capàte.

capatoste [kɜpa'tɔstə] agg. Testadura, Testardo. || RM capatòste.

cape ['kɜpə] sf. Testa. || locuz. a ccap'arrete [a k'kɜpə ar'rɘtə] . Da capo, Di nuovo, Dall’inizio. || CL ‘i face male ‘a cape [i 'fɜʧə 'mɜlə a 'kɜpə] N.d.R. gli fa male la testa. || EG Da stà vije mènene i préte, turnamacinne a 'ccàp' arréte [da sta 'vɪjə 'mɛnənə i 'prɘtə, turnama'ʧɪnnə a k'kɜp ar'rɘtə] N.d.R. Da questa parte tirano le pietre, torniamocene indietro -riprendiamo dall’inizio-. || TF càpe. || CL cape. || EG 'ccàp. || LR capa. || MAM [kǻpe̥].

capecifere [kɜpə'ʧɪfərə] sm. lett. Capo Lucifero, Capobanda. || BA capecifere.

capeculle [kɜpə'kullə] sm. Collo della testa, Capocollo. || VC capecùolle (1929).

capecuscine [kɜpəkuʃ'ʃɪnə]  sm. Federa del guanciale. || RM capecuscìne.

capedanne [kɜpə'dannə] sm. Capodanno. 

capelitte [kɜpə'littə] sm. Capoletto, Drappo o panno che si poneva a capo del letto, Capezzale. || RM capelìtte.

capellere [kapəl'lɘrə] sf. Pettinatrice. || cfr. pelucchere [pəluk'kɘrə]. || BA capellere.

capepopele [kɜpə'pɔpələ] sm. Capopopolo. || VC capopuòpolo (1929).

capesciole [kapəʃ'ʃɤlə] sf. Fettuccia, Nastro di cotone. || Anche capisciole [kapiʃ'ʃɤlə] || FB capesciòle.

capesotte [kɜpə'sɔttə] avv. Sottosopra, Alla rovescia. || RM capesòtte.

capetà [kapə'ta] v. Capitare, Accadere, Succedere. || TF capeta’. || FB capetà.

capetale [kapə'tɜlə] agg. e smf. Capitale. || FD capetàle. || CS capetále.

capetane [kapə'tɜnə] sm. Capitano. || MG 'na matine venije 'u Capetane e decije: Tutt' 'a cumpagnije adda 'i a pulezzà 'u vase [na ma'tɪnə və'nɪjə u kapə'tɜnə ɛ ddə'ʧijə: ‘tʊtt-a kumbaɲ'ɲɪjə 'adda jɪ a ppuləd'ʣa u 'vɜsə] N.d.R. una mattina venne il Capitano e disse: Tutta la compagnia deve andare a pulire il vaso -‘bosco’ in turco-. || MG capetane.

capetone [kapə'tɤnə] sm. Capitone. || RC cap’ton’. || FB capetòne.

capetonne [kɜpə'tɔnnə] sf. Capitombolo. || FB càpetonne.

capetuste [kɜpə'tustə] agg. Testardo, Testa dura, Ostinato. || VF capotuosto (1841) || VC capotùosto (1929). || FB càpetuste. || RF capetuste [kape̯túste̯].

capevutà [kapəvu'ta] v. Capovolgere. || RM capevutà.

capevuttere [kɜpə'vʊttərə] sm. Amministratore di masseria. || lett. Capo buttero. || VC capovùttere (1929). || BA capevuttere.

capezavezicchie [kɜpəʦavə'ʦɪkkjə] sm. Capo di salsiccia. || RM capezavezìcchije.

capezza [ka'pɛtʦa] sf. Cavezza. || Anche capezze [ka'pɛtʦə] || SA T’agghia mette ‘a capezza ‘nganne [t 'aɡɡja 'mɛttə a ka'pɛtʦa n'ɡannə] Devo metterti la cavezza al collo -devo costringerti a fare qualcosa-. || VF capezza (1841) || AO capèzza.

capezze [ka'pɛtʦə] sf. Cavezza. || Anche capezza [ka'pɛtʦa] || EG Vuléve sèmbe esse teràte p’a capèzze [vu'lɘvə 'sɛmbə 'ɛssə tə'rɜtə p-a ka'pɛtʦə] N.d.R. Voleva essere sempre tirato per la cavezza. || EG capèzze. || [fg. cavèzza - ital. cavézza].

capì [ka'pɪ] v. Capire. || Anche accapí [akka'pɪ] || SE sckìtt’u padretèrne i pote capì [ʃ'kittə u padre'tɛrnə i 'pɤtə ka'pɪ] N.d.R. solo il Padreterno le può capire. || ZO capì (1864).

capicchie [ka'pɪkkjə] sm. Capezzolo. || BA capicchie. || RF capicchie [kapįĉĉe̯].

capille [ka'pillə] sm. Capello. || CA Capìlle e dînde, nen fanne nînde [ka'pillə ɛ d'dində nən 'fannə 'nində] N.d.R. lett. Capelli e denti non fanno niente. || MAM [m-ágga fá i kapílle̥] devo tagliarmi i capelli. || VC capìlle (1929). || PR capille. || CA¹ [capillᵉ]. || MAM [kapílle̥]. || [fg. capèllo - ital. capéllo]

capisciole [kapiʃ'ʃɤlə] sf. Fettuccia, Nastro di cotone. || Anche capesciole [kapəʃ'ʃɤlə] || RF capisciòle [kapiššǫ̈le̯].

capocchie [ka'pɔkkjə] sf. Capocchia. || RM capòcchije.

cappe ['kappə] sf. Cappa, Ampio mantello. || RA E penz’a lu marite senza cappa e senza mbrelle’ [ɛ p'pɛnʣə ɔ ma'rɪtə 'sɛnʣa 'kappə ɛ s'sɛnʣa m'brɛllə] N.d.R. E pensa al marito senza mantello e senza ombrello. || BA cappe. || RA cappa.

cappellare [kappəl'lɜrə] sm. Cappellaio. || ZO cappeulleur (1864) || VC cappellàre (1929). || RF cappellàre [kappe̯llåre̯].

cappellone [kappəl'lɤnə] sm. Cappellone. || SA ’U cappellone 'i Cruce [u kappəl'lɤnə i 'krʊʧe] Il Cappellone della Chiesa delle Croci. || EG cappellone.

cappille [kap'pillə] sm. Cappello. || VF cappiello (1841) || ZO cappiel (1864). || VC cappìelle (1929). || BA cappielle.

cappotte [kap'pɔttə] sm. Cappotto. || VC cappòtte de prèvete [kapp  prè] / [kap'pɔttə də 'prɛvətə] tabarro. || VC cappòtte (1929).

cappucce [kap'pʊtʧə] sm. Cappuccio, Cappello per ripararsi dalla pioggia tipico dei vetturali, Capperone. ). || BF ccappucce (1894).  || VC cappùccio (1929).

cappuccenelle [kappuʧə'nɛllə] sf. lett. Cappuccinelle, Riformatorio. || CS cappucenelle.

capucchie [ka'pukkjə] sm. Nocciolo di albicocca utilizzato dai ragazzi per un gioco di strada. || Anche chipucchie [kipú] / [ki'pukkjə] || FB capucchij.

capuzzate [kaput'ʦɜtə] sf. Testata. || RM capuzzàte.

capuzzelle [kaput'ʦɛllə] sf. 1. Piccola testa.  2. Testina di agnello da fare al forno. || LA capuzzèlle. || RA capuzzelle. || RF capuzzèlle [kapuzzęlle̯].

capuzzille [kaput'ʦillə] sost e agg. Prepotente, Capetto. || LA capuzzîlle. || GE capuzzielli.

carabbenire [karabbə'nirə] sm. Carabiniere. || SA I carabbenire hanne angappate ‘u marijule che se steve arrubbanne ‘a bececlette [i karabbə'nirə 'annə anɡap'pɜtə u mari'jʉlə kɛ sə s'tɘvə arrub'bannə a bbəʧə'klɛttə] I carabinieri hanno acciuffato il ladro che stava rubando la bicicletta.  || [fg. carabiniére - ital. carabinière]

carabbine [karab'bɪnə] sf. Carabina. || RA carabino. || SA¹ carubbine.

caravone [kara'vɤnə] sm. sing. Carbone. || pl. caravune [kara'vʉnə] || BP Te ne ijì, nen l’è capite, nesciune t’ha chiamate, e u firre a caravone è u mije [tə ne 'jɪ, nən l-ɛ ka'pɪtə niʃ'ʃʉnə t-a kkja'mɜtə, ɛ u 'firrə a kkara'vɤnə ɛ u 'mijə]  N.d.R. Te ne devi andare, non l’hai capito, nessuno ti ha chiamato, e il ferro a carbone è mio. || BF ccaravone (1894). || VC caravòne (1929). || SA¹ caravone. || Etimol. dal lat. carbo -ōnis.

caravugne [kara'vʊɲɲə] sm. Foruncolo, Carbonchio, Malattia infettiva dei bovini trasmissibile all’uomo. || VF cravugnolo (1841)

caravune [kara'vʉnə] sm. pl. Carboni.

caravunelle [karavu'nɛllə] sf. Carbonella. || cfr. carvunelle [karvu'nɛllə], 'a rusce [a 'rʊʃʃə] || VF caravunella (1841) || FB carvunèlle.

carbunate [karbu'nɜtə] sf. Bicarbonato. || RM carbunàte.

carcerate [karʧə'rɜtə] agg., sm. e pp. Detenuto, Carcerato. || come pp. anche ‘ngarcerate [nɡarʧə'rɜtə]  || SA Stace carcerate a Sant’Aliggie [s'tɜʧə karʧə'rɜtə a s'sand-a'lɪdʤə] È detenuto a Sant’Eligio. || AO carceràte.

carciofele [kar'ʧɔfələ] sf. Carciofo. || cfr. scarcioffele [skar'ʧɔffələ] || VF carcioffola (1841) || ZO carcioff. || CL carciofele.

cardille [kar'dillə] sm. Cardellino. || MM¹ Zompă cardill’ ca u sole cocë ['ʦɔmba kar'dillə ka u 'sɤlə 'kɤʧə] Salta cardillo ché il sole scotta. || VC cardìlle (1929). || MM¹ cardill’. || MG¹ cardille.

cardone [kar'dɤnə] sm. sing. Cardo. || pl. cardune [kar'dʉnə] || VC cardòne (1929). || EG cardone. || RF cardóne [kardọ̈ne̯].

cardune [kar'dʉnə] sm. pl. Cardi. || FB cardune. || LR cardùne. || RF cardùne.  || MM kardúne.

cardungille [kardun'gillə] sm. Cardoncello, Piccolo cardo. || MM kardungílle e kardúne attannúte. cardi teneri. || BA carduncielle. || EG cardungille. || AO cardungìlle. || MM kardungílle. || RF cardungîlle [kardunč̬ílle̯].

care ['kɜrə] avv. A prezzo elevato, Caro. || agg. Che è oggetto di amore, Caro. || SA ’Stu turte me l’è pagà care! [stu 'turtə mə l-ɛ pa'ɡa 'kɜrə]Questo torto me lo pagherai caro. || SA Giuvànne è ‘nu cáre cumbàgne [ʤu'wannə ɛ nu 'kɜrə kum'baɲɲə]  Giovanni è un caro compagno. || VMG carä. || MG¹ care.

carecà [karə'ka] v. Caricare. || RM carecà. || RF carecà [kare̯ká].

carecature [karəka'tʉrə] sf. Caricatura. || AO carecatùre.

carestije [karəs'tɪjə] sf. Carestia, Estrema penuria di generi alimentari. || MM [pö. ddö́pe̥. ve̥níi̯ a karistį́/i̯e̥. ẹ nne̥ nd(t)e̥nẹ́/ve̥ ccu kkẹ mmaňňá. ẹ sse̥ maňňä́ve̥ i ggá/nne̥le̥.] N.d.R. Poi dopo venne la carestia e, non avendo più niente da mangiare, si magiava le ghiande. || GG carastia (1834). || MM [karistį́/i̯e̥]. || Etimol. dal basso lat. caristìa.

carestuse [karəs'tʉsə] agg. Caro, Carestoso, Che applica prezzi elevati. || AO  "Carestòso" da "carestia": chi vende a prezzi molto cari. || AO E' nu caretùse! [ɛ nu karəs'tʉsə] È un carestòso! || RM èje carestùse ['ɘjə karəs'tʉsə] commerciante che applica prezzi alti o che non fa sconti. || VC carestùse (1929). || Etimol. drv. di carestia.

caretà [karə'ta] sf. Carità. || SA Facite ‘a caretà a stu povere vecchiarille! [fa'ʧɪtə a karə'ta a stu 'pɔvərə vəkkja'rillə] Fate la carità a questo povero vecchietto. || PM carità.

carezze [ka'rɛtʦə] sf. Carezza. || PR senza nu vase e ssenze na carezze ['sɛnʣa nu 'vɜsə ɛ s'sɛnʣə na ka'rɛtʦə] N.d.R. senza un bacio e senza una carezza. || PR carezze. || EG carèzze.

carijole [kari'jɤlə] sf. Cariola.

carline [kar'lɪnə] 1. sm. Carlino, moneta borbonica corrispondente a otto soldi e mezzo.  || Anche carrine [kar'rɪnə] || SA¹ carline.

Carline [kar'lɪnə] 2. pers. f. Carolina. || || RM [karlɨnə].

Carmene ['karmənə] pers. m. Carmine. || || TF Carmeni’.

Carmenille [karmə'nillə] pers. m. Carmine. || TF Carmenìlle.

carna ['karna] sf. Carne. || BA Carna triste n’a vole Criste / ['karna 'trɪstə nn-a 'vɤlə 'krɪstə] Cristo non vuole uomini cattivi.  || VC carna (1929).

carne ['karnə] sf. Carne. || Anche carna [karna] / ['karna] || MG¹ A carne se jette e i cane s’arraggene [a 'karnə sə 'jɛttə ɛ i 'kɜnə s-ar'radʤənə] La carne si butta e i cani si arrabbiano. || ML carne. || FO carne [carne̥] || RF carne [karne̯]  

carnette [kar'nɛttə] agg. Arrogante, Prepotente. || BA carnette.

carnevale [karnə'vɜlə] sm. Carnevale. || Anche carnuvale [karnu'wɜlə]. || SG¹ pe ije a vedè ‘a sfelate de carnevale [pə 'jɪ a vvə'dɛ a sfə'lɜtə də karnə'vɜlə]  N.d.R. per andare a vedere la sfilata di carnevale. || CA¹ Ogge é murte u carnevⱥle ['ɔdʤə ɛ 'murtə u karnə'vɜlə] N.d.R. Oggi è morto il carnevale. || SG¹ carnevale. || CA¹ [carnᵉvⱥlᵉ]. || RF Carnevàle [Karne̯våle̯].

carnuvale [karnu'wɜlə] sm. Carnevale. || Anche carnevale [karnə'vɜlə].

carocchie [ka'rɔkkjə] sf. Pugno, Colpo dato con le nocche delle dita. || cfr. catozze [ka'tɔtʦə] || VC caròcchia (1929).

carogne [ka'rɔɲɲə] sf. Carogna.

carote [ka'rɤtə] sf. Carota, Barbabietola. || BA carote. || [fg. caróta - ital. caròta] || [fg. barbabiétola - ital. barbabiètola]

carpendire [karpən'dirə] sm. Carpentiere. || cfr. mste d'asce ['mastə d'aʃʃə] || RM carpendìre.

carrare [kar'rɜrə] sf. Solco delle ruote. || cfr. 'ngazzatore [nɡatʦa'tɤrə] || MM karráre.

carrate [kar'rɜtə] sf. Grossa botte per il rifornimento di acqua nelle campagne. || BA carrate. || RF carràte [karråte̯].

carre ['karrə] sm. Carro. || RA Vann’i carré tutt’apparaté ['vann-i 'karrə ‘tʊtt-appa'rɜtə] Vanno carri bene addobati. || RA carré.

carrette [kar'rɛttə] sf. Carretto. || LR carrètte. || MA carretta.

carrettine [karrət'tɪnə] sm. 1. Carrettino. 2. Rapimento di una ragazza da parte del pretendente. || RF fà u carrettìne rapire l’innamorata e attuare la 'fujarèlle' .|| CA¹ E “Crùce” quànne vònne ‘na fèmmene p'  ffòrze ‘i fànne ‘u “carrettìne”, cioè ‘a mènene sòpe ‘o traìne e s’a pòrtene. [ɛ 'krʊʧə 'kwannə 'vɔnnə na 'fɛmmənə pə f'fɔrzə i 'fannə u "karrət'tɪnə", ʧɔ'ɛ a 'mɛnənə 'sɤpə ɔ tra'ɪnə ɛ s-a pɔrtənə] Alle “Croci” quando vogliono una donna per forza le fanno il “carrettino”, cioè la buttano sul traino e se la portano. || FB carrettene. || CA¹ carrettìne. || RF carrettìne [karre̯ttı̊ne̯].

carrettire[karrət'tirə] sm. Carrettiere. || RF carrettîre [karre̯ttíre̯].

carrijà [karri'ja] v. Trasportare, Portare via, anche nel senso di Rubare, Indurre qualcuno a seguirci, Sedurre. || lett. Portare con il carro. || RF carrijéje N.d.R. trasporto.|| SA¹ carrejà’. || RF carrijà [karre̯i̭á].

carrine [kar'rɪnə] sm. Carlino, moneta borbonica corrispondente a otto soldi e mezzo. || Anche carline [kar'lɪnə] || BA Addà ballà sope a nu carrine ['adda bal'la 'sɤp-a nu kar'rɪnə] Dovrà ballare sopra un carlino. || GG carrine (1834) || VC carrìne (1929). || SA¹ carrine.

carrire [kar'rirə] sf. Carriera. || sm. Carpentiere, Chi costruisce carri. || LR Quann’i fasciste jèvene fujènne isse facìje carrîre, ascìje ‘a luce ['kwannə  i faʃ'ʃɪstə 'jɛvənə fu'jɛnnə,  'ɪssə fa'ʧɪjə kar'rirə, aʃ'ʃɪjə a 'lʊʧə] N.d.R. quando i fascisti scapparono lui fece carriera, uscì alla luce. || LR carrîre. || VC carrìere (1929).

carrozze [kar'rɔtʦə] sf. Carrozza. || FD O a Nàpule ca’ carrozze o a Gaèt chi catène [ɔ a n'napulə k-a kar'rɔtʦə ɔ a ɡa'ɘtə k-i ka'tɘnə] N.d.R. O a Napoli in carrozza, o a Gaeta in catene. || RA carrozzé. || FD carrozze.

carruzze [kar'rʊtʦə] sm. Carretto. || EG carruzze.

carruzzelle [karrut'ʦɛllə] sf. Carrozzella. || DPM ‘U zi damme na cose de solde che agghja pagà a carruzzelle [u ʦɪ 'dammə na 'kɤsə də 'sɔldə kɛ 'aɡɡja pa'ɡa a karrut'ʦɛllə] N.d.R. Zio dammi un po’ di soldi perché devo pagare la carrozzella. || RA carruzzellé. || DPM carruzzelle. || RF carruzzèlle [karruzzęlle̯].

carruzzette [karrut'ʦɛttə] sm. Carrettino tirato a mano. || VC carruzzètte (1929). || BA carruzzette.

cartare [kar'tɜrə] sm. Cartaio. ||  VF cartaro (1841) || FB cartàre.

cartasciugande [kartaʃʃu'ɡandə] sf. Carta assorbente. || FB cartasciucande.

carte ['kartə] sf. Carta, Documento. || MP Quill’ chi cart’ che tene mané, me puteve arruenà ['kwɪllə, k-i 'kartə  kɛ 'tɘnə m'mɜnə, mə pu'tɘvə arruwə'na] N.d.R. Quello con i documenti che ha in mano -possiede- mi poteva rovinare. || MP carte. || LE carté.

cartellate [kartəl'lɜtə] sf. Cartellata, Dolce natalizio tipico. || DLC Ije me métte o pizze d’a strade e sénde addore d’i cartellate ['ijə mə  'mɛttə ɔ 'pitʦə a s'trɜdə ɛ s'sɛndə ad'dɤrə d-i kartəl'lɜtə] Io mi metto alla punta della strada e sento l’odore delle cartellate. || DLC cartellate.

cartelle [kar'tɛllə] sf. Cartella esattoriale. || cfr. sfugliatelle [sfuʎʎa'tɛllə]. || FP U saie che so arruat i cartell d’i tass? ... tre mliun d’arrtrat... [u 'sɜjə kɛ sɔ arru'wɜtə i kar'tɛllə d-i 'tassə? ... trɛ mmə'ljʉnə d-arrə'trɜtə...] N.d.R. Lo sai che sono arrivate le cartelle esattoriali? Tre milioni di arretrati -da pagare-. || FP cartell. 

cartelline [kartəllɪnə] sm. Cartellino.

cartere [kar'tɘrə] sf. Cartella. || BA cartere. || LA cartère.

cartire [kar'tirə] sf. Cartiera, Istituto Poligrafico dello Stato. || FB cartire. || [fg. cartiéra - ital. cartièra]

cartucce [kar'tʊtʧə] sf. Cartuccia. || FB cartùcce.

cartuccire [kartut'ʧirə] sf. Cartucciera. || FB cartuccìre. || [fg. cartucciéra - ital. cartuccièra]

Caruline [karulínə] pers. f. Carolina.

carusà [karu'sa] v. Rasare il capo, Tagliare i capelli a zero. || AO carusà.

caruse [ka'rʉsə] sm. Taglio quasi totale dei capelli. || SA S'è fatte u caruse [s-ɛ f'fattə u ka'rʉsə] Si è rasato i capelli. || BA caruse.

carusille [karu'sillə] sm. Salvadanaio. || VF carusiello (1841) || LA carusîlle. || RF carusille [karusílle̯].

carvunelle [karvu'nɛllə] sf. Carbonella. || cfr. caravunelle [karavu'nɛllə], 'a rusce [a 'rʊʃʃə]. || RM carvunèlle. || RF carvunèlle [karvunęlle̯].

casa ['kɜsa] sf. Casa. || Anche case ['kɜsə]  || GG casa (1834) || TF càsa. || MM [kä́/sa]

casarelle [kasa'rɛllə] sf. Casetta. || RM casarèlle.

casarole [kasa'rɤlə] sf. Addetta alla confezione delle locali specialità di maccheroni. || agg. Casereccio. || BA casarole. || VC casaròle (1929).

casce ['kaʃʃə] sf. Cassa, Bara. || Locuz. casce da murte ['kaʃʃə da 'murtə] Bara, Cassa da morto. || TF càsce. || DPM casce. || RF casce [kašše̯].

cascetelle [kaʃʃə'tɛllə] sf. 1. Cassetta. 2. Gabbia toracica. || BA cascetelle. || RF cascetèlle [kašše̯tęlle̯].

casciabbanghe [kaʃʃab'banɡə] sf. Cassapanca. || VF casciabanco (1841) || RM casciabbàncke.

casciaforte [kaʃʃa'fɔrtə] sf. Cassaforte. || AA cascjafòrte.

cascigne [ka'ʃɪɲɲə] sf. Particolare tipo di erba selvatica commestibile. || RF casçigne [kašiññe̯].

case ['kɜsə] 1. sf. Casa. || Anche casa ['kɜsa] || 2. sm. Cacio. || 3. sost. Caso. || BA 'A càse d'i poverille nen manchene màje stozze. [a 'kɜsə d-i povə'rillə nən 'manɡənə  'mɜjə s'tɔtʦə] N.d.R. Nella casa dei poveri non mancano mai pezzi di pane duro. || DPM ‘nda sta case ‘nzè cambe cchiù [nd-a sta 'kɜsə n'ʣə 'kambə k'kjʊ] N.d.R. in questa casa non si vive più. || AO Ajìre casa case, ogge mizz'â case [a'jirə 'kɜsa 'kɜsə, 'ɔdʤə m'midʣə a 'kɜsə!] Ieri girava per la casa (in perfetta salute); oggi (morto, steso) in mezzo alla casa. || ZO cheus, cheuseu (1864) || FD càse. || MM kase [kä́se̥].

casecavalle [kɜsəka'vallə] sm. Caciocavallo. || RM ckescavàlle.

castagnare [kastaɲ'ɲɜrə] smf. Chi vende caldarroste. || VF castagnaro (1841).  || RF castagnàre [kastaññåre̯].

castagne [kas'taɲɲə] sf. Castagna. || FO [castagne̥].

castagnelle [kastaɲ'ɲɛllə] Piccole castagne, Varietà di frutta secca. || RF castagnèlle [kastaññęlle̯].

castagnole [kastaɲ'ɲɤlə] sf. Castagnola, petardo a forma di cartoccio. || spec. pl. Nacchere, antico strumento musicale a percussione usato in guerra dai Saraceni. || VF castagnole (1841).

castegà [kastə'ɡa] v. Castigare.

castille [kas'tillə] sm. Castello. || VC Fàce castielli a l’aria ['fɜʧə kas'tillə a l'arjə] Fantastica. N.d.R. lett. Fa castelli in aria.

castrate [kas'trɜtə] sm. Castrato. || ZO nu piezze de castreuteu [nu 'pɪtʦə də kas'trɜtə] un pezzo di castrato.  || ZO castreuteu (1864).

casuccelle [kasut'ʧɛllə] sf. Casetta miseramente arredata. || RM casuccèlle.

cataclisme [kata'klɪzmə] sm. Cataclisma. || RA Nu grandé cataclism’ l’atterrajé [nu  kataklíS l-] / [nu 'ɡrandə kata'klɪzmə l-attər'rɜjə]  Da un grande cataclisma fu abbattuta. || RA cataclism’.

catafalche [kata'falkə] sm. Catafalco, Palco di legno sul quale si pone la bara.

catalogne [kata'lɔɲɲə] sf. Catalogna. || DLC  i catalogne spegate ck’i fave vanne magnate [i kata'lɔɲɲə spə'ɡɜtə k i 'fɜfə 'vannə maɲ'ɲɜtə] le catalogne spigate con le fave vanno mangiate. || DLC  catalogne. || PP [katalǫ́ňňe̥].

catapecchie [kata'pɛkkjə] sf. Catapecchia, Abitazione malandata. || SG na katapécchia fàtta de tùfo [na kata'pɛkkjə 'fattə də 'tʉfə] N.d.R. una catapecchia fatta di tufo. || SG katapécchia. || [fg. catapècchia - ital. catapécchia]

cataplasme [kata'plasmə] sm. Cataplasma, Medicamento lenitivo, Impiastro. || estens. Persona noiosa. || FB cataplasme.

cataratte [kata'rattə] sf. Cataratta, Chiusura a saracinesca di un condotto d’acqua. || BA cataratte.

catarre [ka'tarrə] 1. sm. Catarro.

catarre [ka'tarrə] 2. sf. Chitarra. || VF catarra (1841) || TF catarre. || GF chitarra.

catarrelle [katar'rɛllə] sf. Chitarrella. || RA Là s’accord’a catarrella [lla s-ak'kɔrdə a katar'rɛllə] Lì si suona la chitarrella. || RA catarrella.

catarrone [katar'rɤnə] sm. Chitarra. || MM katarróne.

cate ['kɜtə] sm. Secchio di legno per attingere acqua dal pozzo, Recipiente usato dai muratori per il trasporto della calce. || BA cate.

catechisme [kate'kɪzmə] sm. Catechismo. || TF catechìsme.

catenazze [katə'natʦə] sm. Catenaccio, Grosso lucchetto. || EG catenazze.

catene [ka'tɘnə] sf. Catena. || FB catène. || RF caténe [katẹ̊ne̯].

catenelle [katə'nɛllə] sf. Catenina, Collanina. || RF catenèlle [kate̯nęlle̯].

catenille [katə'nillə] sm. Battente di portone, Anello metallico a muro anticamente utilizzato per legarvi i cavalli. || VF cateniello. || RF catenille [kate̯nílle̯].

Caterine [kate'rinə] pers. f. Caterina.

catine [ka'tɪnə] sm. Catino, Recipiente di stagno o ceramica o legno o plastica per usi domestici. || cfr. vacile [va'ʧilə].

catozza [ka'tɔtʦa] sf. Colpo dato con le nocche delle dita. || SA T’agghia dà ‘na catozza ‘ngape! [t 'aɡɡja 'da na ka'tɔtʦa n'ɡɜpə] Devo darti un colpo in testa.|| cfr. carocchie [ka'rɔkkjə].

cattedrale [katte'drɜlə] sf. Cattedrale. || SG Vularrije trasì nu poche ‘nda cattedrale [vular'rɪjə tra'sɪ nu 'pɤkə nd-a katte'drɜlə]  N.d.R. Vorrei entrare un po’ in cattedrale. || SG cattedrale.

cattore [kat'tɤrə] sf. Ospizio per anziani, Ricovero per accattoni. || MU cattore. || RF cattóre [kattọ̈re̯].

catubbe [ka'tubbə] sm. Cappello a cilindro. || FB catubbe.

caturze [ka'tʊrʦə] sm. Bifolco, Montanaro. ||  FB catuzze.

cavalcande [kaval'kandə] sm. Cavallerizzo. || BA cavalcante.

cavalcate [kaval'kɜtə] sf. Cavalcata. || RA A cavalcaté jam’ a vedé [a kaval'kɜtə 'jɜmə a vvə'dɛ] Si va a vedere la cavalcata che si fa in onore di Maria. N.d.R. lett. La cavalcata andiamo a vedere. || RA Face’ i gir’a cavalcaté ['fɜʧə i d'ʤɪrə a kaval'kɜtə] Gira per tre volte la cavalcata. || RA cavalcaté.

cavalire [kava'lirə] sm. Cavaliere. || EG Nuie cavalîre facime 'a rivèrènze e abballàme ck'a cadènze ['nʉjə kava'lirə fa'ʧɪmə a rive'rɛnʣə ɛ abbal'lɜmə k-a ka'dɛnʣə] N.d.R. Noi cavalieri facciamo la riverenza e balliamo con la cadenza. || EG cavalîre. || NM cavalire. || [fg. cavaliére - ital. cavalière]

cavallare [kaval'lɜrə] sm. Cavallaio, Addetto ai cavalli.  || RF cavallàre [kavallåre̯].

cavalle [ka'vallə] sm. Cavallo. || vedi jummende [jum'mɛndə] || RA Ch’i cavall’ nucchijate [k-i kav nu] / [k-i ka'vallə nuk'kjɛtə] N.d.R. lett. Con i cavalli adorni di pennacchi. || MM nu kavalle ciote.  Un cavallo che non vuole andare. || CA¹ Quìllu jùrne stèsse arrubbàrene i fenemènde de trè cavàlle da massarìje, ma ‘u fattòre sapève chi ère stàte e ‘u jìje  a ‘cchiappa’ p' ‘rrècchije. ['kwillu 'jurnə s'tɛssə arrub'barənə i fənə'mɛndə də trɛ kka'vallə d-a massa'rɪjə, ma u fat'tɤrə sa'pɘvə ki 'ɘrə s'tɜtə ɛ u 'jɪjə a kkjap'pa pə r'rɛkkjə] Quel giorno stesso rubarono i finimenti di tre cavalli della masseria, ma il fattore sapeva chi era stato e lo andò a prendere per orecchie. || FD cavàlle. || RA cavall’. || MM kavalle. || MA cavalle. || Etimol. dal lat. caballus  «cavallo da lavoro».

cavallitte [kaval'littə] sf. Cavalletta. || Anche verruchele [vər'rʊkələ] || CA¹ Ere sscùre e k’u lùstre du’ fùke ‘i cavallìtte, ‘i verrecùne se menàvene ‘ndà tièlle. ['ɘrə s'kʉrə ɛ kk-u 'lustrə d-u 'fukə i kaval'littə, i vərrə'kʉnə sə mə'navənə nd-a ti'jɛllə] Era buio e con la luce del fuoco le cavallette, i “verruconi” si buttavano nella pentola. || CA¹ cavallìtte ||  [fg. cavallètta - ital. cavallétta]

cavallucce [kaval'lʊtʧə] sm. Cavalluccio, Cavalo a dondolo. || MA cavallucce. || RF cavallucce [kavallųčče̯].

cavece ['kavəʧə] 1. sm. Calcio. || 2. sf. Calce. || SA Menà cavece 'o vinde [nà kà ǫ ] / [mə'na 'kavəʧə ɔ 'vində] Tirare calci al vento. || AO U càvece ngùle, u sanghe 'o nàse. [u 'kavəʧə n'ɡʉlə, u 'sanɡə ɔ 'nɜsə] Il calcio al culo, il sangue al naso. || AO càvece. || RF cavece [kave̯če̯].

cavecijà ['kavəʧi'ja] v. Prendere a calci.

cavedarare [kavəda'rɜrə] sm. Calderaio. || RM cavedaràre. || RF cavedaràre [kave̯daråre̯].

cavedare [kavə'dɜrə] sf. Caldaia, Grande recipiente per la bollitura di liquidi. || SG ‘st’i doije cavedare ‘na vonne fenescie [sti 'dɤjə kavə'dɜrə nn a 'vɔnnə fə'nɛʃʃə] N.d.R. queste due caldaie (riferito a de donne) non la vogliono finire. || SG cavedare. || RF cavedàre [kave̯dåre̯].

cavedarelle [kavəda'rɛllə] sf. Secchio per calce, Secchio per il trasporto a spalla della calce. || SA Se nen vuje studià, te fazze jí k’a cavedarella ‘ngulle! [sɛ nən 'vujə stu'dja tə 'fatʦə 'jɪ k-a kavəda'rɛlla n'ɡullə] Se non vuoi studiare, ti faccio andare con il secchio della calce addosso -ti mando a fare il muratore-. || AO cavedarèlle. || RF cavedarèlle [kave̯daręlle̯].

cavedarone [kavəda'rɤnə] sm. Calderone, Grossa caldaia per bollitura o cottura. || RF cavedaróne [kave̯darọ̈ne̯]

cavede ['kavədə] sm. Caldo. || Anche cavete [kà] / ['kavətə] || Locuz. fiore de càvede ['fjɤrə  də 'kavədə] caldo pomeridiano estivo. || LE cavede. || AO càvede.

cavedille [kavə'dillə] sm. Pane abbrustolito e condito. || BA cavedielle.

cavele ['kavələ] sm. Cavolo. || RC Baccalà e vrucc’l’ d’ cav’l’ [bbakka'la ɛ v'vrukkələ də 'kavələ] Baccalà e cavoli. || ZO cavulo (1864) || BA cavele. || RC cav’l’.

cavese ['kavəsə] sf. Causa. || BA Vence a cavse e perde a lite ['vɛnʤe a 'kavəsə ɛ p'pɛrdə a 'lɪtə] vince la causa ma perde la lite. || BA cavse.

cavete ['kavətə] sm. Caldo. || Anche cavede ['kavədə] || LR càvete. || DLC cavete. || RF cavete [kave̯te̯].

cavette [ka'vɛttə] sm. Gavetta. || RM cavètte.

cavezà [kavə'ʦa] v. Calzare, Mettere le scarpe.

cavezarille [kavəʦa'rillə] sm. pl. Calzini. || BA cavzarielle.

cavezate [kavə'ʦɜtə] pp. Calzato, Vestito. || RM cavezàte. || [fg. calʒàto - ital. calzàto]

cavezettare [kavəʦət'tɜrə] sm. Fabbricatore di calze. || VF cauzettaro (1841).

cavezette [kavəʦɛttə] sf. Calza. || RF fà a cavezètte. lavorare di maglia || RF se fàce terà a cavèzette. farsi pregare. (N.d.R. lett. si fa tirare la calza).  || EG I cavezètte de mammà, angore mò se l’ha ‘ngegnàte [i kavə'ʦɛttə də mam'ma, an'ɡɤrə mɔ sə l-a nʤəɲ'ɲɜtə] N.d.R. Le calze di mamma, ancora adesso le ha inaugurate. || EG cavezètte. || BA cavzette. || RF cavezètte [kave̯zętte̯] || [fg. calʒa - ital. calza]

cavezone [kavə'ʦɤnə] sm. Pantalone, Calzone. || [fg. calʒóne - ital. calzóne]

cavezune [kavə'ʦʉnə] sm. pl. Calzoni, Pantaloni. || RF cavezùne â zumbafûsse. N.d.R. 'calzoni alla saltafosso'. || ZO cauzuni (1864). || RF cavezùne [kave̯zůne̯]

cavezunette [kavəʦu'nɛttə] sm. Mutanda lunga da uomo. || VF cauzonetti (1841) || VC cauzunètti (1929). || RF cavezunètte [kave̯zunętte̯].

cavezungille [kavəʦun'ɡillə] sm. Calzoncello, dolce natalizio. || RF Cavezungille c’a mustarde da inde N.d.R. Calzoncelli con dentro la mostarda.|| RM cavezungìlle. || RF cavezungille [kave̯zunč̬ílle̯]. || [fg. calʒoncèllo - ital. calzoncèllo]

cazze ['katʦə] sm. volg. Pene, Cazzo,  Organo sessuale maschile. || cfr. cacchie [kà] [kakkjə]

cazzemarre [katʦə'marrə] sm. Grosso involtino di budella di agnello, con patate al forno. || cfr. turcenille [turʧə'nillə]. || RF cazzemarre [kazze̯márre̯].

cazzinperne [katʦin'pɛrnə] sm. Sedano. || cfr. acce ['atʧə]. || RF si’cume nu cazzimbèrne. N.d.R. Sei come un sedano. || RF cazzimbèrne / cazzeinpèrne [kazzimp̬ęrne̯].

cazzotte [kat'ʦɔttə] sm. Cazzotto. || cfr. papagnone [papaɲ'ɲɤnə]. || FB cazzotte.

'ccattà [kkat'ta] v. Comprare, Partorire. || Anche accattà. || CL te scrive tutte quill’ che é cattà [tə s'krɨvə ''tʊttə 'kwɪllə k ɛ kkat'ta] N.d.R. ti scrivo tutto ciò che devi comprare. || CL cattà.

'ccise [t'ʧɪsə] pp. e agg. Ucciso. || Anche accise [at'ʧɪsə] || RG ‘ccise. || [fg. uccíso - ital. uccíʃo]

ce [ʧə] pron. pers. Ce, Ci, A lui, A lei. || MG Ce abbiamm, ereme doje Cumpagnije [bbm,  dó kumba] / [ʧ-abbi'jammə 'ɛrəmə 'dɤjə kumbaɲ'ɲɪjə] N.d.R. Ci avviammo, eravamo due Compagnie. || GG ce venia na carastia ca Dio te le pozza accuntà [ʧə və'nɪjə na karəs'tɪjə ka d'dɪjə t-a 'pɔtʦə akkun'da] N.d.R. lett. Gli venne una carestia che solo Dio te la può raccontare. || GG ce (1834) || CA¹ [cᵉ].

ce [ʧə] avv. Ci. || SA Nen ce stace maje! [nən ʧə s'tɜʧə 'mɜjə] Non ci sta mai.  || GG ce (1834).

cecà [ʧə'ka] v. Cecare, Accecare. || SG Cumme fuje che mi ijie a cecà? ['kumə 'fujə kɛ mə 'jɪjə a tʧə'ka?] N.d.R. Come fu che mi accecai? || SG cecà. || RF cecà [če̯ká].

cecagghione [ʧəkaɡ'ɡjɤnə] agg. superl. Molto miope. || RM cecagghijòne.

cecale [ʧə'kɜlə] sf. Cicala. || GG cicalia (1834).

cecate [ʧə'kɜtə] agg. Cieco, Che non vede bene, Non vedente, Privo della vista. || SA I solde fanne aprí l’ucchie e cecate! [i 'sɔldə 'fannə aprɪ l 'ukkjə ɛ ʧə'kɜtə] I soldi fanno aprire gli occhi ai ciechi. || TF cecàte. || PR cecate. || RF cecàte [če̯kåte̯].

cecatille [ʧəka'tillə] sm. Cavatelli. || SA Cecatille e fasule. [ʧəka'tillə ɛ ffa'sʉlə]  Cavatelli e fagioli. || BA cecatielle.

Ceccangule [ʧekkan'ɡʉlə] sopr. Ceccanculo. || LMG M’assemmégghie, a putèie Céccancule [m-assəm'mɛɡɡjə a pu'tɘjə ʧekkan'ɡʉlə] Mi sembra la bottega di Ceccanculo. || LMG Céccancule.

cecerchie [ʧə'ʧɛrkjə] sf. Cicerchia. || Anche cicerchie [ʧi'ʧɛrkjə]. || RM cecèrchije. || RF cecèrchie [če̯čęrĉe̯].

Cecerenelle [ʧəʧərə'nɛllə] pers. f. Cecerennella. || RA Cécérénnella ténéva tenevé [ʧəʧərə'nɛlla tə'nɘva tə'nɘvə] Cecerennella aveva aveva. || RA Cécérénnella.

cecerille [ʧəʧə'rillə] 1. sm. Grandine. || cfr. granele ['ɡranələ]  || RM cecerìlle.

cecerille [ʧəʧə'rillə] 2. sm. pl. Grumetti.

cechelune [ʧəkə'lʉnə] solo nella locuz. avv. A’ cechelúne [a ʧəkə'lʉnə] Alla cieca. || RM ceckelùne.

cecheluse [ʧəkə'lʉsə] agg. Suscettibile || RF cechelùse [če̯ke̯lůse̯].
ceciutte [ʧə'ʧuttə] sm. Chicco del mais, Ciciotto, Cariosside. || cfr. ciciutte [ʧi'ʧuttə]. || TF ceciùtte. 

cecorie [ʧə'kɔrjə] sf. Cicoria. || NM cicorje. || RF cecorie [če̯kǫri̭e̯].

cecuriare [ʧəku'rjɜrə] sf. Cicoriara, Venditrice di cicorie, Erbivendola girovaga. || Anche ciucrijare [ʧukri'jɜrə].

cecute [ʧə'kʉtə] sf. Cicuta. || BA Tene a facce da cecuta cotte ['tɘnə a 'fatʧə d-a ʧə'kʉta 'kɔttə] ha la faccia ingiallita come la cicuta bollita. || BA cecuta.

cefale ['ʧɛfalə] sm. Cefalo. || Anche cifele ['ʧɪfələ] || RC Cef’l’ e cap’tɤn’ arr’stut’  ['ʧɛfalə ɛ kkapə'tɤnə arrəstʉtə] Cefalo e capitone arrosto. || RC cef’l’.

cefragne [ʧə'fraɲɲə] sf. Testa. || RF sckaffatille dind’a cefragne N.d.R. Schiaffatelo in testa. || RM cefràgne. || RF cefragne [če̯fraññe̯].

cefunire [ʧəfu'nirə] sf. Armadio con specchio, Specchiera. || Anche ciufunire [ʧufu'nirə] || TF cifunìre. || RF cefunire [če̯funíre̯].
cegghie ['ʧɛɡɡjə] sf. pl. Ciglia. || Locuz. cegghie accucchiate ['ʧɛɡɡjə akkuk'kjɜtə] Ciglia folte e unite -persona cattiva-.  || BA cegghie.

cegnate [ʧəɲ'ɲɜtə] agg. Cornuto. || BA cegnate.

celecà [ʧələ'ka] v. Solleticare. || Anche celechijà [ʧələki'ja]  || LA celecà.

celechiaminde [ʧələkja'mində] sm. Solletico. || BA celecamiente. || [fg. sollètico - ital. sollético]

celechijà [ʧələki'ja] v. Solleticare. || Anche celecà [ʧələ'ka]. || RM celechijà.

celecuse [ʧələ'kʉsə] agg. Fastidioso, Di persona puntgliosa. || NM¹ cilicus.

celizie [ʧə'lɪtʦjə] sm. Tormento, Dolore di pancia. || TF celìzzije.

Celone [ʧə'lɤnə] top. Celone. || FO Tant’è a secche, ca me fregarrije 'u Celone ch’ tutt’u Carapelle [Tant’è a secche̥, ca me̥ fre̥garrije̥ u Č’lo̥ne̥ ch’ tutt’u Carapelle̥] Tanta è la sete, che mi berrei il Celone con tutto il Carapelle. || FO. Celone [Č’lo̥ne̥].

cemenere [ʧəmə'nɘrə] sf. Ciminiera. || AO cemenère. || [fg. ciminiéra - ital. ciminièra]

cemose [ʧə'mɤsə] sf. Orlo della stoffa. || VF cimosa (1841) || RM cemòse.

cendrelle [ʧən'drɛllə] sf. Chiodi corti con testa larga per scarponi. || BA centrelle.

cendrone [ʧən'drɤnə] sm. Chiodo piuttosto grosso. || BA centrone.

cene ['ʧɘnə] sf. Cena. || LR cène.

cenere ['ʧɛnərə] sf. Cenere. || BA cenìete.

cenite [ʧə'nɪtə] agg. Morbido, Soffice. || FB cenìte. || VC cenìere (1929).

cenzulle [ʧən'ʣʊllə] agg. Stupido, Svagato. || FB cenzulle.

Cepavele [ʧə'pavələ] pers. m. Francesco Paolo. || FB cepavele.

cepolle [ʧə'pɔllə] sf. Cipolla. || locuz. addò víne ca so ccepòlle [ad'dɔ 'vine ka sɔ tʧə'pɔllə] all'impazzata. Lett. vieni qua che sono cipolle.  || VC cepolle (1929). [fg. cipòlla - ital. cipólla]

ceppone [ʧəp'pɤnə] sm. Grosso ceppo di legno. || SA Viste ceppone, ca pare barone. ['vistə ʧəp'pɤnə ka 'pɜrə bba'rɤnə] Vesti bene un grosso ceppo di legno e sembrerà un barone. || CA Natale cku sole e Pasqua cku ceppòne [na'tɜlə k u 'sɤlə ɛ p'paskwə k-u ʧəp'pɤnə] N.d.R. Natale con il sole e Pasqua con un grosso ceppo di legno -da bruciare-. || CA ceppòne. || CS ceppone.

cerase [ʧə'rɜsə] sf. Ciliegia. || VF cerasa (1841) || FB ceràse. || RF ceràse [če̯råse̯].

cerasule [ʧəra'sʉlə] sm. Girasole. || RM cerasùle.

cercà [ʧər'ka] v. Cercare, Chiedere. || NM Margherita mi vace cercanne [marɡe'rita mə 'vɜʧə ʧər'kannə] N.d.R. Margherita mi sta cercando. || VMG cërcà. || MA cerkà.

cerche ['ʧɛrkə] sf. questua.  || CA¹ ‘U “mòneke” nen fàce ‘a cèrke, ma arròbbe. [u 'mɔnəkə nən 'fɜʧə a 'ʧɛrkə, ma ar'rɔbbə.] Il “monaco” non fa la cerca, ma ruba. || CA¹ cèrke.

cere [ʧə'rə] sf. Cera.

ceremonie [ʧərə'mɔnjə] sf. Cerimonia. || NM E che strazje stì cerimonje! [ɛ kkɛ sitratʦjə sti ʧərə'mɔnjə!] N.d.R. E che strazio queste cerimonie! || NM cerimonje.

cernire [ʧər'nirə] sf. Cerniera.

ceroggene [ʧə'rɔdʤənə] sm. Cero. || BA cerogene. || RF ceroggene [če̯rǫğğe̯ne̯].

certamende [ʧerta'mɛndə] avv. Certamente. || [fg. certamènte - ital. certaménte]

certe ['ʧɛrtə] agg. indef. Certo. || CL fine a nu certe punte [fín-a nu čèr pù] / ['fin-a nu 'ʧɛrtə 'pʊndə] N.d.R. fino ad un certo punto. || CL certe.

certi ['ʧɛrti] agg. Certi, Alcuni. || SA Certi vote tu me faje propie arraggià! / Cèrti vóte tu me fáje pròpie arraggià!  ['cɛrti 'vɤtə tu mə 'fɜjə 'prɔpjə arrad'ʤa] || VMG certë.

certune [cer'tʉnə] agg. indef. f. Alcune. || TF certùne.

cerve ['ʧɛrvə] sm. sing. Cervo. || pl. cirve / ['ʧirvə]. || RM cèrve.

cervellate [ʧərvəl'lɜtə] sf. Salsiccia di maiale molto doppia. || BA cervellate.

cervelle [ʧər'vɛllə] sm. Cervello. || CL fà nu sforze pe’ fà funziunà ‘u cervell’ [fa nu s'fɔrzə pə ffa funʣju'na u ʧər'vɛllə] N.d.R. fa uno sforzo per far funzionare il cervello.  || ZO cirvel (1864) || TF cerevèlle. || CA cervèlle. || CV c’rvell. || CL cervell’. || MAM [če̥rvę́lle]. || RF cervèlle [če̯rvęlle̯].

cervelline [ʧərvəl'lɪnə] agg. Sventato, Capriccioso, Poco affidabile. || SA¹ cervelline.

cervone [ʧər'vɤnə] sm. Lumacone. || BA cervone.

cestarella [ʧəsta'rɛlla] sf. Recipiente per trasportare la calce. || Anche cestarelle [ʧəsta'rɛllə] || cfr. cavedarelle [kava] / [kavəda'rɛllə] || SA T’agghia fa’ jí k’a cestarella ‘ngulle! [t'aɡɡja fa 'jɪ k-a ʧəsta'rɛlla n'ɡullə] Ti devo far andare con il secchio della calce addosso -sulle spalle-.

cestarelle [ʧəsta'rɛllə] sf. Recipiente per trasportare la calce. || Anche cestarella [starèlla] / [ʧəsta'rɛlla]

cestine  [ʧəs'tɪnə] sm. Cestino. || cfr. panarille [pana'rillə] || RM cestìne.

cestunie [ʧəs'tʊnjə] sf. Tartaruga. || cfr. tambosce [tam'bɔʃʃə] || VF cestuina (1841) || BA cestunie. || RF cestunije [če̯stuni̭e̯].

cetrangule [ʧə'trangulə]. sf. Cetrangola, Arancia amara.

cetratelle [ʧətra'tɛllə] sf. Cedrina. || LR cetratèlle.

cetrule [ʧə'trʉlə] sm. Cetriolo. || VF citrulo (1841) || DAM cetrule. || FP citrul. ||  [fg. cetriólo - ital. cetriòlo]

ceveltà [ʧəvəl'ta] sf. Civiltà. || CV Lör a chiamn: c’vltà ['lɤrə a 'kjamənə ʧəvəl'ta] N.d.R. Loro la chiamano: civiltà. || CV c’vltà.

ceveze ['ʧɛvəʦə] sm. sing. Gelso. || pl. civeze ['ʧivəʦə].

che [kɛ] congz. Che. || Anche ca [ka] || SA Ije diche che tu staje pazzianne troppe! ['ijə 'dɪkə kɛ tʊ s'tɜjə pat'ʦjannə 'trɔppə] io dico che tu stai scherzando troppo. || GG che (1834) ||  ZO cheu (1864).    

che [kɛ] pron. Che, Che cosa. || SA Che vuje da me? [kɛ v'vujə da mɛ?] Che cosa vuoi da me? || VMG Tu chë vajë facennö [tu k'kɛ v'vɜjə fa'ʧɛnnə?] Tu che vai facendo. || GG che (1834) || NM chè. || VMG chë / cä. || CA² ke. || MM [kẹ].

Checcione [kət'ʧɤnə] sopr. Coccione, Testa grossa.

checozze [kə'kɔtʦə] sf. Zucca. || TF A càpe che nen pàrle èje chiamàte checòzze! [a 'kɜpə kɛ nən 'parlə ɛ kja'mɜtə kə'kɔtʦə!] N.d.R. La testa che non parla è chiamata zucca. || RF sckaffatille ind’â checozze! N.d.R. schiaffatelo nella zucca! || VF cucozza (1841) || BA checozze. || TF checòzze. || AO kecòzze. || RF checozze [ke̯kǫzze̯]. || PP [ke̥kọ́zze̥]. || [fg. ʒucca - ital. zucca]

ched'eje [kɛ'dɘjə] par. comp. Che cosa, Cos’è che. || SA Ched’eje che faje là? [kɛ'dɘjə kɛ 'fɜjə lla] Cosa fai là? || BA chedeje.

chegnome [kəɲ'ɲɤmə] sm. Cognome. || MAM ke̥ňňǫ̇́me̥]. || RF chegnóme [ke̯ññọ̈me̯].

Cheline [kə'lɪnə] pers. f. Michelina. || cfr. Chelenelle [kələ'nɛllə]. || FP Chilina a lavannar [kə'lɪnə a lavan'nɜrə] N.d.R. Michelina la lavandaia. || FP Chilina.

Chelenelle [kələ'nɛllə] pers. f. Michelina. || cfr. Cheline. || RM Ckelenèlle.

chelometre [kə'lɔmətrə] sm. Chilometro. || TF chelòmetre.

chelonne [kə'lɔnnə] sf. Colonna. || TF kelònne.

chelore [kə'lɤrə] sm. sing. Colore. || pl. chelure [kə'lʉrə] || LR chelòre.

chelummere [kə'lʊmmərə] sm. Varietà di fico che dà frutti piuttosto grandi, Fichi fioroni. || RF chelumere [ke̯lųme̯re̯].

chelure [kə'lʉrə] sm. pl. Colori.

chemmune [kəm'mʉnə] sm. Pozzo nero, Fossa biologica, Ritirata, Gabinetto. || VF cumune (1841) || BA chemmune. || AO kemmùne.

chemò [kə'mɔ] sm. Comò, Cassettone. || MU chemò. || MM kemò.

chemugghià [kəmuɡ'ɡja] v. Coprire. || Anche accumugghià [akkumuɡ'ɡja],  cumugghià [kumuɡ'ɡja]  || RM ckemugghijà.

cheppute [kəp'pʉtə] agg. Concavo, Incavato, A forma di coppa, Fondo. || VC piàtte coppúte ['pjattə kəp'pʉtə] scodella. || VC coppùte (1929).

cherichette [kəri'kɛttə] sm. Chierichetto. || CA¹ [cherichettᵉ]. || [fg. chierichètto - ital. chierichétto]

chernute [kər'nʉtə] agg. Cornuto. || Anche curnute [kur'nʉtə]. || ML E megghje a esse chernute e nò male sendute [ɛ 'mɛɡɡjə a 'ɛssə kər'nʉtə ɛ nnɔ 'mɜlə sən'dʉtə] N.d.R. È meglio essere cornuti che male ascoltati. || ML chernute. || AO kernùte.

cherone [kə'rɤnə] sf. Corona. || ML cherone.

chetogne [kə'tɔɲɲə] sf. Cotogna, Mela cotogna. || RM cketògne. || [fg. cotògna - ital. cotógna]

chettone [kət'tɤnə] sm. Cotone. || RM ckettòne.

chi [ki] pron. dim. Chi. || SA Chi è quille? [ki 'ɛ 'kwɪllə?] Chi è quello? || LR chi jève e chi venève [ki 'jɘvə ɛ k'ki və'nɘvə] N.d.R. chi andava e chi veniva. || LR chi. || BF ki / cki. (1894).

chiacchiarone [kjakkja'rɤnə] sm. Chiacchierone. || RM chiacchijaròne.

chiacchiere ['kjakkjərə] sf. Chiacchiera. || AO chjàcchjere.

chiacchierijà [kjakkjəri'ja] v. Chiacchierare. || MA chiacchirià.

chiacchierijate [kjakkjəri'jɜtə] sf. Chiacchierata. || SG¹ chiacchijriàte.

chiachille [kja'killə] agg. Cacasotto, Vile, Pauroso, Persona che racconta frottole. || RM chiachjìlle. || RF chiachille [ĉakílle̯].

chiacone [kja'kɤnə] agg. e sm.  Moscio, Fico secco.

chiacune [kja'kʉnə] agg. pl. Ubriaconi. || RF banne d’i chiacune [banne̯ d-i ĉakůne̯] famosa banda musicale di Foggia. || RF chiacune [ĉakůne̯].
chiaghe ['kjɜɡə] sf. Piaga. || LR Duje mise fôre è state avaramènde, ma ind'o Sputàle 'a Fogge, ind'a nu lîtte, chiène de chiàche, de pumàte e bènde! ['dʉjə 'mɪsə 'fɤrə ɛ s'tɜtə avera'mɛndə, ma ind-ɔ spu'dɜlə, a f'fɔdʤə, ind a nu 'littə, 'kjɘnə də 'kjɜɡə, də pu'mɜtə e b'bɛndə!] N.d.R. Due mesi fuori è stata davvero, ma all’Ospedale, in un letto, piena di piaghe, di pomate e bende. || BA chiaghe. || FB chijàghe. || AO chjàghe. || LR chiàche.

chiagnamalanne [kjaɲɲama'lannə] par. comp. lett. Che piange i malanni, Uccello di malaugurio, Persona che si lagna sempre. || BA chiagnamalanne.

chiagne ['kjaɲɲə] v. Piangere. || LE e rire e chijagne, accussì, cume Dije vole [ɛ 'rrɨrə ɛ k'kjaɲɲə,  akkus'sɪ, 'kumə d'dɪjə 'vɤlə]  N.d.R. e ride e piange, così, come Dio vuole. || VMG e tuttä chiagnennö ijë da issö [ɛ t'tʊtta kjaɲɲɛnnə 'jɪjə da 'issə] N.d.R. lett. e tutta piangendo andò da lui. || CA¹ chiagne forte tutte a gende ['kjaɲɲə 'fɔrtə ‘tʊtt-a d'ʤɛndə] N.d.R. piange forte tutta la gente. || BA chiagne. || VMG chiagnë. || LE chijagne. || CS chijagnije. || AO chjàgne. || CA¹ [chiagnᵉ]. 

chiagnelose [kjaɲɲə'lɤsə] agg. Piagnucoloso. || al m. chiagneluse [kjaɲɲə'lʉsə]. || RF chiagnelóse.
chiagneluse [kjaɲɲə'lʉsə] agg. Piagnucoloso. || al f. chiagnelose [kjaɲɲə'lɤsə]. || FB chijagneluse. || RF chiagnelùse [ĉaññe̯lůse̯].
chiagnestere [kjaɲɲəs'tɘrə] sm. Piagnisteo, Lamentazione funebre corale. || RM chijagnestère.

chiamà [kja'ma] v. Chiamare. || MP Madonna mije chiamatillé tu prime che tu mànné ije [ma'dɔnna 'mijə kjama'tillə tʊ 'prɪmə kɛ t-u 'mannə 'ijə] N.d.R. Madonna mia chiamatelo -fallo morire- tu prima che te lo mandi io -lo uccida-. || DPM vulime chiamà a nu mideche? [vu'lɪmə kja'ma a nu 'midəkə?] N.d.R. Vogliamo chiamare un medico? || MAM  [cä́me̥ nu pọke̥ a kku̯ell-óme̥ lla] chiama quell’uomo. || AO chjamà. || DPM chiamà.

chiamate [kja'mɜtə] pp. e sf. Chiamata. || MG cume fujie chiamat' 'a classa mije, ije subbte m'appresentaje ['kumə 'fujə kja'mɜtə  a  'klassa 'mijə, 'ijə 'sʊbbətə m-apprəsən'dɜjə] N.d.R. come fu chiamata la mia classe -di leva-, io subito mi presentai. || MG chiamat’.

chiaminde [kja'mində] sm. pl. Connettitura, Interstizio tra mattoni. || RF chiaminde [ĉamínt̬e̯].

Chianare [kja'nɜrə] top. Pianara, piazzale ubicato appena fuori Porta Grande.

chiandà [kjan'da] v. Piantare. || AO chjandà.

chiande ['kjandə] sf. Pianta. || sm Pianto. || GA E’ n’ann che ta faje a kiante a kiante [ɛ n-annə kɛ t-a 'fɜjə a k'kjandə a k'kjandə] N.d.R. È un anno che piangi continuamente. || FB chijande. || BA chiande. || BA chiante. || AO chjànde. || GA kiante.

chiandelle [kjan'dɛllə] sf. La parte della scarpa che si trova tra la tomaia e la suola. || NM¹ chiantella.

chiandulle [kjan'dʊllə] sm. Piagnisteo, Lamento insistente. || LA chiandulle.

chiane ['kjɜnə] avv. Piano, Lentamente, Adagio. || sf. Piana. || SA Camine chiane chiane, sennò cade! [ka'minə 'kjɜnə 'kjɜnə, sən'nɔ 'kɜdə!] Cammina piano piano altrimenti cadi. || FB chijàne. || EG ‘cchiàne. || LE chijané.

chianette [kja'nɛttə] sf. Ceffone, Maccheroni fatti in casa. || BA chianette.

chianghe ['kjanɡə] sf. Macelleria, Pietra. || LR Soltande mènza chianghe quase appèse [solt ma   appé] / [sol'tandə 'mɛnʣa 'kjanɡə 'kwɜsə ap'pɘsə] N.d.R. Soltanto metà mensola di balcone quasi appesa. || VF chianca (1841) || LR chianghe. || BA chianche. || RF chianghe [ĉaṇk̬e̯].

chianghette [kjan'ɡɛttə] sf. Lastra di pietra vulcanica per pavimentare le strade, Basola. || VC chianchetta (1929). || FB chijanghètte. || LA chianghètte. || BA chianchette. || RF chianghètte [ĉaṇk̬ętte̯].

chianghire [kjan'ɡirə] sm. Macellaio. || meno com. macellaje  [mač] / [maʧəl'lɜjə]. || VF chianchiero (1841) || FB chijanghire. || BA chianchiere. || LA chianghîre. || TF chianghìre.

chianille [kja'nillə] sm. Pianella, Calzatura da casa a suola piatta. || CS ’u chijanìlle spezzáte [u kja'nillə spət'ʦɜtə] N.d.R. La pianella spezzata. || CS chijanìlle. || BA chianielle. || RF chianille [ĉanílle̯].

chianuzze [kja'nʊtʦə] sm. Pialla. || FB chijanuzze. || BA chianuozze. || AO chjanùzze.

chiapparine [kjappa'rɪnə] sm. Cappero. || RM chijapparìne.

chiappe ['kjappə] sm. Cappio, Capestro. || sf. Chiappa, Natica. || FB chijappe. || BA  chiappe.

chiappere ['kjappərə] sm. Cappero. || BA chiappere.

chiappine [kjap'pɪnə] sm. Cappio. || AO chjappìne.

chiarfe ['kjarfə] sm. Muco nasale, Moccio. || FB chijarfe. || BA chiarfe. || AO chjàrfe.

chiarfuse [kjar'fʉsə] agg. e sm. Moccioso. || Anche chiarfusille [kjarfu'sillə]. || FB chijarfuse. || BA chiarfuse. || AO chjarfùse.

chiarfusille [kjarfu'sillə] agg. e sm. Moccioso, Ragazzino con il moccio al naso. ||  dim. di chiarfuse [kjar'fʉsə] || TF chijarfusìlle. || BA chiarfusielle.

chiarì [kja'rɪ] v. Chiarire, Mettere in chiaro. || CL Pasqualì! quà ce hamma chiarì! [paskwa'lɪ! k'kwa ʧ-amma kja'rɪ] N.d.R. Pasqualino! qui dobbiamo mettere le cose in chiaro! || CL chiarì.

chiatte ['kjattə] agg. Grassone. || AO chjàtte.

chiattille [kjat'tillə] 1. sm. pl. Piattole. || 2. agg. Persona grassoccia. || BA chiattille.

chiave ['kjɜvə] sf. Chiave. || FB chijàve. || AO chjàve.

chiavecarije [kjavəka'rɪjə] sf. Comportamento spregevole, da chiavica. || AO  chjavecarìje.

chiaveche ['kjavəkə] sf. Chiavica. || RM chijàvecke.

chiavuzzelle [kjavut'ʦɛllə] sf. Piccola chiave. || RM chijavuzzèlle.

chiazze ['kjatʦə] sf. Piazza. || ZO chiazz (1864) || BA chiazze. || FB chijazze. || AO chjàzze.

chiazzere [kjat'ʦɘrə] agg. Pettegola. || RM chijazzère.

chiazzette [kjat'ʦɛttə] sf. Piazzetta, Mercato coperto nei pressi di Via Arpi. || SA Migghiereme è jute a’ chiazzette. [miɡ'ɡjɛrəmə ɛ 'jʉtə a kjat'ʦɛttə] Mia moglie è andata alla piazzetta -mercato-. || FB chijazzétte. || LA chiazzètte. || BA chiazzette. || RA chiazzett’.

chiazzire [kjat'ʦirə] sm. Erbivendolo. || BA chiazziere.                                                                                                                                

chieche ['kjɘkə] sf. Piega. || BA chieche.

chiena ['kjɘna]  agg. f. Piena. || Anche chiene ['kjɘnə]  || al m. chjine ['kjinə] || TF chiène.

chiene ['kjɘnə] agg. f. Piena. || Anche chiena [éna] / ['kjɘna]  || SA Tenghe i sacche chiene. ['tɛnɡə i 'sakkə 'kjɘnə] Ho le tasche piene. || al m. chjine. || BA chiene.

chine ['kɪnə] 1. pp. e agg. Chino, Chinato, Curvo. || 2. sm. Chilo. || BF kine (1894). || LCG chine (1897).

chiove ['kjɤvə] v. Piovere. || SA S’è mise a chiove! [s-ɛ m'mɪsə a k'kjɤvə] Si è messo a piovere. BA chiove. || AO chjòve.

chipucchie [kipuk'kjə] sm. Nocciolo di albicocca utilizzato dai ragazzi per un gioco di strada. || Anche capucchie [ka'pukkjə] || LA chipucchjie e castellète [ki'pukkjə ɛ kastəl'lɛttə] gioco con i noccioli. || LA castellète [kastəl'lɛttə] più noccioli. || EG Chipucchie e sottachipucchie recorde angore [kɪ'pukkjə  ɛ ssottaki'pukkjə rə'kɔrdə an'ɡɤrə] N.d.R. Capo e sottocapo ricordo ancora. || LA chipucchie.

chissà [kɪs'sa] avv. Chissà. || Anche chissacce [kis'satʧə]. || SG chissà.

chissacce [kis'satʧə] avv. Chissà. || Anche chissà [kɪs'sa]. || BA chissacce.

chjù ['kjʊ] avv. Più. || Anche cchjú [k'kjʊ], dicchjú [dik'kjʊ] || SA Fatte chjú là! ['fattə k'kjʊ lla] Spostati! lett. Fatti più là. || GG chijû / chijù / chiù (1834) || NM chjù. ||  GF cchjù. || EG ‘cchiú. || MP cchijù. || FP cchiù.

chiude ['kjudə] v. Chiudere. || Anche achiude [a'kjudə] , achiute [a'kjʉtə] || BP chiude.

chiumme ['kjʊmmə] sm. Piombo. || Anche piombe ['pjɔmbə] || AO chjùmme / chjumme.

chiungue ['kjunɡwə] pron. indef. Chiunque.

chiuppete ['kjʊppətə] pp. Piovuto. || FO  Mò sò belle i fave, mò che ha chiùppete! [Mò sò belle̥ i fäve̥, mò che̥ ha chiùppete̥!] Ora sono  belle le fave, ora che è piovuto! || FO chiùppete [chiùppete̥].

chiuse ['kjʉsə] pp., agg. e sm. Chiuso. || Anche achiuse [a'kjʉsə] || TF chiùse. || LR chiuse.

chiuttoste [kjut'tɔstə] avv. Piuttosto.

chiuve ['kjuvə] sm. Chiodo. || FB chijuve. || BA chiuove.

chjicà [kji'ka] v. Piegare. || LA chiecà.

chjine ['kjinə] agg. e sm. Pieno. || al f. chiene [é] / ['kjɘnə] || RA Chiné chiné d’Angiulette’ ['kjinə 'kjinə d-anʤu'lɛttə] Pieni di bimbi vestiti da angioletti. N.d.R. lett. Pieni pieni di Angioletti. || BF chine chine funecchielle ['kjinə 'kjinə fənuk'kjillə] N.d.R. pieno pieno di finocchietti. || PM e tu e truà nu poste prime ch’é chijne [ɛ ttʊ ɛ tru'wa nu 'pɔstə 'prɪmə k-ɛ 'kjinə] N.d.R. e tu devi trovare un posto prima che si riempia. || LA chijne. || RA chiné. || BF chine. || SG chijìne. || LCG chijne (1897).

chjireche ['kjɪrəkə] sf. Chierica. || MAM [a cẹ́re̥ke̥] la  chierica. || AO chjèreke. || MAM [cẹ́re̥ke̥]. || RF chiereche [ĉęre̯ke̯]. || [fg. chièrica - ital. chiérica]

chjisa ['kjɪsa] sf. Chiesa. || Anche chjise ['kjɪsə], cchjise [k'kjɪsə] || CA chjesa. || [fg. chiésa - ital. chièSa]

chjise ['kjɪsə] sf. Chiesa. || Anche chjisa ['kjɪsa]  || SA Stace ‘nda chjise a pregà! [s'tɜʧə nd-a k'kjɪsə a pprə'ɡa] Sta in chiesa a pregare. || AO chjse. || LR chîsie. || TF cchìse. || ME chijse. || RA chies’. || [fg. chiésa - ital. chièʃa]

chjitrate [kji'trɜtə] agg. Infreddolito, Gelido. || BA chietrate.

chjitrature [kjitra'tʉrə] sf. Gelata notturna. || BA chietrature.

ciaccalone[ʧakka'lɤnə] agg. Grasso e grosso, Gioviale. || BA ciaccalone. || RF ciaccalóne [čakkalọ̈ne̯].

ciaccanille[ʧakka'nillə] agg. Piccolino, Giovane. || RF . nille [čakkanílle̯].

ciacchiaminde[ʧakkja'mində] sm. Azione dello schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || cfr. ciacchiatorie [ʧakkja'tɔrjə] || RM ciacckejamìnde.

ciacchiatorie [ʧakkja'tɔrjə] sm. Azione dello schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || cfr. ciacchiaminde[ʧakkja'mində]  || RM ciacchijatòrije.

ciacchijà[ʧakki'ja] v. Schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || FB ciaccheijà.

ciaccocchie[ʧak'kɔkkjə] par. comp. Si unisce, È pertinente. || Locuz. nen ciaccocchie [nən ʧ-ak'kɔkkjə] Non c’entra, Non è pertinente all’argomento. || BA nen ciaccocchie [nən ʧ-ak'kɔkkjə] non ragiona. || BA ciaccocchie.

ciacerijà[ʧaʧəri'ja] v. Parlare fitto fitto e  sottovoce, Sussurrare. || RF ciacerijà [čače̯re̥̥i̭á].

ciaciacche[ʧa'ʧakkə] sm. Dongiovanni, Magnaccia, Mantenuto, Protettore, Donnaiolo. || AO E' nu ciaciàkke! [ɛ nu ʧa'ʧakkə!] È un donnaiolo. || LMG ‘U ciaciacche chiagne e ‘a puttàne se chenzole [u ʧa'ʧakkə 'kjaɲɲə ɛ a put'tɜnə sə kən'ʣɤlə] N.d.R. Il protettore piange e la prostituta si consola. || LMG ciaciacche. || AO ciaciàkke. || RM ciaciàccke. || RF ciaciacche [čačákke̯].

ciaciotte[ʧa'ʧɔttə] sf. e agg. Cicciona. || al m. ciaciutte[ʧa'ʧuttə]. || RM ciaciòtte. || RF ciaciòtte [čačǫtte̯].

ciaciutte[ʧa'ʧuttə] sm. e agg. Ciccione, Grasso. || LA ciaciutte. || BA ciaciuotte. || RF ciaciutte [čačútte̯].

ciafagne[ʧa'faɲɲə] sf. Dormita, Pennichella. || Anche ciafragne[ʧa'fraɲɲə]. || RF stàche facènne nu pòche de ciafagne N.d.R. sto facendo un poco di pennichella. || RF me stàce venènne a ciafagne N.d.R. mi sta venendo sonno. || BA ciafagne. || RF ciafagne [čafáññe̯].

ciafragne[ʧa'fraɲɲə] sf. Sonnolenza. || Anche ciafagne[ʧa'faɲɲə]. || AO ciafràgne. || RF ciafragne [čafraññe̯].

cialanghe [ʧa'lanɡə] sf. Voracità, Fame esagerata. || BO Cialanghe: avidità, insaziabilità. I nostri nonni accorciavano la coda dei gatti nei primi giorni della nascita per impedire che la « cialanghe » li rendesse famelici. || LA cialanghe.  

ciamaruche [ʧama'rʉkə] sf. Lumaca di grandi dimensioni. || RF ciamarùche alla nùte N.d.R. lett. lumaca nuda. || LA ciamaruche. || DLC ciammaruche. || RF ciamarùche / ciammarùche [čamarůke̯].

ciamaruchelle [ʧamaru'kɛllə] sf. Lumaca di piccole dimensioni. || BA ciamaruchelle. || MM ciammaruchèlle.

ciamattone [ʧamat'tɤnə] agg. Disordinato, Pasticcione, Approssimativo. || FB ciamattòne.

ciambate[ʧam'bɜtə] sf. Manciata, Zampata. || RF damme na ciambàte de ceràse. N.d.R. Dammi una manciata di ciliege. || LA ciambate. || RF ciambàte [čamp̬åte̯]. || [fg. ʒampata - ital. zampata]

ciambatelle[ʧamba'tɛllə] sf. Piccola manciata. || RM ciambatèlle.

ciambe ['ʧambə] sf. Zampa, Mani. || TF ciàmbe. || BF ciampe. || RF ciambe [čamp̬e̯].

ciambeluse[ʧambə'lʉsə] agg. Zoppicante, Scoordinato nei movimenti. || AO  ciambelùse.

ciambotte[ʧam'bɔttə] sf. Pesce in casseruola. || BA ciambotte.

ciammille[ʧam'millə] solo nella locuz. A ciammille [a tʧam'millə] A proposito. || VC È ghiuto a ciammìelle [ɛ ɡ'ɡjʉtə a tʧam'millə] È andato a proposito. || VC ciammìelle (1929).

ciammurie [ʧam'mʊrjə] sm. Cimurro, Raffreddore. || RM ciammùrije.

ciancijà [ʧanʧi'ja] v. Cianciare, Intrattenersi in chiacchiere, Pettegolare. || RM ciancijà.

cianciuse [ʧan'ʧʉsə] agg. Chiacchierone. || RM cianciùse.

cianne ['ʧannə] sm. Vulva. || Anche ciunne ['ʧʊnnə], fesse ['fɛssə]  al f. || locuz. ‘u cianne d‘a reggine [u 'ʧannə d-a rəg'gɪnə] particolare tipo di verdura selvatica, lett. la vulva della regina. || RM ciànne. || RF cianne [čanne̯].

ciavaduglie [ʧava'duʎʎə] solo nella locuz. a ciavaduglie [a tʧava'duʎʎə] A cavalcioni. || VC a ciavadùoglie sopa a la spalla [a tʧava'duʎʎə 'sɤp-a spallə] a cavalcioni sul dorso. || VC ciavadùoglie (1929).

ciavarre[ʧa'varrə] agg. Cornuto. || RF quille è ciavarre! quello è becco! || RF ciavarre [čavárre̯].

ciavele ['ʧavələ] sf. Gazza ladra, Corvo nero. || LMG ‘A ciavele vàce vestita nère, p’i ‘mpicce de l’ate [a 'ʧavələ 'vɜʧə vəs'tɪta 'nɘrə p-i m'bɪtʧə də l'atə] N.d.R. lett. La gazza si veste di nero per gli impicci degli altri. || MG a ogne colpe ne cadevene seje, me parevene ciavele, me parevene! [a 'ɔɲɲə k'kɔlpə nə ka'dɘvənə 'sɘjə, mə pa'rɛvənə 'ʧavələ, mə pa'rɛvənə!] N.d.R. a ogni colpo ne cadevano sei  -di nemici-, mi sembravano gazze, mi sembravano! || AO ciàvele. || LMG ciavele. || RF ciavele [čave̯le̯].

Cicce ['ʧɪtʧə] pers. m. Ciccio, Francesco. || FD Cicce cumànne a Còle, e Còle cumanne a Cìcce ['ʧɪtʧə ku'mann a k'kɤlə ɛ k'kɤlə ku'mann-a t'ʧɪtʧə] N.d.R. Ciccio ordina a Nicola e Nicola ordina a Ciccio. || FD Cìcce.

cicene ['ʧiʧənə] sm. Fiasco in terracotta per acqua, Orciolo. || BA cicine. || LE cìcene / cìcené.

cicerchie [ʧi'ʧɛrkjə] sf. Cicerchia. || Anche cecerchie [ʧə'ʧɛrkjə] || RM cicèrchije.

cicere ['ʧiʧərə]sm. Cece. || MG¹ A cicere  a cicere s’énghje ‘a pegnate [a t'ʧiʧərə a t'ʧiʧərə s'ɛnɡjə a pəɲ'ɲɜtə] N.d.R. A cece a cece si riempie la pignatta. || BA cicere. || FB cècere.

cicilluzze [ʧi'ʧillʊtʦə] sm. Pisellino, Pene nel linguaggio infantile. || RF cicilluzze [čičillųzze̯].
ciciutte [ʧi'ʧuttə] sm. Granturco. || Anche ceciutte. || BA ceciùtte cavete, cavete [ʧi'ʧuttə 'kavətə, 'kavətə] Pannocchie calde, calde, gridava per la strada la venditrice di granturco lessato. || BA  ciciuotte.

cicurielle [ʧiku'rjɛllə] sf. Cicoria selvatica. || RF cicurielle [čikuri̭ęlle̯].

cifele ['ʧɪfələ] sm. Cefalo. || cfr. cefale ['ʧɛfalə].

cigghie ['ʧɪɡɡjə] sm. pl. Dolori intestinali, Ciglia. || TF cìgghije. || BA cigghie.

cigghione [ʧiɡ'ɡjɤnə] sm. Persona dalle ciglia folte e unite fra loro.

cile ['ʧilə] sm. Cielo. || ZO ciel (1864) || LE cijele. || CA cîle. || [fg. ciélo - ital. cièlo]

cimamarelle [ʧimama'rɛllə] sf. Cimamarelle, Broccoletti selvatici. || MM cimamarèlle. || RA cimammarelle. || RF cìmamarèlle / cemammarèlle [cı̊mamaręlle̯].

cime ['ʧɪmə] sf. Cima. || FB cime.

cimece ['ʧɪməʧə] sf. Cimice. || FO  Cimece, matarazze e notta longa [Cime̥ce̥, matarazze̥ e notta longhe̥] Cimici, pagliericcio e notte lunga. || FO  cimece [cime̥ce̥].

cimececcuzze [ʧiməʧək'kʊtʦə] sm. Pene, Fallo, Organo genitale maschile. || FB  cimececcuzze.

cinde ['ʧində] num. Cento. || BA Vole pagghie pe ciente cavalle ['vɤlə 'paɡɡjə pə t'ʧində ka'vallə] N.d.R. Vuole paglia per cento cavalli. || BA ciente. || GF cciende. || CA cînte.

cineme ['ʧɪnemə] sm. Cinema, Sala cinematografica. || SA È ruvere o no che si jute ‘o cineme ke quella là? [ɛ ru'wɘrə ɔ nɔ kɛ sɪ 'jʉtə  ɔ 'ʧɪnəmə kə k'kwɛlla lla?] È vero o no che sei andato al cinema con quella là?

cinematografe [ʧinema'tɔɡrafə] sm. Cinema, Cinematografo, Sala cinematografica.

cinghe ['ʧɪnɡə] num. Cinque.

cingomme [ʧin'ɡɔmmə] sf. Gomma da masticare, Gomma americana, Cicca. || Etimo:  dall’ingl.  chewing gum.

cinguande [ʧin'ɡwandə] num. Cinquanta.

cinguandine [a] / [ʧinɡwan'dɪnə] sf. Cinquantina.

Cipre ['ʧɪprə] top. Cipro.

ciprie ['ʧɪprjə] sf. Cipria.

ciote ['ʧɤtə] agg. Di cavallo che non vuole andare. || MM ciote.

ciovè [ʧo'vɛ] avv. Cioè. || CA¹ ciovè.

cirche ['ʧɪrkə] sm. Circo.

circhie ['ʧɪrkjə] sm. Cerchio. || RM circhije.

circolare [ʧirko'lɜrə] sf. Autobus per trasporto collettivo di persone su percorsi urbani. || EG circolàre.

circule ['ʧɪrkulə] sm. Circolo.

cirilline [ʧiril'lɪnə] sm. Basco, Copricapo di panno. || RM cirillìne.

cirre ['ʧirrə] sm. Cirro, Ciocca, Ciuffo. || AO cìrre. || RF cirre [čírre̯].

ciste ['ʧɪstə] sm. Cesto. || LR ciste. || [fg. cèsto - ital. césto]

citte ['ʧittə] agg. Zitto, Silenzioso. || Locuz. citte citte ['ʧittə 'ʧittə] Senza fiatare, Zitto zitto,  Silenziosamente. || SA È megghie che me stache citte! ['ɛ 'mɛɡɡjə kɛ mə s'tɜkə 'ʧittə] È meglio che mi sto zitto. || CL Sta’ citt’ tu e na’ guardanne [stat'ʧittə tʊ ɛ nn-a war'dannə] N.d.R. Sta zitto tu e non la guardare. || RA Te vut’atturné e che munné citté [tə 'vut-at'turnə ɛ kkɛ m'mʊnnə 'ʧɪttə] Si guarda d’attorno: che silenzio! N.d.R. lett. Ti giri intorno e che mondo silenzioso. || LE Se ne stace, là, citte citte; addò Criste l'have crijate! [sə nə s'tɜʧə, la, 'ʧɪttə 'ʧɪttə; ad'dɔ 'krɪstə l-a kri'ɜtə] Se ne sta, là, zitto zitto, dove Cristo l’ha creato.|| LE citte. || RA citté. || PP [čítte̥]. || [fg. ʒitto - ital. zitto]

ciucce ['ʧʊtʧə] sm. Asino, Somaro. || fig. Persona ignorante. || VC Attaccà li ciucce une addrete a l’àvete [attak'ka i 'ʧʊtʧə 'ʉnə ar'rɘtə a l 'atə] Accodare. N.d.R. lett. Attaccare i somari uno dietro l’altro. || VF ciuccio (1841) || FD ciùcce. || BM ciucce. || PP [čúčče̥].  

ciucciarille [ʧutʧa'rillə] sm. Piccolo somaro. || LR ciucciarîlle.

ciuccigne [ʧut'ʧɪɲɲə] agg. e sm. Testardo come un mulo. || Anche cocciatoste [kɔtʧa'tɔstə]. || TF ciuccìgne.

ciucciotte [ʧut'ʧɔttə] sm. Tettarella di gomma, Ciuccio. || cfr. pupatelle [pupa'tɛllə] . || RM  ciucciòtte.

ciucculate [ʧukku'lɜtə] sm. Cioccolato. || ZO ciuccheuleut (1864).

ciucrijare [ʧukri'jɜrə] sf. Cicoriara, Venditrice di cicorie, Erbivendola girovaga. || Anche cecuriare [ʧəku'rjɜrə]  || LCG ciucrejare (1897). || SA¹  ciucrujiäre.

ciuffe ['ʧʊffə] sm. Ciuffo, Particolare tipo di verdura sevatica. || FB ciuffe.

ciufunire [ʧufu'nirə] sf. Armadio con specchio, Specchiera. || Anche cefunire [ʧəfu'nirə] || LA ciufenîre. || MM ciufuníere. || RF ciufunire / cefunire [čufuníre̯].
ciunghe ['ʧunɡə] agg. Zoppo, Sciancato, Storpio. || cfr. sciummate. || LA ciunghe.

ciunne ['ʧʊnnə] sf. Vulva, Organo sessuale femminile. || cfr. fesse ['fɛssə] || al m. cianne ['ʧannə]. || RF ciunne [čųnne̯].

ciutte ['ʧuttə] agg. e sm. Grasso, Obeso. || al f. ciotte ['ʧɔttə]. || Anche ciaciutte [ʧa'ʧuttə]. || AA Eje nu ggiovene cjutte e ffòrte, assemmègghje a na casciaforte ['ɘjə nu d'ʤɔvənə 'ʧutt-ɛ f'fɔrtə, assəm'mɛɡɡj-a na kaʃʃa'fɔrtə] È un giovane grasso e forte, rassomiglia ad una cassaforte. || CL ciutte. || AA cjutte. || RF ciutte [čútte̯].

civeze ['ʧivəʦə] sm. pl. Gelsi. ||  sing. ceveze ['ʧɛvəʦə]. || LR cìveze ck’a nève ['ʧivəʦə k-a 'nɘvə]. gelsi ghiacciati. || BA cievze.

ck’i [k-i] cfr. k’i.

ck’u [k-u] cfr. k’u.

ck'a [k-a] cfr. k’a.

classa ['klassa] sf. Classe. || Anche classe ['klassə]. || MG ‘a classa mije [a 'klassa 'mijə] N.d.R. la mia classe -di leva-. || MG classa.

classe ['klassə] sf. Classe. || Anche classa ['klassa].

cocce ['kɔtʧə] sf. Testa, Capo. || RM còcce.

cocche ['kɔkke] agg. Indef. Qualche. || RF cocch’eùne qualcuno; cocche cóse qualcosa; cocche vòte qualche volta. || TF còcche. || RF cocche [kǫkke̯].

coccheccose [kɔkkek'kɤsə] pron. indef. Qualcosa, Qualche cosa. || TF cocchecòse.

cocchedune [kokke'dʉnə] pron. indef. sing. Qualcuno. || come forma dialett. Qualcheduno, || PM cocchèdune. || TF cocchedùne.

cocchie ['kɔkkjə] sf. Coppia. || GE A cocchi’ a cocchia -na precessione Cantanno de li Santi l’altanija -Cu fanguttiello mbrazz’ e c’ ‘u bastone -Mo vace all’Ingurnat’ a cumpagnia [a k'kɔkkjə a k'kɔkkjə -na prəʧəs'sjɤnə kan'dannə d-i 'sandə l-alta'nɪjə- k-u fanɡut'tillə m'bratʦə ɛ kk-u bbas'tɤnə- mɔ 'vɜʧə ɛ nɡur'nɜtə a kumbaɲ'ɲɪjə] N.d.R. lett. A coppia a coppia - una processione cantando la litania dei Santi con il fagottino in braccio e col bastone, adesso va all’Incoronata la compagnia. || RA Santa notté a sta cocchia d’amoré ['sanda 'nɔttə a sta 'kɔkkja d-a'mɤrə] Santa notte alla coppia d’amore. || FD còcchije. || RA cocchia. || GE cocchi’. || MP coppie. || RF cocchie [kǫĉĉe̯].

cocciatoste [kɔtʧa'tɔstə]agg. Testardo. || RM cocciatòste.

coccodrille [kokko'drillə] sm. Coccodrillo. || BM coccodrille. || CL coccodrill’.

cocle ['kɔklə] sf. Globo oculare. || BA cocle de l'uocchie ['kɔklə də l 'ukkjə] globo dell'occhio. || BA cocle.

code ['kɤdə] sf. Coda. || TF còde. || P cota.

cogghie ['kɔɡɡjə] v. Raccogliere. || Anche recogghie [rə'kɔɡɡjə]. || CA¹  Mànnece a cògghije ‘i grègne  du’ gràne, a tera’ l’àcque ‘o pùzze, bbàste chè ce fàje fadega’!” ['mannəʧə a k'kɔɡɡjə i 'ɡrɛɲɲə d-u 'ɡrɜnə, a ttə'ra l'akkwə ɔ 'pʊtʦə, b'bastə kɛ ʧə 'fɜjə fadə'ɡa] Mandaci a raccogliere i fasci di grano, a prendere l’acqua al pozzo, l’importante è che ci fai lavorare!”. || AO cogghje. || CA¹ cògghije.

cola cole [kola'kɤlə] sf. Gazza ladra. || FB còlacòle.

colche ['kɔlkə] v. Coricare, Mettere a letto, Andare a dormire. || Anche corche ['kɔrkə]  || RM còlcke. || CA¹ ccòlche.

Cole ['kɤlə] pers. m. Nicola. || Anche Necole.

colpe ['kɔlpə] 1. sf. Colpa. || 2. sm. Colpo. || ME ‘U libre d’a colpe e d’u perdone [u 'lɪbbrə d-a 'kɔlpə ɛ dd-u per'dɤnə] N.d.R. Il libro della colpa e del perdono. || ME colpe. || [fg. còlpa/còlpo - ital cólpa/cólpo]

comede ['kɔmədə] agg. Comodo. || TF U pòste a ‘ndò ùne càmbe è cùme e nu vestìte... àdda èsse còmede [u 'pɔstə an'dɔ 'ʉnə 'kambə ɛ 'kum-ɛ  nu vəs'tɪtə... 'adda ɛssə 'kɔmədə] N.d.R. Il posto - la casa- in cui uno vive è come un vestito... deve essere comodo. || TF ghìje qqua me sènde còmede [ɡɨjə k'kwa mə 'sɛndə 'kɔmədə] N.d.R. io qua mi sento comodo. || TF còmede.

comune [ko'munə] sm.  Comune. || sm. Palazzo di città. || TF comùne.

comungue [ko'munɡwə] congz. e avv. Comuque. || NM Comunque ije, a là ind’ sò ‘u megghie [ko'munɡwə 'ijə, a lla 'ində, sɔ u 'mɛɡɡjə] N.d.R. Comunque io, là dentro sono il migliore. || NM comunque.

condravirme [kondra'virmə] sm. Vermifugo, Elmintagogo, lett. Contro i vermi. || RM contravìrme.

condrore [kon'drɤrə] sf. Controra, Le prime ore pomeridiane nell’estate. || cfr. fiore de cavete ['fjɤrə də 'kavətə] || BA controre.

conge ['kɔnʤə] sf. Velo da sposa.

console ['kɔnsolə] sm. Console. || LR Cónsole d’a Melìzie ['kɔnsolə d-a mi'lɪtʦjə] N.d.R. Console della Milizia. || LR cónsole.

contribbute [kontrib'bʉtə] sm. Contributo.

convinge [kon'vinʤə] v. Convincere. || NM vogghje vedè cumme papà convinge u’ zjie a prestarce n’ata vote i soldi! ['vɔɡɡjə  və'dɛ 'kumə pa'pa  kon'vinʤə u 'ʦijə a pprəstarʧə n-ata 'vɤtə i 'sɔldə!] N.d.R. Voglio vedere come papà convince lo zio a prestarci un’altra volta i soldi! || NM convinge.

conzacavedare [kɔnʣakavə'dɜrə] sm. Calderaio, Chi costruisce, o ripara recipienti in rame per la cottura dei cibi. || BA conza cavedare.

conzachianille [kɔnʣakja'nillə] sm. Ciabattino. || VC conzachianìelle (1929)

conzapiatte [kɔnʣa'pjattə] Chi ripara piatti di terracotta. || VC conzapiàtte (1929). || BA conza piatte.

conzascarpe [kɔnʣas'karpə] sm. Calzolaio. || VC conzascàrpe (1929). || BA conza scarpe. || [fg. calʒolaio - ital. calzolaio]

copervative [kopera'tɪvə] sf. Cooperativa.

coperture ['koper'tʉrə] sf. Copertura.

coppele ['kɔppələ] sf. Coppola, Berreto con visiera. || BA coppele a tagghiere ['kɔppələ a ttaɡ'ɡjɘrə] berretto del tipo usato anche sul Gargano. || CA «Balle quante vuje ballà, ma a còppele mije nen le tuccà »! Dicije ‘u tegnûse [« b'ballə 'kwandə 'vujə bal'la, ma a 'kɔppəla 'mijə nən l-ɛ tuk'ka »! di'ʧijə u təɲ'ɲʉsə] N.d.R. “Balla quanto vuoi ballare, ma la mia coppola non la devi toccare!” Disse il tignoso. || CA còppele. || BA coppele.

copraspalle [kopras'pallə] sf. Scialle, Mantellina. || FB copraspalle.

corche ['kɔrkə] v. Coricare, Mettere a letto, Andare a dormire. || Anche colche ['kɔlkə] || SA S’è jute a corche. [s-ɛ j'jʉtə a k'kɔrkə] È andato a letto a dormire. || TF M’àgghije jùte a ccòrke tàrde aìre ssèra [m'aɡɡjə 'jʉtə  a k'kɔrkə 'tardə a'jirə s'sɘrə]  N.d.R. Sono andato a dormire tardi ieri sera. || TF Sì!  m'àgghia ji' a ccòrke 'nzìme e gallìne, cume e vvùje [sɪ! m'aɡɡja 'jɪ a k'kɔrkə n'ʣimə ɛ ɡal'lɪnə, 'kum-ɛ v'vujə] N.d.R. Sì! devo andare a dormire insieme alle galline, come voi. || TF ccòrke.

core ['kɤrə] sm. Cuore. || LA ’u core s’addecrèje sane, sane [u 'kɤrə s-addə'krɘjə 'sɜnə 'sɜnə] N.d.R. il cuore si diverte sano sano -totalmente-. || GG core (1834) || TF còre. || RA coré. || PM core. || [fg. cuóre - ital. cuòre]

corie ['kɔrjə] sm. Corio, tessuto fibroso che sottostà all’epidermide di molti animali, e che opportunamente trattato si trasforma in cuoio. || BA corie tuoste ['kɔrjə 'tustə] persona irriducibile a miglioramento. || BA corie. || LC côrije.

corne ['kɔrnə] sf. pl. Corna. || al sing. m. curne [kúr] Corno. || TF Allòre n’è capìte nìnde... se nen ascìnne da scàle te ròmbe i còrne [al'lɤrə nn ɛ ka'pɪtə 'nində... sɛ nn aʃ'ʃɪnnə d-a 'skɜlə tə 'rɔmbə i 'kɔrnə] N.d.R. Allora non hai capito niente... se non scendi dalla scala ti rompo le corna. || CA Denàre e corne nen se còntane [də'nɜrə ɛ k'kɔrnə nən sə 'kɔndənə] N.d.R. Denaro e corna non si devono contare. || CL Hanna esse ‘i corne che ‘i face ‘u marite ['anna 'ɛssə i 'kɔrnə kɛ i 'fɜʧə u ma'rɪtə] N.d.R. Saranno le corna che le mette il marito. || CL corne. || TF còrne.

Corradine [korra'dinə] pers. m. Corradino.

corre ['kɔrrə] v. Correre. || RM còrre. || [fg. còrrere - ital. córrere]

corse ['kɔrsə] sf. Corsa. || sm. Corso, Viale. || TF còrse. || EG corse. || MP corsé. || LC côrse. || [fg. còrsa - ital. córsa]

corte ['kɔrtə] agg. f. Corta. || sf. Corte. [fg. còrte/còrto - ital. córte/córto]

cosce ['kɔʃʃə] sf. Coscia, Gamba. || CL S’ha mette apposte pe’ farse vedé ‘i cosce e fossere almene dritt’ [s-a 'mɛttə ap'pɔstə pə f'farsə avvə'dɛ i 'kɔʃʃə, ɛ f'fɔssərə al'mɘnə 'drɪttə] N.d.R. Se la mette -la minigonna- apposta per farsi vedere le gambe, e fossero almeno dritte! || CL cosce. || TF còsce.

coscelonghe [koʃʃə'lɔnɡə] sf. lett. Cosce lunghe, Donna che ama molto camminare. || RM coscelònghe.

cose ['kɤsə] 1. v. Cucire. || Anche ccose [k'kɤsə] || SA Agghia jí a cose a giacchette. ['aɡɡja 'jɪ a k'kɤsə a dʤak'kɛttə] devo andare a cucire la giacca. || GG cose (1834) || LC côse.

cose ['kɤsə] 2. sf. Cosa. || Anche ccose [k'kɤsə] ||  Locuz. ‘na cóse de... [na 'kɤsə də...] un po’ di..., un quantitativo modesto di...; lett. una cosa di ... || SA Ije vulesse sapè ‘na cose da te. [ɨjə vulɛssə sa'pɛ na 'kɤsə da 'tɛ] Io vorrei sapere una cosa da te. || SA M’è dà cocche cose de solde? [m-ɛ 'da 'kɔkkɛ k'kɤsə də 'sɔldə?] Mi dai un po’ di soldi? || GG cosa  (1834) || TF còse. ||  CL cose. ||  [fg. cósa - ital. còsa]

coteche ['kɔtəkə] sf. Cotica, Cotenna. || BA coteche. || LA còteche. || [fg. còtica - ital. cótica] || [fg. cotènna - ital. coténna]

cotela [kòta] / ['kɔtəla] sf. Schiena. || Anche cotele ['kɔtələ].

cotele ['kɔtələ] sf. Schiena. || Anche cotela [kòta] / ['kɔtəla] || SA Me face male ‘a cotele! [mə 'fɜʧə 'mɜlə a 'kɔtələ!] Mi fa male la schiena. || NM tande è a cotile spezzate che tenghe ['tandə ɛ a 'kɔtəla spət'ʦɜtə kɛ 'tɛnɡə] N.d.R. tanto è la schiena spezzata che ho. || BA cotele. || NM cotile.

cotte ['kɔttə] agg. f. Cotta. || al m. cutte ['kuttə]|| DAM cotte. || CA² kottë.

cozze ['kɔtʦə] sf. Cozza, Mitilo. || Anche cozzele ['kɔtʦələ]

cozzele ['kɔtʦələ] sf. Cozza, Mitilo. || Anche cozze ['kɔtʦə] || FB cozzele.

cra [kra] avv. Domani. || Anche craje ['krɜjə]  || RA Accugghie’ l’acqua pe’ cra matiné [ak'kʊɡɡjə l'akkwə pə kkra ma'tɪnə] Raccogli l’acqua per domattina. || RA cra, crà.

craje ['krɜjə] avv. Domani, ant. Crai. ||  Anche cra [kra] || BF ..... cráje vene ‘Ndrej’ c’ li caravune! [..... 'krɜjə 'vɘnə n'drɘjə k-i kara'vʉnə!] N.d.R. .... domani viene Andea con i carboni! || AO E’ grùsse quandé ogge e ccràje [ɛ 'ɡrussə 'kwand-ɛ 'ɔdʤə ɛ k'krɜjə] È grande quanto oggi e domani.  || BF cráje (1894) || BF cráje || LA craje. || AO ccràje. || RF cràje [kråi̭e̯] || Etimol. dal lat. cras «domani».

crapare [kra'pɜrə] sm. Capraio, Capraro, Chi alleva e custodisce le capre. || SA Quille abbete a vije i crapare! ['kwɪllə 'abbətə a 'vɪjə i kra'pɜrə] Quello abita dalla parte dei caprari -di Via Napoli-. || LR Na sère s’accucchiàrene ‘i crapàre pe lamendàrse ca p’i bèstie lore nen ge stève érve [na 'sɘrə s-akkuk'kjarənə i kra'pɜrə  pə llamən'darsə ka p-i b'bɛstjə 'lɤrə nʤə s'tɘvə 'ɛrvə] N.d.R. Una sera si riunirono i caprari per lamentarsi che per le loro bestie non c’era erba. || LR crapàre.

crape ['krɜpə] sf. Capra. || MM na kapra kurce.  una capra senza corna. || BA erve de crape ['ɛrvə də 'krɜpə] erba di capra, nasce spontanea nelle nostre campagne. || MM kapra.

crapecciuse [krapət'ʧʉsə] agg. Capriccioso. || RM crapecciùse.

Crapelle [kra'pɛllə] top. Carapelle. || FB Crapélle.

crapone [kra'pɤnə] sm. Caprone. || RM cràpòne.

crede ['krɘdə] v. Credere. || RM crède. || [fg. crèdere - ital. crédere]

credenze [krə'dɛnʣə] sf. Credenza, Mobile da cucina o sala da pranzo. || Locuz. a ccredenze [a kkrə'dɛnʣə] A credito, A rate. || ZO credenz (1864). || FD credènze. || BA credenze.

cremone [krə'mɤnə] Sciocco, Stolto. || BA cremone.

crepà [krə'pa] v. Crepare, Scoppiare, Schiattare. || GG Se sentije crepà lu core [sə sən'dɪjə krə'pa u 'kɤrə] N.d.R. Si sentì scoppiare il cuore. || GG crepà (1834).

crepate [krə'pɜtə] agg. Non ricettivo, Flemmatico. || BA crepate ncuorpe [krə'pɜtə n'ɡʊrpə] indifferente, refrattario, N.d.R. lett. Schiattato in corpo. || BA crepate.

cresce ['krɛʃʃə] v. Crescere. || [fg. crèscere - ital. créscere]

crescirse [krəʃ'ʃɪrsə] v. Crescersi.

crescende [krəʃ'ʃɛndə] sm. Piccola porzione di pasta acida capace di far fermentare gli impasti. || LA crescènde. || BA crescende.

cresciute [krəʃ'ʃʉtə] pp. e agg. Cresciuto. || LR minz’archetràve ck’i matune fôre, andò è cresciùte sope ‘u cambumille ['minʣə arkə'trɜvə k-i ma'tʉnə 'fɤrə, an'dɔ ɛ kkrəʃ'ʃʉtə 'sɤpə  u kambu'millə] N.d.R. mezzo architrave con i mattoni sporgenti, su cui è cresciuta la camomilla.

cresomele [krə'sɔmələ] sf. Albicocca. || VC Dicesi pure per indicare un enfiamento, come per esempio: «L'ha fatta na cresòmola sott'a l'ùocchie » [l-a f'fattə na krə'sɔmələ 'sɔtt-a l'ukkjə] N.d.R. Ha un gonfiore sotto gli occhi. || VF crisomola (1843). || VC cresòmola / crisòmola (1939). || RF cresomele [kre̯sǫme̯le̯].

crestallire [krəstal'lirə] sf. Credenza con ante di vetro, Cristalliera. || FB crestallire. || RF cristallire / crestallire [kristallíre̯].
crestiane  [krəs'tjɜnə] sm. Cristiano, Persona. || SA È nu bune crestiane! [ɛ nu b'bunə krəs'tjɜnə] È un buon cristiano -una buona persona-. || MP pecchè, nen eije nu crestiané cume e nujie? [pək'kɛ, nənn'ɘjə nu krəs'tjɜnə 'kum-ɛ n'nʉjə?] N.d.R. perché, non è come noi? || MP crestiané. || PM cristiane. || TF crestiàne. || DPM crestiane. || LR crestijàne.

crete ['krɘtə] sf. Argilla. || MM kréte. || RF créte [krẹ̊te̯].

crià [kri'a] v. Creare.

crianze [kri'anʣə] sf. Creanza, Buona educazione. || EG A stà o custe nenn' éje crîanze, pegghiàme 'a fèmene e mettimele annanze [a sta ɔ 'kʊstə nənn'ɘjə kri'anʣə,  pəɡ'ɡjɜmə a 'fɛmmənə ɛ mmət'tɪmələ an'nanʣə] N.d.R. Stare al fianco non è educato, prendiamo la donna e mettiamola davanti -nella quadriglia-. / [ki 'tɘnə 'nɜsə,  'tɘnə kri'anʣə] Chi ha naso, ha buona educazione. || LA crejànze. || AO crijànze. || EG crîanze. || BA crejanze. || LMG crianze. || FD criànze.

criate [kri'ɜtə] pp. e agg. Creato. || ME ‘I cose d’u Crejate [i 'kɤsə d-u kri'ɜtə] Le cose del Creato. || LE crijate. || ME Crejate.

criature [kria'tʉrə] sost. Bambino, Ragazzo, Marmocchio. || NM Chè site chjù nu criature? [kɛ 'sɪtə k'kjʊ nu kria'tʉrə?] N.d.R. Che siete più un bambino? || LA te pare d’èsse angòre crijature [tə 'pɜrə d'ɛssə an'ɡɤrə kria'tʉrə] N.d.R. ti sembra di essere ancora bambino. || MAM [ę́ nnǻte̥ na kriatúre̥ k-í kapílle̥ nẹ́re̥ nẹ́re̥] è nata una bambina con i capelli neri neri. || ZO creature (1864) || AO crijatùre. || PR crijature. || LE crijaturé. || NM criature. || MAM [kriatúre̥].

criazione [kriat'ʦjɤnə] sf. Creazione. || ME crejazione.

cricche ['krɪkkə] 1. sm. Cricco, Martinetto  || 2. locuz. cricche cricche ['krɪkkə 'krɪkkə] Esuberante.  

criose [kri'ɤsə] agg. f. Curiosa, Insolita, Strana, Buffa. || al m. criuse [kri'ʉsə] || BM Stata cosa criose e quante parle! [s'tata 'kɤsa kri'ɤsə ɛ k'kwandə 'parlə!] N.d.R. Quest’altra cosa -persona- buffa, ma quanto parla! || BM criose.

criscè [kriʃ'ʃɛ] sm. Uncinetto. || MM krisscé.

Criste [krɪstə] pers. m. Cristo. || BA Criste / Cristo. || FB Créste. || FM Krìste.

criucce [kri'ʊtʧə] sm. pl. Bambini, Figli, Ragazzi, Piccoli. || LA crijucce. || RF crijucce [kre̯i̭ųčče̯].
criucciare [kriut'ʧɜrə] sf. Insieme di bambini che fanno chiasso. || AO crijucciàre.

criule [kri'ʉlə] sm. Stringa di cuoio per scarponi. || BA crijuole.

criuse [kri'ʉsə] agg. m. Curioso, Insolito, Strano, Buffo. || al f. criose [kri'ɤsə] || LR Qualcune diciarrà ca so criùse, ca tènghe ‘a lènga longhe e pungechèje, forse me pigghje pure pe ‘mmediùse [kwal'kʉnə  diʧar'ra ka sɔ kkri'ʉsə, ka 'tɛnɡə a 'lɛnɡa 'lɔnɡə ɛ ppunʤə'kɘjə, 'fɔrsə mə 'pɪɡɡjə 'pʉrə pə mmə'djʉsə] N.d.R. Qualcuno dirà che sono strano, che ho la lingua lunga e punzecchio, forse mi prende anche per invidioso. || LR criùse. || RF crijùse [kre̯i̭ůse̯].
croce ['krɤʧə] sf. Croce. || pl. cruce. || BF facimec ‘a croc’ e mmenameci abbasce! [fa'ʧɪməʧə a 'krɤʧə ɛ mmə'naməʧə ab'baʃʃə] N.d.R. facciamoci la croce e buttiamoci giù. || AO E' jùte pe farse 'a croce e s'è cecàte l'ùcchje [ɛ 'jʉtə  pə f'farsə a 'krɤʧə ɛ ss-ɛ tʧə'kɜtə l 'ukkjə] È andato par farsi la croce e si è accecato. || TF cròce. || AO croce. || BF croc’. || BN croc.

cromatine [kroma'tɪnə] sf. Lucido per scarpe. || Anche crumatine / [kruma'tɪnə]. || RM cromatìne.

croscke ['krɔʃkə] sf. Ferula. || estens. Gruppo di persone. || BF Le foglie della ferola son dette croshche. || NM¹ crosch. || BF croshche (1894).

cruce ['krʊʧə] sf. pl. Croci. || sing. f. croce ['krɤʧə] || SA ’U Cappellone ‘i Cruce. [u kappəl'lɤnə i 'krʊʧə] Il Cappellone delle Croci.

crucefisse [kruʧə'fissə] sm. Crocifisso. || RM crucefìsse.

crucese [kru'ʧɘsə] agg. e smf. Crocese, Abitante del Borgo Croci. || pl. crucise [kru'ʧɪsə]  || FB crucese.

cruceselle [kruʧə'sɛllə] sf. Crocesella, Pseudonimo di Elisa Giordano poetessa dialettale della fine del 1800. || BF crucesella.

crucise [kru'ʧɪsə] agg. e sost. pl. Crocesi, Abitanti del Borgo Croci. || sing. crucese [kru'ʧɘsə] || MM  krucíse.

crude [krʉdə] agg. Crudo. || CA² krudë. || RF crùde [krůde̯].
crudivele [kru'dɪvələ] agg. Difficile a cuocersi. || LA crudìvele. || BA crudivele.

crumatine [kruma'tɪnə] sf. Cromatina, Lucido per le scarpe. || Anche cromatine [kroma'tɪnə]. || RF crumatìne [krumatı̊ne̯].

cruscke ['krʊʃkə] sm. Capriccio. || BA cruosche.

cruste ['krustə] sf. Crusta, Concrezione calcarea.

crute ['krʉtə] agg. Crudo. || LE crude.

cruvattine [kruwat'tɪnə] sm. Collo di giacca, Cravattino. || BA cruvattine.

cucà [kukà] / [ku'ka] v. Andare a dormire. || Anche curcà [kur'ka] e culecà [kulə'ka]. || SA Mo vene Natale e senza denare, facime ‘u litte e ce jame a cucà! [mɔ 'vɘnə na'tɜlə ɛ s'sɛnʣa də'nɜrə, fa'ʧɪmə u 'littə ɛ tʧe 'jɜmə a kku'ka] Viene Natale e -siamo- senza denaro, rifacciamo il letto ed andiamo a dormire.

cucce ['kʊtʧə] sm. Coccio. || LA cucce.

cuccetille [kutʧə'tillə] sm. Piccolo barattolo. || FB cuccetìlle. || RF cuccetille [kučče̯tílle̯].

cucchiare [kuk'kjɜrə] sf. Cazzuola del muratore, Mestolo da cucina. || sm. Cucchiaio. || VF cucchiara di fravecatore [kuk'kjɜrə də  fravəka'tɤrə] cazzuola. || VF cucchiara (1841) || ZO cucchieur (1864). || FB cucchijàre. || AO cucchjàre.

cucchiarelle [kukkja'rɛllə] sf. Cucchiaio di legno usato in cucina. || BA cucchiarelle. || RF cucchiarèlle [kuĉĉaręlle̯].

cucchiarine [kukkja'rɪnə] sm. Cucchiaino. || AO cucchjarìne.

cucchjire [kuk'kjirə] sm. Cocchiere, Vetturino. || RM Pasquà, te stai ambarànne a fa’ ‘u cucchijere? [pas'kwɜ tə s'tɜjə amba'rannə a ffa u kuk'kjirə?] N.d.R. Pasquale, stai imparando a fare il vetturino? || ZO cucchier (1864) || DPM cucchjire. || RM cucchijere.

cucchierille [kukkjə'rillə] sm. Cocchiere in seconda. || BA cucchierielle.

cucciamelone [kutʧamə'lɤnə] agg. e sost. Testa calva, Che o chi è privo di capelli. || LA cuccemelone.

cucciute [kut'ʧʉtə] agg. Cocciuto. || RM cucciùte.

cuccuvaje [kukku'wɜjə] sf. Civetta. || LA cuccuvaje. || AO cuccuguàje. || RF cuccuvàje [kukkuṷåi̯e̯].

cuccuvajuzze [kukkuwa'jʊtʦə] sm. Iettatore, Piccolo gufo. || RM cuccuajùzze.

cucenà [kuʧə'na] v. Cucinare. || FB cucenà.

cucende [ku'ʧɛndə] p. pr. e agg. Cocente, Che scotta. || LR cucènde. || RF cucènde [kučęnt̬e̯].

cucenille [kuʧə'nillə] sm. Piatto a base di uova e ricotta. || BA cucenielle.

cuche ['kukə] sm. Cuoco. || GA cuck. || ZO cuocheu (1864). || [fg. cuóco - ital. cuòco]

cucine [ku'ʧɪnə] sf. Cucina. || LR Vénene a dà na mane ind’a cucìne ['vɛnənə a dda na 'mɜnə 'ind-a ku'ʧɪnə] N.d.R. Vengono a dare una mano in cucina. || LR cucìne.

cucuccine [kukut'ʧɪnə] sf. zool. Cappellaccia.

cucuiglie [kuku'ɪʎʎə] sf. Conchiglia. || VC cuchìglia (1929). || RM  cucuìglije.

cucumazze [kuku'matʦə] sm. Zucchina. || RM cucumàzze.

cucume ['kʊkumə] sm. Grosso contenitore per acqua.

cucumone [kuku'mɤnə] sm. Oggetto di scarsa utilità e molto ingombrante.

cufene ['kʊfənə] avv. Molto, Un sacco. || RM cùfane.

cugghie ['kʊɡɡjə] sf. Coglia, Scroto. || RM cùgghije.

cugine [kud'ʤɪnə] smf. Cugino.

cugne ['kʊɲɲə] sm. Cuneo di legno. || sf. Donna bassa. || Locuz. mèzza cúgne [mè ] / ['mɛdʣa' kʊɲɲə] mezza tacca. || BA cugne.

cugnette [kuɲ'ɲɛttə] agg. f. Piccolina. || ML na mezza cugnette che quatte mosse ha cagnete n’ome d’accussì a cussì [na 'mɛdʣa kuɲ'ɲɛttə kə k'kwattə 'mɔssə a kkaɲ'ɲɜtə n'ɤmə da kkus'sɪ a kkus'sɪ] N.d.R. una mezza tacca, con quattro moine, ha cambiato un uomo da così a così. || ML cugnette.

cujete [ku'jɘtə] agg. Quieto. || RA A fernité? Staté cujete’ [a fər'nɪtə? s'tatəvə ku'jɘtə] La finite? State buoni! || RA cujete’.

culacchione [kulak'kjɤnə] sm. Culone. || RM culacchijòne.

culazze [ku'latʦə] sf. Pannolino per neonato, La parte posteriore del carretto. || CS  culazze.

cule ['kʉlə] sm. Sedere, Culo, Deretano. || CA Chi troppe s’avasce, ‘u cule mostre [ki 'trɔppə  s-a'vaʃʃə u 'kʉlə 'mɔstrə] N.d.R. Chi troppo si abbassa, mostra il sedere. || BA Staje amare cum’a nu cule de cetrule [stɜjə  a'mɜrə 'kum-ɛ  nu 'kʉlə də ʧə'trʉlə] Stai amaro al pari del culo del cetriolo. || GA Cule a poppe ['kʉlə a p'pɔppə] N.d.R. Sedere sporgente, lett. Culo a poppa. || GA cule. || TF cùle. || FO cule [cüle̥]

culecà [kulə'ka] v. Andare a dormire. || Anche curcà e cucà. || BA culecà.

cullare [kul'lɜrə] sm. Collare. || FB cullàre.

culle ['kullə] sm. Collo. || BA cuolle.

cullette [kul'lɛttə] sm. Colletto. || BA cullette.

culummere [ku'lʊmmərə] sm. Fico. || RM culùmmere.

culunnette [kulun'nɛttə] sf. Comodino. || BA culennette. || LA culunnètte. || MM kulunnètte.

culurate [kulu'rɜtə] pp. e agg. Colorato. || EG culuràte.

cum’a ['kum-a] par. comp. Come la. || NM cume ‘a.

cumannà [kuman'na] Comandare. || FP a guerre é belle pe chi ce cumann e po’ sparisce e pigghie tutta n’ata vije [a 'ɡwɛrrə ɛ b'bɛllə pə kki ʧə ku'mannə ɛ ppɔ 'pɪɡɡjə 'tʊtta n'ata 'vɪjə] N.d.R. la guerra è bella per chi ci dà gli ordini e poi sparisce e prende tutt’altra via. || AO cumannà.

cumanne [ku'mannə] sm. Comando. || LCG L’aggja da mantinè alle mie cumanna [l'aɡɡja da mandə'nɛ ɛ 'mijə ku'mannə] N.d.R. La terrò al mio comando. || ZO cumand (1864) || LCG cumanna (1897).

cumbà [kum'ba] sm. Compare. || SG¹ Cumbà, t’u ‘ggiure nen hamme ditte nìnde [kum'ba, t-u d'ʤʉrə, nənn 'ammə 'dɪttə 'nində] N.d.R. Compare, te lo giuro non abbiamo detto niente. || SG¹ cumbà. || LA cumpà.

cumbagne [kum'baɲɲə] s. Compagno, Amico. || NM fa cund’ che sime duje cumbagne [fa 'kundə kɛ 'simə 'dʉjə kum'baɲɲə]  N.d.R. fai conto -immagina- che siamo due amici. || TF ghìje àgghije ji' k'i cumbàgne [ɡɨjə 'aɡɡja 'jɪ k-i kum'baɲɲə] N.d.R. io devo andare con gli amici. || TF cumbàgne. || NM cumbagne. || MA  cumpagne. || MM [kumbá/ňňe̥]

cumbagnije [kumbaɲ'ɲɪjə] sf. Compagnia. || NM Vi dispiace se vi venghe a fa cumbagnje? [və dəs'pjaʧə sɛ və 'vɛnɡə a ffa kumbaɲ'ɲɪjə?] N.d.R. Vi dispiace se vi vengo a fare compagnia? || NM cumbagnje. || MP cumpagnije. || GE cumpagnia. || PM cumbagnije.

cumbagnone [kumbaɲ'ɲɤnə] sm. Compagnone, Amico che fa buona compagnia. || RM cumbagnòne.

cumbaragge [kumbarad'ʤə] sm. Comapanatico. || RM cumbaràgge.

cumbare [kum'bɜrə] sm. Compare. || Anche ‘mba [mba]. || AO cumbàre.

cumbareme [kum'barəmə] avv. Nel momento stesso, Non appena. || MG cumpareme vedemm' 'u nemiche ce mettemm'a sparà [kum'barəmə və'dɛmmə u nə'mikə ʧə mət'tɛmmə a spa'ra] N.d.R. appena vedemmo il nemico ci mettemmo a sparare. || MG cumpareme. || MG cumpàrme. || FB cumbarme.

cumbarizie [kumba'rɪtʦjə] sm. Il complesso delle usanze legate al fare da compare. || RM cumbarìzije.

cumbassione [kumbas'sjɤnə] sf. Compassione. || RM cumbassiòne.

cumbatì [kumba'tɪ] v. Compatire. || FB cumbaté.

cumbattemende [kumbattə'mɛndə] sm. Combattimento. || RM cumbattemènde. || [fg. combattimènto - ital. combattiménto]

cumbatute [kumba'tʉtə] pp. Compatito. ||  BA cumpatute.

cumbedenze [kumbə'dɛnʣə] sf. Confidenza. || SA Chi t’a ‘ccorde 'sta cumbedenze? [ki t-ak'kɔrdə sta kumbə'dɛnʣə?] Chi ti da questa confidenza? || FB cumbedénze. || MG¹ cunfedénze.

cumbenà [kumbə'na] v. Combinare. || SG E ditte ninte che cumbenavene abbascie a’ grotte [ɛ 'dɪttə 'nində kɛ kkumbə'navənə ab'baʃʃə a 'ɡrɔttə] N.d.R. Hai detto niente cosa combinavano giù nella grotta. || RM cumbenà.

cumbenazione [kumbənat'ʦjɤnə] sf. Combinazione. / [pə kkumbənat'ʦjɤnə akki'jɜjə na b'bɛlla 'dɔnnə] Per combinazione vidi una bella donna. || AO cumbenaziòne. || LCG cumbnazione (1897).

cumbessà [kumbəs'sa] v. Confessare.

cumbessiunine [kumbəssiu'nɪnə] sm. Confessionale. || RM cumbissiunìne.

cumbessorie [kumbəs'sɔrjə] sm. Confessionle, Atto del confessarsi.

cumbettuzze [kumbət'tʊtʦə] sm. Piccolo confetto colorato. || FB cumbuttòzze.

cumbiacenze [kumbja'ʧɛnʣə] sf. Compiacenza.

cumbitte [kum'bittə] sm. Confetto. || ZO cunfiett (1884) || LA cumbîtte.

cumblemende [kumblə'mɛndə] sm. Complimento, Elogio. || TF cumblemènde [fg. complimènto - ital. compliménto]

cumbonne [kum'bɔnnə] v. Confondere. || LE Ma, isse, nun sé scumbóne; e manghé se cumbónne! [ma, 'ɪssə, nʣə skum'bɤnə; ɛ m'manɡə sə kum'bɔnnə!] N.d.R. Ma, lui, non si scompone; e neanche si confonde. || LE cumbónne. || [fg. confòndere - ital. confóndere]

cumburtarse [kumbur'tarsə] v. rifl. Comportarsi.

cume ['kumə] avv. e congz. Come. || locuz. cum’eja eje [kum 'ɘja 'ɘjə] Comunque esso sia. || SA Cume te chiame? ['kumə tə 'kjɜmə?] Come ti chiami? || GG come a n’allangate [kum-a  n-allan'ɡɜtə] N.d.R. Come un affamato. || GG come (1834) || SG cumme. || PM cumê. || TF cùme. || MM [kú̥me̥].  

cum'è ['kum-ɛ] par. comp. Come è, A se conda di come è. || Anche ccum’è [k'kum-ɛ] || AO a ccum’ e’ ‘a farìne [a k'kum-ɛ a fa'rɪnə] N.d.R. in base alla qualità della farina. || AO ccum’e’.

cumegghjà [kuməɡ'ɡja] v. Coprire, Proteggere. || BA cummegghià. || LA cumegghià.

cumenzà [kumən'ʣa] v. Cominciare. || Anche accumenzà [akkumən'ʣa]. || RM cumenzà.

cumete [ku'mɘtə] sf. Cometa, Aquilone. || LA cumète. || BA cumete.

cummà [kum'ma] sf. Comare. || Anche cummare [kum'mɜrə]. || RG cummà.

cummare [kum'mɜrə] sf. Comare, Amante. || RA E c’a cummar e i cummarellé [ɛ kk-a kum'mɜrə ɛ i kumma'rɛllə] E con la comare e le comarelle. || NM cummare. || RA cummar’. || ML¹ cummàre.

cummarelle [kumma'rɛllə] sf. Comarella. || RA cummarellé.

cummatte [kum'mattə] v. Combattere, Armeggiare,  Darsi da fare. || FB cummatte.

cummedie [kum'mɛdjə] sf. Commedia. || SA Amma fa ‘a cummedie? ['amma fa a kum'mɛdjə?] Dobbiamo fare la commedia? || RA N’ata vot’accuménzaté sta cummedia scustumáté? [n-ata 'vɤtə akkumən'ʣɜtə sta kum'mɛdja skustu'mɜtə?] Di bel nuovo cominciate questa commedia ineducata? || TF cummèdije.

cummende [kum'mɛndə] sm. Convento. || FB cumménde.

cummerciande [kummər'ʧandə] sm. Commerciante. || CL cummerciante.

cum’u ['kum-u] par. comp. Come il, Come lo. || SA¹ cum’lu. || EG cum’u.

cundannate [kundan'nɜtə] pp. Condannato. || ME chi nen crède è state già cundannate! [ki nən 'krɘdə ɛ s'tɜtə dʤa kundan'nɜtə!] chi non crede è stato già condannato. || ME cundannate.

cunde ['kundə] 1.sm. Racconto. 2. sm. Conto. || BA ej'asciute da cunte [ɛ aʃ'ʃʉtə da 'kundə] la donna incinta prossima a sgravare. N.d.R. lett. È uscita di conto. || DPM cunde. || TF cùnde. || BA cunte. || [fg. cònto - ital. cónto]

cundegnose [kundəɲ'ɲɤsə] agg. f. Riservata. || m. cundegnuse [kundəɲ'ɲʉsə]  || BA cuntegnose. || SE ccundegnòse.

cundegnuse [kundəɲ'ɲʉsə] agg. m. Riservato. || f. cundegnose [kundəɲ'ɲɤsə] || RM cundegnùse.

cundemende [kundə'mɛndə] sm. Condimento. || Anche cunzaminde [kunʣa'mində] o cundeminde [kundə'mində]. || CS cundemènte. || [fg. condimènto - ital. condiménto]

cundeminde [kundə'mində]  sm. Condimento. || Anche cunzaminde [kunʣa'mində] o cundemende [kundə'mɛndə] || AO cundemìnde.

cundende [kun'dɛndə] agg. Contento. || ZO content (1864). || PM cuntènte. || RA cuntenté. || ME cuntènde. || TF cundènde.

cundenuvà [kundənu'wa] v. Continuare. || RM cundenuvà.

cundrarie [kun'drarjə] agg. Contrario. || Locuz. ‘o cundrarie [ɔ kun'drarjə] Al contrario. || RM cundràrije.

cundrariose [kundra'rjɤsə] agg. Contrario.

cundratte [kun'drattə] sm. Contratto. || AO cundràtte.

cunette [ku'nɛttə] sf. Cunetta. || FB cunétte. || [fg. cunètta - ital. cunétta]

cunforte [kun'fɔrtə] sm. Conforto. || PM cunforte.

cunge ['kʊnʤə] avv. Piano. || Reduplic. cunge cunge ['kʊnʤə 'kʊnʤə] Piano piano, Sommessamente. || RF cunge cunge [kųnč̬e̯ kųnč̬e̯].

cungertine [kunʤər'tɪnə] sm. Concertino, Piccolo complesso musicale. || SG cuncertine.

cungestorie [kunʤəs'tɔrjə] sm. Concistoro, Assembramento di persone. || RF cungestorie [kunč̬e̯stǫri̭e̯].

Cungettine [kunʤət'tɪnə] pers. f. Concettina

cungirte [kun'ʤirtə] sm. Concerto.

cungreje [kun'ɡrɘjə] sf. Congrega. || FB cungréij. || [fg. congréga - ital. congrèga]

cunigghie [ku'nɪɡɡjə] sm. coniglio. || AO cunìgghje.

cunvenì [kunvə'nɪ] v. Essere vantaggioso, Convenire. || SA Nen me cunvene a jí là! [nə mmə kun'vɘnə a 'jɪ lla] Non mi conviene andare là.

cunvenienze [kunvə'njɛnʣə] sf. Convenienza, Buona educazione. || BA crejanze e convenienze [kri'anʣə ɛ kkunvə'njɛnʣə] educazione e convenienza. || BA convenienze.

cunvoglie [kun'vɔʎʎə] sm. Conviglio, Treno. || RA Ma, u cummoglio tè sciuppaje [ma u kun'vɔʎʎə tə ʃup'pɜjə] Ma il treno ti portò via. || RA cummoglio.

cunzà [kun'ʣa] v. Condire. || FB cunzà. || RF cunzà [kunźá].

cunzaminde [kunʣa'mində] sm. Condimento. || Anche  cundemende [kundə'mɛndə] o cundeminde [kundə'mində]. || FB cunzaminde. || RF cunzaminde [kunźamínt̬e̯]. || [fg. condimènto - ital. condiménto]

cunze ['kʊnʣə] sm. Pranzo offerto dai parenti del defunto ai congiunti in occasione di un lutto. || BA cuonze. || RF cunze [kųns̬e̯].

cunzegnà [kuɲɲà] / [kunʣəɲ'ɲa] v. Consegnare.

cunzegne [kun'ʣɛɲɲə] sf. Consegna. || RM cunzègne. || [fg. consègna - ital. conségna]

cunzerrusce [kunʣɛr'rʊʃʃə] sm. Trucco. || TF e bbràve a Fedòre, a vèste còrte, u cunzerùsce ‘m bbàcce, ‘sta figghiòle s’è sbaliàte [ɛ b'brɜvə a ffe'dɤrə, a 'vɛsta 'kɔrtə, u kunʣɛr'rʊʃʃə m'batʧe, sta fiɡ'ɡjɤlə s-ɛ zbali'jɜtə] N.d.R. e brava Fedora, il vestito corto, il trucco in faccia, questa ragazza si è sbandata. || TF cunzerùsce. || BM conzerrusce. || EG conz'e rusce.

cunzigghie [kunʒì] / [kun'ʣɪɡɡjə] sm. Consiglio, Consultazione tra più persone. || Anche cunziglie [kun'ʣɪʎʎə]. || BF cunzigghie.

cunziglie [kun'ʣɪʎʎə] sm. Consiglio, Consultazione tra più persone. || Anche cunzigghie [kun'ʣɪɡɡjə] || CA Cunsiglie de volpe, dammàgge de galline [kun'ʣɪʎʎə də 'vɔlpə, dam'madʤə də ɡal'lɪnə] N.d.R. Consultazione tra volpi, -grossi- guai per le galline. || FO Da chi nun tene figghije, nun ce jenne né p'ajute né pe cunziglie! [Da chi nün tene̥ figghije̥, nün ce̥ jenne̥ né p'ajute̥ né pe̥ cunʒiglie̥!]  Da chi non ha figli, non andare nè per aiuto nè per consiglio.|| TF cunzìglije. || CA cunsiglie. || AO cunzìglie. || MG¹ cunziglie || FO cunziglie [cunʒiglie̥]. || RF cunziglie [kunźiłłe̯].

cunzulà [kunʣu'la] v. Consolare. || RA Che te’ fannó cunzulà [kɛ tə 'fannə kunʣu'la] Che ti fanno consolare. || RA cunzulà.

cunzumate [kunʣu'mɜtə] pp. e agg. Consumato. || RM cunzumàte.

cuperte [ku'pɛrtə] sf. Coperta. || FO Sott’e cuperte nun ce pare pezzendarije [Sott’e cuperte̥ nün ce̥ päre̥ pe̥zze̥ndarije̥] Sotto le coperte non appare la povertà (si sente meno).  || FO cuperte [cuperte̥].

cupete [ku'pɘtə] sf. Torrone con nocciole e cioccolato. || BA Eja de fave la cupete ['ɘjə  də 'fɜfə a ku’pɘtə] la copeta è fatta con le fave. || LA cupète. || RA cupeta. || BA cupete. || RF cupète [kupę̊te̯].

cuppine [kup'pɪnə] sm. Mestolo. || FO U cuppine sœpe i guœje d'a tielle [U cüppine̥ sœpe̥ i guœje̥ d'a tielle̥] Il mestolo conosce i guai della pentola. || VF cuppino (1841) || BA cuppine. || FO cuppine [cüppine̥]. || RF cuppine [kuppi̊ne̯].

cuppuline [kuppu'lɪnə] sm. Berrettino. || RM cuppulìne.

curà [ku'ra] v. Curare. || EG a la facce de chi ‘nze ne cure [a 'fatʧə də ki nʣə nə 'kʉrə] N.d.R. alla faccia di chi non se ne cura. || FB curà.

curagge [ku'radʤə] sm. Coraggio. || PR Curagge ne’ nne tene de fa ‘a guerre [ku'radʤə nə nnə 'tɘnə də fa a 'ɡwɛrrə] N.d.R. Coraggio non ne ha di fare la guerra. || LA e forze, curagge, salute speranze 'i faje avè [ɛ f'fɔrzə, ku'radʤə, sa'lʉtə spə'ranʣə i 'fɜjə a'vɛ] N.d.R. e forza, coraggio, salute speranza gli fai avere. || DPM curagge.

curatele [ku'ratələ] sm. Curatolo, Sorvegliante di azienda agricola. || AO Qua me pare na massarìje sènza curàtele [kkwa mə 'pɜrə na massa'rɪjə 'sɛnʣa ku'ratələ] Qui mi sembra una masseria senza curatolo. || AO curàtele. || RF curatele [kuráte̯le̯].

curatele [kura'tɘlə] sf. Curatela. || BA curatele. || [fg. curatéla -  ital. curatèla]

curatelle [kura'tɛllə] sf. Corata, Coratella, Cuore, polmoni, fegato e milza di animali macellati. || FB curatèlle.

curcà [kur'ka] v. Andare a dormire. || Anche culecà [kulə'ka] e cucà  [ku'ka]. || SA Giuvanne s’è jute a corche subbete ajire sere. [dʤu'wannə s-ɛ  'jʉtə a k'kɔrkə 'sʊbbətə a'jirə s'sɘre] Giovanni è andato a dormire presto ieri sera.

curce ['kurʧə] agg. Senza corna. || MM kurce.

curle ['kʊrlə] sm. Trottola di legno. || VF curlo di legname ['kʊrlə də ləɲ'ɲɜmə] Trottola senza quel ferro che volgarmente dicesi Spuntone [spun'dɤnə] || VF curlo (1841) || BA curle. || RF curle [kųrle̯].

curnacchie [kur'nakkjə] sf. Cornacchia. || TF curnàcchije.

curne ['kurnə] sm. Corno. || sf. corne ['kɔrnə] || AO cùrne. || RF curne [kúrne̯].

curnette [kur'nɛttə] sf. Cornetta. || sm. Cornetto. || FC a curnette ave scurdàte e ‘u trumbone ave sfiatàte [a kur'nɛttə 'ɜvə skur'dɜtə ɛ u trum'bɤnə 'ɜvə sfja'tɜtə] La cornetta ha scordato e il trombone è sfiatato. || FC curnette. || [fg. cornètto/a - ital. cornétto/a]

curnute [kur'nʉtə] agg. Cornuto. || Anche chernute [kər'nʉtə] || GA curnute e mazziete! [kur'nʉtə ɛ mmatʦi'jɜtə!] N.d.R. cornuto e bastonato! || GA curnute.

curpe ['kʊrpə] sm. Corpo. || AO cùrpe.

curpette [kur'pɛttə] sm. Corpetto. || VF curpetto (1841). 

curra curre ['kʊrra 'kʊrrə] solo nella locuz. ‘nd’o curra curre [nd-ɔ 'kʊrra 'kʊrrə] Nel fuggi fuggi.

currede [kur'rɘdə] sm. Corredo. || RM currède. || [fg. corrédo - ital. corrèdo]

curreje [kur'rɘjə] sf. Bretella. || VF curreje (1841) || LA currèje.

currende [kur'rɛndə] sf. Corrente elettrica. || TF currènte.

currijame [kurri'jɜmə] sm. Finimento per cavalli. || RM currijàme.

currive [kur'rɨvə] sm. Collera, Nervosimo. || EG currive. 

curruture [kurru'tʉrə] sm. Corridoio. || RM currutùre.  

curte ['kurtə] agg. Corto. || BA curte e male cavate [k  mm ka] / ['kurtə ɛ m'mɜlə ka'vɜtə] N.d.R. lett. corto e malcavato. || BA curte.

curteje [kur'tɘjə] sm. Corteo. || CA¹ annanze a stu curteje vide u moneke ca croce [an'nanʣə a  stu kur'tɘjə  vɨdə u  'mɔnəkə k-a 'krɤʧə] N.d.R. davanti a questo corteo vedi il monaco con la croce. || CA¹ [curtejᵉ].

curtellare [kurtəl'lɜrə] sm. Venditore di coltelli. || RM curtellàre.

curtellate [kurtəl'lɜtə] sf. Coltellata. || SA L’ha ‘ccise ke ‘na curtellate! [l-a t'ʧɪsə kə na kurtəl'lɜtə] L’ha ucciso con una coltellata. || RF curtellàte [kurte̯llåte̯].

curtelle [kur'tɛllə] sf. Coltello grande per tagliare il pane ed altro.

curtellija [kurtəlli'ja] v. Prendere a coltellate, Tagliare con il coltello.

curtelluzze [kurtəl'lʊtʦə] sm. Coltellino. || FB curtellòzze.

curtile [kur'tɪlə] sm. Cortile.|| RF curtìle [kurtı̊le̯].

curtille [kur'tillə] sm. Coltello. || VF curtiello (1841) || ZO curtiell (1864). || BF curtîelle. || BA curtielle. || RF curtille [kurtílle̯].

curungine [kurun'ʤɪnə] sf. Coroncina.

cusarille [kusa'rillə] sm. Cosino, Persona di statura minuta. || PM stu cusarîlle ché manche se vède [stu kusa'rillə kɛ 'manɡə sə 'vɘdə] N.d.R. questo cosino -questa donna bassa- che neanche si vede. || PM cusarîlle.

cuscenette [kuʃʃə'nɛttə] sm. Cuscinetto per aghi. || FB cuscenètte.

cuscienze [kuʃʃi'ɛnʣə] sf. Coscienza. || PM cusciènze. || AO cusciènza. || PR cuscienze. || RF cuscènze [kuššęnźe].

cuscine [kuʃ'ʃɪnə] sm. Guanciale, Cuscino. || MM kusscíne.

cusciulijà [kuʃʃuli'ja] v. Andarsene sempre in giro a piedi. || SA Quelle se ne vace sembe cusciulijanne! ['kwɛllə sə nə 'vɜʧə 'sɛmbə kuʃʃuli'jannə] Quella -ragazza- sta sempre in giro. || AO cuscelijà.

cusetore [kusə'tɤrə] sm. Sarto. || ZO cusitore (1864).

cusetrice [kusə'trɪʧə] sf. Sarta. || BA cusetrice.

cuseture [kusə'tʉrə] sf. Cucitura. || RM  cusutùre.

custate [kus'tɜtə] sf. Costole, Costata. || RM custàte.

custe ['kustə] avv. Vicino. || Locuz. o custe [ɔ 'kuste] A fianco, Accanto. || EG custe.

cusute [ku'sʉtə] pp. e agg. Cucito. || CL ere cume e me ca’ vocca sempe cusute, se faceve sule i fatte suije ['ɘrə 'kum-ɛ  mmɛ k-a 'vɔkka 'sɛmbə ku'sʉtə, sə fa'ʧɘvə sʉlə i 'fattə 'sʉjə] N.d.R. era come me, con la bocca sempre cucita, si faceva solo i fatti suoi. || CL cusute.

cutelijà [kutəli'ja] v. Agitare, Toccare insistentemente. || P Alì, ‘U cacciuniéll’ suj’ affiziunat’, s’ ‘a uardav’, cutilijann’ ‘a cota [alɪ, u katʧu'nillə 'sʉjə affətʦju'nɜtə, s-a ɡwar'dɜvə, kutəli'jannə a 'kɤdə] Alì, il cane suo affezionato, se la guardava, agitando la coda ||  RM cutelijà.

cuteruzze [kutə'rʊtʦə] sm. Osso sacro, Coccige. || SA Me face male ‘u cuteruzze! [mə 'fɜʧə 'mɜlə u kutə'rutʦə] Mi fa male il coccige.

cutre ['kʊtrə] sf. Imbottita, Coperta da letto pesante, Coltre. || cfr. mullettone [mullət'tɤnə]  || VF cutre (1841) || MM kutre. || RF cutre [kųtre̯].

cutte ['kuttə] agg. m. Cotto. || al f. cotte [k]. || SA Fatte, cutte e magnate ['fattə, 'kuttə ɛ mmaɲ'ɲɜtə] Fatto, cotto e mangiato. || LR Sop 'o cûtte acqua vellùte ['sɤp ɔ 'kuttə 'akkwa vul'lʉtə] acqua bollente sulla scottatura. || ML ‘U pane cutte ‘a ruchele e patàne [u 'pɜnə 'kuttə a 'rʊkələ ɛ ppa'tɜnə] N.d.R. Il pancotto -con- la ruca e le patate. Topolino mio cotto e «pignatello».  || ML cutte.

cutturille [kuttu'rillə] solo nella locuz. a ccutturille [a kkuttu'rillə] Stracotto, Molto cotto. || DAM Agnille a cutturille [aɲ'ɲillə a kkuttu'rillə] N.d.R. Agnello molto cotto. || DAM cutturille.

cutugnate [kutuɲ'ɲɜtə] sf. Cotognata, Confettura di mele cotogne. || RM cutugnàte.

cuvernà [kuvər'na] v. Nutrire.

cuvernate [kuvər'nɜtə] agg. Nutrito. || BA U male cuvernate u cuverne Criste [u 'mɜlə kuvər'nɜtə u ku'vɛrnə 'krɪstə] Il malnutrito è cibato da Cristo. || BA cuvernate.

cuverte [ku'wɛrtə] sf. Coperta. || VF cuverta (1841) || MU cupèrte. || MU cuèrte. || MM kuvèrte. || RF cuvèrte [kuṷęrte̯].

cuvirchie [ku'wɪrkjə] sm. Coperchio. || EG quanne ‘u cuvirchie, d’a tielle, chiàne allundàne ['kwannə u ku'wɪrkjə, d-a ti'jɛllə, 'kjɜnə allun'dɜnə] N.d.R. quando il coperchio del tegame, piano allontana. || BA cuverchie. || AO cuìrchje. || CS cuirchije. || EG cuvirchie.

cuzze ['kʊtʦə] solo nella locuz. de cúzze [də 'kutʦə] Di spalle. || ML cuzze. || AO cùzze. || RA cuozz’.

cuzzetille [kutʦə'tillə] sm. Del filoncino di pane le parti iniziale e finale. || FB cuzzettille.

cuzzette [kut'ʦɛttə] sm. Nuca, Collo. || BP I giuvene de mò tenene a frette arrete o cuzzette [i d'ʤʊvənə də 'mɔ 'tɛnənə a 'frɛttə ar'rɘtə ɔ kut'ʦɛttə] N.d.R. i giovani di oggi hanno la fretta dietro il collo. || LA cuzzètte. || BP cuzzette. || RF cuzzètte [kuzzętte̯].

cuzzulecchie [kutʦu'lɛkkjə] sf. Tellina, Piccolo mollusco commestibile || AO cuzzulècchje.

D

d'a [d-a] prep. art. Dalla, Della. || lett. da la.|| Anche ’a. || SA Venghe d‘a scole ['vɛnɡə d-a s'kɤlə] Vengo dalla scuola. || LR d’a matine ‘a sère [d-a  ma'tɪnə a 'sɘrə] N.d.R. dalla mattina alla sera. || GG da la (1834) || ZO deu la (1864). || LR d’a.

da [da] prep. sempl. Da. || Antiq. a ddo [a ddɔ] || GG Mo me ne vaco guatto guatto nata vota a do pateme [mɔ mə nə 'vɜkə 'kwattə 'kwattə n'ata 'vɤtə a ddɔ 'patəmə.] N.d.R.  Ora me ne vado  qutto quatto un'altra volta da mio padre. || SA Chjú tarde vnghe da te. [k'kjʊ t'tardə 'vɛnɡə da tɛ] Più tardi vengo -verrò- da te. || SE Tènene sèmbe da dìce ['tɛnənə 'sɛmbə da 'dɪʧə] N.d.R. Hanno sempre da dire. || GG a do  (1834). || ZO deu (1864) || SE da.

dà [da] v. Dare. || SA Me dispiace ma ije nen te pozze dà ninde [mə dəs'pjaʧə ma 'ijə nən tə 'pɔtʦə da 'nində] Mi dispiace ma io non posso darti neinte. || BM Signò, i denare me l’avita dà ogge, no fra nu pare de jurne! [siɲ'ɲɤ, i də'nɜrə mə l-avɨta da 'ɔdʤə, nɔ fra nu 'pɜrə də 'jurnə!] N.d.R. Signora, i soldi me li dovete dare oggi, non fra un paio di giorni! || BM dà.

dacape [da'kɜpə] avv. Daccapo, Di nuovo. || FB dacàpe.

daccialarde [datʧa'lardə] sm. Battilardo, Tagliere che in cucina serve a preparare battutti vari. || Anche adaccialarde [adatʧa'lardə] || FB daccialàrde.

dameggiane [daməd'ʤɜnə] sf. Damigiana. || RM damegiàne.

dammagge [dam'madʤə] sm. Danno, Sventura. || TF dammàgge. || RF [dammáǧǧe̯]. || Etimo:  dal fr. dommage, che è dal provenz. ant. damnatge, deriv. di lat. dămnum  « danno ».

Dandine [dan'dinə] pers. m. Dantino.

dannate [dan'nɜtə] pp. e agg. Dannato. || LR dannàte. || LC dannáte.

danne ['dannə] sm. Danno. || RF [danne̯].

darasse [da'rassə] solo nella locuzione darasse darasse [da'rassə da'rassə] Passo passo. || GG Lu quatrare fece sette carrine, e ce ne jije a nu pajese darrass...e darass...e [u kwa'trɜrə fa'ʧɪjə 'sɛttə kar'rɪnə, ɛ sə nə 'jɪjə a nu pa'jɘsə dar'rassə dar'rassə.] N.d.R. Il giovane ricavò sette carlini, e se ne andò in un paese passo passo. || FC Sparàte ‘a prima carcasse, ce ne jàme darasse darasse [spa'rɜtə a p'prɪma kar'kassə, ʧə nə 'jɜmə da'rassə da'rassə] Sparata la prima botta, ce ne andiamo passo passo. || GG darass...e darrass...e (1834). || FC darasse darasse.

date ['dɜtə] sf. Data. || pp. e agg. Dato, Picchiato. || ZO deut (1864)

davveramende [davvera'mɛndə] avv. Davvero, Veramente, Proprio. || cfr. averamende [avera'mɛndə].

dazie ['dadʣjə] sm. Dazio. || RM dàzije.

'Ddulurate [ddulu'rɜtə] pers. f. Addolorata. || || Anche Addulurate [addulu'rɜtə] || SG ‘A vi a vi, mo vene Dulurate [a vɪ, a vɪ mɔ 'vɘnə dulu'rɜtə] N.d.R. La vedi, la vedi, sta arrivando Addolorata. || SG Dulurate. || ML DDulurate. || TF Addulura’.

d'e [d-ɛ] prep. art. Dalle.

de [də] prep. sempl. Di. || SA ‘A poisije de Natale. [a pɔi'sɪjə də Na'tɜlə] la poesia di Natale. || FO U delore è de chi u sende, nò de chi passe e tene mende [U de̥lo-re̥ è de̥ chi u sende̥, nò de̥ chi passe̥ e te̥ne̥ mende̥] Il dolore è di chi lo sente, non di chi passa e guarda.  || GG de, di (1834) || CA² dë. || BF de. (1894). || FO [de̥].

debbete ['dɛbbətə] sm. Debito. || pl. dibbete ['dibbətə] || SA È brutte cume è ‘u debbete. [ɛ b'brʊttə 'kum-ɛ u 'dɛbbətə] È brutto come il debito.

decesione [dəʧə'sjɤnə] sf. Decisione. || RM decisijòne.

dechiarà [dəkja'ra] v. Dichiarare. || RM dechijarà.

dechiarazione [dəkjarat'ʦjɤnə] sf. Dichiarazione.

decide [də'ʧidə] v. Decidere. || LR se decedìje che ‘a notte, a na cèrt’ore [sə dəʧə'dɪjə kɛ a 'nɔttə, a na ʧɛrt'ɤrə] N.d.R. si decise che la notte, ad una certa ora. || RM decìde.

decore [de'kɤrə] sm. Decoro. || RA A Foggia diréné lustri e lu decoré [a f'fɔdʤə 'dɪrənə 'lustrə ɛ u de'kɤrə] A Foggia dettero splendori ed onori. || AO decìje che p’ ‘u decòre d’ ‘u palàzze me tuccàve na mùlte [də'ʧijə kɛ p-u de'kɤrə d-u pa'latʦə mə tuk'kɜvə na 'mʊltə] disse che per il decoro del palazzo mi toccava una multa. || RA decoré. || AO decòre.

decrije [də'krɪjə] sm. Piacere, Goduria. || RM decrìje.

defettate [dəfət'tɜtə] pp. e agg. Difettato.

defette [də'fɛttə] sm. Difetto. || FB defètte. || RF defètte [de̯fętte̯].

defettose [dəfət'tɤsə] agg. f. Difettosa. || m. defettuse [dəfət'tʉsə] || RM defettòse.

defettuse [dəfət'tʉsə] agg. m. Difettoso.

degne ['dɛɲɲə] agg. Degno. ||  MM [i̯í ne̥ nʒǫ ddéňňe̥ de̥ ɡę́sse̥ fíɡ̓́ɡ̓́e̥ a ttẹ] N.d.R. io non sono degno di essere tuo figlio. || MM [dé××e̥]. || [fg. dègno - ital. dégno]

degnetà [dəɲɲə'ta] sf. Dignità. || LR degnetà.

dejettate [dəjət'tɜtə] agg. Trasandato. || BA dejettate.

delasciate [dəlaʃ'ʃɜtə] pp. e agg. Indebolito. || VMG pëcchè quillu là è accussì dlasciatö e minchiarinö [pək'kɛ 'kwullu lla ɛ akkus'sɪ ddəlaʃ'ʃɜtə ɛ mmənɡja'rɪnə] N.d.R. perché quello là è cosi debole e stupido. || VMG dlasciatö. || BA delasciate.

delassate [dəlas'sɜtə] pp. e agg. Rilassato. || RM delassàte.

delecate [dələ'kɜtə] agg. Delicato. || RM delecàte.

deleggenze [dələd'ʤɛnʣə] sf. Diligenza. || ZO dilicenz (1864). || Etimo:  dal  fr. diligence, da voiture, carrozze de diligence “vettura di fretta” deriv. di diligence nel sign. ant. di “premura”.

delerijà [dələri'ja] v. Delirare. || RM delerijà.

delinguende [delin'ɡwɛndə] agg. Delinquente. || SG chissà che vole stu delinquente! [kis'sa kkɛ v'vɤlə stu delin'ɡwɛndə !] N.d.R. chissà cosa vuole questo delinquente! || SG delinquente.

delluvie [dəl'luvjə] sm. Diluvio. || Anche sdelluvie [zdəl'luvjə] || RM dellùvije.

delore [də'lɤrə] sm. Dolore. || sm. pl. delure [də'lʉrə] Dolori. || VC dulòre de càpe [də'lɤrə də 'kɜpə] emicrania. || RA E tè chiame, cu tanta duloré [ɛ ttə 'kjɜmə kə t'tanda də'lɤrə] Io ti chiamo con tanto dolore. || LMG ‘U delore èje de chi ‘u sénte, no de chì passe e tène ménte. [u də'lɤrə 'ɘjə də ki u 'sɛndə, nɔ də ki 'passə ɛ t'tɘnə 'mɛndə] N.d.R. Il dolore è di chi lo sente, non di chi passa e guarda.|| VC dulòre (1929). || BA delore. || RA duloré. || TF delòre. || FO [de̥lo-re̥].

delure [də'lʉrə] sm. pl. Dolori. || CL delure.

demonie [də'mɔnjə] sm. Demonio. || RM demònije.

denare [də'nɜrə] sm. Denaro, Soldi. || RA Ténéve denar’ a zeffunné [tə'nɘvə də'nɜrə a tʦəf'funnə] Aveva danaro da sprofondare la cassa forte. || LMG denàre. || RA denar’.

dende ['dɛndə] sm. sing. Dente.  pl. dinde ['dində] || VC dènte (1929). || RM dènde. ||  Etimol. dal lat. dĕns dĕntis.

dendire [dən'dirə] sf. Dentiera. || R||M dendìre. || [fg. dentiéra - ital. dentièra]

denocchie [də'nɔkkjə] sm. sing. Ginocchio. || Anche genocchie [dʤə'nɔkkjə]. || RM denòcchije.

denucchie [də'nukkjə] 1. sm. sing. Ginocchio. 2 sf. pl. Ginocchia. || AM  denucchie (1893). || RF denucchie [ǧe̯nųĉĉe̯].

denunzià [dənun'ʣja] v. Denunziare.

denunzie [də'nʊnʣjə] sf. Denunzia. || RM denùnzije.

deplome [də'plɤmə] sm. Diploma. || SG a morte è nu diplome che te face galandome! [a 'mɔrtə ɛ nu də'plɤmə kɛ tə 'fɜʧə ɡalan'dɤmə!] N.d.R. la morte è un diploma che ti fa galantuomo! || SG diplome. || [fg. diplóma - ital. diplòma]

deposete [də'pɔsətə] sm. Deposito. || BP Maledette u jurne che hamma apirte u deposete [male'dɛttə u 'jurnə kɛ amm-a'pirtə u də'pɔsətə] N.d.R. Maledetto il giorno che abbiamo aperto il deposito. || BP deposete.

derembette [dərəm'bɛttə] avv. Dirimpetto. || cfr.  faccefronde [fatʧə'frɔndə].  || RM derenbètte. 

deritte [də'rɪttə] sm. Diritto, Insieme delle norme di legge. || BP nen tenghe u deritte de campà pure ije? [nən 'tɛnɡə  u də'rɪttə də  kam'ba 'pʉrə 'ijə?] N.d.R. non ho il diritto di campare anch’io? || BP deritte. || SE derìtte.

dermute [dər'mʉtə] sf. Dormita. || RF dermùte [de̯rmůte̯].

derrutte [dər'rʊttə] sm. Rutto. || cfr. sgherrutte [zɡər'rʊttə]  || BA derrutte.

descenze [dəʃ'ʃɛnʣə] sf. Paralisi. || RM descènze.

desdette [dəz'dɛttə] sf. Disdetta. || FB desdètte. || [fg. diʃdètta – ital. diʃdétta]

desederie  [dəsə'dɛrjə] sm. Desiderio. || Anche desiderie  [dəsi'dɛrjə] || EG L’amore ca decïve d’avè pe mè, éje acqua lavàte. ‘U desedèrie de vedèrme, ‘ndiffèrènze [l-a'mɤrə ka də'ʧɪvə d-a'vɛ pə mmɛ, 'ɘjə 'akkwa la'vɜtə. u dəsə'dɛrjə də və'dɛrmə, ndiffe'rɛnʣə] N.d.R. lett. L’amore che dicevi di avere per me, è acqua lavata. Il desiderio di vedermi, indifferenza. || EG desedèrie.

desegne [də'sɛɲɲə] sm. Disegno. || AO desègne.

desgraziate [dəzɡrad'ʣjɜtə] pp. e agg. Disgraziato. || TF disgraziàte. || ML desgraziate.

desgrazie [dəz'ɡradʣjə] sf. Disgrazia. || RA Ma a Foggia la desgrazia l’arruvaje [ma a f'fɔdʤə a dəz'ɡradʣjə l-arru'wajə] Ma Foggia fu colta improvvisamente da una disgrazia. || RA desgrazia. || TF desgrazije. || CL desgrazie.

desiderà [desidə'ra] v. Desiderare.

desiderie [desi'dɛrjə] sm. Desiderio. || Anche desederie [dəsə'dɛrjə].

desoccupate [dəsɤkku'pɜtə] pp., agg. e sm. Disoccupato. || CV sjm ghijn d d’soccupöt, sfruttöt, e cass integröt ['simə 'kjinə də dəsokku'pɜtə, sfrut'tɜtə ɛ kkassinte'ɡrɜtə] N.d.R. Siamo pieni di disoccupati, sfruttati e cassintegrati. || CV d’soccupöt.

despenze [dəs'pɛnʣə] sf. Dispensa. || AO ‘A gatte d’a despènze. Cum’è èsse accussì pènze. [a 'ɡattə d-a dəs'pɛnʣə. 'kum-ɛ 'ɛssə akkus'sɪ 'pɛnʣə] La gattadella dispensa. Come è essa così pensa. || MG¹ despenze. || AO despènze.

desperate [dəspə'rɜtə] pp. e agg. Disperato, Senza soldi, Povero. || LMG desperàte. || BA desprate. || DPM desperate.

despette [dəs'pɛttə] sm. sing. Dispetto. || pl. despitte [dəspittə] dispetti. 

despettose [dəspət'tɤsə] agg. f. Dispettosa. || al m. despettuse [dəspət'tʉsə] || SE Sò ppezzecallànde, cretecànde e despettòse [sɔ ppətʦəkal'landə, krətə'kandə ɛ ddəspət'tɤsə] N.d.R. Sono cavillose, criticone e dispettose. || SE despettòse. || FP dspttosa.

despettuse [dəspət'tʉsə] agg. m. Dispettoso. || al f. despettose [dəspət'tɤsə]. || FB despettuse.

despitte [dəs'pittə] sm. pl. Dispetti. || sing. despette [dəs'pɛttə]. || RM despìtte.

desprezzande [dəsprət'ʦandə] agg. Sprezzante, Sdegnoso. || SA¹ desprezzante.

desprezze [dəs'prɛtʦə] sm. Disprezzo. || AO Chi desprèzze accàtte [ki dəs'prɛtʦə ak'kattə] Chi disprezza compera. || CA desprézze. || AO desprèzze.

despunibbele [dəspu'nɪbbələ] agg. Disponibile. || SG¹ despunibbele.

dessulute [dəssu'lʉtə] agg. Dissoluto.

dessutele [dəs'sutələ] agg. Inutile. || BA dessutele. || VF dissutile (1841).

destamende [dəsta'mɛndə] sm. Testamento. || RF tèstamènde [tęstamęnt̬e̯]. || RM destamènde. || [fg. testamènto - ital. testaménto]

destemonie  [dəstə'mɔnjə] sm. Testimone. || RM destemònije. || [fg. testimóne - ital. testimòne]

destemunià [dəstəmu'nja] v. Testimoniare. || RM destemunijà.

destre ['dɛstrə] sf. Destra. || cfr. ritte [rɪt'tə] || FP destr.

desturbe [dəs'tʊrbə] sm. Disturbo. || FB destorbe.

detale [də'tɜlə] sm. Ditale. || Anche ditale [di'tɜlə]  || RM detàle.

detille [də'tillə] sm. Dito mignolo, Ditino. || EG detille.

detone [də'tɤnə] sm. Pollice, Alluce. || FB detòne. || RF detóne [de̯tọ̈ne̯].

deversamende [dəversa'mɛndə] avv. Diversamente. || [fg. diversamènte - ital. diversaménte]

deverse [də'vɛrsə] agg. Diverso.

devertì [dəvər'tɪ] v. Divertire. || rifl. devertirse [dəvər'tɪrsə]  || SA Devirtete mo che si' giovane. [də'virtətə mɔ kɛ sɪ d'ʤɔvənə] Divertiti ora che sei giovane. || CA¹ Proprije mo che tutte a gende s’accummezz’a devertì ['prɔpjə mɔ kɛ ‘tʊtt-a d'ʤɛndə s akkum'mɛnʣə a ddəvər'tɪ] N.d.R. Proprio ora che tutta la gente comincia a divertirsi. || EG se mètte a 'uardà e se devèrte secure [sə 'mɛttə a war'da ɛ sə də'vɛrtə sə'kʉrə]  N.d.R. si mette a guardare e si diverte sicuramente. || CA¹ [dᵉvᵉrtì]. || TF diverti’.

devezione [dəvət'ʦjɤnə] sf. Devozione. || RM devezijòne.

di’ [dɪ] v. Dire. || Anche addice [ad'dɪʧə], dice ['dɪʧə]. || GG Ghijo non agghio faccie de di ca te sonte figghj ['ɡijə nən  'aɡɡjə  'fatʧə  də dɪ  ka tə 'sɔndə  'fɪɡɡjə] N.d.R. lett. Io non ho faccia di dire che ti sono figlio. || GG di (1834).

d'i [d-i] prep. art. Dei. || drv. da de li [də li] || SA Une d‘i cumbagne tuje. ['ʉnə d-i kum'baɲɲə 'tʉjə] Uno dei tuoi amici. || ML di. || EG d'i.

diademe [dja'dɘmə] sf. Diadema.

dialette [dja'lɛttə] sm. Dialètto. || LA Èje bèlle putè scrive in dialètte ['ɘjə b'bɛllə pu'tɛ s'krivə in djalɛttə] N.d.R. È bello poter scrivere in dialetto. || LA dialètte.

diavelarije [djavəla'rɪjə] sf. Diavoleria. || FB diavelareij.

diavele ['djavələ] sm. Diavolo. || CS A fèmmene? ha ngannáte  o dijavele [a 'fɛmmənə? a  nɡan'nɜtə ɔ 'djavələ] N.d.R. La donna? ha ingannato il diavolo. || AO Quanne u pòvere dace ’o rìkke, u dijàvele s’’a rìre ['kwann-u 'pɔvərə 'dɜʧə ɔ 'rɪkkə u 'djavələ s-a rɨrə] Quando il povero dona al ricco, il diavolo se la ride. || CS dijavele. || AO dijàvele. || FP diavl. || BA diavele.

diavelille [djavə'lillə] sm. Peperoncino, Diavoletto, Bambino molto vivace. || DLC i diavelille  pe’ farte arrezza’ i capille [i djavə'lillə pə f'fartə arrət'ʦa i  ka'pillə]  i peperoncini piccanti per farti arruffare i capelli. || VF diavulillo (1841). || DLC diavelille. || FB diavelèlle. || RF diavelille [di̭ave̯lílle̯].

diavelone [djavə'lɤnə] sm. Marca di una vecchia tintura per scarpe.

dibbete ['dibbətə] sm. pl. Debiti. || sing. debbete ['dɛbbətə] || SA È chjine de dibbete. [ɛ 'kjinə də 'dibbətə] È pieno di debiti. || NM diceve che se i dibite nen si pagane subite [də'ʧɘvə  kɛ  sɛ i 'dibbətə nən sə 'paɡənə 'sʊbbətə] N.d.R. dicevo che se i debiti non si pagano subito. || RF àve fatte dibbete si è indebitato || FB dibete. || NM dibite. || RG dibbete. || RF dibbete [díbbe̯te̯].

dicchjù [dik'kjʊ] avv. Più. || Anche cchjú [k'kjʊ], chjú ['kjʊ]  || MA Vale dicchiù une a fategà che cinte a cumannà ['vɜlə  də k'kjʊ 'ʉnə a ffatə'ɡa kɛ 'ʧində a kkuman'na] N.d.R. Serve più una persona che lavora che cento che comandano. || MA dicchiù.

dice ['dɪʧə] 1. v. Dire. || Anche addice, di’  [ad'dɪʧə], [dɪ]   || VC àgghiu dìtte ['aɡɡjə 'dittə] ho detto. || PM nen so cose chè se dicene e chè s’accontene [nən sɔ k'kɤsə kɛ sə 'dɪʧənə ɛ kkɛ s-ak'kɔndənə] N.d.R. Non sono cose che si dicono e si raccontano. || SE dìce. || FP dice.  

dice ['diʧə] 2. num. Dieci. || RA So diecé anne’ c’aspetté nutizié [sɔ d'diʧə 'annə k-as'pɛttə nu'tɪtʦjə] Sono dieci anni che aspetto notizie. || RA diecé. || FO dîce [dîce̥]  

dichiarà [dikja'ra] v. Dichiarare. || AM dichiarà.

diffide [dif'fidə] sf. Diffida.

Dije [d'dɪjə] sm. Dio. || EG a si ‘Ddì vole e cambàme [a ssi d'dɪjə 'vɤlə ɛ kkam'bɜmə] se Dio vuole e campiamo. || LE pe’ me si’ staté Ddije, Patr’ e Maijest’ [pə mmɛ sɪ s'tɜtə d'dɪjə,  'patrə ɛ mma'jɛstrə] N.d.R. per me sei stato Dio, Padre e Maestro. || GG Dio, dDio (1834) || EG ‘Ddì. || LE Ddije.

dijune [di'jʉnə] sm. Digiuno. || Anche dejune [də'jʉnə] || VC a la diùna [a dijʉnə] a corpo digiuno, a stomaco digiuno. || RF â diùne [ā diůne̯] loc avv a digiuno || CA ‘U sazie nen crede ‘o dijune [u 'sadʣjə nən 'ɡrɘdə ɔ di'jʉnə] N.d.R. Chi è sazio non crede a chi sta a digiuno. || AO A 'a dejùne e senza Mèsse [a a də'jʉnə ɛ s'sɛnʤa 'mɛssə] A digiuno e senza Messa. || VC diùna (1929). || CA dijune. || LMG diune. || FB deijune. || AO dejùne. || RF [diůne̯].

dinde ['dində] sm. pl. Denti. || sing. dende ['dɛndə]. || Anche gangarille [ɡanɡa'rillə] || SG parle appene mizz’e dinte ['parlə ap'pɘnə m'midʣə ɛ 'dində] N.d.R. parla fra i denti. || FO Chi se magne i mele, e chi se jele i dinde [Chi se̥ magne̥ i me̥le̥, e chi se̥ jele̥ i dinde̥] Chi si mangia le mele, e chi si gela i denti. || SE dìnde. || BA diente. || FD dinte. || CA dînde. || FO dinde [dinde̥]

dinde ['dində] prep. Dentro.  || Anche inde ['ində], ghinde ['ɡində]. || ZO dint  a na tavern ['dində a na ta'vɛrnə] N.d.R. dentro una taverna. || ZO dint (1864).

dispiacere [dispja'ʧɘrə] sm. Dispiacere. || RA Ati dispiaceré ave’ avute’ [ati dəspja'ʧɘrə 'ɜvə a'vʉtə] Altri dispiaceri ha subito. || RA dispiaceré.

ditale [di'tɜlə] sm. Ditale. || Anche detale [də'tɜlə]|| RF ditàle [ditåle̯].

dite ['dɪtə] sm. Dito. || CA Ti pigghje ‘u dite cke tutt’a mane [tə 'pɪɡɡjə u 'dɪtə kə t’tʊtt-a 'mɜnə]  N.d.R. Ti prendi il dito e tutta la mano. || AO dìte.

ditte ['dɪttə] agg. sost. e pp. Detto. || ZO deut, dit (1864). || GE ditto. || [fg. dètto - ital. détto]

d'o [d-ɔ] prep. art. Dal, Dallo. || SA Curre  d’o zije e fatte dà ‘na buttiglie de vine. ['kʊrrə d-ɔ 'ʦijə ɛ f'fattə 'da na bbut'tɪʎʎə də 'vɪne] Corri dallo zio e fatti dare una bottiglia di vino. || GG a ddo lu (1834). || MG¹ d’o.

doje ['dɤjə] num. f. Due. || m. duje ['dʉjə] || SA Damme doje ove. ['dammə 'dɤjə 'ɤvə] Dammi due uova. || BA doj'ore de notte ['dɤjə 'ɤrə də 'nɔttə] due ore dopo l'Ave Maria. || ZO doje (1864). || BA doj'. || CL doije. || GF ddoje.

dolece ['dɔləʧə] agg. Dolce. || BA Nen'eja tante dolece de sale [nənn'ɘjə 'tandə  'dɔləʧə də 'sɜlə] non è tanto dolce di sale. || AO dòlece. || GF  dolce. || BA dolece. || Etim. dal lat. dŭlcis || [fg. dòlce - ital. dólce]

dolce ['dɔlʧə] sm. Dolce, Pasta dolce. || GF paste sècche, dolce chijne e bbabbà ['pastə 'sɛkkə, 'dɔlʧə 'kjinə ɛ bbab'ba] paste secche, dolci ripieni e babbà. || ZO dolceu (1864) || GF dolce.

Don [dɔn] Titolo riservato a gentiluomini e a persone di riguardo, Don. || EG Mò ca sime arruvàte, Don Savèrie s' è arraggiàte [mɔ ka 'simə arru'wɜtə, dɔn sa'vɛrjə s-ɛ arrad'ʤɜtə] N.d.R. Adesso che siamo giunti, Don Saverio si è arrabbiato. || EG Don.

dope ['dɤpə] avv., prep. congz. Dopo. || antiq. doppe ['dɔppə]. || EG Dope ca ce sime fatte stà bèll'abballàte, mò ci' hamma fa 'na tarallàte ['dɤpə ka ʧə 'simə 'fattə sta 'bɛll-abbal'lɜtə, mɔ ʧ'amma fa na taral'lɜtə] N.d.R. Dopo che ci siamo fatti questo bel ballo, ora dobbiamo fare un girotondo. || ZO dopo, dop (1864) || EG dope. || TF dòpe. || RF dòpe [dǫ̈pe̯]. || MM [dö́pe̥].

dopedumane [dopədu'mɜnə] avv. e sm. Dopodomani || RF dòpe dumàne [dǫ̈pe̯ dumåne̯].

doppe ['dɔppə] avv., prep. e congz. antiq. Dopo. || meglio dope ['dɤpə] || BA doppe. || VMG doppö.

dorme ['dɔrmə] v. Dormire. || meno com. durmí [dur'mɪ] || VMG Lu Rre, cä avevä durmutö fin'a tannö [u rrɛ, k-a'vɘvə dər'mʉtə 'fin-a t'tannə] N.d.R. Il re, che aveva dormito fino a quel momento. || TF dòrme.

dote ['dɤtə] sf. Dote. || CL ma insomm’ me vuije lassà mpace, ma tu vide che brutta dota m’aveva purtà mammete [ma iniZɔmmə mə 'vujə las'sa m'pɜcə, ma tʊ vɨdə kɛ b'brʊtta 'dɤtə m'avɘva pur'ta 'mammətə] N.d.R. ma insomma, mi vuoi lasciare in pace; ma tu vedi che brutta dote mi doveva portare tua madre. || CL dota. 

dritte ['drɪttə] agg. Furbo, Diritto, In linea retta. || SA Vóle fa ‘u drítte. ['vɤlə 'fa u 'drɪttə] Vuole fare il furbo. || PR L’Italia nostre mo camine dritte [l-i'talja 'nɔstrə mɔ ka'minə 'drɪttə] L’Italia nostra ora cammina dritto. || PR  dritte.

drughire [dru'ɡirə] sm. Droghiere. || ZO drughier (1864). || Etimo:  dal fr. drogueur, deriv. di drogue “droga”.

d'u [d-u] prep. art. Del, Dello. || SA  /  Tene ‘a cape cchjú toste d‘u mule. ['tɘnə a 'kɜpə k'kjʊ t'tɔstə d-u 'mʉlə] Ha la testa più dura di un mulo. || AO d’ ‘u. || FO d'u [du].

duce ['dʊʧə] sm. Capo, Condottiero, Duce. || LR sott’o Duce isse facìje carrîre, ascìje ‘a luce [sɔtt-ɔ 'dʊʧə 'ɪssə fa'ʧɪjə kar'rirə, aʃ'ʃɪjə a 'lʊʧə] N.d.R. sotto il Duce -durante il fascismo- fece carriera, uscì alla luce. || PR Dùce. || LR Duce.

dudece ['dʊdəʧə] num. Dodici. || RM dùdece. || [fg. dòdici - ital. dódici]

duicinde [dui'ʧində] num. Duecento. || DPM Vole duiecinte lire ['vɤlə dui'ʧində 'lirə] N.d.R. Vuole duecento lire. || VC duicìente (1929). || DPM duiecinte. || RF dujecinde [dui̯e̯čínt̬e̯].

duje ['dʉjə] num. m Due. || al f. doje ['dɤjə]  || SA Damme duje purtagalle. ['dammə 'dʉjə purta'ɡallə] Dammi due -un numero piuttosto esiguo- di arance. || SG Mo che t’agghie sotte, ije e te hamma ésse duje! [mɔ kɛ t'aɡɡjə 'sɔttə, 'ijə ɛ ttɛ 'amma 'ɛssə 'dʉjə!] N.d.R. Quando ti avrò a portata di mano, io e te saremo due -faremo i conti-. ||  GG duj (1834) || ZO duje (1864). || MM [ddúi̯e̥].

dulì [dulí] [du'lɪ] v. Dolere, Soffrire. || SA Chi belle vole parí, nu poche adda dulí. [ki b'bɛllə 'vɤlə 'parɪ, nu 'pɤkə adda du'lɪ] Chi bello vuol sembrare, un po’ deve soffrire. || CA dulì.

dumà [du'ma] v. Domare. || Anche addumà [addu'ma] || RM dumà.

dumande [du'mandə]sf. Domanda. || PM dumande.

dumane [du'mɜnə] avv. e sm. Domani. || LMG Fa dumàne, quille ché avissa fa ogge, sì èje possibbele, faccille fa a l’ate! Si po’, te vène a voglie de fategà, assîttette, e aspîtte ca te passe! [fa du'mɜnə 'kwɪllə kɛ a'vɪssa fa 'ɔdʤə, si 'ɘjə pos'sɪbbələ fat'ʧillə fa a l 'atə! si pɔ tə 'vɘnə a 'vɔʎʎə də fatə'ɡa, as'sittətə e as'pittə ka tə 'passə!] N.d.R. Fai domani quello che dovresti fare oggi, se è possibile fallo fare agli altri! Se poi ti viene la voglia di lavorare, siediti, e aspetta che ti passi. || ZO dumeune (1864) || ML dumane. || LMG dumàne. || RF [dumåne̯].

dumeneche [du'mɛnəkə] sf. Domenica. || LR dumèneche. || RF dumèneche [dumę́ne̯ke̯].

Dumineche [du'mɪnəkə] pers. m. Domenico. || CA¹ [Dumįnᵉkᵉ].

dunà [du'na] v. Donare. || Anche rijalà [rija'la].  || RM dunà.

dunate [du'nɜtə] pp. Donato. || sim. il pers. m. Dunate. || SA A cavalle dunate, nen se guarde ‘mmocche. [a kka'vallə du'nɜtə nən sə 'ɡwardə m'mɔkkə] A caval donato non si guarda in bocca. || AO dunàte.

durate [du'rɜtə] pp. Durato. || sf. Durata. || ZO dureut (1864).

durmì [dur'mɪ] v. Dormire. || Più com. dorme ['dɔrmə]  || AO durmìre.

duscetà [duʃʃə'ta] v. Svegliare. || RA duscetà. || MM desscità.

dusckà [duʃ'ka] v. Sentire dolore dovuto a bruciatura. || Usato prev. nella 3ª sing. dell’ind. pres. || SA Cume duscke! ['kumə 'dʊʃkə] Come brucia. || FD dùsche u’ cule [dʊʃkə u 'kʉlə] N.d.R. brucia il sedere. || AO dusckà.

duvane [du'wɜnə] sm. Divano. || RM duvàne.

duvere [du'wɘrə] sm. Dovere. || SE duvère.

duzzine [dud'ʣɪnə] sf. Dozzina. || FB duzzene.

E

e [ɛ] congz. E. || GG E li spartije la rroba [ɛ i spar'tɪjə a r'rɔbbə] N.d.R. E divise fra loro la roba -l’eredità-. || LR ck’i ciste e ck’i statère [k-i 'ʧistə e k-i sta'tɘrə] || N.d.R. con i cesti e con le stadere. || MP stann’ d’amore e d’accordé [s'tannə d-a'mɤrə e d-ak'kɔrdə] N.d.R. stanno d’amore e d’accordo. || MM [stẹ́/ve̥ nu pád(t)re̥ ẹ ddúi̯e̥ fígge̥] N.d.R.lett. 'stava un padre e due figli'. || GG e (1834). || MM [ẹ].

'e [ɛ] prep. art. Ai, Alle. || SA Tene ‘u fele ‘e dinde! ['tɘnə u 'fɘlə ɛ 'dində] Ha il fiele ai denti -è arrabbiato-. || TF a catarre ‘mmane e cafùne [a ka'tarrə m'mɜnə ɛ ka'fʉnə] N.d.R. la chitarra in mano ai cafoni. || TF e. || GF ê. || BA a i.

è [ɛ] v. essere, 3ª sing. dell’ind. pres. È. || Anche eje ['ɘjə] . || Vedi v. esse  v. essere || SA È state isse! [ɛ s'tɜtə 'ɪssə] è stato lui. || LR è.

è [ɛ] v. dovere, 2ª sing. dell’ind. pres. Devi.

ecche ['ɛkkə] avv. Ecco. || EG Ecche pecchè, a tè diche grazie ['ɛkkə pək'kɛ, a ttɛ 'dɪkə 'ɡradʣjə] N.d.R. Ecco perché a te dico grazie. || EG ecche. || FP ecc.

efesse [e'fɛssə] escl. Ma guarda un po’. || NM Efesse chi vace parlanne, ma famme u piacere! [e'fɛssə ki 'vɜʧə par'lannə, ma  'fammə  u  pja'ʧɘrə!]N.d.R. Ma guarda chi va parlando, ma fammi il piacere! || NM efesse.

eguale [e'ɡwɜlə] agg. Uguale. || cfr. pare [pɜrə], uguale [u'ɡwɜlə].  || RM èguale.

eja eje ['ɘja 'ɘjə] solo nella locuz. Cum’eja eje [kum'ɘja 'ɘjə] Comunque esso sia, lett. Come è è. || GE eja eje.

eje ['ɘjə]v. essere, 3ª sing. dell’ind. pres. È || Anche è [è] || FB èj. || BA eje. || LA èje.

Elvire [el'vɪrə] pers. f. Elvira.

emà [ɛ'ma] escl. lett. Ehi mamma! || cfr. mammà [mam'ma] || CL Emà, stace a quà [ɛ'ma, s'tɜʧə a k'kwa] N.d.R. Mamma, sta qua. || CL emà.

embè [em'bɛ] congz. Ebbene. || Anche 'mbè [m'bɛ].

emigrande [emi'ɡrandə] sost. Emigrante. || FB èmegrande.

emozione [emot'ʦjɤnə] sf. Emozione.

endrate [en'drɜtə] sf. Entrata. || RM èndràte.

eppure [ep'pʉrə] cong. Eppure .

Epifanije [bbəfa'nɪjə] sf. Epifania. || Anche befanije [bbəfa'nɪjə] || AO A Pasque Epifanìje tutte i fèste vanne vìje [a p'paskwə epifa'nɪjə 'tʊttə i 'fɛstə 'vannə 'vɪjə]  A Pasqua Epifania tutte le feste vanno via. || AO Epifanìje.

Erneste [er'nɛstə] pers. m. Ernesto. || FB Ernèste.

erpece ['ɛrpəʧə] sm. Erpice, Macchina per la lavorazione in superficie del terreno agricolo. || FB èrpece. || [fg. èrpice – ital. érpice]

erve ['ɛrvə] sf. Erba. || BA Erve ca nen vuoje a l’uorte nasce ['ɛrvə ka nən 'vujə a l'urtə 'naʃʃə] Erba non desiderata nasce nell’orto. || DLC érbe mesckate puje fa’ na bona magnate ['ɛrvə məʃ'kɜtə 'pujə fa na b'bɤna maɲ'ɲɜtə] erbe miste, puoi fare una buona mangiata. || BF erve (1894). || LA èrve. || BA erve. || LR érve. || DLC érbe.

esaggerate [esadʤe'rɜtə] pp. e agg. Esagerato. || TF esaggeràta. || [fg. esageràto - ital. eʃageràto]

esame [e'sɜmə] sm. Esame. || [fg. esàme - ital. eʃàme]

esatte [e'sattə] agg. Esatto. || Anche juste ['juste]. || RM èsatte. ||  [fg. esàtto - ital. eʃàtto]

esca ['ɛska] sf. Esca. || AO Se so’ accucchjàte: èsca mbòsse e fucìle de lègne [sə sɔ akkuk'kjɜtə: 'ɛska m'bɔssə e ffu'ʧɪlə də 'lɛɲɲə] Si sono uniti (accoppiati): esca bagnata e fucile di legno. || AO èsca. || [fg. èsca - ital. ésca.]

esembie [e'sɛmbjə] sm. Esempio. || RM èsèmbije. || [fg. esèmpio - ital. eʃèmpio]

esercizie [eser'ʧɪtʦjə] sm. Esercizio. || FB èsercizeij. || [fg. esercízio - ital. eʃercízio]

esiste [e'sɪstə] v. Esistere. || SA Tu pe’ me nn’esiste chjú! [tʊ pə mmɛ nn-e'sɪstə k'kjʊ] tu per me non esisti più. || FB èsiste. [fg. esístere - ital. eʃístere]

esposte [ɛs'pɔstə] pp. agg. e sost. Esposto. || LR esposte. || [fg. espòsto - ital. espósto]

esse ['ɛssə] 1. v. Essere. || Nel dialetto foggiano il verbo ‘essere’ svolge principalmente la funzione di ‘ausiliare’; inoltre costituisce ‘copula’. || Ind. pres. so / sonde, si' / sinde, è / èje, sime, site, so / sonde [sɔ / 'sɔndə, sɪ / 'sində, ɛ / 'ɘjə, 'sɪmə, 'sɪtə, sɔ / 'sɔndə] sono, sei, è, siamo, siete, sono.  || LR Dumèneche de luglie. Sond'i otte. [du'mɛnəkə də 'luʎʎə 'sɔndə i 'ɔttə] N.d.R. Domenica di luglio. Sono le otto. || DAM Une ‘nce fazze ninte, duje m’annette i dinte, tre me danne ‘o core, e quatte hanna esse l’ove! ['ʉnə nʤə 'fatʦə 'nində, 'dʉjə m-an'nɛttə i 'dində, trɛ mə 'dannə ɔ 'kɤrə, e 'kwattə 'anna 'ɛssə l 'ɤvə!] N.d.R. -Con- una non ci faccio niente, con due mi pulisco i denti, tre mi danno al cuore, quattro devono essere le uova -nel cuciniello-.  || ZO essere (1864) || RL ghesse (1905). || FP ess. || DAM esse.

esse ['ɛssə] 2. pron. pers. f. Lei. || NM Ess’ dote nen tene ['ɛssə 'dɤtə nnə 'tɘnə] N.d.R. Lei dote non ne ha. || MP ess’. || TF èsse. || FP esse.

essenziale [essen'ʣjɜlə] sm. e agg. Essenziale. || ZO leussenzieul (1864).

estranie [es'tranjə] agg. e sm. Estraneo. || LA èstranije. || CS èstraneije.

eterne [e'tɛrnə] agg. Eterno. || MA sope a sta terra nisciune eje etern’ ['sɤp-a sta 'tɛrrə niʃ'ʃʉnə 'ɘjə e'tɛrnə] N.d.R. su questa terra nessuno è eterno. || MA etern’.

ettere ['ɛttərə] sm. Ettaro. || FB èttere.

etterizie [ette'rɪtʦjə] sf. Itterizia. || VC etterìzia (1929).

euforije [eufo'rɪjə] sf. Euforia.

evogghie [e'vɔɡɡjə] par. comp. Hai voglia. || SA Evogghie tu a sbatte a cape mbacce ‘o mure, tande qua nd’abbúscke nínde. [e'vɔɡɡjə  tʊ a z'battə a 'kɜpə m'batʧə ɔ 'mʉrə, 'tandə kkwa nd- ab'bʊʃkə 'nində] Hai voglia tu a sbattere la testa contro il muro -ad incaponirti- tanto qua non ottieni niente. || FB èvogghij.

F

fa [fa] voce usata in locuz. temp. Fa. || nota mus. Fa. || SA Tanda timbe fa. ['tanda 'timbə fa] Tanto tempo fa. || LMG fa.

fa’ [fa / ffa] v. Fare. || Locuz.  fa' fore [fa 'fɤrə] Fare fuori, Eliminare, Uccidere;  fa’ i cunde [fa i 'kundə] Fare i conti; fa’ vedè [fa və'dɛ] Far vedere, Mostrare, Fare finta. || ML Certe eje ca cume ‘u face ‘u litte accussì su trove ['ʧɛrtə 'ɘjə ka 'kum-u 'fɜʧə u 'littə akkus'sɪ s-u 'trɤvə] N.d.R. Certo è che come lo fa il letto così se lo ritrova. || VC Fàce u mùsse lùongo ['fɜʧə u 'mʊssə 'lunɡə] N.d.R. lett. Fa il muso lungo -si imbroncia-. || VC Se fàce na panza de mangià [sə 'fɜʧə na  'panʣə də maɲ'ɲa] Si fa una scorpacciata di cibo. || VC Fàce tanta mòsse ['fɜʧə 'tanda 'mɔssə] Sbraita. || GG fa, fà (1834) || VC fàcere (1929). || CL fà.

fabbrecà [fabbrə'ka] v. Fabbricare. || Anche frabbecà [frabbə'ka]  || RM fabbrecà.

fabbrecatore [fabbrəka'tɤrə]sm. Muratore. || al pl. fabbrecature fabbrəka'tʉrə] || Anche fravecatore  [fravəka'tɤrə] e frabbecatore  [frabbəka'tɤrə] || VF fabbricatore (1841).

facce ['fatʧə] sf. Faccia, Viso. || Anche faccia ['fatʧa]|| Locuz. facce cuscine ['fatʧə kuʃ'ʃɪnə] Federa del guanciale;  facce matarazze ['fatʧə mata'ratʦə] Federa del materasso; facce de curne [fatʧə də 'kurnə] Sfrontato, Sfacciato, lett. Faccia di corno. || SA ‘A facce è mezz’appedune.  [a 'fatʧə ɛ 'mɛdʣ-appə'dʉnə] lett. La faccia è metà ciascuno. || TF Ma a fàcce t’a làve a matìne? [ma a 'fatʧə t-a lɜvə a ma'tɪnə?] N.d.R. ma la faccia te la lavi la mattina? || GG faccie (1834) || FD fàcce. || PM facce. || MAM [fáčče̥].

faccefronde [fatʧələt'tɤnə] avv. Dirimpetto, Di fronte, Faccia a faccia, Contraddittorio. || CL ‘a segnora che stace facce front’ [a səɲ'ɲɤrə kɛ s'tɜʧə fatʧə'frɔndə] N.d.R. la signora che sta -abita- dirimpetto. || VC Facìme nu faccefrònte [fa'ʧɪmə nu fatʧə'frɔndə] N.d.R. Facciamo un faccia a faccia. || VC faccefrònte (1929). || CL facce front’. || LC facce fronde.

faccelettone [fatʧələt'tɤnə] sm Fazzolettone, Copricapo per donne, Scialle grande. || cfr. scolle [s'kɔllə]. || RF faccelettóne [fačče̯le̯ttọ̈ne̯].

faccetinde [fatʧə'tində] agg. Falso, lett. Faccia tinta. || RM faccetìnde.

faccetuste [fatʧə'tustə] agg. Faccia tosta, Sfacciato, Sfrontato. || FB facce tuste.

facceverde [fatʧə'vɛrdə] smf. lett. Faccia verde. || agg. Bilioso, Cattivo. || RM faccevèrde.

facchine [fak'kɪnə] sm. Facchino. || FB facchene.

faccia ['fatʧa] sf. Faccia. || Anche facce ['fatʧə]. || Locuz. fàccia vèrde ['fatʧa 'vɛrdə] Bilioso, lett. faccia verde. || LA ‘A faccia tuje [a 'fatʧa 'tʉjə] La tua faccia. || LA faccia.

facciatoste [fatʧa'tɔstə] sf. Faccia tosta.

facciulette [fatʧu'lɛttə] sm. Fazzoletto. || Anche maccature  || VF facciuletto de lu naso [fatʧu'lɛttə d-u 'nɜsə] fazzoletto; facciuletto de ncanno [fatʧu'lɛttə də n'ɡannə] fazzoletto da collo. || VF facciuletto (1841) || [fg. fazzolètto - ital. fazzolétto]

facele ['faʧələ] agg. Facile. || FB facele.

facelòne [faʧə'lɤnə] agg. Facilone. || FB facelone.

fadegà [fadə'ɡa] v. Lavorare. || Anche fategà [fatə'ɡa]  || CA¹  Mànnece a cògghije ‘i grègne  du’ gràne, a tera’ l’àcque ‘o pùzze, bbàste chè ce fàje fadega’!”. ['mannəʧə a k'kɔɡɡjə i 'ɡrɛɲɲə d-u 'ɡrɜnə, a ttə'ra l 'akkwə ɔ 'pʊtʦə, b'bastə kɛ ʧə 'fɜjə fadə'ɡa] Mandaci a raccogliere i fasci di grano, a prendere l’acqua al pozzo, l’importante è che ci fai lavorare!”. || CA¹ fadega’.

fadegatore [fadəɡa'tɤrə] sm. Lavoratore, Persona che si impegna molto sul posto di  lavoro. || Anche fategatore [fatəɡa'tɤrə] || CA¹  Màst’Alèssije èje ‘nu grandìsseme fadegatòre. ['mast-a'lɛssjə 'ɘjə nu ɡran'dɪssəmə fadəɡa'tɤrə] Mastro Alessio è un grandissimo lavoratore. || CA¹ fadegatòre.

fafachiene [fɜfa'kjɘnə]sf. Fava fresca, Baccello, lett. Fava piena. || FB fàfa chijène.

fafanese [fafa'nɘsə] agg. Fanfarone, Di persona poco seria. || FB fafanese.

fafe ['fɜfə] sf. Fava. || Locuz. 1) fáfe arracciáte ['fɜfə arrat'ʧɜtə] fave fresche lessate. 2) fáfe jànghe e làghene [fɜfə 'janɡə ɛ l'laɡənə] Purea di fave con fettuccine. || MM ffafe. || MU fafe. || DLC  fave. || FO [fäve̥].

faille [fa'illə] sf. Favilla, Scintilla. || VC faìlla (1929).

fainelle [fai'nɛllə] sf. Carruba. || VF fainella (1841) || VC fainèlla (1929). || LR fainèlle. || NM¹ fainell. || RF fainèlle [fai̭nęlle̯].

fajole [fa'jɤlə] sf. Calcione. || RF fajòle [fai̯ọ̈le̯].

falcunette [falku'nɛttə] sm. Falchetto. || VC falcunètte (1929).

falde ['faldə] sf. Falda. || VC fàlda de cappìelle ['faldə də kap'pille] Tesa. || VC fàlda (1929).

faloppe [fa'lɔppə] sf. Erba secca. || CA¹ ‘I mettèmme i sacchètte e magnàvene e nnùje adunàmme ‘u fumìre, pìgghiàmme còcche falòppe e appecciàmme ‘u fùke. [i mət'tɛmmə i sak'kɛttə ɛ mmaɲ'ɲavənə ɛ n'nʉjə adu'nammə u fu'mirə, piɡ'ɡjammə 'kɔkkɛ ffa'lɔppə ɛ appət'ʧammə u 'fukə] Gli mettemmo i sacchetti e mangiavano e noi raccogliemmo il letame stallico, prendemmo un po’ di erba secca e accendemmo il fuoco. || CA¹ falòppe.

fame ['fɜmə] sf. Fame. || DAM ‘A fame èje cape de ragge [a 'fɜmə 'ɛje 'kɜpə də 'radʤe] N.d.R. La fame è -alla- testa della rabbia (cfr. sommossa dei foggiani dell’aprile 1898 a causa dell’aumento del prezzo del pane). || GG fama (1834) || TF fàme. || DAM fame.

famigghia [fa'mɪɡɡja] sf. Famiglia. || Anche famiglie [fa'mɪʎʎə], famigghie [fa'mɪɡɡjə] || TF famìgghija.

famigghie [fa'mɪɡɡjə] sf. Famiglia. || Anche famiglie [fa'mɪʎʎə], famigghia [fa'mɪɡɡja]. || TF famìgghije. || PM famigghie.

famiglia [fa'mɪʎʎa] || Anche famiglie [fa'mɪʎʎə], famigghie [fa'mɪɡɡjə] || NM famiglja.

famiglie [fa'mɪʎʎə] sf. Famiglia. || Anche famigghie [fa'mɪɡɡjə]  famigghia  [fa'mɪɡɡja]. || BP famiglie.

fanfarone [fanfa'rɤnə] sm. Fanfarone. || FB fanfarrone.

fanghe ['fanɡə] sm. Fango. || RF fanghe [faṇĝe̯].

fangotte [fan'ɡɔttə] sm. Fagotto. || GG fangotto (1834)  || VF fancotto (1841). || VC fancòtte (1929).

fanguttille [fanɡut'tillə] sm. Fagottino. || GE fanguttiello.

fanoje [fa'nɤjə]  sf. Falò. || VF fanoja (1841) || VC fanòia (1929). | RF fanoje [fanǫ́i̯e̯].

farenare [farə'nɜrə] sm. Frullone, Setaccio per la farina. || VF farnaro (1841) || VC farenàre (1929). || FB farnàre.

farfalle [far'fallə] sf. Farfalla. || VC Farfalla che vàce attùorne a lu lùme [far'fallə kɛ 'vɜʧe at'turn-ɔ lʉmə] Parpaglione. N.d.R. Farfalla notturna, Falena. || VC farfalla (1929).

farfarille [farfa'rillə] sm. Farfallino. || BP  farfarille.

farina [fa'rɪna] sf. Farina. || Anche farine [fa'rɪnə]

farine [fa'rɪnə] sf. Farina. || Anche farina [fa'rɪna]  

farmacije [farma'ʧɪjə] sf. Farmacia.

farrecille [farrə'ʧillə] sf. Crusca di farro. || VF farreciello (1841) || RM farrecìlle.

farse ['farsə] v. rifl. Farsi. || GG farse (1834).

fasanelle [fasa'nɛllə] Giara di piccole dimensioni, Piccolo vaso di creta. || RF fasanèlle [fasanęlle̯].

fasce ['faʃʃə] sf. Fascia. || sm. Fascio. || FB fasce.

fascette [faʃ'ʃɛttə] sf. Bustino con stecche per le donne. || VC fascètta (1929).

fasciature [faʃʃa'tʉrə] 1. sm. Fasciatoio. 2. sf. Fasciatura, Bendaggio. || VF fasciaturo (1841) || VC fasciatùre (1929). || RF fasciatùre [faššatůre̯].

fasciste [faʃ'ʃɪstə] sm. Fascista. || PR ffasciste.

fasine [fa'sɪnə] sf. Anfora di terracotta per conserve. || VC fasìna (1929).

fastedià [fastə'dja] v. Infastidire, Annoiarsi. || Anche 'nfastedià [nfastə'dja] || RF m’agghie fastediàte N.d.R. Mi sono annoiato. || MP Oh! me staije probbeté fastedianné ['ɤ!, mə s'tɜjə 'prɔbbətə fastə'djannə] N.d.R. Oh! mi stai proprio  infastidendo. || RF fastedià [faste̯di̭á].

fastidie[fas'tɪdjə] sm. Fastidio. || LR fastìdje.

fasule [fa'sʉlə] sm. Fagiolo. || CL paste e fasule ['pastə ɛ ffa'sʉlə] N.d.R. pasta e fagioli. || [fg. fagiólo - ital. fagiòlo]

fasulille [fasu'lillə] sm. Fagiolino. || MU Fasulille frische e tenere. So tenerille i fasulille [fasu'lillə 'frɪʃkə ɛ t'tinərə. sɔ ttənə'rillə i fasu'lillə] Fagiolini freschi e teneri. Sono teneri i fagiolini. || MU fasulìlle.

fategà [fatə'ɡa] v. Lavorare. || Anche fadegà [fadə'ɡa] || DPM ndò l’addà pigghjà quille i solde cume nu saje ca quille nen fatighe [ndɔ l'adda piɡ'ɡja 'kwɪllə i 'sɔldə, 'kumə nn-u 'sɜjə  ka 'kwɪllə nən fa'tiɡə] N.d.R. dove li prende i soldi, come non lo sai che non lavora? -è disoccupato-. || CV si u campà e fatgà [sɪ u kam'ba ɛ fate'ɡa] N.d.R. Se vuoi campare devi lavorare. || MP fategà. || CV fatgà. || TF fatega’. || MA fat’gà.

fategate [fatə'ɡɜtə] agg. Affaticato, Stanco per il lavoro. || SA¹ fategäte.

fategatore [fatəɡa'tɤrə] sm. Lavoratore, Persona che si impegna molto sul posto di  lavoro. || Anche fadegatore [fadəɡa'tɤrə].

fatica [fa'tika] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatije [fa'tɪje], fatiche [fa'tike] || SA¹ Povra fatica mije Jettät’a lu vîente: Teneve’na pallotte, E mmò nen tenghe cchiù nnîente! ['pɔvəra fa'tika 'mijə jət'tɜtə ɔ 'vində:  tə'nɘvə na pal'lɔttə, ɛ mmɔ nən 'tɛnɡə k'kjʊ n'nində!] N.d.R. Povera fatica mia -sentenzia lo scarafaggio- Gettata al vento: Avevo una pallotta, Ed ora non ho più niente! || SA¹ fatica.

fatiche [fa'tikə] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatije [fa'tɪjə], fatica [fa'tika]  || SG Isse annante e a fatiche arrete ['ɪssə an'nandə ɛ a fa'tikə ar'rɤtə]N.d.R. Lui avanti e il lavoro dietro. || SG fatiche. || GG¹ fatighe.

fatighe [fa'tiɡə] sf. Fatica, Posto di lavoro.

fatije [fa'tɪjə] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatiche [fa'tikə],  fatica [fa'tika].

fatta ['fatta] sm. pl. Fatti. || NM Fàtt’ i fatta tuje ['fatt-i 'fatta 'tʉjə]  N.d.R. Fatti i fatti tuoi. || BP Te vuje fa i fatta tuje!? [tə 'vujə fa i 'fatta 'tʉjə!?] N.d.R. Ti vuoi fare gli affari tuoi!? || BP fatta.

fattapposte [fattap'pɔstə] sm. Oggetto, Attrezzo, Cosa di cui non si ricorda il nome. || lett. Fatto apposta. || Vedi giostre [d'ʤɔstrə]. || SA Va’ pigghie ‘u fattapposte pe’ ppulezzà ‘u camine. [va 'pɪɡɡjə u fattap'pɔstə pə ppuləd'ʣa u ka'minə] Vai a prendere l’attrezzo -fatto apposta- per pulire il camino.

fattarille [fatta'rillə] sm. Fatterello.

fatte ['fattə] sm. Fatto, Faccenda, Questione. || pp. di fa’ [fa] fare. || PR mo pàrlene i fatte e nno i parole! [mɔ 'parlənə i 'fattə ɛ nnɔ i pa'rɤlə] N.d.R. adesso parlano i fatti e non le parole. || GG fatte (1834) ||  ZO fat (1864). || TF fàtte.  

fattizze [fat'tɪtʦə] agg. Doppio, Pesante, Di grosso spessore. || RF fattizze [fattįzze̯].

fattore [fat'tɤrə] sm. Fattore. || GA fattore.

fatture [fat'tʉrə] sf. Stregoneria, Fattura, Malia, Incantesimo. || TF fattùra.  || TF fattùre.

favece ['favəʧə] sf. Falce. || LA fàvece. || RF favece [fave̯če̯]. || PP [fáve̥če̥].

favecijà ['favəʧə] v. Falciare. || Anche sfavecijà[sfavəʧi'ja]  || RM favecijà.

favette [fa'vɛttə] sf. Fave sgusciate, cotte in acqua e ridotte in pasta. || SA Favette e cecorie. [fa'vɛttə ɛ t'ʧəkɔrjə] Pasta di fave con cicoria. || VF favetta (1841).

faveze ['favəzə] agg. Falso. || VC fàuzo (1929). || FD fàveze. || CL false.

favugne [fa'vʊɲɲə] sm. Favonio, Vento di ponente. || AO favùgne.

favulette [favu'lɛttə] sf. Favoletta, Bugia, Fandonia, Storiella. || MP Ve n’ascité ca favuletté che almene se respire aria frescke [və n-aʃ'ʃɪtə k-a favu'lɛttə kɛ al'mɘnə sə rəs'pirə 'arja 'frɛʃkə] N.d.R. Ve ne uscite con la storiella che almeno si respira aria fresca. || FB favulètte. || MP favuletté.

fazzanute [fatʦa'nʉtə] agg. Robusto. || AO fazzanùte.

fazzatore [fatʦa'tɤrə] sf. Madia, Spianatoia. || VF fazzatora (1841). || LE fazzatoré. || RF fazzatóre [fazzatọ̈re̯].

fazzulle [fat'ʦʊllə] sm. Fazzoletto da naso, Moccichino. || RF fazzulle [fazzųlle̯].

febbraje [fəb'brɜjə] sm. Febbraio. || RF febbràje [fe̯bbråi̭e̯].

feccà [fək'ka] v. Ficcare. || Anche sckaffà  [ʃkaf'fa]. || MG l’agghia feccà ‘na sciabbulate ‘ncuorpe e l’agghia mannà a quill’ate munne [l'aɡɡja fək'ka na ʃʃabbu'lɜta n'ɡʊrpə ɛ l'aɡɡja man'na a k'kwill'atə 'mʊnnə] N.d.R. Gli ficcherò una sciabolata in corpo e lo manderò all’altro mondo. || MG feccà.

feccanase [fəkka'nɜsə] agg. Ficcanaso. || FB feccanàse.

feccarse [fək'karsə] v. rifl. Ficcarsi.

fechedinie  [fəkə'dɪnjə] sf. Fico d’India. || FB fechedenie a ppagnotte! a ccinte na lire a ccinte na lire [fəkə'dɪnjə a ppaɲ'ɲɔttə! a t'ʧində na 'lirə a t'ʧində na 'lirə] N.d.R. lett. Fichi d’India a pagnotta! a cento una lira a cento una lira. || FB fechedenie. || MU fechedinie.

fedanzate [fədan'ʣɜtə] sf. Fidanzata. || TF fedenzàte. || ML fedanzate.

fedeghe  ['fɛdəɡə] sm. Fegato. || Anche feteghe  ['fɛtəɡə] || RM fèdecke.

Fedore [fe'dɤrə] pers. f. Fedora. || TF Fedòre. || [fg. fedóra - ital. fedòra]

feducie [fə'dʊʧjə] sf. Fiducia. || RM fiducie.

fegatelle [fəɡa'tɛllə] sf. volg. Deiezione, Cacchetta. || SA Ogne fegatelle de mosche è na sustanze ['ɔɲɲ ɛ fəɡa'tɛllə də 'mɔskə ɛ na sus'tanʣə] Ogni deiezione di mosca è sostanza.

fegatille [fəɡa'tillə] sm. Fegatino. || AO fegatìlle. || RF fecatille [fe̯katílle̯].

fegghiole [fəɡ'ɡjɤlə] sf. Ragazza nubile, Signorina. || Anche figghjole [fiɡ'ɡjɤlə] || RM ‘I fegghjòle de mò, so’ tutte zencarélle! [i fiɡ'ɡjɤlə də mɔ, sɔ t'tʊttə zənɡa'rɛllə!] N.d.R. Le ragazze di oggi, sono tutte zingarelle. || RM fegghjòle. || RF fegghióle [fe̯ĝĝọ̈le̯].

fegure [fə'ɡʉrə] sf. Figura. || LR vedìme ogge de fa turnà ‘a memòrie sti fegure [və'dɪmə 'ɔdʤə də fa tur'na a mɛ'mɔrjə sti fə'ɡʉrə] N.d.R. Vediamo oggi di far tornare alla memoria queste figure. || CA¹ Ce stèvene quìlle ché ‘nzeppàvene tànda palmètte, k'i fiùre sòpe a ‘na frèvele e po’ jèvene lucculànne. [ʧə s'tɛvənə 'kwɪllə kɛ nʣəp'pɜvənə 'tanda pal'mɛttə, k-i fəɡʉrə 'sɤpə a na 'frɛvələ ɛ ppɔ 'jɛvənə lukku'lannə] C’erano quelli che infilavano tante palmette, con le figure sopra ad una ferula e poi andavano gridando. || LR fegure. || TF fegùre. || CA¹ fiùre. || RF fegure [fe̯ġůre̯].

fegurone [fəɡu'rɤnə] sm. Figurone, Bellissima figura. || RM feguròne.

fejute [fə'jʉtə]pp. e agg. Fuggito, Scappato. || TF fejùte.

felate [fə'lɜtə] sm. Dolore continuo al fianco. || RM filàte.

felatille [fəla'tillə] sm. Spaghettini, Capellini, Vermicelli. || VF filatielli (1841). || DAM felatille.

fele ['fɘlə]  sm Fiele. || estens. Livore, rabbia, rancore. || SE stanne sèmbe c’ ‘u fel’e dìnde [s'tannə 'sɛmbə k-u 'fɘlə ɛ 'dində] N.d.R. stanno sempre con il fiele ai denti -sono sempre arrabbiate-.|| SA¹ fèle. || [fg. fiéle - ital. fièle]

feleppine [fələp'pɪnə] Spiffero, Vento freddo, Corrente d’aria fredda. || Anche fuleppine [fuləp'pɪnə].

felette [fə'lɛttə] sm. Filetto. || SA Felette de purche. [fə'lɛttə də 'purkə] Filetto di maiale. || RM felètte.

felice [fə'lɪʧə] agg. Felice. || RA Tè né jsse’ felicé e cuntenté [tə nə 'jɪssə fə'lɪʧə ɛ kkun'dɛndə] Te ne andasti felice e contento. || RA felicé. || SA¹ flice.

Felecille [fələ'ʧillə] pers. m. Felicello  

felinie [fə'lɪnjə] sf. Fuliggine. || LA felìnije. || RF felinije [fe̯lįne̯i̭e̯].

felle ['fɛllə] sf. Fetta. || VF fella (1841). || MU fèlle. || RF fèlle [fęlle̯].

fellijà [fəlli'ja] v. Affettare, Tagliare a fettine. || SA T’agghia fellijà ‘u core. [t'aɡɡja fəlli'ja u 'kɤrə] Devo tagliarti a fettine il cuore. || RM felijà.

fellijate [fəlli'jɜtə] pp. e agg. Fatto a fette, Accoltellato. || NM allà m’agghje felliate! [a lla m'aɡɡjə fəlli'jɜtə!] N.d.R. là ho fatto a coltellate. || NM felliate.

felosce [fə'lɔʃʃə] sf. Velo usato come copricapo dalle donne. || RM filòsce.

Felucce [fə'lʊtʧə] pers. m. Raffaele.

Felumene [fəlo'mɛnə] pers. f. Filomena. || Anche Filomene [fɪlo'mɛnə], Filomè [fɪlo'mɛ], Felumè [fəlo'mɛ]. || CL Scuse Filomé, m’é asciute spontanie [s'kʉsə fɪlo'mɛ, m-ɛ aʃ'ʃʉtə spon'danjə] N.d.R. Scusami Filomena, mi è venuto fuori spontaneamente. || CL Filomé. ||  [fg. filoména - ital. filomèna]

felungine [fəlun'ʤɪnə] sm. Filoncino di pane.

femmene ['fɛmmənə] sf. Femmina, Donna. || MAM [síme̥ úme̥ne̥ e ffémme̥ne̥] siamo uomini e donne.  || CL femmene. || ME fèmmene. || LMG fémmene. || FD fèmmena. || AO fémmena. || EG fèmene. || FP femmn. || MAM [ffémme̥ne̥].

femmenine [fəmmə'nɪnə] agg. e sm. Effeminato. || RM femmenìne.

fenesce [fə'nɛʃʃə] Smettere, Finire. || SA Andò è jute a fenesce? [an'dɔ ɛ 'jʉtə a ffə'nɛʃʃə?] Dove è andato a finire? || SA Nze fenesce maje de 'mbarà. [nʣə fə'nɛʃʃə 'mɜjə də mba'ra] Non si finisce mai di imparare. || TF fenèsce. || DPM fenesce. || SG  fenescie.

fenestre [fə'nɛstrə] sf. Finestra. || ML ‘a brutta ‘a fenestre ‘ngiure a chi passe [a b'brʊttə a fə'nɛstrə n'ʤʉrə a k'ki 'passə] N.d.R. La  -donna- brutta alla finestra insulta chi passa. || ML fenestre.

fenestrille [fənəs'trillə] sm. Finestrino. || RM fenestrìlle.

fenucchie [fə'nukkjə] sm. Finocchio. || BF fenucchie (1894). || RC f’nucchije.

fenucchjille [fənuk'kjillə] sm. Finocchietto. || Anche funucchjille [funuk'kjillə] || DLC i fenucchjlle janghe, i fenucchjlle janghe [i fənuk'kjillə 'janɡə, i fənuk'kjillə 'janɡə] i finocchietti bianchi, i finocchietti bianchi. || VC fenucchìelli (1929). || DLC fenucchjlle. || RF fenucchille [fe̯nuĉĉílle̯].

fenute [fə'nʉtə] pp. e agg. Finito, Compiuto. ||  Anche fernute [fər'nʉtə]  || CV ch quist agghj f’nut, v r’ngrazij e v salut [kə k'kwɪstə 'aɡɡjə fə'nʉtə, və rən'ɡradʣjə ɛ vvə sa'lʉtə] N.d.R. con questo ho finito, vi ringrazio e vi saluto. || ZO finuti (1864) || TF fenùte. || EG fenute. || CV f’nut. || MM [ffe̥nų́/te̥]  

ferì [fə'rɪ]  v. Ferire. || RM ferì.

ferite [fə'ritə] pp., agg. e sm. Ferito. || PM ferite.

ferlizze [fər'lɪtʦə] sm. Panca, Sgabello di arbusto selvatico. || cfr. frevele ['frɛvələ] || CA Pàteme nen m’ha rumàste sègge e ije manghe ferlìzze ['patəmə nə mm-a rru'mastə 'sɛdʤə ɛ 'ijə 'manɡə fər'lɪtʦə] N.d.R. Mio padre non mi ha lasciato sedie, ed io -non lascio- neanche sgabelli. || CA ferlìzze. || RF ferlizze [ferlįzze̯].

fermate [fər'mɜtə]1. s.f.  Fermata. 2. pp. v. fermà [fər'ma]||  || TF fermàte. || NR [ffərmɐtə].

ferme ['fɛrmə] agg. Fermo, Che non si muove. || Locuz. ferma ferme ['fɛrma 'fɛrmə] Ben ferma.

fernecà [fərnə'ka]v. Farneticare, Sragionare.

fernute [fər'nʉtə] pp. e agg. Finito, Compiuto. ||  Anche fenute [fə'nʉtə] || ML fernute.

ferracavalle [ferraka'vallə] sm. Maniscalco. || VF ferracavallo (1841) || FB fèrracavalle. || RF fèrracavalle [fęrra-kaválle̯].

ferrare [fər'rɜrə] sm. Fabbro. || VF ferraro (1841) || RM ferràre.

ferrarecce [ferra'rɛtʧə] sf. Ferramenta. || VF ferrareccia (1841) || FB ferarècššše. || [fg. ferramènta – ital. ferraménta]

ferrette [fər'rɛttə] sm. Ferretto, Forcina per capelli, Ferretto metallico per proteggere punte e  tacchi delle scarpe, Piccola spranga di ferro per ternere chiuse le imposte. || VF ferretto (1841) || FB ferrètte. || RF ferrètte [fe̯rrętte̯].

ferrettine [fərrət'tɪnə] sm. Ferrettino, Piccola forcina per capelli. || RM ferrettìne.

ferruvije [fərru'vɪjə] sf. Ferrovia. || CA¹ ferruvije.

ferruvire [fərru'virə] sm. Ferroviere. || RM ferruvìre. || [fg. ferroviére - ital. ferrovière]

ferruzze [fər'rʊtʦə]   sm. Piccolo ferro da stiro. || RF ferruzze [fe̯rruzze̯].

ferze  ['fɛrʦə] sf. Ferzo, Telo del materasso.

ferzole [fər'ʦɤlə] sf. Padella bassa e ampia. || Anche frezzole [frət'ʦɤlə] || LR 'i gatte ca parèvene sajètte 'mbacciùte p'u remòre d'i ferzòle attaccàte ck'u spache ambacc'é code. [i 'ɡattə ka pa'rɛvənə sa'jɛttə mbat'ʧʉtə p-u rə'mɤrə d-i fər'ʦɤlə attak'kɜtə k-u s'pɜkə am'batʧ-ɛ  'kɤdə] N.d.R. I gatti che sembravano saette impazziti per il rumore delle padelle legate con lo spago alle -loro- code. || LR ferzòle. || DAM ferzole.

fessarije [fəssa'rɪjə] sf. Fesseria, Stupidaggine. || Locuz. a’ fessarije [a ffəssa'rɪjə] A casaccio, Alla cieca, Senza prendere la mira, Senza direzione. || FP spar a fssarie [s'pɜrə a ffəssa'rɪjə] N.d.R. spara a casaccio. || CL ma ne’ decenne fessarije! [ma n-də'ʧɛnnə fəssa'rɪjə!] N.d.R. ma non dire stupidaggini!. || SG fissarije. || TF fessarìje. || FP fssarie. || CL  fessarije.

fessate [fəs'sɜtə] agg., sm. e pp. Fissato. || CL  fessate.

fessazione [fəssat'ʦjɤnə] sf. Fissazione. || CL  Ate che fessazione, ‘a ‘gente stace arrete ‘i porte pe’ sente i fatt’ de’ late ['atə kɛ fəssat'ʦjɤnə, a d'ʤɛndə s'tɜʧə ar'rɘtə ɛ 'pɔrtə pə s'sɛndə i 'fattə də l'atə] Altro che fissazione, la gente sta dietro le porte per sentire i fatti degli altri. || CL fessazione.

fesse ['fɛssə] 1. agg. Fesso, Stupido. || FD I fùnge a ròcchije i fèsse a còcchije [i 'fʊnʤə a r'rɔkkjə ɛ i 'fɛssə a k'kɔkkjə]  N.d.R. I funghi -li trovi- in gruppo gli stupidi -vanno- in coppia. || CS Recurdete, sope a faccie da tèrre sì tù u chijù fèsse [rə'kurdətə, 'sɤp-a  'fatʧə  d-a 'tɛrrə sɪ ttʊ u k'kjʊ f'fɛssə] N.d.R. Ricordati, sulla faccia della terra sei tu il più fesso. || BP No’, nen vogghie pigghià pe fesse a nesciune [nɔ, nən 'vɔɡɡjə  piɡ'ɡja pə f'fɛssə a  nnəʃ'ʃʉnə] N.d.R. No, non voglio prendere per fesso -in giro- nessuno. || CS fésse. || LR fèsse. || BP fesse. || FP fess. || FO [fesse̥].

fesse ['fɛssə] || 2. sf. volg. Fessura, Vulva, Organo genitale femminile. || SA 'A fesse de mammete [a 'fɛssə də 'mammətə] La vulva di tua madre.

festacchie [fəstak'kjə] sm. Festa familiare. || LR festacchje. || RF festacchie [fe̯staĉĉe̯].

feste  ['fɛstə] sf. Festa. || FB Tutt’ì jurne ìnde a quille vicarille ère na feste [‘tʊtt i 'jurnə 'ində a k'kwilli vəka'rillə 'ɘrə na 'fɛstə]  N.d.R. Tutti i giorni in quel vicoletto era una festa. || LA E da tanne ogne anne 'a fèste se face [ɛ dda 'tannə 'ɔɲɲ'annə a 'fɛstə sə 'fɜʧə] N.d.R. E da allora ogni anno la festa si fa. || MM [ẹmma fa fęste̥] bisogna far festa. || FC fèste. || FB feste. || FO feste [feste̥] || MM [fęste̥]

festine [fəs'tɪnə] sm. Festino, Festicciola familiare. || GG E  ghjireno a  lu festino [ɛ ɡ'ɡjɪrənə ɔ fəs'tɪnə] N.d.R. E andarono alla festa. || GG festino (1834).

fete ['fɘtə] v. Puzzare. || MP i sold’, pure se fetené de pesce, sò semp’ sold’ [i 'sɔldə, 'pʉrə sɛ 'fɛtənə də 'pɛʃʃə sɔ s'sɛmbə 'sɔldə]  N.d.R. i soldi, anche se puzzano di pesce, sono sempre soldi. || LA fète.

fetecchie [fə'tɛkkjə] sf. Cilecca, Azione che finisce senza l’esito atteso. || RM fetècchije.

feteghe  ['fɛtəɡə] sm. Fegato. || Anche fedeghe  ['fɛdəɡə] || DLC i catalogne spegate p’u féteghe malate [i kata'lɔɲɲə spə'ɡɜtə p-u 'fɛtəɡə ma'lɜtə] N.d.R. le catalogne spigate per il fegato malato. || DLC féteghe.

fetendarije [fətənda'rɪjə] sf. Sporcizia. || RM fetendarije.

fetende [fə'tɛndə] agg. e sm. Fetente, Moralmente spregevole, Cattivo, Sporco. || pl. fetinde [fə'tində] || SA Nen facenne ‘u fetende! [nən fa'ʧɛnnə u fə'tɛndə!] Non fare il mascalzone! || NM fetende.

fetendone [fətən'dɤnə] agg. e sm. Fetentone. || MP T’agghije acchiappaté, pizze de fetendoné, marijule, delinquente che nen si ate, e vularrissé pure negà? [t'aɡɡjə akkjap'pɜtə, 'pitʦə də fətən'dɤnə, mari'jʉlə, delin'ɡwɛndə kɛ nən sɪ atə, ɛ vvular'rɪssə 'pʉrə nə'ɡa?] N.d.R. Ti ho preso, pezzo di fetentone che non sei altro, e vorresti anche negare? || MP fetendoné.

fetinde [fə'tində] sm. pl. Cattivi, Spregevoli. || sing. fetende [fə'tɛndə]. || PM fetinde.

fettucce [fət'tʊtʧə] sf. Fettuccia, Nastro di tessuto. || RM fettucce.

fezze ['fɛtʦə] sf. Feccia. || LA fèzze.

fiacche ['fjakkə] agg. Fiacco. || sf. Fiacca. || BF fiacche. || TF fiàkke.

fiammelle [fjam'mɛllə] sf. Fiammella. || Anche ffiammelle [ffjam'mɛllə]  . || AM Tre ffiammélle lucènde spléndèvene sop’a palude [trɛ ffjam'mɛllə lu'ʧɛndə splən'dɛvənə 'sɤp-a pa'lʉdə] Tre fiammelle splendevano vivide sulla palude. || AM ffiammélle.

fianghette [fjan'ɡɛttə] sf. Fianco. || SA Batte ‘a fianghette! [b'battə a fjan'ɡɛttə] Batte il fianco -ho fame-. || RM fianchètte. 

fiasche ['fjaskə] sm. e f. Fiasco, Recipiente di vetro in genere impagliato, Azione fallita.

fiaschette [fjas'kɛttə] sf. Fiaschetta.

fiatà [fja'ta] v. Fiatare, Alitare, Respirare. || FB fijatà.

fiate ['fjɜtə] sm. Fiato. || PM sénza fa fiate ['sɛnʣa fa 'fjɜtə] N.d.R. senza fiatare. || AO fijàte. || PM fiate.

fibbie ['fibbjə] sf. Fibbia. || RM fìbbije.

figghia ['fɪɡɡja] sf. Figlia. || Anche ffigghia [f'fɪɡɡja].

figghià [fiɡ'ɡja] v. Partorire, Figliare. || RM figghijà. || PP [figgá].

figghiastre [fiɡ'ɡjastrə] smf. Figliastro. || SA Figghie e figghiastre. ['fɪɡɡjə ɛ ffiɡ'ɡjastrə] Figli e figliastri. || SE ffigghiàstre. || AO figghjàstre.

figghie ['fɪɡɡjə] smf. Figlio. || FB Facime n’ù fegghij! [fa'ʧɪmə nu 'fɪɡɡjə!] Facciamo un figlio! || MM [u fátte̥ d-u fíɡ̓́ɡ̓́e̥. d-u fíɡ̓́ɡ̓́e̥ prǫ́de̥ke̥]. La parabola del figlio. del figlio prodigo. || MM [stu fi7gge̥] questo figlio. || SE màmme e ffigghie ['mammə ɛ f'fɪɡɡjə] N.d.R. mamma e figlia. || GG figghio, figghj..i, figghj, figghiete (1834) || VC fìgghie (1929). || DAM fìgghije. || FB fegghij. || SE ffigghie. || CL figghie. || MG¹ figghje. || AO fìgghje. || FO figghije [figghije̥]. || MM [fi7gge̥ / fígge̥] || Etimol. dal latino fīlius.

figghiole [fiɡ'ɡjɤlə] sf. Ragazza nubile, Signorina. || Anche fegghiole [fəɡ'ɡjɤlə] || FB figghijòle. || BA figghiòle. || RF figghióle [fiĝĝọ̈le̯].

filabbustire [filabbus'tirə] sm. Filibustiere. || NM E cumme so filabbustire… a sfotte annanze annanze!!!] [ɛ k'kumə sɔ ffilabbus'tirə… a s'fɔttə an'nanʣə an'nanʣə!!!] N.d.R. E come sono filibustieri… a sfottere avanti avanti. || NM filabbustire. || [fg. filibustiére - ital. filibustière]

file ['filə] sm. Filo. || TF fìle.

Filomene [filo'mɘnə] pers. f. Filomena. || Anche Felumene [fəlu'mɘnə]. || CL Filomene. ||  [fg. filoména - ital. filomèna]

fine ['fɪnə] 1. sm. Fieno.   

fine ['finə] 2. sf. Fine. || FP che fin ann fatt? [kɛ f'finə 'annə 'fattə?] N.d.R. che fine hanno fatto? || FD fìne. || PM fine. || FP fin.

fine ['finə] 3. avv. Fino a, Nel frattempo. || cfr. ‘nzine [n'ʣɪnə]

finamunne [fina'mʊnnə] sm. Finimondo. || RF finamunne [finamųnne̯].

finde ['fɪndə] agg. Finto.

fineminde [finə'mində] sm. Finimento. || RM finemìnde. || [fg. finimènto - ital. finiménto]

fiore ['fjɤrə] sm. Fiore. || BA fiore de cavete ['fjɤrə də 'kavətə] pomeriggio estivo. || RF fióre de cavete [fi̭ọ̈re̯ de̯ kave̯te̯]. || FB fijòre. || PR fiore. || RF fióre [fi̭ọ̈re̯].

fire ['firə] sf. Fiera. || RM fìre. || [fg. fiéra - ital. fièra]

firme ['firmə] sf. Firma. || AO fìrme.

firre ['firrə] sm. Ferro. || al pl. Attrezzi da lavoro. || TF fìrre.

firrefelate [firrəfə'lɜtə] sm. Fildiferro. || Anche freffelate [frəffə'lɜtə] || CL se fanne ‘a cure du’ firrefelate [sə 'fannə  a 'kʉrə d-u firrəfə'lɜtə] N.d.R. lett. si fanno la cura del fil di ferro -non mangiano per non ingrassare-. || CL firrefelate.

fisciù [fiʃ'ʃʊ] sm. Fazzolettone triangolare che le donne portano sulle spalle. || VC fisciù (1929).

fiscke ['fɪʃkə] sm. Fischio. || Voce err. per friscke ['frɪʃkə] || BA Fische de recchie a mane manche core franche ['fɪʃkə də 'rɛkkjə a m'mɜna 'manɡə 'kɤrə 'frankə] Fischio di orecchia a sinistra cuore tranquillo. || BA fische.

fiste ['fistə] sost. pl. Feste.

fite ['fitə] sm. Fetore, Puzza. || cfr. puzze ['pʊtʦə].

fiucchette [fjuk'kɛttə] sm. Fiocchetto. || FB  cocche fìjcchétte de néve ['kɔkkɛ ffjuk'kɛttə də 'nɘvə] qualche fiocchetto di neve. || FB fìjcchétte.

fiume ['fjumə] sm. Fiume.

Fiume ['fjʉmə] top. Fiume.

fiure ['fjʉrə] sm. pl. Fiori. || PR fiore cchiù bbelle mminz’ a ttutt’ i fiûre ['fjɤrə k'kjʊ b'bɛllə m'minʣə a t'tʊttə i 'fjʉrə] N.d.R. fiore più bello in mezzo a tutti i fiori. || PR fiûre. || LE fìjure.

fiurille [fju'rillə] sm. pl. Fichi bianchi. || RF fiurille [fi̭urílle̯].

fiurette [fju'rɛttə] sm. Fioretto. || RA Dé spadé, de’ fiuretté carabino [də s'pɜdə, də fju'rɛttə ɛ kkarab'bɪnə] Di spada, di fioretto e carabina. || RA fiuretté.

flitte ['flittə] sm. Insetticida, Flit. || Etim. da flit noto insetticida degli anni cinquanta a base di DDT. || RF flitte [flįtte̯].

flosce ['flɔʃʃə] sf. Frittata. || cfr. frettate [frət'tɜtə].

foca ['fɤka] sf. Foca, Stretta alla gola. || Anche foche ['fɤkə]  || Locuz. k’a foca ‘nganne [k-a 'fɤka n'ɡannə] Che piaccia o no, Ob torto collo (lat.)  || SA¹ Foca ‘n-gann’a chi la sône! Vocia sanda, vocia pussente: Foca ‘n-gann’a chi la sente! Vocia sanda, vocia flice: Pô esse sande chi lu dice! ['fɤka n'ɡannə a kki a 'sɤnə! 'vɤʧa 'sandə 'vɤʧa pus'sɛndə: 'fɤka n'ɡannə a kki a 'sɛndə! 'vɤʧa 'sandə 'vɤʧa fə'lɪʧə: pɔt'ɛssə 'sandə ki u 'dɪʧə!] N.d.R. Stretta alla gola -che venga soffocato- a chi la suona -la campana-! Voce santa, voce possente: Che venga soffocato chi la sente! Voce santa, voce felice: Può essere santo chi lo dice! || SA¹ foca.

foche ['fɤkə] sf. 1. Foca 2. Stretta alla gola, Strozzaento. || Anche foca ['fɤka] || BA foche nganne ['fɤke n'ɡannə] strozzare. || BA foche. || PP [fǫ́ke̥].

fodera ['fɔdəra] sf. Fodera. || ZO fodera (1864).

Fogge ['fɔdʤə] top. Foggia. || Anche Foggia ['fɔdʤa] e Ffogge [f'fɔdʤə] || NM e cussì, a pide, me ne turnaje a Foggje [ɛ kkus'sɪ, a p'pidə, mə nə tur'nɜjə a f'fɔdʤə] N.d.R. e così, a piedi, me ne tornai a Foggia. || SE Foggia ‘e na vòta ['fɔdʤə ɛ na 'vɤte] N.d.R. Foggia di una volta. / [sɔ n'nɜtə a  f'fɔdʤə] Sono nato a Foggia. || GF Fogge. || FM Ffoğğe / Foğğe. || NM Foggje. || SE Foggia. || MAM [fóɡ̌ɡ̌e̥].

fogghie ['fɔɡɡjə] sf. Foglia. || Anche foglie ['fɔʎʎə] || BA fogghie ammoschiate ['fɔɡɡjə amməʃ'kɜtə] erbe campestri commestibili di varie specie. N.d.R. lett. foglie mischiate. || BA fogghie.

Foggia ['fɔdʤa] top. Foggia. || Anche Fogge ['fɔdʤə] || SA Foggia mije. ['fɔdʤa 'mijə] Foggia mia. || SE Foggia.

foglie ['fɔʎʎə] sf. Foglia. || Anche fogghie ['fɔɡɡjə] || CA² foglië.

forbece ['fɔrbəʧə] sf. sing. e pl. Forbice. || AO fòrbece.

forche ['fɔrkə] sf. Forca. || RM fòrcke. || [fg. fòrca - ital. fórca]

fore ['fɤrə] avv. Fuori. || CA¹ Fore, fore a pεllεgrine kε trase a rεginεlle ['fɤrə, 'fɤrə a pəllə'grɪnə kɛ 'trɜsə a reɡɡi'nɛllə]  Fuori, fuori la pellegrina ché entra la reginella. || ZO fori, foreu (1864) || CA¹ [forᵉ]. || [fg. fuóri - ital. fuòri]

forse ['fɔrsə] avv. Forse. || [fg. fòrse - ital. fórse]

forte ['fɔrtə] agg. Forte. CA² fortë. || CA¹ [forte].

forze ['fɔrʦə] sf. Forza. || SG damme a forze pe’ resiste ['dammə a 'fɔrʦə pə rrə'sɪstə] N.d.R. dammi la forza per resistere. || EG ’Nge stàce manghe ‘a forze de penzà [nʤə s'tɜʧə 'manɡə a 'fɔrʦə də pən'ʣa] N.d.R. Non c’è neanche la forza di pensare. || SG forze.

fotte ['fɔttə] v. Fregare, Fottere, Approfittarsi di qualcuno, Ingannare, Possedere carnalmente.

frabbecatore [frabbəka'tɤrə] sm. Muratore. || Anche fravecatore [fravəka'tɤrə] e fabbrecatore [fabbrəka'tɤrə] || VF fabbricatore (1841).  || VF fravecatore (1841).

frabbeche ['frabbəkə] sf. Fabbrica. || RM fràbbecke.

fraccomede [frak'kɔmədə] agg. Persona che se la prende comoda, che fa tutto con comodo. || AO fraccòmede.

fracede ['fraʧədə] agg. Fradicio, Andato a male, Putrefatto, Marcio. || antiq. e lett. Fracido. || Anche fracete ['fraʧətə]  || SG Ui faccie d’agghietille fracede ['wɛ 'fatʧə d-aɡɡjə'tillə 'fraʧətə] N.d.R. Ehi faccia di aglio fradicio. || VC fràcido (1929).  ||  SG fracede. ||  Etimol. dal basso lat. fracĭdus, con metàtesi (inversione di una o più lettere nel corpo di una parola) tra le consonanti c e d.

fracete ['fraʧətə] agg. Fradicio, Andato a male, Putrefatto, Marcio. || antiq. e lett. Fracido. || Anche fracede ['fraʧədə] || AO U lunghe è fràcete e u cùrte nen arrìve [u 'lunɡə ɛ 'fraʧətə ɛ u 'kurtə nn-ar'rɨvə] Il lungo è fradicio e il corto non arriva. ||  AO fràcete. || MA fracete.

fragagghie [fra'ɡaɡɡjə] sf. Fragaglia, Insieme di pesci di minima dimensione e di minimo valore, Piccole cose alla rinfusa. || RM fragàgghije.

franghe ['franɡə] agg. Gratis, Senza pagare. || CL Tatò! da cume parle assemmegghie che me tine franche quà inte! [ta'tɔ! da 'kumə 'parlə assəm'mɛɡɡjə kɛ mə 'tine 'franɡə k'kwa 'ində] N.d.R. Antonio! da come parli sembra che mi tieni senza pagare qui dentro! || SA È trasute franghe, o cineme.  [ɛ ttra'sʉtə 'franɡə, ɔ 'ʧɪnəmə] È entrato gratis, al cinema. || CL franche. || RF franghe [fraṇk̬e̯].

franghebulle [franɡə'bullə] sm. Francobollo. || RM franckebùlle. || [fg. francobòllo - ital. francobóllo]

Frangische [fran'ʤɪskə] pers. m. Francesco. ||  [fg. francèsco - ital. francésco]

frate ['frɜtə] sm. Fratello. || CV quann parln trà lör n’z capiscn fröt e sör ['kwannə 'parlənə tra 'lɤrə nʣə ka'pɪʃʃənə 'frɜtə ɛ s'sɤrə] N.d.R. quando parlano fra loro non si capiscono fratello e sorella. || ZO freut (1864). || CV fröt. || ME frate.

fratecucine [frɜtəku'ʧɪnə] sm. Cugino. || RF frateme-cusçìne mio cugino. || RF fràtecucìne [fråte̯-kušı̊ne̯].

fravecatore [fravəka'tɤrə] sm. Muratore. || Anche frabbecatore [frabbəka'tɤrə] | VF fabbricatore, fravecatore (1841).

fravele ['fravələ] agg. Fragile. || FB fravele.

fravelone [fravə'lɤnə] agg. Si dice di persona piuttosto alta e sciocca. || lett. Molto fragile. || FB fravelòne. || RF fravelóne [frave̯lọ̈ne̯].

fravulare [fravu'lɜrə] sm. Venditore di fragole. || RM fravulàre.

frecà [frə'ka] v. Rubare, Fregare, Ingannare, Truffare, Provare interesse, Dare importanza, Avere rapporti sessuali. || NM Che me ne frega a mè d’ cume ‘a penz’ ess’ [kɛ mmə nə 'frɘkə a mmɛ də 'kum-a 'pɛnʣə 'ɛssə] N.d.R. Che mi frega di come la pensa lei. || CV fr’cöm a tutt quand i parind e pur’è sand [frə'kɜmə a t'tʊttə 'kwandə i pa'rində ɛ p'pʉrə ɛ 'sandə] N.d.R. Freghiamo tutti, i parenti ed anche i santi. || DPM Mò che arrive ‘u mumende me ne vache e se freche chi reste [mɔ kɛ ar'rɨvə u mu'mɛndə mə nə 'vɜkə ɛ ssə 'frɘkə ki 'rɛstə] N.d.R. Quando arriverà il momento me ne andrò -morirò- e si frega chi resta. || RF fréche, friche N.d.R. Inganno, inganni.|| RF frecà [fre̯ká].  

frecate [frə'kɜtə] pp. e agg. Fregato, Imbrogliato. || sf. Scopata, Coito. || FB frecàte.

frecature [frəka'tʉrə] sf. Fregatura, Danno, Imbroglio, Raggiro. || Anche fregature [frəɣa'tʉrə] || PM ije so fatte accussì e c’agghja fa, m’abbusche i frecature! nen face ninde ['ijə sɔ f'fattə akkus'sɪ ɛ kk 'aɡɡja fa, m-ab'bʊʃkə i frəka'tʉrə! nən 'fɜʧə 'nində] N.d.R. io sono fatta così e che cosa ci posso fare, mi becco le fregature! non fa niente. || PM frecature. || TF fregatùra.

freddarille [frədda'rillə] agg. Alquanto freddo || RF freddarille [fre̯ddarílle̯].

fredde ['frɛddə] agg. f. Fredda. || [fg. frèdda - ital. frédda]

freffelate [frəffə'lɜtə] sm. Fildiferro. || Anche firrefelate [firrəfə'lɜtə].

frenà [frə'na] v. Frenare. || RM frenà.

frene ['frɘnə] sm. Freno. || CL frene.

frenechijà [frənəki'ja] v. Smaniare.

fresckà [frəʃ'ka] v. Fischiare. || RM fresckà.

fresckarille [frəʃka'rillə] agg. Freschetto. || RF fresckarille [fre̯škarílle̯].

frescke ['frɛʃkə] agg. f. Fresca. || RG¹ fàfe freske ['fɜfə 'frɛʃkə] fave fresche. || MP frescke. || MU frèscke. || RG¹ freske. || MU frèscke. [fg. frèsca - ital. frésca]

fresckette [frəʃ'kɛttə] sm. Fischietto. || MU fresckètte.

freselle [frə'sɛllə] sf. Frisella, Particolare tipo di pane duro.

frettate [frət'tɜtə] sf. Frittata. || cfr. flosce ['flɔʃʃə] || FB frettàte.

frette ['frɛttə] sf. Fretta. || Meglio presce ['prɛʃʃə] || ZO fret (1864) || BP frette. || [fg. frètta - ital. frétta]

freve ['frɘvə] sf. Febbre. || MM frève.

frevele ['frɛvələ] sf. Ferula, Arbusto selavatico simile alla canna. || cfr. ferlizze [fər'lɪtʦə] || BF frèvle (1894). || RM frèvele.  || RF frèvele [fręve̯le̯].

frevelone [frəvə'lɤnə] sm. Frullone, arnese in uso nei mulini.

frezzecà [frətʦə'ka] v. Muoversi, Alzarsi. || LA frezzecà. || RFfrezzecà [fre̯zze̯ká].

frezzole [frət'ʦɤlə] sf. Padella per frittura. || Anche ferzole [fər'ʦɤlə]  || RF frezzóle [fre̯zzọ̈le̯].

fridde ['frɪddə] sm. Freddo. || LR face fridde ['fɜʧə 'frɪddə] N.d.R. fa freddo. || LR fridde. || [fg. frèddo - ital. fréddo]

frijaove [frija'ɤvə] sm. Tegamino per friggere le uova. || BA friaove.

frije ['frɪjə] v. Friggere. || SA Vatte fa' frije! ['vattə fa 'frɪjə] Vai a farti friggere.

frijute [fri'jʉtə] pp. e agg. Fritto. || Anche fritte ['frɪttə]. || SA Ha frijute ‘u pesce. [a ffri'jʉtə u 'pɛʃʃə] Ha fritto il pesce.

friscke ['frɪʃkə] 1. sm. Fischio. || cfr. fiscke ['fɪʃkə] || SA¹ Frisk’a rrecchia manche: Core franche! Frisk’a rrecchia ritte: Core afflitte! ['frɪʃk-a r'rɛkkja 'manɡə: 'kɤrə 'franɡə!  'frɪʃk-a r'rɛkkja 'rɪttə: 'kɤrə! af'flittə] N.d.R. lett. Fischio all’orecchio sinistro: cuore tranquillo! Fischio all’orecchio destro: cuore afflitto. || MU frische. || SA¹ frisk’. || RF friscke [frįške̯].

friscke ['frɪʃkə] 2. sm. Fresco. || al f.  frescke ['frɛʃkə]  || RF friscke [frįške̯].

fritte ['frɪttə] sm. e agg. Fritto, Frittura. || Anche frijute [fri'jʉtə] || RC Cap’ton’ fritt’ [kapə'tɤnə 'frɪttə] Capitone fritto. || VC frìtte (1929). || RC fritt’.

fronde ['frɔndə] sm. e f. Fronte. || cfr. ‘mbronde [m'brɔndə] || RF fronde [frǫnt̬e̯]. || MAM [frǫ́nde̥].

fronne ['frɔnnə] sf. Fronda, Ramoscello con foglie. || BA Fronn’e limone ['frɔnnə ɛ li'mɤnə] Vecchia canzone della malavita. N.d.R. lett. Fronde di limone. || SA¹ fronne. ||  BA fronn’. || [fg. frònda - ital. frónda]

frosce ['frɤʃə] sf. Narice. || MAM [frǫ́še̥]. || RF frosçe [frọ̈še̯].

frusce ['frʊʃʃə] sf. Pianta utilizzata per confezionare morbide scope, Acquazzone di breve durata. || Locuz. frúsce e premére ['frʊʃʃə ɛ ppre'mɘre] Voce dell’omonimo giuoco di carte. || FB frusce. || RF frusce [frųšše̯].

fruscià [fruʃ'ʃa] v. Spendere senza fare economia, Sperperare danaro, Produrre un leggero fuscìo. || SA Appirze e femmene s’è frusciate ‘nu patremonie. [ap'pirʦə ɛ 'fɛmmənə s-ɛ ffruʃ'ʃɜtə nu patrə'mɔnjə] Dietro alle donne ha dilapidato un patrimonio. || LA fruscià.

fruscione [fruʃ'ʃɤnə] sm. Spendaccione, Sciupone. || BA fruscione.

fruscke ['frʊʃkə] sf. Bestiola. || EG sott’a tutte i ‘ndembèrie, quèlla povera fruscke me facéve cumbagnije ['sɔttə a t'tʊttə i ndəm'bɛrjə, 'kwɛlla 'pɔvəra 'frʊʃkə mə fa'ʧɘvə kumbaɲ'ɲɪjə] N.d.R. sotto a tutte le intemperie, quella povera bestia mi faceva compagnia. || EG fruscke. || BA fruschele.

frustire [frus'tirə] agg. per lo più sostant. Forestiero. || EG frustïre. || RF frustire [frustíre̯]

fruttajule [frutta'jʉlə] sm. Fruttivendolo. || BA fruttajuole. || BF fruttajûol / fruttajûole (1893).

frutte ['fruttə] sf. Frutta. || ZO frutt (1864) || RM frùtte.

fucarile [fuka'rilə] sm. Caminetto. || BA fucarile. || RF fucarìle [fukarı̊le̯].

fucarille [fuka'rillə] sm. Fuocherello.

fucarine [fuka'rɪnə] sm. Focolare, Camino. || Anche fugarine [fuɡa'rɪnə]. || FB fucarene.

fucarule [fuka'rʉlə] sm. Cucina incassata nel muro.

fuche ['fukə] sm. Fuoco. || ML ne ‘nvularrije truàrme ‘ndà nu fuche [nən vular'rɪjə tru'warmə nda nu 'fukə] N.d.R. Non vorrei trovarmi nei guai -in un fuoco-.  || MG¹ fuke. || BA fuoche. || PR ffûche. || ML fuche. || RF fuche [fúke̯]. ||  [fg. fuóco - ital. fuòco]

fucile [fu'ʧɪlə] sm. Fucile. || cfr. sckuppette [ʃkup'pɛttə] || NM u saje che ti vulevane sequestrà pure u fucile? [u 'sɜjə kɜ tə vu'lɛvənə səkwəs'tra 'pʉrə u fu'ʧɪlə?] N.d.R. lo sai che ti volevano sequestrare anche il fucile? || NM fucile.

fuffele ['fʊffələ] sm. Arbusto selvatico un tempo usato come combustibile. || cfr. avuzze [a'vʊtʦə]. || MM i fúffele pa ppicciatóre. fascine di ombrellifere secche per accendere il fuoco. || TF fùffele. || BA fuffele. || MM fúffele.

fugarine [fuɡa'rɪnə] sm. Focolare, Camino. || Anche fucarine [fuka'rɪnə]  || RM fugarìne.

fuggiane [fud'ʤɜnə] agg. e sm. Foggiano, di Foggia. || SA ‘U fuggiane nze capisce pe’ ninde. [u fud'ʤɜnə nʣə ka'pɪʃʃə pə n'nində] Il -dialetto- foggiano non si capisce affatto. || BF fuggiáne (1893). || LR fuggiane. || EG fuggiàne. || FB fuggeàne. || FM fuğğiàne. || LE fûggiàné. || MAM [fuɡ̌ɡ̌ǻne̥].

fuggianelle [fudʤa'nɛllə] sf. Foggianella. || FB Fuggianella mìj! oh fuggianelle! tu si bbélle assaij, e nunn’ù sàij [fudʤa'nɛlla 'mijə! ɔ fudʤa'nɛllə! tʊ sɪ b'bɛllə as'sɜjə ɛ 'nunn-u 'sɜjə] Foggianella mia! oh foggianella! tu sei molto bella, e non lo sai. || FB fuggianella. || FB fuggianelle.

fuggianille [fudʤa'nillə] sm. pl. Foggianelli, Varietà locale di confetti. || RF fuggianille [fuǧǧanílle̯].

fuja fuje ['fuja 'fujə] locuz. Fuggi fuggi. || PM nu fuja fuje N.d.R. un fuggi fuggi. || PM fuja fuje. || RF fùja-fùje [fůi̭a-fůi̭e̯].

fuje ['fujə] v. Fuggire, Scappare, Correre. || CA¹ Fuje, fuje,u prete de Sande che u fuke sųbbete se stutekeje ['fujə, 'fujə 'prɘtə də 'sandə kɛ u 'fukə 'sʊbbətə sə stutə'kɘjə] Scappa, scappa, pietra di Santo, ché il fuoco subito si spegne. || LA fùje. || SA¹ fuje. || CA¹ [fuje].

fujute [fu'jʉtə] pp. e agg. Fuggito, Scappato. || RM fujùte.

fuleppine [fuləp'pɪnə] Spiffero, Vento freddo, Corrente d’aria fredda. || Anche feleppine [fələp'pɪnə] || BF fuleppine.

fume ['fʉmə] sm. Fumo. || TF fùme.

fumechijà [fuməki'ja] v. Emettere molto  fumo.

fumelizze [fumə'lɪtʦə] sm. Fumacchio, Piccola esalazione di fumo. || RM fumelìzze. || RF fumulizze [fumulįzze̯]

fumeterre [fumə'tɛrrə] sf. Erba medicinale selvatica usata nelle cure ricostituenti. || BA fumeterre.

fumire [fu'mirə] sf. Letame, Stallatico. || BA fumiere.

funachette [funa'kɛttə] sf. Piccola grotta, Seminterrato adibito ad abitazione. || Anche gruttecelle [ɡruttə'ʧɛllə] || LA funachètte. || RF funachètte [funakętte̯].

fundane [fun'dɜnə] sf. Fontana. || LMG fundàne. || PM funtane.

funerale [fune'rɜlə] sm. Funerale. || TF  funeràle.

funge ['fʊnʤə] sm. Fungo. || FO I fung a rocchije e  i fesse a ‘ccocchije [I fùnĝ a rocchije̥ i fesse̥ a ‘ccocchije̥] I funghi a mucchi e i fessi a coppie. || DLC funge d’u vosche ['fʊnʤə d-u 'vɔskə]funghi del bosco. || DLC funge. || FO fung [funĝ].

funne ['funnə] sm. Fondo. || FB funne.

funnille [fun'nillə] sm. Fondo dei pantaloni. || FB funnìlle.

funucchjille [funuk'kjillə] sm. Finocchietto. || Anche fenucchjille [fənuk'kjillə] || BF funecchielle / funecchîelle (1894). || LCG funecchiele (1897). || RA funucchill’. || SA¹ funucchjille

funzione [fun'ʣjɤnə] sf. Funzione. || PR Bell’assaje sta funzione [b'bɛll-as'sɜjə sta fun'ʣjɤnə] Molto bella questa funzione. || PR funzione.

funziunà [funʣju'na] v. Funzionare. || MP ‘U cervelle mije funzione megghijé se vede i denare [u ʧər'vɛllə 'mijə fun'ʣjɤnə 'mɛɡɡjə sɛ 'vɘdə i də'nɜrə] N.d.R. Il mio cervello funziona meglio se vede i soldi. || CL funziunà.

furbe ['fʊrbə] agg. Furbo. || RF furbe [fųrbe̯].

furbecijà [furbəʧi'ja] v. Criticare, Parlare male di qualcuno, lett. Sforbiciare, Tagliare con le forbici. || RF furbecéje da rète N.d.R. parla alle spalle. || RM  furbecijà. || RF furbecijà [furbe̯če̯i̭á].

furce ['furʧə] sf. Forbice. || BF remòr de fûorc’ e ssenza láne! [rə'mɤrə də  'furʧə ɛ s'sɛnʣa 'lɜnə] N.d.R. rumore di forbici ma senza lana. || BA L’hanne date panne e fuorce mmane [l'annə 'dɜtə 'pannə ɛ f'furʧə m'mɜnə] Gli hanno consegnato stoffa e forbici nelle mani. || BF fûorc’. || BA fuorce.

furcenelle [furʧə'nɛllə] sf. Fionda. || LA furcenèlle.

furchette [fur'kɛttə] sf. Forchetta. || RF furchètte [furkętte̯].

furchettone [furkət'tɤnə] sm. || VC forchettone / furchettòne (1929).  

furcine [fur'ʧɪnə] sf. Forcella, Sostegno per la corda per esporre all’aria i panni da asciugare. || RF furcìne [furčı̊ne̯].

furcone [fur'kɤnə] sm. Forcone. || FB furcòne.

fureste [fu'rɛstə] sf. Foresta. || agg. antiq. Chi sfugge ogni compagnia. || LE ind' a 'na furesté [ind-a na fu'rɛstə]in una foresta. || VC furèste (1929). || LE  furesté.

furmagge [fur'madʤə] sm. Formaggio. || MP T’agghije viste che te stive frecanné ‘u furmagge mije [t 'aɡɡjə  'vɪstə kɛ tə s'tivə frə'kannə u fur'madʤə 'mijə] N.d.R. Ti ho visto che stavi rubando il mio formaggio. || ML frumagge.

furmelle [fur'mɛllə] sf. Bottone piccolo. || LA furmèlle. || RF [furmęlle̯].

furmiche [fur'mɪkə] sf. Formica. || RF furmìche [furmı̊ke̯]

furnace [fur'nɜʧə] sf. Fornace, Grande forno usato per la cottura di materiali da costruzione. || FB furnàce.

furnacelle [furna'ʧɛllə] sf. Fornello. || MU furnacèlle.

furnare [fur'nɜrə] sm. Fornaio. || VC furnàre (1929). || RF furnàre [furnåre̯].

furne ['furnə] sm. Forno. || ZO furn (1864) || VC fùrne (1929). || [fg. fòrno - ital. fórno]                                                                           

furtigne [fur'tɪɲɲə] agg. Fortigno, Asprigno, Forticcio. || cfr. asprigne [as'prɪɲɲə].

furtunate [furtu'nɜtə] agg. Fortunato. || MP Don Necò, ogge eije ‘u jurné vustré furtunaté [dɔn nə'kɔ, 'ɔdʤə 'ɘjə u 'jurnə 'vustrə furtu'nɜtə] N.d.R. Don Nicola, oggi è il vostro giorno fortunato. || MP furtunaté.

furtune [fur'tʉnə] sf. Fortuna. || BP a fertune è come o file de lane se nen u saje terà se spezze [a fər'tʉnə ɛ 'kum-ɛ u 'filə də 'lɜnə si nn-u 'sɜjə tə'ra sə s'pɛtʦə] N.d.R. la fortuna è come il filo di lana, se non lo sai tirare si spezza. || BP fertune. || CV f’rtuna. || TF fertùne.

furunghele [fu'runɡələ] sm. Foruncolo. || cfr. ‘mbòlle [m'bɔllə]. || VC furùngolo (1929).

furzande [fur'ʦandə] agg. Forte, Forzuto.

fuscelle [fuʃʃɛllə] sf. Fiscella, Cesta di giunchi in cui si ripone la ricotta. || VC fuscèlla (1929).

fusse ['fussə] sm. Fosso. || al f. fosse ['fɔssə] || VC fùosse (1929). || CA fûsse.

fussetille [fussə'tillə] sm. Fossetto. || VC fussetìelle (1929).|| AO fussetille.

fussine [fus'sɪnə] sm. Piccola buca scavata nella terra per giocare a biglie. || cfr. cacce [katʧe]

fusulare [fusu'lɜrə] sm. Paletto di legno per la carretta. || RF fusulàre [fusulåre̯].

futtigne [fut'tɪɲɲə] agg. Che frega gli altri. || Locuz. stúbbete futtígne [s'tʊbbətə fut'tɪɲɲə] Stupido che frega -ha la meglio- gli altri.

G

gabbà [ɡab'ba] v. Gabbare, Ingannare, Burlare, Beffare. || Anche aggabbà [aɡɡab'ba]. || CA Si vuje gabbà ‘u vecìne, agàvezete prîste a matìne[si 'vujə ɡab'ba u və'ʧɪnə, a'ɡavəzətə 'sʊbbətə a ma'tɪnə] N.d.R. Se vuoi gabbare il vicino, alzati presto la mattina. || VC gabbà (1929).

gabbine [ɡab'bɪnə] sf. Cabina. || RM gabìne.

Gaitá [ɡai'tɜ] pers. m. Gaetano. || TF  Aitanìlle.

galandome [ɡalan'dɤmə] sm. Galantuomo. || SG galandome.

galandumene [ɡalan'dumənə] sm. pl. Galantuomini.

gale ['ɡɜlə] sm. Sbadiglio. || FB gàle.

galere [ɡa'lɘrə] sf. Galera, Prigione. || NM t’agghja vedè jettate inde a na galera! [t 'aɡɡja və'dɛ jet'tɜte 'ind-a na ɡa'lɘrə!]  N.d.R. devo vederti buttato dentro una galera! || NM galera.

galesse [ɡa'lɛssə] sm. Calesse, Cocchio a due ruote. || VC galèsse (1929).

galessire [ɡaləs'sirə] sm. Cocchiere di piazza. || BA galessiere.

galette [ɡa'lɛttə] sf. Secchio di legno per prelevare acqua dai pozzi. || AO ‘A galètte vace e vène fin’a che nen ze spèzze ‘a zoke e vace abbàsce ‘o pùzze [a ɡa'lɛttə 'vɜʧə ɛ  v'vɘnə 'fin-a kke nʣə s'pɛtʦə a 'ʦɤkə ɛ v'vɜʧə ab'baʃʃə ɔ 'pʊtʦə] La secchia va e viene fino a che non si spezza la fune e cade giù nel pozzo.  || VC galètta (1929). || AO galètte.

galijà [ɡali'ja] v. Sbadigliare. || VC galà (1929). || RF galijà [ġale̯i̯á].

galijate [ɡali'jɜtə]  sf. Atto dello sbadigliare. || MA galliate.

galijotte [ɡali'jɔttə] sm. Galeotto. || VC galiòta (1929).

galitte [ɡalittə] sf. Garitta. || VC galìtta (1929).

galle ['ɡallə] 1. sm. Gallo. || Locuz. galle ciambelúse ['ɡallə ʧambə'lʉsə] Gallo con le zampe legate. || AO Ndo’ tanda galle càndene nen face maje jùrne! [ndɔ 'tanda 'ɡallə 'kandənə nən 'fɜʧə 'mɜjə 'jurnə!] Dove tanti galli cantano non fa mai giorno! || AO galle. || FD gàlle.

galle ['ɡallə] 2. sf. Galla. || Locuz. a ggalle [a ɡ'ɡallə]  In superficie, Fuori. || SA ’A veretà vene sembe a galle.  [a vərə'ta 'vɘnə 'sɛmbə a ɡ'ɡallə] La verità viene sempre a galla.

galleggià [ɡalləd'ʤa] v. Galleggiare. || VC  gallià (1929).

gallenacce [ɡallə'natʧə] sm. Gallinaccio, Tacchino. ||  ZO gallinaccio (1864) || VC gallenàccio (1929).

gallenare [ɡallə'nɜrə] sm. Pollaio. || VC gallenàro (1929).

gallette [ɡal'lɛttə] sf. Galletta, Pane biscottato. || VC gallètte (1929).

gallina [ɡal'lɪna] sf. Gallina. || Anche galline [ɡal'lɪnə] || CS Gallina vècchije brode mègghije [ɡal'lɪna 'vɛkkjə b'brɤdə 'mɛɡɡjə] N.d.R. Gallina vecchia miglior brodo. || CS gallina.

galline [ɡal'lɪnə] sf. Gallina. || Anche gallina [ɡal'lɪna] || MM gallìne. || FO galline [galli̤ne̥].

gallotte [ɡal'lɔttə] sf. La femmina del tacchino. || VC gallòtta (1929).

gallucce [ɡal'lʊtʧə] sm Gallo, Galletto. || VC gallùccio (1929). || NM galluccje. || TF gallùcce. || RG  gallucce.

gamme ['ɡammə] sf. Gamba. || VC Gàmme stòrte ['ɡammə s'tɔrtə] Gambe sbilenche. || VC gàmma (1929). || EG 'amme. || CL gamme.

ganasce [ɡa'naʃʃə] sf. Ganascia. || AO  ganàsce.

gangale [ɡan'ɡɜlə] sm. Dente molare. || FB gangàle. || RF gangàle [ġaṇġåle̯].

gangarille [ɡanɡa'rillə] sm. Dente. || Anche dende ['dɛndə]. || RF t’abbotte i gangarîlle! N.d.R. ti gonfio i denti! || RF gangarille [ġaṇġarílle̯].

garafare [ɡara'fɜrə] sm. Commerciante ambulante di manufatti in vetro. || BA garafare.

garaffe [ɡa'raffə] sf. Caraffa. || VC carràfa / garràfa (1929).

garafone [ɡara'fɤnə] sm. Bottiglione, Contenitore di vetro. || VC carrafòne / garrafòne (1929). || BA garafone.

garde ['ɡardə] v. Bruciare. || Anche arde ['ardə].

Garebbalde [ɡarəb'baldə] pers. m. stor. Garibaldi. || CS Garibalde sope a quílle mítte l’ate [ɡarib'baldə, 'sɤp-a k'kwɪllə 'mɪttə l'atə] N.d.R. lett. Garibaldi su quello metti l’altro. || CS Garibalde. || AO Garebbàlde.

gargarizie [ɡarɡa'rɪtʦjə] sm. Gargarismo. || VC gargarìzio / gargalìzio (1929).

garofele [ɡa'rɔfələ] sm. Garofano. || ZO carofali (1864) || LR garòfene. || CL garofene. || VC garùfolo (1929).

garze ['ɡarʦə] 1. pp. e agg. Bruciato. || RF garze [ġarze̯].

garze ['ɡarʣə] 2. sf. Garza. || CS garze. || RF garze [ġarźe̯].

garzone  [ɡar'ʣɤnə] sm. Garzone. || GG garzone (1834) || ZO garzon (1864) || FB garzòne.

gastemà  [ɡastə'ma] v. Bestemmiare. || BA Quanne l’amiche te vene a truvà quacche cose l’abbesugnarrà; doppe ca l’avute tutte cuntente sen’eja jute, c’ia vaie pe cercà se mette a gastemà ['kwannə l-a'mikə tə 'vɘnə a tru'wa 'kwakke k'kɤsə l-abbəsuɲɲar'ra; 'dɔppə ka l-a v'vʉtə 'tʊttə kun'dɛndə sə n ɛ 'jʉtə, ʧ-a 'vɜjə pə tʧər'ka, sə 'mɛttə a ɡɡastə'ma] Quando l’amico viene a trovarti gli occorre qualche cosa; dopo avuta se n’è andato contento, ma se gli cerchi la restituzione ti risponde male. || VC iastemà (1929). || LA gastemà. || MM ggasetmà.

gasteme [ɡastɘ'mə] sf. Bestemmia. || CS gastème. || VC iastèma (1929).

gattarille [ɡatta'rillə] sm. Gattino. || BA gattarielle. || VC gattarìelle (1929). || CS gattarille.  || GE gattarielli.

gattarule [ɡatta'rʉlə] sm. Gattaiola, Foro che si faceva negli usci dei granai per farvi entrare e uscire i gatti alla caccia dei topi. || VC Chi tràse pe la fenèsta, se nn’èsce pe lu gattarùlo [ki 'trɜsə p-a fə'nɛstə, sə nn 'ɛʃʃə p-u ɡatta'rʉlə] N.d.R. Chi entra dalla fiestra, esce dalla gattaiola. || VC gattarùlo (1929). || RF gattarùle [ġattarůle̯].

gatte ['ɡattə] sost. Gatto. || MP Assemmegghijene ‘u cane e ‘a gatt’ [assəm'mɛɡɡjənə u 'kɜnə ɛ a 'ɡattə] N.d.R. Sembrano il cane e la gatta. || AO Quanne ‘a gatte nen ge stace ’u  sorge abbàlle ['kwannə  a  'ɡattə nʤə s'tɜʧə u 'sɔrʤə ab'ballə] Quando la gatta non c’è il sorcio balla.  || TF gàtte. || VC gatta (1929). || MP gatt’.

gattemaimone [ɡattəmai'mɤnə] sm. antiq. Gattomammone. || agg. Solitario, Isolato, Si dice di chi ama stare in disparte. || VC gattomaimòne (1929).

gattemupe [ɡattə'mʉpə] agg. Taciturno. || RM gattemùpe.

gattijà [ɡatti'ja] v. 1. Camminare gattoni. 2. Andarsene sempre in giro. || RF [ġatte̯i̭á].

gavetà [ɡavə'ta] v. Stare in guardia, Guardarsi da. || RM gavetà.

gavete ['ɡavətə] agg. Alto. || Anche avete ['avətə]. || LA gàvete. || BA gavete. || RF gavete [ġ-ave̯te̯].

gegande [dʤə'ɡandə] sm. Gigante. || Anche giagande / [dʤa'ɡandə]. || RM gegànde.

Geggenì [dʤəggə'nɪ] pers. m. Luigino. || CL bon giorne Gegenì [bbɔn d'ʤɔrnə dʤəggə'nɪ] N.d.R. buon giorno Luigino. || CL Gegenì.

gelà [dʤə'la] v. Gelare. || Anche jelà [jə'la] || CS Chi se magne i mèle e chi se gèle i dinte [ki sə 'maɲɲə i 'mɘlə ɛ kki sə d'ʤɘlə i 'dində] N.d.R. Chi si mangia le mele e chi si gela i denti.

gelate [dʤə'lɜtə] sm. Gelato. || VC gelàto (1929) || FB gelàte || RF gelàte [ğe̯låte̯].

gelè [dʤə'lɛ] sm. Gilè, Panciotto. || FB gelé.

gelone [dʤə'lɤnə] sm. Gelone. || cfr. rusele ['rusələ] || CS gelone.

geluse [dʤə'lʉsə] agg. m. Geloso. || FB geluse.

gelusije [dʤəlu'sɪjə] sf. Gelosia. || PP [te̥zzóne̥].

geminde [dʤə'mində] sm. Tormento, Fastidio, Molestia.

gende [d'ʤɛndə] sf. Gente. || BF Brutt’erve, brutta ggente! [b'brʊtt 'ɛrvə, b'brʊtta d'ʤɛndə] N.d.R. Brutta erba, brutta gente. || CL ne’ ce facime a sente da’ gente [nʤə fa'ʧɪmə a s'sɛndə d-a d'ʤɛndə] N.d.R. non facciamoci sentire dalla gente. || LR Tand’anne arrète, d’a matine ‘a sère, p’i strade nostre ére nu via vaje de gènde [tand'annə ar'rɘtə, d-a ma'tɪnə a  'sɘrə, p-i s'trɜdə 'nɔstrə 'ɘrə nu via'vɜjə də d'ʤɛndə] N.d.R. Tanti anni, fa dalla mattina alla sera, per le nostre strade c’era un viavai di gente. || GG gente (1834) || BF ggente (1894). || LR gènde. || SG¹ aggende. || CA¹ [gendᵉ]. || TF ggènde. || PM gènte. || CL gente. || FP gent. || Etimol. dal lat. gens, gentis.

Genì [dʤə'nɪ] pers. m. Gino, Luigi. || CL Genì.

genie [d'ʤɛnjə] sm. Genio. || Locuz. de belle ggenie [də b'bɛllə d'ʤɛnjə] Per forza, A tutti i costi. || PM  gènije.

gennaje [dʤən'nɜjə] sm. Gennaio. || AO Gennaje: frìdde e fame [dʤən'nɜjə: 'frɪddə ɛ f 'fɜmə] Gennaio: freddo e fame. || AO gennàje. || CV g’nnöj. || RF gennàje [ğe̯nnåi̭e̯].

genocchie [dʤə'nɔkkjə]  sm. Ginocchio. || Anche genucchie [dʤə'nʊkkjə]

genucchie [dʤə'nʊkkjə]  sm. Ginocchio. || Anche genocchie [dʤə'nɔkkjə]  || RF genucchie [ǧe̯nųĉĉe̯].

geramende [dʤəra'mɛndə] sm. Giramento.

gerate [dʤə'rɜtə] sf. Girata, Svolta.|| RF geràte [ğe̯råte̯].

Geruzze [dʤə'rʊtʦə] pers. m. Ciro. || CL Ceruzze.

Gesecriste [dʤəsə'krɪstə] pers. m. Gesù Cristo. || BF Ggesecriste (1894). || AO Gese Crìste. || GE Giesù Cristo.

gevendù [dʤəvən'dʊ] sf. Gioventù. || EG 'Na cettà nàte aïre o poche 'cchiù, 'na cettà chiéne de 'ggiuvendú [na ʧət'ta 'nɜt a'jirə ɔ 'pɤkə k'kjʊ, na ʧət'ta 'kjɘnə də dʤuvən'dʊ] N.d.R. Una città nata ieri o poco più, una città piena di gioventù. ||  BA giuventù. || EG 'ggiuvendú.

gevenotte [dʤəvə'nɔttə] sm. Giovanotto. || cfr. uaglione [waʎ'ʎɤnə]. || BP a vuje fenesce de fa u giovanotte senza famiglie?! [a 'vujə fə'nɛʃʃə də  fa u dʤɤva'nɔttə 'sɛnʣa fa'mɪʎʎə?!] N.d.R. la vuoi smettere di fare il giovanotto senza famiglia?! || BP giovanotte.

ghesse ['ɡɛssə] v. Essere. || cfr. esse ['ɛssə]. || RL ghesse (1905). || MM gésse.

gherlande [ɡər'landə] sf. Ghiralanda. || PM gherlande.

ghiacce ['ɡjatʧə] sm. Ghiaccio. || PM  Staje fèrme e fridde cume nu ghiacce [s'tɜjə 'fɛrmə ɛ f'frɪddə 'kum-ɛ ə nu 'ɡjatʧə] N.d.R. Stai fermo e freddo come il ghiaccio. || PM ghiacce.

ghianne [ɡ'ɡjannə] sf. Ghianda. || Anche ghiannele [ɡ'ɡjannələ] || VC ghiànna (1929).  || MM [g̓́g̓́ánne̥].

ghiannele [ɡ'ɡjannələ] sf. Ghianda. || Anche ghianne ['ɡjannə] || GG agliannole (1834). || VF glannole (1841). || VC ghiànnola (1929). || MM [g̓́g̓́ánne̥le̥].

ghije ['ɡijə] pron. di 1ª pers. sing. m. e f. Io. || Anche ije ['ijə]. || GG ghije, ghijo (1834) || TF ghìje.

ghinde ['ɡɪndə] avv. Dentro. || Anche inde ['ində]. || RM ghìnde.

ghisse ['ɡɪssə] pr. Egli,  Lui,  Esso. || Anche isse ['ɪssə] || MM [gísse̥].

ghune ['ɣʉnə] agg., sost., pron. Un, Uno. || Anche une ['ʉnə] || cfr. une, nu, na ['ʉnə, nu, na].

ghuve ['ɡʉvə] sf. Uva. || Anche uve ['ʉvə], uva ['ʉva]. || BF Guarde che ghùve! È bbelle quante máje [ɡwardə kɛ 'ɡʉvə! ɛ b'bɛllə  'kwandə  'mɜjə]  N.d.R. Guarda che uva! È bella quanto mai. || BF ghùve (1894).

già [dʤa] avv. Già. || PR Mo nasce u crijature ggià fasciste [mɔ 'naʃʃə u kria'tʉrə d'ʤa ffaʃ'ʃɪstə] N.d.R. Adesso nasce il bambino già fascista. || ZO già (1864) || PR ggià.

giacchette [ʤak'kɛttə] sf. Giacca, Casacca. || BA A sta giacchette -sta vennelle- nen ce stanne fuse p’appenne [a sta dʤak'kɛttə -sta vən'nɛllə- nən ʧə s'tannə 'fʉsə p-ap'pɛnnə] A questa giacca -questa sottana- i fusi non  attaccano. || LR giacchètte. || BA giacchette. || ZO giacchetta (1864).

Giacchine [ʤak'kɪnə] pers. m. Gioacchino. || AO Giacchìne facìje ‘a lègge e Giacchìne murìje apprìme [ʤak'kɪnə fa'ʧɪjə a 'lɛdʤə ɛ ʤak'kɪnə mu'rɪjə ap'prɪmə] Gioacchino -Murat- fece la legge e Gioacchino morì per primo. || AO Giacchìne.

giagande [dʤa'ɡandə] sm. Gigante. || LA giagande. || BA giagante.

gialle [d'ʤallə] agg. e sost. Giallo.

Giancalasse [ʤanka'lassə] sm. Giancalasso, Fannullone, Perdigiorno. || SA Face l’arte Giancalasse, magne, veve e vace a spasse. ['fɜʧə l 'artə dʤanka'lassə, 'maɲɲə, 'vɘvə ɛ v'vɜʧə a s'passə] Fa l’arte di Giancalasso, mangia, beve e va a spasso. || VC Giangalàsse / VC Giancalàsse (1929).

giangive [ʤan'ʤivə] sf. Gengiva. || cfr. sangive [sanɡ̌í] || VC giangìva (1929).

giannizze [ʤan'nɪtʦə] sm. Giannizzero. || RM giannìzze.

giardenette [ʤardə'nɛttə] sm. Affettati misti, Misto di salame, provolone, mortadella, ed altro. || RF giardenètte [ǧarde̯nętte̯]

giargianese [ʤarʤa'nɘsə] agg. e sost. sing. Settentrionale. || GA Ma che parle giaggianese? O Signore! V’agghije ditte che fra nu pare de jurne vene u fattore mije e ve fazze sigge! [ma kɛ 'parlə ʤarʤa'nɘsə? ɔ ssiɲ'ɲɤrə! v'aɡɡjə 'dɪttə kɛ fra nu 'pɜrə də 'jurnə 'vɘnə u fat'tɤrə 'mijə ɛ v'və 'fatʦə 'sɪdʤə!] N.d.R. Ma che parlo settentrionale? Oh Signore! Vi ho detto che fra un paio di giorni viene il mio fattore e fi faccio riscuotere. || BA giargianese. || GA giaggianese. || AO giargianèse.

giargianise [ʤarʤa'nisə] sost. pl. Settentrionali. || RM giargianìse.

giarre [d'ʤarrə] sf. Giara, Brocca, Piccola anfora di terracotta per l’acqua. || LA vocche de giarre ['vɔkkə də d'ʤarrə] bocca grandissima. N.d.R. lett. Bocca di brocca. || EG ’na ‘ggiarre de vine ‘bbune [na 'ʤarrə də 'vɪne b'bunə] N.d.R. una giara di vino buono. || EG ‘ggiarre. || BA giarre. || VC giarra (1929).

Giggine [dʤid'ʤɪnə] pers. m. Gino, Giggino, Luigi. || FP Giggin u suldat [dʤid'ʤɪnə u sul'dɜtə] N.d.R. Gino il soldato.  || FP Giggin.

gioje [d'ʤɤjə] sf. Gioia. || PM gioje. || [fg. gióia - ital giòia]

Giordane [ʤɔr'dɜnə] cogn. Giordano. || PM Giordane.

giorne [d'ʤɔrnə] solo nella inter. bon giorne [bbɔn d'ʤɔrnə] o bongiorne [bbɔnd'ʤɔrnə]. Buon giorno. || cfr. jurne / ['jurnə] || TF bòn giòrne. || [fg. giòrno - ital. giórno]

giostre [d'ʤɔstrə] sf. Giostra. || sm. Oggetto, Attrezzo di cui non si ricorda il nome. || cfr. fattapposte [fattap'pɔstə]. || RM  giòstre.

giovene [d'ʤɔvənə] 1. agg. Giovane.  || al pl. giuvene [d'ʤʊvənə]. 

giovene [d'ʤɔvənə] 2. sm. Garzone, Chi aiuta un un artigiano nello svolgimento del suo lavoro. || al pl. giuvene [d'ʤʊvənə]. || VC Giòvene de mastedàsce [d'ʤɔvənə de 'mastə d'aʃʃə] Garzone di falegname; giòvene de scarpàre [d'ʤɔvənə də skar'pɜrə] Garzone calzolaio. || VC giòvene (1929). || TF ggiòvene. || FP giovn.

gire [d'ʤɪrə] sm. Giro, Turno. || ZO gir (1864) || TF ggìre.

giudeje [dʤu'dɘjə] agg. Giudeo, Ebreo, Cattivo, Avaro. || sm. Giudeo. || RM giudéje. || [fg. giudéo - ital. giudèo]

giubba [dʤu'bba] sf. Giubba. ||  RN [ɡ̌ɡ̌ubba].

giudizie [dʤu'dɪtʦjə] sm. Giudizio. || AO  giudizie.

giugne [d'ʤʊɲɲə] sm. Giugno. || AO Giugne: fàvecia chjène [d'ʤʊɲɲə 'favəʧa 'kjɘnə] Giugno: falce piena.

giurà [dʤu'ra] v. Giurare.

giuráte [dʤu'rɜtə] sm. e pp. Giurato. || ZO giureut (1864).

giurnale [dʤur'nɜlə] sm. Giornale. || TF  giurnàle.

giurnaline [dʤurna'lɪnə] sm. Fumetto, Giornalino. || CL Ne’ t’avessa canosce. Scummette che staije leggenne i giurnaline [nən t-a'vɛssa ka'nɔʃʃə. skum'mɛttə kɛ s'tɜjə ləd'ʤɛnnə i dʤurna'lɪnə] N.d.R. Come se non ti conoscessi. Scommetto che stai leggendo i fumetti. ||  CL giurnaline.

giuvamende [dʤuwa'mɛndə] sm. Giovamento. || BF Ogne mpedement’ è ggiuvamente ['ɔɲɲə mbədə'mɛndə ɛ dʤuwa'mɛndə] N.d.R. Ogni impedimento è giovamento -da ogni difficoltà si può trarre giovamento-. || BF ggiuvamente. || [fg. giovamènto - ital.  giovaménto]

Giuvanne [dʤu'wannə] pers. m. Giovanni. || MP Stive sule che Giuwanne e, ‘ndo l’è ammucciaté? [s'tivə 'sʉlə kə dʤu'wannə ɛ, ndɔ l-ɛ ammut'ʧɜtə?] N.d.R. Stavi solo con Giovanni e, dove l’hai nascosto? || MP Giuwanne.

giuvedì [ʤuvə'dɪ] sm. Giovedì. || VC Giuvedì de li parìente [dʤuvə'dɪ d-i pa'rində] Il penultimo giovedì di carnevale. N.d.R. lett. Giovedì dei parenti. || VC giuvedì (1929).

giuvene [d'ʤʊvənə] sost. pl. Giovani. || CL giuvene.

giuvenettille [dʤuvənət'tillə] sm. Giovincello. || FB n’ù giuvenittille ianch’e rusce cùme n’ù bruzzese [nu dʤuvənət'tillə 'janɡə ɛ r'rʊʃʃə 'kum-ɛ nu bbrut'ʦɘsə] un giovincello bianco e rosso come un abruzzese. || FB giuvenittille.

gloriapatre [ɡlorja'patrə] sm. Gloria Patri. || VC Li bizzòche dìcene sempe, cu la curona mmàne, gloriapàtre e patrenuòstre [i bəd'ʣɤkə 'dɪnnə 'sɛmbə, k-a kə'rɤna m'mɜnə, ɡlorja'patrə ɛ ppatrə'nustrə] Le bigotte non si stancano di recitare, col rosario tra mano, orazioni e preghiere. || VC  gloriapàtre (1929).

gnernò [ɲɲər'nɔ] par. comp. Signor no. || Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnornò [ɲɲor'nɔ],  nonzignore [nonʣiɲ'ɲɤrə] || RM gnernò.

gnò [ɲɲɔ] inter. Sì, Presente, Risposta di presente ad una chiamata. || LA gnò.

gnore [ɲ'ɲɤrə] sf. Nonna.

gnornò [ɲɲor'nɔ] par. comp. Signor no. || Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnernò [ɲɲər'nɔ],  nonzignore [nonʣiɲ'ɲɤrə] || FB gnérnò.

gnorsì [ɲɲor'sɪ] par. comp. Sissignore. || Locuz. avv. Signor sì. || LA gnorsì.

gnostre [ɲ'ɲɔstrə] sm. Inchiostro, Vino nero. || VC gnòstre (1929). || RF gnostre [ññǫstre̯].

gnotte [ɲ'ɲɔttə] v. Ingoiare. || VC ngnuttì (1929). || BP gnotte.                    

'gnurande [ɲɲu'randə] agg. e sost. Ignorante. || ML ‘gnuranda.

gnutte [ɲ'ɲʊttə] sm. Sorso, Boccata. || FB gnutte.

gocce ['ɡɔtʧə] sf. Goccia, Paralisi, Spavento, Infarto, Trombosi. || SE ci assemmègghiene cum’e ggocce d’acque [ʧ-assəm'mɛɡɡjənə 'kum-ɛ ɡ'ɡɔtʧə d'akkwə] N.d.R. si assomigliano come gocce d’acqua. || FD gòccia. || SE ggocce. || [fg. gòccia - ital. góccia]

gode ['ɡodə] v. Godere. || Anche gudè [ɡu'dɛ]. || RM gòde.

gogge ['ɣɔdʤə] avv. e sm. Oggi. || Anche ogge ['ɔdʤə]. || BF Campe ghogge, ca cráje Ddij pruvète! ['kambə 'ɣɔdʤə, ka 'krɜjə d'dɪjə pru'wɘtə!] N.d.R. Campa oggi, che domani Dio provvede! || BF ghogge (1894). || FM gogge. || RF gogge [ġǫğğe̯]

gole ['ɡɔlə] sf. Gola. || MAM [tę́nɡe̥ a ɡö́le̥ rǫ́šše̥] ho la gola rossa. || MAM [ɡö́le̥]. || RF gole [ġọ̈le̯].                                                         

gomme ['ɡɔmmə] sf. Gomma. || [fg. gòmma - ital gómma].

gonfredarie [ɡonfre'darjə] sf. Camera d'aria.

gramegne [ɡra'mɛɲɲə] sf. Gramigna. || EG crèsce cum’a gramègne ['krɛʃʃə 'kum-ɛ a ɡra'mɛɲɲə] N.d.R. cresce come la gramigna. || EG gramègne.

grammateche [ɡram'matəkə] sf. Grammatica.

granate [ɡra'nɜtə] sm. Melograno. || FB  granàte.

grane ['ɡrɜnə] sm. Grano. || AO grane.

granecutte [ɡrɜnə'kuttə] sm. Grano cotto, dolce tipico delle festività dei morti. || DAM granecutte. 

granedinie [ɡrɜnə'dɪnjə] sf. Farina di mais, Granturco, Mais, Grano d'India. || DAM granedinije.

granele ['ɡranələ] sf. Grandine. || Anche cecerille [ʧəʧə'rillə] || ZO granila (1864) || FB granele.

granezzuse [ɡranət'ʦʉsə] agg. Altezzoso, Presuntuoso. || AO granezzùse. || CS granezzuse.

granne ['ɡrannə] agg. Grande. || RM grànne.

granone [ɡra'nɤnə] sm. Granturco. || cfr. ceciutte [ʧə'ʧuttə]. || RM granòne.

grasce ['ɡraʃʃə] sf. Abbondanza, Grascia. || SA ‘A grasce l’è ‘rruvate ‘nganne! [a 'ɡraʃʃə l-ɛ rru'wɜtə n'ɡannə] L’abbondanza gli è arrivata alla gola. || VF Grascia (1841). || AO grasce.

grascialette [ɡraʃʃa'lɛttə] sm. Collo e spalla dell’agnello. || DAM grascialette.

grasciuse [ɡraʃ'ʃʉsə] agg. Generoso, Spendaccione. || RM grasciùse.

grasse ['ɡrassə] agg. e sm. || GG grasse (1834).

graste ['ɡrastə] sf. Vaso per fiori. || CS graste. || PP [gráste̥].

grattà [ɡrat'ta] v. Grattare, Rubare.

grattacase [ɡratta'kɜsə] sf. Grattugia per formaggio. || DAM grattacase. || CS grattacáse.

grattamarianne [ɡrattamari'annə]  sf. Granita. || TF grattamariànne.

grattate [ɡrat'tɜtə] pp. e agg. Grattato, Grattugiato, Rubato. || AO grattàte.

gravajule [ɡrava'jʉlə] sm. Raviolo, Parti-colare tipo di pasta farcita. || RM gravaiùle.

gravande [ɡra'vandə] agg. Sofferente perché pesante, Corpulento. || FB gravande.

graveda ['ɡravəda] agg. Gravida, Detto della donna in stato di gravidanza. || Anche gràvede ['ɡravəde] e gravete ['ɡravətə]. || CA¹ Còcche fìgghije l’àmme pèrse, cùme e quèlla vòte chè megghièreme gràveda gròsse vulìje p' ffòrze ji’ a spegula’ ‘u gràne. ['kɔkkɛ 'fɪɡɡjə l 'ammə 'pɛrʦə, 'kum-ɛ k'kwɛlla 'vɤtə kɛ məɡ'ɡjɛrəmə 'ɡravəda 'ɡrɔssə vu'lɪjə pə f'fɔrzə jɪ a spəɡu'la u 'ɡrɜnə] Qualche figlio l’abbiamo perso, come quella volta che mia moglie gravida, vicino al parto, voleva per forza andare a spigolare il grano. || CA¹ gràveda.

gravede ['ɡravədə] agg. Gravida. || Anche gràveda ['ɡravəda] e gravete ['ɡravətə].  

gravete ['ɡravətə] agg. Gravida. || Anche gràveda ['ɡravəda] e gravede ['ɡravədə] || RF gravete [ġrave̯te̯].

Graziè [ɡrat'ʦjɛ] pers. f. Graziella. || RM  Grazié.

grazie ['ɡradʣjə] sf. Grazia. || TF gràzije.

gregge ['ɡrɛdʤə] sm. Gregge. || RM grègge.

gregna ['ɡrɛɲɲa] sf. Covone, Fascio di spighe di cereali legato manualmente. || Anche gregne ['ɡrɛɲɲə] || CA Palma ‘mbosse, grègna grosse ['palma m'bɔssə, 'ɡrɛɲɲa 'ɡrɔssə] N.d.R. lett. Palma -il periodo pasquale- bagnata, grossi fasci di spighe -ottimo raccolto di grano-. || VF gregna (1841) || CA grègna.

gregne ['ɡrɛɲɲə] sf. Covone, Fascio di spighe, Bica. || Anche gregna ['ɡrɛɲɲa] || LA grègne. || RF grègne [ġręññe̯].

grille ['ɡrɪllə] sm. Grillo. || RF grille [ġrįlle̯].

grippe ['ɡrɪppə] sf. Grippe, malattia infettiva che colpisce le vie respiratorie, Influenza.  || RF è murte de grippe. N.d.R. è morto di grippe. || RF grippe [ġrįppe̯]. || Etimol. dal franc. gripper «afferrare»; propriam. «il malanno che afferra».

grosse ['ɡrɔssə] agg. e sost. f. Grossa, Grande, Maggiore. || SA Sorema grosse. ['sɔrəma 'ɡrɔssə] Mia sorella maggiore. || MG gross’. || MU grosse. || LC grôsse. || CA¹ [grossᵉ].

grotte ['ɡrɔttə] sf. Grotta. || SG grotte.

gruffelare [ɡruffə'lɜrə] sm. Collo del maiale. || VC gruffulàro [ɡruffə'lɜrə] La schiena del maiale. Arista. || VC gruffulàro (1929).  || EG gruffelare.

grumelà [ɡrumə'la] v. Russare, Borbottare. || CS grumelà.

grumele ['ɡrʊmələ] sm. Grumo si sangue.

grunfulà [ɡrunfu'la] v. Russare. || RM  grunfulà.

gruppere [ɡrup'pɘrə] sf. Cordone della sella del cavallo. || RM gruppère.

grusse ['ɡrussə] agg. e sost. m. Grosso, Grasso. || SA Si' grusse e fesse. [sɪ ɡ'ɡrussə ɛ f'fɛssə] Sei grosso e stupido. || CL ije te vede spiss’ appriss’ a pizz’ gruss ['ijə tə 'vɘdə s'pissə ap'prissə a p'pɪtʦə 'ɡrussə] N.d.R. io ti vedo spesso al seguito di pezzi grossi. || MM [u ve̥tíi̯lle̥ ccu ggrúᵘ/sse̥] ' il vitello più grasso '. || ZO grus (1864) || TF grùsse. || CL gruss. || RF grusse. || MM [ggrúᵘ/sse̥] / [ggrú/sse̥]

gruttecelle [ɡruttə'ʧɛllə] sf. Piccola grotta. || cfr. funachette [funa'kɛttə]. || RM gruttecèlle.

guadagnà [ɡwadaɲ'ɲa] v. Guadagnare. || FP Fa del ben e po’ che ci guadagn? [fa dɛl 'bɘn-ɛ p'pɔ kɛ t'ʧə ɡwa'daɲɲə?] N.d.R. Fai del bene, e poi cosa ci guadagni? || MU  guadagna’.

guadagne [ɡwa'daɲɲə] sm. Guadagno. || FP guadagn.

guaglione [ɡwaʎ'ʎɤnə] sm. Ragazzo. || DMF Accorte a tè belle guaglione [ak'kɔrtə a t'tɛ b'bɛllə ɡwaʎ'ʎɤnə] N.d.R. Attento a te bel giovanotto. || VF guaglione (1841).

guagliungille [ɡwaʎʎun'ʤillə] sm. Ragazzino. || Anche uagliungille [waʎʎun'ʤillə] || CL guagliuncille. || LE guâglijuncijlle.

guaje ['ɡwɜjə] sm. Guaio. || anche uaje ['wɜjə] || LMG Quanne i guàie mie se fenéscene, i tuie s’hann’accumenzà ['kwannə i  'ɡwɜjə 'mijə sə fə'nɛʃʃənə i 'tʉjə s'ann-akkumən'ʣa] N.d.R. Quando i miei guai saranno finiti, i tuoi avranno inizio. || GG¹ guàje. || CL guaije. || LMG guàie. || FD  guàije. || FO guœje [guœje̥].

gualane [ɡwa'lɜnə] sm. Addetto alla pulizia del bestiame e delle stalle. || BA gualàne.

gualle ['ɡwallə] sf. Ernia inguinale. || AO guàlle. || BA gualle.

gualluse [ɡwal'lʉsə] agg. Ernioso, Affetto da ernia. || BA gualluse.

guandire [ɡwan'dirə] sf. Guantiera, Vassoio per dolci. || VF guantiera (1841) || RM guandìre.

guapparije [ɡwappa'rɪjə] sf. Guapperia, Azione di guappo. || cfr. uapparije [wappa'rɪjə] || LR guapparìje.

guappe ['ɡwappə] sm. Guappo. || cfr. capuzille [kaput'ʦillə] || VF guappo (1841) || RM guàppe.

guardà [ɡwar'da] v. Guardare. || Anche uardà [war'da]. || PM pecché me guarde accussì? ‘nn’u sacce! [pək'kɛ mə 'ɡwardə akkus'sɪ? nn-u 'satʧə!]  N.d.R. perché mi guardi così? non lo so! || CS Guardate inde o spècchije quante sì bèlle ['ɡwardətə ind ɔ s'pɛkkjə 'kwandə sɪ b'bɛllə] N.d.R. Guardati nello specchio quanto sei bello. || GG guardà (1834) || EG ‘uardà.

guardaporte [ɡwarda'pɔrtə] sm. Portinaio. || FB guardaporte.

guardiane [ɡwar'djɜnə] sm. Guardiano. || Anche uardiane [war'djɜnə]  

guardjapisciacchie [ɡwardjapiʃ'ʃakkjə] sm. Antico appellativo popolano dato ai Vigili Urbani, lett. Vigile delle orine. || BA  guardapesciacchie.

guattone [ɡwat'tɤnə] agg. Guardingo, Che  agisce nell’ombra. || RM guattòne.

guarneminde [ɡwarnə'mində] sm. Finimento, Bardatura del cavallo. || VF Guarnemienti de li cavalli [ɡwarnə'mində d-i ka'vallə] Finimenti dei cavalli. || VF guarnemienti (1841) || CS guarneminte.

guedà [ɡwə'da] v. Guidare. || RM guidà.

gueja gueje ['ɡwɘja 'ɡwɘjə] locuz. A sfottò. || AO guèja guèje.

guardie ['ɡwardjə] sf. Guardia.

guardungille [ɡwardun'ʤillə] sm. Striscia di cuoio che congiunge la tomaia alla suola della scarpa. || BA guarduncielle. || NM¹ guarduncell.

guastafeste [ɡwasta'fɛstə] smf. Guastafeste.

guerre ['ɡwɛrrə] sf. Guerra. || Anche uerre ['wɛrrə] || LR guèrre. || MG guerra. || CL guerr’.

Guiducce [ɡwi'dʊtʧə] pers. m. Guido.

gumete ['ɡʊmətə] sm. Gomito. || RF gumete [ġųme̯te̯].

guvernate [ɡuwər'nɜtə] pp. e agg. Governato. || AO guvernàte.

guverne [ɡu'wɛrnə] sm. Governo. ||  CL guerne.

H

ha [a] v. Avere. Ha || CA¹  “E’ venùte ùne, m’ha dìtte va’ ‘o  fucarìne , lìve ‘u prìme matòne e vvìde che ghèsce!”  [ɛ vvə'nʉtə ʉnə,  m-a  d'dɪttə va ɔ fuka'rɪnə, 'lɪvə u 'prɪmə ma'tɤnə ɛ v'vɪdə kɛ 'ɡɛʃʃə] “E’ venuto una, mi ha detto: va la camino, togli il primo mattone e vedi che trovi!” || CA¹ ha. || DPM à.

I

i [i] pron. Io. || Anche ije ['ijə] e ghije ['ɡijə].

'i [i] art. I, Le. || LR ’i pelanghîlle càvete, cucènde! [i pəlan'ɡillə 'kavətə, ku'ʧɛndə!] N.d.R. Le pannocchie calde, cocenti! || BA Patane? So li puorce e manche li vonne [pa'tɜnə? sɔ i 'purʧə m'manɡə i 'vɔnnə] Patate? Non le mangiano nemmeno i maiali. || DAM i tagliuline [i taʎ'ʎulɪnə] i tagliolini. || GG li (1834)  || LR ’i. || DAM i.

'i [i] pron. pers. Gli, A lui. || SG dice che i serve ['dɪʧə kɛ i 'sɛrvə] N.d.R. Dice che gli serve. || ME ‘i mangave ‘a forze d’addemanda’ aiute [i man'ɡɜvə a 'fɔrʦə d-addumman'na a'jʉtə] gli mancava la forza di domandare aiuto. || SG i. || ME ‘i. || GG li.

iacuvelle [jaku'vɛllə] cfr. jacuvelle.

ianghe [jan'ɡə] cfr. janghe.

ianghijà [janɡi'ja] cfr. janghijà.

iazze ['jatʦə] cfr. jazze.

ielà [jə'la] cfr. jelà.

ielate [jə'lɜtə] cfr. jelate.

iete ['jɘtə] cfr. jete.

iettà [jət'ta] cfr. jettà.

iettature [jətta'tʉrə] cfr. jettature.

iinere ['jinərə] cfr. jinere.

ije ['ijə] pron. di 1ª pers. sing. m. e f. Io || Anche ghije ['ɡijə] e i [i] || BP Ije stu maccarone nen mu gnotte! ['ijə stu makka'rɤnə nə mm-u ɲ'ɲɔttə] N.d.R. Io questo maccherone -questa fesseria- non lo ingoio! || GG io (1834) || BP ije.

imbrovvise [imbrov'vɪsə] Improvviso. || Solo nella locuz. avv. all'imbrovvise [all-imbrov'vɪsə]

in [in] prep. sempl. || LA in.

ind’a ['ind-a] contraz. di inde a ['ində a] In, Nella, Nel giro di. || Locuz. 'nd’a nnínde [nd a n'nində] Immediatamente, In un batti baleno. || ZO inta  doje ore ['ind-a d'dɤjə 'ɤrə] in due ore. || LE Ind' a la metà de lu camine ['ind-a mə'ta d-u ka'minə] Nella metà del cammino. || PM inda sta situazione ['ind-a sta sətuat'ʦjɤnə] N.d.R. in questa situazione. || ZO inta (1864) || PM inda

inde ['ində] agg. Dentro. || Anche ghinde ['ɡɪndə] || ZO dint (1864). || LE ind'. || TF ìnde. || P hind’. || CS ínte. ||  [fg. dèntro - ital. déntro]

ind’o ['ind-ɔ] contraz. di inde o ['ində ɔ] Nel, Dentro il. || TF ìnd’o.

inderesse [inde'rɛssə] sf. Interesse. || CL ma guanne arriv’ ‘u gire mije S. Antonie m’hadda pagà pure l’interesse [ma 'kwannə ar'rɪvə u d'ʤɪrə 'mijə sand-an'dɔnjə m'adda pa'ɡa 'pʉrə l-inde'rɛssə] N.d.R. ma quando arriverà il turno mio Sant’Antonio mi pagherà anche gli interessi. || CL  interesse.

inferne [in'fɛrnə] sm. Inferno. || FP E brav o fess, accussì vaie all’infern [ɛ b'brɜvə ɔ 'fɛssə, akkussɪ 'vɜjə all-in'fɛrnə] N.d.R. E bravo lo sciocco, così vai all’inferno. || FP infern.

Ingurnàte [inɡur'nɜtə] solo nella loc. Madònne d’Ingurnàte [madɔnnə d-inɡurnɜtə] Madonna dell'Incoronata. || vedi  'ngurnate [nɡur'nɜtə] || CA¹ Madònne d’Ingurnàte aiùteme tu! [ma'dɔnnə d-inɡur'nɜtə a'jutəmə tʊ!] Madonna dell’Incoronata aiutami tu! | CA¹ Ingurnàte.

intande [in'tandə] congz.  Intanto,  Nel  frattempo. || ZO intant (1864) || CL intante.

integrazione [inteɡrat'ʦjɤnə] sf. Integrazione. || FP integrazion.

inutele [i'nutələ] agg. Inutile. || Anche ‘nutele ['nutələ]. || SG Eje inutile che guarda a mè e n’è ruere [ɛ 'nutələ kɛ 'ɡwardə a mmɛ ɛ nn-ɛ ru'ɘrə] N.d.R. È inutile che guardi me e non è vero. || SG inutile.

invece [im'vɘʧə] avv. Invece. || ZO Chiù tard si avizeut nu grus vient, ma mece di allargà leu nuvole ha purteut na granila cheu aveu dureut mezz’or, e appris acqua a rot di ciel  [k'kjʊ t'tardə s-ɛ avə'ʦɜtə nu 'grussə 'vində, ma im'vɘʧə d-allar'ɡa i 'nuvələ a pur'tɜtə na 'ɡranələ  kɛ 'ɜvə du'rɜtə 'mɛdʣ-ɤrə, ɛ ap'prissə 'akkwa a r'rɔttə də 'ʧilə] Più tardi si è alzato un gran vento, ma invece di spazzare le nuvole, ha portato una grandine che ha durato mezz’ora, e poi acqua a ciel rotto. || ZO mece (1864) || DPM ‘nvece. 

inzomme [in'ʣɔmmə] avv. Insomma.

iocchele ['jɔkkələ] cfr. jocchele.

Iolanda [jo'landa] cfr. Jolanda.

Iolande [jo'landə] cfr. Jolande.

ionde ['jɔndə] cfr. jonde.

iotte ['jɔttə] cfr. jotte.

ipocrete [i'pɔkrətə] agg. e sm. Ipocrita. || CL ipocrete.

irmece ['ɪrməʧə] sf. Tegola, Embrice. || VF imbrice / emrice (1841). || VC èrmice / ìmbrice (1929). || BA irmece. || [fg. tègola - ital. tégola]

isse ['ɪssə] pr. Egli, Lui. || Anche ghisse ['ɡɪssə]  || DPM Ma che è jute ‘mbaccije camine vattine tu e isse [ma kɛ ɛ 'jʉtə mbat'ʧɪjə, ka'minə vat'tɪnnə, tʊ ɛ 'ɪssə] N.d.R. Ma è impazzito, cammina andatevene sia tu che lui. || ZO isso, iss (1864) || VMG issö. || DPM isse. || Etim. dal lat. is = egli (quello, colui, lui).

italiane [ita'ljɜnə] agg. e sm. Italiano. || Anche taliane [ta'ljɜnə]. || CL italiane.

Italie [i'taljə] top. Italia. || PR Italie.

iuche ['jukə] cfr. juche.

iummende [jum'mɛndə] cfr. jummende.

iuncate [jun'kɜtə] cfr. juncate.

iuncatelle [junka'tɛllə] cfr. juncatelle.

iunge ['jʊnʤə] cfr. junge.

iurnate [jur'nɜtə] cfr. jurnate.

iurne ['jurnə] cfr. jurne.

iuste ['juste] cfr. juste.

J

jacuvelle [jaku'vɛllə] sf. Chiasso, Confusione, Civetteria. || RF fà a jacuvèlle N.d.R. fare la commedia. || VC iacovèlle (1929). || LA jacuvèlle. || RF jacuvèlle [i̭akuvęlle̯].

jajate [ja'jɜtə] Piazzata, Chiassata. || RF jajàte [i̯ai̯åte̯].

janare [ja'nɜrə] sf. Piana delle fosse. || antiq. per fattucchiera. || VC ianàra (1929). || FB janàre.

jangacce [jan'ɡatʧə] agg. pegg. biancaccio, bianco sporco, di aspetto non bello. || BF Cu nu cîele tutt jancacce [kə nu 'ʧilə 'tʊttə jan'ɡatʧə] N.d.R. Con un cielo tutto biancaccio (bianco sporco). || BF jancacce (1894).
janghe ['janɡə] sm. Bianco. || EG 'ianghe. || PM janche. || SE jànghe. || VC iànco (1929). || CA² janghë.

janghijà [janɡi'ja] v. Biancheggiare, Tinteggiare. || VC ianchià (1929). || BA janchijà. || LA janghijà. || FB jancheià. || RF janghijà [i̯aṇk̬e̯i̯á].

janghijatore [janɡija'tɤrə] sm. Imbianchino. || FB jancheiatòre.

jate ['jɜtə] 1.agg. Beato. || Anche vijate [vi'jɜtə], bijate [bbi'jɜtə] || SA Jate a te che ngapisce ninde! ['jɜtə a ttɛ kɛ nɡa'pɪʃʃə 'nində!] Beato te che non capisci niente!

jate ['jɜtə] 2. v. jí [jɪ] pres. ind. 2 pl. andato/ andate || MG Ve ne jate tutt'e tre a l'albere d' 'i pigne. [və nə 'jɜtə ‘tʊtt ɛ trɛ a l'albərə d-i 'piɲɲə] N.d.R. lett. Ve ne andate tutti e tre all'albero delle pigne (morite). || MG jate (1910). || RM jàte.

jazze ['jatʦə] sm. Giaciglio del cane, Cuccia, Recinto per animali. || AO Si è de razze torne ‘o jazze. [si ɛ də 'ratʦə 'tɔrnə ɔ 'jatʦə] Se è di razza torna al giaciglio. || LMG I pégge càne, i mègghie iazze [i 'pɛdʤə 'kɜnə, i 'mɛɡɡjə 'jatʦə] N.d.R. I peggiori cani -hanno- le migliori cucce. || VC iàzzo (1929). || LMG iazze. || AO jazze.

jelà [jə'la] v. Gelare. || anche gelà [dʤə'la] || SA¹ jelà’.

jelate [jə'lɜtə] sm. Gelato, Intirizzito dal freddo. || Locuz. cáne jeláte ['kɜnə jə'lɜtə] Persona pallida, cattiva, lett. Cane gelato. || LR jelàte. || CS ijeláte. || VC ielàta (1929).

jeta ['jɘta] sf. Bietola. || Anche jete ['jɘtə]  || SA Jeta capacine. ['jɘta kapa'ʧɪnə]  Bietola selvatica. || RF jéte [i̭ẹ̊te̯].

jete ['jɘtə] sf. Bietola. || Anche jeta ['jɘta] || SG Si t’ankappe ti fazze a lagane e ijete [si t an'ɡappə tə 'fatʦə a l'laɡənə ɛ 'jɘtə] N.d.R. Se ti prendo ti riduco a fettuccine e bietola. || VC ièta (1929). || SG ijete. || RA jet. || DLC jéte. || FB jète. || RF [i̭ẹ̊te̯].

jettà [jət'ta] v. Gettare, Buttare. || RM ‘Nce réste ché jettàrce da sop’é basce [nʤə 'rɛstə kɛ jət'tarʧə da 'sɤp-ɛ b'baʃʃə] N.d.R. lett. Non ci resta che buttarci da sopra in basso. || LA jettà. || FB jittà.

jeva jeve ['jɘva 'jɘvə] solo nella locuz. andò jeva jeve [an'dɔ 'jɘva 'jɘvə]. Dovunque andassi. || DPM Andò jeva jeva mu truàve pe ‘nande [an'dɔ 'jɘva 'jɘvə m-u tru'wɜvə pə n'nandə] N.d.R. Dovunque andassi me lo trovavo davanti. || DPM Andò jeva jeve. 

jí [jɪ] v. Andare. || BF  « Paghem' e ffammne jì, bbellu figghiule! » [« 'paɡəmə ɛ f'fammənə 'jɪ, b'bɛllu fɪɡ'ɡjʉlə! »] Pagami e fammene andare, bel figliolo! || CA¹ Pòke e spìsse, quànne ce mànghe ‘u pàne p' magna’ jìme a ffa’ ‘a cèrke p’i massarìje . ['pɤkə ɛ s'pɪssə, 'kwannə ʧə 'manɡə u 'pɜnə pə maɲ'ɲa 'jɪmə a ffa a 'ʧɛrkə p-i massa'rɪjə.] Poco e spesso, quando ci manca il pane per mangiare andiamo a fare la questua per le masserie. || BA Iute de cuorpe ['jʉtə də 'kʊrpə] avere evacuato. || MM [mǫ pígge̥ ẹ mme̥ ne̥ vä́ke̥] adesso prendo e me ne vado. || MM [sse̥ n-ę i̯i̯úte̥] sen’è andato. || ZO ji (1864) || BF jì (1894). || VC ì (1929). || NM jiè. || SG iji’. || FB ijè. || CL ije. || MM [i̯í].

jinere ['jinərə] sm. Genero. || CS ijnere e nepute, quílle che fáje eje tutte perdùte ['jɪnərə  ɛ nnə'pʉtə, 'kwɪllə kə 'fɜjə ɛ 'tʊttə pər'dʉtə] N.d.R. Generi e nipoti, quello che fai è tutto perduto. || LMG ‘ìnere. || AO jìnere. || VC iènnero.

jocchele ['jɔkkələ] sf. Chioccia, La gallina nel periodo che cova. || EG iocchele.

Jolanda [jɔ'landa] pers. f. || Anche Jolande [jɔ'landə].

Jolande [jɔ'landə] pers. f. || Anche Jolanda [jɔ'landa].

jonde ['jɔndə] sf. Aggiunta, Un pizzico, un po’, Pezzettino. || ML na jonde de frumagge e duje cetrule [na 'jɔndə də fru'madʤə ɛ d'dʉjə ʧə'trʉlə]  N.d.R. un pezzettino di formaggio e due cetrioli.  || TF jjònde. || ML jonde. || CS ijonde. || RF [i̯ǫnt̬e̯].

jotte ['jɔttə] sf. Acqua della bollitura della pasta. || RF jotte [i̯ǫtte̯].

jucà [ju'ka] v. Giocare. || RG jucà.

jucatore [juka'tɤrə] sm. Giocatore. || sm. pl. jucature [juka'tʉrə] || RF i jucatùre. N.d.R. i giocatori || FB jucatòre. || RF jucatóre [i̯ukatọ̈re̯].

juche ['jukə] sm. Gioco. || FB u’ juche èj bbèlle, quanne dure pòche [u 'jukə 'ɘjə b'bɛllə, 'kwannə 'dʉrə 'pɤkə] N.d.R. il gioco è bello quando dura poco. || ZO juoco (1864) || SG¹ jucke. || FB juche.

jumare [ju'mɜrə] Ruscello, Picolo corso d'acqua. || FB jumàre.

jummende [jum'mɛndə] sf. Giumenta, bestia da soma, cavalla da sella. || LA jummènde. || EG 'iummende. || EG 'iummènde. || CS ijummènte. || [fg. giumènta -  ital. giuménta] || Etimo: voce dotta, lat. iumentum / iumenta «giumento, bestia da soma (cavallo asino, mulo)».

juncate [jun'kɜtə] sf. Giuncata. || BA juncate. || FB juncàte.

juncatelle [junka'tɛllə] sf. Latte cagliato. || BA juncatella fresche [junka'tɛlla 'frɛʃkə] latte cagliato, venduto molti anni fa dai caprai. || BA juncatella.

junge ['jʊnʤə] sm. Giunco. || LA giunco. || CS ijúnge. || NM¹ jungg. || LA junge. || FB junce. || CA¹ [iųnge].

jurnate [jur'nɜtə] sf. Giornata. || CL ‘U saije che ne’ tenghe niente da fà e che quanne m’aveze subbete ‘a jurnate ne’ pass’ maije [u 'sɜjə kɛ nən 'tɛnɡə 'nində da fa ɛ kkɛ 'kwannə m 'avəzə 'sʊbbətə a jur'nɜtə nən 'passə 'mɜjə] N.d.R. Lo sai che non ho nulla da fare e che quando mi alzo presto la giornata non passa mai. || SA Ma vite ‘nu poche che n’ata jurnate! [ma 'vitə nu 'pɤkə kɛ n'ata jur'nɜtə!] Ma guarda un po’ che altra -brutta- giornata!. ||  GG jurnata (1834) || TF jurnàte. || DPM iurnate. || CL jurnate. || FP iurnta. || RF jurnàte [i̭urnåte̯].

jurne ['jurnə] sm. Giorno. || FD And’o’ tànta gàlle càntene, nen fàce màje jùrne [an'dɔ 'tanda 'ɡallə 'kandənə, nən 'fɜʧə 'mɜjə 'jurnə] N.d.R. Dove tanti galli cantano, non fa mai giorno. || BF jûorne / jûorn'  (1893). || LE juorné. || FD jùrne.  || ML  jurne. || RC jurn’. || Etimo:  dal lat. diurnus.

juste [' justə] agg. e avv. Giusto. || Locuz.  juste juste ['justə 'juste]  Giusto giusto, Esattamente. || RF juste [i̯ųste̯]. || Etimol.:  dal lat. iustus.

K

k'a [k-a] prep. art. Con la. || SA Me vogghie magnà nu piatte de trucchele k’a recotta toste. [mə 'vɔɡɡjə  maɲ'ɲa nu 'pjattə də 'trukkələ k-a rə'kɔtta 'tɔstə] Voglio mangiare un piatto di troccoli con la ricotta dura. || DLC i civeze ck’a néve, i civeze ck’a néve [i 'ʧivəʦə k-a 'nɘvə, i 'ʧivəʦə k-a 'nɘvə] i gelsi con la neve, cioè i gelsi bianchi. || AO k’a. || DLC ck'a. || FP ca. || SG¹ cka. || CS che l’. || BF c’ la.

kainate[kai'nɜtə] cfr. cainate.

kalucce [ka'lʊtʧə] cfr. calucce.

kannale [kan'nɜlə] cfr. cannale.

kannele [kann'ɘlə] cfr. cannele.

kapedanne [kɜpə'dannə] cfr. capedanne. 

kardungille [kardun'ʤillə] cfr. cardungille.

Karmene ['karmənə] cfr. Carmene.

karrare [kar'rɜrə] cfr. carrare.

kase ['kɜsə] cfr. case.

katapecchie [kata'pɛkkjə] cfr. catapecchie.

katarrone [katar'rɤnə] cfr. catarrone.

kavalle [ka'vallə] cfr. cavalle.

ke [kə] prep. sempl. Con. || SA Vine ke me che tu fazze avvedè. ['vine kə m'mɛ kɛ t-u 'fatʦə avvə'dɛ] Vieni con me che te lo faccio vedere. || FD Ke nu no’ te spìcce, e ku nu sì t’impìcce [kə nu nɔ tə s'pɪtʧə, ɛ kkə nu sɪ tə m'bɪtʧə] N.d.R. Con un no ti spicci e con un sì ti impicci. || LA e cke l'ûcchje face sègne 'o fuggiàne [ɛ kɛ l 'ukkjə 'fɜʧə 'sɛɲɲə ɔ fud'ʤɜnə] N.d.R. e con gli occhi fa segno al foggiano. || ZO cheu (1864) || BF c’ (1894). || LA cke. || FD ke. || FD ku. || TF cu. || FP ch.

Keccione [kət'ʧɤnə] cfr. Checcione.

kegnome [kəɲ'ɲɤme] cfr. chegnome.

kekozze [kə'kɔtʦə] cfr. checozze.

Kelenelle [kələ'nɛllə] cfr. Chelenelle.

Keline [kə'lɪnə] cfr. Cheline.

kelometre [kə'lɔmətrə] cfr. chelometre

kelonne [kə'lɔnnə] cfr. chelonne.

kelore [kə'lɤrə] cfr. chelore.

kelummere [kə'lʊmmərə] cfr. chelummere.

kelure [kə'lʉrə] cfr. chelure.

kemmune [kəm'mʉnə] cfr. chemmune.

kemò [kə'mɔ] cfr. chemò.

kemugghjà [kəmuɡ'ɡja] cfr. chemugghjà.

keppute [kəp'pʉtə] cfr. cheppute.

kerichette [kəri'kɛttə] cfr. cherichette.

kernute [kər'nʉtə] cfr. chernute.

kerone [kə'rɤnə] cfr. cherone.

ketogne [kə'tɔɲɲə] cfr. chetogne.

kettone [kət'tɤnə] cfr. chettone.

ki [ki] cfr. chi.

k'i [k-i] prep. art. Con i, Con le. || SA S’a face k’i delinguende. [s-a 'fɜʧə k i delin'ɡwɛndə] Se la fa con -frequenta- i delinquenti. || LR so state fôre duje mîse sane ck’i parînde mìje [sɔ s'tɜtə 'fɤrə 'dʉjə 'mɪsə 'sɜnə k-i pa'rində 'mijə] N.d.R. sono stata fuori due mesi interi con i miei parenti. || ZO li cauzuni chi li staff erineu finuti [i kavə'ʦʉnə k-i s'taffə 'ɛrənə fə'nʉtə] i pantaloni colle staffe erano finiti. N.d.R. erano ultimati. || ZO chi li (1864) || RA ch’i. || TF k’i. || LR ck'i. || MAM  [k-í].

kjande ['kjandə] cfr. chiande.

kjena ['kjɘna] cfr. chiena.

kine ['kɪnə] cfr. chine.

krape ['krɜpə] cfr. crape.

krete ['krɘtə] cfr. crete.

kriature [kria'tʉrə] cfr. criature.

kriscè [kriʃ'ʃɛ] cfr. criscè.

kruce ['krʊʧə] cfr. cruce.

krucise [kru'ʧɪsə] cfr. crucise.

kulunnette [kulun'nɛttə] cfr. culunnette.

kume cfr. cume

kurce ['kurʧə] cfr. curce.

kuscine [kuʃ'ʃɪnə] cuscine.

kutre ['kʊtrə] cfr. cutre.

kuverte [ku'wɛrtə] cfr. cuverte.

k'u [k-u] prep. art. Con il, Con lo, Col. || TF c’u tìmbe àmma vede’ pròprije de fàrle [k-u 'timbə 'amma və'dɛ də 'farlə] N.d.R. Col tempo dobbiamo vedere proprio di farlo -rimetterlo a posto-. || CL cu’ tacche avete [k-u 'takkə 'avətə] N.d.R. con il tacco alto. || ZO cu lu, cheu lu (1864) || GE c’ ‘u. || TF c’u. || CA cku. ||  EG ck’u. || CL cu’. || CA¹ k’u. || RF c’u.

L

la [la] art. f. la. || Vedi ‘a [a]         

là [lla] avv. Là. || Anche llà [lla]. || BP Vinne tutte cose là, e te ne vine quà ['vɪnnə 'tʊttə 'kɤsə lla, ɛ ttə nə 'vine kkwa] N.d.R. Vendi tutto là, e te ne vieni qua. || BP là.

lacce ['latʧə] sm. Laccio, Stringa per scarpe. || VF Laccio cu lu puntale ['latʧə k u pun'dɜlə] Aghetto. || VF laccio  (1841) || VC làzzo (1929).

lacerte [la'ʧɛrtə] sf. Lucertola.  || BA lacerte. || VC lacèrta (1929).

lacreme ['lakrəmə] sf. Lacrima. || Anche lagreme ['laɡrəmə] || PM lacreme.

lacremune [lakrə'mʉnə] sm. accr. Lacrimone. || CA¹ E se passene i lenzule pe asciugarse i lacremene e po vide sope a l’ucchije che se passene i cepolle [ɛ sə 'passənə i lən'ʣʉlə p aʃʃu'karsə i lakrə'mʉnə  ɛ  pɔ 'vɨdə 'sɤp a l 'ukkjə  kɛ sə 'passənə i ʧə'pɔllə] N.d.R. lett. E si passano -utilizzano- le lenzuola per asciugarsi i lacrimoni, e poi vedi sugli occhi che si passano -strofinano- le cipolle. || CA¹ [lacrᵉmᵉnᵉ].

laganelle [laɡa'nɛllə] sf. Fettuccine, Lasagnette. || VF laganelle (1841). || VC laganèlle (1929).

laghenature [laɡəna'tʉrə] sm. Matterello per lavorare la pasta, Spianatoio. ||  VF laganaturo (1841). || VC laghenatùre (1929). || CS laghenature.

laghene ['laɡənə] sf. Sfoglia di farina impastata, Lasagna. || BA laghene ca vetriole [laɡənə k-a vətri'ɤlə] fettuccine condite con salsa di pomodori al filetto. || VC làgane casaròle ['laɡənə kasa'rɤlə] pappardelle. || VF lagane (1841)  || VC làgana / làgane (1929). || LA làghene. || RF laghene [laġe̯ne̯].

lagne ['laɲɲə] sf. Lagna. || sm. Lamento. || SG Abbascia a ‘na grotte se sente nu lagne [ab'baʃʃ-a na  'ɡrɔttə sə 'sɛndə nu 'laɲɲə] N.d.R. In una grotta si sente un lamento. || SG lagne. || CS lagnije. || RF lagne [laññe̯].

lagreme ['laɡrəmə] sf. Lacrima. || Anche lakreme ['lakrəmə] || DPM nen vogghje chiagne pecche a chiagne stu murte sò lagreme perze [nən 'vɔɡɡjə  'kjaɲɲə pək'kɛ a k'kjaɲɲə stu 'murtə sɔ l'laɡrəmə 'pɛrʦə] N.d.R. Non voglio piangere, perché a piangere questo morto sono lacrime perse. || DPM lagreme.

lambarelle [lamba'rɛllə] sf. Piccola lampada. || EG lambarelle.

lambasciule [lamba'ʃʉlə] sm. Cipollina selvatica, Muscari. || Anche lambasciulle [lamba'ʃullə] || VC lampasciùole (1929). || MM lampasciúle. || NM  lambascjule.  

lambasciulle [lamba'ʃullə] sm. Cipollina selvatica, Muscari. || Anche lambasciule [lamba'ʃʉlə] || EG lambasciulle. || CA¹ lambasciùlle.

lambazze [lam'batʦə] sm. Lapazio, Lampone. || EG lambazze. || MM lambázze.

lambe ['lambə] sm. Lampo. || sf. Lampada. || SA Alla lambe, alla lambe, chi more e chi cambe ['alla 'lambə, 'alla 'lambə, ki 'mɤrə ɛ kki 'kambə] Alla lampada, alla lampada, chi muore e chi campa. || VC lampa (1929). || TF làmbe.

lambedarie [lambe'darjə] sm.  Lampadario.  || FB lampèdareij.

lambedine [lambe'dɪnə] sf. Lampadina.

lambie ['lambjə] sf. Lampada da soffitto. || RM làmbije.

lambijà [lambi'ja] v. Lampeggiare. || RM lambijà. || RF lambijà [lamp̬e̯i̭á].

lambine [lam'bɪnə] sm. Lumino. || FB  lambìne.

lambiungine [lambjun'ʤɪnə] sm. Lampioncino di carta colorata. || BA lambiuncielle. || VC lampioncìelle (1929).

lambuse [lam'bʉsə] agg. Sporco, Trascurato, Trasandato, Malvestito. || cfr. 'nzevuse [nʣə'vʉsə], larduse  / [lar'dʉsə]. || FB lampuse.

lamendà [lamən'da] v. Lamentare. || SA Nde lamendanne, ca nenn’eje ninde [ndə lamən'dannə, ka nənn'ɘjə 'nində] Non ti lamentare che non è niente -di grave-. || BP Tenite quille che a gente vulesse tenè, e ve lamentate? [tə'nɪtə 'kwɪllə kɛ a d'ʤɛndə vu'lɛssə tə'nɛ, ɛ vvə lamen'dɜtə?] N.d.R. Avete ciò che la gente vorrebbe avere, e vi lamentate? || TF lamenda’.

lamendarse [lamən'darsə] v. rifl. Lamentarsi. || LR lamendàrse.

laminde [la'mində] sm. Lamento. || cfr. lagne ['laɲɲə]. || RF laminde [lamínt̬e̯].

landerne [lan'dɛrnə] sf. Lanterna. || VC lentèrna (1929).

lane ['lɜnə] sf. Lana. || BF láne. || EG làne.

lanne ['lannə] sf. Landa. || Locuz. lànna lànne ['lanna 'lannə]  A spasso, lett. landa landa. || DPM E tu va fatighe nò che staje tutt’a jurnate lanna lanne [ɛ ttʊ va fa'tiɡə nɔ kɛ s'tɜjə ‘tʊtt-a jur'nɜtə 'lanna 'lannə] N.d.R. E tu va a lavorare, invece di stare tutta la giornata a spasso. || DPM lanna lanne.

lanzature [lanʣa'tʉrə] sf. Piccola fiocina per prendere i pesci. || VC lanzatùro (1929).

lanze ['lanʣə] sf. Lancia. || BA de prima lanze [də 'prɪma 'lanʣə] d’impeto. N.d.R. lett. di prima lancia. || BA lanze.

lanzettate [lanʣət'tɜtə] sf. Fitta dolorosa, lett. Colpo di lancia.

lapperlà [lapper'la] avv. Immediatamente, Subito. || RM lapperlà.

lappese ['lappəsə] sm. Lapis, Matita. || RM scríve ck'u làppese [s'krivə k-u 'lappəsə] scrivi con la matita.|| LE lâps’. || RM làppese.

lappose [lap'pɤsə] agg. f. Densa. || RM lappòse.

larde ['lardə] sm. Lardo. || CA larde.

lardjatone [lardja'tɤnə] sm. Bastonatura violenta. || cfr. mazziatone [matʦja'tɤnə]. || RM lardijatòne.

lardume [lar'dʉmə] sm. Luridume. || FM lardùme.

larduse [lar'dʉsə] agg. Sporco di grasso. || cfr. lambuse , 'nzevuse [v]. || RM lardùse.

larghe ['larɡə] 1. agg. Largo. || PM larghe. 2. sm. Piazza.

largure [lar'ɡʉrə] sm. Slargo, Spiazzo, Piazza. || VC largùra (1929).

lascete ['laʃʃətə] sm. Lascito, Legato fatto per testamento. || VC làscete (1929).

lassà [las'sa] v. Lasciare. || MP Mbè, mo’ t’agghija lassà, ce sentimé [mbɛ, mɔ t'aɡɡja las'sa, ʧə sən'dɪmə] N.d.R. Bè, adesso devo lasciarti, ci sentiamo. || DPM Ma che ha fatte ha lassate tutte cose a Assunte? [ma kɛ a f'fattə, a llas'sɜtə 'tʊttə 'kɤsə a as'sʊndə?] N.d.R. Ma cosa ha fatto, ha lasciato tutto -l’eredità- ad Assunta? || NM E che mi lassate da sule? [ɛ kkɛ me las'sɜtə da 'sʉlə?] N.d.R. E che mi lasciate da solo? || MP lassà.

lastre ['lastrə] sf. Lastra di metallo o di vetro, Vetro di porte o finestre, Occhiale. || EG  lastre.

lattamenele [latta'mɛnələ] sm. Latte di mandorle. || BA lattamenele.

latte ['lattə] sm. Latte. || TF làtte. || AO latte.

lattuche [lat'tʉkə] sf. Lattuga. || VC lattùca (1929).

lattuchelle [lattu'kɛllə] sf. Decotto di lattuga contro il mal di pancia. || RM lattuchèlle.

laturne [la'turnə] sm. Lamento, Piagnisteo, Lagna, Cantilena, Canto noioso, Cosa detta e ripetuta più volte. ||  Anche talurne [ta'lurnə] || EG latune. || CS laturne.

laurie ['laurjə] sf. Laurea. 

laure ['laurə] sm. Lauro. || Anche lavere ['lavərə] ML  làure.

laurijà [lauri'ja]  v. Laureare.

lavà [la'va] v. Lavare. || TF Pecchè m’agghia lava’, tànde dumàne m’agghia lava’ da càpe [pək'kɛ m'aɡɡja la'va, 'tandə du'mɜnə m'aɡɡja la'va da 'kɜpə] N.d.R. Perché mi devo lavare, tanto domani mi devo lavare di nuovo. || AO lavà. || TF lava’.

lavamane [lava'mɜnə] sm. Lavabo, Catino. || FB lavamàne.

lavannare [lavan'nɜrə] sf. Lavandaia. || VC lavannàra (1929). || FP lavannar. || CS lavannáre. || RF lavannàre [lavannåre̯].

lavarone [lava'rɤnə] sm. Pozzanghera, Pozza d’acqua piovana sporca e fangosa. || LA lavarone. || VC lavaròne. || RF lavaróne [lavarọ̈ne̯].

lavative [lava'tɪvə] sm. Clistere, Enteroclisma, Lavativo, Sfaticato. || VC lavatìve (1929).

lavature [lava'tʉrə] sm. Lavatoio, Luogo pubblico adibito al lavaggio manuale della biancheria. || estens. Lavanderia. || CL Te cagne doije cammise ‘o jurne e sule de lavature ne spennarrisse a metà de quill’ che ce daije [tə 'kaɲɲə 'dɤjə  kam'mɪsə ɔ 'jurnə ɛ ssʉlə də lava'tʉrə nə spənnar'rɪssə a mə'ta də 'kwɪllə kɛ ʧə 'dɜjə] N.d.R. Ti cambi due volte al giorno e solo di lavanderia spenderesti la metà di quello che ci dai. || VC lavatùro (1929). || CL  lavature.

lavedejonne [lɜvədə'jɔnnə] sf. Brodaglia. || BA lavedejonne.

lavere ['lavərə] sm. Lauro. || Anche laure ['laurə] RF lavere.

lavetrire [lavə'trirə] par. comp. Altro ieri. || Locuz. avv. a'lavetrire [a latr] Ierlaltro, L’altro ieri. || Anche alavetrire [alatr] || ZO lautrieri (1864) || LA lavetrîre. || CS lavetrire.

lavore [la'vɤrə] sm. Lavoro. || VC a lavoro o a pìezze [a lla'vɤrə o a p'pitʦə] a cottimo. || VC lavoro (1929).

lazzerijà [ladʣəri'ja] v. Ridurre come Lazzaro, Picchiare a sangue. || AO lazzerijà.

le [le] art. f. pl. Le. || Vedi ‘i [i] || ZO leu (1864).

lebbrette [ləb'brɜttə] sm. Libretto bancario. || RF lebbrètte [le̯bbrętte̯].

lebbruzze [ləb'brʊtʦə] sm. Leprotto. || RF lebbruzze [le̯bbrųzze̯].
leccà [lək'ka] v. Leccare, Lambire con la lingua. || VC leccà (1929).

leccamusse [lekka'mʊssə] sm. Manrovescio, Schiaffone.  || AO leccamùsse.

leccasapone [lɛkkasa'pɤnə] sm. Rasoio. || RF lèccasapóne [lękka-sapọ̈ne̯].

lecenzià [ləʧən'ʣja] v. Licenziare. || MP Savatò, è fatt’ n’ata lecenziaté pure ogge? Fine a l’utemé lecenziann’, lecenziann’ è rumanì sule [sava'tɤ, ɛ 'fattə n 'ata ləʧən'ʣjɜtə  'pʉrə 'ɔdʤə? fin-a l'utəmə ləʧən'ʣjannə ləʧən'ʣjannə ɛ ruma'nɪ 'sʉlə] N.d.R. Salvatore, hai fatto un licenziamento anche oggi? Alla fine licenziando licenziando rimarrai solo. || RM lecenzijà.

legacce [lə'ɡatʧə] sm. Stringa. || VC legàccie (1929).

legge ['lɛdʤə] v. Leggere.

legge [l] sf. Legge, Giustizia. || AO lègge. ||  [fg. lègge – ital. légge]

leggire [ləd'ʤirə] agg. Leggero. || cfr. ligge ['lɪdʤə]. || TF leggìre. || RF leggire [le̯ğğíre̯]. || [fg. leggéro - ital. leggèro]

legne ['lɛɲɲə] sm. Legno || sf. pl. Legna. ||  AO légne. [fg. lègno - ital légno]

Lellucce [lel'lʊtʧə] pers. m. Lello, dimin. di Raffaele. || TF Lellùcce.

lemete ['lɛmətə] sm. Confine, L’estremo lembo del campo non coltivato. || VC lèmete (1929).

lemone [lə'mɤnə] sm. Limone. || ML E vedè ‘u lemone sfatte e ce mette ‘u pide da sope [ɛ və'dɛ u lə'mɤnə s'fattə ɛ ʧ-ɛ 'mɛttə u 'pidə da 'sɤpə]  N.d.R. Devi vedere il limone sfatto e devi metterci il piede sopra. || ML lemone.

lemosene [lə'mɔsənə] sf. Elemosina. || FD Futtìteve pezzìnte ke ‘a lemòsene l’àgghije fàtte [fut'tɪtəvə pət'ʦində kɛ a  lə'mɔsənə l'aɡɡjə 'fattə] N.d.R. Fregatevi pezzenti perché l’elemosina l’ho -già- fatta. || FD lemòsene. || [fg. elemòsina - ital. elemòʃina]

lemunate [ləmu'nɜtə] sf. Limonata. || FB  lemunàte.

lenga ['lɛnɡa] sf. Lingua || Anche lenghe ['lɛnɡə] . || Locuz. lenga sciolde ['lɛnɡa ʃ'ʃɔldə] parlantina. || MA Accide ‘cchiù a lenga che a spada [at'ʧidə k'kjʊ a 'lɛnɡə kɛ a s'pɜdə] N.d.R. Uccide più la lingua che la spada. || VC brutta lènga [b'brʊtta 'lɛnɡə] cattiva lingua. || VC lènga (1929). || MA lenga.

lenghe ['lɛnɡə] sf. Lingua, organo della bocca. || Locuz. mala lenghe ['mɜla 'lɛnɡə] Linguaccia. || LA lènghe strascenune ['lɛnɡa straʃʃə'nʉnə] lingua che striscia per terra -usanza dei pellegrini davanti alla Madonna-. || CL S. Antonie mije mantineme ‘a lenghe ['sand-an'dɔnjə 'mijə man'dɪnəmə a 'lɛnɡə] N.d.R. Sant’Antonio mio tienimi la lingua -non mi far parlare || NM Circke di tenè a lenghe a poste! ['ʧɪrkə də tə'nɛ a 'lɛnɡə a p'pɔstə!] N.d.R. Cerca di tenere la lingua a posto! || BA A lenghe nen tene l’uosse ma rompe l’uosse [a 'lɛnɡə nən 'tɘnə l 'ussə ma 'rɔmbə l 'ussə] La lingua non ha ma osso lo rompe. || TF lènghe. || ML lenghe. || PP [lẹ́nge̥].

lenguzze [lən'ɡʊtʦə] sf. Linguetta. || VC lingùzza (1929).

lenze ['lɛnʣə] sf. Lenza, Corda del piombo dei muratori.

lenzole [lən'ʣɤlə] sf. pl. Lenzuola. || sm. lenzule [lən'ʣʉlə]. || BA lenzole.

lenzule [lən'ʣʉlə] sm. Lenzuolo. || sf. pl. lenzole [lən'ʣɤlə]. || PM lenzûle.

leppuse [ləp'pʉsə] agg. Lipposo. || RF leppùse [le̯ppůse̯].

Lesene ['lɛsənə] top. Lesina. || DLC Accattateve ‘u capetone de Lésene, se pote magna’ pure crude [akkat'tatəvə u kapə'tɤnə də  'lɛsənə, sə 'pɤtə maɲ'ɲa  'pʉrə 'krʉdə] Comprate il capitone di Lesina, si può mangiare pure crudo. || DLC Lésene. ||  [fg. Lèsina - ital. Léʃina]

lesse ['lɛssə] sf. Castagna lessata con il guscio.

letanije [ləta'nɪjə] sf. Litania. || antiq. altanije [alta'nɪjə]  || GE altanija.

letegà [lətə'ɡa] v. Litigare. || AO letegà.

letegatore [lətəɡa'tɤrə] sm. Attaccabrighe, Chi cerca lite.

lettere ['lɜttərə] sf. Lettera. || RM lèttre. || [fg. lèttera - ital. lèttera / léttera]

lettere [lət'tɘrə] sf. Lettiera, Strame di paglia. || estens. Strage. || AO lettère.

lettore [let'tɤrə] sm. Lettore. || CV Nu salut o lettör [nu sa'lʉtə ɔ let'tɤrə] N.d.R. Un saluto al lettore. || CV lettör.

letturine [ləttu'rɪnə] sm. Leggío, Supporto per leggere un libro. || VC  letturìne / litturìne (1929).

levà [lə'va] v. Togliere. || Anche luvà [lu'wa]. || SA Live ‘a tavule! ['livə a 'tavulə!] Sparecchia! || VC Levà la menna [lə'va a 'mɛnnə]. Svezzare. || VC levà.

levelle [lə'vɛllə] 1. sf. Livella. || 2. sm. Livello. || SA ‘U passagge a levelle. [u pas'sadʤə a llə'vɛllə] Il passaggio a livello.  || CV lvell.

levene ['lɛvənə]sf. pl. Legna. || cfr. legne ['lɛɲɲə]  || LA lèvene.

libberà [libbe'ra] v. Liberare. || LE Si te vuoije libberà da quistu guaije e vuoije venge, è pigghijà’ n’ata vijé [si tə 'vujə libbe'ra da stu 'ɡwɜjə ɛ v'vujə  'vɛnʤə, ɛ piɡ'ɡja n-ata 'vɪjə] N.d.R. Se vuoi liberarti da questo guaio e vuoi vincere, devi prendere un’altra strada. || LE libberà.

libbere ['lɪbbərə] sf. Libera me Domine, Canto che invoca la libertà dalla morte eterna. || CA Sop’o mûrte, cantàme a lìbere ['sɤp-ɔ 'murtə, kan'dɜmə a 'lɪbbərə] N.d.R. Sul morto -in occasione di un funerale- cantiamo il ‘Libera me Domine’. || CA lìbere.

libbre ['lɪbbrə] sm. Libro. || AO lìbbre. || ME libre. || RF libbre [libbre̯]

lice ['lɪʧə] sf. Alice, Acciuga. || Anche alice [a'lɪʧə].

ligge ['lɪdʤə] agg. Leggero. || cfr. leggire [ləd'ʤirə] || VC lìeggio (1929). || [fg. leggéro - ital. leggèro]

lijone [li'jɤnə] sm. sing. Leone.

lijune [li'jʉnə] sm. pl. Leoni. || AO 'A sère tanda lijùne, ‘a matine tanda caregnùne [a 'sɘrə 'tanda li'jʉnə, a ma'tɪnə 'tanda karəɲ'ɲʉnə] La sera tanti leoni, la mattina tanti carognoni. || AO lijùne.

Liline [li'lɪnə] pers. m. Lilino, dimin. di Michele. || [fg. michéle - ital. michèle]

lime ['limə] sf. Lima. || BA lime.  

linde ['lində] 1. agg. Lindo, Pulito 2. agg. Lento, Moscio. || VC lìente (1929).

linie ['lɪnje] sf. Linea.

lingue ['linɡwə] sf. Lingua, sistema di parole orale o scritto che è alla base della comunicazione umana.

lire ['lirə] sf. Lira, Unità monetaria dello Stato italiano adottata dal 1862 fino al 2001. || BM Oh, c’avesse state une ch’a cacciate na lire: ninde! [ɤ, ʧ-a'vɛssə s'tɜtə 'ʉnə k-a kkat'ʧɜtə na 'lirə: 'nində!] N.d.R. Oh, ci fosse stata una sola persona che abbia tirato fuori una lira: niente! || AO lìre.

lisce ['lɪʃʃə] agg. Liscio.

liscebbusse [liʃʃɛb'bussə] sm. Rimprovero. || AO liscebbùsse.

lisciapile  [liʃʃa'pilə] sm. Percosse. || Anche allisciapile [alliʃʃa'pilə] e strusciapile  [struʃʃa'pilə] .

lite ['litə] sf. Lite. || SE ‘n ffann’a llìte [nən 'fannə a l'litə] N.d.R. non litigano. || NM lite. || SE llìte.

litte ['littə] sm. Letto. || VC aizà lu lìette [avə'za u 'littə] disfare il letto; lìette cenìere ['littə ʧə'nɪtə] letto soffice.  || CA Cum'u face 'u litte, accussì su trove. [' kum-u 'fɜʧə u 'littə, akkus'sɪ s-u 'trɤvə] N.d.R. Come lo fa il letto, così se lo ritrova. || VC lìette (1929). || PM litte. || LR lîtte. || RM lìtte. || Etimol. dal lat. lectus «gaciglio».

livede ['livədə] sm. Livido, Ecchimosi. || VF Livedi sotto a l’uocchio ['lɪvədə 'sɔtt-a l'ukkjə] Occhiaie. N.d.R. Lett. Lividi sotto gli occhi. || VF livedi (1841).

'llattamende [llatta'mɛndə] sm. Bevanda ottenuta con il frutto dei noccioli di albicocche. || EG 'llattamende.

'llorge [l'lɔrʤə] sm. Orologio. || VC Orlògge ad acqua [l'lɔrʤə a 'akkwə] Clessidra. N.d.R. lett. Orologio ad acqua. || TF llòrge. || VC orlògge / rulògge  (1929).

'llumenazione [llumənat'ʦjɤnə] sf. Illuminazione. || EG 'llumenazione.

locale [lo'kɜlə] agg. e sm. Locale. || TF locàle.

locca locche ['lɔkka 'lɔkkə] solo nella locuz. locca locche ['lɔkka 'lɔkkə] Piano piano, Con calma e cautela. || SA Se ne jeve locca locche p’ quella stradunnelle. [sə nə 'jɘvə 'lɔkka 'lɔkkə pə k'kwɛlla stradun'nɛllə] Se ne andava cautamente per quella stradina. || AO lòcca  lòkke. || BF locche. || CS loccalocche.

loffe ['lɔffə] sf. Peto fetido emesso senza rumore. || CS loffe. || VC loffa (1929). || RF loffe [lǫffe̯].

longadagnune [lonɡadaɲ'ɲʉnə] par. comp. Lontano da ognuno. || locuz. a’ longadagnune [a llonɡadaɲ'ɲʉnə]. Lontano da ognuno il male. || BA A longhe d’agnune [a l'lonɡə d-aɲ'ɲʉnə] Lontano da ognuno le disgrazie. || BA longhe d’agnune. || AO longhe d’agnùne!

longhe ['lɔnɡə] agg. f. Lunga. || FP longh. || AO longhe.

lonne ['lɔnnə] sf. Onda. || Locuz. a lonne a lonne [a l'lɔnnə a l'lɔnnə]A onda a onda.

lope ['lɤpə] sf. Grande fame, Fame da lupi, Bulimia. || VC lopa (1929).|| LA lope.

lorde ['lɔrdə] agg. Sporca. || SA Jettà u criature ke l'acqua lorde [jət'ta u kria'tʉrə kə l'akkwa 'lɔrdə] Buttare il bambino con l’acqua sporca. || Al m. lurde ['lurdə].

Lorè [lɤ'rɛ] pers. m. Lorenzo.

lore ['lɤrə] pron. pers. Loro. || LR lore.

Lorenze [lo'rɛnʣə] pers. m. Lorenzo.

lote ['lɤtə] sf. Melma, Fango, Lota. || RF lóte [lọ̈te̯].

lotte ['lɔttə] sf. Lotta. || PR Mo nen ge stanne cchiù lotte e ppartite [mɔ nən ʤə s'tannə k'kjʊ l'lɔttə ɛ ppar'tɪtə] N.d.R. Adesso non ci sono più lotte e partiti. || PR lotte.

lozze ['lɔtʦə] sm. Cuneo della ruota del carretto.

lu [lu] art. m. il. || antiq. per ‘u [u] || GG Lu chijû quatrare dicij..e a lu patr..e [u k'kjʊ kua'trɜrə di'ʧɪjə  ɔ  'patrə] il più giovane disse al padre. || GG lu (1834).

lucanne [lu'kannə] sf. Locanda, Albergo. || VF lucanna (1841) || VC lucànna (1929).

lucannire [lukan'nirə] sm. Locandiere, Albergatore. || VC lucannìere (1929).

lucchele ['lukkələ] sm. Urlo, Grido. || Anche luccule / ['lukkulə]. || RF jettà nu lucchele N.d.R. gettare un urlo.  || EG lucchele. || AO lùkkele. || RF lucchele / luccule [lukke̯le̯].

lucculà [lukku'la] v. Gridare. || Locuz. lucculà ‘u banne [lukku'la a b'bannə]. Fare il banditore. || CL é capite che né’ lucculà che ‘a gente ce sente [ɛ ka'pɪtə kɛ nn-ɛ lukku'la kɛ a d'ʤɛndə ʧə 'sɛndə] N.d.R. hai capito che non devi gridare perché la gente ci ascolta. || CL lucculà. || PP [lukkulá]. || RF lucculà [lukkulá].

luccule ['lukkulə] sm. Urlo, Grido. || Anche luccchele ['lukkələ]. || ML Si trase inde e ‘nzaccà nu luccule e te ne fuje [si 'trɜsə 'ində ɛ nʣak'ka nu lukkələ ɛ ttə n-ɛ 'fʉjə] N.d.R. Se entri dentro -casa-, devi lanciare un urlo -di spavento per il disordine che c’è- e te ne devi scappare. || TF lùccule.

luce ['lʊʧə] sf. Luce, Lampadina. || SA Appicce ‘a luce che nze vede ninde! [ap'pitʧə a 'lʊʧə kɛ nʣə 'vɘdə 'nində!] Accendi la luce che non si vede neinte!

Lucere [lu'ʧɘrə]top. Lucera. || CL Lucere. || [fg. Lucéra - ital. Lucèra]

lucernale [luʧər'nɜlə] sm. Lucernaio, Abbaino, Finestra che apre sopra i tetti. || VF lucernale (1841).

lucernelle [luʧər'nɛllə] sf. Piccola lucerna, Fiammella della lampada ad acetilene.

luche ['lukə] sm. Luogo. || AO lùke.

Luciè [luʧi'ɛ] pers. f. Lucietta, dim. di Lucia. || Anche Luciette [luʧi'ɛttə] || ZO Luciet (1864) || LR Luciè.

Lucie ['lʊʧjə] pers. m. Lucio.

lucigne [lu'ʧɪɲɲə] sm. Lucignolo, ino. || VF lucigno (1841) || VC lucìgno (1929).

Luciette [luʧi'ɛttə] pers. f. Lucietta, dim. di Lucia. || Anche Luciè [lè] || LMG Luciétte.

Lucije [lu'ʧɪjə] pers. f. Lucia. || LR Lucije. || CA¹ Lucìa.

luglie ['luʎʎə] sm. Luglio. || LR luglie.

Luì [lu'ɪ] pers. m. Luigi.

lume ['lʉmə] sm. Lume. || AO lùme.

lumenarie [lumə'narjə] sf. Luminaria, Luce soffusa.

lumenille [lumə'nillə] sm. Riflesso di luce solare ottenuto con uno specchietto.

lundane [lun'dɜnə] agg. Lontano. || ZO lunteun (1864) || PM luntane. || RL luntäne. || MM [lundä́/ne̥].

lune ['lʉnə] sf. Luna. || PR lune.

lunghe ['lunɡə] agg. m. Lungo. per il f. cfr. longhe, longa. || PM Nu viale lunghe e larghe [nu vi'ɜlə 'lunɡə ɛ l'larɡə] N.d.R. Un viale lungo e largo. || PM lunghe. || AO lùnghe.

lupe ['lʉpə] sm. Lupo. || ML Chi pecure se face ‘u lupe sa magne [ki 'pɛkurə sə 'fɜʧə u 'lʉpə s-a 'maɲɲə] N.d.R. Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia. || ML lupe. || AO lùpe.

lupenare [lupə'nɜrə] vedi lupunare  [lupu'nɜrə]. || LA lupenare. || RF lupanàre [lupanåre̯].

lupine [lu'pɪnə] sm. Lupino. || FO lupìne [lüpìne̥].

lupunare [lupu'nɜrə] sm. Licantropo, Lupo mannaro, Asmatico, Persona malata che si lamenta. || Anche lupenare. || LR nenn’ére a voce de nu cristijàne, ma de nu lupunàre ca suffrève [nənn'ɘrə a 'vɤʧə də nu krəs'tjɜnə, ma də nu lupə'nɜrə ka suf'frɘvə] N.d.R. non era la voce di un cristiano, ma di un asmatico che soffriva. || LR lupunàre. || VC lupanàro (1929). || RF lupunàre.

lurde ['lurdə] agg. Sporco. || Al f. lorde ['lɔrdə]. || LA lurde.

lurdizie [lur'dɪtʦjə] sf. Sporcizia.

luscije [luʃ'ʃɪjə] sf. Bucato. || LA luscìje. || CS luscije.

lustre ['lustrə] agg. Lucido. || RM lùstre.

lustrore [lus'trɤrə] sm. Splendore.

lutte ['lʊttə] sm. Lutto. || GA lutte.

luvà [lu'wa] v. togliere. || Anche levà [lə'va]. || Locuz. luvà 'a pòlve [lu'wa a 'pɔlvə] Spolverare. || NM Mafà luamelle annanze a l’ucchje [ma'fa luwa'millə an'nanʣə a l 'ukkjə] N.d.R. Mafalda toglimelo davanti agli occhi. || AO luà.

M

m'a [m-a] pron. pers. + pron. f. Me la. || SA M’a vogghie spusà! [m-a 'vɔɡɡjə spu'sa] La voglio sposare.

maccarone [makka'rɤnə] sm. 1.  Maccherone 2. Fesseria. || 3. agg. Fesso, Stupido. || pl. maccarune [makka'rʉnə]. || MP Cì, cì  nen me ne pàrlanné. Menu male che quìllu créstiané s’ha màgnate ‘u maccarone [ʧɪ, ʧɪ nə mmə nə par'lannə. 'mɘnu 'mɜlə kə 'kwullu krəs'tjɜnə s-a mmaɲ'ɲɜtə u makka'rɤnə] N.d.R. Zitto, zitto non me ne parlare. Meno male che quell’uomo ha mangiato il maccherone -ci ha creduto-. || AO maccaròne. || MP maccarone. || FO [maccaro̤ne̥]. || Etimol. forse dal gr. μάκαρ «beato», epiteto che si dà ai morti: in origine si sarebbe indicato con questo nome un cibo che si consumava nei banchetti funebri (TRECCANI);  drv. di macco; forse in orig. valeva « cibo grosso e poco digeribile » (DSDLI).

maccarune [makka'rʉnə] sm. pl. Maccheroni. || sing. maccarone [makka'rɤnə] || FO Maccarune e cardungille ... allegre allegre, cafungille [Maccarüne̥ e cardunǧille̥ ... allegre̥ allegre̥, cafunǧille̥] Maccheroni e cardoncelli ... allegro allegro, cafone. || VF maccaruni (1841) || BF maccarune (1894). || CA² makkarùnë. || FO maccarune [maccarüne̥].  

maccature [makka'tʉrə] sm. Fazzoletto. || Anche facciulette [fatʧu'lɛttə]  || AO Ha fatte nu nùdeke 'o maccatùre p'arrecurdà [a f'fattə nu 'nudəkə ɔ makka'tʉrə p arrəkur'da] Ha fatto un nodo al fazzoletto per ricordare. || FM Si vùje nen canuscìte 'u maccatùre, éje nu salviètte pìccùle e ggrazziàte; decìme ch'éje 'u nepote du lenzulle, 'u cchiù elegande è sèmbe recamàte.  [si 'vujə nən kanuʃ'ʃɪtə u makka'tʉrə, 'ɘjə nu sal'vjɛttə 'pɪkkul-ɛ aɡɡrad'ʣjɜtə; də'ʧɪmə k 'ɘjə u nə'pɤtə d-u lən'ʣʉlə, u k'kjʊ ele'ɡandə ɛ 'sɛmbə rəka'mɜtə] N.d.R. Se voi non conoscete il fazzoletto, è un tovagliolo piccolo e grazioso; diciamo che è il nipote del lenzuolo, il più elegante è sempre ricamato. || VF muccaturo (1841). || FM maccatùre. || LA maccature. || PP [makkatúre̥]. || RF maccatùre [makkatůre̯]. || Etim. dal franc. mouchoir, fazzoletto da naso. || [fg. fazzolètto -  ital. fazzolétto]

macceremonie [matʧərə'mɔnjə] sm. Maestro di cerimonie.

macchiaretonne [makkjarə'tɔnnə] top. Macchiarotonda. || BA A massarie de macchiaretonne tridece vuove e trentaseie gualane [a massa'rɪjə də makkjarə'tɔnnə, 'trɪdəʧə 'vuvə ɛ ttrenda'sɘjə ɡwa'lɜnə] La masseria di macchiarotonda tredici buoi, trentasei custodi. || BA macchiaretonne.

macchie ['makkjə] sf. Macchia. || LR macchie. || AO macchje.

macciuanne [matʧu'wannə] par. comp. Mastro Giovanni. || sm. antiq. Ranocchio. || AO Macciuànne.

macellaje [maʧəl'lɜjə] sm. Macellaio. || cfr. chianghire [kjan'ɡirə]. || TF macellàje.

macenille [maʧə'nillə] sm. Macinino. || VF maciniello (1841) || AO macenìlle.

machene ['makənə] sf. Automobile, Macchina. || RF machene [make̯ne̯].

maciuppe [ma'ʧʊppə] sm. Bottone di metallo dei pantaloni, usato anche come posta in un gioco di ragazzi. || NM¹ maciuppa. || RF maciuppe [mačųppe̯].

Maddalene [madda'lɘnə] pers. f. Maddalena. || Anche Matalene. || AO Maddalène.

Madonna [ma'dɔnna] pers. f. Madonna. || Anche Madonne [ma'dɔnnə]  || AM Grazzje, Madonna bbélle, grazzje pe’ tanda bbéne! ['ɡratʦje, ma'dɔnna b'bɛllə, 'ɡratʦje pe t'tanda b'bɘne!] N.d.R. Grazie, Madonna bella, grazie per tanto bene. ||  AM Madonna. || TF Madònna.

Madonne [ma'dɔnnə] pers. f. Madonna. || Anche Madonna [ma'dɔnna] || LA Madonne d’i Sètte Vèle, si’ bèlle assaje! [ma'dɔnnə d i 'sɛttə 'vɘlə, sɪ b'bɛllə as'sɜjə!] N.d.R. Madonna dei Sette Veli, sei bella assai. || FD Madònne. || BF Madonn’.

madoscke [ma'dɔʃkə] sf. Madoscka. Eufemismo per Madonna, come epiteto della Vergine, in espressioni blasfeme. || CA¹ “Sànghe  da’ madòscke. ['sanɡə d-a ma'dɔʃkə] “Sangue della “madoscka” || CA¹ madòscke.

madunnelle [madun'nɛllə] s.f. Immaginetta della Madonna. || RM madunnèlle.

maestra [ma'ɛstra] sf. Maestra. || MA maiestra. || [fg. maèstra - ital. maèstra / maéstra]

Mafalde [ma'faldə] pers. f. Mafalda. || Anche Mafà [ma'fa]. || TF Mafàlde. || NM Mafà.

mafalone [mafa'lɤnə] sm. Schiaffone. || RF mafalóne [mafalọ̈ne̯].

maffie ['maffjə] sf. Mafia. || SG facemm’a capa maffie [fa'ʧɛmmə a 'kɜpa 'maffjə]  N.d.R. facevamo la migliore mafia. || SG maffie.

magagne [ma'gaɲɲə] sf. Magagna. || FO A femmene è cume na castagne, fore è bbone e dinte ten'a magagne [A femme̥ne̥ è cume̥ na castagne̥, före̥ é bböne̥ e dinte̥ tene̥ a magagne̥] La donna è come una castagna, fuori è buona e dentro ha la magagna. || FO magagne [magagne̥].

maganzese [maɡan'ʣɘsə] agg. Maganzese come Gano di Maganza., Persona falsa, Infido. || AO maganzèse.

magazzenire [maɡadʣə'nirə] sm. Magazziniere. || BP magazzeníre. [fg. magaʒʒiniére -  ital magaʒʒinière]

magge ['madʤe] sm. Maggio. || BA Abbrile chiova chiove e magge un'e bone [ab'brilə 'kjɤva 'kjɤvə ɛ  m'madʤə 'ʉnə ɛ b'bɤne] In aprile pioggia continua, in maggio una sola ma buona per assicurare il raccolto. || BA magge.

magghie ['maɡɡjə] sm. Maglio, Grosso martello di legno. || EG magghie.

magnà [maɲ'ɲa] v. Mangiare. || BA Magne e fa magnà ['maɲɲə ɛ ffa maɲ'ɲa] Mangia e fai mangiare. || FO Nuje ce magneme i lupìne, n’ate arrete a nuje se magnene i scorze [Nüje̥ ce̥ magne̥me̥ i lüpìne̥, n’ate̥ arre̥te̥ a nüje̥ se̥ magne̥ne̥ i scorze̥] Noi ci mangiamo i lupini, altri dietro a noi si mangiano le scorze. || GG magnà  (1834) || DLC magna’. || MM [maňňá] / [mmaňňá]. || Etimol. dal fr. ant. mangier che è dal lat. manducāre "mangiare".

magnamagne [maɲɲa'maɲɲə] locuz. Mangia mangia, Mangione, Persona che non disdegna tangenti. || LA magna-magne.

magnapatane [maɲɲapa'tɜnə] smf. e agg. scherz. Mangiapatate.

magnapulende [maɲɲapu'lɛndə] locuz. lett. Mangia polenta, Settentrionale. || cfr. pulendone [pulən'dɤnə], giargianese [dʤarʤa'nɘsə]|| BA magnapulente.

magnasemelate [maɲɲasəmə'lɜtə] par. comp. Mangiapolenta, Settentrionale. || BA magnasemelate.

magnate [maɲ'ɲɜtə] sf. Mangiata, Scorpacciata. || FO Spitte spitte, ciucce mie, l’erva nœve: mò te faje na magnate de cardune! [Spitte̥ spitte̥, ciucce̥ mie̥, l’erva nœve̥: mò te̥ fäje̥ na magnäte̥ de̥ cardüne̥!] Aspetta aspetta, asino mio, l’erba nuova: chissà quando ti farai una mangiata di cardi! || EG magnàte. || FO magnate [magnäte̥].

magnatorie [maɲɲa'tɔrjə] sm. Cibo, Il mangiare. || AO magnatòrie.

magnesje [maɲ'ɲɛsjə] sf. Magnesia, Purgante.

majaline [maja'lɪnə] sm. Maialino.

maje ['mɜjə] avv. Mai. || LA maje. || LMG màie. || SE màje. || CL maije. || RF maje [måi̯e̯].

majellese [majəl'lɘsə] sm. Maiellese, Vento freddo che viene dagli Appennini. || BA maiellese.

majestre [ma'jɛstrə] sost. Maestro. ||  Al f. Anche maestra [ma'ɛstra]. || EG maèstre. || LA majèstre. || [fg. maèstro - ital. maèstro / maéstro]

mala ['mɜla] agg. Cattiva. || BA Me pare l’avecielle da mala canzone [mə 'pɜrə l'avə'ʧillə d-a 'mɜla kan'ʣɤnə] Sembra l’uccello del cattivo augurio. || BA mala.

malabuatte [mɜlabu'attə].agg. Scaltro, Astuto, Simpatica canaglia, Scapestrato. || LA malabuatte.

malacrianze [malakri'anʣə] sf. Malacreanza, Scortesia. || RM malacrijànze.

malafemmene [mala'fɛmmənə] sf. Malafemmina, Donna cattiva, Prostituta. || BA  malafemene.

malalenghe [mala'lɛnɡə] agg. Malalingua, Maldicente. || RM malalènghe.

malamende [mala'mɛndə] agg. Cattivo. || PM malamènte. || CL malamente.

malandrine [malan'drɪnə] sm. Malandrino. || AO malandrìne.

malangite [malan'ʤɪtə] sf. med. Meningite. || meningite [mɛnin'ʤɪtə] || CA¹ Turnàmme a Fògge e vedìje ché  a criatùre  avève cagnàte malatìje; ‘mbràzze a mmè stèsse a criatùre vutàje l’ùcchije: tenève a malangìte. [tur'nammə a f'fɔdʤə ɛ vvə'dɪjə kɛ a kria'tʉrə a'vɘvə kaɲ'ɲɜtə mala'tɪjə; m'bratʦə a mmɛ s'tɛssə a kria'tʉrə vu'tɜjə l 'ukkjə: tə'nɘvə a malan'ʤɪtə.] Tornammo a Foggia e vidi che la bambina aveva cambiato malattia; mentre la tenevo in braccio la bambina girò gli occhi: aveva la meningite. || CA¹ malangìte.

malapene [mala'pɘnə] solo nella locuz. avv. a mmalapene [a mmala'pɘnə].  A malapena, Con difficoltà, A stento. || VC ammalappena (1929).

malarie [ma'larjə] sf. Malaria. || RM malàrije.

malate [ma'lɜtə] sost. Malato. || BF maláte. || FD malàte. || MA malate.

malatije [mala'tɪjə] sf. Malattia. || MA a malatia n’n s’accatte [a mala'tɪjə nən ʣ-ak'kattə] N.d.R. la malattia non si compra. || AL malatìje. || MA malatia.

malazione [malat'ʦjɤnə] sf. Cattiva azione. || RM malazione.

malaziunande [malatʦju'nandə] sm. antiq. Delinquente, lett. Che commette cattive azioni. || VMG malazzionantë.

male ['mɜlə] sm. Male. || DPM cummà nen ve preoccupate pecchè i murte nen fanne male a nisciune quille eje di vive che avit’a ve paure [kum'ma nən və preokku'pɜtə pek'kɛ i 'murtə nən 'fannə 'mɜlə a nniʃ'ʃʉnə, 'kwɪllə 'ɘjə d-i 'vivə kɛ a'vɪtə a'vɛ pa'ʉrə] N.d.R. commara, non vi preoccupate, perché i morti non fanno male a nessuno; è dei vivi che dovete avere paura. || TF màle.

malecavate [mɜləka'vɜtə] agg. Malcavato, Nato male. || estens. Furbo, In gamba. / [tʊ sɪ k'kurtə ɛ mmɜləka'vɜtə] Tu sei basso  -di statura- e  mal cavato.

maledice [mɜlə'dɪʧə] v. Maledire. || EG  maledice.

malengunije [malənɡu'nɪjə] sf. Malinconia. || SG Chiovene lagreme de malinconije ['kjɤvənə 'lakrəmə də malənɡu'nɪjə] N.d.R. Piovono lacrime di malinconia. || SG malinconije. || PM malencunìje.

malepenzande [mɜləpən'ʣandə] agg. Malpensante, Diffidente. ‌|| FB màlepenzande.

maletimbe [mɜlə'timbə] sm. Maltempo. || AO maletìmbe. || BA maletiempe. || LA maletîmbe.

malevizze [malə'vitʦə] sm. Malvizzo, Tordo. ||  VC  Sorta di uccello. Tordo. || VF malvizzo (1841). ||  VC malvìzze (1929). || Etimol. dal fr. ant. malvis (mod. mauvis), spagn. malvís.

malluppe [mal'lʊppə] sm. Malloppo, Gruzzolo, Grossa quantità. || BA malluoppe. || LA mallûppe.

malombre [ma'lɔmbrə] sf. Fantasma, Spettro. || CA¹ ‘A malòmbre putève ji’ fine a ‘ndò arruàve ‘u sànghe chè ère assciùte ‘o  mumènde da’ mòrte. [a ma'lɔmbrə pu'tɘvə 'jɪ 'fɪnə  a ndɔ arru'wɜvə u 'sanɡə kɛ 'ɘrə aʃ'ʃʉtə ɔ mu'mɛndə d-a 'mɔrtə] La malombra andava fino a dove era arrivato il sangue che era uscito al momento della morte. || RM malòmbre.

malucchie [ma'lukkjə] sm. Malocchio. || TF malùcchije. || RF malucchie / malûcchie [malúĉĉe̯].

malurte [ma'lurtə] solo nella locuz. sturte e malurte [s'turtə ɛ mma'lurtə] Storto e cresciuto male. || AO malùrte. || BA maluorte.

mamamme [ma'mammə] sf. Nonna. ||  LA mamamme. || RA mamamma.

mamberlicche [mambər'lɪkkə] sm. Oggetti di bigiotteria, Caramelline. || LA mamberlicche.

mammà [mam'ma] sf. Mamma. || cfr. emà / [ɛ'ma]. || NM mammà.

mammagrosse [mamma'ɡrɔssə] sf. Bisnonna. || Anche mammarone [mamma'rɤnə] || LA mammagrosse. || BA mammarosse. || ZO mammarossa (1864).

mammalucche [mamma'lʊkkə] sm. Mammalucco, Stupido. || RM mammalùccke.

mammarone [mamma'rɤnə] sf. Bisnonna. || Anche mammagrosse  / [mamma'ɡrɔssə].

mamme ['mammə] sf. Mamma. || TF ghìje so' cchiù fìgghjie de bbòna màmme de quànde sèmbre ['ɡijə sɔ k'kjʊ f'fɪɡɡjə də  b'bɤna 'mammə də 'kwandə 'sɛmbrə] N.d.R. Io sono più in gamba di quanto sembri. || ZO mam (1864) || TF màmme. || CA mamme.

mammijotte [mammi'jɔttə] sf. Passerotta. || RM mammijòtte.

mamocce [ma'mɔtʧə] sf. Statuine, Fantocci, Manichini con figura umana, Pupazzo. || al m. mamucce / [ma'mʊtʧə]. || GE mammocci. || PP [mammọ́čče̥].

mamucce [ma'mʊtʧə] sm. Pupazzo, Fantoccio, Manichino con figura umana. || al f. mamocce [ma'mɔtʧə] || RM mamùcce.

mandate [man'dɜtə] sm. Mandato.

mande ['mandə] sf. Mantello. || RM mànde.

mandece ['mandəʧə] sm. Mantice, Soffietto. || SA P’ascí ke quelle ce vole ‘u portafoglie a mandece. [p-aʃ'ʃɪ kɛ k'kwɛllə ʧə 'vɤlə  u  porta'fɔʎʎə a m'mandəʧə] Per uscire con quella -ragazza- ci vuole il portafogli a mantice -tanti soldi-. || FB mànece.

mandeche [man'dɘkə] sf. Manteca, Grossa scamorza secca ripiena di burro. || LA mandèche. || BA manteca.

mandegne [man'dɛɲɲə] sf. Grosso barile di legno per conservare fino a 25 litri di acqua. || GF mandègne. || BA mantegne. || RF mandègne [mant̬ęññe̯].

mandenè v. Mantenere, Sostentare. || AA mandenè.

mandenute [mandə'nʉtə] smf. Mantenuta, Amante. || SA Quille tene ‘a mandenute. ['kwɪllə 'tɘnə a mandə'nʉtə] Quello ha la mantenuta -amante-. || RM mandenùte.

mandere [man'dɘrə] sf. Grembiule. || cfr. mandesine [mandə'sɪnə]. || RM mandère.

manderine [mandɛ'rɪnə] sm. Mandarino. || lett. e disus. Manderino. 

mandesine [mandə'sɪnə] sm. Grembiule. || cfr. mandere [man'dɘrə]. || LR Ognune s’ha pegghjàte ‘u mandesine e mètte ‘a capa sotte a fa ‘u duvère [oɲ'ɲʉnə s-a ppəɡ'ɡjɜtə u mandə'sɪnə ɛ m'mɛttə a 'kɜpa 'sɔttə a ffa u du'wɘrə] N.d.R. Ognuna ha preso il grembiule e mette la testa sotto a fare il dovere -e si mette a lavorare alacremente-. || VF mantesino (1841) || LR mandesine. || RF mandesine [mant̬e̯sı̊ne̯].

mandulline [mandul'lɪnə] sm. Mandolino. || RL Tutte se so’ ‘ddurmut’ e dda luntäne se sent’ lu sûone de lu pandulline ['tʊttə sə sɔ ddur'mʉtə ɛ dda lun'dɜnə sə 'sɛndə u 'sunə d u mandul'lɪnə] N.d.R. Tutti si sono addormentati e in lontananza si sente il suono del mandolino. || RL pandulline. || RF mandulìne [mandulı̊ne̯].

mane ['mɜnə] sf. Mano. || BA I dite d’a mane nen so tutte de na manere [i dɪtə d-a 'mɜnə nən sɔ t'tʊttə də na ma'nɘrə]  le dita della mano non sono tutte uguali. || VC a la mane [a la 'mɜnə] alla mano, affabile, affettuoso. || VC mane (1929). || TF màne.

manecelle [manə'ʧɛllə] sf. Stiva, Manico dell’aratro. || MM manecèlle.

maneche ['manəkə] 1. sm. Manico. || 2. sf. Manica. || SA ’U maneche d’a scope. [u 'manəkə d-a skɤpə] Il manico della scopa. || SA ’A maneche d’a cammise. [a 'manəkə d-a kam'mɪsə]  La manica della camicia. || RF fàrse u màneche N.d.R. masturbarsi. || ZO manicheu (1864) || BA maneche. || FD màneche. || RF maneche [mane̯ke̯].

manecomie [manə'kɔmjə] sm. Manicomio. ||  CL manecomie.

manecone [manə'kɤnə] sm. Manico, Polso. || BF nen eje lu curtîelle ca nen tagghie, ma lu manecone ch’è fiacche [nənn'ɘjə u kur'tillə ka nən 'taɡɡjə, ma u manə'kɤnə k-ɛ 'fjakkə] N.d.R. Non è il coltello che non taglia, ma il polso che è fiacco. || BF manecone.

manefatture [manəfat'tʉrə] sf. Manifattura.

manefeste [manə'fɛstə] sm. Manifesto. || AO manefèste. || TF manifèste.

manere [ma'nɘrə] sf. Maniera. || Locuz. mode e manere ['mɤdə ɛ mma'nɘrə] Fare l’impossibile, Fare di tutto. || SA È fa mode e manere pe farle vení qua. [ɛ fa 'mɤdə ɛ mma'nɘrə pə f'farlə və'nɪ kkwa] Devi fare di tutto per farla venire qua. || [fg. maniéra - ital. manièra]

Mambredonie [mambrə'dɔnjə] top. Manfredonia.

mangà [man'ɡa] v. Mancare. || MP Ma che me n’agghija fa’ de l’aria frescke quann’ me manche tutt’ ‘u riste [ma kɛ mə n'aɡɡja fa də  l 'arja 'frɛʃkə  'kwannə mə 'manɡə 'tʊttə u 'ristə] N.d.R. Ma che me ne faccio dell’aria fresca quando mi manca tutto il resto. || RM mangà.

mangamende [manɡa'mɛndə] solo nella locuz. avv. dicenne mangamende [di'ʧɛnnə manɡa'mɛndə] Senza offesa per i presenti, Altrettanto, Non per dire, Senza disprezzare voi. || FB mancamènte.

manganille [manɡa'nillə] sm. Manganello. || estens. Organo sessuale maschile. || LMG Luciétte appicce a luce ca stàsère hamma spusà o vuie o nen vuie ‘u manganîlle é pruvà [luʧi'ɛttə ap'pɪtʧə a 'lʊʧə ka sta'sɘrə 'amma spu'sa, ɔ 'vujə ɔ nən 'vujə u manɡa'nillə ɛ pru'wa] N.d.R. lett. Lucietta accendi la luce perché stasera ci dobbiamo sposare, o vuoi o non vuoi il manganello devi provare. || LMG manganîlle.

mangate [man'ɡɜtə] pp. e agg. Mancato. || FP mancat.

manghe ['manɡə] 1. sf. Sinistra. || Anche sinistre [si'nɪstrə]. || EG manghe e dritte ['manɡə ɛ d'drɪttə] a rovescia e a dritta. || BM manghe.

manghe ['manɡə] 2. congz. e avv. Neanche. || sf. Sinistra. || SA Nen tenghe manghe ‘na lire!  [nən 'tɛnɡə 'manɡə na 'lirə] Non ho neanche una lira. || GG manco, manca (1834)  || LE manghé. || RG manche. || CV mangh. || TF mànghe.

manghesale [manɡə'sɜlə] avv. Nulla, Assolutamente niente. || RM manckesàle.

mangiatore [manʤa'tɤrə] sf. Mangiatoia. || FB mangiatore.

mangine [man'ʤɪnə] agg. Mancino. || sf. Sinistra. || MAM [a mǻna manɡ̌ı̊́ne̥] la mano sinistra. || MAM [manɡ̌ı̊́ne̥].

mangione [man'ʤɤnə] agg. e sm. Mangione. || BA Sant’Antonie face tridece grazie e sante mangione ne face quattodece [sand-an'dɔnjə 'fɜʧə 'trɪdəʧə 'gratʦjə ɛ s'sandə man'ʤɤnə nə 'fɜʧə kwat'tɔdəʧə] N.d.R. Sant’Antonio fa tredici grazie e san mangione ne fa quattordici. || BA mangione.

mangumale [manɡu'mɜlə] par. comp. Meno male. || MG E mancumale ca ije ‘n capije niente [ɛ manɡu'mɜlə ka 'ijə nɡa'pɪjə 'nində] N.d.R. E meno male che io non capii niente. || ZO manc male (1864) || MG mancumale.

manigghie [ma'nɪɡɡjə] sf. Maniglia. || RM manìgghije.

manijà [mani'ja] v. Palpare, Maneggiare, Picchiare. || RM manijà. || GE manià’.

manijate [mani'jɜtə] pp. e agg. Maneggiato, Palpato, Picchiato. || sf. Gruppo di persone. || RM manijàte.

manije [ma'nɪjə] sf. Mania. || Etimol. dal gr. manìa, drv. di màinesthai  «essere pazzo, dare in smanie».

manijeche [ma'nɪjəkə] agg. e sm. Maniaco || Etimol. dal lat. mediev. maniacus (der. del lat. tardo manĭa «mania»), che è dal gr. maniakòs.

maniple [ma'niplə] sm. Manovale, Aiutante del muratore. || LA maniple.

mannà [man'na] v. Mandare. || MG mannà.

mannagge [man'nadʤə] escl. Mannaggia, Maledetto sia. || da male n’aggia ['malə n 'adʤa] lett. Male abbia. || SA Mannagge a’ meserie! [man'nadʤə a mə'sɛrjə] Mannaggia alla miseria. || SA¹ mannaggia.

manocchie [ma'nɔkkjə] sm. Piccolo fascio di spighe di grano. || BA manocchie.

manute [ma'nʉtə] agg. Manesco. || RM  manùte.

manuvelle [manu'wɛllə] sf. Manovella. || FB manuèlle.

manuzzelle [manut'ʦɛllə] sf. Manina. || FB manuzzèlle.

manzignore [manʣiɲ'ɲɤrə] sm. Monsignore. || FB manzegnòre

mappate [map'pɜtə] sf. Masnada, Fagotto. || LA mappate.

mappatelle [mappa'tɛllə] sf. Piccolo fagotto contenente la colazione. || FB mappatèlle.

mappazze [map'patʦə] sf. Fagotto, Fardello, Peso, Quantità di cibo di difficile digeribilità. || SA ‘Sta mappazze s’è mmise sope ‘o stommeche! [sta map'patʦə s-ɛ m'mɪsə 'sɤp-ɔ s'tɔmməkə] questa notevole quantità di cibo si è messa sullo stomaco. 

mappe ['mappə] sf. Manto, Mantello. || RM màppe.

mappelune [mappə'lʉnə] sf.  Nuvola carica d’acqua.

mappine [map'pɪnə] sf. Strofinaccio, Straccio, Canovaccio, Asciugamano. || FO A mappine du cafone é u stu'alette e u cavzone [A mappí̤ne̥ du caföne̥ è u stualette̥ e u cavzöne̥] L’asciugamano del cafone sono lo stivaletto e il pantalone. || VF mappine (1841) || FO mappine [mappí̤ne̥]. || PP [mappíne̥].

marane [ma'rɜnə] sf. Acquitrino, Stagno, Pozzanghera con detriti e acqua stagnante. || NM è ruere che sime arruate o’ funne di na marane [ɛ ru'wɘrə kɛ 'simə arru'wɜtə ɔ 'funnə də na ma'rɜnə] N.d.R. è vero che siamo giunti in fondo ad un acquitrino. || NM marane. || CA¹ [marⱥnᵉ].

maranghe [ma'ranɡə] agg. Di persona piccola e di bassa statura. || BA maranche.

marasciule [mara'ʃʉlə] sm. Marasciuolo, Particolare tipo di verdura di campagna commestibile. || Anche marasciulle [maraʃul'lə]. || BF marasciûo' =  marasciuoli. Amarazzoli, (diplotaxis erucoides) chiamati propriamente marasciûole, ma che dalle venditrici (poichè le voci messe come ritornelli nelle prime quattro strofe sono appunto di donne) viene troncato in marasciûo. || MM marasciúle e cimamarèlle. 'erbe varie'. || BF marasciûo' / marasciûole (1894). || BA marasciuole. || FB  marasciule. || LR marasciûle / marasciû. || MM marasciúle. || RF marasciùle / [marašůle̯].   

marasciulle [maraʃul'lə] sm. Marasciuolo, Particolare tipo di verdura di campagna commestibile. || Anche marasciule  [mara'ʃʉlə] || GA A cammerera e a cuck so iut a cogghij i marasciulle p’ farv nù bell pan cutt! [a kamarɘrə ɛ a kʊkə sɔ j'jʉtə a kkɔɡɡjə i maraʃul'lə pə ffarvə nu bbɛllə pɜnəkuttə!] N.d.R. La cameriera e la cuoca sono andate a raccogliere i marasciuoli per farvi un bel pamcotto! || SG marasciulle. || RF marasciulle  

maraviglie [məra'vɪʎʎə] sf. Meraviglia.

mare ['mɜrə] 1. escl. antiq. Povero, Guai! || BF már’a cki ‘nze gratte c’ l’ogna suja stesse ! ['mɜr a kki nʣə 'ɡrattə kə l 'ɔɲɲa 'sʉja s'tɛssə!] N.d.R. guai a chi non si gratta con le sue stesse unghie! || BF már’ (1894).

mare  2. sm. Mare. || LE inde a 'stu mare dé guaije ['ind a stu 'mɜrə də 'ɡwɜjə]  N.d.R. in questo mare di guai. || SA C’agghia díce a Marije che vogghie jí ‘o mare, a Seponde [ʧ'aɡɡja 'dɪʧə a mma'rɪjə kɛ 'vɔɡɡjə 'jɪ  ɔ 'mɜrə a ssə'pɔndə] Devo dirlo a Maria che voglio -desidero- andare al mare, a Siponto. || CS máre. || LE mare.

marenare [marə'nɜrə] sm. Marinaio. || MG¹ Tande ricche marenare, tande povere pescatore ['tandə 'rɪkkə marə'nɜrə, 'tandə 'pɔvərə pəska'tɤrə] N.d.R. Tanto ricco marinaio, tanto povero pescatore. || MG¹ marenare.

marenise [marə'nisə] agg. Marinaro, Che si riferisce al mare. || RM marenìse.

marenne [ma'rɛnnə] sf. Merenda. || VF marenna (1841).

maretagge [marə'tadʤə] sm. Corredo. || RM maritàgge.

maretarse [marə'tarsə] v. rifl. Maritarsi, Prendere marito. || CL Chi tene facc’ se marite [ki 'tɘnə 'fatʧə sə ma'rɪtə]  N.d.R. Chi ha faccia prende marito.

margarine [marɡa'rɪnə] sf. Margarina.

Marie ['marjə] pers. m. Mario.

Mariè [ma'rjɛ] pers. f. Maria. || RG Marié.

Marije [ma'rɪjə] pers. f. Maria. || BF Marij. || MM marìie. || ML¹ Marìje.

marijole [mari'jɤlə] sf. e agg. Ladra. || al m. marijule [mari'jʉlə] || TF mariòla.

marijule [mari'jʉlə] sm. e agg. Ladro. || al f. marijole [mari'jɤlə] || AO marijùle.

marite [ma'rɪtə] sm. Marito. || AO Marìte  e fìgghje cume Dìje t’ ‘i manne t’i pìgghie [ma'rɪtə ɛ f'fɪɡɡjə 'kumə d'dɪjə t-i 'mannə, t-i 'pɪɡɡjə] Marito e figli come Dio te li manda te li pigli. || FB marete. || CL marite. || AO marìte.

mariulizie [mariu'lɪtʦjə] sf. Marioleria, Furfanteria, Ladrocinio. || AO mariulìzzie. || SG¹ mariulizzije.

mariungille [marjun'ʤillə] sm. Ladruncolo.

marmellate [marməl'lɜtə] sf. Marmellata.

marmitte [mar'mɪttə] sf. Marmitta, Grande tegame di rame. || FB marmitte.

marmurare [marmu'rɜrə] sm. Marmista. || FB marmuràij.

marpione [mar'pjɤnə] sm. Marpione, Furbacchione, Persona scaltra, astuta. || BA marpione.

marrungine [marrun'ʤɪnə] agg. e sost. Marroncino, Di colore marrone.

marsale [mar'sɜlə] sf. Marsala. || CA¹ [marsⱥlᵉ].

martille [mar'tillə] sm. Martello. || AO martìlle. || VC martìelle (1929).

Martine [mar'tɪnə] pers. m. Martino. || CA¹ [Martįnᵉ].

marugge [ma'rʊdʤə] sf. Mareggiata, Tempesta che si verifica lungo la costa.  || CS A marúgge, ogne mále destrugge [a ma'rʊdʤə, 'ɔɲɲə m'mɜlə dəs'trʊdʤə] N.d.R. La mareggiata, ogni male distrugge. || CS  marúgge.

marzajole [marʦa'jɤlə] sf. Marzaiola, Garganello, Anitra selvatica. || FB marzaijòle.

màrze ['marʦə] sm. Marzo. || BA Marze cacce u fiore e abbrile ave l'onore ['marʦə 'katʧə u 'fjɤrə ɛ ab'brɪlə 'ɜvə l o'nɤrə] Marzo caccia il fiore aprile ha l'onore. || AO Si marze ngrògne te face zumbà l’ògne [si 'marʦə n'ɡrɔɲɲə tə fɜʧə zum'ba l 'ɔɲɲə] Se marzo ingrugna ti fa saltare l’unghia. Per il gelo. È saputo che se marzo fa il pazzerello non solo ci nega l’arrivo della primavera, ma ci può portare forti gelate ed anche la neve. || BA marze.

mascalzone [maskal'ʣɤnə] sm. Mascalzone,Canaglia, Furfante.

mascijare [maʃi'jɜrə] sf. Fattucchiera, Strega, Megera. || VC masciàra (1929). || LA mascijàre. || BA masciare. || RF mascijàre [maše̯i̯åre̯] / masciàre [mašiåre̯].

mascije [ma'ʃɪjə]  sf. Magia, Fattura, Incantesimo. || LA mascìje.

masckarate [maʃka'rɜtə] sf. Mascherata. || LR masckaràte.

masckarone [maʃka'rɤnə] sm. Mascherone, Viso molto truccato. || AO masckaròne.

masckaturare [maʃkatu'rɜrə] sm. Artigiano che realizza serrature e chiavi in ferro batturo. || VF mascaturaro (1841).

masckature [maʃk'atʉrə] sf. Serratura. || VF mascatura (1841) || FB masckature. || BA maschiature. || RF masckatùre [maškatůre̯].

masckere ['maʃkərə] sf. Maschera. || BO A Sant'Antuone maschere e suone; [a ssand-an'dunə 'maʃkərə ɛ s'sunə] a Sant'Antonio ( 17 gennaio) maschere e suoni per l'inizio di carnevale. || CS Sant’Antunije masckere e sune [sand-an'dunə 'maʃkərə ɛ s'sunə] N.d.R. Sant’Antonio, maschere e suoni. || CS  masckere. || RM  màsckere. || RF masckere [maške̯re̯].

mascule ['maskulə] sm. Maschio. || VC màsculo (1929). || NM mascule. || AO màscule.

masculone [masku'lɤnə] sm. Maschiaccio, Ragazza dai modi virili. || VC masculòne (1929). || BA masculere.

masone [ma'sɤnə] sm. Giaciglio per animali. || BA masone.

massagge [mas'sadʤə] sm. Massaggio. || NM massaggje.

massare [mas'sɜrə] Massaro, Contadino che presiede ai lavori di un podere. || BA massare de campe [mas'sɜrə də 'kambə] agricoltore. || BA massare.

massarije [massa'rɪjə] sf. Masseria, Podere. || VF massaria (1841) || VC massarìa (1929). || AO massarìje. || BA massarie. || MP massarije.

massarijole [massari'jɤlə] sf. Piccolo podere. || VF massariuola (1841) || VC massariòla (1929).  

Mastandune [mastan'dunə] pers. m. lett. Mastro Antonio. || BA mastantuone [mastan'dunə] particolare tipo di pere di forma schiacciata e dal colore giallino. || BA mastantuone.

maste ['mastə] sm. Mastro, Maestro artigiano. || estens. Migliore. || SA Sime ‘i maste a jucà ‘o pallone!  ['simə i 'mastə a ju'ka ɔ pal'lɤnə] Siamo i maestri nel gioco del calcio -i migliori a giocare a pallone-. || TF màste.

maste carrire ['mastə kar'rirə] sm. Carradore, Carraio, Carrettiere. || BA maste carriere. || VC carrìere (1929). || RF mastecarrire [maste̯ karríre̯].

mastece ['mastəʧə]  sm. Mastice.

maste d’asce ['mastə d 'aʃʃə] sm. Falegname. || TF maste d’asce. || VC màstedàscia  / mastedàsce (1929).

maste de cucchiare ['mastə də kuk'kjɜrə] sm. Muratore. || BA maste de cucchiare.

maste vianove ['mastə via'nɤvə] sm. Lavoratore addetto alla copertura di strade di nuova costruzione con il brecciame. || BA maste de via nove. || FB maste de vijanòve.

mastecà [mastə'ka] v. Masticare, Biascicare. || VC mastecà avemmarìe [mastə'ka avemma'rɪje] biascicare ave marie. || VC mastecà (1929).

masteggiorge [mastəd'ʤɔrʤə] agg. Gradasso. || VC mastegiòrge [mastəd'ʤɔrʤə] custode di matti. || VC mastegiòrge (1929).

mastranzuse [mastran'ʣʉsə] agg. Baldanzoso, Gradasso. || RM mastranzùse.

mastricchje [mas'trɪkkjə] sm. Artigiano non molto bravo. || BA mastricchie.

mastrijà [mastri'ja] v. Primeggiare, Fare il mastro, il saputo. || VC mastrià (1929).

mastrille [mas'trɪllə] sm. Trappola per topi, Tagliola. || VF mastrillo (1841) || VC mastrìlle (1929). || BA mastrille.

matacone [mata'kɤnə] agg. Cielo coperto e aria umida. || VC tìempe matacòne ['timbə mata'kɤnə] Tempo che vuol mettersi a pioggia. || BA matacone. || VC matacòne (1929).

Matalene [mata'lɘnə] pers. f. Maddalena. || VC Matalèna (1929).

matarazze [mata'ratʦə] sm. Materasso. || VF matarazzo (1841). || VC mataràzze (1929). || RF materazze [mate̯rázze̯].

matasse [ma'tassə] sf. Matassa. Quantità di filo o spago avvolto con l'aspo o con l'arcolaio. || Etimol. dal lat mataxa (metaxa), che è dal gr. màtaxa (mètaxa) «seta».

matemateche [mate'matəkə] sf. Matematica. || Etimol. dal lat. mathematĭca (ars), che è dal gr. mathematikè (tèchne), propr. «arte dell'apprendimento».

materazzare [matərat'ʦɜrə] smf. Materassaio. || VF matarazzara (1841) || VC matarazzàre (1929). || RF materazzàre [mate̯razzåre̯].

matine [ma'tɪnə] sf. Mattina. || PR Vaje sembe sûle d’ ‘a matine ‘a sere ['vɜjə 'sɛmbə 'sʉlə d-a ma'tɪnə a 'sɘrə] N.d.R. Vai sempre solo dalla mattina alla sera. || MM [ku̯ann-ẹ stä́te a matįne̥] il mattino. || ZO matina (1864) || RA matiné. || PR matine. || TF matìne. || MM [matįne̥]. || RF matìne [matı̊ne̯].  

matone [ma'tɤnə] sm. Mattone. || pl. matune [ma'tʉnə]. || CS mattone.

matreje [ma'trɘjə] sf. Matrigna. || cfr. matrigne [ma'trɪɲɲə]. || VC matrèia (1929). || LA matrèje.

matremonie [matrə'mɔnjə] sm. Matrimonio. || cfr. spusalizie || CS U mègghije matremonije èije quílle che nen se fáce [u 'mɛɡɡjə matrə'mɔnjə ɛ 'kwɪllə kɛ nən sə 'fɜʧə] N.d.R. Il miglior matrimonio è quello che non si fa. || FB Ù matremonje: ‘A femmene fàce ù chiappe; ù maskule se mpecche [u matrə'mɔnjə: a 'fɛmmənə 'fɜʧə u 'kjappə, u 'maskulə sə m'bɪkkə] Il matrimonio: La femmina fa il cappio; il maschio si impicca. || RF sfascià u matremonje.  mandarlo a monte || TF matremònije. || FB matremonje. || CA matremonie. || CS  matremonije. || RF matremonie [matre̯mǫni̭e̯].

matrezzà [matrət'ʦa]v. Comportarsi come la propria madre, Somigliare alla madre. || VC matrizzà (1929).

matrigne [ma'trɪɲɲə] sf. Matrigna. || cfr. matreje [ma'trɘjə] || SE matrìgne.

Mattè [mat'tɛ] pers. m. Matteo. || MG Mattè, se ‘nce vaje tu, là, ‘a guerra nun se vence [mat'tɛ, sɪ nʤə 'vɜjə tʊ, lla, a 'ʤwɛrrə nun sə 'vɛnʤə] Matteo, se non ci vai tu, là, la guerra non si vince. || MG Mattè. || [fg. mattéo - ital. mattèo]

matte ['mattə] agg. Matto. || CA Fà cume sì fatte, nensì chiamàte nè cane e nè matte [fa 'kumə sɪ f'fattə, nən sɪ kkja'mɜtə nɛ k'kɜnə nɛ m'mattə] N.d.R. Fa come sei fatto, non sarai chiamato né cane né matto. || CA matte.

mattele ['mattələ] sm. Mannello di grano. || MM máttele.

matune [ma'tʉnə] sm. pl. Mattoni. || sing. matone [ma'tɤnə]. || LR matune.

matunelle [matu'nɛllə] sf. Mattonella, Piastrella. || EG matunelle. || RF matunèlle [matunęlle̯].

mature [ma'tʉrə] agg. Maturo. || FB mature.

matutine [matu'tɪnə] agg. Mattutino. || FB matutine.

mazzamurre [matʦa'mʊrrə] agg. Rozzo, Incivile, Impacciato, Grossolano. || BA  mazzamurro.

mazzarelle [matʦa'rɛllə] sf. Piccola mazza di legno, Bastoncino. || VC mazzarèlla (1929). || LA mazzarèlle. || EG mazzarelle. || LE mazzarell’.

mazze ['matʦə] sf. Mazza, Bastone. || AO Mazze e panèlle fanne i fìgghje bèlle. ['matʦə ɛ ppa'nɛllə 'fannə i 'fɪɡɡjə b'bɛllə]  Mazza e panella (pane) fanno i figli belli. || SA Pane e senza mazze, fanne ‘i figghie pazze. ['pɜnə ɛ s'sɛnʣa 'matʦə, 'fannə i 'fɪɡɡjə 'patʦə] Pane senza bastone fanno i figli ribelli. || EG mazze.

mazzechijà [matʦəki'ja] v. Brontolare, Borbottare, Masticare a vuoto. || VC mazzecà (1929).

mazzetille [matʦə'tillə] sm. Mazzetto. || RM mazzetìlle.

mazziatone [matʦja'tɤnə] sm. Pestaggio. || cfr. lardjatone / [lardja'tɤnə]. || RM mazzijatòne.

mazzijà [matʦi'ja] v. Picchiare, Bastonare, Percuotere. || VC mazzià (1929).

mazzijate [matʦi'jɜtə] sf. Bastonatura. || VC mazziàta a lu culo [matʦi'jɜtə ɔ 'kʉlə] Sculacciata. || VC mazziàta (1929). || GA mazziete.

'mbà [m'ba] sm. Compare. || Anche cumbà [kum'ba] || cfr. cumbare [kum'bɜre]. || MA  ‘Mbà, si a vita nostra eje accussì, ck’ chi ta vuje pigghjà... [mba, si a 'vita 'nɔstrə 'ɘjə akkus'sɪ, kə kki t-a  'vujə piɡ'ɡja...] N.d.R. Compare, se la nostra vita è così, con chi te la vuoi prendere. || MA ‘mbà.

'mbacce [m'batʧə] par. comp. In faccia. || Anche ambacce [am'batʧə] || avv. Intorno. || SA Ce vedime 'mbacce ‘e nove! [ʧə və'dɪmə m'batʧə ɜ 'nɤvə] Ci vediamo intorno alle nove. || prep. Contro. || SA Va’  fa’ ‘mbacce ‘o nase! [va fa m'batʧə ɔ 'nɜsə] Vai a fare in faccia al naso -va a quel paese-. || SA T’agghia squaccià 'mbacce ‘o mure! [t 'aɡɡja skwat'ʧa m'batʧə ɔ mʉrə] Ti devo spiaccicare contro il muro. || GG pe infaccia (1834) || AO mbàcce. || EG 'mbacce. || NM ‘mbaccje. || TF ‘m bbàcce.

'mbaccije [mbat'ʧɪjə] par. comp. lett. In pazzia. || Solo nella locuz. jí ‘mbaccíje  ['jɪ mbat'ʧɪjə] Impazzire, Divenetare pazzo. || SG So’ cose da iji ‘mbaccije [sɔ k'kɤsə da 'jɪ mbat'ʧɪjə] N.d.R. Sono cose da far impazzire. || ME pe poche nen jije ‘imbacceje [pə p'pɤkə nə 'jɪjə mbat'ʧɪjə] per poco non andai in pazzia. || SG ‘mbaccije. || ME ‘imbacceje. || NM ‘mbaccje. || DPM ‘mbaccije. || CL mbaccije.

'mbacciute [mbat'ʧʉtə] pp. e agg. Impazzito. || RM 'mbacciùte.

'mbalate [mba'lɜtə] pp. e agg. Impalato, Immobile, Fermo. || VC stàce mpalàte [s'tɜʧə mba'lɜtə] N.d.R. Sta fermo. || EG 'mbalate. || PM ‘mpalate. || VC mpalàte (1929).

'mballà [mbal'la] v. Imballare. || VC mballà (1929).

'mbaluniate [mbalu'njɜtə] pp. e agg. Ammuffito. || RM 'mbalunijàte.

'mbalzamà [mbalʣa'ma] v. Imbalsamare. || VC mbalzamà (1929).

'mbambalì [mbamba'lɪ] v. Intontire. || RA Te mbambalisci’ a vedè tanta cose [tə mbamba'lɪʃʃə a vvə'dɛ 'tanda 'kɤsə] N.d.R. Ti stordisci nel vedere tante cose. || RF mbambalì [mp̬amp̬alí̊].

'mbambalute [mbamba'lʉtə] pp. e agg. Intontito,  Imbambolato, Rimbambito. || LE tandé stevè  'mbambaluté lu mumenté ['tandə s'tɘvə mbamba'lʉtə u mumɛndə] stavo tanto intontito al momento. || LE 'mbambaluté. || RF mbambalùte [mp̬amp̬alůte̯].
'mbannà [mban'na] v. Socchiure, Appannare. || Anche appannà [appan'na]. 

'mbannate [mban'nɜtə] pp. e agg. Appannato. || FB 'mbannate.

'mbaperacchiate [mbapərak'kjɜtə] pp. e agg. Abbigliato in modo grossolano e insieme pretenzioso. || RM 'mpaperacchijàte.

'mbapucchjà [mbapuk'kja] v. Imbrogliare con le parole, Raggirare. || VC mpapucchià (1929). || EG 'mbapacchià.

'mbarà [mba'ra] v. Imparare. || Anche ambarà [amba'ra]  || SA M’agghia ‘mbarà a sta citte. [m 'aɡɡja mba'ra a sta 'ʧɪttə] Devo imparare a stare zitto. || AO mbarà. || LA 'mbarà.

'mbaravise [mbara'vɪsə] par. comp. In paradiso. || CL mparadise.

'mbarazze [mbarat'ʦə] sm. Imbarazzo.  || VC mbaràzze (1929).

'mbarellà [mbarəl'la] v. Mettere su di una barella.

'mbasciate [mbaʃ'ʃɜtə] sf. Ambasciata, Domanda di fidanzamento, di matrimonio. || pp. e agg. Fasciato. || RM 'mbasciàte.

'mbastà [mbas'ta] V. Impastare. || Anche 'mpastà [mpas'ta] || RF mbastà a créte lavorare l’argilla || LE 'mbastà. || RF mbastà [mp̬astá].

'mbaste [m'bastə] sm. Impasto. || RF mbaste [mp̬aste̯].

'mbecatate [mbəka'tɜtə] pp. e agg. Infervorato. || FB 'mbecatàte. || GE mbicatato.

'mbeccà [mbək'ka] v. Impiccare. || cfr.  'mbenne [m'bɜnnə].

'mbeccià [mbət'ʧa] v. Brigare, Intrigare. || VC mpiccià (1929).

'mbecciarse [mbət'ʧarsə] v. rifl. Intromettersi, Immischiarsi, Mettere il naso nelle faccende altrui. || CL Tatò, no pe’ mpecciarme di fatte tuije, che tu ‘u saije me sò fatte sempe i fatta mije; ma cume veste Maria è proprie ‘n’indecenza [ta'tɔ, nɔ pə mbət'ʧjarmə d-i 'fatta 'tʉjə, kɛ tʊ u 'sɜjə mə sɔ f'fattə  'sɛmbə i 'fatta 'mijə; ma 'kumə 'vɛstə ma'rɨjə ɛ 'prɔpjə n-inde'ʧɛnʣə] N.d.R. Antonio, non per mettere il naso nelle tue cose, perché tu lo sai mi sono sempre occupata dei fatti miei; ma -vorrei dirti che- come veste Maria è proprio una indecenza.

'mbecciajule [mbətʧa'jʉlə] agg. Impiccione. || Anche 'mbicciajule [mbitʧa'jʉlə] || RM 'mbicciajùle.

'mbecille [mbə'ʧillə] agg. Imbecille. || FB  'mbecèlle.

'mbedemende [mbədə'mɛndə] sm. sing. Impedimento.  ||  BF mpedement’. ||  FB  mpedemènde.

'mbegatate [mbəɡa'tɜtə] agg. Infegatato, Infervorato. || GE  mbicatato.

'mbegnà [m'bəɲɲa] v. Impegnare, Dare qualcosa in pegno a garanzia di un prestito che si riceve. || BF chiacchier’ e ttabbacchèr de legne, ‘u Bbang de Naple ne li mpegne! ['kjakkjərə ɛ ttabbak'kɘre də 'lɛɲɲə, u b'banɡə də 'napələ nn-i m'bɛɲɲə!] N.d.R. chiacchiere e tabacchiere di legno, il Banco di Napoli non le prende in pegno.

'mbegnate [mbəɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Impegnato. || TF 'mbegnàte.

'mbelà [mbə'la] v. Infilare. || VC nfelà (1929).

'mbelleccià [mbəllət'ʧa] v. Impiallacciare, Rivestire il legno. || VC mbelleccià (1929).

'mbenne [m'bɛnnə] v. Impiccare. || SA Vineme a truà quacche vote, che te pozzena ‘mbenne! ['vinəmə a ttru'wa 'kwakk-ɛ v'vɤtə, kɛ tə 'pɔtʦəna m'bɛnnə!]Viene a trovarmi qualche volta, che ti possano impiccare! || RM ‘mbènne.

'mbernacchiate [mbərnak'kjɜtə] pp. e agg. Agghindato, Vestito in modo pacchiano. || FB 'mbernacchijàte.

'mberte [m'bɛrtə] sf. Mancia, Regalia per i ragazzi di famiglia in occasione di feste o ricorrenze. || LR Chi vène, dace ‘a gùrie e cèrche ‘a ‘mbèrte [ki 'vɘnə, 'dɜʧə a'ɡurjə ɛ t'ʧɛrkə a m'bɛrtə] N.d.R. Chi viene, dà gli auguri e chiede la mancia. || LR 'mbèrte.

'mbezzà [mbət'ʦa] v. Infilare. || RM 'mbezzà.

'mbezzarse [mbət'ʦarsə] v. rifl. Infiltrarsi. || RM 'mbezzàrse.

'mbezzarute [mbədʣa'rʉtə] pp. e agg. Imbizzarrito. || FB 'mbezzarete.

'mbiastre [m'bjastrə] sm. Impiastro, Impacco. || agg. Pasticcione. || RM 'mbijàstre.

'mbicce [mbɪtʧə] sm. Impiccio, Faccenda. || SA  Agghia speccià 'mbicce! ['aɡɡja spət'ʧa m'bɪtʧə] Devo spicciare impicci -devo sbrigare faccende-. || ZO umpic (1864) || FB 'mpecce. || LMG ‘mpicce.

'mbicciajule [mbitʧa'jʉlə] agg. Impiccione. || Anche 'mbecciajule / [mbətʧa'jʉlə]. || RM 'mbecciajùle.  

'mbiegate [mbje'ɡɜtə] pp., agg. e sost. Impiegato. || NM Mò nen vuje chjù addivindà impjegate? [mɔ nən 'vujə k'kjʊ ddəvən'da mbje'ɡɜtə?] N.d.R. Ora non vuoi più diventare impiegato? || NM impjegate. || ‘mbiegáte.

'mbigne [m'bɪɲɲə] 1. sf. tomaia. 2. agg. Faccia tosta. || FB mpigne.  

'mbise [m'bɪsə] pp. e agg. Appeso, Impiccato.  || VC faccia de mbìse ['fatʧə də m'bɪsə] faccia di impiccato. || VC mbìse / mpìse (1929). || FB ‘mpise.

'mbitte [m'bittə] par. comp. In petto. || Locuz. mette ‘mbitte ['mɛttə m'bittə] Intestare un bene a qualcuno. || SA Amma mette ‘a case ‘mbitte a Savatore! ['amma 'mɛttə a 'kɜsə m'bittə a ssava'tɤrə] dobbiamo intestare  -mettere in petto-  la casa a Salvatore. || VC mpìette (1929). || PM 'mbitte.

'mbizza 'mbizze [m'bɪtʦa m'bitʦə] iteraz. lett. Alla punta punta. || AO mbìzza mbìzze.

'mbolle [m'bɔllə] sf. Bolla, Bollicina, Foruncolo, Vescichetta. || VC mbòlla (1929).

'mbonde [m'bɔndə] par. comp. Alla punta. || Reduplic. 'mbonda 'mbonde [m'bɔnda  m'bɔndə]sull’orlo, lett. alla punta punta. || FB mponta mponte.

'mbonne [m'bɔnnə] v. Intingere, Bagnare qualcosa in un liquido. || CL me mbonn’ ‘u pane [mə m'bɔnnə u 'pɜnə] N.d.R. mi intingo il pane. || CL mbonn’.

'mbosse [m'bɔssə] agg. f. Bagnata. || al m. 'mbusse [m'bussə] || CA ‘mbosse.

'mbrazze [m'bratʦə] par. comp. In braccio. || GE mbrazz’. || MM [mbrázze̥].

'mbrellare [mbrəl'lɜrə] sm. Ombrellaio, Chi per mestiere fabbrica, ripara o vende ombrelli. || VC mbrellàro (1929).

'mbrelle [m'brɛllə] sm. Ombrello. || VC mbrèlle pe lu sole [m'brɛllə p-u 'sɤlə] parasole. || FO U uaie du mbrell’è quanne chiove fine fine [U uäie̥ du mbréll’è quanne̥ chiove̥ fi̤ne̥ fi̤ne̥] Il guaio dell’ombrello è quando piove sottile sottile. || ZO umbrel (1864) || VC mbrèlle (1929). || FO mbrell’ [mbréll’].

'mbrelline [mbrəl'lɪnə] sm. Ombrellino. || VC mbrellìno (1929).

'mbressione [mbrəs'sjɤnə] sf. Impressione. || TF ‘mbressiòne.

'mbrestà [mbrəs'ta] v. Prestare, Imprestare. || FD Chi amprèste pèrde sòldi e amicìzie [ki am'brɛstə 'pɛrdə 'sɔldə ɛ amə''ʧɪtʦjə] N.d.R. Chi concede prestiti perde soldi e amicizia. || RM 'mbrestà.

'mbriacà [mbria'ka] v. Ubriacare. || VC mbriacà (1929).

'mbriacarse [mbria'karsə] v. rifl. Ubriacarsi. || VC mbriacàrse (1929).

'mbriacature [mbriaka'tʉrə] sf. Ubriacatura, Sbornia. || RM 'mbrijacatùre.

'mbriache [mbri'ɜkə] agg. e sost. Ubriaco. || VC mbriàco (1929). || FB ‘mbreijàche. || RM mbrijacke. || RF mbriàche [mbriåke̯].

'mbriacone [mbria'kɤnə] sm. Ubriacone. || VC mbriacòne (1929).

'mbriacune [mbria'kʉnə] sm. pl. Ubriaconi.

'mbrime [m'brɪmə] par. comp. Di prima, Per primo. || RM 'mbrìme.

'mbriste [m'brɪstə] sm. Prestito. || Anche ambriste [am'brɪstə]. || DPM So venute a vedè si Turille me vole dà ‘mbriste na cinde lire [sɔ vvə'nʉtə a vvə'dɛ si tu'rillə mə 'vɤlə da m'briɪstə na 'ʧində 'lirə] Ndr Sono venuto  a  vedere se Salvatore mi vuole dare in prestito cento lire. || RM si 'u 'mbrìste fòsse bùne, s'ambristarrìnne pure 'i migghijère [si u m'brɪstə 'fɔssə b'bunə, s  ambrəstar'rinnə  pʉrə i məɡ'ɡjɘrə] se il prestare fosse cosa buona, si presterebbero anche le mogli. || DPM ‘mbriste. || RM 'mbrìste. || RF mbriste [mp̬ríste̯].

'mbronde [m'brɔndə] par. comp. In fronte. || SA T’agghia sckaffà ‘na seggia ‘mbronde! [t'aɡɡja ʃkaf'fa na 'sɛdʤa m'brɔndə] Devo sbatterti una sedia in fronte. || [fg. frònte - ital. frónte]

'mbrufumarse [mbrufu'marsə] v. Profumarsi, Mettere il profumo.

'mbrufumate [mbrufu'mɜtə] pp. e agg. Che si è messo il profumo. || TF ‘mprufumàte.

'mbrugghjà [mbruɡ'ɡja] v. Imbrogliare. || BA Mò eja ca mbrogghie cenere e panne lurde [mɔ 'ɘjə ka m'brɔɡɡjə 'ʧɛnərə ɛ p'pannə 'lurdə] è il momento in cui confonde la cenere coi panni sporchi. || RM 'mbrugghijà.

'mbrugghiarse [mbruɡ'ɡjarsə] v. rifl. Imbrogliarsi, Confondersi, Ingarbugliarsi. || VC mbrugliàrse (1929). || RM 'mbrugghijàrse.

'mbrugghie [m'brʊɡɡjə] sm. Imbroglio. || BA Mbruogghie aiuteme tu [m'brʊɡɡjə a'jutəmə tʊ] Imbroglio aiutami. || BA 'mbruogghie. || ML ‘mbrugghje. || FB ‘mbrugghij. || VC mbrùoglie (1929).

'mbrugghione [mbruɡ'ɡjɤnə] sm. Imbroglione. || VC mbrugliòne (1929).

'mbrugghiose [mbruɡ'ɡjɤsə] agg. f. Complicata, Contorta.

'mbrugghiuse [mbruɡ'ɡjʉsə] pp. e agg. Complicato, Contorto. || RM 'mbrugghjùse.

'mbrunì [mbru'nɪ] v. Brunire,  Rendere più scuri i metalli. || VC mbrunì (1929).

'mbruperie [mbrup'ɛrjə] sf. Improperio, Rimprovero. || VC mprupèrie (1929).

'mbruscenà [mbruʃə'na] v. Strusciarsi, Rotolarsi per terra. || FB 'mbruscenà. || RF mbruscinà [mp̬rušiná].

'mbrustecute [mbrustə'kʉtə] agg. Indaffarato, Molto impegnato.

'mbrusuttà [mbrusut'ta] v. Lasciare stagionare. || AO mbrusuttà.

'mbruville [mbru'willə] sm. Morbillo. || VC mbruvìlle (1929).

'mbucà [mbu'ka] v. Riscaldare, Imbucare. || RM 'mbucà. || RF mbucà [mbuká] imbucare / || RF mbucà [mp̬uká] riscaldare.

'mbucajule [mbuka'jʉlə] agg. Che si eccita facilmente, Che vuol fare tutto in fretta.

'mbucate [mbu'kɜtə] agg. Infuocato. || pp. Imbucato. || MG Quilli figghie de bbona mamma s’erene ‘mbucate probbie brutt ['kwilli 'fɪɡɡjə də b'bɤna 'mammə s'ɛrənə mbu'kɜtə 'prɔpjə b'brʊttə] N.d.R. Quei figli di buona mamma si erano riscaldati di brutto. || MG 'mbucate.

'mbugnasà [mbuɲɲa'sa] v. Imbrogliare.

'mbundà [mbun'da] v. Fermare. || SA¹  ‘mbuntà’.

'mbundarse [mbun'darsə] v. rifl. Fermarsi, Arrestarsi. || SA¹ ‘mbuntarse.

'mbundate [mbun'dɜtə] pp. e agg. Fermato, Che è rimasto immobile. || FB mbundàte.

'mburgatorie [mburɡa'tɔrjə] par. comp. In purgatorio. || Locuz. ove 'mburgatorie ['ɤvə mburɡa'tɔrjə] uova in purgatorio, cioè cotte nella salsa di pomodoro.

'mburnà [mbur'na] v. Infornare. || Anche ‘nfurnà [nfur'na].

'mburtande [mbur'tandə] agg. e sost. Importante. || TF ‘mbortànde. || TF ‘mburtànde. || MA ‘mpurtante.

'mbuscate [mbus'kɜtə] pp. e agg. Imboscato. || FB mbuscàte.

'mbusse [m'bussə] agg. m. Bagnato, Umido. || al f. 'mbosse [m'bɔssə]. || FB mbusse.

'mbustarse [mbus'tarsə] v. rifl. Mettersi in agguato.  || VC mpustàrse (1929).

'mbustatore [mbusta'tɤrə] sm. Persona che tiene d’occhio qualcosa da un luogo nascosto. || AO 'mbustatòre.

'mbusumate [mbusu'mɜtə] agg. Rigido, Inamidato. || FB 'mpusumàte.

me pron. pers. Me, Mi. || SA Me faje ‘nu baffe! [mə 'fɜjə nu b'baffə] Mi fai un baffo -non mi tocca più di tanto-. || GG mè (1834) || ZO mi, meu (1864).

me [mɜ] pron. Me. || SA Hanne cercáte a me e no a te! ['annə ʧer'kɜtə a mmɛ ɛ nnɔ a ttɛ] Hanno cercato me e non te.  

m'e [m-ɛ] pron. pers. + 2ª sing. v. dovere. Mi devi, Mi lasci, Mi fai. || SA M’è fa jí là? [m-ɛ fa jɪ lla?]Mi fai -devi fare- andare là? || MP mè.

me' [mɜ] interiez. Dai! || SA Me'!, specciamece, che s'è fatte tarde! [mɜ! spət'ʧaməʧə  kɛ s'ɛ f'fattə 'tardə!] Dai! sbrighiamoci che si è fatto tardi!

mecciune [mət'ʧʉnə] solo nella locuz. a’ mecciune [a mət'ʧʉnə] di nascosto. || RF [a la me̯ččůne̯] / [ā me̯ččůne̯] di nascosto. || NM Sckitte che a casa me l’agghja veve a muccjune, mammà nen vole! [ʃ'kittə kɛ a 'kɜsə mə  l 'aɡɡja 'vɘvə a mət'ʧʉnə, mam'ma nən 'vɤlə!] N.d.R. Solo che a casa devo berlo di nascosto, mamma non vuole! || NM muccjune. || TF ammecciùne. || RF mecciùne [me̯ččůne̯].

Mecheline [məkə'lɪnə] pers. m. Michelino. || BF Mechelìn’ ‘u fruttajùole [məkə'lɪnə u frutta'jʉlə] N.d.R. Michelino il fruttivendolo. || BF Mechelìn’ (1894).

mecidie[mə'ʧɪdjə] sm. Omicio. || SG¹ Mecijdije, accedetorije, mariulizzije, sdèlluvije e terramote [mə'ʧɪdjə, atʧədə'tɔrjə, mariju'lɪtʦjə, zdəl'lʊvjə ɛ ttarra'mɤtə] Omicidi, uccisioni, ladrocinii, diluvi e terremoti. || SG¹ mecijdije.

medecà [mədə'ka] v. Medicare. || AO medecà.

medecine [mədə'ʧɪnə] sf. Medicina. || TF A mègghia medecìne: pìnnele de cucìne e scerùppe de candìne [a 'mɛɡɡja mədə'ʧɪnə: 'pinnələ də ku'ʧɪnə ɛ ʃʃə'rʊppə də kan'dɪnə] N.d.R. La migliore medicina: pillole di cucina -il cibo- e sciroppo di cantina -il vino-. || TF medecìne.  

medulle [mə'dullə] sm. Midollo. || FB medulle. || [fg. midòllo - ital. midóllo]

megghia ['mɛɡɡja] agg. compar. f. Migliore. || cfr. capa ['kɜpa]. || BA A megghia carne eje a vaccine [a 'mɛɡɡja 'karnə 'ɘjə a vat'ʧɪnə] La migliore carne è quella bovina. || BA megghia.

megghie ['mɛɡɡjə] agg. e avv. Meglio. || agg. comparativo di buono. Migliore. || BA U megghie amiche te mene a megghia petrate [u 'mɛɡɡjə a'mikə tə 'mɘnə a 'mɛɡɡja pə'trɜtə] dal migliore amico si ha la migliore sassata. || NM E’ megghje che nen ci facime a canoscje [ɛ 'mɛɡɡjə kɛ nən ʧə fa'ʧɪmə akka'nɔʃʃə] N.d.R. E’meglio che non ci facciamo conoscere. || ZO megleu (1864). || CS mègghije. || CL megghie. || NM megghje. || BM meggije. || PM megghijé.  

megghiere [məɡ'ɡjɘrə] sf. Moglie. || Anche migghiere [miɡ'ɡjɘrə]. || SE Mànghe ‘i càne ‘a lenghe d’ ‘a megghière ['manɡə  i 'kɜnə a 'lɛnɡə d-a məɡ'ɡjɘrə] N.d.R. lett. Neanche ai cani -auguro- la lingua di una moglie. || FB u’ marete ckè ne porte solde, manche a megghière nu pote vedè [u ma'rɪtə kɛ nən 'pɔrtə 'sɔldə, 'manɡə  a  məɡ'ɡjɘrə nn-u 'pɤtə və'dɛ] N.d.R. il marito che non porta soldi, neanche la moglie lo può vedere. || ZO mugliera (1864) || VC muglièra (1929). || SE megghière.

mele ['mɘlə] 1. sf. Mela. || FD Chi se màgne i mèle, e chi se gèle i dinte. [ki sə 'maɲɲə  i 'mɘlə ɛ ki sə d'ʤɘlə  i 'dində] N.d.R. Chi si mangia le mele e chi si gela i denti. || FO mele [mele̥].

mele ['mɘlə] 2. sm. Miele. || BA Tene u mele a vocche e u rasule a li mane ['tɘnə u 'mɘlə a 'vɔkkə ɛ u ra'sʉlə ɛ 'mɜnə]  Tiene il miele sulle labbra e il rasoio nelle mani. || MM u mèle. il miele. || BA mele.  || MM mèle.

melelle [mə'lɛllə] sf. Varietà di mela dalla forma molto piccola. || FB melèlle.

melione [mə'ljɤnə] sm. sing. Milione, Mille mille migliaia di unità. || pl. meliune [mə'ljʉnə]

meliune [mə'ljʉnə]

sm. pl. Milioni. || sing. melione . || FP Tre mliun? Né bella femmn ... e i sold che a nonn t dev p pagà i tass, che fin ann fatt? [trɛ mmə'ljʉnə? nɛ b'bɛlla 'fɛmmənə... ɛ i 'sɔldə kɛ a 'nɔnnə tə 'dɘvə pə p'paɡa i 'tassə, kɛ f'fɪnə 'annə 'fattə?] N.d.R. Tre milioni? Ehi bella signora ... e i soldi che la nonna ti dava per pagare le tasse, che fine hanno fatto? || FP mliun.

melìzie [mə'lɪtʦjə] sf. Milizia. || LR melìzie.

mellecune [məllə'kʉnə] sm. pl. Piante dei piedi.

melone [mə'lɤnə] sm. sing. Melone. || pl. melune [mə'lʉnə] || VF mulone d’acqua [mə'lɤnə d'akkwə] cocomero. || VC màgnete nu melòne ['maɲɲətə nu mə'lɤnə] Mangiati un cocomero. || RF melóne rusce [me̯lọ̈ne̯ rųšše̯] anguria. || MAM [u me̥lóne̥] il taglio a zero. ||  VC melòne (1929). || VF mulone (1841) || MAM [me̥lóne̥].

melune [mə'lʉnə].sm. pl. || sing. melone [mə'lɤnə] || FO I femmene so cum’i melune, ogni cînte ne trove une [I femme̥ne̥ só cum’i me̥lüne̥, ogni cînte̥ ne̥ trove̥ üne̥] Le donne sono come i meloni, ogni cento ne trovi uno buono. || FO melune [me̥lüne̥].

melunazze [məlu'natʦə] sm. Piccolo melone di colore verde. || RM mulenàzze.

memorie [me'mɔrjə] sf. Memoria. || LR memòrie. || PM memoria.

menà [mə'na] v. Picchiare, Venire alle mani, Lanciare, Tirare addosso, Elargire, Dispensare, Mettere fuori. || MM¹ Facimec‘a croc’ e mmenamĕci abbascë [fa'ʧɪməʧə a 'krɤʧə ɛ mmə'naməʧə ab'baʃʃə] Facciamoci la croce e gettiamoci giù. || LCG Una  mena  zucchere  e l’ata manna ['ʉnə 'mɘna 'ʦʊkkərə ɛ l-ata 'mannə] N.d.R. Una dispensa zucchero e l’altra  manna. || AO menà.

menarse [mə'narsə] v. rifl. Buttarsi, Andare in una certa direzione. || RM menàrse.

mende ['mɛndə] sf. Menta. || VC amènta sarvàtica [amɛndə sar'vatəkə]  mentastro. || BA amente. || VF amenta (1841) || VC amènta (1929). || DLC ménde.

mendine [men'dɪnə] Mentina, Caramella alla menta. || LR mendìne.

mendone [mən'dɤnə] sm. Catasta, Mucchio.

mendre ['mɛndrə] congz. Mentre. || ZO mentr (1864) || BF mentr’ (1894). || EG mèndre. || CL mentre.  || MM [méndre̥] || [fg. mèntre - ital. méntre]

mene ['mɘnə] inter. Avanti! || SA Mene, specciateve! ['mɘnə spət'ʧatəvə] Avanti, sbrigatevi. || TF mène mè ['mɘnə mɛ] diamoci una mossa. || TF mène.

menele ['mɛnələ] sf. Mandorla. || SA A Natale ce magname ‘i menele atterrate. [a nna'tɜlə ʧə maɲ'ɲɜmə i 'mɛnələ attər'rɜtə] A Natale mangiamo le mandorle atterrate -unite fra loro da zucchero o cioccolato fuso-. || BA amenele mullesche. mandorle fresche. || LA mènele. || VF aménola (1841). || ZO amennele (1864) || BA amenele. || VC amènola (1929).

menestrà [mənəs'tra] v. Minestrare, Servire in tavola. || RM menestrà.

menestre [mə'nɛstrə] sf. Minestra. || ZO minestr (1864) || MU  menèstre.

menghiarine [mənɡja'rɪnə] agg. smidollato, Senza carattere. || VMG pigghiajë la viä e penzajë dë pungëcà quillü minchiarinö dë lu Rre [piɡ'ɡjɜjə a 'vɪjə ɛ ppən'ʣɜjə də punʤə'ka  'kwɪllu  mənɡja'rɪnə d-u r'rɛ] N.d.R. prese la via -si mise in cammino- e pensò di punzecchiare quello smidollato del Re. || VMG minchiarinö.

meningite [menin'ʤɪtə] sf. med. Meningite. || Anche malangite [malan'ʤɪtə].

menire [mə'nirə] sf. Miniera. || FB menire. || [fg. miniéra - ital. minièra]

mennavacche [menna'vakkə] sf. Particolare tipo di uva. || lett.  Mammella di vacca.

menne ['mɛnnə] sf. Mammella. || cfr. mennuzze [mən'nʊtʦə] || SA¹ menne.

mennezze [mən'nɛzzə] sf. Immondizia. || Anche munnezze [mun'nɛzzə] || LA mennèzze.

mennuzze [mən'nʊtʦə]  sf. Mammella. || cfr. menne ['mɛnnə]. || MAM [tę́ne̥n-a me̥nnúzza tǫ́sta tǫ́ste̥] Hanno le mammele piccole e sode. (N.d.R. lett. Hanno la mammella dura dura). || SA¹ mennuzze. ||  MAM [me̥nnúzza]. || RF mennuzze [me̯nnųzze̯].
menute [mə'nʉtə] sm. Minuto. || AO menùte. || RF [me̯nůte̯].

menza ['mɛnʣa] agg. f. Metà. || Anche mezza ['mɛdʣa] || LR mènza.

merà [mə'ra] v. Mirare, Puntare con attenzione un’arma su un obiettivo. || RM merà.

meracule [mə'rakulə] sm. Miracolo. || FB meracule. || LMG merachele. || RF meracule [me̯rákule̯].

mercande [mər'kandə] sm. Mercante. || AO Mercànde e pùrke se pèsene dope mùrte [mər'kandə ɛ p'purkə sə 'pɛsənə 'dɤpə 'murtə] Mercanti e porci si pesano dopo morti. || NM L’ate jurne facj́e a lite che nu mercande di stoffe [l'atə 'jurnə fa'ʧɪjə al'litə kə nu mər'kandə də s'tɔffə] N.d.R. L’altro giorno litigò con un mercante di stoffe. || FD  Mercànte e pùrce se pésano dòpo mùrte [mər'kandə ɛ ppurʧə sə 'pɛsənə 'dɤpə 'murtə] N.d.R. Mercanti e porci si valutano dopo -che sono- morti. || NM mercande. || FD mercànte. || AO mercànde.

mercate [mər'kɜtə] sm. Mercato. || BA citte, citte miezze a u mercate ['ʧittə 'ʧittə m'midʣə ɔ mər'kɜtə] cosa segreta detta invece al mercato. || CA mercàte. || BA mercate.

merciande [mər'ʧandə] sm. Mercante.

merde ['mɛrdə] sf. Merda. || BA merde.

merenne [mə'rɛnnə] sf. Merenda. || ML merenne.

mericule [mə'rikulə] sf. Mora. || Anche americule [amə'rikulə] || VC merìcula (1929). || RF [me̯ríkule̯].

merluzze [mər'lʊtʦə] sm. Merluzzo.

mesale [mə'sɜlə] sm. Tovaglia. || VF misale (1841).  || VF mesale (1841).

mesate [mə'sɜtə] sf. Stipendio, Mensile. || RM mesàte.

mesciscke [mə'ʃɪʃkə] sf. Carne seccata di pecora. || FB mescèscke. || RF mesciscke [me̯šiške̯].

mesckà [məʃ'ka] v. Mischiare. || Anche ammesckà [amməʃ'ka]  || RM mesckà.

mesckate [məʃ'kɜtə] pp. e agg. Mischiato. || Anche ammesckate [amməʃ'kɜtə] || FB mesckàte.

mese ['mɘsə] sm. Mese. || TF mèse.

meserie [mə'sɛrjə] sf. Miseria. || AO mesèrie. || [fg. misèria - ital. miʃèria]

Meserine [məsə'rɪnə]  pers. m. Miserino. || SA Assummegghie a Sande Meserine! [assəm'mɛɡɡjə a s'sandə məsə'rɪnə!] Rassomiglia a San Miserino. || MG¹ Sicche sicche cume Sante Meserine sope é Cruce ['sɪkkə 'sɪkkə 'kum-ɛ  s'sandə məsə'rɪnə 'sɤpe ɛ 'kruʧə] Secco secco come San Miserino sopra le Croci. || MG¹ Meserine.

messa ['mɛssa] sf. Messa, Funzione religiosa dei cattolici. || Anche messe ['mɛssə]. || VF esce la messa ['ɛʃʃə a 'mɛssə] Inizia la messa. || CA Quanne t’è sènte ‘a mèssa e jì ‘a chjesa granne ['kwannə  t-ɛ 'sɛndə a 'mɛssə ɛ 'jɪ a k'kjɪsa 'ɡrannə] N.d.R. Quando devi ascoltare la messa, devi andare alla chiesa grande -in Cattedrale-. || VF messa (1841) || CA mèssa. || [fg. mèssa - ital. méssa]

messe ['mɛssə] sf. Messa, Funzione religiosa dei cattolici. || Anche messa ['mɛssa] || SA Spicciamece che mo esce ‘a messe! [spit'ʧameʧe kɛ mɔ 'ɛʃʃə  a 'mɛssə] Sbrighiamoci che sta per iniziare la messa. || LMG mésse. || [fg. mèssa - ital. méssa]

mesteriuse [məstə'rjʉsə] agg. Misterioso.

mestire  [məs'tirə] sm. Mestiere. || CL Pasqualì ije ne n’agghie maje capite ancore che mestire faije! [paskwa'lɪ 'ijə nənn'aɡɡjə an'ɡɤrə ka'pɪtə kɛ mməs'tirə 'fɜjə!] N.d.R. Pasqualino, io non ho ancora capito che mestiere fai! || CL mestire. || TF mestìre. || SG mistire. || RF mestire [me̯stíre̯].

mesture  [məs'tʉrə] sf. Mistura. || CV ha ‘nvndöt na m’stur che tutt i möl cür [a nvən'dɜtə na məs'tʉrə kɛ ‘tʊtt i 'mɜlə 'kʉrə]  N.d.R. ha inventato una mistura che tutti i mali cura. || CV m’stur.

mesure [mə'sʉrə] sf. Misura. || TF mesùre. || DPM mesura.

metà [mə'ta] sf. Metà. || LE Ind’ a la metà dé lu camine dé ‘sta vité ['ind-a mə'ta d-u ka'minə də sta 'vitə] N.d.R. Nel mezzo del cammino di questa vita. || LE metà.

metarule [meta'rʉlə] sm. Metaiolo, Operaio addetto alla realizzazione di grosse biche di paglia. || CA¹ A propòsete de pagghiarùle e metarùle te vògghije accunda’ l’ùtema babbulètte e po’ ce ne jàme a ccòrke. [a ppro'pɔsətə də paɡɡja'rʉlə ɛ mmɛta'rʉlə tə 'vɔɡɡjə akkun'da l 'ʊtəma babbu'lɛttə ɛ p'pɔ ʧə nə 'jɜmə a k'kɔrkə ] A proposito di pagliaruli - e metaioli (ndr.) - ti voglio raccontare l’ultima storiella e poi ce ne andiamo a dormire. || CA¹ metarùle. || RF metarùle [me̯tarůle̯].

mete ['mɘtə] 1. v. Mietere. || RF mète [mę̊te̯].

mete ['mɘtə] 2. sf. Bica, Grosso mucchio di paglia. || LA mète. || RF méte [mẹ̊te̯].
meteture [mətə'tʉrə] sm. pl. Mietitori.

metre ['mɛtrə] sm. Metro. || FB mètre.

metropele [me'trɔpələ] sf. Metropoli. || EG Fogge è ‘ddevendàte ‘na piccula mètropele ['fɔdʤə ɛ  ddəvən'dɜtə na 'pikkula mɛ'trɔpələ] N.d.R. Foggia è diventata una piccola metropoli. || EG mètropele.

mette ['mɛttə] v. Mettere. || Locuz. mette a ffile ['mɛtte a f'file] Allineare; mette mminze [mɛttə m'minʣə] Mettere in mezzo; mètte annànze ['mɛttə an'nanʣə] Mettere avanti. || GG mette (1834) || AO mètte. || [fg. mèttere – ital. méttere]

meveze ['mɛvəzə] sf. Milza. || FB mèveze.

mezza ['mɛdʣa] agg. f. Mezza, Metà. || Anche menza / ['mɛnʣa]. || SA ‘Sta mezza cartucce! [sta 'mɛdʣa kar'tʊtʧə!] Questa mezza cartuccia! || ZO mezza (1864) || FD mèzza.

mezzadrije [mɛdʣa'drɪjə] sf. Mezzadria. || CA¹  “Don A’, ce  capàme dòje  o trè versùre e ‘i zappàme nùje, quìlle che facìme… mìzze p'  d’ùne, a mezzadrìje !”. ["dɔn a, ʧə ka'pɜmə 'dɤjə ɔ trɛ vər'sʉrə ɛ i ʦap'pɜmə 'nʉjə, 'kwɪllə kɛ fa'ʧɪmə... 'midʣə a pə d-ʉnə, a mmɛdʣa'drɪjə!"] “Don Angelo, ci scegliamo due o tre versure e le zappiamo noi, quello che facciamo… metà ciascuno, a mezzadria!”. || CA¹ mezzadrìje.

mezzalenghe [mɛdʣa'lɛnɡə] agg. Balbuziente, Che ha difficoltà a parlare fluidamente. || RM mèzzalènghe.

mezzanotte [mɛdʣa'nɔttə] sf. Mezzanotte. || FP Cchiù scur da mezzanott nun pot ess [k'kjʊ s'kʉrə d-a mɛdʣa'nɔttə nən pɤt'ɛssə] N.d.R. lett. Non potrà essere più oscuro della  mezzanotte -peggio di così non potrà andare-. || FP mezzanott.

mezzapatacche [mɛdʣapa'takkə] agg. Che ha poco valore, Effeminato. || RM mèzzapatàccke.

mezzejurne [mədʣə'jurnə] sm. Mezzogiorno. || Anche mizzejurne [midʣə'jurnə]. || RF  a mèzzejurne N.d.R. a mezzogiorno. || RF mèzzejurne [męźźe̯-i̭ųrne̯]

mezzesole [mɛdʣə'sɤlə] sf. Mezzasuola. || FB mèzzesòle.

mezzone [mət'ʦɤnə] sm. Mozzicone, Cicca. || LR si ce dîve ‘u mezzòne s’u fumàve. [si ʧə 'divə u mət'ʦɤnə s-u fu'mɜvə] N.d.R. se gli davi un mozzicon (di sigaretta) se lo fumava. || VC muzzòne (1929). || LR mezzòne.

m'ha [m-a] pron. pers. + 3ª sing. v. essere. Mi ha. || SA M’ha fatte malamende! [m-a f'fattə mala'mɛndə] Mi ha fatto male. || CL m’ha.

m'ha [m-a] pron. pers. + pron. atono + 3ª sing. v. essere. Me lo ha. || SA M’ha ditte Assundine che venive dumaáne. [m-a d'dɪttə assun'dɪnə kɛ və'nɪvə du'mɜnə] Me lo ha detto Assunta che saresti venuto domani.

m'i [m-i] pron. pers. + pron. pl. m. e f.  Me li, Me le. || SA M’i vogghie accattà. [m-i 'vɔɡɡjə akkat'ta] Me li, me le voglio comprare.

miccule ['mikkulə] sf. Lenticchia. || RM mìccule.

miche ['mɪkə]  avv. di neg. Mica.

mideche ['midəkə] sm. Medico. || BF mentr’ u mîedeche studie, ‘u maláte se ne more! ['mɛndrə u 'midəkə s'tʊdjə u ma'lɜtə sə nə 'mɤrə] N.d.R. mentre il medico studia, il malato muore! || FO Acqua pœre e pane, u mideche scenne e u prevete ‘nchiane [Acquä pœre̥ e päne̥, u mide̥c̓́he̥ scenne̥ e u preve̥te̥ ‘nchiäne̥] Acqua, pere e pane, il medico scende e il prete sale. || BF mîedeche. || CS mideche. || FD mìdeche. || TF mìdeke. || FO mideche [mide̥c̓́he̥].

migghie ['mɪɡɡjə] sm. Miglio, antica unità di misura lineare. || CA Chi nen vole fà ‘u migghje, fece ‘u migghje e mizze e nate poche [ki nən 'vɤlə 'fa u 'mɪɡɡjə, 'fɜʧə  u  'mɪɡɡj-ɛ m'midʣə ɛ n'atə 'pɤkə] N.d.R. lett. Chi non vuole fare un miglio, fa un miglio e mezzo ed un altro poco. || CA migghje.

migghiere [miɡ'ɡjɘrə] sf. Moglie || Anche megghiere [meɡ'ɡjɘrə]  || FO A migghijere è mizze pane [A mi̤gghijere̥ è miʒʒe̥ päne̥] La moglie è metà pane. || NM migghjere. || FO migghijere [mi̤gghijere̥]. || [fg. mòglie - ital. móglie]

mije ['mijə] agg. poss. Mio, Mia, Mie, Miei. || BF E l’uva mije… l’uva mia ndo stáce?! [ɛ l'ʉva 'mijə… l'uva 'mijə ndɔ s'tɜʧə?!] N.d.R. E la mia uva… la mia uva dove sta?! || GG mio, mia (1834) || ZO mii, mij (1864). || BF mìje (1894). || TF mìje || CL mije. || LE mijé. || MM [mmíe̥].

mille ['millə] agg. num. e sm. Mille. || Locuz. Me pare mill’anne. [mə 'pɜrə mill'annə] Non vedo l’ora, lett. Mi sembrano mille anni. || TF mìlle.

Mimì [mi'mɪ] pers.m. Mimì. 

Mimme ['mɪmmə] pers.m. Mimmo. 

mine ['mɪnə] agg. Molto piccolo, Esiguo, Minuto. || Reduplic. mina mine ['mɪna 'mɪnə] Piccolissima, Assai minuta|| SA ‘A faccia mina mine e ‘u cule quand’è ‘na tine! [a 'fatʧa 'mɪna 'mɪnə ɛ u 'kʉlə 'kwand-ɛ na 'tɪne]  -Ha- il viso molto piccolo ed il culo quanto -è- una tinozza.

mineme ['minəmə] agg. superl. di piccolo Minimo.

minerve [mi'nɛrvə] sm. pl. Zolfanelli per accendere le sigarette, Minerva.

minze ['minʣə] agg. Mezzo. || Anche mizze ['midʣə]. || SA Damme minze chine de purtagalle. ['dammə 'minʣə 'kɪnə də purta'ɡallə] Dammi mezzo chilo di arance. || LR minz’.

Miolle [mi'ɔllə] pers. f. Miolla. || ML Miò.

mipe ['mɪpə] agg. Miope. || RM mìpe.

mise ['mɪsə] 1.sm. pl. Mesi. || al sing. mese  ['mɘsə] Mese. || SA Passene ‘i jurne e ‘i mise e tu nen cagne maje. ['passənə i 'jurnə ɛ i 'mɪsə ɛ ttʊ nən 'kaɲɲə 'mɜjə] || TF mìse.

mise ['mɪsə] 2. pp. Messo. || SA Quanne ha viste i carabbenire, s’è mise a fuje cume è ‘nu pacce. ['kwannə a v'vɪstə i karabbə'nirə, s-ɛ m'mɪsə a ffʊjə 'kum-ɛ nu 'patʧə] Quando ha visto i carabinieri, si è messo a correre come un pazzo. || TF mìse.

miste ['mɪstə] agg. Misto, Mischiato.

mizze ['midʣə] agg. m. Mezzo, Metà. || al f. mezza ['mɛdʣa]. || Anche minze ['minʣə] || SA Damme mizze litre de latte. ['dammə 'midʣə 'lɪtrə də 'lattə] Dammi mezzo litro di latte. || PM mizze.

mizzejurne [midʣə'jurnə] sm. Mezzogiorno. || Anche mezzejurne [mədʣə'jurnə] || CL se vonne avezà a mizzejurne [sɛ 'vɔnnə avə'ʦa a  mmidʣə'jurnə] N.d.R. si vogliono alzare a mezzogiorno. || TF mizzejùrne. || CL mizzejurne.

mizzeprevete [midʣə'prɛvətə] par. comp. dispr. lett. Mezzo prete, Chierico, Seminarista, Assiduo frequentatore di chiese.

mizzetimbe [midʣə'timbə] sost. Persona di mezza età. || MA vicchie, mizzetimpe e guagliune ['vikkjə, midʣə'timbə ɛ ɡwaʎ'ʎʉnə] N.d.R. vecchi, persone di mezza età e ragazzi. || MA mizzetimpe.

'Mmaculate [mmaku'lɜtə] agg. Immacolato. || pers. f. Immacolata. || FB Da l’albe d’Ammaculàte [da l'albə d-a mmaku'lɜtə] Dall’alba dell’Immacolata. || FB Ammaculàte.

'mmane [m'mɜnə] par. comp. In mano. || TF ‘mmane. || MP mané. || BA mmane.

'mmediuse [mmə'djʉsə] agg. invidioso. || Anche ‘. || EG ‘mmediùse.

'mmetate [m'mətɜtə] pp., agg. e sm. Invitato. || Anche ‘nvetate. || RM 'metàte.

'mmidie [m'mɪdjə] sf. Invidia. || Anche ‘nvidie [ɱ'vɪdjə] || RM 'midije. || RF mmidije / mmidie [mmídi̭e̥̥].

'mmiscka 'mmiscke [m'mɪʃka m'mɪʃkə] locuz. Miscuglio, Confusione. || RM mìscka-mìscke.

'mmizze [m'midʣə] par. comp. In mezzo. || Anche amminze [am'minʣə] .  || SA M’hanne mise ‘mmizze. [m 'annə 'mɪsə m'midʣə] Mi hanno messo in mezzo. || ZO in miezza (1864) || PR  mminz’.

'mmocche [m'mɔkkə] par. comp. In bocca. || BA Tene na salme de diente mocche ['tɘnə na 'salmə də 'dində m'mɔkkə] Tiene un mucchio di denti in bocca. || BA mocche. || TF ‘mmòcche. || [fg. bòcca - ital. bócca]

mo' [mɔ] avv. Adesso. || inter. Aspetta!. || Locuz. mo punde [mɔ 'pʊndə] Proprio ora. || MP Mò, vine quà ‘ndò vaije, fenimé d’arraggiunà [mɔ, 'vinə kkwa, ndɔ 'vɜjə, fə'nɪmə d-arradʤu'na] N.d.R. Aspetta, vieni qua dove vai, finiamo di discutere. || GG mò (1834). || ZO mo (1864).

mocassine [moka'ssɪnə] sm. Mocassino, Calzatura di pelle.

mode ['mɔdə] sf. Moda. || sm. Modo. || TF mòde.

moderne [mo'dɛrnə] agg. Moderno. || TF modèrne.

molafurce [mola'furʧə] sm. Arrotino. || Anche ammolafurce [ammola'furʧə] || RM molafùrce.

mole ['mɤlə] sf. Mola. || MM na mòle. una mola. || MM mòle. || [fg. móla - ital. mòla]

molle ['mɔllə] sf. Molla, Elastico. || agg. f. Molle, Morbido, Soffice. || al. m. mulle ['mulle] || Locuz.  molle p'i cavezette ['mɔlle p i kavə'ʦɛttə] Reggicalze, Giarrettiera, lett. Molla per le calze. || EG Site pègge de ‘na molle ['sɪtə 'pɛdʤə də na 'mɔllə] N.d.R. Siete peggio di una molla -non vi fermate mai- || EG molle.

momabbije [momab'bɪjə] sm. pl. Soldi, Denari. || Dalla locuz. Mò m’abbije [mɔ m-ab'bɪjə] Ora mi posso avviare. || RM mò m'abbìje. || RF mo-m’abbìje [mo-m-abbı̊i̯e̯].

moneche ['mɔnəkə] sost. Monaco. || pl. m. munece ['mʊnəʧə]. || CA¹ [moneke]. || TF mòneke. || RF moneche [mǫne̯ke̯].

monge ['mɔnʤə] v. Mungere. || Anche munge ['mʊnʤə] || CA¹ [monge].

monopattene [mono'pattənə] sm. Monopattino.

mope ['mɤpə] agg. f. Muta, Che non parla. || LMG mope.

moribbonde [morib'bɔndə] agg. Moribondo.

morre ['mɔrrə] avv. e agg. Assai, Moltissimi, Un sacco. || LR morre.

morte ['mɔrtə] sf. e agg. Morte, Morta. || al m. murte ['murtə]  || LMG morte. || LE morté. || BF morte (1893).

mosce ['mɔʃʃə] agg. Lenta, Moscia, Floscia. || al m. musce ['mʊʃʃə]. || RF mosce [mǫšše̯].

mosche ['mɔskə] sf. Mosca. || BA Cosa cuverte nen ce cache la mosche ['kɤsa cu'vɛrtə nən ʧə kɜkə a 'mɔskə] Sugli oggetti coperti non si deposita -caca- la mosca. || SE mosche jànghe ['mɔskə 'janɡə]  N.d.R. mosche bianche. || BF mosche (1894). || TF mòsche. || MG mosche. || AO moske. || FM moscke. || RF mosche [mǫske̯]. || [fg. mòsca - ital. mósca]

mosse ['mɔssə] sf. Mossa, Svenimento, Cenno. || FB mosse.

mostre ['mɔstrə] sm. Mostro. || sf. Prova, Campione, Mostra d’arte. || BA U re ne vole la mostre [u rrɛ nə 'vɤlə a 'mɔstrə] Il re vuole un campione. || LR mostre. || [fg. mòstro/mòstra - ital. móstro/móstra]

motomme [mo'tɔmmə]sm. Motociclo.

move ['mɤvə] v. Muovere. || LR move. || RM mòve. || [fg. muóvere - ital. muòvere]

'mpastà [mpas'ta] v. Impastare. || Anche 'mbastà [mbas'ta] || VC mpastà la farina [mbas'ta a fa'rɪnə] Intridere la farina. || VC mpastà (1929).

'mpenzate [mpən'ʣɜtə] agg. Impensato. || CL ‘mpensate.

m'u [m-u] pron. pers. + pron. m. Me lo. ||  SA M’u vogghie accattà. / M’u vògghie accattà. [m-u 'vɔɡɡjə akkat'ta] me lo voglio comprare.

mubbelefice [mubbələ'fɪʧə] sm. Mobilificio.

mubbilie [mub'bɪljə] sf. Mobilia, L’insieme dei mobili di una abitazione. || TF mubbìlije.

mucciacone [mutʧa'kɤnə] solo nella locuz. a mmucciacóne [a mmutʧa'kɤnə] A nascondino. || BA ammucciacone.

mucete ['mʊʧətə] agg. e sost. Che sa di muffa. || LA mùcete.

mudille [mu'dillə] sm. Modello. || FB mudèlle.

mufalanne [mufa'lannə] sm. L’altro anno. || solo nella locuz. a mufalanne [a mmufa'lannə] Lo scorso anno. || cfr. bufalanne [bbufa'lannə], ammufalanne [ammufa'lannə].

mugghie ['mʊɡɡjə] sm. Fango. || RM mùgghije. || RF mugghie [mųĝĝe̯].

mujine [mu'jɪnə] sf. Moina, Gesto affettuoso ma sdolcinato. || cfr. mosse ['mɔssə] || RM mujìne.

mulagnane [mulaɲ'ɲɜnə] sf. Melanzana. || VC mulagnàna / mulignàna (1929). || [fg. melanʒàna - ital. melanzàna/melanʒàna]

mule ['mʉlə] sm. Mulo. || TF mùle.

mulenare [mulə'nɜrə]sm. Mugnaio. || RL Aaah! ammenazz’ lu ciucce ‘u mulenäre ['aaa! ammə'natʦə u 'ʧʊtʧə u mulə'nɜrə] N.d.R. Aaah! incita l’asino il mugnaio. || BA mulenare. || VF mulenaro (1841) || RL mulenäre.

mullà [mul'la] v. Mollare, Allentare la presa, Cedere. || SE Une ca tìre sèmbe ... l’ate ca ‘n mmŏlle màje ['ʉnə ka 'tɪrə 'sɛmbə ... l'atə ka nə m'mɔllə 'mɜjə]. N.d.R. Una che tira sempre, l’altra che non cede mai.  

mulle ['mullə] agg. Molle. || Locuz. mulle mulle ['mullə 'mullə]. Molliccio. || VC mùolle (1929). || SG mulle.

mullechelle [mullə'kɛllə] sf. Mollichetta, Briciola di pane. || VC mullechèlla (1929). || MU mullechèlle.

mullette [mul'lɛttə] sf. Pinzetta di legno o plastica per i panni. || RM mullètte.

mullettone [mullət'tɤnə] sm. Coperta di lana, Coltre. || cfr. cutre ['kʊtrə]. || VC mullettòne (1929).

mulliche [mul'lɪkə] sf. Mollica.  

mumende [mu'mɛndə] sm. Momento. || PR Me ‘ngande agnu mumende si te guarde [mə n'ɡandə 'ɔɲɲə mmu'mɛndə sə tə 'wardə] N.d.R. Mi incanto ogni momento se ti guardo. || ML mumende. || SA¹ mumente (1933). || CA¹ mumènde. || [fg. momènto - ital. moménto]

munacelle [muna'ʧɛllə] sf. Scarafaggio, Giovane suora. || cfr. scarafone [skara'fɤnə] || VC munacèlle (1929). || BA munacelle.

munacille [muna'ʧillə] sm. Fraticello. || BA munacielle.

mundagne [mun'daɲɲə] sf. Montagna. || BP a cime  da muntagne  se  raggiunge  chiane chiane nu gradine a vote! [a 'ʧɪmə d-a mun'daɲɲə sə rad'ʤʊnʤə 'kjɜnə 'kjɜnə, nu ɡra'dɪnə a 'vɤtə!] N.d.R. la cima della montagna si raggiunge piano piano un gradino alla volta! || BP muntagne.

mundagnole [mundaɲ'ɲɤlə] sf. Montagnola. || LE mundagnole. || [fg. montagnóla - ital. montagnòla].

mundanare [munda'nɜrə] agg. e sost. Montanaro. || CA Mundanàre: scarpe grosse e cervèlle fine [munda'nɜrə: s'karpə 'ɡrɔssə ɛ tʧər'vɛllə 'fɪnə] N.d.R. Montanaro: scarpe grosse e cervello fine. || CA mundanàre.

mundaruzze [munda'rʊtʦə] sm Terrapieno, Accumulo, Tumulo di terra. || SA K’a terre ha fatte ‘nu mundaruzze. [k-a 'tɛrrə a f'fattə nu munda'rʊtʦə] Con la terra ha fatto un tumulo. || VF muntaruozzo (1841) || EG mundaruzze. || RM mundarùzze. || CA¹ [mundaruzzᵉ].

mundone [mun'dɤnə] sm. Mucchio. || VC muntòne (1929).

munduvà [mundu'wa] v. Nominare, Menzionare. || VC Nùmme munduvà [nə mmə mundu'wa] Non mi nominare. || ML ‘nda casa mije n’hadda purtà cchiù e nà vogghje sende manghe de munduà [nda 'kɜsa 'mijə n'adda pur'ta k'kjʊ ɛ nn-a 'vɔɡɡjə 'sɛndə 'manɡə də mundu'wa] N.d.R. nella mia casa non la deve più portare e non voglio neanche sentirla nominare. || VC munduvà (1929). || TF mundeva’. || ML munduà. || Etimo: dal fr. ant. mentevoir, ital. ant. mentovare, lat. mente habēre “avere in mente”.

munduvate [mundu'wɜtə]sf. Nomea, Fama, Reputazione. || AO menduàte.

munece ['mʊnəʧə] sm. pl. Monaci. || sing. moneche ['mɔnəkə] || FO Vijate a te cafone che magne pane e cardone, nuje munece sventurate  a matine carne e a sere frittate [Vijäte̥ a te cafo-ne̥ che̥ magne̥ päne̥ e cardo-ne̥, nuje̥ mune̥ce̥ sve̥nturäte̥  a matine̥ carne̥ e a sere̥ fri̤ttäte̥] Beato te, cafone, che mangi pane e cardi, noi monaci sventurati, la mattina carne e la sera frittata. || FO munece [mune̥ce̥].

munecibbie [munə'ʧibbjə] sm. Municipio, Palazzo di città, Comune. || TF munecìbbije.

munge ['mʊnʤə] v. Mungere. || Anchwe monge ['mɔnʤə].

munne ['mʊnnə] sm. Mondo. || Locuz. ‘nu munne [nu 'mʊnnə] Moltissimi. || MG Ce appresentamm, éreme 'nu munne [ʧ-apprəsən'dammə, 'ɛrəmə nu 'mʊnnə] N.d.R. Ci presentammo, eravamo moltissimi. || CA¹ Mųnnᵉ é sta̸tᵉ, mųnnᵉ ejᵉ, e mųnnᵉ sará! Mah, chissá! ['mʊnnə ɛ s'tɜtə, 'mʊnnə 'ɛjə, ɛ m'mʊnnə sa'ra! ma, kis'sa!] N.d.R.Mondo è stato, mondo è, e mondo sarà! Mh, chissà! || CL cose de l’ate munne ['kɤsə də l'atə 'mʊnnə] N.d.R. cose dell’altro mondo. || AL Che munne eje quiste qua. [kɛ m'mʊnnə 'ɘjə 'kwɪstə k'kwa] N.d.R. Che mondo è questo qua. || VC mùnne (1929). || CL munne. || LE munné. || CA¹ [mųnnᵉ]. || RF [mųnne̯].

|| Etimol. dal lat. mundus = mondo, universo; corpi celesti, cielo; globo terrestre, terra.   || [fg. mòndo - ital. móndo]

munnezze [mun'nɛtʦə] sf. Immondizia. || Anche mennezze [mən'nɛtʦə] || VF munnezza (1841) || VC munnèzza (1929). carneva̸le

mupe ['mʉpə] agg. Muto. || CA ‘U figghje mupe, ‘a mamme l’intende [u 'fɪɡɡjə 'mʉpə, a 'mammə l-in'dɛndə] N.d.R. Il figlio muto, la mamma lo capisce. || CA mupe. VC mùpe (1929).

mupesurde [mupə'surdə] agg. Sordomuto. || VC mùpe-sùrde (1929).

murature [mura'tʉrə] sf. Muratura.

mure ['mʉrə] sm. Muro, Parete.  ||  TF mùre. || CL mure. || RF mùre [můre̯].
murì [mu'rɪ] v. Morire. || GG e io me staco  a morì de fame [ɛ 'ijə mə s'tɜkə a mmu'rɪ də 'fɜmə] N.d.R. ed io mi sto a morire di fame. || DPM Ha ditte ca prime de murì vole lassà tutte cose scritte [a d'dɪttə ka 'prɪmə də  mu'rɪ  'vɤlə las'sa 'tʊttə 'kɤsə s'krɪttə] N.d.R. Ha detto che prima di morire vuole mettere tutto per iscritto. || FP Mò m’arrcord chi sit vuie... È stat l’anno scors, quann stev p murì... Chi m terav a destr, chi m terav a sinistr e ie po’ nun zò mort e so rumast viv sop a terr... [mɔ m-arrə'kɔrdə ki 'sɪtə 'vujə... ɛ s'tɜtə l'anno s'kɔrsə, 'kwannə s'tɘvə pə mmu'rɪ... ki mə tə'rɜvə a d'dɛstrə, ki mə tə'rɜvə a ssi'nɪstrə ɛ 'ijə pɔ nʣɔ m'mɔrtə ɛ ssɔ rru'mastə 'sɤp-a 'tɛrrə...] N.d.R. Ora  ricordo  chi  siete  voi. È  stato  l’anno scorso, quando stavo per morire. Chi mi tirava a destra, chi mi tirava a sinistra. Ma io poi non sono morta e sono rimasta viva su questa terra. || AO Se sape ndo’ se nasce ma nen ze sape ndo’ se more. [sə 'sɜpə ndɔ sə 'naʃʃə ma nʣə 'sɜpə ndɔ sə 'mɤrə] Si sa dove si nasce ma non si sa dove si muore. || GG morì (1834) || DPM murì.

murille [mu'rillə] sm. Muricciolo. || FB  murèlle. [fg. nuricciólo – ital. muricciòlo]

murirse [mu'rɪrsə] v. rifl. Morirsi. || PM a murirse de fridde fine a matine [a mmu'rɪrsə də 'frɪddə 'fin-a ma'tɪnə] N.d.R. a morire di freddo fino al mattino. || PM murirse.

murtale [mur'tɜlə] sm. Mortaio. || VC murtàle (1929). || VF murtale (1841).

murtatelle [murta'tɛllə] sf. Mortadella. || VC mortatèlla (1929). || VF murtatella (1841).

murte ['murtə] pp., agg. e sm. Morto. || al f. morte ['mɔrtə] || MG¹ A chiagne ‘u murte sonde lagreme pérze [a k'kjaɲɲə u 'murtə 'sɔndə 'lakrəmə 'pɛrʦə] A piangere il morto sono lacrime perse. || MM [ęre̥ múrte̥] era morto. || GG muorte (1834) || VC mùorte (1929). || TF mùrte. || MG¹ murte. || CA mûrte. || CA¹ mmùrte [murte].  || MM [múrte̥].  

murtecille [murtə'ʧillə]  sm. Morticino, Bambino morto. || LR Tenève ‘a faccia vèrde cume ‘u murtecîlle [tə'nɘvə a 'fatʧa 'vɛrdə 'kum-ɛ u murtə'ʧillə] N.d.R. Aveva la faccia verde come un morticino. || LR murtecîlle.

murtore [mur'tɤrə] sm. Funerale, Cerimonia funebre per il morto.

murtorie [mur'tɔrjə] sm. Mortorio, Situazione priva di vivacità. || RM murtòrije.

murve ['mʊrvə] sm. Muco. Moccio.

murvusille [murvu'sillə] agg. Moccioso. || cfr. scacchiatille [skakkja'tillə] || RM murvusìlle.

murze ['mʊrʦə] sm. Morso, Piccola porzione. || Anche muzzeche ['mʊtʦəkə]. || VC Nu mùorze de pane [nu 'mʊrʦə də 'pɜnə] Un boccone di pane. || VC mùorze (1929).

murzette [mur'ʦɛttə] sf. Morsetta. || RM murzètte.

murzille [mur'ʦillə] sm. Piccolo morso, Piccola porzione. || Anche muzzechille [mutʦə'killə] || BA murzille.

musale [mu'sɜlə] sm. Tovaglia da tavola.

musce ['mʊʃʃə] agg. Lento, Moscio, Floscio. || al f. mosce ['mɔʃʃə]  || RF muscemusce molto a rilento. || TF mùsce. || RF musce [mųšše̯].

muscematteje [muʃʃəmat'tɘjə] par. comp. Lento nei movimenti. || RM muscemattèje.

muschegghione [muskəɡ'ɡjɤnə] sm. Moscone. || TF muscagghiòne.

muschele ['mʊskələ] sm. Muscolo. || RM mùskele.

muschille [mus'killə] sm. Moscerino. || VC moschìllo (1929).

musciarije [muʃʃa'rɪjə] sf. Fiaccezza, Debolezza, Lentezza. || RF musciarìje [muššarı̊ı̯e̯].

musciarille [muʃʃa'rillə] sm. Gattino || GA u musciarill è iut a cacc’ de passarille! [u muʃʃa'rillə  ɛ j'jʉtə a k'katʧə də passa'rillə!] N.d.R. il gattino è andato a caccia di passerotti. || GA musciarill.

museche ['mʊsəkə] sf. Musica. || ZO musicheu (1864) || EG museche. || LR mùseche. || [fg. música - ital. múʃica]

mussajule [mussa'jʉlə] agg. Persona dai modi manierosi. || RM mussajùle.

mussarole [mussa'rɤlə] sf. Museruola. || VF mussarola (1841) || VC mussaròla (1929).

Muselline [musəl'lɪnə] cogn. Mussolini. || CA¹ Quànne venìje Musellìne facìrene l’"orchèstra” ‘mmìzze ‘o trattùre. ['kwannə və'nɪjə musəl'lɪnə fa'ʧɪrənə l or'kɛstra m'minʣ ɔ trat'tʉrə] Quando venne Mussolini fecero il palco in mezzo al tratturo. || CA¹ Musellìne.

musse ['mʊssə] sm. Labbro, Muso. || SE ‘a mmusse ‘a mmusse [a m'mʊssə a m'mʊssə] N.d.R. lett. a muso a muso -a distanza ravvicinata- || BP accussì ve rumbite u musse e baste [akkus'sɪ və rum'bɪtə u 'mʊssə ɛ b'bastə] N.d.R. in questo modo vi rompete il muso e -senza ottenere- nient’altro-. || CA ca segarette a mizz’o musse. [k-a səɡa'rɛttə  m'midʣ-ɔ 'mʊssə] Con la sigaretta fra le labbra. || SA T’agghi’abbuttà ‘u musse. [t 'aɡɡj abbut'ta u 'mʊssə] Ti gonfio il muso. || CA musse. || SE mmusse. || RF [mųsse̯] mustacciule [mustat'ʧʉlə] sm. Mostacciolo, Dolce a base di mosto. || FB mustacciulle.

mustarde [mus'tardə] sf. Mostarda. || VC mustàrda (1929). || RF mustarde [mustárde̯].

mustazze [mus'tatʦə] sm. pl. Baffi. || VC mustàcci (1929). || BA mustazze.

mustracchiotte [mustrak'kjɔttə] agg. Birbante.

mustrecelle [mustrə'ʧɛllə] sf. Mostriciattola. || ML Quille desgraziate quande ce ne stace facenne passà cke quell’ata mustrecelle d’a spose ['kwɪllu dəzɡrad'ʣjɜtə 'kwandə ʧə nə  s'tɜʧə fa'ʧɛnnə pas'sa kə k'kwɛll-ata mustrə'ʧɛllə d-a s'pɤsə] N.d.R. Quel disgraziato quante ce ne sta facendo passare insieme a quell’altra mostriciattola della fidanzata. || ML mustrecelle.

mustrecille [mustrə'ʧillə] sm. Mostriciattolo. || BA mustrecielle.

mutatore [muta'tɤrə] sf. Ricambio di biancheria. || cfr. cagnatore [kaɲɲa'tɤrə]. || RM mutatòre.

mute ['mʉtə] 1. sf. Muta, Quadriga, Carrozza.

mute [m'mutə] 2. sm. Imbuto. || BA mute.

mutive [mu'tɪvə] sm. Motivo. || CA surredive sembe senza mutive [surrə'dɪvə 'sɛmbə 'sɛnʣa mu'tɪvə] Sorridevi sempre senza motivo. || CA mutive.

muttette [mut'tɛttə] sm. Motto, Detto, Proverbio.

muzze ['mʊtʦə] agg. Monco, Privo di un arto.

muzzecà [mutʦə'ka] v. Mordere. || BA ’U cane muzzecheje u strazzate [u 'kɜnə mutʦə'kɘjə u strat'ʦɜtə] Il cane morde il barbone. || LA muzzecà.

muzzeche ['mʊtʦəkə]sm. Morso. || BA muzzeche. || VC mùzzeche (1929). || RF muzzeche [múzze̯ke̯].

muzzette [mut'ʦɛttə] sf. Mantellina per uomo o donna. || BA muzzette.

muzzunare [mutʦu'nɜrə] sm. Ciccaiolo, Chi raccatta cicche per terra. 

N

'na [na] agg., sost. pron. e art. indef. f. Un, Una. || al m. ‘nu [nu] || SA Damme ‘na caramelle e doje cingomme. ['dammə na kara'mɛllə ɛ d'dɤjə ʧin'ɡɔmmə] Dammi una caramella e due gomme da masticare. || VC na  (1929). || TF 'na.

nache ['nɜkə] sf. Culla. || BA nache.

nanarille [nana'rillə] agg. e sm. Nano. || Anche nanette [na'nɛttə], nane ['nɜnə]. || FB nannarille.

nanasse [na'nassə] sf. Ananas. || SA So’ dolece ‘sti nanasse, so’ dolece! [sɔ d'dɔləʧə sti na'nassə, sɔ d'dɔləʧə] Sono dolci queste ananas, sono dolci. || VC nanàssa.

nande ['nandə] avv. Avanti. || Anche ‘nnande  [n'nandə], annande [an'nandə], annanze  [an'nanʣə], ‘nanze  [n'nanʣə]  || DPM nande. || BA nante.

nandepaste [nandə'pastə] sm. Antipasto. || VC nantepàste (1929).

nandeporte [nandə'pɔrtə]sf. Antiporta. || VC nantepòrta (1929).

nandeveggilie [nandəvəd'ʤɪljə]sf. Antivigilia, Giorno che precede il Natale. || Anche vegilie [vəd'ʤɪljə]. || RM natevegìlije.

nane ['nɜnə] agg. e sost. Nano. || Anche nanette [na'nɛttə], nanarille [nana'rillə].

nanette [na'nɛttə] agg. e sost. Nano. || Anche nane ['nɜnə], nanarille [nana'rillə].

Nanní [nan'nɪ] pers. f. Nannina.  

Nannurche [nan'nurkə] pers. m. Nannorco,  Orco

nanò [na'nɔ] sf. Nonna. || Anche nanonne [na'nɔnnə], mamamme [ma'mammə], mammanonne [mamma'nɔnnə].

nanonne [na'nɔnnə] sf. Nonna. || Anche nanò, mamamme, mammanonne [na'nɔ, ma'mammə, mamma'nɔnnə]  . || FP Uè, bell giovn, nanonn ti dev a te i sold [wɛ, 'bɛllə d'ʤɔvənə, na'nɔnnə  t-i 'dɘvə  a ttɛ i 'sɔldə] N.d.R. Ehi, bel giovane, nonna li dava a te i soldi.|| FP nanonn. || RF nanonne [nanǫnne̯].

'nanze ['nanʣə] avv. Avanti. || Anche annanze [an'nanʣə], 'nanze [n'nanʣə] || AO 'nànze. || BA nante. || MP nanzé. || RF nanze [nanźe̯].

Napele ['napələ] top. Napoli. || Anche Napule ['napulə] || BF Naple.

Napelijone [napəli'jɤnə] pers. m. stor. Napoleone.

Napule ['napulə] top. Napoli. || Anche Napele ['napələ] || FD Nàpule.

nasce ['naʃʃə] v. Nascere. || SA Chi nasce quadre nen more tunne [ki 'naʃʃə 'kwadrə nə m'mɤrə 'tunnə] Chi nasce quadrato non muore rotondo. || MM¹ L’ervë che non vuoj’ a l’uört nascë [l'ɛrvə kɛ nən 'vujə a l'urtə 'naʃʃə] Erba non desiderata nasce nell’orto. || BF nasce.

nascemende [naʃʃə'mɛndə] sm. Figli, Persone nate. || ML patete mammete e tutt’u nascemende ['patətə, 'mammətə ɛ t'tʊttə u naʃʃə'mɛndə] N.d.R. tuo padre, tua madre e tutti coloro che sono nati. || ML nascemende.

nase ['nɜsə] sm. Naso. || Locuz. pappe e nase ['pappə ɛ n'nɜsə] naso grosso e lungo. || SA Va’  fa’ ‘mbacce ‘o nase ['va 'fa 'mbatʧə ɔ 'nɜsə] Va’ a quel paese -lett. a fare in faccia al naso-. || FD Chi tene nàse, tène criànze [ki 'tɘnə 'nɜsə 'tɘnə kri'anʣə] N.d.R. Chi ha naso, ha buona educazione. || FP Gigetto Papp e nas [dʤidʤɛttə 'pappə ɛ n'nɜsə] N.d.R. Gigetto naso grosso e lungo. || AO nase. || FD nàse. || FP nas.

n'ata [n-ata] agg. indef. Un’altra. || SA Stace n’ata vote qua, ma pecchè nze ne vace? [s'tɜʧə n-ata  'vɤtə k'kwa, ma pək'kɛ nʣə nə 'vɜʧə?] Sta un’altra volta qua, ma perché non se ne va? || Nó stije manca  nata jurnata [nə s'tɪjə 'manɡə n'ata jur'nɜtə] N.d.R. Non stette neanche un’altra giornata. || FP Che n’ata iurnta [kɛ n'ata jur'nɜtə] N.d.R. Che altra giornata. || FP n’ata. ||  GG nata (1834).

Natale [nat] sm. Natale. || RC A Nat’l, a Fogg’ s’ magn’v’ accussì [a nna'tɜlə, a f'fɔdʤə sə maɲ'ɲɜvə akkus'sɪ] A Natale a Foggia si mangiava così. || SA¹ Natäle. || RC Nat’l.

n'ate [n'atə] agg. indef. un altro. || DPM n’ate.

nateche ['natəkə] sf. Natica, paricolare tipo di erba selvatica commestibile. || FB nadeche. || RF nateche [nate̯ke̯].

natrelle [na'trɛllə] sf. Anatra. || ZO natrella (1864) || RM natrèlle.

nave ['nɜvə] sf. Nave.

navette [na'vɛttə] sf. Paletta metallica usata dai venditori al dettaglio per prelevare farina o legumi secchi. || FB navètte. || RF [navętte̯].

nazzanazze [natʦa'natʦə] locuz. Pieno pieno di vino. || FB nazza nazze.

nazzecà [natʦə'ka] v. Cullare. || Anche nazzechijà [natʦəki'ja]. || VC nazzecà (1929). || CA¹ [nazzᵉká].

nazzechijà [natʦəki'ja] v. Cullare, Dondolare. || Anche nazzecà [natʦə'ka]. || RM nazzechijà.

ncanosce [nɡa'nɔʃʃə] v. Non conoscere, Non avere dimestichezza, Non sapere usare. || ML cume se vede ca ‘ncanusce ‘a penne [kumə sə 'vɘdə ka nka'nʊʃʃə a 'pɛnnə] N.d.R. come si vede che non sai usare la penna -non sai scrivere-.

'nd'a [nd-a] prep. art. inde ‘a ['ində a] Nella, Dentro la. || CL nda case de Ceruzze [nd-a 'kɜsə də ʧə'rʊtʦə] N.d.R. nella casa di Ciro. || CL nda.

nd'a [nd-a] par. comp. nen te la. Non te la. || SA Nd’a vogghie dà. [nd-a 'vɔɡɡjə da] Non te la voglio dare. 

'ndaccà [ndak'ka] v. 1. Intaccare. 2. Intagliare. || RF ndaccà [nt̬akká].

'ndacche ['ndakkə] sm. Taglio, Spacco, Intacco, Incisione, Intaglio. || LA ‘ntacche.

'ndamenate [ndamə'nɜtə] agg. Contaminato, Marcio, Decomposto, Andato a male. || RM 'ntamenàte.

'ndande [n'dandə] par. comp. Non tanto. || LR Sta guapparìje ‘ndande li piacìje a nu crapàre ca sendìje ‘u fatte [sta ɡwappa'rɪjə n'dandə i pja'ʧɪjə a nu kra'pɜrə ka sən'dɪjə u 'fattə] Questa guapperia non tanto piacque ad un capraro che sentì il fatto.

'ndanninde [ndan'nində]  par.  comp.  In un niente, In un attimo. || RM 'nd'annìnde.

nd'e [nd-ɛ] prep. art. Nei, Dentro i. || contraz. di inde ‘e  ['ind-ɛ].. || SA Ije nen m’ammiscke ‘nd’e fatta tuje! ['ijə 'nəmm-am'mɪʃkə nd-ɛ 'fatta 'tʉjə] N.d.R. Io non mi mischio nei fatti tuoi.

'ndarsiate [ndar'sjɜtə] pp. e agg. Intarsiato.

'ndarsie [n'darsjə] sm. Intarsio.

'ndarsijà [ndarsi'ja] v. Intarsiare.

'ndechetà [ndəkə'ta] sf. Antichità. || EG 'ndechetà.

'ndelenò [ndələ'nɔ] agg. m. Stupido, Sciocco, Fessacchiotto. || RF ndelenò [nde̯le̯nǫ́].

ndemene [ndə'mɘnə] avv. e congz. Nientedmeno, Nientemeno, Addirittura. || MM [nde̥męne̥].

'ndemberie [ndem'bɛrjə] sf. pl. Intemperie. || EG ‘ndembèrie.

'ndenagghie [ndə'naɡɡjə] sf. Tenaglia. || Anche tenagghie [tə'naɡɡjə] e 'ndenaglie [ndə'naʎʎə] || RF ndenagghie / ndenagghje [nt̬e̯naĝĝe̯]. || RM 'ndenàgghije. || Etimol. dal lat. tardo tenacŭla (pl. di tenacŭlum), drv. di tenēre «tenere».

'ndenaglie [ndə'naʎʎə] sf. Tenaglia. || Anche tenagghie [tə'naɡɡjə] e 'ndenagghie  [ndə'naɡɡjə] || VF  ntenaglia (1841). || VC ntenàglia (1929). || Etimol. dal lat. tardo tenacŭla (pl. di tenacŭlum), drv. di tenēre «tenere».

'ndende [n'dɛndə] sm. Intento, Lo scopo, Il fine. || v. Intendere, Capire. || LMG nténte. || CA intende.

'Ndeniucce [ndə'njʊtʧə] pers. m. Antonio. || cfr. Tatonne [ta'tɔnne]  || RM nuje ‘a canuscime da vint’anne, da quanne se spusaje a ‘Ndeniucce ['nʉjə a  kanuʃ'ʃɪmə da vind'annə, da 'kwannə sə spu'sɜjə a ndə'njʊtʧə] N.d.R. noi la conosciamo da venti anni, da quando sposò Antonio. || TF ‘Nduniùcce. || TF ‘Nduniu’. || RM ‘Ndeniucce.

n'denne avedenzie [n 'dɛnnə avə'dɛnʣjə] predic. verb. con neg. Non dare || SA N'denne avedenzie a quilli stubbetarije [n 'dɛnnə avə'dɛnʣjə a k'kwilli stubbəta'rɪjə] Non dare retta a quelle stupidaggini.

'ndepateche [ndə'patəkə] agg. Antipatico. || RM 'ndepàtecke.

'nderizze [ndə'rɪtʦə] sm. Indirizzo. || VC nderìzze (1929).

'nderre [n'dɛrrə] par. comp. Per terra. || TF E’ ‘nùtele a ddìce: a pòvera ggènde accumbàgne sèmbe ... quìlle che stànne k’i ròte ‘n ddèrre dànne sèmbe ‘na màne [ɛ 'nutələ a d'dɪʧə: a 'pɔvəra d'ʤɛndə akkum'baɲɲə 'sɛmbə ... 'kwɪllə kɛ s'tannə k-i 'rɤtə n'dɛrrə 'dannə 'sɛmbə na 'mɜnə] N.d.R. Non c’è niente da dire: la povera gente accompagna sempre ... quelli che stanno con le ruote a terra -che se la passano male- danno sempre una mano. || TF pe ‘n ddèrre [pə n'dɛrrə] N.d.R. per terra. || VF nterra (1841) || MU 'ndèrre. || TF ‘n ddèrre. || CS ntèrre.

'nderzune [ndər'ʦʉnə] par. comp. Di traverso. || RM 'nderzùne.

'nderzuse [ndər'ʦʉsə] agg. Guastafeste, Che fa andare di traverso le situazioni positive. || BA nderzuse.

'ndesce [n'dɛʃʃə] agg. f. Inconcludente, Sciocca. || lett. ‘ndò esce [ndɔ 'ɛʃʃə] Dove esce. || SA ‘Ndo esce e ‘ndo trase. [ndɔ 'ɛʃʃə ɛ ndɔ 'trɜsə] Dove esce e dove entra.

'ndesecate [ndəsə'kɜtə] agg. Teso, Dritto, Intirizzito dal freddo. || RF ndesecàte [nt̬e̯se̯kåte̯].

'ndesecute [ndəsə'kʉtə ]agg. Teso, Dritto, Intirizzito dal freddo. || cfr. 'ndesecate [ndəsə'kɜtə] || RF ndesecùte [nt̬e̯se̯kůte̯].

'nd'i [nd-i] prep. art. Nei, Nelle, Dentro i, Dentro le. || contraz. di inde ‘i ['ind-i].

'ndjane [n'djɜnə] agg.e sm. Indiano. || TF ’ndiàne.

'ndicchie [n'dɪkkjə] agg. e sf. Piccolissima quantità. || RM 'ndìcchije.

'ndifferenze [ndiffe'rɛnʣə] sf. Indifferenza. EG ‘ndiffèrènze.

'ndiste [n'dɪstə] agg. In gamba, Sveglio, Arrogante, Sicuro di sé, Saputo, Sagace, Dritto. || VC ndìste (1929). || PP [ndíste̥].

'ndò [ndɔ] avv. Dove. || Anche andò, addò [andɔ, ad'dɔ] || DPM ‘ndò. || FP ndò. || FP ndo.

'nd'o [nd-ɔ] prep. art. Nel, Nello. || contraz. di inde ‘o ['ind-ɔ] Dentro il. || CL ndò bagne [nd-ɔ b'baɲɲə] N.d.R. nel bagno. CL ndò.

ndò [ndɔ] voce onomat. che riproduce il suono di una campana Ndò. || BF Ndó!. ndó!. ndó! [ndɔ!. ndɔ!. ndɔ!] Ndò, ndò, ndò. || BF ndó.

'ndra [n'dra] prep. sempl. Fra || LE 'ndra.

'ndracchiellere [ndrakkjəl'lɘrə] agg. e sost. Pettegola. || Anche 'ndracchiere [ndrak'kjɘrə] || RM 'ndracchijellère.

'ndracchiere [ndrak'kjɘrə] sf. Indovina, Chiacchierona, Pettegola. || Anche 'ndracchiellere [ndrakkjəl'lɘrə] || BA ntracchiere.

'ndrame [n'drɜmə] sf. pl. Interiora, Visceri, Intestini.

'ndravulijáte [ndravuli'jɜtə] agg. Aggrovigliato.

'ndregande [ndrə'ɡandə] agg. e sost. Intrigante, Ficcanaso. || VF intregante (1841) || TF 'ndregànde.

'ndregghiere [ndrəɡ'ɡjɘrə] agg. e sost. f. Impicciona, Intrigante. || AO ndregghjère.

'ndrestute [ndrəs'tʉtə] pp. e agg. Rattristato, Intristito. || RM 'ndrestùte.

'ndrete [n'drɘtə] avv. Indietro. || Locuz. menarse ‘ndréte [mə'narsə n'drɘtə] Ritirarsi, Sottrarsi. || TF ‘ndrète. || [fg. indiétro - ital. indiètro]

'ndrettine [ndrət'tɪnə] sm. Intrattenimento, Qualcosa che distrae. || BA ntrettiene. || LA ‘ntrattine.

'ndrigghjine [ndriɡ'ɡjɪnə] agg. e sost. f. Intrigante, Impicciona.

'ndrocchie [n'drɔkkjə] agg. In gamba, Furbo, Che ci sa fare. || RM 'ndròcchije.

'ndrunà [ndru'na] v. Rintronare. || SA Me stace ‘ndrunanne ‘i recchie ke sti lucchele! [mə s'tɜʧə ndru'nannə i 'rɛkkjə kə sti 'lukkələ] Mi  sta  rintronando  le  orecchie  con queste grida.|| TF ‘ndruna’. || RF ndrunà [nt̬runá].

'ndrunate [ndru'nɜtə] pp. e agg. Intontito, Stordito, Rintronato. || RM 'ndrunàte.

'ndruppecuse [ndruppə'kʉsə] agg. Che si inceppa. || RM 'ndruppecùse.

'ndruvulijà [ndruvuli'ja] v. Arrabbiare, Intorbidare. || RF ndrevulijà l’ucchie avere le traveggole. || RM 'ndruvulijà. || RF ndrevulijà [nt̬re̯vule̯i̭á].

'ndruvulijate [ndruvuli'jɜtə] pp. e agg. Arrabbiato, Inalberato, Nuvoloso, Intorbidato.

nd'u [nd-u] par. comp. nen te lu [nən t-u] Non te lo. || CM Nun t’u voggh mang fà fà! [nd-u 'vɔɡɡjə 'manɡə fa fa!] N.d.R. Non te lo voglio neanche far fare. || CM Nun t’u.

'ndufate [ndu'fɜtə] agg. Riempito eccessivamente. || SA S’è magnate tande de quella robbe ch’è rumàste ndufate. [s-ɛ mmaɲ'ɲɜtə 'tandə də 'kwɛlla r'rɔbbə k-ɛ rru'mastə ndu'fɜtə] Ha mangiato tantissimo cibo che si è appesantito eccessivamente. || RM 'ndufàte.

'ndulende [ndu'lɛndə] agg. Indolente, Pigro, Apatico. || MG¹ Casa sciocca, génde ‘ndulénde ['kɜsa 'ʃɔkkə, d'ʤɛndə ndu'lɛndə] N.d.R. Casa disordinata, gente pigra. || MG¹ ‘ndulénde.

'ndumacà [nduma'ka] v. Disturbarsi, Rimanere ingozzato dopo aver mangiato con avidità, Restare senza fiato. || LA 'ndummacà. || RF ndummacà [nt̬ummaká].

'ndumacate [nduma'kɜtə] agg. Stomacato, Contrariato, Perturbato. || VC ntumacàte (1929). || AO ndumacàte. || RM 'ndumacàte / 'ndummacàte.

'ndummacuse [ndumma'kʉsə] agg. Taciturno. || RF ndummacùse [nt̬ummakůse̯].

'ndumme [n'dʊmmə] agg. Sciocco, Ebete, Scemo, Ritardato nel capire.

'ndunà [ndu'na] v. Intonare. || RF ndunà [nt̬uná].

'ndunacà [nduna'ka] v. Intonacare, Mettere l’intonaco. || VC ntunacà (1929).

'ndundre [n'dundrə] sm. Cafone, Montanaro. || BA ntuntre.

'Ndunelle [ndu'nɛllə] per. f. Antonella. || BA Ntunielle.

'Ndunette [ndu'nɛttə] per. f. Antonietta. || BA Ntunette. || [fg. antoniètta - ital. antoniétta]

'Ndunettelle [ndunət'tɛllə] pers. f. dim. di ‘Ndunette [ndu'nɛttə]. Antonietta. || DAM Ndunettelle.

'nduppà [ndup'pa] v. Urtare. || BA ntuppà. || LA ‘ntuppà.

'nduppe [n'dʊppə] sm. Intoppo, Ostacolo. || VC ntùppo (1929). || LA ‘ntuppe.

'nduppecà [nduppə'ka] v. Inciampare.

'nduppeche [n'dʊppəkə] v. Inciampo.  || VC ntùppeco (1929).

'nduppeluse [nduppə'lʉsə] pp. e agg. Con ostacoli. || RM 'nduppelùse.

'ndurà [ndu'ra] v. Dorare. || RM 'ndurà.

'ndurate [ndu'rɜtə] pp. e agg. Dorato. || VC nduràte (1929).

'ndurce [n'durʧə] sm. Involtino. || SG Chi nen vol’ ‘a paste, chi u’ brode, chi i’nturce [ki nən 'vɤlə a 'pastə, ki u b'brɤdə, ki i n'durʧə] N.d.R. Chi non vuole la pasta, chi il brodo, chi gli involtini. || SG 'ntùrce.

'ndurzà [ndur'ʦa] v. Andare di traverso. || DMF i waschjintòn te ponne n’turzà [i waʃʃən'dɔnnə tə 'pɔnnə ndur'ʦa] N.d.R. le arance Washington possono andarti di traverso. || VC nturzà (1929). || BA ndurzà. || DMF n’turzà. || LA ‘ndurzà.

'ndussecà [ndussə'ka] v. Intossicare, Avvelenare. || RM 'ndussecà.

'ndussecate [ndussə'kɜtə] pp., agg. e sm. Intossicato. || VC ntussecàte (1929). || TF ‘ndussecàte.

'ndustà [ndus'ta] v. Indurire, Irrigidire. || VC ntustà (1929).

'ndustate [ndus'tɜtə] pp. e agg. Indurito. || LA 'ndustàte. || BA ndustate.

'ndutte [n'dʊttə] avv. In tutto, Del tutto, Tutto compreso. || LR 'ndutte.

ne [nə] avv. di neg. Non.  || ZO ma ne acghio truveut [ma n'aɡɡjə tru'wɜtə] Ma non vi ho trovato. ||  GG nó (1834). || ZO ne (1864).

nè [nɛ] congz. neg. Né, E non. || ME nen penzaje nè ‘a mamme, nè ‘o patre, nè ‘a figghj [nən pən'ʣɜjə 'nɛ a 'mammə, 'nɛ ɔ 'patrə, nɛ a 'fɪɡɡjə] N.d.R. non pensò né alla mamma, né al padre, né alla figlia.  || ZO nè (1864). ||  [fg. nè - ital. né]

nè [nɛ] inter. Ehi!, Dimmi un po'. || cfr. uè [wɛ] || FP Né.

necchiareche [nək'kjarəkə] sm. Terreno che resta abbandonato a pascolo. || MM necchiáreke.

Necole [nə'kɤlə] pers. m. Nicola. || Anche Cole ['kɤlə]. || CS Necole.

negà [nə'ɡa] v. Negare. || MP negà.

negghie ['nɛɡɡjə] sf. Nebbia. || avv. di neg. No. || FO Quanne stace a negghije, éscene i trigghije [Quanne̥ stäce̥ a negghije̥, esce̥ne̥ i trigghije̥] Quando c'è la nebbia, escono le triglie.|| AO nègghje. || FO negghije [negghije̥].

negozie [nə'ɡɔdʣjə] sm. Negozio. || TF negòzije. || MP negozije.

negre ['nɛɡrə] agg. Nero. || LR nègre.

neguziande [nəɡud'ʣjandə] sm. Negoziante. || MA n’guzziante.

nemecate [nəmə'kɜtə] pp. e agg. Inimicato. || RM nemecàte.

nemiche [nə'mɪkə] agg. e sm. Nemico. || MG nemiche.

nemmanghe [nem'manɡə] congz. e avv. Neanche, Nemmeno. || SG nemmànk’.

nen [nən] avv. di neg. Non. || cfr. nze [nʣə] || TF n’è [nn-ɛ] non è. || EG nenn’esce [nənn'ɛʃʃə] N.d.R. non esce. || LC ‘nne mannáve [nnə man'nɜvə] N.d.R. non ne mandava. || GG non, nò (1834) || ZO nin (1864). || ML¹ nen. || BF nen. || EG nenn’.  || CL ne’. || FP nun. || LC ‘nne. || FO nun [nün].

nen ce [n-nʤə] par. comp. Non ci. || Anche nge [nʤə]  || BF Che stu tîemp' accussì amáre / Nen ce stanne cchiú cafune / M-mîezz' la chiazze -Portariále [kə stu 'timbə akkus'sɪ a'mɜrə / nən ʧə s'tannə k'kjʊ ka'fʉnə / m'midʣə a 'kjatʦə pɔrtari'jɜlə] N.d.R. letter. Con questo tempo così amaro,non ci sono più cafoni, in mezzo alla piazza di Porta Reale. || BF nen ce /  'n-ce (1894). || SG n’ci. || FP n’ce. || MA n’ ‘nc.

nen te [n-ntə] par. comp. Non ti. || Anche nde [ndə] || LA e de sendirle nen te stanghe maje [ɛ ddə sən'dɪrlə nən tə s'tanɡə 'mɜjə] N.d.R. e di sentirla non ti stanchi mai. || LA nen te.

nenna ['nɛnna] sf. Fanciulla, Ragazza, Fidanzata || Anche nenne ['nɛnnə] || RL nenna.

nenne ['nɛnnə] sf. Fanciulla. || Anche nenna ['nɛnna] || BA nenne.

nennelle [nən'nɛllə] sf. Ragazzina. || BA nennelle. || LA ‘nennèlle.

nennille [nən'nillə] sm. Ragazzino. || BA  nennille.

nepote [nə'pɤtə] sost. sing. Nipote. || pl. nepute [nə'pʉtə] || RF nepoteme, nepotete N.d.R. mio nipote, to nipote. || RM nepòte. || RF nepóte [ne̯pọ̈te̯].

nepute [nə'pʉtə] sost. pl. Nipoti. || sing. nepote [nə'pɤtə]  || LMG Pe ‘ìnere e nepute, quille ca fàie e tutte perdute [pə 'jinərə ɛ nnə'pʉtə, 'kwɪllə ka 'fɜjə ɛ 'tʊttə pər'dʉtə] N.d.R. Per generi e nipoti, quello che fai è tutto perduto. || LMG  nepute.

nere ['nɘrə] agg. Nero. || estens. Sporco. || Anche nireche ['nirəkə], nigre ['nɪɡrə], nerghe ['nɛrɡə]. || MAM [nẹre̥].

nerga ['nɛrɡa] agg. f. Nera. || Anche nerghe ['nɛrɡə].

nerghe ['nɛrɡə] agg. Nero. || al f. nerga ['nɛrɡa].

nervature [nərva'tʉrə] sf. Sistema nervoso, Nervi, Nervatura. || VC nervatùra (1929).  

nerve ['nɛrvə] sm. Nervo.

nervose [nər'vɤsə] agg. f. Nervosa, Irrequieta. || al m. nervuse [nər'vʉsə] || LA E' perduna' a Marije, stace nervose e ogne tande pèrde a paciènze [ɛ pərdu'na a mma'rɪjə, s'tɜʧə nər'vɤsə ɛ 'ɔɲɲ-ɛ t'tandə 'pɛrdə a pa'ʧjɛnʣə] N.d.R. Devi perdonarla Maira, sta nervosa e ogni tanto perde la pazienza. || LA nervose.

nervuse [nər'vʉsə] agg. m. Nervoso, Irrequieto. || al f. nervose [nər'vɤsə].

nesciune [nəʃ'ʃʉnə] agg. e pron. indef. Nessuno. || al f. nisciuna [niʃ'ʃuna]. || Anche nisciune [niʃ'ʃʉnə] || CL nesciune. ||  LE nésciuné. || RF nesciùne [ne̯ššůne̯]. || Etimol. dal lat. ne ipse ūnus «neppure uno solo».

nespele ['nɛspələ] sf. Nespola. || CA Cku tîmpe e ca pagghie se matùrene ‘i nèspele [k-u 'timbə ɛ kk-a 'paɡɡjə sə ma'tʊrənə i 'nɛspələ] N.d.R. lett. Con il tempo e la paglia maturano le nespole. || CA nèspele.

neure ['nɛurə] sf. Neuro, Clinica neurologica.

neve ['nɘvə] sf. Neve. || FB nève. || DLC néve. || RF néve [nẹ̊ve̯].

nevecate [nəvə'kɜtə] pp. Nevicato. || sf. Nevicata. || CA Ha chiùppete e nevecàte e i fûsse se sò apparàte [a k'kjʊppətə ɛ nnəvə'kɜtə ɛ i 'fussə sə sɔ appa'rɜtə] N.d.R. Ha piovuto e nevicato ed i fossi si sono riempiti. || CA nevecàte.

nevralgije [nevral'ʤɪjə] sf. Nevralgia.

nevrasteneche [nevras'tɛnəkə] agg. Nevrastenico.

nevrose [ne'vrɤsə] sf. Nevrosi.

'nfamà [nfa'ma] v. Denunciare, Riferire, Riportare notizie su qualcuno per fargli del male. || RM 'nfamà.

'nfame [n'fɜmə] agg. Infame, Pessimo. || EG che vita ‘nfàme! [kɛ v'vita n'fɜmə!]  N.d.R. che vita infame. || EG 'nfàme. || SA¹ ‘mpäme.

'nfamone [nfa'mɤnə] sm. Spione, Informatore, Chi riferisce notizie su qualcuno allo scopo di fargli del male. || CS U nfamone more súbbete [u nfa'mɤnə 'mɤrə 'sʊbbətə] N.d.R. Lo spione muore presto. || CS nfamone.

'nfarenà [nfarə'na] v. Infarinare, Cospargere alimenti di farina.

'nfastedià [nfastə'dja] v. Infastidire. || Anche fastedià [fastə'dja]. || RM 'nfastedijà.

'nfermire [nfər'mirə] sm. Infermiere. || CL fermiere.

'nfracedà [nfraʧə'da] v. Infradiciare. || Anche 'nfracetà [nfraʧə'ta]  || VC nfracidà (1929).

'nfracetà [nfraʧə'ta] v. Infradiciare. || Anche 'nfracedà [nfraʧə'da]. || RM nfracità.

'nfrasckijate [nfraʃki'jɜtə] agg. Adorno di frasche. || RA Int’i carrozzé nfraschijaté [nd-i kar'rɔtʦə nfraʃki'jɜtə] N.d.R. Nelle carrozze adorne di frasche. || RA nfraschijaté.

'nfumecate [nfumə'kɜtə] pp. e agg. Affumicato.

'nfurnà [nfur'na] v. Informare. || SA Va’ 'nfurne ‘u pane! [va n'furnə u 'pɜnə] Va’ ad infornare il pane. || RM 'nfurnà.

'ngacchiate [nɡak'kjɜtə] pp. e agg. Arrabbiato. || AO ncacchijàte.

'ngacchiuse [nɡak'kjʉsə] agg. Facile ad arrabbiarsi, Iroso.

'ngalirie [nɡa'lirjə] sf. Ingordigia, Avidità. || RM 'ngalìrije.

'ngalvaccà [nɡalvak'ka] v. Accavallare.

'ngambagne [nɡam'baɲɲə] par. comp. In campagna. || ZO incampagna (1864). || MM [ngambáňňe̥]. || RL ‘n-campagne.

'ngandà [nɡan'da] v. Incantare. || RF se ngandàje N.d.R. si incantò. || BM nen me fazze cchiù ‘ncandà dall’ucchije nere, a vocca rosce e carnose, i sospire... [nən mə 'fatʦə k'kjʊ nɡan'da dall 'ukkjə 'nɘrə, a 'vɔkka 'rɔʃʃə ɛ kkar'nɤsə, i sus'pirə] N.d.R. non mi faccio più incantare dagli occhi neri, dalla bocca rossa e carnosa, i sospiri... || BM ‘ncandà. || RF ngandà [nk̬ant̬á].

'ngandate [nɡan'dɜtə] pp. e agg. Incantato, Poco presente. || NM E qull’ate ‘ngandate [ɛ k'kull'atə nɡan'dɜtə] N.d.R. E quell’altro incantato. || NM  ‘ngandate.

'ngannà [nɡan'na] v. Ingannare. || FD Chi t’àme te ngànne, chi t’odje te scànne [ki t'ɜmə tə n'ɡannə, ki t'ɔdjə tə s'kannə] N.d.R. Chi ti ama ti inganna, chi ti odia ti scanna.

'nganne [n'ɡannə] sm. Inganno. || FD ngànne.

'nganne [n'ɡannə] par. comp. In gola. || Locuz. mette ‘a foca ‘nganne ['mɛttə a 'fɤka n'ɡannə] soffocare, lett. Mettere una stretta alla gola. || SA M’è rumaste ‘nganne! [m-ɛ rru'mastə n'ɡannə] Mi è rimasto in gola. || SG A fatiche a vole ‘n’ganne [a fa'tɪkə a 'vɤlə n'ɡannə] N.d.R. Il lavoro lo vuole in gola -non ha voglia di lavorare-. || MAM [me̥  fǻše̥ mǻle̥  n-ɡánne̥] mi fa male la gola. || BA nganne. || SG ‘n’ganne. || EG 'nganne. || VF ncanno (1841) || MAM  [n-ɡánne̥].

'ngape [n'ɡɜpə] par. comp. In testa. || BA ncape a la terre [n'ɡɜpə a 'tɛrrə] era chiamato il borgo dei caprai, perché trovasi a porta Troia, cioè dalla parte più alta della città, verso il  Subappennino. || BA ncape. || PM ‘ncape.

'ngappà [nɡap'pa] v. Acchiappare, Acciuffare. || LA 'ngappà. || RF ngappà [ṇk̬appá].

'ngappacane [nɡappa'kɜnə] sm. Accalappia-cani. || BA ngappacane.

'ngappuccià [nɡapput'ʧa] v. Incappucciare.

'ngarcerà [nɡarʧə'ra] v. Incarcerare. || RM 'ngarcerà.

'ngarcerate [nɡarʧə'rɜtə] pp. Incarcerato. Anche carcerate [karʧə'rɜtə] || SA L’hanne carcerate. / L’hànne carceráte. [l 'annə karʧə'rɜtə] L’hammo messo in galera. || RM  'ngarceràte.

'ngarecà [nɡarə'ka] v. Preoccuparsi, Prendersi carico.

'ngarecanne [nɡarə'kannə] par. comp. Non preoccuparti, Sta tranquillo, lett. Non assumere incarchi. || SA ‘Ngarecanne ca ce penze ije! [nɡarə'kannə ka ʧə 'pɛnʣə 'ijə] Non preoccuparti che ci penso io. || ML ‘garecanne.

'ngarecate [nɡarə'kɜtə] pp. e agg. Incaricato. || RM 'ngarecàte.

'ngarnarse [nɡar'narsə] v. rifl. Attaccarsi, Provare piacere nel fare qualcosa.

'ngarrà [nɡar'ra] v. Trovare, Indovinare, Riuscire, Imbroccare. || Anche angarrà [anɡar'ra] || VC ngarrà (1929).

'ngarrate [nɡar'rɜtə] pp. e agg. Riuscito, Indovinato, Azzeccato, Colpito nel segno. || RM 'ngarràte.

'ngarrettà [nɡarrət'ta] v. lett. Mettere nella carretta, Trasportare. || LA 'ngarrettà.

'ngarrozze [nɡar'rɔtʦə] par. comp. In carrozza. || BA A superbie esce ncarrozze e s’arritire a piede [a su'pɛrbjə 'ɛʃʃə nɡar'rɔtʦə ɛ ss-arr'tɪrə a p'pidə] La superbia esce in carrozza e rincasa a piedi. || BA ncarrozze.

'ngasà [nɡa'sa] v. Premere. || VC ncasà (1929).

'ngascià [nɡaʃ'ʃa] v. Incassare. || RM 'ngascià.

'ngasciature [nɡaʃʃa'tʉrə] sf. Rincocciatura, Rivestimento di una muratura.  

'ngatenà [nɡatə'na] v. Incatenare. || RM 'ngatenà.

'ngavallarije [nɡavalla'rɪjə] par. comp. In cavalleria. || TF ‘n gavallerìje. || AO ngavallarìje.

'ngavvalcà [nɡavval'ka] v. Incavalcare,  Accavallare.

'ngazzà [nɡat'ʦa] v. Incazzare, Arrabbiare, Infuriare.  

'ngazzate [nɡat'ʦɜtə] pp. e agg. Incazzato, Arrabbiato, Infuriato. || RM 'ngazzàte.

'ngazzatore [nɡatʦa'tɤrə] sf. Solco che lascia nel terreno la ruota del carretto. || cfr. carrare [kar'rɜrə].

nge [nʤə] par. comp. Non ci. || Anche nen ce  [nən ʧə], nen ge [nən ʤə]  || SA Nge fastedianne ‘u carattere! [nʤə fastə'djannə u ka'rattərə] Non ci dare fastidio. || GF Nuje sti cande n’ge l’amma scurdà; mo vi facime mbarà ['nʉjə sti 'kandə nʤə l'amma skur'da; mɔ vi fa'ʧɪmə mba'ra] Noi questi canti non dobbiamo scordarli; ora ve li facciamo imparare. || LR nen 'nge pozze venì [nʤə 'pɔtʦə və'nɪ] Non ci posso venire. || CL ne’ ce. || GF n’ge. || CA¹ [ngᵉ]. || EG ‘nge. || AO nen ge. || || LR nen 'nge.

nge 'a [nʤa] par. comp. Non ce la. || Anche ngia [nʤa] || SA Nge 'a fazze chjú! [nʤa 'fatʦə k'kjʊ] N.d.R. non ce la faccio più. || SG n’cia. || LR nen ‘nge ‘a. || GA nen cià. || CA¹ nen ge ‘a.

'ngecalì [nʤəka'lɪ] v. Accecare. || FB 'ngecalè.

'ngecalute [nʤəka'lʉtə] pp. e agg. Accecato. || RM 'ngecalùte.

'ngegnà [nʤəɲ'ɲa] v. Inaugurare, per lo più riferito a vestiti, usare per la prima volta. || VC ngignà (1929).

'ngegnate [nʤəɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Inaugurato. || EG 'ngegnàte.

'ngegne [n'ʤɛɲɲə] sm. Chiosco di bibite. || BA ngegne.

'ngegnose [nʤəɲ'ɲɤsə] agg. f. Ingegnosa. || al m. 'ngegnuse [nʤəɲ'ɲʉsə]. || FO Casa strette, fèmmene ‘ngegnose! [Casa strette̥, femme̥ne̥ ‘nge̥gnọse̥!] Casa stretta, donna ingegnosa. || FD ngegnòse. || TF ‘ngignòse. || FO ‘ngegnose [‘nge̥gnọse̥].

'ngegnuse [nʤəɲ'ɲʉsə] agg. Ingegnoso. || al f. 'ngegnose [nʤəɲ'ɲɤsə]. || RM 'ngegnùse.

'ngenagghie [nʤə'naɡɡjə] sf. Il basso ventre, La regione dell’inguine, Anguinaia. || Anche angenagghie [anʤə'naɡɡjə]. || TF ‘ngenàgghije.

'ngenate [nʤə'nɜtə] agg. Colpo di bastone, Bastonata. || RM 'ngenàte. || RF ngenàte [nč̬e̯nåte].

'ngenedì [nʤənə'dɪ] v. Ammorbidire. || BA ncenedi.

'ngenette [nʤə'nɛttə] sm. Strumento metallico usato come guida per sistemare le ruote della bicicletta. || NM¹ nginett.

'ngénue [n'ʤɛnuə] agg. e sm. Ingenuo. || cfr. sckette [ʃ'kɛttə] || RM ‘ngénue.

'ngeprijà [nʤəpri'ja] v. Incipriare, dare la cipria.

'ngeprijarse [nʤəpri'jarsə] v. rifl. Incipriarsi.

'ngeprijate [nʤəpri'jɜtə] pp. e agg. Incipriato. || BM ‘nciprijete.

'nghiaccà [nɡjak'ka] v. Sporcare. || BA nchiaccà. || LA ‘nghiaccà.

'nghiaccatorie [nɡjakka'tɔrjə] sm. Situazione di grande trascuratezza. || BA nchiaccatorio.

'nghianà [nɡja'na] v. Salire. || Anche anghianà [anɡja'na] || TF ‘nghiana’.

'nghianate [nɡja'nɜtə] sf. Salita. || RM 'nghjanàte.

'nghianatore [nɡjana'tɤrə] sf. Salita.

'nghiavecarse [nɡjavə'karsə] v. rifl. Infognarsi, Riempirsi. || RG nchivecarse de dibbete [nɡjavə'karsə də 'dibbətə] N.d.R. Riempirsi di debiti. || RG nchivecarse.

'nghiummà [nɡjum'ma] v. Impiombare. || estens. Appesantire. || VC nchiummà (1929).

'nghiummarille [nɡjumma'rillə] sm. Piccolo pezzo di intestino di agnello macellato e attorcigliato per esser cotto sulla brace. || cfr. turcenille [turʧə'nillə], 'nghiummetille [nɡjummə'tillə] || RM 'nghjummarìlle.

'nghiummate [nɡjum'mɜtə] agg. Frastornato, Colpito, Rimasto di sasso, lett. Impiombato. || AO E' rumaàste nghjummàte! [ɛ rru'mastə nɡjum'mɜtə] È rimasto mpiombato. || VC ngnummàto (1929). || AO nghjummàte / nchjummàte.

'nghiumme [n'ɡjʊmmə] sm. Gruzzolo. || RM 'nghjùmme.

'nghiummetille [nɡjummə'tillə] sm. Piccolo pezzo di intestino di agnello macellato e attorcigliato per esser cotto sulla brace. || cfr.  turcenille [turʧə'nillə], 'nghiummarille [nɡjumma'rillə] || RM 'nghjummetìlle.

'nghiummuse [nɡjum'mʉsə] agg. Alquanto sordo, Che ha difficoltà a capire, Dalla capacità intellettiva limitata. || AO  nghjummùse.

'nghiuppate [nɡjup'pɜtə] agg. Compresso, Riempito eccessivamente. || RM 'nghjuppàte.

'nghiuse [n'ɡjʉsə] pp. e agg. Rinchiuso. || GA V’avite ‘nchiuse ‘nda sta case, e no nu jurn e duj ... è n’ann che ninn’isce chiù! [v-a'vɪtə n'ɡjʉsə nda sta 'kɜsə, ɛ nnɔ nu 'jurnə ɛ d'dʉjə  ... ɛ n'annə kɛ nənn'ɪʃʃə k'kjʊ!] N.d.R. Vi siete rinchiusa in questa casa e non -per- un giorno o due ... è un anno che non esci più! || VC nchiùso (1929).  || GA ‘nchiuse.  

'nghiuvà [nɡju'wa] v. Inchiodare. || VC nchiuvà (1929). || RM 'nghjuvà. || TF ‘nghiuva’.

'nghiuvate [nɡju'wɜtə] pp. e agg. Inchiodato. || RM 'nghjuvàte.

'nghjimà [nɡji'ma] v. Imbastire. || VC nghimmà (1929). || RM 'nghjimà.

ngi [nʤɪ] par. comp. Non glieli. || SA Ngi vogghie fa vedè! [nʤi 'vɔɡɡjə fa və'dɛ] Non glieli voglio far vedere.

ngia [n'ʤa] par. comp. Non ce la. || Anche nge 'a  [n'ʤa] || SA Ngia fazze chjú! [n'ʤa 'fatʦə k'kjʊ] N.d.R. non ce la faccio più. || SG n’cia. || LR nen ‘nge ‘a. || GA nen cià.

'ngiaffagghiate [nʤaffaɡ'ɡjɜtə] agg. Ben arredato, Piuttosto ricercato. || RM 'ngiaffagghijàte.

'ngiambà [nʤam'ba] v. Inciampare. || cfr. 'ngiambecà [nʤambə'ka]  || RM 'ngiambà.

'ngiambecà [nʤambə'ka] v. Inciampare. || cfr. 'ngiambà [nʤam'ba]. || VC ngiampecà (1929).

'ngiaramà [nʤara'ma] v. Abbindolare, Conquistare, Convincere. || FB ngiramà.

'ngile [n'ʤilə] par. comp. In cielo. || CS ncile.

'ngina [n'ʤɪna] solo nella locuz. 'ngina 'nganne [n'ʤɪna n'ɡannə] Angina, Infiammazione della faringe e delle tonsille, lett. Infiammazione in gola. || cfr. angine [an'ʤɪne] || BA ngina nganne.

'ngine [n'ʤɪne]sm. Uncino, Lungo bastone usato dai guardiani di armenti. || BA ncine.

'nginze [n'ʤinʣə] sm. Incenso. || FD Agghje pèrze, ngìnze e capetàle ['aɡɡjə 'pɛrʦə n'ʤinʣə ɛ kkapə'tɜlə] N.d.R. Ho perso incenso e capitale. || FD ngìnze. || CS nginze. || RG¹ ‘ncinze.

ngiù [nʤʊ] par. comp. Non ce lo, Non glielo. || SA Ngiú vogghie dice! [nʤʊ 'vɔɡɡjə 'dɪʧə] Non glielo voglio dire. 

'ngiurà [nʤu'ra] v. Ingiuriare, Insultare. || MG¹ U vòve 'ngiure l'asene curnute [u 'vɤvə n'ʤʉrə l’asənə kərnʉtə] N.d.R. Il bue insulta l’asino –di essere- cornuto. || LA 'ngiurà. || BA ngiurà.

'ngogghie [n'ɡɔɡɡjə] v. Sorprendere. || RM 'ngògghìje.

'ngole [n'ɡɤlə] par. comp. In gola. || Meglio 'nganne [n'ɡannə].

'ngondre [n'ɡɔndrə] sm. Incontro. || [fg. incòntro - ital. incóntro]

'ngozze [n'ɡɔtʦə] solo nella locuz. nen me 'ngozze [nən mə n'ɡɔtʦə]. Non mi va, Non ho voglia di farlo. || SA ’A fatiche se chiame checozze, e a me nen me 'ngozze [a fa'tɪkə sə 'kjɜmə kə'kɔtʦə, ɛ a mmɛ nə mmə n'ɡɔtʦə] Il lavoro si chiama zucca e a me non va giù. || FD a me nen m’ingozze [a mmɛ nə mmə n'ɡɔtʦə] N.d.R. a me non va di farlo. || FD ingozze.

'ngrambe [n'ɡrambə] par. comp. In possesso. || LR 'ngràmbe.                                                                                       

'ngrassà [nɡras'sa] v. Ingrassare. || MA l’ucchje du patrune ‘ngrasse ‘u cavalle [l'ukkjə d-u pa'trʉnə n'ɡrassə u ka'vallə] N.d.R. l’occhio del padrone ingrassa il cavallo. || RM 'ngrassà.

'ngrassate [nɡras'sɜtə] pp. e agg. Ingrassato. || RM 'ngrassàte.

'ngrate [n'ɡrɜtə] agg. Ingrato. || GF ‘ngràte.

'ngrazie [n'ɡradʣjə] par. comp. Nella grazia. || Locuz. 'ngrazie a Ddije [n'ɡradʣjə a d'dɪjə], 'ngrazie de Ddije [n'ɡradʣjə də d'dɪjə] Nella grazia di Dio, Ringraziando Dio. || TF ‘ngrazije a DDìje. || BA ngrazie a Die.

'ngreccate [nɡrək'kɜtə] pp. e agg. Eretto, Irrigidito, Teso verso l’alto. || FB ngreccàte.

'ngrefà [nɡrə'fa] v. Arricciare. || Locuz. 'ngrefà ‘u náse [nɡrə'fa u 'nɜsə] Arricciare il naso. || LA 'ngrefà. || BA ngrifà.

'ngrefate [nɡrə'fɜtə] pp. e agg. Ingrugnato, Ingrugnito, Infastidito, Stizzito, Eccitato sessualmente, Sdegnato. || TF 'ngrefàte.

'ngresciuse [nɡrəʃ'ʃʉsə] agg. Increscioso, Svogliato, Trascurato, Neghittoso, Indolente. || BA ncresciuse.

'ngroce [n'ɡrɤʧə] par. comp. In croce. || LMG Pe vénge ‘u ‘nténte suie, mettarrie ‘ncroce pur’ a Criste [pə v'vɛnʤə u n'dɛndə 'sʉjə, məttar'rɪjə n'ɡrɤʧə 'pʉrə a k'krɪstə] N.d.R. Per ottenere il suo scopo metterebbe in croce anche Cristo. || LMG 'ncroce.

'ngrugnà [nɡruɲ'ɲa] v. Ingrugnare, Immusonire. || CA Si Marze s’ngrugne, te fàce zumpà l’ogne [si 'marʦə  sə n'ɡrʊɲɲə, tə  'fɜʧə ʦum'ba l'ɔɲɲə] N.d.R. Se marzo si ingrugna, ti fa saltare le unghie. || RF se ngrugne N.d.R. si arrabbia. || RF ngrugnà [ṇġruññá].

'ngrugnate [nɡruɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Ingrugnato, Ingrugnito, Imbronciato, Adirato, Di malumore. || FB 'ngru se ngrugne gnàte.

'nguacchjà [nɡwak'kja] v. Sporcare, Imbrattare, Insozzare. || RF nguacchià i mùre N.d.R. sporcare i muri. || AO nguacchjà. || RF nguacchià [ṇk̬ṷaĉĉá].

'nguacchiatorie [nɡwakkja'tɔrjə] sm. Situazione caotica, contorta, Luogo sporco, || RM 'nguacchjatòrije.

'nguacchie [n'ɡwakkjə] sm. Sgorbio, Macchia, Imbroglio, Cosa cattiva. || NM isse ha fatte u’ ‘nguacchje e isse u ripare! ['ɪssə a f'fattə u n'ɡwakkjə ɛ 'ɪssə u rə'pɜrə!] N.d.R. Lui ha fatto lo sgorbio e lui lo ripara! || AO nguàcchje. || NM 'nguacchje.

'nguacchione [nɡwk'kjɤnə] agg. superl. Sporcaccione, Confusionario, Caotico. || BA  nquacchione.

'nguajate [nɡwa'jɜtə] pp. e agg. Inguaiato, Afflitto, Desolato. || LE Cum' e lu 'nguaijaté ['kum-ɛ u nɡwa'jɜtə] Come il misero, sopraffatto dai guai. || LE 'nguaijaté. || LC ‘nguajáte.

'nguartate [nɡwar'tɜtə] agg. Arrabbiato. || Anche arraggiate, ‘ngazzate. || LR Chè staje ‘nquartàte, Assù, chè t’è succîsse? Avéssema fa ‘a llite a notte a notte! [kɛ s'tɜjə nɡwar'tɜtə, as'sʊ, kɛ tt-ɛ suc'cissə? a'vɛssəma fa a l'litə a n'nɔttə a n'nɔttə!] N.d.R. Che stai arrabbiata, Assunta, che cosa ti è successo? Non faremo mica lite in tarda serata! || LR ‘nquartàte. || LR ‘nguartate.

'ngujatate [nɡuja'tɜtə] pp. e agg. Arrabbiato. || FB 'ngujtàte.

'ngujutà [nɡuju'ta] v. Inquietare, perdere la pazienza, Arrabbiarsi. || RM 'ngujutà.

'ngulazzate [nɡulat'ʦɜtə] pp. e agg. lett. Appoggiato sul di dietro. || FB ngulazzàte.

'ngule [n'ɡʉlə] par. comp. In culo, Nel sedere. || DAM Zompe ‘u cetrule e vace ‘ncule a l’urtulane ['ʦɔmbə u cə'trʉlə ɛ 'vɜcə n'ɡʉlə all urtu'lɜnə] N.d.R. lett. Salta il cetriolo e va nel culo dell’ortolano. || TF ‘n gùle. || CS ncule. || DAM ‘ncule.  

'ngulle [n'ɡullə] avv. Addosso. || Locuz. 'ngulla ngulle [n'ɡulla n'ɡullə] Addosso addosso, Sempre dietro, Costantemente appiccicato. || GG ncuollo (1834).

'ngulunnà [nɡulun'na] v. Incolonnare. || RM 'ngulunnà.

'ngumbagnije [nɡumbaɲ'ɲɪjə] par. comp. In compagnia. || BF Ki váce n-cumpagnije, Tròv’ la morte pe la vije! [ki 'vɜʧə nɡumbaɲ'ɲɪjə 'trɤvə a 'mɔrtə p-a 'vɪjə] N.d.R. Chi va in compagnia, trova la morte per la via! || BF n-cumpagnije (1894). || RM 'ngumbagnìje.

'ngumbronde [nɡum'brɔndə] par. comp. In confronto. || LE 'A paure d'a morté eija nijenté 'ngumbrondé! [a pa'ʉrə d a 'mɔrtə 'ɘjə 'nində nɡum'brɔndə] La paura della morte è niente in confronto. || LE 'ngumbrondé.

ngundrà [nɡun'dra] v. Incontrare. || TF  ‘ngundra’.

'ngunvalescenze [nɡunvaləʃ'ʃɛnʣə] par. comp. In convalescenza. || MG me mannarene ‘ncunvalescenze [mə man'narənə nɡunvaləʃ'ʃɛnʣə] N.d.R. mi mandarono in convalescenza. || MG ‘ncunvalescenze.

'nguraggià [nɡurad'ʤa] v. Incoraggiare. || RM 'nguraggià.

'ngurdate [nɡur'dɜtə] pp. e agg. Incordato,  Irrigidito, Indurito. || BA ngurdate. || LA ‘ngurdate.

'ngurnate [nɡur'nɜtə] pp. e agg. Incoronato. || sf. Incornata. || pers. f. Incoronata. || SA 'A Madonne 'i 'Ngurnate. [a ma'dɔnn-inɡur'nɜtə] La Madonna dell’Incoronata. || || EG 'Ngurnàte. || RA Incurnaté.

'Ngurnatelle [nɡurna'tɛllə] pers. f. dim. di ‘Ngurnate [nɡur'nɜtə] Incoronata. || Anche ‘Ngurnatè [nɡurna'tɛ] || LMG ‘Ngurnatelle.

'ngurnecià [nɡurnə'ʧa] v. Incorniciare.

'ngurparà [nɡurpa'ra] v. Incorporare, Tenere dentro. || NM accussì ti vaje a ‘ngurparà tutte i cose che ce vulesse sckattà ‘mbaccje? [akkus'sɪ tə 'vɜjə a nɡurpa'ra 'tʊttə i 'kɤsə kɛ ʧə vu'lɛssə ʃkat'ta m'batʧə?] N.d.R. così ti vai a tenere dentro tutte le cose che vorrebbe spiattellarle in faccia? || NM 'ngurparà.

'ngurparate [nɡurpa'rɜtə] pp. e agg. Incorporato, Satollo, Rimpinzato. || BA ncurparate. || LA ‘ngurparate. || RF ngurparàte [ṇk̬urparåte̯].

'ngurpe [n'ɡʊrpə] par. comp. In corpo. || LA ‘ngûrpe. 

'ngutecute [nɡutə'kʉtə] agg. Ridotto in cotica, Incoticato. || VC ncutecùte / incuticùte (1929).

nicchie ['nɪkkjə] sf. Nicchia, Loculo. || RM nìcchije. || RF nicchje / nicchie / nnicchie [niĉĉe̯] / [nįĉĉe̯] / [nnįĉĉe̯]

niche ['nikə] sm. Neo. || CS Neo.

nide ['nidə] sm. Nido. || FD A’ ogni passarìlle piàce u’ nìde sùije [a 'ɔɲɲi ppassa'rillə 'pjɜʧə u 'nidə 'sʉjə] N.d.R. Ad ogni passerotto piace il proprio nido. || FD nìde.

nigghie ['nɪɡɡjə] sm. Nibbio. || TF nìgghije. || BA nigghie.

nigre ['nɪɡrə] agg. Nero. || PR cu st’ucchie nicr’ [kə st'ukkjə 'nɪɡrə] N.d.R. con questi occhi neri. || LA nigre. || PR nicr’.

'nille ['nillə] sf. Anello. || Anche anille [a'nillə] declinato al m. || SA Va’ pigghie ‘a ‘nille d’a criature! [va 'pɪɡɡjə a 'nillə d-a kria'tʉrə] Va’ a prendere l’anello della bambina. || RM nìlle.

ninde ['nində] pron. indef., avv. e sm. Niente, Nulla. || Anche nninde [n'nində]. || FD Chi tròppe vòle, ninte pìgghije [ki 'trɔppə 'vɤlə, 'nində 'pɪɡɡjə] N.d.R. Chi troppo vuole, niente prende. || GG niente (1834) || ZO nient (1864). || TF nìnde. || LE nijenté. || PR nînde. || FP nind. || FD ninte. || EG nïnde.

ninna ['ninna] sf. Voce fonosimbolica per indicare il sonno del bambino. || VC ninna (1929).

ninnananne [ninna'nannə] sf. Ninnananna, C  ninna-nonna (1929).

ninne ['nɪnnə] sm. Bambino. || BA ninne. || PP [nínne̥].

nireche ['nirəkə] agg. Nero. || Anche nere ['nɘrə], nigre ['nɪɡrə], nerghe ['nɛrɡə], nireche ['nirəkə], , || RM nìrecke.

nirve ['nirvə] sm. Nervo. || VC nìerve (1929).

nisciuna [niʃ'ʃuna] agg. e pron. indef. f. Nessuna. || al m. nisciune [niʃ'ʃʉnə]. || TF niscìuna.

nisciune [niʃ'ʃʉnə] agg. e pron. indef. Nessuno. || al f. nisciuna [niʃ'ʃuna]. || Anche nesciune [nəʃ'ʃʉnə]. || BF 'n-ce stâce cchiù nisciune / Ca li chiám' a ffategà / P' la campagn' o p' la cetà [nən ʧə stɜʧə k'kjʊ nniʃ'ʃʉnə / kə i 'kjɜmə a ffatə'ɡa / p-a kam'baɲɲə ɔ p-a ʧət'ta] N.d.R. non c'è più nessuno / che li chiama a lavorare / per la campagna o perla città .|| BA eja nu nisciune ['ɘjə nu niʃ'ʃʉnə] non vale niente. N.d.R. lett. È un nessuno. || SG ‘n’agghie maie ditte male di nisciùne!!!  [n'aɡɡjə 'mɜjə 'dɪttə 'mɜlə də niʃ'ʃʉnə] N.d.R. non ho mai detto male di nessuno!!! || BF nisciune (1894). || SG nisciùne. || BA nisciune. || TF nissciùne. || GA nisciun. || MA niscjune. || RF nisciùne [niššůne̯]

nn'a [nn-a] par. comp. nen la [nn-a]. Non la. || ML nà vogghje sende [nn-a 'vɔɡɡjə 'sɛndə] N.d.R. Non la voglio sentire. || ML nà. || PR nenn ’a. || SG ‘na. 

'nnaffijà [nnaffi'ja] v. Innaffiare. || RM  'naffijà.

'nnammecate [nnammə'kɜtə] agg. Spregevole, Ignobile, Indegno. || CS nammecate.

'nnammurate [nnammu'rɜtə] pp. e agg. Innamorato, Fidanzato, Amante. || FD nammuràte.

'nnande [n'nandə] avv. Avanti. || Anche 'nnanze / [n'nanʣə]. || Locuz. ‘nnande pe ‘nnande [nn pe nn]  Avanti per avanti. || BA nante.

'nnanze [n'nanʣə]  avv.  Avanti.  ||  Anche  'nnande / [n'nandə]. || SA ’Nnànze a te nen ce pòzze sta [n'nanʣə a ttɛ nən ʧə 'pɔtʦə sta] Davanti a te non ci posso stare. || DPM Mu vedeve sembe nande pe nande andò jeva jeva mu truàve pe ‘nande [m-u və'dɘvə 'sɛmbə n'nandə pə n'nandə an'dɔ 'jɘva 'jɘvə m-u tru'wɜvə pə n'nandə] N.d.R. Lo vedevo sempre davanti, dovunque andassi lo trovavo davanti. || Anche nande ['nandə], nnande [n'nandə], annanze [an'nanʣə], 'nanze ['nanʣə] || AO 'nànze.  || AO 'nnànze.

nn'è [nn-ɛ] par. comp. nen è [nənn-ɛ] Non è, Non hai || ZO E pecchè nni hai piglieut l’umbrel? [ɛ ppək'kɛ nn-ɛ piɡ'ɡjɜtə u m'brɛllə?] E perché non hai preso l’ombrello? || FP n’è. || ZO nni hai (1864).

'nnervosí [nnervo'sɪ] v. Innervosire. || MP innervosì.

nn'i [nn-i] par. comp. nen ‘i [nənn-i] Non li, Non le. || SA Nn’i vogghie quilli scarpe, nen me piacene. [nn-i 'vɔɡɡjə 'kwɪllɪ skarpə, nən mə 'pjacənə] Non le voglio quelle scarpe, non mi piacciono.

nn'u [nn-u] par. comp. nen ‘u [nənn-u] Non lo. || CM Nu voggh fa [nn-u 'vɔɡɡjə fa] N.d.R. Non lo voglio fare. || ML nen’u. || CM nu. || LR nenn’u.

'nnucende [nnu'ʧɛndə] agg. Innocente. || RM 'nucènde.

'nnuvulate [nnuvu'lɜtə] agg. Rannuvolato, Coperto dalle nuvole. || ZO nuvuleut (1864).

no [nɔ] avv. No. || SA Te piace, o no, sta case? [tə 'pjɜʧə, o nɔ, sta 'kɜsə?] Ti piace, o nǫ, questa casa?

noce ['nɤʧə] sf. Noce. || pl. nuce ['nʊʧə] || MM na nòce. Una noce. || MM nòce.

nome ['nɤmə] sm. Nome. || MAM [nǫ̇́me̥].

nonne ['nɔnnə] smf. Nonno. || FP nonn.

nonzignore [nonʣiɲ'ɲɤrə] Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnernò [ɲɲər'nɔ], gnornò [ɲɲor'nɔ] || ZO nonzignore (1864) || RM nonzignòre.

nore ['nɤrə] sf. Nuora. || SE Nòre e sseròghe ['nɤrə ɛ ssə'rɤɡə] N.d.R. Nuora e suocera. || RF noreme, norete N.d.R. mia nuora, tua nuora. || SE nòre. || CS nore. || RF nòre [nǫ̈re̯]. ||  [fg. nuóra - ital. nuòra]

nostre ['nɔstrə] agg. e pron. poss. f. Nostra. || PR nostre. || TF nòstre. || GE nosta.  || GE noste. || TF nòstra.

notta ['nɔtta] sf. Notte. || Anche notte ['nɔttə] || ML a notta a notte [a nn'ɔtt-a n'nɔttə] N.d.R. nottetempo. || FO Cimece, matarazze e notta longa [Cime̥ce̥, matarazze̥ e notta longhe̥] Cimici, pagliericcio e notte lunga. || FO notta.

notte ['nɔttə] sf. Notte. || Locuz. a notte a notte [a n'nɔttə a n'nɔttə] In tarda serata, Nottetempo. || BA n'ore de notte [n'ɤrə də 'nɔttə] on'ora dopo l'Ave Maria. N.d.R. lett. un’ora di notte. || ZO not (1864) || ML notte. || BF notte  (1894).

nove ['nɤvə] agg. f. Nuova. || num. Nove. || FD nòve. || ZO nova (1864).

novecinde [novə'ʧində] num. Novecento. || EG Ma ‘nge ne scurdàme ca Fogge téne novecînd’anne e forse ‘cchiú [ma nʤə nə skur'dɜmə ka 'fɔdʤə 'tɘnə novə'ʧind'annə ɛ f'fɔrsə k'kjʊ] N.d.R. Ma non dimentichiamoci  che  Foggia  ha novecento anni e forse più. || EG novecînd’.

'nu [nu] agg. num. card., sost. pron. indef.,  art. indet. m. Un, Uno. || al f. 'na [na] || Vedi une ['ʉnə] || SA Damme ‘nu litre d’uglie e duje chine de pane. ['dammə nu 'lɪtrə d'uʎʎə ɛ d'dʉjə 'kinə də 'pɜnə] Dammi un litro d’olio e due chili di pane. || MG ‘U Tenente ce mettije affelarate e ce facije ‘nu belle trascurze [u te'nɛndə ʧə mət'tɪjə affəla'rɜtə ɛ tʧə fa'ʧɪjə nu b'bɛllə tras'kʊrʦə] N.d.R. Il Tenente ci mise in fila e ci fece un bel discorso. || GG nu (1834) || MG 'nu. || BA nù.

nucchetelle [nukkə'tɛllə] sf. Fiocchetto. || RM nuccketèlle.

nucchijate [nukki'jɜtə]  pp. e agg. Addobbato, Adorno di pennacchi. || RA nucchijate.

nuce ['nʊʧə] sm. pl. Noci. || VF nuci-perziche ['nʊʧə 'pɛrʦəkə] peschenoci. || VF nuci (1841) || LA nuce.

nucelle [nu'ʧɛllə] sf. Nocciole.  || VC nucèlle (1929).

nucelline [nuʧəl'lɪnə] sf. Noccioline americane, Arachidi. || FB nucellene.

nudecarije [nudəka'rɪjə] sf. Pigrizia, Indolenza.  

nudeche ['nʊdəkə] sm. Nodo. || agg. Nodoso, Svogliato. || VC Nùdeco de l’àlbere ['nʊdəkə də l'albərə] La parte più dura dell’albero. || LA 'i vène 'u nùdeche 'nganne e sèmbe pènze ando' staje [i 'vɘnə u 'nʊdəkə n'ɡannə ɛ s'sɛmbə 'pɛnʣə an'dɔ 'stɜjə] gli viene un nodo alla gola e sempre pensa dove stai. || RF tené nu nudeche n-ganne ' groppo alla gola', ' persona sfaticata '. || VC nùdeco (1929). || BA nuteche. || LA nùdeche. || RF nudeche [nude̯ke̯].

nudecuse [nudə'kʉsə] agg. Nodoso.  || VC nudecùse (1929).

nuje ['nʉjə] pron. pers. m. e f. Noi. || ZO nuji (1864) || MP nuije. || TF nùje. || FP nuie. ||  FO nuje [nuje̥]. || RF nùje [nůje̯]

numbre ['nʊmbrə] sm. Numero. || Anche numere ['nʊmərə]. || TF nùmbre.

numenate [numə'nɜtə] sf. Nomea, Fama, Reputazione. || LE Quann' un' pigghij' 'a mala numinat' mar' a iss' ! ['kwannə ʉnə 'pɪɡɡjə a mɜla numə'nɜtə 'mɜrə a 'ɪssə] Quando un tale prende la cattiva nomea, guai a lui! || LE numinat' || LC numenáte.

numere ['nʊmərə].sm. Numero. || Anche numbre ['nʊmbrə]. || CL numere.

Nunziatine [nunʣja'tɪnə] pers. f. Nunziatina, Nunzia.

nustalgije [nustal'ʤɪjə] sf. Nostalgia. || EG nustalgije.

nuste ['nustə] agg. e pron. poss. Nostro. || Anche nustre ['nustrə].

nustre ['nustrə] agg. e pron. poss. Nostro. || Anche nuste [nustə]. ||  EG nustre. || PR nûstre.

nusulà [nusu'la] v. Origliare, Ascoltare di nascosto. || Anche nusuljà [nusuli'ja],  annusulà  [annusu'la].

nusulijà [nusuli'ja] v. Origliare, Ascoltare di nascosto. || Anche nusulà [nusu'la], annusulà [annusu'la]. || RM nusulijà.

nutare [nu'tɜrə] sm. Notaio. || DPM Ha vulute esse purtate ‘ndò nutare pecchè vuleva fa ‘u testamente [a vvə'lʉtə 'ɛssə pur'tɜtə nd-ɔ nu'tɜrə pək'kɛ vu'lɘvə fa u testa'mɛndə]  N.d.R.  Ha voluto essere condotto dal  notaio  perché  voleva fare testamento. || DPM nutare.

'nutele ['nutələ] agg. Inutile. || Anche inutele [i'nutələ] || DPM E nutele ije solde nen cacce [ɛ 'nutələ 'ijə 'sɔldə nnə 'katʧə]  N.d.R. È inutile, io soldi non ne metto fuori. ||  TF ‘nùtele. || DPM nutele.

nutizie [nu'tɪtʦjə] sf. Notizia. || ZO nutizia (1864) || RA nutizié.

nutrizze [nu'trɪtʦə] sf. Nutrice, balia. || VF nutriccia (1841) || BA nutrizze.

nuttate [nut'tɜtə] sf. Nottata. || MG 'na bruta nuttata [na b'brʊtta nut'tɜtə] una brutta nottata. || MG nuttata (1910). || TF nuttàte. || RF nuttàte [nuttåte̯].

nuve ['nuvə] agg. m. Nuovo. || GG nuovo (1834) || LC núve.

nuvele [nu'wɘlə] sf. Novena. || FB nuvèle.

nuvele ['nʊvələ] sf. Nuvola.  || ZO nuvole (1864) || AO nùvele.

nuvenille [nuwə'nillə] sm. Gioco di bambini. || BA nuvenielle.

nuvetà [nuwə'ta] sf. Novità. || TF nuvetà.

nuzzele ['nʊtʦələ] sm. Nocciolo. || VF nuzzolo (1841) || LA nùzzele. || BA nuzzele. || VC nùzzolo (1929).

'nvadende [nva'dɛndə] agg. Invadènte.

'nvedià [ɱvə'dja] v. Invidiare. || cfr.  ammedià [ammə'dja].

'nvediate [ɱvə'djɜtə] pp. e agg. Invidiato. || cfr. 'mmediate [mmə'djɜtə].

'nvendà [nvən'da] v. Inventare. || CV ha ‘nvndöt na m’stur che tutt i möl cür [a nvən'dɜtə na məs'tʉrə kə ‘tʊtt-i 'mɜlə 'kʉrə] N.d.R. ha inventato una mistura che tutti i mali cura.

'nverdechite [nvərdə'kɪtə] agg. Arrabbiato, Verdastro. || RM 'nverdechìte.

'nvermenate [nvərmə'nɜtə] agg. Che ha fatto i vermi. || VC carna nvermenùta ['karna nvərmə'nʉtə] La carne che ha fatto i vermi. || VC nvermenùta (1929).

'nvetà [nvə'ta] v. Invitare. || SA T’agghia ’nvetà a’ festa mije. [t 'aɡɡja nvə'ta a 'fɛsta 'mijə] Ti devo invitare alla mia festa. || MM nvetà.

'nvetate [nvə'tɜtə] pp. e sm. Invitato. || cfr. 'mmetate [mmə'tɜtə]. || CA A tavele ca nen si’nvetàte, cume n’asene si trattàte [a 'tavələ ka nən sɪ nvə'tɜtə, 'kum-ɛ  n 'asənə sɪ ttrat'tɜtə] N.d.R. Alla tavola a cui non sei invitato, come un asino vieni trattato. || CA 'nvetàte. || FD nvetàto.

'nvidie [ɱ'vɪdjə] sf. Invidia. || cfr. 'mmidie [m'mɪdjə]. || RF nvidie [nvidi̭e̯].

'nzaccà [nʣak'ka] v. Insaccare. || Anche anzaccà [anʣak'ka]. || SG c’i’à ‘nzaccarrije probbete ‘na taccarate ['ʧa  nʣakkar'rɪjə 'prɔbbətə na takka'rɜtə] N.d.R. gliela darei proprio una una bastonata. || RF nzaccà nu lucchele lanciare un urlo. || LA 'nzaccà. || RF nzaccà [a-ns̬akká].

'nzaccavricce [nʣakka'vrɪtʧə]  sm. Rullo per spianare il terreno. || RM 'nzaccavrìcce.

nzacce [n'ʣatʧə] par. comp. Non so. || RM 'nzàcce.

'nzalanì [nʣala'nɪ] v. Perdere il senno, Intontire, Rintronare, Instupidire. || GG Quisto mò, pe non farse chiù nzalanì, lu mannaje a guardà li puorce ['kwɪstə mɔ, pə nən 'farsə k'kjʊ nʣala'nɪ, u man'nɜjə a  war'da  i  'purʧə] N.d.R. Questi ora -il ricco signore-, per non farsi più intontire, lo mandò a guardare i porci. || GG nzalanì (1834). || RF nzalanì [ns̬alaní̊].

'nzalanute [nʣala'nʉtə] agg. Incantato, Distratto, Tonto,  Rimbambito.  ||  VC  vecchio nzallanùto ['vɛkkjə nʣala'nʉtə] vecchio imbarbogito. || VC nzallanùto / nzallanùte (1929). || BA nzalanute. || LA ‘nzalanute. || LE ‘nzàlanuté. || RF nzalanùte [ns̬alanůte̯].

'nzalate [nʣa'lɜtə] sf. Insalata. || NM ajutate a Olgarella a preparà a ‘nzalata [aju'tɜtə a  olɡa'rɛllə a pprəpa'ra a nʣa'lɜtə] N.d.R. aiutate Olga a preparare l’insalata. || RC ‘Nzal’ta ricc’ [nʣa'lɜta 'rɪtʧə] Insalata riccia. || VC nzalàta (1929). || NM 'nzalata. || LA ‘nzalate. || RC ‘nzal’ta. || RF nzalàte [ns̬alåte̯].

'nzanda [n'ʣanda] par. comp. In santa. || Locuz. ‘nzanda pace. In santa pace. || RL  ‘n-zanda (1905).

nzapè [nʣa'pɛ] v. Non sapere, Non essere in grado, Non essere capace. || LR 'nzapîve chè vulève o chè vennève [nʣa'pɪvə  kɛ vvu'lɘvə ɤ kɛ vven'nɘvə] N.d.R. non sapevi cosa voleva o cosa vendeva.

'nzarte [n'ʣartə] sf. Fune per il secchio del pozzo. || BA nzarte.

'nzavardate [nʣavar'dɜtə] agg. Sporco. || LA 'nzavardàte.

nz’è [n'ʣɛ] avv. di neg. + pron. + è.  nen s’è [nən ʣ ɛ] Non si è. || SA Nzè maje viste ‘nu fatte accussí. [n'ʣɛ m'mɜjə 'vɪstə nu 'fattə akkus'sɪ] Non si è mai vista una cosa così.

nze [nʣə] avv. di neg. + pron. nen se ['nən ʣə]. Non si. || Anche ne nze [nə nʣə]. || SA Ne nze pote fa. [nə nʣə 'pɤtə 'fa] Non si può fare. || SA Nze capisce ninde! [nʣə ka'pɪʃʃə 'nində] Non si capisce niente. || BF ‘nze (1894). || AA nen ze. || EG ‘nze. || CV n'z.

'nzegnà [nʣəɲ'ɲa] v. Insegnare. || LA ‘nzegnà.

'nzenuvà [nʣənu'wa] v. Insinuare. || RM 'nzenuvà.

'nzeppà [nʣəp'pa] v. Ficcare, Infilare, Introdurre. || FB 'nzeppà.

'nzeppate [nʣəp'pɜtə] pp. e agg. Infilato, Infilzato. || RM 'nzeppàte.

'nzerrà [nʣər'ra] v. Rinchiudere, Chiudere dentro, Serrare. || RF nzerrà [ns̬e̯rrá].

'nzerrate [nʣər'rɜtə] pp. e agg. Chiuso dentro, Rinchiuso, Racchiuso. || EG ‘U fridde tenéve a tutte ‘nzerràte ‘nd’e càse [u 'frɪddə tə'nɘvə a t'tʊttə nʣər'rɜtə nd-ɛ 'kɜsə] N.d.R. Il freddo teneva tutti rinchiusi nelle case. || EG 'nzerràte. || CS nzerráte.

'nzerta [n'ʣɛrta] sf. Treccia di pomodori o di aglio da conservare appesa al muro. || Anche ‘nzerte [n'ʣɛrtə] || LR Uè, jame, n’ata bèlla ‘nzèrta d’aglie! ['wɛ, 'jɜmə, n 'ata b'bɛlla n'ʣɛrta d 'aʎʎə!] N.d.R. Dai, andiamo, un’altra bella treccia d’aglio! || VF nserta (1841). || LR ‘nzèrta.

'nzerte [n'ʣɛrtə] cfr. ‘nzerta [n'ʣɛrta]. || LA 'nzèrte. || BA nzerte.

'nzevà [nʣə'va] v. Ungere, Sporcare di sevo. || BA nzevà. || LA 'nzevà.

'nzevose [nʣə'vɤsə] agg. f. Di donna che non ama la pulizia, Sporca.

'nzevuse [nʣə'vʉsə] agg. m. Sporco, Uomo che vive nella sporcizia. || cfr. lambuse [lam'bʉsə], larduse [lar'dʉsə]. || LA ‘nzevuse. || TF ‘nzevùse.

nzì [n'ʣɪ] avv. di neg. + verbo essere. Non sei, Non sarai. || SA Nzi manghe stubbete, tu! [n'ʣɪ m'manɡə s'tʊbbətə, tʊ!] Non sei affatto stupido, tu! || CA nensì.

nziamaje [nʣja'mɜjə] par. comp. Non sia mai. || Anche nzia maje [n'ʣia 'mɜjə]  || SA Nziamaje se n’addone! [nʣja'mɜjə sə n-ad'dɤnə] Non sia mai se ne accorge. || VMG nun zia majë.

'nzicchete [n'ʣɪkkətə] onomat. solo nella locuz. 'nzícchete e 'nzà [n'ʣɪkkətə ɛ nʣa] Inaspettatamente, Di punto in bianco. || RM 'nzìcckete è 'nzà.

'nzime [n'ʣimə] avv. Insieme. || TF ‘nzìme. || [fg. insiéme - ital. insième]

'nzine [n'ʣɪnə] par. comp. In grembo. || Fino a che, Fino a. || GG nzino (1834) || LA ‘nzine.

'nzipete [n'ʣɪpətə] agg. Insipito. || RM  'nzìpete. || RF nzipete [ns̬ipe̯te̯].

'nziste [n'ʣɪstə] v. Insistere. || agg. Puntiglioso,  In gamba. || VC nzìste (1929). || LA ‘nziste.

nzò [n'ʣɔ] avv. di neg. + verbo essere. Non sono. || FP nun zò mort [n'ʣɔ m'mɔrtə] N.d.R. non sono morta. || LR 'nzò state maje battezzàte [n'ʣɔ s'tɜtə 'mɜjə battɛd'ʣɜtə] Non sono mai stato battezzato. || FP nun zò. || LR 'nzò.

'nzogne [n'ʣɔɲɲə] sf. Sugna, Strutto di maiale. || Locuz. fa ‘a 'nzogne [fa a n'ʣɔɲɲə]. Fare la cresta, un guadagno illecito. || VC nzògna (1929). || BA nsogne. || LA ‘nzogne.

'nzottamure [nʣɔtta'mʉrə] par. comp. Sotto il muro. || SA Amma jucà a ‘nzottamure? ['amma ju'ka a nʣotta'mʉrə?]  giochiamo a sottomuro? || Anche azzeccamure [atʦekka'mʉrə], ziccamure [tʦikka'mʉrə].

'nzottamusse [nʣɔtta'mʊssə] par. comp. Sottovoce, Sotto i baffi || RM 'nzottamùsse.

'nzuccarate [nʣukka'rɜtə] pp. e agg. Zuccherato. || VC nzuccaràto (1929). || [fg. ʒuccheràto - ital. zuccheràto]

'nzucchele [n'ʣukkələ] par. comp. In estasi, In sollucchero. || VC ìrsene nzùccole [irə'sɪnnə n'ʣukkələ] andarsene in brodo di giuggiole. || VC nzùccole (1929).

'nzumulà [nʣumu'la] v. Mettere da parte denaro, Accumulare. || RF nzemeléje raggranella denaro. || LA ‘nzumelà. || RF nzumelà [ns̬ume̯lá].

'nzunne [n'ʣunnə] par. comp. In sogno. || VC nzùonne (1929). || LA ‘nzunne.

'nzunuvaminde [nʣunuwa'mində] sm. Insinuazione. || CS nzunuaminte.

'nzuppate [nʣup'pɜtə] pp. e agg. Inzuppato, Bagnato. || CS nzuppáte.

'nzurà [nʣu'ra] v. Sposare, Prendere moglie. || Anche spusà [spu'sa].. || AM nzurà. || LA 'nzurà. || PP [nʒurá].

'nzurarse [nʣu'rarsə] v. rifl. Ammogliarsi, Sposarsi. || VC nzurarse (1929).

'nzurate [nʣu'rɜtə] pp. e agg. Sposato, L'uomo accasato. || LA 'nzuràte. || PP [nʒuráte̥]. || RF nzuràte [ns̬uråte̯].

'nzurdulà [nʣurdu'la] v. Insordire, Far diventare sordo.

'nzustate  [nʣus'tɜtə] agg. Inquieto, Preoccupato, Nervoso. || BA nsustate.

O

o [ɔ] congz. O. || SA È vení sì o no? [ɛ və'nɪ sɪ ɔ nɔ?] Vieni sì o no?

o [ɤ] interiez. O, Ehi. || GG Oje  tatà sa che ce stà de nuovo? Damma la parziona mia [ɤ ta'ta 'sɜjə kɛ t'ʧə s'tɜʧə da 'nuvə? 'dammə a par'ʦjɤna 'mijə] N.d.R. Ehi papà, sai che c’è di nuovo? Dammi la mia parte -di eredità-.  || GG oje (1834).

'o [ɔ] prep. art. Al, Allo. || antiq. e disus. a lu [a lu] a ‘u [a u] || GG Lu chijù quatrare dicij..e a lu patr...e [u  k'kjʊ  kua'trɜrə di'ʧɪjə ɔ 'patrə] N.d.R. il più giovane disse al padre. || SA Agghia jí ‘o pallone. ['aɡɡja 'jɪ ɔ pal'lɤnə] devo andare al pallone -allo stadio-. || LR tenùte  ‘o càvete [tə'nʉtə ɔ 'kavətə] N.d.R. tenute al caldo. || GG a lu (1834) || PM o. || FB o’. || LR ‘o.

offenne [of'fɛnnə] v. Offendere. || RM  offènne.

offese [of'fɘsə] pp. e agg. Offeso. || GG Li dicije lu figghio: tàtà ghije agghj’affesa a Dio, e te n’agghie fatte assai [i də'ʧɪjə u 'fɪɡɡjə: ta'ta 'ɡijə 'aɡɡjə of'fɘsə a d'dɪjə ɛ tə n'aɡɡjə 'fattə as'sɜjə] N.d.R. Gli disse il figlio: papà io ho offeso Dio e te ne ho fatte troppe. || GG affesa (1834).

ogge ['ɔdʤə] avv. e sm. Oggi. || Anche gogge ['ɡɔdʤə]. || SG Oggie t’accidene pe’ poche lire ['ɔdʤə t-at'ʧidənə pə p'pɤkə 'lirə]  N.d.R. Oggi ti uccidono per poche lire. || SG oggie.  || CA¹ [oggᵉ]. || BF ghogge. || CL ogge. || SG oggie. || RF ogge [ǫğğe̯].

ogne / ogni  ['ɔɲɲə / 'ɔɲɲ-ɛ / 'ɔɲɲi ] agg. indef. Ogni. || GE Gnu paiese ass’lu sta’ cum’eja eje ['ɔɲɲ-ɛ ppa'jɘsə 'assəlu sta 'kum'ɛja 'ɘjə] N.d.R. Ogni paese lascialo stare comunque esso sia. || PR agnu matine semb’ a na stess’ore ['ɔɲɲ-ɛ mma'tɪnə 'sɛmbə a na s'tɛssa 'ɤrə] N.d.R. Ogni mattina, sempre alla stessa ora. || CA¹ “Ii… dìme ‘na pumbàte ògni ttànde, nen te preoccupànne!”.  ["ii… 'dɪmə na pum'bɜtə 'ɔɲɲi t'tandə, nən tə preokku'pannə!"] “Ih… diamo una gonfiata ogni tanto, non ti preoccupare!”. || GG ogne (1834). || VC ògne (1929).  || AO ogné. || PR agnu. || SA¹ ‘gnu. || GE gnu. || CA¹ ògni. || RF ogne [ǫññe̯]   

ogne ['ɔɲɲə] sf. Unghia. || Locuz. ògna spaccáte ['ɔɲɲa spak'kɜtə] Persona falsa -lett. unghia spaccata-. || MM¹ Mâr a chi n’z grattë chj l’ognä suia stessä ['mɜr-a kki nʣə 'ɡrattə kə l 'ɔɲɲa 'sʊja s'tɛssə] Povero chi non si gratta con l’unghia sua stessa. || MM¹ ognä. || VC ogna (1929). || SA¹ ogne.

Olgarelle [olga'rɛllə] pers. f. Olga. || NM Olgarella.

omagge [omad'ʤə] sm. Omaggio.

ombre ['ɔmbrə] sf. Ombra. || EG ombre. || [fg. òmbra - ital. ómbra]

ome ['ɤmə] sm. sing. Uomo. || pl. umene ['umənə] Uomini. ||  FP Assitt’t e parlam da om a om [as'sittətə  ɛ ppar'lɜmə da 'ɤmə a 'ɤmə] N.d.R. Siediti e parliamo da uomo a uomo. || GE Non crede a sti papocchie n’omo ritto! [nən 'krɘdə a sti pa'pɔkkjə n'ɤmə 'rɪttə!] N.d.R. Non crede a queste fandonie un uomo intelligente! || MAM [̓ćä́me̥ nu pọke̥ a kku̯ell-ọ́me̥ lla] chiama quell’uomo. ||  FD òme. || FP om. || GE omo. || MAM [óme̥]. || [fg. uómo - ital. uòmo]

onge [ɔn'ʤə] v. Ungere, Oliare, Corrompere con tangenti. || AO ònge.

onore [o'nɤrə] sm. Onore. || AO Marze face u fiore, abbrìle ave l’onòre ['marʦə 'fɜʧə u 'fjɤrə, ab'brilə 'ɜvə l'o'nɤrə] Marzo mette il fiore, aprile ha l’onore. || RA E mo è turnaté a casa ch’ l’onoré [ɛ mmɔ ɛ tur'nɜtə a 'kɜsə kə l'o'nɤrə] Ed ora è tornato a casa con onore. || VMG unorë (1875). || AO onore. || RA onoré.

onze [ɔn'ʣə] sf. Oncia. || VC onza. || [fg. òncia - ital. óncia]

operaje [ope'rɜjə] sm. Operaio. || TF operàje.

opere ['ɔpərə] sf. Opera. || NM m’agghje mise a candà l’opere [m 'aɡɡjə 'mɪsə a kkan'da l 'ɔpərə] N.d.R. mi sono messo a cantare l’opera. || ZO Opreu (1864) || NM opere.

opinione [opi'njɤnə] sf. Opinione. || RM  Ije so’ d’opinione ché s’adda da’ fiducie, s’hanna coce cke l’acqua lore stésse ['ijə sɔ  d 'opi'njɤnə kɛ s 'adda da fə'dʊʧjə, s 'anna 'kɤʧə kə l 'akkwa 'lɤrə s'tɛssə] N.d.R. Io sono dell’opinione che si deve dare -loro- fiducia, si devono cuocere nella loro stessa acqua. || RM opinione.

oramaje [ora'mɜjə] avv. Oramai. || TF oramàje. || NM oramje.

orarie [o'rarjə] sm. Orario. || RM oràrije.

orcheste [or'kɛstə] sf. Orchestra. || VC orchèsta.

ore ['ɤrə] 1. sf. Ora. || BF N’òr de notte [n'ɤrə də 'nɔttə] N.d.R. Un’ora dopo l’Ave Maria, lett. un’ora di notte. || BA vint’ore [vint'ɤrə] il suono del campanone della Cattedrale quattro ore prima dell’Ave Maria. || BA vintn’ore [vintun'ɤrə] il suono del campanone della Cattedrale, con 33 rintocchi, un’ora dopo l’Ave Maria. || ZO ora, oreu, or (1864). || BA ore. || CA² orë.  || BF òr (1894).

ore ['ɤrə] 2. sm. Oro. || PR sti capille d’ore [sti ka'pillə d 'ɤrə] N.d.R. questi capelli d’oro. || PR ore.

orfanelle [orfa'nɛllə] sost. Orfanello/a. || DPM sime rumaste cume e duje orfanelle ['simə ru'mastə 'kum-ɛ d'dʉjə orfa'nɛllə] N.d.R. siamo rimasti come due orfanelli. || DPM orfanelle.

origginale [oridʤi'nɜlə] agg.e sm. Originale. || Etimol. dal lat. tardo originalis, deriv, di origo -gĭnis «origine».

oscure [os'kʉre] agg. Oscuro.

osse ['ɔssə] sf. pl. Ossa. || Anche ossere ['ɔssərə]. || ML a lenghe ‘ndene l’osse e rombe l’osse [a 'lɛnɡə n'dɘnə l'ɔssə  ɛ  r'rɔmbə l'ɔssə] N.d.R. la lingua non ha ossa ma rompe le ossa. || ML osse. || LR òsse.

ossere ['ɔssərə] sf. pl. Ossa. || Anche osse ['ɔssə]  || SA T’agghia rombe l’ossere! [t'aɡɡja 'rɔmbə l'ɔssərə] Ti devo rompere le ossa. || BF ossre. (1894) || LA òssere.

ostia [òst] ['ɔstja] sf. Ostia. || LA òstia chiène e cangèlle ['ɔstja 'kjɛnə ɛ kkan'ʤɛllə] mandorle al forno e tarallini, dolci del Gargano. || MG -E iss ca deceve: -Ostia, ostia! -Si staje frische a te e l’ostia chiene. Là nun ce ne stann ostia chiene de Monte [-ɛ 'ɪssə ka də'ʧɘvə:  -'ɔstja, 'ɔstja! –sɪ s'tɜjə 'frɪʃkə a ttɛ e l'ɔstja 'kjɘnə. lla nʤə nə s'tannə 'ɔstja 'kjɛnə də 'mɔndə] N.d.R. lett. -E lui -il settentrionale- che diceva: Ostia, ostia! -Sì stai fresco tu e l’ostia piena. Là -in Turchia- non ce ne sono ostie piene di Monte -Sant’Angelo-. || LA òstia.

otte ['ɔttə] num. Otto. || LR otte.

ottone  [ot'tɤnə] sm. ant. Ottone. || cfr. attone  [at'tɤnə].  

ovatoste [ova'tɔstə] par. comp. Uova sode. || VC ova tòste ['ɤva 'tɔstə].

ove ['ɤvə] sf. pl. Uova. || BA ten l’uove n’croce ['tɘnə l 'ɤvə n'ɡrɤʧə] N.d.R. lett. tiene le uova in croce. || BA uove. || TF òve.

P

p'a [p-a] prep. sempl. + art. f.  Per la. || LA P'a famiglie, na vite è fategate [p-a fa'mɪʎʎə, na 'vitə ɛ fatə'ɡɜtə] N.d.R. Per la famiglia una vita hai lavorato. || LA p’a.

pacce ['patʧə] agg. e sost. Pazzo. || NM M’agghje fatte pigghja’ pè paccje [m 'aɡɡjə 'fattə piɡ'ɡja pə p'patʧə] N.d.R. Mi sono fatto prendere per pazzo. || MP so cose da pacce [sɔ k'kɤsə da 'patʧə] N.d.R. sono cose da pazzi. || NM paccje. || MP pacce. || VC pàccio. || VC pàccia.

paccherijà [pakkəri'ja] v. Soffrire la fame. Patire la fame. || CA¹ ‘A tàvele stève k'i ciàmbe all’àrije e tùtte ‘a famìgghije passàmme ‘u tìmbe a gguarda’ ‘u fucarìne: se pakkeriàve. [a 'tavələ s'tɘvə k-i 'ʧambə a l 'arjə ɛ t'tʊttə a fa'mɪɡɡjə pas'sammə u 'timbə a ɡɡwar'da u fuka'rɪnə: sə pakkə'rjɜvə] La tavola stava con le zampe all’aria e tutti in famiglia passavamo il tempo a guarda il camino: si soffriva la fame.

pacchetille [pakkə'tillə] sm. Pacchetto. || RM paccketìlle.

pacciarelle [patʧa'rɛllə] sf. Pazzerella, Burlona. || al m. pacciarille [patʧa'rillə]. || VF pacciariello (1841) || VC pacciarìelle (1929). || RF pacciarèlle.

pacciarille [patʧa'rillə] sm. Pazzerello, Burlone. || al f. pacciarelle [patʧa'rɛllə]. || VF pacciariello (1841) || VC pacciarìelle (1929). || RF pacciarille [paččarílle̯].

paccije [pat'ʧɪjə] sf. Pazzia. || VC paccìa.

pace ['pɜʧə] sf. Pace. || Anche pacia ['paʧa]  || MM [aveve̥ne̥ fa a pä́če̥] avrebbero dovuto rappacificarsi. N.d.R. lett. dovevano fare la pace. || BF páce (1894) || MM [pä́če̥].

pacia ['paʧa] sf. Pace. || Anche pace ['pɜʧə] || PR. pecchè tu c’e purtate a pacia vere [pek'kɛ tʊ ʧ-ɛ pur'tɜtə a 'paʧa 'vɘrə] N.d.R. perché tu ci hai portato la pace vera. || PR pacia.

pacienze [paʧi'ɛnʣə] sf. Pazienza. || RL pacijenze (1905). || EG paciènze.

Pacnanucce [pakna'nʊtʧə] sopr. Pacnanuccio. || EG 'Na matine, bén di notte,  / cum'e  tutt'i matine, / passàie 'n' anze a putèia mije, / Pacnanucce, ck' u carruzze e ck' u ciucce. [na ma'tɪnə 'bɛn di 'nɔttə, 'kum-ɛ t’tʊtt-i ma'tɪnə, pas'sɜjə n'nanʣə a pu'tɘja 'mijə, pakna'nʊtʧə, k-u kar'rʊtʦə ɛ kk-u  'ʧʊtʧə] N.d.R. Una mattina, molto presto, come tutte le mattine, passò davanti alla mia bottega, Pacnanuccio, con il carretto e con l'asino. || EG Pacnanucce.

padre ['padrə] sm. Padre. || Anche patre ['patrə] || MM [pádre̥] / [pátre̥] || RF padre [padre̯].

padrone [pa'drɤnə] smf. sing. e f. pl. Padrone. || Al m. sing. anche padrune [pa'drʉnə] e patrune [pa'trʉnə]  || pl. m. padrune [pa'drʉnə] || cfr. patrone [pa'trɤnə]  || SA Qullu fetende d’u padrone l’ate  jurne c’ha fatte fategà dice ore. ['kwullu fə'tɛndə d-u pa'drɤnə  l'atə 'jurnə ʧ-a f'fattə  fatə'ɡa diʧ'ɤrə] Quel fentente del padrone l’altro giorno ci ha fatto lavorare dieci ore. || LC padrône. 

padrune [pa'drʉnə] sm. pl. Padroni. || cfr. padrone [pa'drɤnə] e patrune [pa'trʉnə]  || MP Vulessé murì quann’ sti duijé padrùne mije fann’ allité [vu'lɛssə mu'rɪ 'kwannə sti 'dʉjə pa'drʉnə 'mijə 'fannə a l'litə] N.d.R. Vorrei morire quando questi due miei padroni fanno lite. || MP padrùne.  

pagà [pa'ɡa] v. Pagare. ||  Chi paghe annante eje malamente servite. [ki 'pɜɡə an'nandə 'ɘjə mala'mɛndə sər'vɪtə] Chi paga un  lavoro  anticipatamente  non  è  servito bene. || FP pagà. || Etimol.: dal lat. pacāre «rabbonire, quietare» drv. di pax, pacis (DSDLI)

paggene ['padʤənə] sf. Pagina. || RM pàggene.

pagghia ['paɡɡja] sf. Paglia. || Anche pagghie ['paɡɡjə]  || BF aspîette ciucce mije, quanne vèn’a pagghia nove! [as'pittə 'ʧʊtʧə 'mijə 'kwannə 'vɘnə a 'paɡɡja 'nɤvə!] N.d.R. aspetta somaro mio, quando arriva la paglia nuova! || BF pagghia (1894).

pagghiare [paɡ'ɡjɜrə] sm. Pagliaio. || AO pagghjàre.

pagghiarule [paɡɡja'rʉlə]  sm.  Pagliaiolo, Operaio che trasporta balle di paglia pressata. || VF pagliarulo (1841). || CA¹ pagghiarùle.

pagghie ['paɡɡjə] sf. Paglia. || Anche pagghia ['paɡɡja] || MG¹ ‘U ciucce porte ‘a pagghje e ‘u ciucce s’a magne [u 'ʧʊtʧə 'pɔrtə a 'paɡɡjə ɛ u 'ʧʊtʧə s-a 'maɲɲə] N.d.R. L’asino porta la paglia e l’asino se la mangia. || MG¹ Eje fuke de pagghie ['ɘjə 'fukə də 'paɡɡjə] N.d.R. È fuoco di paglia. || FB pagghije. || LA pagghje. || MG¹ pagghie.

pagghiere [paɡ'ɡjɘrə] sf. Giaciglio di paglia, Materasso. || FB pagghijère.

pagghione [paɡ'ɡjɤnə] sm. superl. Fanfarone, Spaccone, Millantatore. || FB pagghijòne. || AO pagghjòne.

pagghiuzze [paɡ'ɡjʊtʦə] sf. Pagliuzza. || EG pagghiuzze.

pagliacce [paʎ'ʎatʧə] sm. Pagliaccio. || SG¹ So’ passate i pagliacce, cki trombe e cki trumbètte [sɔ ppas'sɜtə i paʎ'ʎatʧə, k i 'trɔmbə ɛ kk i trum'bɛttə] N.d.R. Sono passati i pagliacci, con le trombe e le trombette. || SG¹ pagliacce.

pagliacciate [paʎʎat'ʧɜtə] sf. Pagliacciata. || FP T par bell quella pagliacciat che è fatt? [tə 'pɜrə b'bɛllə 'kwɛlla paʎʎat'ʧɜtə k-ɛ 'fattə!] N.d.R. Ti sembra bella la pagliacciata che hai fatto? || FP pagliacciat.

pagliette [paʎ'ʎɛttə] sf. Paglietta. || RM paglijètte.

pagnotte [paɲ'ɲɔttə] sf. Pagnotta. || sm. pl. Fichi d'india. || MU Fechedinie a pagnotte, mene a li grosse, mene a li fresche [fəkə'dɪnjə a ppaɲ'ɲɔttə, 'mɘnə a li 'ɡrɔssə, 'mɘnə a li 'frɛʃkə] Fichi d’India grosse come pagnotte e fresche. || RF fichedigne a pagnotte ficodindia di grosse dimensioni || MU pagnotte. || RF pagnotte [paññǫtte̯].

pagatore [paɡa'tɤrə] sm. e agg. Pagatore, Chi è incaricato di pagare. || MG¹ D’o male pagatore acciaffe quille chè puje [d-ɔ 'mɜlə  paɡa'tɤrə at'ʧaffə  'kwɪllə  kɛ 'puje] Dal cattivo pagatore prendi quello che puoi. || AO  pagatòre.

pagure [pa'ɡʉrə] sf. Paura. ||  Anche paure [pa'ʉrə] || RF pagùre [paġůre̯].
paisane [pai'sɜnə] agg. Paesano. || AO U pajèse è d’u paisàne [u pa'jɘsə ɛ d-u  pai'sɜnə] Il paese è del paesano. || AO paisàne. || FB paijsàne.

pajese [pa'jɘsə] sm. Paese. || Anche paése [pa'ɘsə]. || GG pajese (1834) || TF pajèse. || PM paèse. || LE paijese.

palate [pa'lɜtə] sm. Palato. || sf. Palata, Bastonata. || LA palàte.

palazze [pa'latʦə] m. Palazzo. || AO palàzze.

palazzone [palat'ʦɤnə] sm. Palazzone. || pl. palzzune [palat'ʦʉnə] palazzoni. || EG palazzune.

palette [pa'lɛttə] sf. Paletta. || EG palette.

paliatone [palja'tɤnə] sm. Bastonatura. || RM palijatòne.

paliature [palja'tʉrə] sf. Atto di ventilazione del grano, nei lavori dell’aia. || RF paliatùre [pali̭atůre̯].
palie ['paljə] sm. Palio. || VF pallio (1841) || RM pàlije.

palijà [pali'ja] v. Picchiare. || NM tu sì troppe bune e nen sarrisse capace di palià a nu cumbagne! [tʊ sɪ t'trɔppə b'bunə ɛ nən sar'rɪssə ka'pɜʧə də pali'ja a nu kum'baɲɲə!] N.d.R. tu sei troppo buono e non saresti capace di picchiare un amico! || NM palià.

palijate [pali'jɜtə] pp. e agg. Picchiato. || RM palijàte.

palitte [pa'lɪttə] sm. Paletto. || RF palitte [palítte̯]

pallotte [pal'lɔttə] sf. Pallotta, Pallottola di feccia, Oggetto di forma tonda di qualsiasi materiale. || BA Nen cen’eje merde pe fa pallotte [nən cə nn'ɘjə m'mɛrdə pə ffa pal'lɔttə] Non c’è sterco per pallotte. || BA pallotte.

pallucce [pal'lʊtʧə] sf. Pallina, Biglia di vetro. || CL m’hanne arrubbate ‘i pallucce [m 'annə arrub'bɜtə i pal'lʊtʧə] N.d.R. mi hanno rubato le biglie. || VC pallùccia. || CL pallucce.

pallunare [pallu'nɜrə] 1. sm. Pallonaro, Chi fabbrica o vende palloni. 2. agg. Bugiardo. || VC pallunàre.

palluniste [pallu'nɪstə] sm. Bugiardo, Chi racconta frottole. || RM pallunìste.

palme ['palmə] sm. Palmo. || sf. Palma. || DLC nu solde ‘a palme, ué facite pace [nu 'sɔldə a p'palmə, 'wɛ fa'ʧɪtə 'pɜʧə] N.d.R. un soldo a palma, ehi fate pace. || DLC palme.

palomme [pa'lɔmmə] sf. Farfalla, Canto d'informazione per carcerati, Farfallina elicoidale usata dai ragazzi per colpire le rondini. || VC palòmma.

palude [pa'lʉdə] sf. Palude. || AM palude.

palummare [palum'mɜrə] sm. Colombaia. || VC palummàre.

palumme [pa'lʊmmə] sm. Colombo, Piccione. || VC palùmme (1929). || LA palumme. || PP [palúmme̥].

palummelle [palum'mɛllə] sf. Farfallina. || LA palummèlle. || VC palummèlla.

palummille [palum'millə] sm. Colombino. || FB palummille.

palunie [pa'lʊnjə] sf. Muffa. | RF fàce a palunje N.d.R. fa la muffa. || LA palùnije. || VC palùnia. || RF palunje [paluni̯e̯].

pampuglie [pam'puʎʎə] sf. Truciolo di legno. || VC pampùglia.

panare [pa'nɜrə] sm. Paniere, Cesta per il pane. || VF panaro (1841) || BF panár' (1894) || VC panàre (1929) || LA panare.  

panarille [pana'rillə] sm. Cestino. || AO panarìlle. || VC panarìelle.

panarizze [pana'ritʦə].sm. Patereccio, Giradito, Infiammazione che gira intorno al dito. || Anche pannarizze [panna'ritʦə]. || VC panarìzze. || LA panarizze.

pandane [pan'dɜnə] sm. Pantano. || AO pandàne.

pandofele [pan'dɔfələ] sf. Pantofola. || BP è state u Scazzamurille a mette i pantofele sope o tavule [ɛ s'tɜtə u skatʦamu'rillə a m'mɛttə i pan'dɔfələ 'sɤp ɔ 'tavulə] N.d.R. è stato il folletto a mettere le pantofole sul tavolo || BP pantofele.

pandumine [pandu'mɪnə] sm. Pantomima. || VC pandomìna.

pane ['pɜnə] sm. Pane. || Locuz. pane cavete, pane de case, pane tuste ['pɜnə 'kavətə, 'pɜnə də 'kɜsə, 'pɜnə tustə] Pane caldo, di casa, duro. || VC Pane nduràte e frìtte ['pɜnə ndu'rɜtə ɛ  f'frɪttə] Pane dorato e fritto. || BF si stám ancòr’ a ppán de gráne! [si s'tɪmə an'ɡɤrə a p'pɜnə də 'ɡrɜnə] N.d.R. se stiamo ancora a pane di grano! || MM pane, kase e ffafe. Pane, cacio e fave. || VF pane fatt’a la casa ['pɜnə 'fatt-a 'kɜsə] pane casalingo. || GG pane (1834) || ZO peun (1864). || TF pàne. || BF ppán. || SA¹ päne. || FO [päne̥] panecutte [pɜnə'kuttə] par. comp. sm. Pancotto. || LR Abbasce ‘e grotte, quase tutt’i jurne, se cucenave sole ‘u pane cûtte [ab'baʃʃə ɛ 'ɡrɔttə, 'kwasə 'tʊttə i 'jurnə, sə kuʧə'nɜvə 'sɤlə u 'pɜnə 'kuttə] N.d.R. Nei sottani -le grotte- quasi tutti i giorni si cucinava solo il pancotto. || VC panecùotte. || LA panecûtte. || LR pane cûtte. || ML pane cutte. || GA pan cutt.

paneficie [panə'fɪʧə] sm. Panificio.  

panelle [pa'nɛllə] sf. Pagnottella di pane, Panello. || FO Mazze e panelle fanne i figghije belle [Mazze̥ e panelle̥ fanne̥ i figghije̥ belle̥] Mazza e pane fanno i figli belli. || VC panèlla. || AO panèlle. || || FO panelle [panelle̥].

panettere [panət'tɘrə]sf. Panettiera. || VC panettèra. || [fg. panettiéra - ital. panettièra]

panettire [panət'tirə] sm. Panettiere. || FB  panettire.

panettone [panət'tɤnə] sm. Panettone. || al pl. panettune [panət'tʉnə]. || LR panettune.

panetuste [pɜnə'tustə] sm. Pane duro, raffermo. || TF Te ne magna' de pàne tùste! [tə n-ɛ maɲ'ɲa də 'pɜnə 'tustə!] N.d.R. Ne devi mangiare di pane duro! || TF  pàne tùste.

panine [pa'nɪnə] sm. Panino.

pannarizze [panna'rɪtʦə] sm. Patereccio, Giradito, Infiammazione che gira intorno al dito. || Anche panarizze [pana'rɪtʦə]. || RM pannarìzze.

panne ['pannə] sm. Stoffa. || sm. pl. Abiti. || BA L’hanne date pann e fuorce mmane [l'annə 'dɜtə 'pannə ɛ f'furʧə m'mɜnə]    Gli hanno consegnato stoffa e forbici nelle mani. || GG panne (1834) || BA pann.

panze ['panʣə] sf. Pancia. || cfr. trippe ['trɪppə] || VC pànza.

panzire [pan'ʣirə] sf. Panciera. || RF panzire [panźíre̯].

papà [pa'pa] sm. Papà, Padre, Babbo. || EG papà.

papagne [pa'paɲɲə] sm. Papavero. || sf. Colpo di sonno, Sonnolenza, Sonnifero. || SA M’è venute ‘na papagne! [m-ɛ vvə'nʉtə na pa'paɲɲə!] Mi è venuto un colpo di sonno. || LA papagne.

papagnone [papaɲ'ɲɤnə] sm. Pugno dato  con tutto il braccio disteso, Cazzottone che fa addormentare. || LA papagnone. || RF papagnóne [papaññọ̈ne̯].

papanonne [papa'nɔnnə] sm. Nonno. || Anche tatone [ta'tɤnə], paparusse [papa'russə]. || RM papanònne. || RF papanonne [papanǫnne̯].

paparelle [papa'rɛllə]sf. Ochetta.  

paparone [papa'rɤnə] sm. Bisnonno. || Anche tatarone [tata'rɤnə].

paparule [papa'rʉlə] sm. Peperone. || cfr. peperusce [pəpə'rʊʃʃə] || sm. pl. in senso fig. Soldi. || VF peparulo (1841).

paparusse [papa'russə] sm. Nonno. || Anche tatone [ta'tɤnə], papanonne [papa'nɔnnə]. || BA paparuosse.

paparuzze [papa'rʊtʦə] sm. Pane dei contadini. || Cfr. parruzze [par'rʊtʦə] || RF [paparųzze̯].
pape ['pɜpə] sm. Ponfefice, Papa. || SA 'U pape stace a Rome. [u 'pɜpə s'tɜʧə a r'rɤmə] Il papa sta a Roma.

papere ['papərə] sf. Papera, Oca. || AO pàpere.

paperijà [papəri'ja] v. Fare la papera, Camminare come una papera. || BP che chi staje paparianne? Lasse stu telefene! [kə kki s'tɜjə papəri'jannə? 'lassə stu tə'lɛfənə!] N.d.R. lett. con chi stati facendo la papera? Lascia questo telefono! || RM paperijà.

papille [pa'pillə] sm. Tranello, Trappola. || AO papìlle.

papocchie [pa'pɔkkjə] sf. Fandonia, Bugia, Fesseria. || GE  papocchie (1894). || VC papòcchia (1929). || PP [papǫ́cce̥].

papone [pa'pɤnə] sm. Fantasma. || cfr. papunne [pa'pʊnnə]. || VC Vattìnne papòne da sott’a lu lìette, ca sennò mo àie na petràta mpìette [vat'tɪnnə pa'pɤnə da 'sɔtt-ɔ 'littə, ka sən'nɔ mɔ 'ɜjə na pə'trɜtə m'bittə] N.d.R. Va’ via fantasma da sotto il letto, altrimenti adesso avrai una pietrata in petto. || VC papòne (1929). || CS papone.

pappagalle [pappa'ɡallə] sm. Pappagallo. || FB pappagalle.

pappamerenne [pappamə'rɛnnə] sf. Merenda. || FB pappamerènne.

pappe ['pappə] solo nella locuz. pappe e nase ['pappə ɛ n'nɜsə]. Nasone, Dal grande naso. || LA pappe e nase. || FP papp e nas.

pappele ['pappələ] 1. sf. Palpebre. || LA pàppele.

pappele ['pappələ] 2. sm. Tonchio, insetto dei coleotteri che si trova nei legumi, Curculione. || MG¹ Damme tîmbe che tè spertuse, decije ‘u pappele ‘mbacce a fafe ['dammə 'timbə kɛ tə spər'tʉsə, də'ʧɪjə u 'pappələ m'batʧə a 'fɜfə] N.d.R. Dammi tempo che ti faccio un buco, disse l’insetto alla fava. || LA pàppele. || MG¹ pappele.

pappulle [pap'pʊllə] solo nella locuz. a pappulle [a ppap'pʊllə] Sdentato. || RM pappùlle.

papunne [pa'pʊnnə] sm. Fantasma, Babau. ||  cfr. papone [pa'pɤnə]. || CS Vattínne papunne da sotte o litte sennò tu mènghe nu mattone ‘mbitte [vat'tɪnnə pa'pʊnnə da 'sɔtt ɔ 'littə sən'nɔ t-u 'mɛnɡə nu ma'tɤnə m'bittə] N.d.R. Va’ via fantasma da sotto il letto, altrimenti ti lancio un mattone sul petto  -addosso-. || LA papûnne. || CS papunne.  

paradise [para'dɪsə] sm. Paradiso. || Anche paravise [para'vɪsə] || FP Ecc, mò a anduvnat iss, so tre or che u stache dicenn ... ma, scus, e ditt che vin d’ò Paradise? ['ɛkkə, 'mɔ a nduwə'nɜtə 'ɪssə, sɔ t'trɛ 'ɤrə kɛ u s'tɜkə də'ʧɛnnə ... ma, s'kʉsə, ɛ  'dɪttə kɛ 'vine d-ɔ para'dɪsə?] N.d.R. Ecco, adesso lui ha indovinato, sono tre ore che lo sto dicendo...ma, scusa, hai detto che vieni dal Paradiso? || RF m’baravise ' N.d.R. in paradiso '.|| AO paradìse. || FP Paradise. || RF paravìse [paravı̊se̯].

paranze [pa'ranʣə] sf. Apparenza, Gruppo di mietitori. || AO parànze. || LA paranze.

parapatte [para'pattə] solo nella locuz.  parapatte e ppace [para'patt ɛ p'pɜʧə]  Siamo alla pari, Non abbiamo più debiti l’uno verso l’altro, lett. Pari e pace. || AO parapàtte.

parature [para'tʉrə] sm. pl. Interiora di agnello per fare i torcinelli. || estens. Visceri. || LR Arture ca vennève ‘i parature nenn’u capìve quanne lucculàve [ar'tʉrə ka vən'nɘvə i para'tʉrə nn-u ka'pɪvə 'kwannə lukku'lɜvə] N.d.R. Arturo che vendeva le frattaglie, non lo capivi quando urlava. || LR  parature. || RF paratùre [paratůre̯].
paravise [para'vɪsə] sm. Paradiso, Torso del carciofo. || Anche paradise [para'dɪsə]  || PM ce stace nu poste, c’assemmègghie a n’anghele de paravise [ʧə s'tɜʧə nu  'pɔstə, kɛ assəm'mɛɡɡjə a n'anɡulə də para'vɪsə] N.d.R. c’è un posto, che rassomiglia ad un angolo di paradiso. || VC paravìse. || PM paravise.

parche ['parkə] sm. Parco. || PM parche.

pare ['pɜrə] agg. Uguale, Pari. || cfr. eguale [e'ɡwɜlə], uguale [u'ɡwɜlə]. || sm. Paio. || GA pare. || FO [päre̥].

parecchie [pa'rɛkkjə] agg. Parecchio. || MP Agghije tentaté parecchi vote de derecillé a papà ['aɡɡjə  tən'tɜtə pa'rɛkki 'vɤtə də dərə'cɪllə a pa'pa] N.d.R. Ho tentato parecchie volte di dirlo a papà.  || MP parecchi. || CL parecchie.

parendade [parən'dɜdə] sm. Parentado. || estens. Promessa di matrimonio. || TF parendàde.

parende [pa'rɛndə] sm. Parente.

parì [pa'rɪ] v. Sembrare, Apparire. || SA Nen se pare a vedè nu poche de luce. [nən sə 'pɜrə a vvə'dɛ nu 'pɤkə də 'lʊʧə] Non si riesce a vedere un po’ di luce -la buona sorte non arriva-.

parinde [pa'rində] smf. pl. Parenti, Geloni. || Locuz. parìnde serpìnde [pa'rində sər'pində] Parenti serpenti. || AO Prime ê dinde e po' ê parìnde ['prɪmə ɛ 'dində ɛ ppɔ ɛ pa'rində] Prima ai denti e poi ai parenti. || AO parinde. || LR parînde. || FP parind. || RF parinde [parínt̬e̯].

parlà [par'la] v. Parlare. || SA Ke te nze pote parlà chjú! [kə t'tɛ 'nʣə 'pɤtə par'la k'kjʊ] Con te non si può più parlare.

parlate [par'lɜtə] pp. e agg. Parlato. || BA L’Angele l’ave parlate a la recchie [l 'anʤələ l'ɜvə par'lɜtə a 'rɛkkjə] È stato avvisato da un angelo. N.d.R. L’Angelo gli ha parlato all’orecchio. || BA parlate.

parmeggiane [parməd'ʤɜnə] sm. Formaggio parmigiano. || MP parmeggiané.

parocchele [pa'rɔkkələ] sf. Paroccola, Fazzoletto con una estremità annodata. || RM paròcckele.

parole [pa'rɤlə] sf. Parola. || CS Vále chijù nu fatte, che cinte parole ['vɜlə k'kjʊ nu 'fattə, kɛ 'ʧində pa'rɤlə] N.d.R. Vale più un fatto, che cento parole || PR Quanne te l’agghi’a dice sti parole ['kwannə tə l'aɡɡja 'dɪʧə sti pa'rɤlə] N.d.R. Quando te le devo dire queste parole. || TF paròle. || CS parole. || RF paròle [parǫ̈le̯].

parrucchire [parruk'kirə] sm. Parrucchiere. || ZO pirrucchiere (1864). || [fg. parrucchiére – ital. parrucchière.]

parruzze [par'rʊtʦə] sm. Parrozzo, Pane rustico di colore scuro. || VF parruozzo (1841). || VC parrùozze (1929). || BA parruozze.

parte ['partə] 1. sf. Parte. || AO Chi spàrte ave ‘a mègghja parte [ki s'partə 'ɜvə a 'mɛɡɡja 'partə] Chi fa le parti ha, per sé, la migliore. || SA Face ‘a parte ‘u stubbete. ['fɜʧə a 'partə u s'tʊbbətə] Fa la parte dello stupido. || AO parte.

parte ['partə] 2. v. Partire. || ZO partì (1864).

partite [par'tɪtə] sf. Partita. || sm. Partito. || PR partite.

parturí [partu'rɪ] v. Partorire. 

parucchele [pa'rʊkkələ] sm. Bastone nodoso di legno. || RF parucchele [parųkke̯le̯].

parziona [par'ʦjɤna] sf. Porzione, Parte. || Anche parzione [par'ʦjɤnə] || GG  Damma la parziona mia ['dammə a par'ʦjɤna 'mijə] N.d.R. Dammi la mia parte -di eredità-. || GG parziona (1834).

parzione [par'ʦjɤnə] sf. Porzione, Parte. || Anche parziona [parzna]

pasce ['paʃʃə] v. Pascere, Nutrire. || VC pàscere cu l’èrva n’anemàle ['paʃʃə kə ll’ɛrvə n-anə'mɜlə] N.d.R. nutrire con l’erba un animale   || VC pàscere.

pasciute [paʃ'ʃʉtə] pp. e agg. Pasciuto, Florido. || AO pasciùte.

pascore [pas'kɤrə] sf. Primavera.

pasonne [pa'sɔnnə] agg. f. Pigra, Lenta, Addormentata. || cfr. pasunne [pa'sunnə] || RG¹ pasonne.

Pasquale [pas'kwɜlə] pers. m. Pasquale. || BF campáne -Sam-Pasquále [kam'bɜnə sambas'kwɜlə] N.d.R. campane di San Pasquale || BF Pasquále.

Pasqualì [paskwa'lɪ] pers. m. Pasqualino. || CL Pasqualì.

Pasque ['paskwə] sf. Pasqua. || LMG Pasque, diune e sénza mésse ['paskwə,  di'jʉnə ɛ s'sɛnʣa 'mɛssə] N.d.R. lett. Pasqua, digiuno e senza messa. || LMG Pasque.

passà [pas'sa] v. Passare, Trascorrere. || Locuz. passà annànze [pas'sa an'nanʣə] Sorpassare; passà bune [pas'sa b'bunə].Guarire. || DPM  fra duje o tre jurne passa tutte cose [fra 'dʉjə ɔ trɛ 'jurnə 'passə  'tʊttə 'kɤsə] N.d.R. fra due o tre giorni sarà tutto finito. || SA Che brutta nuttate ha passate  ‘u  malate! [kɛ b'brʊtta nut'tɜtə a ppas'sɜtə  u ma'lɜtə!] Che  brutta  nottata  ha trascorso il malato! || CL passà.

passamane [passa'mɜnə] sm. Bracciolo, Passamano. || VC passamàne.

passapane [passa'pɜnə] sm. Stomaco. || RM passapàne.

passapurte [passa'purtə] sm. Passaporto. || SG u’ cape sturte dice che i serve u’ passapurte [u 'kɜpə s'turtə 'dɪʧə kɛ i 'sɛrvə u passa'purtə] N.d.R. la testa storta dice che gli serve il passaporto. || SG passapurte. || VC  passapùorte.

passarille [passa'rillə] sm. Uccello, Passero, Passerotto. || VC passarìelle. || FD passarìlle. || LA passarîlle. || ML¹ passarille. || RF passarille [passarílle̯].

passate [pas'sɜtə] pp. e sost. Passato. || MG¹ Acqua passate nen macine muline ['akkwa pas'sɜtə nən 'maʧənə mu'lɪnə] N.d.R. Acqua passata non macina mulino. || MG¹ passate. || EG passàte.

passele ['passələ] sf. Passola, Uva passa.

pastajole [pasta'jɤlə] sf. Pastaia. || FB  pastaijòle.

pastarelle [pasta'rɛllə] sf. Paste dolci fatte in casa, Biscottino, Pasticcino. || GF pastarèlle ch’u resolie, taralluzze, scavedatille e vvine bbune [pasta'rɛllə k-u rə'sɔljə, taral'lʊtʦə, skavəda'tillə ɛ v'vɪnə b'bunə] biscottini con il rosolio, taralli e scaldatelli e vino buono. || GF pastarèlle.

paste ['pastə]  sf. Pasta. || ZO past (1864). || CA² pastë.

pasteccire [pastet'ʧirə] sm. Pasticciere. || RF pasteccire [paste̯ččíre̯].

pastenache [pastə'nɜkə] sf. Carota. || VF  pastenaca (1841).

Pastenachille [pastəna'killə] pers. m. soprann. Pastinachello

pastore [pas'tɤrə] sm. Pastore. || FB pastòre.

pasturille [pastu'rillə] sm. Pastorello. || BA pasturielle.

pasunne [pa'sunnə] agg. m. Pigro, Lento, Addormentato. || cfr. pasonne [pa'sɔnnə] || RG¹ pasunne.

‘Pataffie [pa'taffjə] sm. Epitaffio, Monumento a Filippo IV. || EG A l’ombre d’u ‘Pataffie [a l'ɔmbrə d-u pa'taffjə] N.d.R. All’ombra dell’Epitaffio. || LA patàffije. || EG ‘Pataffie. || MM patáffie.

Patanare [pata'nɜrə] sopr. Patanaro. || LR Patanàre.

patane [pa'tɜnə] sf. Patata. || SG¹ ‘I recchijtèlle cka ruchele e cki pàtane [i rikkji'tɛllə k-a 'rʊkələ ɛ kk i pa'tɜnə] Le orecchiette con la rucola e le patate. || VC patàna (1929).  || ML patàne. || SG¹ pàtane. || CA² patànë.

patanelle [pata'nɛllə]  sf. Patatina, Piccolo braciere. || VC patanèlla.

patefatte [patə'fattə] sm. Manifesto.

pateminde [patə'mində] sm. Patimento, Sofferenza.

Paternostre [pater'nɔstrə] locuz. lat. Pater noster. || sm. Padrenostro. || VC patrenuòstre.

patete ['patətə] par. comp. Tuo padre. ||  ML patete.

Pateterne [pate'tɛrnə] sm. Padreterno. || Anche Patreterne [patre'tɛrnə] || CS Viáte  a  chi  tène  nu  padrètèrne ncile e une ‘ntèrre [vi'jɜtə a kki 'tɘnə nu patre'tɛrnə n'ʤilə ɛ 'ʉnə n'dɛrrə] N.d.R. Beato chi ha un padreterno in cielo ed uno in terra. || RL Pataterne (1905). || CA padreterne. || SE padretèrne. || MA  padre tern’. || CS padrètèrne.

patì [pa'tɪ] v. Patire. || MP Anè, isse se metté vergogné de fa’ capì a’ gent’ che eije surdé, e ije aggija patì [a'nɛ, 'ɪssə sə 'mɛttə vər'ɡɔɲɲə də fa ka'pɪ a d'ʤɛndə kɛ 'ɘjə 'surdə, ɛ 'ijə 'aɡɡja pa'tɪ] N.d.R. Ma guarda, lui si vergogna di far capire alla gente che è sordo, ed io devo patire. || MP patì.

patijà [pati'ja] v. Spurgare le lumache.

patre ['patrə] sm. Padre. || GG Ce steva nu patre ca teneva duj figghj..i [ʧə s'tɘvə  nu 'patrə ka tə'nɘvə 'dʉjə 'fɪɡɡjə] N.d.R. C’era un padre che aveva due figli. || GG a la casa de patremo [a 'kɜsə də 'patəmə] N.d.R. A casa di mio padre. || NM Ma si secure che tu sì ‘u padre? [ma sɪ ssə'kʉrə kɛ tʊ sɪ u 'patre?] N.d.R. Ma sei sicuro che sei tu il padre? || MM [ve̥čįne̥ u̱ pátre̥] vicino al padre. || CA Nu padre campe ‘a cînte figghje, ma cînte figghje nen campane a nu padre [nu 'padrə 'kambə a t'ʧində 'fɪɡɡjə, ma 'ʧində 'fɪɡɡjə nən 'kambənə a nu 'padrə] N.d.R. Un padre dà il sostentamento a cento figli, e cento figli non riescono a far campare un padre. || GG  patre, patr..e, patremo (1834) || CA padre. || MM [pátre̥].

patremonie [patrə'mɔnjə] sm. Patrimonio. || GA patrimonije.

patrezzà [patrət'ʦa] v. Rassomigliare molto al padre, nei tratti somatici e nel comportamento. || RM patrezzà.

patrije [pa'trɨjə] sm. Patrigno. || VC Patrìjeme ne’ me pòte pròpete vedè [pa'trɨjəmə nə m'mə 'pɤtə 'prɔpətə və'dɛ] Il mio patrigno non può addirittura tollerarmi. || VC patrije.

patriotte [patri'ɔttə] sm. Passero maschio. || FB patrijòtte.

patrone [pa'trɤnə] sf. Padrona. || FB patròne.

patrune [pa'trʉnə] sm. Padrone. || cfr. padrone [pa'drɤnə]  || FB patrùne. || MA patrune. || MM [ppatru̇́/ne̥].

paturnie [pa'tʊrnjə] sf. Malinconia, Stato di malessere psicologico. || RM patùrnije.

paure [pa'ʉrə] sf. Paura. || Anche appaure [appa'ʉrə] / pagure [pa'ɡʉrə]/ appagure [appa'ɡʉrə]|| MA Male n’ facenne e paura n’n avenne ['mɜlə n-fa'ʧɛnnə ɛ ppa'ʉrə nn-a'vɛnnə] N.d.R. Male non fare e paura non avere. || CS La morte nen háve paure du mideche [a 'mɔrtə nənn'ɜvə pa'ʉrə d-u 'midəkə]  N.d.R. La morte non ha paura del medico. || CS paure. || MA paura. || RF paùre [paůre̯].

pauruse [pau'rʉsə] agg. Pauroso. || Anche paveruse [pavə'rʉsə].

Pavelù [pavə'lʊ] pers. m. Paolo.

paveruse [pavə'rʉsə] agg. Pauroso. || Anche pauruse  [pau'rʉsə]. || RM paverùse.

pazziarille [patʦja'rillə] sm. Giocattolo. || BP pazziarille.

pazzijà [patʦi'ja] v. Scherzare, Giocare. || BA Mò pazzeje a fa male [mɔ pat'ʦɘjə a ffa 'mɜlə] Adesso scherza per  far male. || LA pazzijà. || BA pazzià.

pazzije [pat'ʦɪjə] sf. Burla, Scherzo. || MA ca rise e ca pazzie, a fatica mije, a late c’ ‘a fazze fà [k-a 'rɪsə ɛ k-a pat'ʦɪjə, a fa'tika 'mijə, a l'atə ʧ-a 'fatʦə fa] N.d.R. con il riso e con lo scherzo, il mio lavoro lo faccio fare agli altri. || MA pazzie.

pe' [pə] prep. sempl. Per. || BA Face u fesse pe nen j a la guerre ['fɜʧə u 'fɛssə pə nnə jɪ a 'ɡwɛrrə]  Fa il finto tonto per non andare in guerra. || GG pe (1834) || ZO pì (1864). ||  BF pe. || SG pe’. || FO pe [pe̥] || [fg. pèr - ital. pér]

peccate [pək'kɜtə] sm. Peccato. || ME tutti i peccate ha scangellate ind’a lore [‘tʊtt i pək'kɜtə a skanʤəl'lɜtə 'ind-a l'lɤrə] tutti i peccati ha cancellato in loro. || ME peccate.

peccatore [pəkka'tɤrə] agg. e sm. Peccatore. || ME peccatore.

peccenenne [pətʧə'nɛnnə] agg. f.  Piccolina. || al m. peccenunne [pətʧə'nʊnnə] || MA peccenenne.

peccenonne [pətʧə'nɔnnə] sf. Piccolina. || RM peccenɔnne.

peccenunne [pətʧə'nʊnnə] sm. Bambino. Piccolino. || al f. peccenenne  [pətʧə'nɛnnə]  || SA ’U peccenunne de mamme! [u pətʧə'nʊnnə də 'mammə] Il piccolino di mamma. || CL peccenunne. || RF piccinunne [piččinųnne̯].

peccerè [pətʧə'rɛ]sf. Piccola.

pecchè [pək'kɛ] avv., congz. e sm. Perché. || SA Ije vulesse sapè pecchè nde ne vaje! ['ijə vu'lɛssə sa'pɛ pək'kɛ ndə nə 'vɜjə] Io vorrei sapere perché non te ne vai. || DPM fammene ji pecchè nu vogghje vedé cchiù [fam'mɪnnə jɪ pək'kɛ nn-u 'vɔɡɡjə və'dɛ k'kjʊ] N.d.R. Fammene andare perché non lo voglio più vedere. || ZO pecchè (1864) || LE pecché. || FP pcchè. || [fg. perchè - ital. perché]

pece ['pɘʧə] sf. Pece. || MM péce.

pecherucce [pəkə'rʊtʧə] sm. Agnello. || MM u pekerúcce. L’agnello. || FB pecurùcce. || FB pecurocce. || MM pekerúcce. || RF pecurucce [pe̯kurųčče̯].
pechesce [pə'kɛʃʃə] sf. Marsina, Abito nuovo. || LA pechèsce.

pechescine [pəkəʃ'ʃɪnə] sm. Bellimbusto, Persona che ama ostentare la propria eleganza, Zerbinotto. || AM Che d’éje ca vàce truanne stu sorte e pechescine chè semb’apprisse vène e parle musce musce?  [kɛ d'ɘjə ka 'vɜʧə tru'wannə stu 'sɔrtə ɛ pəkəʃ'ʃɪnə kɛ 'sɛmb-ap'prissə 'parlə 'mʊʃʃə 'mʊʃʃə?] Che cosa va trovando questa specie di bellimbusto che viene sempre dietro e parla lentamente? || AM pechiscìne. || FB pechescene.

pechescione [pəkəʃ'ʃjɤnə] sost. Palandrana. || RM peckesciòne.

pecone [pə'kɤnə] sm. Piccone. || VF pecone (1841).

pecorine [peko'rɪnə] sm. Formaggio pecorino.

pecundrije [pəkun'drɪjə] sf. Ipocondria, Noia, Tristezza, Malinconia. || LA pecundrìje. || RF pecundrìje [pe̯kundrı̊i̭e̯].

pecure ['pɛkurə] sf. pecora. || BA Carne de pechere e secure ['karnə də 'pɛkurə ɛ ssə'kʉrə] Carne di pecora, ma certa. || BA pechere.

pedarule [pəda'rʉlə] sm. Pannolino per bambini. || RM pedarùle.

pede ['pɘdə] sm. sing. Piede. || pl. pide. || Anche pete ['pɘtə]. || VF Pede de lu vacile  ['pɘdə d-u va'ʧilə] Bacinella per lavarsi le mani. || GG pede (1834).

pedecchiuse [pədək'kjʉsə] agg. Pidocchioso, Povero, Straccione. || EG vit’a quillu pedecchiuse  ['vit-a k'kwɪllu pədək'kjʉsə] N.d.R. guarda quel pidocchioso. || EG pedecchiuse. || TF pedecchiùse.

pedeje [pə'dɘjə] sf. Pancetta di pecora o d’agnello. || LA pedèje. || [fg. pancètta - ital. pancétta]

pedevellà [pədəvəl'la] v. Pedalare la bicicletta. || RM pedevellà.

pedevelle [pədə'vɛllə] sf. Pedale della bicicletta. || RM pedevèlle.

peducchie [pə'dukkjə] sm. Pidocchio. || LMG ‘A vécchie peducchie peducchie, campàie cînd’anne, pe sapé i fatte de l’ate! [a 'vɛkkjə pə'dukkjə pə'dukkjə, kam'bɜjə ʧind 'annə pə ssa'pɛ i 'fattə də l 'atə!] N.d.R. La vecchia pidocchi pidocchi visse cento anni, per sapere i fatti degli altri. || TF pedùcchije. || AO pedùcchje. || CA¹ [pedųcchije]. || AO pedòcchje.

pegge ['pɛɡɡə] avv. e agg. Peggio, Peggiore. || EG Site pègge de ‘na molle ca vàce sop’e ‘ssotte ['sɪtə 'pɛdʤə də  na 'mɔllə ka 'vɜʧə 'sɤpə ɛ s'sɔttə] N.d.R. Siete peggio di una molla che va sopra e sotto. || TF pègge. || CS pèggie.

pegghjà [pəɡ'ɡja] v. Prendere, Pigliare. || Anche pigghjà [piɡ'ɡja] || EG pegghià.

pegnule [pəɲ'ɲʉlə] 1. sm. Pinolo, Seme di pino domestico racchiuso nella pigna. || 2. agg. meticoloso, eccessivamente preciso || VF pignuolo (1841)  [fg. pinólo - ital. pinòlo]

pelanghille [pəlan'ɡillə] sm. Pannocchia di granturco. || BP Inde a sta case so arruate a u punte che so considerate nu pelanghille ['ind a sta 'kɜsə sɔ arru'wɜtə ɔ 'pʊndə kɛ sɔ kkonside'rɜtə nu pəlan'ɡillə] In questa casa sono arrivato al punto da essere considerato -come- una pannocchia. || BP pelanghìlle. || LR pelanghîlle. 

pelatille [pəla'tillə] sm. Piccolo pelo, Niente di importante. || FB pelatille.

pelegne [pə'lɛɲɲə] agg. f. Sciatta, Lenta. || FB pelègne.

pelle ['pɛllə] sf. Pelle.

pellecchie [pəl'lɛkkjə] sf. Pellecchia, Pellicina. || TF E vècchije e i pròde a pellècchije! [ɛ 'vɛkkjə  ɛ i  'prɤdə a pəl'lɛkkjə!] N.d.R. È vecchio e gli prude la pellecchia. || TF pellècchije. || AO pellècchje. || EG pellècchie. || [fg. pellècchia - ital. pellécchia]

pellegrine [pəllə'ɡrɪnə] smf. Pellegrino. || CA¹ [pɛllɛgrinᵉ]. || VMG pëllëgrinï.

pellicce [pəl'lɪtʧə] sf. Pelliccia. || FB e gambe arravugghiate i pellocce de pecorocce  [ɛ 'ɡammə arravuɡ'ɡjɜtə i pəl'lɪtʧə də peke'rʊtʧe] alle gambe avevano avvolte pelli di agnello.  || FB pellocce.

pellitre  [pəl'lɪtrə] sm. Puledro. || RM pellìtre. || [fg. pulèdro - ital. pulédro]

pelone [pə'lɤnə] sm. Grossa vasca per conservare l’acqua del pozzo. || FB pelòne.

pelucche  [pə'lʊkkə] sf. Parrucca. || RM pelùccke.

pelucchere [pəluk'kɘrə] sf. Pettinatrice, Parrucchiera. || cfr. capellere [kapəl'lɘrə] || LA pelucchère. || NM¹ pulchera.

pena ['pɘna] sf. Pena. || Anche pene ['pɘnə]. || MG¹ Hamme fatte cule rutte e péna pagate  ['ammə 'fattə 'kʉlə 'rʊttə ɛ p'pɘna pa'ɡɜtə] N.d.R. lett. Abbiamo fatto culo rotto e pena pagata. || MG¹  péna.

pendemende [pəndə'mɛndə] sm. Pentimento. || MG¹ Tarde pendeménde a nînde aggiove  ['tardə pəndəmɛndə a n'nində ad'ʤɤvə] N.d.R. Pentimento tardivo a niente serve. || MG¹ pendeménde. [fg. pentimènto – ital. pentiménto]

pendone [pən'dɤnə] sm. Angolo della strada. || RM pendòne.

pendure [pən'dʉrə] sf. Polmonite, Pleurite, Malattia delle vie respiratorie. || RM pendùre.

pendute [pən'dʉtə] pp. e agg. Appuntito. || pp. e sost. Pentito. || RM pendùte.

pene ['pɘnə] sf. Pena. || Anche pena  ['pɘna] || LR  pène.

penna ['pɛnna] sf. Penna, Piuma. || Anche penne ['pɛnnə]. || BN E pinz che sapev t-nè a penna mman, cum’e na zapp sul p- fa a firm ca croc [ɛ p'pinʣə kɛ sa'pɘvə tə'nɛ a 'pɛnna m'mɜnə, 'kum-ɛ na 'ʦappə 'sʉlə pə ffa a 'fɪrmə k-a 'krɤʧə] E pensa che sapeva tenere la penna in mano, come una zappa, solo per firmare col segno di croce. || BN penna. || [fg. pènna - ital. pénna]

pennacchie [pən'nakkjə] sm. Pennacchio. || EG Quilli pennacchie culuràte, èrene l’onore d’a Madonn’ i ‘Ngurnàte ['kwilli pən'nakkjə kulu'rɜtə, 'ɛrənə l'onɤrə d-a ma'dɔnnə i nɡur'nɜtə] N.d.R. Quei pennacchi colorati erano l’onore della Madonna dell’Incoronata. || EG pennacchie. || RF pennacchie [pe̯nnaĉĉe̯].

pennarule [pənna'rʉlə] sm. Pennaiuolo, Scrivano, Arnese ove riporre le penne. || RM pennarùle.

penne ['pɛnnə] sf. Penna, Piuma. || Anche penna  ['pɛnna]. || MU  pènne. ||  [fg.  pènna - ital. pénna]

pennellate [pənnəl'lɜtə] sf. Pennellata. || LR pennellàte.

pennille [pən'nillə] sm. Pennello. || CL pennill’. || FB pennille.

penninde [pən'nində] avv. Affatto, Per nulla. || Anche pe’ nninde [pə n'nində].

penzà [pən'ʣa] v. Pensare. || LE Si ce penze, mené, me sendé venì!  [si ʧə 'pɛnʣə, 'mɘnə, mə 'sɛndə və'nɪ!]  Se ci penso, mi sento venire meno. || MG¹ ‘A gatta d’a despenze - cum’èje accussì pénze  [a 'ɡattə d-a dəs'pɛnʣə - kum'ɘjə akkus'sɪ 'pɛnʣə] La gatta della dispensa. Come è, così pensa. || LE penzà. || PM pensà. || TF penza’.

penzate [pən'ʣɜtə] pp. e agg. Pensato.

penzire [pən'ʣirə] sm. sing. e pl. Pensiero. || PM pensire. || ME penzire. || NM pinzire. || RF penzire [pe̯nźíre̯]. || [fg. pensiéro - ital. pensièro]

penzione [pen'ʣjɤnə] sf. pensione. ||  SA Ci’u decije: n’ate cavece t’agghia menà, prime che te ne vaje ‘mbenzione! / Ci’u decíje: n’ate càvece t’àgghia menà, príme che te ne váje ‘mbenzióne! [ʧ-u də'ʧɪjə: n-atə 'kavəʧə t'aɡɡja mə'na, 'prɪmə kɛ tə nə 'vɜjə mben'ʣjɤnə] N.d.R. glielo dissi: un altro calcio te lo darò, prima che te ne vai in pensione.

penziunate [pənʣju'nɜtə] pp. e sost. Pensionato. || CL ma vuije vedite, ere megghie quann’ere penziunate  [ma 'vʊjə və'ditə, 'ɘrə  'mɛɡɡjə 'kwann-ɘrə pənʣju'nɜtə] N.d.R. guardate un po’, era meglio quando ero in pensione. || CL penziunate.

pepe ['pɘpə] sm. Pepe.

pepernille [pəpər'nillə] sm. Piccolo rotolo di stoffa che si applica al centro del basco. || FB pepernille.

peperusce [pəpə'rʊʃʃə] sm. Peperone. || cfr. paparule. || DLC i peperusce nen  so’ furte, ma dolce e rusce, so’ tuste, nen so’ musce [i pəpə'rʊʃʃə nən sɔ f'furtə, ma 'dɔlʧə ɛ r'rʊʃʃə, sɔ t'tustə, nən sɔ m'mʊʃʃə] i peperoni non sono piccanti, ma dolci e rossi, sono duri, non sono flosci.  || BA peperùsce. || DLC peperusce. || RF peperusce [pe̯pe̯rųšše̯].

Pèppe ['pɛppə] pers. m. Peppe. || BA Darrije l’aneme a Peppe  [dar'rɪjə l 'anəmə a p'pɛppə] Darebbe l’anima al diavolo. || BA Peppe.

Peppine [pep'pinə] pers. m. Peppino, Giuseppe. || LR Peppine.

Peppuzze [pəp'pʊtʦə] pers. m. Peppe. || SA ‘A candine Peppuzze. [a kan'dɪnə pəp'pʊtʦə] La cantina di Peppuzzo.

perazze [pə'ratʦə] sm. Pera acerba di piccole dimensioni. || FB perazze. || RF perazze [pe̯razze̯].

perchiacchelle [pərkjak'kɛllə] sf. Porcellana. || Anche purchiacche [pur'kjakkə] || VF puorchiacchielli (1841). || VF purchiacchi (1841).|| MAM [pérc̓́e̥].

perchie ['pɛrkjə] sf. Lentiggine. || RF perchie [pęrĉe̯].

perchiose [pər'kjɤsə] agg. f. Lentigginosa. || Anche precchiose [prək'kjɤsə]. || al m. perchiuse [pər'kjʉsə] || RM perchijòse.

perchiuse [pər'kjʉsə] agg. m. Lentigginoso. || f. perchiose [pər'kjɤsə]. || Anche precchiuse [prək'kjʉsə] || FB perchijuse. || RF perchiùse [pe̯rĉůse̯].

perciatille [pərʧa'tillə] sm. Maccheroni simili ai bucatini. || VF perciatielli (1841).

perde ['pɛrdə] v.  Perdere.  || CS A chijagnije stù murte so’ lacreme pèrse  [a k'kjaɲɲə stu 'murtə sɔ 'lakrəmə pɛrʦə] N.d.R. lett. A piangere questo morto sono lacrime perse. 

perdenze [pər'dɛnʣə] sf. Perdenza, Perdita.

perdone [pər'dɤnə] sm. Perdono. || ME  perdone.

perdunà [pərdu'na] v. Perdonare. || CV purdunà. || MM [pe̥rduná]. || RF perdunà [pe̯rduná].

perdute [pər'dʉtə] pp. e agg. Perduto. || LMG perdute.   

perazze ['pɘrə] sf. Pera.  

perfediuse [pərfə'djʉsə] agg. Attaccabrighe, Ostinato. || Anche preffediuse [prəffədj'ʉsə] || FO  U pezzende  è sempe perfediuse [U pe̥zzende̥ è sempe̥ pe̥rfe̥diuse̥]. Il pezzente è sempre attaccabrighe. || FO  perfediuse [pe̥rfe̥diuse̥].

pericule [pə'rikulə] sm. Pericolo. || FB  perècule.

permesse [per'mɛssə] pp. e agg. Permesso, Concesso. || SA M’è dà ‘u permesse de jí là? [m-ɛ da u per'mɛssə də 'jɪ lla?] Mi dai il permesso di andare la? || NM Combermesse! [komber'mɛssə!] N.d.R. Con permesso! || TF  permèsse.

permette [pər'mɛttə] v. Permettere. || NM mò, se permitte so pure fatta mije [mɔ, sɛ pər'mɪttə, sɔ p'pʉrə 'fatta 'mijə]  N.d.R. Ora, se permetti sono anche fatti miei. || RM permètte.

pernacchie [pər'nakkjə] sf. Pernacchia. || sm. napol. Pernacchio. || LR brasciòle, vine, mùseche e pernàcchje [bbra'ʃɤlə, 'vɪne, 'mʊsəkə ɛ ppər'nakkjə] N.d.R. brasciole, vino, musica e pernacchie. || LR pernàcchje. || ML pernacchje.

persiane [per'sjɜnə] sf. Persiana, Imposta di legno. || RM persijàne.

persune [per'sʉnə] sm. pl. Persone. || Anche perzune [per'ʦʉnə].

pertose [pər'tɤsə] sf. Asola. || FB pertòse.

pertuse [pər'tʉsə] sm. Foro, Buco. || MG¹ pertuse. || VF purtuso (1841).

peruste [pə'rustə] agg. Bruciato.

perze ['pɛrʦə]pp. e agg. Perso, Perduto. || GG perzo (1834) || MM [pę́rze̥]. 

perzune [pər'ʦʉnə] sm. pl. Persone. || Anche persune [pər'sʉnə].

pesature [pəsa'tʉrə] sm. Grosso peso, Pestello, Utensile usato per pestare materiali di varia natura nel mortaio. || Loccuz. a pesatúre [a ppəsa'tʉrə] A proposito. || VF pesaturo (1841). || VF pisaturo (1841). || AO pesatùre.

pescà [pəs'ka] v. Pescare. || FB pescà.

pesce ['pɛʃʃə] sm. sing. Pesce. || Locuz. pesce fujute  ['pɛʃʃə fu'jʉtə]. Brodetto di pesce. Lett. Pesce fuggito; pesce ind'a carrozze ['pɛʃʃə nd-a kar'rɔtʦə] lett. Pesce in carrozza, altro modo di definire la lumaca. || SG¹ pe fa ‘u seconde, ce accattame ‘u pésce ['pə ffa u sə'kɔndə, ʧakkat'tɜmə u 'pɛʃʃə] N.d.R. per fare il secondo ci compriamo il pesce. || SG¹ pésce. || [fg. pèsce - ital. pésce]

pescejanghe [pɛʃʃə'janɡə] agg. Dal volto pallido, bianco come un pesce. || RM pèscejàncke.

pesche ['pɛskə] sf. Pesca. || SA I pesche, ogge, vanne a mille lire o chine. [i 'pɛskə, 'ɔdʤə, 'vannə a m'millə 'lirə ɔ 'kɪnə] Le pesche oggi vanno a mille lire al chilo. || RM pèske.

pescragghione  [pəskraɡ'ɡjɤnə] sm. Il sesto giorno, Fra cinque giorni.

pescraje [pəs'krɜjə] sm. Il  terzo  giorno, Fra due giorni, Dopodomani. || cfr. bescraje [bbəs'krɜjə] e dopedumane [dopədu'mɜnə] || LA pescràje. || RF pescràje [pe̯skråi̭e̯].

pescrille [pəs'krillə] sm. Il quarto giorno, Fra tre giorni. || RF pescrille [pe̯skrįlle̯].

pescrone [pəs'krɤnə]sm. Il quinto giorno, Fra quattro giorni.

pesele ['pɛsələ] iteraz.  Pesele pesele ['pɛsələ 'pɛsələ] Facilmente. || AO pèsele. || RF pèsele [pęse̯le̯].

pesille [pə'sillə] sm. Pisello. || MU So fuggiani li pesille, tenerielle a li pesille [sɔ ffudʤa'nillə i pə'sillə, tənə'rillə i pə'sillə] Sono di Foggia i piselli, sono teneri i piselli. || MU pesille.

petazze [pə'tatʦə] sf. Piccola parte di qualcosa. || cfr. spetazzà [spətat'ʦa].

pete ['pɘtə] sm. Piede. || Anche pede ['pɘdə. || P -Nzomma, qua hind’, cum’è cert’ Dij, -N’n c’e mett’ chiù peté [n'ʣɔmmə, kkwa 'ində, 'kum-ɛ t'ʧɛrtə d'dɪjə, nən ʧ-ɛ 'mɛttə k’kjʊ 'pɘtə] Insomma qui dentro, come è certo Dio, non mettere più piede. || EG pète. || P peté. || MM péte. || RF pète [pę̊te̯].

petecagne [pətə'kaɲɲə] sf. Pedana, Podio, Piedistallo. || SA Nen vuleve ascenne d'a petecagne. ['nən vu'lɘvə aʃ'ʃɛnnə d-a pətə'kaɲɲə] Non voleva scendere dal piedistallo. || FB petecagne.

petetille [pətə'tillə] sm. Piccolo peto. || RM petetìlle.

petevrascire [pɘtəvra'ʃirə] sm. Struttura in legno con foro centrale per contenervi il braciere. || Anche pedevrascire  [ pɘdəvra'ʃirə], pedevrascere [ pɘdəvra'ʃɘrə], || RM pète-vrascìre.

petigne [pə'tɪɲɲə] sf. Infezione che colpisce la cute. || sm. Nido di sanguisughe.

Petite [pe'tɪtə] pers. m. Petito. || LR Petìte.

petrate [pə'trɜtə] sf. Sassata, Pietrata. || SA ’U megghie amiche ‘a megghia petrate! [u 'mɛɡɡjə a'mikə, a 'mɛɡɡja pə'trɜtə] Il miglior amico, la migliore sassata. || FC petràte. || EG petrate.

petruccelle [pətrut'ʧɛllə] sf. Pietruzza, Sassolino. || RM petruccèlle.

petrusine [pətru'sɪnə] sm. Prezzemolo. || Anche putrusine [putru'sɪnə] || VF petrosino (1841). || DLC petrusine. || [fg. prezzèmolo - ital. prezzémolo]

pettà [pət'ta] v. Dipingere, Pittare. || RM  pettà.

pettate [pət'tɜtə] pp. e agg. Pittato, Dipinto, Truccato. || CA ‘A faccie tenive bélle, liscie e pettàte [a 'fatʧə tə'nivə b'bɛllə, 'lɪʃʃə ɛ ppət'tɜtə] La faccia tenevi bella, liscia e truccata. || CA pettàte.

pettelangule [pettəlan'gʉlə] par. comp. da pettela e ’ngule ['pɛttəla ngʉlə] Lembo di camicia che fuoresciva dallo spacco dei pantoloni dei bambini. || FB pèttela‘ncùle.

pettele ['pɛttələ] sf. Pettola, Pezzo di pasta lievitata che viene fritta in olio bollente. || CA 'I pèttele ca nen se fanne a Natale, nen se fanne manche a Capedanne [i 'pɛttələ ka nʣə 'fannə a nna'tɜlə, nʣə 'fannə 'manɡə a kkɜpə'dannə] N.d.R. Le pettole che non si fanno a Natale, non si fanno neanche a Capodanno. || LR da chiù de n’ore, mamme e sore stanne ‘mbastanne pèttele [da k'kjʊ də n 'ɤrə  'mammə ɛ s'sɤrə s'tannə mbas'tannə 'pɛttələ] N.d.R. da più di un’ora, mamme e sorelle stanno impastando pettole. || LR pèttele.

pettenà [pəttə'na] v. Pettinare, Accomodare i capelli. || ML chi nen tene ninde che fà pigghje i cane a pettenà [ki nən 'tɘnə 'nində kɛ ffa, 'pɪɡɡjə i 'kɜnə a ppəttə'na] N.d.R. chi non ha niente da fare si mette a fare l’acconciatura ai cani. || ML pettenà.

pettene ['pɛttənə] sm. Pettine. || cfr. pettenesse [pəttə'nɛssə], scatene  [ska'tɘnə] || SA Pigghieme ‘u pettene! ['pɪɡɡjəmə u 'pɛttənə] Prendimi il pettine. || VF Petten’astritto  ['pɛttənə s'trɪttə] Pettine fitto o doppio || VF pettene (1841).

pettenesse [pəttə'nɛssə] sf. Pettine piuttosto grande usato dalle donne. || cfr. pettene ['pɛttənə], scatene [ska'tɘnə] || LA pettenèsse.

pettore [pət'tɤrə] sm. Imbianchino, Pittore. || RM pettòre.

pezzarelle [pətʦa'rɛllə] sf. Pizzarella, Pasta fatta in casa. || cfr. strascenate [straʃə'nɜtə]. || FB  pezzarèlle. || RF pezzarèlle [pe̯zzaręlle̯].

pezzate [pət'ʦɜtə] sf. Una parte, un pezzo.

pezze ['pɛtʦə] sf. Pezza, Stoffa, Straccio, Terreno agricolo. || PM ce puje mètte a pèzze ... ma sèmpe strazzète è! [ʧə 'pujə 'mɛttə a 'pɛtʦə... ma 'sɛmbə strat'ʦɜtə ɛ!] N.d.R. Ci puoi mettere la pezza ... ma sempre strappato resta! || PM pèzze. || RF pèzze [pęzze̯].

pezzecà [pətʦə'ka] v. Pizzicare.

pezzecallande [pətʦəkal'landə] agg. Cavilloso. || FB pezzecallante. || NM pizzicallande. || SE ppezzecallànde.

pezzecate [pətʦə'kɜtə] sf. Pizzicata, Battuta pungente che fa male come un pizzicotto. || CL S’addà pigghià pure ‘a pizzicate [s'adda piɡ'ɡja  'pʉrə a pətʦə'kɜtə] N.d.R. -ma guarda un po’- ora si concede anche -il piacere- di prendersi la pizzicata -di fare battute pungenti-. || CL pezzecate.

pezzechille [pətʦə'killə] sm. Pizzicotto. || RM pezzechìlle.

pezzelà [pətʦə'la] v. Pizzicale, Dare pizzicotti.

pezzendarije [pətʦənda'rɪjə] sf. Pezzenteria, Povertà assoluta, Miseria. || AO Chi sparte rekkèzze se trove pezzendarìje [ki s'partə rək'kɛtʦə sə 'trɤvə  pətʦənda'rɪjə] Chi sparte ricchezza si trova pezzenteria. || AO  pezzendarìje.

pezzende [pət'ʦɛndə] sost. Pezzente. || pl. pezzinde [pət'ʦində] || cfr. spezzendate [spətʦən'dɜtə] || RM pezzènde.

pezzille [pət'ʦillə] sm. Freddo pungente. || SA¹ fäce pezzille ['fɜʧə pət'ʦillə] riceve i pizzicori del freddo. || VC ùosse pezzìlle ['ussə pət'ʦillə] Malleolo, Noce del piede. || VC pezzìlle. || SA¹ pezzille.

pezzinde [pət'ʦində] sost. pl. Pezzenti. || sing. pezzende [pət'ʦɛndə]. || DPM pezzinde.

pezzotte [pətʦɔttə] sm. Pezzo di legno.

pezzute [pət'ʦʉtə] agg. Appuntito, Sporgente. || TF cùle pezzùte [kʉlə pətʦʉtə] N.d.R. sedere sporgente. || TF pezzùte.

p'i [p-i] prep. sempl. + art. Per i. || LA p'i figghje suje dace pure 'u core [p-i 'fɪɡɡjə 'sʉjə 'dɜʧə  'pʉrə u 'kɤrə] N.d.R. per i suoi figli dà anche il cuore. || LA p’i.

piacere [pja'ʧɘrə] sm. Favore. || MP mè fà nu piacere [m-ɛ fa nu pja'ʧɘrə] N.d.R. mi devi fare un favore. || MP piacere.

piacì [pja'ʧɪ] v. Piacere.

pianderrene [pjander'rɘnə] sm. Pianterreno. || LR piantèrrène.

piatte ['pjattə] sm. Piatto. || BA S’ave mise quatt’ove ind’u piatte  [s'ɜvə 'mɪsə 'kwattə 'ɤvə  ind ɔ 'pjattə] Ha messo quattro uova nel piatto -s’è arricchito-. || FO Chi aspette ‘u piatte da l’ate, ‘u suje s’u magne fridde [Chi aspette̥ ‘u piatte̥ da l’ate̥, u süje̥ s’u magne̥ fridde̥] Chi aspetta il piatto altrui, il suo se lo mangia freddo. || ZO piat (1864) || AO pijàtte. || CA piatte. || TF piàtte. || CA² piattë. || FO [piatte̥].

piattine [pjat'tɪnə] sm. Piattino. || BP Piattine.

piazzà [pjat'ʦa] v. Piazzare, Collocare, Rifilare, Sistemare. || RM pijazzà.

piccele ['pitʧələ] sf. unità di misura per olio 20/25 grammi circa.

picche ['pɪkkə] sost. Piccola quantità, Pizzico. || SA Ogne picche aggiove! ['ɔɲɲə p'pikkə ad'ʤɤvə]  Ogni piccola quantità porta giovamento.

picchie ['pɪkkjə] sm. Frigno, Piagnucolio continuo e fastidioso. || FB u’ pècchij pure rènne [u 'pɪkkjə 'pʉrə 'rɛnnə] N.d.R. il piagnucolio alla fine rende. ||  AO pìcchje. || FB pècchij.

picchiuse [pik'kjʉsə] agg. Piagnucoloso, Frignone. || RM picchijùse.

picciafuche [pitʧa'fukə] agg. Sobillatore. || Anche appicciafuche  [appitʧa'fukə] || AO picciafùke.

piccula ['pikkula] agg. e sost. f. Piccola. || Locuz. piccula piccule  ['pikkula 'pikkulə] Piccolina, Piccola piccola. || EG piccula.

piccule ['pikkulə] agg. e sost. m. Piccolo. || TF pìccule. || LC piccule. || MM [pí/kku̯e̥le̥]

pichere ['pikərə] sm. Picaro, Imbroglione astuto, Popolano furbo.

pide ['pidə] sm pl. Piedi. || sing. pede [pé] || Anche pite ['pitə]|| TF pìde.

pidestalle [pidəs'tallə] sm. Piedistallo. || FB pidestàlle.

pigghià [piɡ'ɡja] v. Prendere, Pigliare. || Anche pegghjà [pəɡ'ɡja] || Locuz. pigghià de pitte [piɡ'ɡja də 'pittə] Prendere di petto, affrontare; pigghià ind'a'u mastrille  [piɡ'ɡja nd ɔ mas'trillə] Prendere in trappola, Adescare. || LMG Chi passe, se pigghie ‘na fiche [ki 'passə, sə 'pɪɡɡjə na 'fikə]  N.d.R. Chi passa si prende un fico. || GG pigghià (1834) || ZO piglia (1864). || MA pigghjà. || NM pigghja’.  

pignate [piɲ'ɲɜtə] sf. Pignatta, Pentola di coccio. || FD I guàije da pignàte i sàpe a cucchiàre [i 'ɡwɜjə d-a piɲ'ɲɜtə i 'sɜpə a kuk'kjɜrə] N.d.R. I guai della pignatta li conosce il mestolo. || VF pignata (1841) || FD pignàte. || LA pegnàte. || MG¹ pegnate.

pigne ['piɲɲə] 1. sm. Pegno.

pigne ['piɲɲə] 2. smf Pinolo, Pgna e sm. pl. Pini. || AO Se n'è' jùte a l'àlvere d'i pigne [sə n-ɛ 'jʉtə a l'alvərə d-i 'piɲɲə] Se n'è andato all'albero dei pignuoli. || FB pigne.

pile ['pilə] 1. sm. Pelo. || 2. sf. Pila. || SE nu pìle, ‘u fann’addevendà grusse quand’e nu tràve [nu 'pilə u 'fannə addvən'da 'ɡrussə 'kwandə nu 'trɜvə] N.d.R. un pelo lo fanno diventare grosso quanto una trave. || TF pìle.

pinde ['pində] agg. Agghindato. || Locuz. linde e pinde  ['lində ɛ p'pində] Lindo e agghindato.

pinele ['pinələ] sm. Pillola. || SA M’agghia pigghjà ‘nu pinele p’a tosse. [m'aɡɡja piɡ'ɡja nu 'pinələ p-a 'tɔssə] Devo prendere una pillola per la tosse. || TF pìnnele. || RF pinele [pine̯le̯].

pippe ['pɪppə] sf. Pipa. || VF pippa (1841).

piripicchie [piri'pɪkkjə] sm. Piccolo perno. || RM piripìcchije.

pisce ['pɪʃʃə] sm. pl. Pesci. || RM pìsce.

piscelicchie [piʃʃə'lɪkkjə] solo nella locuz. a ppiscelicchie  [a ppiʃʃə'lɪkkjə] come una pipì intensa.

piscià [piʃ'ʃa] v. Orinare, Pisciare. || SA Quille se pisce sotte d’a paure. ['kwɪllə sə 'pɪʃʃə 'sɔttə d-a pa'ʉrə] Quello si piscia sotto -addosso- dalla paura. || TF nen àve cùme piscia’ e ppìsce ke l’ùcchije [nənn 'ɜvə 'kumə piʃ'ʃa ɛ p'pɪʃʃə kə l'ukkjə] N.d.R. non sa come pisciare e piscia con gli occhi. || TF  piscia’.

pisciacchie [piʃ'ʃakkjə] sf. Orina, Pipì, Urina. || SA Tenghe da fa ‘na pisciacchie! ['tɛnɡə da fa na piʃ'ʃakkjə!] Ho da fare una pipì! || BA pesciacchie.

pisciajule [piʃʃa'jʉlə] sm. Pescivendolo. || VF pisciajuolo (1841) || VF piscivinnulo (1841). || RF pesciajùle [pe̯ššai̭ůle̯].

pisciamennelle [piʃʃamən'nɛllə] sf. Particolare tipo di fuoco d’artificio natalizio.

pisciasotte [piʃʃa'sɔttə] agg. Pauroso, Che si fa la pipì addosso. || RM pisciasòtte.

pisciate [piʃ'ʃɜtə] sf. Pisciata.

pisciature [piʃʃa'tʉrə] sm. Orinatoio pubblico, Vespasiano. || VF pisciaturo (1841).

pisciavennelle [piʃʃavən'nɛllə] agg. Incostante. || AO pisciavennèlle.

pise ['pɪsə] sm. Peso. || Anche piseme ['pɪsəmə] || RM pìse.

piseme ['pisəmə] sm. Peso. || Anche pise ['pɪsə] || EG me lîve ‘nu piseme chè m’affugàve nganne [mə 'livə nu 'pɪsəmə kɛ m-affu'ɡɜvə n'ɡannə] mi togli un peso che mi soffocava. || EG piseme.

pitete ['pitətə] sm. Scorreggia, Peto. || RM pìtete.

pitte ['pittə] sm. Petto. || FB pitte. || RF pitte [pítte̯]

piuttoste [pjut'tɔstə] avv. Alquanto, Piuttosto. || Anche chiuttoste [kjut'tɔstə].

pizze ['pitʦə] 1. sm. Angolo di strada, Pezzo, Porzione. || SA Ce vedime ‘o pizze ‘a strade. [ʧə ve'dɪmə ɔ 'pitʦə a s'trɜdə] Ci vediamo all’angolo della strada. || ZO piezze (1864) || VC pìezze (1929). || FD pìzze. || LR pîzze. || RF pizze [pizze̯].

pizze ['pitʦə] 2. sf. Pizza, Focaccia, Schiacciata. || SA Me piace ‘a pizze quatte staggione. [mə 'pjɜʧə a 'pitʦə 'kwattə stad'ʤjɤnə] Mi piace la pizza quattro stagioni. || MG¹  Fémmene e pizze hanna èsse fattizze ['fɛmmənə ɛ p'pitʦə 'anna 'ɛssə fat'titʦə] N.d.R. Femmine e pizze devono essere di grosso spessore. || VF pizza (1841) || MG¹ pizze. || RF pizze [pizze̯]

pizzecallande  [pitʦəkal'landə] agg. Polemico, Attaccabrighe. || AO pizzecallànde.

pizzefritte [pitʦə'frɪttə] sf. pl. Frittelle. || FB pizze frètte.

pizzele ['pitʦələ] sm. Pizzicotto. || EG pizzele. || BP pizzeche.

pizzerije [pitʦe'rijə].sf. Pizzeria.

piombe ['pjɔmbə] sm. Piombo. || cfr. chiumme ['kjʊmmə].

plinde [plində] sm pl. Plinti.

plure ['plʉrə] sm. Pianto.

piumbature [pjumba'tʉrə] sf. Piombatura.

po’ [pɔ] avv. Dopo, Poi. || GG pò (1834) || LA po’.

poche ['pɤkə] agg. Poco. || DPM Ve so venute a fa nu poche de cumpagnije [və sɔ vvə'nʉtə a ffa nu 'pɤkə də kumbaɲ'ɲɪjə] N.d.R. Sono venuto a farvi un po’ di compagnia. || ZO pocheu / poco (1864). || BF poche / ppoche (1894). || DPM poche. || TF pòke / pòche / ppòke. || AO poke. || CA² pokë. || RF pòche [pǫ̈ke̯].

poete [po'ɘtə] sm. Poeta. || TF poète.

poglie ['pɔʎʎə] sf. Tavoletta. || SA Poglie ciucculate. ['pɔʎʎə ʧukku'lɜtə]  Tavoletta di cioccolata.

poisije [poi'sɪjə] sf. Poesia. || EG poisije. || TF poisìje. || [fg. poesia - ital. poeʃia]

polece ['pɔləʧə] sm. Pulce. || MG¹ ‘U polece ché cadeje ‘nda farine se credéve mulenare [u 'pɔləʧə kɛ ka'dɪjə nd-a fa'rɪnə sə krə'dɘvə mulə'nɜrə] N.d.R. La pulce che cadde nella farina pensò di essere il mugnaio. || MG¹ polece.

polve ['pɔlvə] sf. Polvere. || Anche polvere  ['pɔlvərə]|| RM pòlva.

polvere ['pɔlvərə]sf. Polvere. || Anche polve ['pɔlvə] || FB polvere. || [fg. pòlvere - ital. pólvere]

pombe ['pɔmbə] sf. Pompa. || RM pòmbe. || [fg. pòmpa - ital. pómpa]

pomerigge [pome'rɪdʤə] sm. Pomeriggio. || EG pomèrigge.

ponde ['pɔndə] sf. Punta. || sm. Ponte. || BA ponte.

popele ['pɔpələ] sm. Popolo. || CS Voce de popele, voce de Dije  ['vɤʧə də 'pɔpələ,  'vɤʧə də d'dɪjə] N.d.R. Voce di popolo, voce di Dio. || CS popele. 

porche ['pɔrkə] agg. f. Porca. || al m. purche ['purkə]

portafoglie [pɔrta'fɔʎʎə] sm. Portafogli.  || DPM portafoglie.

Portagranne [pɔrta'ɡrannə] top. Porta Grande. || EG Fîn'a l'arche de Portagranne, pe Puzzeretunne, 'uardanne i chianghètte, ognune se pote rènde cunde ['fin-a l'arkə də 'pɔrta 'ɡrannə,  pə pputʦərə'tunnə, war'dannə i kjan'ɡɛttə, oɲ'ɲʉnə sə 'pɤtə 'rɛndə 'kundə] Fino all’arco di Porta Grande, per Pozzo Rotondo, guardando le pietre, ognuno se ne può rendere conto. || EG Portagranne.

portanfanne [pɔrtan'fannə] sm. Guancialone per neonati. || MM portanfàn.

Portarijale [pɔrtari'jɜlə] top. Porta Reale, una delle cinque porte d’ingresso della città di Foggia ai tempi di Federico II. || BF Piazza della Prefettura, presso cui e propriamente dove usasi affiggere una crocetta nei dì delle rogazioni, esisteva una porta della città, detta appunto Portareale. Ivi nelle giornate serene, o per lo meno senza pioggia e senza gran freddo, fanno dei capannelli i campagnuoli o altri operaj disoccupati nell'aspettativa che qualcuno li chiami al lavoro. || BF Portariále (1894).

porte ['pɔrtə] sf. Porta. || FB pòrte. || CL porte.

pose ['pɤsə] sf. Posa. || FB pose.

poseme ['pɔsəmə] sm. Amido. || LA pòseme.

possibbele [pos'sɪbbələ] agg. e sm. Possibile. || Anche  pussibbele [pus'sɪbbələ] || CL Diche ije é possibele che ne cumbine una bona? ['dɪkə 'ijə ɛ pos'sɪbbələ kɛ nnə kum'bɪnə una b'bɤnə?] N.d.R. Dico io: è possibile che non ne combini una buona? || LMG possibbele. || TF possìbile. || CL possibele.  

poste ['pɔstə] sm. Posto. || MP Vuless’ vedè a te ‘o posté mije, semp’ qua’ ind’ a sta massarije [vu'lɛssə və'dɛ a  ttɛ ɔ 'pɔstə 'mijə, 'sɛmbə 'kwa 'inde a sta massa'rɪjə] N.d.R. Vorrei vedere te al mio posto, sempre qua, dentro questa masseria. || CM Pinz... maggh accattat a mercedes, però è troppa gross e u post nu trov proprij ['pinʣə... m'aɡɡjə  akkat'tɜtə a mɛrʧɛ'dɛs, pe'rɔ ɛ 'trɔppa 'ɡrɔssə ɛ  u 'pɔstə nn-u 'trɤvə 'prɔprjə] N.d.R. Pensa... ho comprato la Mercedes, però è troppo grande e il posto -parcheggio- non lo trovo proprio. || MP posté. || PM poste. || TF pòste. || CM post.

poste ['pɔstə] sf. Posta, Ufficio postale. || SA C’amm’aprí ‘u lebbrette a’ poste. [ʧ'amm-a'prɪ u ləb'brɛttə a 'pɔstə] Dobbiamo aprire un conto presso l’Ufficio postale.

pot'esse  ['pot-ɛssə]par. comp. Può essere, È probabile che, Probabilmente. || FB potèsse. || FP pot ess.

povere ['pɔvərə] agg. e sm. Povero. || PR Pòvere crijature senza mamme ['pɔvərə kia'tʉrə 'sɛnʣa 'mammə] N.d.R. Povero bambino senza mamma. || PR pòvere. || CL povere.

poverelle [povə'rɛllə] agg. e sf. Poveretta. || al m. poverille [povə'rillə] || MA pov’rell’.

poverille [povə'rillə] agg. e sm. Poveretto. || al f. poverelle [po] || MP E che poté fa’ quillu poverille [ɛ kke p'pɤtə fa  'kwullu povə'rillə] E cosa può fare quel poveretto. || SA 'Nd'a case d'i poverille nen manghene maje stozze! [nd-a 'kɜsə d-i povə'rillə nən 'manɡənə 'mɜjə s'tɔtʦə] Nella casa dei poveri non mancano mai pezzi di pane duro. || MP poverille. || FD poverìlle. || MG¹ poverilli.

'ppeccià [ppət'ʧa] v. Accendere. || Anche appiccià [appit'ʧa] e appeccià [appət'ʧa].

pranze [pran'ʣə] sm. Pranzo. || ZO pranz (1864).

prateche ['pratəkə] 1. agg. Pratico. || SA Ije nen so prateche di sti cose. ['ijə nən sɔ p'pratəkə də sti 'kɤsə] Non sono pratico di queste cose. || RM pratecke.

prateche ['pratəkə] 2. sf. Pratica, Insieme di documenti. || SA Stache janne ‘o Comune a spiccià ‘na  prateche. [s'tɜkə 'jɛnnə ɔ ko'mʉnə a spit'ʧa na 'pratəkə] Sto  andando  al Municipio a sbrigare una pratica.

precchiose [prək'kjɤsə] agg. f. Lentigginosa. || m. precchiuse [prək'kjʉsə] || Anche perchiose [pər'kjɤsə] || MAM [ẹ́ pre̥ccóse̥] ha le lentiggini. || MAM [pre̥ccóse̥].

precchiuse [prək'kjʉsə] agg. m. Lentigginoso. || f. precchiose [prək'kjɤsə] || Anche perchiuse [pər'kjʉsə].

precedenze [preʧe'dɛnʣə] sf. Precedenza. || CL tenene ‘a precedenze ['tɛnənə a preʧe'dɛnʣə] N.d.R. hanno la precedenza. || CL precedenze.

precessione [prəʧəs'sjɤnə] sf. Processione. || Anche prucessione [pruʧəs'sjɤnə]  || CS A precessione se vède quanne s’arretire [a prəʧəs'sjɤnə sə 'vɘdə 'kwannə s-arrə'tirə] N.d.R. lett. La processione si vede quando termina. || BF prucession’ (1892) || GE precessione || CS precessijone. || MG¹ precessiône.

precoche [prə'kɤkə] sf. Percoca, varietà di pesca. || VF percoca (1841). || Etimol. dal lat. praecŏquu(m), “precoce”, detto di pianta che produce frutti primaticci. || RF precòche [pre̯kǫ̈ke̯].

precise [pre'ʧisə] agg. Prciso.

predecà [prədə'ka] v. Predicare.

prefessore [prəvəs'sɤrə] sm. Professore. || DG Nu pizze d’ome ‘u Prefessore, Quanne te vede nun se schemmove. [nu 'pitʦə d'ɤmə u prəvəs'sɤrə, 'kwannə tə 'vɘtə nən sə skəm'mɤvə] Un pezzo d'uomo il professore, quando ti vede non si  scompone. || DG Prefessore.

preffediuse [prəffə'djʉsə] agg. Ostinato. Attaccabrighe. || Anche perfediuse [pərfə'djʉsə]||AO preffediùse.

pregà [prə'ɡa] v. Pregare. || PR preghe pe tte pecchè te salve Criste  ['prɛɡə pə ttɛ pək'kɛ tə 'salvə 'krɪstə] N.d.R. prega per te perché ti salvi Cristo || RM pregà.

pregatorie [prəɡa'tɔrjə] sm. Purgatorio. || Anche purgatorie  [purɡa'tɔrjə] || cfr. 'mburgatorie [mburɡa'tɔrjə]   

pregge ['prɛdʤə] sm. Pregio. || EG ogn’une téne prègge e defètte  [oɲ'ɲʉnə 'tɘnə 'prɛdʤə ɛ ddə'fɛttə] N.d.R. ognuno ha pregi e difetti. || EG prègge.

preghire [prə'ɡirə] sf. Preghiera. || RF preghire [pre̯ġíre̯].

premere [prə'mɘrə] sf. Gioco di carte della Primiera. || Anche prumere [pru'mɘrə] || SA Amma jucà a nase e premere? ['amma ju'ka a n'nɜsə ɛ pprə'mɘrə?] giochiamo a naso e primiera? || FB prumère. || BF premere.

premie ['prɛmjə] sm. Premio. || RM prèmije.

prene ['prɘnə] agg. Incinta. || LA prène. || BA prene.

preoccuparse [prɛokku'parsə] v. rifl. Preoccuparsi, Stare in ansia, in pensiero. || Anche proccuparse  [prokku'parsə]

preparate [prəpa'rɜtə]  pp., agg. e sost. Preparato.

presce ['prɛʃʃə] sf. Premura, Fretta, Necessità di fare presto. || cfr. frette ['frɛttə]  || TF prèsce. || BA presce.

prescegne [prəʃ'ʃɛɲɲə] agg. Donna sciatta, pigra, indolente. || LA prescègne. || BA  prescegne.

presebbie [prə'sɛbbjə] sm. Presepe. || RM presèbije. || RF presèpie [pre̯sępi̭e̯].

presedende [prəsə'dɛndə] sm. Presidente. || BA pr’s’dente.

presembie [pre'sɛmbjə] par. comp. Per esempio. || RM présémbije. || [fg. pèr esèmpio -ital. pér eʃèmpio]

presenduse  [prəsun'dʉsə] agg. Presuntuoso. || RF presentùse [pre̯se̯ntůse̯].

pressore [prəs'sɤrə] sm. Professore || cfr. prefessore [prəvəs'sɤrə].

presutte [prə'sʊttə] sm. Prosciutto. || VF  presutto (1841).

pretaforte [preta'fɔrtə]  sf.  lett.  Pietra forte, Sorta di sapone a base di cloruro per lavare i panni. || FB prèta forte.

prete ['prɘtə] sf. Pietra. || SA ‘A prete Sammechele, chi l’ave ‘ngape s’addecreje! [a 'prɘtə sammə'kɘlə ki l'ɜvə n'ɡɜpə s-addə'krɘjə] La pietra di San Michele, chi l’ha in testa si diverte. || VF Preta de la fenestra ['prɘtə d-a fə'nɛstrə] Davanzale. || RF mètte i prète de ponde (lett. mettere le pietre di punta) metter zizzania. || VF preta (1841). || LA prète. || CL prete. || RF prète [prę̊te̯].

pretefaille [pretəfa'illə] sf. Pietra focaia. || FB pretefaijlle.

prevete ['prɛvətə] sm. Prete, Sacerdote. || pl. privete ['prɪvətə] || BF prîevte (1893). || TF prèvete. || CL prevete. || FO [preve̥te̥]. || [fg. préte - ital. prète]

prezze ['prɛzzə] sm. Prezzo. || VC a bon prèzze [a b'bɔn 'prɛzzə] a buon mercato. || VC prèzze.

priezze [pri'ɛzzə] sf. Gioia, Contentezza, Brio. || MG¹ Ogne prejézze d’o core te véne ['ɔɲɲi ppri'ɛzzə  d-ɔ 'kɤrə tə 'vɘnə] N.d.R. Ogni gioia ti viene dal cuore. || SA¹ prijezze. || BA prejezze. || MG¹ prejézze.

prima ['prɪma]sf. Prima. || Anche prime ['prɪmə].  || ZO prima (1864) || TF prìma.

prime ['prɪmə] sf. Prima. || Anche prima ['prɪma] || avv. Prima. || come avv. anche apprime [ap'prɪmə]. || RF de prime [de̯ prı̊me̯] locuz a primo acchito. || SA Mitte ‘a prime! ['mɪttə a 'prɪmə] Metti la prima -marcia-. || FO Famme fesse e famme prime [Famme̥ fesse̥ e famme̥ pri̤me̥] Fammi fesso e fammi primo (Fammi fesso purchè primogenito). || ME prime èrene accussì bèlle ['prɪmə 'ɛrənə akkus'sɪ b'bɛllə] prima erano così belle. || ZO prim (1864) || BF prime (1893) || PM prime. || AO apprìme / prime / prìme || TF pprìme. || FO [pri̤me̥]. || RF prìme [prı̊me̯].

prise ['prɪsə] sm. Pitale, Cantero, Vaso per defecazione. || AO Stève assettàte sop'o prìse [s'tɘvə assət'tɜtə  'sɤp ɔ 'prɪsə] Era seduto sul càntero. || BA prise. || AO prìse.

priste ['pristə] avv. e sost. Presto. || TF pprìste. || CA prîste.

probbete ['prɔbbətə] agg., avv. e sost. Proprio, Prorpio così. || Anche propie ['prɔpjə] || TF pròbbete. || MG probbie. || EG probbete. || LE pròbté. || CR propete. || PP [prǫ́bbe̥te̥].

probbleme [ . || TF probblème.

proccuparse [prokku'parsə]  v. rifl. Preoccuparsi, Stare in ansia, in pensiero. || Anche preoccuparse [preokku'parsə]  || SA Nde proccupanne, che nn’è ninde! [ndə prokku'pannə, kɛ nn-ɛ 'nində] Non ti preoccupare, che non è niente.

proccupate [prokku'pɜtə] pp. e agg. Preoccupato. || TF preoccupàte.

prodeche ['prɔdəkə] agg. Prodigo. || MM [prǫ́de̥ke̥.].

progressiste [proɡressɪstə] smf. Progressista. || CL é arrevate ‘a progressiste, te ogge esce ca’ suttane [ɛ arru'wɜtə a proɡres'sɪstə, 'tɛ 'ɔdʤə 'ɛʃʃə k-a sut'tɜnə] N.d.R. è arrivata la progressista, eccoti oggi esce con la sottana. || CL progressiste.

pronde ['prɔndə] agg. Pronto. || TF  prònde. || DPM Uè inde è pronte putite venì a magnà [wɛ, 'ində ɛ 'prɔndə, pu'tɪtə  və'nɪ a mmaɲ'ɲa] N.d.R. Ehi dentro è pronto -in tavola-, potete venire a mangiare. || DPM pronte. || [fg. prònto - ital. prónto].

propie ['prɔpjə] agg., avv. e sost. Proprio. || Anche probbete ['prɔbbetə] || SA Sì, ce vole propie ‘na bella machena nove! [sɪ, ʧə 'vɤlə 'prɔpjə na b'bɛlla 'makəna 'nɤvə] Sì, ci vuole proprio una bella automobile nuova. || GG proprio (1834) || PM propije / proprije. || SG¹ propij. || CM proprij. || FP propr  || DPM proprije. || CL proprie. || CA¹ [proprijᵉ].

proposete [pro'pɔsətə] sm. Proposito. || [fg. propòsito - ital. propòʃito]

proposte [pro'pɔstə] sf. Proposta. || EG ’bbèlle ‘uagliú, ve vogghie fa ‘na proposte [b'bɛllə waʎ'ʎʊ və 'vɔɡɡjə fa na pro'pɔstə] N.d.R. bei ragazzi, vi voglio fare una proposta. || EG proposte. || TF propòste.

prote ['prɤtə] v. Avere prurito, Prudere. || BA prode.

prove ['prɤvə] sf. Prova. || ML prove.

provele ['prɔvələ] sf. Provola. || LA pròvele. || BA provele.

prubità [prubi'ta] sf. Proprietà. || Anche prupità [prupi'ta]. || RM prupità.

prucessione [pruʧəs'sjɤnə] sf. Processione. || Anche precessione [ss] || LMG A precessione camine, e ‘a cère se struie [a prəʧəs'sjɤnə ka'minə, ɛ a 'ʧɘrə sə s'trʉjə] N.d.R. La processione cammina e la cera si consuma. || LMG precessione.

prucisse [pru'ʧissə] sm. Processo. || FB  prucisse.

prucurà [pruku'ra] v. Procurare, Fare in modo.

prudaminde [pruda'mində] sm. Prurito. || RM prudamìnde.

prudite [pru'ditə] sm. Prurito. || BA prudite.

pruffediuse [pruffə'djʉsə] agg. Perfidioso, Caparbio, In mala fede, Polemico, Litigioso. || RM pruffedijùse. || RF perfidiùse [pe̯rfidi̭ůse̯].  

prufitte [pru'fɪttə] sm. Profitto, Giovamento.

prufumà [prufu'ma] v. Profumare.

prufumate [prufu'mɜtə] pp. e agg. Profumato. || RA profumaté.

prufumuse [prufu'mʉsə] agg. Borioso, Profumoso, Persona che si dà arie. || SA Amma sende che dinne i prufumuse! ['amma 'sɛndə kɛ d'dɪnnə i prufu'mʉsə] Dobbiamo sentire cosa dicono i boriosi.  || FB prufumuse.

prume ['prʉmə] sm. Prugna. || agg. Tonto, Sciocco. || BA prune.

prumere [pru'mɘrə] sf. Gioco di carte della Primiera. || BF premere.

prumesse [pru'mɛssə] sf. Promessa. || FB prumèsse.

prumette [pru'mɛttə] v. Promettere. || AO prumètte. || [fg. promèttere - ital. prométtere]

prupità [prupi'ta] sf. Proprietà. || Anche prubità / [prubi'ta]. || MM [tutt-a prupre̥i̯e̥tá] tutta la proprietà. || RM prubità. || MM [prupre̥i̯e̥tá].

pruputende [prupu'tɛndə] agg. e sost. Prepotente. || Anche prepotende [prepo'tɛndə] || RM pruputènde.

pruvà [pru'wa] v. Provare. || RM pruvà.

pruvate [pru'wɜtə] agg. Stanco, Provato.

pruverbie [pru'wɛrbjə] sm. Proverbio. || MP I pruverbije nen sbagliané maije [i pru'wɛrbjə nə z'baʎʎənə 'mɜjə] N.d.R. I proverbi non sbagliano mai. || MP pruverbije. || EG pruvèrbie.

pruvvedè [pruvvə'dɛ] o [pruwə'dɛ] v. Provvedere. ||  TF U Signòre pruvvède a ttùtte pùre a quìlle che stànne senza padre e senza màmme [u siɲ'ɲɤrə pru'wɘdə a t'tʊttə 'kwɪllə  kɛ s'tannə 'sɛnʣa  'patrə ɛ s'sɛnʣa 'mammə] N.d.R. Il Signore provvede a tutti, anche a quelli che sono senza padre e senza mamma. || BA Sant'Anne pruvved'e manne nu terne u mese e na megghiere (o nu marite) a l'anne [sand'annə pru'wɘd-ɛ m'mannə nu 'tɛrnə u 'mɘsə ɛ na məɡ'ɡjɘrə (ɔ nu ma'rɪtə) a l'annə]  Sant'Anna (provvede e manda, ndr.) un terno al mese e una moglie (o un marito) l'anno.

pruviste [pru'wɪstə] sf. Provvista. || ZO  pruvista (1864).

p'u [p-u] prep. sempl. + art. Per il. ||  LA p'u poverîlle e pure p'u segnore [p-u pove'rillə ɛ p'pʉrə p-u səɲ'ɲɤrə] N.d.R. per il poveretto ed anche per il signore. || ZO peu (1864) || LA p’u.

pudere [pu'dɘrə] sm. Podere. || RM pudère.

pugne ['pʊɲɲə] sm. pugno. || RF pugne [pųññe̯].
pugneture [puɲɲə'tʉnə] sm. Attrezzo a punta per piantare. || RF pugnetùre [puññe̯tůre̯].

pulece ['pʊləʧə] sm. pl. Pulci, ciottoli di varia misura.

Pulecenelle [puləʧə'nɛllə] pers. m. Pulcinella. || CA¹ Currìje a ziàne d’Anne  “A Nasòne”, m’arrecòrde mo p' tànne, e me  decìje: “E fàtte a fegùre de Pulecenèlle!”. Respunnìje ghìje: “Mo t’a vàje a ffa’ frìtte ke l’òve!”. [kur'rɪjə a zi'jɜnə d'annə "a na'sɤnə", m-arrə'kɔrdə mɔ pə t'tannə, ɛ mmə də'ʧɪjə: ɛ 'fattə a fə'ɡʉrə də puləʧə'nɛllə". rəspun'nɪjə 'ɡijə: "mɔ t-a 'vɜjə a ffa 'frɪttə kə l'ɤvə!".] Arrivò la zia di Anna “La Nasona”, ricordo ora per allora e mi disse: “Hai fatto la figura di Pulcinella!”. Risposi: “Adesso te  la vai a fare fritta con le uova!”. || LMG Pulecenélle. || CA¹ Pulecenèlle.

pulecine [pulə'ʧɪnə] sm. Pulcino. || BA pulecine mbusse a l’uoglie [pulə'ʧɪnə m'bussə a l'uʎʎə] pulcino bagnato nell’olio -persona denutrita, malaticcia-. || VC pulecìne. || BA pulecine.

pulende [pu'lɛndə] sf. Polenta. || FB pulènde.

pulendone [pulən'dɤnə] agg. sing. Polentone, Settentrionale. ||  pl. pulendune [pulən'dʉnə]. || FB pulendòne.

pulendune [pulən'dʉnə]  agg. pl. Polentoni, Settentrionali. || sing. pulendone [pulən'dɤnə] || RM pulendùne.

pulepe ['pʊləpə] sm. Polipo. || Anche pulpe ['pʊlpə] || FB pulepu.

pulezzà [puləd'ʣa] v. Pulire. || BP aiuteme a pulzà [a'jutəmə a ppuləd'ʣa] N.d.R. aiutami a pulire. || BP pulzà. || MG pulezzà. || RF pulezzà [pule̯źźá].

pulezije [puləd'ʣɪjə] 1. sf. Polizia. 2. Pulizia. || AO ’A pulezzìje face male sole ê sakke [a puləd'ʣɪjə 'fɜʧə 'mɜlə 'sɤlə ɛ 'sakkə] La pulizia fa male solo -dentro le- tasche. || AO pulezzìje.

pulimme [pu'lɪmmə] sost. Lustrascarpe. || FB pulimme. || RF pulimme [pulimme̯].

pulite [pu'lɪtə] pp. e agg. Pulito.

pullastre [pul'lastrə] sf. Pollastra. || TF  pullàstre.

pulpe ['pʊlpə] sm. Polipo. || Anche pulpe ['pʊləpə] || CS U púlpe se coce che l’acqua suija stèsse [u 'pʊlpə sə 'kɤʧə kə l'akkwa 'sʉja s'tɛssə] N.d.R. Il polipo si cuoce con la sua stessa acqua. || CS púlpe. || RF pulpe [pųlpe̯].

pulpone [pul'pɤnə] sm. Polpaccio. || VF pulpone (1841).

pultrone [pul'trɤnə] sm. Poltrone, Persona pigra. || ZO pultron (1864).

pumadore [puma'dɤrə] sm. Pomodoro. || RA pumadore. || TF pummadòre. || CA² pumadorë.

pumbire [pum'birə] sm. Pompiere, Vigile del fuoco. || FB pumpire. || [fg. pompiére - ital. pompière]

punde ['pʊndə] sm. Punto. || Locuz. mette ‘i punde ['mɛttə i 'pʊndə]. Cucire. || Locuz. Mò punde [mɔ 'pʊndə] Proprio adesso, Immediatamente, Subito. || CL punte.

pundelluse [pundəl'lʉsə] agg. m. Appuntito. || LR bèlli cetrule, vîrde e puntelluse! [b'bɛlli ʧə'trʉlə, 'vɪrdə ɛ ppundəl'lʉsə!] N.d.R. bei cetrioli, verdi e appuntiti! || LR puntelluse.

pundette [pun'dɛttə] sf. Cordicella. || agg. f. Furba. || AO pundètte.

pundine [pun'dɪnə] sf. Chiodo. || RM pundìne.

punduale [pundu'ɜlə] agg. Puntuale. || ZO puntueul (1864).

pundualità [punduali'ta] sf. Puntualità. || TF pundualità.

pundualmende [pundual'mɛndə] avv. Puntualmente. || TF pundualmènte.

pungecà [punʤə'ka] v. Pungere. || LA  pungecà.

pungechende [punʤə'kɛndə] part. pres. e agg. Pungente. || LA pungechènde.

pungende [pun'ʤɛndə] sf. Monda dei campi in erba. || MM pungènde.

puparille [pupa'rillə] sm. Pupazzo, Bambolotto. || RM puparìlle. || RF puparille [puparílle̯].

pupatelle [pupa'tɛllə] sf. Ciuccio, Piccolo pezzo di stoffa ba­gnato con lo zucchero. || LA pupatèlle. || VF pupata (1841).

pupe ['pʉpə] sost. Pupazzo, Bambola, Balocco. || VF pupa (1841). || EG pupe.

pupite [pu'pɪtə] sf. Pipìta, Infezione della lingua delle galline. || BA pupite.

puputà [pupu'ta] v. Borbottare. || RM puputà.

pura ['pura] agg. f. Pura.

purcare [pur'kɜrə] sm. Porcaro. || AO purcàre.

purcarije [purka'rɪjə]sf. Porcheria. || RF vàce cundanne purcarìje N.d.R. Va raccontando sconcezze. || RF purcarìje [purkarı̊ı̭e̯].

purce ['purʧə] sm. pl. Porci. || Cfr. purche ['purkə] || GG puorce (1834).

purcellane [purʧəl'lɜnə] sf. Porcellana. || ZO purcelleum (1864).

purcelluzze [purʧəl'lʊtʦə] sm. Coccinella, Dolce natalizio, Maialino. || FB purcelluzze.

purche ['purkə] sm. e agg. Maiale, Porco. || f. porche ['pɔrkə] || pl. purce ['purʧə], purche ['purkə] || AO Chi se guarde i pùrke suje nen è chjamàte purcàre. [ki sə 'ɡwardə i 'purkə 'sʉjə nənn-ɛ kja'mɜtə pur'kɜrə] Chi si guarda i porci suoi non è chiamato porcaro.  || MM [u me̥ttí̱re̥ne̥ a ggu̯ardá i pú/rke̥] N.d.R. lo misero a guardare i porci. || VF puorco (1841) || ZO puorcheu (1864). || BF pûorche (1894). || AO pùrke. || MM [pú/rke̥]. ||  Etimol. dal lat. porcus.

purchiacche [pur'kjakkə] sf. Porcellana. || VF purchiacchi (1841).

purciarije [purʧa'rɪjə] sf. pl. Dolci natalizi. || RC purciarije. || LA purciarìje.

pure ['pʉrə] avv. || Anche, Pure. || SA Pur'ije ['pʉr-'ijə] Anch’io. || ZO pure, pureu (1864) || TF pùre. || FP pur.

purgatorie [purɡa'tɔrjə] sm. Purgatorio. || Anche pregatorie [preɡa'tɔrjə] || cfr. 'mburgatorie [mburɡa'tɔrjə].

purre ['pʊrrə] sm. Porro. || FB purre.

purrazze [pur'raʦʦə] sm. Porrazzo, Porraccio, in bot. altro nome dell'Asfodelo e anche di un Aglio che vive nei terreni incoti. || Vedi purre ['pʊrrə].

purtà [pur'ta] v. Portare. || Locuz. purtà 'ndrete [pur'ta n'drɤtə] Riportare, portare indietro. || GF purtà.

purtagalle [purta'ɡallə] sm. Arancia. || SG Quilli purtagalle là so’ mulle mulle ['kwilli purta'ɡallə lla sɔ m'mullə 'mullə]  N.d.R. Quelle arance là sono molli. || SG purtagalle. || RF purtagalle [purtaġálle̯]. || Etimol. dal greco πορτοκάλι (portokáli), arancia, arancione.

purte ['purtə] sm. Porto. || CL purte.

purtire [pur'tirə] sm. Portiere, Portinaio. || FB purtire. || [fg. portiére - ital. portière]

purtone [pur'tɤnə] sm. Portone. || NM E cumme rireve a gende a vedè i guardje annanze o’ purtone! [ɛ k'kumə rə'rɘvə a d'ʤɛndə a vvə'dɛ i 'ɡwardjə an'nanʣə ɔ pur'tɤnə!] N.d.R. E come rideva la gente vedendo le guardie davanti al portone! || NM purtone.

purtungine [purtun'ʤɪnə] sm. Portoncino,  Portone. || SA¹ purtungine.

pusate [pu'sɜtə] sf. Posata. || ZO puseut (1864).

puste ['pustə] sm. Ricevitoria del lotto. || pp. Posto. || RM pùste.

putà [pu'ta] v. Potare. || BA Chi zappe veve l’acque e chi pute veve u vine. [ki 'ʦappə 'vɘvə l 'akkwə ɛ k'ki 'putə 'vɘvə u 'vɪne] Lo zappatore beve l’acqua e il potatore il vino.

putè [pu'tɛ] v. Potere, Riuscire. || MA n’ ‘nc pote manche u padretern’ [nə nʤə 'pɤtə 'manɡə u padre'tɛrnə] N.d.R. non ci riesce neanche il Padreterno.

putechine [putə'kɪnə] sm. Botteghino, Biglietteria in genere, Collettoria del lotto. || PM butteghine.

puteje [pu'tɘjə] sf. Bottega. || TF àgghije fàtte càse e putèje ['aɡɡjə 'fattə 'kɜsə ɛ ppu'tɘjə] N.d.R. ho fatto casa e bottega. || ZO putea, putega (1864). || VC putèca (1929). || TF putèje. || LMG putèie. || RF putèje [putę̊i̭e̯]

putende [pu'tɛndə] agg. e sm. Potente. || al pl. putinde [putində] || SA Tre so’ ‘i putinde: ‘u pape, ‘u re, e chi ndene ninde ['trɛ ssɔ i pu'tində: u 'pɜpə u rrɛ ɛ kki n'dɘnə 'nində] N.d.R. Tre sono i potenti: il papa, il re e chi non ha niente. || TF potènde.

putendine [putən'dɪnə] agg. Si dice di ragazza molto svelta e sfac­ciata.

putrusine [putru'sɪnə] sm. Prezzemolo. || Anche petrusine [pətru'sɪnə] ||  [fg. prezzèmolo - ital. prezzémolo]

puttane [put'tɜnə] sf. Prostituta. || AO puttàne.

puttanizie [putta'nɪtʦjə] sm. Puttaneggiamento. || AO Mariulìzzie e puttanìzie s’apre ‘a tèrre e ‘u dìce [mariu'lɪtʦjə ɛ pputta'nɪtʦjə s'aprə a 'tɛrrə ɛ u 'dɪʧə] Mariolerie e puttaneggiamento si apre la terra e lo dice. || AO  puttanìzie. || RF puttanizie [puttanízzi̭e̯].

puverelle [puvə'rɛllə] sf. Poveretta, Poverella. || AO puverèlle. ||  [fg. poverètta - ital.  poverétta]

puze ['pʊʦə] sm. Polso. || FB puze.

puzze ['pʊtʦə] 1. sf. non com. Puzza. || nel sign. di ‘cattivo odore’ cfr. fite ['fitə].

puzze ['pʊtʦə] 2. sm. Pozzo. || BA Tanta vote vace a galette abbasce u puzze fine a quanne se ne vene a maneche ['tanda 'vɤtə 'vɜʧə a ɡa'lɛttə ab'baʃʃə ɔ 'pʊtʦə 'finə a k'kwannə sə nə 'vɘnə a 'manəkə] Tante volte il secchio scende nel pozzo fino a quando va via il manico. || CA¹ Anne jùte rìtte rìtte ‘o  pùzze, hànne tagghiàte a zòke a ppìzze a ppìzze, hànne pigghiàte ‘i galètte e hànne menàte tùtte abbàsce ‘o  pùzze. ['annə 'jʉtə 'rɪttə 'rɪttə ɔ 'pʊtʦə, 'annə  taɡ'ɡjɜtə a 'ʦɤkə a p'pitʦə a p'pitʦə, 'annə pɪɡ'ɡjɜtə i ɡa'lɛttə ɛ 'annə mə'nɜtə 'tʊttə ab'baʃʃə ɔ 'pʊtʦə] Sono andati direttamente al pozzo, hanno tagliato la corda in tanti pezzi, hanno preso i secchi e hanno buttato tutto giù al pozzo. || TF pùzze. || BA puzze. || CA¹ pùzze [pųzzᵉ].

puzzolende [putʦo'lɛndə] agg. Puzzolente, Che emana cattivo odore. || TF puzzolènde.

Q

qua [kwa] avv. Qui, Qua. || Anche qqua [kkwa], aqquà [akkwa]. || CV Figghj mij, facit att’nziön, qua n’esistn raccumandaziön ['fɪɡɡjə 'mijə, fa'ʧɪtə attən'ʣjɤnə, kkwa nn-e'sɪstənə rakkumandat'ʦɤnə] N.d.R. Figli miei, fate attenzione, qua non esistono raccomandazioni. || TF qqua. || RF cquà. || CA¹ qua.

quacche ['kwakke] agg. Qualche. || Anche qualche ['kwalke]. || BM quacche. 

quaccune [kwak'kʉnə] pron. indef. sing. Qualcuno, Qualcheduno. || Anche qualcune [kwal'kʉnə]. || VMG quaccunö. || VC  quaccùne.

quacquarone [kwakkwa'rɤnə] agg. Uomo piuttosto grosso che, a causa del peso, cammina con difficoltà. || RM quacquaròne.

quaderne [kwa'dɛrnə] sm. Quaderno. || CL quaderne.

quadre ['kwadrə] 1. sm. Quadro. || 2. agg. Quadrato. || SA M’agghie accattate ‘nu belle quadre. [m 'aɡɡjə akkat'tɜtə nu b'bɛllə 'kwadrə] Ho comprato un bel quadro. || BA Chi nasce quadre ne more tunne [ki 'naʃʃə 'kwadrə nə m'mɤrə 'tunnə] N.d.R. Chi nasce quadrato non muore rotondo.  || BA quadre.

quadrate [kwa'drɜtə] sm. E agg. Quadrato. || MA Chi nasce tunne n’ more quadrate [ki 'naʃʃə 'tunnə nə m'mɤrə kwa'drɜtə] N.d.R. Chi nasce rotondo non muore quadrato. || MA quadrate.

quagghjà [kwaɡ'ɡja] v. Cagliare, Coagularsi del latte per l’azione del caglio, Giungere a maturazione, Realizzarsi di una aspettativa. || RM quagghijà.

quagliarule [kwaʎʎa'rʉlə] sm. Quagliere. Strumento a fiato che imita il canto della quaglia, usato dai cacciatori. || VC quagliarùle (1929).

quaglie ['kwaʎʎə] 1. sf. Quaglia. || AO quàglie. || 2. sm. Quaglio, Sostanza acida che fa coagulare il latte. || VC quàglio (1929). || AO quaglie. || RF kwagghjë / quaglie  [kṷałłe̯].

quaglire [kwaʎ'ʎirə] sm. Ruffiano. || FB quaglìre.  

quala ['kwala] agg. e pron. f. Quale. || m. qualu.

qualche ['kwalke] agg. Qualche. || anche quacche ['kwakke]. || BP se quille te dice qualche cose, tu chiude i recchie, e nen u respunnenne [sɛ 'kwɪllə tə 'dɪʧə 'kwalke k'kɤsə, tʊ 'kjudə i 'rɛkkjə, ɛ  'nənn-u rəspun'nɛnnə] N.d.R. se quello ti dice qualcosa, tu chiudi le orecchie, e non rispondergli. || BP qualche.

qualchedune [kwalke'dʉnə] pron. indef. sing. Qualcuno, Qualcheduno. || Anche qualcune [kwal'kʉnə] quaccune [kwak'kʉnə] || LR guardàte si s’accoste qulchèdune [ɡwar'dɜtə si s-ak'kɔstə kwalke'dʉnə] N.d.R. guardate se si avvicina qualcuno. || LR qulchèdune.

qualcune [kwal'kʉnə] pron. Qualcuno. || CL qualcune mormoreije che tu cà fatica s’ì scumpagnate da peccenunne [kwal'kʉnə mormo'rɘjə kɛ tʊ k-a fa'tɪkə sɪ skumbaɲ'ɲɜtə da pətʧə'nʊnnə] N.d.R. qualcuno mormora che tu con il lavoro hai litigato sin da bambino. || CL qualcune. || TF qualcùne.

quale ['kwɜlə] agg. e pron. m. Quale. || Anche qualu ['kwalu]. || AO quale.

qualu ['kwalu] agg. e pron. m. Quale. || Anche quale ['kwɜlə] || f. quala ['kwala].

quanda ['kwanda] agg., pron. e avv. pl. f. Quante. || Anche quande ['kwandə] || VC Quànta mòsse ['kwanda 'mɔssə] Quante svenevolezze!  || GG quanta (1834) || PR quanda.

quande ['kwandə] agg., pron. e avv. Quanto. || Anche quanda ['kwanda]. || SA Ma quande faje brutte! [ma 'kwandə 'fɜjə b'brʊttə!] Ma quanto fai brutto. || ML quande ce ne stace facenne passà ['kwandə ʧə nə s'tɜʧə fa'ʧɛnnə pas'sa] N.d.R. quante ce ne sta facendo passare. || ZO quant (1864) || TF quànde. || ML quande. || DPM quante. || CV quand.

quanne ['kwannə] avv. e congz. Quando. || MG¹ Quanne ‘u diavale t’accarezze vôle l’aneme ['kwannə u 'djavələ t-akka'rɛzzə 'vɤlə l'anəmə] N.d.R. Quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima. || GG quanno (1834) || ZO quan (1864). || VC quànne (1929). || BA quanne. || CL  guanne.  

quanneje [kwan'nɘjə] par. comp. Quando è. || BP Quanneje che te ne vaje [kwan'nɘjə kɛ tə nə 'vɜjə] N.d.R. Quando te ne vai? -Perché non te ne vai?-. || BP quanneje.

quarande [kwa'randə] num. Quaranta. || CS Quarant’anne, a máre che tutte i panne [kwarand'annə, a m'mɜrə kə t’tʊtt-i 'pannə] N.d.R. Quarant’anni, a mare con tutti i panni. || CS quarant’. || PM quarante.

quarandine [kwaran'dɪnə] sf. Quarantina. || AO Dope ‘a quarandìne nu male ogné matìne ['dɤpə a kwaran'dɪnə nu 'mɜlə 'ɔɲɲ-ɛ mma'tɪnə] Dopo la quarantina un male ogni mattina. || AO quarandìne.

quarandotte [kwaran'dɔttə] num.  Quarantotto.

quaratine [kwara'tɪnə] sm. Negozio. || TF quaratìne. || RF quaratìne [kṷaratı̊ne̯].

quareseme [kwa'rɛsəmə] sf. Quaresima. || AO Quanne passe ‘a quarèseme vrùkkele e predecatùre nen zèrvene chjù ['kwannə 'passə a kwa'rɛsəmə 'vrukkələ ɛ pprədəka'tʉrə nən 'zɛrvənə k'kjʊ] Quando passa la quaresima broccoli e predicatori non servono più. || AO quarèseme. || [fg. quarèsima - ital. quaréʃima]

quartare [kwar'tɜrə] sf. Vaso di terracotta basso e largo. || FB quartàre.

quarte ['kwartə] sm. Quarto,  Parte  di  casa, Borgo, Quartiere. || ZO quart, quarto (1864) || VC quàrto.

quartine [kwar'tɪnə] sm. Appartamento. || FB quartene. || VC quartìno.

quartire [kwar'tirə] sm. Quartiere. || DPM ce ne jame ‘ndà n’ate quartire [ʧə nə 'jɜmə nd-a n-atə kwar'tirə] N.d.R. ce ne andiamo in un altro quartiere. || DPM quartire.

quase ['kwɜsə] avv. Quasi. || ZO quesi (1864) || LR quase.

quaterne [kwa'tɛrnə] sf. Quaterna. || AO quatèrne. || VC quatèrna.

quatrare [kwa'trɜrə] sm. Ragazzo, Figlio minore, Monello, Ragazzo di strada. || GG Lu chijù quatrare dicij..e a lu patr..e: Oje  tatà sa che ce stà de nuovo? Damma la parziona mia [u k'kjʊ kua'trɜrə di'ʧɪjə ɔ 'patrə: ɤ ta'ta 'sɜjə kɛ tʧə s'tɜʧə da 'nuvə: 'dammə a par'ʦjɤna 'mijə] N.d.R. Il figlio più giovane disse al padre: papà sai cosa c’è di nuovo? Dammi -voglio- la mia porzione -l’eredità che mi spetta-. || SA¹ quaträre. || VF quatraro (1841). || VC quatràre. || GG quatrare (1834).

quatrarije [kwatra'rɪjə] sm. Quadreria, antiq. per Galleria d’arte. || VC quatrarìa.

quatrascone [kwatras'kɤnə] sm. antiq. per Ragazzaccio. || VC quatrascòne.

quatriglie [kwa'trɪʎʎə] sf. Quadriglia. || EG E' 'na quadriglie pe grusse, vicchie e criature, hamma fa tutte 'na 'bbèlla fegure [ɛ na  kwa'trɪʎʎə pə ɡ'ɡrussə, 'vikkjə ɛ kkria'tʉrə, 'amma fa 'tʊttə na b'bɛlla fə'ɡʉrə] N.d.R. È una quadriglia per grandi, vecchi e bambini, dobbiamo fare tutti una bella figura. || EG quadriglie. || VC quatrìglia.

quatrone [kwa'trɤnə] sm. Lastra quadrangolare usata per pavimentazioni. || VC quatròne.

quatte ['kwattə] 1. num. Quattro. || MG Ije subbte me n’acciaffaje ‘nu quatt o cinche ['ijə 'sʊbbətə mə n-atʧaf'fɜjə 'kwattə ɔ 'ʧɪnɡə] N.d.R. Io subito ne presi quattro o cinque. || MG quatt. || VC quàtte.

quatte ['kwattə] 2. agg. Quatto, Rannicchiato, Accucciato, Raggomitolato. || GG Mo me ne vaco guatto guatto nata vota a do pateme [mɔ mə nə 'vɜkə 'kwattə 'kwattə n'ata 'vɤtə a ddɔ 'patəmə] Ora me ne vado quatto quatto un'altra volta da mio padre. || GG guatto (1834).

quattodece [kwat'tɔdəʧə] num. Quattordici. || BA quattodece. || [fg. quattòrdici - ital.  quattórdici]

quattucchie [kwat'tukkjə] sm. Quattrocchi. || SA  Uè quattú, si nn’a fenisce te squacce ‘i lastre! [wɛ kwat'tʊ, si nn a fə'nɪʃʃə tə s'kwatʧə i 'lastrə] Ehi quattrocchi, se non la smetti ti rompo gli occhiali. || RM quatt'ùcchije.

quella['kwɛlla] agg. e pron. dim. f. Quella, Lei. || Anche quelle ['kwɛllə] || FP quella. ||  [fg. quèlla - ital. quélla]

quelle ['kwɛllə] agg. e pron. dim. f. Quella, Lei. || Anche quella['kwɛlla] || TF quèlle. || LMG quélle. || RA quelle. ||  [fg. quèlla -   ital. quélla]

quendale [kwən'dɜlə]  sm.  Quintale. ||  RM cundàle.

questa ['kwɛsta] agg. e pron. dim. f. Questa. || || SA Questa qua me vole fa murí! ['kwɛsta k'kwa mə 'vɤlə fa mu'rɪ!] Questa -donna- mi vuole far morire! ||  CL questa. || [fg. quèsta - ital. quésta]

queste ['kwɛstə] agg. e pron. dim. f. Costei, Codesta, Questa. || ZO quest (1864) || EG quèste. || Etimol. dal lat. volg. ec(cu)m ista(m). || [fg. quèsta - ital. quésta]

questure [kwəs'tʉrə] sf. Questura. || RM Qua, se vi sente qualcune, vace a fenésce malaménte. Baste ca passe ‘na guardje é ce truvàme tutte a’ Questure, mìneme cume é testemònje [kwa, sɛ və 'sɛndə kwal'kʉnə, 'vɜʧə a ffə'nɛʃʃə mala'mɛndə. 'bastə ka 'passə na 'ɡwardjə ɛ tʧə tru'wɜmə 'tʊttə a kwəs'tʉrə, 'mɪnəmə 'kum-ɛ ttəstə'mɔnjə] N.d.R. Qua se vi sente qualcuno, va a finire male. Basta che passa un poliziotto, ci troviamo tutti in Questura, come minimo come testimoni. || RM Questure.

quille ['kwɪllə] 1. agg. e pron. dim. Quello, Quelli. || Solo m. sing. anche quillu ['kwɪllu]. || SA Ma vite nu poche a quille! [ma 'vitə nu 'pɔkə a k'kwɪllə!] Ma guarda un po’ quello! || MP Staije stanche de quille che è fatt’ aire? Camine delinquente, va’ fatighe, va’ cucine che tenghe fame [s'tɜjə s'tanɡə də 'kwɪllə k ɛ 'fattə a'jirə? ka'minə delin'ɡwɛndə, va fa'tiɡə, va ku'ʧɪnə kɛ 'tɛnɡə 'fɜmə] N.d.R. Sei stanco per quello che hai fatto ieri? Cammina delinquente, vai a lavorare, vai a cucinare che ho fame.  || GG quillo (1834) || ZO quill (1864). || BF quille (1894).  || MP quille. || CS quílle. || CL quill’. || AO quìlle. || MM [ku̯ílle̥] || RF quille [ku̯įlle̯]. || Etimol. dal lat volg. (ec)cu(m) illu(m). || [fg. quèllo - ital. quéllo]

quille ['kwillə] 2. sm. Involtino di carne di cavallo. || DLC U pésce ‘nd ‘a carrozze, tutte da fore stasére, tenghe i quille, addurénde addurénde [u 'pɛʃʃə nda kar'rɔtʦə, 'tʊttə da 'fɤrə sta'sɘrə, 'tɛnɡə i 'kwillə, addu'rɛndə addu'rɛndə] Il pesce nella carrozza -lumache- tutte di fuori dal guscio questa sera, tengo gli involtini di carne di cavallo, odorosi odorosi. || DLC quille. || RF quille [ku̯įlle̯].

quilli ['kwɪlli] agg. e pron. dim. pl. Quelli, Quelle, Coloro. || EG quilli. || [fg. quèlli - ital. quélli]

quillu ['kwillu] agg. e pron. dim. m. Quello. || Anche quille ['kwɪllə]  / qullu  ['kwullu] || [fg. quèllo - ital. quéllo]

quinde  ['kwɪndə] agg. Quinto. || RF quinde [kṷint̬e̯]

quinece ['kwɪnəʧə] num. Quindici. || TF  quìnnece.

quinecine [kwinə'ʧɪnə] sf. Quindicina. || MG dope ‘na quinicine de jurne ['dɤpə na kwinə'ʧɪnə də 'jurnə] N.d.R. dopo una quindicina di giorni. || MG quinicine.

quiste ['kwistə] agg. e pron. dim. Questo, Questi. || cfr. stu [stu], sti [sti] || BF So’ cinghe kine l’ ùv’ e ccinghe quiste [sɔ t'ʧɪnɡə 'kɪnə l'ʉvə ɛ  t'ʧɪnɡə 'kwɪstə]  N.d.R. Sono cinque chili l’uva e cinque questi. || GG quisto (1834) || ZO quiest (1864). || BF quiste. || TF quìste. || [fg. quèsto - ital. quésto].

quistione [kwis'tjɤnə]. Questione. || RM quistijòne.

quistuqua [kwistuk'kwa] pron. + agg. Questo qua. || MM [ku̯ístukku̯á].

qullu ['kwullu] agg. e pron. dim. m. Quello. || Anche quille ['kwɪllə], quillu ['kwɪllu]. || [fg. quèllo - ital. quéllo] 

R

racane ['rakanə] sf. Tela ruvida. || RM ràcane.

raccule ['rakkulə] sm. Ramarro, Grossa lucertola. || FB raccule.

raccumannazione [rakkumannat'ʦjɤnə] sf. Raccomandazione. || CV raccumandaziön.

raccuvete [rak'kʊvətə] pp., agg. e sm. Raccolto. || RM raccùvete.

Rachele [ra'kɘlə] pers. f. Rachele. || TF  Rache’.

Racheline [rakə'lɪnə] pers. f. Rachelina.

raciuppille [raʧup'pillə] sm. Grappoletto.

radichele [ra'dɪkələ] sf. Graticola. || RM  radìckele.

radunà [radu'na] v. Radunare. || Anche adunà. || RM radunà.

rafanille [rafa'nillə] sm. Ravanello. || MU So cumbiette a cannelline i rafanielle, duje mazze nu solde [sɔ kkum'bittə a kkannəl'lɪnə i rafanillə, 'dʉjə 'matʦə nu 'sɔldə] N.d.R. Sono -dolci come- confetti cannellini i ravanelli, due mazzi un soldo. || MU rafanielle. || CL rafanill’. || AO rafanìlle. || DLC rafanille.

ragge ['radʤə] 1. sf. Rabbia. || DAM ragge.

ragge ['radʤə] 2. sm. Raggio. || sm. pl. Radiografia. || AO ragge.

ragghjà [raɡ'ɡja] v. Ragliare. || Anche arragghjà [arraɡ'ɡja]. || RM ragghjà.

raggione [rad'ʤɤnə] sf. Ragione, Sorte, Fortuna. || MP Tine ragione che me si figghije, se no’ ‘u saije da quanta timpe t’avess’ lecenziate? ['tine arrad'ʤɤnə kɛ mə sɪ f'fɪɡɡjə, sə nɔ u 'sɜjə da 'kwanda 'timbə t-a'vɛssə ləʧən'ʣjɜtə?] N.d.R. Hai la fortuna di essere mio figlio, altrimenti sai da quanto tempo ti avrei licenziato? || MP ragione.

raggiunì [radʤu'nɪ] sm. Ragioniere. || Anche raggiunire [radʤu'nirə]. || [fg. ragioniére - ital.  ragionière]

ragne ['raɲɲə] sm. Ragno. || AO ragne.

ramare [ra'mɜrə] sm. Ramaio. || RM ramàre.

rambecande [rambe'kandə] sm. Rampicante. || LR rambecande.

rambugnà [rambuɲ'ɲa] v. Rimproverare.

ramere [ra'mɘrə] sf. Lamiera, Contenitore per cuocere in forno. || RM ramère. || RF ramère [ramę̊re̯].

ranelle [ra'nɛllə]  sf. pl. Soldi. || RF s’è fatte i ranèlle si è arricchito. || RF so’ quatte ranèlle sono cose di poco conto, sono sciocchezze || RM ranèlle. || RF ranèlle [ranęlle̯].

rangecà [ranʤə'ka] v. Graffiare. || RM  rangecà.

rangeche ['ranʤəkə] v. Graffio. || FB rangeche.

rangete ['ranʤətə] agg. Rancido. || CA Quanne ‘a gatte n’arrive ‘o larde, dice ca eje de ràngede ['kwannə  a 'ɡattə n-arrɨvə ɔ 'lardə, 'dɪʧə ka 'ɘjə də 'ranʤədə] N.d.R. Quando la gatta non arriva -non  riesce  a  prendere-  al  lardo  dice  che è rancido. || CA ràngede.

ranocchie [ra'nɔkkjə] sf. Rana. || al m. ranucchie [ra'nukkjə] || cfr. ranogne [ra'nɔɲɲə] || RM ranòcchije.

ranogne [ra'nɔɲɲə] sf. Rana. || al m. ranucchie [ra'nukkjə]. || cfr. ranocchie [ra'nɔkkjə].

ranucchie [ra'nukkjə] sm. Ranocchio. || al f. ranocchie [ra'nɔkkjə]. || Anche ruspe ['ruspə], candatore [kanda'tɤrə], macciuanne [matʧu'wannə]. || RM ranùcchije.

rape ['rɜpə] sf. Rapa. || AO rape.

rapecane [rapə'kɜnə] agg. e sost. Tirchio, Avaro, Tirato.  || FD I sòlde du’ rapicàne si magne l’usuràije [i 'sɔldə d 'u rapə'kɜnə s i 'maɲɲə l usu'rɜjə] N.d.R. I soldi dell’avaro li mangia l’usuraio. || TF rapecòne. || AO rapecàne. || FD rapicàne.

rappe ['rappə] sm. Grinza, Piega che si forma sulla pelle. || VF rappi (1841). || [fg. grinʒa - ital. grinza]

rappigne [rap'pɪɲɲə] sm. Raffreddore di lieve entità. || FB rappigne.

rapporte [rap'pɔrtə] sm. Rapporto. || FP  rapport.

rappurtà [rappur'ta] v. Rapportare, Riferire. || SA Statte attinde a qullu là, è ‘nu nfamone, vace sembe a rappurtà tutte cose! [s'tattə at'tində a k'kwullu lla, ɛ nu nva'mɤnə, 'vɜʧə 'sɛmbə a rrappur'ta 'tʊttə 'kɤsə] Stai attento a quello, è uno spione, va sempre a riferire tutto.

rareche [rarəkə] sf. Radice. || CS rareche.

rasckà [raʃ'ka] v. Raschiare, Sputare il residuo ottenuto dalla raschiatura della gola. || FB rasckà.

rasckate [raʃ'kɜtə]  sf. Sputacchiata, Scaracchio. || RM rasckàte. || RF rasckàte [raškåte̯].

rascke ['raʃkə] sm. Sputo catarroso, Escreato, Espettorato. || VF rasco (1841).

rasckuse [raʃ'kʉsə] agg. Ruffiano, Chi riferisce ai superiori le mancanze commesse dagli altri. || TF rasckùse. || rasckùse RF [raškůse̯].

rasecale [rasə'kɜlə] sm. Vivaio, Coltivazione provvisoria di piantine da mettere a dimora altrove. || MM rasekále.

rasele ['rasələ] sf. Rasatura, Fresatura. || AO ràsele.

raspe ['raspə] 1. sf. Raspa. || 2. sm. Raspo.  ||  BA Se so accucchiate a lime e a raspe [sə sɤ akkuk'kjɜtə a 'lɪmə ɛ a 'raspə] Si sono uniti la lima e la raspa. || BA raspe.

raspulende [raspu'lɛndə] agg. Aspro, Tipico sapore della frutta non ancora matura. || RM raspulènde.

rassegnà [rassəɲ'ɲa] v. Rassegnare. || CA¹ Une se strazze i capille n’ate forte lucculeje: “Ogge é murte u carnevⱥle nge putime rassignà ['ʉnə sə s'tratʦə i ka'pillə, n 'atə 'fɔrtə lukku'lɘjə: 'ɔdʤə ɛ 'murtə karnə'vɜlə nʤə pu'tɪmə rassəɲ'ɲa] N.d.R. Uno si strappa i capelli, un altro forte urla: “Oggi è morto il carnevale, non ci possiamo rassegnare”. || CA¹ rassignà.

rassegnate [rassəɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Rassegnato. || FB rassegnàte.

rastille [ras'tillə] sm. Rastrello. || RM rastìlle.

rasule [ra'sʉlə] sm. Rasoio. || CS rasule. || RF rasùle [rasůle̯].

rataville [rata'villə] sm. Attrezzo di legno simile ad un grosso martello usato dai mietitori. || EG Quatte scorze de lemune spremute, ‘na sckafarèie, ‘nu ratavïlle, sètte sègge, ‘nu banghetïlle e ’n’ amore fenute ['kwattə s'kɔrʦə də lə'mʉnə sprə'mʉtə, na ʃkafa'rɘjə, nu rata'villə, 'sɛttə 'sɛdʤə, nu banɡə'tillə ɛ n-a'mɤrə fə'nʉtə] N.d.R. Quattro scorze di limoni spremuti, un grosso recipiente, un martello di legno, sette sedie, un banchetto e un amore finito. || EG ratavïlle. || LA ratavîlle.

rattuse [rat'tʉsə] agg. Persona che mostra apertamente il suo desiderio sessuale. || cfr. recuttare [rəkut'tɜrə] || FB rattuse.

raziune [rat'ʦjʉnə] sf. pl. Orazioni. || RM  razijùne.

re [rɛ]sm. Re, Sovrano, Nota musicale. || Anche rre [rrɛ] || DAM Mmocc’a me, mmocc’a te, mocc’a ‘u figghje de lu re, e se ‘u re nenne vole cchiù, magnatille tutte tu [m'mɔkkə a mmɛ, m'mɔkkə a ttɛ, m'mɔkkə a u 'fɪɡɡjə də lu rrɛ, ɛ ssə u rrɛ 'nənnə 'vɤlə k'kjʊ, maɲɲa'tillə 'tʊttə tʊ] N.d.R. (filastrocca) In bocca a me, in bocca a te, in bocca al figlio del re, e se il re non ne vuole più, mangialo tutto tu. || DAM re.

rè rè [rɛ rɛ] Locuz. Ben in vista. || RM rè-rè.

rebbattute / [rəbbat'tʉtə] pp. e agg. Ribadito. || AO rebbattùte.

rebbellà [rəbbəl'la] v. Mettere in disordine, Creare scompiglio. || Anche arrebbellà [arrəbbəl'la].

rebellatorie [rəbbəlla'tɔrjə] sm. Caos, Confusione, Scenata. || NM ribillatorje.

rebbelle [rəb'bɛllə] agg. e sost. Ribelle. || AO rebbèlle.

recamà [rəka'ma] v. Ricamare. || FB recamà.

recamate [rəka'mɜtə] pp. e agg. Ricamato. || PM È nu belle lenzûle recamete [ɛ nu b'bɛllə lən'ʣʉlə rəka'mɜtə] N.d.R. È un bel lenzuolo ricamato. || PM recamete.

recchezze [rək'kɛtʦə] sf. Ricchezza. || LA  recchèzza.  || AO rekkèzze. || FO [re̥cchezze̥]]. ||  [fg. ricchèzza - ital. ricchézza]

recchia ['rɛkkja] sf. Orecchia. || Anche recchie ['rɛkkjə] || Locuz. recchia ‘mbosse ['rɛkkja m'bɔssə] lett. Orecchia bagnata. || estens. Omosessuale. || TF  rècchia.

recchie ['rɛkkjə] sf. Orecchia. || Anche  recchia ['rɛkkja] || LMG Chi tène i récchie grosse, nen more màie [ki 'tɘnə i 'rɛkkjə 'ɡrɔssə nə m'mɤrə 'mɜjə] N.d.R. Chi ha le orecchie grandi, non muore mai. || LR t’è stà che l’ûcchje apîrte e ‘i rècchje tèse [t-ɛ sta kə l 'ukkjə  a'pirtə ɛ i 'rɛkkjə 'tɘsə] N.d.R. devi stare con gli occhi aperti e le orecchie tese. || SG mo’ che t’ankappe l’uteme pizze hadda ésse ‘a recchie [mɔ kɛ t an'ɡappə, l'ʊtəmə 'pitʦə 'adda 'ɛssə a 'rɛkkjə]  N.d.R. Quando ti prendo, l’ultimo pezzo sarà l’orecchio. || MAM [rẹ́c̓́c̓́e̥]. || LA rècchie. || RA recchie. || AO recchje. || LR rècchje. || LMG récchie.

Reccione [rət'ʧɤnə] top. Riccione. || LR Recciòne.

recetà [rəʧə'ta] v. Recitare. || RM recetà. || RF recetà [re̯če̯tá].

recevute [rəʧə'vʉtə] pp. Ricevuto. || sf. Ricevuta. || FB recevete.

recitte [rə'ʧɪttə] sm. Pace, Riposo, Luogo tranquillo, Ricovero. || FB recitte. || LA recîtte.

recone [rə'kɤnə] sm. Cantuccio, Riparo. || RM recòne.

recotta [rə'kɔtta] sf. Ricotta || Anche recotte [rə'kɔttə] || Locuz. recotta sckande [rə'kɔtta ʃ'kandə] Ricotta piccante; recotta toste [rə'kɔtta 'tɔstə] Ricotta dura. || CS recotta sckante [rə'kɔtta ʃ'kandə] Ricotta forte. || CS recotta.

recottasckande [rə'kɔtta ʃ'kandə] sf. Ricotta piccante. || LA recottasckande.

recottatoste [rəkɔtta'tɔstə] par. comp. Ricotta dura. || RM recottatòste.

recotte [rə'kɔttə] sf. Ricotta. || Anche recotta [rə'kɔtta] || DAM ‘a pellecchje nenn’è cotte, ce magname pane e recotte [a pəl'lɛkkjə nənn-ɛ 'kɔttə, ʧə maɲ'ɲɜmə 'pɜnə ɛ rrə'kɔttə] N.d.R. la pellecchia non è cotta, ci mangiamo pane e ricotta. || DAM recotte.

recurdà [rəkur'da] v. Ricordare. || Anche arrecurdà [arrəkur'da].

recuttare [rəkut'tɜrə] sm. Guardone. || cfr. rattuse [rat'tʉsə].

recuverà [rəkuvə'ra] v. Ricoverare. || RM  recuverà.

redutte [rə'dʊttə] pp. e agg. Ridotto. || Anche arredutte [arrə'dʊttə]. || SA S’è redutte tutte pelle e osse![s-ɛ rrə'dʊttə 'tʊttə 'pɛllə ɛ 'ɔssə] Si è ridotto tutto pelle e ossa.

refà [rə'fa] v. Rifare. || TF refa’.

refece ['rɛfəʧə] sm. Orefice, Orafo. || EG Pe se rènde cunde, avaste 'uardà stà stràde ck' andicamènde chiamavene d'i mercande, d'i rèfece e mò Via Arpe [pə ssə 'rɛndə 'kundə, a'vastə ɡwar'da sta s'trɜdə k-andika'mɛndə kja'mavənə d i mər'kandə, d i 'rɛfəʧə ɛ mmɔ 'via 'arpə] N.d.R. per rendersene conto basta guardare questa strada che anticamente chiamavano dei mercanti, degli orefici ed ora Via Arpi. || EG rèfece. || VC urèfece. || VF urefice (1841). || [fg. orèfice - ital. oréfice]

refjatà [rəfja'ta] v. Fiatare, Respirare. || RM refijatà.

refonne [rə'fɔnnə] v. Rimetterci, Rifondere. || SA C’agghie refuste trecinde lire. [ʧ'aɡɡjə rə'fustə tre'ʧində 'lirə] Ci ho rimesso trecento lire. || RM refònne.

refriscke [rə'frɪʃkə] sm. Rinfresco. ||  RM refrìscke.

refuse [rə'fʉsə] sm. Ciò che si mette in più, Aggiunta. || FB refuse.

regalà [rəɡa'la] v. Regalare. || Anche rijalà [rija'la]. || RM regalà.

regale [rə'ɡɜlə] sm. Regalo. || Anche rijale [ri'jɜlə] || MP priga a Madonne che vace tutt’ bbune, che po’ t’agghija fa’ nu regale che tu manche tu cride ['priɡə a ma'dɔnnə kɛ 'vɜʧə 'tʊttə b'bunə, kɛ pɔ t'aɡɡja fa nu rə'ɡɜlə kɛ tʊ 'manɡə t-u 'kridə] N.d.R. prega la Madonna che vada tutto bene, che poi ti farò un regalo che neanche immagini. || MP regale. || RF regàle [re̯ġåle̯].

regalije [rəɡa'lɪjə] sf. Regalia, Mancia, Piccolo compenso. || RM regalìje.

reggine [rəd'ʤɪnə] sf. Regina. || TF Pùre a reggìne tène abbesògne da vecine ['pʉrə a rəd'ʤɪnə 'tɘnə abbə'sʊɲɲə d-a və'ʧɪnə]  N.d.R. Anche la regina ha bisogno della vicina. || SG¹ reggine. || TF reggìne.

regginelle [redʤi'nɛllə] sf. Reginetta. || CA¹ [rεginεlle].

regnuse [rəɲ'ɲʉsə] agg. Rognoso. || RF regnùse [re̯ɲɲůse] / rignùse [riɲɲůse̯].

regulizie [rəɡu'lɪtʦjə] sm. Liquirizia. || RM regulìzije.

remagnarse [rəmaɲ'ɲarsə] v. Rimangiarsi.

remasugghie [rəma'sʊɡɡjə] sm. Rimasuglio, Avanzo. || FB remasugghij.

rembambite [rəmbam'bɪtə] agg. Rimbambito. || FB rembambete.

Reme ['rɘmə] pers. m. Remo. || CL Reme.

remette [rə'mɛttə] v. Rimettere. || SG dice che ci rimette l’ugghie a lampe ['dɪʧə kɛ  ʧə rə'mɛttə l'uggjə a 'lambə]  N.d.R. dice che ci rimette l’olio alla lampada. || SG rimette.

remondature [rəmonda'tʉrə] sf. Rimondatura, Riparazione della tomaia delle scarpe. || FB remuntature.

remore [rə'mɤrə] sm. Rumore. || Locuz. remore carrozze [rə'mɤrə kar'rɔtʦə] lett. Rumore di carrozza, modo di dire finalizzato a far intrattenere un bambino da una persona amica. || cfr. tuzzabangone [tutʦabban'ɡɤnə] || BF remòr. || LR remòre. || FO [re̥mọre̥]. || RF remòre [re̯mǫ̈re̯].

remusse [rə'mʊssə] solo nella locuz. turnà a remusse [tur'na a rrə'mʊssə] Tornare ancora sullo stesso argomento.

renacce [rə'natʧə] sm. Rammendo. || VF rinaccio (1841).

renale [rə'nɜlə] sm. Vaso da notte, orinale. || LA renàle.

rendete ['rɛndətə] sf. Rendita.

rene ['rɘnə] sf. Sabbia. || RM rène.

renele ['rɛnələ] sf. Rondine, Rondinella. || RL nu guaglione cante pe la vije: -Cum’ e la renele vularrij vuläre -Sop’ u balcone de la nenna mije! [nu ɡwaʎ'ʎɤnə 'kandə p-a 'vɪjə: - 'kum-ɛ a 'rɛnələ vular'rɪjə vu'la 'sɤp-ɔ bal'kɤnə d-a 'nɛnna 'mijə!] N.d.R. un giovanotto canta per strada: Come la rondine vorrei volare sul balcone della mia fidanzata.  || SA¹ rènele. || RL renele. || RF rènele [ręne̯le̯].

rengrazià [rənɡrad'ʣja] v. Ringraziare. || ME  Isse èra tande, accussì cuntènde chè sèmbe a chi tande l’aveve date sèmbe u rengraziave ['ɪssə 'ɘrə 'tandə, akkus'sɪ kun'dɛndə kɛ 'sɛmbə a kki 'tandə l-a'vɘvə 'dɜtə 'sɛmbə u rənɡrad'ʣjɜvə] Egli era tanto, così contento che sempre a chi tanto gli aveva dato sempre lo ringraziava. || TF rengrazia’.

renne ['rɛnnə] v. Rendere, Ritardare. || Anche arrenne. || BA Quanne cchiù renne chiù penne ['kwannə k'kjʊ 'rɛnnə k'kjʊ 'pɛnnə] Quanto più ritarda, più aumentano le difficoltà. || BA renne.

renza renze ['rɛnʣa 'rɛnʣə] locuz. Vicino a, Rasente. || FB rènza rènze.

repegghià [rəpəɡ'ɡja] v. Riprendere. || CV r’pgghià.

repose [rə'pɤsə] sm. Riposo. || TF repòse.

repune repune [rə'punə rə'punə] locuz. Rasente il muro. || SA¹ repùn’ repùne.

repusà [rəpu'sa] v. Riposare. || Anche arrepusà. || SA Vatte repuse che staje stanghe! ['vattə rə'pusə kɛ s'tɜjə s'tanɡə] Va’ a riposarti perché sei stanco. || PM famme repusà ['fammə rəpu'sa] N.d.R. fammi riposare. || PM repusà.

repusate [rəpu'sɜtə] pp. e agg. Riposato. || EG  repusàte.

repuste [rə'pustə] sm. Credenza. || VF rupuosto (1841). || VC rupùoste (1929).   

requeste [rə'kwɛstə] sf. Scorta. || AO requèste.

requie ['rɛkwjə] sf. Requie, Riposo. || NM Da quanne mi so spusate, nen agghje avute nu mumende di requie! [da 'kwannə mə sɔ spu'sɜtə, nənn 'aɡɡjə a'vʉtə nu mu'mɛndə də 'rɛkwjə!] N.d.R. Da quando mi sono sposato non ho avuto un momento di requie! || NM requie.

resarie [rə'sarjə] sm. Rosario. || LR Assù, chè staje facènne, ‘u testamènde? Te spicce ch’amma dice stu Resàrie! [as'sʊ, kɛ s'tɜjə fa'ʧɛnnə, u testa'mɛndə? tə s'pɪtʧə k 'ama 'dɪʧə stu rə'sarjə!] N.d.R. Assunta, che stai facendo, il testamento? Ti sbrighi che dobbiamo dire il Rosario! || ML resarije. || LR resàrie. || ML resarie. || CL rusarie. ||  [fg. rosàrio - ital. roʃàrio]

resate [rə'sɜtə] sf. Risata. || RM resàte.

resatelle [rəsa'tɛllə] sf. Risatina. || LR si tîne l’acqua ‘nganne e cîrche ajùte, ‘u mègghje amiche tuje se mène ‘ndrète, se face ‘a resatèlle e te salute! [si 'tine l'akkwa n'ɡannə ɛ t'ʧɪrkə  a'jʉtə,  u 'mɛɡɡjə  a'mikə 'tʉjə sə 'mɘnə n'drɘtə, sə 'fɜʧə a rəsa'tɛllə ɛ tə sa'lʉtə!] N.d.R. se hai l’acqua alla gola e cerchi aiuto, il tuo migliore amico si tira indietro, si fa una risatina e ti saluta!|| LR  resatèlle.

rescegnule [rəʃʃəɲ'ɲʉlə] sm. Usignolo, Ragazzo lento. || FB rescegnule. || LA rescegnûle.

rescegnute [rəʃʃəɲ'ɲʉtə] agg. Raggrinzito, Malridotto, Denutrito. || FB rescegnute.

resciore [rəʃ'ʃɤrə] sm. Rossore, Vergogna. || AO resciòre. || RM rusciòre. || RF rescióre [re̯ššọ̈re̯].

resckarà [rəʃ'ʃɤrə] v. Risciacquare la biancheria. || FB resckarà.

resine [rə'sɪnə] sf. Resina. || AO Tène a resìne ê màne ['tɘnə a rə'sɪnə ɛ 'mɜnə] Ha la rèsina alle mani. || AO resìne.

resorie [rə'sɔrjə] sm. Rosolio, Liquore leggero fatto in casa. || RC R’sorije d’ l’mon’ [rə'sɔrjə də lə'mɤnə] Liquore di limone. || RC r’sorije. || CS resorije. || [fg. rosòlio - ital. roʃòlio]

resperà [rəspə'ra] v. Respirare. || RM resperà.

respettà [rəspət'ta] v. Rispettare. || BP respettà.

respette [rəs'pɛttə] sm. Rispetto. || LMG ‘U respétte, vène da ‘n’ate respétte [u rəs'pɛttə, 'vɘnə da n-atə rəs'pɛttə] N.d.R. Il rispetto deriva da -vuole- altro rispetto. || LMG respétte.

responne [rəs'pɔnnə] v. Rispondere. || AO respònne.

resposte [rəs'pɔstə] sf. Risposta. || TF respòsta. || [fg. rispòsta - ital. rispósta]

restà [rəs'ta] v. Restare, Rimanere. || PM Vogghije restà sèmbe quèlle che so’ ['vɔɡɡjə rəs'ta 'sɛmbə 'kwɛllə kɛ sɔ] N.d.R. Voglio restare sempre quella che sono. || LMG Quanne more une ca prutéste, biàte a mé ca more e frecàte a chi reste ['kwannə 'mɤre 'ʉnə ka pru'tɛstə, bi'jɜtə a mmɛ ka 'mɤrə ɛ frə'kɜtə a kki 'rɛstə] N.d.R. Quando muore uno che protesta, beato me che muoio e si frega chi resta. || GG¹ restà.

restucce [rəs'tʊtʧə] sm. Ristoppia. || ML¹ restùcce. || [fg. stòppia - ital. stóppia]

resuscetà [rəsuʃʃə'ta] v. Risuscitare.

resuscetate [rəsuʃʃə'tɜtə] pp. e agg. Risuscitato. || Anche arresuscetate [arrəsuʃʃə'tɜtə] || RM resuscetàte.

rete ['rɘtə] solo nella locuz. da rete [da 'rɘte] Da dietro, Di dietro. || AO rète.

retene ['rɛtənə] sf. pl. Redini. || LA rètene.

reterà [rətə'ra] v. Rientrare, Ritirarsi. || LMG A precessione se vète quanne se retire [a prəʧəs'sjɤnə sə 'vɘtə 'kwannə sə rə'tɪrə] N.d.R. La processione di vede quando  rientra.

retratte [rə'trattə] sm. Fotografia raffigurante un volto, Ritratto. || RM retràtte.

retremendà [rətrəmən'da] v. Rivedere.

rette ['rɛttə] sf. Attenzione, Ascolto. || Solo nella locuz. dà rette [da 'rɛttə] Dare retta, Prestare attenzione, ascolto. || SA Nn’u denn’a rette a quille, che ngapisce ninde! [nn-u 'dɛnnə a 'rɛttə a k'kwɪllə, kɛ nɡa'pɪʃʃə 'nində!] Non dar retta a quello là, perché non capisce nulla!|| CL Quill’ che tutt’ ‘i rechieste de grazie che tene, ne’ te pote dà rett’ ['kwɪllə kə t'tʊttə i rə'kjɛstə də 'ɡratʦjə kɛ 'tɘnə, ndə 'pɤtə 'da 'rɛttə] N.d.R. Quello  -Sant’Antonio- con tutte le richieste di grazie che riceve, non ti può dare retta. || CL rett’.

returnà [rətur'na] v. Ritornare. || CV và e r’turn, che vogghj sapè pur ij, chè foc u figghj mij [va ɛ rrə'turnə, kɛ 'vɔɡɡjə sa'pɛ 'pʉr-'ijə, kɛ f'fɜʧə u 'fɪɡɡjə 'mijə] N.d.R. va’ e ritorna, perché voglio sapere anch’io cosa fa il figlio mio.

revutà [rəvu'ta] v. Rivoltare. || Anche ruvutà  [ruvu'ta], ruvetà  [ruvə'ta], arrevutà  [rəvu'ta], arruvutà  [arruvu'ta]. || LA revutà. || PP [re̥vutá].

revutaminde [rəvuta'mində] sm. Rivoltamento. | Anche ruvutaminde [ruvuta'mində] || BA Revutamiente de stomache [rəvuta'mində də s'tɔmməkə] Nausea, disturbi di stomaco e viscerali. || BA  revutamiente. || LA revutamînde.

revutate [rəvu'tɜtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate [ruvu'tɜtə], arruvetate [arruvə'tɜtə], arruvutate [arruvu'tɜtə] || FB revutàte.

rezze ['rɛtʦə] sf. Tenda, Rete. || LR Avàsce ‘a rezze nn’a tenènne alàrie ca tràsene ‘i zambàne, po’ chi ‘i cacce? [a'vaʃʃə a 'rɛtʦə nn a tə'nennə a l 'arjə ka 'trasənə i ʦam'bɜne, pɔ k-i 'katʧə] N.d.R. Abbassa la tenda non la tenere alzata -all’aria- perché entrano le zanzare, poi chi le manda via? || LR rezze.

rezzenì [rədʤə'nɪ] v. Il diventare della pelle increspata o ruvida per il freddo o l’emozione. || Locuz. rezzení 'i carne [rədʤə'nɪ i 'karnə]. Rabbrividire. || RM rezzenì.

rezzerijà [rədʤəri'ja] v. Rassettare, Togliere via tutto. || Anche arrezzerijà [arrədʤəri'ja]. || TF vàtte a rezelia’ a càse che pàre nu gallenàre! ['vattə a rrədʤəri'ja a 'kɜsə kɛ 'pɜrə nu ɡallə'nɜrə] N.d.R. va’ a rassettare la casa che sembra un pollaio! || TF rezelia’.

riassunde [rias'sʊndə] sm. Riasunto. || CL riassunte.

ricce ['rɪtʧə] sm. e agg. Riccio. || LCG ricci (1897).

ricche ['rɪkkə] agg. e sost. Ricco, Abbiente, Agiato, Facoltoso. || GG ricco (1834) || MA ricche. || AO rìkke. || CA² rikkë.

ricchione [rik'kjɤnə] sm. Omosessuale, Gay. || FB ricchijòne.

ricchjine [rik'kjɪnə] sm. Orecchino. || FO A Madonne sœpe chi tene i recchine [A Madonne̥ sœpe̥ chi te̥ne̥ i re̥cchi̤ne̥] La Madonna sa chi ha gli orecchini. || ML ricchijne. || CA ricchîne. || RG recchine. || FO recchine [re̥cchi̤ne̥].

ricchjitelle [rikkji'tɛllə] sf. Orecchiette, Particolare tipo di pasta fatta in casa. || ML mariteme a vulute ‘i ricchietelle [ma'rɪtəmə a vvu'lʉtə i rikkji'tɛllə] N.d.R. mio marito ha voluto -che preparassi- le orecchiette. || TF recchijetèlle. || AO recchitèlle. || LA recchietèlle. || ML ricchietelle.

ricese [ri'ʧɘsə] sf. Perquisizione, Controllo. || RM ricèse.

righene ['rɪɡənə] sf. Origano. || Anche arighene [a'rɪɡənə]. || RM rìghene.

rijalà [rija'la] v. Regalare. || Anche regalà [rəɡa'la]. || RM rijalà.

rijaláte [rija'lɜtə] pp. e agg. Regalato. || Anche regalate [rəɡa'lɜtə]. || ME rejalate.

rijale [ri'jɜlə]  sm. Regalo. || Anche regale [rə'ɡɜlə] || RM rijàle.

rijone [ri'jɤnə] sm. Rione. || SA ’U rijone ‘i Cruce. [u ri'jɤnə i 'krʊʧə] Il  rione  Croci.  ||  RM rijòne.

Rimene ['rimənə] top. Rimini. || LR Rìmene.

rine ['rinə] sf. pl. Reni, Schiena, Regione lombare. || LR Cì, Luciè, nen me decènne nînde, me dòlene ’i rine, nen ‘nge ‘a fazze chiù [ʧɪ, lu'ʧjɛ, nən mə də'ʧɛnnə 'nində, mə 'dɔlənə i 'rinə, nʤa 'fatʦə k'kjʊ] N.d.R. Sta zitta, Lucia, non mi dire niente, mi fanno male i fianchi, non ce la faccio più. || TF l’àghe e u file trapànene i rìne [l'ɜkə ɛ u 'filə tra'panənə i 'rinə]. N.d.R. l’ago e il filo perforano i reni. || TF  rìne. || ML rine.

ripa ripe ['rɪpa 'rɪpə] avv. Rasente a. || SA Jeve camenanne ripa ripe o mure. ['jɘvə kamə'nannə 'rɪpa 'rɪpə ɔ 'mʉrə] Camminava rasente al muro. || RM ripa-rìpe.

ripe [rí] sf. Riva. || RM rìpe.

rire ['rirə] v. Ridere. || FD Rirénne e pazziànne se dice ‘a veretà [rə'rɛnnə ɛ ppatʦi'jannə sə 'dɪʧə a vərə'ta] N.d.R. Ridendo e scherzando si dice la verità. || ZO rire (1864) || AO r’re.

rise ['rɪsə] sf. Riso, come atto del ridere. || sm. Riso, come cereale. || AO rìse.

riste ['ristə] sm. Resto. || MP Cum’eije che so’ ‘u risté, i cumpagnije, i negozije. [kum'ɘjə kɛ sɔ u 'ristə, i kumbaɲ'ɲɪjə, i nə'ɡɔdʣjə] N.d.R. Com’è ad esempio il resto, le compagnie, i negozi. || MP risté. || FP rist.

ritarde [ri'tardə] sm. Ritardo. || TF ritàrde.

ritte ['rɪttə] sf. Destra. || cfr. destre. || PM  Arravugghiete int’a na volpa janche se nazzechijèje a ritte e manche [arravuɡ'ɡjɜtə 'ind-a na 'vɔlpa 'janɡə sə natʦəki'jɘjə a r'rɪttə ɛ m'manɡə] N.d.R. Avvolta in una -pelliccia di- volpe bianca si dondola a destra e a sinistra. || PM ritte.

ritte ['rɪttə] agg. Diritto, Dritto, Intelligente, Rettilineo, Furbo, Astuto. || avv. Dritto. || LE pecché nun truvaije chijù 'a vija ritte [pək'kɛ nun tru'wɜjə k'kjʊ a 'vija 'rɪttə] Perché non trovai più la via diritta. || LE ritte. || GE ritto.

riunì [riu'nɪ] v. Riunire.

riunione [riu'njɤnə] sf. Riunione. || TF riuniòne.

riunite [rɪu'nɪtə] pp., agg. e sm. Riunito. || CA¹ Popolo di Foggia ce sime riunite p’aggiustà sta barca che face acque da tutte i parte ['pɔpolo di 'fɔdʤa ʧə 'simə rɪu'nɪtə p-adʤus'ta sta b'barkə kɛ 'fɜʧə 'akkwə da ‘tʊtt-i 'partə] N.d.R. Popolo di Foggia ci siamo riuniti per aggiustare questa barca che fa acqua da tutte le parti. || CA¹ [riunitᵉ].

riverenze [rive'rɛnʣə] sf. Riverenza. || EG  rivèrènze.

robbe ['rɔbbə] sf. Roba, Biancheria, Cosa. || Anche rrobbe [r'rɔbbə]  || SA Robbe da pacce! [r'rɔbbə da 'patʧə] Cose da pazzi. || CL E’ robbe dà ije mbaccije [ɛ r'rɔbbə da  'jɪ mbat'ʧɪjə] N.d.R. lett. È roba -sono cose- da impazzire -da pazzi-.   || CS Robe arrubáte corta duráte ['rɔbbə arrub'bɜtə 'kɔrta du'rɜtə] N.d.R. lett. Roba rubata, corta durata. || GG rrobba (1834) || SG¹ ‘rròbbe. || CL robbe.

rocce ['rɔtʧə] sf. Roccia. || FD A gòccia a gòccia se scàve ‘a ròccie [a ɡ'ɡɔtʧə a ɡ'ɡɔtʧə sə s'kɜvə a 'rɔtʧə] N.d.R. A goccia a goccia si scava la roccia.|| FD ròccie.

rocchie ['rɔkkjə] sf. Gruppo, Mucchio. || FD ròcchije. || FO rocchije [rocchije̥].

rocele ['rɔʧələ] sf. Rotula. || RM ròcele.

rolle ['rɔllə] sm. Piega rialzata del letto. || MM ròlle.

rombe ['rɔmbə] v. Rompere. || BA rompe.

Rome ['rɤmə] top. Roma. || BP Rome. || LE Romé.

Rungesvalde [runʤəz'valdə] top. Roncisvalda

rosce ['rɔʃʃə] agg. e sost. f. Rossa. || Reduplic. ròscia ròsce ['rɔʃʃa 'rɔʃʃə] rossa rossa, paonazza. || al m. rusce [r]  / ['rʊʃʃə].  || SA ‘U  rusce quanne vede ‘a rosce ... [u 'rʊʃʃə 'kwannə 'vɘdə a 'rɔʃʃə ...] Il rosso quando vede la rossa ... || TF Màmma mìje quànda cumblemènde stammatìna ... Me fàje fa’ ròsce ['mamma 'mijə 'kwanda kumblə'mɛndə stama'tɪnə ... mə 'fɜjə fa 'rɔʃʃə] N.d.R. Mamma mia quanti complimenti questa mattina ... Mi fai arrossire. || TF rròsce. || TF ròsce. || BM rosce. || RF rosce [rǫšše̯].

rose ['rɤsə] sf. e pers. f. Rosa. || BA U liette se chiame rose si nen duorme te repose [u 'littə sə 'kjɜmə 'rɤsə, sə nən 'dʊrmə tə rə'pɤsə] Il letto si chiama rosa, se non dormi ti riposa. || BA rose. || [fg. rósa - ital. ròʃa]

rosele ['rɔsələ] sf. Carne di maiale a buon prezzo. || FB rosele.

rosemarine [rozma'rɪnə] sm. Rosmarino. || FB rosemarene.

Rosette [ro'sɛttə] pers. f. Rosetta. || FD Rosett. || [fg. Rosètta - ital. Roʃétta]

rote ['rɤtə] sf. Ruota. || SA ’A rota rotte. [a 'rɤta 'rɔttə] La ruota rotta. || LMG Quélle che strille, èje sémpe l’utema rote d’u carre ['kwɛllə kɛ s'trillə ɛ 'sɛmbə l'utəma 'rɤtə d-u 'karrə] N.d.R. Quella che strilla -stride- è sempre l’ultima ruota del carro.  || FP A rot aggire [a 'rɤtə ad'ʤɪrə] N.d.R. La ruota gira. || AO ròte. || LMG rote.

rotte ['rɔttə] agg. f. Rotta. ||  al m. rutte ['ruttə] || FD ‘A pignàte ròtta càmpe de chijù [a pɪɲ'ɲɜta 'rɔttə  'kambə də k'kjʊ] N.d.R. La pignatta rotta dura di più.  || ZO rot (1864) || FD ròtta. || [fg. ròtta - ital. rótta]

'rrangià [rran'ʤa] v. Arrangiare, Rimediare. || Anche arrangià [arran'ʤa] || RF m’arrange N.d.R. Mi arrangio. || FP rrangià. || RF arrangià [arranğá].

rucche rucche ['rukkə 'rukkə] locuz. Ruffiano. || cfr. 'nfamone [nfa'mɤnə], ruffiane [ruf'fjɜnə] || CS rúcche  rúcche.

rucchette [ruk'kɛttə] sm. Rocchetto, Cilindretto cavo attorno a cui è avvolto il filo per cucire. || RM rucchètte.

rucelà [ruʧə'la] v. Rotolare. || Anche ruciulijà, ruciulà. || LA rucelanne, rucelanne, cadìje abbasce ‘a grotte de na fruttajole [ruʧə'lannə, ruʧə'lannə, ka'dɪjə ab'baʃʃə a 'ɡrɔttə də na frutta'jɤlə] N.d.R. rotolando, rotolando, cadde nella grotta di una fruttivendola. || LE me ne ijeve rucelanne abbasce [mə nə 'jɘvə ruʧə'lannə ab'baʃʃə] mentre ruzzolavo in basso.

ruceligghie [ruʧə'lɪɡɡʃjə] sm. Vociare fitto e sommesso fra più persone.

ruchele ['rʊkələ] sf. Rucola, Rughetta. || Anche aruchele [a'rʊkələ] e rucule ['rʊkulə]. || ML¹ ruchele. || CA² rukolë.

ruciulà [ruʧu'la] v. Rotolare. || Anche ruciulijà [ruʧuli'ja], rucelà [ruʧə'la]. || FB ruciulà.

ruciulijà [ruʧuli'ja] v. Rotolare, Ruzzolare, Far girare. || Anche ruciulà [ruʧu'la] , rucelà [ruʧə'la]. || LA rucelijà.

ruciulille [ruʧu'lillə] sm. Attrezzo rudimentale per abbattere le rondini. || RM ruciulìlle.

rucule ['rʊkulə] sf. Rucola, Rughetta. || Anche aruchele [a'rʊkələ] e ruchele ['rʊkələ] / ['rukələ]. || RA Signò, teng’a rucula tenerelle, jet, funucchill’ e cimammarelle, mo ci ‘accurdame, facitavill’ a menestrelle! Me, di, che vuje, quest’ o quelle? [siɲ'ɲɔ, 'tɛnɡə a 'rʊkula tənə'rɛllə, 'jɘtə fənuk'kjillə ɛ tʧimama'rɛllə, mɔ ʧ-akkur'dɜmə, faʧita'villə a mənəs'trɛllə! mɛ, dɪ, kkɛ v'vujə, 'kwɛstə ɔ 'kwɛllə?] N.d.R. Signora, ho la rughetta tenerella, bietole, finocchietti e broccoletti selvatici, ora ci mettiamo d’accordo -sul prezzo-, preparatevi la minestra! Avanti, dimmi, cosa desideri, questa o quella? || RA rucula. || RF rucule [rukule̯].

ruffiane [ruf'fjɜnə] sm. Ruffiano. || TF ruffiàne. || LA ruffijane.

rugne ['rʊɲɲə] sf. Rogna. || SE une ten’a rùgne e l’ate ten’a tìgne ['ʉnə 'tɘnə a 'rʊɲɲə ɛ ll'atə 'tɘnə a 'tɪɲɲə] N.d.R. una ha la rogna e l’altra ha la tigna. || SE rùgne. || LMG rugne.

rumane [ru'mɜnə] agg. di Roma, Romano. || SG¹ so’ propij bbrave aggende stì rumàne [sɔ p'prɔpjə b'brɜva d'ʤɛndə sti ru'mɜnə] sono proprio brava gente questi romani. || SG¹ rumàne.

rumanì [ruma'nɪ] v. Rimanere, Restare. || LMG Chi rumàne, s’aggiuste [ki ru'mɜnə s-ad'ʤustə] N.d.R. Chi resta si sistema. || MP Quann’ papà luvaije da nanzé tutt’ cose iss’ eije remaste che nuije ['kwannə pa'pa lu'wɜjə da 'nanʣə 'tʊttə 'kɤsə 'ɪssə 'ɘjə ru'mastə kə 'nnʉjə] N.d.R. Quando papà tolse tutto davanti -chiuse l’attività- lui è rimasto con con noi. || SA¹ rumanì’. || GA rumanè.

rumanille [ruma'nillə] sm. Sigaro di piccole dimensioni. || RM rumanìlle.

runfelijà [runfəli'ja] v. Russare. || RM  runfelijà.

rusce ['rʊʃʃə] 1. sm. e agg. m. Rosso. || al f. rosce ['rɔʃʃə] || SA ’U megghie rusce accedije ‘a mamme e ‘u patre. [u 'mɛɡɡjə 'rʊʃʃə atʧə'dɪjə a 'mammə ɛ u 'patrə] Il miglior rosso uccise la mamma e il padre. || MAM [ę́ rúšše̥] è biondo -rosso-.|| CS rúsce. || CA² ruscë. || RF rusce [rųšše̯] || MAM [rúšše̥]

rusce ['rʊʃʃə] 2. sf. Carbonella. || LR Petìte lucculave ‘u banne p’a rûsce e ‘i caravùne a Via Polare [pe'tɪtə lukku'lɜvə u b'bannə p-a 'rʊʃʃə ɛ i kara'vʉnə a v'via Pɤ'lɜrə] N.d.R. Petito faceva il banditore per la carbonella e i carboni -che si vendevano- in Via Polare. || LR rûsce.

rusecà [rusə'ka] v. Rosicchiare, Rosicare, Rodere a poco a poco. || CS rusecà.

rusele ['rusələ] sm. pl. Geloni, Ulcere dei piedi provocate dal freddo. || cfr. gelone [dʤe'lɤne] || LA rùsele. || BA ruòsele. || CS rusele.

Rusenè [rusə'nɛ] pers. f. Rosina. || Anche Rusenelle [rusə'nɛllə]. || [fg. rosína - ital. roʃína]

Rusenelle [rusə'nɛllə] pers. f. Rosina. || Anche Rusenè [rusə'nɛ]. || FD Rusnell.

Rusine [ru'sinə] pers. f. Rosina

ruspe ['ruspə] 1. sm. Rospo. || 2. sf. Ruspa. || FB ruspe. || RF ruspe [rúspe̯].

rusulecchie [rusu'lɛkkjə] sf. Racimolatura. || RM rusulècchije.

rusulijà [rusuli'ja] v. antiq. Rosicare. || GG rusulià (1834).

rute ['rʉtə] sf. bot. Ruta. || Cfr. arute [a'rʉtə] || VF aruta (1841) || AO rùte.

rutele ['rutələ] sm. Teglia. || LA rùtele. || RF rutele [rute̯le̯]

rutille [ru'tillə] sm. Capannello, Crocchio, Piccolo gruppo di persone che stanno insieme a chiacchierare. || SG Si facevene rutille p’accuntà favulette [sə fa'ʧɛvənə ru'tillə p-akkun'da favu'lɛttə] N.d.R. Si facevano piccoli gruppi di persone per raccontare storie. || SG  rutille.

rutte ['ruttə] agg. m. Rotto. ||  al f. rotte ['rɔttə]. || TF rùtte. || [fg. ròtto - ital. rótto]

ruvere [ru'wɘrə] agg. Vero. || par. comp. da ‘u vére [u 'vɘrə] il vero, la verità. || Anche arruvere [arru'wɘrə] || ZO e lu vero? [ɛ ru'wɘrə?] non è vero? || EG Eje ruvére ['ɘjə ru'wɘrə] N.d.R. È vero. || FP N’è ruer ... ma c cred [nn-ɛ ru'wɘrə... ma ʧə 'krɘdə] N.d.R. Non è vero, ma ci credo. || ZO lu vero (1864) || EG ruvére. || SG ruere. || MP rueré. || FP ruer. || RM ruvère. || AO lu uère.

ruvetà [ruwə'ta] v. Rivoltare. || Anche ruvutà [ruvu'ta], revutà [rəvu'ta] || RM ruvetà.

ruvine [ru'winə] sf. Rovina. || Anche arruvine [arru'winə]

ruvutaminde [ruvuta'mində] sm. Rivoltamento. || Anche revutaminde [rəvuta'mində] || TF ruvetamìnde.

ruvutate [ruvu'tɜtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche revutate, arruvetate, arruvutate.

ruzze ['rudʣə] sf. Rozzezza. || FO A ruzze face recchezze, a ceveltà s’a magne [A ruʒʒe̥ fäce̥ re̥cchezze̥, a ce̥ve̥ltà s’a magne̥] La rozzezza produce ricchezza, la civiltà se la mangia. || FO ruzze, ruʒʒe.

ruzzene ['rʊdʣənə] sf. Ruggine. || LA rùzzene. || FB ruzze. || FO [ruʒʒe̥].

ruzzuliaminde [rutʦulja'mində] sm. 1. Rumore confuso. || LA ruzzuliaminde de curpe [rutʦulja'mində də 'kurpə] movimento intestinale.  || LA ruzzuliaminde  / ruzzuliamînde.

S

sabbate ['sabbətə] sm. Sabato. || SA Ce vedime sabbete ‘e nove. [ʧə və'dɪmə 'sabbətə ɛ 'nɤvə] Ci vediamo sabato alle nove. || BF Ki tene chiù ppolve, chiù spáre, e ki tene bûon abbte, camine nzin’ e ssabbte! [ki 'tɘnə k'kjʊ p'pɔlvə, k'kjʊ s'pɜrə, ɛ ki 'tɘnə b'bɔn'abbətə, ka'minə n'ʣinə ɛ s'sabbətə!] N.d.R. Chi ha più polvere, più spara, e chi ha un buon abito, cammina fino al sabato! || FB sabete. || BF ssabbte.

saccamarijole [sakkamari'jɤlə] sf. Tasca interna della giacca. || FB sacca mareijòle. || BA sacca mariola.

sacce ['satʧə] avv. Chissà. || SG saccie.

sacche ['sakkə] sm. Sacco, Grande quantità. || sf. Tasca. || BF C' lu senál' e cche nu sacche [k u sə'nɜlə ɛ kkə nu 'sakkə] N.d.R. Con il grembiule e con un sacco. || DPM E mò cumm’agghja fà, aggje fatte nu sacche de dibbete [ɛ mmɔ kum'aɡɡja fa, 'aɡɡjə 'fattə nu 'sakkə də 'dibbətə] N.d.R. Ed ora come faccio,  ho contratto un sacco di debiti. || VC sàcca. || DPM sacche. || BF sacche. || AO sakke. || CA² sakkë. || FO [sàcche̥].

sacchetille [sakkə'tillə] sm. Sacchetto. || RM saccketìlle.

saccone [sak'kɤnə] sm. Pagliericco con foglie di granturco. || VF saccone (1841).

sacrefecà  [sakrəfə'ka] v. Sacrificare. || Anche sagrefecà [saɡrəfə'ka].

sacrefice [sakrə'fɪʧə] sm. Sacrificio. || Anche sagrefice [saɡrə'fɪʧə] || MA é nu sacr’ficie ca ci aspetta, e che tocca sempe, a chi tira a carretta [ɛ nu saɡrə'fɪʧə ka ʧ as'pɛttə, ɛ k'kɛ 'tɔkkə 'sɛmbə a k'ki 'tɪrə a kar'rɛttə] N.d.R. è un sacrificio che ci spetta e che tocca sempre a chi tira la carretta -vive stentatamente-. || MA sacr’ficie. || Etimol. dal lat. sacrificium, comp. di sacer, -cra, -crum  «sacro» + -ficium da facĕre «fare».

sacrese [sa'krɘsə] solo nella locuz. all’assacrese  [all-assa'krɘsə], alla sacrese [alla sa'krɘsə]. All’improvviso, Alla sprovvista. || RM sacrèse.

sacrestane [sakrəs'tɜnə] sm. Sagrestano. || FD Chi ròmpe i campàne èje u’ sacrestàn [ki 'rɔmbə i kam'bɜnə 'ɘjə u sakrəs'tɜnə] N.d.R. Chi rompe le campane è il sagrestano. || FD sacrestàne.

sacrestije [sakrəs'tɪjə] sf. Sacrestia.

sagrefecà [saɡrəfə'ka] v. Sacrificare. || Anche sacrefecà [sakrəfə'ka] || LR sagrefecà.

sagrefice [saɡrə'fɪʧə] sm. Sacrificio. || Anche sacrefice [sakrə'fɪʧə] || LR facènne sagrefìcije pa tand’anne [fa'ʧɛnnə saɡrə'fɪʧə pə ttand'annə]  N.d.R. facendo sacrifici per tanti anni. || FM ‘i sagrefìɡ̌ie de na vìte d’a pupulazziòne se ne jìrene nfùme nd’a nu ninde [i saɡrə'fɪʧə də na 'vitə d-a pupulat'ʦjɤnə sə nə 'jɪrənə n'fʉmə nd a nu 'nində] N.d.R. i sacrifici di una vita della popolazione se ne andarono in fumo in un niente.|| LR sagrefìcije. || TF sagrefìce. || FM ‘i sagrefìğie || Etimol. vedi sacrefice.

sajette [sa'jɛttə] sf. Saetta. || AO Aria nette: nen tene paure de sajètte ['arja 'nɛttə: nən 'tɘnə pa'ʉrə də sa'jɛttə] Aria netta -pulita- non ha paura di saette -fulmini-. || AO sajètte. || GF sajett’.

salamore [sala'mɤrə] sf. Salamoia. || RM salamòre.

salasse [sa'lassə] sm. Salasso. || FB salasse.

salatille [sala'tillə] sm. Lupini. || SA Va’ vinne i salatille, vattinne! [va 'vɪnnə i sala'tillə, vat'tɪnnə] Vai a vendere i lupini, vattene  -va’ a quel paese-.  || BA  salatielle. || FB salatille. || LA salatîlle. || LE sâlatijellé.

sale ['sɜlə] sm. Sale. || TF sàle.

salere [sa'lɘrə] sf. Saliera. || FB salère.

salijate [sali'jɜtə] agg. Poco di buono. || RM salijàte.

salme ['salmə] sf. 1. Salma.  2.Antica misura di capacità. || BA salme.

Salomone [salo'mɤnə] pers. m. Salomone. || BF Salomone se pegghiáve ciente ducáte p’ nu cunzigghie! [salo'mɤnə sə pəɡ'ɡjɜvə 'ʧində du'kɜtə pə nu kun'ʣɪɡɡjə] N.d.R. Salomone si prendeva cento ducati per un consiglio! || BF Salomone.

salone [sa'lɤnə] sm. Salone, Sala per ricevimenti, Sala da barba. || FB salòne.

salotte [sa'lɔttə] sm. Salotto. || ZO salot (1864).

salutà [salu'ta] v. Salutare.

salute [salʉtə] sf. Salute. || sm. Saluto. || BA L’acque romp’i ponte, u vine dace a salute [l'akkwə 'rɔmbə i 'pɔndə, u 'vɪnə 'dɜʧə a sa'lʉtə] l’acqua rompe i ponti, il vino dà la salute. || LR salute. || TF salùte. || PR ssalute.

salvagnune [salvaɲ'ɲʉnə] par. comp. lett. Salvando ognuno, Fatti salvi i presenti. || RM salvagnùne.

salviette [sal'vjɛttə] sm. Tavagliolo. || VF salvietto (1841). || ZO salviet (1864).  || FB salveiètte.

Sammechele [sammə'kɘlə] top. San Michele. || LA l’arche Sammechéle [l'arkə sammə'kɘlə] N.d.R. l’arco di San Michele.  || LA Sammechéle.

San Severe [san ʣə'vɘrə] top. San Severo. || Anche Sanzevire [sanʣə'virə]

sanate [sa'nɜtə] pp. e agg. Sanato. || FB sanàte.

sanatorie [sana'tɔrjə] sm. Sanatorio, Ospedale. || cfr. spedale [spə'dɜlə] || FB sanatòreij.

sande ['sandə]sm. Santo. || Locuz. sande meserine ['sandə məsə'rɪnə]. Malmesso. || FO Cum'eje u sante, accussì se face a feste [Cum'eje̥ u sante̥, accussì se fäce̥ a feste̥] Com'è il santo, così si fa la festa.  || LMG Passàte ‘a féste, gabbàte ‘u sante [pas'sɜtə a 'fɛstə, ɡab'bɜtə u 'sandə] N.d.R. Passata la festa, gabbato il santo.  || SG Quille éje sante che nen face grazie  ['kwɪllə 'ɘjə 'sandə kɛ  nən 'fɜʧə 'ɡradʣjə]Qui N.d.R. Quello è un santo che non fa grazie. || CA¹ [Sandᵉ]. || FO sante [sante̥.

sandelecandrese [sandələkan'drɘsə] agg. e sm. Sannicandrese, Abitante di Sannicandro Garganico. || TF sandelecandrèse.

sane ['sɜnə] agg. Sano. || LA pàssene accussì ore sane sane ['passənə akkus'sɪ 'ɤrə 'sɜnə] N.d.R. passano così ore intere. || SG¹ Quatte giuvene, belle, forte e sàne ['kwattə d'ʤʊvənə, 'fɔrtə ɛ s'sɜnə] N.d.R. Quattro giovani, belli, forti e sani. || SG¹ sàne.

sanghe ['sanɡə] sm. Sangue. || CS ammacchiáte de sanghe [ammak'kjɜtə də 'sanɡə] macchiata di sangue. || LMG ‘A botta ‘ncàpe, e ‘u sanghe p’u pète [a b'bɔtta n'ɡɜpə, ɛ u 'sanɡə p-u 'pɘtə] N.d.R. lett. La botta in testa, e il sangue dal piede. || NM nen ci facime ‘u sanghe amare già da mò! [nən ʧə fa'ʧɪmə u 'sanɡə a'mɜrə d'ʤa da mɔ!] N.d.R. Non facciamoci il sangue amaro già da ora! || TF sànghe. || CS sanghe.

sangive [san'ʤɪvə] sf. Gengiva. || cfr. giangive [dʤan'ʤɪvə] || MAM [i sanɡ̌ı̊́ne̥] le gengive. || FB sangeve. MAM [sanɡ̌ı̊́ne̥].

sanguettare [sanɡwət'tɜrə] sm. Sanguettaro, Persona che applicava le sanguisughe ai malati. || BA sanguettare.

sanguette [san'ɡwɛttə] sf. Sanguisuga, Mignatta. || VF sanguetta (1841). || MM sanguètte. || BA sanguette.

sanguigne [san'ɡwɪɲɲə] agg. Sanguigno. || FB sanguègne.

sanzane [san'ʣɜnə] sm. Sensale, Mediatore. || Anche zanzane, zanzale. || CL sanzane.

Sanzevire [sanʣə'virə] top. San Severo. || Anche San Severe [san ʣə'vɘrə] || BF Sanzevîere (1894). || FB San Zevire.

sapè [sa'pɛ] v. Sapere, Conoscere. || VC Fàlle sapè a màmmeta ['fallə sa'pɛ a m'mammətə] Fallo sapere a tua madre. || VC Io te sàccio pìro ['ijə tə 'satʧə 'pirə] Io ti conosco intimamente. || PR nen zaje che ssi pe mme, ‘a lune, ‘u sole [nə n'ʣɜjə kɛ ssɪ ppə mmɛ, a 'lʉnə, u 'sɤlə] N.d.R. non sai cosa sei per me, la luna, il sole. || FD ‘A Madònne sàpe chi tène i ricchijne [a ma'dɔnnə 'sɜpə ki 'tɘnə i rik'kjɪnə] N.d.R. lett.  La Madonna sa chi ha gli orecchini. || PR Nen ze pòte màje sape' [nə nʣə 'pɤtə 'mɜjə sa'pɛ] N.d.R. Non si può mai sapere. || CV sapè. || TF sape’.

saperse [sa'pɛrsə] v. rifl. Sapersi. || Locuz. bune a ssaperse [b'bunə a ssa'pɛrsə] Buono a sapersi.

sapone [sa'pɤnə] sm. Sapone. || TF sapòne. || LMG sapone.

sapunette [sapu'nɛttə] sf. Saponetta. || FB  sapunètte.

sapute [sa'pʉtə] pp., agg. e sost. Saputo. || LMG Chi fàce ‘u sapute, addevénte sapone [ki 'fɜʧə u sa'pʉtə, addə'vɛndə sa'pɤnə]  N.d.R. lett. Chi fa il saputo diventa sapone. || LMG sapute.

sarache [sa'rɜkə] sf. Salacca, Aringa. || LR marasciûle ck’a saràche [mara'ʃʉlə k-a sa'rɜkə] marasciuoli da saltare in padella don la salacca. || VC saràca (1929). || BA sarache. || LR saràche. || RF saràche [saråke̯].

sarachille [sara'killə] sm. Aringa, Acciuga, Pesce conservato salato. || BA sarachielle. || PP [sarakílle̥].

saracine [sara'ʧɪnə] sf. Fogna, Caditoia. || BA saracine. || FB saracene.

saramende [sara'mɛndə] sm pl. Rami secchi della vite. || VC saramìente (1929).

sarcenelle [sarʧə'nɛllə] sf. pl. Legna secca da ardere. || VC Fàsce de sarcenèlle ['faʃʃə də sarʧə'nɛllə]Fastello di seccaticce. || VC sarcenèlle (1929).

sardine [sar'dɪnə] sf. Sardina.

sargende [sar'ʤɛndə] sm. Sergente. || FB  sargènde.

sarole [sa'rɤlə] sf. Grosso recipiente di terracotta per acqua dalla capacità di circa 50 litri. || VC saròla (1929). || LA saròle. || BA sarole.

sarte [sartə] sm. Sarto. || Anche cusetore [kusə'tɤrə] || BP Pietro Limone ere u megghie sarte de Fogge ['pjɘtro li'mɤnə 'ɘrə u 'mɛɡɡjə 'sartə də 'fɔdʤə] N.d.R. Pietro Limone era il miglior sarto di Foggia. || BP sarte. || TF sàrte.

Sasunde [sa'sʊndə] pers. f. Assunta. || Anche Assundine [assun'dɪnə].

Savatore [sava'tɤrə] pers. m. Salvatore. || MP Savatò.

Saverie [sa'vɛrjə] pers. m. Saverio. || EG Savèrie.

savezarille [savəʦa'rillə] sm. Piccolo piatto per dessert. || Anche zavezarille [ʦavəʦarillə] || BA savzarielle.

savezicchie [savə'ʦɪkkjə] sf. Salsiccia. || Anche zavezicchie [ʦavə'ʦɪkkjə]. || VC savezìcchia (1929). || RF savezicchie [save̯zįĉĉe̯].

sazie ['sadʣjə] agg. Sazio. || FO Me fanne sazie, e steche a dijune [Me̥ fanne̥ saʒie̥, e ste̥che̥ a dijüne̥] Mi credono sazio, ma sto a digiuno. || CS sazije. || CA sazie. || FO [saʒie̥].

sbagghie [z'baɡɡjə] sm. Sbaglio. || Anche sbaglie [z'baʎʎə].

sbaglià [zbaʎ'ʎa] v. Sbagliare. || AO Sbaglie u prèvete sop’ a l’altàre... [z'baʎʎə u 'prɛvətə 'sɤp-a l-al'tɜrə...] Sbaglia il prete sull’altare... || BN Nun s-sbagliav maij! [nə zbaʎ'ʎɜvə 'mɜjə!] Non si sbagliava mai! || RM sbagljà. || RF sbaglià [śbałłá].

sbagliate [zbaʎ'ʎɜtə] agg. e pp. Sbagliato. || FP tu, p mme, si n’angel sbagliat o nu diavl mancat [tʊ, pə mmɛ, sɪ n 'anʤələ zbaʎ'ʎɜtə ɔ  nu 'djavələ man'ɡɜtə] N.d.R. tu, per me, sei un angelo sbagliato o un diavolo mancato. || RF ci’amme sbagliate N.d.R. ci siamo sbagliati. || FP sbagliat.  

sbaglie [z'baʎʎə] sm. Sbaglio. || Anche sbagghie [z'baɡɡjə]. || CL sbaglie. || RF sbaglie [śbałłe̯].

sbalanzà [zbalan'ʣa] v. Spalancare, Lanciare, Slanciare, Spingere, Sbattere. || SA Sbalanze ‘a fenestre! [zba'lanʣə a fə'nɛstrə!] Apri completamente la finestra! || SA¹ sbalanzà’.

sbalijà [zbali'ja] v. 1. Uscire di senno, Vaneggiare, Parlare in modo sconclusionato. 2. Sparpagliare per terra. || BA sbalijà. || LA sbalejà. || PP [ʃbali̯á].

sbalijate [zbali'jɜtə] agg. Sbalestrato, Folle, Scapestrato. || AO sbalijàte. || TF sbaliàte.

sbandate [zban'dɜtə] pp. e agg. Sbandato. || TF sbandàte.

sbarbalacchie [zbarba'lakkjə] nella locuz. a sbarbalacchie [a zbarba'lakkjə]. Alla rinfusa, In modo disordinato. || BA sbarbalacchie.

sbarre [z'barrə] sf. Sbarra. || SA Arrete ‘e sbarre. [ar'rɘtə ɛ z'barrə] Dietro le sbarre. || RM sbàrre.

sbatte [z'battə] v. Sbattere. || Locuz. sbatte 'i mane [z'battə i 'mɜnə] Battere le mani, Applaudire; sbatte 'nderre [z'battə n'dɛrrə] Tramortire, Cadere pesantemente per terra. || FB sbatte. 

sbatteminde [zbattə'mində] sm. Turbamento, Angoscia, Stato di sofferenza. || RM sbattemìnde.

sberlunghe [zbər'lunɡə] sf. Piatto o vassoio ovale. || FB sberlunghe.

sborre [z'bɔrrə] sf. Sperma, Liquido seminale maschile.

sbraità [zbrai'ta] v. Sbraitare. || LR Assunde sbraitave cume e na dannate [as'sʊndə zbrai'tɜvə 'kum-ɛ na dan'nɜtə] N.d.R. Assunta sbraitava come una dannata.

sbrevugnate [zbrəvuɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Svergognato, Sfacciato. || BA sbrevugnate. || LA sbrevugnàte. || PP [ʃbre̥vuňňáte̥].

sbruffe [z'brʊffə] sm. Spruzzo d’acqua fatto con la bocca. || BA sbruffe.

sbruffone [zbruf'fɤnə] sm. Sbruffone, Spaccone. || BA sbruffone.

sbrugghjà [zbruɡ'ɡja] v. Sbrogliare. || Anche sbrugghiulà / [zbruɡɡju'la]. || RM sbrugghjà.

sbrugghiulà [zbruɡɡju'la] v. Sbrogliare. || Anche sbrugghjà [zbruɡ'ɡja]  || BP stu fatte l’hagghia sbrugghiulà io a modo mije, l’è capite? [stu 'fattə l'aɡɡja zbruɡɡju'la 'ijə a m'mɤdə 'mijə, l-ɛ ka'pɪtə?] N.d.R. questo fatto lo devo sbrogliare io a modo mio, lo hai capito? || BP sbrugghiulà.

sbuffe [z'bʊffə] sm. Sbuffo. || EG a sbuffe a sbuffe [a z'bʊffə a z'bʊffə] A nuvola a nuvola; le boccate di fumo che escono dai camini o anche quando si fuma. || EG sbuffe.

sburdulliaminde [sburdullja'mində] sm. Divertimento. || RF sburdulliaminde [śburdulliamínt̬e̯].

sburrà [zbur'ra]v. Eiaculare.

sburre [z'bʊrrə] sm. Modo di presentarsi della selvaggina. || BA sburre.

scacazze [skakat'ʦə] sf. Paura, Fifa, Diarrea. || AO scacàzze.

scacazzone [skakat'ʦɤnə] agg. Pauroso, Fifone. || RM scacazzòne.

scacchiatille [skakkja'tillə] agg. Biricchino, Monello, Moccioso, Ragazzo vivace. || cfr. murvusille [murvu'sillə] || BA scacchiatiello. || LA scacchiatîlle.

scadute [ska'dʉtə] pp. e agg. Scaduto. || AO scadùte. || RF [skadůte̯].

scagghione [skaɡ'ɡjɤnə] sm. Dente del giudizio. || BA scagghione. || FB scagghijòne. || RM scagghjòne.

scagghiuzzare [skaɡɡjut'ʦɜrə] sm. Scagliozzaro, Venditore di frittelle di farina di granturco. || BF E li guagliune scagghiuzzáre, -C’ la cesta sott’accummugghiáte -C’ nu cappotte spurtusáte, - Pe ttutt’ li stráte lucculèjne: Frettelle caaavete! Scaggiuuûozze! - Guè’ cume vooò! [ɛ i waʎ'ʎʉnə skaɡɡjut'ʦɜrə, - k-a 'ʧɛsta 'sɔtt-akkuməɡ'ɡjɜtə - kə nu kap'pɔttə spurtu'sɜtə, -  pə t’tʊtt-i s'trɜtə lukku'lɛjənə: frət'tɛllə 'kaaavətə! skaɡ'ɡjʊtʦə!- wɛ 'kumə 'vɔɔɔ(llənə)!] N.d.R. E i ragazzi che vendono scagliozzi, -Con la cesta coperta -Con un cappotto pieno di buchi, -Per tutte le strade gridano: Frittelle calde! Scagliozzi! Vedete come bollono!  || BF scagghiuzzáre (1894). || VC scagliuzzàre (1929). || EG scagghiuzzàre. || PP [skagguzzáre̥].

scagghiuzze [skaɡ'ɡjʊtʦə] sm. Scagliozzo a forma triangolare, Frittella di farina di granturco. || cfr. strapizze [stra'pɪzze] || DLC scagnuzze cavete cavete [skaɡ'ɡjʊtʦə 'kavədə 'kavədə] frittelle calde calde. || BF scaggiuuûozze (1894). || VC scagliùozze (1929). || BA scagghiuozze. || DLC scagnuzze. || LR scagghiùzze. || LA scagghiûzze. || PP [skaggúzze̥].   

scagnà [skaɲ'ɲa] v. Scambiare, Cambiare. || LA scagnà. || RF scagnà [skaññá].

scagnate [skaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Scambiato, Sbiadito, Scolorito. || LA scagnàte.

scagne [s'kaɲɲə] sm. Incappucciati che a pagamento accompagnavano il defunto al cimitero. || BA scagne.

scalandrone [skalan'drɤnə] sm. Scala di legno che portava al solaio o al terrazzo. || agg. Uomo alto e robusto. || FB scalandròne. || BA scalandrone.

scale [s'kɜlə] sf. Scala. || TF scàle.

scalere [ska'lɘrə] sf. Arbusto usato come combustibile. || BA scalère.

scalfà [skal'fa] v. Riscaldare. || Anche scarfà [skar'fa] || BA Nen se scalfe e manche s’addefredde [nən sə s'kalfə ɛ m'manɡə s-addə'frɛddə] N.d.R. Non si scalda e neanche si raffredda. || LA scalfà.

scalfasegge [skalfa'sɛdʤə] agg. Scaldaseggiole, Indolente, Sfaticato. || RM scalfasègge.

scalfatorie [skalfa'tɔrjə] sm. Riscaldamento. || RM scalfatòrije.

scalvaccà [skalvak'ka] v. Scavalcare. || Anche scavalcà [skaval'ka] || LR e dope ‘u pare e spàre, se decedìje che ‘a notte, a na cèrt’ore, avrinne scalvaccàte nu murille d’u Cambesande. [ɛ 'dɤpə u 'pɜrə ɛ s'pɜrə, sə dəʧə'dɪjə kɛ a 'nɔttə, a na 'ʧɛrt-ɤrə, a'vrɪnnə skavval'kɜtə nu mu'rillə d-u kambə'sandə] N.d.R. E dopo il pari e dispari -un momento di indecisione- si decise che la notte, ad una certa ora, avrebbero scavalcato un muretto del Cimitero. || RM scalvaccà.

scamace [ska'mɜʧə] Di persona senza grande valore, da niente. || FB scamàce.

scambà [skam'ba] v. Sfuggire ad una situazione pericolosa, Spiovere. || CS Andò lampe scampe, ndo’ ntrone chijove [an'dɔ 'lambə s'kambə, n'dɔ n'drɤnə 'kjɤvə] N.d.R. Dove lampeggia spiove, dove tuona piove. || LA scampà.

scambate [skam'bɜtə] pp. e agg. Spiovuto, Sfuggito ad un pericolo. || FB scampàte.

scambele [s'kambələ] sm. Scampolo. || VF scampolo (1841).

scamorze [ska'mɔrʦə] sf. Scamorza. || BA scamorze.

scambanijà [skambani'ja] v. Suonare le campane, Scampanare. || RM scampanijà.

scanagghjà [skanaɡ'ɡja] v. Indagare, Interrrogare per sapere notizie. || lett. Lasciare liberi i cani. || ML Nen d’ ne ‘garecanne ca ‘u sacce ije a chi agghja scanagghjà mo che dumane [nən tə nɡarə'kannə ka u 'satʧə 'ijə a kki  'aɡɡja skanaɡ'ɡja mɔ kɛ du'mɜnə] N.d.R. Non preoccuparti che so io chi devo interrogare domani. || ML  scanagghjà.

scanesciute [skanəʃ'ʃʉtə] pp. e agg. Sconosciuto, Non ancora noto. || RM scanesciùte.

scangellà [skanʤəl'la] v. Cancellare. || Anche cangellà [kanʤəl'la].

scannà [skan'na] v. Scannare. || LMG ‘A figghia mope, ‘a scanne ‘a mamme [a 'fɪɡɡja 'mɤpə a s'kannə a 'mammə] N.d.R. lett. La figlia muta la scanna -capisce- la madre. || LA scannà.

scannagge [skan'nadʤə] sm. Mattatoio, Macello. || FB scannagge.

scannaruzzate [skannarut'ʦɜtə] agg. Scollato. || TF sèmbe vestìte a mòde ... sènza vèste scannaruzzàte ['sɛmbə və'stɪtə a m'mɤdə ... 'sɛnʣa 'vɛstə skannarut'ʦɜtə] N.d.R. sempre vestita a modo ... senza abiti scollati. || TF scannaruzzàte.

scannate [skan'nɜtə] pp. e agg. Scannato. || TF scannàte.

scanzije [skan'ʣɪjə] sf. Scansia, Mobile senza ante a più ripiani, Scaffale, Mensola. || SA Doje scanzije chjú avete. ['dɤjə skan'ʣɪjə k'kjʊ 'avətə] Due scansie più alte. || FB scanzeij. || VF scanzia (1841).

scapecerrate [skapəʧər'rɜtə] pp. e agg. Scapestrato, Sfrenato, Dissoluto. || PR Nu passarille assaje scapecerrate [nu passa'rillə as'sɜjə skapəʧər'rɜtə] N.d.R. Un passerotto assai scapestrato. || LA scapecerràte. || BF scapcerráte (1893).

scapelà [skapə'la] v. Terminare il lavoro. || LA scapelà. || RF scapelà [skape̯lá].

scapelature [skapəla'tʉrə] sm. Girello, Specie di gabbia montata su ruote in cui si introduce il bambino che impara a camminare. || VF scapulaturo (1841). || VC scapolatùre (1929). || MM skapulatúre. || RF scapelatùre [skape̯latůre̯].

scapezzà [skapət'ʦa] v. Piegare involontariamente la testa a causa di un colpo di sonno. || Anche scapuzzijà [skaputʦi'ja] . || RM scapezzà. || RF scapuzzà [skapuzzá].

scapezzaculle [skapɛtʦa'kullə] sm. Scavezzacollo. || RM scapezzacùlle. || LA scapèzzacûlle.

scapezzate [skapət'ʦɜtə] pp. e agg. Sbrigliato, Piegato la testa per il sonno. || RM scapezzàte.

scappate [skap'pɜtə] pp. e agg. Scappato, Sfuggito. || EG ‘u pizzele m’è scappàte e tinatille! [u 'pitʦələ m-ɛ skap'pɜtə ɛ ttina'tillə!] N.d.R. il pizzicotto mi è scappato e tienitelo! || EG  scappàte.

scapuzzijà [skaputʦi'ja] v. Piegare la testa facendo la pennichella da seduti. || Anche scapezzà. || LA scapuzzijà.

scarafone [skara'fɤnə] sm. 1. Scarafaggio. 2. antiq. Scarabocchio. || pl. scarafune [skara'fʉnə] || FB  'A semmegghiene, ì skarrafune mbacce a pallotte. [assəm'mɛɡɡjənə i skara'fʉnə m'batʧə a pal'lɔttə] N.d.R. Somigliano agli scarfaggi vicino alla pallottola di feccia.  || RM abbàsce a' candìne ce stànne 'i scarafùne [ab'baʃʃə a kan'dɪnə ʧə s'tannə i skara'fʉnə]  in cantina vi sono gli scarafaggi. || SA Ogne scarafone è belle a’ mamma suje! ['ɔɲɲ-ɛ skara'fɤnə ɛ b'bɛllə a 'mamma 'sʉjə] ogni scarafaggio è bello per la sua mamma. || cfr. munacelle [muna'ʧɛllə]  || VF scarafone (1841). || BF scarafone (1894). || VC scarafòne (1929).

scarapucchjà [skarapuk'kja] v. Scarabocchiare.

scaravatte [skara'vattə] sm. Tabernacolo, Piccolo armadio per raccogliere e mettere in mostra argenteria, Scarbattolo. || VC scaravàtte (1929).

scarcagnate [skarkaɲ'ɲɜtə] agg. Malridotto, Scarcassato. || RM scarcagnàte.

scarcioffele [skar'ʧɔffələ] sf. Carciofo. || cfr. carciofele [kar'ʧɔfələ] || VC scarciòfola (1929). || RF scarcioffele [skarčǫ́ffe̯le̯].

scarfà [skar'fa] v. Riscaldare. || FB scarfà.

scarfalitte [skarfa'littə] sm. Scaldaletto.

scarnate [skar'nɜtə] agg. Disabitato, Svezzato. || LA scarnàte.

scarogne [ska'rɔɲɲə] sf. Scalogna, Disdetta, Sfortuna. || LR scarogne.

scarpare [skar'pɜrə] sm. Calzolaio. || CS U scarpáre chi scarpe rotte [u skar'pɜrə k-i s'karpə 'rɔttə] N.d.R. Il calzolaio con le scarpe rotte. || DPM Sò Frangiscke ‘u scarpare, s’ò venute a vedè si me vulive ‘mbrestà na cinde lire ca tenghe n’affare p’ì mane [sɔ ffran'ʤɪskə u skar'pɜrə, sɔ  vvə'nʉtə a vvə'dɛ sɪ mə vu'livə mbrəs'ta na 'ʧində 'lirə ka 'tɛnɡə n-af'fɜrə p-i 'mɜnə] N.d.R. Sono Francesco il calzolaio, sono venuto a vedere se mi potevi prestare cento lire, perché ho un affare per le mani. || ZO scarpeur (1864) || LR scarpàre. || CS scarpáre. || DPM scarpare.

scarparille [skarpa'rillə] sm. Ciabattino. || RM scarparìlle.

scarpe [s'karpə] sf. Scarpa. || SA M’agghie accattate nu pare de scarpe nove. [m'aɡɡjə akkat'tɜtə nu 'pɜrə də s'karpə 'nɤvə] Ho comprato un paio di scarpe nuove. || LMG Nen me sciupanne i scarpe, me fàie pérde ‘a sorte [nən mə ʃʃu'pannə i s'karpə, mə 'fɜjə 'pɛrdə a 'sɔrtə] N.d.R. Non mi sciupare le scarpe, mi fai perdere la fortuna. || MM¹ Tu aiä truvà la formë da scarpa tujä [tʊ ɛ tru'wa a 'fɔrmə d-a s'karpa 'tʉjə] Tu devi trovare la forma della tua scarpa. || MM¹ scarpa. || LMG scarpe.

scarpette [skar'pɛttə] sf. Scarpetta. || Locuz. fa’ ‘a scarpètte [fa a skar'pɛttə] Raccogliere con il pane il condimento rimasto nel piatto. || BA U munne eje na scarpette, chi sa leve e chi sa mette [u 'mʊnnə 'ɘjə na skar'pɛttə, ki s-a 'lɘvə ɛ ki s-a 'mɛttə] Il mondo è una scarpa, chi la toglie e chi la calza. || LA scarpètte. || BA scarpette.

scarpille [skar'pillə] sm. Scalpello. || RM scarpìlle.

scarpine [skar'pɪnə] smf. Scarpino/scarpina. || ZO li scarpin deu ball [i skar'pɪnə da b'ballə] gli scarpini da ballo. || ZO scarpin (1864).

scarpone [skar'pɤnə] sm. Scarpone.

scarpune [skar'punə] sm. pl. Scarponi.

scarze [s'karʦə] agg. Scarso. || SA Stemme scarze a fetinde! [s'tɛmmə s'karʦə a ffə'tində] lett. Stavamo scarsi a fetenti. || RM scàrze.

scasciate [skaʃ'ʃɜtə] pp. e agg. Schiacciato, Scassato;  anche  soprannone  di persona col naso rotto. || SA Téne ‘u náse scasciáte! ['tɘnə u 'nɜsə skaʃ'ʃɜtə] Ha il naso schiacciato.

scatenate [skatə'nɜtə] pp. e agg. Scatenato. || LR nu tore scatenàte [nu 'tɤrə skatə'nɜtə] N.d.R. un toro scatenato. || LR scatenàte.

scatene [ska'tɘnə]  sf. Pettine. || cfr. pettene ['pɛttənə], pettenesse [pəttə'nɛssə]. || LA scatène.

scavalcà [skaval'ka] v. Scavalcare. || Anche scalvaccà [skalvak'ka].

scavedà [skavə'da] v. Riscaldare. || RM  scavedà.

scavedate [skavə'dɜtə] pp. e agg. Riscaldato, Pappa molle. || SA Si’ probbete ‘na scavedate! [sɪ 'prɔbbətə  na skavə'dɜtə] Sei proprio una riscaldata -una pappa molle-. || RC scav’d’t’.

scavedatille [skavəda'tillə] sm. Scaldatello, Taralluccio bollito. || RC scav’datill’. || LA scavedatîlle.

scavezacane [skavəʦa'kɜnə] sm. Misero, Povero. || lett. Cane scalzo. || NM scavizacane.

scaveze ['skavəʦə] agg. Scalzo. || TF Tu e jì scàvaze a Madònne di ‘Ngurnàte! [tʊ ɛ jɪ s'kavəzə a ma'dɔnn inɡur'nɜtə!]N.d.R. Tu devi andare scalza alla Madonna dell’Incoronata ! || LA scàveze. || GE scauze. || TF scàvaze. || RF scaveze [skave̯ze̯].

scavutà [skavu'ta] v. Ricercare, Rovistare, Frugare, Cercare. || FB scavutà.

scazzamurille [skatʦamu'rillə] sm. Folletto. BP stu scazzamurille che vede ogni tante che gheje, saranne i pensire mije? [stu skatʦamu'rillə kɛ 'vɘdə 'ɔɲɲ-ɛ t'tandə kɛ 'ɡɘjə, sar'rannə i pən'ʣirə 'mijə?] N.d.R. questo folletto che vedo ogni tanto che cos’è, saranno i miei pensieri? || BP scazzamurille. || BA scazzamurielle. || LA scazzamurîlle. || RF scazzamurille [skazzamurílle̯].

scazzechijà [skatʦəki'ja] v. Stuzzicare.

scazzette [skat'ʦɛttə] sf. Berretto senza visiera, Berrettina del prete. || TF A fertùne è ‘na scazzètte ... chi s’a lève e chi s’a mètte! [a fərtʉnə ɛ na skat'ʦɛttə... ki s-a 'lɘvə ɛ kki s-a 'mɛttə!] N.d.R. La fortuna è una berrettina ... chi se la toglie e chi se la mette! || TF scazzètte. || VF  scazzetta (1841).

scazzille [skat'ʦillə] sm. Cispa, Secrezione viscosa che si accumula tra le palpebre. || FB scazzèlle. || RF scazzille [skazzílle̯].

scazzose [skat'ʦɤsə] agg. f. Cisposa. || m. scazzuse [skat'ʦʉsə]  || FC skazzose.

scazzuse [skat'ʦʉsə] agg. m. Cisposo. || f. scazzose / [skat'ʦɤsə]. || FB scazzuse.

scazzusille [skatʦu'sillə] agg. Cisposo, Ragazzino con le cispe agli occhi. || RM scazzusìlle.

scazzuttate [skatʦut'tɜtə] sf. Scazzottata. || LA scazzuttàte.

scellate [ʃəl'lɜtə] agg. e sm. Storpio. || sf. Batosta. || lett. Senza ali. || FB scellàte.

scellechijà [ʃəlləki'ja] v. Svolazzare. || Anche scillechijà  [ʃilləki'ja]. || RM scellechijà. 

sceme ['ʃɘmə] agg. Deficiente, Scemo. || TF sscème. || CL sceme.

scennatore [ʃənna'tɤrə] sf. Discesa, Strada in discesa. || RM scennatòre.

scenne ['ʃɛnnə] v. Scendere. || Anche ascenne [a'ʃɛnnə]  || RM scènne. || FO [scenne̥]. || [fg. scèndere - ital. scéndere]

Sceppulle [ʃəp'pʊllə] pers. m. Giuseppe. || GE Scippullo.

scerpetigghie [ʃərpə'tɪɡɡjə] sf. pl. Cianfrusaglie. || BA scirpitigghie.

sceruppate [ʃərup'pɜtə] agg. Noioso. || RM sceruppàte.

sceruppe [ʃə'rʊppə] sm. Sciroppo. || CS U scerúppe ínte o buttiglijone u velène inte a buttiglijozze [u ʃə'rʊppə 'ind-ɔ bbuttəʎ'ʎɤnə, u və'lɘnə 'ind-a bbuttəʎ'ʎɔtʦə] N.d.R. Lo sciroppo nel bottiglione, il veleno nella bottiglietta. || TF scerùppe. || CS scerúppe.

scervellà [ʃərvəl'la] v. Scervellarsi, Pensare molto per trovare una soluzione. || LA  scervellà.

schemmove [skəm'mɤvə] v. Muovere. || SA Nen se schemmove manghe k’i cannunate. [nən sə skəm'mɤvə 'manɡə k-i kannu'nɜtə] Non si muove neanche con le cannonate. || RM skemmòve.

schemmunecà [skmmunə'ka] v. Scomunicare. || RM skemmunecà.

schemmunecate [skəmmunə'kɜtə] pp. e agg. Scomunicato. || RM skemmunecàte.

schemmuneche [skəm'mʊnəkə] sf. Scomunica. || RM skemmùnecke.

schengiure [skən'ʤʉrə]sm. Scongiuro. || EG ma facènne i schengiure e ck'a 'bbona salute, si porte 'bbune, a la facce de chi 'nze ne cure [ma fa'ʧɛnnə i skən'ʤʉrə ɛ  kk-a  b'bɤna sa'lʉtə, s-i 'pɔrtə b'bunə, a 'fatʧə də ki nʣə nə 'kʉrə] N.d.R. ma facendo gli scongiuri ed una augurio di buona salute, se li porta bene, alla faccia di chi non se ne cura. || EG  schengiure.

schercione [skər'ʧɤnə] sm. Ronzino, Cavallo vecchio e malandato. || EG ’u ciucce schercione, p’abbiarese ‘a matine, ce metteàve trè ore [u 'ʧʊtʧə  skər'ʧɤnə, p-abbi'jarsə a ma'tɪnə, ʧə mət'tɘvə trɛ 'ɤrə] N.d.R. l’asino vecchio e malandato, per avviarsi la mattina, ci metteva tre ore. || EG scherccione. || BA schercione.

schernuzze [skər'nʊtʦə] 1. sm. Lucciola. || 2. Sbornia. || LA ‘U scarafone e ‘u schernuzze [u  skara'fɤnə ɛ u skər'nʊtʦə] N.d.R. Lo  scarafaggio  e  la  lucciola. || AO E' devendàte nu skernùzze! [ɛ ddəvən'dɜtə nu skər'nʊtʦə] È diventata (minuta, piccola) come una lucciola! || RM tène l'ùcchije de skernùzze. ['tɘnə l'ukkjə də ddskər'nʊtʦə] Persona con ottima vista. N.d.R. ha gli occhi di lucciola. || LA schernuzze. || AO skernùzze. || RF schernuzze [ske̯rnųzze̯]  

scherzone [skər'ʦɤnə] sm. Schiaffone. || pl. scherzune [skər'ʦʉnə].. || SA S’è abbusckate ‘nu scherzone. [s-ɛ abbuʃ'kɜtə nu skər'ʦɤnə] Si è beccato uno schiaffone. || BA scherzone.

schesute [skə'sʉtə] pp. e agg. Scucito, Strappato. || Anche scusute  [sku'sʉtə]. || BA schesute.

schianate [skja'nɜtə] pp. e agg. Spianato. || agg. Spiantato. || sf. Pagnotta di pane di montagna. || VMG schianätä.

schiove [s'kjɤvə] v. Spiovere, Smettere di  piovere.

sciabbulate [ʃabbu'lɜtə] sf. Sciabolata. || MG Giargianè, 'u Turche cumparme te vete, t'a ficche 'na sciabbulata ncuorpe! [dʤarʤa'nɛ, u 'turkə kum'barəmə tə 'vɛtə, t-a 'fɪkkə na ʃabbu'lɜta n'ɡʊrpə!] N.d.R. Polentone, il Turco non appena ti vede, ti ficca una sciabolata in corpo. || MG sciabbulata.

sciacquà [ʃak'kwa] v. Sciacquare. || LA  sciacquà.

sciacque ['ʃakkwə] agg. Sconclusionato, Dispersivo, Inconcludente. || RM sciàcque.

sciaddeje [ʃad'dɘjə] agg. f. Sciatta, Trascurata, Trasandata. || LA sciaddèje.

sciagurate [ʃaɡu'rɜtə] agg. Sciagurato. || LE addò stanne li sciagurat' andicke, ca lucckléne [an'dɔ s'tannə i ʃʃaɡu'rɜtə an'dikə,  ka lukku'lɘjənə] N.d.R. dove stanno gli sciagurati antichi, che gridano. || LE sciagurat'.

scialà [ʃa'la] v. Scialare, Essere prodigo. || LA scialà.

scialenghe [ʃa'lɛnɡə] agg. e sm. Bleso, Dislalico (in particolare chi non pronuncia bene la consonante s), Affetto da sigmatismo interdentale. || RM èje scialènghe ['ɘjə ʃʃa'lɛnɡə] ha pronuncia difesttosa. || BA Zuoppe a ballà e scialenghe a cantà ['ʦuppə a bbal'la e ʃʃa'lɛnɡə a kkan'da] Zoppo ballerino e balbuziente cantante. || TF scialènghe. || BA scialenghe.

scialle ['ʃallə] sf. Scialle. || Etimol. dal persiano šal attraverso il frs. châle.

Sciallette [ʃal'lɛttə] sopr. Scialletta. || SA Nzia maje se n’addone, qua facime tutte quande ‘a fine Sciallette! [n'ʣja 'mɜjə sə n ad'dɤnə, kkwa faʧɪmə 'tʊttə 'kwandə a 'fɪnə ʃal'lɛttə] Non sia mai se ne accorge, facciamo tutti la fine di Scialletta -una brutta fine-. || CD Ha fatte a fine de Sciallètte, da patrune de bastemènte, a barche d’affítte [a f'fattə a 'fɪnə də ʃʃal'lɛttə, da pa'trʉnə də bbastə'mɛndə a b'barkə d-af'fɪttə] N.d.R. Ha fatto la fine di Scialletta, da padrone di bastimento, ad affittuario di barca. || CD Sciallètte.

scialpijà [ʃalpi'ja] v. Balbettare. || LA  scialpijà.

sciambagnone [ʃambaɲ'ɲɤnə] sm. Compagnone, Spendaccione. || AO sciambagnòne.

sciambrecone [ʃambrə'kɤnə] sm. Chi indossa abiti molto larghi. || RM sciambrecòne.

sciammerghe [ʃam'mɛrɡə] sf. Camicia, Blusa. || SG A i femmene i preparene a sciammerghe [ɛ 'fɛmmənə i prə'parənə a ʃam'mɛrɡə] N.d.R. Alle donne preparano la camicia. || SG sciammerghe.

sciandose [ʃan'dɤsə] sf. Sciantosa, Cantante di caffè concerto. || CA ‘A gende “Scjantòse” te chiamàve te segnàve a dite ch’ desprézze [a d'ʤɛndə ʃan'dɤsə tə kja'mɜvə, tə səɲ'ɲɜvə a d'dɪtə kə ddəs'prɛzzə] La gente “Sciantosa” ti chiamava, ti indicava col dito con disprezzo. || CA scjantòse.

sciangate [ʃan'ɡɜtə] agg. Sciancato, Storpio. || RM sciangàte.

sciapite [ʃa'pɪtə] agg. Scipito, Senza sale. || RM sciapìte. || RF sciapìte [ššapı̊te̯].

sciarabballe [ʃarab'ballə] sm. Calesse, Carretino, Biroccio. || MM sciarabálle. || RF sciarabballe [ššarabballe̯].

sciarre ['ʃarrə] sf. Lite. || Locuz. a sciarre [a ʃ'ʃarrə] A lite. || VC Face asciàrre ['fɜʧə a ʃ'ʃarrə] Fa lite; Stace asciàrre [s'tɜʧə a ʃ'ʃarrə] Sta in litigio. || VC asciàrre (1929).

sciarrone [ʃar'rɤnə] sm. Caldaia di grandi dimensioni.

sciascella [ʃa'ʃɛlla] sf. Sorella maggiore. || Anche sciascelle [ʃa'ʃɛllə]  || AM ‘Na vote ‘a cajnàte decìje a sciascélla mije: -Giggine ‘u pechescine se vole mo’ nzurà! [na 'vɤtə a kai'nɜtə də'cɪjə a  ʃʃa'ʃɛlla 'mijə: - dʤid'ʤɪnə u pəkəʃ'ʃɪnə sə 'vɤlə mɔ nʣu'ra!] Una volta la cognata disse a mia sorella: Gigino il bellimbusto si vuole sposare! || AM sciascélla.

sciascelle [ʃa'ʃɛllə] sf. Sorella maggiore. || Anche sciascella [ʃa'ʃɛlla]. || m. sciascille [ʃa'ʃillə] || LA sciascèlle. || ML sciascelle.

sciascèppe [ʃa'ʃɛppə] sm. Fratello maggiore.

sciascijà [ʃaʃi'ja] v. Rilassarsi in un posto comodo, come il letto. || RM sciascijà.

sciascille [ʃa'ʃillə] sm. Fratello. || f. sciascelle [ʃa'ʃɛllə] || RM sciascìlle. || LA sciascîlle.

scigne ['ʃɪɲɲə] sf. Scimmia. || RM scìgne.

scille ['ʃillə] sf. Ascella, Ala. || VC ascèlla (1929).

scillechijà [ʃilləki'ja] v. Svolazzare. || Anche scellechijà [ʃəlləki'ja]. || RM scillechijà. 

scinze ['ʃinʣə] sf. Scienza. || EG ‘sscinze.

sciò [ʃɔ] onomat. Sciò, Via di qua. ||  MA scio’.

sciocche ['ʃɔkkə] agg. f. Sciatta, Sporca. || al m. sciucche ['ʃukkə]. || RM sciòccke.

sciogghie ['ʃɔɡɡjə] v. Sciogliere. || RM  sciògghije.

sciolde ['ʃɔldə] sf. Diarrea, Colica. || RM sciòlde.

sciopere ['ʃɔpərə] sm. Sciopero. || GE sciopr’.

scioppagangale [ʃoppaɡan'ɡɜlə] sm. Dentista. || RM scioppagangàle.

sciosciamosche ['ʃoʃʃa'mɔskə] sm. Scacciamosche. || cfr. cacciamosche. ['katʧa'mɔskə] ||  RM sciosciamòske.

scitte ['ʃɪttə] inter. Via di qua. || RM scìtte.

sciucapanne [ʃuka'pannə] sm. Asciugatoio, Intelaiatura a cupola che si poneva sul braciere per poggiarvi i panni da asciugare, Trabiccolo. || RM sciugapànne.

sciucche ['ʃukkə] agg. Trasandato, Sporco. || f. sciocche. || SG sciukke.

sciugghie ['ʃʊɡɡjə] sm. Loglio, Pianta graminacea utilizzata come foraggio. || MM  sciugghie.

sciulà [ʃu'la] v. Scivolare. || Anche sciuvelà [ʃuvə'la].

sciulate [ʃu'lɜtə] pp. e agg. Scivolato. || Anche sciuvelate [ʃuvə'lɜtə].

sciulde ['ʃʊldə] pp. e agg. Sciolto. || Anche sciuvete ['ʃʊvətə].

sciulende [ʃu'lɛndə] agg. Scivoloso. || Anche sciuvulende [ʃuvu'lɛndə].

sciulse ['ʃʊlsə] sf. Erba selvatica sottilissima commestibile.

sciummate [ʃum'mɜtə] agg. Zoppo, Claudicante. || cfr. ciunghe ['ʧʊnɡə]..

sciumme ['ʃʊmmə] sm. Gobba. || BA  sciumme.

sciuppà [ʃup'pa] v. Strappare, Togliere con uno strattone, Staccare, Ricavare. || AO D’o male pagatòre sciùppe quìlle che pùje. [d-ɔ 'mɜlə paɡa'tɤrə 'ʃʊppə 'kwɪllə kɛ 'pujə] N.d.R. Dal cattivo pagatore trappa quello che puoi. || CL se ne me danne ‘i pallucce ‘i scijoppe ‘a cape [sə nə mmə 'dannə i pal'lʊtʧə i 'ʃɔpp a 'kɜpə] N.d.R. se non mi danno -restituiscono- le biglie, gli stacco la testa.  || SA¹ sciuppà’. || LA sciuppà.

sciuppate [ʃup'pɜtə] pp. e agg. Strappato, Tolto con la forza. || AO sciuppàte.

sciuscià [ʃuʃ'ʃa] v. Sventagliare, Ventilare, Soffiare il naso. || LA sciuscià.

sciuvelà [ʃuwə'la] v. Scivolare. || Anche sciulà [ʃu'la]. || LA sciuvelà.

sciuvelate [ʃuwə'lɜtə] pp. e agg. Scivolato. || Anche sciulate [ʃu'lɜtə]  || TF p’a prèsce so’ scevulàte, e so’ jùte a fenèsce o ‘spedàle [p-a 'prɛʃʃə sɔ ʃʃuwə'lɜtə, ɛ ssɔ 'jʉtə a ffə'nɛʃʃə ɔ spə'dɜlə] N.d.R. per la fretta sono scivolata, e sono andata a finire all’ospedale. || TF scevulàte. || LC  sciuvelate.

sciuvete ['ʃʊvətə] pp. e agg. Sciolto. || Anche sciulde ['ʃʊldə]. || RM sciùvete.

sciuvulende [ʃuvu'lɛndə] agg. Scivoloso. || Anche sciulende [ʃu'lɛndə].

sckacche [ʃ'kakkə] sm. Rossore, Chiazza rossa in viso.

sckacchette [ʃkak'kɛttə] sm. Rossello, Pomelli rossi sulle guance. || GF Li sckacchette de sta facciolle so’ ddoje vambe de fuoch’ ardente [i ʃkak'kɛttə də sta fat'ʧɔllə sɔ d'dɤjə 'vambə də 'fukə ar'dɛntə] I rosselli di questa faccia sono due vampe di fuoco ardente. || GF sckacchette.

sckafareje [ʃkafa'rɘjə] sf. Grosso recipiente di argilla per la cucina. || EG sckafareie / sckafarèie / sckafaréie. || BA schiaffareje. || MG schiafareje. || RM sckafarèje.

sckafarole [ʃkafa'rɤlə] sf. Recipiente di grosse dimensioni.

sckaffà  [ʃkaf'fa] v. Ficcare  dentro  con  forza, Intromettere, Schiaffare. || Locuz. sckaffài inde [ʃkaf'fa 'ində] Mettere dentro, Conficcare. || LA sckaffà. || BA schiaffà.

sckaffe [ʃ'kaffə] sm. Schiaffo. || BA schaffe. || AO sckaffe / sckàffe. || MAM [škáffe̥].

sckaffijà [ʃkaffi'ja] v. Schiaffeggiare. || LA sckaffijà. || BA schiaffià.

sckaffone [ʃkaf'fɤnə] sm. accresc. Schiaffone. || SA Se nn’a fenisce mo t’allende nu sckaffone! [sə nn-a fə'nɪʃʃə mɔ t-al'lɛndə nu ʃkaf'fɤnə] Se non la smetti ti mollo uno schiaffone. || RF sckaffóne [škaffọ̈ne̯].

sckamà [ʃka'ma] v. Lamentarsi, Schiamazzare. || LA sckamà.

sckanà [ʃka'na] v. Lavorare la pasta. || LA sckanà.

sckandà [ʃkan'da] v. Spaventarsi, Impaurire. || CA Vattìnne papunne... nen me facenne sckjantà! [vat'tɪnnə pa'pʊnnə.. nən mə fa'ʧɛnnə ʃkan'da!] N.d.R. Vattene fantasma... non mi far spaventare! || AO Vattìnne Papòne:  nen me facènne sckandà! [vat'tɪnnə pa'pɤnə: nən mə fa'ʧɛnnə ʃkan'da!] Vattene Papone: non mi far spaventare!  || LA sckandà. || BA schiandà.  || CA sckjantà.  || PP [śkandá]. || RF sckandà [škant̬á].

sckandate [ʃkan'dɜtə] pp. e agg.  Spaventato. || RM sckandàte.

sckande [ʃ'kandə] sm. Spavento. || AO M'ha fatte pigghjà nu sckànde! [m-a f'fattə piɡ'ɡja nu ʃ'kandə!] Mi ha fatto prender un grande spavento! || BA schiande. || AO sckànde. || RF sckande [škant̬e̯].

sckanije [ʃka'nɪjə] sf. pl. Colpi di calore, Rossore, Sudore freddo, Malore. || BA schianije. || RF sckanìje [škani̊i̯e̯].

sckappe [ʃ'kappə] sf. Pezzetto di legno. || RM sckàppe.

sckarde [ʃ''kardə] sf. Scheggia di legno. || BA schiarde. || PP [śkarde̥].

sckarole [ʃka'rɤlə] sf. Scarola, Insalata indivia. || BF shcaròl' (1894). || BA schiaròle. || PP [śkarǫ́le̥].

sckartellate [ʃkartəl'lɜtə] agg. Difettoso. || RM sckartellàte.

sckatele [ʃ'katələ] smf. Scatolo, Scatola. || SA Quiste è ‘nu belle sckatele pe’ mette ‘a robbe da inde. ['kwɪstə ɛ nu b'bɛllə ʃ'katələ pə m'mɛttə a r'rɔbbə da 'ində] Lett. Questo è un scatolo buono -robusto- per metterci dentro la roba -da conservare-.

sckatelelle [ʃkatə'lɛllə] sf. Scatoletta. || RM sckatelèlle. || [fg. scatolètta - ital. scatolétta]

sckattà [ʃkat'ta] v. Schiattare, Crepare, Scoppiare. || ML ‘U crijature s’è duscetate e se stace sckattanne de chiande [u kria'tʉrə s-ɛ dduʃʃə'tɜtə ɛ sə s'tɜʧə ʃkat'tannə də 'kjandə] N.d.R. Il bambino -neonato- si è svegliato e sta piangendo -scoppiando dal pianto-. || LA sckattà. || BA schiattà. || PP [śkattá].

sckattachegghiune [ʃkattakəɡ'ɡjʉnə]sf. Erba selvatica a forma d'uo­vo.

sckattacore [ʃkatta'kɤrə] locuz. a sckattacore [a ʃkatta'kɤrə]. Da far scoppiare il cuore. || lett. Scoppia cuore. || RM sckattacòre.

sckattamurte [ʃkatta'murtə] sm. Becchino. || lett. Scoppia morto. || DPM Stache decenne e sckattamurte che a casce e piccule e nen ce vace a là inde [s'tɜkə də'ʧɛnnə ɛ ʃkatta'murtə kɛ a 'kaʃʃə ɛ 'pɪkkulə ɛ nən ʧə 'vɜʧə a lla 'ində] N.d.R. Sto dicendo ai becchini che la cassa è piccola e -il morto- non ci và lì dentro. || DPM sckattamurte. || BA schiattamuorte. || LA sckattamûrte.

sckattate [ʃkat'tɜtə] pp. e agg. Scoppiato, Prigro, Lento.

sckattijà [ʃkatti'ja] v. Battere le mani facendo rumore, Scoppiettare. || LA sckattijà.

sckattiaminde [ʃkattja'mində] sm. Battuta di mani, Applauso. || RF sckattiaminde [škatti̭amínt̬e̯].

sckattone [ʃkat'tɤnə] sm. Grossa tazza di latte per la colazione.

sckattulle [ʃkat'tʊllə] sm. Rosolaccio, Papavero selvatico. || TF jànghe e rròsce k’i schattùlle ‘m bbàcce ['janɡə ɛ r'rɔʃʃə k-i ʃkat'tʊllə m'batʧə] N.d.R. bianca e rossa con le guance rosse come i papaveri. || TF schattùlle.  || BA schiattuole. || LA sckattûlle. || MM skattúlle. || RF sckattulle [škattųlle̯]. || PP [śkattúle̥].

sckattuse [ʃkat'tʉsə] agg. Noncurante, Strafottente, Arrogante. || RM sckattùse.

sckefuse [ʃkə'fʉsə] agg. Schifoso, Repellente, Sudicio, Scorretto. || RM sckefùse.

sckenille [ʃkə'nillə] agg. Magrissimo, Consunto, Macilento, Sfaticato. || BA schenielle.

sckeselle [ʃkə'sɛllə] sf. Contenitore per alimenti rotondo.

sckesette [ʃkə'sɛttə] sf. Contenitore per alimenti quadrato.

sckette [ʃ'kɛttə] agg. Schietto, Sincero, Bravo, Ingenuo. || RM sckètte.

sckife [ʃ'kifə]] sm. Schifo, Ripugnanza, Ribrezzo. || GA Skitte che ce penze me mette skife [ʃ'kittə  kɛ ʧə 'pɛnʣə mə 'mɛttə ʃ'kifə] N.d.R. Solo che ci penso mi viene il ribrezzo. || CV facijm sckif [fa'ʧɪmə ʃ'kifə] N.d.R. facciamo schifo. || CV sckif. || GA skife.

sckitte [ʃ'kittə] avv. Solamente, Soltanto, Solo. || LE Sckitté ca m'arrecordé me send' arrezzenì li carne [ʃ'kittə ka m-arrə'kɔrdə mə 'sɛndə arrədʣə'nɪ i 'karnə] Solo che ricordi, mi sento accapponare la pelle. || LE sckitté. || NM sckitte. || BM schitte / skitte. || PP [śkítte̥].

sckuffie [ʃ'kʊffjə] sf. Cuffia. || RM sckùffije.

sckufije [ʃku'fɪjə]sf. Schifo, Schifezza, Sporcizia. || MA D’ceva ‘nu cumpagne mije: ‘mbà, sta vita nostra é tutta na shkfie [də'ʧɘvə  nu kum'baɲɲə 'mijə: mba, sta 'vita 'nɔstrə ɛ 'tʊttə na ʃku'fɪjə] N.d.R. Diceva un mio amico: compare, questa nostra vita è -tutta- uno schifo. || MA shkfie.

sckumà [ʃku'ma] v. Liberare dalla schiuma.

sckumarelle [ʃkuma'rɛllə] sf. Schiumarola. || Anche sckumarole [ʃkuma'rɤlə].

sckumarole [ʃkuma'rɤlə] sf. Schiumarola, Mestolo forato. || Anche sckumarelle [ʃkuma'rɛllə] || BA schiumarole. || [fg. schiumaróla - ital.  schiumaròla]

sckumazze [ʃku'matʦə] sf. Schiuma sporca.

sckume [ʃ'kʉmə] sf. Schiuma. || RM sckùme.

sckuppettate [ʃkuppət'tɜtə] sf. Schioppettata, Fucilata, Pistolettata.

sckuppette [ʃkup'pɛttə] sf. Fucile, Pistola. || LA sckuppètte. || BA schiuppette. || PP [śkuppę́tte̥].

sckuppià [ʃkup'pja] v. Scoppiare. || CS Andò sckoppe ndrone [an'dɔ ʃ'kɔppə n'drɤnə] N.d.R. Dove scoppia lì tuona. || RF sckuppià [škuppi̯á].

scolabbrode [skolab'brɤdə] sm. Scolabrodo. || RM scolabròde. || [fg. scolabródo - ital.  scolabròdo]

scolamaccarone [skolamakka'rɤnə]  sf. pl. Scolapasta. || BA scolamaccarone.

scole [s'kɤlə] sf. Scuola.  || BF scole (1894). || RM scòle.  || [fg. scuóla - ital. scuòla]

scolle [s'kɔllə] sf. Fazzoletto che fascia la fronte contro il mal di testa, Panno che la pettinatrice poneva sulle spalle della cliente. || cfr. faccelettone [fatʧələt'tɤnə] || NM¹ scoll.

scongiajuche [skonʤa'jukə] par. comp. Guastafeste, Persona che dà fastidio. || BA sconciajuoche.

scope [s'kɤpə] sf. Scopa. || SG Quelle stace sempe ke ‘na scope mizz’a vije ['kwɛllə s'tɜʧə 'sɛmbə kə na s'kɤpə m'midʣə a 'vɪjə] N.d.R. Quella sta sempre con una scopa in mezzo alla strada. || SG scope.

scorciacavalle [skorʧaka'vallə] sm. Macellaio, Addetto alla macellazione dei cavalli. || BA scorciacavalle. || RF scorciacavalle [skǫrča-kaválle̯].

scorciacrape [skorʧa'krɜpə] sm. Vento freddo che fa ammalare le capre. || FB scorcia-cràpe.

scorre [s'kɔrrə] v. Scorrere. || RM scòrre.

scorse [s'kɔrsə] agg. Scorso, Passato.  

scorza [s'kɔrʦa] sf. Scorza, Corteccia, Buccia, Guscio, Corazza. || agg. f. Avara. || Anche scorze [s'kɔrʦə] || VC Scòrza d’ove, de nùce e de nucèlle [s'kɔrʦa d'ɤvə, də 'nʊʧə ɛ ddə nu'ʧɛllə] N.d.R. Guscio di uova, di noci e di nocciole. || VC Scòrza de cuchìglia [s'kɔrʦə də kuku'ɪʎʎə] Nicchio. N.d.R. Conchiglia di mollusco. || VC Scòrza de la cestùnia [s'kɔrʦə d-a ʧəs'tʊnjə] N.d.R. Corazza della tartaruga. || VC scòrza (1929).  

scorze [s'kɔrzə] sf. Scorza, Corteccia, Buccia, Guscio, Corazza. || agg. f. Avara. || Anche scorza [s'kɔrza] || TF nen te facènne i scòrze 'n ggànne, quìste è rapecòne, nen ghèsce nìnde [nə ndə fa'ʧɛnnə i s'kɔrzə n'ɡannə, 'kwɪstə ɛ rapə'kɤnə, nə n'ɡɛʃʃə 'nində] N.d.R. lett. non ti fare le scorze in gola, questo è avaro, non esce niente. || RF Nen d’u magnanne scorza scorze! N.d.R. lett. Non te lo mangiare scorza scorza (Non pensare che sia ingenuo). || TF scòrze. || CA² skorzë. || RF scorze [skǫrze̯].

scrafagnille [skrafaɲ'ɲillə] agg. e sm. Ragazzino. || RM scrafagnìlle.

screvanije [skrəva'nɪjə] sf. Scrivania. || FP vide sott a scrivanije [vɨdə 'sɔtt-a skrəva'nɪjə] N.d.R. guarda sotto la scrivania. || FP scrivanije. || LE scrivanijé.

scrianzate [skrian'ʣɜtə] agg. Screanzato, Maleducato. || ML scrianzate.

scrime [s'krɪmə] sf. Scriminatura. || FB screme.

scritte [s'krɪttə] pp. e sm. Scritto. || sf. Scritta, Iscrizione.  || CV scritt. || CL scritte.

scrive [s'krivə]   v. Scrivere,  Descrivere.  || BA Chi te sape te scrive [ki tə 'sɜpə tə s'krivə] Chi ti consoce ti descrive.  

scrocche [s'krɔkkə] solo nella locuz. a scrocche [a s'krɔkkə] Gratis, Senza pagare nulla.

scruiate [skru'jɜtə] sm. Frusta. || MA ‘u scrujate p’u cavalle [u skru'jɜtə p-u ka'vallə] N.d.R. la frusta per il cavallo. || MA scrujate.

scruiatate [skruja'tɜtə] sf. Frustata, Colpo di frusta. || LR scuriatàte.

scucchjà [skuk'kja] v. Sconnettere, Disunire, Separare. || RM scucchjà.

scucchiande [skuk'kjandə] agg. Fastidioso, Molesto, Scocciante, Seccante, Inconcludente, Che sconnette. || RM scucchjànde.

scucchiate [skuk'kjɜtə] pp. e agg. Diviso, Separato. || RM scucchjàte.

scuccià [skut'ʧa] v. Seccare, Scocciare. || BP quille se sarà scucciate d’aspettà ['kwɪllə sə sar'ra skut'ʧɜtə d-aspət'ta] N.d.R. quello si sarà scocciato di aspettare. || RM  scuccià.

scudelle [sku'dɛllə] sf. Scodella. || ZO scudell (1864).

scuffulà [skuffu'la] v. Crollare, Cadere in pezzi.

scuffulate [skuffu'lɜtə] sm., agg. e pp. Edificio crollato o malridotto. || TF scuffelàte.

sculà [sku'la] v. Scolare, Deperire. || BA puzza sculà ['putʦa sku'la] augurio di vedere deperire lentamente come si consuma la candela. N.d.R. lett. Che tu possa deperire. || LA sculà.

sculacchiate [skulak'kjɜtə] agg. Fortunato.

sculare [sku'lɜrə] sm. Scolaro. || BA sculàre pennangule [sku'lɜrə pennan'gʉlə] giovane studente. || BF La vite d’li sculáre e la scole de San Ghitáne [a ' vitə d i sku'lɜrə ɛ  a s'kɤlə də san ɡi'tɜnə] N.d.R. lett. La vita degli scolari e la scuola di San Gaetano. || BF sculáre. || TF sculàre.

sculatore [skula'tɤrə] sf. Scolatura, Liquido scolato. || AO sculatòre. || RF sculatóre [skulatọ̈re̯].

scumbagnà [skumbaɲ'ɲa] v. Litigare, Rompere l’amicizia.

scumbarì [skumba'rɪ] v. Scomparire, Fare una brutta figura. || LA scumparì.

scumbigghie [skum'bɪɡɡjə] sm. Scompiglio. || RM scumbìgghije.

scumbone [skum'bɤnə] v. Scomporre. || LE  scumbóne.

scummesse [skum'mɛssə] sf. Scommessa. || RM scummèsse. || [fg. scommèssa - ital. scomméssa]

scummette [skum'mɛttə] v. Scommettere. || RM scummètte. || CL scummette.

scundà  [skun'da] v.  Scontarsela,  Prendersela con qualcuno. || AO scundà.

scundrà [skun'dra] v. Scontrare.

scungià [skun'ʤa] v. Guastare, Importunare, Dare fastidio. || CA N’scungiânne ‘u cane ca dorme [nə skun'ʤannə u 'kɜnə ka 'dɔrmə] N.d.R. Non importunare il cane che dorme. || BM So costrette a scunciarve pe’ nu fatte serie, urgentissimo [sɔ kkɤs'trɛttə a skun'ʤarvə pə nu 'fattə 'sɛrjə, urʤen'tissimo] N.d.R. Sono costretto ad importunarvi per una questione seria, urgentissima. || RM scungià.

scunucchjà [skunuk'kja] v. Vacillare, Non avere forza nelle gambe. || RM scunucchijà.

scunzulate [skunʣu'lɜtə] pp. e agg. Sconsolato. || ME e Pitre, tutte scunzelate, pe trè vôte ‘i respunnije: ‘U saje Tu, Signore che ije te vogghje bène! [ɛ p'pitrə, 'tʊttə  skunʣu'lɜtə, pə t'trɛ v'vɤtə i rəspun'nɪjə: u 'sɜjə tʊ, siɲ'ɲɤrə kɛ 'ijə tə 'vɔɡɡjə b'bɘnə!] e Pietro, tutto sconsolato, per tre volte, gli rispose: Lo sai Tu, Signore, che io ti voglio bene! || GF scunzulàte. || ME scunzelate. || BM scunsulate.

scupare [sku'pɜrə] sm. Artigiano che confeziona scope. || LR scupàre.

scupatore [skupa'tɤrə] sm. Netturbino, Spazzino. || MA m’ chiammene u scupatore e da ‘mennezza so’ ... u truvatore [mə 'kjamənə u skupa'tɤrə ɛ d-a mən'nɛzzə sɔ ... u truwa'tɤrə] mi chiamano lo scopatore -spazzino- e dell’immondizia sono il trovatore -cantore-. || MA scupatore.

scupelille [skupə'lillə] sm. Scopa di piccole dimensioni realizzata con giunchi. || Anche scupulille [skupu'lillə]. || BA scupelille.

scupette [sku'pɛttə] sf. Spazzola per abiti. || LA scupètte. || BA scupette.

scupettone [skupət'tɤnə] sm. Spazzolone lavapavimenti. || RM scupettòne.

scuppate [skup'pɜtə] pp. e agg. Scheggiato, Sbucciato. || SA S’è ‘ccattate ‘nu piatte scuppate. [s-ɛ kkat'tɜtə  nu 'pjattə skup'pɜtə] Ha comprato un piatto scheggiato.

scuppelone [skuppə'lɤnə] sm. Schiaffone, Scappellotto piuttosto energico. || Anche scuppulone [skuppu'lɤnə].

scuppjà [skup'pja] v. Scoppiare. || RM scuppijà.

scuppiate [skup'pjɜtə] pp. e agg. Scoppiato. || RM scuppijàte.

scuppulone [skuppu'lɤnə] sm. Schiaffone, Scappellotto piuttosto energico. || Anche scuppelone [skuppə'lɤnə]. || VC scuppulòne (1929). 

scuprì [sku'prɪ] v. Scoprire. || LMG ‘U diavele ‘u facie fà e ‘u diavele ‘u facie scuprì [u 'djavələ  u fa'ʧɪjə fa ɛ u 'djavələ  u  fa'ʧɪjə sku'prɪ] N.d.R. Il diavolo lo fece fare ed il diavolo lo fece scoprire. || LMG scuprì.

scupulille [skupu'lillə] sm. Scopa di piccole dimensioni realizzata con giunchi. || Anche scupelille [skupə'lillə] || LCG  Duj’ lucent’ duj’ pungent’, nu scupulu e quatte mazze ['dʉjə lu'ʧɛndə, 'dʉjə pu'nɛndə, nu s'kʊpulə ɛ k'kwattə 'matʦə] N.d.R. (indovinello della vacca) Due lucenti due pungenti, una scopetta e quattro mazze. ||  LCG scupulu (1897).

scurchigghjà [skurkiɡ'ɡja] v. Indagare, Cercare di sapere i fatti degli altri. || cfr. spurtagghjà [spurtaɡ'ɡja], scanagghjà [skanaɡ'ɡja]. || MA vacke sempe scurkigghijanne ['vɜkə 'sɛmbə skurkiɡ'ɡjannə] N.d.R. vado sempre indagando.

scurcià [skur'ʧa] v. Scorticare, Rimetterci. || LMG ‘U ‘cchiù triste, èje a scurcià ‘a code [u k'kjʊ t'tristə, 'ɘjə a skur'ʧa a 'kɤdə] N.d.R. La cosa più difficile, è scorticare la coda. || BA Chi affitte scorce [ki af'fittə s'kɔrʧə] Chi fitta ci rimette. || LMG scurcià.

scurciatore [skurʧa'tɤrə] sf. Scorciatoia. || RM scurciatòre.

scurdà [skur'da] v. Dimenticare. || BA fa bene e scuorde, fa male e pienze [fa b'bɘnə ɛ s'kurdə, fa 'mɜlə ɛ p'pɪnʣə] fa bene e dimentica, fai male e pensaci. || GG¹ scurdà (1834). || LA scurda’.

scurdajule [skurda'jʉlə] agg. e sm. Smemorato, Che dimentica facilmente. || Al f. scurdajole [skurda'jɤlə]  || TF scurdajùle. || BA scurdajiuole. || LA scurdajûle.

scurdate [skur'dɜtə] pp. e agg. Scordato, Dimenticato. || SA Già me n’agghie scurdate che aveva fa. [d'ʤa mə n 'aɡɡjə skur'dɜtə kɛ a'vɘva fa] Già ho dimenticato cosa dovevo fare. || LR¹ scurdàte.

scure [s'kʉrə] agg. e sost. Scuro. || LR scure. || LE scur'. || FP scur. || VC uscùre (1929).

scuretorie [skurə'tɔrjə] sm. Oscurità. || Anche scurije [skur]. || RM scuretòrije.

scurije [sku'rɪjə] sf. Oscurità, Buio. || SG m’accumpagne sul’a scurije [m-akkum'baɲɲə sʉlə a sku'rɪjə] N.d.R. mi fa compagnia solo il buio. || LA scurìje. || PM scurije. || SG scurje. || RF scurìje [skurı̊i̭e̯].

scurnacchiate [skurnak'kjɜtə] agg. Cornuto, Poco di buono, Strafottente. || TF Uè scurnacchiàte, fàccia vèrde! Nen rerènne sòpe e desgrazije de l’ate [wɛ skurnak'kjɜtə, 'fatʧa 'vɛrdə! nən rə'rɛnnə 'sɤp ɛ dəz'ɡradʣjə də l 'atə] N.d.R. Ehi cornuto, faccia verde! Non ridere sulle disgrazie degli altri! || BA scurnacchiate. || TF scurnacchiàte. || LA scurnacchjàte.

scurtechine [skurtə'kɪnə] s. Ruffiano, Mezzano, Lenone. || BA scurtechine.

scurzacchione [skurzak'kjɤnə] agg. superl. Avaraccio. || MP scurzacchione.

scurze [s'kʊrʦə] agg. Avaro. || sm. La parte estrema  del  filoncino di pane. || DAM skurze. || AO scùrze.

scurzette [skur'ʦɛttə] sf.  Scorzetta, Costatina di manzo o di maiale. || LA scurzètte. || BA scurzette.

scurzime [skur'ʦɪmə] sf. Frutta secca, tipo castagnelle, nucelline, etc. || RC Scurzim’ e frutta fresch’ [skur'ʦɪmə ɛ f'frutta 'frɛʃkə]  Frutta secca e fresca. || RC scurzim’.

scusciulà [skuʃʃu'la] v. Traballare. || Anche scusciulijà  [skuʃʃuli'ja]. || RM scusciulà.

scusciulijà [skuʃʃuli'ja] v. Traballare. || Anche scusciulà [skuʃʃu'la].

scustà [skus'ta] v. Scostare. || cfr. arrassà [arra'ssa] || RM scustà.

scutelà [skutə'la] v. Scuotere. || RM scutelà.

scuvirte [sku'wirtə] sm. Cortile, Luogo scoperto. || agg. Non sufficienemente coperto, Privo di protezione. || TF Stu scuvìrte è ‘na bumbunìre [stu sku'wirtə ɛ na bbumbu'nirə] N.d.R. Questo cortile è una bomboniera. || TF scuvìrte.

scuzzette [skut'ʦɛttə] sm. Fucile ad una canna, Tallone della scarpa. || BA scuzzette.

sdangalone [zdanɡa'lɤnə] agg. Stangone, Persona piuttosto alta. || RM sdangalòne.

Sdangalucce [zdanɡa'lʊtʧə] sf. Gioco della campana. || RM sdangallùcce.

sdanghe [z'danɡə] sf. Stanga, Ciascuna delle due braccia parallele del carro tra cui si pone l’animale da tiro.

sdejellate [zdəjəl'lɜtə] agg. Sciancato. || RM sdejellàte.

sdellummate [zdəllum'mɜtə] agg. Storto, Ricurvo. || RM sdellummàte.

sdelluvie [zdəl'luvjə] sm. 1. Diluvio. 2. Grande fame. || AO Che tìne: u sdellùvie? [kɛ t'tine: u zdəl'luvjə?] Ch tieni (che hai): il diluvio? N.d.R. Non ti riempi mai di cibo? || RM sdellùvije. || AO sdellùvie.

sdeluffate [zdəluf'fɜtə] agg. Di persona con le anche rotte.

sdendate [zdən'dɜtə] agg. Sdentato, Privo di denti. || TF sdendàte.

sderrazze [zdər'ratʦə] sm. Attrezzo di ferro atto alla pulizia della zappa.

sderrupà [zdərru'pa] v. Crollare, Cadere in malo modo. || LA sderrupà.

sderrupate [zdərru'pɜtə] agg. Dirupato, Gettato giù da una rupe. || Anche sdrupate [zdru'pɜtə].

sderrupe [zdərrʉpə] sm. Disastro, Rovina, Catastrofe. || CA Sò jute p'avè aiùte, aggje avute sderrùpe. [sɔ 'jʉtə p-a'vɛ a'jʉtə, 'aɡɡjə a'vʉtə zdərrʉpə] N.d.R. Sono andato per ricevere aiuto, ho avuto rovina.|| TF sderrùpe. || RF sderrùpe [śde̯rrůpe̯].

sdrupate [zdru'pɜtə] agg. Dirupato, Gettato giù da una rupe. || Anche sderrupate [zdərru'pɜtə] || CR ne' ndnjiucce'!!!.. stamatjine assemmigghjie nu scellet' e nu skavallet'...si propete tutt' sdrupet' [nɛ ndə'njʊtʧə !!!.. stama'tɪnə assəm'mɪɡɡjə a nu  ʃəl'lɜtə ɛ nu  skaval'lɜtə … sɪ p'prɔbbətə 'tʊttə zdru'pɜtə] Ehi Antoniuccio!!! stamattina sembri uno strorpio, uno caduto da cavallo… sei proprio tutto dirupato (gettato giù da una rupe) || CR sdrupet’

sdusse [z'dussə] solo nella locuz. a la sdusse [a la z'dussə] Di poco conto, da niente, lett. Senza sella. || VC asdùosse [a z'dussə] cavalcare senza sella, sul dorso della bestia. || LA gènde à la sdusse [d'ʤɛndə a la z'dussə] gente di poco conto. || LA sdusse.

sduvacà [zduwa'ka] v. Svuotare, Scaricare, Lasciarsi andare pesantemente su qualcosa di comodo per riposare. || LA sduvacà. || RF sduacà  [sduaká].

se pron. pers. atono di terza pers. sing. e pl. || SA Quille nze lave maje ‘a facce, quill’ate se face ‘a  varve ogne matine. ['kwɪllə  nʣə 'lɜvə 'mɜjə a 'fatʧə, kwɪll-atə  sə  fɜʧə a varvə ɔɲɲ-ɛ mma'tɪnə] Quello non si lava mai la faccia, quell’altro si fa la barba ogni mattina. || GG se (1834).

se congz. Se. || Anche si [si] || SA Se t’avesse abbesugnà cocche cose, vine da me! [sə t-a'vɛssə abbsuɲ'ɲa 'kɔkkɛ k'kɤsə, 'vine da mɛ] Se tu dovessi aver bisogno di qualcosa, vieni  da me.

sebbulche [səb'bʊlkə] sm. Sepolcro. || FM Gogge so' i sebbùlke. Ki ce téne a vesetarle, n'adda fa amméne trè. ['ɡɔdʤə sɔ i səb'bʊlkə. ki ʧə 'tɘnə a vvəsə'tarlə, n'adda fa al'mɘnə trɛ] N.d.R. Oggi sono i Sepolcri. Chi ci tiene a visitarli, ne deve fare almeno tre. || BA sebbuleche. || FM sebbùlke || Etimol. dal lat. sepulcrum, drv. di sepelīre « seppellire » || [fg. sepòlcro - ital. sepólcro]

seccande [sək'kandə] part. pres. e agg. Seccante, Scocciante. || RM seccànde.

secche ['sɛkkə] 1. sf. Sete. || SA Tenghe ‘a secche! ['tɛnɡə a 'sɛkkə] lett. Ho la  -gola- secca, per cui ho bisogno di bere. || GF sècche. || FO [secche̥].

secche ['sɛkkə] 2. agg. f. Molto magra, Sottile. || SG¹ cki cosce storte e seccke cum’e mazze [k-i 'kɔʃʃə s'tɔrtə ɛ s'sɛkkə 'kum-ɛ m'matʦə] con le gambe storte e magre come mazze. || SG¹ seccke. || RF sècche [sękke̯].

secchenì [səkkə'nɪ] v. Asciugare, Rendere secco, privo di acqua. || Anche assecchení [assəkkə'nɪ].

secherdune [səkər'dʉnə] solo nella locuz. a’ secherdune [a səkər'dʉnə]  Senza preavviso, Di nascosto, Improvvisamente, Alle spalle. || cfr. all’assacrese [all-assa'krɘse] || RF â securdùne ' all’improvviso '. || RF t’agghie pigghià â securdùne N.d.R. ti devo prendere all’improvviso. || RM seckerdùne. || RF secherdùne [se̯kurdůne̯].

seconde [sə'kɔndə] agg. e sm. Secondo, Secondo piatto. || ML seconde. || RF seconde [se̯kǫnde̯]. || [fg. secòndo - ital. secóndo]

secure [sə'kʉrə] agg. Sicuro, Certo. || avv. Sicuramente. || TF secùre. || NM secure.

secutà [səku'ta] v. Perseguitare, Stare dietro, Inseguire. || Anche sucutà [suku'ta] e segutà [səɡu'ta]  || RM secutà.

sedore [sə'dɤrə] sm. Sudore. || TF sedòre.

segà [sə'ɡa] v. Segare, Dividere equamente una vincita al giuoco. || SA Amma segà? ['amma sə'ɡa?] dividiamo? - la posta in gioco-. || RM segà.

segarette [səɡa'rɛttə] sf. Sigaretta. || PR Dicev’ ‘a segarette: ije me chenzume chiane chiane e vvache ‘n fume [də'ʧɘvə  a  səɡa'rɛttə:  'ijə mə kən'ʣʉmə 'kjɜnə 'kjɜnə  ɛ  v'vɜkə n'fʉmə] N.d.R. Diceva la sigaretta: io mi consumo piano piano e vado in fumo. || PR segarette. || TF segarètta. || [fg. sigarètta - ital. sigarétta]

segge ['sɛdʤə] sf. Sedia. || Anche seggia ['sɛdʤa] || LMG I ségge annanze e i ferlizze arrète [i 'sɛdʤə an'nanʣə ɛ i fər'lɪtʦə ar'rɘtə] N.d.R. Le sedie avanti e gli sgabelli dietro. || EG sègge. || CS segge. || LMG ségge.

seggiate [səd'ʤɜtə] sf. Sediata, Colpo di sedia. || RM seggiàte.

seggiole [səd'ʤɤlə] sf. Sediolina. || BA  seggiole.

segne ['sɛɲɲə] sm. Segno. || TF sègne.

segnerije [səɲɲə'rɪjə] pron. pers. m. e f. Vossignoria, Vostra signoria, Lorsignori, Voi, Tu. || Anche signerije [siɲɲə'rɪjə]. || RF segnerìje [se̯ññe̯rı̊i̭e̯].

segnore [səɲ'ɲɤrə] sm. Signore. || sf. Signora. || MG¹ ‘U Signore manne i cumbitte a chi nen téne dinde [u səɲ'ɲɤrə 'mannə i kum'bittə a kki nən 'tɘnə 'dində] N.d.R. Il Signore manda i confetti a chi non ha denti. || MG¹ ‘U Signore véde e pruvvéde [u səɲ'ɲɤrə 'vɘdə ɛ pru'wɘdə] N.d.R. Il Signore vede e provvede. || GG signore (1834) || AO segnòre. || CL segnore. || VMG signorä.

segnure [səɲ'ɲʉrə] sm. pl. Signori.

segnurine [səɲɲu'rɪnə] sm. Signorino. || TF segnurìne.

segretè [seɡre'tɛ] sm. Libreria. || RM segretè.

segrete [sə'ɡrɘtə] sm. Segreto.

segutà [səɡu'ta] v. Perseguitare, Stare dietro, Inseguire. || Anche sucutà [suku'ta]e secutà [səku'ta]

seje ['sɘjə] num. Sei. || RM sèje.

sellare [səl'lɜrə] sm. Sellaio. || FB sellàre.

selle ['sɛllə] sf. Sella. || BA selle.

selluzze [səl'lʊtʦə] sm. Singhiozzo. || Anche sulluzze [sul'lʊtʦə]. || PM sti lacreme e stu selluzze nen me passene [sti 'lakrəmə ɛ stu səl'lʊtʦə nə mmə 'passənə] N.d.R. queste lacrime e questo singhiozzo non vanno via. || PM selluzze. || RF selluzze [se̯llųzze̯]. || [fg. singhiòzzo - ital. singhiózzo].

sembe ['sɛmbə] avv. Sempre. || AO  A che ore vaja vaje, truve sèmbe ‘a case accungiàte [a kkɛ 'ɤrə 'vɜja 'vɜjə, 'truve 'sɛmbə a 'kɜsə akkun'ʤɜtə] A qualsiasi ora tu vai, trovi sempre la (sua) casa (in ordine, assettata) acconciata || SA Puje cagnà ‘a curnice, ma ‘u quadre è sembe ‘u stesse. ['pujə kaɲ'ɲa a kur'nɪʧə ma u 'kwadrə ɛ 'sɛmbə u s'tɛssə] Puoi cambiare la cornice, ma il quadro è sempre lo stesso. || PR e ddiche sembe ca t’agghi’a parlà [ɛ d'dɪkə 'sɛmbə ka t'aɡɡja par'la] N.d.R. e dico sempre che ti devo parlare. || MU sèmbe. || LR sèmb’. || LA sémbe. || PR sembe. || PM sèmpe. || MA sempe. || CA² sembë. || FO [sempe̥]. || Etimol. dal lat. sĕmper.

selluzzijà [səllutʦi'ja] v. Singhiozzare. || FM Rusenèlle selluzzijàve [rusə'nɛllə səllutʦi'jɜvə] N.d.R. Rosina singhiozzava.

semblecetà [səmbləʧə'ta]  sf. Semplicità. || TF semplicità.

semela ['sɛməla] sf. Semola. || Anche semele ['sɛmələ] || BA semela.

semelate [səmə'lɜtə] sf. Polenta. || BA  semelate.

semele ['sɛmələ] sf. Semola. || Anche semela ['sɛməla] || LA sèmele vattùte ['sɛmələ vat'tʉtə] Pastina fatta con la farina di grano impastata con uova, formaggio, prezzemolo. || LA sèmele. || [fg. sèmola - ital. sémola]

semenà [səmə'na] v. Seminare. || RF semenéje N.d.R. semina. || RF semenà [se̯me̯ná].

semmaje [sem'mɜjə] cong. Semmai | | CA¹ sèmmàje.

semplicisseme [sempli'ʧɪssəmə] agg. superl. Semplicissimo.

senale [sə'nɜlə]sm. Grembiule. || cfr.  / [k-u sə'nɜlə  ɛ  kkə nu 'sakkə] Con il grembiule e con un sacco. || BF senál'. || LA senàle. || PP [se̥nále̥]. || RF senale [se̯nåle̯].

senalicchie [səna'lɪkkjə] sm. Grembiulino. || LA senalìcchje. || BA senalicchio.

sende ['sɛndə] v. Sentire, Ascoltare. || Anche sendí [sən'dɪ] || RA Int’ì recchie ancore le senté [ndi 'rɛkkjə an'ɡɤrə i 'sɛndə] Ho sempre nelle orecchie. || EG Me fàie sènde ‘n’at’ e ‘ttande [mə 'fɜjə 'sɛndə n-at-ɛ t'tandə]  Mi fai sentire molto meglio. || EG sènde. || RA senté. || CL sente. || RA [sɛndə].

sendemende [səndə'mɛndə] sm. Sentimento. || EG sendemènde. || [fg. sentimènto - ital. sentiménto]

sendenze [sən'dɛnʣə] sf. Sentenza. || RM sendènze.

sendenzià [səndən'ʣja] v. Sentenziare.

sendì [sən'dɪ] v. Sentire, Ascoltare. || Anche sende. || GG no l’agghio voluto proprio sentì [nə ll'aɡɡjə vu'lʉtə 'prɔpjə sən'dɪ] N.d.R. non l’ho voluto proprio sentire. || GG sentì (1834).

sendute [sən'dʉtə] pp., agg. e sf. Sentito, Ascoltato, Sentita. || BA tene na sentùte! ['tɘnə na sən'dʉtə!] fa orecchio da mercante! N.d.R. Lett. ha una sentita! || TF sendùte. || BA sentùte.

senecupie [sənə'kʊpjə] sm. Suffumigio, Somministrazione di sostanze ridotte in fumo o vapore. || RM senecùpije.

sennò [sən'nɔ] avv. Altrimenti, Se no, In caso contrario. || TF Sennò u mestìre nen tu 'mbàre màje [sen'nɔ u məs'tirə nən t-u m'bɜrə 'mɜjə] N.d.R. Altrimenti il mestiere non lo impari mai.  || NM sennò. || TF se nno.

senza ['sɛnʣa] prep. e congz. Senza. || Anche senze ['sɛnʣə]  || CA senza. || LA sénza. || BF ssenza.

senzafuche [sɛnʣa'fukə] sm. Fiammifero. || AO L'ha 'ppeciàte  ke nu sénza fuche [l-a  ppət'ʧɜtə  kə nu 'sɛnʣa 'fukə] L'ha appicciato con un fiammifero. || RM sènzafùcke. || RF sènzafuche [senz̬a-fúke̯].

senze ['sɛnʣə] prep. e congz. Senza. || Anche senza ['sɛnʣa] || PR Senze de te ‘sta vita mije e nînde ['sɛnʣə də tɛ sta 'vɨta 'mijə ɛ 'nində] N.d.R. Senza di te questa vita mia è niente. || PR senze. || MG¹ senz’.

separie [sə'parjə] sm. Sipario. || RM sepàrije.

Seponde [sə'pɔndə] top. Siponto. || SA Quanne emme criature, jemme k’u trene o’ mare, a Seponde. ['kwannə 'ɛmmə 'kriatʉrə, 'jɛmmə k-u 'trɘnə ɔ  'mɜrə, a ssə'pɔndə] Quando eravamo bambini, andavamo con il treno al mare, a Siponto. || LR Sepònde. || [fg./ital. Sipònto]

Seppolle [səp'pɔllə] pers. f. Giuseppolla, dim. di Giuseppa. || VC Seppòlla (1929). || EG Seppolle.

sepponde [səp'pɔndə] sf. Sostegno, Supporto. || RM seppònde.

seppundà [səppun'da] v. Dare, Mettere un sostegno. || Anche suppundà [suppun'da]|| SA Màgnate stu panine, accussí t’asseppunde ‘u stomeche. ['maɲɲətə stu pa'nɪnə, akkus'sɪ t-assəp'pʊndə u s'tɔməkə] Mangia questo panino così dai un sostegno allo stomaco. || RM seppundà.

sequestrà [səkwəs'tra] v. Sequestrare. NM tutte mi vulevane sequestrà, tutte! ['tʊttə mə vu'lɛvənə səkwəs'tra, 'tʊttə!] N.d.R. tutto mi volevano sequestrare, tutto! || NM  sequestrà.

serate [sə'rɜtə] sf. Serata. || ML ‘na serate de zengheriaminde [na sə'rɜtə də zənɡrja'mində] N.d.R. una serata di pettegolezzi. || ML serate.

sere ['sɘrə] sf. Sera. || LR d’a matine ‘a sère [d-a ma'tɪnə a 'sɘrə] N.d.R. dalla mattina alla sera. || PR tutt’i sere [‘tʊtt-i 'sɘrə] N.d.R. tutte le sere. || ZO sera (1864) || PR sere. || MU sère. || CA sére. || TF ssèra.

serenate [sərə'nɜtə] sf. Serenata. || BA A càse 'de sunatùre nen 'se portene serenàte [a 'kɜsə də suna'tʉrə nən sə 'pɔrtənə sərə'nɜtə] A casa di suonatori non si portano serenate. || BA serenàte.

serengare [sərən'ɡɜrə] sm. Siringaro. || AO seringàre.

serie ['sɛrjə] agg. Serio. || sf. Serie. || SG¹ Cumbà, nen pazzijame. ‘U fatte è sèrije! [kum'ba, nən patʦi'jɜmə. u 'fattə ɛ 'sɛrjə!] Compare non scherziamo. Il fatto è serio! || SG¹ sèrije.

seringhe [sə'rɪnɡə] sf. Siringa. || FB serènghe. || CL seringhe.

seroche [sə'rɤkə] sf. Suocera. || SA ‘A cumbagne d'a seroche. [a kum'baɲɲə d-a sə'rɤkə] N.d.R. L’amica della suocera. || LA seròche. || TF seròke. || SE sseròghe. || [fg. suócera -  ital. suòcera]

serpende [sər'pɛndə] sm. Serpente. || FB  serpènde.

serpijà [sərpi'ja] v. Serpeggiare, Scappare e sgusciare muovendosi con l’andamento sinuoso di una serpe.

serpogne [sər'pɔɲɲə] sf. Lucertola, Piccolo serpente. || FB serpogne.

seruche [sə'rukə] sm. Suocero. || RM serùcke. || [fg. suócero - ital. suòcero]

serve ['sɛrvə] v. Servire. || Anche serví [sər'vɪ]  || smf. Servo, Serva. || AO sèrve.

servetore [sərvə'tɤrə] sm. Servitore. || pl. serveture [sərvə'tʉrə] || ZO serviteur (1864).

servetù [sərvə'tʊ] sf. Servitù. || ZO Ma la servitura era tutta fori de la cheuseu? [ma a sərvə'tʊ 'ɘrə 'tʊtta 'fɤrə d-a 'kɜsə?] Ma la servitù era tutta fuori di casa? || ZO servitura (1864).

serveture [sərvə'tʉrə] sm pl. Servitori. || sing. servetore [sərvə'tɤrə] || MM [se̥rve̥tu̇́/re̥].

servezievule [sərvət'ʦjɛvulə] agg. Servizievole. || RM servezijèvule. || [fg. servizièvole - ital. serviziévole]

servì [sər'vɪ] v. Servire. || RM servì.

servizie [sər'vɪdʣjə] sm. Servizio. || GG Lu patre senza abbadà a niente chiamaje tutta la gente de servizie. [u 'patrə 'sɛnʣa abba'da a n'nində kja'mɜjə ‘tʊtt-a d'ʤɛndə də sər'vɪdʣjə] N.d.R. lett. Il padre senza badare a niente chiamò tutta la gente di servizio. || AO Servìzzie che te pése falle pe prìme. [sər'vɪdʣjə kɛ tə 'pɘsə 'fallə pə pprömə] Servizio che ti pesa fallo per prima. || GG servizie (1834) || TF servìzije. || CS servizije.  || AO servìzzie || Etimol. dal lat. servitium, propriam. «condizione servile, di schiavo», der. di servus «servo, schiavo».

sessandine [səssan'dɪnə] sf. Sessantina. || TF sessandìne.

setacce [sə'tatʧə] sm. Setaccio. || FB setacce.

setelle [sə'tɛllə] sf. Setaccio per farina. || cfr. farenare [farə'nɜrə], setacce [sə'tatʧə]. || FB setèlle. || RF setèlle [se̯tęlle̯].

sette ['sɛttə] agg. num. e sm. Sette. || GG Lu quatrare    fece  sette  carrine, e ce ne jije a nu pajese darrass..e darass..e [u kwa'trɜrə   fa'ʧɪjə 'sɛttə kar'rɪnə, ɛ sə nə jɪjə a nu pa'jɘsə dar'rassə dar'rassə.] N.d.R. Il giovane ricavò sette carlini, e se ne andò in un paese passo passo. || GG sette (1834).

settemane [səttə'mɜnə] sf. Settimana. || SA ’Na  settemane  de  fuche. [na səttə'mɜnə də 'fukə] Una  settimana di fuoco -molto movimentata-. || FB settemàne.

setuà [sətu'a] v. Porre, Piazzare, Mettere su qualcosa. || || MG Accussì, dope n’atu munn d’ammuine, ce setuarene quill schiafareje janche ‘ncape, ce mettirene int’a ‘na varca grossa grossa e ce abbijarene [akkus'sɪ, 'dɤpə n 'atu 'mʊnnə d-ammu'inə, cə sətu'arənə 'kwilli ʃkafa'rɘjə n'ɡɜpə, ʧə mət'tɪrənə ind-a na 'varka 'ɡrɔssa 'ɡrɔssə ɛ tʧ abbi'jarənə] N.d.R. Così, dopo tanta altra confusione, ci posero quei recipienti bianchi -elmetti- in testa, ci misero in una barca molto grande e ci avviarono -alla guerra-.

setuazione [sətuat'ʦjɤnə] sf. Situazione.

setuvà [sətu'wa] v. Situare, Mettere a posto, Sistemare, Assestarte un colpo. || DPM si te vede n’ata vote arrete a porta da case ‘u vi stu bastone tu setueje ritte ‘mbronde [si tə 'vɘdə n'ata 'vɤtə ar'rɘtə a 'pɔrtə d-a 'kɜsə, u vɪ stu bbas'tɤnə, t-u sətu'wɘjə 'rɪttə m'brɔndə] N.d.R. se ti vedo un’altra volta dietro la porta di casa, lo vedi questo bastone, te lo sistemo diritto in fonte. || RM setuvà.

sfaccime [sfat'ʧɪmə] agg. Facciatosta, Furbacchione. || EG sfaccime.

sfanziate [sfan'ʣjɜtə] agg. Che fa moine. || RM sfanzijàte.

sfascià [sfaʃ'ʃa] v. Rompere, Sfasciare. || SA Se nn’a fenisce te sfasce ‘a facce! [sɛ nn-a fə'nɪʃʃə tə s'faʃʃə a 'fatʧə] Se non la smetti ti rompo la faccia.

sfastedià [sfastə'dja] v. Infastidire. || RM sfastedijà.

sfastediate [sfastə'djɜtə] pp. e agg. Tediato, Seccato, Scocciato. || VC sfastediàte (1929).

sfasulate [sfasu'lɜtə] agg. Squattrinato, Molto povero. VC sfasulàte (1929).

sfatte [s'fattə] agg. Sfatto, Scotto, Privo di energia. || TF sfàtte.

sfavecijà [sfavəʧi'ja] v. Falciare. || Anche favecijà [favəʧi'ja] || CA¹ sfavecia’.

sfelate [sfə'lɜtə] sf. Sfilata. || SG¹ ‘A sfelate s’è ‘pèrte cu carre d’a reggine [a sfə'lɜtə s-ɛ p'pɛrtə k-u 'karrə d-a reg'gɪnə] N.d.R. La sfilata si è aperta con il carro della regina. || SG¹ sfelate.

sferracavalle [sferraka'vallə] par. comp. Sferra cavallo, Che si muove senza attenzione e provoca danni rompendo oggetti. || RM  sferracavàlle.

sferragliate [sfərraʎ'ʎɜtə] sm. Catenaccio. || MM sferragliáte.

sferre [s'fɛrrə] sf. Coltello. || FB sfèrre.

sfertune [sfər'tʉnə] sf.  Sfortuna.  ||  AO sfertùne.

sfessà [sfəs'sa] v. Stancare, Raggirare.

sfiatate [sfja'tɜtə] pp. e agg. Sfiatato, Senza fiato. || RM sfijatàte.

sfotte [s'fɔttə] v. Sfottere, Prendre in giro, Canzonare, Deridere. || RM sfòtte.

sfracelle [sfra'ʧɛllə] sm. Sfracello, Strage, Macello. || FB sfracèlle.

sfraganà [sfraɡa'na] v. Maciullare, Triturare, Dilaniare, Lacerare, Rompere irreparabilmente qualcosa, Sfasciare, Distruggere. || rifl. sfraganàrse [sfraɡa'narsə]|| GE assemmegghie a nu vrite mine mine: L’hé manià’ cume reliquia sante, Sennò -paft!- cum’azzopppe se sfraine [assəm'mɛɡɡjə a nu 'vrɪtə 'mɪnə 'mɪnə: l-ɛ mani'ja 'kum-ɛ rrə'lɪkwja 'sandə; sən'nɔ -pafft!- kum-at'ʦɔppə sə sfra'ɡinə] N.d.R. somiglia ad un oggetto di vetro molto piccolo: lo devi maneggiare come una reliquia santa, altrimenti -paft!- come urta si rompe. || LA  sfraganà.

sfrecà [sfrə'ka] v. Infastidire. || NM Nen accumminzanne a sfrecà è capì [nn-akkumən'ʣannə a sfrə'ka, ɛ ka'pɪ] N.d.R. Non cominciare a infastidire hai capito? || NM sfrecà.

sfregnà [sfrəɲ'ɲa] v. Picchiare, Malmenare, Conciare male, Ridurre in brutte condizioni. || LA sfregnà.

sfregnate [sfrəɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Malmenato, Conciato male. || FB sfregnàte.

sfrenesijà [sfrənəsi'ja] v. Andare fuori di testa, Sragionare. || RM sfrenesijà.

sfridde [s'frɪddə] sm. Scarto alimentare. || RG sfridde.

sfringele [s'frinʤələ] sm. Cicciolo, Rimasuglio fritto di carne di maiale. || LA sfrìngele. || RF sfringe [sfrįnğe̯].

sfruculijà [sfrukuli'ja] v. Infastidire, Sfregare. || SA L’è fenesce de sfruculijà ‘a mazzarelle? [l-ɛ fə'nɛʃʃə də sfrukuli'ja a matʦa'rɛllə?] La smetti di sfregare la mazzarella? - di darmi fastidio?-.

sfrusciate [sfruʃ'ʃɜtə] agg. Di persona col naso deformato.

sfugà [sfu'ɡa] v. Sfogare. || RM sfugà.

sfuglià [sfuʎ'ʎa] v. Sfogliare. || FB sfuglià. || RF sfuglià [sfułłá].

sfugliatelle [sfuʎʎa'tɛllə] sf. Sfogliata, Cambiale, Avviso di pagamento, Cartella esattoriale. || cfr. cartelle [kar'tɛllə].  || RM sfugljatèlle.

sfumechijà [sfuməki'ja] v. Affumicare, Fare molto fumo. || RM sfumechijà.

sfunnà [sfun'na] v. Sfondare. || RM sfunnà.

sfunnate [sfun'nɜtə] pp. e agg. Sfondato, Pieno di soldi, Fortunato. || FB sfunnàte.

sfunne [s'funnə] sm. Sprofondo. || Locuz. tene ‘u sfunne ['tɘnə u s'funnə]Stomaco senza fondo. || VC Tène lu  sfùnnele  quànne  mànge ['tɘnə u s'funnə 'kwannə 'maɲɲe] Mangia assai. || VC sfùnnule (1929).

sfurnà [sfur'na] v. Sfornare. || FB sfurnà.

sfurtunate [sfurtu'nɜtə] agg. Sfortunato. || FB sfurtunàte.

sfurzà [sfur'ʦa] v. Sforzare. || FB sfurzzà.

sfussatore [sfussa'tɤrə] sm. Sfossatore, Chi lavorava alle fosse granarie. || FB sfussatòre.

sgaillate [zɡail'lɜtə] agg. Deforme, Storto, Non in linea. || LA sgajellàte. || EG sgaillate.

sgarrà [zɡar'ra] v. Sgarrare, Commettere un errore, Sbagliare. || LA sgarrà.

sgarrate [zɡar'rɜtə] pp. e agg. Sbagliato. || FB sgarràte.

sgarrazzà [zɡarrat'ʦa] v. Aprire, Socchiudere. || RM sgarrazzà.

sgarrazzate [zɡarat'ʦɜtə] pp. e agg. Aperto. || LA sgarazzàte.

sgarrazze [zɡar'ratʦə] sf. Piccola apertura, Fessura. || FB sgarrazze. || RF sgarrazze [śġarrázze̯].

sgarre [z'ɡarrə] sm. Strappo, Negligenza, Infrazione al codice di comportamento dei malavitosi. || TF sgàrre.

sgarrupate [zɡarru'pɜtə] pp. e agg. Malridotto, Che cade a pezzi, Cadente. || FB  sgarrupàte.

sgarzacefele [zɡarʣa'ʧɛfələ] agg. Incapace. || LA sgarzacèfele.

sgarzalone [zɡarʣa'lɤnə] sm. Schiaffone.

sgherbiose [zɡər'bjɤsə] agg. f. Deforme. || m. sgherbiuse [zɡər'bjʉsə] || RM sgherbijòse.

sgherrutte [zɡər'rʊttə] sm. Rutto. || cfr.  derrutte [dər'rʊttə] || RM Ha fatte 'u sgherrútte [a f'fattə u zɡər'rʊttə] sentito un rutto. || RM sgherrùtte. || RF sgherrutte [śġe̯rrųtte̯].

sghesse [z'ɡɛssə] sf. Grande fame. || cfr.  lope ['lɤpə] e sdelluvie [zdəl'luvjə].

sgracenà [zɡraʧe'na] v. Sgranare.

sgrassate [zɡras'sɜtə] agg. Dimagrito.

sgravugghjà [zɡravuɡ'ɡja] v. Dipanare, Sciogliere un nodo. || RM sgravugghijà.

sgrignà [zɡriɲ'ɲa] v. Fare smorfie. || RM sgrignà.

sguarrà [zɡwar'ra] v. Aprire, Squarciare, Di varicare fino a lacerare. || SA Se me vede mammà, me sguarre ‘i cosce! [sɛ mə 'vɘdə mam'ma, mə z'ɡwarrə i 'kɔʃʃə] Se mi vede mamma, mi apre in due le gambe. || AO sguarrà. || RF sguarrà [śġu̯arrá].

sguarrate [zɡwar'rɜtə] pp. e agg. Aperto, Squarciato, Strappato. || CL se fusse figghie a me t’avess’ già sguarrate ‘i gamme [si 'fussə 'fɪɡɡj-a m'mɛ t a'vɛssə d'ʤa zɡwar'rɜtə i 'ɡammə] N.d.R. se fossi mia figlia ti avrei già squarciato le gambe. || CL sguarrate.

sgubbate [zɡub'bɜtə] agg. e sm. Gobbo. || RM sgubbàte.

sgubbatelle [zɡubba'tɛllə] sf. Gobbetta. || al m. sgubbatille [zɡubba'tillə] || LCG -Vu’ vidè quant’è garbata? -La mia figlia è na pupata, -E lu rist’è tutta bella ; -Ma è nu poco sgubatella,-Men’i gamm’a chiricò -E cammin’a sì e no ['vujə və'dɛ 'kwand-ɛ ɡɡar'bata? - la mia  'fɪʎʎa ɛ na pu'pata, - ɛ u 'ristə ɛ 'tʊtta b'bɛlla; -ma ɛ nu 'pɤkə zɡubba'tɛlla, - 'mɘnə i 'ɡammə a kkiri'kɔ ɛ kka'minə a ssɪ ɛ nnɔ] N.d.R. Vuoi vedere quanto è garbata? La mia figliola è una bambola, e nel resto è tutta bella; ma è un poco gobbetta, ha le gambe a chiricò -storte-  e cammina zoppicando. || LCG sgubatella (1897).

sgubbatille [zɡubba'tillə] sm. Gobbetto. || al f. sgubbatelle [zɡubba'tɛllə] || SA Va’ d’ ‘o sgubbatille a ‘ccattà doje summende. [va d ɔ zɡubba'tillə a kkat'ta 'dɤjə sum'mɛndə] Vai dal gobbetto e compra un po’ di semini. || RM sgubbatìlle.

sguinge [z'ɡwinʤə] agg. Guercio. || Locuz de sguinge [də z'ɡwinʤə] Di traverso. || RM sguìnce.

sguppelà [zɡuppə'la] v. Sturare, Stappare, Togliere le ostruzioni. || RF t’ê sguppelà i rècchie. N.d.R. Devi sturarti le orecchie. || RM sguppelà. || RF sguppelà [śġuppe̯lá].

sguppelapippe [zɡuppəla'pɪppə] sm. Sturapipe. || RM sguppelapìppe.

si [si] congz. Se. || Anche se. || FP tu fazz dice da ess si so om o nò [t-u 'fatʦə 'dɪʧə da 'ɛssə sɪ sɔ 'ɤmə ɔ nɔ] N.d.R. te lo faccio dire da lei se sono uomo oppure no.

sì [sɪ] avv. Sì. || SA Sì, me ne vogghie jí da sta case! [sɪ, mə nə 'vɔɡɡjə  'jɪ da sta 'kɜsə] Sì, me ne voglio andare da questa casa!

si' [sɪ] v. essere, 2ª sing. ind. pres. Sei. || SA M’hanne ditte che si' tu ‘u ‘nfamone. [m'annə 'dɪttə kɛ sɪ ttʊ u nfa'mɤnə] Mi hanno detto che sei tu lo spione.

sicce ['sɪtʧə] sf. Seppia. || RM sìcce. || RF sècce [sęčče̯].

sicche ['sɪkkə] agg. Secco, Magro. || RM sìccke. || RF sicche [sįkke̯] || [fg. sècco - ital. sécco]

sicchie ['sɪkkjə] sm. Secchio. || RM sìcchije. || RF sicchie [sįĉĉe̯].

siccome [sik'kɤmə] congz. Siccome, Dato che. || ZO siccom (1864).

sidece ['sɪdəʧə] num. Sedici.

sigge ['sidʤə] v. Riscuotere. || GA sìgge. || FB assigge. || [fg. riscuótere - ital. riscuòtere]

signalà [siɲɲa'la] v. Segnalare.

signalate [sɪɲɲa'lɜtə] pp. e agg. Segnalato. || AO signalàte.

signate [siɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Segnato.

signerije [siɲɲə'rɪjə] pron. pers. Vossignoria, Vostra signoria. || Anche segnerije [səɲɲə'rɪjə]  || ZO signiria (1864).

signó [siɲ'ɲɤ] sf. Signora. || TF signo’.

signorine [siɲɲo'rɪnə] sf. Signorina. || CA¹ [signorįnᵉ].

simele ['simələ] sf. Collasso, Svenimento. || LA sìmele.

sineche ['sinəkə] sm. Sindaco. || SG sindache.

singhe ['sɪnɡə] sm. Segno. || RM sìnghe.

singhejà [sinɡə'ja]v. Segnare, Graffiare.

sinistre [si'nɪstrə]  sf. Sinistra. || cfr. manghe ['manɡə] || FP sinistr.

sinze ['sinʣə] sm. pl. Sensi. || RM sìnze. || BN sinz.

sirene [si'rɘnə] agg. e sm. Sereno. || ZO sireno (1864).

sissignore [sissiɲ'ɲɤrə] avv. Sissignore. || ZO sissignoreu (1864).

sive ['sɪvə] sm. Sevo, Grasso per parti meccaniche. || RM sìve.

slattà [zlat'ta] v. Stemperare.

slummate [zlum'mɜtə] agg. Deforme. || LA slummàte.

smammà [zmam'ma] v. Svignarsela, Andare via alla chetichella, Svezzare. || LA smammà.

smanijà [zmani'ja] v. Smaniare. || RM  smanijà.

smeccià [zmət'ʧa] v. Intravedere, Scorgere, Scoprire.

smercià [zmər'ʧa] v. Sbirciare, Guardare di sfuggita, di sottecchi.

smerze [z'mɛrʦə] sf. Rovescia, La parte opposta a quella che è considerata dritta. || Locuz. ‘a smerze  / [a z'mɛrzə]. Alla rovescia, Al contrario. || RF â smèrze alla rovescia. || RF smèrze [śmęrze̯].

smundate [zmun'dɜtə] pp. e agg. Smontato. || RM smundàte.

smustaccià [zmustat'ʧa] v. Picchiare violentemente in viso qualcuno tanto da fargli uscire il sangue. || RM smustaccià.

smustacciate [zmustat'ʧɜtə] pp. e agg. Picchiato a sangue. || AO smustacciàte.

smuvibbele [zmu'wɪbbələ] agg. Che si muove. || EG smuvibbele.

solde ['sɔldə] sm. Soldo. || DPM Ije nen cacce manghe nu solde ['ijə nən 'katʧə 'manɡə nu 'sɔldə] N.d.R. Io non tiro fuori neanche un soldo. ||  FP Aspè... famm arrucurdà... e ruer. Nanonn i sold mi dev a me... ma mò nu saccie che fin ann fatt [as'pɛ... 'fammə arrəkur'da... ɛ ru'wɛrə. na'nɔnnə i 'sɔldə m i 'dɘvə a mmɛ... ma mɔ nn-u 'satʧə kɛ f'fɪnə 'annə 'fattə]  N.d.R. Aspetta, fammi ricordare, è vero. Nonna i soldi li dava a me, ma ora non so che fine hanno fatto. || DPM solde. || MP sold’.

sole ['sɤlə] 1. sm. Sole. || 2. sf. Suola. || 3. agg. f. Sola, Solitaria. || Come agg. anche sóla ['sɤla]. || avv. Solamente. || AL stepàme cocche ffiore, l’érbe, ‘u sole e tand’amore [stə'pɜmə 'kɔkkɛ f'fjɤrə, l 'ɛrvə, u  'sɤlə ɛ t'tand-a'mɤrə] conserviamo qualche fiore, l’erba, il sole e tanto amore. || VC sole (1929). || TF sòle. || CA² solë. || RF sóle [sọ̈le̯].

solete ['sɔlətə] agg e sm. Solito. || ZO solito (1864) || LC solete.

solede ['sɔlədə] agg. Solido

soltande [sol'tandə] avv. Soltanto. || cfr. sckitte [ʃ'kittə] RN [sə l-a ttənʉtə na sœra soltandə ε ppɔ́ nẑə l-a vvəlʉtə mεttə kkjọ́] se lo è tenuto una sera soltanto e poi non se lo ha voluto mettere più. || LR soltande.

sonze ['sɔnʣə] Voce  onomat. che imita  il ruttino del poppante. || RM sònze.

sopa ['sɤpa] prep.  art.  Sul.  ||  Anche  sope ['sɤpə] || iteraz. sópa sópe ['sɤpa 'sɤpə] nella parte più alta. || DMF sopa poste ['sɤpa 'pɔstə] sul posto. || DMF sopa.

sopannome [sopan'nɤmə] sm. Soprannome, Nomignolo. || MAM [soprannǫ̇́me̥]. 

sopannozze [sopan'nɔtʦə] avv. Controvoglia, Malvolentieri. || RM sopannòzze.

sopatacche [sopa'takkə] sm. Tacco della  scarpa. || RM sopatàccke.

sopatavule [sopa'tavulə] par. comp. Sopra tavola. || Locuz. pe' sopatavele [pə ssɤpa'tavələ], pe’ ssopatavule [pə ssopa'tavulə] Per il dopo pranzo -di solito fave fresche o frutta secca-.

sope ['sɤpə] prep. e avv. Sopra. || cfr. sopa ['sɤpa] || CL ‘a segnora sope [a səɲ'ɲɤra 'sɤpə] N.d.R. la signora -che abita- sopra. || TF sòpe. || CL sope. || FP sop. || [fg. sòpra - ital. sópra]

soprabbete [so'prabbətə] sm. Soprabito. || ZO suprabito (1864).  

sora ['sɤra] sf. Sorella. || Anche sore [s] ['sɤrə].

sorde ['sɔrdə] agg. e sf. Sorda. || al m. surde ['surdə] || TF sòrde. || [fg. sòrda - ital. sórda]

sore ['sɤrə] sf. Sorella. || Anche sora ['sɤra] || RF soreme, sorete N.d.R. Mia sorella, tua sorella. || LR sore. || CV sör. || RF sòre [sǫ̈re̯].

sorge ['sɔrʤə] sm. Topo. || pl. surge ['sʊrgə]  || AO sòrge. || RF sorge [sǫrğe̯].

sorprese [sor'prɘsə] sf. Sorpresa. || TF sorprèse.

sorte ['sɔrtə] sf. Sorte, Destino, Fortuna. || LR sorta ‘ngrate ['sɔrta n'ɡrɜtə] N.d.R. sorte ingrata. || LR sorta.

sote ['sɤtə] Imperat. Fermo. || Anche zote ['ʦɤtə] || VC  stàtte sòde [s'tattə 'sɤtə] Statti quieto, Statti a posto. || EG sote. || VC sòde (1929).

sottachipucchie [sottaki'pukkjə] sm. Sottocapo, una delle figure di un gioco di strada, ‘a vóche [a 'vɤkə], realizzato con noccioli di albicocca. || EG sottachipucchie.

sottapanze [sotta'panʣə] sm. Sottopancia, Finimento che passa sotto la pancia dei cavalli. || CL sottopanze.

sottasope [sotta'sɤpə] avv. Sottosopra. || TF sottasòpe.

sottaveste [sotta'vɛstə] sf. Sottoveste. || ZO (1864).

sotte ['sɔttə] avv. Sotto. || GG sotta (1834) || LR sotte. || PR sott’. || CA² sottë. || CA¹  [sotte] || [fg.  sòtto - ital. sótto]

sottovrazze [sotto'vratʦə] par. comp. Sotto braccio, Sotto l’ascella. || RM sottovràzze.

sozze ['sɔtʦə] escl. di stupore, di meraviglia, Nientemeno. || agg. Uguale, Simile. || Anche assozze [as'sɔtʦə]  || pl. suzze [sʊtʦə]  || VC Quìlli dùie bardàsce so sùozze ['kwilli 'dʉjə bbar’daʃʃə sɔ s'sʊtʦə] Quei due ragazzi sono simili.  || FO A galline ca vozze vece tru'anne a pare e a sozze [A galli̤ne̥ ca vozze̥ ve̥ce̥ tru'anne̥ a päre̥ e a sozze̥] La gallina con il gozzo va cercando la sua pari e la sua simile. || LMG sozze. || VC sùozze (1929). || FO [sozze̥].

spaccachianghette [spakkakjan'ɡɛttə] sf. Gioco di strada che si può tradurre con Spaccapietre. || EG spaccachianghette.

spaccacurle [spakka'kʊrlə] sm. lett. Spaccatrottola.

spaccavricce [spakka'vrɪtʧə] sm. Spaccapietre. || RM spaccavrìcce.

spagghjà [spaɡ'ɡja] v. Vincere al gioco togliendo all’avvversario tutto il denaro che ha con sé. || cfr. spapagghjà [spapaɡ'ɡja], spapalà [spapa'la] || RM spagghjà.

spallate [spal'lɜtə] agg. Con le spalle curve.

spallature [spalla'tʉrə] sf. Grano appena ventolato e lasciato sull’aia. || RF spallatùre [spallatůre̯].
spalle [s'pallə] sf. Spalla. || BP Scuse me so lamendate che stite sope e spalle mije? [s'kʉsə mə sɔ llamən'dɜtə kɛ s'tɪtə 'sɤpə ɛ s'pallə mɨjə?] N.d.R. Scusa, mi sono lamentato che state sulle mie spalle -che vi ho a carico io-? || BP spalle. || RF spalle [spalle̯]. || MAM [spálle̥].

spalmate [spal'mɜtə] pp. e agg. Spalmato. || sf. Colpo di riga sul palmo della mano. || RM spalmàte.

spandecà [spandə'ka] v. Trepidare, Penare, Sospirare, Soffrire al pensiero. || EG Sì amore mije, vïne quà, nen me facènne spandecà, hamme pèrze troppe tïmbe… [sɪ a'mɤrə 'mijə, 'vine k'kwa, nən  mə fa'ʧɛnnə spandə'ka, 'ammə 'pɛrzə 'trɔppə 'timbə...] N.d.R. Sì amore mio, vieni qua, non mi fare penare, abbiamo perso troppo tempo… || RF spandechéje N.d.R. è in pena, || EG spandecà. || TF spandeca’. || RF spandecà [spant̬e̯ká].

spangelle [span'ʤɛllə] sf. Costola. || LR ’mbîtte se cundàvene ‘i spangèlle [m'bittə sə kun'davənə i span'ʤɛllə] N.d.R. In petto si contavano le costole. || LR spangèlle.

spanne [s'pannə] v. Stendere, Esporre all’aria i panni. || RM spànne.

spapagghjà [spapaɡ'ɡja] v. Vincere al gioco fino al punto da lasciare l’avversario completamente privo di posta. || cfr. spagghjà [spaɡ'ɡja], spapalà [spapa'la]. || LA spapagghjà.

spapagghiate [spapaɡ'ɡjɜtə] pp. e agg. Ripulito al gioco. || RM spapagghjàte.

spapalà [spapa'la] v. Vincere tutto al gioco.

sparà [spa'ra] v. Sparare.

sparage [s'paraʤə] sm. Asparago. || MM spárece. || LA spàrege.

sparagnà [sparaɲ'ɲa] v. Risparmiare. || LA sparagnà. || TF sparagna’.

sparagnate [sparaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Risparmiato.

sparapizze [spara'pɪtʦə] sm. Tecnico addetto ai fuochi di artificio. || EG sparapizze. || LA sparapîzze.

sparatrappe [spara'trappə] sm. Cerotto. || FB sparatracche.

spare [s'pɜrə] agg. Dispari. || LA pare e spare ['pɜrə ɛ s'pɜrə] tentennarsi. || LA spare.

sparlà [spar'la] v. Sparlare, Parlare male di qualcuno.

sparpagghià [sparpaɡ'ɡa] v. Sparpagliare, Disunire, Mettersi in ordine sparso. || RM sparpagghjà.

sparpagghiate [sparpaɡ'ɡjɜtə] agg  e  pp. Sparpagliato, In ordine sparso. || EG sparpagghiate.

sparte [s'partə] v. Dividere. || SA Chi sparte ave ‘a megghia parte! [ki s'partə 'ɜvə a 'mɛɡɡja 'partə] Chi fa le porzioni ha la parte migliore. || RF nvèce de spartirle, ci’a vennime N.d.R. Invede di dividerla, la vendiamo. || AO spàrte. || RF sparte [sparte̯].

spartenze [spar'tɛnʣə] sf. Separazione. || estens. Serenata. || SA Agghia purtà a spartenze a’ uaglione prime de spusarse! ['aɡɡja pur'ta a spar'tɛnʣə  a waʎ'ʎɤnə 'prɪmə də spu'sarsə] Devo portare la serenata -di separazione dai genitori- alla ragazza prima che si sposi. || BF spartenza amara [spar'tɛnʣa a'mɜrə] N.d.R. separazione amara. || GF Uh, spartènze ‘ngràte [u, spar'tɛnʣa n'ɡrɜtə] Oh, che separazione ingrata. || BF spartenza. || GF spartènze.

spartute [spar'tʉtə] pp. e agg. Diviso. || LA spartùte

spase [s'pɜsə] pp. e agg. Steso, Disteso. || RM spàse.

spaselle [spa'sɛllə] sf. Cestino per frutta, Guantiera. || LA spasèlle. || RF spasèlle [spasęlle̯].

spaseme [s'pasəmə] sm. Spasimo. || RA Ma si duré stu spasem’ancoré [ma si 'dʉrə stu s'pasəmə an'ɡɤrə] Ma se questo spasimo mi dura ancora. || RA spasem’.

spavende [spa'vɛndə] sm. Forca, Arnese agricolo per raccogliere e trasportare fieno, paglia ed altro. || MM spavénde.

spazzamende [spatʦa'mɛndə] sm. Spazzamento, Sede del servizio comunale della nettezza urbana. || MA so’ figgje o pr’s’dente u spazzament [sɔ f'fɪɡɡjə ɔ prəse'dɛndə u spatʦa'mɛndə] N.d.R. sono figlia al presidente del servizio di nettezza urbana. || MA spazzament.

specchie [s'pɛkkjə] sm. Specchio. || TF quànne se ròmbe nu spècchije so’ sètte ànne de desgràzije ['kwannə sə  'rɔmbə nu s'pɛkkjə sɔ sɛtt'annə də dəz'ɡradʣjə] N.d.R. quando si rompe uno specchio sono -capitano- sette anni di disgrazie. || TF spècchije.

speccià [spət'ʧa] v. Sbrigare, con riferimento a una faccenda. || Anche spiccià [spit'ʧa] || EG speccià.

specie [s'pɛʧjə] sm. Meraviglia, Ribrezzo. || avv. Specialmente. || LR spècie ‘a premavère [s'pɛʧjə a pprəma'vɘrə] N.d.R. specialmente in primavera. || LR spècie.

spedale [spə'dɐlə] sm. Opedale. || Anche spudale [spu'dɐlə] || TF ‘spedàle. || RF spedàle [spe̯dåle̯].

spegulà [spəɡu'la] v. Spigolare. || Anche spughelà [spuɡə'la] || ML¹ Cummàre, Cummàre nen ce jenne a spegulà, ‘u restùcce te ngeca l’ucchije, ‘u passarille te fàce candà [kum'mɜrə, kum'mɜrə nən ʧə 'jɛnnə a spəɡu'la, u rəs'tʊtʧə tə  n'ʤɛka l 'ukkjə, u passa'rillə tə 'fɜʧə kan'da] N.d.R. Comare, comare non andare a spigolare, la ia ti acceca gli occhi, il passerotto ti fa cantare. || ML¹  spegulà.

spelate [spə'lɜtə] agg. Calvo. || MAM [spe̥lǻte̥]. || RF spelàte [spe̯låte̯].

spenghelone [spənɡə'lɤnə] sm. Coda  cavallina.

spenille [spə'nillə] sm. Spinello, Sigaretta confezionata manualmente. || agg. Si dice di ragazzo molto magro. || EG spenille.

spennà [spən'na] v. Spennare, Battere l’avversario al gioco vincendogli tutta la posta. || RM spennà.

spennacchiate [spənnak'kjɜtə] agg. Spen-nacchiato.

spennate [spən'nɜtə] agg. e pp. Calvo. || RF spennàte [spe̯nnåte̯].

spenne [s'pɛnnə] v. Spendere.

spenzarate [spənʣa'rɜtə] agg. Spensierato. || RM spenzaràte. RF spenzaràte [spe̯nźaråte̯].

sperà  [spə'ra] v. Sperare.

speranze [spə'ranʣə] sf. Speranza. || LMG Chi de speranze vive, desperàte more! [ki də spə'ranʣə 'vivə, dəspə'rɜtə 'mɤrə!] N.d.R. Chi di speranza vive disperato muore. || ZO speranz (1864) || LMG speranze.

speranzule [spəran'ʣʉlə] agg. Squattrinato. || RM speranzùle.

sperde [s'pɛrdə] v. Smarrire.

speretuse [spərə'tʉsə] agg. Spiritoso.

spertusà [spərtu'sa] v. Forare, Fare un pertugio, Bucare. || La spertusà.

spertusate [spərtu'sɜtə] pp. e agg. Forato, Bucato. || Anche spurtusate [spurtu'sɜtə] || RM spertusàte. || PP [spurtusáte̥].

sperze [s'pɛrʦə] pp. e agg. Smarrito. || LE mé truvaije sperzé ind’a ‘na furesté [mə tru'wɜjə s'pɛrʦə 'ind-a na fu'rɛstə] mi ritrovai smarrito in una foresta. || LE sperzé.

spese [s'pɘsə] sf. Spesa. || solo al pl. estens. Regali. || LMG Tratte che quille mégghie de té e facce i spèse! ['trattə kə k'kwɪllə 'mɛɡɡjə də tɛ ɛ f'fatʧə i s'pɘsə!] N.d.R. Tratta con chi è migliore di te e fagli dei regali! || TF spèse. || DPM spese. || FO [spe̥se̥].

speselà [spəsə'la] v. Sollevare da terra. || LA speselà.

speselijate [spəsəli'jɜtə] pp. e agg. Sollevato. || RM speselejàte.

spetazzà [spətat'ʦa] v. Spezzettare. || Anche spezzettà [spətʦət'ta].

spettacule [spət'takulə] sm. Spettacolo. || TF spettàcule.

spettarate [spətta'rɜtə] pp. e agg. Scollato. || RM spettaràte.

spezzate [spət'ʦɜtə] pp., agg. e sm. Spezzato, Rotto, Dolorante. || NM spezzate.

spezzatille [spətʦa'tillə] sm. Spezzatino. || RM spezzatìlle.

spezzecà [spətʦə'ka] v. Spiccicare, Distaccare. || RF spezzechéje l'ùve N.d.R. spilucca l'uva. || RM spezzecà. || RF spezzecà [spe̯zze̯ká].

spezzendate [spətʦən'dɜtə]  agg.  Povero,  Mi sero, Bisognoso, Indigente. || MA n’z n’ m’porta si si ricche o spezzentate [nʣə nə m'bɔrtə sə sɪ r'rɪkkə ɔ spətʦən'dɜtə] N.d.R. non le interessa se sei ricco o povero. || MA spezzentate.

speziarije [spətʦia'rɪjə] sf. Pasticceria, Farmacia.

spezzille [spət'ʦillə] sm. Noce del piede, Stinco. || VF spezzillo (1841) || VC spezzìlle (1929). || MM spezzílle. || RF spezzille [spe̯zzílle̯].

spezzulijà [spətʦuli'ja] v. Piluccare, Mangiare a piccolissime quantità di cibo per volta. || Anche spuzzulijà [sputʦuli'ja]  || LA spezzulijà.

spicce [s'pɪtʧə] sm. pl. Spiccioli. || EG spicce.