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Antonio Sereno

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Dizionario comparato del dialetto foggiano

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Come è nato il Dizionario

Dopo aver tenuto per anni corsi di “corretta pronuncia della lingua italiana”, mai avrei immaginato che un giorno mi sarei imbattuto nello studio e nell’analisi del dialetto foggiano, lingua della mia città natale.
L’occasione mi è stata offerta, ancora una volta, dalla passione per il teatro, che in passato ho praticato anche professionalmente, e dalla curiosità di conoscerne tutti gli aspetti.
Dovendo fornire dei materiali di studio ai partecipanti ad un Laboratorio per la formazione di attori dialettali, ho iniziato la raccolta delle opere teatrali e poetiche in vernacolo foggiano disponibili in libreria e presso la Sala “Fondi speciali” della Bi-blioteca Provinciale di Foggia. Analizzando questi testi, con grande sorpresa, mi sono accorto che ciascun autore ha un modo del tutto singolare di scrivere il dialetto fog-giano, che risulta, quindi, molto difficile da leggere speditamente.
A quel punto ho pensato che per rendere più semplice sia la scrittura che la lettura del dialetto foggiano fosse necessario uno studio a partire proprio dalle caratteristiche fonetiche del nostro vernacolo. Sono venuto, così, a conoscenza, anche grazie agli studi dei nostri migliori dialettologi, dei principali fenomeni fonetici che caratterizzano il dialetto foggiano, a cominciare dal “turbamento vocalico”.
Il risultato di un intenso anno di studi e ricerche è questo Dizionario che analizza il dialetto foggiano a partire dalla prime forme note di scrittura risalenti agli inizi del 1800, riporta termini ed esempi dialettali così come rilevati dai numerosi autori esaminati e presenta ciascuna voce seguita dalla trascrizione fonetica per dare la pos-sibilità a tutti, compresi i non foggiani, di avvicinarsi il più possibile alla comprensione e alla corretta pronuncia del nostro vernacolo.

Prefazione

 

Quello della scrittura del dialetto foggiano è un problema non ancora risolto nonostante i dibattiti sulla materia che risalgono addirittura al 1800. Per quanti sforzi si facciano, infatti, è assolutamente impossibile, per una corretta resa fonetica, scrivere il dialetto foggiano con i soli segni previsti dall’alfabeto italiano e senza avvalersi di qualche segno diacritico e soprattutto degli accenti acuto e grave.
Il dialetto foggiano, forse anche a causa della difficoltà di scrittura, e di lettura che ne consegue, non ancora può vantare una produzione letteraria cospicua e di valore.
Nell’affrontare questo lavoro ho avuto spesso la sensazione di trovarmi di fronte alla fase iniziale di un percorso di formazione della scrittura di una lingua in cui ciascun autore, non avendo punti di riferimento precisi, va avanti per tentativi, avvalendosi di una ortografia del tutto personale.
Di questo non ci si deve meravigliare se è vero che anche per quanto riguarda la lingua italiana “tra il secolo XV e il XVI l’introduzione della stampa contribuì, nel giro di due o tre generazioni, -come afferma il DOP nella prefazione- ad allargare oltre misura le cerchie dei lettori, e portò a una relativa unità della lingua scritta, offrendo più in particolare una serie di modelli a cui gli stampatori e gli uomini di lettere poterono conformare i loro usi ortografici individuali, fino a quel tempo assai divergenti gli uni dagli altri”.
Nell’introdurre il suo Vocabolario dei dialetti salentini, Gerhard Rohlfs scrive: “Il punto nevralgico di tutti i vocabolari dialettali è l’ortografia che essi adoperano: ortografia spesso difettosa, dubbia ed equivoca. Il fondamento della nostra trascrizione sarà costituito dai segni della lingua nazionale italiana. Furono usati segni convenzionali solo in quei casi in cui i segni grafici dell’italiano non bastavano a designare una pronuncia particolare”.
Ed è esattamente quello che anch’io ho cercato di fare nella compilazione di questo Dizionario, puntando molto sugli accenti ed adottando, per la trascrizione fonetica, ma non per la scrittura normale che si avvale esclusivamente dei segni grafici dell’italiano, solo un paio di segni diacritici specifici per il dialetto foggiano ed altri segni dell’alfabeto fonetico utilizzati dai migliori dizionari di ortografia e pronunzia della lingua italiana.

Bibliografia

Amatruda Alfredo, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Amatruda Laura, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Amatruda Marisa, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Anzivino Osvaldo, Quatte passe pe Ffogge, Tip. Adriatica, Foggia 1975.
Anzivino Osvaldo, Archi sul tempo, Adriatica snc, Foggia 1978.
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Bellizzi Filippo, Post fata resurgo!, Tipolitografia Pascarelli, Foggia 1894.
Boccuzzi Pino, U scazzamurille, commedia, manoscritto, Foggia 1990.
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Capozzi Angelo, La vita del terrazzano, Quaderni del C.S.P.C.R., Foggia 1986.
Capozzi Angelo, Fiabe raccolte a borgo Croci, Ed. Dotoli, San Severo 1988.
Capozzi Angelo, Il mondo magico dei crocesi, Cromografica Dotoli, San Severo 1989.
Capozzi Angelo, Mųnne é sta̸te, mųnne eje, e mųnne sará! Mah, chissá!, commedia, manoscritto, in Il mondo magico dei crocesi, op. cit. San Severo 1989.
Capozzi Angelo, Fiori d’arancio, scenette e canzoni, manoscritto, Foggia 1991.
Cea Lino, ‘A gente, commedia, dattiloscritto, Foggia 1970.
Cea Lino, Poesie, dattiloscritto, Foggia 1970 / 1996.
Ciannameo Alfredo, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Fog-gia 1989.
Ciannameo Alfredo, Penzîre... e nustalgije, s.e., Foggia 1978.
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De Simone Roberto, La gatta Cenerentola, Collezione di Teatro, Giulio Einaudi editore, Torino 1977.
de Stefano Ottavio, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Di Maro Felice, Bùtte de velène, commedia, dattiloscritto, Foggia 2001.
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Faleo Benito Matteo, Cckè vuij sapé? Vocabolario e detti paesani, Tipografia Edigraf, Foggia 2002.
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Ferrara Dino, Foggia – Agenda 2002, Foggia 2002.
Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.
Fiorbello Carmine, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
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Frattulino Paolo, Une a tre, commedia, dattiloscritto, Foggia 1987.
Frattulino Paolo, in I mast, brochure della compagnia teatrale, Foggia, s.d. e s.e.
Garofalo Ferdinando, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
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Lepore Antonio, D’o dijarije de nu majestre, Tipolitografia Scarpiello, Foggia s.d.
Lepore Antonio, D’o Cappellone d’i Cruce o chiane d’i fosse, Editrice l’Ulivo, Foggia 1993.
Lepore Antonio, La poesia delle avventure di Pinocchio (di Carlo Collodi, in vernacolo foggiano), Provincia di Foggia, 2000.
Lepore Raffaele, Quann’ère quaglione, Tipografia De Santis, Foggia 1967.
Lepore Raffaele, Carosello foggiano, Tipografia De Santis, Foggia 1970.
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Lo Mele Giacomo, Proverbi foggiani, dattiloscritto, Foggia 1975.
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Marchesino Giuseppe, Modi di dire e proverbi foggiani, in A. Lepore, D’o Cappellone d’i Cruce o chiane d’i fosse, op. cit., Foggia 1993.
Marchetti Enzo / Pellicano Michele, M’è fa nu piacere, commedia, dattiloscritto, Foggia 1998.
Marchetti Enzo / Pellicano Michele, So cose da pacce, commedia, dattiloscritto, Foggia 2000.
Marchetti Enzo / Pellicano Michele, U surde, commedia, dattiloscritto, Foggia 2001.
Marchetti Enzo / Pellicano Michele, Vuje nu figghje…e famme fa a me, commedia, dattiloscritto, Foggia 2002.
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Zuccagni Orlandini A., a cura di, Il dialogo tra un padrone ed un servitore, in Raccolta dei dia-letti italiani, Tofani, Firenze 1864.

LEGENDA DEGLI AUTORI

AA = Amatruda Alfredo
AL = Amatruda Laura
AM = Amatruda Marisa
AO = Anzivino Osvaldo
BA = Bucci Arturo Oreste
BF = Bellizzi Filippo
BM = Bonfitto Matteo
BN = Bonante Nicola
BP = Boccuzzi Pino
CA = Ciannameo Alfredo
CA¹ = Capozzi Angelo
CL = Cea Lino
CM = Colecchia Mirna
CR = Carella Rita
CS = Coda Saverio
CV = Conticelli Vittorio
DAM = Dell’Anno Michele
DLC = de Leo Carmine
DMF = Di Maro Felice
DPM= De Pellegrino A. / Moffa L.
DSO = de Stefano Ottavio
EG = Esposto Giuseppe
FB = Faleo Benito Matteo
FC = Fiorbello Carmine
FD = Ferrara Dino
FO = Fidanza Oriana
FP = Frattulino Paolo
GA = Giuva Aurora
GE = Giordano Elisa
GF = Granatiero Francesco
GF¹ = Garofalo Ferdinando
GG = Guerrieri G.
GG¹ = Giannino Gennaro
LA = Lepore Antonio
LC = Laccetti Ciro
LCG = Lo Campo Giuseppe
LE = Loiodice Ester
LMG = Lo Mele Giacomo
LR = Lepore Raffaele
MA = Mosca Alfio
MAM = Melillo Armistizio Matteo
ME = Marchesino Eugenio
MG = Mucelli Guido
MG¹ = Marchesino Giuseppe
ML = Moffa Lorenzo
ML¹ = Masullo Lucio
MM = Melillo Michele
MM¹ = Marchianò Michele
MP = Marchetti E. / Pellicano M.
MU = Marano Urbano
NC = Na Crucesella (pseud.)
NM = Norillo Michele
NM¹ = Napolitano Mario
P = Perrucci
PM = Pagliara Maria Antonietta
PR = Pagliara Raffaele
RA = Rabbaglietti Amelia
RC = Ricci Concetta
RG = Ruggiero Giustina
RG¹ = Ruggiero Gianni
RF = Ria F. Fabio
RL = Rispoli Luigi
RM = Ricci Mario
RN = Romano Nando
SA = Sereno Antonio
SA¹ = Salcesi Amodio
SE = Stefanizzo Emilio
SF = Stella Felice
SG = Saracino Gaetano
SG¹ = Sica Giacinto
SL = Scardi Lucia
TF = Tardio Filippo
VC = Villani Carlo
VF = Villani Ferdinando
VMG = Villani Marchesani Giuseppe
ZO = Zuccagni Orlandini A.

TRASCRIZIONI FONETICHE

I suoni del linguaggio oggetto di studio della fonetica, a partire dal 1854, an-no di pubblicazione del sistema di trascrizione elaborato da K. R. Lepsius in Das al-lgmeine linguistiche Alphabet, vengono rappresentati per mezzo di un sistema di scrittura convenzionale chiamato alfabeto fonetico, basato sulla corrispondenza biunivoca fra suono e simbolo grafico. Un altro alfabeto fonetico di ampio uso fra gli studiosi, riportato in Appendice, è il sistema IPA (International Phonetic Alphabet), presentato nel 1949 dalla International Phonetic Association.
   La grafia fonetica usata in questo Dizionario per indicare la pronunzia, e che viene sempre riportata tra parentesi quadre, utilizza, invece, un sistema misto basato sulle normali lettere presenti nell’alfabeto italiano, e su altri segni diacritici di seguito illustrati.

[ə] vocale atona muta, o schwa (e) accredendáte [akkrədəndǻtə]
[å] a velarizzata con accento secondario maletìmbe [målətìmbə]
[ǻ] a tonica velarizzata centrale abbunáte  [abbunǻtə]
[é] e tonica chiusa  vuléve  [vulévə]
[è] e tonica aperta  cuzzètte  [kuzzèttə]
[e] e aperta atona o con accento secondario bellafèmmene [bellafèmmənə]
[č] c(i) dolce (c palatale) ciùcce [čùččə]
[ġ] g(h) duro (g velare) fìgghie [fìġġi̯ə]
[ğ] g(i) dolce (g palatale) Giuvànne [ğuu̯ànnə]
[ɲ] gn (palatale)  magnà [maɲɲà]
[] i / semiconsonante i̯od (palatale) fruttai̯ùle [fruttai̯ùlə]
[í] i tonica turbata píle [pílə]
[k] c(h) duro (c velare) chiùve [ki̯ùvə]
[ľ] gl(i) (dolce) uaglióne [u̯aľľónə]
[n] n (velare) davanti a c(h) e g(h) duri  anghianà [anġi̯anà]
[ó] o tonica chiusa  caravóne [karavónə]
[ò] o tonica aperta  addòrme [addòrmə]
[o] o aperta atona o con accento secondario ammolafùrce  [ammolafùrčə]
[] u / semiconsonante uau (velare) àcque [àkku̯ə]
[ů́] u tonica turbata sendúte [səndů́tə]
[s] s consonante con suono aspro o sordo  sére [sérə]
[š] sc(i) dolce (sc palatale) pèsce [pèššə]
[ʃ] s consonante con suono dolce o sonoro  sderrùpe [ʃdərrùpə]
[z] z consonante con suono aspro o sordo  zìje [zìi̯ə]
[ʒ] z consonante con suono dolce o sonoro  zannìre [ʒannìrə]

REGOLE DI ORTOGRAFIA DEL DIALETTO FOGGIANO

Vocali mute o schwa.

La vocale finale di ciascuna parola, a meno che non di tratti di una vocale tonica (venì, azzuppà, vedè), nel dialetto foggiano si scrive sempre con la e, ma non si pronuncia mai (affavugnate [affavuɲɲǻtə] accaldato, affitte [affìttə] affitto). Anche la vocale muta non finale di parola si scrive sempre con la e ma non si pronuncia mai (abbetà [abbətà] abitare; abbetudene [abbətùdənə] abitudine; freffelate [frəffəlǻtə] fildiferro).

Vocali toniche e ed o.

    Salvo i casi di parole con vocale finale tonica (chemò [kəmò] comò; vedè [vədè] vedere) in cui è obbligatorio porre l’accento grave, si consiglia di porre sulle vocali toniche e ed o l’accento appropriato (grave o acuto) solo quando i termini dialettali presentano una forma di scrittura molto diversa da quella della lingua italiana o nei casi di scostamento di pronuncia dal modello toscano (ferzóle [fərzólə] padella; fòrse [fòrsə] forse). Inoltre, per evitare possibili confusioni, si consiglia di porre l’accento appropriato sulla e tonica quando il vocabolo contenga anche vocali mute non finali di parola (fèmmene [fèmmənə] femmina).

Vocali toniche a, i ed u.

Salvo i casi di parole con vocale finale tonica (magnà [maɲɲà] mangiare; patì [patì] patire; bambalù [bambalù] altalena) in cui è obbligatorio porre l’accento grave, per il resto non è nesessario porre l’accento sulle vocali toniche a, i ed u.

Fonema á [ǻ].

    Si consiglia di porre sempre l’accento acuto sulla vocale a tonica velarizzata centrale, che a Foggia come abbiamo visto, risulta fortemente turbata (lupunáre [lupunǻrə] asmatico; lundáne [lundǻnə] lontano; 'mbarcáte [mbarkǻtə] imbarcato), anche per distinguerla dalla normale a tonica ('mbaste [mbàstə] impasto; maretagge [marətàğğə] corredo; lambe [làmbə] lampo) sulla quale porremo l’accento grave quando lo riterremo opportuno ed in particolare nelle trascrizioni fonetiche.

Apostrofo.

    L’apostrofo deve essere posto davanti alla consonante ad inizio di parola quando c’è afèresi, cioè la caduta di una vocale che non viene scritta (‘na [‘na] una; 'nzùnne [nzùnnə] in sonno) e nei casi di elisione (t’àgghie [t-àġġi̯ə] ti ho). L’apostrofo, inoltre, nel dialetto foggiano sostituisce una originaria consonante caduta nel caso degli articoli ‘u = lu / lo, ‘a = la / la, ‘i = li / gli. Si deve usare anche per indicare i vari casi di troncamento presenti nel dialetto foggiano (fa’ = fare / fai; a’ = alla, pe’ = per, si’ = sei, po’ = poi, so’ = sono, mo’ = adesso, ando’ = dove).

Semiconsonante/semivocale i̯.

Scriveremo la i con il simbolo grafico della i lunga / j /, anche per evitare la scrittura della doppia ii (Mariie, faciie), quando fa parte dei dittonghi crescenti o ascendenti ja, je, ji, joju, ed in particolare:

a. Quando fa parte del dittongo ja..., je..., ji..., jo..., ju..., che si trova all’inizio di parola, o all’inizio del secondo termine di parola composta. Es: jotte [i̯òttə] acqua della bollitura; jurnáte [i̯urnǻtə] giornata ; jacuvelle [i̯akuvèllə] confusione, jeve [i̯évə] andava; jiresinne [i̯irəsìnnə] andarsene, mizzejurne [miʒʒəi̯ùrnə] mezzogiorno; jinere [i̯ìnərə] genero; jocchele [i̯òkkələ] chioccia; lavedejonne [låvədəi̯ònnə] brodaglia.
b. Nell’infinito dei verbi terminanti in …. Es. anghjì [anġi̯ì] riempire; [i̯ì] andare.
c. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …i̯ì… Es. mui̯ine [mui̯ìnə] moina; ai̯ire [ai̯ìrə] ieri; chjine [ki̯ìnə] pieno; jìve [i̯ìvə] andavi; jìje [i̯ìi̯ə] andai / andò; chjise [ki̯ìsə] chiesa.
d. Nell’infinito dei verbi terminanti in …ai̯à, …ii̯à, …ei̯à, …ui̯à. Es: abbijà [abbii̯à] avviare, galijà [ġalii̯à] sbadigliare; ammezzijà [amməʒʒii̯à] insegnare; janghijà [i̯anġii̯à] biancheggiare; mastrijà [mastrii̯à] pasticciare; 'naffij̯à [nnaffii̯à] innaffiare; nazzechijà [nazzəkii̯à] cullare; scialpijà [šalpii̯à] balbettare; sciascijà [šašii̯à] rilassarsi; sckaffijà [škaffii̯à] schiaffeggiare; appujà [appui̯à] appoggiare; stujà [stui̯à] pulire; vavejà [vavəi̯à] sbavare; singhejà [sinġəi̯à] segnare; abbajà [abbai̯à] abbaiare; struppijà [struppii̯à] storpiare.
e. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ii̯à..., ...ii̯á...,  ...ii̯ó..., ...ii̯ù..., ...ii̯è... Es: abbijarse [abbii̯àrsə] avviarsi; buscijarde [bušii̯àrdə] bugiardo; cambijale [kambii̯ǻlə] cambiale; currijame [kurrii̯ǻmə] finimento per cavalli; zijane [zii̯ǻnə] zio; carijole [karii̯ólə] cariola; rijone [rii̯ónə] rione; fruttajule [fruttai̯ùlə]; pisciajule [piššai̯ùlə] pescivendolo; abbijáte [abbii̯ǻtə] avviato, mazzijáte [mazzii̯ǻtə] bastonato; salijate [salii̯ǻtə] poco di buono; favecijanne [favəčii̯ànnə] falciando; frijenne [frìi̯ennə] friggendo; frijute [frii̯ùtə] fritto.
f. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ai̯à..., …ai̯ù...,  …ai̯è..., …ai̯ì...…ai̯ó... Es: vajasse [vai̯àssə] domestica trasandata; ai̯ute [ai̯ùtə] aiuto; cuccuvai̯uzze [kukkuu̯ai̯ùzzə] iettatore; pastai̯ole [pastai̯ólə] pastaia; majestre [mai̯èstrə] maestro; ajire [ai̯ìrə] ieri.
g. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ei̯ù… Es: fejute [fəi̯ùtə]  fuggito.
h. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza .…ui̯ù..., ...ui̯à..., ...ui̯è..., ...ui̯é..., ...ui̯ì... Es: fujute [fui̯ùtə] fuggito; giujelle [ğui̯èllə] gioiello; mujine [mui̯ìnə] moina; cujete [kui̯étə] quieto;
i. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza atona …ai̯e…,…ui̯e…, ...ii̯a..., ...ei̯e... Es: accujetà [akkui̯ətà] acquietare; rijalà [rii̯alà] regalare; dejettate [dəi̯əttǻtə] trasandato; sdejelláte [ʃdəi̯əllǻtə] sciancato; ajutà [ai̯utà] aiutare; majellese [mai̯əllésə] vento freddo; bijatore [bii̯atórə] avvio.

Scriveremo, inoltre, la i con il simbolo grafico della i lunga / i̯ /, solo in alcuni dei casi in cui fa parte dei dittonghi decrescenti o discendenti ai̯, ei̯, ii̯, oi̯, ui̯, ed in particolare:

a. Nei vocaboli e nelle forme verbali terminanti in …ái̯e, …èi̯e, …ìi̯e, …ìi̯a, …ói̯e, …òi̯e, …ùi̯e. Es: abbáje [abbǻi̯ə] abbaia; stáje [stǻi̯ə] stai; pigghiáje [piġġi̯ǻi̯ə] prese; penzáje [pənʒǻi̯ə] pensò; pedeje [pədèi̯ə] pancetta di pecora; pazzeje [pazzèi̯ə] scherza; ched'eje [ked’èi̯ə] che cosa; abbije [abbìi̯ə] avvia; ascije [aš-šìi̯ə] uscì; befanii̯e [bəfanìi̯ə] epifania; buscii̯e [bušìi̯ə] bugia; carechii̯e [karəkìi̯ə] carica; pecundrije [pəkundrìi̯ə ipocondria; gallerije [ġallerìi̯ə] galleria; facije [fačìi̯ə] fece; ije [ìi̯ə] io; mije [mìi̯ə] mio; vije [vìi̯ə] via, zije [zìi̯ə] zio; Marii̯e [marìi̯ə] Maria; Lucije [lučìi̯ə] Lucia; mustrarije [mustrarìi̯ə] mostruosità; pazzije [pazzìi̯ə] scherzo; dóje [dói̯ə] due; duje [dùi̯ə] due; fanóje [fanói̯ə] falò; suje [sùi̯ə] suo; struje [strùi̯ə] consumare; vija [vìi̯a] via; frijaóve [frii̯aóvə] tegamino per le uova; gióje [ğòi̯ə] gioia.
b. Nella terza persona plurale dell’indicativo presente dei verbi terminanti in …èi̯ene. Es: palièjene [pali̯èi̯ənə] picchiano; tretechièjene [trətəki̯èi̯ənə] criticano.

Semiconsonante/semivocale u.

    Originariamente, come abbiamo visto, la semiconsonante u denotava sia la u che la v. Il dialetto foggiano ha mantenuto foneticamente intatta questa caratteristica. Noi per avvicinare il più possibile la scrittura del dialetto foggiano a quella della lingua italiana, quando un determinato lemma ha subito tale trasformazione, useremo la v per la scrittura normale e la u̯ nelle trascrizioni fonetiche (abbuverà [abbuu̯ərà] abbeverare; Giuvanne [ğuu̯ànnə] Giovanni; accuvacciarse [akkuu̯aččàrsə] accovaciarsi; accuvete [akkùu̯ətə] accolto; adduvenà [adduu̯ənà] indovinare; aggiuvà [ağğuu̯à] appagare; arruvà [arruu̯à] arrivare; carnuvale [karnuu̯ǻlə] carnevale; cruvattine [kruu̯attìnə] cravattino; cuccuvaje [kukkuu̯ǻi̯ə] civetta; cuverte [kuu̯èrtə] coperta; sduvacà [ʃduu̯akà] svuotare). In tutti gli altri casi useremo semplicemente la u (guáje [ġu̯ǻi̯ə] guaio; Pasquále [pasku̯ǻlə] Pasquale; stracquáte [strakku̯ǻtə] stancato; Guiducce [ġu̯idùččə] Guido; quinecine [ku̯inəčìnə] quindicina; delinguènde [delinġu̯èndə] delinquente).

Consonante k.

    I soli casi in cui useremo la consonante k sono quelli in cui sia necesseraio, per esigenze fonetiche, mettere in risalto sia il digramma sc che il suono aspro della c o del digramma ch, es: sckande [škàndə] spavento, sckife [škìfə] schifo, sckitte [škìttə] soltanto, abbuscke [abbùškə] guadagno, sckacche [škàkkə] chiazza rossa in viso; sckafareje [škafarèi̯ə] grosso recipiente; sckafarole [škafarólə] grosso recipiente; sckaffà [škaffà] ficcare dentro con forza; sckàffe [škàffə] schiaffo; sckaffijà [škaffii̯à] schiaffeggiare. Useremo inoltre, la consonantre k per scrivere la prep. semplice ke [kə] con, e le prep. articolate k'a [k-à] con la, colla, k’ì [k-ì] con i, con le, coi, colle, cogli, k'u [k-ù] con il, con lo, col, collo.

LA LETTURA DEL DIALETTO FOGGIANO

La lettura del dialetto foggiano va fatta tenendo presenti le indicazioni che seguono:

La e muta [ə] o schwa (e).

Il dialetto foggiano, come la maggior parte dei dialetti dell’Italia meridionale, è caratterizzato dalla e muta (rappresentata dai fonetisti, come dicevamo, con una e rovesciata / ə /, simbolo definito schwa), cioè da una e che, sebbene sia presente nella scrittura normale, nella lettura, però, non trattandosi in realtà di una vocale, non deve essere pronunciata. Per ottenere una buona dizione dei termini foggiani contenenti lo schwa all’interno della parola, consiglio di pronunciare la consonante che precede la e muta, come suono a sé stante, cioè come se la consonante fosse staccata dal resto della parola (fenesce [fə - nèššə] finisce).
Anche in questo Dizionario la e muta, sia che si trovi all’interno sia che si trovi in finale di parola, è sempre riportata nella trascrizione fonetica con la e rovesciata [ə] (ciavele [čàvələ] gazza ladra).

La vocale á [ǻ] tonica velarizzata.

L’altra grande particolarità del dialetto foggiano è la vocale a tonica che in italiano rappresenta la vocale di massima apertura e viene scritta con l’accento grave à, ma che nel dialetto foggiano risulta, in molti casi, come abbiamo già visto, velarizzata e turbata assumendo un suono simile all’ eu [ö] francese, ma molto più chiuso e che in realtà si ottiene atteggiando le labbra come se si volesse pronunciare una ó chiusa e la lingua come se si dovesse pronunciare una é chiusa.
Questo Dizionario, come abbiamo già visto, si serve, per le trascrizioni fone-tiche, del segno diacritico [ǻ] (già utilizzato da A. M. Melillo nell’Atlante linguistico etnografico della Daunia), caratterizzato dall’accento acuto posto al di sopra di un tondino (es. abbacate [abbakǻtə] avvilito, scoraggiato).

Le vocali e ed o toniche.

Le parole che contengono le vocali e ed o toniche (è - é - ò - ó), vanno pronunciate rispettando il suono grave o aperto (cuzzette [kuzzèttə] nuca; acconge [akkònğə] velo da sposa), acuto o chiuso (vuleve [vulévə] volevo; babbióne [babbi̯ónə] stolto), indicato dalla vocale accentata.

La c dolce.

La consonante c dolce [č] viene sempre trascritta foneticamente con il simbolo č (es. ciucce [čùččə] asino), e si legge come nell’italiano cìnema, céna.

La c dura.

La consonante c dura viene sempre trascritta foneticamente con il simbolo della lettera k (cacasotte [kakasòttə] pauroso) e si legge come nell’italiano càsa,  còsa, anche quando è seguita dalla h (accucchià [akkukki̯à] mettere insieme).

La g dolce.

La consonante g dolce o palatale viene trascritta con il simbolo ğ (sigge [sìğğə] riscuotere), e si legge come nell’italiano seggio, fagiano.

La g dura.

La consonante g dura viene trascritta con il simbolo ġ, (agghie [àġġi̯ə] ho), e si legge come nell’italiano ghiro, ghiaccio.

La consonante n.

A seconda dei casi la consonante n viene trascritta foneticamente in modo diverso: nel nesso palatale gn assumerà il simbolo [ɲ] (magnà [maɲɲà] mangiare); quando è velare, davanti a c(h) e g(h) duri, assumerà il simbolo [n] (anghianà [anġi̯anà] salire); in tutti gli altri casi si trascriverà normalmente (dumáne [dumǻnə] do-mani).

La consonante v.

Di norma anche nel dialetto foggiano la v si legge come nell’italiano vino, velo, vedere. In alcuni casi, però, la consonante v, seguita da vocale tonica, per un fenomeno detto di lenizione (mutamento fonetico per cui una consonante si indebolisce e ad es. da sorda diventa sonora o da occlusiva diventa fricativa) viene del tutto ignorata e si trasforma foneticamente nella semiconsonante u̯ (pruverbie [pruu̯èrbi̯ə] proverbio; scuvirte [skuu̯ìrtə] cortile; truvame [truu̯ǻmə] troviamo).

L’avverbio non.

L’avverbio di negazione non (nen [nən]), seguito da un verbo, si fonde con quest’ultimo. Es. nen vogghie [nvòġġi̯ə] non voglio; nen fazze [nfàzzə] non faccio; nen facenne [nfačènnə] non fare. Anche quando è seguito dalle particelle ce, ve, ecc. si fonde con queste ultime diventando nge [nğə] (non ci), nve [nvə] (non vi).

REGOLE DI CORRETTA PRONUNCIA DEL DIALETTO FOGGIANO

Fonema á [ǻ]

La vocale á tonica velarizzata turbata, ha suono [ǻ] nei seguenti casi:

a. In alcuni vocaboli e nella 3ª pers. del pres. Ind. dei verbi uscenti in …áce
Es: fáce [fǻcə] fa; stáce [stǻcə] sta; furnace [furnǻcə] fornace.
b. Nei sostantivi e nelle forme verbali uscenti in …áche
Es: váche [vǻkə] vado; pastenáche [pastənǻkə] carota, áche [ǻkə] ago.
c. Nei termini in …áde
Es: strade [strǻdə] strada; burrade [burrǻdə] burrata; abbade [abbǻdə] bada.
d. Nei termini in …áfe
Es: fafe [fǻfə] fava.
e. Nei termini in …ághe
Es: maghe [mǻġə] mago; chiaghe [ki̯ǻġə] piaga; laghe [lǻġə] lago.
f. Nei vocaboli e nelle forme verbali del passato prossimo uscenti in …áj̯e
Es: accumenzáje [akkumənʒǻi̯ə] cominciài / cominciò; assáje [assǻi̯ə] assai; cuccuváje [kukkuu̯ǻi̯ə] civetta; oramáje [oramǻi̯ə] oramai.
g. Nei sostantivi e nelle forme verbali uscenti ti in …ále
Es: anemale [anəmǻlə] animale; canale [kanǻlə] canale; acquasále [akku̯asǻlə] pane bagnato condito; gangále [ġanġǻlə] dente molare; sále [sǻlə] sale; mále [mǻlə] male; vále [vǻlə] valgo/vali/vale, capetale [kapətǻlə] capitale.
h. Nei termini e nelle forme verbali uscenti in …áme
Es: adunáme [adunǻmə] raccogliamo; 'nfame [nfǻmə] infame; aspettáme [aspəttǻmə] aspettiamo; truváme [truu̯ǻmə] troviamo; salame [salǻmə] salame.
i. Negli aggettivi e sostantivi uscenti uscenti in …áne
Es: fuggiáne [fuğğǻnə] foggiano/a/i; dumáne [dumǻnə] domani; zambáne [zambǻnə] zanzara/e; cambáne [kambǻnə] campana; láne [lǻnə] lana; sáne [sǻnə] sano; fundane [fundǻnə] fontana; lundane [lundǻnə] lontano. 
j. Nei vocaboli e nelle forme verbali in …ápe
Es: 'ngape [nġǻpə] in testa; pape [pǻpə] ponftefice; sape [sǻpə] sa.
k. Nei termini in …áre
Es: scarpáre [skarpǻrə] calzolaio; scagghiuzzáre [skaġġi̯uzzǻrə] scagliozzaro; selláre [səllǻrə] sellaio; amáre [amǻrə] amàro; mascijare [mašii̯ǻrə] fattucchiera; páre [pǻrə] sembra; affáre [affǻrə] affare.
l. Nei vocabooli e nelle forme verbali uscenti in …ása / áse
Es: cása [kǻsa] casa; feccanáse [fəkkanǻsə] ficcanaso; tráse [trǻsə] entra; váse [vǻsə] bacio; vastáse [vastǻsə] rozzo; ceráse [čərǻsə] ciliegia.
m. Nel participio passato dei verbi e nei vocaboli uscenti in …áte
Es: addecrijáte [addəkrii̯ǻtə] soddisfatto; adunáte [adunǻtə] raccolto; arrugnáte [arruɲɲǻtə] contratto; accredendáte [akkrədəndǻtə] fidanzato/a/i; cartelláte [kartəllǻtə] dolci natalizi; accucchiáte [akkukki̯ǻtə] uniti.
n. In alcuni vocaboli e nelle prime tre persone singolari dell’imperfetto indicativo dei verbi uscenti in …áve
Es: abballáve [abballǻvə] ballavo; tráve [trǻvə] trave.

Fonema è con accento grave (aperto) [è]

La vocale è tonica aperta ha suono [è] nei seguenti casi:

a. In tutte le parole sdrucciole (con accento sulla terz’ultima sillaba) comprese le forme verbali.
Es: acceprevete [aččəprèvətə] arciprete; accurcevele [akkurčèvələ] gentile; mettèvene [məttèvənə] mettevano; fedeghe [fèdəġə] fegato; vènnene [vènnənə] vendono; dumeneche [dumènəkə] domenica; vulevene [vulèvənə] volevano; decevene [dəčèvənə] dicevano;
b. Quando la vocale tonica è seguita da consonante + vocale + vocale muta.
Es: assedie [assèdi̯ə] assedio; cummedie [kummèdi̯ə] commedia;
c. Nelle terminazioni in … ècchie
Es: cuzzulecchie [kuzzulèkki̯ə] tellina; fetecchie [fətèkki̯ə] cilecca; pellecchie [pəllèkki̯ə] pellecchia; specchie [spèkki̯ə] specchio; recchie [rèkki̯ə] orecchia.
d. Nelle terminazioni in … ècche
Es: secche [sèkkə] sete; zecche [zèkkə] zecca; ecche [èkkə] ecco;
e. Nelle terminazioni in …èdde
Es: fredde [frèddə] fredda.
f. Nelle terminazioni in …èffe
Es: a bbezzeffe [a bbəʒʒèffə] a bizzeffe;
g. Nelle terminazioni in …ègge
Es: segge [sèğğə] sedia; prutegge [prutèğğə] proteggere; legge [lèğğə] legge, leggere; pegge [pèġġə] peggio; gregge [ġrèğğə] gregge.
h. Nelle terminazioni in … ègghie
Es: megghie [mèġġi̯ə] meglio; negghie [nèġġi̯ə] nebbia; cafunegghie [kafunèġġi̯ə] cafonata; cegghie [čèġġi̯ə] ciglia.
i. Nelle terminazioni in …ègre
Es: negre [nèġrə] nero; allegre [allèġrə] allegro.
j. Nelle terminazioni in …èje
Es: pedeje [pədèi̯ə] pancetta di pecora; curreje [kurrèi̯ə] bretella; cungreje [kunġrèi̯ə] congrega; matreje [matrèi̯ə] matrigna; sciaddeje [šaddèi̯ə] sciatta; sckafareje [škafarèi̯ə] grosso recipiente; seje [sèi̯ə] num. sei; giudeje [ğudèi̯ə] giudeo.
k. Nelle terminazioni femminili in …èlle
Es: tatanelle [tatanèllə] parlare continuamente; bangarelle [banġarèllə] bancarèlla; puverelle [puvərèllə] poveretta; vennelle [vənnèllə] gonnella.
l. Nelle terminazioni in …ènde
Es: pavemende [pavəmèndə] pavimento; pezzende [pəzzèndə] pezzente.
m. Nelle terminazioni in …èndre
Es: cendre [čèndrə] centro; mendre [mèndrə] mentre.
n. Nelle terminazioni …ènge
Es: venge [vènğə] vincere; tenge [tènğə] tingere.
o. Nelle terminazioni in …ènne
Es: ascenne [aššènnə] scendo; penne [pènnə] penna; jenne [i̯ènnə] andando; renne [rènnə] rendere; 'mbenne [mbènnə] impiccare.
p. Nelle terminazioni in …èrbe / èrbie
Es: acerbe [ačèrbə] acerbo; pruverbie [pruu̯èrbi̯ə] proverbio.
q. Nelle terminazioni in …èrde
Es: perde [pèrdə] perdere; verde [vèrdə] verde; merde [mèrdə] merda.
r. Nelle terminazioni in …èrre
Es: fumeterre [fumətèrrə] erba medicinale.
s. Nelle terminazioni in …èrve
Es: cerve [čèrvə] cervo; erve [èrvə] erba; serve [sèrvə] servire.
t. Nelle terminazioni in …èsse
Es: fesse [fèssə scemo; scummesse [skummèssə] scommessa;
u. Nelle terminazioni femminili in …èste / èsta
Es: guastafeste [ġu̯astafèstə] guastafeste; fureste [furèstə] foresta; questa [ku̯èsta] questa; manefeste [manəfèstə] manifesto; tembeste [təmbèstə] tempesta.
v. Nelle terminazioni femminili in …èstre / èstra
Es: sequestre [səku̯èstrə] sequestro; fenestre [fənèstrə] finestra; maestre [maèstrə] maestra; menestre [mənèstrə] minestra.
w. Nelle terminazioni in …ètte
Es: cuzzette [kuzzèttə] nuca; segarette [səġarèttə] sigaretta; Barlette [barlèttə] Barletta; mette [mèttə] mettere.
x. Nelle terminazioni in …èzze / èʒʒa
Es: prezze [prèzzə] prezzo; allegrezze [alləġrèzzə] allegrezza; altezze [altèzzə] altezza; mezza [mèʒʒa] mezza.

Fonema é con accento acuto (chiuso) [é]

La vocale é tonica chiusa ha suono [é] nei seguenti casi:

a. Nella 1ª e 3ª persona singolare dell’imperfetto indicativo dei verbi uscenti in …éve
Es : vuleve [vulévə] volévo/a; faceve [fačévə] facevo/a.
b. Nelle terminazioni in …éne
c. Es: appene [appénə] appéna; mene [ménə] avanti!; scatene [skaténə] pettine; velene [vəlénə] veleno.
d. Nelle terminazioni in …ére
Es: camarere [kamarérə] cameriera; capellere [kapəllérə] pettinatrice; cemenere [čəmənérə] ciminiera; pelucchere [pəlukkérə] pettinatrice; caffettere [kaffəttérə] caffettiera.
e. Nelle terminazioni in …ése
Es: appese [appésə] appesa; crucese [kručésə] Abitante del Borgo Croci; giargianese [ğarğanésə] settentrionale; maganzese [maġanʒésə] maganzese, persona falsa; pajese [pai̯ésə] paese.
f. Nelle terminazioni in …éte
Es: repete [rəpétə] ripetere; prete [prétə] pietra.

Fonema ò con accento grave (aperto) [ò]

La vocale “o” tonica con accento grave [ò] deve essere pronunciata aperta nei seguenti casi:

a. In tutte le parole sdrucciole (con accento sulla terz’ultima sillaba) comprese le forme verbali.
b. Es: comede [kòmədə] comodo; quattodece [ku̯attòdəčə] quattordici; acchemmogghiene [akkəmmòġġi̯ənə] coprono; adonene [adònənə] raccòlgono; accomede [akkòmədə] acconciamento; cotele [kòtələ] schiena; cozzele [kòzzələ] cozza.
c. Quando la vocale tonica è seguita da consonante + vocale + vocale muta.
Es: corie [kòri̯ə] corio; cumbessorie [kumbəssòri̯ə] confessionale; cungestorie [kunğəstòri̯ə] concistoro.
d. Nelle parole tronche in….ò
Es: addò [addò] dove; mò [mò] adesso; chemò [kəmò] comò;
e. Nella terminazioni in ….òcche
Es: scrocche [skròkkə] a scrocco; vocche [vòkkə] bocca; vrocche [vròkkə] forchetta.
f. Nella terminazioni in ….òcchie
Es: capocchie [kapòkki̯ə] capocchia; denocchie [dənòkki̯ə] ginocchio; papocchie [papòkki̯ə] fandonia.
g. Nella terminazioni in ….ògghie
Es: acchemmogghie [akkəmmòġġi̯ə] copro/e; accogghie [akkòġġi̯ə] raccogliere; sciogghie [šòġġi̯ə] sciogliere; fogghie [fòġġi̯ə] foglie.
h. Nelle terminazioni in ….òlle
Es: cepolle [čəpòllə] cipolla; colle [kòllə] colla; Miolle [miòllə] Miòlla;
i. Nelle terminazioni in ….ònde
Es: bionde [bi̯òndə] biondo; Seponde [səpòndə] Siponto; pronde [pròndə] pronto.
j. Nelle terminazioni in ….ònge
Es: acconge [akkònğə] velo da sposa; onge [ònğə] ungere.
k. Nelle terminazioni in ….òrche
Es: forche [fòrkə] forca; corche [kòrkə] mettere a letto per dormire.
l. Nelle terminazioni in ….òrde
Es: accorde [akkòrdə] accordo.
m. Nelle terminazioni in ….òrge
Es: accorge [akkòrğə] accorgere.
n. Nelle terminazioni in ….òrme
Es: addorme [addòrmə] addormentare.
o. Nelle terminazioni in ….òrse
Es: forse [fòrsə] forse; corse [kòrsə] corsa.
p. Nelle terminazioni in ….òsse
Es: promosse [promòssə] promosso; mammagrosse [mammaġròssə] bisnonna.
q. Nelle terminazioni in ….òste
Es: ovatoste [ovatòstə] uova sode; proposte [propòstə] proposta.
r. Nelle terminazioni in ….òtte
Es: decotte [dəkòttə] decotto; fangotte [fangòttə] fagotto.

Fonema “o” con accento acuto (chiuso) [ó]

La vocale “o” tonica ha suono [ó], nei seguenti casi:

a. Nelle terminazioni in…óce
Es: voce [vóčə] voce; croce [króčə] croce.
b. Nelle terminazioni in…óche
c. Es: bezzoche [bəʒʒókə] bigotta.
d. Nelle terminazioni in …óle
Es: stufarole [stufarólə] caldaia; sckarole [škarólə] indivia; vole [vólə] vuole.
e. Nelle terminazioni in …óne
Es: babbione [babbi̯ónə] stolto; spurtagghione [spurtaġġi̯ónə] pipistrello; vuccone [vukkónə] boccone; 'nfamone [nfamónə] spione.
f. Nelle terminazioni in …óre
Es: angore [anġórə] ancora; allore [allórə] allora; addore [addórə] odóre; candatore [kandatórə] rana; core [kórə] cuore.
g. Nelle terminazioni in …óte
Es: prote [prótə] prudere; rote [rótə] rota; nepote [nəpótə] nipote.

Fonema z con suono dolce (sonoro) [ʒ]

La consonante “z” ha suono dolce (sonoro) [ʒ] nei seguenti casi:

a. Nelle terminazioni in …ànze
Es: crianze [kriànʒə] creanza; ambulanze [ambulànʒə] ambulanza; annanze [annànʒə] avanti; anze [ànʒə] anzi; avanze [avànʒə] avanza.
b. Quando all’interno della parola è contenuta la sequenza …anz…
c. Es: anzjane [anʒi̯ǻnə] anziano; anzime [anʒìmə] insieme; sanzane [sanʒǻnə] sensale; accrianzate [akkrianʒǻtə] creanzato.
d. In pochi casi in cui è iniziale di parola: z...
Es: zannire [ʒannìrə] mietitore; zurille [ʒurìllə] cane bastardo; zirre [ʒìrrə] rabbia.

Fonema z con suono aspro (sordo) [z]

La consonante “z” ha suono aspro (sordo) [z] nei seguenti casi:

a. Quando è iniziale di parola: z…
Es: zambane [zambǻnə] zanzara; zucchere [zùkkərə] zucchero; zije [zìi̯ə] zio/a; zappe [zàppə] zappa.
b. Quando è doppia fra due vocali:
Es: a
mmuzzà [ammuzzà] mozzare; capuzzille [kapuzzìllə] piccolo capo; cuzzette [kuzzèttə] nuca; scazzamurille [skazzamurìllə] folletto.
c. Nelle terminazioni in: …ùrze
Es: scùrze [skùrzə] corteccia; sfurze [sfùrzə] sforzi; turze [tùrzə] torsolo.
d. Quando all’interno della parola è contenuta la sequenza: …urz…
Es: sfurzà [sfurzà] sforzare; scurzette [skurzèttə] costatine di maiale o di manzo.

Dizionario comparato foggiano-italiano

 

A

'a [a] art. La. || SA Va’ pìgghie 'a zàppe [va pìġġi̯ə a zàppə] Vai a prendere la zappa. || ZO la (1864) || BF a. || DAM ‘a.
'a [a] prep. art. Della. || Anche d’a [d-a] || BF a Madonn’ -a Croce [a madònn-a króčə] Ndr. la Madonna della Croce. || LR l’ugliarùle ‘a strade de Sand’Anne [l-uľľarùlə a strǻdə də sànd-ànnə] Ndr. Il venditore d’olio della strada di Sant’Anna. || LR 'a. || BF -a.
a [a] prep. sempl. A, Ad. || LA ‘A Liline Lepore [a llilìnə lèporə] A Raffaele Lepore. || VC acqua a vìento [àkku̯a a vvìndə]  Acquivento. Ndr. lett. Acqua a vento. || GG a (1834) || LA ‘a.
a’ [a] prep. art. Alla. || SA A’ fàccia tùje [a fàčča tùi̯ə]  Alla faccia tua. || ZO allia (1864) || GF a’. || LR ‘a. || RN a.
abbacà [abbakà] v. rifl. Essere giù di morale, Placarsi, Calmarsi. ||  RF abbaká. || RF abbacà.
abbacate [abbakǻtə] agg. Avvilito, Scoraggiato, Depresso. || SA Da quànne ha pèrze 'a fatìche, s'è abbacáte [da ku̯ànnə à ppèrzə a fatìkə s-è abbakǻtə] Da quando ha perso il lavoro, si è avvilito || RF s’èje abbacàte [s-èi̯ə abbakǻtə] Ndr. si è calmato. || RF abbacàte.
abbadà [abbadà] v. Accudire, Stare attenti a qualcuno o qualcosa. ||  GG abbadà (1834) || SA¹ abbadà’.
abbagnà [abbaɲɲà] v. Bagnare. || Anche bagnà [baɲɲà] || RF abbaññá.
abbalite [abbalìtə] agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto. || Anche abbalute [abbalùtə] || AO abbalìte.
abballà [abballà] v. Ballare. || Anche ballà [ballà] || SA S’è mmìse abballà ‘a tarandèlle [s-è mmìsə abballà a tarandèllə] Si è messo a ballare la tarantella. || LE ka rirene, cànda¬n'e abbàlléné [ka rìrənə, kàndən-e abbàllənə] Ndr. che ridono, cantano e ballano. || GF¹ abballà.
abbalute [abbalùtə] agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto. || Anche abbalite [abbalìtə] || TF  abbalùte.
abbandunate [abbandunǻtə] pp. e agg. Abbandonato. || LA Ind'o panare, sûle e abbandunate [ìnd-o panǻrə sùlə e abbandu nǻtə] Ndr. Nella cesta, solo e abbandonato. || LA abbandunate.
abbarrucà [abbarrukà] v. antiq. e fig. Ciabattare, Compiere con negligenza e in fretta. || cfr. acciammattà [aččammattà] || VC abbarrucà.
abbasate [abbasǻtə] agg. Posato, Persona matura ed equilibrata. || TF abbasàte.
abbasce [abbàššə] avv. Abbasso, Giù, Di sotto. || LE Mendré ije me ne ijeve rucelanne abbasce [mèndr-ìi̯ə mə nə i̯évə ručəlànnə abbàššə] Mentre ruzzolavo in basso. || LE  abbasce. || TF abbàsce. || VC abbàscio. || SG abbascie. || RN abbaSSə. || BF abbasce.
abbatte [abbàttə] v. Battere le mani, la lana, ecc. || VC m’abbatt’ ‘u core [m-abbàtt-u kórə] Ndr. mi batte il cuore. || VC Abbattere li mataràzze [abbàttə i mataràzzə] Battere con la mano aperta materassi. || VC abbattere. || PR abbatt’.
abbattute [abbattùtə] pp. e agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto. || SA È státe bucciáte all’esáme, e s’è abbattùte [è stǻtə buččǻtə all-esǻmə e s-è abbattùtə] È stato bocciato agli esami, e si è depresso.
abbesugnà [abbəsuɲɲà] v. Aver bisogno. || SA Si t’avèsse abbesugnà còcche ccóse, vìne da me [si t-avèssə abbəsuɲɲà kòkke kkósə, vìnə da me] Se dovessi aver bisogno di qualcosa, vieni da me. || [fg. bisògno -   ital. biʃógno]
abbesugne [abbəsùɲɲə] sm. Bisogno. || Anche besugne [bəsùɲɲə] || SF Eje ruère, pure ije te vènghe a truà sòle quanne agghià d'abbesugne [èi̯ə ruu̯érə, pùrə ìi̯ə tə vènġə a truu̯à sólə ku̯ànnə àġġi̯ə d-abbəsùɲɲə] Ndr. È vero, pure io ti vengo a trovare solo quando ho bisogno. || BA abbesuogne. || SF abbesugne.
abbetà [abbətà] v. Abitare. || Anche agabbetà [aġabbətà] || SA àbbete ‘e Crùce [àbbətə e krùčə] Abita alle Croci -al Rione Croci-. || RM abbetà.
abbetate [abbətǻtə] pp. e agg. Abitato.
abbetine [abbətìnə] sm. Scapolare. || VC abetìna, betìna.
abbetuà [abbətuà] v. Abituare. || Anche ‘bbetuà [bbətuà] || SA T’àgghia abbetuà a ccamenà rìtte [t-àġġi̯-abbətuà a kkamənà rìttə] Ti devo abituare a camminare diritto.
abbetuate [abbətuǻtə] agg. Abituato.
abbeverature [abbəvəratùrə] sm. abbeveratoio. || SA Tonì, pùrte i vàcche abbeveratùre [tonì, pùrtə i vàkkə abbəvəratùrə] Tonino, porta le vacche all’abbeveratoio. || VC abbeveratùre.
abbiffijà [abbiffii̯à] v. Scorgere. || Anche ammiffijà [ammiffii̯à] || RF nen l’abbeffìje da cquà, è lundàne [nən l-abbìffi̯ə da kku̯à, è lundǻnə] Ndr. non riesco a vederlo di qua, è lontano. || RM abbiffijà. || RF abbeffijà.
abbijà [abbii̯à] v. Avviare, Cominciare. || Locuz. Mò m’abbìje [mò m-abbìi̯ə] Soldi, Denaro, lett. Ora mi avvio. || MG ce mettirene int'a 'na varca grossa grossa e ce abbiarene [čə məttìrənə nd-a na vàrka ġròssa ġròssə e č-abbii̯àrənə] Ndr. ci misero in una barca grossa grossa e ci avviarono. || LA abbijà. || VC abbià.
abbijarse [abbii̯àrsə] v. rifl. Avviarsi.
abbijate [abbii̯ǻtə] pp. e agg. Avviato.
abbottapezzinde [abbottapəzzìndə] sm. Cibo grossolano che serve a sfamare persone povere. || BA abbottapezziente.
abbracà [abbrakà] v. Perdere la voce. || VC abbrucà.
abbracute [abbrakùtə] agg. Rauco. || GF¹ abbracùte. || VC abbrucàte.
abbrazzà [abbrazzà] v. Abbracciare. || RA Pecchè ancore nté pozz’abbrazzà [pəkkè anġórə ndə pòzzə abbrazzà] Perchè non ancora ti posso abbaracciare. || LA E felice murìrene abbrazzate [e ffəlìčə murìrənə abbrazzǻtə] Ndr. E felici morirono abbracciati. || RA abbrazzà.
abbrile [abbrìlə] sm. Aprile. || CS L’acque d’aprile, vále nù varrile [l-àkku̯ə d-abbrìlə, vǻlə nu varrìlə] Ndr. L’acqua di aprile vale un barile.|| BA  abbrile. || CS aprile.
abbrunzà [abbrunʒà] v. Abbronzare.
abbrunzate [abbrunʒǻtə] pp. e agg. Abbronzato. || FB abbrunzàte.
abbruscià [abbrušà] v. Bruciare. || Anche bruscià [brušà] || SA Currìte, currìte, che se stáce abbrusciànne ‘a cáse [kurrìtə, kurrìtə, ke sə stǻčə abbrušànnə a kǻsə] Correte, correte, che sta andando a fuoco la casa. || RF abbrusçià, abbrušá.
abbrustulì [abbrustulì] v. Abbrustolire, Tostare. || VC abbrustolì lu cafè [abbrustulì u kafè] Tostare il caffè. || VC abbrustolì. || RF abbrustulí̊.
abbufacchiate [abbufakki̯ǻtə] agg. Gonfio come un bufo (rospo), Dilatato, Ingrossato. || Locuz. Vìcce abbufacchiáte [vìččə abbufakki̯ǻtə] Tacchino gonfio.
abbufalanne [abbufalànnə] avv. Due anni fa. || Anche bufalanne, mufalanne [bufalànnə, mufalànnə] || CS abbufalanne.
abbufenate [abbufənǻtə] agg. colpito dal carbonchio. || RF abbufe̯nåte̯. || RF abbufenàte.
abbuna abbune [abbùna abbùnə] inter. A buono a buono, Senza motivo, Chi me lo ha fatto fare. || SA Abbùna abbùne sò jùte llà! [abbùn-abbùnə sò i̯ùtə llà!] Chi me lo ha fatto fare ad andare là! || AO abbùna abbùne.
abbunate [abbunǻtə] agg. Insulso, Alla buona. || AO abbunàte.
abbusckà [abbuškà] v. Ottenere qualcosa,  Ricevere percosse. || MA i taccarate c’i stime abbushkanne pure nuje cumm’e i ciucce [i takkarǻtə č-i stìmə abbuškànnə  pùrə nùi̯ə kùm-e i čùččə] Ndr. le percosse le stiamo prendendo anche noi come gli asini. || EG abbusckà. || VC  abbuscà.
abbuscke [abbùškə] Guadagno, Minaccia di bastonate. || SA Si nn‘a fenìsce, abbùscke! [si nn-a fənìššə abbùškə!] Se non la smetti, le prendi! || BA abbusche. || vedi abbusckà
abbuse [abbùsə] sm. Abuso. || NM Si vede che sì tu che ci daje l’abuse [sə védə ke sì ttu ke čə dǻi̯ə l-abbùsə] Ndr. Si vede che sei tu che gli dai l’abuso. || NM abuse.
abbuttà [abbuttà] v. Gonfiare, Riempire. || SA Mò t'abbòtte i dìnde! [mò t-abbòttə i dìndə!] Ora ti gonfio i denti! || TF nen s'accundènde màje, eppùre a càse l'abbòttene da 'n ggùle e da 'n ggànne [nən s-akkundèndə mǻi̯ə, eppùrə a kǻsə l-abbòttənə da ṅġùlə e da ṅġànnə] Ndr. lett. non si accontenta mai, eppure a casa sua lo riempiono dal culo e dalla gola -non gli fanno mancare nulla-. || VC abbottà. || CV abbuttà.
abbuttarse [abbuttàrsə] v. rifl. Gonfiarsi. || LA sanne abbuttàrse sole cûme 'i vicce [s-ànnə abbuttàrsə sùlə kùm-e i vìččə]  Ndr. sanno gonfiarsi solo come i tacchini. || LA abbuttàrse.
abbuttate [abbuttǻtə] pp. e agg. Gonfio. || SA S’è abbuttáte cùme è nu vìcce [s-è abbuttǻtə kùmə è nu vìččə] Si è gonfiato come -è- un tacchino. || DPM abbuttate. || AO 'bbuttàte. || TF abbuttàte.
abbuverà [abbuu̯ərà] v. Abbeverare. || Anche abbeverà. || RM abbuverà. 
abbuzzà [abbuzzà] v. Abbozzare. || RN abbozzə [abbòzzə] silenzio, stai zitto.|| RM abbuzzà.
acalà [akalà] v. Calare, Abbassare. || Anche calà. || GF Chi tròppe s’acöle u cule mòstre [ki tròppə s-akǻlə u kùlə mòstrə] Ndr. Chi troppo si cala il culo mostra. || SA¹ acalà’. 
acarule [akarùlə] Agoraio, Astuccio in cui si tengono gli aghi. || VF  acarúlo (1841) || VC acarùle.
accacagghià [akkakaġġi̯à] v. Balbutire, Balbettare. || RM accacagghijà.
accacagnutte [akkakaɲɲùttə] Di frequente, Spesso. || RM accacagnùtte.
accagghià [akkaġġi̯à] v. Ascoltare. || AO accagghjà.
accagne [akkàɲɲə] sm. Cambio. || SA àmma fa’ accàgne fegurìne? [àmma fa akkàɲɲə fəġurìnə] Facciamo cambio figurine? || FB accagne.
accambamende [akkambamèndə] sm. Accampamento. || VC accampamìente. || [fg. accampamènto - ital. accampaménto].
accaparrà [akkaparrà] v. Accaparrare. || LA pecchè tutte 'i vote s'hanna accaparrà [pəkkè tùtt-i vótə s-ànn-akkaparrà] Ndr. perché tutti i voti devono accaparrarsi. || VC accaparà.
accapezzà [akkapəzzà] v. Mettere la cavezza ad un animale, Mettere ordine nelle idee,  Capire. || SA Nen m’accapèzze cchiù [nə mm-akkapèzzə kki̯ù] Non ci capisco più niente. || AA Nz’accapèzz’a rraggjunà [nʒ-akkapèzzə a rrağğunà] Non riesce a ragionare. || RM accapezzà.
accapezzatore [akkapəzzatórə] sm. Ladro di bestiame. || VC accapezzatore.
accapì [akkapì] v. Capire. || Anche capì [kapì] || LA face accapì che 'a recchèzza èje 'u gràne [fǻč-akkapì ke a rəkkèzzə èi̯ə u ġrǻnə] Ndr. fa capire che la ricchezza è il grano. || LA accapì.
accarezzà [akkarəzzà] v. Accarezzare. || PR le dache tanda vase e ll’accarezze [i dǻkə tànda vǻsə e ll-akkarèzzə] Ndr. le do tanti baci e l’accarezzo. || RM accarezzà.
accarrà [akkarrà] v. Travolgere spingendo. || cfr. accarrannanze [akkarrannànʒə] || SF s'iccarràve [s-i kkarrǻvə] Ndr. li travolgeva spingendo.
accarrannanze [akkarrannànʒə] v. Travolgere spingendo. || cfr. accarrà [akkarrà]
accatarrà [akkatarrà] v. Darsi da fare, Organizzare. || RM accatarrà.
accatarrate [akkatarrǻte] agg. Pieno di catarro. || FB accatarràte.
accattà [akkattà] v. Comprare, Partorire. || Anche ‘ccattà. || VC Lu mannàie a accattà lu pepe [u mannǻi̯ə akkattà u pépə] Disfarsi di uno con un pretesto; Ndr. lett. lo mandai a comprare il pepe. || VC accattà e vènnere [akkattà e vvènnə] Ndr. comprare e vendere. || MM¹ M’agge ‘accattate u ciucc’ [m-àġġi̯-akkattǻtə u čùččə] Mi sono comprato l’asino. || GG accattà (1834).
accatte [akkàttə] sm. Acquisto, in genere in senso ironico. || SA È fàtte pròpie ‘nu bèll’accàtte [è fàttə pròpi̯ə nu bèll-akkàttə] Hai fatto proprio un bell’acquisto. || AO accàtte.
accattevà [akkattəvà] v. Accattivare, Attrarre a sé. || AO accattevà.
accavalle [akkavàllə] par. comp. A cavallo. || Locuz. avv. A cavalcioni. || FB accavalle.
acce [àččə] sm. Sedano. || cfr. cazzinpèrne [kazzinpèrnə] || BF Acce de Sanzevîere [àččə də sanʒəvìrə] Ndr. Sedano di San Severo. || RC F’nucchije e acc’ [fənùkki̯ə e àččə] Finocchi e sedano. RF Te fazze acce e òme si usa per dire «ridurre male una persona» Deriv. da ‘Ecce homo’ detto di Gesù || RC acc’. || BA acce. || BF acce. || VF accio (1841) || VC àccio || RF ačče̯.
accedetorie [aččədətòri̯ə] sf. Uccisione. || TF accedetòrije. || SG¹ accedetorije. || RF ačče̯de̯tǫri̭e̯.
acceprevete [aččəprèvətə] sm. Arciprete. || FB acceprévete.
accerrà [aččərrà] v. Accigliare. || AO accerrà.
accette [aččèttə] sf. Scure. || VC accetta.
acchiappà [akki̯appà] v. Acciuffare. || cfr. angappà, acciaffà. || FB acchijappà. || AO acchjappà.
acchijà [akkii̯à] v. Vedere, Cercare. || VC  acchià.
acchiune [akki̯ùnə] avv. Nientemeno. || RM acchijùne.
acciaccà [aččakkà] v. Schiacciare, Acciaccare, Pestare. || VC acciaccà.
acciaccafirre [aččakkafìrrə] par. comp. Acciaccaferro. || Appellativo scherzoso dato agli studenti dell’Itis “Saverio Altamura” di Foggia. || Anche 'cciaccafirre [ččakkafìrrə]. || ciaccafirr.
acciaccavecille [aččakkavəčìllə] par. comp. Schiaccia uccelli. || AO acciaccavecìlle.
acciaffà [aččaffà] v. Arraffare, Afferrare, Prendere, Riuscire in una conquista amorosa. || VC acciaffà.
acciamattone [aččamattónə] sm. Chi è confusionario, Buono a nulla.
acciammattà [aččammattà] v. Far le cose senza prestare attenzione. || cfr. acciavattà [aččavattà] || RM acciamattà.
acciarine [aččarìnə] sm. Sistro, strumento rituale egiziano. || VC acciarìno.
acciavattà [aččavattà] v. Far le cose senza prestare attenzione. || cfr. acciammattà [aččammattà] || VC acciavattà. 
accide [aččìdə] v. Uccidere. || GG se jettaje ncuollo, e l’accedije de vase [sə i̯əttǻi̯ə ṅġùllə, e l-aččədìi̯ə də vǻsə] Ndr. si gettò addosso e lo uccise -riempì- di baci. || TF accìde.
accise [aččìsə] pp. e agg. Ucciso. || Anche 'ccise. || SA È mùrte accìse [è mùrtə aččìsə] è morto ucciso. || RG accise. || [fg. uccìso - ital. uccìʃo]
acciuccà [aččukkà] v. Ubriacare. || BA  acciuccà.
acciungà [aččunġà] v. Ordinare di fermarsi, Far diventare zoppo. || BA acciungà || RF aččuṇk̬á.
acciungate [aččunġǻtə] pp. e agg. Azzoppato. || TF acciungàte.
acclisse [akklìssə] sf. Eclìssi. || VC acclìsse.
accogghie [akkòġġi̯ə] v. Raccogliere. || Anche cogghie [kòġġi̯ə] || SA Va’ cùgghie ‘ì ceráse! [và kùġġi̯ə i čərǻsə!] Vai a raccogliere le ciliegie! || FB accògghìj. || AO accògghje.
accolle [akkòllə] sm. Rialzo, Pezzo di cuoio che serve ad ingrossare la tomaia delle scarpe. || VC accuòlle. || VC accuòlli.
accomede [akkòmədə] sm. Acconciamento, Sistemazione. || VC accòmodo. || [fg. acconciamènto - ital. acconciaménto]
acconge [akkònğə] sf. Cosa che adorna, Velo o abito da sposa. || FB accònge.
accorde [akkòrdə] sm. Accordo. || SA Vànne d’accòrde, ìsse e ‘a sóre [vànnə d-akkòrdə, ìssə e a sórə] Vanno d’accordo, lui e la sorella. || MP accordé.
accossissije [akkossissìi̯ə] locuz. Così sia. || ML Avèmmaria, grazzia plene, domenesdèje e della morta nostra accossissije [avemmarìi̯ə, ġràzzi̯a plénə,  domənəʃdèi̯ə e ddèlla mòrta nòstr-akkossissìi̯ə] Ndr. Ave Maria, gratia plena, dominus dei, e della nostra morte e così sia. || ML accossissije.
accredendà [akkrədəndà] v. Fidanzare, Ottenere credito. || VC accredentà.
accredendate [akkrədəndǻtə] pp. e agg. Fidanzato, Accreditato. || VC Sta figliòla stàce accredentata e sposa lu iùorne de la festa de la Cunavètere [sta fiġġi̯ólə stǻčə akkrədəndǻtə e spósə u i̯ùrnə a fèstə d-a kunavètərə] Questa ragazza è fidanzata e sposerà il giorno della festa dell'Iconavetere. || AO ‘ccredendàte. || BA accredentate. || EG accredendate. || SF accredendàte. || SF accretendàte. || VC accredentata. || VC accredentàta || RF akkre̯de̯nt̬åte̯.
accrianzate [akkrianʒǻtə] agg. Garbato, Cortese. || RM accrejanzàte.
accrumite [akkrumìtə] pp. e agg. Raggrumato, riferito al sangue. || EG accrumite.
accucchià [akkukki̯à] v. Accoppiare, Unire, Mettere insieme. || AO accucchjà. || VC accucchià. || TF accucchia’.
accucchiate [akkukki̯ǻtə] pp. e agg. Accoppiato. || BA accucchiate.
accuccià [akkuččà] v. rifl. Accucciarsi. || VC accuccià.
accucculate [akkukkulǻtə] pp. e agg. Accoccolato. || BA accucculate. || CS accuccheláte.
accucularse [akkukulàrsə] v. rifl. Porsi a sedere sui calcagni. || VC accuculàrse.
accuculune [akkukulùnə] avv. Seduto sulle calcagna. || VC accuculùne.
accuglienze [akkuľľènʒə] sf. Accoglienza.
accujetà [akkui̯ətà] v. Acquietare, Calmare. || ML nen’u puje accujetà? [nən u pùi̯ə akkui̯ətà] Ndr. non lo puoi calmare? || VC accoiatà. || ML accujetà.
accullì [akkullì] avv. In quel modo. || Generalmente preceduto da accussì [akkussì] per formare la frase accussì e accullì [akkussì e akkullì] In questo e in quel modo. || AO accullì.
acculmature [akkulmatùrə] sf. Colmatura. || VC acculmatùra.
acculme [akkùlmə] agg. antiq. Colmo, Pieno. || VC accùlme.
accumbagnà [akkumbaɲɲà] v. Accompagare. || SA È jùte accumbagnà ‘u criatùre a’ cáse [è i̯ùtə  akkumbaɲɲà  u kriatùrə a kǻsə] È andato ad accompagnare il bambino a casa. || TF accumbagna’.
accumbagnate [akkumbaɲɲǻtə] pp. e agg. Accompagato. || TF ‘ccumbagnàte.
accumegghià [akkuməġġi̯à] v. Coprire, Occultare le malefatte di qualcuno. || VC Stu fìgghie c'a u munne vene accummòghie d'ògne bbene [stu fìġġi̯ə k-o mùnnə vénə akkummòġġi̯ə d-òɲɲə bbénə] E questo figlio, che viene al mondo, copre d'ogni bene. || VC accumugghià.
accumegghiate [akkuməġġi̯ǻtə] pp. e agg. Coperto. || AO accumegghjàte. || SF accumegghijàte.
accumenzà [akkumənʒà] v. Cominciare, Iniziare. || SA ’A vì? Mò accummènze n’àta vóte a pazzijà [a vì? mò akkummènə  n-àta vótə a ppazzii̯à] La vedi? Ora comincia un’altra volta a scherzare. || VMG primä accummenzä a fa pagà carä l'angiuriä de sta signorä [prìmə akkummèn ə a ffà pagà kǻrə l-anğùri̯ə də sta səɲɲórə] Ndr. prima comincia a far pagare cara l’ingiuria di questa signora  -prima punisce severamente i violentatori della signora-. || VC accumenzà.
accundà [akkundà] v. Raccontare. || VMG T’agghiö accuntà nu fattö [t-àġġi̯-akkundà nu fàttə] Ndr. Ti devo raccontare un fatto. || SG¹ Mhè! mhè! accunte! Cum’è ijute ‘u fatte? [mè! mè! akkùndə! kùm-è i̯ùtə u fàttə?] Dai! dai! Racconta! Com’è andato il fatto? || GG accuntà (1834) || LE accundà. || TF ‘ccunda’.
accundandà [akkundandà] v. Accontentare. || Anche accundendà [akkundəndà] || RM accuntandà.
accunde [akkùndə] sm. Acconto, Bottegaio. || VC accùnte de putèca [akkùndə də putèkə] bottegaio, avventore. || VF accunto (1841) || VC accùnte.
accundendà [akkundəndà] v. Accontentare. || Anche accundandà [akkundandà] || TF cundènta.
accungià [akkunğà] v. Acconciare, Abbigliarsi. || SA M’àgghia accungià ‘nu frùsce che l’àgghia fa sckattà [m-àġġi̯a akkunğà nu frùššə ke l-àġġi̯a fa škattà] Devo vestirmi così elegantemente che scoppieranno -per l’invidia-. || VC accuncià li piatte [akkunğà i pi̯àttə] riunire con fili di ferro i pezzi dei vasi rotti; accuncià o cuncià la nzalàta [akkunğà o kunğà a nʒalǻtə] condire l’insalata; accuncià lu stomaco [akkunğà u stòmməkə] ristorare, confortare lo stomaco. || BA s'ave accunciate na pelle [s-à kkunğǻtə na pèllə] si riferisce a chi si è sborniato. || VC accuncià.
accuppà [akkuppà] v. Accoppare, Uccidere. || VC accuppà.
accurcevele [akkurčèvələ] agg. Gentile. || BA accurcevele.
accurcià [akkurčà] v. Accorciare. || VC accurcià.
accurdà [akkurdà] v Accordare.
accurdate [akkurdǻtə] pp. e agg. Accordato. || AO accurdàte.
accurgirse [akkurğìrsə] v. intr. Accorgersi. || Anche addunà [addunà] || SA Te n’accùrge, mò che te ‘nzùre! [tə n-akkùrğə mò ke tə nùrə!] Te ne accorgerai, quando ti sposerai!
accursate [akkursǻtə] agg. Accreditato, Che gode fiducia. || VC accorsàto.
accurtatore [akkurtatórə] sf. Scorciatoia. || cfr. scurciatore [skurčatórə] || VC accurtatòra. || VF  accurtatora (1841).
accussì [akkussì] avv. Così. || FB accussé te passene tutt’i destorbe [akkussì tə pàssənə tùtt-i dəstùrbə] Così ti passano tutti i disturbi. || VC accussì e accullì [akkussì e akkullì] In questo modo e in quell'altro. || RN sə mágnən’akkussį [sə màɲɲənə akkussì] si mangiano così. || ZO accossì, accussì, accussi (1864) || FB accussé. || NM cussì. || RN akkussé, akkussį.
accustà [akkustà] v. Accostare. || RM accustà. || RF akkustá.
accuste [akkùstə] locuz. avv. Accanto, A fianco. || CS accuste. || BA accuoste.
accuvete [akkùu̯ətə] sm. Raccolto. || BA accuovete.
acechelune [ačəkəlùnə] par. comp. Alla cieca. || Locuz. A’ cechelùne [a čəkəlùnə] Alla cieca. || FB acechelene.
acedetà [ačədətà] sf. Acidità. || TF acedeta’.
acene [àčənə] sm. Acino. || SA àcene àcene se fáce ‘a màcene [àčənə àčənə sə fǻčə ‘a màčənə] lett. ad acino ad acino si può macinare. || VC àceno de granato [àčənə də ġranǻtə] chicco di melagrana. || VC àceno.
acerbe [ačèrbə] agg. Acerbo. || RM acèrbe.
acete [àčətə] agg. Acido, Andato a male. || TF àcide.
acetere [ačətérə] sf. Acetiera. || VC acetèra. || VC acetìera.
acetose [ačətósə] sf. Acetosa. || VC  acetosella.
ache [ǻkə] sm. Ago. || Anche aghe [ǻġə] || VC aco.
achiude [aki̯ùdə] v. Chiudere. || Anche achiute, chiude [aki̯ùtə, ki̯ùdə] || SA Achiùde quèlla pòrte che fáce frìdde [aki̯ùdə ku̯èlla  pòrtə ke fǻčə frìddə] Chiudi quella porta che fa freddo. || RM achiùde.
achiuse [aki̯ùsə] pp., agg. e sm. Chiuso. || Anche chiuse [ki̯ùsə] || RN stævə akjusə [stévə aki̯ùsə] stava chiuso. || RN akjusə. || FP achius.
achiute [aki̯ùtə] v. Chiudere. || Anche achiude, chiude [aki̯ùdə, ki̯ùdə] || SA¹ achiute.
acite [ačìtə] sm. Aceto. || EG me mettèvene de càpe ind’a l’acite [mə məttèvənə də kǻpə nd-a l-ačìtə] Ndr. mi mettevano di testa nell’aceto. || VC acìte. || EG acite.
acizze [ačìzzə] solo nella locuz. d’acìzze [d-ačìzzə] Andato a male, d’aceto. || GF Se n’è jute d’acizze [sə n-è i̯ùtə d-ačìzzə] È diventato aceto. || GF acizze.
acqua [àkku̯a] sf. Acqua. || Anche acque [àkku̯ə] || RA vijendé, acqua e neve, cavede e fridde [vìndə, àkku̯-e nnévə, kàvəd-e frìddə] vento, acqua e neve, caldo e freddo. || VC acqua de ràse [àkku̯ə də rǻsə] Acqua di ragia. Ndr. resina prodotta dalla corteccia di pini e abeti; Acqua nfàccia a li muri [àkku̯a mbàčč-è mùrə] Quell'acqua che si vede in alcune grotte quasi sudore della terra; Acqua rìccia [àkku̯a rìččə] Rugiada; acqua a vìento [àkku̯a a vvìndə] Acquivento; acqua sàuza [àkku̯a sàuzə] Acqua salmastra. || ZO acqua (1864)                                                                                                                                                             acquà [akku̯à] avv. Qua. || Anche cqua, qua [kku̯à, ku̯à] || NM Aqquà nen mi piace a stà da sule [akku̯à nən mə pi̯ǻčə a stà da sùlə] Ndr. In questo posto non mi piace stare da solo. || NM aqquà.
acquachicchiere [àkku̯akìkki̯ərə] agg. Annacquato. || Anche   acqua chiochiere [àkku̯aki̯òki̯ərə] || BA acqua chiochiere.
acquacquagghiate [akku̯aku̯aġġi̯ǻtə] pp. e agg. Concluso, Combinato qualcosa. || ML stasere ‘n’àmme acquaquaghjate proprije ninde [stasérə n-àmm-akku̯aku̯aġġi̯ǻtə pròpi̯ə nìndə] Ndr. questa sera non abbiamo combinato proprio niente. || LR acquaquagghjàte. || ML acquaquaghjate.
acquaquagghià [akku̯aku̯aġġi̯à] v. Concludere, Mettere insieme, Realizzare, Combinare qualcosa, Raccapezzare. || SA n'acquaquàgghie nìnde [nn-akku̯aku̯àġġi̯ə nìndə] non conclude niente. || AA Nen ze sàpe acquaquagghjà [nə nʒə sǻpə akku̯aku̯aġġi̯à] Non si sa raccapezzare. || BA acquaquagghià. || AA acquaquagghjà.
acquare [akku̯ǻrə] sf. Rugiada, Brina. || Anche acquaricce [akku̯arìččə] || BA acquare. || MM acquáre.
acquarelle [akku̯arèllə] sf. Pioggerella. || VC acquarella.
acquaricce [akku̯arìččə] sf. Rugiada, Brina. || cfr. acquare [akku̯ǻrə] || MM acquarícce.
acquarule [akku̯arùlə] sm. Acquaiolo. || VF acquarúlo (1841) || VC acquarùle. || BA acquarule || RF akkṷarůle̯.
acquasale [akku̯asǻlə] sf. Acquasale, Pane bagnato e condito. || BA acquasale. || SF acquasàle.
acquasandere [akku̯asandérə] sf. Acquasantiera. || VF acquasantèra (1841).
acquasmacchiande [aku̯aʃmakki̯àndə] sf. Candeggina. || SF acquasmacchiande.
acque [àkku̯ə] sf. Acqua. || Anche acqua [àkku̯a] || PR sott’acque e sott’a vvînde agnu matine [sòtt-àkku̯ə e ssòtt-a vvìndə òɲɲe mmatìnə] Ndr. sotto l’acqua e sotto il vento ogni mattina. || PR acque. || CA¹ acque.
acquicce [akku̯ìččə] sf. Pioggerellina. || pp. e agg. Annacquato. || EG acquicce.
acre [àkrə] agg. Acre, Aspro. || FB acre.
adaccià [adaččà] v. Tritare carni e verdure. || Anche addaccià. || VC adaccià.
adaccialarde [adaččalàrdə] sm. Mezzaluna, sorta di coltello a lama ricurva con doppia impugnatura, per tritare verdure. || Legno piano su cui si tagliano le vivande, Tagliere.  || Anche daccialarde [daččalàrdə] || VF adaccialardo (1841) || VC adaccialàrde.
Adame [adǻmə] pers. m. Adamo. || ME ‘a fèmmene chè Adame avève sèmbe bramate [a fèmmənə ke adǻmə avévə sèmbə bbramǻtə] la femmina che Adamo aveva sempre bramato. || ME Adame.
addaccià [addaččà] v. Tritare carni e verdure. || Anche adaccià.
addacquà [addakku̯à] v. Adacquare, Irrigare. || LA 'nn'occorre semenà, zappà, addacquà [nn-okkòrrə səmənà, zappà, addakku̯à] Ndr. non occorre seminare, zappare, innaffiare. || LA addacquà.
addacquate [addakku̯ǻtə] pp. e agg. Annacquato. || VC vine adacquàte [vìnə addakku̯ǻtə] vino innacquato. || VC adacquàte.
addacquatore [addakku̯atórə] sm. Annaffiatoio. || VC adacquatùre.
addavere [addavérə] avv. antiq. Davvero. || VC addavère.
addebbelisce [addəbbəlìššə] v. Indebolire. || BA addebbelisce.
addecrijà [addəkrii̯à] v. Godere, Ricrearsi. || SA M’àgghie addecrijáte [m-àġġi̯ə addəkrii̯ǻtə] Mi sono divertito. || MP Ije diché che tu t’addecrijé a farm’ innervosì. Avast! nen ma fidé cchijù [ìi̯ə dìkə ke tu t-addəkrìi̯ə a ffàrmə nnervosì. avàstə! nə mm-a fìdə kki̯ù] Ndr. Io dico che tu ti diverti a farmi innervosire. Basta! non ce la faccio più. || SA¹ addecrjà’. || GF¹ addecrijà. || VC addecreà. || SA¹ addecrijà’.
addecrije [addəkrìi̯ə] sm. Godimento, Divertimento, Delizia. || AO addecrìje.
addefreddà [addəfrəddà] v. Raffreddare. || BA Te scalfe dananze e t’addefriedde da rete [tə skàlfə da nànʒə e tt-addfrìddə da rétə] vicino al braciere, davanti riscalda ma dietro raffredda. || RM addefreddà.
addefresckarse [addəfrəškàrsə] v. Rinfrescarsi. || VC Addefrescàrse l’osse [addəfrəškàrsə l-òssə] Rinfrescarsi le ossa. || VC addefrescàrse.
addeggerì [addəğğərì] v. Digerire. || EG addeggerì.
addemurà [addəmurà] v. Ritardare. || Anche addumurà [addumurà] || BA addemurà. || VC addumurà.
addermute [addərmùtə] pp. e agg. Addormentato. || RM addermùte.
addevendà [addəvəndà] v. Diventare. || VMG e po’ addventajë cumë nu Rodë cü tuttë quantë [e ppò addəvəndǻi̯ə kùme nu Ródə kə ttùttə ku̯àndə] Ndr. e poi diventò come un Erode -cattivo- con tutti. || MP Addeventé ancore cchijù surde [addəvèndə anġórə kki̯ù ssùrdə] Ndr. Diventa amcora più sordo. || NM addivindà. || TF addeventa’.
addeziunà [addəzzi̯unà] v. Addizionare.
addice [dìčə] v. Dire. || Anche dice [addìčə] || SG¹ Nen sacce addìce mancke cum’è state [nʒàččə addìčə màṅġə kum-è stǻtə] Ndr. Non so dire neanche come è stato. || SG¹ addìce.
addò [addò] avv. Dove. || Anche andò, ‘ndò [andò, ndò] || BA Addò schiopp' ntrone [addò škòppə ndrónə] Dove scoppia il temporale si sentono i tuoni. || ZO addò (1864) || SA¹ a-ddò’.
addobbie [addòbbi̯ə] sm. Oppio, Narcotico, Anestetico. || SA Pìgghie l’addòbbie che àmma fa l’operazióne [pìġġi̯ə l-addòbbi̯ə ke àmma fa l-operazzi̯ónə] Prendi l’anestetico che dobbiamo operare. || AO addòbbie.
addore [addórə] sm. Odore. || SA Sènde n’addóre de farmacìje [sèndə n-addórə də farmačìi̯ə] Sento odore di farmacia -farmaci-. || MU addòre.
addorme [addòrmə] v. Addormentare. || SA Addùrme ‘u criatùre [addùrmə u kriatùrə] Addormenta il bambino. || PR ca prime ca s’addorme tutt’i sere [ka prìmə ka s-addòrmə tùtt-i sérə] Ndr. che prima che si addormenta tutte le sere. || RM addòrme.
addrete [addrétə] prep. e avv. Dietro. || Anche arrete [arrétə] || PR pure chi stev’addrete t’à ccapite [pùrə ki stévə addrétə t-à kkapìtə ] Ndr. Pure chi stava dietro ti ha capito. || PR addrete.
addrezzà [addrəzzà] v. Raddrizzare. | LMG Tutt’ quand’ s’arrecordene, quanne u’ fegghije d Tatonn’ e ‘Ngurnatell Sguingie, s’addrezzejie a spine dursale. Fujie a madonne d’Ingurnate a fà stù merachele! [tùttə ku̯àndə s-arrəkòrdənə, ku̯ànnə u fìġġi̯ə də tatònnə e ṅġurnatèllə Sġu̯ìnğə, s-addrəzzǻi̯ə a spìna dursǻlə. fùi̯ə a madònnə d-iṅġurnǻtə a ffà stu məràkulə!]  Ndr.  Tutti ricordano quando al figlio di Antonio ed Incoronata Sguincia si raddrizzò la spina dorsale. Fu la Madonna dell’Incoronata a fare questo miracolo! || RM addrezzà.
addrizzadinde [addrizzadìndə] sf. Licciaiola, Arnese per torcere i denti della sega. || VC addrizzadìenti.
addubbà [addubbà] v. Addobbare. || RM  addubbà.
addubbate [addubbàtə] pp. e agg. Addobbato. || LR addubbàte.
addubbià [addubbi̯ǻ] v. Narcotizzare, Intontire con sostanze alcooliche o stupefacenti, Anestetizzare.
addubbijate [addubbii̯ǻtə] pp. e agg. Intontito da sostanze stupefacenti, Narcotizzato, Stordito.
adducchià [addukki̯à] v. Adocchiare. || Anche aducchià, aucchià. || PR ’a gatte sott’ ‘a bbotte l’adducchiaje [a ġàttə sòtt-a bbòttə l-addukki̯ǻi̯ə] Ndr. La gatta subito l’adocchiò.
addulurate [addulurǻtə] pp. e agg. Addolorato. || pers. f. Addulurate, 'Ddulurate [addulurǻtə, dulurǻtə] Addolorata. || SA ‘A Madònne Adduluráte [a madònnə addulurǻtə] La Madonna Addolorata. || SF adduluràte.
addumannà [addumannà] v. Domandare. || Anche addummannà [addummannà] || SA¹ addumannà’. || ME addemandà.
addummannà [addummannà] v. Domandare.
|| Anche addumannà [addumannà] || RM addummannà.
addumurà [addumurà] v. Ritardare. || Anche addemurà [addəmurà] || VC addumurà. || BA addemurà.
addunarse [addunàrsə] v. rifl. Accorgersi. || SA Mo che te n’addùne! [mò ke tə n-addùnə!] Quando te ne accorgi! || VC Non se n’è addunàte [nun sə n-è addunǻtə] Non se n’è accorto. || VC addunà.
addurende [addurèndə] agg. Odoroso. || DLC addurénde.
addurine [addurìnə] sm. Boccetta di profumo. || VC addurìne.
addurmute [addurmùtə] pp. e agg. Addormentato. || SA S’è addurmùte ‘u vràzze [s-è addurmùtə u vràzzə] Si è addormentato il braccio. || VC addormùte.
adduruse [addurùsə] agg. Odoroso, Profumato. || VC addurùse.
adduvenà [adduu̯ənà] v. Indovinare. || Anche anduvenà [anduu̯ənà] || SF adduvenà || RF adduve̯ná
Adelì’ [adelì] pers. f. Adelina, Adele.
aducchià [adukki̯à] v. Scorgere, Vedere. || Anche adducchià, aucchià [addukki̯à, aukki̯à] || BA aducchià.
adunà [adunà] v. Raccogliere, Radunare. || VC a duonà, adunà, adduonà [a ddunà, adunà, addunà] adunare, radunare, raccogliere. || VC adduonà.
adunate [adunǻtə] pp. e agg. Raccolto. || SA Tenéve i capìlle adunáte [tənévə i kapìllə adunǻtə] Aveva i capelli raccolti.
affabbete [affabbétə] agg. e sm. Analfabeta. || SA Quìlle è affabbéte, fáce ‘a fìrme k’a cróce [ku̯ìllə è affabbétə, fǻčə a fìrmə k-a króčə] Quell’uomo è analfabeta, pone la firma con un segno di croce. || FB affabète.
affaccià [affaččà] v. Apparire. || RM affaccià.
affacciarse [affaččàrsə] v. rifl. Affacciarsi, Fare capolino. || SA S’affacciàrene pe’ vvedè ‘u cavàlle che curréve [s-affaččàrənə pə vvədè u kavàllə ke kurrévə] Si affacciarono per vedere il cavallo che correva. || VC affacciàrse a ma la pena [affaččàrsə a mmàla pénə] affacciarsi per poco tempo, far capolino. || VC affacciàrse.
affacciatore [affaččatórə] sm. Davanzale. || cfr. avutare [avutǻrə] || RM affacciatòre.
affacennarse [affačənnàrsə] v. rifl. antiq. per Darsi un gran daffare. || VC affacennàrse.
affacennate [affačənnǻtə] pp. e agg.  Affaccendato. || VC affacennàte.
affaluppà [affaluppà] v. Mangiare avidamente. || RM affaluppà.
affamate [affamǻtə] pp. e agg. Affamato. || SA Stáce affamáte de denáre [stǻčə affamǻtə də dənǻrə] È affamato -  avido- di soldi. || FB affamàte.
affanne [affànnə] sm. Affanno. || VC affànne. || VF affanno (1841).
affarate [affarǻtə] agg. Indaffarato. || VC affaràte.
affare [affǻrə] sm. Affare. || DPM tenghe n’affare p’ì mane [tèṅġə n-affǻrə p-i mǻnə] Ndr. ho un affare per le mani.|| DPM affare.
affatate [affatǻtə] agg. Fatato, Dotato di attributi magici, Che ha fortuna, Incantato. || VC affatàte.
affavugnate [affavuɲɲǻtə] agg. Accaldato a causa del favonio, il vento caldo di ponente. || BA affavugnate.
affazzanute [affazzanùtə] agg. Robusto. || RM affazzanùte.
affebbijà [affəbbii̯à] v. Affibbiare, Dare qualcosa di non gradito a qualcuno.
affedàrse [affədàrsə] v. rifl. Fidarsi. || EG Nen t’affedanne de l’acque appandanàte, sì a schemmuve… [nən t-affədànnə də l-àkku̯ə appandanǻtə, si a skəmmùvə...] Ndr. Non ti fidare dell’acqua di pantano, se la smuovi…
affelarà [affəlarà] v. Mettere in fila, Allineare. || RN sə pįggj’u pəlanghillə, sə lœvə tųrnə tųrnə a fɔgliə, e sə ffəlarœjə bbεllə bbεllə i’nd’a təjεllə [sə pìġġi̯-u pəlanġìllə, sə lévə tùrnə tùrnə a fòľľə, ə ssə ffəlarèi̯ə bbèllə bbèllə ìnd-a təi̯èllə] Si prende la pannocchia, si toglie intorno la foglia e si affila(no) ben bene nella pentola.
affelarate [affəlarǻtə] pp. e agg. Messo in fila. || MG ’U Tenente ce mettije affelarate [u tenèndə čə məttìi̯ə affəlarǻtə] Ndr. Il tenente ci mise in fila. || MG affelarate.
affelatore [affəlatórə] antiq. per ammolafurce [ammolafùrčə]  Arrotino. || VC affilatore.                                  afferrà [affərrà] v. Afferrare. || Anche ‘fferrà [ffərrà] || SA L’è ‘fferrà bbùne, se no cáde ‘nderre [l-è ffərrà bbùnə, sənnò kǻdə ndèrrə] Lo devi afferrare bene, altrimenti cade a terra.
affetendì [affətəndì] v. Impuzzire. || RM affetendì.
affettà [affəttà] v. Dare in fitto, Prendere in fitto. || BA Chi affitte scorce [ki affìttə skòrčə] Chi fitta ci rimette. || VC affittà. || VC ffittà.
affezziunate [affəzzi̯unǻtə] pp. e agg. Affezionato. || RM affezzijunàte.
affianghe [affi̯àṅġə] avv. Accanto. || Lett. Al fianco. || CL ‘A segnore affianche dice sempe “Questo ragazzo è tutto suo padre” [a siɲɲórə affi̯àṅġə dìčə sèmbə “ku̯èsto raġàzzo è ttùtto sùo pàdre] Ndr. La signora che abita accanto dice sempre: “Questo ragazzo è tutto suo padre” || NM affianghe. || CL affianche.
affiatà [affi̯atà] v. Affiatare. || VC affiatà.
affiatate [affi̯atǻtə] pp. e agg. Affiatato. || RM affijatàte.
affelatore [affəlatórə] antiq. per ammolafurce [ammolafùrčə]  Arrotino. || VC affilatore.
affisse [affìssə] sm. antiq. per manefeste [manəfèstə] Manifesto. || VC affìsse.
affittatore [affittatórə] sm. Affittuario, Inquilino. || VF affittatore (1841).
affitte [affìttə] sm. Affitto. || SA àgghia pagà n'affìtte de quattecìnde èure [àġġi̯a paġà n-affìttə də ku̯attəčìndə èurə] devo pagare quattrocento euro di affitto. || FB affitte.
affligge [afflìğğə] v. Affliggere, Angustiare. || RM afflìgge.
afflitte [afflìttə] pp. e agg. Afflitto.|| BA Chi campe ritte, campe afflitte [ki kàmbə rìttə, kàmbə afflìttə] Chi fila dritto campa afflitto. || BA afflitte. || RA afflitté.
affraccà [affrakkà] v. Pigiare. || VC affraccà l'uva per ffa avè lu muste [affrakkà l-ùvə pə ff-avè u mùstə] Ndr. pigiare l’uva per ricavarne il mosto. || VC affraccà.
affrangate [affraṅġǻtə] pp. e agg. Affrancato, Libero da impegni. || FB affrancàte.
affucà [affukà] v. Affogare. || Locuz. affucà ‘ngànne [affukà ṅġànnə] Soffocare. || FO Chi tene nu figghije l’affoghe e chi ne tene dîce l’allope [ki ténə nu fìġġi̯ə l-affókə e kki nə ténə dìčə l-allópə] Chi ha un figlio solo l’affoga e chi ne ha dieci  li sazia. || BA affucà. || LA affugà.
affullà [affullà] v. Affollare, Riempire di gente. || RM affullà.
affullate [affullǻtə] pp. e agg. Affollato. || SA ’U tijàtre stasére stáce affulláte [u tii̯àtrə stasérə stǻčə affullǻtə] Il teatro questa sera è affollato. || FB affullàte.
affumecate [affuməkǻtə] pp. e agg. Affumicato. || SA Nen me piáce ‘u pèsce affumecáte [nən mə pi̯ǻčə u pèššə affuməkǻtə] Non mi piace il pesce affumicato. || FB affumecàte.
affunà [affunà] v. Infunare, Munire di funi, legare con funi. || VC affunà.
affunnà [affunnà] v. Affondare. || VC affunnà.
affunne [affùnnə] par. comp. A fondo, In basso. || SA¹ affunne.
affussà [affussà] v. Affossare. || RM affussà.
afrecane [afrəkǻnə] agg. Africano. || LA pare na nègre, na vère afrecane [pǻrə na nèġrə na vér-afrəkǻnə] Ndr. sembra una negra, una vera africana. || LA afrecane.
agabbetà [aġabbətà] v. Abitare. || Anche abbetà [abbətà] || SA Quìlle agàbbete abbàsce a’ gròtte [ku̯ìllə aġàbbət-abbàššə a ġròttə] Quello abita abbasso alla grotta -in un sottano-.
agavezà [aġavəzà] v. Alzare. || Anche avezà [avəzà] || SA Si nz’àgàveze me fáce ‘ngazzà [si n-aġàvəzə mə fǻčə ṅġazzà] Se non si alza, mi fa incazzare -arrabbiare-.  || [fg. alʒàre - ital. alzàre]
aggabbà [aġġabbà] v. Gabbare, Ingannare, Burlare. || Anche gabbà. || CS Si vuje aggabbà u vecine, avezete súbbete a matine [si vùi̯ə aġġabbà u vəčìnə, àvəzətə sùbbətə a matìnə] Ndr. Se vuoi gabbare il vicino, alzati subito la mattina. || CS aggabbà.
aggangà [aġġaṅġà] v. Masticare con difficoltà. || VC aggancà.
aggarbate [aġġarbǻtə] agg. Garbato. || LA àvete, sicche, pròbbete aggarbate [àvətə, sìkkə, pròbbətə aġġarbǻtə] Ndr. alto, magro, proprio garbato. || VC aggarbàte.
aggemendà [ağğəməndà] v. Canzonare, Deridere, Molestare. || BA aggementà.
aggetà [ağğətà] v. Agitare. || SA S’aggetèjene cùme cchè [s-ağğətèi̯ənə kùm-è kkè] Si agitano moltissimo.
aggevulà [ağğəvulà] v. Agevolare. || SA Me despiáce, ma nde pòzze aggevulà [mə dəspi̯àčə, ma ndə pòzzə ağğəvulà] Mi dispiace, ma non ti posso agevolare. || RM agevulà.
agghiazzà [aġġi̯azzà] v. Sistemare le bestie. || cfr. ammasunà. || FB agghijazzà. || BA agghiazzà.
agghia [àġġi̯a] 1ª sing. ind. pres. v. avè. Devo. || GG aggh’a (1834) || EG hagghia. || NM agghja. || LR hagghja. || MAM ág̓́g̓́a. || RN aggja. || LR 'gghjà || SF agghià. || [fg. dévo – ital. dèvo]
agghie [àġġi̯ə] 1ª sing. ind. pres. v. avè [avè] Ho. || GG agghio (1834) || ZO agghieu.||  LE agghije. || AO agghje. || CL agghie. || VMG agghiö.
agghie [àġġi̯ə] sm. aglio. || Anche aglie [àľľi̯ə] || VC pìgghie na capa d' àgghio [pìġġi̯ə na kǻpa d-àġġi̯ə] prendi un capo d'aglio. || VC àgghio.
agghietille [aġġi̯ətìllə] sm. Aglio tenero. || DLC agghietielle.
aggiustà [ağğustà] v. Aggiustare, Preparare in modo conveniente, Raccomodare, Riparare. || CA¹ aggiustà.
aggiustate [ağğustǻtə] agg. e pp. Aggiustato, Raccomodato, Riparato. || ZO aggiustet (1864).
aggiuvà [ağğuu̯à] v. Appagare. || SA ògne ppìcche aggióve [òɲɲe ppìkkə ağğóvə] ogni piccola qantità appaga. || RM aggiuvà.
aggradì [aġġradì] v. Gradire. || LE Nun cerck' nijend'a nésciuné; ma, tutt'aggradiscé [nən čèrkə nìndə a nniššùnə; ma tùtt-aġġradìššə] Ndr. non chiede neinte a nessuno, ma tutto gradisce.
aglie [àľľi̯ə] sm. Aglio. || Anche agghie [àġġi̯ə] || LR aglie.
aggrappà [aġġrappà] v. Aggrappare, Fissare al muro con una grappa, con un gancio, Attacarsi con forza a qualcosa che sostenga. || VC aggrappà.
aggrappatore [aġġrappatórə] sm. Raggrinzamento. || VC aggrappatura.
aggraziate [aġġraʒʒi̯ǻtə] agg. Aggraziato, Pieno di garbo. || VC aggrazziàte.
aggrumite [aġġrumìtə] agg. Raggrumato. || VC aggrumìte. || EG aggrumite.
agguandatore [aġġu̯andatórə] sm. Ricettatore. || VF agguantatòre (1841).
agguattà [aġġu̯attà] v. Coprire. || SA¹  agguattà’.
agguattate [aġġu̯attǻtə] v. Coprire. || SA¹ Aguattäte cum’lu päne de Natäle [aġġu̯attǻtə kùmə u pǻnə də natǻlə] Coperto come il pane messo a fermentare il tempo di Natale. || SA¹ agguattäte.
aghe [ǻġə] sm. Ago. || Anche ache [ǻkə] || TF àghe.
Agnese [aɲɲésə] pers. f. Agnese. || FO Sciacqua Rœse, evviv’Agnœse! [ššàkku̯a rósə, evvìv-aɲɲésə!] Sciala Rosa, evviva Agnese! || AO Agnèse. || FO Agnœse.
agnille [aɲɲìllə] sm. Agnello. || DAM agnille.
agnulille [aɲɲulìllə] sm. Baco. || VC  agnulìlle.
agnune [aɲɲùnə] pron. indef. Ognuno. || BA A longhe d’agnune [a llòṅġə d-aɲɲùnə] Lontano da ognuno le disgrazie. || BA agnune. || BF agnùn’.
agreste [aġrèstə] sf. Uva acerba. || VC agrèsta.
agrille [aġrìllə] sm. Seme della vite. || VC agrìlle.
agurie [aġùri̯ə] sm. pl. Auguri, Formula di cortesia in particolari ricorrenze. || SA Váche a fa’ agùrie a mammà [vǻkə a ffà aġùri̯ə a mmammà] Vado a fare gli auguri a mamma. || TF agùrije. || LR ‘a gùrie. || RG egurije.
agurije [aġurìi̯ə] sf. pl. Dee protettrici della casa. || BA agurìe.
aguste [aġùstə] sm. Agosto. || EG p’a fèsta nostre, d’i quinice aguste [p-a fèsta nòstrə, d-i ku̯ìnəčə aġùstə] Ndr. per la nostra festa del quindici agosto. || TF agùste. || EG aguste.
Agustine [aġustìnə] pers. m. Agostino. || EG Agustine.
ah ! [a] escl. Ah!
ahó ! [aó] escl. Ahò!
ai [ài] prep. art. Ai. || Più frequente e. || VC ai vizii tùoi [è vìzzi̯ə tùi̯ə] mannaggia a te. || VC ai.
aine [àinə] sm. Agnello. || BA aine. || LA  àine.
Aitanille [aitanìllə] pers. m. Gaetano. || TF Aitanìlle.
ajire [ai̯ìrə] avv. Ieri. || TF aìre matine [ai̯ìrə matìnə] Ndr. ieri mattina. || ZO jer (1864) || TF aìre. || EG aïre. || TF ajìre. || FP air. || [fg. iéri - ital. ièri]
ajutà [ai̯utà] v. Aiutare. || NM E si vede bune a cumme t’ha ajutate! [e ssə védə bbùnə a kkùmə t-à ai̯utǻtə!] Ndr. E si vede bene come ti ha aiutato! || RM aiutà.
ajute [ai̯ùtə] sm. e inter. Aiuto. || ME aiute. || FO aiutẹ. || LE aijut’.
alangeca [alànğəka] inter. legata quasi sempre al pron. tuje [tùi̯ə], forma l’escl. alangeca tuje [alànğəka tùi̯ə] Mannaggia te. || VC a l'àngica tua o ai vizii tùoi [a l-àṅġəka tùi̯ə - e vìzzi̯ə tùi̯ə] mannaggia a te. || BA alangeche. || AO a l’àngeca. || VC a l'àngica.
alarie [alàri̯ə] par. comp. All’aria. || TF all’àrije.
alavetrire [alavətrìrə] avv. Ierlaltro, L’altro ieri. || Anche lavetrire [lavətrìrə] || RM a'lavetrìre.
alberghe [albèrġə] sm. Albergo. || CL tu figghie mije é pegghiate ‘sta casa pe’ n’alberghe! [tu fìġġi̯ə mìi̯ə è pəġġi̯ǻtə sta kǻsə pə n-albèrġə!] Ndr. tu figlio mio hai preso questa casa per un albergo! || CL alberghe.
Alfrede [alfrédə] pers. m. Alfredo. || TF Alfrède.
alice [alìčə] sf. Alice, Acciuga. || VC alìce.
alimendare [alimendǻrə] agg. Elementare. || SA ’U criatùre ha fàtte sèje ànne, mò àdda jì a scóle alimendáre [u kriatùrə à ffàttə sèi̯ə ànnə, mò àdda i̯ì a skólə alimendǻrə] Il bambino ha compiuto sei anni, deve andare alle elementari. || RM alimendàre.
allalambe [alla làmbə] par. comp. Alla lampada. || cfr. lambe [làmbə]  || RM allalàmbe.
allambanate [allambanǻtə] pp. e agg. Allampanato. || RM allambanàte.
allangà [allaṅġà] v. Ansimare. || VC allancà.
allangate [allaṅġǻtə] pp. e agg. Affamato, Avido. || GG come a n’allangate se voleva anghjì lu stefano d’agliannole ca mangiavano li puorce [kùm-a n-allaṅġǻtə sə vulévə aṅġi̯ì u stèfanə d-i ġi̯ànnələ ka  maɲɲàvənə i pùrčə] Ndr. come un affamato voleva riempirsi lo stomaco con le ghiande che mangiavano i porci. || GG allangate (1834) || BA allancate. || SF langàte.
allanute [allanùtə] agg. Nudo, Privo di indumenti. || LA allanùte. || RN alla-nutə.
allappà [allappà] v. Allappare, Detto di frutta che ha sapore aspro. || VC allappà.
allargà [allarġà] v. Allargare. || ZO allargà (1864).
allarmà [allarmà] v. Allarmare.
allarmate [allarmǻtə] pp. e agg. Allarmato. || NM Nen vi allarmate, mi stacke assettate! [nən v-allarmǻtə, mə stǻkə assəttǻtə] Ndr. Non vi allarmate, resto seduto! || NM allarmate.
allarme [allàrmə] sm. Allarme, Antifurto. || SA Agghie luváte allarme ‘a machene [àġġi̯ə luu̯ǻtə allàrmə a màkənə] Ho tolro l’antifurto alla automobile. || VF allarme (1841).
allasche [allàskə] agg. Largo. || CS allasche || cfr. l'ital. lasco
allaskà [allaskà] v. Dilatare, Allargare. || EG ‘u canaruzze mije, s’allashe e s’apprèste a te ‘gustà [u kanarùzzə mìi̯ə, s-allàskə e s-apprèstə a  tə ġustà] Ndr. la gola mia, si allarga e si appresta a gustarti. || cfr. l'ital. allascare 'allentare'.
allazzà [allazzà] v. Lanciare urla. || EG cum’u sole s’avezàve, tu, allazzàve forte ‘a secherdune [kùm-u sólə s-avəzǻvə, tu, allazzǻvə fòrtə a səkərdùnə] Ndr. come il sole si alzava, tu gridavi forte all’improvviso. || VC allazzà.
allazzarijà [allaʒʒarii̯à] v. Rovinare, Far diventare come Lazzaro.
allazzarijate [allaʒʒarii̯ǻtə] pp. e agg. Rovinato, Diventato come Lazzaro. || CS allazzarijáte.
alleccà [alləkkà] v. Leccare. || BA alleccà.
alleccate [alləkkǻtə] pp. e agg. Leccato, Rifinito, Raffinato.
alleffarse [alləffà] v. rifl. Curarsi nel vestire. || VC alliffà. || VC alliffàrse.
alleffate [alləffǻtə] agg. Accurato nel vestire. || RM alleffàte.
allegre [allèġrə] agg. Allegro. || LR candàve e s’a pigghjàve sèmbe allègre [kandǻvə e  ss-a pəġġi̯ǻvə sèmbə allèġrə] Ndr. cantava e la prendeva sempre allegramente -la vita-. || VC allègre.
allegrezze [alləġrèzzə] sf. Allegrezza. || RA Gioia e allegrezza ve dicé stu coré [ğğòi̯ə e alləġrèzzə və dìčə stu kórə] Gioia e allegrezza sa dirvi il mio cuore. || RA allegrezza. || [fg. allegrèzza - ital. allegrézza]
allegrije [alləġrìi̯ə] sf. Allegria. || RA Quanta  voce’ d’allegrii̯a! [ku̯ànda vóčə d-alləġrìi̯ə!] Quante voci d’allegria! || RA allegrija.
allegrulille [alləġrulìllə] agg. Brillo, Alticcio. || VC allegrolìlle.
allendà [alləndà] v. Allentare, Rilasciare. || SA Se nn’a fenìsce mò t’allènde nu sckaffóne! [sə nn-a fənìššə mò t-allèndə nu škaffónə] Se non la smetti ti mollo uno schiaffone. || LA Allèndene nu sacche de prumèsse [allèndənə nu sàkkə də prumèssə] Ndr. Fanno un sacco di promesse.
allendate [alləndǻtə] pp. e agg. Allentato. || Anche ‘llendate [lləndǻtə] || SA Ha ‘llendáte ‘na lòffe [à lləndǻtə na lòffə] Ha fatto una loffa.
alleppà [alləppà] v. Allontanarsi frettolosamente, Svignarsela. || VC se l' àve allippàte [sə l-à alləppǻtə] se n' è fuggito destramente, o se l'ha portato via destramente. || VC allippà. || SF leppà.
allerge [allèrğə] v. Il posarsi della neve. || LA allèrge. || BA allerge.
allerte [allèrtə] sm. Allerta. || EG sèmbe allerte turne a fa ‘u ‘rrè d’u gallenare [sèmbə allèrtə, tùrnə a ffà u rrè d-u gallənǻrə] Ndr. sempre all’erta ritorni a fare il re del pollaio. || VC allèrte.
allescià [alləššà] v. Lisciare. || VC alliscià.
allesciate [alləššǻtə] pp. e agg. Lisciato. || EG allesciate.
allesse [allèssə] sf. Ballotta, Castagna lessata con la buccia. || VF allessa (1841) || BA allesse. || VC allèssa.
allevà [alləvà] v. Allevare. || RM allevà.
alleviotte [alləvi̯òttə] sm. Passerotto. || cfr. passarille.
all'imbide [allimbìdə] locuz. In piedi. || TF all’imbìde. || RF alimbide, grafia unita di a l'imbide [a l-imbìdə] equivalente all'ital. all'impiedi
all'intrasatte [allintrasàttə] par. comp. All’improvviso, All’insaputa. || SF allintrasatte.
allisciapile [alliššapìlə] sm. Percosse. || Anche lisciapile. || SA T’àgghia fa ‘n’allisciapìle, che nen te l’è scurdà cchiù [t-àġġi̯a fà n-alliššapìlə, ke nən tə l-è skurdà kki̯ù] Devo darti tante di quelle botte che non devi dimenticarlo più.
allite [allìtə] sf. Lite. || SA Ha ffàtte allìte k’a uaglióne [à ffàttə allìtə k-a u̯aľľónə] Ha litigato con la ragazza. || VC fare allìte [fà allìtə] attaccar litigio, litigare. || VC allìte. || MP allité.
allive [allìvə] sm. Allievo, Uccellino che deve imparare a volare. || cfr. alleviotte.  || FB allìve.
allore [allórə] avv. Allora. || cfr. tanne [tànnə] || SA Allóre nn’è capìte cùme àmma fa? [allórə nn-è kapìtə kùm-àmma fà?] Allora non hai capito come dobbiamo fare? || NM allore.
alluccà [allukkà] v. Gridare. || Anche allucculà, lucculà [allukkulà, lukkulà] || SA N’alluccànne accussì chè me ndrùne ‘i rècchie [n-allukkànnə akkùssì ke mə ndrùnə i rèkki̯ə] Non gridare così perché mi rintroni le orecchie. || VC alluccà.
allucche [allùkkə] sm. Grido. || VC allùcco.
allucculà [allukkulà] v. Gridare. || Anche alluccà o lucculà. || SA Se mettìje a ‘llucculà cùme ‘nu pàcce [sə məttìi̯ə a llukkulà kùme nu pàččə] Si mise ad urlare come un pazzo. || VC allucculà.
allucenà [allučənà] v. Abbagliare, Allucinare. || VC allucenà.
alluggià [alluğğà] v. Alloggiare. || LMG Chi tarde arrive, màle allogge [ki tàrdə arrìvə, mǻlə allòğğə] Ndr. Chi tardi arriva, male alloggia. || VC alluggià.
allumà [allumà] v. Illuminare. || VC allumà li lume pe la festa [allumà i lùmə p-a fèstə] far luminarie. || VC allumà.
allumacannele [allumakannélə] sm. Accenditoio. || VC allumacannèle.
allundanà [allundanà] v. Allontanare. || RA E tè vidye, alluntanà [e ttə vədìi̯ə allundanà] E ti vidi allontanare. || RA alluntanà.
allunghe [allùṅġə] par. comp. A lungo. || Anche a ’llunghe. || BA Cunte spisse amicizie alluonghe [kùndə spìssə aməčìzzi̯ə allòṅġə] Conti frequenti, lunga amicizia. || BA alluonghe.
allunnate [allunnǻtə] pp. e agg. Marezzato. ||
  VC allunnato. || [fg. marezzàto - ital. mareʒʒàto].
alluparse [allupàrsə] v. rifl. Mangiare come un lupo, con ingordigia. || RM allupàrse.
allupate [allupǻtə] pp. e agg. Affamato come un lupo. || DMF è accussì allupàte… che i cannùle si magne sopa poste [è akkùssì allupǻtə… ke i kannùlə s-i màɲɲə sópa pòstə] Ndr. è così goloso… che i connoli li mangia sul posto -in pasticceria-. || DMF allupàte. || BA allupate || RF allupåte̯.
allurdà [allurdà] v. Sporcare. || SA ’U criatùre stáce allurdànne tutt’a tuvàglie [u kriatùrə stǻčə allurdànnə tùtt-a tuu̯àľľə] Il bambino sta sporcando tutta la tovaglia. || RM allurdà.
alluscià [alluššà] v. Vedere.
allustrì [allustrì] v. Lucidare. || VC allustrì.
almene [alménə] avv. Almeno, Se non altro. || BA Crisce figghie, crisce puorce alumene t'allecche u musse [krìššə fìġġi̯ə, krìššə pùrkə alménə t-allìkkə u mùssə] Cresci figli alleva invece i maiali, almeno ti ungerai di grasso le labbra. || ZO a lumano (1864) || BA alumene. || MG allumene. || CV almen.
Altamure [altamùrə] cogn. Altamura. || RA Lanza, Altamura, e ati cinté [lànə, altamùrə, e àti čìndə] Lanza, Altamura, e altri cento. || RA Altamura.
altanija [altanìi̯ə] sf. antiq. per Litania. || Anche litanije. || NC altanija.
altare [altǻrə] sm. Altare. || SA¹ avetäre.
altezze [altèzzə] sf. Altezza. || PM altèzze.
alvere [àlvərə] sm. Albero. || cfr. arve.  || LE arvél. || PM albere.
alverille [alvərìllə] sm. Alberello. || AO alverìlle.
alze [àlzə] sm. Bure, Timone dell’aratro. || MM l-álze [l-àlzə] il bure. || MM álze.
amà [amà] v. Amare. || SF amà.
amare [amǻrə] agg. Amaro. || estens. Amareggiato.  || DAM  Staje amare come nu’ cule de cetrule [stǻi̯ə amǻrə kùmə è nu kùlə də čətrùlə] Ndr. Sei amaro come un culo  -l’estremità- di cetriolo. || SF amàre. || BF amara. || DAM amare.
amarene [amarénə] sf. Amaréna. || VC amarèna. || VF amarena (1841) || [fg. amaréna - ital. amarèna]
ambacce [ambàččə] par. comp. In faccia. || Anche ‘mbacce [mbàččə] || RM ambàcce.
ambarà [ambarà] v. Imparare. || Anche 'mbarà [mbarà]  || SA Ambàrate a parlà, prìme de trasì qua ìnde [ambàrətə a pparlà prìmə də trasì kku̯à ìnde] Impara a parlare -usa un linguaggio più decoroso- prima di entrare qui dentro. || VMG accussì iö më l’amparö [akkussì ìi̯ə m-a mbǻrə] Ndr. così io lo imparo. || VC amparà. || GF¹ mbarà.
ambriste [ambrìstə] sm. Prestito. || Anche ‘mbriste [mbrìstə] || BA Si l’ambrieste sarrije buone s’ambrestarrije a megghiere [si l-ambrìstə sarrìi̯ə bbùnə, s-ambrəstarrìi̯ə a məġġi̯érə] Se il prestito giovasse si presterebbe la moglie. || BA ambrieste. || SF ambrèste.
ambulande [ambulàndə] agg. e sm. Ambulante. || SA Qua nnànze nn’i vògghie vedè cchiù l’ambulànde! [kku̯à nnànə nn-i vòġġi̯ə vədè kki̯ù l-ambulàndə!] Qui davanti non voglio più vedere i venditori ambulanti! || LR ambulande.
amecizia [aməčìzzi̯a] sf. Amicizia. || Anche amecizie. || SA Pàtte chiáre, amecìzia longhe [pàttə ki̯ǻrə, aməčìzzi̯a lòṅġə] Patti chiari, amicizia lunga. || CS amicizija.
amecizie [aməčìzzi̯ə] sf. Amicizia. || Anche amecizia. || BA amicizie. || ME ‘a macizije.
americule [amərìkulə] sf. Mora. || Anche mericule. || BA americule. || VC amerìcula. 
amice [amìčə] sm. pl. Amici. || sing. amiche. || NM ’u timbe di salutà a l’amici [u tìmbə də salutà  a l-amìčə] Ndr. il tempo di salutare gli amici. || TF Ghìje nen vedève l’òre de ‘ngundra’ l’amìce! [ġìi̯ə nən vədévə l-órə də ṅġundrà l-amìčə!] Ndr. Io non vedevo l’ora di incontrare gli amici! || NM amici. || TF amìce.
amiche [amìkə] sm. sing. Amico. || pl. amice [amìčə] || ZO amicho (1864) || SF amicke. || CS amiche.
ammacagnate [ammakaɲɲǻtə] pp. e agg. Ammaccato, Contuso, Malmesso. || MA quill’ é malate é tutt’ fracete e ammagagnate [ku̯ìllə è malǻtə, è tùttə fràčətə e ammakaɲɲǻtə] Ndr. quello è malato, è tutto marcio e malmesso. || SF ammacagnàte. || MA ammagagnate.
ammaccà [ammakkà] v. Inventare, Ammaccare, Raccontare frottole. || RM ammaccà.
ammaccate [ammakkǻtə] pp. e agg. Ammaccato. || LR na stagnère mîse a tracolle, únte e ammaccàte [na staɲɲérə mìsə a ttrakòllə ùntə e ammakkǻtə] Ndr. un recipiente di latta messo a tracolla, unto e ammaccato.  || LR ammaccàte.
ammacchià [ammakki̯à] v. Macchiare. || VC ammacchià.
ammandà [ammandà] v. Ammantare, Avvolgere in un manto. || BF Ammantáte bbona bbone [ammandǻtə bbóna bbónə] Ben avvolta in un manto.
ammanecate [ammanəkǻtə] agg. Ammanigliato, Ben introdotto in un ambiente, Ammanicato. || lett. Col manico. || SA¹ ammanecäte.
ammangà [ammaṅġà] v. Diminuire. || VC ammancà.
ammarrunà [ammarrunà] v. Abborracciare. || VC ammarronà.
ammartenate [ammartənǻtə] agg. Popolano che si atteggia a gagà. || BA ammartenate.
ammasckate [ammaškǻtə] pp. e agg. Accaldato. || BA ammaschiate || RF ammaškåte̯.
ammasunà [ammasunà] v. Appollaiare, Ammansire, Stordire. || BA ammasunà. || VC ammasonà || RF ammasuná.
ammasunate [ammasunǻtə] pp. e agg. Stordito, Percosso. || RM ammasunàte.
ammatte [ammàttə] solo nelle locuz. 1. ammàtte ‘a gòcce [ammàttə a ġòččə] Prendere un grande spavento. 2. ammàtte ‘u mále [ammàttə u mǻlə] Temere di essere colpito da trombosi. || BA ammatte.
ammaturà [ammaturà] v. Maturare. || VC ammaturà.
ammazzarute [ammazzarùtə] agg. Azzimo, Poco lievitato. || VF ammazzaruto (1841) || VC ammazzarùte.
ammeccià [amməččà] v. Incastrare, Congegnare legnami. || VC ammeccià.
ammecciature [amməččatùrə] sf. Collegamento di due parti che incastrano l’una nell’altra. || VC ammecciatùra.
ammedijà [ammədii̯à] v. Invidiare. || cfr. ‘nvedià. || BA ammedià.
ammedijate [ammədii̯ǻtə] pp. e agg. Invidiato. || cfr. nvedijate [nvədii̯ǻtə] || BA Megghie ammediate ca cumpatute [mèġġi̯ə  mmədii̯ǻtə ka kumbatùtə] Meglio invidiati  che  compatiti. || BA ammediate.
ammenazzà [ammənazzà] v. Incitare la bestia da tiro a camminare, Frustare il cavallo. || SA¹ ammenazzà’. || EG ammenazzà. || MA amm’nazzà.
ammendà [amməndà] v. Inventare. || Anche 'mmendà. || BA ammendà.
ammesckà [amməškà] v. Mischiare. || RM ammesckà.
ammesckate [amməškǻtə] pp. e agg. Mischiato, Mescolato.
ammezzijà [amməʒʒii̯à] v. Insegnare, Suggerire. || Anche ammizzijà [ammiʒʒii̯à] || VC Vògghie ca m’ammìezzi come fai [vòġġi̯ə ka m-ammìʒʒi̯ə kùmə fǻi̯ə] Voglio che in'insegni come fai. || VC ammiezzà.
ammiffijà [ammiffii̯à] v. Scorgere. || Anche abbiffijà [abbiffii̯à]
ammiscke [ammìškə] agg. Misto. || locuz. foglie ammiscke [fòľľə ammìškə] Verdura mista composta da burràcce, marasciùlle, jéte capacìne, sprùcete, cascìgne, ecc.
ammizzijà [ammiʒʒii̯à] v. Insegnare, Suggerire. || Anche ammezzijà. || VC ammiezzà.
ammolafurce [ammolafùrčə] sm. Arrotino. || Anche molafurce [molafùrčə] || VF ammola-forbice (1841) || RM ammolafùrbece. || BA ammolafurce. || VC ammolafòrbice, ammolafùorfece.
ammolatore [ammolatórə] sm. Arrotino. || VF ammolatore (1841).
ammolature [ammolatùrə] sf. Affilatura. || VC ammolatura.
ammubbeglià [ammubbəľľà] v. Ammobiliare. || RM ammubbiglijà.
ammuccà [ammukkà] Far cadere, Mettere giù || RF ammukká.
ammuccarse [ammukkàrsə] v. rifl. Piegarsi. || LA ammuccàrse.
ammuccate [ammukkǻtə] pp. e agg. Caduto, Piegato. || SF ammuccàte.
ammuccià [ammuččà] v. Nascondere. || DPM Sti vestite sò fatte apposte p’ammuccià a robbe [sti vəstìtə sò fàttə appòstə p-ammuččà a rròbbə] Ndr. Questi abiti sono fatti apposta per nascondere la roba. || VC ammuccià. || [fg. nascòndere - ital. nascóndere]
ammucciacole [ammuččakólə] par. comp. A nascondino. || VC Iucà a ammucciacola [i̯ùkà ammuččakólə] Giuocore a coponascondersi. || VC ammucciacòla.
ammucciarse [ammuččàrsə] v. rifl. Nascondersi. || VC ammucciàrse. || [fg. nascòndersi - ital. nascóndersi]
ammucciate [ammuččǻtə] pp. e agg. Nascosto. || CS U vine cacce fore i cose ammucciáte [u vìnə kàččə fórə i kósə ammuččǻtə] Ndr. Il vino tira fuori le cose nascoste. || EG ammucciate. || MP ammucciaté. || CS ammucciáte. ||  [fg. nascòsto - ital. nascósto]
ammucedute [ammučədùtə] agg. Ammuffito. || VC ammucidùte.
ammufalanne [ammufalànnə] par. comp. Lo scorso anno. || cfr. bufalanne, mufalanne [bufalànnə, mufalànnə] || SF ammufalanne.
ammuinà [ammuinà] v. Imbarazzare. || VC ammuinà.
ammuinarse [ammuinàrsə] v. rifl. Imbarazzarsi. || VC ammuinàrse.
ammuinate [ammuìnǻtə] agg. Di cattivo umore. || LA ammujnàte. || BA ammujenate.
ammuine [ammuìnə] sm. Confusione, Baccano. || AO ammujìne. || MG ammuine.
ammulà [ammulà] v. Affilare. || FB ammulà.
ammulatore [ammulatórə] sm. Arrotino. || cfr. ammolafurbece. || RM ammulatore.
ammullà [ammullà] v. Bagnare qualcosa con liquido in modo da inzupparlo, Ammorbidire. || VC ammullà.
ammundunà [ammundunà] v. Ammucchiare, Ammonticchiare. || VC ammontunà.
ammundunate [ammundunǻtə] pp. e agg. Ammucchiato. || RM ammundunàte.
ammuscià [ammuššà] v. Ammosciare. || VC ammuscià.
ammusciate [ammuššǻtə] pp. e agg. Ammosciato, Afflosciato, Scocciato, Infastidito. || RM ammusciate.
ammussà [ammussà] v. Tenere il muso. || VC ammussà.
ammussate [ammussáte] pp. e agg. Ammusito, Imbronciato. || AO ammussàte.
ammuzzà [ammuzzà] v. Mozzare. || VC ammuzzà.
amore [amórə] sm. Amore. || LA e t’arrecûrde ‘u prime amore [e t-arrəkùrdə u prìmə amórə] e ti ricordi il primo amore. || EG amore. || RA amoré.
andenire [andənìrə] sm. Soprastante, Reclutatore di mietitori. || BA anteniere.
andicamende [andikamèndə] avv. Anticamente. || EG andicamènde. || [fg. anticamènte - ital. anticaménte]
andicepe [andìčəpə] sm. Anticipo. || RM a’ndìcepe.
andiche [andìkə] agg. e sm. Antico. || RA Sapité u ditt’antiche che dicevé? [sapìtə u dìttə andìkə ke ddəčévə?] Sapete cosa dice un detto antico? || TF all’andìke [all-andìkə] Ndr. all’antica. || TF andìke. || LE andicke. || RA antiche.
andò [andò] avv. Dove. || Anche ‘ndo’, addò. || SA andò àbbete Ninètte? [andò àbbətə Ninèttə?] Dove abita Ninetta. || LA  ando'. || FP andò.
Andoniè [andoni̯è] pers. f. Antonietta. || BP Antoniè me daje nu becchire d’acqua! [andoni̯è mə dǻi̯ə nu bəkkìrə d-àkku̯ə!] Ndr. Antonietta dammi un bicchiere d’acqua! || BP Antoniè.
Andonie [andòni̯ə] pers. m. Antonio. || RA E pé vot’a S. Antonio [e ppə vvótə a ssand-andòni̯ə] Feci un voto a S. Antonio. || RA Antonio. || CL Antonie.
andrite [andrìtə] sf. Noccioline abbrustolite, Collana di noccioline. || VC andrìte. || SF andrite.
anduvenà [anduu̯ənà] v. Indovinare. || Anche adduvenà. || SG Spute k’anduvine [spùtə k-anduu̯ìnə] Ndr. Sputa che indovini -parla che cogli nel segno-.
anè [anè] escl. Ma guarda!, Ma vedi un po’. || SG¹ Anè! E tu pe quiste t’u pigghjià velène? [anè, e ttu pə kku̯ìstə t-u piġġi̯à vəlénə?] Ma va! E tu per questo vuoi prenderti veleno? ||  SG¹ anè.
anema [ànəma] sf. Anima. || Anche aneme. || CL ‘A bon’anema [a bbón-ànəmə] Ndr. lett. La buon’anima -la defunta-. || VC ànema. || CL anema.
anemale [anəmǻlə] sm. Animale. || VC anemàle.
aneme [ànəmə] sf. Anima. || Anche anema. || BA aneme de Die [ànəmə də ddìi̯ə] Ndr. anima di Dio. || BF Sola sole cúm' e n' aneme [sóla sólə ànəmə] Sola sola come un’anima. || GF àneme. || BA aneme. || BF aneme.
anemelle [anəmèllə] sf. Animella. || FB anemèlle.
anesine [anəsìnə] sf. Pianta simile al finocchio. || RM anesine.
angappà [aṅġappà] v. Acciuffare. || Locuz. vall'angappe [vàll-aṅġàppə] Vai a prenderlo. || VC Angàppa, angàppa l’avucìello, fa sùbbito, nun lu fa fuì [aṅġàppə aṅġàppə l-avəčìllə, fà sùbbətə, nn-u fà(čènnə) fùi̯ə] Afferra subito l’uccello, non lo far fuggire. || VC angappà.
angarrà [aṅġarrà] v. Individuare correttamente qualcosa, Imbroccare. || Anche ‘ngarrà. || LA angarrà.
angele [ànğələ] sm. Angelo. || BF L'angel' arrèt' 'a porte [l-ànğələ arrét-a pòrtə] Ndr. L’angelo dietro la porta. || BF angel’. || FP angel.
angenagghie [anğənàġġi̯ə] sf. Il basso ventre, La regione dell’inguine, Inguinaia, Anguinaia. || Anche ‘ngenagghie [nğənàġġi̯ə] || VC  anginàglia.
anghianà [aṅġi̯anà] v. Salire. || Anche ‘nghianà [ṅġi̯anà] || Locuz. anghianà ‘i scále [aṅġi̯anà i skǻlə] Salire le scale. || VC anghianà. || VC agnanà.
anghianatore [aṅġi̯anatórə] sf. Salita. || FB anghijnatòre.
anghjì [aṅġi̯ì] v. Riempire. || GG anghjì (1834).
Angiolette [anğolèttə] pers. m. Angelo. || FD Angiolett. 
angiulette [anğulèttə] sm. Angioletto. || RA angiulette.
angiurie [anğùri̯ə] sf. Oltraggio, Ingiuria. || VMG l’angiuriä cä m’annö fattä [l-anğùri̯ə ka m-ànnə fàttə] Ndr. l’oltraggio che mi hanno fatto. || VMG angiuriä.
angore [aṅġórə] avv. Ancora. | || PR angore nenn ’a sanne [aṅġórə nənn-a sànnə] Ndr. ancora non la sanno. || AM angòre. || NM angore. || CS ancore. || RA  ancoré.
anguille [aṅġu̯ìllə] sf. Anguilla. || SA Stìpe sìrpe che trùve anguìlle [stìpə sìrpə ke trùvə aṅġu̯ìllə] Conserva serpenti  -cose ritenute inutili- che troverai anguille -cose utili-. || RC Si n’n c’ st’c l’anguill’ e u cap’ton’ n’n eije Nat’l’ [si nən čə stǻčə l-aṅġu̯ìllə e u kapətónə nənnèi̯ə natǻlə] Se non ci sono l’anguilla e il capitone non è Natale. || RC anguill’.
angule [àṅġulə] sm. Angolo. || PM anghele.
angurie [aṅġùri̯ə] sf. Anguria, Cocomero.
angutene [aṅġùtənə] sf. Incudine. || RM  angùtene.
anille [anìllə] sm. Anello. || Anche ‘nille [nìllə] || declinato al f. ’a ‘nille [a nìllə] || SA T’àgghia accattà ‘nu bèlle anìlle [t-àġġi̯-akkattà nu bbèll-anìllə] Devo comprarti un bell’anello. || MM a níi̯lle̥ [a nìllə] || GG aniello (1834).
annacquate [annakku̯ǻtə] pp. e agg. Annacquato. || SA Hànne annacquáte ‘u vìne ke l’àcque [ànn-annakku̯ǻtə u vìnə ə l-àkku̯ə] Hanno annacquato il vino con l’acqua.
annaffijà [annaffii̯à] v. Innaffiare. || RM annaffijà.
annande [annàndə] avv. Avanti. || Anche ‘nnande, nande, annanze, ‘nanze [nnàndə, nàndə, annànʒə, nànʒə] || Locuz. 1. passà annande [passà annàndə] Passare avanti 2. purtà annande [purtà annàndə] Portare avanti 3. terà annande [tərà annàndə] Tirare avanti. || ME annande. || CL annante.
annanze [annànʒə] avv. Avanti. || Anche 'nnanze, 'nanze, nande, annande [nnànʒə, nànʒə, nàndə, annàndə] || SA T’aspètte annànze a’ cása mìje [t-aspèttə annànʒə a kǻsa mìi̯ə] Ti aspetto davanti casa mia. || RN annanʒë. || FD annànze.
annariarse [annari̯àrsə] v. Arrabbiarsi. || RM annarijàrse. || RF annariarse
annarule [annarùlə] sm. Contadino con un anno di contratto di lavoro. || BA annarule.
Anne [ànnə] pers. f. Anna. || FC Accussì eje tutte l’anne. Viv’a fèste de Sant’Anne [akkussì èi̯ə tùttə l-ànnə. vìv-a  fèstə də sànd-ànnə] Così è tutti gli anni. Viva la festa di Sant’Anna. || FC Anne.
anne [ànnə] sm. Anno. || LMG Turnarene o’Sanduarjie l’anne dope p’ battezzà na’ criature: ‘Ngurnatelle [turnàrənə o sanduàri̯ə l-ànnə dópə pə bbattəà na kriatùrə: ṅġurnatèllə] Ndr. Tornarono al Santuario l’anno dopo per battezzare una bambina: Incoronata. || EG anne. || RA anne’. || TF ànne. || FP ann. || RN annə.
annegghià [annəġġi̯à] Annebbiare. || [fg. nèbbia - ital. nébbia]
annettà [annəttà] v. Pulire, Sbucciare. || BA annettà.
annevate [annəvǻtə] agg. antiq. Ghiacciato. || BF vìn’ anneváte [vìn-annəvǻtə] Ndr. vino ghiacciato! || BF anneváte. || LCG annevato.
Annì [annì] pers. f. Annina, Anna. || PR Quann’ ije te vete Annì m’abbatt’ ‘u core [ku̯ànn-ìi̯ə tə  vétə  annì m-abbàtt-u kórə] Ndr. Quando io ti vedo Annina mi batte il cuore. || PR Annì.
annucchiate [annukki̯ǻtə] agg. Ornato. || SF annucchiàte.
annusulà [annusulà] v. Ascoltare di nascosto, Origliare. || Anche nusuljà, nusulà [nusulii̯à, nusulà] || BA annuselà. || SF annasulà.
anzaccà [anʒakkà] v. Insaccare. || BA  anzaccà.
anze [ànʒə] prep. congz. e avv. Anzi. || ZO anz (1864).
anziane [anʒi̯ǻnə] sost. e agg. Anziano. || RN anzinə
anzime [anʒìmə] avv. Insieme. || Anche 'nzime [nʒìmə]
aó [] Inter. || SA Aó, ‘a vulìte fenèsce de sfòtte? [aó, a vulìtə fənèššə də sfòttə?] Ó, la volete smettere di sfottere?
apirte [apìrtə] pp. e agg. Aperto. || PM apirte.
appagure [appaġùrə] sf. Paura. || Anche appaure, paure [appaùrə, paùrə] || RG appagure.
appaliunate [appali̯unǻtə] pp. e agg.  Ammuffito.
appalte [appàltə] sm. Appalto. || AO appàlte.
appandanate [appandanǻtə] agg. Paludoso, Tipico del pantano, Limaccioso, Melmoso. || SF Avetijete de l’acque appandanàte, chè quanne ‘a vàje a mòve se sènde ‘u fite [avətìi̯ətə də l-àkku̯ə appandanǻtə, ke  ku̯ànnə a vǻi̯ə a mmóvə sə sèndə u fìtə] Ndr. Guardati dall’acqua di pantano, perché quando vai per muoverela si sente la puzza. || SF appandanàte. || DAM appantanate.
appannà [appannà] v. Socchiudere, Appannare. || Anche ‘mbannà [mbannà] || SA ‘stu sóle me fáce appannà l’ùcchie [stu sólə mə fǻčə appannà l-ùkki̯ə] il sole mi costringe a socchiudere gli occhi.
appannate [appannǻtə] pp. e agg. Appannato. || Anche 'mbannate [mbannǻtə] || RM appannàte.
appapagnate [appapaɲɲǻtə] pp. e agg. Addormentato. || AO appapagnàte.
apparà [apparà] v. Riempire, Preparare trappole. || lett. Mettersi alla pari con qualcosa. || LA apparà.
apparecchià [apparəkki̯à] v. Apparecchiare.
apparecchiate [apparəkki̯ǻtə] pp. e agg. Apparecchiato, Preparato con gusto.
apparendate [apparəndǻtə] pp. e agg. Imparentato. || FB apparendàte.
apparì [apparì] v. Apparire. || EG Tande ‘ggendile e tande triste appàre, ‘u gallucce mije [tàndə ğğəndìlə e ttàndə trìstə appǻrə, u ġallùččə mìi̯ə] Tanto gentile e tanto triste appare, il galluccio mio.
appartate [appartǻtə] pp. e agg. Appartato. || FB appartàte.
appasulate [appasulǻtə] pp. e agg. Appassito. || EG cke l’ucchie musce e appasulàte [kə l-ùkki̯ə mùššə e appasulǻtə] Ndr. con gli occhi mosci e appassiti. || SF appasulàte.
appaure [appaùrə] sf. Paura. || Anche appagure, paure [appaġùrə, paùrə] || NM tene sembe appaure che l’arrobbane [ténə sèmbə appaùrə ke l-arròbbənə] Ndr. ha sempre paura che la derubino. || NM appaure. || RG appagure.
appeccià [appəččà] v. Accendere. || Anche appiccià [appiččà] || SA Chè d’è, nd’appicce ‘a luce? [ke d-è, nd-appìččə a lùčə?] Che cos’è, non ti accendi la luce? || LA appeccià.
appecciate [appəččǻtə] pp. e agg. Acceso. || SF appicciàte. || MM appe̥ččä́te̥.
appedune [appədùnə] pron. indef. Per ciascuno. || LR tand’appedùne [tànd-appədùnə] contribuendo in parti uguali. Ndr. lett. tanto ciascuno. || LR appedùne. || RF a pedune.
appene [appénə] avv. e congz. Appena. || TF  So' appène quìnnece jùrne che vìne qqua! [sò appénə ku̯ìnəčə i̯ùrnə ke vìnə kku̯à!] Ndr. Sono appena quidici giorni che vieni qua! || ZO appen (1864) || TF appène.
appenzunà [appənʒunà] v. Sporgere il tergo. || BA appenzunà.
appese [appésə] pp. e agg. f. Appesa. || m. appise [appìsə] || EG Ck’a crèsta triste e i ciambe appése isse stàce [k-a krèsta trìstə e i čàmbə appésə ìssə stǻčə] Ndr. Con la cresta triste e le zampe appese lui sta. || EG appése.
appeselate [appəsəlǻtə] pp. e agg. Appisolato. || BA appeselate.
appetite [appətìtə] sm. Appetito. || CS L’appetite nen vole cundemènte [l- appətìtə nən vólə kundəmèndə] Ndr. L’appetito non vuole condimento. || CS appetite.
appezzecà [appəzzəkà] v. Appiccicare. || LA appezzecà.
appezzecate [appəzzəkàtə] pp. e agg. Appiccicato, Attaccato. || VC appizzicato. || LR appezzecàte.
appezzecuse [appəzzəkùsə] agg. Appiccicoso. || BA appezzecuse.
appiccià [appiččà] v. Accendere. || Anche appeccià. || VC appiccià.
appicciafuche [appiččafùkə] agg. e sm. Istigatore. || FB appìcciaffuche.
appicciatore [appiččatórə] sf. Accensione. || MM ppicciatóre.
appinnetore [appinnətórə] sm. Attaccapanni.  || VF appinnitora (1841).
appirze [appìrzə] prep. e avv. Appresso, Dietro. || Anche apprisse [apprìssə] || GG se mettije appierz..e appierz..e a nu signore di quillo pajese [sə məttìi̯ə appìrzə appìrzə a nu siɲɲórə də kùllu pai̯ésə] Ndr. lett. si mise dietro dietro ad un signore di quel paese. || GG appierz..e (1834) || LE appijerz'. || PR appîrzz’. || PR appîrzz. || MA appirze.
appise [appìsə] pp. e agg. m. Appeso. || f. appese [appésə] || LR appìse.
appite [appìtə] solo nella locuz. all’appite [all-appìtə] A piedi. || RM appìte.
appizzeche [appìzzəkə] sm. Scontro. || AO appìzzeke.
applàuse [applàusə] sm. Applauso. || AO applàuse. || [fg. applàuso - ital. applàuʃo]
apposte [appòstə] avv. Apposta, Di proposito, Intenzionalmente. || MP Sì! sì ‘u faije appòste pe’ farm’ ‘ncazzà e mò te diché che eje ore de fenirlé [sì! sì u fǻi̯ə appòstə pə ffàrmə ṅġazzà e mmò tə dìkə  ke èi̯ə órə də fənìrlə] Ndr. Sì! sì lo fai apposta per farmi arrabbiare, ed ora ti dico che è ora di finirla. || MP appòste. || DPM apposte.
appresendà [apprəsəndà] v. Presentare. || MG ije subbte m'appresentaje [ìi̯ə sùbbətə m-apprəsəndǻi̯ə] Ndr. io subito mi presentai. || RM appresentà.
apprestarse [apprəstàrsə] v. rifl. Apprestarsi.
apprezzà [apprəzzà] v. Apprezzare.
apprime [apprìmə] avv. Prima, In un tempo precedente. || GG apprima (1834) || TF apprìma. || RN appröm«.
apprisse [apprìssə] prep. e avv. Appresso, Dietro qualcosa o qualcuno. || Anche appirze [appìrzə] || MG ’U jurne appriss [u i̯ùrn-apprìssə] Ndr. Il giorno dopo. || BP Isse annanze e ije apprisse [ìssə annànə e ìi̯ə apprìssə] Ndr. Lui avanti ed io dietro. || ZO apprie (1864) || BP apprisse. || MG appriss. || FD apprìsse. || FP apprizz.
apprufettà [apprufəttà] v. Approfittare. || RM apprufuttà.
appruvà [appruu̯à] v. Approvare.
appujà [appui̯à] v. Appoggiare. || LA appujà || RF appui̯á.
appunzunate [appunʒunǻtə] agg. Molto curvo, Sporgente, Ricurvo. || SF appuzzunàte.
appuzzunì [appuzzunì] v. Impuzzire, Prendere cattivo odore. || RM appuzzunì.
aprì [aprì] v. Aprire. || MP Nen ce penzànné, va gapré [nğə pənànnə, và ġàprə] Ndr. Non ci pensare, va’ ad aprire.
arà [arà] v. Arare. || SA Nen vóle nè arà e nè scurcià [nən vólə nè arà e nnè skurčà] Non vuole né arare e né scorticare -non ha voglia di fare nulla-. || FB arà.
aratre [aràtrə] sm. Aratro. || RM aràtre.
arche [arkə] sm. Arco. || PM arche.
arciule [arčùlə] sm. Orciolo, Brocca o boccale di forma panciuta. || VF arciúlo (1841).
arde [àrdə] v. Bruciare. || Anche garde [ġàrdə]
ardiche [ardìkə] sf. Ortica. || BA ardiche. || VF ardica (1841).
argiande [arğàndə] sm. pl. Soldi. || RM argiante.
arginde [arğìndə] sm. Argento. || ZO argint (1864) || AO argìnde.
aria [àri̯a] sf. Aria.
arie [àri̯ə] sf. Aria, Aia. || LE avézaijé l'uocchijé a l'arij' e tè védije [avəzǻi̯ə l-ùkki̯ə  a l-àri̯ə e tə vədìi̯ə] Alzai gli occhi verso l’alto, e ti vidi. || BA arie. || LE arij'.
arighene [arìġənə] sm. Origano. || Anche righene [rìġənə] || BA arighene. || FB arichene. || LA arìghene. || VC arìgana.
armà [armà] v. Armare. || AO armà.
armunije [armunìi̯ə] sf. Armonia. || RA Sinté canté e che armunije [sìndə kàndə e kkè armunìi̯ə] Si sentono canti in armonia. || RA armunije.
arracciate [arraččàtə] agg. Arricciato. || solo nella locuz. fáfe arracciáte [fǻfə arraččàtə] Fave che hanno la buccia arricciata in seguito alla bollitura || RF arraččåte̯.
arradecarse [arradəkàrsə] v. rifl. Radicarsi. || RM arradecàrse.
arraffà [arraffà] v. Arraffare, Cogliere nel segno, Colpire. || MA s’ campe a cche me ne freche, a chi arraff’... arraff’... senza guardà ‘mbacce a nisciune [sə kàmbə a ke mmə nə frékə, a ki arràffə... arràffə... sèna ġu̯ardà mbàččə a nniššùnə] Ndr. si vive alla ‘che mi frega’, alla ‘chi arraffa arraffa’, senza guardare in faccia a nessuno. || RM arraffà.
arraganà [arraġanà] v. Camminare a stento, Arrancare. || SA¹ arracanà’. || LA arracanà.
arraganate [arraġanǻtə] agg. Gratinato, Al gratin. || BA arraganate.
arragghià [arraġġi̯à] v. Ragliare. || Anche ragghià [raġġi̯à] || RM arragghjà.
arraggià [arrağğà] v. Arrabbiare. || SA L’àgghie fàtte arraggià [l-àġġi̯ə fàttə arrağğà] L’ho fatto arrabbiare. || BA arraggià.
arraggiarse [arrağğàrsə] v. rifl. Arrabbiarsi. || VC arraggiàrse.
arraggiate [arrağğǻtə] pp. e agg. Arrabbiato. || GF¹ arraggiàte. || EG arraggiate.
arraggione [arrağğónə] solo nella locuz. tenè arragione [tənè arrağğónə] Avere ragione. || TF e ttenève pròbbete arraggiòne!  [e ttənévə  pròbbətə arrağğónə!] Ndr. e aveva proprio ragione! || TF arragiòne.
arraggiunà [arrağğunà] v. Ragionare. || MP Mò, vine quà ‘ndò vaije, fenimé d’arraggiunà [mò, vìnə kku̯à ndò vǻi̯ə, fənìmə d-arrağğunà] Ndr. Aspetta, vieni qua dove vai, finiamo di discutere. || MP arraggiunà.
arrangià [arranğà] v. Arrangiare, Rimediare. || Anche ‘rrangià [rranğà] || RM arrangià || RF arranğá.
arraparse [arrapǻrsə] v. rifl. Eccitarsi sessualmente.
arrapate [arrapǻtə] pp. e agg. Voglioso, Eccitato sessualmente, Avido di qualcosa. || SA Stáce arrapáte de denáre [stǻčə arrapǻtə də dənǻrə] È avido di denaro. || BA arrapate.
arrappà [arrappà] v. Aggrinzare, Ridurre in grinze.
arrappate [arrappǻtə] pp. e agg. Aggrinzito. || BA arrappate. || [fg. aggrinʒito - ital. aggrinzito]
arrassà [arrassà] v. Scostare, Allontanare dal fianco. || VC arrassà.
arravugghià [arravuġġi̯à] v. Avvolgere, Ravvolgere. || BA arravugghià.
arravugghiate [arravuġġi̯ǻtə] pp. e agg. Avvolto. || FB arravugghijàte. || RM arravugghjàte. || PM arravugghiete.
arrazzà [arrazzà] v. Andare d’accordo, Trovarsi bene insieme. || EG arrazzà.
arrebbellà [arrəbbəllà] v. Mettere in disordine, Creare scompiglio. || Anche rebbellà [rəbbəllà] || AA Nenn’e’ ruère che s’arrebbèlle quann’u vann’a ggemendà [nənn-è ruu̯érə ke s-arrəbbèllə ku̯ànn-u vànn-a ğğəməndà] Non è vero che si ribella quando vanno a canzonarlo.
arrebbellate [arrəbbəllǻtə] pp. e agg. Disordinato. || SF È ché ccase tutta arrebbellate [e kkè kkǻsə tùtt-arrəbbəllǻtə] Ndr. E che casa tutta in disordine. || SF arrebbellate.
arreccià [arrəččà] v. Arricciare. || SA N’arrecciànne ‘u náse quànne pàrle, è capì? [nn-arrəččànnə u nǻsə ku̯ànnə pàrlə, è kapì?] Non arricciare il naso quando parlo, hai capito? || RM arreccià.
arreccute [arrəkkùtə] pp. e agg. Arricchito. || AO arreccùte.
arrecettà [arrəčəttà] v. Raccogliere. || SF arrecettà.
arrecogghie [arrəkòġġi̯ə] v. Raccogliere. || RM arrecògghije.
arrecorre [arrəkòrrə] v. Ricorrere. || RM arrecòrre. || [fg. ricòrrere - ital. ricórrere]
arrecurdà [arrəkurdà] v. Ricordare. || LA Sì penzuruse, te vûje arrecurdà [sì pənərùsə, tə vùi̯ə arrəkurdà] Sei pensieroso, ti vuoi ricordare. || LR arrecurdà. || FP arrucurdà.
arreduce [arrədùčə] v. Ridurre.
arredutte [arrədùttə] pp. e agg. Ridotto. || Anche redutte. || RM arredùtte.
arreggestrate [arrəğğəstrǻtə] pp. e agg. Pulito, Messo in ordine. || LR arreggestràte || RF arre̯ğğe̯stråte̯.
arrengà [arrəṅġà] v. Allineare. || RM arrengà.
arrenne [arrènnə] v. Rendere. || Anche renne. || VC Ca Dìu te l’arrènne stu bbene che m’hai fatte [ka ddìi̯ə tə l-arrènnə stu bbénə ke m-è fàttə] Che Dio te lo renda questo bene che mi hai fatto. || VC arrènne.
arrepezzà [arrəpəzzà] v. Rattoppare. || SA¹ arrepezzà’. || BA  arrepezzà.
arrepezzate [arrəpəzzǻtə] pp.e agg. Rattoppato. || SA¹ arrepezzäte.
arrepusà [arrəpusà] v. Riposare. || Anche repusà [rəpusà] || LE Arrépusàtém 'nu pock' l'ossa rotté [arrəpusàtəmə nu pòkə l-òssa ròttə] Riposate un po' le ossa stanche. || LE arrepusà.
arresciugnate [arrəššuɲɲǻtə] pp. e agg.  Avvolto.
arresecate [arrəsəkǻtə] agg. Scarnito. || RM arresecàte.
arresenate [arrəsənǻtə] agg. Scarno. || BA arresenate.
arresine [arrəsìnə] sf. Malattia delle piante. || BA arresine.
arrestute [arrəstùtə] pp. e agg. Arrostito. || RC arr’stut’.
arresuscetate [arrəsuššətǻtə] pp. e agg. Risuscitato. || Anche resuscetate. || GG E stu figghio mio era muorte pe mè, e mò è arresciuscetate, s’era perzo, e l’agghio acchiato [e stu fìġġi̯ə mìi̯ə érə mùrtə pə mme, e mmò è arrəsuššətǻtə, s-érə pèrzə, e l-àġġi̯ə akkii̯ǻtə] Ndr. E questo figlio mio era morto per me, ed ora è risuscitato, e l’ho visto. || GG arresciuscetate (1834).
arrete [arrétə] prep. e avv. Dietro, Di dietro. || Anche addrete [addrétə]  || LR Tand’anne arrète, d’a matine ‘a sère, p’i strade nostre ére nu via vaje de gènde [tand-ànnə arrétə, d-a matìnə a  sérə, p-i strǻdə nòstrə érə nu viavǻi̯ə də ğğèndə] Ndr. Tanti anni, fa dalla mattina alla sera, per le nostre strade c’era un viavai di gente. || LR arrète. || LE arreté. || RN arrétë. || [fg. diétro - ital. diètro]
arreterà [arrətərà] v. Ritirare, Tirarsi indietro, Rincasare. || SA ’ndo t’abbìje, arretìrete, che fáje mègghie [ndò t-abbìi̯ə,  arrətìrətə ke fǻi̯ə mèġġi̯ə] dove ti avvii, ritirati, che è meglio. || ML famme jì arretrà pure a mè [fàmmə i̯ì a rrətərà pùrə a mme] Ndr. Lascia che io mi ritiri -rincasi-. || ML arretrà. || SG arretra’.
arretrate [arrətrǻtə] sm., agg. e pp. Arretrato, Pagamento non effettuato alla data di scadenza. || FP arrtrat.
arrevutà [arrəvutà] v. Rivoltare. || Anche ruvutà, ruvetà, arruvutà [ruvutà, ruvətà, arruvutà]
arrevutate [arrəvutǻtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate, ruvetate, arruvutate [ruvutǻtə, ruvətǻtə, arruvutǻtə] || CV arrevutöt.
arrezzà [arrəzzà] v. Arruffare, Drizzare. || DLC arrezza’.
arrezzenì [arrəʒʒənì] v. Accapponare la pelle, Lo stringersi delle membra. || LE Sckitté ca m'arrecordé me send' arrezzenì li carne [škìttə ka m-arrəkòrdə mə sènd-arrəənì  i kàrnə] Solo che ricordi mi sento accapponre la pelle. || LE arrezzenì.
arrezzenute [arrəʒʒənùtə] pp. e agg. Aggrinzato. || VC arrezzenùte.
arrezzerijate [arrəʒʒərii̯ǻtə] pp. e agg. Rassettato. || RM arrezzerijàte.
arrezzerijà [arrəʒʒərii̯à] v. Rassettare, Togliere via tutto. || Anche rezzerijà. || RM arrezzerijà.
Arrì [arrì] pers. m. Enrico. || VC Donn’Arrì, vulìme fa nu gire? [don arrì, vulìmə fà nu ggìrə?] Don Enrico, vogliamo fare un giro di ballo? || VC Arrì.
arrobbagalline [arrobbaġallìnə] par. comp. Ruba galline. || sm. Ladruncolo. || RM arrobbagallìne.
arrubbà [arrubbà] v. Rubare, Derubare. || SA Se n’è addunáte ca stévene arrubbànne [sə n-è addunǻtə ka stèvənə arrubbànnə] Si è accorto che stavano rubando. || BA arrubbà.
arrubbate [arrubbǻtə] pp. e agg. Rubato. || DPM Sta gente se meratarrije proprije d’esse arrubate [sta ğğèndə sə mərətarrìi̯ə pròpri̯ə d-èssə arrubbǻtə] Ndr. Questa gente meriterebbe proprio di essere derubata. || SF arrubbàte. || DPM arrubate.
arruffianà [arruffi̯anà] v. Arruffianare, Agire da ruffiano. || AO arruffianà.
arrugnà [arruɲɲà] v. Contrarre, Stringere, Raggrinzire. || DPM E vole dice che l’arrugname nu poche i pide [e vvólə dìčə ke l-arruɲɲǻmə nu pókə i pìdə] Ndr. Vuol dir che gli contraiamo un po’ i piedi. || VC arrugnàrse. || SA¹ arrugnà’.
arrugnate [arruɲɲǻtə] pp. e agg. Contratto, Ricurvo, Aggranchito. || LA arrugnàte. || SA¹ arrugnäte.
arrunzà [arrunʒà] v. Portare via tutto, Arrangiare, Godere. || VC Arrunzàrse na fèmmena [arrunʒàrsə na fèmmənə] Servirsene illecitamente. Ndr. lett. Godersi una donna contro la sua volontà. || VC Se l’ave arrunzata [sə l-ǻvə arrunʒǻtə] Se l’ha goduta. || VC arrunzà.
arruscegnute [arrušəɲɲùtə] pp. e agg. Raggrinzito. || RM arruscegnùte.
arrustì [arrustì] v. Arrostire, Abbrustolire. || VC arrustì.
arrusulate [arrusulǻtə] pp. e agg. Rosolato. || EG a ragù, arrusulàte, ‘mbuttite e tuste [a rragù, arrusulǻtə, mbuttìtə e ttùstə] Ndr. al ragù, rosolato, imbottito e duro. || EG arrusulàte.
arruvà [arruu̯à] v. Arrivare. || VMG quannö turnaje e arrevaje a Ciprö [ku̯ànnə turnǻi̯ə e arruu̯ǻi̯ə a ččìprə] Ndr. quando tornò ed arrivò a Cipro. || RM arruvà.
arruvate [arruu̯ǻtə] pp. e agg. Arrivato. || GG arrevato (1834) || FD arruvàte. || TF arruuàte. || DPM arruàte.
arruvenate [arruu̯ənǻtə] pp. e agg. Rovinato. || NM ti sì arruunate firmanne cambiale! [tə sì arruu̯ənǻtə fərmannə kambiǻlə!] Ndr. ti sei rovinato firmando cambiali! || NM arruunate.
arruvere [arruu̯érə] agg. Vero. || par. comp. da ‘u vére [u vérə] il vero, la verità. || Anche ruvere [arruu̯érə] || TF Eje pròbbete  a ruvère [èi̯ə pròbbətə arruu̯érə] || TF a ruvère.
arruvine [arruu̯ìnə] sf. Rovina. || Anche ruvine [ruu̯ìnə] || RM arruvìne.
arruvutà [arruvutà] v. Rivoltare. || Anche ruvutà, ruvetà, arrevutà [arruvutà, ruvətà, arrəvutà]
arruvutate [arruvutǻtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate, ruvetate, arrevutate [ruvutǻtə, ruvətǻtə, arrəvutǻtə]
arruzzute [arruʒʒùtə] pp. e agg. Arrugginito. || VC arruzzùte.
arte [àrtə] sf. Arte. || BA arte de mazze [àrtə də màzzə] guardiano di armenti. || SG Quille face cint’arte e nisciune mistire [ku̯ìllə fǻčə čìnd-àrtə e nniššùnə məstìrə] Ndr. Quello fa cento arti e nessun mestiere. || SG arte.
arteggianate [artəğğanǻtə] sm. Artigianato. || TF artegianàte.
arteteche [artètəkə] sf. Irrequietezza, Agitazione che porta a non stare mai fermi. || VC artèteca. || TF artèteke. || BA arteteche. || FB artèteche.
artetecuse [artətəkùsə] agg. Agitato. || RM artetecùse.
articule [artìkulə] sm. Articolo. || AO  artìcule.
artiste [artìstə] sm. Artista. || RA Patriote, ver’artisté dé talinté [patriótə, vérə artìstə də talìndə] Patrioti, veri artisti di talento. || RA artisté.
Arture [artùrə] pers. m. Arturo. || LR Arture.
aruchele [arùkələ] sf. Rucola, Ruca, Ruchetta. || Anche ruchele [rùkələ] || SA ògge megghièreme àdda fa maccarùne, arùchele e patáne [òğğə məġġi̯èrəmə  àdda fà makkarùnə arùkələ e ppatǻnə] oggi mia moglie preparerà maccheroni con ruca e patate. || VF arúcola (1841) || BA aruchele. || LA arùchele. || VC arùcola.
arusce [arùššə] sm. Carbone ridotto in piccoli pezzi, Carbonella. || BA arusce.
arve [àrvə] sm. Albero. || cfr. alvere [àlvərə] || LE quillu vosck' scur' k' l'arvél' irt' e stuorté e maluort', nutecus' e 'nzaccaté! [kùllu vòskə skùrə kə l-àlvərə ìrtə e stùrtə e malùrtə, nutəkùsə e naccǻtə!] quel bosco scuro con gli alberi storti e contorti, nodosi e fitti. || AO arve. || LE arvél.
arze [àrzə] pp. e agg. Arso, Bruciato. || SA M’àgghia magnà ‘a pìzze de gráne àrze [m-àġġi̯a maɲɲà a pìzzə də ġrǻnə àrzə] Devo mangiare la pizza di grano arso. || BA fiete d'arze [fìtə d-àrzə] Ndr. puzza di bruciato. || BA  arze.
arzicule [arʒìkulə] sm. Perno della ruota del carretto. || BA arzichele.
arzille [arʒìllə] agg. Arzillo. || cfr. azzarute [azzarùtə] || CS arzílle.
ascenne [aššènnə] v. Scendere. || Anche scenne [šènnə] || LCG ascenn’ rirenn’, e anghjan’ chjagnenn’ [aššènnə rərènnə, e aṅġi̯ǻnə ki̯aɲɲènnə] Ndr. scende ridendo e sale piangendo. || LCG ascenn’.  || AO ascènne.
ascì [aššì] v. Uscire. || Locuz. isce fore. Esci fuori, Va’ via. || TF Ghìje l’avève dìtte che nen àva ‘ssci’. ‘U penzìre m’u decève [ġìi̯ə l-avévə dìttə ke nənn-v-aššì. u pənìrə m-u dəčévə] Ndr. Io l’avevo detto che non doveva uscire. Il pensiero me lo diceva. || NM ascì. || TF ‘ssci’.
asciucà [aššukà] v. Asciugare. || RM asciugà.
asciucapanne [aššukapànnə] sf. Asciugapanni, Piccolo attrezzo artigianale utilizzato per asciugare i panni, Trabiccolo. || Anche sciucapanne [šukapànnə] || VF asciuttapanni (1841) || VC asciucapànne.
asciucavocche [aššukavòkkə] sm. pl. Tarallini fatti in casa. || BA asciucabocche.
asciute [aššùtə] sf. Uscita. || pp. Uscito. || ZO sciuto (1864) || EG asciute. || TF ssciùte.
asene [àsənə] sm. Asino. || cfr. ciucce [čùččə] || GF U vòve ngiùre all’àsene chernute [u vóvə nğùrə all-àsənə kərnùtə] Il bue dice all’asino cornuto. || GF àsene. || ML asene.
asozze [asòzzə] escl. di stupore, di meraviglia, Perbacco. || agg. Uguale, Simile. || cfr. sozze [sòzzə] || RM a'sòzze.
aspettà [aspəttà] v. Aspettare, Spettare. || EG Nuie t’aspettàme cke ‘ttand’onore [nùi̯ə t-aspəttǻmə kə ttànd-onórə] Ndr. Noi ti aspettiamo con tanto onore. || MM aspe̥ttä́ve̥  [aspttǻvə] spettava. || ZO aspettà (1864) || TF aspetta’.
assacrese [assacrésə] solo nella locuz. all’assacrese [all-assacrésə] All’improvviso.  || LE a l'assacrese, ascì 'nnanze, me védije [all-assacrésə, aššì annànə  mə vədìi̯ə] all’improvviso, uscirmi innanzi vidi. || LE assacrese.
assaje [assǻi̯ə] avv. Assai. || LA Madonne d'i Sètte Vèle, si' bèlle assaje! [madònnə d-i sèttə vélə, sì bbèllə assǻi̯ə!] Ndr. Madonna dei Sette veli, sei bella assai! || PR e’ tropp’assaje [è tròpp-assǻi̯ə] Ndr. è tantissimo. || GG assai (1834) || ZO asseuje, asseujeu. || SF assàje. || LA assaje.
assalijate [assalii̯ǻtə] agg. Insipido, Senza sale. || AO assalijàte.
assaprà [assaprà] v. Assaggiare. || SA M’è fa’ ‘ssaprà? [m-è fa assaprà?] Mi fai assaggiare? || SG¹ Vularrinne assaprà ‘nu piatte propij fuggiàne [vularrìnnə assaprà nu pi̯àttə pròpi̯ə fuğğǻnə] Vorrebbero assaggiare un piatto proprio foggiano. || MP ‘u steve sckitte assapranné [u stévə škìttə assaprànnə] Ndr. lo stavo solo assaggiando. || SG¹  assaprà.
asse [àssə] sm. Asso. || AO asse.
asseccà [assəkkà] v. Seccare, Dimagrire, Asciugare. || SA T’è ‘sseccà, si vùje ascì ke mme! [t-è ssəkkà, si vùi̯ə aššì kə mme!] Devi dimagrire, se vuoi uscire con me! || BA asseccà.
asseccate [assəkkǻtə] agg. Dimagrito. || LA asseccàte.
assecchenì [assəkkənì] v. Asciugare, Rendere secco, privo di acqua. || Anche secchenì [səkkənì] || SA Pùrtame ‘nu póche d’àcque ca s’è assecchenùte ‘ngànne [pùrtəmə nu pókə d-àkku̯ə ka s-è assəkkənùtə ṅġànnə] Portami un po’ d’acqua perché ho la gola secca.
assecujà [assəkui̯à] v. Infastidire. || SF  assecuià.
assecurà [assəkurà] v. Assicurare. || ZO  Signore ti poz assicurà ca sò steut puntueul chiù caggh pututo [səɲɲò tə pòzzə assəkurà ka sò stǻtə punduǻlə kki̯ù k-àġġi̯ə putùtə] Signore, io posso assicurarla di essere stato puntuale più che ho potuto. || ZO assicurà (1864).
assedie [assèdi̯ə] sm. Assedio. || SG L’as-sedie o’ sindache [l-assèdi̯ə ó sìnəkə] Ndr. l’assedio al sindaco. || SG assedie.
assemegghià [assəməġġi̯à] v. Assomigliare, Sembrare. || SF mò assemigghje chè ne sirve cchiù [mò assəmmèġġi̯ə ke nən zìrvə kki̯ù] Ndr. ora sembri non servire più. || CL assemegghià. || SA¹ assemegghià’.
assendate [assəndǻtə] pp. e agg. Ben piazzata, Legata bene, Ben stretta. || VC assentàte.
assettà [assəttà] v. Sedere. || RM Mé, asséttate ‘nu pocke [mè, assèttətə nu pókə] Ndr. Dai, siediti un po’. || RM assettà.
assettate [assəttǻtə] pp. e agg. Seduto. || CA o Cafè-Scjantà stive assettàte ca coscja ‘ncavalcàte [ó kafè-ššandà stìvə assəttǻtə k-a kòšša ṅkavalkǻtə] Al caffè concerto stavi seduta con la gamba incavalcata. || CA assettàte.
assugghie [assùġġi̯ə] sm. Lesina per calzolai, Grosso ago ricurvo per cucire il cuoio. || VF assuglia (1841) ||  VC assùglia. || BA assugghie. || SF assugghije.
Assunde [assùndə] pers. f. Assunta. || Anche Assundine. || LR Assùnde. || LR Assunde. || DPM Assunte.
Assundine [assùndìnə] pers. f. Assunta. || Anche Assunde [assùndə]
assunnulate [assunnulǻtə] pp. e agg. Assonnato. || SF assunulàte.
ata [àtə] agg. e pron. f. Altra. || SA Ma vìte ‘nu póche a quìste che àta stòrie váce accundànne! [ma vìtə nu pókə a kku̯ìstə ke àta stòri̯ə vǻčə akkundànnə!] Ma guarda un po’ questo che altra storia va raccontando! || MG n’ata. un’altra. || MG ata.
atavanne [atavànnə] avv. Dall’altra parte, Altrove. || RM atavànne.
ate [àtə] agg. e pron. Altro. || cfr. atu, avete [àtu, àvətə] || SF Chi cèrche ‘u màle de late tròve ‘u danne sùje [ki čèrkə  u mǻlə də l-àtə tróvə u dànnə sùi̯ə] Ndr. Chi cerca il male degli altri trova il danno suo. || PM late.
ati [àti] agg. e pron. Altri. || VC àute.
atrigne [atrìɲɲə] sm. Frutto selvatico simile alle more. || BA atrigne.
attabbarrate [attabbarrǻtə] agg. Coperto da indumenti pesanti, lett. Coperto dal tabarro, un ampio e pesante mantello da uomo in uso nel passato. || SA Cùme stáje bèlle attabbarráte! [kùmə stǻi̯ə bbèllə attabbarrǻtə!] Come ti sei ben coperto!
attaccà [attakkà] v. Attaccare, Incollare, Legare. || SA Attàcche ‘u ciùcce ‘ndò vóle ‘u padróne [attàkkə u čùččə ndò vólə u padrónə] Lega il somaro dove vuole il padrone. || ZO attaccà (1864).
attaccagghie [attakkàġġi̯ə] sf. Nastro reggicalze. || RM attaccàgghije.
attaccate [attakkǻtə] pp. e agg. Attaccato, Legato, Incollato. || BA attaccate. || FO attaccätẹ.
attandà [attandà] v. Toccare maliziosamente, Palpare. || RM attandà.
attane [attǻnə] sm. Padre. || VC attàne.
attannute [attannùtə] agg. Spigato, Vigoroso. || LR cardùne attannùte [kardùnə attannùtə] cardi spigati, con poche foglie e tutto torso. || LA attannùte.
attarallà [attarallà] v. Cirdondare. || LA e da 'i figghje tuje attarallàte [e d-e fìġġi̯ə tùi̯ə attarallǻtə] Ndr. e dai figli tuoi circondato.
attassà [attassà] v. Rimanere interdetto, paralizzato dalla meraviglia o dalla paura. || VC attassà. 
attassate [attassǻtə] pp. e agg. Interdetto, Paralizzato dalla meraviglia, Agghiacciato, Incantato. || AA Quanne vède na fèmmena bbone, attassàte remàne ‘u babbjone [ku̯ànnə védə na fèmməna bbónə, attassǻtə rəmǻnə u babbii̯ónə] Quando vede una ragazza formosa, incantato rimane il balordo. || AA attassàte. || BA attassate.
attellate [attəllǻtə] pp. e agg. Attillato. || EG attellate.
attembate [attəmbǻtə] agg. Attempato, Di età matura, Anziano. || LA attembàte.
atterà [attərà] v. Attirare, Tirare. || anche terà [tərà] solo per Tirare. || AO atterà.
atterrì [attərrì] v. Atterrire, Spaventare a morte.
atterrute [attərrùtə] pp. e agg. Spaventato, Atterrito, Esterrefatto, Terrorizzato. || VC atterrùte.
attinde [attìndə] agg. Attento. || SA Stàtte attìnde uaglió, che ìje nen pazzèje [stàttə attìndə u̯aľľó, ke ìi̯ə nən pazzèi̯ə] Bada, giovanotto, io non scherzo. || SF attinde. || VC attìente.
attizzafuche [attizzafùkə] sm. Attizzatoio. || VF attizzafuoco (1841).
attore [attórə] sm. Attore. || CV A n’attör ch’ù c’rvell, u facij fa a lvell [a n-attórə k-u čərvèllə, u fačìi̯ə fà a ləvèllə] Ndr. Ad un attore con il cervello -capace-, gli fece recitare la livella. || CV attör.
attuccà [attukkà] v. Cogliere. || VC Ca’ n’ t’attòcche male [ka nd-attòkkə mǻlə] Che non ti colga male.
attunnà [attunnà] v. Arrotondare. || VC attunnà.
attunnate [attunnǻtə] pp. e agg. Arrotondato. || AO attunnàte.
atturcenijà [atturčənii̯à] v. Attorcigliare. || VC attuorcinià.
atturne [attùrnə] avv. Attorno. || RM attùrne. || SF atturne.
atu [àtu] agg. e pron. indef. Altro. || LE K’ l’aijut’ tuijé, sì, agghije pòtut’ fa’ capì a ‘la gente quille k’ agghije viste a l’atu munné [kə ll-ai̯ùtə tùi̯ə, sì, àġġi̯ə putùtə fà kapì a ğğèndə ku̯ìllə k-àġġi̯ə vìstə  a l-àtu mùnnə] Ndr. Con il tuo aiuto, sì, ho potuto far capire alla gente ciò che ho visto nell’altro mondo. || LE atu.
auanne [au̯ànnə] par. comp. Quest’anno. || SA Auànne nen avìme fàtte nìnde [au̯ànnə nn-avìmə fàttə nìndə] Quest’anno non abbiamo fatto niente -il raccolto non è andato bene-. || VC aguànne. || SA¹ aguanne. || AO auànne.
aucchià [aukki̯à] v. Adocchiare. || Anche aducchià, adducchià. || CA¹ Duje ucchije t’hanne aucchia̸te tre Sande t’hanne aiuta̸te u Padre, u Figghije e u Spįrete Sande [dùi̯ə ùkki̯ə t-ànnə aukki̯ǻtə trè ssàndə t-ànnə ai̯utǻtə u pàdrə, u fìġġi̯ə e u spìrətə sàndə] Due occhi ti hanno adocchiato, tre Santi ti hanno aiutato, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
aulive [aulìvə] sf. Oliva. || GF aulive.
aumende [aumèndə] sm. Aumento. || CL aumente.
ausille [ausìllə] sm. Covone. || VF ausiello (1841) || BA ausielle.
avandà [avandà] v. Vantare. || Anche vandà [vandà]
avandarse [avandàrsə] v. rifl. Vantarsi. || Anche vandarse. || GF Avàndete, vocca mije, si no te sguarre! [avàndətə, vòkka mìi̯ə, si nò tə Sġu̯àrrə!] Vantati, bocca mia, se no ti picchio!
avascià [avaššà] v. Abbassare. || SA Avàsce chè vìnne [avàššə ke vìnnə] Abbassa che vendi. || FO Chi troppẹ s’avascẹ, ‘u cülẹ mostrẹ [ki tròppə s-avàššə, u kùlə mòstrə] Chi troppo s’abbassa, mostra il culo. || RM avascià || RF avaššá.
avastà [avastà] v. Bastare. || cfr. bastà [bastà] || LA avaste e avanze [avàstə e avànə] Basta, perché è d’avanzo. || VC avastà. || SA¹ avastà’.
avaste [avàstə] escl. Basta. || GA E mò avast! nen cià fazz cchiù! E che se pote jè annanz accussì? [e mmò avàstə! nǧà fàzzə kki̯ù! e kkè sə pótə i̯ì nnànə akkùssì?] Ndr. Ora basta! non ce la faccio più! Ma che, si può andare avanti così? || CA¹ baste. || GA  avast. || DPM avaste. || SF abbaste.
avè [avè] v. Avere, Dovere. || Nel dialetto foggiano il verbo avere svolge principalmente la funzione di ‘ausiliare’; nel significato di dovere è ‘servile’. || MP qua’ nen eije ‘a coppie che nen pote avè figghije, ma skitte megghieremé [kku̯à nənn-è a kòppi̯ə ke nən pótə avè fìġġi̯ə, ma škìttə məġġi̯èrəmə] Ndr. qua non è la coppia che non può avere figli, ma soltanto mia moglie -che non può averne-.  || PR e ddiche sembe ca t’agghi’a parlà [e ddìčə sèmbə ka t-àġġi̯a parlà] Ndr. e dico sempre che ti devo parlare.  || LA avè. || AO avé.
avecille [avəčìllə] sm. Uccello. || Anche vecille [vəčìllə] || BA avecielle. || SA¹ avecîelle.
avedenzie [avədènʒi̯ə] sf. Udienza, Ascolto. || Anche vedenzie. || ML Pe d’avedenze a tè me fatte rombe ‘u vase [pə dà avədènʒi̯ə a  ttè m-è fàttə ròmbə u vǻsə] Ndr. Per dare ascolto a te mi hai fatto rompere il vaso. || ML avedenze. || VC avedìenzia.
averamende [averamèndə] avv. Davvero, In effetti, Veramente, Proprio. || cfr. davveramende [davveramèndə]  || SG¹ Averamènte? E a tè chi te l’ha ditte? [averamèndə? e a ttè ki t-à ddìttə?] Davvero? E a te chi l’ha detto? || LR avaramènde. || PR avaramende. || SG¹ averamènte. || EG avvèramènde. || MG averamente.
Averze [avèrzə] top. Aversa. || RA Certo Averzè m’avranna purtà [čèrtə avèrzə m-avrànna purtà] Mi porteranno al manicomio di Aversa. || RA Averzè.
avete [àvətə] agg. Alto. || SA Sì àvete e ffèsse [sì àvətə e ffèssə] Sei alto e stupido. || LR¹ àvete. || BA avete.
avete [àvətə] agg. e pron. Altro, Altri. || cfr. ate. || VC àvete.
avetijà [avətii̯à] v. Guardare.
avetrire [avətrìrə] avv. L’altro ieri.
avezà [avəzà] v. Alzare. || Anche agavezà. || VC alzà o aizà li mataràzze [avəzà i mataràzzə] piegare e ravvolgere i materassi a capo o a piè del letto. || CL Ije vuless’ sapé pecché ‘a matina m’agghia avezà a questa ora [ìi̯ə vulèssə sapè pəkkè a matìnə m-àġġi̯a avəzà a kku̯est-órə] Ndr. Io vorrei sapere perché la mattina devo alzarmi a quest’ora. || CL avezà. || VC aizà, alzà. || [fg. alʒàre - ital. alzàre]
avezate [avəzǻtə] pp. e agg. Alzato. || ZO avizeut, avizato (1864) || EG avezàte.
avutare [avutǻrə] sm. Davanzale. || cfr. affacciatore. || BA avutare.
avutine [avutìnə] sm. Vento di levante. || BA avutine.
avuzze [avùzzə] sm. Arbusto selvatico un tempo usato come combustibile. || cfr. fuffele [fùffələ] || BA avuzze.
avvedè [avvədè] v. Mostrare, Rendere chiaro, Far vedere. || SA Mò t’u fàzze avvedè ìje cùme se fáce [mò t-u fàzzə avvədè ìi̯ə kùmə sə fǻčə] Ora ti faccio vedere io come si fa. || RM avvedè.
avvenazzate [avvənazzǻtə] pp. e agg. Avvinazzato. || LA avvenazzàte.
avvergogne [avvərġòɲɲə] sf. Vergogna. || cfr.
bregogne, vregogne, vergogne [brəġòɲɲə, vrəġòɲɲə, vərġòɲɲə] || CL m’agghie misse avvergogne ije pe’ esse [m-àġġi̯ə mìssə avvərġòɲɲə ìi̯ə pə èssə] Ndr. mi sono vergognato io per lei. || CL avvergogne.
avvesà [avvəsà] v. Avvisare, Avvertire. || CL E tu ne’ me putive avvesà che stive ascenne? [e ttu nən mə putìvə avvəsà ke stìvə aššènnə?] Ndr. E tu non mi potevi avvertire che stavi uscendo? || CL avvesà.
avvise [avvìsə] sm. Avviso, Consiglio. || VC E ne’ mbòle sent’i bbuon’avvise [e nən vólə sèndə u bbùnə avvìsə] E non vuole ascoltare un buon consiglio. || VC avvise.
avvucate [avvukǻtə] sm. Avvocato. || TF avvucàte.
azzarà [azzarà] v. Arrotare arnesi agricoli. || BA azzarà.
azzardà [azzardà] v. Azzardare. || SA Nt’azzardànne a jì cchiù llà, sennò te palijèje [nt-azzardànnə a i̯ì kki̯ù llà, sənnò tə palii̯èi̯ə] Non ti azzardare ad andare mai più là, altrimenti ti picchio. || LA azzardà. || [fg. azzardare - ital. aʒʒardare]
azzarute [azzarùtə] agg. Vispo, Arzillo. || cfr. arzille. || BA azzarute.
azzeccà [azzəkkà] v. Azzeccare, Colpire nel segno, Accostarsi. || VC Azzèccate a me [azzìkkətə a mme] Avvicinati a me. || BA azzeccà. || [fg. azzeccare - ital. aʒʒeccare]
azzeccamure [azzekkamùrə] sm. Gioco che consiste nel battere una moneta contro il muro, lett. Azzeccamuro. || BA azzeccamure.
azzeccate [azzəkkǻtə] pp. e agg. Azzeccato, Addossato. || LA azzeccàte || RF azze̯kkåte̯. || [fg. azzeccato - ital. aʒʒeccato]
azzeccuse [azzəkkùsə] agg. Appiccicoso. || RM azzeccùse.
azzettà [azzəttà] v. Ammettere, Confermare. || RM azzettà.
azzett'azzette [azzètt-azzèttə] par. comp. Giusto in tempo. || RM azzètt'azzètte.
azzettesije [azzèttəsìi̯ə] avv. Quando sarà. || AO azzètte.
azzezzatille [aʒʒəʒʒatìllə] agg. Ben vestito. || || RF a l'azzazzatille [a l-aʒʒəʒʒatìllə] loc. tutto per bene, di bella presenza. || RM azzezzatìlle. || RF a l-aźźaźźatílle̯
azzicchenijà [azzikkənii̯à] v. Guardare lentamente le carte da gioco appena ricevute, per vederne il contenuto. || cfr. tirzijà [tirzii̯à]
azzuppà [azzuppà] v. Urtare, Toppare contro qualcosa, Azzoppare. || VC Azzuppà cu lu cule ntèrra [azzuppà k-u kùlə ndèrrə] Ndr. Battere il sedere per terra. || VC azzuppà || RF azzuppá. || SA¹ azzuppà’.

B

babbelijà [babbəlii̯à] v. Distrarre. || BA babbalià.
babbijone [babbii̯ónə] agg. Babbeo. || NM l’ate babbjone d’a famiglja se n’è jute [l-àtə babbii̯ónə d-a famìľľə sə n-è i̯i̯ùtə] Ndr. l’altro stupido della famiglia se ne è andato. || BA babbione. || NM babbjone.
babbusce [babbùššə] sf. Babbuccia. || RM babùsce.
baccalà [bakkalà] sm. Baccalà. || RC baccalà.
bacchettone [bakkəttónə] agg. Bacchettone. || RM bacckettòne.
badesse [badèssə] sf. Badessa. || Anche bbadesse. || EG Quèst’éje ‘na madre e ‘bbadèsse [ku̯èst-èi̯ə na màdre bbadèssə] Ndr. Questa è una madre badessa. || EG ‘bbadèsse.
bàffe [bàffə] sm. Baffo. || TF bàffe.
bagagghie [baġàġġi̯ə] sm. Bagaglio. || RM bagàgghje.
bagnà [baɲɲà] v. Bagnare. || Anche abbagnà [abbaɲɲà]  || RM bagnà.
bagne [bàɲɲə] sm. Bagno, Gabinetto. || CL intante s’é feccate ndò bagne [indàndə s-è ffəkkǻtə nd-ó bbàɲɲə] Ndr. intanto si è chiuso in bagno. || CL bagne.
bagnine [baɲɲìnə] sf. Bagnarola. || sm. Bagnino. || SF bagnine.
baguglie [baġùľľə] sm. Baule. || RM bagùglije.
balcungine [balkunğìnə] sm. Balconcino. || LR balcungine.
baldacchine [baldakkìnə] sm. Baldacchino. || FB baldacchene.
balenghe [balèṅġə] agg. Stupido.
balice [balìčə] sf. Valigia. || cfr. valigge [valìğğə] || LR valìge.
ballà [ballà] v. Ballare. || Anche abballà [abballà] || GG¹ ballà.
ballature [ballatùrə] sm. Ballatoio, Pianerottolo. || VF ballaturo (1841) || BA ballature.
balle [bàllə] sf. Balla di fieno pressata. || sm. Ballo. || ZO bal (1864) || FB bàlle.
ballecone [balləkónə] sm. Balcone. || RM ballecòne.
ballerine [ballerìnə] sf. Ballerina.
bambalù [bambalù] sm. Altalena. || LA bambalù.
Bammine [bammìnə] sm. Bambino. || BA u Bammine [u bammìnə]  Gesù Bambino della notte di Natale. || BA Bammine. || SF bommine.
bande [bàndə] sf. Banda.
banderozze [bandəròzzə] sf. Bandierina. || RM banderòzze.
bandire [bandìrə] sf. Bandiera. || Anche bannere [bannérə]
bangarelle [baṅġarèllə] sf. Bancarella. || RA E situeje for’a bancarella [e ssətuèi̯ə fórə a bbaṅġarèllə] E situa fuori la bancarella. || RA bancarella.
bangarille [baṅġarìllə] sm. Tavolo da lavoro del calzolaio. || VC Bancarìelle p’assettàrse [baṅġarìllə p-assəttàrsə] deschetto. || VF bancariello (1841) || VC bancarìelle. || BA bancarielle.
banghetille [baṅġətìllə] sm. Banchetto. || BA banchetielle. || EG banghetïlle.
banghine [baṅġìnə] sf. Banchina, Marciapiede. || FB banchene.
bangone [baṅġónə] sm. Bancone, Mobile chiuso fino a terra destinato a pubblici locali, Banco da lavoro. || RM me stacke strazianne ‘a vîta mìje arrête a ‘nu bancone, da’ matìne a’ sére [mə stǻkə strazzi̯ànnə a vìta mìi̯ə arrétə a nu bbaṅġónə d-a matìn-a sérə] Ndr. mi sto straziando la vita dietro un bancone, dalla mattina alla sera. || RM bancone. || RN bbangonə.
banne [bànnə] sm. Bando. || sf. Banda. || RA Son’a banné [sónə a bbànnə] Suona la banda. || RA banné. || SF banne.
bannere [bannérə] sf. Bandiera. || Anche bandire [bandìrə]  || VC Vota bannèra [vóta bannérə] Incostante, Volubile. || VC bannèra.
banneriole [bannəri̯ólə] sf. Banderuola. || BA bannariole. || [fg. banderuóla - ital. banderuòla]
banniste [bannìstə] agg. Bandista, Chi suona in una banda musicale. || FB bannèste.
bannone [bannónə] sm. Palco per spettacoli all’aperto. || RM bannòne.
baracchine [barakkìnə] sm. Sedile di legno del carretto trainato da cavalli, il traìne [traìnə]. || SF baracchine.
barbette [barbèttə] sf. Barbetta. || VF  barbette (1841).
barche [bàrkə] sf. Barca. || cfr. varche. || NM m’assimigghjave che stave sope a na barcke! [m-assəməġġǻvə ke stévə sópə a na bbàrkə!] Ndr. mi sembrava di stare su di una barca. || NM barcke. || FD bàrche.
bardasce [bardàššə] sm. antiq. per Ragazzo. || VC bardàscio, bardàsce.
Bare [bǻrə] top. Bari. || Anche Bbare [bbǻrə] || RN Abbasc abbasc a ppòrta Bbärë [abbàššə abbàššə a ppòrta bbǻrə] In fondo a Porta Bari. || RN Bbärë.
Barlette [barlèttə] top. Barletta. || BF fenucchie -Bbarlette [fənùkki̯ə bbarlèttə] Ndr. finocchi di Barletta. || BF Bbarlette. || [fg. Barlètta - ital. Barlétta]
barone [barónə] sm. Barone. || CS barone.
barracche [barràkkə] sf. Baracca. || RM barràccke.
barrelle [barrèllə] sf. Barella. || Anche bbarrelle [bbarrèllə] || SA Pìgghie ‘a bbarrèlle che àmma purtà u maláte ‘o spudále [pìġġi̯ə a bbarrèllə ke àmma purtà u malǻtə o spudǻlə]  Prendi la barella perché dobbiamo portare il malato all’ospedale. || RM barrèlle.
bastà [bàstə] v. Bastare. || cfr. avastà [avastà]
bastemende [bastəmèndə] sm. Bastimento. || FD bastemènte. || [fg bastimènto - ital.  bastiménto]
bastone [bastónə] sm. Bastone. || NC bastone.
bastungine [bastungìnə] sm. Bastoncino. || Anche bbastungine [bbastungìnə] || AO bbastungìne.
basulate [basulǻtə] agg. Coperto da basole di lava. || RM basulàte.
basule [bàsulə] sf. Basola, Lastra di pietra vulcanica usata per pavimentare le strade.
batoste [batòstə] sf. Batosta. || SA Da quànne ha vvùte quèlla bbatòste nz’è rrepegghiáte cchiù [da ku̯annə a vvùtə ku̯èlla bbatòstə n-è rrəpəġġi̯ǻtə kki̯ù] Da quando ha avuto quella batosta, non si è più ripreso. || FB batòste.
battaglià [battaľľà] v. Battagliare. || RM battaglijà.
battaglie [battàľľə] sf. Battaglia. || SA N’ha fàtte de battàglie quèlla llà [n-à ffàttə də bbattàľľə ku̯èlla llà] Ne ha fatte di battaglie, quella. || CL battaglie.
battaglione [battaľľónə] sm. Battaglione. || Locuz. a bbattaglióne [a bbattaľľónə] A ripetizione. || VC Mazzàte a battaglione [mazzǻtə a bbattaľľónə] Colpi a gran furore. || VC battaglione.
battarije [battarìi̯ə] sf. Batteria. || RA battarija.
battende [battèndə] agg. Battente. || GF¹ ‘na chitarra bbattènde [na kitàrra bbattèndə] una chitarra battente. || GF¹ bbattènde.
batteture [battətùrə] sf. Vagliatura. || RN bbattəturə.
battezzà [battèʒʒà] v. Battezzare. || cfr. vattijà [vattii̯à] || LMG battezzà.
battezzate [battèʒʒǻtə] pp. e agg. Battezzato. || cfr. vattijate. || TF battezzate.
battezze [battèʒʒə] sm. Battesimo. || ME battezze.
battuglià [battuľľà] v. Pattugliare, Fare la ronda. || VC battuglià.
battuglie [battùľľə] sf. Pattuglia. || VF battuglia (1841).
battute [battùtə] sf. Battuta. || NM battute.
baulle [baùllə] sm. Baule. || VF baulle (1841).
bavette [bavèttə] sf. Bavaglino. || Anche bbavette [bbavèttə] || MM bbavètte.
bavere [bàvərə] sm. Bavero. || ZO bavaro (1864).
'bbetuà [bbətuà] v. Abituare. || Anche abbetuà. || SA T’àgghi’abbetuà avezàrte subbète [t-àġġi̯-abbətuà avəzàrtə sùbbətə] Devo farti abituare ad alzarti presto.
'bbetuate [bbətuǻtə] pp. e agg. Abituato. || Anche abbetuate. || SA L’ha ‘bbetuáte malamènde [l-à bbətuǻtə malamèndə] L’ha abituato male.
bebbuzze [bəbbùzzə] sm. Bernoccolo. || cfr. vuzze, vrignucchele [vùzzə, vriùkkələ] || SF bebbuzze.
beccacce [bəkkàččə] sf. Beccaccia. || ZO biccacc (1864).
becche [bèkkə] sm. Mento. || Anche bbecche [bbèkkə] || MAM u bbękke̥ [u bbèkkə] il mento. || MAM bbękke̥. || SF beccke.
becchenotte [bəkkənòttə] sm. Gelato, Cannolo mignon. || Anche bucchenotte [bukkənòttə] || SF  becchenotte.
beccheruzze [bəkkərùzzə] sm. Bicchierino, Bicchiere da vino. || GG¹ me piace però nu beccheruzze de cchhjù [mə pi̯ǻčə però nu bbəkkərùzzə də kki̯ù] mi piace però un bicchire di più. || GG¹ beccheruzze.
becchjerine [bəkki̯ərìnə] sm. Bicchierino. || NM U’ vulite pure vuje nu bicchjerine? [u vulìtə pùrə vùi̯ə nu bəkki̯ərìnə?] Ndr. Lo volete anche voi un bicchierino? || ZO bicchirini (1864) || AO becchjerìne. || NM bicchjerine.
becchire [bəkkìrə] sm. Bicchiere. || Anche bucchire [bukkìrə] || ZO bicchier, bicchieri (1864) ||  AO becchjre. || [fg. bicchiére - ital. bicchière]
bececlette [bəčəlèttə] sf. Bicicletta. || RM bececlètte. || [fg. biciclètta - ital. biciclétta]
bedone [bədónə] sm. Bidone, Fregatura. || FB bedòne.
befane [befǻnə] sf. Befana. || FB befàne.
befanije [bəfanìi̯ə] sf. Epifania. || CV G’nnöj, jurn séj, a b’fanij éj [ğənnǻi̯ə, i̯ùrnə séi̯ə, a bbəfanìi̯ə] Ndr. Gennaio, giorno sei, è l’epifania. || CV b’fanij.
bella [bèlla] agg. f. Bella. || anche belle [bèllə] || Iteraz. bbella bbella [bbèlla bbèlla] Ben bene. || cfr. bbona bbone [bbóna bbónə] || RM Se l’ha raggeràte bélla bélla, a quélla crjatùra mìje, ‘ngénue a cumm’éje [sə l-à rağğərǻtə bèlla bbèllə, a kku̯èlla kriatùra mìi̯ə, nğèuə a kkùmm-èi̯ə] Ndr. L’ha raggirata ben bene la mia figliola, ingenua come è. || FP bella. || RM bélla.
bellafemmene [bellafèmmənə] par. comp. Bella donna, Signora. || BA bellafemene. || FP bella femmn.
belle [bèllə] agg. Bello. || al f. anche bella [bèlla] || Locuz. accussì bbelle [akkùssì bbèllə] Così bene. || Iteraz. bbelle bbelle [bbèllə bbèllə] Ben bene. || RN fẹggja fẹggja ε kkwand-irə bbεllə [fìġġi̯a fìġġi̯a e kku̯ànd-ìrə bbèllə] figlia figlia quanto eri bella. || VMG pecchè tu sajë accussì bellö suffrì [pəkkè tu sǻi̯ə akkussì bbèllə suffrì] Ndr. perché tu sai soffrire così bene. || FD Bèlle de fàcce, brùtte de còre [bèllə də fàččə brùttə də kórə] Ndr. Bello  di faccia, brutto di cuore. || VMG bellö. || FD bèlle. || FP bell.
bellefatte [belləfàttə] agg. Bello, lett. Fatto bello. || LMG ‘bbéllefàtte.
belleggenie [belləğğèni̯ə] avv. Apposta, Di proposito, Per forza. || PM A segnore de bèlle gènije [a səɲɲórə də bbelləğğèni̯ə] Ndr. La signora per forza. || BA bellegenie. || PM bèlle gènije.
bellome [bellómə] sm. Buonuomo. || BA bell'ome.
bene [bénə] sm. Bene. || Anche bbene [bbénə] || LR ’u vulèmme bène tutte quande [u vulèmmə bbénə tùttə ku̯àndə] Ndr. gli volevamo bene tutti. || LR bène. || PR bbene. || EG ‘bbéne. || EG ‘bběne. || FB bbène.
benedette [benedèttə] agg. Benedetto. || pp. e sm. beneditte. || MG Benedett Ddije, ‘eme fernute de sente luccle [bənədèttə ddìi̯ə, àmə fənùtə də sèndə lukkulə] Ndr. Benedetto Iddio, abbiamo finito di sentire grida. || MG benedett.
benedice [bənədìčə] v. Benedire. || RN kε lu vnna bbənədẹɕə [ke u vònna bbənədìčə] che lo possano benedire! || RN bbənədẹɕə.
benediche [bənədìkə] escl. Benedico! || RM benedìcke.
beneditte [bənədìttə] pp. e sm. Benedetto. || agg. benedette [bənədèttə] || sm. Pietanza pasquale con uova sode ed altro. || PR Da Criste tu si sate beneditte [da krìstə tu si stǻtə bənədìttə] Da Cristo tu sei stato benedetto. || DPM beneditte.
benedizione [benedizzi̯ónə] sf. Benedizione. || RA Po’ int’a chies’a bénédizioné [pò ìnd-a kki̯ìsə a bbenedizzi̯ónə] Poi in chiesa la benedizione. || RA bénédizioné.
beneficenze [benefičènə] sf. Beneficenza. || DPM Ha lassate vinte lire o mese a Assunte e tutte ‘u riste l’à date in beneficenze [à llassǻtə vìndə lìrə o mésə a ssùndə e ttùttə u rìstə l-à ddǻtə in benefičènə] Ndr. Ha lasciato venti lire al mese ad Assunta e tutto il resto d’ha dato in beneficenza. || DPM beneficenze.
bengunde [beṅġùndə] avv. Insomma. || RM bèngùnde.
benissime [benìssəmə] agg. superl. Benissimo.
bersaglire [bərsaľľìrə] sm. Bersagliere. || FB bersaglìre.
bescotte [bəsəkòttə] sm. Biscotto. || TF bescòtte.
bescraje [bəskrǻi̯ə] avv. Dopodomani. || cfr. pescraje [pəskrǻi̯ə] || RM bescràje.
bestie [bèsti̯ə] sf. Bestia. || ML Ma chi sò sti brutt’abbestije? [ma ki sò sti bbrùtta bbèsti̯ə?] Ndr. Ma chi sono queste brutte bestie? || ML abbestije.
besugne [bəsùɲɲə] sm. Bisogno. || Anche abbesugne. || CS L’amiche se canosce, quanne háije de besugnije [l-amìkə sə kanòššə ku̯ànnə ǻi̯ə də bbəsùɲɲə] Ndr. L’amico si conosce quando sei nel bisogno. || CS besugnije.
bettone [bəttónə] Bottone, Comando. || AO bettòne.
bezzeffe [bəʒʒèffə solo nella locuz. a bbezzèffe [a bbəʒʒèffə  A bizzeffe, Assai. || SA Téne sòlde a bbezzèffe [ténə sòldə a bbəʒʒèffə Ha soldi a bizzeffe. || VC a bizzèffe [a bbəʒʒèffə in abbondanza. || VC bizzèffe.
bezzoche [bəʒʒókə] sf. Bigotta. || m. bezzuche [bəʒʒùkə] || BA bezzoche tira a Cristo che la zoche [bəʒʒókə tìr-a kkrìstə k-a zókə]  bigotta tira a Cristo con la fune. || BA bezzoche. || TF bezzòke.
bezzuche [bəʒʒùkə] sm. Bigotto. || f. bezzoche [bəʒʒókə] || BA bezzuoche.
biangherije [biaṅġerìi̯ə] sf. Biancheria. || Anche bbiangherije. || RN a sparatə la bbjangeri̯ə [à sparaǻtə a bbi̯aṅġerìi̯ə] ha risparmiato la biancheria. || RN bbjangerjə.
bianghette [biaṅġèttə] sm. Grano tenero. || LA bianchètte.
bibbie [bìbbi̯ə] sf. Bibbia. || ME Nu poche de Bibbie [nu pókə də bìbbi̯ə] Ndr. Un po’ di Bibbia. || ME Bibbie.
bignè [biɲɲè] sm. Bignè, Pasticcino riempito con crema. || Anche bbignè [bbiɲɲè] || AA Nen ze sape mandenè c’’u magnà e c’’u cafè; nen ve diche ch’’i bbignè [nʒə sǻpə mandənè  k-u maà e k-u kafè; nən və dìkə k-i bbiè] Non si sa contenere col cibo e col caffè; non vi dico con i bignè. || AA bbignè.
bijate [bii̯ǻtə] agg. Beato. || Anche jate, vijate [vii̯ǻtə] || SA Bijáte a chi s’a pìgghie [bii̯ǻtə a kki s-a pìġġi̯ə] Beato chi se la prende -la sposa-. || EG biàte.
bijatore [bii̯atórə] sm. Avvio, Inizio. || AO bijatóre.
bile [bìlə] sm. pl. grandi sacchi di iuta per la spedizione della. || BA bile.
bigliarde [biľľàrdə] sm. Biliardo, Sala da biliardo. || CL Staije sempe ijettate dinte a nu bigliarde [stǻi̯ə sèmbə i̯əttǻtə  nd-a nu biľľàrdə] Ndr. Stai sempre -gettato- in una sala da biliardo. || CL bigliarde.
bionde [bi̯òndə] agg. Biondo.
bombise [bombìsə] par. comp. Buon peso: modo di dire dei fruttivendoli quando la merce pesata risulta maggiore di quanto richiesto e viene data ugualmente senza far pagare la differenza. || RM bombìse.
bona [bóna] agg. f. Buona. || avv. Bene. || Anche bbona. || Locuz. bbóna bbóne [bbóna bbónə] Ben bene. || FD Bòna cumpagnije, mèzza vìje [bóna kumbaìi̯ə, mèa vìi̯ə] Ndr. Buona compagnia, mezza via. || TF M’àgghjie sendùte sùbbete bbòna [m-àġġi̯ə səndùtə sùbbətə bbónə] Ndr. Mi sono subito sentita bene. || VC bbòna. || FD bòna.
bonamane [bonamǻnə] sf. antiq. Mancia. || VC bonamàne.
bonaneme [bonànəmə] sf. Buonanima. || GA u’ megghije è sembe state a’ bonaneme de mariteme [u mèġġi̯ə  è stǻtə sèmbə a bbonànəmə də marìtəmə] Ndr. il migliore -degli uomini- è sempre stato la buonanima di mio marito.  bonamàne. || GA bonaneme.
bone [bónə] agg. e sf. Buona. || Forma di saluto usata nell’accomiatarsi statte bone [stàttə bbónə] Conservati bene. || RA Mamma mia statte’ bone [màmma mìi̯ə stàttə bbónə] Mamma mia, conservati in salute. || RA bone. || SF bòne.
bonome [bonómə] sm. Buonuomo. || [fg.  buonuómo - ital. buonuòmo]
borze [bòrʒə] sf. Borsa. || VC borza. || VC vorza. || [fg. bòrsa - ital. bórsa]
bosche [bòskə] sm. Bosco. || cfr. vosche [vòskə] || MG Là nun sann parlà: 'u bosche 'u chiamene 'u vase [là nən zànnə parlà: u bbòskə u ki̯àmənə u vǻsə] Ndr. Là non sanno parlare: il bosco lo chiamano il vaso. || MG bosche.
botta 'nderre [bòtta ndèrrə] sf. Petardo. || lett. Botta per terra. || BA botta nterre.
botte [bòttə] sf. Colpo, Percossa, Botta. || SA¹ botte.
bracciande [braččàndə] smf. bracciante. || RN kwannə fačœvə u bbraččandə agrékulə ku̯ànnə fačévə u bbraččàndə agrìkulə quando facevo il bracciante agricolo. || RN bbraččandə.
brasciole [brašólə] sf. Braciola, Involtino di carne. || FC Po’ fernescj ‘a festecciòl c’’u buccuruzze e ‘na brasciòl [pò fənèššə a fəstəččólə k-u bukkurùzzə e na brašólə] Poi finisce la festicciola con un bicchiere di vino e una braciola. || LR brasciòle. || BA brasciole. || FC brasciòl. || TF brasciòla.
brave [brǻvə] agg. Bravo. || SG¹ E bbráve a tte [e bbrǻvə a tte] E bravo a te. || SG¹ bbrave. || TF bbràve. || FP brav.
bregande [brəġàndə] sm. Brigante. || EG bregande e suldate [brəġàndə e ssuldǻtə] pasta e fagioli. Ndr. lett. briganti e soldati. || RA Io la nanna mo tè canté d’a pécurell’e lu bréganté [ìi̯ə la nànna mò tə kàndə d-a pəkurèllə e u bbrəġàndə] Io ti canto la nanna della pecorina e del lupo brigante. || EG bregande. || RA bréganté.
bregogne  [brəġòɲɲə]  sf.  Vergogna. ||  cfr. avvergogne, vergogne, vregogne [avvərġòɲɲə, vərġòɲɲə, vrəġòɲɲə || RM bregògne.  [fg. vergògna - ital. vergógna]
brindese [brìndəsə] sm. Brindisi. || GG¹ ‘u brindese mégghje se fàce cke nu becchire de cchjù [u bbrìndəsə mèġġi̯ə sə fǻčə  kə nu bbəkkìrə də kki̯ù] il brindisi meglio si fa con un bicchire di più. || GG¹ brindese.
brivede [brìvədə] sm. Brivido. || Anche bbrivide. || SA A vvedè qullu spettacule, m’è venute ‘a càrna bbrìvede [a vvədè kùllu spəttàkulə m-è vvənùtə a kàrna bbrìvədə] Nel vedere quello spettacolo, mi si è accapponata la pelle.
brode [bródə] sm. Brodo. || AO Si u malate nen ze lagne u brode nen l’ave [si u malǻtə nə  làɲɲə  u bbródə nən l-ǻvə] Se il malato non si lagna il brodo non l’ha. || AO brode. || [fg. bródo - ital. bròdo]
bruscià [brušà] v. Bruciare. || Anche abbruscià [abbrušà] || SA Currìte, currìte, che se stáce abbrusciànne ‘a cáse [kurrìtə, kurrìtə, ke sə stǻčə abbrušànnə a kǻsə] Correte, correte, che sta andando a fuoco la casa. || RM bruscià.
brutta [brùtta] agg. f. Brutta. || Anche bbrutta [bbrùtta] || ML brutta. || PR bbrutta.
brutte [brùttə] agg. Brutto. || Locuz. di brutto. || Anche bbrutte [bbrùttə]  || FD brùtte. || CS brútte. || MG brutt. || BA brutte.
bruttefatte [bruttəfàttə] agg. Brutto, lett. Fatto brutto. || BM bruttefatte.
buà [buà] sm. Boa, Pelliccia da collo. || VC buà.
buatte [buàttə] sm. Barattolo. || RM buwàtte. || LA buàtte.
bucale [bukǻlə] sm. Boccale. || RM bucàle.
buccacce [bukkàččə] sm. Barattolo, Vaso di vetro per conserve. || VC buccàccie.
buccaccette [bbukkaččèttə] sm. Vasetto di vetro. || EG 'bbuccaccette.
bucchenotte [bukkənòttə] sm. Cono gelato, Pasticcino. || Anche becchenotte. || VC buccunòtte.
bucchine [bukkìnə] sm. antiq. Scodellino in cui gocciola la cera del candelotto, Porta-sigari.  || VC bucchìne.
bucchire [bukkìrə] sm. Bicchiere. || Anche becchire. || VC bucchìere.
buccolotte [bukkolòttə] sm. Piccolo boccolo. || Anche bbuccolotte [bbukkolòttə] || SA ’A màmme c’ha ffàtte i bbuccolòtte [a màmmə č-à ffàttə i bukkolòttə] La mamma gli ha fatto i boccoli.
buche [bùkə] sm. Buco, Fregatura. || Anche bbuche. || DLC ‘a ruchele ck’i buche addore pure quanne èje cotte [a rùkələ  k-i bbùkə addórə pùrə ku̯ànnə èi̯ə kòttə] la rucola con i buchi odora pure quando è cotta. || DLC buche.
buchille [bukìllə] sm. Buchino. || EG è asciute ‘nu buchille sop’o detille- [è aššùtə nu bukìllə sóp-ó dətìllə] Ndr. è uscito un buchino -nella calza- all’altezza del dito mignolo. || EG buchille.
bufalanne [bufalànnə] avv. L’anno scorso. || cfr. mufalanne, ammufalànne [mufalànnə, bufalànnə] || SF bufalànne.
bufale [bùfələ] sm. Bufalo. || BA bofele.
bufelarije [bufəlarìi̯ə] sf. Bufala, Baggianata, Stupidaggine. || AO bufelarìje.
buffette [buffèttə] sf. Tavola. || SA Mettìme ‘u vìne sop'a buffètte [mttìmə u vìnə sóp-a bbuffèttə] Mettiamo  il vino in tavola. || SF buffètte. || BA buffette. || VC buffètta.
buffettine [buffettìnə] sm. Tavolino, Tavoliere, Tavolo sul cui piano sono disegnate le scacchiere di alcuni giochi. || VC Buffettìne pe iucà [buffettìnə pə i̯ukà] Tavoliere. || VC buffettìne.
buffone [buffónə] sm. Buffone.
bufone [bufónə] sm. Bufone. || BA bufone.
Bugghione [buġġi̯ónə] pers. m. stor. Goffredo di Buglione. || VMG doppö cä Guffredö lu Bugghionë vincijë la Terra Santa [dòppə  ka ġuffrédə u buġġónə vənğìi̯ə a tèrra sàndə] Ndr. dopo che Goffredo di Buglione conquistò la Terra Santa. || VMG Bugghionë.
bullà [bullà] v. Bollare.
bulle [bùllə] sm. Bollo. || RM bùlle.
bumbardà [bumbardà] v. Bombardare.
bumbardamende [bumbardamèndə] sm. Bombardamento.  || RN  bbumbardamεn-d«, ferná, kkwá n¬j« ε vẹst-apprö-m« kum« t«nεmm-ağğustŒt«? [o bbumbardamèndə, fərnà, kku̯à nùi̯« è vìst-ap-prìm« kùm« t«nèmm-ağğustǻt«?] Al (tempo del) bombardamento, Fernà(ndo), qua, noi, hai visto (= sai, ricordi) prima come tenevamo apparecchiato? || RN bbumbardamεnd«.
bumbunire [bumbunìrə] sf. Bomboniera. || TF bumbunìre. || NM bumbinire.
bune [bùnə] agg. Buono. || Anche bbune [bbùnə] || avv. e sm. Bene. || BF N’òr de notte: L’angel’ arrèt’ ‘a porte; Marij p’ la cáse; ‘U mále ghesce E ‘u bbûone tráse! [n-órə də nòttə: l-ànğələ arrétə a pòrtə; marìi̯ə p-a kǻsə; u mǻlə ġèššə e u bbùnə trǻsə] Ndr. Un’ora di notte -un’ora dopo l’Ave Maria-: L’angelo dietro la porta; Maria per la casa; Il male esce e il bene entra! || ZO buoneu (1864) || TF bbùne. || RN bbunə. || EG ‘bbune. || BF bbûone. || [fg. buóno - ital. buòno]
bunome [bunómə] agg. Cornuto. || BA bun'ome.
burracce [burràččə] sf. Borraccia. || VC burràccia.
burraccelle [burràččèllə] sf. Borragine. || cfr. burragge  [burràğğə]
burrade [burrǻdə] sf. Burrata. || BA burrade.
burragge [burràə] sf. Borrana, Borragine, Pianta erbacea selvatica commestibile. || cfr. vurracce, burraccelle. || VF vorraccia (1841). || VC borràccia.
buscijarde [bušii̯àrdə] agg. Bugiardo. || AO U buscijàrde ha da tené ‘a memoria bone [u bbušii̯àrdə àdda tənè a məmòri̯a bbónə] Il bugiardo deve avere la buona memoria. || AO buscijàrde. || VC busciàrde. || SA¹ busciarde.
buscije [bušìi̯ə] sf. Bugia. || LA buscìje. || FD buscije. || VC buscìa.
bussele [bùssələ] sm. Busso, Bossolo, Arbusto di legno molto duro idoneo a lavori di tornio e di intaglio. || estens. Avorio. || ZO bussolo (1864) || E dal lat bxum, che è dal gr. pksos.
buste [bùstə] sf. Busta. || sm. Busto. || Anche bbuste. || GF Aguste: maneche e bbuste [aġùstə:  mànəkə e bbùstə] Ndr. Agosto: maniche e busto -metti le maniche e copriti il busto-. || GF bbuste.
bustiche [bustìkə] sm. Lippa, Piccolo legnetto affusolato. || Anche bbustiche [bbustìkə] || SF Se jocke ‘a vocke, a mazz’e busticke, a zomba cavall’e ‘trembòne  [sə i̯ókə a vókə, a mmàzzə e bbustìkə, a zzòmba kavàll-e ttrəmbónə] Ndr. Si gioca alla ‘voca’, a mazza e lippa, a salta cavallo e a nascondino. || BA pustiche. || SF busticke.
butirre [butìrrə] sm. Burro. || ZO butir (1864). || E dal lat. butȳrum, che è dal gr. bùtyron, comp. di boûs «bue» e tyrós         «formaggio».
butte [bùttə] sm. Botto. || DMF Bùtte de velène [bùttə də vəlénə ] Ndr. Avvelenata, lett. Botto di veleno. || DMF bùtte.
buttecelle [buttəčèllə] sf. Petardo di carta, Spintarella. || BA buttecelle.
butteglione [buttəľľónə] sm. Bottiglione. || CS buttiglijone.
buttegliozze [buttəľľòzzə] sf. Piccola bottiglia, Bottiglietta. || Anche buttigliozze [buttiľľòzzə] || BA buttegliozze.
buttegnacche [buttəɲɲàkkə] sm. Grosso bottone d’osso, in partcolare quello del cappotto. || SF buttegnacche. || NM¹ buttignach.
buttiglie [buttìľľə] sf. Bottiglia. || MG Ce facirene veste cu quilli vestite a culore de vrite de buttiglie [čə fačìrənə vèstə ku kku̯ìlli vəstìtə a kkulórə də vrìtə də buttìľľə] Ndr. Ci fecero vestire con quei vestiti color vetro di bottiglia. || ZO buttiglieu, buttigghie (1864) || MG buttiglie.
buttigliozze [buttiľľòzzə] sf. Piccola bottiglia di vetro, Bottiglietta || Anche buttegliozze [buttəľľòzzə] || CS buttiglijozze.
Buvine [buu̯ìnə] top. Bovino. || MG Oh, nun l'avess maje ditt, arruvat'a Bovine n'ata tremustrazione [ó, nun l-avèssə mǻi̯ə dìttə, arruu̯ǻtə a bbuu̯ìnə n-àta trəmustrazzi̯ónə] Ndr. Oh, non l’avessi mai detto, giunti a Bovino un’altra dimostrazione. || MG Bovine. || AO Buvìne.
buzzarate [buzzarǻtə] agg. Arrostito. || BA semela vattute e carna buzzarate [sèməla vattùtə e kkàrna buzzarǻtə] semola battuta e carne arrostita. || LA buzzaràte. || BA buzzarate.

C

ca [ka] congz. e pron. Che. || Anche che [ke] || LE ka rirene, càndan'e abbàlléné [ka rìrənə, kàndənə e abbàllənə] Ndr. che ridono, cantano e ballano. || LE ka. || GG ca (1834) || [fg. chè - ital. ché]
cacà [kakà] v. Defecare, Evacuare, Cacare.
cacacazze [kakakàzzə] agg. Rompiscatole. || SA Ma quand’è cacacàzze qùllu llà! [ma ku̯ànd-è kakakàzzə kùllu llà!] Però quanto è rompiscatole quello là.
cacafurnelle [kakafurnèllə] agg. Persona poco affidabile. || SF cacafurnèlle.
cacagghià [kakaġġi̯à] v. Balbutire.
cacagghie [kakàġġi̯ə] agg. Balbuziente. || AO U zuppe a ballà, u cacàgghje a candà [u zùppə a bballà, u kakàġġi̯ə a kkandà] Lo zoppo a ballare, il balbuziente a cantare. || AO cacàgghje.
cacagnutte [kakaɲɲùttə] avv. Spesso, Di frequente. || AO cacagnùtte.
cacarelle [kakarèllə] sf. Diarrea, Dissenteria, Paura. || FB cacarélle.
cacarijà [kakarii̯à] v. Fare coccodè, tipico della gallina. || RM cacarijà.
cacasaccone [kakasakkónə] sm. Vermiciattolo dei materassi di paglia o dei paglericci di foglie di granturco. || SF cacasaccòne. || BA cacasaccone.
cacasotte [kakasòttə] agg. Cacasotto, Pauroso. || AO cacasòtte.
cacature [kakatùrə] sm. Vaso per le feci, Gabinetto, Luogo in cui una persona si ritira costretta da un bisogno corporale. || SF cacatùre.
caccavelle [kakkavèllə] sf. Pentola di terracotta. || sm. caccaville [kakkavìllə] || FV caccavella (1841) || FB caccavélle.
caccaville [kakkavìllə] sm. Pentola di terracotta. || sf. caccavelle [kakkavèllə] || ML caccaville.
caccavone [kakkavónə] agg. Persona di grossa statura ma impacciata. || FB caccavòne.
caccavune [kakkavùnə] sm. pl. Lumaconi. || EG caccavune.
cacce [kàččə] sf. Caccia. || sm. Piccola buca scavata nella terra per il gioco delle biglie. || cfr. fussine [fussìnə] || ZO cacc (1864) || AO càcce.
caccemmitte [kaččemmìttə] par. comp. Caccia e metti. || sm. Denominazione di una particolare qualità di vino. || SF caccèmmitte.
Cacchiarille [kakki̯arìllə] sopr. Cacchiarello, Cazzettino. || LR Cacchiarîlle.
cacchie [kàkki̯ə] escl. di disappunto Caspita, Cacchio. || sm. Cazzo, Cacchio. || Anche cazze. || MP E che càcchije state sfrenesianne sta matiné, ije nen ve capisce [e kkè kkàkki̯ə stǻtə sfrənəsii̯ànnə stamatìnə, ìi̯ə nən və kapìššə] Ndr. E che caspita, state sragionando questa mattina, io non vi capisco. || RN kkakkjə. || MP càcchije.
caccià [kaččà] v. Cacciare, Mandare via, Tirare fuori. || AO caccià. 
cacciamane [kaččamǻnə] sm. Corpetto per neonati. || BA cacciamane. || SF cacciamàne.
cacciune [kaččùnə] sm. Cane, Ubriacatura. || BA cacciune.
cacciunille [kaččunìllə] sm. Cagnolino. || BA cacciunielle.
cachespisse [kakespìssə] sm. Trasporto sulle spalle del vincitore, da parte del perdente, nel gioco della lippa. || RM cachèspìsse.
cadè [kadè] v. Cadere. || Locuz. cadè maláte [kadè malǻtə] Ammalarsi. || DPM e fatte cadè malate a quella poverelle de migghjereme [è fàttə kadè malǻtə a kku̯èlla povərèllə də miġġi̯èrəmə] Ndr. Hai fatto ammalare quella poveretta di mia moglie. || DPM cadè. || CL cadé.
cafè [kafè] sm. Caffè. || CL se ‘a matine ne’ me pigghie ‘u café me sente malamente [se a matìnə nən mə pìġġi̯ə u kafè, mə sèndə malamèndə]  Ndr. se la mattina non prendo il caffè mi sento male. || DMF è pronte’u cafè? [è pròndə u kafè?] Ndr. è pronto il caffè? || BP cafè. || CL café.
caffettere [kaffəttérə] sf. Caffettiera. || FB cafettére.
caffettire [kaffəttìrə] sm. Barman. || RA U caffettiré ch’è jurné: Jamé ch’è fatté jurné [u kaffəttìrə k-è i̯ùrnə: i̯ǻmə k-è fàttə i̯ùrnə] Ecco il caffettiere ambulante, che annunzia il giorno : Levatevi che è giorno. || RA caffettiré.
cafone [kafónə] smf. e agg. Cafone. || pl. cafùne [kafùnə] || EG Biàte a tè cafone, ca te magne pàne e cardone [bii̯ǻtə a ttè kafónə, ka tə màɲɲə pǻnə e kkardónə] Ndr. Beato te cafone, che ti mangi pane e cardi. || FO L’acquarellẹ du cafönẹ chiövẹ e nün t’mbonnẹ [l-akku̯arèllə d-u kafónə ki̯óvə e nnùn tə mbùnnə] L’acquerella del cafone piove ma non bagna. || AO cafòne. || EG cafone. || FO cafönẹ.
cafune [kafùnə] sm pl. Cafoni. || sing. cafone [kafónə] || TF cafùne. || GG cafune (1834).
cafunegghie [kafunèġġi̯ə] sf. Cafonata. || RM cafunègghije.
cafungelle [kafunğèllə] sf. e agg. Cafoncella. || RM cafuncèlle.
cafungille [kafunğìllə] sm. e agg. Cafoncello. || AO cafungìlle. || FO cafunğillẹ.
cafurchie [kafùrki̯ə] sm. Locale sporco e an-
  gusto. || AO cafùrchje
caggiole [kağğólə] sf. Gabbia per uccelli. || RA Tras’a caggiole’ de’ li galline [trǻsə a kağğólə d-i ġallìnə] Ritira la gabbia con le galline. || RA caggiole. || VC gaiòla.
caggiulelle [kağğulèllə] sf. Gabbietta per uccelli. || BA caggiulelle.
cagnà [kaɲɲà] v. Cambiare. || Anche ccagnà [kkaɲɲà] || GF È jute a ccagnà l’acque all’aulive [è i̯ùtə a kkaɲɲà l-àkku̯ə a l-aulìvə] È andato a cambiare l’acqua alle olive. || GF ccagnà. || PM cagnà.
cagnate [kaɲɲǻtə] pp. e agg. Cambiato. || PR ca tutte ‘nzîme tu te si ccagnate [ka tùttə nìmə tu tə sì kkaɲɲǻtə] Ndr. che all’improvviso tu sei cambiata. || EG cagnàte. || PR ccagnate.
cagnatore [kaɲɲatórə] sf. Ricambio della biancheria. || RM cagnatòre.
cagne [kàɲɲə] sm. Cambio, Gli incappucciati che accompagnavano i defunti. || BA cagne.
cainate [kainǻtə] smf. Cognato, Cognata. || LR Arrìvene ‘i zijàne, ‘i cainàte, cke borze de verdure e panettone [arrìvənə i zii̯ǻnə, i kainǻtə, kə bbòrə də vərdùrə  e ppanəttónə] Ndr. Arrivano gli zii, le cognate, con borse di verdura e panettoni. || ZO cugneut (1864) || TF cainàte. || SG kainate. || AM cajnàte.
calà [kalà] v. Calare, Abbassare. || Anche acalà [akalà] || NM calà.
calamone [kalamónə] agg. Detto di persona alta, magra e un po’ ingenua, Sciocco. || SA Sì pròbbete ‘nu calamóne [sì ppròbbətə nu kalamónə] Sei proprio uno sciocco. || FB calamòne.
calandrone [kalandrónə] sm. Calandra, piccolo coleottero nerastro. || agg. Grosso babbeo. || SF calandròne.
calannarie [kalannàri̯ə] sm. Calendario. || CS Vattínne, ancore te cante u calannarije [vattìnnə, anġórə tə kàndə u kalannàri̯ə] Ndr. Vattene via altrimenti ti canto il calendario -ti dico tutto ciò che hai fatto di sbagliato-. || CS calannarije. || LR calannàrie.
calascione [kalaššónə] sm. Colascione, antico strumento musicale a tre corde simile al liuto molto popolare nei sec. XVI e XVII nel meridione. || VF calascione (1841).
calate [kalǻtə] sf. Calata. || EG calàte.
calcagne [kalkàɲɲə] sm. Tallone, Calcagno. || ML menghe a prete a ‘u calcagne esce ‘u sanghe da ‘u nase [mèṅġə  a prétə o kalkàɲɲə èššə  u sàṅġə d-o nǻsə] Ndr. lancio la pietra al calcagno, esce il sangue dal naso. || ML calcagne.
calcasse [kalkàssə] sm. Colpo rumoroso provocato dai fuochi artificiali. || EG calcasse.
calculà [kalkulà] v. Calcolare. || RM calculà.
caligge [kalìğğə] sf. Calura estiva, Afa. || FB calìgge. || EG caligge.
calime [kalìmə] sm. Calore. || BA calìme.
callose [kallósə] sf. Scheggia di legno.
calmà [kalmà] v. Calmare. || BP tu tine i figghie grusse, tu t’è calmà! [tu tìnə i fìġġi̯ə ġrùssə, tu t-è kalmà!] Ndr. tu hai i figli grandi, ti devi calmare! || BP calmà.
calme [kàlmə] sf. Calma. || TF càlme.
calosce [kalòššə] sf. Caloscia. || FB calosce.
calucce [kalùččə] sm. Contadino misero, Terrazzano. || MM i kalucce [i kalùččə] i Micheluccio. || EG calucce. || MM kalucce.
calvaccà [kalvakkà] v. Cavalcare. || RM calvaccà.
calzature [kalʒatùrə] sm. Calzatoio. || FB calzature. || [fg. calʒatóio - ital. calzatóio]
camarere [kamarérə] sf. Cameriera. || ZO camarera (1864) || GA cammerera. ||  [fg. cameriéra – ital. camerièra]
camarire [kamarìrə] sm. Cameriere. || FB camarire. ||  [fg. cameriére – ital. camerière]
cambà [kambà] v. Campare, Vivere, Provvedere al mantenimento di qualcuno. || LMG Povere a chi more, biàte a chi campa [pòvərə a kki mórə, bii̯ǻtə a kki kàmbə] Ndr. Povero chi muore, beato chi vive. || LC se Dije vol’ e campáme [sə ddìi̯ə vólə e kambǻmə] Ndr. se Dio vuole e campiamo. || CV campà. || AL cambà.
cambagne [kambàɲɲə] sf. Campagna. || RL campagne. || MM kambáňňe̥.
cambagnule [kambaɲɲùlə] sm. Contadino. || BP nen vuleve fa cchiù u campagnule [nən vulévə fà kki̯ù u kambaɲɲùlə] Ndr. non voleva fare più il contadino. || BP campagnule.
cambanale [kambanǻlə] sm. Campanile. || VC campanàle.
cambanare [kambanǻrə] sm. Campanaro. || VC campanàre.
cambande [kambàndə] agg. Vivo, Che campa. || NM ‘u cambande e ‘u morande [u kambàndə e u moràndə] Ndr. il vivo e il morto. || NM cambànde.
cambane [kambǻnə] sf. Campana, Contenitore di vetro contenente madonne o santi in miniatura. || RA Eja Vécinz’ u sona campané [èi̯ə vəčìnə u sóna kambǻnə] È Vincenzo il campanaro. || GE cambane. || RA campané. || BF campáne.
cambanelle [kambanèllə] sf. Campanella. || BA campanelle.
cambanille [kambanìllə] sm. Campanello. || AO cambanìlle.
cambanone [kambanónə] sm. Campanone. || RA Quist’è lu campanone dá Chiesa Grann [ku̯ìstə è u kambanónə d-a kki̯ìsa ġrànnə] Ndr. Questo è il campanone della Chiesa Grande. || RA campanone.
cambe [kàmbə] sm. Campo. || RM càmbe.
cambesande [kambəsàndə] sm. Cimitero. || SG u’ jurn’e tutt’i sante vache sempe o’ campesante [u i̯ùrnə e  tùtt-i sàndə vǻkə sèmbə ó kàmbəsàndə] Ndr. il giorno di tutti i santi vado sempre al cimitero. || SF cambesande. || SG campesante. || [fg. cimitéro - ital. cimitèro]
cambijale [kambii̯ǻlə] sf. Cambiale. || RM cambijàle.
cambumille [kambumìllə] sf. Camomilla. || VC campomìlla. || LR cambumille.
camenà [kamənà] v. Camminare. || Anche ccamenà. || RM camenà.
camenate [kamənǻtə] sf. Passeggiata. || MP ‘na cammenate pu’ corsé [na kamənǻtə p-u kòrsə] Ndr. una passeggiata per il corso. || FB camenàte.
camerate [kamerǻtə] sf. Camerata. || CL camerate.
camese [kàməsə] sm. Camice. || SF camese.
camine [kamìnə] sm. Cammino. || LE Ind' a la metà de lu camine [ìnd-a mətà d-u kamìnə] Nel mezzo del cammin. || LE camine.
camisciotte [kamišòttə] sm. Tuta, Camiciotto. || SF camisciotte.
camie [kàmi̯ə] sm. Camion. || CS sope o camije di suldáte [sópə ó kàmi̯ə d-i suldǻtə] Ndr. Sul camion dei soldati. || CS camije.
cammainalte [kammainàltə] par. comp. Con le mani in alto. || EG cammainalte.
cammeselle [kamməsèllə] sf. Camicetta, Camiciola. || VC cammesèlla. || [fg. camicètta - ital. camicétta]
cammesole [kamməsólə] sf. Camiciola. || FB Aveze a cammesole famme sénde ì spall’e ù còre [àvəzə a kamməsólə fàmmə sèndə i spàllə e u kórə] Alzati la maglia e fammi sentire le spalle e il cuore. || FB cammesole.
cammise [kammìsə] sf. Camicia. || LR cammìse. || CL cammise.
camurriste [kamurrìstə] sm. Camorrista. || VC camurrìsta.
canagghione [kanaġġi̯ónə] sm. superl. Grosso cane, Persona scaltra. || FB canagghijòne.
canale [kanǻlə] sm. Canale, Fogna, Chiavica. || VC canàle.
canarie [kanàri̯ə] sm. Canarino. || VC  canàrie.
canarille [kanarìllə] sm. Canarino. || RM  canarìlle.
candà [kandà] v. Cantare. || ML¹ candà.
candate [kandǻtə] pp. e agg. Cantato. || SA Specciàmece ch’amma jì a sènde ‘a mèssa candáte [spəččàməčə k-àmma i̯ì a ssèndə a mèssa kandǻtə] Sbrighiamoci perché dobbiamo andare  a  sentire la messa cantata.  || RM candàte.
candatore [kandatórə] sm. Cantante. || GF¹ candatore.
cande [kàndə] sm. Canto. || SA Cànde che te pàsse [kàndə ke tə pàssə] Canta che ti passa. || LE ‘u canté d’u tavulijeré [u kàndə d-u tavulìrə] Ndr. il canto del tavoliere. || LE canté. || GF¹ cande.
candenire [kandənìrə] sm. Vinaio, Commerciante al dettaglio di vini. || VC cantenière.
candere [kàndərə] sm. Cantero, Vaso per bisogni corporali. || VC càntaro. || TF càndre.
candine [kandìnə] sf. Cantina. || Locuz. fa candine. Fare discussioni. || CL ne’ vogghie che pe’ na tazze de café che ne’ te pigghie, faije tanta cantine [nən vòġġi̯ə ke pə na  tàzzə də cafè ke nən tə pìġġi̯ə, fǻi̯ə tànda kandìnə] Ndr. non voglio che per una tazza di caffè che non ti prendi, fai tante discussioni.  || CL cantine. || TF candìne.
candone [kandónə] sm. Cantone, Angolo del muro. || SF candòne.
cane [kǻnə] sm. Cane. || MP nzime a cane, purche e galline [nʒìmə a kkǻnə, pùrkə e ġġallìnə] Ndr. insieme a cani, porci e galline. || SE càne. || ML cane.
canestrille [kanəstrìllə] sm. Canestrino. || VC canestrìelle.
cangele [kànğələ] sm. Bottone di metallo. || BA cangele. || NM¹ cangl.
cangellà [kanğəllà] v. Cancellare. || Anche scangellà. || RM cangellà.
cangelle [kanğèllə] sf. Quaderno a quadretti. || sm. pl. Tarallini. || EG cangelle. || LA  cangèlle.
cangellire [kanğəllìrə] sm. Cancelliere. || [fg. cancelliére - ital. cancellière]
cangille [kanğìllə] sm. Cancello. || CL cancille.
canigghie [kanìġġi̯ə] sf. Crusca. || VF caniglia (1841) || VC canìglia. || AO canìgghje.
canigghiole [kaniġġi̯ólə] sf. Forfora. || VC canigliòla.
canijà [kanii̯à] v. Ingannare. || AO canijà.
canistre [kanìstrə] sm. Canestro, Cesta di vimini, Deposito di risparmi presso un rivenditore di generi alimentari. || BA San Francische i fafe int’u canistre [sàn franğìskə i fǻfə ìnd-ó kanìstrə] San Francesco, le fave nel cesto per la semina.  ||  VF canistro (1841) || BA canistre. || VC canìstre.
cannale [kannǻlə] sm. Collare dei cani. || MM
  kannále.
cannarone [kannarónə] sm. Garagarozzo, Gola. || VF cannarone (1841) || VC cannaròne. || BA canarone.
cannarute [kannarùtə] agg. Goloso. || VF cannaruto (1841) || VC cannarùte. || FB canarute.
cannaruzze [kannarùzzə] sm. Gargarozzo. ||  || EG cannaruzze. || BA canaruozze.
cannaruzzette [kannaruzzèttə] sm. pl. Cannarozzetti, Maccheroni fatti in casa. || BA cannaruzzette.
canne [kànnə] sf. Canna, Gola. || FB canne.
cannele [kannélə] sf. Candela. || LA cannèle. || MM kannéle. || CL cannele.
cannelicchie [kannəlìkki̯ə] sm. Cannolicchio. || LA cannelicchie. || VC cannelìcchie.
cannelire [kannəlìrə] sm. Candeliere. || VF canneliere (1841) || VC cannelìere. || [fg. candeliére - ital. candelière]
cannelle [kannèllə] sf. Cannella. || ZO cannell (1864).
cannelline [kannəllìnə] sm. pl. Confettini. || LR cannelline.
cannelore [kannəlórə] sf. Candelora, Festa della purificazione della Vergine. || VF cannelora (1841) || VC cannelòra.
cannelotte [kannəlòttə] sm. Candelotto, Candela grossa e corta. || VC cannelòtte.
cannucchiale [kannukki̯ǻlə] sm. Cannocchiale. || AO cannucchjàle.
cannunate  [kannunǻtə] sf. Cannonata.
cannutte [kannùttə] sm. Trachea, Gola. || SF cannùte.
canosce [kanòššə] v. Conoscere. || FP chi t canoscie... n’è sim amici né sim parind [ki tə kanòššə  nè ssìmə amìčə nè ssìmə parìndə] Ndr. chi ti conosce; non siamo né amici e né parenti. || GG canosce (1834) || FP canoscie. || [fg. conòscere - ital. conóscere]
cantatore [kantatórə] sm. Rana. || pl. cantature [kantatùrə] || BA cantatore.
cantature [kantatùrə] sm. pl. Ranocchi. || sing. cantatore [kantatórə] || LR ‘i cantature [i kantatùrə]  le ranocchie. || LR cantature.
canzirre [kanʒìrrə] agg. Astuto, Prepotente. || AO canzìrre.
canzone [kanʒónə] sf. Canzone. || CA se sta masckere tu nen avisse avute, manghe sta canzone t’avrimme fatte! [se sta màškərə tu nn-avìssə avùtə, màṅġə sta kanʒónə t-avrìmmə fàttə! ] Se questa maschera tu non avessi avuto, neanche questa canzone ti avremmo dedicata! || CA canzone. || [fg. canʒóne - ital. canzóne]
capa [kǻpa] sf. Testa. || agg. Migliore. || cfr. megghia [mèġġi̯a] || GG capa (1834).
capà [kapà] v. Scegliere, Capare, propr. Scegliere capo per capo. || SA Marìje è jùte a capà a rròbbe mmìnze ‘o Venerdì [marìi̯ə è i̯ùtə  a kkapà a rròbbə mmìnə o venerdì] Maria è andata a scegliere la roba al mercato del Venerdì. || VC capà.
capacchione [kapakki̯ónə] sm. Grossa Testa. || BP Uè brutte capacchiò, chi te cride de esse! [u̯è bbrùttə kapakki̯ó, ki tə krìdə də èssə!] Ehi brutta testa grossa, chi credi di essere! || RN u Quart’u kapakkjónë [u ku̯àrt-u kapakki̯ónə] Quartiere del testone. || BA capacchione. || BP capacchiò. || RN kapakkjónë.
capace [kapǻčə] agg. Capace. || NM sarrja capace di cagnà penzire [sarrìi̯a kapǻčə də kaɲɲà pənìrə] Ndr. sarei capace di cambiare pensiero. || NM capace.
capacetà [kapačətà] v. Fare capace, Rassegnare. || RM capacetà.
capacine [kapačìnə] solo nella locuz. jeta capacine [i̯éta kapačìnə] Particolare tipo di bietola selvatica.
capaddozze [kapaddòzzə] agg. Caporione. || AO capaddòzze.
capagloriose [kåpaġlori̯ósə] agg. Scapestrato. || RM capagloriòse.
caparotte [kåparòttə] par. comp. Testa rotta. || VC caparòtta e pena pagata [kåparòttə e ppéna paġǻtə] dicesi di chi, dopo di essere stato vilipeso, è chiamato a pagare il fallo non commesso. || VC caparòtta.
caparrete [kåparrétə] avv. Indietro, Punto e a capo. || BA caparrete.
capate [kapǻtə] pp. e agg. Scelto. || VC capàto. || TF capàte.
capatoste [kåpatòstə] agg. Testadura, Testardo. || RM capatòste.
cape [kǻpə] sf. Testa. || locuz. a ccap'arrete. Da capo, Di nuovo, Dall’inizio. || CL ‘i face male ‘a cape [i fǻčə mǻlə a kǻpə] Ndr. gli fa male la testa. || EG Da stà vije mènene i préte, turnamacinne a 'ccàp' arréte [da sta vìi̯ə mènənə i prétə, turnamačìnnə a kkǻp-arrétə] Ndr. Da questa parte tirano le pietre, torniamocene indietro -riprendiamo dall’inizio-. || TF càpe. || CL cape. || EG 'ccàp. || LR capa. || MAM kǻpe̥.
capecifere [kåpəčìfərə] sm. lett. Capo Lucifero, Capobanda. || BA capecifere.
capeculle [kåpəkùllə] sm. Collo della testa, Capocollo. || VC capecùolle.
capecuscine [kåpəkuššìnə] sm. Federa del guanciale. || RM capecuscìne.
capedanne [kåpədànnə] sm. Capodanno. || RN kəpədannə.
capelitte [kåpəlìttə] sm. Capoletto, Drappo o panno che si poneva a capo del letto, Capezzale. || RM capelìtte.
capellere [kapəllérə] sf. Pettinatrice. || cfr. pelucchere. || BA capellere.
capepopele [kåpəpòpələ] sm. Capopopolo. ||
  VC capopuòpolo.
capesciole [kapəššólə] sf. Fettuccia, Nastro di cotone. || FB capesciòle.
capesotte [kåpəsòttə] avv. Sottosopra, Alla rovescia. || RM capesòtte.
capetà [kapətà] v. Capitare, Accadere, Succedere. || TF capeta’. || FB capetà.
capetale [kapətǻlə] agg. e smf. Capitale. || FD capetàle. || CS capetále.
capetane [kapətǻnə] sm. Capitano. || MG 'na matine venije 'u Capetane e decije: Tutt' 'a cumpagnije adda 'i a pulezzà 'u vase [na matìnə vənìi̯ə u kapətǻnə e ddəčìi̯ə: tùtt-a kumbaìi̯ə àdda i̯ì a ppuləà u vǻsə] Ndr. una mattina venne il Capitano e disse: Tutta la compagnia deve andare a pulire il vaso -‘bosco’ in turco-. || MG capetane.
capetone [kapətónə] sm. Capitone. || RC cap’ton’. || FB capetòne.
capetonne [kåpətònnə] sf. Capitombolo. || FB càpetonne.
capetuste [kåpətùstə] agg. Testardo, Testa dura. || VF capotuosto (1841) || VC capotùosto. || FB càpetuste.
capevutà [kapəvutà] v. Capovolgere. || RM capevutà.
capevuttere [kåpəvùttərə] sm. Amministratore di masseria. || lett. Capo buttero. || VC capovùttere. || BA capevuttere.
capezavezicchie [kåpəzavəzìkki̯ə] sm. Capo di salsiccia. || RM capezavezìcchije.
capezza [kapèzza] sf. Cavezza. || Anche capezze. || SA T’àgghia mètte ‘a capèzza ‘ngànne [t-àġġi̯a mèttə a kapèzza ṅġànnə] Devo metterti la cavezza al collo -devo costringerti a fare qualcosa-. || VF capezza (1841) || AO capèzza.
capezze [kapèzzə] sf. Cavezza. || Anche capezza. || EG Vuléve sèmbe esse teràte p’a capèzze [vulévə sèmbə èssə tərǻtə p-a kapèzzə] Ndr. Voleva essere sempre tirato per la cavezza. || EG capèzze.
capì [kapì] v. Capire. || Anche accapì [akkapì] || SF Attinde attinde pe ne capì ninde [attìndə attìndə pə nnən kapì nìndə] Ndr. Attento attento per non capire niente. || SE sckìtt’u padretèrne i pote capì [škìttə u padretèrnə i pótə kapì] Ndr. solo il Padreterno le può capire. || ZO capì (1864).
capicchie [kapìkki̯ə] sm. Capezzolo. || BA capicchie.
capille [kapìllə] sm. Capello. || MAM m-ág̓́g̓́a fá i kapílle̥ [m-àġġi̯a fà i kapìllə] devo tagliarmi i capelli. || VC capìlle. || PR capille. || CA¹ capille. || [fg. capèllo - ital. capéllo]
capocchie [kapòkki̯ə] sf. Capocchia. || RM capòcchije.
cappe [kàppə] sf. Cappa, Ampio mantello. || RA E penz’a lu marite senza cappa e senza mbrelle’ [e ppènə o marìtə sèna kàppə e ssèna mbrèllə] Ndr. E pensa al marito senza mantello e senza ombrello. || BA cappe. || RA cappa.
cappellare [kappəllǻrə] sm. Cappellaio. || ZO cappeulleur (1864) || VC cappellàre.
cappellone [kappəllónə] sm. Cappellone. || SA ’U cappellóne 'i Crùce [u kappəllónə i krùčə] Il Cappellone della Chiesa delle Croci. || EG cappellone.
cappille [kappìllə] sm. Cappello. || FV cappiello (1841) || ZO cappiel. || VC cappìelle. || BA cappielle.
cappotte [kappòttə] sm. Cappotto. || VC cappòtte de prèvete [kappòttə də prèvətə] tabarro. || VC cappòtte.
cappucce [kappùččə] sm. Cappuccio, Cappello per ripararsi dalla pioggia tipico dei vetturali, Capperone. || VC cappùccio.
cappuccenelle [kappuččənèllə] sf. lett. Cappuccinelle, Riformatorio. || CS cappucenelle.
capucchie [kapùkki̯ə] sm. Nocciolo di albicocca utilizzato dai ragazzi per un gioco di strada. || Anche chipucchie [kipùkki̯ə] || FB capucchij.
capuzzate [kapuzzǻtə] sf. Testata. || RM capuzzàte.
capuzzelle [kapuzzèllə] sf. Piccola testa, Testina di agnello da fare al forno. || LA capuzzèlle. || RA capuzzelle.
capuzzille [kapuzzìllə] sost e agg. Prepotente, Capetto. || LA capuzzîlle. || GE capuzzielli.
carabbenire [karabbənìrə] sm. Carabiniere. || [fg. carabiniére - ital. carabinière]
carabbine [karabbìnə] sf. Carabina. || RA carabino. || SA¹ carubbine.
caravone [karavónə] sm. sing. Carbone. || pl. caravune. || BP u firre a caravone [u fìrr-a kkaravónə] Ndr. il ferro a carbone. || VC caravòne. || SA¹ caravone. || BF ccaravone.
caravugne [karavùɲɲə] sm. Foruncolo, Carbonchio, Malattia infettiva dei bovini trasmissibile all’uomo. || VF cravugnolo (1841) || SF caravùgne.
caravune [karavunə] sm. pl. Carboni.
caravunelle [karavunèllə] sf. Carbonella. || cfr. carvunelle, 'a rusce. || VF caravunella (1841) || FB carvunèlle.
carbunate [karbunǻtə] sf. Bicarbonato. || RM carbunàte.
carcerate [karčərǻtə] agg., sm. e pp. Detenuto, Carcerato. || come pp. anche ‘ngarcerate [ṅġarčərǻtə] || SA Stáce carceráte a Sant’Alìggie [stǻčə karčərǻtə a sànd-alìğğə ] È detenuto a Sant’Eligio. || AO carceràte.
carciofele [karčòfələ] sf. Carciofo. || cfr. scarcioffele [skarčòffələ] || VF carcioffola (1841) || ZO carcioff. || CL carciofele.
cardille [kardìllə] sm. Cardellino. || MM¹ Zompă cardill’ ca u sole cocë [zòmba kardìllə ka u sólə kóčə] Salta cardillo ché il sole scotta. || VC cardìlle. || MM¹ cardill’. || MG¹ cardille.
cardone [kardónə] sm. sing. Cardo. || pl. cardune. || VC cardòne. || EG cardone.
cardune [kardùnə] sm. pl. Cardi. || FB cardune. || LR cardùne. || MM kardúne.
cardungille [kardungìllə] sm. Cardoncello, Piccolo cardo. || MM kardungílle e kardúne attannúte [kardungìllə e kkardùnə attannùtə] cardi teneri. || BA carduncielle. || EG cardungille. || MM kardungílle. || AO cardungìlle.
care [kǻrə] avv. A prezzo elevato, Caro. || agg. Che è oggetto di amore, Caro. || SA ’Stu tùrte me l’è pagà cáre [stu tùrtə mə l-è paġà kǻrə] Questo torto me lo pagherai caro. || SA Giuvànne è ‘nu cáre cumbàgne [ğuu̯ànnə è nu kǻrə kumbàə] Giovanni è un caro compagno. || VMG carä. || MG¹ care.
carecà [karəkà] v. Caricare. || RM carecà.
carecature [karəkatùrə] sf. Caricatura. || AO carecatùre.
carestije [karəstìi̯ə] sf. Carestia, Estrema penuria di generi alimentari. || GG carastia (1834).
carestuse [karəstùsə] agg. Caro, Che applica prezzi alti. || VC carestùse.
caretà [karətà] sf. Carità. || SA Facìte ‘a caretà a stu pòvere vecchiarìlle [fačìtə a karətà a stu pòvərə vəkki̯arìllə] Fate la carità a questo povero vecchietto. || PM carità.
carezze [karèzzə] sf. Carezza. || PR senza nu vase e ssenze na carezze [sèna nu vǻsə e ssènə na karèzzə] Ndr. senza un bacio e senza una carezza. || PR carezze. || EG carèzze.
carijole [karii̯ólə] sf. Cariola. || SF cariòle.
carline [karlìnə] sm. Carlino, moneta borbonica corrispondente a otto soldi e mezzo. || Anche carrine. || SA¹ carline.
Carmene [kàrmənə] pers. m. Carmine. || RN u ‘Quart’u Kármënë. Quarto del Carmine. || TF Carmeni’. || RN Kármënë.
Carmenille [karmənìllə] pers. m. Carmine. || TF Carmenìlle.
carna [kàrna] sf. Carne. || Anche carne [kàrnə] || BA Carna triste n’a vole Criste [kàrna trìstə nn-a vólə krìstə] Cristo non vuole uomini cattivi. || VC carna.
carne [kàrnə] sf. Carne. || Anche carna [karna] || MG¹ A carne se jette e i cane s’arraggene [a kàrnə sə i̯èttə e i kǻnə s-arràğğənə] La carne si butta e i cani si arrabbiano. || RN ki maə a karn« ε kki spOlp« l-uss« [ki mà-a kàrnə e kki spòlpə l-ùssə] chi mangia la carne e chi spolpa l’osso. || ML carne. || RN karn«.
carnette [karnèttə] agg. Arrogante, Prepotente. || BA carnette.
carnevale [karnəvǻlə] sm. Carnevale. || Anche carnuvale. || SG¹ pe ije a vedè ‘a sfelate de carnevale [pə i̯ì a vvədè a sfəlǻtə də karnəvǻlə] Ndr. per andare a vedere la sfilata di carnevale. || CA¹ Ogge é murte u carnevⱥle [òğğə è mùrtə u karnəvǻlə] Ndr. Oggi è morto il carnevale. || SG¹ carnevale. || CA¹ carneva̸le.
carnuvale [karnuu̯ǻlə] sm. Carnevale. || Anche carnevale.
carocchie [karòkki̯ə] sf. Pugno, Colpo dato con le nocche delle dita. || cfr. catozze [katòzzə] || VC caròcchia.
carogne [karòɲɲə] sf. Carogna.
carote [karótə] sf. Carota, Barbabietola. || BA carote. || [fg. caróta - ital. caròta] || [fg. barbabiétola - ital. barbabiètola]
carpendire [karpəndìrə] sm. Carpentiere. || cfr. mste d'asce [màstə d-àššə] || RM carpendìre.
carrare [karrǻrə] sf. Solco delle ruote. || cfr. 'ngazzatore [ṅġazzatórə] || MM karráre.
carrate [karrǻtə] sf. Grossa botte per il rifornimento di acqua nelle campagne. || SF carràte. || BA carrate.
carre [kàrrə] sm. Carro. || RA Vann’i carré tutt’apparaté [vànn-i kàrrə tùtt-apparǻtə] Vanno carri bene addobati. || RA carré.
carrette [karrèttə] sf. Carretto. || LR carrètte. || MA carretta.
carrettine [karrəttìnə] sm. Carrettino. || FB carrettene.
carrijà [karrii̯à] v. Trasportare, Portare via, anche nel senso di Rubare, Indurre qualcuno a seguirci, Sedurre. || lett. Portare con il carro. || SA¹ carrejà’.
carrine [karrìnə] sm. Carlino, moneta borbonica corrispondente a otto soldi e mezzo. || Anche carline [karlìnə] || BA Addà ballà sope a nu carrine [àdda ballà sóp-a nu karrìnə] Dovrà ballare sopra un carlino. || GG carrine (1834) || VC carrìne. || SA¹ carrine.
carrire [karrìrə] sf. Carriera. || sm. Carpentiere, Chi costruisce carri. || LR Quann’i fasciste jèvene fujènne isse facìje carrîre, ascìje ‘a luce [ku̯ànnə  i faššìstə i̯èvənə fui̯ènnə,  ìssə fačìi̯ə karrìrə, aššìə a lùčə] Ndr. quando i fascisti scapparono lui fece carriera, uscì alla luce. || LR carrîre. || VC carrìere.
carrozze [karròzzə] sf. Carrozza. || FD O a Nàpule ca’ carrozze o a Gaèt chi catène [o a nnapùlə k-a karròzzə o a ġaétə k-i katənə] Ndr. O a Napoli in carrozza, o a Gaeta in catene. || RA carrozzé. || FD carrozze.
carruzze [karrùzzə] sm. Carretto. || EG carruzze.
carruzzelle [karruzzèllə] sf. Carrozzella. || DPM ‘U zi damme na cose de solde che agghja pagà a carruzzelle [u zì dàmmə na kósə də sòldə ke àġġi̯a paġà a karruzzèllə] Ndr. Zio dammi un po’ di soldi perché devo pagare la carrozzella. || RA carruzzellé. || DPM carruzzelle.
carruzzette [karruzzèttə] sm. Carrettino tirato a mano. || VC carruzzètte. || BA carruzzette.
cartare [kartǻrə] sm. Cartaio. ||  VF cartaro (1841) || FB cartàre.
cartasciugande [kartaššuġàndə] sf. Carta assorbente. || FB cartasciucande.
carte [kàrtə] sf. Carta, Documento. || MP Quill’ chi cart’ che tene mané, me puteve arruenà [ku̯ìllə, k-i kàrtə  ke ténə mmǻnə, mə putévə arruu̯ənà] Ndr. Quello con i documenti che ha in mano -possiede- mi poteva rovinare. || MP carte.
cartellate [kartəllǻtə] sf. Cartellata, Dolce natalizio tipico. || DLC Ije me métte o pizze d’a strade e sénde addore d’i cartellate [ìi̯ə mə  mèttə ó pìzzə a strǻdə e ssèndə addórə d-i kartəllǻtə] Io mi metto alla punta della strada e sento l’odore delle cartellate. || DLC cartellate.
cartelle [kartèllə] sf. Cartella esattoriale. || cfr. sfugliatelle. || FP U saie che so arruat i cartell d’i tass? ... tre mliun d’arrtrat... [u sǻi̯ə ke sò arruu̯ǻtə i kartèllə d-i tàssə? ... tre mməlùnə d-arrətrǻtə...] Ndr. Lo sai che sono arrivate le cartelle esattoriali? Tre milioni di arretrati -da pagare-. || FP cartell. 
cartere [kartérə] sf. Cartella. || BA cartere. || LA cartère.
cartire [kartìrə] sf. Cartiera, Istituto Poligrafico dello Stato. || FB cartire. || [fg. cartiéra - ital. cartièra]
cartucce [kartùččə] sf. Cartuccia. || FB cartùcce.
cartuccire [kartuččìrə] sf. Cartucciera. || FB cartuccìre. || [fg. cartucciéra - ital. cartuccièra]
carusà [karusà] v. Rasare il capo, Tagliare i capelli a zero. || AO carusà.
caruse [karùsə] sm. Taglio quasi totale dei capelli. || BA caruse.
carusille [karusìllə] sm. Salvadanaio. || VF carusiello (1841) || LA carusîlle.
carvunelle [karvunèllə] sf. Carbonella. || cfr. caravunelle, 'a rusce. || RM carvunèlle.
casa [kǻsa] sf. Casa. || Anche case [kǻsə]  || GG casa (1834) || TF càsa.
casarelle [kasarèllə] sf. Casetta. || RM casa-
  rèlle.
casarole [kasarólə] sf. Addetta alla confezio-
  ne delle locali specialità di maccheroni. || agg. Casereccio. || BA casarole. || VC casa-
  ròle.
casce [kàššə] sf. Cassa, Bara. || Locuz. càsce da mùrte [kàššə da mùrtə] Bara, Cassa da morto. || TF càsce. || DPM casce.
cascetelle [kaššətèllə] sf. Cassetta. || BA cascetelle.
casciabbanghe [kaššabbàṅġə] sf. Cassapanca. || VF casciabanco (1841) || RM casciabbàncke.
casciaforte [kaššafòrtə] sf. Cassaforte. || AA cascjafòrte.
cascigne [kašìɲɲə] sf. Particolare tipo di erba selvatica commestibile.
case [kǻsə] sf. Casa. || Anche casa [kǻsa] || sm. Cacio. || sost. Caso. || DPM ‘nda sta case ‘nzè cambe cchiù [nd-a sta kǻsə nə kàmbə kki̯ù] Ndr. in questa casa non si vive più. || ZO cheus, cheuseu (1864) || FD càse. || MM kase.
casecavalle [kåsəkavàllə] sm. Caciocavallo. || RM ckescavàlle.
castagnare [kastaǻrə] sm. Venditore di caldarroste. || VF castagnaro (1841).
castagnole [kastaólə] sf. Castagnola, petardo a forma di cartoccio. || spec. pl. Nacchere, antico strumento musicale a percussione usato in guerra dai Saraceni. || VF castagnole (1841). 
castegà [kastəġà] v. Castigare.
castille [kastìllə] sm. Castello. || VC Fàce castielli a l’aria [fǻčə kastìllə a l-àri̯ə] Fantastica. Ndr. lett. Fa castelli in aria.
castrate [kastrǻtə] sm. Castrato. || ZO nu piezze de castreuteu [nu pìzzə də kastrǻtə] un pezzo di castrato.  || ZO castreuteu (1864).
casuccelle [kasuččèllə] sf. Casetta miseramente arredata. || RM casuccèlle.
cataclisme [kataklìSmə] sm. Cataclisma. || RA Nu grandé cataclism’ l’atterrajé [nu ġràndə kataklìSmə l-attərrǻi̯ə] Da un grande cataclisma fu abbattuta. || RA cataclism’.
catafalche [katafàlkə] sm. Catafalco, Palco di
  legno sul quale si pone la bara. || SF catafalche.
catalogne [katalòə] sf. Catalogna. || DLC  i catalogne spegate ck’i fave vanne magnate [i katalòə spəġǻtə k-i fǻfə vànnə maɲɲǻtə] le catalogne spigate con le fave vanno mangiate. || DLC  catalogne.
catapecchie [katapèkki̯ə] sf. Catapecchia, Abitazione malandata. || SG na katapécchia fàtta de tùfo [na katapèkki̯ə fattə də tùfə] Ndr. una catapecchia fatta di tufo. || SG katapécchia. || [fg. catapècchia - ital. catapécchia]
cataplasme [kataplàsmə] sm. Cataplasma, Medicamento lenitivo, Impiastro. || estens. Persona noiosa. || FB cataplasme.
cataratte [kataràttə] sf. Cataratta, Chiusura a saracinesca di un condotto d’acqua. || BA cataratte.
catarre [katàrrə] sm. Catarro.
catarre [katàrrə] sf. Chitarra. || VF catarra (1841) || TF catarre. || GF¹ chitarra.
catarrelle [katarrèllə] sf. Chitarrella. || RA Là s’accord’a catarrella [là s-akkòrdə a katarrèllə] Lì si suona la chitarrella. || RA catarrella.
catarrone [katarrónə] sm. Chitarra. || MM katarróne.
cate [kǻtə] sm. Secchio di legno per attingere acqua dal pozzo, Recipiente usato dai muratori per il trasporto della calce. || BA cate.
catechisme [katekìSmə] sm. Catechismo. || TF catechìsme.
catenazze [katənàzzə] sm. Catenaccio, Grosso lucchetto. || EG catenazze.
catene [katénə] sf. Catena. || FB catène.
catenelle [katənèllə] sf. Catenina. || SF catenèlle.
catenille [katənìllə] sm. Battente di portone, Anello metallico a muro anticamente utilizzato per legarvi i cavalli. || VF cateniello.
catine [katìnə] sm. Catino, Recipiente di stagno o ceramica o legno o plastica per usi domestici. || cfr. vacile.
catozza [katòzza] sf. Colpo dato con le nocche delle dita. || SA t’àgghia dà ‘na catòzza ‘ngápe [t-àġġi̯a dà na katòzza ṅġǻpə] Devo darti un colpo in testa.|| cfr. carocchie [karòkki̯ə]
cattedrale [kattedrǻlə] sf. Cattedrale. || SG Vularrije trasì nu poche ‘nda cattedrale [vularrìi̯ə trasì nu pókə nd-a kattedrǻlə] Ndr. Vorrei entrare un po’ in cattedrale. || SG cattedrale.
cattore [kattórə] sf. Ospizio, Ricovero per accattoni. || MU cattore.
catubbe [katùbbə] sm. Cappello a cilindro. || FB catubbe. || SF catùbbe.
caturze [katùrzə] sm. Bifolco, Montanaro. ||  FB catuzze.
cavalcande [kavalkàndə] sm. Cavallerizzo. || BA cavalcante.
cavalcate [kavalkǻtə] sf. Cavalcata. || RA A cavalcaté jam’ a vedé [a kavalkǻtə i̯ǻmə a vvədè] Si va a vedere la cavalcata che si fa in onore di Maria. Ndr. lett. La cavalcata andiamo a vedere. || RA Face’ i gir’a cavalcaté [fǻčə i ğğìrə a kavalkǻtə] Gira per tre volte la cavalcata. || RA cavalcaté.
cavalire [kavalìrə] sm. Cavaliere. || EG Nuie cavalîre facime 'a rivèrènze e abballàme ck'a cadènze [nùi̯ə kavalìrə fačìmə a riverènə e abballǻmə k-a kadènə] Ndr. Noi cavalieri facciamo la riverenza e balliamo con la cadenza. || EG cavalîre. || NM cavalire. || [fg. cavaliére - ital. cavalière]
cavalle [kavàllə] sm. Cavallo. || vedi jummende [i̯ummèndə] || RA Ch’i cavall’ nucchijate [k-i kavàllə] Ndr. lett. Con i cavalli adorni di pennacchi. || MM nu kavalle ciote [nu kavàllə ] Un cavallo che non vuole andare. || FD cavàlle. || RA cavall’. || MM kavalle. || MA cavalle.
cavallucce [kavallùččə] sm. Cavalluccio. || MA cavallucce.
cavece [kàvəčə] sm. Calcio. || sf. Calce. || SF
  Chi accarèzze ‘u mùle, ‘i cavece pigghije. Ndr. Chi accarezza il mulo, i calci prende. || SF cavece.
cavedarare [kavədarǻrə] sm. Calderaio. || RM cavedaràre.
cavedare [kavədǻrə] sf. Caldaia, Grande recipiente per la bollitura di liquidi. || SG ‘st’i doije cavedare ‘na vonne fenescie [dói̯ə] Ndr. queste due caldaie non la vogliono finire. || SF cavedàre. || SG cavedare.
cavedarelle [kavədarèllə] sf. Secchio per il trasporto a spalla della calce. || SA Se nen vùje studià, te fàzze jì k’a cavedarèlle ‘ngùlle [nən vùi̯ə i̯ì] Se non vuoi studiare, ti faccio andare con il secchio della calce addosso -ti mando a fare il muratore-. || AO cavedarèlle.
cavedarone [kavədarónə] sm. Calderone, Grossa caldaia per bollitura o cottura. || SF cavedaròne.
cavede [kàvədə] sm. Caldo. || Anche cavete  [kàvətə] || Locuz. fiore de càvede [fi̯órə  də kàvədə] caldo pomeridiano estivo. || LE cavede. || AO càvede.
cavedille [kavədìllə] sm. Pane abbrustolito e condito. || SF cavedille. || BA cavedielle.
cavele [kàvələ] sm. Cavolo. || RC Baccalà e vrucc’l’ d’ cav’l’ [bakkalà e vvrùkkələ də kàvələ] Baccalà e cavoli. || ZO cavulo (1864) || BA cavele. || RC cav’l’.
cavese [kàvəsə] sf. Causa. || BA Vence a cavse e perde a lite [vènğə a kàvəsə e ppèrdə a lìtə] vince la causa ma perde la lite. || BA cavse.
cavete [kàvətə] sm. Caldo. || Anche cavede  [kàvədə] || LR càvete. || DLC cavete.
cavette [kavèttə] sm. Gavetta. || RM cavètte.
cavezà [kavəzà] v. Calzare, Mettere le scarpe.
cavezarille [kavəzarìllə] sm. pl. Calzini. || BA cavzarielle.
cavezate [kavəzǻtə] pp. Calzato, Vestito. || RM cavezàte. || [fg. calʒàto - ital. calzàto]
cavezettare [kavəzəttǻrə] sm. Fabbricatore di calze. || VF cauzettaro (1841).
cavezette [kavəzèttə] sf. Calza. || EG I cavezètte de mammà, angore mò se l’ha ‘ngegnàte [i kavəzèttə də mammà, aṅġórə mò sə l-à nğəǻtə] Ndr. Le calze di mamma, ancora adesso le ha inaugurate. || EG cavezètte. || BA cavzette. || [fg. calʒa - ital. calza]
cavezone [kavəzónə] sm. Pantalone, Calzone. || SF cavezòne. || [fg. calʒóne - ital. calzóne]
cavezune [kavəzùnə] sm. pl. Pantaloni. || ZO cauzuni (1864).
cavezunette [kavəzunèttə] sm. Mutanda lunga da uomo. || VF cauzonetti (1841) || VC cauzunètti. || SF cavezunètte.
cavezungille [kavəzungìllə] sm. Calzoncello, dolce natalizio. || RM cavezungìlle. || [fg. calʒoncèllo - ital. calzoncèllo]
cazze [kàzzə] sm. volg. Pene, Cazzo,  Organo
  sessuale maschile. || cfr. cacchie.
cazzemarre [kazzəmàrrə] sm. Grosso involtino di budella di agnello, con patate al forno. || cfr. turcenille [turčənìllə] || SF cazzemarre.
cazzinperne [kazzinpèrnə] sm. Sedano. || cfr. acce. || SF cazzeinpèrne.
cazzotte [kazzòttə] sm. Cazzotto. || cfr. papagnone. || FB cazzotte.
'ccattà [kkattà] v. Comprare, Partorire. || Anche accattà. || CL te scrive tutte quill’ che é cattà [tə skrìvə tùttə ku̯ìllə k-è kkattà] Ndr. ti scrivo tutto ciò che devi comprare. || CL cattà.
'ccise [ččìsə] pp. e agg. Ucciso. || Anche accise [aččìsə] || SF ccise. || RG ‘ccise. || [fg. uccìso - ital. uccìʃo]
ce [čə] pron. pers. Ce, Ci, A lui, A lei. || MG Ce abbiamm, ereme doje Cumpagnije [čə dói̯ə] Ndr. Ci avviammo, eravamo due Compagnie. || GG ce venia na carastia   ca Dio te le pozza accuntà [čə vənìi̯ə na karəstìi̯ə kà ddìi̯ə t-a pòzzə akkundà] Ndr. lett. Gli venne una carestia che solo Dio te la può raccontare. || GG ce (1834) || CA¹ ce. || RN c«. || NM ci.
ce [čə] avv. Ci. || SA Nen ce stáce máje [nən čə stǻčə mǻi̯ə] Non ci sta mai.  || GG ce (1834).
cecà [čəkà] v. Cecare, Accecare. || SG Cumme fuje che mi ijie a cecà? [kùmə fùi̯ə ke mə i̯ìi̯ə a ččəkà?] Ndr. Come fu che mi accecai? || SG cecà.
cecagghione [čəkaġġi̯ónə] agg. superl. Molto miope. || RM cecagghijòne.
cecale [čəkǻlə] sf. Cicala. || GG cicalia (1834).
cecate [čəkǻtə] agg. Cieco, Che non vede bene, Non vedente, Privo della vista. || SA I sòlde fànne aprì l’ùcchie e cecáte [i sòldə fànnə aprì l-ùkki̯ə é cəkǻtə] I soldi fanno aprire gli occhi ai ciechi. || TF cecàte. || PR cecate. || SF cicke.
cecatille [čəkatìllə] sm. Cavatelli. || SA cecatìlle e fasùle [čəkatìllə e ffasùlə]  Cavatelli e fagioli. || BA cecatielle.
Ceccangule [čekkaṅġùlə] sopr. Ceccanculo. || LMG M’assemmégghie, a putèie Céccancule [m-assəmmèġġi̯ə a putèi̯ə čekkaṅġùlə] Mi sembra la bottega di Ceccanculo. || LMG Céccancule.
cecerchie [čəčèrki̯ə] sf. Cicerchia. || Anche cicerchie. || RM cecèrchije.
Cecerenelle [čəčərənèllə] pers. f. Cecerennella. || RA Cécérénnella ténéva tenevé [čəčərənèlla tənéva tənévə] Cecerennella aveva aveva. || RA Cécérénnella.
cecerille [čəčərìllə] sm. Grandine. || cfr. granele [ġrànələ] || RM cecerìlle.
cechelune [čəkəlùnə] solo nella locuz. avv. A’ cechelùne [a čəkəlùnə] Alla cieca. || RM ceckelùne.
ceciutte [čəčùttə] sm. Chicco del mais, Ciciotto, Cariosside, || cfr. ciciutte. || RN a ffğğ’imvœɕə  sə   fann’i pəlanghillə   e i  ɕəɕuttə [a ffòğğə imvéčə sə fànnə i pəlaṅġìllə e i čəčùttə] A Foggia invece si fanno le pannocchie lesse ed i ciciotti. || TF ceciùtte. || RN ɕəɕuttə.
cecorie [čəkòri̯ə] sf. Cicoria. || NM cicorje.
cecuriare [čəkuriǻrə] sf. Cicoriara, Venditrice di cicorie, Erbivendola girovaga. || Anche
  ciucrijare.
cecute [čəkùtə] sf. Cicuta. || BA tene a facce da cecuta cotte [ténə a fàččə d-a čəkùta kòttə] ha la faccia ingiallita come la cicuta bollita. || BA cecuta.
cefragne [čəfràɲɲə] sf. Testa. || RM cefràgne.
cegghie [čèġġi̯ə] sf. pl. Ciglia. || Locuz. cegghie accucchiate [čèġġi̯ə akkukki̯ǻtə] Ciglia folte e unite -persona cattiva-.  || BA cegghie.
cegnate [čəɲɲǻtə] agg. Cornuto. || BA cegnate.
celecà [čələkà] v. Solleticare. || Anche celechijà [čələkii̯à] || LA celecà.
celechiaminde [čələki̯amìndə] sm. Solletico. || BA celecamiente. || [fg. sollètico - ital. sollético]
celechijà [čələkii̯à] v. Solleticare. || Anche celecà. || RM celechijà.
celecuse [čələkùsə] agg. Fastidioso, Di persona puntgliosa. || NM¹ cilicus.
celizie [čəlìzzi̯ə] sm. Tormento, Dolore di pancia. || TF celìzzije.
Celone [čəónə] top. Celone. || FO Tant’è a secche̥, ca me̥ fre̥garrije̥ u Č’lošne̥ ch’ tutt’u Carapelle̥ [tàndə è a sèkkə, ka mə frəkarrìi̯ə u čəlónə kə tùttə u karapèllə] Tanta è la sete, che mi berrei il Celone con tutto il Carapelle. || FO. Č’lošne̥.
cemenere [čəmənérə] sf. Ciminiera. || AO cemenère. || [fg. ciminiéra - ital. ciminièra]
cemose [čəmósə] sf. Orlo della stoffa. || VF cimosa (1841) || RM cemòse.
cendrelle [čəndrèllə] sf. Chiodi corti con testa larga per scarponi. || BA centrelle.
cendrone [čəndrónə] sm. Chiodo piuttosto grosso. || BA centrone.
cene [čénə] sf. Cena. || LR cène.
cenere [čènərə] sf. Cenere. || BA cenìete.
cenite [čənìtə] agg. Morbido, Soffice. || FB cenìte. || VC cenìere.
cenzulle [čənʒùllə] agg. Stupido, Svagato. || FB cenzulle.
Cepavele [čəpàvələ] pers. m. Francesco Paolo. || FB cepavele.
cepolle [čəpòllə] sf. Cipolla. || locuz. addò vìne ca so ccepòlle [addò vìnə ka sò ččəpòllə] all'impazzata. Lett. vieni qua che sono cipolle.  || VC cepolle. [fg. cipòlla - ital. cipólla]
ceppone [čəppónə] sm. Grosso ceppo di legno. || SA Vìste ceppóne, ca páre baróne [vìstə čəppónə ka pǻrə bbarónə] Vesti bene un grosso ceppo di legno e sembrerà un barone. || CA Natale cku sole e Pasqua cku ceppòne [natǻlə k-u sólə e ppasku̯ə k-u čəppónə] Ndr. Natale con il sole e Pasqua con un grosso ceppo di legno -da bruciare-. || CA ceppòne. || CS ceppone.
cerase [čərǻsə] sf. Ciliegia. || VF cerasa (1841) || FB ceràse.
cerasule [čərasùlə] sm. Girasole. || RM cerasùle.
cercà [čərkà] v. Cercare, Chiedere. || NM Margherita mi vace cercanne [marġerìta mə vǻčə čərkànnə] Ndr. Margherita mi sta cercando. || VMG cërcà. || MA cerkà.
ceremonie [čərəmòni̯ə] sf. Cerimonia. || NM E che strazje stì cerimonje! [e kke stràzzi̯ə sti čərəmòni̯ə!] Ndr. E che strazio queste cerimonie! || NM cerimonje.
ceroggene [čəròğğənə] sm. Cero. || BA cerogene.
certamende [čertamèndə] avv. Certamente. || [fg. certamènte - ital. certaménte]
certe [čèrtə] agg. indef. Certo. || CL fine a nu certe punte [fìn-a nu čèrtə pùndə] Ndr. fino ad un certo punto. || CL certe.
certi [čèrti] agg. Certi, Alcuni. || SA Cèrti vóte tu me fáje pròpie arraggià [cèrti vótə tu mə fǻi̯ə pròpi̯ə arrağğà] Certe volte tu mi fai proprio arrabbiare. || VMG certë.
certune [certùnə] agg. indef. f. Alcune. || TF certùne.
cerve [čèrvə] sm. sing. Cervo. || pl. cirve. || RM cèrve.
cervellate [čərvəllǻtə] sf. Salsiccia di maiale molto doppia. || BA cervellate.
cervelle [čərvèllə] sm. Cervello. || CL fà nu sforze pe’ fà funziunà ‘u cervell’ [fà nu sfòrzə pə ffà funi̯unà u čərvèllə] Ndr. fa uno sforzo per far funzionare il cervello.  || ZO cirvel (1864) || TF cerevèlle. || MAM če̥rvé7lle. || CA cervèlle. || CV c’rvell. || CL cervell’.
cervelline [čərvəllìnə] agg. Sventato, Capriccioso, Poco affidabile. || SA¹ cervelline.
cervone [čərvónə] sm. Lumacone. || BA cervone.
cestarella [čəstarèlla] sf. Recipiente per trasportare la calce. || Anche cestarelle [čəstarèllə] || cfr. cavedarelle [kavədarèllə] || SA T’àgghia fa’ jì k’a cestarèlla ‘ngùlle [t-àġġi̯a fà i̯ì k-a čəstarèlla ṅġùllə] Ti devo far andare con il secchio della calce addosso -sulle spalle-.
cestarelle [čəstarèllə] sf. Recipiente per trasportare la calce. || Anche cestarella [čəstarèlla]
cestine [čəstìnə] sm. Cestino. || cfr. panarille [panarìllə] || RM cestìne.
cestunie [čəstùni̯ə] sf. Tartaruga. || cfr. tambosce. || VF cestuina (1841) || BA cestunie.
cetratelle [čətratèllə] sf. Cedrina. || LR cetratèlle.
cetrule [čətrùlə] sm. Cetriolo. || VF citrulo (1841) || DAM cetrule. || FP citrul. ||  [fg. cetriólo - ital. cetriòlo]
ceveltà [čəvəltà] sf. Civiltà. || CV Lör a chiamn: c’vltà [lórə a ki̯àmənə čəvəltà] Ndr. Loro la chiamano: civiltà. || CV c’vltà.
ceveze [čèvəzə] sm. sing. Gelso. || pl. civeze. ||
  SF ’ndu pigghianne, ca quille èje nu cìveze sfatte [ndu piġġi̯ànnə, ka ku̯ìllə èi̯ə nu čìvəzə sfàttə] Ndr. non lo prendere (sposare) perché quello è un gelso sfatto. || SF cìveze.
che [ke] congz. Che. || Anche ca [ka] || SA ìje dìche che tu stáje pazziànne tròppe [ìi̯ə dìkə ke tu stǻi̯ə pazzi̯ànnə tròppə] io dico che tu stai scherzando troppo. || GG che (1834) ||  ZO cheu. 
chè [ke] pron. Che, Che cosa. || SA Chè vvùje da mè? [ke vvùi̯ə da mè?] Che cosa vuoi da me? || VMG Tu chë vajë facennö [tu kkè vvǻi̯ə fačènnə?] Tu che vai facendo. || GG che (1834) || NM chè. || VMG chë. || VMG cä. || RN k-ε. || MM kẹ.
Checcione [kəččónə] sopr. Coccione, Testa grossa.
checozze [kəkòzzə] sf. Zucca. || TF A càpe che nen pàrle èje chiamàte checòzze! [a kǻpə ke nən pàrlə è ki̯amǻtə kəkòzzə!] Ndr. La testa che non parla è chiamata zucca. || || VF cucozza (1841) || BA checozze. || TF checòzze. || AO kecòzze. || [fg. ʒucca - ital. zucca]
ched'eje [ked-èi̯ə] par. comp. Che cosa, Cos’è che. || SA ched’èje che fáje llà? [ked-èi̯ə ke fǻi̯ə llà] Cosa fai là? || BA chedeje.
chegnome [kəómə] sm. Cognome. || MAM
  ke̥ňňo́me̥.
Cheline [kəlìnə] pers. f. Michelina. || cfr. Chelenelle. || FP Chilina a lavannar [kəlìnə a lavannǻrə] Ndr. Michelina la lavandaia. || FP Chilina.
Chelenelle [kələnèllə] pers. f. Michelina. || cfr. Cheline. || RM Ckelenèlle.
chelometre [kəlòmətrə] sm. Chilometro. || TF chelòmetre.
chelonne [kəlònnə] sf. Colonna. || TF kelònne.
chelore [kəlórə] sm. sing. Colore. || pl. chelure [kəlùrə] || SF ckelòre. || LR chelòre.
chelummere [kəlùmmərə] sm. Varietà di fico che dà frutti piuttosto grandi. || SF chelume-
  re.
chelure [kəlùrə] sm. pl. Colori. || SF ckelùre.
chemmune [kəmmùnə] sm. Pozzo nero, Fossa biologica, Ritirata, Gabinetto. || VF cumune (1841) || BA chemmune. || AO kemmùne.
chemò [kəmò] sm. Comò, Cassettone. || MM
  kemò. || MU chemò.
chemugghià [kəmuġġi̯à] v. Coprire. || Anche accumugghià, cumugghià [akkumuġġi̯à, kumuġġi̯à ] || RM ckemugghijà.
cheppute [kəppùtə] agg. Concavo, Incavato, A forma di coppa, Fondo. || VC piàtte coppùte [pi̯àttə kəppùtə] scodella. || VC coppùte.
cherichette [kərikèttə] sm. Chierichetto. || CA¹ cherichette. || SF cherechètte. || [fg. chierichètto - ital. chierichétto]
chernute [kərnùtə] agg. Cornuto. || Anche curnute. || ML E megghje a esse chernute e nò male sendute [è mèġġi̯ə a èssə kərnùtə e nnò mǻlə səndùtə] Ndr. È meglio essere cornuti che male ascoltati. || ML chernute. || AO kernùte.
cherone [kərónə] sf. Corona. || ML cherone.
chetogne [kətòɲɲə] sf. Cotogna, Mela cotogna. || RM cketògne. || [fg. cotògna - ital. cotógna]
chettone [kəttónə] sm. Cotone. || RM ckettòne.
chi [ki] pron. dim. Chi. || Anche cchi. || SA Chi è quìlle? [ki è ku̯ìllə] Chi è quello? || LR chi jève e chi venève [ki i̯évə e kki vənévə] Ndr. chi andava e chi veniva. || LR chi. || GF cchi. || BF ki. || BF cki.
chiacchiarone [ki̯akki̯arónə] sm. Chiacchierone. || RM chiacchijaròne.
chiacchiere [ki̯àkki̯ərə] sf. Chiacchiera. || AO chjàcchjere.
chiacchjerijà [ki̯àkki̯ərii̯à] v. Chiacchierare. || MA chiacchirià.
chiacchjerijate [ki̯akki̯ərii̯ǻtə] sf. Chiacchierata. || SG¹ Cj’hamme fatte sòle ‘na chiacchijriàte! [čə] Ci siamo solo fatti una chiacchierata. || SG¹ chiacchijriàte.
chiachille [ki̯akìllə] agg. Cacasotto, Vile, Pauroso, Persona che racconta frottole. || RM chiachjìlle.
chiacune [ki̯akùnə] agg. pl. Ubriaconi.
chiaghe [ki̯ǻġə sf. Piaga. || BA chiaghe. || FB chijàghe. || AO chjàghe. || LR chiàche.
chiagnamalanne [ki̯aɲɲamalànnə] par. comp. lett. Che piange i malanni, Uccello di malaugurio, Persona che si lagna sempre. || BA chiagnamalanne.
chiagne [ki̯àɲɲə] v. Piangere. || LE e rire e chijagne, accussì, cume Dije vole [ki̯àɲɲə  akkùssì vólə] Ndr. e ride e piange, così, come Dio vuole. || VMG e tuttä chiagnennö ijë da issö [e ttùtta ki̯àɲɲènnə i̯ìi̯ə da ìssə] Ndr. lett. e tutta piangendo andò da lui. || CA¹ chiagne forte tutte a gende [ki̯àɲɲə fòrtə tùtt-a ğğèndə] Ndr. piange forte tutta la gente. || BA chiagne. || VMG chiagnë. || LE chijagne. || CS chijagnije. || AO chjàgne. || RN kja«. || CA¹ chiagne.
chiagneluse [ki̯aɲɲəlùsə] agg. Piagnucoloso. || FB chijagneluse.
chiagnestere [ki̯aɲɲəstérə] sm. Piagnisteo, Lamentazione funebre corale. || RM chijagnestère.
chiamà [ki̯amà] v. Chiamare. || MP Madonna mije chiamatillé tu prime che tu mànné ije [madònna mìi̯ə ki̯amatìllə tu prìmə ke t-u mànnə ìi̯ə] Ndr. Madonna mia chiamatelo -fallo morire- tu prima che te lo mandi io -lo uccida-. || MAM  c̓́ä́me̥ nu pọke̥ a kku̯ell-óme̥ lla [ki̯ǻmə nu pókə a kku̯èll-ómə llà] chiama quell’uomo. || AO chjamà.
chiamate [ki̯amǻtə] pp. e sf. Chiamata. || MG cume fujie chiamat' 'a classa mije, ije subbte m'appresentaje [kùmə fùi̯ə ki̯amǻtə  a  klàssa mìi̯ə, ìi̯ə sùbbətə m-apprəsəndǻi̯ə] Ndr. come fu chiamata la mia classe -di leva-, io subito mi presentai. || MG chiamat’.
Chianare [ki̯anǻrə] top. Pianara, piazzale ubicato appena fuori Porta Grande.
chiandà [ki̯andà] v. Piantare. || AO chjandà.
chiande [ki̯àndə] sf. Pianta. || sm Pianto. || GA E’ n’ann che ta faje a kiante a kiante [è n-ànnə ke t-a fǻi̯ə a kki̯àndə a kki̯àndə] Ndr. È un anno che piangi continuamente. || FB chijande. || BA chiande. || BA chiante. || AO chjànde. || GA kiante.
chiandelle [ki̯andèllə] sf. La parte della scarpa che si trova tra la tomaia e la suola. || NM¹ chiantella.
chiandulle [ki̯andùllə] sm. Piagnisteo, Lamento insistente. || LA chiandulle.
chiane [ki̯ǻnə] avv. Piano, Lentamente, Adagio. || sf. Piana. || SA Camìne chiáne chiáne, sennò cáde! [kamìnə ki̯ǻnə ki̯ǻnə, sənnò kǻdə!] Cammina piano piano altrimenti cadi. || SF chiàne 'i fusse [ki̯ǻnə i fùssə] piana delle fosse, da piazza S. Eligio fino al temine di via della Rebubblica. || FB chijàne. || SF chiàne. || EG ‘cchiàne. || LE chijané.
chianette [ki̯anèttə] sf. Ceffone, Maccheroni fatti in casa. || BA chianette.
chianghe [ki̯àṅġə sf. Macelleria, Pietra. || LR Soltande mènza chianghe quase appèse [soltàndə mèna ki̯àṅġə ku̯asə appésə] Ndr. Soltanto metà mensola di balcone quasi appesa. || VF chianca (1841) || LR chianghe. || BA chianche.
chianghette [ki̯aṅġèttə] sf. Lastra di pietra vulcanica per pavimentare le strade. || VC chianchetta. || FB chijanghètte. || LA chianghètte. || BA chianchette.
chianghire [ki̯aṅġìrə] sm. Macellaio. || meno
  com. macellaje. || VF chianchiero (1841) || FB chijanghire. || BA chianchiere. || LA chianghîre. || SF chianghire. || TF chianghìre.
chianille [ki̯anìllə] sm. Pianella, Calzatura da casa a suola piatta. || CS ’u chijanìlle spezzáte. Ndr. La pianella spezzata. || CS chijanìlle. || BA chianielle. || SF chianille.
chianuzze [ki̯anùzzə] sm. Pialla. || FB chijanuzze. || BA chianuozze. || AO chjanùzze.
chiapparine [ki̯apparìnə] sm. Cappero. || RM
  chijapparìne.
chiappe [ki̯àppə] sm. Cappio, Capestro. || sf. Chiappa, Natica. || FB chijappe. || BA  chiappe.
chiappere [ki̯àppərə] sm. Cappero. || BA chiappere.
chiappine [ki̯appìnə] sm. Cappio. || AO chjappìne.
chiarfe [ki̯àrfə sm. Muco nasale, Moccio. || FB chijarfe. || BA chiarfe. || AO chjàrfe.
chiarfuse [ki̯arfùsə] agg. e sm. Moccioso. || Anche chiarfusille. || FB chijarfuse. || BA chiarfuse. || AO chjarfùse.
chiarfusille [ki̯arfusìllə] agg. e sm. Moccioso, Ragazzino con il moccio al naso. || TF chijarfusìlle. || BA chiarfusielle.
chiarì [ki̯arì] v. Chiarire, Mettere in chiaro. || CL Pasqualì! quà ce hamma chiarì! [pasku̯alì! ku̯à č-àmma ki̯arì] Ndr. Pasqualino! qui dobbiamo mettere le cose in chiaro! || CL chiarì.
chiatte [ki̯àttə] agg. Grassone. || AO chjàtte.
chiattille [ki̯attìllə] sm. pl. Piattole. || agg. Persona grassoccia. || BA chiattille.
chiave [ki̯ǻvə] sf. Chiave. || FB chijàve. || AO chjàve.
chiavecarije [ki̯avəkarìi̯ə] sf. Comportamento spregevole, da chiavica. || AO  chjavecarìje.
chiaveche [ki̯àvəkə] sf. Chiavica. || RM chijàvecke.
chiavuzzelle [ki̯avuzzèllə] sf. Piccola chiave. || RM chijavuzzèlle.
chiazze [ki̯àzzə] sf. Piazza. || ZO chiazz (1864) || BA chiazze. || FB chijazze. || AO chjàzze.
chiazzere [ki̯azzérə] agg. Pettegola. || RM chijazzère.
chiazzette [ki̯azzèttə] sf. Piazzetta, Mercato coperto nei pressi di Via Arpi. || SA Migghièreme è jùte a’ chiazzètte [miġġi̯èrəmə è i̯ùtə a ki̯azzèttə] Mia moglie è andata alla piazzetta -mercato-. || RN a kjazzεtta kopεrtə  ki̯azzètta kopèrtə al mercato di Via Arpi || FB chijazzétte. || LA chiazzètte. || BA chiazzette. || RA chiazzett’.
chiazzire [ki̯azzìrə] sm. Erbivendolo. || BA
  chiazziere.
chieche [ki̯ékə] sf. Piega. || BA chieche.
chiena [ki̯éna] agg. f. Piena. || Anche chiene [ki̯énə] || al m. chjine [ki̯ìnə] || RN kjena kjen« [ki̯éna ki̯énə]  molto piena, pienissima. || RN kjena. || TF chiène.
chiene [ki̯énə] agg. f. Piena. || Anche chiena [ki̯éna] || SA Tènghe i sàcche chiéne [tèṅġə i sàkkə ki̯énə] Ho le tasche piene. || al m. chjine. || BA chiene.
chine [kìnə] pp. e agg. Chino, Chinato, Cur-
  vo. || sm. Chilo. || LCG chine. || BF kine.
chiove [ki̯óvə] v. Piovere. || SA S’è mmìse a cchióve [s-è mmìsə a kki̯óvə] Si è messo a piovere. || FO Mò sò bellẹ i fävẹ, mò chẹ ha chiùppetẹ! [mò sò bbèllə i fǻfə, mò ke à kki̯ùppətə!] Ora sono  belle le fave, ora che è piovuto! || BA chiove. || AO chjòve.
chipucchie [kipùkki̯ə] sm. Nocciolo di albicocca utilizzato dai ragazzi per un gioco di strada. || Anche capucchie [kapùkki̯ə] || LA chipucchjie e castellète [kipùkki̯ə e kastəllèttə] gioco con i noccioli. || LA castellète [kastəllèttə] più noccioli. || EG Chipucchie e sottachipucchie recorde angore [kipùkki̯ə  e ssottakipùkki̯ə rəkòrdə aṅġórə] Ndr. Capo e sottocapo ricordo ancora. || LA chipucchie.
chissà [kissà] avv. Chissà. || Anche chissacce. || SG chissà.
chissacce [kissàččə] avv. Chissà. || Anche chissà. || BA chissacce.
chiù [ki̯ù] avv. Più. || Anche cchiù, dicchiù [kki̯ù, dikki̯ù] || SA Fàtte cchiù llà! [fàttə kki̯ù  llà] Spostati! lett. Fatti più là. || GG chijû, chijù, chiù (1834) || NM chjù. ||  GF¹ cchjù. || EG ‘cchiú. || MP cchijù. || FP cchiù.
chiude [ki̯ùdə] v. Chiudere. || Anche achiude, achiute. || BP chiude.
chiumme [ki̯ùmmə] sm. Piombo. || FB chijumme. || SF chiùmme. || AO chjùmme.
chiungue [ki̯ ùṅġu̯ə] pron. indef. Chiunque.
chiuse [ki̯ùsə] pp., agg. e sm. Chiuso. || Anche achiuse [aki̯ùsə] || TF chiùse. || LR chiuse.
chiuttoste [ki̯uttòstə] avv. Piuttosto.
chiuve [ki̯ùvə] sm. Chiodo. || FB chijuve. || BA chiuove.
chjicà [ki̯ikà] v. Piegare. || LA chiecà.
chjine [ki̯ìnə] agg. e sm. Pieno. || al f. chjene [ki̯énə] || RA Chiné chiné d’Angiulette’ [ki̯ìnə ki̯ìnə d-anğulèttə] Pieni di bimbi vestiti da angioletti. Ndr. lett. Pieni pieni di Angioletti. || BF chine chine funecchielle [ki̯ìnə ki̯ìnə fənukki̯ìllə] Ndr. pieno pieno di finocchietti. || PM e tu e truà nu poste prime ch’é chijne [e ttu è truu̯à nu pòstə prìmə k-è ki̯ìnə] Ndr. e tu devi trovare un posto prima che si riempia. || LA chijne. || RA chiné. || SF chiine. || BF chine. || SG chijìne. || LCG chijne.
chjireche [ki̯ìr«k«] sf. Chierica. || GF U vestite nen föce u mòneche e a chièreche nen föce u prèvete [u vəstìtə nən fǻčə u mònəkə e  a ki̯ìr«k« nən fǻčə u prèvətə] || MAM a cére̥ke̥  [a ki̯ìr«k«] la  chierica. || AO chjèreke. || GF chièreche. || MAM cére̥ke̥. || [fg. chièrica - ital. chiérica]
chjisa [ki̯ìsa] sf. Chiesa. || Anche chjise, cchjise [ki̯ìsə, kki̯ìsə] || CA chjesa. || [fg. chiésa - ital. chièSa]
chjise [ki̯ìsə] sf. Chiesa. || Anche chjisa [ki̯ìsa] || SA Stáce ‘nda cchjìse a pregà [stǻčə nd-a kki̯ìsə a pprəġà] Sta in chiesa a pregare. || AO chjse. || LR chîsie. || TF cchìse. || ME chijse. || RA chies’. || [fg. chiésa - ital. chièSa]
chjitrate [ki̯itrǻtə] agg. Infreddolito, Gelido.
  || SF chiitràte. || SF chitràte. || BA chietrate.
chjitrature [ki̯itratùrə] sf. Gelata notturna. || BA chietrature.
c'i [c-i] pron. pers. + pron. pl. m. e f. Ce li, Ce le. || SA Se c’i vònne dà i sòlde, nùje stìme qua [se č-i vònnə dà i sòldə, nùi̯ə stìmə kku̯à] Ce le vogliono dare i soldi, noi siamo qua.
ciaccalone [čakkalónə] agg. Grasso e grosso, Gioviale. || SF ciaccalòne. || BA ciaccalone.
ciaccanille [čakkanìllə] agg. Piccolino, Giovane. || SF ciaccanille.
ciacchiaminde [čakki̯amìndə] sm. Azione dello schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || cfr. ciacchiatorie [čakki̯atòri̯ə] || RM ciacckejamìnde.
ciacchiatorie [čakki̯atòri̯ə] sm. Azione dello schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || cfr. ciacchiaminde [čakki̯amìndə] || RM ciacchijatòrije.
ciacchijà [čakkii̯à] v. Schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || FB ciaccheijà.
ciaccocchie [čakkòkki̯ə] par. comp. Si unisce, È pertinente. || Locuz. nen ciaccocchie [nən č-akkòkki̯ə] Non c’entra, Non è pertinente all’argomen-to. || BA nen ciaccocchie [nən č-akkòkki̯ə] non ragiona. || BA ciaccocchie.
ciacerijà [čačərii̯à] v. Parlare fitto fitto e  sottovoce.
ciaciacche [čačàkkə] sm. Magnaccia, Mantenuto, Protettore. || LMG ‘U ciaciacche chiagne e ‘a puttàne se chenzole [u čačàkkə ki̯àɲɲə e a puttǻnə sə kənólə] Ndr. Il protettore piange e la prostituta si consola. || LMG ciaciacche. || AO ciaciàkke.
ciaciotte [čačòttə] sf. e agg. Cicciona. || al m. ciaciutte. || RM ciaciòtte.
ciaciutte [čačùttə] sm. e agg. Ciccione, Grasso. || LA ciaciutte. || BA ciaciuotte.
ciafagne [čafàɲɲə] sf. Dormita. || Anche ciafragne. || BA ciafagne.
ciafragne [čafràɲɲə] sf. Sonnolenza. || Anche ciafagne. || AO ciafràgne.
cialanghe [čalàṅġə sf. Voracità, Fame esa-
  gerata. || LA cialanghe.
ciamaruche [čamarùkə] sf. Lumaca di grandi dimensioni. || LA ciamaruche. || DLC ciammaruche.
ciamaruchelle [čamarukèllə] sf. Lumaca di
  piccole dimensioni. || BA ciamaruchelle. ||
  MM ciammaruchèlle.
ciamattone [čamattónə] agg. Disordinato, Pasticcione, Approssimativo. || FB ciamattòne.
ciambate [čambǻtə] sf. Manciata, Zampata. ||
  LA ciambate. || [fg. ʒampata - ital. zampata]
ciambatelle [čambatèllə] sf. Piccola manciata. || RM ciambatèlle.
ciambe [čàmbə] sf. Zampa, Mani. || TF ciàmbe. || BF ciampe.
ciambeluse [čambəlùsə] agg. Zoppicante, Scoordinato nei movimenti. || AO  ciambelùse.
ciambotte [čambòttə] sf. Pesce in casseruola. || BA ciambotte.
ciammille [čammìllə] solo nella locuz. A ciammille. A proposito. || VC È ghiuto a ciammìelle [è ġġi̯ùtə] È andato a proposito. || VC ciammìelle.
ciammurie [čammùri̯ə] sm. Cimurro, Raffreddore. || RM ciammùrije.
ciancijà [čančii̯à] v. Cianciare, Intrattenersi in chiacchiere, Pettegolare. || RM ciancijà.
cianciuse [čančùsə] agg. Chiacchierone. || RM cianciùse.
cianne [čànnə] sm. Vulva. || Anche ciunne, fesse al f. || locuz. ‘u ciànne d‘a reggìne [u čànnə d-a reggìnə] particolare tipo di verdura selvatica, lett. la vulva della regina. || RM ciànne.
ciavaduglie [čavadùľľə] solo nella locuz. a ciavaduglie [a ččavadùľľə] A cavalcioni. || VC a ciavadùoglie sopa a la spalla [a ččavadùľľə sóp-a spàllə] a cavalcioni sul dorso. || VC ciavadùoglie.
ciavarre [čavàrrə] agg. Cornuto. || SF ciavarre.
ciavele [čàvələ] sf. Gazza ladra. || LMG ‘A ciavele vàce vestita nère, p’i ‘mpicce de l’ate [a čàvələ vǻčə vəstìta nérə p-i mbìččə də l-àtə] Ndr. lett. La gazza si veste di nero per gli impicci degli altri. || MG a ogne colpe ne cadevene seje, me parevene ciavele, me parevene! [a òe kkòlpə nə kadévənə sèi̯ə, mə parèvənə čàvələ, mə parèvənə!] Ndr. a ogni colpo ne cadevano sei  -di nemici-, mi sembravano gazze, mi sembravano! || AO ciàvele. || LMG ciavele.
Cicce [čìččə] pers. m. Ciccio, Francesco. || FD Cicce cumànne a Còle, e Còle cumanne a Cìcce [čìččə kumànn-a kkólə e kkólə kumànn-a ččìččə] Ndr. Ciccio ordina a Nicola e Nicola ordina a Ciccio. || FD Cìcce.
cicene [čìčənə] sm. Fiasco per acqua. || BA cicine.
cicerchie [čičèrki̯ə] sf. Cicerchia. || Anche cecerchie. || RM cicèrchije.
cicere [čìčərə] sm. Cece. || MG¹ A cicere  a cicere s’énghje ‘a pegnate [a ččìčərə a ččìčərə s-èṅġi̯ə a pəǻtə] Ndr. A cece a cece si riempie la pignatta. || BA cicere. || FB cècere.
ciciutte [čičùttə] sm. Granturco. || Anche ceciutte. || BA ceciùtte cavete, cavete [čičùttə kàvətə, kàvətə] Pannocchie calde, calde, gridava per la strada la venditrice di granturco lessato. || BA  ciciuotte.
cifele [čìfələ] sm. Cefalo. || RC Cef’l’ e cap’ton’ arr’stut’ [čèfələ e kkapətónə arrəstùtə] Cefalo e capitone arrosto. || RC cef’l’.
cigghie [čìġġi̯ə] sm. pl. Dolori intestinali, Ciglia. || TF cìgghije. || BA cigghie.
cigghione [čiġġi̯ónə] sm. Persona dalle ciglia folte e unite fra loro.
cile [čìlə] sm. Cielo. || ZO ciel (1864) || LE cijele. || GF ccíle. || CA cîle. || [fg. ciélo - ital. cièlo]
cimamarelle [čimamarèllə] sf. Cimamarelle, Broccoletti selvatici. || MM cimamarèlle. || RA cimammarelle.
cime [čìmə] sf. Cima. || FB cime.
cimececcuzze [čiməcəkkùzzə] sm. Pene, Fallo, Organo genitale maschile. || FB  cimececcuzze.
cinde [čìndə] num. Cento. || BA Vole pagghie pe ciente cavalle [vólə pàġġi̯ə pə ččìndə kavàllə] Ndr. Vuole paglia per cento cavalli. || BA ciente. || GF¹ cciende. || CA cînte.
cinematografe [činematòġrafə] sm. Cinema, Cinematografo, Sala cinematografica.
cingomme [čiṅġòmmə] sf. Gomma da masticare, Gomma americana, Cicca. || E dall’ingl.  chewing gum.
cinguande [čiṅġu̯àndə] num. Cinquanta.
cinguandine [čiṅġu̯andìnə] sf. Cinquantina. || SF A cinguandine lasse ‘a fèmmene e pigghije ‘u vine [a čiṅġu̯andìnə làssə a fèmmənə e ppìġġi̯ə  u vìnə] Ndr. lett. -Intorno- Alla cinquantina lasci la donna e prendi il vino. || SF cinguandine.
ciote [čótə] agg. Di cavallo che non vuole andare. || MM ciote.
ciovè [čovè] avv. Cioè.
cirche [čìrkə] sm. Circo.
circhie [čìrki̯ə] sm. Cerchio. || RM circhije.
circolare [čirkolǻrə] sf. Autobus per trasporto collettivo di persone su percorsi urbani. || EG circolàre.
cirilline [čirillìnə] sm. Basco, Copricapo di panno. || RM cirillìne.
cirre [čìrrə] sm. Cirro, Ciocca, Ciuffo. || AO
  cìrre.
ciste [čìstə] sm. Cesto. || LR ciste. || [fg. cèsto
  - ital. césto]
citte [čìttə] agg. Zitto, Silenzioso. || Locuz. citte citte [čìttə čìttə]  Senza fiatare, Zitto zitto,  Silenziosamente. || SA È mègghie che me stáche cìtte [è mèġġi̯ə ke mə stákə čìttə] È meglio che mi sto zitto. || CL Sta’ citt’ tu e na’ guardanne [staččìttə tu e nn-a u̯ardànnə] Ndr. Sta zitto tu e non la guardare. || RA Te vut’atturné e che munné citté [tə vùt-attùrnə e kkè mmùnnə čìttə] Si guarda d’attorno: che silenzio! Ndr. lett. Ti giri intorno e che mondo silenzioso. || LE citte. || RA citté. || [fg. ʒitto - ital. zitto]
ciucce [čùččə] sm. Asino, Somaro. || fig. Persona ignorante. || SF A lavà 'a càpe o ciucce, se pèrde timbe, acque e sapòne [a llavà a kǻpə o čùččə, sə pèrdə tìmbə, àkku̯ə e ssapónə] Ndr. A lavare la testa all’asino, si perde tempo, acqua e sapone. || VF ciuccio (1841) || FD ciùcce. || BM ciucce. || MM¹ ciucc’. || RN čuččə.
ciucciarille [čuččarìllə] sm. Piccolo somaro. || LR ciucciarîlle.
ciuccigne [čuččìɲɲə] agg. e sm. Testardo come un mulo. || Anche cocciatoste. || TF ciuccìgne.
ciucciotte [čuččòttə] sm. Tettarella di gomma, Ciuccio. || cfr. pupatelle. || RM  ciucciòtte.
ciucculate [čukkulǻtə] sm. Cioccolato. || ZO ciuccheuleut (1864).
ciucrijare [čukrii̯ǻrə] sf. Cicoriara, Venditrice di cicorie, Erbivendola girovaga. || Anche cecuriare [čəkuri̯ǻrə] || LCG ciucrejare. || SA¹  ciucrujiäre.
ciuffe [čùffə sm. Ciuffo, Particolare tipo di verdura sevatica. || FB ciuffe.
ciufunire [čufunìrə] sf. Armadio con specchio, Specchiera. || LA ciufenîre. || SF ciufunire. || MM ciufuníere. || TF cifunìre.
ciunghe [čùṅġə agg. Zoppo, Sciancato, Storpio. || cfr. sciummate. || LA ciunghe.
ciunne [čùnnə] sf. Vulva, Organo sessuale femminile. || cfr. fesse [fèssə] || al m. cianne [čànnə]
ciutte [čùttə] agg. e sm. Grasso, Obeso. || al f. ciotte. || Anche ciaciutte. || AA Eje nu ggiovene cjutte e ffòrte, assemmègghje a na casciaforte [èi̯ə nu ğğòvənə čùtt-e ffòrtə, assəmmèġġi̯-a na kaššafòrtə] È un giovane grasso e forte, rassomiglia ad una cassaforte. || CL ciutte. || AA cjutte.
civeze [čìvəzə] sm. pl. Gelsi. ||  sing. ceveze. || LR cìveze ck’a nève. gelsi ghiacciati. || BA cievze.
ck’i [k-i] cfr. k’i.
ck’u [k-u] cfr. k’u.
ck'a [k-a] cfr. k’a.
classa [klàssa] sf. Classe. || Anche classe. || MG ‘a classa mije [a klàssa mìi̯ə] Ndr. la mia classe -di leva-. || MG classa.
classe [klàssə] sf. Classe. || Anche classa [klàssa]
cocce [kòččə] sf. Testa, Capo. || RM còcce.
cocche [kòkke] agg. Indef. Qualche. || SF cocchè. || TF còcche.
coccheccose [kokkekkósə] pron. indef. Qualcosa, Qualche cosa. || TF cocchecòse.
cocchedune [kokkedùnə]  pron. indef. sing.
  Qualcuno. || come forma dialett. Qualcheduno, || PM cocchèdune. || TF cocchedùne.
cocchie [kòkki̯ə] sf. Coppia. || NC A cocchi’ a cocchia -na precessione Cantanno de li Santi l’altanija -Cu fanguttiello mbrazz’ e c’ ‘u bastone -Mo vace all’Ingurnat’ a cumpagnia [a kkòkki̯ə a kkòkki̯ə -na prəčəssi̯ónə kandànnə d-i sàndə l-altanìi̯ə- k-u fanġuttìllə mbràzzə e k-u bbastónə- mò vǻčə è ṅġurnǻtə a kkumbaìi̯ə] Ndr. lett. A coppia a coppia - una processione cantando la litania dei Santi con il fagottino in braccio e col bastone, adesso va all’Incoronata in compagnia. || RA Santa notté a sta cocchia d’amoré [sànda nòttə a sta kòkki̯a d-amórə] Santa notte alla coppia d’amore. || || FD còcchije. || RA cocchia. || NC cocchi’. || MP coppie.
cocciatoste [koččatòstə] agg. Testardo. || RM cocciatòste.
coccodrille [kokkodrìllə] sm. Coccodrillo. || BM coccodrille. || CL coccodrill’.
cocle [kòklə] sf. Globo oculare. || BA cocle de
  l'uocchie [kòklə də l-ùkki̯ə] globo dell'occhio. || BA cocle.
code [kódə] sf. Coda. || SF A ‘ndò tràse ‘a càpe la trase ‘a còde [andò trǻsə a kǻpə, llà trǻsə a kódə] Ndr. lett. Dove entra la testa là entra la coda. || TF còde. || P cota.
cogghie [kòġġi̯ə] v. Raccogliere. || Anche recogghie. || AO cogghje.
cola cole [kóla kólə] sf. Gazza ladra. || FB còlacòle.
Cole [kólə] pers. m. Nicola. || Anche Necole.
colpe [kòplə] sf. Colpa. || sm. Colpo. || ME ‘U libre d’a colpe e d’u perdone [u lìbbrə d-a kòlpə e dd-u pərdónə] Ndr. Il libro della colpa e del perdono. || ME colpe. || [fg. còlpa/còlpo - ital cólpa/cólpo]
comede [kòmədə] agg. Comodo. || TF U pòste a ‘ndò ùne càmbe è cùme e nu vestìte... àdda èsse còmede [u pòstə andò unə kàmbə è kùm-è nu vəstìtə... àdda èssə kòmədə] Ndr. Il posto - la casa- in cui uno vive è come un vestito... deve essere comodo. || TF còmede.
comune [komùnə agg. Comune. || sm. Palazzo di città. || TF comùne. || RN komunə.
comungue [komùṅġu̯ə congz. e avv. Comuque. || NM Comunque ije, a là ind’ sò ‘u megghie [komùṅġu̯ə ìi̯ə, a llà ìndə, sò u mèġġi̯ə] Ndr. Comunque io, là dentro sono il migliore. || NM comunque.
condravirme [kondravìrmə] sm. Vermifugo, Elmintagogo, lett. Contro i vermi. || RM contravìrme.
condrore [kondrórə] sf. Controra, Le prime ore pomeridiane nell’estate. || cfr. fiore de cavete [fi̯órə də kàvətə] || SF condròre. || BA controre.
conge [kòṅġə] sf. Velo da sposa.
console [kònsolə] sm. Console. || LR Cónsole d’a Melìzie [kònsolə d-a milìzzi̯ə ] Ndr. Console della Milizia. || LR cónsole.
convinge [konvìnğə] v. Convincere. || NM vogghje vedè cumme papà convinge u’ zjie a prestarce n’ata vote i soldi! [vòġġi̯ə  vədè kùmə papà  konvìnğə u zìi̯ə a pprəstàrčə n-àta vótə i sòldə!] Ndr. Voglio vedere come papà convince lo zio a prestarci un’altra volta i soldi! || NM convinge.
conzacavedare [kònʒakavədǻrə] sm. Calderaio, Chi costruisce, o ripara recipienti in rame per la cottura dei cibi. || BA conza cavedare.
conzachianille [kònʒaki̯anìllə] sm. Ciabattino. || VC conzachianìelle.
conzapiatte [kònʒapi̯àttə] Chi ripara piatti di terracotta. || VC conzapiàtte. || BA conza piatte.
conzascarpe [kònʒaskàrpe] sm. Calzolaio. || VC conzascàrpe. || BA conza scarpe. || [fg. calʒolaio - ital. calzolaio]
coppele [kòppələ] sf. Coppola, Berreto con visiera. || BA coppele a tagghiere [kòppələ a ttaġġi̯érə] berretto del tipo usato anche sul Gargano. || CA «Balle quante vuje ballà, ma a còppele mije nen le tuccà »! Dicije ‘u tegnûse [«bàllə ku̯àndə vùi̯ə ballà, ma a kòppəla mìi̯ə nən l-è tukkà »! dicìi̯ə u təɲɲùsə] Ndr. “Balla quanto vuoi ballare, ma la mia coppola non la devi toccare!” Disse il tignoso. || CA còppele. || BA coppele.
copraspalle [kopraspàllə] sf. Scialle, Mantellina. || FB copraspalle.
corche [kòrkə] v. Coricare, Mettere a letto, Andare a dormire. || SA S’è jùte a còrche [s-è i̯i̯ùtə a kkòrkə] È andato a letto a dormire. || TF M’àgghije jùte a ccòrke tàrde aìre ssèra [m-àġġi̯ə i̯ùtə  a kkòrkə tàrdə ai̯ìrə ssérə]  Ndr. Sono andato a dormire tardi ieri sera. || RM còlcke. || TF ccòrke.
core [kórə] sm. Cuore. || GG core (1834) || TF còre. || RA coré. || PM core. || [fg. cuóre - ital. cuòre]
corie [kòri̯ə] sm. Corio, tessuto fibroso che sottostà all’epidermide di molti animali, e che opportunamente trattato si trasforma in cuoio. || BA corie tuoste [kòri̯ə tùstə] persona irriducibile a miglioramento. || BA corie. || LC côrije.
corne [kòrnə] sf. pl. Corna. || al sing. m. curne [kùrnə] Corno. || TF Allòre n’è capìte nìnde... se nen ascìnne da scàle te ròmbe i còrne [allórə nn-è kapìtə nìndə... sè nn-aššìnnə d-a skǻlə tə ròmbə i kòrnə] Ndr. Allora non hai capito niente... se non scendi dalla scala ti rompo le corna. || CA Denàre e corne nen se còntane [dənǻrə e kkòrnə nən sə kòndənə] Ndr. Denaro e corna non si devono contare. || CL Hanna esse ‘i corne che ‘i face ‘u marite [ànna èssə i kòrnə ke i fǻčə u marìtə] Ndr. Saranno le corna che le mette il marito. || CL corne. || TF còrne.
corre [kòrrə] v. Correre. || RM còrre. || [fg. còrrere - ital. córrere]
corse [kòrsə] sf. Corsa. || sm. Corso, Viale. || TF còrse. || EG corse. || MP corsé. || LC côrse. || [fg. còrsa - ital. córsa]
corte [kòrtə] agg. Corto. || sf. Corte. || MM¹ A Corta è corta, ma jè longa [a kòrtə è kòrtə, ma è lòṅġə] La Corte (di Giustizia) è corta, ma è lunga. || MM¹ corta. || [fg. còrte/còrto - ital. córte/córto]
cosce [kòššə] sf. Coscia, Gamba. || CL S’ha mette apposte pe’ farse vedé ‘i cosce e fossere almene dritt’ [s-a mèttə appòstə pə ffàrsə avvədè i kòššə, e ffòssərə alménə drìttə] Ndr. Se la mette -la minigonna- apposta per farsi vedere le gambe, e fossero almeno dritte! || CL cosce. || TF còsce.
coscelonghe [koššəlòṅġə sf. lett. Cosce lunghe, Donna che ama molto camminare. || RM coscelònghe.
cose [kósə] v. Cucire. || Anche ccose [kkósə]  || SA àgghia jì a ccóse a giacchètte [àġġi̯a i̯ì a kkósə a ğğakkèttə] devo andare a cucire la giacca. || GG cose (1834) || LC côse.
cose [kósə] sf. Cosa. || Anche ccose [kkósə] ||  Locuz. ‘na cóse de... [na kósə də] un po’ di..., un quantitativo modesto di...; lett. una cosa di ... || SA Ije vulèsse sapè ‘na cóse da te [ìi̯ə vulèssə sapè na kósə da te] Io vorrei sapere una cosa da te. || SA M’è dà còcche ccóse de sòlde? [m-è dà kòkke kkósə də sòldə?] Mi dai un po’ di soldi? || GG cosa  (1834) || TF còse. ||  CL cose. ||  [fg. cósa - ital. còsa]
coteche [kòtəkə] sf. Cotica, Cotenna. || BA coteche. || LA còteche. || [fg còtica - ital. cótica] || [fg. cotènna - ital. coténna]
cotela [kòtəla] sf. Schiena. || Anche cotele [kòtələ]
cotele [kòtələ] sf. Schiena. || Anche cotela [kòtəla] || SA Me fáce mále ‘a còtele [mə fǻčə mǻlə a kòtələ] Mi fa male la schiena. || NM tande è a cotile spezzate che tenghe [tàndə è a kòtəla spəzzǻtə ke tèṅġə] Ndr. tanto è la schiena spezzata che ho. || BA cotele. || NM cotile.
cotte [kòttə] agg. f. Cotta. || al m. cutte [kùttə] || DAM cotte.
cozzele [kòzzələ] sf. Cozza, Mitilo. || FB cozzele.
cra [krà] avv. Domani. || Anche craje [krǻi̯ə] || RA Accugghie’ l’acqua pe’ cra matiné [akkùġġi̯ə l-àkku̯ə pə kkrà matìnə] Raccogli l’acqua per domattina. || RA cra, crà.
craje [krǻi̯ə] avv. Domani. || Anche cra [krà] || SF cràje. || LA craje.
crapare [krapǻrə] sm. Capraio, Capraro, Chi
  alleva e custodisce le capre. || SA Quìlle àbbete a vìje i crapáre [ku̯ìllə àbbətə a vìi̯ə i krapǻrə] Quello abita dalla parte dei caprari -di Via Napoli-. || LR Na sère s’accucchiàrene ‘i crapàre pe lamendàrse ca p’i bèstie lore nen ge stève érve [na sérə s-akkukki̯àrənə i krapǻrə  pə llaməndàrsə ka p-i bbèsti̯ə lórə nğə stévə èrvə] Ndr. Una sera si riunirono i caprari per lamentarsi che per le loro bestie non c’era erba. || LR crapàre.
crape [krǻpə] sf. Capra. || MM na kapra kurce [na krǻpa kùrčə] una capra senza corna. || MM kapra.
crapecciuse [krapəččùsə] agg. Capriccioso. ||
  RM crapecciùse.
Crapelle [krapèllə] top. Carapelle. || FB Crapélle.
crapone [krapónə] sm. Caprone. || RM cràpòne.
crede [krédə] v. Credere. || RM crède. || [fg. crèdere - ital. crédere]
credenze [krədènʒə] sf. Credenza, Mobile da cucina o sala da pranzo. || Locuz. a ccredenze [a kkrədènʒə] A credito, A rate. || ZO credenz (1864). || FD credènze. || BA credenze.
cremone [krəmónə] Sciocco, Stolto. || BA cremone.
crepà [krəpà] v. Crepare, Scoppiare, Schiattare. || GG Se sentije crepà lu core [sə səndìi̯ə krəpà u kórə] Ndr. Si sentì scoppiare il cuore. || GG crepà (1834).
crepate [krəpǻtə] agg. Non ricettivo, Flemmatico. || BA crepate ncuorpe [krəpǻtə ṅġùrpə] indifferente, refrattario, Ndr. lett. Schiattato in corpo. || BA crepate.
cresce [krèššə] v. Crescere. || [fg. crèscere - ital. créscere]
crescende [krəššèndə] sm. Piccola porzione di pasta acida capace di far fermentare gli impasti. || LA crescènde. || BA crescende.
cresciute [krəššùtə] pp. e agg. Cresciuto. || LR minz’archetràve ck’i matune fôre, andò è cresciùte sope ‘u cambumille [mìn-arkətrǻvə k-i matùnə fórə, andò è kkrəššùtə sópə  u kambumìllə] Ndr. mezzo architrave con i mattoni sporgenti, su cui è cresciuta la camomilla.
cresomele [krəsòmələ] sf. Albicocca. || SF cresomele.
crestallire [krəstallìrə] sf. Credenza con ante di vetro, Cristalliera. || FB crestallire.
crestiane [krəsti̯ǻnə] sm. Cristiano, Persona. || SA È nu bbùne crestiáne [è nu bbùnə krəsti̯ǻnə] È un buon cristiano -una buona persona-. || MP pecchè, nen eije nu crestiané cume e nujie? [pəkkè, nənn-èi̯ə nu krəsti̯ǻnə kùme nnùi̯ə?] Ndr. perché, non è come noi? || MP crestiané. || PM cristiane. || TF crestiàne. || DPM crestiane. || RN kr«stjŒn« || LR crestijàne.
crete [krétə] sf. Argilla. || MM kréte.
crià [krià] v. Creare.
crianze [kriànʒə] sf. Creanza, Buona educazione. || EG A stà o custe nenn' éje crîanze, pegghiàme 'a fèmene e mettimele annanze [a stà ó kùstə nənn-èi̯ə kriànʒə,  pəġġi̯ǻmə a fèmmənə e mməttìmələ annànə] Ndr. Stare al fianco non è educato, prendiamo la donna e mettiamola davanti -nella quadriglia-. || LMG Chi tène nàse, tène crianze [ki ténə nǻsə,  ténə kriànʒə] Ndr. Chi ha naso, ha buona educazione. || LA crejànze. || AO crijànze. || EG crîanze. || BA crejanze. || LMG crianze. || FD criànze.
criate [kriǻtə] pp. e agg. Creato. || ME ‘I cose
  d’u Crejate [i kósə d-u kriǻtə] Le cose del Creato. || LE crijate. || ME Crejate.
criature [kriatùrə] sost. Bambino, Ragazzo, Marmocchio. || NM Chè site chjù nu criature? [ke sìtə kki̯ù nu kriatùrə?] Ndr. Che siete più un bambino? || MAM ę@ nnǻte̥ na kriatúre̥ k-í kapílle̥ nére̥ nére̥ [è nnǻtə na kriatùrə k-i kapìllə nìrə nìrə] è nata una bambina con i capelli neri neri. || ZO creature (1864) || AO crijatùre. || PR crijature. || NM criature. || MAM kriatúre̥.
criazione [kriazzi̯ónə] sf. Creazione. || ME crejazione.
criose [kriósə] agg. f. Curiosa, Insolita, Strana, Buffa. || al m. criuse [kriùsə] || BM Stata cosa criose e quante parle! [stàta kósa kriósə e kku̯àndə pàrlə!] Ndr. Quest’altra cosa -persona- buffa, ma quanto parla! || BM criose.
criscè [kriššè] sm. Uncinetto. || MM krisscé.
Criste [krìstə] pers. m. Cristo. || BA Criste.
criucce [kriùččə] sm. pl. Bambini, Figli, Ragazzi, Piccoli. || LA crijucce.
criucciare [kriuččǻrə] sf. Insieme di bambini che fanno chiasso. || AO crijucciàre.
criule [kriùlə] sm. Stringa di cuoio per scarponi. || BA crijuole.
criuse [kriùsə] agg. m. Curioso, Insolito, Strano, Buffo. || al f. criose [kriósə] || LR Qualcune diciarrà ca so criùse, ca tènghe ‘a lènga longhe e pungechèje, forse me pigghje pure pe ‘mmediùse [ku̯alkùnə  dičarrà ka sò kkriùsə, ka tèṅġə a lèṅġa lòṅġə e ppunğəkèi̯ə, fòrsə mə pìġġi̯ə pùrə pə mmədi̯ùsə] Ndr. Qualcuno dirà che sono strano, che ho la lingua lunga e punzecchio, forse mi prende anche per invidioso. || LR criùse.
croce [króčə] sf. Croce. || pl. cruce. || BF facimec ‘a croc’ e mmenameci abbasce! [fačìməčə a króčə e mmənàməčə abbàššə] Ndr. facciamoci la croce e buttiamoci giù. || AO E' jùte pe farse 'a croce e s'è cecàte l'ùcchje [è i̯ùtə  pə ffàrsə a króčə e ss-è ččəkǻtə l-ùkki̯ə] È andato par farsi la croce e si è accecato. || TF cròce. || AO croce. || BF croc’. || BN croc.
cromatine [kromatìnə] sf. Lucido per scarpe. || Anche crumatine. || RM cromatìne.
croscke [kròškə] sf. Gruppo di persone. || SF croscke. || NM¹ crosch.
cruce [krùčə] sf. pl. Croci. || sing. f. croce [króčə] || SA ’U Cappellóne ‘i Crùce [u kappəllónə i krùčə] Il Cappellone delle Croci.  || RN i krucë [i krùčə] Borgo Croci. || RN krucë.
crucefisse [kručəfìssə] sm. Crocifisso. || RM crucefìsse.
crucese [kručésə] agg. e smf. Crocese, Abitante del Borgo Croci. || pl. crucise [kručìsə] || FB crucese.
cruceselle [kručəsèllə] sf. Crocesella, Pseudonimo di una poetessa dialettale della fine del 1800. || BF crucesella.
crucise [kručìsə] agg. e sost. pl. Crocesi, Abitanti del Borgo Croci. || sing. crucese [kručésə] || MM  krucíse. || RN krucisë.
crudivele [krudìvələ] agg. Difficile a cuocersi. || LA crudìvele. || BA crudivele.
crumatine [krumatìnə] sf. Cromatina, Lucido per le scarpe. || Anche cromatine [kromatìnə]  || SF crumatine.
cruscke [krùškə] sm. Capriccio. || BA cruosche.
cruste [krùstə] sf. Crusta, Concrezione calcarea. || RN krùstë. || RN krùstëlë.
crute [krùtə] agg. Crudo. || LE crude.
cruvattine [kruu̯attìnə] sm. Collo di giacca, Cravattino. || BA cruvattine.
cucà [kukà] v. Andare a dormire. || Anche curcà e culecà. || SA Mò véne Natále e sènza denáre, facìme ‘u lìtte e ce jáme a cucà [mò vénə natǻlə e ssèna dənǻrə, fačìmə u lìttə e ččə i̯ǻmə a kkukà] Viene Natale e -siamo- senza denaro, rifacciamo il letto ed andiamo a dormire.
cucce [kùččə] sm. Coccio. || LA cucce.
cuccetille [kuččətìllə] sm. Piccolo barattolo. || FB cuccetìlle.
cucchiare [kukki̯ǻrə] sf. Cazzuola del muratore, Mestolo da cucina. || sm. Cucchiaio. || VF cucchiara di fravecatore [kukki̯ǻrə də  fravəkatórə] cazzuola. || VF cucchiara (1841) || ZO cucchieur. || FB cucchijàre. || AO cucchjàre.
cucchiarelle [kukki̯arèllə] sf. Cucchiaio di legno usato in cucina. || BA cucchiarelle.
cucchiarine [kukki̯arìnə] sm. Cucchiaino. || AO cucchjarìne.
cucchjire [kukki̯ìrə] sm. Cocchiere, Vetturino. || RM Pasquà, te stai ambarànne a fa’ ‘u cucchijere? [pasku̯ǻ tə stǻi̯ə ambarànnə a ffà u kukki̯ìrə?] Ndr. Pasquale, stai imparando a fare il vetturino? || ZO cucchier (1864) || SF cucchire. || DPM cucchjire. || RM cucchijere.
cucchjerille [kukki̯ərìllə] sm. Cocchiere in seconda. || BA cucchierielle.
cucciamelone [kuččaməlónə] agg. e sost. Testa calva, Che o chi è privo di capelli. || LA cuccemelone.
cucciute [kuččùtə] agg. Cocciuto. || RM cucciùte.
cuccuvaje [kukkuu̯ǻi̯ə] sf. Civetta. || LA cuccuvaje. || AO cuccuguàje.
cuccuvajuzze [kukkuu̯ai̯ùzzə] sm. Iettatore, Piccolo gufo. || RM cuccuajùzze.
cucenà [kučənà] v. Cucinare. || FB cucenà.
cucende [kučèndə] p. pr. e agg. Cocente, Che scotta. || LR cucènde.
cucenille [kučənìllə] sm. Piatto a base di uova e ricotta. || BA cucenielle.
cuche [kùkə] sm. Cuoco. || GA cuck. || ZO cuocheu (1864). || [fg. cuóco - ital. cuòco]
cucine [kučìnə] sf. Cucina. || LR Vénene a dà na mane ind’a cucìne [vènənə a ddà na mǻnə ìnd-a kučìnə] Ndr. Vengono a dare una mano in cucina. || LR cucìne.
cucuiglie [kuku̯ìľľə] sf. Conchiglia. || VC cuchìglia. || RM  cucuìglije.
cucumazze [kukumàzzə] sm. Zucchina. || RM cucumàzze.
cucume [kùkumə] sm. Grosso contenitore per acqua.
cucumone [kukumónə] sm. Oggetto di scarsa utilità e molto ingombrante.
cufene [kùfənə] avv. Molto, Un sacco. || RM cùfane.
cugghie [kùġġi̯ə] sf. Coglia, Scroto. || RM cùgghije.
cugne [kùɲɲə] sm. Cuneo di legno. || sf. Donna bassa. || Locuz. mèzza cùgne [mèa kùə] mezza tacca. || BA cugne.
cugnette [kuɲɲèttə] agg. f. Piccolina. || ML na mezza cugnette che quatte mosse ha cagnete n’ome d’accussì a cussì [na mèa kuèttə kə kku̯àttə mòssə à kkaǻtə n-ómə da kkussì a kkussì] Ndr. una mezza tacca, con quattro moine, ha cambiato un uomo da così a così. || ML cugnette.
cujete [kui̯étə] agg. Quieto. || RA A fernité? Staté cujete’ [a fənìtə? stǻtəvə kui̯étə] La finite? State buoni! || RA cujete’.
culacchione [kulakki̯ónə] sm. Culone. || RM culacchijòne.
culazze [kulàzzə] sf. Pannolino per neonato, La parte posteriore del carretto. || CS  culazze.
cule [kùlə] sm. Sedere, Culo, Deretano. || BA Staje amare cum’a nu cule de cetrule [stǻi̯ə  amǻrə kùme nu kùlə də čətrùlə] Stai amaro al pari del culo del cetriolo. || GA Cule a poppe [kùlə a ppòppə] Ndr. Sedere sporgente, lett. Culo a poppa. || GA cule. || TF cùle.
culecà [kuləkà] v. Andare a dormire. || Anche
  curcà e cucà. || BA culecà.
cullare [kullǻrə] sm. Collare. || FB cullàre.
culle [kùllə] sm. Collo. || BA cuolle.
cullette [kullèttə] sm. Colletto. || BA cullette.
culummere [kulùmmərə] sm. Fico. || RM culùmmere.
culunnette [kulunnèttə] sf. Comodino. || BA culennette. || LA culunnètte. || MM kulunnètte.
culurate [kulurǻtə] pp. e agg. Colorato. || EG
  culuràte.
cum’a [kùm-a] par. comp. Come la. || NM cume ‘a.
cumannà [kumannà] Comandare. || FP a guerre é belle pe chi ce cumann e po’ sparisce e pigghie tutta n’ata vije [a ġu̯èrrə è bbèllə pə kki čə kumànnə e  ppò pìġġi̯ə tùtta n-àta vìi̯ə] Ndr. la guerra è bella per chi ci dà gli ordini e poi sparisce e prende tutt’altra via. || AO cumannà.
cumanne [kumànnə] sm. Comando. || LCG L’aggja da mantinè alle mie cumanna [l- àġġi̯a da mandənè e mìi̯ə kumànnə] Ndr. La terrò al mio comando. || ZO cumand (1864) || LCG cumanna.
cumbà [kumbà] sm. Compare. || SG¹ Cumbà, t’u ‘ggiure nen hamme ditte nìnde [kumbà, t-u ğğùrə, nənn-àmmə dìttə nìndə] Ndr. Compare, te lo giuro non abbiamo detto niente. || SG¹ cumbà. || LA cumpà.
cumbagne [kumbàɲɲə] s. Compagno, Amico. || NM fa cund’ che sime duje cumbagne [fa kùndə ke sìmə dùi̯ə kumbàə]  Ndr. fai conto -immagina- che siamo due amici. || TF ghìje àgghije ji' k'i cumbàgne [ġìi̯ə àġġi̯a i̯ì k-i kumbàə] Ndr. io devo andare con gli amici. || TF cumbàgne. || NM cumbagne. || MA  cumpagne.
cumbagnije [kumbaɲɲìi̯ə] sf. Compagnia. || NM Vi dispiace se vi venghe a fa cumbagnje? [və dəspi̯àčə se və vèṅġə a ffà kumbaìi̯ə?] Ndr. Vi dispiace se vi vengo a fare compagnia? || NM cumbagnje. || MP cumpagnije. || NC cumpagnia. || PM cumbagnije.
cumbagnone [kumbaɲɲónə] sm. Compagnone, Amico che fa buona compagnia. || RM cumbagnòne.
cumbaragge [kumbaràğğə] sm. Comapanatico. || RM cumbaràgge.
cumbare [kumbǻrə] sm. Compare. || Anche ‘mba. || AO cumbàre.
cumbareme [kumbàrəmə] avv. Nel momento stesso, Non appena. || MG cumpareme vedemm' 'u nemiche ce mettemm'a sparà [kumbàrəmə vədèmmə u nəmìkə čə məttèmmə a sparà] Ndr. appena vedemmo il nemico ci mettemmo a sparare. || MG cumpareme. || MG cumpàrme. || FB cumbarme.
cumbarizie [kumbarìzzi̯ə] sm. Il complesso delle usanze legate al fare da compare. || RM
  cumbarìzije.
cumbassione [kumbassi̯ónə] sf. Compassione. || RM cumbassiòne.
cumbatì [kumbatì] v. Compatire. || FB cumbaté.
cumbattemende [kumbattəmèndə] sm. Combattimento. || RM cumbattemènde. || [fg. combattimènto - ital. combattiménto]
cumbatute [kumbatùtə] pp. Compatito. ||  BA cumpatute.
cumbedenze [kumbədènʒə] sf. Confidenza. || SA Chi t’a ‘ccòrde 'sta cumbedènze? [ki t-akkòrdə sta kumbədènʒə?] Chi ti da questa confidenza? || FB cumbedénze. || MG¹ cunfedénze.
cumbenà [kumbənà] v. Combinare. || SG E ditte ninte che cumbenavene abbascie a’ grotte [è dìttə nìndə ke kkumbənàvənə abbàššə a ġròttə] Ndr. Hai detto niente cosa combinavano giù nella grotta. || RM cumbenà.
cumbenazione [kumbənazzi̯ónə] sf. Combinazione. || LCG P’ cumbnazione acchiai na bella donna [ə ənazzi̯ónə akki̯ǻi̯ə na bbèlla dònnə] Ndr. Per combinazione vidi una bella donna. || AO cumbenaziòne. || LCG cumbnazione.
cumbessà [kumbəssà] v. Confessare. || SF cunvessà.
cumbessiunine [kumbəssiunìnə] sm. Confessionale. || RM cumbissiunìne.
cumbessorie [kumbəssòri̯ə] sm. Confessionle, Atto del confessarsi. || GF Rròbbe de magnatòreje ne nze pòrte a ccunfessòreje [rròbbə də maatòri̯ə nə pòrte a kkumbəssòri̯ə] Ndr. lett. La roba da mangiare non si porta al confessionale. || GF ccunfessòreje.
cumbettuzze [kumbəttùzzə] sm. Piccolo confetto colorato. || FB cumbuttòzze.
cumbiacenze [kumbi̯ačènʒə] sf. Compiacenza.
cumbitte [kumbìttə] sm. Confetto. || ZO cunfiett (1884) || LA cumbîtte.
cumblemende [kumbləmèndə] sm. Complimento, Elogio. || TF cumblemènde [fg. complimènto - ital. compliménto]
cumbonne [kumbònnə] v. Confondere. || LE Ma, isse, nun sé scumbóne; e manghé se cumbónne! [ma, ìssə, nə skumbónə; e mmàṅġə sə kumbònnə!] Ndr. Ma, lui, non si scompone; e neanche si confonde. || LE cumbónne. || [fg. confòndere - ital. confóndere]
cumburtarse [kumburtàrsə] v. rifl. Comportarsi.
cume [kùmə] avv. e congz. Come. || locuz. cum’eja eje [kùm-èi̯a èi̯ə] Comunque esso sia. || SA Cùme te chiáme? [kùmə tə ki̯ǻmə?] Come ti chiami? || GG come a n’allangate [kùm-a  n-allaṅġǻtə]  Ndr. Come un affamato. || RN Kumə sə fčə?  [kùmə sə fǻčə?] Come si fa? || GG come (1834) || MM kúšme̥. || SG cumme. || PM cumê. || TF cùme. || RN kumə.
cum'e’ [kùm-è] par. comp. Come è, A se conda di come è. || Anche ccum’è [kkùm-è] || AO a ccum’ e’ ‘a farìne [a kkùm-è a farìnə] Ndr. in base alla qualità della farina. || AO ccum’e’.
cumegghià [kuməġġi̯à] v. Coprire, Proteggere. || BA cummegghià. || LA cumegghià.
cumenzà [kumənʒà] v. Cominciare. || Anche accumenzà. || RM cumenzà.
cumete [kumétə] sf. Cometa, Aquilone. || LA
  cumète. || BA cumete.
cummà [kummà] sf. Comare. || Anche cummare. || RG cummà.
cummare [kummǻrə] sf. Comare, Amante. || RA E c’a cummar e i cummarellé [e kk-a kummǻrə e i kummarèllə] E con la comare e le comarelle. || NM cummare. || RA cummar’. || ML¹ cummàre.
cummarelle [kummarèllə] sf. Comarella. || RA cummarellé.
cummatte [kummàttə] v. Combattere, Armeggiare,  Darsi da fare. || FB cummatte.
cummedie [kummèdi̯ə] sf. Commedia. || SA àmma fa ‘a cummèdie? [àmma fà a kummèdi̯ə?] dobbiamo fare la commedia? || RA N’ata vot’accuménzaté sta cummedia scustumáté? [n-àta vótə akkumənǻtə sta kummèdi̯a skustumǻtə?] Di bel nuovo cominciate questa commedia ineducata? || TF cummèdije.
cummende [kummèndə] sm. Convento. || FB cumménde.
cummerciande [kummərčàndə] sm. Commerciante. || CL cummerciante.
cum’u [kùm-u] par. comp. Come il, Come lo. || SA¹ cum’lu. || EG cum’u.
cundannate [kundannǻtə] pp. Condannato. || ME chi nen crède è state già cundannate! [ki nən krédə è stǻtə ğğà kundannǻtə!] chi non crede è stato già condannato. || ME cundannate.
cunde [kùndə] sm. Conto. || BA ej'asciute da cunte [è aššùtə da kùndə] la donna incinta prossima a sgravare. Ndr. lett. È uscita di conto. || DPM cunde. || TF cùnde. || BA cunte. || [fg. cònto - ital. cónto]
cundegnose [kundəɲɲósə] agg. f. Riservata. || m. cundegnuse [kundəɲɲùsə] || BA cuntegnose. || SE ccundegnòse.
cundegnuse [kundəɲɲùsə] agg. m. Riservato. || f. cundegnose [kundəɲɲósə] || RM cundegnùse.
cundemende [kundəmèndə] sm. Condimento. || Anche cunzaminde [kunʒamìndə] || CS cundemènte. || [fg. condimènto - ital. condiménto]
cundende [kundèndə] agg. Contento. || ZO content (1864). || PM cuntènte. || RA cuntenté. || ME cuntènde. || TF cundènde.
cundenuvà [kundənuu̯à] v. Continuare. || RM cundenuvà.
cundrarie [kundràri̯ə] agg. Contrario. || Locuz. ‘o cundrarie [ó kundràri̯ə] Al contrario. || RM cundràrije.
cundrariose [kundrari̯ósə] agg. Contrario. || GF Maria cundrariose quanne chiòve mètte l’acque e’ galline [marìa kundrari̯ósə ku̯ànnə ki̯óvə mèttə l-àkku̯ə e ġallìnə ] Maria contraria quando piove mette l’acqua alle galline. || GF cundrariose.
cundratte [kundràttə] sm. Contratto. || AO
  cundràtte.
cunette [kunèttə] sf. Cunetta. || FB cunétte. || [fg. cunètta - ital. cunétta]
cunforte [kunfòrtə] sm. Conforto. || PM cunforte.
cunge [kùnğə] avv. Piano. || Iteraz. cunge cunge [kùnğə kùnğə] Piano piano. || SA Quanne tráse 'nda stanze ‘u criatùre, fa cunge cunge! [ku̯ànnə trǻsə nda stànə u kriatùrə, fà kùnğə kùnğə!] Quando entri nella stanza del bambino, fa piano piano! || SF cunge.
cungertine [kunğərtìnə] sm. Concertino, Piccolo complesso musicale. || SG cuncertine.
cungestorie [kunğəstòri̯ə] sm. Concistoro, Assembramento di persone. || SF cungestorije.
cungirte [kunğìrtə] sm. Concerto. || SF cungirte.
cungreje [kuṅġrèi̯ə] sf. Congrega. || FB cungréij. || [fg. congréga - ital. congrèga]
cunigghie [kunìġġi̯ə] sm. coniglio. || AO cunìgghje.
cunvenì [kunvənì] v. Essere vantaggioso, Convenire. || SA Nen me cunvéne a jì llà [nə mmə kunvénə a i̯ì llà] Non mi conviene andare là.
cunvenienze [kunvəni̯ènʒə] sf. Convenienza, Buona educazione. || BA crejanze e convenienze [kriànʒə e kkunvəni̯ènʒə] educazione e convenienza. || BA convenienze.
cunvoglie [kunvòľľə] sm. Conviglio, Treno. || RA Ma, u cummoglio tè sciuppaje [ma u kunvòľľə tə šuppǻi̯ə] Ma il treno ti portò via. || RA cummoglio.
cunzà [kunʒà] v. Condire. || FB cunzà.
cunzaminde [kunʒamìndə] sm. Condimento. || Anche  cundemende [kundəmèndə] || FB cunzaminde. || [fg. condimènto - ital. condiménto]
cunze [kùnʒə] sm. Pranzo offerto dai parenti del defunto ai congiunti in occasione di un lutto. || BA cuonze.
cunzegnà [kunʒəà] v. Consegnare.
cunzegne [kunʒèɲɲə] sf. Consegna. || RM cunzègne. || [fg. consègna - ital. conségna]
cunzerrusce [kunʒerrùššə] sm. Trucco. || TF e bbràve a Fedòre, a vèste còrte, u cunzerùsce ‘m bbàcce, ‘sta figghiòle s’è sbaliàte [e bbrǻvə a ffedórə, a vèsta kòrtə, u kunʒerrùššə mbàččə, sta fiġġi̯ólə s-è ʃbalii̯ǻtə] Ndr. e brava Fedora, il vestito corto, il trucco in faccia, questa ragazza si è sbandata. || TF cunzerùsce. || BM conzerrusce.
cunzigghie [kunʒìġġi̯ə] sm. Consiglio, Consultazione tra più persone. || Anche cunziglie. || BF cunzigghie.
cunziglie [kunʒìľľə] sm. Consiglio, Consultazione tra più persone. || Anche cunzigghie [kunʒìġġi̯ə] || CA Cunsiglie de volpe, dammàgge de galline [kunʒìľľə də vòlpə, dammàğğə də ġallìnə] Ndr. Consultazione tra volpi, -grossi- guai per le galline. || TF cunzìglije. || CA cunsiglie. || AO cunzìglie. || MG¹ cunziglie.
cunzulà [kunʒulà] v. Consolare. || RA Che te’
  fannó cunzulà [ke tə fànnə kunulà] Che ti fanno consolare. || RA cunzulà.
cunzumate [kunʒumǻtə] pp. e agg. Consumato. || RM cunzumàte.
cuperte [kupèrtə] sf. Coperta. || FO Sott’e cupertẹ nün cẹ pärẹ pẹzzẹndarijẹ [sòttə e kupèrtə nùn čə ǻə pəzzəndarìi̯ə] Sotto le coperte non appare la povertà (si sente meno).  || FO cupertẹ.
cupete [kupétə] sf. Torrone con nocciole e cioccolato. || SF éje de fàfe 'a cupète [èi̯ə də fǻfə a kupétə ] Ndr. È di fave questo torrone -le fave sostituivano le noccioline-. || LA cupète. || RA cupeta.
cuppine [kuppìnə] sm. Mestolo. || BA cuppine. || VF cuppino (1841).
cuppuline [kuppulìnə] sm. Berrettino. || RM cuppulìne.
curà [kurà] v. Curare. || EG a la facce de chi ‘nze ne cure [a fàččə də ki nə nə kùrə] Ndr. alla faccia di chi non se ne cura. || FB curà.
curagge [kuràğğə] sm. Coraggio. || PR Curagge ne’ nne tene de fa ‘a guerre [kuràğğə nənnə ténə də fa a ġu̯èrrə] Ndr. Coraggio non ne ha di fare la guerra. || DPM curagge.
curatele [kuratélə] sf. Curatela. || BA curatele. || [fg. curatéla -  ital. curatèla]
curatele [kuràtələ] sm. Curatolo, Sorvegliante di azienda agricola. || MM¹ Massaria senza loggë e curatëlë senza lĕggë [massàrii̯ə sènʒa lòğğə e kkuràtələ sènʒa lèğğə] Masseria senza terrazza e curatolo senza legge. || MM¹ curatëlë.
curatelle [kuratèllə] sf. Corata, Coratella, Cuore, polmoni, fegato e milza di animali macellati. || FB curatèlle.
curcà [kurkà] v. Andare a dormire. || Anche culecà e cucà. || SA Giuvànne s’è jùte a còrche sùbbete ajìre ssére [ğuu̯ànnə s-è ii̯ùtə a kkòrkə sùbbətə  ai̯ìrə ssérə] Giovanni è andato a dormire presto ieri sera.
curce [kùrčə] agg. Senza corna. || MM kurce.
curle [kùrlə] sm. Trottola di legno. || VF curlo di legname [kùrlə də ləɲɲǻmə] Trottola senza quel ferro che volgarmente dicesi Spuntone [spundónə]|| VF curlo (1841) || SF cùrle. || BA curle.
curnacchie [kurnàkki̯ə] sf. Cornacchia. || TF curnàcchije.
curne [kùrnə] sm. Corno. || sf. corne [kòrnə] || AO cùrne.
curnette [kurnèttə] sf. Cornetta. || sm. Cornet-
  to. || FC a curnette ave scurdàte e ‘u trumbone ave sfiatàte [a kurnèttə à skurdǻtə e u trumbónə à sfi̯atǻtə] La cornetta ha scordato e il trombone è sfiatato. || FC curnette. || [fg. cornètto/a - ital. cornétto/a]
curnute [kurnùtə] agg. Cornuto. || Anche chernute [kərnùtə] || GA curnute e mazziete! [kurnùtə e mazzii̯ǻtə!] Ndr. cornuto e bastonato! || GA curnute.
curpe [kùrpə] sm. Corpo. || AO cùrpe.
curpette [kurpèttə] sm. Corpetto. || VF curpetto (1841). 
curra curre [kùrra kùrrə] solo nella locuz. ‘nd’o curra curre. Nel fuggi fuggi.
currede [kurrédə] sm. Corredo. || RM currède. || [fg. corrédo - ital. corrèdo]
curreje [kurrèi̯ə] sf. Bretella. || VF curreje (1841) || LA currèje.
currende [kurrèndə] sf. Corrente elettrica. || TF currènte.
currijame [kurrii̯ǻmə] sm. Finimento per cavalli. || RM currijàme.
currive [kurrìvə] sm. Collera, Nervosimo. || EG currive. 
curruture [kurrutùrə] sm. Corridoio. || RM currutùre. 
curte [kùrtə] agg. Corto. || BA curte e male cavate [kùrtə e mmǻlə kavǻtə] Ndr. lett. corto e malcavato. || BA curte.
curteje [kurtèi̯ə sm. Corteo. || CA¹ annanze a stu curteje vide u moneke ca croce [annànə a  stu kurtèi̯ə  vìdə u  mònəkə k-a króčə] Ndr. davanti a questo corteo vedi il monaco con la croce. || CA¹ curteje.
curtellare [kurtəllǻrə] sm. Venditore di coltelli. || RM curtellàre.
curtellate [kurtəllǻtə] sf. Coltellata. || SA L’ha ‘ccìse ke ‘na curtelláte [l-a ččìsə kə na kurtəllǻtə] L’ha ucciso con una coltellata.
curtelle [kurtèllə] sf. Coltello grande per tagliare il pane ed altro. || SF curtèlle.
curtellija [kurtəllii̯à] v. Prendere a coltellate, Tagliare con il coltello.
curtelluzze [kurtəllùzzə] sm. Coltellino. || FB curtellòzze.
curtille [kurtìllə] sm. Coltello. || VF curtiello (1841) || ZO curtiell. || BF curtîelle. || BA curtielle.
curungine [kurunğìnə] sf. Coroncina.
cusarille [kusarìllə] sm. Cosino, Persona di statura minuta. || PM stu cusarîlle ché manche se vède [stu kusarìllə ke màṅġə sə védə] Ndr. questo cosino -questa donna bassa- che neanche si vede. || PM cusarîlle.
cuscenette [kuššənèttə] sm. Cuscinetto per aghi. || FB cuscenètte.
cuscienze [kuššiènʒə] sf. Coscienza. || PM cusciènze. || AO cusciènza. || PR cuscienze.
cuscine [kuššìnə] sm. Guanciale, Cuscino. || MM kusscíne.
cusciulijà [kuššulii̯à] v. Andarsene sempre in giro a piedi. || SA Quèlle se ne váce sèmbe cusciulijànne [ku̯èllə sə nə vǻčə sèmbə kuššulii̯ànnə] Quella -ragazza- sta sempre in giro. || AO cuscelijà.
cusetore [kusətórə] sm. Sarto. || ZO cusitore (1864).
cusetrice [kusətrìčə] sf. Sarta. || BA cusetrice.
cuseture [kusətùrə] sf. Cucitura. || RM  cusutùre.
custate [kusttə] sf. Costole, Costata. || RM custàte.
custe [kùstə] avv. Vicino. || Locuz. o custe [o kùstə] A fianco, Accanto. || EG custe.
cusute [kusùtə] pp. e agg. Cucito. || CL ere cume e me ca’ vocca sempe cusute, se faceve sule i fatte suije [érə kùme mme k-a vòkka sèmbə kusùtə, sə fačévə sùlə i fàttə sùi̯ə] Ndr. era come me, con la bocca sempre cucita, si faceva solo i fatti suoi. || CL cusute.
cutelijà [kutəlii̯à] v. Agitare, Toccare insistentemente. || P Alì, ‘U cacciuniéll’ suj’ affiziunat’, s’ ‘a uardav’, cutilijann’ ‘a cota [alì, u kaččunìllə sùi̯ə affəzzi̯unǻtə, s-a ġu̯ardǻvə, kutəlii̯ànnə a kódə] Alì, il cane suo affezionato, se la guardava, agitando la coda [s-a] ||  RM cutelijà.
cuteruzze [kutərùzzə] sm. Osso sacro, Coccige. || SA Me fáce mále ‘u cuterùzze [mə fǻčə mǻlə u kutərùzzə] Mi fa male il coccige.
cutre [kùtrə] sf. Imbottita, Coperta da letto pesante, Coltre. || cfr. mullettone [mulləttónə] || VF cutre (1841) || SF cudre. || MM kutre.
cutte [kùttə] agg. m. Cotto. || al f. cotte. || ML ‘U pane cutte ‘a ruchele e patàne [u pǻnə kùttə a rùkələ e ppatǻnə] Ndr. Il pancotto -con- la ruca e le patate. || ML cutte.
cutturille [kutturìllə] solo nella locuz. a ccutturille [a kkutturìllə]  Stracotto, Molto cotto. || DAM Agnille a cutturille [aìllə a kkutturìllə] Ndr. Agnello molto cotto. || DAM cutturille.
cutugnate [kutuɲɲǻtə] sf. Cotognata, Confettura di mele cotogne. || RM cutugnàte.
cuvernà [kuvərnà] v. Nutrire.
cuvernate [kuvərnǻtə] agg. Nutrito. || BA U male cuvernate u cuverne Criste [u mǻlə kuvərnǻtə u kuvèrnə krìstə] Il malnutrito è cibato da Cristo. || BA cuvernate.
cuverte [kuu̯èrtə] sf. Coperta. || VF cuverta (1841) || MU cupèrte. || MU cuèrte. || MM kuvèrte.
cuvirchie [kuu̯ìrki̯ə] sm. Coperchio. || BA cuverchie. || AO cuìrchje. || CS cuirchije.
cuzze [kùzzə] solo nella locuz. de cùzze [də kùzzə] Di spalle. || SF vutàjecuzze [vutǻi̯ə kùzzə] scappai. || ML cuzze. || AO cùzze. || RA cuozz’.
cuzzetille [kuzzətìllə] sm. Del filoncino di pane le parti iniziale e finale. || FB cuzzettille.
cuzzette [kuzzèttə] sm. Nuca, Collo. || BP I giuvene de mò tenene a frette arrete o cuzzette [i ğğùvənə də mò tènənə a frèttə arrétə ó kuzzèttə] Ndr. i giovani di oggi hanno la fretta dietro il collo. || LA cuzzètte. || BP cuzzette.
cuzzulecchie [kuzzulèkki̯ə] sf. Tellina, Piccolo mollusco commestibile || AO cuzzulècchje.

D

d'a [d-a] prep. art. Dalla, Della. || lett. da la.|| Anche ’a. || SA Vènghe d‘a scóle [vènġə d-a skólə] Vengo dalla scuola. || LR d’a matine ‘a sère [d-a  matìnə  a sérə] Ndr. dalla mattina alla sera. || GG da la (1834) || ZO deu la. || LR d’a.
da [da] prep. sempl. Da. || SA Cchiù tàrde vènghe da te [kki̯ù ttàrdə vèṅġə da te] Più tardi vengo -verrò- da te. || || SE Tènene sèmbe da dìce [tènənə sèmbə da dì čə] Ndr. Hanno sempre da dire. || ZO deu (1864) || SE da.
dà [dà] v. Dare. || SA Me dispiáce ma ìje nen te pòzze dà nìnde [mə dəspi̯àčə ma ìi̯ə nən tə pòzzə dà nìndə] Mi dispiace ma io non posso darti neinte. || BM Signò, i denare me l’avita dà ogge, no fra nu pare de jurne! [sió, i dənǻrə mə l-avìta dà òğğə, nò fra nu pǻrə də i̯ùrnə!] Ndr. Signora, i soldi me li dovete dare oggi, non fra un paio di giorni! || BM dà.
dacape [dakǻpə] avv. Daccapo, Di nuovo. || FB dacàpe.
daccialarde [daččalàrdə] sm. Battilardo, Tagliere che in cucina serve a preparare battutti vari. || Anche adaccialarde [adaččalàrdə] || FB daccialàrde.
dameggiane [daməğğǻnə] sf. Damigiana. || RM damegiàne.
dammagge [dammàğğə] sm. Danno, Sventura. || TF dammàgge. || E dal fr. dommage, che è dal provenz. ant. damnatge, deriv. di lat. dămnum  « danno ».
dannate [dannǻtə] pp. e agg. Dannato. || LR dannàte. || LC dannáte.
danne [dànnə] sm. Danno. || SF dànne.
darasse [daràssə] solo nella locuzione darasse darasse [daràssə daràssə] Passo passo. || GG Lu quatrare fece sette carrine, e ce ne jije a nu pajese darrass...e darass...e [U ku̯atrǻrə fačì-i̯ə sèttə karrìnə, e sə nə i̯ìi̯ə a nu pai̯ésə darràssə darràssə.] Ndr. Il giovane ricavò sette carlini, e se ne andò in un paese passo passo. || FC Sparàte ‘a prima carcasse, ce ne jàme darasse darasse [sparǻtə a prìma karkàssə, čə nə i̯ǻmə daràssə daràssə] Sparata la prima botta, ce ne andiamo passo passo. || FC darasse darasse. || GG darass...e darrass...e (1834).
date [dǻtə] sf. Data. || pp. e agg. Dato, Picchiato. || ZO deut (1864) || SF dàte.
davveramende [davveramèndə] avv. Davvero, Veramente, Proprio. || cfr. averamende.
dazie [dàʒʒi̯ə] sm. Dazio. || RM dàzije.
'Ddulurate [ddulurǻtə] pers. f. Addolorata. || || Anche Addulurate [addulurǻtə] || SG ‘A vi a vi, mo vene Dulurate [a vì, a vì mò vénə dulurǻtə] Ndr. La vedi, la vedi, sta arrivando Addolorata. || SG Dulurate. || ML DDulurate. || TF Addulura’.
d'e [d-e] prep. art. Dalle.
de [də] prep. sempl. Di. || SA ‘a poisìje de Natále [a poisìi̯ə də Natǻlə] la poesia di Natale. || FO U dẹlorẹ è dẹ chi u sendẹ, no dẹ chi passẹ e tẹnẹ mendẹ [u dəlórə è də ki u sèndə, no də ki pàssə e tənəmèndə] Il dolore è di chi lo sente, non di chi passa e guarda.  || GG de, di (1834) || BF de. || FO dẹ.
debbete [dèbbətə] sm. Debito. || pl. dibbete [dìbbətə] || SA È bbrùtte cùme è ‘u dèbbete [è bbrùttə kùm-è u dèbbətə] È brutto come il debito.
decesione [dəčəsi̯ónə] sf. Decisione. || RM decisijòne.
dechiarà [dəki̯arà] v. Dichiarare. || RM dechijarà.
dechiarazione [dəki̯arazzi̯ónə] sf. Dichiarazione.
decide [dəčìdə] v. Decidere. || LR se decedìje che ‘a notte, a na cèrt’ore [sə dəčədìi̯ə ke a nòttə, a na čèrt-órə] Ndr. si decise che la notte, ad una certa ora. || RM decìde.
decore [dekórə] sm. Decoro. || RA A Foggia diréné lustri e lu decoré [a ffòğğə dìrənə lùstrə e u dekórə] A Foggia dettero splendori ed onori. || AO decìje che p’ ‘u decòre d’ ‘u palàzze me tuccàve na mùlte [dəcìi̯ə ke p-u dekórə d-u palàzzə mə tukkǻvə na mùltə] disse che per il decoro del palazzo mi toccava una multa. || RA decoré. || AO decòre.
decrije [dəcrìi̯ə] sm. Piacere, Goduria. || RM decrìje.
defettate [dəfəttǻtə] pp. e agg. Difettato. || SF defettàte.
defette [dəfèttə] sm. Difetto. || FB defètte.
defettose [dəfəttósə] agg. f. Difettosa. || m. defettuse. || RM defettòse.
defettuse [dəfèttùsə] agg. m. Difettoso.
degne [dèə] agg. Degno. || MM dée̥. || [fg. dègno - ital. dégno]
degnetà [dəətà] sf. Dignità. || LR degnetà.
dejettate [dəi̯əttǻtə] agg. Trasandato. || BA dejettate.
delasciate [dəlaššǻtə] pp. e agg. Indebolito. || VMG dlasciatö. || BA delasciate.
delassate [dəlassǻtə] pp. e agg. Rilassato. || RM delassàte.
delecate [dələkǻtə] agg. Delicato. || RM delecàte.
deleggenze [dələğğènʒə] sf. Diligenza. || ZO dilicenz (1864). || E dal  fr. diligence, da voiture, carrozze de diligence “vettura di fretta” deriv. di diligence nel sign. ant. di “premura”.
delerijà [dələrii̯à] v. Delirare. || RM delerijà.
delinguende [deliṅġu̯èndə] agg. Delinquente. || SG chissà che vole stu delinquente! [kissà kkè vvólə stu deliṅġu̯èndə !] Ndr. chissà cosa vuole questo delinquente! || SG delinquente.
delluvie [dəllùvi̯ə] sm. Diluvio. || Anche sdelluvie [ʃdəllùvi̯ə] || RM dellùvije.
delore [dəlórə] sm. Dolore. || sm. pl. delure [dəlùrə] Dolori. || VC dulòre de càpe [dəlórə də kǻpə] emicrania. || RA E tè chiame, cu tanta duloré [e tte ki̯ǻmə kə ttànda dəlórə] Io ti chiamo con tanto dolore. || VC dulòre. || BA delore. || RA duloré. || TF delòre. || FO dẹlorẹ.
delure [dəlùrə] sm. pl. Dolori. || SF delùre. || CL delure.
demonie [dəmòni̯ə] sm. Demonio. || RM demònije.
denare [dənǻrə] sm. Denaro, Soldi. || RA Ténéve denar’ a zeffunné [tənévə dənǻrə a zzəffùnnə] Aveva danaro da sprofondare la cassa forte. || SF e i renare ‘ndo stanne? [e i dənǻrə ndò stànnə?] Ndr. e i soldi dove stanno? || LMG denàre. || RA denar’. || SF renare.
dende [dèndə] sm. sing. Dente. || pl. dinde [dìndə] || RM dènde.
dendire [dəndìrə] sf. Dentiera. || RM dendìre. || [fg. dentiéra - ital. dentièra]
denocchie [dənòkki̯ə] sm. sing. Ginocchio. || Anche genocchie. || RM denòcchije.
denucchie [dənùkki̯ə] sm. pl. Ginocchia. || SF denùcchije.
denunzià [dənunʒi̯à] v. Denunziare.
denunzie [dənùnʒi̯ə] sf. Denunzia. || RM denùnzije.
deplome [dəplómə] sm. Diploma. || SG a morte è nu diplome che te face galandome! [a mòrtə è nu dəplómə ke tə ǻčə ġalandómə!] Ndr. la morte è un diploma che ti fa galantuomo! || SG diplome. || [fg. diplóma - ital. diplòma]
deposete [dəpòsətə] sm. Deposito. || BP Maledette u jurne che hamma apirte u deposete [maledèttə u i̯ùrnə ke àmm-apìrtə u dəpòsətə] Ndr. Maledetto il giorno che abbiano aperto il deposito. || BP deposete.
derembette [dərəmbèttə] avv. Dirimpetto. || cfr.  faccefronde.  || RM derenbètte. 
deritte [dərìttə] sm. Diritto, Insieme delle norme di legge. || BP nen tenghe u deritte de campà pure ije? [nən tèṅġə  u dərìttə də  kambà pùrə ìi̯ə?] Ndr. non ho il diritto di campare anch’io? || BP deritte. || SE derìtte.
derrutte [dərrùttə] sm. Rutto. || cfr. sgherrutte [ʃġərrùttə] || BA derrutte.
descenze [dəššènʒə] sf. Paralisi. || RM descènze.
desdette [dəSdèttə] sf. Disdetta. || FB desdètte. || [fg. diSdètta – ital. diSdétta]
desederie [dəsədèri̯ə] sm. Desiderio. || Anche desiderie || EG L’amore ca decïve d’avè pe mè, éje acqua lavàte. ‘U desedèrie de vedèrme, ‘ndiffèrènze [l-amórə ka dəčìvə d-avè pə mme, èi̯ə àkku̯a lavǻtə. u dəsədèri̯ə də vədèrmə, ndifferènə] Ndr. lett. L’amore che dicevi di avere per me, è acqua lavata. Il desiderio di vedermi, indifferenza. || EG desedèrie.
desegne [dəsèɲɲə] sm. Disegno. || AO desègne.
desgraziate [dəʃġraʒʒi̯ǻtə] pp. e agg. Disgraziato. || RN d«ŝgraz^z^jŒt«. || TF disgraziàte. ||
  ML desgraziate.
desgrazie [dəʃġràʒʒi̯ə] sf. Disgrazia. || RA Ma a Foggia la desgrazia l’arruvaje [ma a ffòğğə a dəʃġràʒʒi̯ə l-arruu̯ài̯ə] Ma Foggia fu colta improvvisamente da una disgrazia. || RA desgrazia. || TF desgrazije. || CL desgrazie.
desiderà [dəsidərà] v. Desiderare.
desiderie [desidèri̯ə] sm. Desiderio. || Anche desederie [dəsədèri̯ə]
desoccupate [dəsokkupǻtə] pp., agg. e sm. Disoccupato. || CV sjm ghijn d d’soccupöt, sfruttöt, e cass integröt [sìmə ki̯ìnə də dəsokkupǻtə, sfruttǻtə e kkassinteġrǻtə] Ndr. Siamo pieni di disoccupati, sfruttati e cassintegrati. || CV d’soccupöt.
despenze [dəspènʒə] sf. Dispensa. || MG¹ ‘A gatta d’a despenze - cum’èje accussì pénze [a ġàttə d-a dəspènʒə - kùm-èi̯ə akkùssì pènə] La gatta della dispensa. Come è, così pensa. || AO despènze. || MG¹ despenze.
desperate [dəspərǻtə] pp. e agg. Disperato, Senza soldi, Povero. || LMG desperàte. || BA desprate. || DPM desperate.
despette [dəspèttə] sm. sing. Dispetto. || pl. despitte. 
despettose [dəspəttósə] agg. f. Dispettosa. || al m. despettuse [dəspəttùsə] || SE Sò ppezzecallànde, cretecànde e despettòse [sò ppəzzəkallàndə, krətəkàndə e ddəspəttósə] Ndr. Sono cavillose, criticone e dispettose. || SE despettòse. || FP dspttosa.
despettuse [dəspəttùsə] agg. m. Dispettoso. || al f. despettose. || FB despettuse.
despitte [dəspìttə] sm. pl. Dispetti. || sing. despette. || RM despìtte.
desprezzande [dəsprəzzàndə] agg. Sprezzante, Sdegnoso. || SA¹ desprezzante.
desprezze [dəsprèzzə] sm. Disprezzo. || AO Chi desprèzze accàtte [ki dəsprèzzə akkàttə] Chi disprezza compera. || CA desprézze. || AO desprèzze.
despunibbele [dəspunìbbələ] agg. Disponibile. || SG¹ despunibbele.
dessulute [dəssulùtə] agg. Dissoluto.
dessutele [dəssùtələ] agg. Inutile. || BA dessutele. || VF dissutile (1841).
destamende [dəstamèndə] sm. Testamento. || RM destamènde. || [fg. testamènto - ital. testaménto]
destemonie [dəstəmòni̯ə] sm. Testimone. || RM destemònije. || [fg. testimóne - ital. testimòne]
destemunià [dəstəmuni̯à] v. Testimoniare. || RM destemunijà.
destre [dèstrə] sf. Destra. || cfr. ritte. || FP destr.
desturbe [dəstùrbə] sm. Disturbo. || FB destorbe.
detille [dətìllə] sm. Dito mignolo, Ditino. || EG detille.
detone [dətónə] sm. Pollice, Alluce. || FB detòne.
deversamende [dəversamèndə] avv. Diversamente. || [fg. diversamènte - ital. diversaménte]
deverse [dəvèrsə] agg. Diverso.
devertì [dəvərtì] v. Divertire. || rifl. devertirse [dəvərtìrsə] || SA Devìrtete mò che sì ggiòvane [dəvìrtətə mò ke sì ğğòvənə] Divertiti ora che sei giovane. || CA¹ Proprije mo che tutte a gende s’accummezz’a devertì [pròpi̯ə mò ke tùtt-a ğğèndə s-akkùmmènə a ddəvərtì] Ndr. Proprio ora che tutta la gente comincia a divertirsi. || EG se mètte a 'uardà e se devèrte secure [sə mèttə a u̯ardà e sə dəvèrtə səkùrə] Ndr. si mette a guardare e si diverte sicuramente. || CA¹ devertì. || TF diverti’.
devezione [dəvəzzi̯ónə] sf. Devozione. || RM devezijòne.
di’ [dì] v. Dire. || Anche addice, dice  [addìčə, dìčə] || GG Ghijo non agghio faccie de di ca te sonte figghj [ġìi̯ə nn-àġġi̯ə  fàččə  də dì  ka tə so fìġġi̯ə] Ndr. lett. Io non ho faccia di dire che ti sono figlio. || GG di (1834).
d'i [d-i] prep. art. Dei. || drv. da de li [de li] || SA Une d‘i cumbàgne tùje [ùnə d-i kumbàə tùi̯ə] Uno dei tuoi amici. || ML di. || EG d'i.
dialette [di̯alèttə] sm. Dialètto. || LA Èje bèlle putè scrive in dialètte [èi̯ə bbèllə putè skrìvə in di̯alèttə] Ndr. È bello poter scrivere in dialetto. || LA dialètte.
diavele [di̯àvələ] sm. Diavolo. || CS A fèmmene? ha ngannáte  o dijavele [a fèmmənə à ṅġànnǻtə ó di̯àvələ] Ndr. La donna? ha ingannato il diavolo. || AO Quanne u pòvere dace ’o rìkke, u dijàvele s’’a rìre [ku̯ànnə  di̯àvələ s-a] Quando il povero dona al ricco, il diavolo se la ride. || CS dijavele. || AO dijàvele. || FP diavl.
diavelille [di̯avəlìllə] sm. Peperoncino, Diavoletto, Bambino molto vivace. || DLC i diavelille  pe’ farte arrezza’ i capille [i     di̯avəlìllə pə fàrtə arrəzzà i  kapìllə] i peperoncini piccanti per farti arruffare i capelli. || VF diavulillo (1841). || DLC diavelille.
diavelone [di̯avəlónə] sm. Marca di una vecchia tintura per scarpe.
dibbete [dìbbətə] sm. pl. Debiti. || sing. debbete. || SA È chjìne de dìbbete [è ki̯ìnə də dìbbətə] È pieno di debiti. || NM diceve che se i dibite nen si pagane subite [dəčévə  ke  se i dìbbətə nən sə pàġənə sùbbətə] Ndr. dicevo che se i debiti non si pagano subito. || FB dibete. || NM dibite. || RG dibbete.
dicchiù [dikki̯ù] avv. Più. || Anche cchiù, chiù [kki̯ù, ki̯ù] || MA Vale dicchiù une a fategà che cinte a cumannà [vǻlə  dəkki̯ù unə a ffatəġà ke čìndə a kkumannà] Ndr. Serve più una persona che lavora che cento che comandano. || MA dicchiù.
dice [dìčə] v. Dire. || Anche addice, di’  [addìčə, dì]   || VC àgghiu dìtte [àġġi̯ə dìttə] ho detto. || PM nen so cose chè se dicene e chè s’accontene [nən sò kkósə ke sə dìčənə e kke s-akkòndənə] Ndr. Non sono cose che si dicono e si raccontano. || RN kε tt-aggja diɕə [ke tt-àġġi̯a dìčə] che ti devo dire. || SE dìce. || FP dice. || RN diɕə.
dice [dìčə] num. Dieci. || RA So diecé anne’ c’aspetté nutizié [sò ddìčə ànnə k-aspèttə nutìzzi̯ə] Sono dieci anni che aspetto notizie. || RA diecé.
dichiarà [diki̯arà] v. Dichiarare. || AM dichiarà.
diffide [diffìdə] sf. Diffida. || RN č-a ddätə a diffidə [č-à ddǻtə a diffìdə] gli ha ingiunto di andarsene. || RN diffidə.
Dije [ddìi̯ə] sm. Dio. || Anche Ddije. || EG a si ‘Ddì vole e cambàme [a ssì ddìi̯ə vólə e kkambǻmə] se Dio vuole e campiamo. || LE pe’ me si’ staté Ddije, Patr’ e Maijest’ [pə mme sì stǻtə ddìi̯ə,  pàtrə e mmai̯èstrə] Ndr. per me sei stato Dio, Padre e Maestro. || GG Dio, dDio (1834) || EG ‘Ddì. || LE Ddije.
dijune [dii̯ùnə] sm. Digiuno. || VC a la diùna [a dii̯ùnə] a corpo digiuno, a stomaco digiuno. || CA ‘U sazie nen crede ‘o dijune [u sài̯ə nən krédə o dii̯ùnə] Ndr. Chi è sazio non crede a chi sta a digiuno. || VC diùna. || CA dijune. || LMG diune.
dinde [dìndə] sm. pl. Denti. || sing. dende. || Anche gangarille. || SG parle appene mizz’e dinte [pàrlə appénə mmìə è dìndə] Ndr. parla fra i denti. || FO Chi sẹ magnẹ i mẹlẹ, e chi sẹ jẹlẹ i dindẹ [ki sə màə i mélə e kki sə i̯élə i dìndə] Chi si mangia le mele, e chi si gela i denti. || SE dìnde. || BA diente. || FD dinte. || FO dindẹ.
dinde [dìndə] prep. Dentro.  || Anche ìnde, ghìnde [ìndə, ġìndə]. || ZO dint  a na tavern [dìndə a na tavèrnə] Ndr. dentro una taverna. || ZO dint (1864).
dispiacere [dispi̯ačérə] sm. Dispiacere. || RA Ati dispiaceré ave’ avute’ [àti dəspi̯ačérə ǻvə avùtə] Altri dispiaceri ha subito. || RA dispiaceré.
dite [dìtə] sm. Dito. || CA Ti pigghje ‘u dite cke tutt’a mane [tə pìġġi̯ə u dìtə kə ttùtt-a mǻnə] Ndr. Ti prendi il dito e tutta la mano. || AO dìte.
ditte [dìttə] agg. sost. e pp. Detto. || ZO deut, dit (1864). || [fg. dètto - ital. détto]
d'o [d-o] prep. art. Dal, Dallo. || SA Cùrre  d’o zìje e ffatte dà ‘na buttìglie de vìne [kùrrə d-o zìi̯ə e ffàttə dà na bbuttìľľə də vìnə] Corri dallo zio e fatti dare una bottiglia di vino. || GG a ddo lu (1834). || MG¹ d’o.
doje [dói̯ə] num. f. Due. || m. duje [dùi̯ə] || SA Dàmme dóje óve [dàmmə dói̯ə óvə] Dammi due uova. || BA doj'ore de notte [dói̯ə órə də nòttə] due ore dopo l'Ave Maria. || ZO doje (1864). || BA doj'. || CL doije. || GF¹ ddoje.
dolece [dòləčə] agg. Dolce. || AO dòlece. || GF¹  dolce. || [fg. dòlce - ital. dólce]
dolce [dòlčə] sm. Dolce, Pasta dolce. || GF¹ paste sècche, dolce chijne e bbabbà [pàstə sèkkə, dòlčə ki̯ìnə e bbabbà] paste secche, dolci ripieni e babbà. || ZO dolceu (1864) || GF¹ dolce.
Don [dòn] Titolo riservato a gentiluomini e a persone di riguardo, Don. || EG Mò ca sime arruvàte, Don Savèrie s' è arraggiàte [mò ka sìmə arruu̯ǻtə, dòn savèri̯ə s-è arrağğǻtə] Ndr. Adesso che siamo giunti, Don Saverio si è arrabbiato. || EG Don.
dope [dópə] avv., prep. congz. Dopo. || antiq. doppe. || EG Dope ca ce sime fatte stà bèll'abballàte, mò ci' hamma fa 'na tarallàte [dópə ka čə sìmə fàttə sta bèll-abballǻtə, mò č-àmma fa na tarallǻtə] Ndr. Dopo che ci siamo fatti questo bel ballo, ora dobbiamo fare un girotondo. || ZO dopo, dop (1864) || MM döpe̥. || EG dope. || TF dòpe.
doppe [dòppə] avv., prep. e congz. antiq. Dopo. || meglio dope. || BA doppe. || VMG doppö.
dorme [dòrmə] v. Dormire. || meno com. durmì [durmì] || VMG Lu Rre, cä avevä durmutö fin'a tannö [u rrè, k-avévə dərmùtə fin-a ttànnə] Ndr. Il re, che aveva dormito fino a quel momento. || TF dòrme.
dote [dótə] sf. Dote. || CL dota. 
dritte [drìttə] agg. Furbo, Diritto, In linea retta. || SA Vóle fa ‘u drìtte [vólə fà u drìttə] Vuole fare il furbo. || PR L’Italia nostre mo camine dritte [l-itàli̯a nòstrə mò kamìnə drìttə] L’Italia nostra ora cammina dritto. || PR  dritte.
drughire [druġìrə] sm. Droghiere. || ZO drughier (1864). || E dal fr. drogueur, deriv. di drogue “droga”.
d'u [du] prep. art. Del, Dello. || SA Téne ‘a cápe cchjù tòste d‘u mùle [ténə a kǻpə kki̯ù ttòstə d-u mùlə] Ha la testa più dura di un mulo. || FO du. || AO d’ ‘u.
duce [dùčə] sm. Capo, Condottiero, Duce. || LR sott’o Duce isse facìje carrîre, ascìje ‘a luce [sòtt-o dùčə ìssə fačìi̯ə karrìrə, aššìi̯ə a lùčə] Ndr. sotto il Duce -durante il fascismo- fece carriera, uscì alla luce. || PR Dùce. || LR Duce.
dudece [dùdəčə] num. Dodici. || RM dùdece. || [fg. dòdici - ital. dódici]
duicinde [duičìndə] num. Duecento. || DPM Vole duiecinte lire [vólə duičìndə lìrə] Ndr. Vuole duecento lire. || VC duicìente. || DPM duiecinte.
duje [dùi̯ə] num. m Due. || al f. doje [dói̯ə] || SA Dàmme dùje purtagàlle [dàmmə dùi̯ə purtaġàllə] Dammi due -un numero piuttosto esiguo- di arance. || SG Mo che t’agghie sotte, ije e te hamma ésse duje! [mò ke t-àġġi̯əə sòttə, ìi̯ə e tte àmma èsse dùi̯ə!] Ndr. Quando ti avrò a portata di mano, io e te saremo due -faremo i conti-. ||  GG duj (1834) || ZO duje. || MM ddúße̥.
dulì [dulì] v. Dolere, Soffrire. || SA Chi bbèlle vóle parì, nu póche adda dulì [ki bbèllə vólə parì, nu pókə àdda dulì] Chi bello vuol sembrare, un po’ deve soffrire. || GF dulí. || CA dulì.
dumà [dumà] v. Domare. || Anche addumà [addumà] || RM dumà.
dumande [dumàndə] sf. Domanda. || PM dumande.
dumane [dumǻnə] avv. e sm. Domani. || LMG Fa dumàne, quille ché avissa fa ogge, sì èje possibbele, faccille fa a l’ate! Si po’, te vène a voglie de fategà, assîttette, e aspîtte ca te passe! [fà dumǻnə ku̯ìllə ke avìssa fà òğğə, si èi̯ə possìbbələ faččìllə fà a l-àtə! si pò tə vénə vòľľə də fatəġà, assìttətə e aspìttə ka tə pàssə!] Ndr. Fai domani quello che dovresti fare oggi, se è possibile fallo fare agli altri! Se poi ti viene voglia di lavorare, siediti, e aspetta che ti passi. || ZO dumeune (1864) || ML dumane. || LMG dumàne.
dumeneche [dumènəkə] sf. Domenica. || LR dumèneche.
dunà [dunà] v. Donare. || Anche rijalà. || RM dunà.
dunate [dunǻtə] pp. Donato. || sim. il pers. m. Dunate. || SA A cavàllë dunátë, nën së guàrdë ‘mmòcchë [a kkavàllə dunǻtə nən sə ġu̯àrdə mmòkkə] A caval donato non si guarda in bocca. || AO dunàte.
durate [durǻtə] pp. Durato. || sf. Durata. || ZO dureut (1864).
durmì [durmì] v. Dormire. || Più com. dorme [dòrmə] || AO durmìre.
duscetà [duššətà] v. Svegliare. || RA duscetà. || MM desscità.
dusckà [duškà] v. Sentire dolore dovuto a bruciatura. || Usato prev. nella 3ª sing. dell’ind. pres. || SA Cùme dùscke [] Come brucia. || FD dùsche u’ cule [kùlə] Ndr. brucia il sedere. || AO dusckà.
duvane [duu̯ǻnə] sm. Divano. || RM duvàne.
duvere [duu̯érə] sm. Dovere. || SE duvère.
duzzine [duʒʒìnə] sf. Dozzina. || FB duzzene.

E

e [e] congz. E. || GG E li spartije la rroba [E i spartìi̯ə a rròbbə] Ndr. E divise fra loro la roba -l’eredità-. || LR ck’i ciste e ck’i statère [k-i cìstə e k-i statérə] || Ndr. con i cesti e con le stadere. || MP stann’ d’amore e d’accordé [stànnə d-amórə e d-akkòrdə] Ndr. stanno d’amore e d’accordo. || GG e (1834).
'e [e] prep. art. Ai, Alle. || SA Téne ‘u féle ‘e dìnde [ténə u félə è dìndə] Ha il fiele ai denti -è arrabbiato-. || TF a catarre ‘mmane e cafùne [a katàrrə mmǻnə e kafùnə] Ndr. la chitarra in mano ai cafoni. || TF e. || GF¹ ê. || BA a i.
è [è] v. essere, 3ª sing. dell’ind. pres. È. || Anche eje. || SA è státe ìsse. è stato lui. || LR è.
è [è] v. dovere, 2ª sing. dell’ind. pres. Devi.
ecche [èkkə] avv. Ecco. || EG Ecche pecchè, a tè diche grazie [èkkə pəkkè ġrài̯ə] Ndr. Ecco perché a te dico grazie. || EG ecche. || FP ecc.
efesse [efèssə] escl. Ma guarda un po’. || NM Efesse chi vace parlanne, ma famme u piacere! [efèssə ki vǻčə parlànnə, ma  fàmmə  u  pi̯ačérə!] Ndr. Ma guarda chi va parlando, ma fammi il piacere! || NM efesse.
eguale [eġu̯ǻlə] agg. Uguale. || cfr. pare, uguale.  || RM èguale.
eja eje [èi̯a èi̯ə] solo nella locuz. Cum’eja eje [kùm-èi̯a èi̯ə] Comunque esso sia, lett. Come è è. || GE eja eje.
eje [èi̯ə] v. essere, 3ª sing. dell’ind. pres. È || Anche è [è] || FB èj. || BA eje. || SF éje. || LA èje.
emà [emà] escl. lett. Ehi mamma! || cfr. mammà [mammà] || CL Emà, stace a quà [emà, stǻčə a kku̯à] Ndr. Mamma, sta qua. || CL emà.
embè [embè] congz. Ebbene. || Anche 'mbè.
emigrande [emigràndə] sost. Emigrante. || FB èmegrande.
emozione [emozzi̯ónə] sf. Emozione. || RN emozzjPn«.
endrate [endrtə] sf. Entrata. || RM èndràte.
Erneste [ernèstə] pers. m. Ernesto. || FB Ernèste.
erpece [èrpəčə] sm. Erpice, Macchina per la lavorazione in superficie del terreno agricolo. || FB èrpece. || [fg. èrpice – ital. érpice]
erve [èrvə] sf. Erba. || BA Erve ca nen vuoje a l’uorte nasce [èrvə ka nən vùi̯ə a l-ùrtə nàššə] Erba non desiderata nasce nell’orto. || BF Brutt’erve, brutta ggente! [brùtt-èrvə, brutta ğğèndə] Ndr. Brutta erba, brutta gente. || DLC érbe mesckate puje fa’ na bona magnate [èrvə məškǻtə pùi̯ə fa na bbóna maɲɲǻtə] erbe miste, puoi fare una buona mangiata. || LA èrve. || BA erve. || LR érve. || BF erve. || DLC érbe.
esaggerate [esağğerǻtə] pp. e agg. Esagerato.
  || TF esaggeràta. || [fg. esageràto - ital. eSageràto]
esame [esǻmə] sm. Esame. || [fg. esàme - ital. eSàme]
esatte [esàttə] agg. Esatto. || Anche juste. || RM èsatte. ||  [fg. esàtto - ital. eSàtto]
esca [èska] sf. Esca. || AO Se so’ accucchjàte: èsca mbòsse e fucìle de lègne [sə sò akkukki̯ǻtə: èska mbòssə e ffučìlə də lèɲɲə] Si sono uniti (accoppiati): esca bagnata e fucile di legno. || AO èsca. || [fg. èsca - ital. ésca.]
esembie [esèmbi̯ə] sm. Esempio. || RM èsèmbije. || [fg. esèmpio - ital. eSèmpio]
esercizie [eserčìzzi̯ə] sm. Esercizio. || FB èsercizeij. || [fg. esercìzio - ital. eSercìzio]
esiste [esìstə] v. Esistere. || SA tu pe’ mme nn’esìste cchiù [tu pə mme nn-esìstə kki̯ù] tu per me non esisti più. || FB èsiste. [fg. esìstere - ital. eʃìstere]
esposte [espòstə] pp. agg. e sost. Esposto. || LR esposte. || [fg. espòsto - ital. espósto]
esse [èssə] || v. Essere. || Nel dialetto foggiano il verbo ‘essere’ svolge principalmente la funzione di ‘ausiliare’; inoltre costituisce ‘copula’. || DAM Une ‘nce fazze ninte, duje m’annette i dinte, tre me danne ‘o core, e quatte hanna esse l’ove! [ùnə nğə fàzzə nìndə, dùi̯ə m-annèttə i dìndə, trè mə dànnə o kórə, e ku̯àttə ànna èssə l-óvə!] Ndr. -Con- una non ci faccio niente, con due mi pulisco i denti, tre mi danno al cuore, quattro devono essere le uova -nel cuciniello-.  || ZO essere (1864) || FP ess. || DAM esse. || MM gésse. || RL ghesse.
esse [èssə] pron. pers. f. Lei. || NM Ess’ dote nen tene [èssə dótə nnə ténə] Ndr. Lei dote non ne ha. || MP ess’. || TF èsse. || FP esse.
essenziale [esseni̯ǻlə] sm. e agg. Essenziale. ||  ZO leussenzieul (1864).
estranie [estràni̯ə] agg. e sm. Estraneo. || LA èstranije. || CS èstraneije.
eterne [etèrnə] agg. Eterno. || MA sope a sta terra nisciune eje etern’ [sóp-a sta tèrrə niššùnə èi̯ə etèrnə] Ndr. su questa terra nessuno è eterno. || MA etern’.
ettere [èttərə] sm. Ettaro. || FB èttere.
etterizie [etterìzzi̯ə] sf. Itterizia. || VC etterìzia.
euforije [euforìi̯e] sf. Euforia. || RN ewforẹj«
evogghie [evòġġi̯e] par. comp. Hai voglia. || SA evògghie tu a sbàtte a cápe mbàcce ‘o mùre, tànde quà nd’abbùscke nìnde [evòġġi̯ə  tu a ʃbàttə a kǻpə mbàččə o mùrə, tàndə kku̯à nd-abbùškə nìndə] Hai voglia tu a sbattere la testa contro il muro -ad incaponirti- tanto qua non ottieni niente. || FB èvogghij

F

fa [fa] voce usata in locuz. temp. Fa. || nota mus. Fa. || SA Tànda tìmbe fa [tànda tìmbə fa] Tanto tempo fa. || LMG fa.
fa’ [fa] v. Fare. || Locuz.  fa' fore [fà fórə] Fare fuori, Eliminare, Uccidere; fa’ i cunde [fà i kùndə] Fare i conti; fa’ vedè [fà vədè] Far vedere, Mostrare, Fare finta. || ML Certe eje ca cume ‘u face ‘u litte accussì su trove [čèrtə èi̯ə ka kùmə u fǻčə u lìttə akkussì s-u tróvə] Ndr. Certo è che come lo fa il letto così se lo ritrova. || || VC Fàce u mùsse lùongo [fǻčə u mùssə lùnġə] Ndr. lett. Fa il muso lungo -si imbroncia-. || VC Se fàce na panza de mangià [sə fǻčə na  pànə də maà] Si fa una scorpacciata di cibo. || VC Fàce tanta mòsse [fǻčə tànda mòssə] Sbraita. || GG fa, fà (1834) || VC fàcere. || CL fà.
fabbrecà [fabbrəkà] v. Fabbricare. || Anche frabbecà [frabbəkà] || RM fabbrecà.
facce [fàččə] sf. Faccia, Viso. || Anche faccia [fàčča] || Locuz. facce cuscine [fàččə kuššìnə] Federa del guanciale;  facce matarazze [fàččə mataràzzə] Federa del materasso; facce de curne [fàččə də kùrnə] Sfrontato, Sfacciato, lett. Faccia di corno. || SA ‘A fàcce è mezz’appedùne [a fàččə è mè-appədùnə] lett. La faccia è metà ciascuno. || TF Ma a fàcce t’a làve a matìne? [ma a fàččə t-a lǻvə a matìnə?] Ndr. ma la faccia te la lavi la mattina? || GG faccie (1834) || FD fàcce. || PM facce. || MAM fáčče̥.
faccefronde [faččəfròndə] avv. Dirimpetto, Di fronte, Faccia a faccia, Contraddittorio. || CL ‘a segnora che stace facce front’ [a səórə ke stǻčə  fàčč«fròndə] Ndr. la signora che sta -abita- dirimpetto. || VC Facìme nu faccefrònte [fačìmə nu faččəfròndə] Ndr. Facciamo un faccia a faccia. || VC faccefrònte. || CL facce front’. || LC facce fronde.
faccelettone [faččələttónə] sm Fazzolettone, Copricapo per donne, Scialle grande. || cfr. scolle. || SF farcettòne.
faccetinde [faččətìndə] agg. Falso, lett. Faccia tinta. || RM faccetìnde.
faccetuste [faččətùstə] agg. Faccia tosta, Sfacciato, Sfrontato. || FB facce tuste.
facceverde [faččəvèrdə] smf. lett. Faccia verde. || agg. Bilioso, Cattivo. || RM faccevèrde.
facchine [fakkìnə] sm. Facchino. || FB facchene.
faccia [fàčča] sf. Faccia. || Anche facce. || Locuz. fàccia vèrde [fačča vèrdə] Bilioso, lett. faccia verde. || LA ‘A faccia tuje [a fačča tùi̯ə] La tua faccia. || LA faccia.
facciatoste [faččatòstə] sf. Faccia tosta.
facciulette [faččulèttə] sm. Fazzoletto. || Anche maccature. || VF facciuletto de lu naso [faččulèttə d-u nǻsə] fazzoletto; facciuletto de ncanno [faččulèttə də ṅġànnə] fazzoletto da collo. || RN i ttakkjə nu faččulεttə mbrndə [i ttakkǻi̯ə nu faččulèttə mbròndə] gli attaccò un fazzoletto sulla fronte. || VF facciuletto (1841) || RN faččulεttə. || [fg. fazzolètto - ital. fazzolétto]
facele [fàčələ] agg. Facile. || FB facele.
facelòne [fačəlónə] agg. Facilone. || FB facelone.
fafachiene [fǻfaki̯énə] sf. Fava fresca, Baccello, lett. Fava piena. || FB fàfa chijène.
fafanese [fafanésə] agg. Fanfarone, Di persona poco seria. || FB fafanese.
fafe [fǻfə sf. Fava. || Locuz. 1) fáfe arracciáte. fave fresche lessate. 2) fáfe jànghe e làghene. Purea di fave con fettuccine. || MM ffafe. || MU fafe. || DLC  fave. || FO fävẹ. || fàfe.
faille [faìllə] sf. Favilla, Scintilla. || VC faìlla. || SF fajille.
fainelle [fainèllə] sf. Carruba. || VF fainella (1841) || VC fainèlla. || LR fainèlle. || NM¹ fainell. 
fajole [fai̯ólə] sf. Calcione. || SF fajòle.
falcunette [falkunèttə] sm. Falchetto. || VC falcunètte.
falde [fàldə] Falda. || VC fàlda de cappìelle [fàldə də kappìllə] Tesa. || VC fàlda.
fame [fǻmə] sf. Fame. || DAM ‘A fame èje cape de ragge [a fǻmə èi̯ə kǻpə də ràğğə] Ndr. La fame è -alla- testa della rabbia (cfr. sommossa dei foggiani dell’aprile 1898 a causa dell’aumento del prezzo del pane). || GG fama (1834) || TF fàme. || DAM fame.
famigghia [famìġġi̯a] sf. Famiglia. || Anche famiglie, famigghie. || TF famìgghija.
famigghie [famìġġi̯ə] sf. Famiglia. || Anche famiglie, famigghja. || TF famìgghije. || PM famigghie.
famiglie [famìľľə] sf. Famiglia. || Anche famigghie, famigghja. || NM famiglja. || BP famiglie.
fanfarone [fanfarónə] sm. Fanfarone. || FB fanfarrone.
fangotte [fangòttə] sm. Fagotto. || GG fangotto (1834) || VC fancòtte.|| VF fancotto (1841).
fanguttille [faṅġuttìllə] sm. Fagottino. || NC fanguttiello.
fanoje [fanói̯ə] sf. Falò. || VF fanoja (1841) || VC fanòia. || SF fanòje.
farenare [farənǻrə] sm. Frullone, Setaccio per la farina. || VF farnaro (1841) || VC farenàre. || FB farnàre.
farfalle [farfàllə] sf. Farfalla. || VC Farfalla che vàce attùorne a lu lùme [farfàllə vǻčə] Parpaglione. Ndr. Farfalla notturna, Falena. || VC farfalla.
farfarille [farfarìllə] sm. Farfallino. || BP  farfarille.
farina [farìna] sf. Farina. || Anche farine. || RN a farįna ğğall« [a farìna ğğàllə] la farina gialla. || RN farįna.
farine [farìnə] sf. Farina. || Anche farina.
farmacije  [farmačìi̯ə] sf. Farmacia.
farrecille [farrəčìllə] sf. Crusca di farro. || VF farreciello (1841) || RM farrecìlle.
farse [fàrsə] v. rifl. Farsi. || GG farse (1834).
fasce [fàššə] sf. Fascia. || sm. Fascio. || FB fasce.
fascette [faššèttə] sf. Bustino con stecche per le donne. || VC fascètta.
fasciature [faššatùrə] sf. Fasciatura, Bendaggio. || VF fasciaturo (1841) || VC fasciatùre.
fasciste [faššìstə] sm. Fascista. || PR ffasciste.
fasine [fasìnə] sf. Anfora di terracotta per conserve. || VC fasìna.
fastedià [fastədi̯à] v. Infastidire. || Anche 'nfastedià [nvastədi̯à]  || MP Oh! me staije probbeté fastedianné [ó!, mə stǻi̯ə pròbbətə fastədi̯ànnə] Ndr. Oh! mi stai proprio  infastidendo.
fastidie [fastìdi̯ə] sm. Fastidio. || LR fastìdje.
fasule [fasùlə] sm. Fagiolo. || CL paste e fasule [pàstə e ffasùlə] Ndr. pasta e fagioli. || SF Chi fàce da sùle se magne ‘i fasùle [ki fǻčə da sùlə sə màə i fasùlə] Ndr. Chi fa sa solo si mangia i fagioli. || SF fasùle. || ML fasule. || [fg. fagiólo - ital. fagiòlo]
fasulille [fasulìllə] sm. Fagiolino. || MU Fasulille frische e tenere. So tenerille i fasulille [fasulìllə frìškə e ttìnərə. sò ttənərìllə i fasulìllə] Fagiolini freschi e teneri. Sono teneri i fagiolini. || MU fasulìlle.
fategà [fatəġà] v. Lavorare. || DPM ndò l’addà pigghjà quille i solde cume nu saje ca quille nen fatighe [ndò l-àdda piġġi̯à ku̯ìllə  i  sòldə, kùmə nn-u sǻi̯ə  ka ku̯ìllə nən fatìġə] Ndr. dove li prende i soldi, come non lo sai che non lavora? -è disoccupato-. || CV si u campà e fatgà [si u kambà è fatəġà] Ndr. Se vuoi campare devi lavorare. || MP fategà. || CV fatgà. || TF fatega’. || MA fat’gà.
fategate [fatəġǻtə] agg. Affaticato, Stanco per il lavoro. || SA¹ fategäte.
fategatore [fatəġatórə] sm. Lavoratore, Persona che si impegna molto sul posto di  lavoro. 
fatica [fatìka] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatije, fatiche [fatìi̯ə, fatìkə] || SA¹ Povra fatica mije Jettät’a lu vîente: Teneve’na pallotte, E mmò nen tenghe cchiù nnîente! [pòvəra fatìka mìi̯ə i̯əttǻtə ó vìndə:  tənévə na pallòttə, e mmò nən tèṅġə kki̯ù nnìndə!] Ndr. Povera fatica mia -sentenzia lo scarafaggio- Gettata al vento: Avevo una pallotta, Ed ora non ho più niente! || SA¹ fatica.
fatiche [fatìkə] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatije, fatica [fatìi̯ə, fatìka] || SG Isse annante e a fatiche arrete [ìssə annàndə e a fatìkə arrétə] Ndr. Lui avanti e il lavoro dietro. || SG fatiche. || GG¹ fatighe.
fatije [fatìi̯ə] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatiche,  fatica [fatìkə, fatìkaə]
fatta [fàtta] sm. pl. Fatti. || NM Fàtt’ i fatta tuje [tùi̯ə] Ndr. Fatti i fatti tuoi. || BP Te vuje fa i fatta tuje!? [tə vùi̯ə fà i fàtta tùi̯ə!?] Ndr. Ti vuoi fare gli affari tuoi!? || BP fatta.
fattapposte [fattappòstə] sm. Oggetto, Attrezzo, Cosa di cui non si ricorda il nome. || lett. Fatto apposta. || Vedi ggiostre. || SA Va’ pìgghië ‘u fattappòstë pë’ ppulëzzà ‘u camìnë [va pìġġi̯ə u fattappòstə pə ppuləʒʒà u kamìnə] Vai a prendere l’attrezzo -fatto apposta- per pulire il camino.
fatte [fàttə] sm. Fatto, Faccenda, Questione. || pp. di fa’ [fà] fare. || Anche ffatte [ffàttə] || PR mo pàrlene i fatte e nno i parole! [mò pàrlənə i fàttə e nnò i parólə] Ndr. adesso parlano i fatti e non le parole. || GG fatte (1834) ||  ZO fat. || TF fàtte. || RN fatt«.
fattizze [fattìzzə] agg. Doppio, Pesante, Di grosso spessore. || SF fattizze.
fattore [fattórə] sm. Fattore. || GA fattore.
fatture [fattùrə] sf. Stregoneria, Fattura, Malia, Incantesimo. || TF fattùra.  || TF fattùre.
favece [fàvəčə] sf. Falce. || LA fàvece.
favecijà [favəčii̯à] v. Falciare. || RM favecijà.
favette [favèttə] sf. Fave sgusciate, cotte in acqua e ridotte in pasta. || SA favette e ccecòrie [favèttə e ččəkòri̯ə] Pasta di fave con cicoria. || VF favetta (1841).
faveze [fàvəzə] agg. Falso. || VC fàuzo. || FD fàveze. || CL false.
favugne [favùɲɲə] sm. Favonio, Vento di ponente. || AO favùgne.
favulette [favulèttə] sf. Favoletta, Bugia, Fandonia, Storiella. || MP Ve n’ascité ca favuletté che almene se respire aria frescke [və n-aššìtə k-a favulèttə ke alménə sə rəspìrə àri̯a frèškə] Ndr. Ve ne uscite con la storiella che almeno si respira aria fresca. || RN mɔ v-akkɔndɔ a favulɛttə də nu fẹggjə SSalakkonə [mò v-akkòndə a favulèttə də nu fìġġi̯ə ššalakkónə] Mo vi racconto la favoletta di un figlio prodigo. || RN favulɛttə. || FB favulètte. || MP favuletté.
fazzanute [fazzanùtə] agg. Robusto. || AO fazzanùte.
fazzatore [fazzatórə] sf. Madia, Spianatoia. || SF fazzatòre. || VF fazzatora (1841). || LE fazzatoré.
feccà [fəkkà] v. Ficcare. || Anche sckaffà. || MG l’agghia feccà ‘na sciabbulate ‘ncuorpe e l’agghia mannà a quill’ate munne [l-àġġi̯a fəkkà na ššabbulǻta ṅġùrpə e l-àġġi̯a mannà a kku̯ill-àtə mùnnə] Ndr. Gli ficcherò una sciabolata in corpo e lo manderò all’altro mondo. || MG feccà.
feccanase [fəkkanǻsə] agg. Ficcanaso. || FB feccanàse.
feccarse [fəkkàrsə] v. rifl. Ficcarsi.
fechedinie [fəkədìni̯ə] sf. Fico d’India. || FB fechedenie a ppagnotte! a ccinte na lire a ccinte na lire [fəkədìni̯ə a ppaòttə! a ččìndə na lìrə a ččìndə na lìrə] Ndr. lett. Fichi d’India a pagnotta! a cento una lira a cento una lira. || FB fechedenie. || MU fechedinie.
fedanzate [fədanǻtə] sf. Fidanzata. || TF fedenzàte. || ML fedanzate.
fedeghe [fèdəġə] sm. Fegato. || Anche feteghe [fètəġə] || RM fèdecke.
Fedore [fedórə] pers. f. Fedora. || TF Fedòre. || [fg. fedóra - ital. fedòra]
feducie [fədùči̯ə] sf. Fiducia. || RM fiducie.
fegatille [fəġatìllə] sm. Fegatino. || AO fegatìlle.
fegure [fəġùrə] sf. Figura. || LR vedìme ogge de fa turnà ‘a memòrie sti fegure [vədìmə òğğə də fa turnà a memòri̯ə sti fəġùrə] Ndr. Vediamo oggi di far tornare alla memoria queste figure. || LR fegure. || TF fegùre.
fegurone [fəġurónə] sm. Figurone, Bellissima figura. || RM feguròne.
fejute [fəi̯ùtə] pp. e agg. Fuggito, Scappato. || TF fejùte.
felate [fəlǻtə] sm. Dolore continuo al fianco. || RM filàte.
felatille [fəlatìllə] sm. Spaghettini, Capellini, Vermicelli. || VF filatielli (1841). || DAM felatille.
fele [félə] sm Fiele. || estens. Livore, rabbia, rancore. || SE stanne sèmbe c’ ‘u fel’e dìnde [stànnə sèmbə k-u félə è dìndə] Ndr. stanno sempre con il fiele ai denti -sono sempre arrabbiate-.|| SA¹ fèle. || [fg. fiéle - ital. fièle]
feleppine [fələppìnə] Spiffero, Vento freddo, Corrente d’aria fredda. || SF feleppìne. || RL fuleppine.
felette [fəlèttə] sm. Filetto. || SA Felètte de pùrche [fəlèttə də pùrkə] Filetto di maiale. || RM felètte.
felice [fəlìčə] agg. Felice. || RA Tè né jsse’ felicé e cuntenté [tə nə i̯ìssə fəlìčə e kkundèndə] Te ne andasti felice e contento. || RA felicé. || SA¹ flice.
felinie [fəlìni̯ə] sf. Fuliggine. || LA felìnije. || SF felinije.
felle [fèllə] sf. Fetta. || MU fèlle. || VF fella (1841).
fellijà [fəllii̯à] v. Affettare, Tagliare a fettine. || SA T’àgghia fellijà ‘u córe [t-àġġi̯a fəllii̯à u kórə] Devo tagliarti a fettine il cuore. || RM felijà.
fellijate [fəllii̯ǻtə] pp. e agg. Fatto a fette, Accoltellato. || NM allà m’agghje felliate! [a llà m-àġġi̯ə fəllii̯ǻtə!] Ndr. là ho fatto a coltellate. || NM felliate.
felosce [fəlòššə] sf. Velo usato come copricapo dalle donne. || RM filòsce.
Felucce [fəlùččə] pers. m. Raffaele. || SF Felucce.
Felumene [fəluménə] pers. f. Filomena. || Anche Filomene, Filomè, Felumè. || CL Scuse Filomé, m’é asciute spontanie [skùsə filomè, m-è aššùtə spondàni̯ə] Ndr. Scusami Filomena, mi è venuto fuori spontaneamente. || CL Filomé. ||  [fg. filoména - ital. filomèna]
felungine [fəlunğìnə] sm. Filoncino di pane.
femmene [fèmmənə] sf. Femmina, Donna. || MAM síme̥ úme̥ne̥ e ffémme̥ne̥ [sìmə ùmənə e ffèmmənə] siamo uomini e donne.  || CL femmene. || ME fèmmene. || LMG fémmene. || MAM ffémme̥ne̥. || FD fèmmena. || EG fèmene. || FP femmn.
femmenine [fəmmənìnə] agg. e sm. Effeminato. || RM femmenìne.
fenesce [fənèššə] Smettere, Finire. || SA Andò è jùte a ffenèsce? [andò è i̯ùtə a ffənèššə?] Dove è andato a finire? || SA Nze fenèsce máje de 'mbarà [nʒə fənèššə mǻi̯ə də mbarà] Non si finisce mai di imparare. || SF fernèsce. || RN fənəSSə. || TF fenèsce. || DPM fenesce. || SG  fenescie.
fenestre [fənèstrə] sf. Finestra. || ML ‘a brutta ‘a fenestre ‘ngiure a chi passe [a bbrùttə a fənèstrə nğùrə a kki pàssə] Ndr. La  -donna- brutta alla finestra insulta chi passa. || GF fenèstre. || ML fenestre.
fenestrille [fənəstrìllə] sm. Finestrino. || RM fenestrìlle.
fenucchie [fənùkki̯ə] sm. Finocchio. || RC f’nucchije. || BF fenucchie.
fenucchjille [fənukki̯ìllə] sm. Finocchietto. || Anche funucchjille [funukki̯ìllə] || DLC i fenucchjlle janghe, i fenucchjlle janghe [i fənukki̯ìllə i̯àṅġə, i fənukki̯ìllə i̯àṅġə] i finocchietti bianchi, i finocchietti bianchi. || VC fenucchìelli. || BF funecchielle. || BF funecchîelle. || LCG funecchiele. || RA funucchill’. || SA¹ funucchjille. || DLC fenucchjlle.
fenute [fənùtə] pp. e agg. Finito, Compiuto. || CV ch quist agghj f’nut, v r’ngrazij e v salut [kə kku̯ìstə àġġi̯ə fənùtə, və rəṅġrài̯ə e vvə salùtə] Ndr. con questo ho finito, vi ringrazio e vi saluto. || ZO finuti (1864) || TF fenùte. || EG fenute. || CV f’nut. || ML fernute.
ferì [fərì] v. Ferire. || RM ferì.
ferite [fərìtə] pp., agg. e sm. Ferito. || PM ferite.
ferlizze [fərlìzzə] sm. Panca, Sgabello di arbusto selvatico. || cfr. frevele [frèvələ] || CA Pàteme nen m’ha rumàste sègge e ije manghe ferlìzze [pàtəmə nə mm-à rrumàstə sèğğə e ìi̯ə màṅġə fərlìzzə] Ndr. Mio padre non mi ha lasciato sedie, ed io -non lascio- neanche sgabelli. || CA ferlìzze. || SF ferlizze.
fermate [fərmǻtə] s.f.  Fermata. || TF fermàte.
ferme [fèrmə] agg. Fermo, Che non si muove. || Locuz. ferma ferme [fèrma fèrmə] Ben ferma. || SF fèrme 'a fèrme [fèrma fèrmə] ben sistemata. || SF fèrme.
fernecà [fərnəkà] v. Farneticare, Sragionare.
ferracavalle [ferrakavàllə] sm. Maniscalco. || VF ferracavallo (1841) || FB fèrracavalle.
ferrare [fərrǻrə] sm. Fabbro. || VF ferraro (1841) || RM ferràre.
ferrarecce [ferrarèččə] sf. Ferramenta. || VF ferrareccia (1841) || FB ferarècššše. || [fg. ferramènta – ital. ferraménta]
ferrette [fərrèttə] sm. Ferretto, Forcina per capelli, Ferretto metallico per proteggere punte e  tacchi delle scarpe, Piccola spranga di ferro per ternere chiuse le imposte. || VF ferretto (1841) || FB ferrètte.
ferrettine [fərrəttìnə] sm. Ferrettino, Piccola forcina per capelli. || RM ferrettìne.
ferruvije [fərruvìi̯ə] sf. Ferrovia. || CA¹ ferruvije.
ferruvire [fərruvìrə] sm. Ferroviere. || RM ferruvìre. || [fg. ferroviére - ital. ferrovière]
ferze [fèrzə] sf. Ferzo, Telo del materasso. || SF fèrze.
ferzole [fərzólə] sf. Padella bassa e ampia. || DAM ferzole.
fessarije [fəssarìi̯ə] sf. Fesseria, Stupidaggine. || Locuz. a’ fessarije [a fəssarìi̯ə] A casaccio, Alla cieca, Senza prendere la mira, Senza direzione. || FP spar a fssarie [spǻrə a fəssarìi̯ə] Ndr. spara a casaccio. || CL ma ne’ decenne fessarije! [ma ndəčènnə fəssarìi̯ə!] Ndr. ma non dire stupidaggini!. || SG fissarije. || TF fessarìje. || FP fssarie. || CL  fessarije.
fessate [fəssǻtə] agg., sm. e pp. Fissato. || CL  fessate.
fessazione [fəssazzi̯ónə] sf. Fissazione. || CL  Ate che fessazione, ‘a ‘gente stace arrete ‘i porte pe’ sente i fatt’ de’ late [àtə ke fəssazzi̯ónə, a ğğèndə stǻčə arrétə e pòrtə pə ssèndə i fàttə də l-àtə] Altro che fissazione, la gente sta dietro le porte per sentire i fatti degli altri. || CL fessazione.
fesse [fèssə] agg. Fesso, Stupido. || sf. volg. Fessura, Vulva, Organo genitale femminile. || BP No’, nen vogghie pigghià pe fesse a nesciune [nò, nən vòġġi̯ə  piġġi̯à pə ffèssə a  nnəššùnə] Ndr. No, non voglio prendere per fesso -in giro- nessuno.
  || CS fésse. || LR fèsse. || BP fesse. || FP fess.
  || FO fessẹ.
festacchie [fəstàkki̯ə] sm. Festa familiare. || LR festacchje.
feste [fèstə] sf. Festa. || FB Tutt’ì jurne ìnde a quille vicarille ère na feste [tùtt-i i̯ùrnə ìndə a kku̯ìlli vəkarìllə érə na fèstə] Ndr. Tutti i giorni in quel vicoletto era una festa. || MM ẹmma fa fęste̥ [àmma fa fèstə] Ndr. dobbiamo fare festa. || MM fęste̥. || FC fèste. || FB feste. || FO festẹ.
festine [fəstìnə] sm. Festino, Festicciola familiare. || GG E  ghjireno a  lu festino [e ġġi̯ìrənə o fəstìnə] Ndr. E andarono alla festa. || GG festino (1834).
fete [fétə] v. Puzzare. || MP i sold’, pure se fetené de pesce, sò semp’ sold’ [i sòldə, pùrə se fètənə də pèššə sò ssèmbə sòldə] Ndr. i soldi, anche se puzzano di pesce, sono sempre soldi. || LA fète.
fetecchie [fətèkki̯ə] sf. Cilecca, Azione che finisce senza l’esito atteso. || RM fetècchije.
feteghe [fètəġə sm. Fegato. || Anche fedeghe [fèdəġə] || DLC i catalogne spegate p’u féteghe malate [i katalòə spəġǻtə p-u fèdəġə malǻtə] Ndr. le catalogne spigate per il fegato malato. || DLC féteghe.
fetendarije [fətəndarìi̯ə] sf. Sporcizia. || RM fetendarije.
fetende [fətèndə] agg. e sm. Fetente, Moralmente spregevole, Cattivo, Sporco. || pl. fetinde [fətìndə] || SA Nen facènne ‘u fetènde! [nən fačènnə u fətèndə!] Non fare il mascalzone! || NM fetende.
fetendone [fətəndónə] agg. e sm. Fetentone. || MP T’agghije acchiappaté, pizze de fetendoné, marijule, delinquente che nen si ate, e vularrissé pure negà? [t-àġġi̯ə akki̯appǻtə, pìzzə də fətəndónə, marii̯ùlə, delinġu̯èndə ke nən sì àtə, e vvularrìssə pùrə nəġà?] Ndr. Ti ho preso, pezzo di fetentone che non sei altro, e vorresti anche negare? || MP fetendoné.
fetinde [fətìndə] sm. pl. Cattivi, Spregevoli. || sing. fetende. || PM fetinde. || SF  fetinte.
fettucce [fəttùččə] sf. Fettuccia, Nastro di tessuto. || RM fettucce.
fezze [fèzzə] sf. Feccia. || LA fèzze.
fiacche [fi̯àkkə] agg. Fiacco. || sf. Fiacca. || BF fiacche. || TF fiàkke.
fiammelle [fi̯ammèllə] sf. Fiammella. || Anche ffiammelle. || AM Tre ffiammélle lucènde spléndèvene sop’a palude [trè ffi̯ammèllə lučèndə spləndèvənə sóp-a palùdə] Tre fiammelle splendevano vivide sulla palude. || AM ffiammélle.
fianghette [fi̯aṅġèttə] sf. Fianco. || SA bàtte ‘a fianghètte [bàttə a fi̯aṅġèttə] Batte il fianco -ho fame-. || RM fianchètte. 
fiasche [fi̯àskə] sm. e f. Fiasco, Recipiente di vetro in genere impagliato, Azione fallita. || SF fiasche.
fiaschette [fi̯askèttə] sf. Fiaschetta.
fiatà [fi̯atà] v. Fiatare, Alitare, Respirare. || FB fijatà.
fiate [fi̯ǻtə] sm. Fiato. || PM sénza fa fiate [sèna fà fi̯ǻtə] Ndr. senza fiatare. || AO fijàte. || PM fiate.
fibbie [fìbbi̯ə] sf. Fibbia. || RM fìbbije.
figghia [fìġġi̯a] sf. Figlia. || Anche ffigghia [ffìġġi̯a] || RN ε ffẹggja fẹggjə k-ε ppzzə fa?  [e ffìġġi̯a fìġġi̯ə ke ppòzzə fà?] E figlia figlia che posso fare? || RN ffẹggja. || RN fẹggjə. || RN fẹggja.
figghià [fiġġi̯à] v. Partorire, Figliare. || RM figghijà.
figghiastre [fiġġi̯àstrə] smf. Figliastro. || SA fìgghie e ffigghiàstre [fìġġi̯ə e ffìġġi̯àstrə] Figli e figliastri. || SE ffigghiàstre. || AO figghjàstre.
figghie [fìġġi̯ə] smf. Figlio. || FB Facime n’ù fegghij! [fačìmə nu fìġġi̯ə!] Facciamo un figlio! || MM stu fig̓́g̓́e̥ [stu fìġġi̯ə] questo figlio. || SE màmme e ffigghie [màmmə e ffìġġi̯ə] Ndr. mamma e figlia. || GG figghio, figghj..i, figghj, figghiete (1834) || DAM fìgghije. || FB fegghij. || MM fig̓́g̓́e̥. || RN fẹggjə. || SE ffigghie. || CL figghie. || MG¹ figghje.
figghiole [fiġġi̯ólə] sf. Ragazza nubile, Signorina. || RM ‘I fegghjòle de mò, so’ tutte zencarélle! [i fìġġi̯ólə də mò, sò ttùttə zəṅġarèllə!] Ndr. Le ragazze di oggi, sono tutte zingarelle. || FB figghijòle. || BA figghiòle. || RM fegghjòle.
filabbustire [filabbustìrə] sm. Filibustiere. || NM E cumme so filabbustire… a sfotte annanze annanze!!! [e kkùmə sò ffilabbustìrə… a sfòttə annànə annànə!!!] Ndr. E come sono filibustieri… a sfottere avanti avanti. || NM filabbustire. || [fg. filibustiére - ital. filibustière]
file [fìlə] sm. Filo. || GF File lunghe: maèstra pacce [fìlə lùṅġə: maèstra pàččə] Gugliata lunga: maestra pazza. || GF file. || TF fìle.
Filomene [filoménə] pers. f. Filomena. || Anche Felumene. || CL Filomene. ||  [fg. filoména - ital. filomèna]
fine [fìnə] sm. Fieno. || sf. Fine. || avv. Fino a, Nel frattempo. || come avv. cfr. ‘nzine. || SA ’A piògge ha ’mbùsse tùtt’u fìne [a pi̯òğğə à mbùssə tùtt-u fìnə] La pioggia ha bagnato tutto il fieno. || SA Sìme arruváte a’ fìne d’u viàgge [sìmə arruu̯ǻtə a fìnə d-u viàğğə] Siamo giunti alla fine del viaggio. || FP che fin ann fatt? [ke ffìnə ànn fàttə?] Ndr. che fine hanno fatto? || FD fìne. || PM fine. || FP fin.
fineminde [finəmìndə] sm. Finimento. || RM finemìnde. || [fg. finimènto - ital. finiménto]
fiore [fi̯órə] sm. Fiore. || BA fiore de cavete [fi̯órə də kàvətə] pomeriggio estivo. || FB fijòre. || PR fiore.
fire [fìrə] sf. Fiera. || RM fìre. || [fg. fiéra - ital. fièra]
firme [fərmà] sf. Firma. || AO fìrme.
firre [fìrrə] sm. Ferro. || al pl. Attrezzi da lavoro. || TF fìrre.
firrefelate [firrəfəlǻtə] sm. Fildiferro. || Anche freffelate [frəffəlǻtə] || CL se fanne ‘a cure du’ firrefelate [sə fànnə  a kùrə d-u firrəfəlǻtə] Ndr. lett. si fanno la cura del fil di ferro -non mangiano per non ingrassare-. || CL firrefelate.
fisciù [fìššù] sm. Fazzolettone triangolare che le donne portano sulle spalle. || VC fisciù.
fiscke [fìškə] sm. Fischio. || Voce err. per friscke [frìškə] || BA Fische de recchie a mane manche core franche [frìškə də rèkki̯ə  a mmǻna màṅġə kórə fràṅġə] Fischio di orecchia a sinistra cuore tranquillo. || BA fische.
fiste [fìstə] sost. pl. Feste.
fite [fìtə] sm. Fetore, Puzza. || cfr. puzze [pùzzə] || SF fite.
fiucchette [fi̯ukkèttə] sm. Fiocchetto. || FB  cocche fìjcchétte de néve [kòkke ffi̯ukkèttə də névə] qualche fiocchetto di neve. || FB fìjcchétte.
fiume [fi̯ùmə] sm. Fiume. || sim. il top. Fiume. || RN a ffjmə aprẹrənə u tabbakkəfìćə [a ffi̯ùmə aprìrənə u tabbakkəfìči̯ə]  a Fiume aprirono il tabacchificio  || RN ffjmə
fiure [fi̯ùrə] sm. pl. Fiori. || PR fiore cchiù bbelle mminz’ a ttutt’ i fiûre [fi̯órə kki̯ù bbèllə mmìnə a ttùttə i fi̯ùrə] Ndr. fiore più bello in mezzo a tutti i fiori. || PR fiûre.
fiurette [fi̯urètttə] sm. Fioretto. || RA Dé spadé, de’ fiuretté carabino [də spǻdə, də fi̯urèttə e kkarabbìnə] Di spada, di fioretto e carabina. || RA fiuretté.
flosce [flòššə] sf. Frittata. || cfr. frettate [frəttǻtə]
foca [fóka] sf. Foca, Stretta alla gola. || Anche foche [fókə] || Locuz. k’a foca ‘nganne [k-a fóka ṅġànnə] Che piaccia o no, Ob torto collo (lat.) || SA¹ foca.
foche [fókə] sf. Foca, Stretta alla gola. || Anche foca [fóka] || BA foche nganne [fókə ṅġànnə] strozzare. || BA foche.
fodera [fòdəra] sf. Fodera. || ZO fodera (1864).
Fogge [fòğğə] top. Foggia. || Anche Foggia [fòğğa] || NM e cussì, a pide, me ne turnaje a Foggje [e kkùssì, a ppìdə, mə nə turnǻi̯ə a ffòğğə] Ndr. e così, a piedi, me ne tornai a Foggia. || SE Foggia ‘e na vòta [fòğğə e na vótə] Ndr. Foggia di una volta. || GF¹ Fogge. || MAM fógge̥. || NM Foggje. || SE Foggia.
fogghie [fòġġi̯ə] sf. Foglia. || Anche foglie [fòľľə] || BA fogghie ammoschiate [fòġġi̯ə amməškǻtə] erbe campestri commestibili di varie specie. Ndr. lett. foglie mischiate. || BA fogghie.
Foggia [fòğğa] top. Foggia. || Anche Fogge [fòğğə] || SA Foggia mìje [fòğğa mìi̯ə] Foggia mia. || SE Foggia.
foglie [fòľľə] sf. Foglia. || Anche fogghie [fòġġi̯ə] || RN fgliə.
forbece [fòrbəčə] sf. sing. e pl. Forbice. || AO fòrbece.
forche [fòrkə] sf. Forca. || RM fòrcke. || [fg. fòrca - ital. fórca]
fore [fórə] avv. Fuori. || CA¹ Fore, fore a pεllεgrine kε trase a rεginεlle [fórə, fórə a pellegrìnə ke trǻsə a regginèllə] Fuori, fuori la pellegrina ché entra la reginella. || ZO fori, foreu (1864) || CA¹ fore. || [fg. fuóri - ital. fuòri]
forse [fòrsə] avv. Forse. || [fg. fòrse - ital. fórse]
forte [fòrtə] agg. Forte. || CA¹ forte.
forze [fòrzə] sf. Forza. || SG damme a forze pe’ resiste [dàmmə a fòrzə pə rrəsìstə] Ndr. dammi la forza per resistere. || SG forze.
fotte [fòttə] v. Fregare, Fottere, Approfittarsi di qualcuno, Ingannare, Possedere carnalmente. || SF Chi chiagne, fotte a chi rire [ki ki̯àɲɲə fòttə a kki rìrə] Ndr. Chi piange, frega chi ride. || SF fotte.
frabbecatore [frabbəkatórə] sm. Muratore. || Anche fravecatore [fravəkatórə] || VF fabbricatore, fravecatore (1841).
frabbeche [fràbbəkə] sf. Fabbrica. || RM fràbbecke.
fraccomede [frakkòmədə] agg. Persona che se la prende comoda, che fa tutto con comodo. || AO fraccòmede.
fracete [fràčətə] agg. Fradicio, Andato a male, Putrefatto, Marcio. || antiq. e lett. Fracido. || SG Ui faccie d’agghietille fracede [u̯è faččə d-aġġi̯ətìllə fràčətə] Ndr. Ehi faccia di aglio fradicio.  ||  SG fracede. || MA fracete.
fragagghie [fraġàġġi̯ə] sf. Fragaglia, Insieme di pesci di minima dimensione e di minimo valore, Piccole cose alla rinfusa. || RM fragàgghije.
franghe [fràṅġə] agg. Gratis, Senza pagare. || CL Tatò! da cume parle assemmegghie che me tine franche quà inte! [tatò! da kùmə pàrlə assəmmèġġi̯ə ke mə tìnə fràṅġə ku̯à ìndə] Ndr. Antonio! da come parli sembra che mi tieni senza pagare qui dentro! || CL franche.
franghebulle [fraṅġəbùllə] sm. Francobollo. || RM franckebùlle. || [fg. francobòllo - ital. francobóllo]
Frangische [franğìskə] pers. m. Francesco. || RN mastə franğẹskə [màstə franğìskə] Mastro Francesco || [fg. francèsco - ital. francésco]
frate [frǻtə] sm. Fratello. || CV quann parln trà lör n’z capiscn fröt e sör [ku̯ànnə pàrlənə tra llórə nə kapìššənə frǻtə e ssórə] Ndr. quando parlano fra loro non si capiscono fratello e sorella. || CV fröt. || ME frate. || ZO freut (1864).
fratecucine [fråtəcučìnə] sm. Cugino. || SF fràtecucine.
fravecatore [fravəkatórə] sm. Muratore. || Anche frabbecatore [frabbəkatórə] || VF fabbricatore, fravecatore (1841).
fravele [fràvələ] agg. Fragile. || FB fravele.
fravelone [fravəlónə] agg. Si dice di persona piuttosto alta e sciocca. || lett. Molto fragile. || FB fravelòne.
fravulare [fravulǻrə] sm. Venditore di fragole. || RM fravulàre.
frecà [frəkà] v. Rubare, Fregare, Ingannare, Truffare, Provare interesse, Dare importanza, Avere rapporti sessuali. || NM Che me me frega a mè d’ cume ‘a penz’ ess’ [ke mmə nə frékə a mme də kùmə a pènə èssə] Ndr. Che mi frega di come la pensa lei. || CV fr’cöm a tutt quand i parind e pur’è sand [frəkǻmə a ttùttə ku̯àndə i parìndə e ppùrə è sàndə] Ndr. Freghiamo tutti, i parenti ed anche i santi. || DPM Mò che arrive ‘u mumende me ne vache e se freche chi reste [mò ke arrìvə u mumèndə mə nə vǻkə e ssə frékə ki rèstə] Ndr. Quando arriverà il momento me ne andrò -morirò- e si frega chi resta. || RN frəGá.
frecate [frəkǻtə]  pp. e agg. Fregato, Imbrogliato. || sf. Scopata, Coito. || FB frecàte.
frecature [frəkatùrə] sf. Fregatura, Danno, Imbroglio, Raggiro. || PM ije so fatte accussì e c’agghja fà, m’abbusche i frecature! nen face ninde [ìi̯ə sò ffàttə akkùssì e kk-àġġi̯a fà, m-abbùškə i frəkatùrə! nən fǻčə nìndə] Ndr. io sono fatta così e che cosa ci posso fare, mi becco le fregature! non fa niente. || PM frecature. || TF fregatùra.
fredde [frèddə] agg. f. Fredda. || [fg. frèdda - ital. frédda]
freffelate [frəffəlǻtə] sm. Fildiferro. || Anche firrefelate.
frenà [frənà] v. Frenare. || RM frenà.
frene [frénə] sm. Freno. || CL frene.
frenechijà [frənəkii̯à] v. Smaniare. || SF frenechià.
fresckà [frəškà] v. Fischiare. || RM fresckà.
fresckarille [frəškarìllə] agg. Freschetto.
frescke [frèškə] agg. f. Fresca. || RG¹ fàfe freske [fǻfə frèškə] fave fresche. || MP frescke. || MU frèscke. || RG¹ freske. || MU frèscke. [fg. frèsca - ital. frésca]
fresckette [frəškèttə] sm. Fischietto. || MU fresckètte.
freselle [frəsèllə] sf. Frisella, Particolare tipo di pane duro.
frettate [frəttǻtə] sf. Frittata. || cfr. flosce [flòššə] || FB frettàte.
frette [frèttə] sf. Fretta. || Meglio presce [prèššə || ZO fret (1864) || BP frette. || [fg. frètta - ital. frétta]
freve [frévə] sf. Febbre. || MM frève.
frevele [frèvələ] sf. Arbusto selavatico simile alla canna. || cfr. ferlizze [fərlìzzə]  || FB frèvele.
frevelone [frəvəlónə] sm. Frullone, arnese in uso nei mulini.
frezzecà [frəzzəkà] v. Muoversi, Alzarsi. || LA frezzecà.
frezzole [frəzzólə] sf. Padella per frittura. || SF frezzòle.
fridde [frìddə] sm. Freddo. || LR face fridde [fǻčə frìddə] Ndr. fa freddo. || LR fridde. || [fg. frèddo - ital. fréddo]
frijaove [frii̯aóvə] sm. Tegamino per friggere le uova. || BA friaove.
frije [frìi̯ə] v. Friggere. || SA Vàtte fa' frìje [vàttə fà frìi̯ə] Vai a farti friggere.
frijute [frii̯ùtə] pp. e agg. Fritto. || Anche fritte. || SA Ha frijùte ‘u pèsce [à ffrii̯ùtə u pèššə] Ha fritto il pesce.
friscke [frìškə] sm. Fischio. || agg. m. Fresco. || cfr. fiscke [fìškə]   || SA¹ Frisk’a rrecchia manche: Core franche! Frisk’a rrecchia ritte: Core afflitte! [frìšk-a rèkki̯a màṅġə: kórə fràṅġə!  frìšk-a rèkki̯a rìttə: kórə!] Ndr. lett. Fischio all’orecchio sinistro: cuore tranquillo! Fischio all’orecchio destro: cuore afflitto. || MU frische. || SA¹ frisk’.
frisckijà [friškii̯à] v. Prendere freddo. || RM frisckijà.
fritte [frìttə] sm. e agg. Fritto, Frittura. || Anche frijute [frii̯ùtə] || RC Cap’ton’ fritt’ [kapətónə frìttə]  Capitone fritto. || VC frìtte. || RC fritt’.
fronde [fròndə] sm. e f. Fronte. || cfr. ‘mbronde [mbròndə] || MAM frónde̥.
fronne [frònnə] sf. Fronda, Ramoscello con foglie. || BA Fronn’e limone [frònnə e limónə] Vecchia canzone della malavita. Ndr. lett. Fronde di limone. || SA¹ fronne. ||  BA fronn’. || [fg. frònda - ital. frónda]
frosce [fróšə] sf. Narice. || MAM fró́se̥.
frusce [frùššə] sf. Pianta utilizzata per confezionare morbide scope, Acquazzone di breve durata. || Locuz. frùsce e premére [frùššə e pprəmérə] Voce dell’omonimo giuoco di carte. || FB frusce.
fruscià [fruššà] v. Spendere senza fare economia, Sperperare danaro, Produrre un leggero fuscìo. || SA Appìrze e fèmmene s’è frusciáte ‘nu patremònie [appìrzə e fèmmənə s-è ffruššǻtə nu patrəmòni̯ə] Dietro alle donne ha dilapidato un patrimonio. || LA fruscià.
fruscione [fruššónə] sm. Spendaccione, Sciupone. || BA fruscione.
fruscke [frùškə] sf. Bestiola. || EG sott’a tutte i ‘ndembèrie, quèlla povera fruscke me facéve cumbagnije [sòttə a ttùttə i ndəmbèri̯ə, ku̯èll pòvəra frùškə mə fačévə kumbaìi̯ə] Ndr. sotto a tutte le intemperie, quella povera bestia mi faceva compagnia. || EG fruscke. || BA fruschele.
frustire [frustìrə] agg. per lo più sostant. Forestiero. || EG frustïre.
fruttajule [fruttai̯ùlə] sm. Fruttivendolo. || BA fruttajuole.
frutte [frùttə] sf. Frutta. || ZO frutt (1864) || RM frùtte.
fucarille [fukarìllə] sm. Fuocherello. || BA fucarile.
fucarine [fukarìnə] sm. Focolare. || Anche fugarine. || FB fucarene.
fucarule [fukarùlə] sm. Cucina incassata nel muro. || SF fucarùle.
fuche [fùkə] sm. Fuoco. || ML ne ‘nvularrije truàrme ‘ndà nu fuche [nən vularrìi̯ə truu̯àrmə nda nu fùkə] Ndr. Non vorrei trovarmi nei guai -in un fuoco-.  || MG¹ fuke. || BA fuoche. || PR ffûche. || ML fuche. || RN fukə. ||  [fg. fuóco - ital. fuòco]
fucile [fučìlə] sm. Fucile. || cfr. sckuppette. || NM u saje che ti vulevane sequestrà pure u fucile? [u sǻi̯ə ke tə vulèvənə səku̯əstrà pùrə u fučìlə?] Ndr. lo sai che ti volevano sequestrare anche il fucile? || NM fucile.
fuffele [fùffələ] sm. Arbusto selvatico un tempo usato come combustibile. || cfr. avuzze. || MM i fúffele pa ppicciatóre [i fùffələ p-a ppiččatórə] fascine di ombrellifere secche per accendere il fuoco. || TF fùffele. || BA fuffele. || MM fúffele.
fugarine [fuġarìnə] sm. Focolare. || Anche fucarine [fukarìnə] || RM fugarìne.
fuggiane [fuğğǻnə] agg. e sm. Foggiano, di Foggia. || SA ‘U fuggiáne nze capìsce pe’ nnìnde [u fuğğǻnə nə kapìššə pə nnìndə] Il -dialetto- foggiano non si capisce affatto. || MAM fuggǻne̥. || EG fuggiàne. || RN ffuğğnə.
fuggianelle [fuğğanèllə] sf. Foggianella. || FB Fuggianella mìj! oh fuggianelle! tu si bbélle assaij, e nunn’ù sàij [fuğğanèlla mìi̯ə! o fuğğanèllə! tu sì bbèllə assǻi̯ə e nunn-u sǻi̯ə] Foggianella mia! oh foggianella! tu sei molto bella, e non lo sai. || DSO fuggianélle. || FB fuggianella. || FB fuggianelle.
fuja fuje [fùi̯a fùi̯ə] locuz. Fuggi fuggi. || PM nu fuja fuje [nu fùi̯a fùi̯ə] Ndr. un fuggi fuggi. || PM fuja fuje.
fuje [fùi̯ə] v. Fuggire, Scappare, Correre. || CA¹ Fuje, fuje,u prete de Sande che u fuke sbbete se stutekeje [fùi̯ə, fùi̯ə prétə də sàndə ke u fùkə sùbbətə sə stutəkèi̯ə] Scappa, scappa, pietra di Santo, ché il fuoco subito si spegne. || LA fùje. || SA¹ fuje. || CA¹ fuje.
fujute [fui̯ùtə] pp. e agg. Fuggito, Scappato. || RM fujùte.
fume [fùmə] sm. Fumo. || TF fùme.
fumechijà [fuməkii̯à] v. Emettere molto  fumo.
fumelizze [fuməlìzzə] sm. Fumacchio, Piccola esalazione di fumo. || RM fumelìzze.
fumeterre [fumətèrrə] sf. Erba medicinale selvatica usata nelle cure ricostituenti. || BA fumeterre.
fumire [fumìrə] sf. Letame, Stallatico. || BA fumiere.
funachette [funakèttə] sf. Piccola grotta, Seminterrato adibito ad abitazione. || Anche gruttecelle. || LA funachètte.
fundane [fundǻnə] sf. Fontana. || LMG fundàne. || PM funtane.
funerale [funerǻlə] sm. Funerale. || TF  funeràle.
funge [fùnğə] sm. Fungo. || FO I funĝ a rocchjẹ e i fessẹ a ‘ccocchijẹ  [i fùnğə a rròkki̯ə e i fèssə a kkòkki̯ə] I funghi a mucchi e i fessi a coppie. || DLC funge d’u vosche [fùnğə d-u vòskə] funghi del bosco. || FO funĝ. || DLC funge.
funne [fùnnə] sm. Fondo. || FB funne.
funnille [funnìllə] sm. Fondo dei pantaloni. || FB funnìlle.
funucchjille [funukki̯ìllə] sm. Finocchietto. || Anche fenucchjille [fənukki̯ìllə]
funzione [funi̯ónə] sf. Funzione. || PR Bell’assaje sta funzione [bèll-assǻi̯ə sta funi̯ónə] Molto bella questa funzione. || PR funzione.
funziunà [funi̯unà] v. Funzionare. || MP ‘U cervelle mije funzione megghijé se vede i denare [u čərvèllə mìi̯ə funi̯ónə mèġġi̯ə se védə i dənǻrə] Ndr. Il mio cervello funziona meglio se vede i soldi. || CL funziunà.
furbecijà [furbəčii̯à] v. Criticare, lett. Sforbiciare, Tagliare con le forbici. || RM  furbecijà.
furce [fùrčə] sf. Forbice. || BF remòr de fûorc’ e ssenza láne! [rəmórə də  fùrčə e ssèna lǻnə] Ndr. rumore di forbici ma senza lana. || BF fûorc’.
furcenelle [furčənèllə] sf. Fionda. || LA furcenèlle.
furchettone [furkettónə] sm. || VC forchettone. || VC furchettòne.
furcine [furčìnə] sf. Forcella, Sostegno per la corda per esporre all’aria i panni da asciugare. || SF furcine di panne [furčìnə d-i pànnə] forca alta di legno per sciorinare la biancheria. || SF furcine.
furcone [furkónə] sm. Forcone. || FB furcòne.
fureste [furèstə] sf. Foresta. || agg. antiq. Chi sfugge ogni compagnia. || LE ind' a 'na furesté [ìnd-a na furèstə] in una foresta. || VC furèste. || LE  furesté.
furmagge [furmàğğə] sm. Formaggio. || MP T’agghije viste che te stive frecanné ‘u furmagge mije [t-àġġi̯ə  vìstə ke tə stìvə frəkànnə u furmàğğə mìi̯ə] Ndr. Ti ho visto che stavi rubando il mio formaggio. || ML frumagge. || RL frummagge.
furmelle [furmèllə] sf. Bottone piccolo. || LA furmèlle.
furnace [furnǻcə] sf. Fornace, Grande forno usato per la cottura di materiali da costruzione. || FB furnàce.
furnacelle [furnačèllə] sf. Fornello. || MU furnacèlle.
furnare [furnǻrə] sm. Fornaio. || VC furnàre.
furne [fùrnə] sm. Forno. || ZO furn (1864) || VC fùrne. || RN fųrnə. || [fg. fòrno - ital. fórno]
furtigne [furtìɲɲə] agg. Fortigno, Asprigno, Forticcio. || cfr. asprigne. || SF furtigne.
furtunate [furtunǻtə] agg. Fortunato. || MP Don Necò, ogge eije ‘u jurné vustré furtunaté [donnəkò, òğğə èi̯ə u i̯ùrnə vùstrə furtunǻtə] Ndr. Don Nicola, oggi è il vostro giorno fortunato. || MP furtunaté.
furtune [furtùnə] sf. Fortuna. || BP a fertune è come o file de lane se nen u saje terà se spezze [a fərtùnə è kùm-u fìlə də lǻnə si nn-u sǻi̯ə tərà sə spèzzə] Ndr. la fortuna è come il filo di lana, se non lo sai tirare si spezza. || BP fertune. || CV f’rtuna. || TF fertùne.
furunghele [furùṅġələ] sm. Foruncolo. || cfr. ‘mbòlle. || VC furùngolo.
furzande [furzàndə] agg. Forte, Forzuto.
fusse [fùssə] sm. Fosso. || al f. fosse. || RN t-annə mẹssə abbaSS-O fussə [t-ànnə mìssə abbàšš-o fùssə] ti hanno messo abbasso al fosso. || VC fùosse. || CA fûsse. || RN fussə.
fussetille [fussətìllə] sm. Fossetto. || AO fussetille. || VC fussetìelle.
fussine [fussìnə] sm. Piccola buca scavata nella terra per giocare a biglie. || cfr. cacce [kàččə] || SF fussine.
fusulare [fusulǻrə] sm. Paletto di legno per la carretta. || SF fusulàre.
futtigne [futtìɲɲə] agg. Che frega gli altri. || Locuz. stùbbete futtìgne [stùbbətə futtìɲɲə] Stupido che frega -ha la meglio- gli altri.

G

gabbà [ġabbà] v. Gabbare, Ingannare, Burlare, Beffare. || Anche aggabbà. || CA Si vuje gabbà ‘u vecìne, agàvezete prîste a matìne [vùi̯ə] Ndr. Se vuoi gabbare il vicino, alzati presto la mattina. || VC gabbà.
gabbine [ġabbìnə] sf. Cabina. || RM gabìne.
Gaitá [ġaitǻ] pers. m. Gaetano. || RN mast« gajtŒÛ [màstə ġaitǻ] mastro Gaetano. || RN gajtŒÛ. || TF  Aitanìlle.
galandome [ġalandómə] sm. Galantuomo. || SF galandòme. || SG galandome.
galandumene [ġalandùməə] sm. pl. Galantuomini. || RN kwẹli Galandúm«n« di wardjŒÛŒn« [ku̯ìlli ġalandùməə d-i ġu̯ardi̯ǻnə Quei galantuomini dei guardiani. || RN Galandúm«n«
gale [ġǻlə] sm. Sbadiglio. || FB gàle.
galere [ġalérə] sf. Galera, Prigione. || NM t’agghja vedè jettate inde a na galera! [t-àġġi̯a vədè i̯əttǻtə ìnd-a na ġalérə!] Ndr. devo vederti buttato dentro una galera! || NM galera.
galesse [ġalèssə] sm. Calesse, Cocchio a due ruote. || VC galèsse.
galessire [ġaləssìrə] sm. Cocchiere di piazza. || BA galessiere.
galette [ġalèttə] sf. Secchio di legno per prelevare acqua dai pozzi. || AO ‘A galètte vace e vène fin’a che nen ze spèzze ‘a zoke e vace abbàsce ‘o pùzze [a ġalèttə vǻčə e  vvénə fìn-a kke nə spèzzə a zókə e vvǻčə abbàššə o  pùzzə] La secchia va e viene fino a che non si spezza la fune e cade giù nel pozzo.  || VC galètta. || AO galètte.
galijà [ġalii̯à] v. Sbadigliare. || VC galà.
galijate [ġalii̯ǻtə] sf. Atto dello sbadigliare. || MA galliate.
galijotte [ġalii̯óttə] sm. Galeotto. || VC  galiòta.
galitte [ġalìttə] sf. Garitta. || VC galìtta.
galle [ġàllə] sm. Gallo. || Locuz. galle ciambelùse [ġàllə] Gallo con le zampe legate. || AO Ndo’ tanda galle càndene nen face maje jùrne! [ndò tànda ġàllə kàndənə nən fǻčə mǻi̯ə i̯ùrnə!] Dove tanti galli cantano non fa mai giorno! || AO galle. || FD gàlle.
galle [ġàllə] sf. Galla. || Locuz. a ggàlle [a ġġàllə] In superficie, Fuori. || SA ’A veretà véne sèmbe a ggàlle [a vərətà vénə sèmbə a ġġàllə] La verità viene sempre a galla.
galleggià [ġalləğğà] v. Galleggiare. || VC  gallià.
gallenacce [ġallənàččə] sm. Gallinaccio, Tacchino. ||  ZO gallinaccio (1864) || VC gallenàccio.
gallenare [ġallənǻrə] sm. Pollaio. || VC gallenàro.
gallette [ġallèttə] sf. Galletta, Pane biscottato. || VC gallètte.
gallina [ġallìnə] sf. Gallina. || Anche galline [ġallìnə] || CS Gallina vècchije brode mègghije [ġallìna vèkki̯ə bbróde mèġġi̯ə] Ndr. Gallina vecchia miglior brodo. || CS gallina.
galline [ġallìnə] sf. Gallina. || Anche gallina [ġallìna] || GF A galline c’a vòzze vöce truuanne a sòzze [a ġallìnə k-a vòzzə vǻčə truu̯ànnə a sòzzə] La gallina con il gozzo vuole trovare la -gallina- simile. || MM gallìne. || FO gallinẹ.
gallotte [ġallòttə] sf. La femmina del tacchino. || VC gallòtta.
gallucce [ġallùččə] sm Gallo, Galletto. || VC gallùccio. || NM galluccje. || TF gallùcce. || RG  gallucce.
gamme [ġàmmə] sf. Gamba. || VC Gàmme stòrte [ġàmmə stòrtə] Gambe sbilenche. || VC gàmma. || EG 'amme. || CL gamme.
ganasce [ġanàššə] sf. Ganascia. || AO  ganàsce.
gangale [ġaṅġǻlə] sm. Dente molare. || FB gangàle.
gangarille [ġaṅġarìllə] sm. Dente. || Anche dende. || SF gangarille.
garafare [ġarafǻrə] sm. Commerciante ambulante di manufatti in vetro. || BA garafare.
garaffe [ġaràffə] sf. Caraffa. || VC carràfa. || VC garràfa.
garafone [ġarafónə] sm. Bottiglione, Contenitore di vetro. || VC carrafòne. || VC garrafòne. || BA garafone.
garde [ġàrdə] v. Bruciare. || Anche arde.
Garebbalde [ġarəbbàldə] pers. m. stor. Garibaldi. || CS Garibalde sope a quílle mítte l’ate [ġaribbàldə, sóp-a kku̯ìllə mìttə l-àtə] Ndr. lett. Garibaldi su quello metti l’altro. || CS Garibalde. || AO Garebbàlde.
gargarizie [ġarġarìzzi̯ə] sm. Gargarismo. || VC gargarìzio. || VC gargalìzio.
garofele [ġaròfələ] sm. Garofano. || ZO carofali (1864) || LR garòfene. || CL garofene. || VC garùfolo.
garze [ġàrzə] pp. e agg. Bruciato. || SF garse.
garze [ġàrʒə] sf. Garza. || CS garze.
garzone [ġarʒónə] sm. Garzone. || GG garzone (1834) || ZO garzon. -|| FB garzòne.
gastemà [ġastəmà] v. Bestemmiare. || LA gastemà. || MM ggasetmà. || VC iastemà.
gasteme [ġastémə] sf. Bestemmia. || CS gastème. || VC iastèma.
gattarille [ġattarìllə] sm. Gattino. || BA gattarielle. || VC gattarìelle. || CS gattarille.  || GE gattarielli.
gattarule [ġattarùlə] sm. Gattaiola, Foro che si faceva negli usci dei granai per farvi entrare e uscire i gatti alla caccia dei topi. || VC Chi tràse pe la fenèsta, se nn’èsce pe lu gattarùlo [ki trǻsə p-a fənèstə, sə nn-èššə p-u ġattarùlə] Ndr. Chi entra dalla fiestra, esce dalla gattaiola. || VC gattarùlo.
gatte [ġàttə] sost. Gatto. || MP Assemmegghijene ‘u cane e ‘a gatt’ [assəmmèġġi̯ənə u kǻnə e a ġàttə] Ndr. Sembrano il cane e la gatta. || AO Quanne ‘a gatte nen ge stace ’u  sorge abbàlle [ku̯ànnə  a  ġàttə nğə stǻčə u sòrğə abbàllə] Quando la gatta non c’è il sorcio balla. || TF gàtte. || VC gatta. || MP gatt’. || SF gatte.
gattemaimone [ġattəmai̯mónə] sm. antiq. Gattomammone. || agg. Solitario, Isolato, Si dice di chi ama stare in disparte. || VC gattomaimòne.
gattemupe [ġattəmùpə] agg. Taciturno. || RM gattemùpe.
gattijà [ġattii̯à] v. Camminare gattoni, Andarsene sempre in giro.
gavetà [ġavətà] v. Stare in guardia, Guardarsi da. || RM gavetà.
gavete [ġàvətə] agg. Alto. || Anche avete. || LA gàvete. || BA gavete.
gegande [ğəġàndə] sm. Gigante. || Anche giagande. || RM gegànde.
Geggenì [ğəggənì] pers. m. Luigino. || CL bon giorne Gegenì [bòn ğòrnə ğəggənì] Ndr. buon giorno Luigino. || CL Gegenì.
gelà [ğəlà] v. Gelare. || Anche jelà. || CS Chi se magne i mèle e chi se gèle i dinte [ki sə màə i mélə e kki sə ğğélə i dìndə] Ndr. Chi si mangia le mele e chi si gela i denti.
gelate [ğəlǻtə] sm. Gelato. || FB gelàte. || VC gelàto.
gelè [ğəlè] sm. Gilè, Panciotto. || FB gelé.
gelone [ğəlónə] sm. Gelone. || cfr. rusele [rùsələ] || CS gelone.
geluse [ğəlùsə] agg. m. Geloso. || FB geluse.
gelusije [ğəlusìi̯ə] sf. Gelosia. || ZO gilusie (1864) || LR gelusìje.
geminde [ğəmìndə] sm. Tormento, Fastidio, Molestia. || SF geminde.
gende [ğèndə] sf. Gente. || CL ne’ ce facime a sente da’ gente [ngə fačimə a ssèndə d-a ggèndə] Ndr. non facciamoci sentire dalla gente. || GG gente (1834) || MU gènde. || SG¹ aggende. || CA¹ gende. || TF ggènde. || BF ggente. || PM gènte. || CL gente. || FP gent.
Genì [ğənì] pers. m. Gino, Luigi. || CL Genì.
genie [ğèni̯ə] sm. Genio. || Locuz. de belle ggenie [də bbèllə ğğèni̯ə] Per forza, A tutti i costi. || PM  gènije.
gennaje [ğənnǻi̯ə] sm. Gennaio. || AO Gennaje: frìdde e fame [ğənnǻi̯ə: frìddə e ffǻmə] Gennaio: freddo e fame. || AO gennàje. || CV g’nnöj.
Geruzze [ğərùzzə] pers. m. Ciro. || SF Geruzze, Felucce, sduacateve ‘ntère che fatte jurne [ğərùzzə, fəlùččə, ʃduu̯akàtəvə ndèrrə k-è fàttə i̯ùrnə] Ndr. Ciro, Raffaele, alzatevi che è giorno. || SF Geruzze. || CL Ceruzze.
Gesecriste [ğəsəkrìstə] pers. m. Gesù Cristo. || AO Gese Crìste. || GE Giesù Cristo.
gevendù [ğəvəndù] sf. Gioventù. ||  BA giuventù.
gevenotte [ğəvənòttə] sm. Giovanotto. || cfr. uaglione. || BP a vuje fenesce de fa u giovanotte senza famiglie?! [a vùi̯ə fənèššə də  fà u ğğovanòttə sèna famìľľə?!] Ndr. la vuoi smettere di fare il giovanotto senza famiglia?! || BP giovanotte.
ghesse [ġèssə] v. Essere. || cfr. esse [èssə]
gherlande [ġərlàndə] sf. Ghiralanda. || PM gherlande.
ghiacce [ġi̯àččə] sm. Ghiaccio. || PM  Staje fèrme e fridde cume nu ghiacce [stǻi̯ə fèrmə e ffrìddə kùme nu ġi̯àččə] Ndr. Stai fermo e freddo come il ghiaccio. || PM ghiacce.
ghianne [ġi̯ànnə] sf. Ghianda. || Anche ghiannele [ġi̯ànnələ] || MM g̓́g̓́ánne̥. || VC ghiànna.
ghiannele [ġi̯ànnələ] sf. Ghianda. || Anche ghianne [ġi̯ànnə] || MM g̓́g̓́ánne̥le̥. || VF glannole (1841). || GG agliannole (1834). || VC ghiànnola.
ghije [ġìi̯ə] pron. di 1ª pers. sing. m. e f. Io. || Anche ije [ìi̯ə] || GG Li dicije lu figghio: tàtà ghije agghj’affesa a Dio, e te n’agghie fatte assai [i dəčìi̯ə u fìġġi̯ə: tatà ġìi̯ə  àġġi̯ə affésə a ddìi̯ə e tə n-àġġi̯ə fàttə assǻi̯ə] Ndr. Gli disse il figlio: papà io ho offeso Dio, e te ne ho fatte assai -di cose deplorevoli-.  || GG ghije, ghijo (1834) || TF ghìje.
ghinde [ġìndə] avv. Dentro. || Anche inde. || RM ghìnde.
ghisse [ġìssə] pr. Egli,  Lui,  Esso. || Anche isse [ìssə]. || MM gísse̥.
ghune [ġùnə] agg., sost., pron. Un, Uno. || cfr. une, nu, na. || RN a jẹ tagjann« G¬n« p« G¬n« [a i̯ì taġġànnə ġùnə p« ġùnə] ad andarli tagliando uno per uno une. || RN G¬n«
ghuve [ġùvə] sf. Uva. || Anche uve, uva. || BF Guarde che ghùve! È bbelle quante máje [ġu̯àrdə ke ġùvə! è bbèllə  ku̯àndə  mǻi̯ə] Ndr. Guarda che uva! È bella quanto mai. || BF ghùve.
già [ğà] avv. Già. || Anche ggià. || PR Mo nasce u crijature ggià fasciste [mò nàššə u kriatùrə ğğà ffaššìstə] Ndr. Adesso nasce il bambino già fascista. || ZO già (1864) || PR ggià.
giacchette [ğakkèttə] sf. Giacca, Casacca. || BA A sta giacchette -sta vennelle- nen ce stanne fuse p’appenne [a sta ğğakkèttə -sta vənnèllə- nən čə stànnə fùsə p-appènnə] A questa giacca -questa sottana- i fusi non  attaccano. || LR giacchètte. || BA giacchette. || ZO giacchetta (1864).
Giacchine [ğakkìnə] pers. m. Gioacchino. || AO Giacchìne facìje ‘a lègge e Giacchìne murìje apprìme [ğakkìnə fačìi̯ə a lèğğə e ğakkìnə murìi̯ə apprìmə] Gioacchino -Murat- fece la legge e Gioacchino morì per primo. || AO Giacchìne.
giagande [ğaġàndə] sm. Gigante. || LA giagande. || BA giagante.
gialle [ğàllə] agg. e sost. Giallo. || RN ğğallə.
Giancalasse [ğaṅkalàssə] sm. Giancalasso, Fannullone, Perdigiorno. || GF Föce a vite de Ggiangalasse: magne, vève e stöce a’ spasse [fǻčə a  vìtə də  ğğaṅkalàssə:  màə, vévə e stǻčə a spàssə] Fa la vita di Giangalasso: mangia, beve e sta a spasso. || GF Ggiangalasse. || VC Giangalàsse.  || VC Giancalàsse.
giangive [ğanğìvə] sf. Gengiva. || cfr. sangive [sanğìvə] || VC giangìva.
giannizze [ğannìzzə] sm. Giannizzero. || RM giannìzze.
giardenette [ğardənèttə] sm. Affettati misti, Misto di salame, provolone, mortadella, ed altro. || SF giardenètte.
giargianese [ğarğanésə] agg. e sost. sing. Settentrionale. || BA giargianese. || GA giaggianese. || AO giargianèse.
giargianise [ğarğanìsə] sost. pl. Settentrionali. || RM giargianìse.
giarre [ğàrrə] sf. Giara, Brocca, Piccola an-
  fora di terracotta per l’acqua. || LA vocche de giarre [vòkkə də ğğàrrə] bocca grandissima. Ndr. lett. Bocca di brocca. || EG ’na ‘ggiarre de vine ‘bbune [na ğàrrə də vìnə bbùnə] Ndr. una giara di vino buono. || EG ‘ggiarre. || BA giarre. || VC giarra.
Giggine [ğiğğìnə] pers. m. Gino, Giggino, Luigi. || FP Giggin u suldat [ğiğğìnə u suldǻtə] Ndr. Gino il soldato.  || FP Giggin.
gioje [ğói̯ə] sf. Gioia. || PM gioje. || [fg. gióia - ital giòia]
Giordane [ğòrdǻnə] cogn. Giordano. || PM Giordane.
giorne [ğòrnə] solo nella locuz. bon giorne. Buon giorno. || cfr. jurne. || TF bòn giòrne. || [fg. giòrno - ital. giórno]
giostre [ğòstrə] sf. Giostra. || sm. Oggetto, Attrezzo di cui non si ricorda il nome. || Anche ggiostre. || cfr. fattapposte. || RM  giòstre.
giovene [ğòvənə] agg. Giovane. || Anche ggiovene [ğğòvənə] || al pl. giuvene. 
giovene [ğòvənə] sm. Garzone, Chi aiuta un un artigiano nello svolgimento del suo lavoro. || Anche ggiovene [ğğòvənə] || al pl. giuvene. || VC Giòvene de mastedàsce [ğğòvənə də màstə d-àššə] Garzone di falegname; giòvene de scarpàre [ğğòvənə də skarpǻrə] Garzone calzolaio. || VC giòvene. || TF ggiòvene. || FP giovn.
gire [ğìrə] sm. Giro, Turno. || ZO gir (1864) || TF ggìre.
giudeje [ğudèi̯ə] agg. Giudeo, Ebreo, Cattivo, Avaro. || sm. Giudeo. || RM giudéje. || [fg. giudéo - ital. giudèo]
giudizie [ğudìzzi̯ə] sm. Giudizio. || AO  giudizie.
giugne [ğùɲɲə] sm. Giugno. || AO Giugne: fàvecia chjène [ğùɲɲə fàvəča ki̯énə] Giugno: falce piena. || SF A Giugne livete 'i panne pesande [a ğğùɲɲə lìvətə i pànnə pəsàndə] a Giugno togliti gli abiti pesanti. || SF giugne.
giurà [ğùrà] v. Giurare.
giuráte [ğurǻtə] sm. e pp. Giurato. || ZO giureut (1864).
giurnale [ğurnǻlə] sm. Giornale. || TF  giurnàle.
giurnaline [ğurnalìnə] sm. Fumetto, Giornalino. || CL Ne’ t’avessa canosce. Scummette che staije leggenne i giurnaline [nən t-avèssa kanòššə. skummèttə ke stǻi̯ə ləğğènnə i ğğurnalìnə] Ndr. Come se non ti conoscessi. Scommetto che stai leggendo i fumetti. ||  CL giurnaline.
giuvamende [ğuu̯amèndə] sm. Giovamento. ||
  BF Ogne mpedement’ è ggiuvamente [òe mbədəmèndə è ğğuu̯amèndə] Ndr. Ogni impedimento è giovamento -da ogni difficoltà si può trarre giovamento-. || BF ggiuvamente. || [fg. giovamènto - ital.  giovaménto]
Giuvanne [ğuu̯ànnə] pers. m. Giovanni. || MP Stive sule che Giuwanne e, ‘ndo l’è ammucciaté? [stìvə sùlə ke ğğuu̯ànnə e, ndò l-è ammuččǻtə?] Ndr. Stavi solo con Giovanni e, dove l’hai nascosto? || MP Giuwanne.
giuvedì [ğuvədì] sm. Giovedì. || VC Giuvedì de li parìente [ğuvədì d-i parìndə] Il penultimo giovedì di carnevale. Ndr. lett. Giovedì dei parenti. || VC giuvedì.
giuvene [ğùvənə] sost. pl. Giovani. || CL giuvene.
giuvenittille [ğuvənəttìllə] sm. Giovincello. || FB n’ù giuvenittille ianch’e rusce cùme n’ù bruzzese [nu ğğuvənəttìllə i̯àṅġə e rrùššə kùme nu bbruzzésə] un giovincello bianco e rosso come un abruzzese. || FB giuvenittille.
gloriapatre [ġlori̯apàtrə] sm. Gloria Patri. || VC Li bizzòche dìcene sempe, cu la curona mmàne, gloriapàtre e patrenuòstre [i bəʒʒòkə dìnnə sèmbə, k-a kəróna mmǻnə, ġlori̯apàtrə e ppatrənùstrə] Le bigotte non si stancano di recitare, col rosario tra mano, orazioni e preghiere. || VC  gloriapàtre.
gnernò [ɲɲərnò] par. comp. Signor no. || Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnornò,  nonzignore [ɲɲornò, nonʒiɲɲórə] || RM gnernò.
gnò [ɲɲò] inter. Sì, Presente, Risposta di presente ad una chiamata. || LA gnò.
gnore [ɲɲórə] sf. Nonna.
gnornò [ɲɲornò] par. comp. Signor no. || Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnernò, nonzignore [ɲɲərnò, nonʒiɲɲórə] || FB gnérnò.
gnorsì [ɲɲorsì] par. comp. Sissignore. || Locuz. avv. Signor sì. || LA gnorsì.
gnostre [ɲɲòstrə] sm. Inchiostro, Vino nero. || VC gnòstre.
gnotte [ɲɲòttə] v. Ingoiare. || VC ngnuttì. || BP gnotte.
'gnurande [ɲɲuràndə] agg. e sost. Ignorante.
  || ML ‘gnuranda.
gnutte [ɲɲùttə] sm. Sorso, Boccata. || FB gnutte.
gocce [ġòččə] sf. Goccia, Paralisi, Spavento, Infarto, Trombosi. || SE ci assemmègghiene cum’e ggocce d’acque [č-assəmmèġġi̯ənə kùme ġġòččə d-àkku̯ə] Ndr. si assomigliano come gocce d’acqua. || FD gòccia. || SE ggocce. || [fg. gòccia - ital. góccia]
gode [ġódə] v. Godere. || Anche gudè. || RM gòde.
gogge [ġòğğə] avv. e sm. Oggi. || Anche ogge.
  || BF Campe ghogge, ca cráje Ddij pruvète! [kàmbə ġòğğə, ka krǻi̯ə ddìi̯ə pruu̯étə!] Ndr. Campa oggi, che domani Dio provvede! || SG oggie. || BF ghogge.
gole [ġòlə] sf. Gola. || MAM tę@nge̥ a gö́le̥ ró7šše̥ [tèṅġə a ġóla ròššə] ho la gola rossa. || MAM gö́le̥.
gomme [ġòmmə] sf. Gomma. || [fg. gòmma - ital gómma].
gonfredarie [ġonfredàri̯ə] sf. Camera d'aria. || SF gonfrèdarije.
gramegne [ġramèɲɲə] sf. Gramigna. || EG crèsce cum’a gramègne [krèššə kùme a ġramèɲɲə] Ndr. cresce come la gramigna. || EG gramègne.
grammateche [ġrammàtəkə] sf. Grammatica.
granate [ġranǻtə] sm. Melograno. || FB  granàte.
grane [ġrnə] sm. Grano. || AO grane.
granecutte [ġrǻnəkùttə] sm. Grano cotto, dolce tipico delle festività dei morti. || DAM granecutte. 
granedinie [ġrånədìni̯ə] sf. Farina di mais, Granturco, Mais. || RN a pįzzə də grnədįnjə [a pìzzə də ġrånədìni̯ə] la pizza di grano d’India. || DAM granedinije. || RN grnədįnjə.
granele [ġrànələ] sf. Grandine. || Anche cecerille [čəčərìllə] || ZO granila (1864) || FB granele.
granezzuse [ġranəzzùsə] agg. Altezzoso, Presuntuoso. || AO granezzùse. || CS granezzuse.
granne [ġrànnə] agg. Grande. || RM grànne.
granone [ġranónə] sm. Granturco. || cfr. ceciutte. || RM granòne.
grasce [ġràššə] sf. Abbondanza, Grascia. || SA ‘A gràsce l’è ‘rruváte ‘ngànne [a ġràššə l-è rruu̯ǻtə ṅġànnə] L’abbondanza gli è arrivata alla gola. || VF Grascia (1841). || AO grasce.
grascialette [ġraššalèttə] sm. Collo e spalla dell’agnello. || DAM grascialette.
grasciuse [ġraššùsə] agg. Generoso, Spendaccione. || RM grasciùse.
grasse [ġràssə] agg. e sm. || GG grasse (1834).
graste [ġràstə] sf. Vaso per fiori. || CS graste.
grattà [ġrattà] v. Grattare, Rubare.
grattacase [ġrattakǻsə] sf. Grattugia per formaggio. || DAM grattacase. || SF grattacàse. || CS grattacáse.
grattamarianne [ġrattamariànnə] sf. Granita. || SF grattamarianne. || TF grattamariànne.
grattate [ġrattǻtə] pp. e agg. Grattato, Grattugiato, Rubato. || AO grattàte.
gravajule [ġravai̯ùlə] sm. Raviolo, Parti-colare tipo di pasta farcita. || RM gravaiùle.
gravande [ġravàndə] agg. Sofferente perché
  pesante, Corpulento. || FB gravande.
gravede [ġràvədə] agg. Gravida, Detto della
  donna in stato di gravidanza. || SF gravete.
Graziè [ġrazzi̯è] pers. f. Graziella. || RM  Grazié.
grazie [ġrài̯ə] sf. Grazia. || TF gràzije.
gregge [ġrèğğə] sm. Gregge. || RM grègge.
gregna [ġrèɲɲa] sf. Covone, Fascio di spighe di cereali legato manualmente. || Anche gregne [ġrèɲɲə] || CA Palma ‘mbosse, grègna grosse [pàlma mbòssə, ġrèɲɲa ġròssè] Ndr. lett. Palma -il periodo pasquale- bagnata, grossi fasci di spighe -ottimo raccolto di grano-. || VF gregna (1841) || CA grègna.
gregne [ġrèɲɲə] sf. Covone, Fascio di spighe. || Anche gregna [ġrèɲɲa] || LA grègne.
grosse [ġròssə] agg. e sost. f. Grossa, Grande, Maggiore. || SA Sòrema gròsse [sòrəma ġròssə] Mia sorella maggiore. || CA¹ grosse. || MG gross’. || MU grosse. || LC grôsse.
grotte [ġròttə] sf. Grotta. || SG grotte.
gruffelare [ġruffəlǻrə] sm. Collo del maiale. || EG gruffelare.
grumelà [ġruməlà] v. Russare, Borbottare. || SF grumulà. || CS grumelà.
grumele [ġrùmələ] sm. Grumo si sangue.
grunfulà [ġrunfulà] v. Russare. || RM  grunfulà.
gruppere [ġruppérə] sf. Cordone della sella del cavallo. || RM gruppère.
grusse [ġrùssə] agg. e sost. m. Grosso. || SA Si’ ggrùsse e ffèsse [sì ġġrùssə e ffèssə] Sei grosso e stupido. || ZO grus (1864) || GF grússe. || TF grùsse. || CL gruss.
gruttecelle [ġruttəčèllə] sf. Piccola grotta. || cfr. funachette. || RM gruttecèlle.
guadagnà [ġu̯adàɲɲà] v. Guadagnare. || FP Fa del ben e po’ che ci guadagn? [fà del bén-e ppò ke ččə ġu̯adàɲɲə?] Ndr. Fai del bene, e poi cosa ci guadagni? || MU  guadagna’.
guadagne [ġu̯adàɲɲə] sm. Guadagno. || FP guadagn.
guaglione [ġu̯aľľónə] sm. Ragazzo. || DMF Accorte a tè belle guaglione [akkòrtə a ttè bbèllə ġu̯aľľónə] Ndr. Attento a te bel giovanotto. || VF guaglione (1841).
guaje [ġu̯ǻi̯ə] sm. Guaio. || anche uaje [u̯ǻi̯ə] || LMG Quanne i guàie mie se fenéscene, i tuie s’hann’accumenzà [ku̯ànnə i  ġu̯ǻi̯ə mìi̯ə sə fənèššənə i tùi̯ə s-ànn-akkumənà] Ndr. Quando i miei guai saranno finiti, i tuoi avranno inizio. || GG¹ guàje. || CL guaije. || LMG guàie. || FO  uäiẹ.
gualane [ġu̯alǻnə] sm. Addetto alla pulizia del bestiame e delle stalle. || BA gualàne.
gualle [ġu̯àllə] sf. Ernia inguinale. || AO guàlle. || BA gualle.
gualluse [ġu̯allùsə] agg. Ernioso, Affetto da ernia. || BA gualluse.
guandire [ġu̯andìrə] sf. Guantiera, Vassoio per dolci. || VF guantiera (1841) || RM guandìre.
guapparije [ġu̯apparìi̯ə] sf. Guapperia, Azione di guappo. || cfr. uapparije [u̯apparìi̯ə] || LR guapparìje.
guappe [ġu̯àppə] sm. Guappo. || cfr. capuzille [kapuzzìllə] || VF guappo (1841) || RM guàppe.
guardà [ġu̯ardà] v. Guardare. || Anche uardà. || PM pecché me guarde accussì? ‘nn’u sacce! [pəkkè mə ġu̯àrdə akkùssì? nn-u sàččə!] Ndr. perché mi guardi così? non lo so! || CS Guardate inde o spècchije quante sí bèlle [ġu̯àrdətə ìnd-ó spèkki̯ə ku̯àndə sì bbèllə] Ndr. Guardati nello specchio quanto sei bello. || GG guardà (1834) || EG ‘uardà.
guardaporte [ġu̯ardapòrtə] sm. Portinaio. || FB guardaporte.
guardiane [ġu̯ardi̯ǻnə] sm. Guardiano. || Anche uardiane [u̯ardi̯ǻnə] || RN  wardjnə.
guardiapisciacchie [ġu̯ardi̯apiššàkki̯ə] sm. Antico appellativo popolano dato ai Vigili Urbani, lett. Vigile delle orine. || BA  guardapesciacchie.
guattone [ġu̯attónə] agg. Guardingo, Che  agisce nell’ombra. || RM guattòne.
guarneminde [ġu̯arnəmìndə] sm. Finimento, Bardatura del cavallo. || VF Guarnemienti de li cavalli [ġu̯arnəmìndə d-i kavàllə] Finimenti dei cavalli. || VF guarnemienti (1841) || CS guarneminte.
guedà [ġu̯ədà] v. Guidare. || RM guidà.
gueja gueje [ġu̯èi̯a ġu̯èi̯ə] locuz. A sfottò. || AO guèja guèje.
guardie [ġu̯àrdi̯ə] sf. Guardia.
guardungille [ġu̯ardunğìllə] sm. Striscia di cuoio che congiunge la tomaia alla suola della scarpa. || BA guarduncielle. || NM¹ guarduncell.
guastafeste [ġu̯astafèstə] smf. Guastafeste.
guerre [ġu̯èrrə] sf. Guerra. || Anche uerre. || RN c« preokkupamm« d« sta gwεrr« [čə sta ġu̯èrrə] ci preoccupavamo di questa guerra. || LR guèrre. || MG guerra. || RN gwεrr«. || CL guerr’.
Guiducce [ġu̯idùččə] pers. m. Guido.
guvernate [ġuu̯ərnǻtə] pp. e agg. Governato. || AO guvernàte.
guverne [ġuu̯èrnə] sm. Governo. ||  CL guerne.

I

'i [i] art. I, Le. || LR ’i pelanghîlle càvete, cucènde! [i pəlaṅġìllə kàvətə, kučèndə!] Ndr. Le pannocchie calde, cocenti! || BA Patane? So li puorce e manche li vonne [patǻnə? sò i pùrčə mmàṅġə i vònnə] Patate? Non le mangiano nemmeno i maiali. || DAM i tagliuline [i] i tagliolini. || GG li (1834)  || LR ’i. || DAM i.
'i [i] pron. pers. Gli, A lui. || SG dice che i serve. Ndr. Dice che gli serve. || ME ‘i mangave ‘a forze d’addemanda’ aiute [i maṅġǻvə a fòrz d-addummannà ai̯ùtə] gli mancava la forza di domandare aiuto. || SG i. || ME ‘i. || GG li.
iacuvelle [i̯akuvèllə] cfr. jacuvelle.
ianghe [i̯àṅġə cfr. janghe.
ianghijà [i̯aṅġii̯à] cfr. janghijà.
iazze [i̯àzzə] cfr. jazze.
ielà [i̯əlà] cfr. jelà.
ielate [i̯əlǻtə] cfr. jelate.
iete [i̯étə] cfr. jete.
iettà [i̯əttà] cfr. jettà.
iettature [i̯əttatùrə] cfr. jettature.
iinere [i̯ìnərə] cfr. jinere.
ije [ìi̯ə] pron. di 1ª pers. sing. m. e f. Io || Anche ghìje [ġìi̯ə] || BP Ije stu maccarone nen mu gnotte! [ìi̯ə stu makkarónə nə mm-u ɲɲòttə] Ndr. Io questo maccherone -questa fesseria- non lo ingoio! || RN ijə tə vggjə spusá a ttε [ìi̯ə tə vòġġi̯ə spusà a ttè] io ti voglio sposare a te. || GG io (1834) || BP ije. || RN ijə.
in [in] prep. sempl. || LA in.
ind’a [ìnd-a] contraz. di inde a [ìndə a] In, Nel giro di. || Locuz. 'nd’a nnìnde [nd-a nnìndə] Immediatamente, In un batti baleno. || ZO inta  doje ore [ìnd-a ddói̯ə órə] in due ore. || ZO inta (1864). || LR ind'a.
inde [ìndə] agg. Dentro. || Anche ghinde [ġìndə] || LE Ind' a la metà de lu camine [ìnd-a mətà d-u kamìnə] Nella metà del cammino. || PM inda sta situazione [ìnd-a sta sətuazzi̯ónə] Ndr. in questa situazione. || TF ìnd’o. dentro il. || RN kwann-i tedεskə ğğərávənə pə ind-ε i strdə [ku̯ànn-i tedèskə ğğərà-vənə pə ìnd-e i strǻdə] quando i tedeschi giravano per le strade. || ZO dint (1864). || RN ind-ε. || LE ind'. || PM inda. || TF ìnde. || P hind’. || RN jind. || CS ínte. ||  [fg. dèntro - ital. déntro]
inderesse [inderessə] sf. Interesse. || CL ma guanne arriv’ ‘u gire mije S. Antonie m’hadda pagà pure l’interesse [ma ku̯ànnə arrìvə u ğğìrə mìi̯ə sànd-andòni̯ə m-àdda paġà pùrə l-inderessə] Ndr. ma quando arriverà il turno mio Sant’Antonio mi pagherà anche gli interessi. || CL  interesse.
inferne [infèrnə] sm. Inferno. || FP E brav o fess, accussì vaie all’infern [e bbǻvə o fèssə, akkùssì vǻi̯ə all-infèrnə] Ndr. E bravo lo sciocco, così vai all’inferno. || FP infern.
intande [intàndə]  congz.  Intanto,  Nel  frattempo. || ZO intant (1864) || CL intante.
integrazione [inteġrazzi̯ónə] sf. Integrazione. || FP integrazion.
inutele [inùtələ] agg. Inutile. || Anche ‘nutele. || SG Eje inutile che guarda a mè e n’è ruere [è nùtələ ke ġu̯àrdə mme e nn-è ruérə] Ndr. È inutile che guardi me e non è vero. || SG inutile.
invece [imvéčə] avv. Invece. || ZO Chiù tard si avizeut nu grus vient, ma mece di allargà leu nuvole ha purteut na granila cheu aveu dureut mezz’or, e appris acqua a rot di ciel [kki̯ù ttàrdə s-è avəzǻtə nu grùssə vìndə, ma imvéčə d-allarġà i nùvələ à purtǻtə na ġrànələ  ke ǻvə durǻtə me-órə, e apprìssə àkku̯a a rròttə də čìlə] Più tardi si è alzato un gran vento, ma invece di spazzare le nuvole, ha portato una grandine che ha durato mezz’ora, e poi acqua a ciel rotto. || ZO mece (1864) || DPM ‘nvece. || RN imvœɕə.
inzomme [inʒòmmə] avv. Insomma.
iocchele [i̯òkkələ] cfr. jocchele.
Iolanda [i̯òlànda] cfr. Jolanda.
Iolande [i̯òlàndə] cfr. Jolande.
ionde [i̯òndə] cfr. jonde.
iotte [i̯òttə] cfr. jotte.
ipocrete [ipòkrətə] agg. e sm. Ipocrita. || CL ipocrete.
irmece [ìrməčə] sf. Tegola, Embrice. || BA irmece. || VC èrmice, ìmbrice. || VF imbrice, emrice (1841). || [fg. tègola - ital. tégola]
isse [ìssə] pr. Egli, Lui. || Anche ghisse [ġìssə]  || DPM Ma che è jute ‘mbaccije camine vattine tu e isse [ma ke è i̯ùtə mbaččìi̯ə, kamìnə vattìnnə, tu e ìssə] Ndr. Ma è impazzito, cammina andatevene sia tu che lui. || ZO isso, iss (1864) || VMG issö. || DPM isse.
italiane [itali̯ǻnə] agg. e sm. Italiano. || Anche taliane. || CL italiane.
Italie [itàli̯ə] top. Italia. || PR Italie.
iuche [i̯ùkə] cfr. juche.
iummende [i̯ummèndə] cfr. jummende.
iuncate [i̯uṅkǻtə] cfr. juncate.
iuncatelle [i̯uṅkatèllə] cfr. juncatelle.
iunge [i̯ùnğə] cfr. junge.
iurnate [i̯urnǻtə] cfr. jurnate.
iurne [i̯ùrnə] cfr. jurne.
iuste [i̯ùstə] cfr. juste.

J

jacuvelle [i̯akuvèllə] sf. Chiasso, Confusione, Civetteria. || LA jacuvèlle. || VC iacovèlle.
janare [i̯anǻrə] sf. Piana delle fosse. || antiq. per fattucchiera. || SF janàre. || VC ianàra.
janghe [i̯àṅġə sm. Bianco. || EG 'ianghe. || PM janche. || SE jànghe. || VC iànco.
janghijà [i̯aṅġii̯à] v. Biancheggiare. || BA janchijà. || LA janghijà. || VC ianchià.
janghijatore [i̯àṅġii̯atórə] sm. Imbianchino.
jate [i̯ǻtə] agg. Beato. || Anche vijate, bijate [vii̯ǻtə, vii̯ǻtə] || SA Játe a tte che ngapìsce nìnde! [i̯ǻtə a tte ke ṅġapìššə nìndə!] Beato te che non capisci niente!  || RM jàte.
jazze [i̯àzzə] sm. Giaciglio del cane, Cuccia, Recinto per animali. || LMG I pégge càne, i mègghie iazze [i pèğğə kǻnə, i mèġġi̯ə i̯àzzə] Ndr. I peggiori cani -hanno- le migliori cucce. || LMG iazze. || VC iàzzo.
jelà [i̯əlà] v. Gelare. || anche gelà. || SA¹ jelà’.
jelate [i̯əlǻtə] sm. Gelato, Intirizzito dal freddo. || Locuz. cáne jeláte [kǻnə i̯əlǻtə] Persona pallida, cattiva, lett. Cane gelato. || LR jelàte. || CS ijeláte. || VC ielàta.
jeta [i̯éta] sf. Bietola. || Anche jete [i̯étə]  || SA Jéta capacìne [i̯éta kapačìnə]  Bietola selvatica.
jete [i̯étə] sf. Bietola. || Anche jeta [i̯éta] || SG Si t’ankappe ti fazze a lagane e ijete [si t-aṅġàppə tə fàzzə a llàġənə e i̯étə] Ndr. Se ti prendo ti riduco a fettuccine e bietola. || SG ijete. || RA jet. || DLC jéte. || VC ièta.
jettà [i̯əttà] v. Gettare. || RM ‘Nce réste ché jettàrce da sop’é basce [nğə rèstə ke i̯əttàrčə da sóp-e bbàššə] Ndr. lett. Non ci resta che buttarci da sopra in basso. || LA jettà.
jeva jeve [i̯èva i̯évə] solo nella locuz. andò jeva jeve.  Dovunque andassi. || DPM Andò jeva jeva mu truàve pe ‘nande [andò i̯èva i̯évə m-u truu̯ǻvə pə nnàndə] Ndr. Dovunque andassi me lo trovavo davanti. || DPM Andò jeva jeve. 
jì [i̯ì] v. Andare. || BA Iute de cuorpe [i̯ùtə də kùrpə] avere evacuato. || MM mo píg̓́g̓́e̥ ẹ mme̥ ne̥ vä́ke̥ [mò pìġġi̯-e mmə nə vǻkə] adesso prendo e me ne vado. || MM sse̥ n-ę i̯i̯úte̥   [ssə n-è i̯i̯ùtə] sen’è andato. || ZO ji (1864) || VC ì. || NM jiè. || SG iji’. || FB ijè. || CL ije. || MM ßí.
jinere [i̯ìnərə] sm. Genero. || CS ijnere e nepute, quílle che fáje eje tutte perdùte [i̯ìnərə  e nnəpùtə, ku̯ìllə ke fǻi̯ə è tùttə pərdùtə] Ndr. Generi e nipoti, quello che fai è tutto perduto. || LMG ‘ìnere. || AO jìnere. || VC iènnero.
jocchele [i̯òkkələ] sf. Chioccia, La gallina nel
  periodo che cova. || EG iocchele.
Jolanda [i̯òlànda] pers. f. || Anche Jolande [i̯òlàndə] || SF Donna Jolanda aveze 'a vennèlle ne tenènne paùre d’u strumènde mije chè quanne sè feccàte nenn’éje chiù ninde [dònna i̯olàndə avəzə a vənnèllə nən tənènnə paùrə d-u strumèndə mìi̯ə ke ku̯ànnə s-è ffəkkǻtə nənn-èi̯ə kki̯ù nnìndə] Donna Jolanda alza la veste, non avere paura del mio strumento, chè quando si è infilato non è più niente. || SF Jolanda.
Jolande [i̯òlàndə] pers. f. || Anche Jolanda.
jonde [i̯òndə] sf. Aggiunta, Un pizzico, un po’, Pezzettino. || ML na jonde de frumagge e duje cetrule [na i̯òndə də frumàğğə e ddùi̯ə čətrùlə] Ndr. un pezzettino di formaggio e due cetrioli.  || TF jjònde. || ML jonde. || CS ijonde.
jotte [i̯òttə] sf. Acqua della bollitura della pasta.
jucà [i̯ùkà] v. Giocare. || RG jucà.
juche [i̯ùkə] sm. Gioco. || FB u’ juche èj bbèlle, quanne dure pòche [u i̯ùkə èi̯ə bbèllə, ku̯ànnə dùrə pókə] Ndr. il gioco è bello quando dura poco. || ZO juoco (1864) || SG¹ jucke. || FB juche.
jummende [i̯ummèndə] sf. Giumenta, bestia da soma, cavalla da sella. || LA jummènde. || EG 'iummende. || EG 'iummènde. || CS ijummènte. || [fg. giumènta -  ital. giuménta] || E dal lat. iumentum «giumento, bestia da soma (cavallo asino, mulo)»
juncate [i̯uṅkǻtə] sf. Giuncata. || BA juncate.
juncatelle [i̯uṅkatèllə] sf. Latte cagliato. || BA juncatella fresche [i̯uṅkatèlla frèškə] latte cagliato, venduto molti anni fa dai caprai. || BA juncatella.
junge [i̯ùnğə] sm. Giunco. || LA giunco. || CS ijúnge. || CA¹ inge. || NM¹ jungg. || LA junge.
jurnate [i̯urnǻtə] sf. Giornata. || CL ‘U saije che ne’ tenghe niente da fà e che quanne m’aveze subbete ‘a jurnate ne’ pass’ maije [u sǻi̯ə ke nən tèṅġə nìndə da fà e kkè ku̯ànnə m-àvəzə sùbbətə a i̯urnǻtə nən pàssə mǻi̯ə] Ndr. Lo sai che non ho nulla da fare e che quando mi alzo presto la giornata non passa mai. ||  GG jurnata (1834) || TF jurnàte. || DPM iurnate. || CL jurnate. || FP iurnta.
jurne [i̯ùrnə] sm. Giorno. || FD And’o’ tànta gàlle càntene, nen fàce màje jùrne [andò tànda ġàllə kàndənə, nən fǻčə mǻi̯ə i̯ùrnə] Ndr. Dove tanti galli cantano, non fa mai giorno. || FD jùrne. || ML  jurne. || RC jurn’. || E dal lat. diurnus.
juste [i̯ùstə] agg. e avv. Giusto. || Locuz.  juste juste [i̯ùstə i̯ùstə]  Giusto giusto, Esattamente. || GF juste. || E dal lat. iustus.

K

k'a [k-a] prep. art. Con la. || SA Me vògghie magnà nu piàtte de trùcchele k’a recòtta tòste [mə vòġġi̯ə  maɲɲà nu pi̯àttə də trùkkələ k-a rəkòtta tòstə] Voglio mangiare un piatto di troccoli con la ricotta dura. || DLC i civeze ck’a néve, i civeze ck’a néve [i čìvəzə k-a névə, i čìvəzə k-a névə] i gelsi con la neve, cioè i gelsi bianchi. || AO k’a. || DLC ck'a. || FP ca. || SG¹ cka. || CS che l’. || BF c’ la.
kainate [kainǻtə] cfr. cainate.
kalucce [kalùččə] cfr. calucce.
kannale [kannǻlə] cfr. cannale.
kannele [kannélə] cfr. cannele.
kapedanne [kåpədànnə] cfr. capedanne. 
kardungille [kardunğìllə] cfr. cardungille.
Karmene [kàrmənə] cfr. Carmene.
karrare [karrǻrə] cfr. carrare.
kase [kǻsə] cfr. case.
katapecchie [katapèkki̯ə] cfr. catapecchie.
katarrone  [katarrónə] cfr. catarrone.
kavalle [kavàllə] cfr. cavalle.
ke [kə] prep. sempl. Con. || SA Vine ke mme che t’u fàzze avvedè [vìnə kə mme ke t-u fàzzə avvədè] Vieni con me che te lo faccio vedere. || FD Ke nu no’ te spìcce, e ku nu sì t’impìcce [ə nu nò tə spìččə, e kkə nu sì tə mbìččə] Ndr. Con un no ti spicci e con un sì ti impicci. || LA e cke l'ûcchje face sègne 'o fuggiàne [e kə l-ùkki̯ə fǻčə sèə ó fuğğǻnə] Ndr. e con gli occhi fa segno al foggiano. || ZO cheu (1864) || LA cke. || FD ke. || FD ku. || TF cu. || FP ch. || BF c’ (1894).
Keccione [kəččónə] cfr. Checcione.
kegnome [kəómə] cfr. chegnome.
kekozze [kəkòzzə] cfr. checozze.
Kelenelle [kələnèllə] cfr. Chelenelle.
Keline [kəlìnə] cfr. Cheline.
kelometre [kəlòmətrə] cfr. chelometre.
kelonne [kəlònnə] cfr. chelonne.
kelore [kəlórə] cfr. chelore.
kelummere  [kəlùmmərə] cfr. chelummere.
kelure [kəlùrə] cfr. chelure.
kemmune [kəmmùnə] cfr. chemmune.
kemò [kəmò] cfr. chemò.
kemugghià [kəmuġġi̯à] cfr. chemugghià.
keppute [kəppùtə] cfr. cheppute.
kerichette [kərikèttə] cfr. cherichette.
kernute [kərnùtə] cfr. chernute.
kerone [kərónə] cfr. cherone.
ketogne [kətòɲɲə] cfr. chetogne.
kettone [kəttónə] cfr. chettone.
ki [ki] cfr. chi.
k'i [k-i] prep. art. Con i. || SA S’a fáce k’i delinguènde [s-a fǻčə k-i deliṅġu̯èndə] Se la fa con -frequenta- i delinquenti. || LR so state fôre duje mîse sane ck’i parînde mìje [sò stǻtə fórə dùi̯ə mìsə sǻnə k-i parìndə mìi̯ə] Ndr. sono stata fuori due mesi interi con i miei parenti. || ZO li cauzuni chi li staff erineu finuti [i kavəzùnə k-i stàffə èrənə fənùtə] i pantaloni colle staffe erano finiti. Ndr. erano ultimati. || ZO chi li (1864) || MAM  k-í. || RA ch’i. || TF k’i. || LR ck'i.
kiande [ki̯àndə] cfr. chiande.
kiena [ki̯éna] cfr. chiena.
kine [kìnə] cfr. chine.
krape [krǻpə] cfr. crape.
krete [krétə] cfr. crete.
kriature [kriatùrə] cfr. criature.
kriscè [kriššè] cfr. criscè.
kruce [krùčə] cfr. cruce.
krucise [kručìsə] cfr. crucise.
kulunnette [kulunnèttə] cfr. culunnette.
kurce [kùrčə] cfr. curce.
kuscine [kuššìnə] cuscine.
kutre [kùtrə] cfr. cutre.
kuverte [kuu̯èrtə] cfr. cuverte.
k'u [k-u] prep. art. Con il, Con lo, Col. || TF c’u tìmbe àmma vede’ pròprije de fàrle [k-u tìmbə àmma vədè də fàrlə] Ndr. Col tempo dobbiamo vedere proprio di farlo -rimetterlo a posto-. || CL cu’ tacche avete [k-u tàkkə àvətə] Ndr. con il tacco alto. || ZO cu lu, cheu lu (1864) || NC c’ ‘u. || TF c’u. || CA cku. ||  EG ck’u. || CL cu’.

L

la [la] art. f. la. || Vedi ‘a [a]
là [llà] avv. Là. || Anche llà. || BP Vinne tutte cose là, e te ne vine quà [vìnnə tùttə kósə llà, e ttə nə vìnə kku̯à] Ndr. Vendi tutto là, e te ne vieni qua. || BP là.
lacce [làččə] sm. Laccio, Stringa per scarpe. || VF Laccio cu lu puntale [làččə k-u pundǻlə] Aghetto. || VF laccio  (1841) || VC làzzo.
lacerte [lačèrtə] sf. Lucertola. || BA lacerte. || VC lacèrta.
lacreme [làkrəmə] sf. Lacrima. || DPM nen vogghje chiagne pecche a chiagne stu murte sò lagreme perze [nən vòġġi̯ə  ki̯àɲɲə pəkkè a kki̯àɲɲə stu mùrtə sò llàkrəmə pèrzə] Ndr. Non voglio piangere, perché a piangere questo morto sono lacrime perse. || PM lacreme. || DPM lagreme.
lacremune [lakrəmùnə] sm. accr. Lacrimone. || CA¹ E se passene i lenzule pe asciugarse i lacremene e po vide sope a l’ucchije che se passene i cepolle [e sə passənə i lənʒùlə p- aššukàrsə i lakrəmùnə  e  pò vidə sóp-a l-ùkki̯ə  ke sə passənə i čəpòllə] Ndr. lett. E si passano -utilizzano- le lenzuola per asciugarsi i lacrimoni, e poi vedi sugli occhi

  che si passano -strofinano- le cipolle. || CA¹ lacremene.
laganelle [laġanèllə] sf. Fettuccine, Lasagnette. || VF laganelle (1841). || VC laganèlle.
laghenature [laġənatùrə] sm. Matterello per lavorare la pasta, Spianatoio. ||  VF


  laganaturo (1841). || VC laghenatùre. || CS laghenature.
laghene [làġənə] sf. Sfoglia di farina impastata, Lasagna. || BA laghene ca vetriole [làġənə k-a vətriólə] fettuccine condite con salsa di pomodori al filetto. || VC làgane casaròle [làġənə kasarólə] pappardelle. || VF lagane (1841)  || VC làgana, làgane. || LA làghene.
lagne [làɲɲə] sf. Lagna. || sm. Lamento. || SG Abbascia a ‘na grotte se sente nu lagne [abbàšš-a na  ġròttə sə sèndə nu làɲɲə] Ndr. In una grotta si sente un lamento. || SG lagne. || CS lagnije.
lambarelle [lambarèllə] sf. Piccola lampada. || EG lambarelle.
lambasciule [lambašùlə] sm. Cipollina selvatica, Muscari. || VC lampasciùole. || EG lambasciulle. || MM lampasciúle. || NM  lamabascjule.
lambazze [lambàzzə] sm. Lapazio, Lampone. || EG lambazze. || MM lambázze.
lambe [làmbə] sm. Lampo. || sf. Lampada. || SA Alla làmbe, alla làmbe, chi móre e cchi càmbe [àlla làmbə, àlla làmbə, ki mórə e kki kàmbə] Alla lampada, alla lampada, chi muore e chi campa. || VC lampa. || SF lambe. || TF làmbe.
lambedarie [lambedàri̯ə] sm.  Lampadario.  || FB lampèdareij.
lambedine [lambedìnə] sf. Lampadina.
lambie [làmbi̯ə] sf. Lampada da soffitto. || RM làmbije.
lambijà [lambii̯à] v. Lampeggiare. || RM lambijà.
lambine [lambìnə] sm. Lumino. || FB  lambìne.
lambiungine [lambi̯unğìnə] sm. Lampioncino di carta colorata. || BA lambiuncielle. || VC lampioncìelle.
lambuse [lambùsə] agg. Sporco, Trascurato, Trasandato, Malvestito. || cfr. 'nzevuse, larduse. || FB lampuse.
lamendà [laməndà] v. Lamentare. || SA Nde lamendànne, ca nenn’èje nìnde [ka] Non ti lamentare che non è niente -di grave-. || BP Tenite quille che a gente vulesse tenè, e ve lamentate? [tənitə ku̯ìllə ke a ğğèndə vulèssə tənè, e və lamendǻtə?] Ndr. Avete ciò che la gente vorrebbe avere, e vi lamentate? || TF lamenda’.
lamendarse [laməndàrsə] v. rifl. Lamentarsi. || LR lamendàrse.
laminde [lamìndə] sm. Lamento. || cfr. lagne [làɲɲə].
landerne [landèrnə] sf. Lanterna. || VC lentèrna.
lane [lǻnə] sf. Lana. || BF láne. || EG làne.
lanne [lànnə] sf. Landa. || Locuz. lànna lànne [lànna lànnə] A spasso, lett. landa landa. || DPM E tu va fatighe nò che staje tutt’a jurnate lanna lanne [e ttu và fatìġə nò ke stǻi̯ə tùtt-a i̯urnǻtə lànna lànnə] Ndr. E tu va a lavorare, invece di stare tutta la giornata a spasso. || DPM lanna lanne.
lanzature [lanʒatùrə] sf. Piccola fiocina per prendere i pesci. || VC lanzatùro.
lanze [lànʒə] sf. Lancia. || BA de prima lanze [də] d’impeto. Ndr. lett. di prima lancia. || BA lanze.
lanzettate [lanʒəttǻtə] sf. Fitta dolorosa, lett. Colpo di lancia.
lapperlà [lapperlà] avv. Immediatamente, Subito. || RM lapperlà.
lappose [lappósə] agg. f. Densa. || RM lappòse.
larde [làrdə] sm. Lardo. || CA larde.
lardiatone [lardi̯atónə] sm. Bastonatura violenta. || cfr. mazziatone. || RM lardijatòne.
larduse [lardùsə] agg. Sporco di grasso. || cfr. lambuse, 'nzevuse. || RM lardùse.
larghe [làrġə agg. Largo. || PM larghe.
larghe [làrġə || sm. Piazza. || RN u Larghë Saggésë  [u  làrġə saggésə Largo Saggese. || RN larghë.
largure [larġùrə] sm. Slargo, Spiazzo, Piazza. || VC largùra.
lascete [làššətə] sm. Lascito, Legato fatto per testamento. || VC làscete.
lassà [lassà] v. Lasciare. || MP Mbè, mo’ t’agghija lassà, ce sentimé [mbè, mò t-àġġi̯a lassà, čə səndìmə] Ndr. Bè, adesso devo lasciarti, ci sentiamo. || DPM Ma che ha fatte ha lassate tutte cose a Assunte? [ma ke à ffàttə, à llassǻtə tùttə kósə a ssùndə?] Ndr. Ma cosa ha fatto, ha lasciato tutto -l’eredità- ad Assunta? || NM E che mi lassate da sule? [e kkè mə lassǻtə da sùlə?] Ndr. E che mi lasciate da solo? || MP lassà.
lastre [làstrə] sf. Lastra di metallo o di vetro, Vetro di porte o finestre, Occhiale. || EG  lastre.
lattamenele [lattamènələ] sm. Latte di mandorle. || BA lattamenele.
latte [làttə] sm. Latte. || TF làtte. || AO latte.
lattuche [lattùkə] sf. Lattuga. || VC lattùca.
lattuchelle [lattukèllə] sf. Decotto di lattuga contro il mal di pancia. || RM lattuchèlle.
laturne [latùrnə] sm. Lamento, Piagnisteo, Lagna. || EG latune. || CS laturne.
laurie [làuri̯ə] sf. Laurea. 
laure [làurə] sm. Lauro. || ML  làure.
laurijà [laurii̯à] v. Laureare.
lavà [lavà] v. Lavare. || TF Pecchè m’agghia lava’, tànde dumàne m’agghia lava’ da càpe [pəkkè m-àġġi̯a lavà, tàndə dumǻnə m-àġġi̯a lavà da kǻpə] Ndr. Perché mi devo lavare, tanto domani mi devo lavare di nuovo. || AO lavà. || TF lava’.
lavamane [lavamǻnə] sm. Lavabo, Catino. || FB lavamàne.
lavannare [lavannǻrə] sf. Lavandaia. || VC lavannàra. || FP lavannar. || CS lavannáre.
lavarone [lavarónə] sm. Pozzanghera, Pozza d’acqua piovana sporca e fangosa. || LA lavarone. || VC lavaròne.
lavative [lavatìvə] sm. Clistere, Enteroclisma, Lavativo, Sfaticato. || VC lavatìve.
lavature [lavatùrə] sm. Lavatoio, Luogo pubblico adibito al lavaggio manuale della biancheria. || estens. Lavanderia. || CL Te cagne doije cammise ‘o jurne e sule de lavature ne spennarrisse a metà de quill’ che ce daije [tə kàə dói̯ə  kammìsə o i̯ùrnə  e ssùlə də lavatùrə nə spənnarrìssə a mətà də ku̯ìllə ke čə dǻi̯ə] Ndr. Ti cambi due volte al giorno e solo di lavanderia spenderesti la metà di quello che ci dai. || VC lavatùro. || CL  lavature.
lavedejonne [låvədəi̯ònnə] sf. Brodaglia. || BA lavedejonne.
lavetrire [lavətrìrə] par. comp. Altro ieri. || Locuz. avv. a'lavetrire [a lavətrìrə] Ierlaltro, L’altro ieri. || Anche alavetrire [alavətrìrə] || ZO lautrieri (1864) || LA lavetrîre. || CS lavetrire.
lavore [lavórə] sm. Lavoro. || VC a lavoro o a pìezze [a llavórə o a ppìzzə] a cottimo. || VC lavoro.
lazzerijà [laʒʒərii̯à] v. Ridurre come Lazzaro, Picchiare a sangue. || AO lazzerijà.
le [lə] art. f. pl. le. || Vedi ‘i [i] || ZO leu (1864).
leccà [ləkkà] v. Leccare, Lambire con la lingua. || VC leccà.
leccamusse [lekkamùssə] sm. Manrovescio, Schiaffone. || AO leccamùsse.
leccasapone [lekkasapónə] sm. Rasoio. || SF lèccasapòne.
lecenzià [ləčənʒi̯à] v. Licenziare. || MP Savatò, è fatt’ n’ata lecenziaté pure ogge? Fine a l’utemé lecenziann’, lecenziann’ è rumanì sule [savató, è fàttə n-àta ləčənʒi̯ǻtə pùrə òğğə? fìn-a l-ùtəmə ləčənʒi̯ànnə ləčənʒi̯ànnə è rumanì sùlə] Ndr. Salvatore, hai fatto un licenziamento anche oggi? Alla fine licenziando licenziando rimarrai solo. || RM lecenzijà.
legacce [ləġččə] sm. Stringa. || VC legàccie.
legge [lèğğə] v. Leggere.
legge [lèğğə] sf. Legge, Giustizia. || AO lègge. || MM¹ lĕggë. ||  [fg. lègge – ital. légge]
leggire [ləğğìrə] agg. Leggero. || cfr. ligge. || TF leggìre. || [fg. leggéro - ital. leggèro]
legne [lèɲɲə] sm. Legno || sf. pl. Legna. ||  AO légne. [fg. lègno - ital légno]
Lellucce [lellùččə] pers. m. Lello, dimin. di Raffaele. || TF Lellùcce.
lemete [lèməə] sm. Confine, L’estremo lembo del campo non coltivato. || VC lèmete.
lemone [ləmónə] sm. Limone. || ML E vedè ‘u lemone sfatte e ce mette ‘u pide da sope [è vədè u ləmónə sfàttə e č-è mèttə u pìdə da sópə] Ndr. Devi vedere il limone sfatto e devi metterci il piede sopra. || ML lemone.
lemosene [ləmòsənə] sf. Elemosina. || FD Futtìteve pezzìnte ke ‘a lemòsene l’àgghije fàtte [futtìtəvə pəzzìndə ke a  ləmòsənə l-àġġi̯ə fàttə] Ndr. Fregatevi pezzenti perché l’elemosina l’ho -già- fatta. || FD lemòsene. || [fg. elemòsina - ital. elemòʃina]
lemunate [ləmunǻtə] sf. Limonata. || FB  lemunàte.
lenga [lèṅġ sf. Lingua || Anche lenghe. || Locuz. lenga sciolde [lèṅġa ššòldə parlantina. || MA Accide ‘cchiù a lenga che a spada [aččìdə kki̯ù a lèṅġə ke a spǻdə] Ndr. Uccide più la lingua che la spada. || VC brutta lènga [brùtta lèṅġə] cattiva lingua. || TF lènga. || MA lenga.
lenghe [lèṅġə sf. Lingua, organo della bocca. || Locuz. mala lenghe [mǻla lèṅġə] Linguaccia. || LA lènghe strascenune [lèṅġa straššənùnə lingua che striscia per terra -usanza dei pellegrini davanti alla Madonna-. || CL S. Antonie mije mantineme ‘a lenghe [sànd-andòni̯ə mìi̯ə mandìnəmə a lèṅġə] Ndr. Sant’Antonio mio tienimi la lingua -non mi far parlare || NM Circke di tenè a lenghe a poste! [čìrkə də tənè a lèṅġə a ppòstə!] Ndr. Cerca di tenere la lingua a posto! || TF lènghe. || ML  lenghe.
lenguzze [ləṅġùzzə sf. Linguetta. || VC lingùzza.
lenzole [lənʒólə] sf. pl. Lenzuola. || sm. lenzule. || BA lenzole.
lenzule [lənʒùlə] sm. Lenzuolo. || sf. pl. lenzole. || PM lenzûle.
Lesene [lèsənə] top. Lesina. || DLC Accattateve ‘u capetone de Lésene, se pote magna’ pure crude [akkattàtəvə u kapətónə də  Lèsənə, sə pótə maà pùrə krùdə] Comprate il capitone di Lesina, si può mangiare pure crudo. || DLC Lésene. ||  [fg. Lèsina - ital. Léʃina]
lesse [lèssə] sf. Castagna lessata con il guscio.
letanije [lətanìi̯ə] sf. Litania. || antiq. altanije [altanìi̯ə] || NC altanija.
letegà [lətəġà] v. Litigare. || AO letegà.
letegatore [lətəġatórə] sm. Attaccabrighe, Chi cerca lite. || SF letegatòre.
lettere [lèttərə] sf. Lettera. || RM lèttre. || [fg. lèttera - ital. lèttera / léttera]
lettere [ləttérə] sf. Lettiera, Strame di paglia. || estens. Strage. || AO lettère.
lettore [lettórə] sm. Lettore. || CV Nu salut o lettör [nu salùtə ó lettórə] Ndr. Un saluto al lettore. || CV lettör.
letturine [lətturìnə] sm. Leggìo, Supporto per leggere un libro. || VC  letturìne. || VC litturìne.
levà [ləà] v. Togliere. || Anche luvà. || SA Lìve ‘a tàvule! [lìvə a tàvulə!] Sparecchia! || VC Levà la menna. Svezzare. || VC levà.
levelle [ləvèllə] sf. Livella. || sm. Livello. || SA ‘U passàgge a llevèlle [u passàğğə a lləvèllə] Il passaggio a livello.  || CV lvell.
levene [lèvənə] sf. pl. Legna. || cfr. legne [lèə] || LA lèvene.
libberà [lìbberà] v. Liberare. || LE Si te vuoije libberà da quistu guaije e vuoije venge, è pigghijà’ n’ata vijé [si tə vùi̯ə libberà da stu ġu̯ǻi̯ə e vvùi̯ə vènğə, è piġġi̯à n-àta vìi̯ə] Ndr. Se vuoi liberarti da questo guaio e vuoi vincere, devi prendere un’altra strada. || LE libberà.
libbere [lìbbərə] sf. Libera me Domine, Canto che invoca la libertà dalla morte eterna. || CA Sop’o mûrte, cantàme a lìbere [sóp-ó mùrtə, kandǻmə a lìbbərə] Ndr. Sul morto -in occasione di un funerale- cantiamo il ‘Libera me Domine’. || CA lìbere.
libbre [lìbbrə] sm. Libro. || AO lìbbre. || ME
  libre.
ligge [lìğğə] agg. Leggero. || cfr. leggire. || VC lìeggio. || [fg. leggéro - ital. leggèro]
lijone [lii̯ónə] sm. sing. Leone. || SF liòne.
lijune [lii̯ùnə] sm. pl. Leoni. || AO 'A sère tanda lijùne, ‘a matine tanda caregnùne [a sérə tànda lii̯ùnə, a matìnə tanda karəùnə] La sera tanti leoni, la mattina tanti carognoni. || AO lijùne.
Liline [lilìnə] pers. m. Lilino, dimin. di Michele. || [fg. michéle - ital. michèle]
lime [lìmə] sf. Lima. || BA lime. 
linde [lìndə] agg. Lindo, Pulito, Lento, Moscio. || VC lìente.
lingue [lìṅġu̯ə sf. Lingua, sistema di parole orale o scritto che è alla base della comunicazione umana. || SF Ce stàce une chè parle tutte ‘i linghue d’u munne [čə stǻčə ùnə ke  pàrlə tùttə i lìṅġu̯ə d-u mùnnə] Ndr. C’è uno che parla tutte le lingue del mondo. || SF linghue.
lire [lìrə] sf. Lira, Unità monetaria dello Stato italiano adottata dal 1862 fino al 2001. || BM Oh, c’avesse state une ch’a cacciate na lire: ninde! [ó, č-avèssə stǻtə ùnə k-à kkaččǻtə na lìrə: nìndə!] Ndr. Oh, ci fosse stata una sola persona che abbia tirato fuori una lira: niente! || AO lìre.
liscebbusse [liššəbbùssə] sm. Rimprovero. || AO liscebbùsse.
lite [lìtə] sf. Lite. || SE ‘n ffann’a llìte [nən fànnə a llìtə] Ndr. non litigano. || NM lite. || SE llìte.
litte [lìttə] sm. Letto. || VC aizà lu lìette [avəzà u lìttə] disfare il letto; lìette cenìere [lìttə čənìtə] letto soffice. || RN mammá kε  ffaɕẹjə? məttẹjə a ffrátəmə ind- littə [mammà ke ffačìi̯ə? mttìi̯ə a ffràtəmə ìnd-ó lìttə] mamma che fece? mise -a- mio fratello nel letto. || PM litte. || RN littə. || VC lìette.
livede [lìvədə] sm. Livido, Ecchimosi. || VF Livedi sotto a l’uocchio [lìvədə sòtt-a l-ùkki̯ə] Occhiaie. Ndr. Lett. Lividi sotto gli occhi. || VF livedi (1841).
'llattamende [llattamèndə] sm. Bevanda ottenuta con il frutto dei noccioli di albicocche. || EG 'llattamende.
'llorge [llòrğə] sm. Orologio. || VC Orlògge ad acqua [llòrğə a àkku̯ə] Clessidra. Ndr. lett. Orologio ad acqua. || TF llòrge. || VC orlògge. || VC rulògge.
'llumenazione [llumənazzi̯ónə] sf. Illuminazione. || EG 'llumenazione.
locale [lokǻlə] agg. e sm. Locale. || TF locàle.
locca locche [lòkka lòkkə] solo nella locuz. locca locche [lòkka lòkkə] Piano piano, Con calma e cautela. || SA Se ne jéve lòcca lòcche p’ quèlla stradunnèlle [sə nə i̯évə lòkka lòkkə pə kku̯èlla stradunnèllə] Se ne andava cautamente per quella stradina. || AO lòcca  lòkke. || BF locche. || CS loccalocche.
loffe [lòffə sf. Peto fetido emesso senza rumore. || CS loffe. || VC loffa.
logge [lòğğə] sf. Terrazza, Loggiato. || MM¹ loggë.
longadagnune [loṅġadaɲɲùnə] par. comp. Lontano da ognuno. || locuz. a’ longadagnune. Lontano da ognuno il male. || BA A longhe d’agnune [a lloṅġadaɲɲùnə] Lontano da ognuno le disgrazie. || BA longhe d’agnune. || AO longhe d’agnùne! || SF longda dagnùne.
longhe [lòṅġə] agg. f. Lunga. || FP longh. || AO longhe.
lonne [lònnə] sf. Onda. || Locuz. a lonne a lonne [a llònnə a llònnə] A onda a onda.
lope [lópə] sf. Grande fame, Fame da lupi, Bulimia. || SF lòpe. || LA lope. || VC lopa.
Lorè [lorè] pers. m. Lorenzo.
lore [lórə] pron. pers. Loro. || SF lòre.
Lorenze [lorènʒə] pers. m. Lorenzo.
lote [lótə] sf. Melma, Fango, Lota.
lotte [lòttə] sf. Lotta. || PR Mo nen ge stanne cchiù lotte e ppartite [mò nən ğə stànnə kki̯ù llòttə e ppartìtə] Ndr. Adesso non ci sono più lotte e partiti. || PR lotte.
lozze [lòzzə] sm. Cuneo della ruota del carretto. || SF lozze.
lu [lu] art. m. il. || antiq. per ‘u [u] || GG Lu chijû quatrare dicij..e a lu patr..e [u] il più giovane disse al padre. || GG lu (1834).
lucanne [lukànnə] sf. Locanda, Albergo. || VF lucanna (1841) || VC lucànna.
lucannire [lukannìrə] sm. Locandiere, Albergatore.|| VC Lucannìere.
lucchele [lùkkələ] sm. Urlo, Grido. || Anche luccule. || EG lucchele. || SF lucckele. || AO lùkkele.
lucculà [lukkulà] v. Gridare. || Locuz. lucculà ‘u banne. Fare il banditore. || CL é capite che né’ lucculà che ‘a gente ce sente [è kapìtə ke nn-è lukkulà ke a ğğèndə čə sèndə] Ndr. hai capito che non devi gridare perché la gente ci ascolta. || CL lucculà.
luccule [lùkkulə] sm. Urlo, Grido. || Anche luccchele. || ML Si trase inde e ‘nzaccà nu luccule e te ne fuje [si trǻsə ìndə è nakkà nu lùkkələ e ttə n-è fùi̯ə] Ndr. Se entri dentro -casa-, devi lanciare un urlo -di spavento per il disordine che c’è- e te ne devi scappare. || TF lùccule.
luce [lùčə] sf. Luce, Lampadina. || SA appìccë ‘a lùcë che nzë védë nìndë! [appìččə a lùčə ke nə védə nìndə!] Accendi la luce che non si vede neinte!
Lucere [lučérə] top. Lucera. || CL Lucere. || [fg. Lucéra - ital. Lucèra]
lucernale [lučərnǻlə] sm. Lucernaio, Abbaino, Finestra che apre sopra i tetti. || VF lucernale (1841).
lucernelle [lučərnèllə] sf. Piccola lucerna, Fiammella della lampada ad acetilene. || SF lucernèlle.
luche [lùkə] sm. Luogo. || AO lùke.
Luciè [luči̯è] pers. f. Lucietta, dim. di Lucia. || Anche Luciette [luči̯èttə] || ZO Luciet (1864) || LR Luciè.
Lucie [lùči̯ə] pers. m. Lucio.
lucigne [lučìə] sm. Lucignolo, Stoppino. || VF lucigno (1841) || VC lucìgno.
Luciette [luči̯èttə] pers. f. Lucietta, dim. di Lucia. || Anche Luciè [luči̯è] || LMG Luciétte.
Lucije [lučìi̯ə] pers. f. Lucia. || LR Lucije.
luglie [luľľə] sm. Luglio. || LR luglie.
Luì [luì] pers. m. Luigi.
lume [lùmə] sm. Lume. || AO lùme.
lumenarie [lumənàri̯ə] sf. Luminaria, Luce soffusa. || SF lumenorije.
lumenille [lumənìllə] sm. Riflesso di luce solare ottenuto con uno specchietto.
lundane [lundǻnə] agg. Lontano. || ZO lunteun (1864) || PM luntane. || RL luntäne.
lune [lùnə] sf. Luna. || PR lune.
lunghe [lùṅġə agg. m. Lungo. per il f. cfr. longhe, longa. || PM Nu viale lunghe e larghe [nu viǻlə lùṅġə e llàrġə] Ndr. Un viale lungo e largo. || PM lunghe. || AO lùnghe.
lupe [lùpə] sm. Lupo. || ML Chi pecure se face ‘u lupe sa magne [ki pèkurə sə fǻčə u lùpə s-a màə] Ndr. Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia. || ML lupe. || AO lùpe.
lupenare [lupənǻrə] vedi lupunare. || LA lupenare.
lupine [lupìnə] sm. Lupino. || FO lüpìnẹ.
lupunare [lupunǻrə] sm. Licantropo, Lupo mannaro, Asmatico, Persona malata che si lamenta. || Anche lupenare. || LR nenn’ére a voce de nu cristijàne, ma de nu lupunàre ca suffrève [nənn-érə a vóčə də nu krəsti̯ǻnə, ma də nu lupənǻrə ka suffrévə] Ndr. non era la voce di un cristiano, ma di un asmatico che soffriva. || LR lupunàre. || VC lupanàro.
lurde [lùrdə] agg. Sporco. || LA lurde.
lurdizie [lurdìzzi̯ə] sf. Sporcizia.
luscije [luššìi̯ə] sf. Bucato. || LA luscìje. || CS luscije.
lustre [lùstrə] agg. Lucido. || RM lùstre.
lustrore [lustrórə] sm. Splendore.
lutte [lùttə] sm. Lutto. || GA lutte.
luvà [luu̯à] v. togliere. || Anche levà. || Locuz. luvà 'a pòlve. Spolverare. || NM Mafà luamelle annanze a l’ucchje [annànə a l-ùkki̯ə] Ndr. Mafalda toglimelo davanti agli occhi. || AO luà.

M

m'a [m-a] pron. pers. + pron. f. Me la. || SA m’a vògghie spusà [m-a vòġġi̯ə spusà] La voglio sposare.
maccarone [makkarónə] sm. Maccherone, Fesseria. || agg. Fesso, Stupido. || pl. maccarune. || MP Cì, cì  nen me ne pàrlanné. Menu male che quìllu créstiané s’ha màgnate ‘u maccarone [čì, čì nə mmə nə parlànnə. ménu mǻlə ke kùllu krəsti̯ǻnə s-à mmaǻtə u makkarónə] Ndr. Zitto, zitto non me ne parlare. Meno male che quell’uomo ha mangiato il maccherone -ci ha creduto-. || AO maccaròne. || MP maccarone. || FO maccaronẹ.
maccarune [makkarùnə] sm. pl. Maccheroni. || sing. maccarone. || FO Maccarünẹ e cardunğillẹ ... allegrẹ allegrẹ, cafunğillẹ [makkarùnə e kkardunğìllə... allèġrə allèġrə, kafunğìllə] Maccheroni e cardoncelli ... allegro allegro, cafone. || VF maccaruni (1841) || FO maccarünẹ. || BF maccarune.
maccature [makkatùrə] sm. Fazzoletto. || Anche facciulette. || SF maccatùre. || LA maccature. || VF muccaturo (1841). || [fg. fazzolètto -  ital. fazzolétto]
macceremonie [maččərəmòni̯ə sm. Maestro di cerimonie.
macchiaretonne [makki̯arətònnə] top. Macchiarotonda. || BA A massarie de macchiaretonne tridece vuove e trentaseie gualane [a massarìə də makki̯arətònnə, trìdəčə vùvə e ttrendasèi̯ə ġu̯alǻnə] La masseria di macchiarotonda tredici buoi, trentasei custodi. || BA macchiaretonne.
macchie [màkki̯ə sf. Macchia. || LR macchie. || AO macchje.
macciuanne [maččuu̯ànnə] par. comp. Mastro Giovanni. || sm. antiq. Ranocchio. || AO Macciuànne.
macellaje [mačəllǻi̯ə] sm. Macellaio. || cfr. chianghire. || TF macellàje.
macenille [mačənìllə] sm. Macinino. || VF maciniello (1841) || AO macenìlle.
machene [màkənə] sf. Automobile, Macchina. || RN a ppənztə kε u kumbaə mii čə vulœvə frəGá a mákənə [à ppənǻtə ke u kumbàə mìi̯ə čə vulévə frəkà a màkənə] ha pensato che il compagno mio gli volesse fregare la macchina.  || RN mákənə.
maciuppe [mačùppə sm. Bottone di metallo dei pantaloni, usato anche come posta in un gioco di ragazzi. || SF maciùppe. || NM¹ maciuppa.
Maddalene [maddalénə] pers. f. Maddalena. || Anche Matalene. || AO Maddalène.
Madonna [madònna] pers. f. Madonna. || Anche Madonne [madònnə] || AM Grazzje, Madonna bbélle, grazzje pe’ tanda bbéne! [ġràzzi̯ə, madònna bbèllə, ġràzzi̯ə pə ttànda bbénə!] Ndr. Grazie, Madonna bella, grazie per tanto bene. ||  AM Madonna. || TF Madònna.
Madonne [madònnə] pers. f. Madonna. || Anche Madonna. || LA Madonne d’i Sètte Vèle, si’ bèlle assaje! [madònnə d-i sèttə vélə, sì bbèllə assǻi̯ə!] Ndr. Madonna dei Sette Veli, sei bella assai. || FD Madònne. || BF Madonn’. || RN madɔnnə.
madunnelle [madunnèllə] s.f. Immaginetta della Madonna. || RM madunnèlle.
maestra [maèstra] sf. Maestra. || GF maèstra. || MA maiestra. || [fg. maèstra - ital. maèstra / maéstra]
Mafalde [mafàldə] pers. f. Mafalda. || Anche Mafà. || TF Mafàlde. || NM Mafà.
maffie [màffi̯ə sf. Mafia. || SG facemm’a capa maffie [fačèmmə a kǻpa màffi̯ə] Ndr. facevamo la migliore mafia. || SG maffie.
magagne [maġàɲɲə] sf. Magagna. || FO A femmẹnẹ è cumẹ na castagnẹ, förẹ é bbönẹ e dintẹ tenẹ a magagnẹ [a fèmmənə è  kùme na kastàɲɲə, fórə è bbónə e ddìndə ténə a maġàɲɲə] La donna è come una castagna, fuori è buona e dentro ha la magagna. || FO castagne̥.
maganzese [maġanʒésə] agg. Maganzese come Gano di Maganza., Persona falsa, Infido. || AO maganzèse.
magazzenire [maġaʒʒənìrə] sm. Magazziniere. || BP magazzeníre. [fg. magaʒʒiniére -  ital magaʒʒinière]
magge [màğğə] sm. Maggio. || BA Abbrile chiova chiove e magge un'e bone [abbrìlə ki̯óva ki̯óvə e  mmàğğə un-e bbónə] In aprile pioggia continua, in maggio una sola ma buona per assicurare il raccolto. || BA magge.
magghie [màġġi̯ə sm. Maglio, Grosso martello di legno. || EG magghie.
magnà [maɲɲà] v. Mangiare. || FO Nüje̥ ce̥ magne̥me̥ i lüpìne̥, n’ate̥ arre̥te̥ a nüje̥ se̥ magne̥ne̥ i scorze̥ [nùi̯ə čə maɲɲǻmə i lupìnə, n-àtə arrétə a nnùi̯ə sə màɲɲənə i skòrzə] Noi ci mangiamo i lupini, altri dietro a noi si mangiano le scorze. || BA Magne e fa magnà [màə e ffa màà] Mangia e fai mangiare. || GG magnà  (1834) || DLC magna’. || MM maňňá.
magnamagne [maɲɲamàɲɲə] locuz. Mangia mangia, Mangione, Persona che non disdegna tangenti. || LA magna-magne.
magnapulende [maɲɲapulèndə] locuz. lett. Mangia polenta, Settentrionale. || cfr. pulendone, giargianese [puləndónə, ğarğanésə] || BA magnapulente.
magnasemelate [maɲɲasəməlǻtə] par. comp. Mangiapolenta, Settentrionale. || BA magnasemelate.
magnate [maɲɲǻtə] sf. Mangiata, Scorpacciata. || FO Spitte̥ spitte̥, ciucce̥ mie̥, l’erva nœve̥: mò te̥ fäje̥ na magnäte̥ de̥ cardüne̥! [spìttə spìttə, čùččə mìi̯ə, l-èrva nóvə: mò t-à fǻi̯ə na maɲɲǻtə də kardùnə!] Aspetta aspetta, asino mio, l’erba nuova: chissà quando ti farai una mangiata di cardi! || EG magnàte. || FO magnäte̥.
magnatorie [maɲɲatòri̯ə sm. Cibo, Il mangiare. || AO magnatòrie. || GF magnatòreje.
maje [mǻi̯ə avv. Mai. || LA maje. || LMG màie. || SE màje. || CL maije.
majellese [mai̯əllésə] sm. Maiellese, Vento freddo che viene dagli Appennini. || BA maiellese.
majestre [mai̯èstrə] sost. Maestro. ||  Al f. Anche maestra. || EG maèstre. || LA majèstre. || [fg. maèstro - ital. maèstro / maéstro]
mala [mǻla] agg. Cattiva. || BA Me pare l’avecielle da mala canzone [mə pǻrə l-avəčìllə d-a mǻla kanónə] Sembra l’uccello del cattivo augurio. || BA mala. || GF möla.
malabuatte [målabuàttə] agg. Scaltro, Astuto, Simpatica canaglia, Scapestrato. || LA malabuatte.
malacrianze [malakriànʒə] sf. Malacreanza, Scortesia. || RM malacrijànze.
malafemmene [malafèmmənə] sf. Malafemmina, Donna cattiva, Prostituta. || BA  malafemene.
malalenghe [malalèṅġə agg. Malalingua, Maldicente. || RM malalènghe.
malamende [malamèndə] agg. Cattivo. || PM malamènte. || CL malamente.
malandrine [malandrìnə] sm. Malandrino. || AO malandrìne.
malapene [malapénə] solo nella locuz. avv. a mmalapene. A malapena, Con difficoltà, A stento. || VC ammalappena.
malarie [malàri̯ə sf. Malaria. || RM malàrije.
malate [malǻtə] sost. Malato. || FD malàte. || BF maláte. || MA malate.
malatije [malatìi̯ə sf. Malattia. || MA a malatia n’n s’accatte [a malatìi̯ə nən -akkàttə] Ndr. la malattia non si compra. || AL malatìje. || MA malatia.
malazione [malazzi̯ónə] sf. Cattiva azione. || RM malazione.
malaziunande [malazzi̯unàndə] sm. antiq. Delinquente, lett. Che commette cattive azioni. || VMG malazzionantë.
male [mǻlə] sm. Male. || DPM cummà nen ve preoccupate pecchè i murte nen fanne male a nisciune quille eje di vive che avit’a ve paure [kummà nən və preokkupǻtə pəkkè i mùrtə nən fànnə mǻlə a nniššùnə, ku̯ìllə èi̯ə d-i vìvə ke avìtə avè paùrə] Ndr. commara, non vi preoccupate, perché i morti non fanno male a nessuno; è dei vivi che dovete avere paura. || TF màle.
malecavate [måləkavǻtə] agg. Malcavato, Nato male. || estens. Furbo, In gamba. || TF Tu si' ccùrte e malecavàte [tu sì kkùrtə e mmåləkavǻtə] Ndr. Tu sei basso  -di statura- e  mal cavato.
maledice [målədìčə] v. Maledire. || EG  maledice.
malengunije [maləṅġunìi̯ə sf. Malinconia. || SG Chiovene lagreme de malinconije      [ki̯óvənə làkrəmə də maləṅġunìi̯ə] Ndr. Piovono lacrime di malinconia. || SF malingunije. || SG malinconije. || PM malencunìje.
malepenzande [måləpənʒàə] agg. Malpensante, Diffidente. || FB màlepenzande.
maletimbe [målətìmbə] sm. Maltempo. || AO maletìmbe. || BA maletiempe. || LA  maletîmbe.
malluppe [mallùppə sm. Malloppo, Gruzzolo, Grossa quantità. || BA malluoppe. || LA mallûppe.
malombre [malòmbrə] sf. Famtasma, Spettro. || RM malòmbre.
malucchie [malùkki̯ə sm. Malocchio. || TF malùcchije.
malurte [malùrtə] solo nella locuz. sturte e malurte [stùrtə e mmalùrtə] Storto e cresciuto male. || AO malùrte. || BA maluorte.
mamamme [mamàmmə] sf. Nonna. ||  LA mamamme. || RA mamamma.
mamberlicche [mambərlìkkə sm. Oggetti di bigiotteria, Caramelline. || LA mamberlicche.
mammà [mammà] sf. Mamma. || cfr. emà. || NM mammà.
mammagrosse [mammaġròssə] sf. Bisnonna. || Anche mammarone [mammarónə] || LA mammagrosse. || BA mammarosse. || ZO mammarossa (1864).
mammalucche [mammalùkkə sm. Mammalucco, Stupido. || RM mammalùccke.
mammarone [mammarónə] sf. Bisnonna. || Anche mammagrosse. || SF mammaròne.
mamme [màmmə] sf. Mamma. || TF ghìje so' cchiù fìgghjie de bbòna màmme de quànde sèmbre [ġìi̯ə sò kki̯ù ffìġġi̯ə də  bbóna màmmə də ku̯àndə sèmbrə] Ndr. Io sono più in gamba di quanto sembri. || ZO mam (1864) || TF màmme. || CA mamme. || RN mammə.
mammijotte [mammii̯òttə] sf. Passerotta. || RM mammijòtte.
mamocce [mamòččə] sf. Statuine, Fantocci, Manichini con figura umana. || al m. mamucce. || GE mammocci.
mamucce [mamùččə] sm. Fantoccio, Manichino con figura umana. || al f. mamocce [mamòččə] || RM mamùcce.
mande [màndə] sf. Mantello. || RM mànde.
mandece [màndəčə] sm. Mantice, Soffietto. || SA P’ascì ke quèlle ce vóle ‘u portafòglie a màndece [p-aššì kə kku̯èllə čə vólə  u  portafòľľə a màndəčə] Per uscire con quella -ragazza- ci vuole il portafogli a mantice -tanti soldi-. || FB mànece.
mandeche [mandékə sf. Manteca, Grossa scamorza secca ripiena di burro. || LA mandèche. || BA manteca.
mandegne [mandèɲɲə] sf. Grosso barile di legno per conservare fino a 25 litri di acqua. || GF¹ mandègne. || BA mantegne.
mandenè [mandənè] v. Mantenere, Sostentare. || AA mandenè.
mandenute [mandənùtə] smf. Mantenuta, Amante. || SA Quìlle téne ‘a mandenùte [ku̯ìllə ténə a mandənùtə] Quello ha la mantenuta -amante-. || RM mandenùte.
mandere [mandérə] sf. Grembiule. || cfr. mandesine. || RM mandère.
mandesine [mandəsìnə] sm. Grembiule. || cfr. mandere. || LR Ognune s’ha pegghjàte ‘u mandesine e mètte ‘a capa sotte a fa ‘u duvère [oùnə s-à ppəġġi̯ǻtə u mandəsìnə e mmèttə a kǻpa sòttə a ffà u duu̯érə] Ndr. Ognuna ha preso il grembiule e mette la testa sotto a fare il dovere -e si mette a lavorare alacremente-. || VF mantesino (1841) || LR mandesine.
mandulline [mandullìnə] sm. Mandolino. || RL Tutte se so’ ‘ddurmut’ e dda luntäne se sent’ lu sûone de lu pandulline [tùttə sə sò ddurmùtə e dda lundǻnə sə sèndə u sùnə d-u mandullìnə] Ndr. Tutti si sono addormentati e in lontananza si sente il suono del mandolino. || RL pandulline.
mane [mǻnə] sf. Mano. || BA I dite d’a mane nen so tutte de na manere [i dìtə d-a mǻnə nən sò ttùttə də na manérə] le dita della mano non sono tutte uguali. || VC a la mane [a la mǻnə] alla mano, affabile, affettuoso. || TF màne. || VC mane.
manecelle [manəcèllə] sf. Stiva, Manico dell’aratro. || MM manecèlle.
maneche [mànəkə sm. Manico. || sf. Manica. || SA ’U màneche d’a scópe [u mànəkə d-a skópə] Il manico della scopa. || SA ’A màneche d’a cammìse [a mànəkə d-a kammìsə] La manica della camicia. || ZO manicheu (1864) || BA maneche. || FD màneche.
manecomie [manəkòmi̯ə sm. Manicomio. ||  CL manecomie.
manecone [manəkónə] sm. Manico, Polso. || BF nen eje lu curtîelle ca nen tagghie, ma lu manecone ch’è fiacche [nən-èi̯ə u kurtìllə ka nən tàġġi̯ə, ma u manəkónə k-è fi̯àkkə] Ndr. Non è il coltello che non taglia, ma il polso che è fiacco. || BF manecone.
manefeste [manəfèstə] sm. Manifesto. || AO manefèste. || TF manifèste.
manere [manérə] sf. Maniera. || Locuz. mode e manere [módə e mmanérə] Fare l’impossibile, Fare di tutto. || SA È fa móde e manére pe fàrle venì quà [è fà módə e mmanérə pə ffàrlə vənì kku̯à] Devi fare di tutto per farla venire qua. || SF manère. || [fg. maniéra - ital. manièra]
Mambredonie [mambrədòni̯ə] top. Manfredonia. || RN Pòrta Mambrëdònjë [pòrta mambrədòni̯ə] Porta Manfredonia. || RN Mambrëdònjë.
mangà [maṅġà] v. Mancare. || MP Ma che me n’agghija fa’ de l’aria frescke quann’ me manche tutt’ ‘u riste [ma ke mə n-àġġi̯a fà də  l-àri̯a frèškə ku̯ànnə mə maṅġə tùttə u rìstə] Ndr. Ma che me ne faccio dell’aria fresca quando mi manca tutto il resto. || RM mangà.
mangamende [maṅġamèndə] solo nella locuz. avv. dicenne mangamende [dičènnə maṅġamèndə] Senza offesa per i presenti, Altrettanto, Non per dire, Senza disprezzare voi. || FB mancamènte.
manganille [maṅġanìllə] sm. Manganello. || estens. Organo sessuale maschile. || LMG Luciétte appicce a luce ca stàsère hamma spusà o vuie o nen vuie ‘u manganîlle é pruvà [lučièttə appìččə a lùčə ka stasérə àmma spusà, o vùi̯ə  o nən vùi̯ə u maṅġanìllə è pruu̯à] Ndr. lett. Lucietta accendi la luce perché stasera ci dobbiamo sposare, o vuoi o non vuoi il manganello devi provare. || LMG manganîlle.
mangate [maṅġǻtə] pp. e agg. Mancato. || FP mancat.
manghe [màṅġə] sf. Sinistra. || EG manghe e dritte [màṅġə e ddrìttə] a rovescia e a dritta. || BM manghe.
manghe [màṅġə] congz. e avv. Neanche. || sf. Sinistra. || SA Nen tènghe mànghe ‘na lìre [nən tèṅġə màṅġə na lìrə] Non ho neanche una lira. || GG manco, manca (1834)  || LE manghé. || RG manche. || CV mangh. || TF mànghe.
manghesale [maṅġəsǻlə] avv. Nulla, Assolu-
  tamente niente. || RM manckesàle.
mangiatore [manğatórə] sf. Mangiatoia. || FB mangiatore.
mangine [manğìnə] agg. Mancino. || sf. Sinistra. || MAM a mǻna manğne̥ [a mǻna manğìnə] la mano sinistra. || MAM manğne̥.
mangione [manğónə] agg. e sm. Mangione. || BA Sant’Antonie face tridece grazie e sante mangione ne face quattodece [sand-andòni̯ə fǻčə trìdəčə gràzzi̯ə e sàndə manğónə nə fǻčə ku̯attòdəčə] Ndr. Sant’Antonio fa tredici grazie e san mangione ne fa quattordici. || BA mangione.
mangumale [maṅġumǻlə] par. comp. Meno male. || MG E mancumale ca ije ‘n capije niente [e maṅġumǻlə ka ìi̯ə ṅġapìi̯ə nìndə] Ndr. E meno male che io non capii niente. || ZO manc male (1864) || MG mancumale.
manigghie [manìġġi̯ə sf. Maniglia. || RM manìgghije.
manijà [manii̯à] v. Palpare, Maneggiare, Picchiare. || RM manijà. || GE manià’.
manijate [manii̯ǻtə] pp. e agg. Maneggiato, Palpato, Picchiato. || sf. Gruppo di persone. || RM manijàte.
manije [manìi̯ə sf. Mania.
maniple [manìplə] sm. Manovale, Aiutante del muratore. || LA maniple.
mannà [mannà] v. Mandare. || MG mannà.
mannagge [mannàğğə] escl. Mannaggia, Maledetto sia. || da male n’aggia [màle n-àğğa] lett. Male abbia. || SA Mannàgge a’ mesèrie [mannàğğə a məsèri̯ə] Mannaggia alla miseria. || SA¹ mannaggia.
manocchie [manòkki̯ə sm. Piccolo fascio di spighe di grano. || BA manocchie.
manute [manùtə] agg. Manesco. || RM  manùte.
manuvelle [manuu̯èllə] sf. Manovella. || FB manuèlle.
manuzzelle [manuzzèllə] sf. Manina. || FB manuzzèlle.
manzignore [manʒiɲɲórə] sm. Monsignore. || FB manzegnòre
mappate [mappǻtə] sf. Masnada, Fagotto. || SF mappàte. || LA mappate.
mappatelle [mappatèllə] sf. Piccolo fagotto contenente la colazione. || FB mappatèlle.
mappazze [mappàzzə] sf. Fagotto, Fardello, Peso, Quantità di cibo di difficile digeribilità. || SA ‘sta mappàzze s’è mmìse sópe ‘o stòmmeche [sta mappàzzə s-è mmìsə sóp-o stòmməkə] questa notevole quantità di cibo si è messa sullo stomaco. 
mappe [màppə sf. Manto, Mantello. || RM màppe.
mappelune  [mappəlùnə]  sf.  Nuvola carica
  d’acqua. || SF mappelùne.
mappine [mappìnə] sf. Strofinaccio, Straccio,
  Canovaccio, Asciusgamano. || FO A mappìnẹ du cafönẹ è u stualettẹ e u cavzönẹ [a mappìnə d-u kafónə è u stuu̯alèttə e u kavəzónə] L’asciugamano del cafone sono lo stivaletto e il pantalone. || VF mappine (1841) || SF mappìne. || FO mappìnẹ.
marane [marǻnə] sf. Acquitrino, Stagno, Pozzanghera con detriti e acqua stagnante. || NM è ruere che sime arruate o’ funne di na marane [è ruu̯érə ke sìmə arruu̯ǻtə ó fùnnə də na marǻnə] Ndr. è vero che siamo giunti in fondo ad un acquitrino. || NM marane. || CA¹ mara̸ne.
maranghe [maràṅġə agg. Di persona piccola e di bassa statura. || BA maranche.
marasciule [marašùlə] sm. Marasciuolo, Particolare tipo di verdura di campagna commestibile. || MM marasciúle e cimamarèlle [marašùlə e ččimamarèllə] erbe varie. || GA A cammerera e a cuck so iut a cogghij i marasciulle p’ farv nù bell pan cutt! [a kamarérə e a kùkə sò i̯i̯ùtə a kkòġġi̯ə i marašùlə pə ffàrvə nu bbèllə pånəkùttə!] Ndr. La cameriera e la cuoca sono andate a raccogliere i marasciuoli per farvi un bel pamcotto! || BA marasciuole. || SG marasciulle. || MM marasciúle. || FB  marasciule. || LR marasciûle.
maraviglie [məravìľľə] sf. Meraviglia.
mare [mǻrə] escl. antiq. Povero, Guai! || BF már’a cki ‘nze gratte c’ l’ogna suja stesse ! [mǻr-a kki nʒə ġràttə kə l-òɲɲa sùi̯a stèssə!] Ndr. povero chi son si gratta con le sue stesse unghie! || BF már’.
mare [mǻrə] sm. Mare. || LE inde a 'stu mare dé guaije [ìnd-a stu mǻrə də ġu̯ǻi̯ə]  Ndr. in questo mare di guai. || CS máre. || GF mmöre. || LE mare.
marenare [marənǻrə sm. Marinaio. || MG¹ Tande ricche marenare, tande povere pescatore [tàndə rìkkə marənǻrə, tàndə pòvərə pəskatórə Ndr. Tanto ricco marinaio, tanto povero pescatore. || MG¹ marenare.
marenise [marənìsə] agg. Marinaro, Che si riferisce al mare. || RM marenìse.
marenne [marènnə] sf. Merenda. || VF marenna (1841).
maretagge [marətàğğə] sm. Corredo. || RM maritàgge.
maretarse [marətàrsə] v. rifl. Maritarsi, Prendere marito. || CL Chi tene facc’ se marite [ki ténə faččə sə marìtə] Ndr. Chi ha faccia prende marito.
Mariè [Mari̯è pers. f. Maria. || RG Marié.
Marije [Marìi̯ə pers. f. Maria. || BF Marij. || MM marìie. || ML¹ Marìje.
marijole [marii̯ólə] sf. e agg. Ladra. || al m. marijule. || TF mariòla.
marijule [marii̯ùlə] sm. e agg. Ladro. || al f. marijole. || AO marijùle.
marite [marìtə] sm. Marito. || AO Marìte  e fìgghje cume Dìje t’ ‘i manne t’i pìgghie [marìtə e ffìġġi̯ə kùmə ddìi̯ə t-i mànnə, t-i pìġġi̯ə] Marito e figli come Dio te li manda te li pigli. || FB marete. || CL marite. || AO marìte.
mariulizie [mariulìzzi̯ə sf. Marioleria, Furfanteria, Ladrocinio. || AO mariulìzzie. || SG¹ mariulizzije.
marmitte [marmìttə] sf. Marmitta, Grande tegame di rame. || FB marmitte.
marmurare [marmurǻrə] sm. Marmista. || FB marmuràij.
marpione [marpi̯ónə] sm. Marpione, Furbacchione, Persona scaltra, astuta. || BA marpione.
marrungine [marrunğìnə] agg. e sost. Marroncino, Di colore marrone.
marsale [marsǻlə] sf. Marsala. || CA¹ marsa̸le. 
martille [martìllə] sm. Martello. || AO martìlle. || VC martìelle.
marugge [marùğğə] sf. Mareggiata, Tempesta che si verifica lungo la costa.  || CS A marúgge, ogne mále destrugge [a marùğğə, òe mmǻlə dəstrùğğə] Ndr. La mareggiata, ogni male distrugge. || CS  marúgge.
marzajole [marzai̯ólə] sf. Marzaiola, Garganello, Anitra selvatica. || FB marzaijòle.
màrze [màrzə sm. Marzo. || BA Marze cacce u fiore e abbrile ave l'onore [màrzə kàččə u fi̯órə e abbrìlə ǻvə l-onórə] Marzo caccia il fiore aprile ha l'onore. || BA marze.
mascijare [mašii̯ǻrə] sf. Fattucchiera, Strega, Megera. || VC masciàra. || LA mascijàre. || BA masciare.
mascije [mašìi̯ə sf. Magia, Fattura, Incantesimo. || LA mascìje.
masckarate [maškarǻtə] sf. Mascherata. || LR masckaràte.
masckarone [maškarónə] sm. Mascherone, Viso molto truccato. || AO masckaròne.
masckaturare [maškaturǻrə] sm. Artigiano che realizza serrature e chiavi in ferro batturo. || VF mascaturaro (1841).
masckature [maškatùrə] sf. Serratura. || VF mascatura (1841) || FB masckature. || BA maschiature.
masckere [màškərə] sf. Maschera. || CS Sant’Antunije masckere e sune [sand-andùnə màškərə e ssùnə] Ndr. Sant’Antonio, maschere e suoni. || CS  masckere.
mascule [màskulə] sm. Maschio. || VC màsculo. || NM mascule. || AO màscule. || SF maskule.
masculone [maskulónə] sm. Maschiaccio, Ragazza dai modi virili. || VC masculòne. || BA masculere.
masone [masónə] sm. Giaciglio per animali. || BA masone.
massagge [massàğğə] sm. Massaggio. || NM
  massaggje.
massare [massǻrə] Massaro, Contadino che presiede ai lavori di un podere. || BA massare de campe [massǻrə də kàmbə] agricoltore. || BA massare.
massarije [massàrii̯ə sf. Masseria, Podere. || VF massaria (1841) || VC massarìa. || AO massarìje. || BA massarie. || MP massarije.
massariole [massari̯ólə sf. Piccolo podere. || VF massariuola (1841) || VC massariòla. 
Mastandune [mastandùnə] pers. m. lett. Mastro Antonio. || BA mastantuone [mastandùnə] particolare tipo di pere di forma schiacciata e dal colore giallino. || BA mastantuone.
maste [màstə] sm. Mastro, Maestro artigiano. || estens. Migliore. || SA Sìme ‘i màste a jucà ‘o pallóne [sìmə i màstə a i̯ukà o pallónə] Siamo i maestri nel gioco del calcio -i migliori a giocare a pallone-. || TF màste.
maste carrire [màstə karrìrə] sm. Carradore, Carraio, Carrettiere. || BA maste carriere. || VC carrìere.
maste d’asce [màstə d-àššə] sm. Falegname. || TF maste d’asce. || VC màstedàscia. || VC  mastedàsce.
maste de cucchiare [màstə də kukki̯ǻrə] sm. Muratore. || BA maste de cucchiare.
maste vianove [màstə vianóvə] sm. Lavoratore addetto alla copertura di strade di nuova costruzione con il brecciame. || BA maste de via nove. || FB maste de vijanòve.
mastecà [mastəkà] v. Masticare, Biascicare. || VC mastecà avemmarìe [mastəkà avemmarìi̯ə] biascicare ave marie. || VC mastecà.
masteggiorge [mastəğğòrğə] agg. Gradasso. || VC mastegiòrge [mastəğğòrğə] custode di matti. || VC mastegiòrge.
mastranzuse [mastranʒùsə] agg. Baldanzoso, Gradasso. || RM mastranzùse.
mastricchie [mastrìkki̯ə] sm. Artigiano non molto bravo. || BA mastricchie.
mastrijà [mastrii̯à] v. Primeggiare, Fare il mastro, il saputo. || VC mastrià.
mastrille [mastrìllə] sm. Trappola per topi, Tagliola. || VF mastrillo (1841) || VC mastrìlle. || BA mastrille.
matacone [matakónə] sm. Cielo coperto e aria umida. || VC tìempe matacòne [tìmbə matakónə] Tempo che vuol mettersi a pioggia. || BA matacone. || VC matacòne.
Matalene [matalénə] pers. f. Maddalena. || VC Matalèna.
matarazze [mataràzzə sm. Materasso. || VF matarazzo (1841) || VC mataràzze.
materazzare [matərazzǻrə] smf. Materassaio.
  || VF matarazzara (1841)|| VC matarazzàre.
matine [matìnə] sf. Mattina. || PR Vaje sembe
  sûle d’ ‘a matine ‘a sere [vǻi̯ə sèmbə sùlə d-a matìnə a sérə] Ndr. Vai sempre solo dalla mattina alla sera. || MM ku̯ann-ẹ stä́te a matine̥  [ku̯ànnə è stǻtə a matìnə] il mattino. || ZO matina (1864) || MM matine̥. || RA matiné. || PR matine. || TF matìne.
matone [matónə] sm. Mattone. || pl. matune. || CS mattone.
matreje [matrèi̯ə] sf. Matrigna. || cfr. matrigne. || VC matrèia. || LA matrèje.
matremonie [matrəmòni̯ə] sm. Matrimonio. || cfr. spusalizie. || CS U mègghije matremonije èije quílle che nen se fáce [u mèġġi̯ə matrəmòni̯ə  è  ku̯ìllə ke nən sə fǻčə] Ndr. Il miglio matrimonio è quello che non si fa. || TF matremònije. || SF matremonij. || FB matremonje. || CA matremonie. || CS  matremonije.
matrezzà [matrəzzà] v. Comportarsi come la propria madre, Somigliare alla madre. || VC matrizzà.
matrigne [matrìɲɲə sf. Matrigna. || cfr. matreje. || SE matrìgne.
Mattè [mattè] pers. m. Matteo. || MG Mattè, se ‘nce vaje tu, là, ‘a guerra nun se vence [mattè, si nğə vǻi̯ə tu, llà, a ğu̯èrrə nun sə vènğə] Matteo, se non ci vai tu, là, la guerra non si vince. || MG Mattè. || [fg. mattéo - ital. mattèo]
matte [màttə] agg. Matto. || CA Fà cume sì fatte, nensì chiamàte nè cane e nè matte [fa kumə sì ffàttə, nən sì kki̯amǻtə nè kkǻnə nè mmàttə] Ndr. Fa come sei fatto, non sarai chiamato né cane né matto. || CA matte.
mattele [màttələ] sm. Mannello di grano. || MM máttele.
matune [matùnə] sm. pl. Mattoni. || sing. matone. || LR matune. || RN matunə.
matunelle [matunèllə] sf. Mattonella. || EG matunelle.
mature [matùrə] agg. Maturo. || FB mature.
matutine [matutìnə] agg. Mattutino. || FB matutine.
mazzamurre [mazzamùrrə] sm. Rozzo, Incivile, Impacciato, Grossolano. || BA  mazzamurro.
mazzarelle [mazzarèllə] sf. Piccola mazza di legno, Bastoncino. || VC mazzarèlla. || LA mazzarèlle. || EG mazzarelle. || LE mazzarell’.
mazze [màzzə sf. Mazza, Bastone. || SA Páne e sènza màzze, fànne ‘i fìgghie pàzze [pǻnə e ssèna màzzə, fànnə i fìġġi̯ə pàzzə] Pane senza bastone fanno i figli ribelli. || EG mazze.
mazzechijà [mazzəkii̯à] v. Brontolare, Borbottare, Masticare a vuoto. || VC mazzecà.
mazzetille [mazzətìllə] sm. Mazzetto. || RM mazzetìlle.
mazziatone [mazzi̯atónə] sm. Pestaggio. || cfr. lardiatone. || RM mazzijatòne.
mazzijà [mazzii̯à] v. Picchiare, Bastonare, Percuotere. || VC mazzià.
mazzijate [mazzii̯ǻtə] sf. Bastonatura. || VC mazziàta a lu culo. Sculacciata. || VC mazziàta. || GA mazziete.
'mbà [mbà] sm. Compare. || Anche cumbà [kumbà] || cfr. cumbare [kumbǻrə] || MA  ‘Mbà, si a vita nostra eje accussì, ck’ chi ta vuje pigghjà... [mbà, si a vìta nòstrə èi̯ə akkùssì, kə kki t-à  vùi̯ə piġġi̯à...] Ndr. Compare, se la nostra vita è così, con chi te la vuoi prendere. || MA ‘mbà.
'mbacce [mbàččə] par. comp. In faccia. || Anche ambacce [ambàččə] || avv. Intorno. || SA Ce vedìme 'mbàcce ‘e nóve [čə vədìmə mbaččə e nóvə] Ci vediamo intorno alle nove. || prep. Contro. || SA Va’  fa’ ‘mbàcce ‘o náse [va fa mbàččə o  nǻsə] Vai a fare in faccia al naso -va a quel paese-. || SA t’àgghia squaccià 'mbàcce ‘o mùre [t-àġġi̯a sku̯aččà mbàččə o mùrə] Ti devo spiaccicare contro il muro. || GG pe infaccia (1834) || AO mbàcce. || EG 'mbacce. || NM ‘mbaccje. || TF ‘m bbàcce.
'mbaccije [mbaččìi̯ə par. comp. lett. In pazzia. || Solo nella locuz. jì ‘mbaccìje [i̯ì mbaččìi̯ə] Impazzire, Divenetare pazzo. || SG So’ cose da iji ‘mbaccije [sò kkósə da i̯ì mbaččìi̯ə] Ndr. Sono cose da far impazzire. || ME pe poche nen jije ‘imbacceje [pə ppókə nə i̯ìi̯ə mbaččìi̯ə] per poco non andai in pazzia. || SG ‘mbaccije. || ME ‘imbacceje. || NM ‘mbaccje. || DPM ‘mbaccije. || CL mbaccije.
'mbacciute [mbaččùtə] pp. e agg. Impazzito. || RM 'mbacciùte.
'mbalate [mbalǻtə] pp. e agg. Impalato, Immobile, Fermo. || VC stàce mpalàte [stǻčə mbalǻtə] Ndr. Sta fermo. || EG 'mbalate. || PM ‘mpalate. || VC mpalàte.
'mballà [mballà] v. Imballare. || VC mballà.
'mbaluniate [mbaluni̯ǻtə] pp. e agg. Ammuffito. || RM 'mbalunijàte.
'mbalzamà [mbalʒamà] v. Imbalsamare. || VC mbalzamà.
'mbambalì [mbambalì] v. Intontire. || RA Te mbambalisci’ a vedè tanta cose [tə mbambalìššə a vvədè tànda kósə] Ndr. Ti stordisci nel vedere tante cose.
'mbambalute [mbambalùtə] agg. Intontito,  Imbambolato. || LE tandé stevè  'mbambaluté lu mumenté [tàndə stévə mbambalùtə u mumèndə] stavo tanto intontito al momento. || SF 'mbambalùte. || LE 'mbambaluté.
'mbannà [mbannà] v. Socchiure, Appannare. || Anche appannà [appannà] 
'mbannate [mbannǻtə] pp. e agg. Appannato.
  || FB 'mbannate.
'mbaperacchiate [mbapərakki̯ǻtə] pp. e agg. Abbigliato in modo grossolano e insieme pretenzioso. || RM 'mpaperacchijàte.
'mbapucchià [mbapukki̯à] v. Imbrogliare con le parole, Raggirare. || VC mpapucchià. || EG 'mbapacchià.
'mbarà [mbarà] v. Imparare. || Anche ambarà. || SA M’àgghia ‘mbarà a stà cìtte [m-àġġi̯a mbarà a stà čìttə] Devo imparare a stare zitto. || AO mbarà. || LA 'mbarà.
'mbaravise [mbaravìsə] par. comp. In paradiso. || CL mparadise.
'mbarazze [mbaràzzə] sm. Imbarazzo.  || VC mbaràzze.
'mbarellà [mbarəllà] v. Mettere su di una barella.
'mbasciate [mbaššǻtə] sf. Ambasciata, Domanda di fidanzamento, di matrimonio. || pp. e agg. Fasciato. || RM 'mbasciàte.
'mbastà [mbastà] V. Impastare. || VC mpastà la farina [mbastà a farìnə] Intridere la farina. || VC mpastà. || LE 'mbastà.
'mbaste [mbàstə] sm. Impasto.
'mbecatate [mbekatǻtə] pp. e agg. Infervorato. || FB 'mbecatàte. || GE mbicatato.
'mbeccà [mbəkkà] v. Impiccare. || cfr.  'mbenne.
'mbeccià [mbəččà] v. Brigare, Intrigare. || VC mpiccià.
'mbecciarse [mbəččàrsə] v. rifl. Intromettersi, Immischiarsi, Mettere il naso nelle faccende altrui. || CL Tatò, no pe’ mpecciarme di fatte tuije, che tu ‘u saije me sò fatte sempe i fatta mije; ma cume veste Maria è proprie ‘n’indecenza [tatò, nò pə mbəčči̯àrmə d-i fàtta tùi̯ə, ke tu u sǻi̯ə mə sò ffàttə  sèmbə i fàtta mìi̯ə; ma kùmə vèstə marìi̯ə è pròpi̯ə n-indecènə] Ndr. Antonio, non per mettere il naso nelle tue cose, perché tu lo sai mi sono sempre occupata dei fatti miei; ma -vorrei dirti che- come veste Maria è proprio una indecenza.
'mbecciajule [mbəččai̯ùlə] agg. Impiccione. ||
  Anche 'mbicciajule [mbiččai̯ùlə]  || RM 'mbicciajùle.
'mbecille [mbəčìllə] agg. Imbecille. || FB  'mbecèlle.
'mbedemende [mbədəmèndə] sm. sing. Impedimento.  ||  BF mpedement’.  ||  FB  mpedemènde.
'mbegatate [mbəġatǻtə] agg. Infegatato, Infervorato. || GE  mbicatato.
'mbegnà [mbəɲɲà] v. Impegnare, Dare qualcosa in pegno a garanzia di un prestito che si riceve. || BF chiacchier’ e ttabbacchèr de legne, ‘u Bbang de Naple ne li mpegne! [ki̯àkki̯ərə e ttabbakkérə də lèə, u bbàṅġə də nàpələ nn-i mbèɲɲə!] Ndr. chiacchiere e tabacchiere di legno, il Banco di Napoli non le prende in pegno.
'mbegnate [mbəɲɲǻtə] pp. e agg. Impegnato. || TF 'mbegnàte.
'mbelà [mbəlà] v. Infilare. || VC nfelà.
'mbelleccià [mbəlləččà] v. Impiallacciare, Rivestire il legno. || VC mbelleccià.
'mbenne [mbènnə] v. Impiccare. || SA Vìneme a truà quàcche vvóte, chè te pòzzena ‘mbènne! [vìnəmə a ttruu̯à ku̯àkke vvótə, ke tə pòzzəna mbènnə!] Viene a trovarmi qualche volta, che ti possano impiccare! || RM ‘mbènne.
'mbernacchiate [mbərnakki̯ǻtə] pp. e agg. Agghindato, Vestito in modo pacchiano. || FB 'mbernacchijàte.
'mberte [mbèrtə] sf. Mancia, Regalia per i ragazzi di famiglia in occasione di feste o ricorrenze. || LR Chi vène, dace ‘a gùrie e cèrche ‘a ‘mbèrte [ki vénə, dǻčə a ġùri̯ə e ččèrkə a  mbèrtə] Ndr. Chi viene, dà gli auguri e chiede la mancia. || LR 'mbèrte.
'mbezzà [mbəzzà] v. Infilare. || RM 'mbezzà.
'mbezzarse [mbəzzàrsə] v. rifl. Infiltrarsi. || RM 'mbezzàrse.
'mbezzarute [mbəʒʒarùtə] pp. e agg. Imbizzarrito. || FB 'mbezzarete.
'mbiastre [mbi̯àstrə] sm. Impiastro, Impacco. || agg. Pasticcione. || RM 'mbijàstre.
'mbicce [mbìččə] sm. Impiccio, Faccenda. || SA àgghia speccià 'mbìcce [àġġi̯a spəččà mbìččə] Devo spicciare impicci -devo sbrigare faccende-. || ZO umpic (1864) || FB 'mpecce. || LMG ‘mpicce.
'mbicciajule [mbiččai̯ùlə] agg. Impiccione. || Anche 'mbecciajule. || RM 'mbecciajùle. 
'mbiegate [mbi̯eġǻtə] pp., agg. e sost. Impiegato. || NM Mò nen vuje chjù addivindà impjegate? [mò nən vùi̯ə kki̯ù ddəvəndà mbi̯eġǻtə?] Ndr. Ora non vuoi più diventare impiegato? || NM impjegate. || ‘mbiegáte.
'mbigne [mbìɲɲə] agg. Faccia tosta. || FB mpigne.
'mbise [mbìsə] pp. e agg. Appeso, Impiccato.  || VC faccia de mbìse [faččə də mbìsə] faccia di impiccato. || VC mbìse. || VC mpìse. || FB ‘mpise.
'mbitte [mbìttə] par. comp. In petto. || Locuz.
  mette ‘mbitte [mèttə mbìttə] Intestare un bene a qualcuno. || SA àmma mètte ‘a cáse ‘mbìtte a Savatóre [àmma mèttə a kǻsə mbìttə a ssavatórə] dobbiamo intestare  -mettere in petto-  la casa a Salvatore. || VC mpìette. || PM 'mbitte.
'mbizza 'mbizze [mbìzza mbìzzə iteraz. lett. Alla punta punta. || AO mbìzza mbìzze. || SL  mbía-mbíe̥.
'mbolle [mbòllə] sf. Bolla, Bollicina, Foruncolo, Vescichetta. || VC mbòlla.
'mbonde [mbòndə] par. comp. Alla punta. || Iteraz. 'mbonda 'mbonde [mbònda  mbòndə] sull’orlo, lett. alla punta punta. || FB mponta mponte.
'mbonne [mbònnə] v. Intingere, Bagnare qualcosa in un liquido. || CL me mbonn’ ‘u pane [mə mbònnə u pǻnə] Ndr. mi intingo il pane. || CL mbonn’.
'mbosse [mbòssə] agg. f. Bagnata. || al m. 'mbusse [mbùssə] || CA ‘mbosse.
'mbrazze [mbràzzə] par. comp. In braccio. || NC mbrazz’.
'mbrellare [mbrəllǻrə] sm. Ombrellaio, Chi per mestiere fabbrica, ripara o vende ombrelli. || VC mbrellàro.
'mbrelle [mbrèllə] sm. Ombrello. || VC mbrèlle pe lu sole [mbrèllə p-u sólə] parasole. || FO U uäiẹ du mbréll’è quannẹ chiovẹ finẹ finẹ [u u̯ǻi̯ə d-u mbrèllə è ku̯ànnə ki̯óvə fìnə fìnə] Il guaio dell’ombrello è quando piove sottile sottile. || ZO umbrel (1864) || VC mbrèlle. || FO mbréll’.
'mbrelline [mbrəllìnə] sm. Ombrellino. || VC mbrellìno.
'mbressione [mbrəssi̯ónə] sf. Impressione. || TF ‘mbressiòne.
'mbrestà [mbrəstà] v. Prestare, Imprestare. || FD Chi amprèste pèrde sòldi e amicìzie [ki ambrèstə pèrdə sòldə e aməčìzzi̯ə] Ndr. Chi concede prestiti perde soldi e amicizia. || RM 'mbrestà.
'mbriacà [mbriakà] v. Ubriacare. || VC mbriacà.
'mbriacarse [mbriakàrsə] v. rifl. Ubriacarsi. || VC mbriacàrse.
'mbriacature [mbriakatùrə] sf. Ubriacatura, Sbornia. || RM 'mbrijacatùre.
'mbriache [mbriǻkə agg. e sost. Ubriaco. || VC mbriàco. || FB ‘mbreijàche.
'mbriacone [mbriakónə] sm. Ubriacone. || VC mbriacòne.
'mbriacune [mbriakùnə] sm. pl. Ubriaconi.
'mbrime [mbrìmə] par. comp. Di prima, Per
  primo. || RM 'mbrìme.
'mbriste [mbrìstə] sm. Prestito. || Anche ambriste. || DPM So venute a vedè si Turille me vole dà ‘mbriste na cinde lire [so vvənùtə a vvədè si turìllə mə vólə dà mbrìstə na čìndə lìrə] Ndr Sono venuto  a  vedere se Salvatore mi vuole dare in prestito cento lire. || DPM ‘mbriste.
'mbronde [mbròndə] par. comp. In fronte. || SA T’àgghia sckaffà ‘na sèggia ‘mbrònde [t-àġġi̯a škaffà na sèğğa mbròndə] Devo sbatterti una sedia in fronte. || SF 'mbronde. || [fg. frònte - ital. frónte]
'mbrufumarse [mbrufumàrsə] v. Profumarsi, Mettere il profumo.
'mbrufumate [mbrufumǻtə] pp. e agg. Che si è messo il profumo. || TF ‘mprufumàte.
'mbrugghià [mbruġġi̯à] v. Imbrogliare. || BA Mò eja ca mbrogghie cenere e panne lurde [mò èi̯ə ka mbròġġi̯ə čènərə e ppànnə lùrdə] è il momento in cui confonde la cenere coi panni sporchi. || RM 'mbrugghijà.
'mbrugghiarse [mbruġġi̯àrsə] v. rifl. Imbrogliarsi, Confondersi, Ingarbugliarsi. || VC mbrugliàrse. || RM 'mbrugghijàrse.
'mbrugghie [mbrùġġi̯ə sm. Imbroglio. || BA Mbruogghie aiuteme tu [mbrùġġi̯ə ai̯ùtəmə  tu] Imbroglio aiutami. || BA 'mbruogghie. || ML ‘mbrugghje. || FB ‘mbrugghij. || VC mbrùoglie.
'mbrugghione [mbruġġi̯ónə] sm. Imbroglione. || VC mbrugliòne.
'mbrugghiose [mbruġġi̯ósə] agg. f. Complicata, Contorta.
'mbrugghiuse [mbruġġi̯ùsə] pp. e agg. Complicato, Contorto. || RM 'mbrugghjùse.
'mbrunì [mbrunì] v. Brunire,  Rendere più scuri i metalli. || VC mbrunì.
'mbruperie [mbrupèri̯ə sf. Improperio, Rimprovero. || VC mprupèrie.
'mbruscenà [mbrušənà] v. Strusciarsi, Rotolarsi per terra. || FB 'mbruscenà.
'mbrustecute [mbrustəkùtə] agg. Indaffarato, Molto impegnato.
'mbrusuttà [mbrusuttà] v. Lasciare stagionare. || AO mbrusuttà.
'mbruville [mbruu̯ìllə] sm. Morbillo. || VC mbruvìlle.
'mbucà [mbukà] v. Riscaldare, Imbucare. || RM 'mbucà.
'mbucajule [mbukai̯ùlə] agg. Che si eccita facilmente, Che vuol fare tutto in fretta. || SF 'mbucajùlle.
'mbucate [mbukǻtə] agg. Infuocato. || pp. Imbucato. || MG Quilli figghie de bbona mamma s’erene ‘mbucate probbie brutt [ku̯ìlli fìġġi̯ə də bbóna màmmə s-èrənə mbukǻtə pròpi̯ə bbrùttə] Ndr. Quei figli di buona mamma si erano riscaldati di brutto. || MG 'mbucate.
'mbugnasà [mbuɲɲasà] v. Imbrogliare. || SF 'mbugnasà.
'mbundà [mbundà] v. Fermare. || SA¹  ‘mbuntà’.
'mbundarse [mbundàrsə] v. rifl. Fermarsi, Arrestarsi. || SA¹ ‘mbuntarse.
'mbundate [mbundǻtə] pp. e agg. Fermato, Che è rimasto immobile. || FB mbundàte.
'mburgatorie [mburġatòri̯ə] par. comp. In purgatorio. || Locuz. ove 'mburgatorie [óvə mburġatòri̯ə] uova in purgatorio, cioè cotte nella salsa di pomodoro.
'mburnà [mburnà] v. Infornare. || Anche ‘nfurnà.
'mburtande [mburtàndə]  agg. e sost. Importante. || TF ‘mbortànde. || TF ‘mburtànde. || MA ‘mpurtante.
'mbuscate [mbuskǻtə] pp. e agg. Imboscato. || FB mbuscàte.
'mbusse [mbùssə] agg. m. Bagnato, Umido. || al f. 'mbosse. || FB mbusse.
'mbustarse [mbustàrsə] v. rifl. Mettersi in agguato.  || VC mpustàrse.
'mbustatore [mbustatórə] sm. Persona che tiene d’occhio qualcosa da un luogo nascosto. || AO 'mbustatòre.
'mbusumate [mbusumǻtə] agg. Rigido, Inamidato. || FB 'mpusumàte.
me [mə] pron. pers. Me, Mi. || SA Me fáje ‘nu bàffe [mə fǻi̯ə nu bbàffə] Mi fai un baffo -non mi tocca più di tanto-.  || GG mè (1834) || ZO mi, meu.
me [me] pron. Me. || Anche mme [mme]. || SA Hànne cercáte a mme e nno a tte [ànnə čərkǻtə a mme e nno a tte] Hanno cercato me e non te.
m'e [m-è] pron. pers. + 2ª sing. v. dovere. Mi devi, Mi lasci, Mi fai. || SA M’è fa jì là? [m-è fa i̯ì llà?] Mi fai -devi fare- andare là? || MP mè.
mecciune [məččùnə] solo nella locuz. a’ mecciune. Di nascosto. || NM Sckitte che a casa me l’agghja veve a muccjune, mammà nen vole! [škìttə ke a kǻsə mə  l-àġġi̯a vévə a məččùnə, mammà nən vólə!] Ndr. Solo che a casa devo berlo di nascosto, mamma non vuole! || NM muccjune. || TF ammecciùne.
Mecheline [məkəlìnə] pers. m. Michelino. || BF Mechelìn’ ‘u fruttajùole [məkəlìnə u fruttai̯ùlə] Ndr. Michelino il fruttivendolo. || BF Mechelìn’.
mecidie [məčìdi̯ə] sm. Omicio. || SG¹ Mecijdije, accedetorije, mariulizzije, sdèlluvije e terramote [məčìdi̯ə, aččədətòri̯ə, marii̯ulìzzi̯ə, ʃdəllùvi̯ə e ttarramótə] Omicidi, uccisioni, ladrocinii, diluvi e terremoti. || SG¹ mecijdije.
medecà [mədəkà] v. Medicare. || AO medecà.
medecine [mədəčìnə] sf. Medicina. || TF A mègghia medecìne: pìnnele de cucìne e scerùppe de candìne [a mèġġi̯a mədəčìnə: pìnnələ  də kučìnə e ššərùppə də kandìnə] Ndr. La migliore medicina: pillole di cucina -il cibo- e sciroppo di cantina -il vino-. || TF medecìne.
medulle [mədùllə] sm. Midollo. || FB medul-
  le. || [fg. midòllo - ital. midóllo]
megghia [mèġġi̯a] agg. compar. f. Migliore. || cfr. capa. || BA A megghia carne eje a vaccine [a mèġġi̯a kàrnə èi̯ə vaččìnə] La migliore carne è quella bovina. || BA megghia.
megghie [mèġġi̯ə agg. e avv. Meglio. || agg. comparativo di buono. Migliore. || BA U megghie amiche te mene a megghia petrate [u mèġġi̯ə amìkə tə ménə a mèġġi̯a pətrǻtə] dal migliore amico si ha la migliore sassata. || NM E’ megghje che nen ci facime a canoscje [è mèġġi̯ə ke nən čə fačìmə akkanòššə] Ndr. E’meglio che non ci facciamo conoscere. || RN u mεggjə ε mεggjə [mèġġi̯ə e mèġġi̯ə] il migliore dei migliori. || CS mègghije. || CL megghie. || NM megghje. || RN mεggjə. || BM meggije. || PM megghijé. || ZO megleu (1864).
megghiere [məġġi̯érə] sf. Moglie. || Anche migghiere. || SE Mànghe ‘i càne ‘a lenghe d’ ‘a megghière [màṅġə  i kǻnə a lèṅġə d-a məġġi̯érə] Ndr. lett. Neanche ai cani -auguro- la lingua di una moglie. || FB u’ marete ckè ne porte solde, manche a megghière nu pote vedè [u marìtə kə nən pòrtə sòldə, màṅġə  a  məġġi̯érə nn-u pótə vədè] Ndr. il marito che non porta soldi, neanche la moglie lo può vedere. || ZO mugliera (1864) || VC muglièra. || SE megghière.
mele [mélə] sf. Mela. || sm. Miele. || BA Tene u mele a vocche e u rasule a li mane [ténə u mélə a vòkkə e u rasùlə e mǻnə]  Tiene il miele sulle labbra e il rasoio nelle mani. || MM u mèle [u mélə] il miele. || BA mele. || FO melẹ. || MM mèle.
melelle [məlèllə] sf. Varietà di mela dalla forma molto piccola. || FB melèlle.
melione [məli̯ónə] sm. sing. Milione, Mille mille migliaia di unità. || pl. meliune [məli̯ùnə]
meliune [məli̯ùnə] sm. pl. Milioni. || sing. melione. || FP Tre mliun? Né bella femmn ... e i sold che a nonn t dev p pagà i tass, che fin ann fatt? [tre mməli̯ùnə? nè bbèlla fèmmənə... e i sòldə ke a nònnə tə dévə pə ppaġà i tàssə, ke ffìnə ànnə fàttə? ] Ndr. Tre milioni? Ehi bella signora ... e i soldi che la nonna ti dava per pagare le tasse, che fine hanno fatto? || FP mliun.
melìzie [məlìzzi̯ə] sf. Milizia. || LR melìzie.
mellecune [məlləkùnə] sm. pl. Piante dei piedi. || SF mellecùne.
melone [məlónə] sm. sing. Melone. || pl. melune. || VF mulone d’acqua [məlónə d-àkku̯ə] cocomero. || VC màgnete nu melòne [màətə nu məlónə] Mangiati un cocomero. || MAM u me̥lóne̥ [u məlónə] il taglio a zero. ||  VC melòne. || VF mulone (1841) || MAM me̥lóne̥.
melune [məlùnə sm. pl. || sing. melone [məlónə || FO I femmẹnẹ só cum’i mẹlünẹ, ogni cîntẹ nẹ trovẹ ünẹ [i fèmmənə sò kkùme i məlùnə òi ččìndə nə trùvə ùnə] Le donne sono come i meloni, ogni cento ne trovi uno buono. || FO mẹlünẹ.
melunazze [məlunàzzə sm. Piccolo melone
  di colore verde. || RM mulenàzze.
memorie [məmòri̯ə sf. Memoria. || LR me-
  mòrie. || PM memoria.
menà [mənà] v. Picchiare, Venire alle mani, Lanciare, Tirare addosso, Elargire, Dispensare, Mettere fuori. || MM¹ Facimec‘a croc’ e mmenamĕci abbascë [fačìməčə a króčə e mmənàməčə abbàššə] Facciamoci la croce e gettiamoci giù. || LCG Una  mena  zucchere  e l’ata manna [ùnə  ména zùkkərə e l-àta mànnə] Ndr. Una dispensa zucchero e l’altra  manna. || AO menà.
menarse [mənàrsə] v. rifl. Buttarsi, Andare in
  una certa direzione. || RM menàrse.
mende [mèndə] sf. Menta. || VC amènta sarvàtica. mentastro. || BA amente. || VF amenta (1841) || VC amènta. || DLC ménde.
mendine [mendìnə] Mentina, Caramella alla menta. || LR mendìne.
mendone [məndónə] sm. Catasta, Mucchio. || SF mendòne.
mendre [mèndrə] congz. Mentre. || ZO mentr (1864) || BF mentr’. || EG mèndre. || CL mentre. || || MM méndre̥. || [fg. mèntre - ital. méntre]
mene [ménə] inter. Avanti! || SA Méne, specciàteve [ménə spəččàtəvə] Avanti, sbrigatevi. || TF mène mè [ménə mè] diamoci una mossa. || TF mène.
menele [mènələ] sf. Mandorla. || SA A Natále ce magnáme ‘i mènele atterráte [a nnatǻlə čə maǻmə i mènələ attərrǻtə] A Natale mangiamo le mandorle atterrate -unite fra loro da zucchero o cioccolato fuso-. || BA amenele mullesche. mandorle fresche. || LA mènele. || VF aménola (1841). || ZO amennele (1864) || BA amenele. || VC amènola.
menestrà [mənəstrà] v. Minestrare, Servire in tavola. || RM menestrà.
menestre [mənèstrə] sf. Minestra. || ZO minestr (1864) || MU  menèstre.
menghiarine [mənġi̯arìnə] agg. smidollato, Senza carattere. || VMG pigghiajë la viä e penzajë dë pungëcà quillü minchiarinö dë lu Rre [piġġi̯ǻi̯ə a vìi̯ə e ppənǻi̯ə də punğəkà kùllu mənġi̯arìnə d-u rrè] Ndr. prese la via -si mise in cammino- e pensò di punzecchiare quello smidollato del Re. || VMG minchiarinö.
menire [mənìrə] sf. Miniera. || FB menire. || [fg. miniéra - ital. minièra]
mennavacche [mennavàkkə] sf. Particolare tipo di uva. || lett.  Mammella di vacca.
menne [mènnə] sf. Mammella. || cfr. mennuzze [mènnùzzə] || SA¹ menne.
mennezze [mənnèzzə sf. Immondizia. || An-
  che munnezze [munnèzzə  || LA mennèzze.
mennuzze [mənnùzzə sf. Mammella. || cfr.
  menne. || SA¹ mennuzze.
menute [mənùtə] sm. Minuto. || AO menùte. 
menza [mènʒa] agg. f. Metà. || Anche mezza [mèʒʒa] || LR mènza.
merà [mərà] v. Mirare, Puntare con attenzione un’arma su un obiettivo. || RM merà.
meracule [məràkulə] sm. Miracolo. || FB me-
  racule. || LMG merachele.
mercande [mərkàndə] sm. Mercante. || NM L’ate jurne facj́e a lite che nu mercande di stoffe [l-àtə i̯ùrnə fačìi̯ə allìtə kə nu mərkàndə də stòffə] Ndr. L’altro giorno litigò con un mercante di stoffe. || Mercànte e pùrce se pésano dòpo mùrte [mərkàndə e ppùrčə sə pèsənə dópə mùrtə] Ndr. Mercanti e porci si valutano dopo -che sono- morti. || NM mercande. || FD mercànte.
mercate [mərkǻtə] sm. Mercato. || BA citte, citte miezze a u mercate [čìttə čìttə mmìə o mərkǻtə] cosa segreta detta invece al mercato. || CA mercàte. || BA mercate.
merciande [mərčàndə] sm. Mercante.
merde [mèrdə] sf. Merda. || BA merde.
merenne [mərènnə] sf. Merenda. || ML merenne.
mericule [mərìkulə] sf. Mora. || Anche americule [amərìkulə] || VC merìcula.
mesale [məsǻlə] sm. Tovaglia. || VF misale, mesale (1841) ||  SF mesàle.
mesate [məsǻtə] sf. Stipendio, Mensile. || RM mesàte.
mesciscke [məšìškə sf. Carne seccata di pecora. || FB mescèscke.
mesckà [məškà] v. Mischiare. || Anche ammesckà [amməškà] || RM mesckà.
mesckate [məškǻtə] pp. e agg. Mischiato. || Anche ammesckate [amməškǻtə] || FB mesckàte.
mese [mésə] sm. Mese. || TF mèse.
meserie [məsèri̯ə sf. Miseria. || AO mesèrie. || [fg. misèria - ital. miʃèria]
Meserine [məsərìnə] pers. m. Miserino. || SA Assummègghie a Ssànde Meserìne [assəmmèġġi̯ə a ssàndə məsərìnə] Rassomiglia a San Miserino. || MG¹ Sicche sicche cume Sante Meserine sope é Cruce [sìkkə sìkkə kùme ssàndə məsərìnə sópə e krùčə] Secco secco come San Miserino sopra le Croci. || MG¹ Meserine.
messa [mèssa] sf. Messa, Funzione religiosa dei cattolici. || Anche messe. || VF esce la messa [èššə a mèssə] Inizia la messa. || CA Quanne t’è sènte ‘a mèssa e jì ‘a chjesa granne [ku̯ànnə  t-è sèndə a mèssə è i̯ì a kkìsa ġrànnə] Ndr. Quando devi ascoltare la messa, devi andare alla chiesa grande -in Cattedrale-. || VF messa (1841) || CA mèssa. || [fg. mèssa - ital. méssa]
messe [mèssə] sf. Messa, Funzione religiosa dei cattolici. || Anche messa [mèssa] || SA Spicciamece che mò esce ‘a messe [spiččàməčə ke mò èššə  a mèssə] Sbrighiamoci che sta per iniziare la messa. || LMG mésse. || [fg. mèssa - ital. méssa]
mesteriuse [məstəri̯ùsə] agg. Misterioso.
mestire [məstìrə] sm. Mestiere. || GF Amböre u mestíre e stipe [ambǻrə u məstìrə e stìpə] Impara il mestiere e conserva. || CL Pasqualì ije ne n’agghie maje capite ancore che mestire faije! [pasku̯alì ìi̯ə nənn-àġġi̯ə aṅġórə kapìtə ke mməstìrə fǻi̯ə!] Ndr. Pasqualino, io non ho ancora capito che mestiere fai! || CL mestire. || TF mestìre. || GF mestíre. || SG mistire.
mesture [məstùrə] sf. Mistura. || CV ha ‘nvndöt na m’stur che tutt i möl cür [à nvəndǻtə na məstùrə ke tùtt-i mǻlə kùrə] Ndr. ha inventato una mistura che tutti i mali cura. || CV m’stur.
mesure [məsùrə] sf. Misura. || TF mesùre. || DPM mesura.
metà [mətà] sf. Metà. || LE Ind’ a la metà dé lu camine dé ‘sta vité [nda mətà d-u kamìnə də sta vìtə] Ndr. Nel mezzo del cammino di questa vita. || LE metà.
mete [métə] v. Mietere. || sf. Bica, Grosso mucchio di paglia. || LA mète.
meteture [mətətùrə] sm. pl. Mietitori.
metre [mètrə] sm. Metro. || FB mètre.
metropele [metròpələ] sf. Metropoli. || EG Fogge è ‘ddevendàte ‘na piccula mètropele [fòğğə è  ddəvəndǻtə na pìkkula metròpələ] Ndr. Foggia è diventata una piccola metropoli. || EG mètropele.
mette [mèttə] v. Mettere. || Locuz. mette a ffile [mèttə a ffìlə] Allineare; mette mminze [mèttə mmìnə] Mettere in mezzo; mètte annànze [mèttə annànə] Mettere avanti. || GG mette (1834) || AO mètte. || [fg. mèttere – ital. méttere]
meveze [mèvəzə sf. Milza. || FB mèveze.
mezza [mèʒʒa] agg. f. Mezza, Metà. || Anche menza. || SA ‘Sta mèzza cartùcce! [sta mèa kartùččə!] Questa mezza cartuccia! || ZO mezza (1864) || FD mèzza.
mezzalenghe [meʒʒalèṅġə] agg. Balbuziente, Che ha difficoltà a parlare fluidamente. || RM mèzzalènghe.
mezzanotte [meʒʒanòttə] sf. Mezzanotte. || FP mezzanott.
mezzapatacche [meʒʒapatàkkə agg. Che ha poco valore, Effeminato. || RM mèzzapatàccke.
mezzesole [meʒʒəsólə] sf. Mezzasuola. || FB mèzzesòle.
mezzone [məzzónə] sm. Mozzicone, Cicca. || LR si ce dîve ‘u mezzòne s’u fumàve. [si čə dìvə u məzzónə s-u fumǻvə] Ndr. se gli davi un mozzicon (di sigaretta) se lo fumava. || VC muzzòne. || LR mezzòne.
m'ha [m-a] pron. pers. + 3ª sing. v. essere. Mi ha. || SA M’ha ffàtte malamènde [m-a ffàttə malamèndə] Mi ha fatto male. || CL m’ha.
m'ha [m-a] pron. pers. + pron. atono + 3ª sing. v. essere. Me lo ha. || SA M’ha ddìtte Assundìne che venìve dumáne [m-a ddìttə assundìnə ke vənìvə dumǻnə] Me lo ha detto Assunta che saresti venuto domani.
m'i [m-i] pron. pers. + pron. pl. m. e f.  Me li, Me le. || SA M’i vògghie accattà [m-i vòġġi̯ə akkattà] Me li, me le voglio comprare.
miccule [mìkkulə] sf. Lenticchia. || RM mìccule.
miche [mìkə avv. di neg. Mica.
mideche [mìdəkə sm. Medico. || BF mentr’ u mîedeche studie, ‘u maláte se ne more! [mèndrə u mìdəkə stùdi̯ə u malǻtə sə nə mórə] Ndr. mentre il medico studia, il malato muore! || FO Acquä pœrẹ e pänẹ, u midẹc̓́hẹ scennẹ e u prevẹtẹ ‘nchiänẹ [àkku̯a pérə e ppǻnə, u mìdəkə šènnə e u prèvətə ṅġi̯ǻnə] Acqua, pere e pane, il medico scende e il prete sale. || BF mîedeche. || CS mideche. || FD mìdeche. || TF mìdeke. || FO midẹc̓́hẹ.
migghie [mìġġi̯ə sm. Miglio, antica unità di misura lineare. || CA Chi nen vole fà ‘u migghje, fece ‘u migghje e mizze e nate poche [ki nən vólə fà u mìġġi̯ə, fǻčə  u  mìġġi̯-e mmìə e n-àtə pókə] Ndr. lett. Chi non vuole fare un miglio, fa un miglio e mezzo ed un altro poco. || CA migghje.
migghiere [miġġi̯érə] sf. Moglie || Anche megghiere [məġġi̯érə] || FO A migghijerẹ è miẹ pänẹ [a miġġi̯érə è mìə pǻnə] La moglie è metà pane. || NM migghjere. || FO migghijerẹ. || [fg. mòglie - ital. móglie]
mije [mìi̯ə agg. poss. Mio, Mia, Mie, Miei. || BF E l’uva mije… l’uva mia ndo stáce?! [e l-ùva mìi̯ə… stǻčə] Ndr. E la mia uva… la mia uva dove sta?! || GG mio, mia (1834) || ZO mii, mij.|| BF mìje. || TF mìje || CL mije. || LE mijé.
mille [mìllə agg. num. e sm. Mille. || Locuz. Me páre mill’ànne. Non vedo l’ora, lett. Mi sembrano mille anni. || TF mìlle.
mine [mìnə] agg. Molto piccolo, Esiguo, Minuto. || Iteraz. mina mìne [mìna mìnə] Piccolissima, Assai minuta|| SA ‘A fàccia mìna mìne e ‘u cùle quànd’è ‘na tìne [a fàčča mìna mìnə e u kùlə ku̯ànd-è na tìnə] -Ha- il viso molto piccolo ed il culo quanto -è- una tinozza.
mineme [mìnəmə] agg. superl. di piccolo Minimo.
minerve [minèrvə] sm. pl. Zolfanelli per accendere le sigarette, Minerva.
minze [mìnʒə] agg. Mezzo. || Anche mizze. || SA Dàmme mìnze chìne de purtagàlle [dàmmə mìnʒə kìnə də purtaġàllə] Dammi mezzo chilo di arance. || LR minz’.
Miolle [miòllə pers. f. Miolla. || ML Miò.
mipe [mìpə agg. Miope. || RM mìpe.
mise [mìsə] sm. pl. Mesi. || al sing. mese. || pp. Messo. || SA pàssene ‘i jùrne e ‘i mìse e ttu nen càgne máje [pàssənə i i̯ùrnə e i mìsə e ttu nən kàə mǻi̯ə] Passano i giorni e i mesi e tu non cambi mai. || SA Quànne ha vìste i carabbenìre, s’è mìse a fùje cùme è ‘nu pàcce [ku̯ànnə à vvìstə i karabbənìrə, s-è mmìsə a ffùi̯ə kùmə è nu pàččə] Quando ha visto i carabinieri, si è messo a correre come un pazzo. || TF mìse.
mizze [mìʒʒə] agg. m. Mezzo, Metà. || al f. mezza. || Anche minze [mìnʒə] || SA Dàmme mìzze lìtre de làtte [dàmmə mìʒə lìtrə də làttə] Dammi mezzo litro di latte. || PM mizze.
mizzejurne [miʒʒəi̯ùrnə] sm. Mezzogiorno. ||
  CL se vonne avezà a mizzejurne [sə vònnə avəzà a  mmiʒʒəi̯ùrnə] Ndr. si vogliono alzare a mezzogiorno. || TF mizzejùrne. || CL mizzejurne.
mizzeprevete [miʒʒəprèvətə] par. comp. dispr. lett. Mezzo prete, Chierico, Seminarista, Assiduo frequentatore di chiese.
mizzetimbe [miʒʒətìmbə] sost. Persona di mezza età. || MA vicchie, mizzetimpe e guagliune [vìkki̯ə, miʒʒətìmbə e ġu̯aľľùnə] Ndr. vecchi, persone di mezza età e ragazzi. || MA mizzetimpe.
'mmaculate [mmakulǻtə] agg. Immacolato. || pers. f. Immacolata. || FB Da l’albe d’Ammaculàte [da l-àlbə d-a mmakulǻtə] Dall’alba dell’Immacolata. || FB Ammaculàte.
'mmane [mmǻnə] par. comp. In mano. || TF ‘mmane. || MP mané. || BA mmane.
'mmediuse [mmədi̯ùsə] agg. invidioso. || Anche ‘. || EG ‘mmediùse.
'mmetate [mməttə] pp., agg. e sm. Invitato. || Anche ‘nvetate. || RM 'metàte.
'mmidie [mmìdi̯ə sf. Invidia. || Anche ‘nvidie. || RM 'mìdije.
'mmiscka 'mmiscke [mmìška mmìškə locuz. Miscuglio, Confusione. || RM mìscka-mìscke.
'mmizze [mmìʒʒə] par. comp. In mezzo. || SA M’hànne mìse ‘mmìzze [m-ànnə mìsə mmìʒə] Mi hanno messo in mezzo. || ZO in miezza (1864) || RN mmië. || PR  mminz’.
'mmocche [mmòkkə par. comp. In bocca. || BA Tene na salme de diente mocche [ténə na sàlmə də dìndə mmòkkə] Tiene un mucchio di denti in bocca. || BA mocche. || TF ‘mmòcche. || [fg. bòcca - ital. bócca]
mò [mò] avv. Adesso. || inter. Aspetta. || Locuz. mò punde [mò pùndə] Proprio ora. || MP Mò, vine quà ‘ndò vaije, fenimé d’arraggiunà [mò, vìnə kku̯à, ndò vǻi̯ə, fənìmə d-arrağğunà] Ndr. Aspetta, vieni qua dove vai, finiamo di discutere. || GG mò (1834). || ZO mo.
mode [mòdə] sf. Moda. || sm. Modo. || TF mòde.
moderne [modèrnə] agg. Moderno. || TF modèrne.
molafurce [molafùrčə] sm. Arrotino. || Anche ammolafurce [ammolafùrčə] || RM molafùrce.
mole [mólə] sf. Mola. || MM na mòle [na mólə] una mola. || MM mòle. || [fg. móla - ital. mòla]
molle [mòllə] sf. Molla, Elastico. || agg. f. Molle, Morbido, Soffice. || al. m. mulle [mùllə] || Locuz.  molle p'i cavezette [mòllə p-i kavəzèttə]  Reggicalze, Giarrettiera, lett. Molla per le calze. || EG Site pègge de ‘na molle [sìtə pèğğə də na mòllə] Ndr. Siete peggio di una molla -non vi fermate mai- || EG molle.
momabbije [momabbìi̯ə sm. pl. Soldi, Denari. || Dalla locuz. mò m’abbije [mò m-abbii̯ə] Ora mi posso avviare. || RM mò m'abbìje.
moneche [mònəkə sost. Monaco. || pl. m. munece. || SF monecke. || CA¹ moneke. || TF mòneke.
monge [mònğə] v. Mungere. || CA¹ monge.
monopattene [monopàttənə sm. Monopattino. || SF monopattene.
mope [mópə agg. f. Muta, Che non parla. || LMG mope.
moribbonde [moribbòndə] agg. Moribondo. || RN u kjaœvə moribbndə [u ki̯aɲɲévə moribbòndə] lo piangeva moribondo. || RN moribbndə.
morre [mòrrə] avv. e agg. Assai, Moltissimi, Un sacco. || LR morre.
morte [mòrtə] sf. e agg. Morte, Morta. || al m. murte [mùrtə]  || LMG morte. || LE morté. || BF morte. || mǫ́rte̥.
mosche [mòskə sf. Mosca. || BA Cosa cuverte nen ce cache la mosche [nən mòskə] Sugli oggetti coperti non si deposita -caca- la mosca. || SE mosche jànghe [mòskə  Ndr. mosche bianche. || TF mòsche. || SE mosche. || [fg. mòsca - ital. mósca]
mosse [mòssə] sf. Mossa, Svenimento, Cenno. || FB mosse.
mostre [mòstrə] sm. Mostro. || sf. Prova, Campione, Mostra d’arte. || BA U re ne vole la mostre [u rrè nə vólə a mòstrə] Il re vuole un campione. || LR mostre. || [fg. mòstro/mòstra - ital. móstro/móstra]
motomme [motòmmə] sm. Motociclo. || SF motomme.
move [móvə] v. Muovere. || LR move. || RM mòve. || [fg. muóvere - ital. muòvere]
'mpenzate [mpənʒǻtə] agg. Impensato. || CL ‘mpensate.
m'u [m-u] pron. pers. + pron. m. Me lo. ||  SA
  m’u vògghie accattà [m-u vòġġi̯ə akkattà] me lo voglio comprare.
mubbeleficie [mubbələfìči̯ə sm. Mobilificio.
mubbilie [mubbìli̯ə] sf. Mobilia, L’insieme dei mobili di una abitazione. || TF mubbìlije.
mucciacone [muččakónə] solo nella locuz. a mucciacóne. A nascondino. || BA ammucciacone.
mucete [mùčətə] agg. e sost. Che sa di muffa. || LA mùcete.
mudille [mudìllə] sm. Modello. || FB mudèlle.
mufalanne [mufalànnə] sm. L’altro anno. || solo nella locuz. a mufalanne [a mmufalànnə] Lo scorso anno. || cfr. bufalanne, ammufalanne [bufalànnə, a mmufalànnə] || SF mufalanne.
mugghie [mùġġi̯ə sm. Fango. || RM mùgghije.
mujine [mui̯ìnə] sf. Moina, Gesto affettuoso ma sdolcinato. || cfr. mosse. || RM mujìne.
mulagnane [mulaɲɲǻnə] sf. Melanzana. || VC mulagnàna. || VC mulignàna. || [fg. melanàna - ital. melanzàna/melanàna]
mule [mùlə] sm. Mulo. || TF mùle.
mulenare [mulənǻrə] sm. Mugnaio. || RL Aaah! ammenazz’ lu ciucce ‘u mulenäre [aaah! ammənazzə u čùččə u  mulənǻrə] Ndr. Aaah! incita l’asino il mugnaio. || BA mulenare. || VF mulenaro (1841) || RL mulenäre.
mullà [mullà] v. Mollare, Allentare la presa, Cedere. || SE Une ca tìre sèmbe ... l’ate ca ‘n mmŏlle màje [ka sèmbə mǻi̯ə] Ndr. Una che tira sempre, l’altra che non cede mai. 
mulle [mùllə] agg. Molle. || Locuz. mulle mulle. Molliccio. || VC mùolle. || SG mulle. 
mullechelle [mulləkèllə] sf. Mollichetta, Briciola di pane. || VC mullechèlla. || MU mullechèlle.
mullette [mullèttə] sf. Pinzetta di legno o plastica per i panni. || RM mullètte.
mullettone [mulləttónə] sm. Coperta di lana, Coltre. || cfr. cutre. || VC mullettòne.
mumende [mumèndə] sm. Momento. || PR Me ‘ngande agnu mumende si te guarde [mə ṅġàndə òe mmumèndə se tə u̯àrdə] Ndr. Mi incanto ogni momento se ti guardo. || ML mumende. || [fg. momènto - ital. moménto]
munacelle [munačèllə] sf. Scarafaggio, Giovane suora. || cfr. scarafone [skarafónə]  || VC munacèlle. || BA munacelle.
munacille [munačìllə] sm. Fraticello. || BA munacielle.
mundagne [mundàɲɲə] sf. Montagna. || BP a cime  da muntagne  se  raggiunge  chiane chiane nu gradine a vote! [a čìmə d-a mundàɲɲə sə rağğùnğə ki̯ǻnə ki̯ǻnə, nu ġradìnə a vótə!] Ndr. la cima della montagna si raggiunge piano piano un gradino alla volta! || BP muntagne.
mundagnole [mundaɲɲólə] sf. Montagnola. || LE mundagnole. || [fg. montagnóla - ital. montagnòla].
mundanare [mundanǻrə agg. e sost. Montanaro. || CA Mundanàre: scarpe grosse e cervèlle fine [mundanǻrə: skàrpə ġròssə e ččərvèllə fìnə] Ndr. Montanaro: scarpe grosse e cervello fine. || CA mundanàre.
mundaruzze [mundarùzzə sm Terrapieno, Accumulo, Tumulo di terra. || SA K’a tèrre ha fàtte ‘nu mundarùzze [k-a tèrrə à ffàttə nu mundarùzzə] Con la terra ha fatto un tumulo. || VF muntaruozzo (1841) || EG mundaruzze.
mundone [mundónə] sm. Mucchio. || VC muntòne.
munduvà [munduu̯à] v. Nominare, Menzionare. || VC Nùmme munduvà [nə mmə munduu̯à] Non mi nominare. || ML ‘nda casa mije n’hadda purtà cchiù e nà vogghje sende manghe de munduà [nda kǻsa mìi̯ə n-àdda purtà kki̯ù e nn-a vòġġi̯ə sèndə màṅġə də munduu̯à] Ndr. nella mia casa non la deve più portare e non voglio neanche sentirla nominare. || VC munduvà. || TF mundeva’. || ML munduà. || E dal fr. ant. mentevoir, ital. ant. mentovare, lat. mnte habre “avere in mente”.
munduvate [munduu̯ǻtə] sf. Nomea, Fama, Reputazione. || AO menduàte.
munece [mùnəčə sm. pl. Monaci. || sing. moneche. || FO Vijätẹ a te cafonẹ chẹ magnẹ pänẹ e cardonẹ, nujẹ munẹcẹ svẹnturätẹ  a matinẹ carnẹ e a serẹ frittätẹ [vii̯ǻtə a ttè kafónə ka màə pǻnə e kkardónə, nùi̯ə mùnəčə ʃvəndurǻtə a matìnə kàrnə e a sérə frəttǻtə] Beato te, cafone, che mangi pane e cardi, noi monaci sventurati, la mattina carne e la sera frittata. || FO munẹcẹ.
munecibbie [munəčìbbi̯ə sm. Municipio, Palazzo di città, Comune. || TF munecìbbije.
munne [mùnnə] sm. Mondo. || Locuz. ‘nu munne. Moltissimi. || MG Ce appresentamm, éreme 'nu munne [č-apprəsəndàmmə, èrəmə nu mùnnə] Ndr. Ci presentammo, eravamo moltissimi. || CL cose de l’ate munne [kósə də l-àtə mùnnə] Ndr. cose dell’altro mondo. || VC mùnne. || CL munne. || LE munné. || [fg. mòndo - ital. móndo]
munnezze [munnèzzə sf. Immondizia. || Anche mennezze [mənnèzzə || VF munnezza (1841) || VC munnèzza.
mupe [mùpə agg. Muto. || CA ‘U figghje mupe, ‘a mamme l’intende [u fìġġi̯ə mùpə, a màmmə l-indèndə] Ndr. Il figlio muto, la mamma lo capisce. || CA mupe. VC mùpe.
mupesurde [mupəsùrdə agg. Sordomuto. || VC mùpe-sùrde.
mure [mùrə] sm. Muro, Parete.  ||  TF mùre. ||
  CL mure.
murì [murì] v. Morire. || GG e io me staco  a morì de fame [e  ìi̯ə mə stǻkə a mmurì də fǻmə] Ndr. ed io mi sto a morire di fame. || SF A murì e a pagà quande chiù tarde se pòte [a mmurì e a ppaġà ku̯àndə kki̯ù ttàrdə sə pótə] A morire e pagare il più tardi possibile. || DPM Ha ditte ca prime de murì vole lassà tutte cose scritte [à ddìttə ka prìmə də  murì  vólə lassà tùttə kósə skrìttə] Ndr. Ha detto che prima di morire vuole mettere tutto per iscritto. || GG morì (1834) || DPM murì.
murille [murìllə] sm. Muricciolo. || FB  murèlle. [fg. nuricciólo – ital. muricciòlo]
murirse [murìrsə] v. rifl. Morirsi. || PM a murirse de fridde fine a matine [a mmurìrsə də frìddə fìn-a matìnə] Ndr. a morire di freddo fino al mattino. || PM murirse.
murtale [murtàlə] sm. Mortaio. || VC murtà-
  le. || VF murtale (1841).
murtatelle [murtatèllə] sf. Mortadella. || VC mortatèlla. || VF murtatella (1841).
murte [mùrtə] pp., agg. e sm. Morto. || al f. morte [mòrtə] || MG¹ A chiagne ‘u murte sonde lagreme pérze [a kki̯àɲɲə u mùrtə sòndə làkrəmə pèrzə] A piangere il morto sono lacrime perse. || MM ęre̥ múrte̥ [èrə mùrtə] era morto. || GG muorte (1834) || VC mùorte. || TF mùrte. || MG¹ murte. || CA mûrte. || MM múrte̥. || CA¹ murte.
murtecille [murtəčìllə] sm. Morticino, Bambino morto. || LR Tenève ‘a faccia vèrde cume ‘u murtecîlle [tənévə a fačča vèrdə kùmə u murtəčìllə] Ndr. Aveva la faccia verde come un morticino. || LR murtecîlle.
murtore [murtórə] sm. Funerale, Cerimonia funebre per il morto.
murtorie [murtòri̯ə sm. Mortorio, Situazione priva di vivacità. || RM murtòrije.
murve [mùrvə] sm. Muco. Moccio. || SF murve.
murvusille [murvusìllə] agg. Moccioso. || cfr. scacchiatile [skakki̯atìllə]. || RM murvusìlle.
murze [mùrzə sm. Morso, Piccola porzione. || Anche muzzeche [mùzzəkə. || VC Nu mùorze de pane [nu mùrzə də pǻnə] Un boccone di pane. || VC mùorze.
murzette [murzèttə] sf. Morsetta. || RM murzètte.
murzille [murzìllə] sm. Piccolo morso, Piccola porzione. || Anche muzzechille. || BA murzille.
musale [musǻlə] sm. Tovaglia da tavola. || SF musàle.
musce [mùššə] agg. Lento, Moscio, Floscio. ||
  TF mùsce.
muscematteje [muššəmattèi̯ə par. comp. Lento nei movimenti. || RM muscemattèje.
muschegghione [muskəġġi̯ónə] sm. Moscone. || TF muscagghiòne.
muschille [muskìllə] sm. Moscerino. || VC
  moschìllo.
musciarille [mùššarìllə] sm. Gattino || GA u
  musciarill è iut a cacc’ de passarille! [u mùššarìllə  è i̯i̯ùtə a kkàččə də passarìllə!] Ndr. il gattino è andato a caccia di passerotti. || GA musciarill.
museche [mùsəkə sf. Musica. || ZO musicheu (1864) || EG museche. || LR mùseche. || [fg. mùsica - ital. mùʃica]
mussajule [mussai̯ùlə] agg. Persona dai modi manierosi. || RM mussajùle.
mussarole [mussarólə] sf. Museruola. || VF mussarola (1841) || VC mussaròla.
musse [mùssə] sm. Labbro, Muso. || SE ‘a mmusse ‘a mmusse [a mmùssə a mmùssə] Ndr. lett. a muso a muso -a distanza ravvicinata- || BP accussì ve rumbite u musse e baste [akkussì və rumbìtə u mùssə e bbàstə] Ndr. in questo modo vi rompete il muso e -senza ottenere- nient’altro-. || CA musse. || SE mmusse.
mustacciule [mustaččùlə] sm. Mostacciolo, Dolce a base di mosto. || FB mustacciulle.
mustarde [mustàrdə] sf. Mostarda. || VC mustàrda.
mustazze [mustàzzə sm. pl. Baffi. || VC mustàcci. || BA mustazze.
mustracchiotte [mustrakki̯òttə] agg. Birbante. || SF mustracchiotte.
mustrecelle [mustrəčèllə] sf. Mostriciattola. || ML Quille desgraziate quande ce ne stace facenne passà cke quell’ata mustrecelle d’a spose [kùllu  dəʃġraʒʒi̯ǻtə ku̯ànnə čə nə  stǻčə fačènnə passà kə kku̯ell-àta mustrəčèllə d-a spósə] Ndr. Quel disgraziato quante ce ne sta facendo passare insieme a quell’altra mostriciattola della fidanzata. || ML mustrecelle.
mustrecille [mustrəčìllə] sm. Mostriciattolo. || BA mustrecielle.
mutatore [mutatórə] sf. Ricambio di biancheria. || cfr. cagnatore. || RM mutatòre.
mute [mùtə] sm. Imbuto. || BA mute.
mutive [mutìvə] sm. Motivo. || CA surredive sembe senza mutive [surrədìvə sèmbə sènʒa mutìvə] Sorridevi sempre senza motivo. || CA mutive.
muttette [muttèttə] sm. Motto, Detto, Proverbio.
muzze [mùzzə] agg. Monco, Privo di un arto. || SF muzze.
muzzecà [muzzəkà] v. Mordere. || BA ’U cane muzzecheje u strazzate [u kǻnə muzzəkèi̯ə u strazzǻtə] Il cane morde il barbone. || LA muzzecà.
muzzeche [mùzzəkə sm. Morso. || BA muzzeche. || VC mùzzeche.
muzzette [muzzèttə] sf. Mantellina per uomo o donna. || BA muzzette.
muzzunare [muzzunǻrə] sm. Ciccaiolo, Chi raccatta cicche per terra. || SF muzzunàre.

N

'na [nà] agg., sost. pron. e art. indef. f. Un, Una. || al m. ‘nu. || SA dàmme ‘na caramèlle e ddóje cingòmme [dàmmə na karamèllə e ddói̯ə čiṅġòmmə] Dammi una caramella e due gomme da masticare. || VC na. || TF 'na.
nache [nǻkə sf. Culla. || BA nache.
nanarille [nanarìllə] agg. e sm. Nano. || Anche nanette, nane. || FB nannarille.
nanasse [nanàssə] sf. Ananas. || SA So’ ddòlece ‘sti nanàsse, so’ ddòlece [sò ddòləčə sti nanàssə, sò ddòləčə] Sono dolci queste ananas, sono dolci. || VC nanàssa.
nande [nàndə] avv. Avanti. || Anche ‘nnande, annande, annanze, ‘nanze [annànə] || DPM nande. || BA nante.
nandepaste [nandəpàstə] sm. Antipasto. || VC nantepàste.
nandeporte [nandəpòrtə] sf. Antiporta. || VC nantepòrta. || SF nandeporte.
nandeveggilie [nandəvəğğìli̯ə sf. Antivigilia, Giorno che precede il Natale. || Anche vegilie. || RM natevegìlije.
nane [nǻnə] agg. e sost. Nano. || Anche nanette, nanarille.
nanette [nanèttə] agg. e sost. Nano. || Anche nane, nanarille.
Nannurche [nannùrkə] pers. m. Nannorco,  Orco || RN cumba Nannurkə [kumbà nannùrkə]. Ndr. compare Orco. || RN Nannurkə.
nanò [nanò] sf. Nonna. || Anche nanonne, mamamme, mammanonne.
nanonne [nanònnə] sf. Nonna. || Anche nanò, mamamme, mammanonne [nanò, mamàmmə, mammanònnə] . || FP nanonn.
'nanze [nànʒə] avv. Avanti. || Anche annanze, 'nanze [annànə] || AO 'nànze. || SF nanze. || BA nante. || MP nanzé.
Napele [nàpələ] top. Napoli. || RN Nápulë. || BF Naple. || FD Nàpule.
Napelijone [napəlii̯ónə] pers. m. stor. Napoleone.
nasce [nàššə] v. Nascere. || SA Chi nàsce quàdre nen móre tùnne [ki nàššə ku̯àdrə nə mmórə tùnnə] Chi nasce quadrato non muore rotondo. || MM¹ L’ervë che non vuoj’ a l’uört nascë [l-èrvə ke nən vùi̯ə a l-ùrtə nàššə] Erba non desiderata nasce nell’orto. || BF nasce.
nascemende [naššəmèndə] sm. Figli, Persone nate. || ML patete mammete e tutt’u nascemende [pàtətə, màmmətə e ttùttə u naššəmèndə] Ndr. tuo padre, tua madre e tutti coloro che sono nati. || ML nascemende.
nase [nǻsə] sm. Naso. || Locuz. pappe e nase [pàppə e nnǻsə] naso grosso e lungo. || SA Va’  fa’ ‘mbacce ‘o náse [và fà mbàččə ó nǻsə] Va’ a quel paese -lett. a fare in faccia al naso-. || FD Chi tene nàse, tène criànze [ki ténə nǻsə ténə kriànʒə] Ndr. Chi ha naso, ha buona educazione. || FP Gigetto Papp e nas [ğiğğèttə pàppə e nnǻsə] Ndr. Gigetto naso grosso e lungo. || AO nase. || FD nàse. || FP nas.
n'ata [n-àta] agg. indef. Un’altra. || SA Stáce n’ata vóte qqua, ma pecchè nze ne váce? [stǻčə n-àta  vótə kku̯à, ma pəkkè nə nə vǻčə?] Sta un’altra volta qua, ma perché non se ne va? || Nó stije manca  nata jurnata [nə stìi̯ə maṅġə n-àta i̯urnǻtə]  Ndr. Non stette neanche un’altra giornata. || FP n’ata. ||  GG nata (1834).
Natale [natǻlə] sm. Natale. || RC A Nat’l, a Fogg’ s’ magn’v’ accussì [a nnatǻlə, a ffòğğə sə ma<<ǻvə akkùssì] A Natale a Foggia si mangiava così. || SA¹ Natäle. || RC Nat’l.
n'ate [n-àtə] agg. indef. un altro. || DPM n’ate.
nateche [nàtəə] sf. Natica, paricolare tipo di erba selvatica commestibile. || FB nadeche.
natrelle [natrèllə] sf. Anatra. || ZO natrella (1864) || RM natrèlle.
navette [navèttə] sf. Paletta metallica usata dai venditori al dettaglio per prelevare farina o legumi secchi. || FB navètte.
nazzanazze [nazzanàzzə locuz. Pieno pieno di vino. || FB nazza nazze.
nazzecà [nazzəkà] v. Cullare. || Anche nazzechijà. || VC nazzecà. || CA¹ nazzeká.
nazzechijà [nazzəkii̯à] v. Cullare, Dondolare. || Anche nazzecà. || RM nazzechijà.
ncanosce [ṅkanòššə v. Non conoscere, Non avere dimestichezza, Non sapere usare. || ML cume se vede ca ‘ncanusce ‘a penne [kùmə sə védə ka ṅkanùššə a pènnə] Ndr. come si vede che non sai usare la penna -non sai scrivere-.
'nd'a [nd-a] prep. art. inde ‘a [ìndə a] Nella, Dentro la. || CL nda case de Ceruzze [nd-a kǻsə də čərùzzə] Ndr. nella casa di Ciro. || CL nda.
nd'a [nd-a] par. comp. nen te la. Non te la. || SA Nd’a vògghie dà [nd-a vòġġi̯ə dà] Non te la voglio dare. 
'ndacche [ndàkkə sm. Taglio, Spacco, Intacco, Incisione, Intaglio. || LA ‘ntacche.
'ndamenate [ndamənǻtə] agg. Contaminato, Marcio, Decomposto, Andato a male. || RM 'ntamenàte.
'ndande [ndàndə] par. comp. Non tanto. || LR Sta guapparìje ‘ndande li piacìje a nu crapàre ca sendìje ‘u fatte [sta ġu̯apparìi̯ə ndàndə li pi̯ǻčìjə a nu krapǻrə ka səndìi̯ə ‘u fàttə] Questa guapperia non tanto piacque ad un capraro che sentì il fatto.
'ndanninde  [ndannìndə]  par.  comp.  In un
  niente, In un attimo. || RM 'nd'annìnde.
nd'e [nd-e prep. art. Nei, Dentro i. || contraz. di inde ‘e. || SA ìje nen m’ammìscke ‘nd’e fàtta tùje [ìi̯ə nəmm-ammìškə nd-e fàtta tùi̯ə] Ndr. Io non mi mischio nei fatti tuoi.
nde [ndə] par. comp. Non ti, Non te. || Anche nen te. || PR ‘n de. || VC n’ t’. || CL ne’ te. || LA  nen te.
'ndechetà [ndəkətà] sf. Antichità. || EG 'ndechetà.
'ndelenotte [ndələnòttə] agg. m. Stupido, Sciocco, Fessacchiotto. || SF E brave o ‘ndelenotte [e bbrǻvə o ndələnòttə] E bravo al fessacchiotto. || SF  'ndelenotte.
ndemene [ndəménə avv. e congz. Nientedmeno, Nientemeno, Addirittura. || MM nde̥męne̥.
'ndemberie [ndembèri̯ə sf. pl. Intemperie. || EG ‘ndembèrie.
'ndenagghie [ndənàġġi̯ə sf. Tenaglia. || Anche tenagghie [tənàġġi̯ə] || VC ntenàglia. || VF  ntenaglia (1841).
'ndende [ndèndə] sm. Intento, Lo scopo, Il fine. || v. Intendere, Capire. || LMG nténte. || CA intende.
'Ndeniucce [ndəni̯ùččə] pers. m. Antonio. || cfr. Tatonne [tatònnə] || RM nuje ‘a canuscime da vint’anne, da quanne se spusaje a ‘Ndeniucce [nùi̯ə a  kanuššìmə da vìnd-ànnə, da ku̯ànnə sə spusǻi̯ə a ndəni̯ùččə] Ndr. noi la conosciamo da venti anni, da quando sposò Antonio. || TF ‘Nduniùcce. || TF ‘Nduniu’. || RM ‘Ndeniucce.
'ndepateche [ndəpàtəkə agg. Antipatico. || RM 'ndepàtecke.
'nderizze [ndərìzzə sm. Indirizzo. || VC nderìzze.
'nderre [ndèrrə] par. comp. Per terra. || SF abbaste che pigghiane e jèttene ‘ntèrre [abbàstə ke pìġġi̯ənə e i̯èttənə ndèrrə]. Ndr. basta che prendono e gettano per terra. || TF E’ ‘nùtele a ddìce: a pòvera ggènde accumbàgne sèmbe ... quìlle che stànne k’i ròte ‘n ddèrre dànne sèmbe ‘na màne [è nùtələ a ddìččə: a pòvəra ğğèndə akkumbàə sèmbə ... ku̯ìllə ke stànnə k-i rótə ndèrrə dànnə sèmbə na mǻnə] Ndr. Non c’è niente da dire: la povera gente accompagna sempre ... quelli che stanno con le ruote a terra -che se la passano male- danno sempre una mano. || TF pe ‘n ddèrre [pə ndèrrə] Ndr. per terra. || VF nterra (1841) || MU 'ndèrre. || SF 'ntèrre. || TF ‘n ddèrre. || CS ntèrre.
'nderzune [ndərzùnə] par. comp. Di traverso.
  || RM 'nderzùne.
'nderzuse [ndərzùsə] agg. Guastafeste, Che fa andare di traverso le situazioni positive. ||
  BA nderzuse.
'ndesce [ndèššə] agg. f. Inconcludente, Sciocca. || lett. ‘ndò esce [ndò èššə] Dove esce. || SA ‘Ndo esce e ‘ndo tráse [ndò èššə e ndò trǻsə] Dove esce e dove entra.
'ndesecate [ndəsəkǻtə] agg. Teso, Dritto. || FB 'ndesecàte.
'nd'i [nd-i] prep. art. Nei, Nelle, Dentro i, Dentro le. || contraz. di inde ‘i [ìndə  i]
'ndiane [ndi̯ǻnə] agg.e sm. Indiano. || TF ’ndiàne.
'ndicchie [ndìkki̯ə agg. e sf. Piccolissima quantità. || RM 'ndìcchije.
'ndifferenze [ndifferènə] sf. Indifferenza. EG ‘ndiffèrènze.
'ndiste [ndìstə] agg. In gamba, Sveglio, Arrogante, Sicuro di sé. || VC ndìste.
'ndò [ndò] avv. Dove. || Anche andò, addò [andò, addò] || DPM ‘ndò. || FP ndò. || FP ndo.
'nd'o [nd-o] prep. art. Nel, Nello. || contraz. di inde ‘o [ìndə o] Dentro il. || CL ndò bagne [nd-o bbàə] Ndr. nel bagno. || RN ind-ɔ. || CL ndò.
ndò [ndò] voce onomat. che riproduce il suono di una campana Ndò. || BF Ndó!. ndó!. ndó! [ndò!. ndò!. ndò!] Ndò, ndò, ndò. || BF ndó.
'ndra [ndrà] prep. sempl. Fra || LE 'ndra.
'ndracchiellere [ndrakki̯əllérə] agg. e sost. Pettegola. || Anche 'ndracchiere [ndrakki̯érə] || RM 'ndracchijellère.
'ndracchiere [ndrakki̯érə] sf. Indovina, Chiacchierona, Pettegola. || Anche 'ndracchiellere [ndrakki̯əllérə] || BA ntracchiere.
'ndrame [ndrǻmə] sf. pl. Interiora, Visceri, Intestini.
'ndravulijáte [ndravulii̯ǻtə] agg. Aggrovigliato.
'ndregande [ndrəġàndə] agg. e sost. Intrigante, Ficcanaso. || VF intregante (1841) || TF 'ndregànde.
'ndregghiere [ndrəġġi̯érə] agg. e sost. f. Impicciona, Intrigante. || AO ndregghjère.
'ndrestute [ndrəstùtə] pp. e agg. Rattristato, Intristito. || RM 'ndrestùte.
'ndrete [ndrétə] avv. Indietro. || Locuz. menarse ‘ndréte [mənàrsə ndrétə] Ritirarsi, Sottrarsi. || TF ‘ndrète. || [fg. indiétro - ital. indiètro]
'ndrettine [ndrəttìnə] sm. Intrattenimento, Qualcosa che distrae. || BA ntrettiene. || LA ‘ntrattine.
'ndrigghjine [ndriġġi̯ìnə] agg. e sost. f. Intrigante, Impicciona.
'ndrocchie [ndròkki̯ə agg. In gamba, Furbo, Che ci sa fare. || RM 'ndròcchije.
'ndrunà [ndrunà] v. Rintronare. || SA Me stáce ‘ndrunanne ‘i rècchie ke sti lùcchele [mə stǻčə ndrunànnə i rèkki̯ə kə sti lùkkələ] Mi  sta  rintronando  le  orecchie  con queste grida.|| TF ‘ndruna’.
'ndrunate [ndrunǻtə] pp. e agg. Intontito, Stordito, Rintronato. || RM 'ndrunàte.
'ndruppecuse [ndruppəkùsə] agg. Che si inceppa. || RM 'ndruppecùse.
'ndruvulijà [ndruvulii̯à] v. Arrabbiare, Intorpidire. || RM 'ndruvulijà.
'ndruvulijate [ndruvulii̯ǻtə] pp. e agg. Arrabbiato, Inalberato, Nuvoloso.
nd'u [nd-u] par. comp. nen te lu [nən t-u]  Non te lo. || CM Nun t’u voggh mang fà fà! [nd-u vòġġi̯ə màṅġə fà fà!] Ndr. Non te lo voglio neanche far fare. || CM Nun t’u.
'ndufate [ndufǻtə] agg. Riempito eccessivamente. || SA S’è magnáte tande de quèlla rròbbe ch’è rrumàste ndufáte [s-è mmaǻtə tàndə də ku̯èlla rròbbə k-è rrumàstə ndufǻtə] Ha mangiato tantissimo cibo che si è appesantito eccessivamente. || RM 'ndufàte.
'ndulende [ndulèndə] agg. Indolente, Pigro, Apatico. || MG¹ Casa sciocca, génde ‘ndulénde [kǻsa šòkkə, ğğèndə ndulèndə] Ndr. Casa disordinata, gente pigra. || MG¹ ‘ndulénde.
'ndumacà [ndumakà] v. Disturbarsi, Rimanere ingozzato dopo aver mangiato con avidità. || LA 'ndummacà.
'ndumacate [ndumakǻtə] agg. Stomacato, Contrariato, Perturbato. || VC ntumacàte.
'ndumme [ndùmmə] agg. Sciocco, Ebete, Scemo, Ritardato nel capire.
'ndunacà [ndunakà] v. Intonacare, Mettere l’intonaco. || VC ntunacà.
'ndundre [ndùndrə] sm. Cafone, Montanaro. || BA ntuntre.
'Ndunelle [ndunèllə] per. f. Antonella. || BA Ntunielle.
'Ndunette [ndunèttə] per. f. Antonietta. || BA Ntunette. || [fg. antoniètta - ital. antoniétta]
'Ndunettelle [ndunətèllə] pers. f. dim. di ‘Ndunette. Antonietta. || DAM Ndunettelle.
'nduppà [nduppà] v. Urtare. || BA ntuppà. || LA ‘ntuppà.
'nduppe [ndùppə sm. Intoppo, Ostacolo. || VC ntùppo. || LA ‘ntuppe.
'nduppecà [nduppəkà v. Inciampare.
'nduppeche [ndùppəkə v. Inciampo.  || VC ntùppeco.
'nduppeluse [nduppəlùsə] pp. e agg. Con ostacoli. || RM 'nduppelùse.
'ndurà [ndurà] v. Dorare. || RM 'ndurà.
'ndurate [ndurǻtə] pp. e agg. Dorato. || VC nduràte.
'ndurce [ndùrčə] sm. Involtino. || SG Chi nen
  vol’ ‘a paste, chi u’ brode, chi i’nturce [ki nən vólə a pàstə, ki u bbródə, ki i ndùrčə] Ndr. Chi non vuole la pasta, chi il brodo, chi gli involtini. || SG 'ntùrce.
'ndurzà [ndurzà] v. Andare di traverso. || DMF i waschjintòn te ponne n’turzà [i u̯aššəndònnə tə pònnə ndurzà] Ndr. le arance Washington possono andarti di traverso. || VC nturzà. || BA ndurzà. || DMF n’turzà. || LA ‘ndurzà.
'ndussecà [ndussəkà] v. Intossicare, Avvele-
  nare. || RM 'ndussecà.
'ndussecate [ndussəkǻtə] pp., agg. e sm. Intossicato. || VC ntussecàte. || TF ‘ndussecàte.
'ndustà [ndustà] v. Indurire, Irrigidire. || VC ntustà.
'ndustate [ndustǻtə] pp. e agg. Indurito. || LA 'ndustàte. || BA ndustate.
'ndutte [ndùttə] avv. In tutto, Del tutto, Tutto compreso. || LR 'ndutte.
ne [nə] avv. di neg. Non.  || ZO ma ne acghio truveut [ma n-àġġi̯ə truu̯ǻtə] Ma non vi ho trovato. ||  GG nó (1834). || ZO ne.
nè [nè] congz. neg. Né, E non. || ME nen penzaje nè ‘a mamme, nè ‘o patre, nè ‘a figghj [nən pənǻi̯ə nè a màmmə, nè ó pàtrə, nè a fìġġi̯ə] Ndr. non pensò né alla mamma, né al padre, né alla figlia.  || ZO nè (1864). ||  [fg. nè - ital. né]
nè [nè] inter. Ehi!, Dimmi un pò. || cfr. uè [u̯è] || FP Né.
necchiareche [nəkki̯àrəkə sm. Terreno che resta abbandonato a pascolo. || MM necchiáreke.
Necole [nəkólə] pers. m. Nicola. || Anche Cole. || CS Necole.
negà [nəġà] v. Negare. || MP negà.
negghie [nèġġi̯ə sf. Nebbia. || avv. di neg. No. || AO nègghje.
negozie [nəġòʒʒi̯ə sm. Negozio. || TF negòzije. || MP negozije.
negre [nèġrə] agg. Nero. || LR nègre.
neguziande [nəġuʒʒi̯àndə] sm. Negoziante. || MA n’guzziante.
nemecate [nəməkǻtə] pp. e agg. Inimicato. || RM nemecàte.
nemiche [nəmìkə agg. e sm. Nemico. || SF Chi tène nèmiche assàje ne mòre màje [ki ténə nəmìkə assǻi̯ə nə mmórə mǻi̯ə] Ndr. Chi ha molti nemici non muore mai. || MG nemiche. || SF nèmiche.
nemmanghe [nemmàṅġə congz. e avv. Neanche, Nemmeno. || SG nemmànk’.
nen [nən] avv. di neg. Non. || cfr. nze [nə] || TF n’è [nn-è] non è. || EG nenn’esce [nənn-èššə] Ndr. non esce. || GF ne nze pòrte [nə nə pòrtə] non si porta. || LC ‘nne mannáve [nnə mannǻvə] Ndr. non ne mandava. || GG non, nò (1834) || ZO nin. || GF ne. || ML¹ nen. || BF nen. || EG nenn’.  || CL ne’. || FP nun. || LC ‘nne.
nen ce [n-nğə] par. comp. Non ci. || Anche nge [nğə] || SF E mègghije ca nen ce pènse [è mèġġi̯ə  ka nən čə pènə] Ndr. È meglio che non ci penso. || SF nen ce. || SG n’ci. || FP n’ce. || MA n’ ‘nc.
nen te [n-ntə] par. comp. Non ti. || Anche nde [ndə] || LA e de sendirle nen te stanghe maje [e ddə səndìrlə nən tə stàṅġə mǻi̯ə] Ndr. e di sentirla non ti stanchi mai. || LA nen te.
nenna [nènna] sf. Fanciulla, Ragazza, Fidanzata || Anche nenne [nènnə] || RL nenna.
nenne [nènnə] sf. Fanciulla. || Anche nenna [nènna] || BA nenne.
nennelle [nənnèllə] sf. Ragazzina. || BA nennelle. || LA ‘nennèlle.
nennille [nənnìllə] sm. Ragazzino. || BA  nennille.
nepote [nəpótə] sost. sing. Nipote. || pl. nepute [nəpùtə] || RM nepòte.
nepute [nəpùtə] sost. pl. Nipoti. || sing. nepote [nəpótə]  || LMG Pe ‘ìnere e nepute, quille ca fàie e tutte perdute [pə i̯ìnərə e nnəpùtə, ku̯ìllə ka fǻi̯ə è tùttə pərdùtə] Ndr. Per generi e nipoti, quello che fai è tutto perduto. || LMG  nepute.
nere [nérə] agg. Nero. || estens. Sporco. || Anche nireche, nigre, nerghe [nìrəkə, nìġrə, nèrġə] || MAM tíne̥ l-óe̥ nẹre̥ [tìnə l-òə nérə] hai le unghie sporche. || MAM nẹre̥.
nerga [nèrġa agg. f. Nera. || Anche nerghe [nèrġə
nerghe [nèrġə agg. Nero. || al f. nerga [nèrġ || SF nèrga.
nervature [nərvatùrə] sf. Sistema nervoso, Nervi. || VC nervatùra. 
nespele [nèspələ] sf. Nespola. || CA Cku tîmpe e ca pagghie se matùrene ‘i nèspele [k-u tìmbə e kk-a pàġġi̯ə sə matùrənə i nèspələ] Ndr. lett. Con il tempo e la paglia maturano le nespole. || CA nèspele.
neve [névə] sf. Neve. || FB nève. || DLC néve.
nevecate [nəvəkǻtə] pp. Nevicato. || sf. Nevicata. || CA Ha chiùppete e nevecàte e i fûsse se sò apparàte [à kki̯ùppətə e nnəvəkǻtə e i fùssə sə sò apparǻtə] Ndr. Ha piovuto e nevicato ed i fossi si sono riempiti. || CA nevecàte.
'nfamà [nfamà] v. Denunciare, Riferire, Riportare notizie su qualcuno per fargli del male. || RM 'nfamà.
'nfame [nfǻmə] agg. Infame, Pessimo. || EG che vita ‘nfàme! [ke vvìta nfǻmə!] Ndr. che vita infame. || EG 'nfàme. || SA¹ ‘mpäme.
'nfamone [nfamónə] sm. Spione, Informatore, Chi riferisce notizie su qualcuno allo scopo di fargli del male. || CS U nfamone more súbbete [u nfamónə mórə sùbbətə] Ndr. Lo spione muore presto. || CS nfamone.
'nfarenà [nfarənà] v. Infarinare, Cospargere alimenti di farina. || SF Chi vàce ‘o muline s’enfarine [ki vǻčə ó mulìnə sə nfàrìnə] Ndr. Chi va al mulino si infarina.
'nfastedià [nfastədi̯à] v. Infastidire. || Anche
  fastedià. || RM 'nfastedijà.
'nfermire [nfərmìrə sm. Infermiere. || CL fermiere.
'nfracetà [nfračətà] v. Infradiciare. || VC nfracidà.
'nfrasckijate [nfraškii̯ǻtə] agg. Adorno di frasche. || RA Int’i carrozzé nfraschijaté [nd-i karròzzə nfraškii̯ǻtə] Ndr. Nelle carrozze adorne di frasche. || RA nfraschijaté.
'nfumecate [nfuməkǻtə] pp. e agg. Affumicato. || SF 'mfumecate.
'nfurnà [nfurnà] v. Informare. || SA Va’ 'nfùrne ‘u páne [và nfùrnə u pǻnə] Va’ ad infornare il pane. || RM 'nfurnà.
'ngacchiate [ṅġakki̯ǻtə] pp. e agg. Arrabbiato. || AO ncacchijàte.
'ngacchiuse [ṅġakki̯ùsə] agg. Facile ad arrabbiarsi, Iroso.
'ngalirie [ṅġalìri̯ə sf. Ingordigia, Avidità. || RM 'ngalìrije.
'ngalvaccà [ṅġalvakkà] v. Accavallare.
'ngambagne [ṅġambàɲɲə par. comp. In campagna. || ZO incampagna (1864). || MM ngambáe̥. || RL ‘n-campagne.
'ngandà [ṅġandà] v. Incantare. || BM nen me fazze cchiù ‘ncandà dall’ucchije nere, a vocca rosce e carnose, i sospire... [nən mə fàzzə kkù ṅġandà dall-ùkki̯ə nérə, a vòkka ròššə e kkarnósə, i suspìrə] Ndr. non mi faccio più incantare dagli occhi neri, dalla bocca rossa e carnosa, i sospiri... || BM ‘ncandà.
'ngandate [ṅġandǻtə] pp. e agg. Incantato, Poco presente. || NM E qull’ate ‘ngandate [e kull-àtə ṅġandǻtə] Ndr. E quell’altro incantato. || NM  ‘ngandate.
'ngannà [ṅġannà] v. Ingannare. || FD Chi t’àme te ngànne, chi t’odje te scànne [ki t-ǻmə tə ṅġànnə, ki t-òdi̯ə tə skànnə] Ndr. Chi ti ama ti inganna, chi ti odia ti scanna.
'nganne [ṅġànnə] sm. Inganno. || FD ngànne.
'nganne [ṅġànnə] par. comp. In gola. || Locuz. mette ‘a foca ‘nganne [mèttə a fóka ṅġànnə] soffocare, lett. Mettere una stretta alla gola. || SA M’è rrumàste ‘ngànne [m-è rrumàstə ṅġànnə] Mi è rimasto in gola. || SG A fatiche a vole ‘n’ganne [a fatìkə a vólə ṅġànnə] Ndr. Il lavoro lo vuole in gola -non ha voglia di lavorare-. || BA nganne. || SG ‘n’ganne. || EG 'nganne. || VF ncanno (1841).
'ngape [ṅġǻpə par. comp. In testa. || BA ncape a la terre [ṅġǻpə a tèrrə] era chiamato il borgo dei caprai, perché trovasi a porta Troia, cioè dalla parte più alta della città, verso il  Subappennino. || SF 'ngàpe. || BA ncape. || PM ‘ncape.
'ngappà [ṅġappà] v. Acchiappare, Acciuffare. || LA 'ngappà.
'ngappacane [ṅġappakǻnə] sm. Accalappia-
  cani. || BA ngappacane.
'ngappuccià [ṅġappuččà] v. Incappucciare.
'ngarcerà [ṅġarčərà] v. Incarcerare. || RM 'ngarcerà.
'ngarcerate [ṅġarčərǻtə] pp. Incarcerato. Anche carcerate [karčərǻtə] || SA L’hànne carceráte [l-ànnə karčərǻtə] L’hammo messo in galera. || RM  'ngarceràte.
'ngarecà [ṅġarəkà] v. Preoccuparsi, Prendersi carico.
'ngarecanne [ṅġarəkànnə] par. comp. Non preoccuparti, Sta tranquillo, lett. Non assumere incarchi. || SA ‘ngarecànne ca ce pènze ìje [ṅġarəkànnə ka čə pènə ìi̯ə] Non preoccuparti che ci penso io. || ML ‘garecanne.
'ngarecate [ṅġarəkǻtə] pp. e agg. Incaricato. || RM 'ngarecàte.
'ngarnarse [ṅġarnà] v. rifl. Attaccarsi, Provare piacere nel fare qualcosa.
'ngarrà [ṅġarrà] v. Trovare, Indovinare, Riuscire, Imbroccare. || Anche angarrà [aṅġarrà] || VC ngarrà.
'ngarrate [ṅġarrǻtə] pp. e agg. Riuscito, Indovinato, Azzeccato, Colpito nel segno. || RM 'ngarràte.
'ngarrettà [ṅġarrəttà] v. lett. Mettere nella carretta, Trasportare. || LA 'ngarrettà.
'ngarrozze [ṅġarròzzə par. comp. In carrozza. || BA A superbie esce ncarrozze e s’arritire a piede [a supèrbi̯ə èššə ṅġarròzzə e ss-arrtìrə all'appìdə] La superbia esce in carrozza e rincasa a piedi. || BA ncarrozze.
'ngasà [ṅġasà] v. Premere. || VC ncasà.
'ngascià [ṅġaššà] v. Incassare. || RM 'ngascià.
'ngatenà [ṅġatənà] v. Incatenare. || RM 'ngatenà.
'ngavallarije [ṅġavallarìjə par. comp. In cavalleria. || TF ‘n gavallerìje. || AO ngavallarìje.
'ngavvalcà [ṅġavvalkà v. Incavalcare,  Accavallare.
'ngazzate [ṅġazzǻtə] pp. e agg. Incazzato, Arrabbiato, Infuriato. || RM 'ngazzàte.
'ngazzatore [ṅġazzǻtórə] sm. Solco che lascia nel terreno la ruota del carretto. || cfr. carrare. || SF 'ngazzàtòre.
nge [nğə] par. comp. Non ci. || Anche nen ce,
  nen ge [nən čə, nən ğə] || SA nge fastediànne ‘u caràttere [nğə fastədi̯ànnə u karàttərə] Non ci dare fastidio. || GF¹ Nuje sti cande n’ge l’amma scurdà; mo vi facime mbarà [nùi̯ə sti kàndə nğə l-àmma skurdà; mò vi fačìmə mbarà] Noi questi canti non dobbiamo scordarli; ora ve li facciamo imparare. || CL ne’ ce. || GF¹ n’ge. || CA¹ nge. || EG ‘nge. || AO nen ge.
'ngecalì [nğəkalì] v. Accecare. || FB 'ngecalè.
'ngecalute [nğəkalùtə] pp. e agg. Accecato. || RM 'ngecalùte.
'ngegnà [nğəɲɲà] v. Inaugurare, per lo più riferito a vestiti, usare per la prima volta. || VC ngignà.
'ngegnate [nğəɲɲǻtə] pp. e agg. Inaugurato. || EG 'ngegnàte.
'ngegne [nğèɲɲə] sm. Chiosco di bibite. || BA ngegne.
'ngegnose [nğəɲɲósə] agg. f. Ingegnosa. || al m. 'ngegnuse. || FO Casa strettẹ, femmẹnẹ ‘ngẹgnọsẹ! [kǻsa strèttə fèmməna nğəɲɲósə] Casa stretta, donna ingegnosa. || FD ngegnòse. || SF 'ngegnòse. || TF ‘ngignòse. || FO ‘ngẹgnọsẹ.
'ngegnuse [nğəɲɲùsə] agg. Ingegnoso. || al f. 'ngegnose. || RM 'ngegnùse.
'ngenagghie [nğənàġġi̯ə] sf. Il basso ventre, La regione dell’inguine, Anguinaia. || Anche angenagghie. || TF ‘ngenàgghije.
'ngenate [nğənǻtə] agg. Colpo di bastone, Bastonata. || da ‘ngìne. || RM 'ngenàte.
'ngenedì [nğənədì] v. Ammorbidire. || BA ncenedi.
'ngenette [nğənèttə] sm. Strumento metallico usato come guida per sistemare le ruote della bicicletta. || NM¹ nginett.
'ngénue [nğənuə] agg. e sm. Ingenuo. || cfr. sckette [škèttə] || RM ‘ngénue.
'ngeprijà [nğəprii̯à v. Incipriare, dare la cipria.
'ngeprijate [nğəprii̯ǻtə pp. e agg. Incipriato.
  || BM ‘nciprijete.
'nghiaccà [ṅġi̯akkà] v. Sporcare. || BA nchiaccà. || LA ‘nghiaccà.
'nghiaccatorie [ṅġi̯akkatòri̯ə sm. Situazione di grande trascuratezza. || BA nchiaccatorio.
'nghianà [ṅġi̯anà] v. Salire. || Anche anghianà [aṅġi̯anà] || TF ‘nghiana’.
'nghianate [ṅġi̯anǻtə] sf. Salita. || RM 'nghjanàte.
'nghianatore [ṅġi̯anatórə] sf. Salita.
'nghiavecarse [ṅġi̯avəkàrsə] v. rifl. Infognarsi, Riempirsi. || RG nchivecarse de dibbete [ṅġi̯avəkàrsə də dìbbətə] Ndr. Riempirsi di debiti. || RG nchivecarse.
'nghiummà [ṅġi̯ummà] v. Impiombare. || estens. Appesantire. || VC nchiummà.
'nghiummarille [ṅġi̯ummarìllə] sm. Piccolo pezzo di intestino di agnello macellato e attorcigliato per esser cotto sulla brace. || cfr. turcenille, 'nghiummetille [turčənìllə, ṅġi̯ummətìllə] || RM 'nghjummarìlle.
'nghiummate [ṅġi̯ummǻtə] agg. Frastornato, Colpito, Rimasto di sasso, lett. Impiombato. || AO nghjummàte. || VC ngnummàto.
'nghiumme [ṅġi̯ùmmə] sm. Gruzzolo. || RM 'nghjùmme.
'nghiummetille [ṅġi̯ummətìllə] sm. Piccolo pezzo di intestino di agnello macellato e attorcigliato per esser cotto sulla brace. || cfr.  turcenille [turčənìllə], 'nghjummarille [ṅġi̯ummarìllə] || RM 'nghjummetìlle.
'nghiummuse [ṅġi̯ummùsə] agg. Alquanto sordo, Che ha difficoltà a capire, Dalla capacità intellettiva limitata. || AO  nghjummùse.
'nghiuppate [ṅġi̯uppǻtə] agg. Compresso, Riempito eccessivamente. || RM 'nghjuppàte.
'nghiuse [ṅġi̯ùsə] pp. e agg. Rinchiuso. || GA V’avite ‘nchiuse ‘nda sta case, e no nu jurn e duj ... è n’ann che ninn’isce chiù! [v-avìtə ṅġi̯ùsə nda sta kǻsə, e nno nu i̯ùrnə e ddùi̯ə  ... è n-ànnə ke nənn-ìššə kki̯ù!] Ndr. Vi siete rinchiusa in questa casa e non -per- un giorno o due ... è un anno che non esci più! || VC nchiùso.  || GA ‘nchiuse.
'nghiuvà [ṅġi̯uu̯à] v. Inchiodare. || VC nchiuvà. || RM 'nghjuvà. || TF ‘nghiuva’.
'nghiuvate [ṅġi̯uu̯ǻtə] pp. e agg. Inchiodato. || RM 'nghjuvàte.
'nghjimà [ṅġi̯imà] v. Imbastire. || VC nghimmà. || RM 'nghjimà.
ngi [nği] par. comp. Non glieli. || SA Ngi vògghie fa vedè [nği vòġġi̯ə fa vədè] Non glieli voglio far vedere.
ngià [nğà] par. comp. Non ce la. || SA ngià fàzze cchiù [nğà fàzzə kki̯ù] Ndr. non ce la faccio più. || SG n’cia. || LR nen ‘nge ‘a. || GA nen cià.
'ngiaffagghiate [nğaffaġġi̯ǻtə] agg. Ben arredato, Piuttosto ricercato. || RM 'ngiaffagghijàte.
'ngiambà [nğambà] v. Inciampare. || cfr. 'ngiambecà [nğambəkà] || RM 'ngiambà.
'ngiambecà [nğambəkà] v. Inciampare. || cfr. 'ngiambà. || VC ngiampecà.
'ngiaramà [nğaramà] v. Abbindolare, Conquistare, Convincere. || FB ngiramà.
'ngile [nğìle] par. comp. In cielo. || CS ncile.
'ngina [nğìna] solo nella locuz. 'ngina 'nganne [nğìna ṅġànnə] Angina, Infiammazione della faringe e delle tonsille, lett. Infiammazione in gola. || BA ngina nganne.
'ngine [nğìne] sm. Uncino, Lungo bastone usato dai guardiani di armenti. || BA ncine.
'nginze [nğìnə] sm. Incenso. || FD Agghje pèrze, ngìnze e capetàle [àġġi̯ə pèrzə nğìnə e kkapətǻlə] Ndr. Ho perso incenso e capitale. || FD ngìnze. || CS nginze. || RG¹ ‘ncinze.
ngiù [nğù] par. comp. Non ce lo, Non glielo. || SA ngiù vògghie dìce [nğù vòġġi̯ə dìčə] Non glielo voglio dire. 
'ngiurà [nğurà] v. Ingiuriare, Insultare. || LA 'ngiurà. || BA ngiurà.
'ngogghie [ṅġòġġi̯ə v. Sorprendere. || RM 'ngògghìje.
'ngole [ṅġólə] par. comp. In gola. || Meglio 'nganne [ṅġànnə] || SF 'ngòle.
'ngondre [nġòndrə] sm. Incontro. || [fg. incòntro - ital. incóntro]
'ngozze [ṅġòzzə solo nella locuz. nen me 'ngozze. Non mi va, Non ho voglia di farlo. || SA ’A fatiche se chiáme checòzze, e a mme nen me 'ngòzze [a fatìkə sə ki̯ǻmə kəkòzzə, e a mme nə mmə ṅġòzzə] Il lavoro si chiama zucca e a me non va giù. || FD a me nen m’ingozze [a mme nə mmə ṅġòzzə] Ndr. a me non va di farlo. || FD ingozze.
'ngrambe [ṅġràmbə] par. comp. In possesso. || LR 'ngràmbe.
'ngrassà [ṅġrassà] v. Ingrassare. || MA l’ucchje du patrune ‘ngrasse ‘u cavalle [l-ùkki̯ə d-u patrùnə ṅġràssə u kavàllə] Ndr. l’occhio del padrone ingrassa il cavallo. || RM 'ngrassà.
'ngrassate [ṅġrassǻtə] pp. e agg. Ingrassato. || RM 'ngrassàte.
'ngrate [ṅġrǻtə agg. Ingrato. || GF¹ ‘ngràte.
'ngravatore [ṅġravatórə sf. Centro, Parte centrale. || estens. Centro di gravità. || (SA) àgghie sparáte a’ vecìlle e l’àgghie 'ngùvete jùste mmìnze a’ ‘ngravatóre [àġġi̯ə sparǻtə a vəčìllə e ll-àġġi̯ə kùvətə i̯ùstə mmìnə a ṅġravatórə] ho sparato all’uccello e l’ho  colpito in pieno.
'ngrazie [ṅġraʒʒi̯ə par. comp. Nella grazia. || Locuz. 'ngrazie a Ddije, 'ngrazie de Ddije. [ṅġraʒʒi̯ə a ddìi̯ə, ṅġraʒʒi̯ə də ddìi̯ə Nella grazia di Dio, Ringraziando Dio. || TF ‘ngrazije a DDìje. || BA ngrazie a Die.
'ngreccate [ṅġrəkkǻtə] pp. e agg. Eretto, Irrigidito, Teso verso l’alto. || FB ngreccàte.
'ngrefà [ṅġrəfà] v. Arricciare. || Locuz. 'ngrefà ‘u náse [ṅġrəfà u nǻsə] Arricciare il naso. || LA 'ngrefà. || BA ngrifà.
'ngrefate [ṅġrəfǻtə] pp. e agg. Ingrugnato, Ingrugnito, Infastidito, Stizzito, Eccitato sessualmente, Sdegnato. || TF 'ngrefàte.
'ngresciuse [ṅġrəššùsə] agg. Increscioso,
  Svogliato, Trascurato, Neghittoso, Indolen-
  te. || BA ncresciuse.
'ngroce [ṅġróčə] par. comp. In croce. || LMG
  Pe vénge ‘u ‘nténte suie, mettarrie ‘ncroce pur’ a Criste [pə vvènğə u ndèndə sùi̯ə, mttarrìi̯ə ṅġróčə pùrə a kkrìstə] Ndr. Per ottenere il suo scopo metterebbe in croce anche Cristo. || LMG 'ncroce.
'ngrugnà [ṅġruɲɲà] v. Ingrugnare, Immusonire. || CA Si Marze s’ngrugne, te fàce zumpà l’ogne [si màrzə  sə ṅġrùɲɲə, tə  fǻčə zumbà l-òə] Ndr. Se marzo si ingrugna, ti fa saltare le unghie.
'ngrugnate [ṅġruɲɲǻtə] pp. e agg. Ingrugnato, Ingrugnito, Imbronciato, Adirato, Di malumore. || FB 'ngrugnàte.
'nguacchià [ṅġu̯akki̯à] v. Sporcare, Imbrattare, Insozzare. || AO nguacchjà.
'nguacchiatorie [ṅġu̯akki̯atòri̯ə sm. Situazione caotica, contorta, Luogo sporco, || RM 'nguacchjatòrije.
'nguacchie [ṅġu̯àkki̯ə sm. Sgorbio, Macchia, Imbroglio, Cosa cattiva. || NM isse ha fatte u’ ‘nguacchje e isse u ripare! [ìssə à ffàttə u ṅġu̯àkki̯ə e ìssə u rəpǻrə!] Ndr. Lui ha fatto lo sgorbio e lui lo ripara! || AO nguàcchje. || NM 'nguacchje.
'nguacchione [nġu̯kkiónə] agg. superl. Sporcaccione, Confusionario, Caotico. || BA  nquacchione.
'nguajate [ṅġu̯ai̯ǻtə] pp. e agg. Inguaiato, Afflitto, Desolato. || LE Cum' e lu 'nguaijaté [kùme u ṅġu̯ai̯ǻtə] Come il misero, sopraffatto dai guai. || LE 'nguaijaté. || LC ‘nguajáte.
'nguartate [ṅġu̯artǻtə] agg. Arrabbiato. || Anche arraggiate, ‘ngazzate. || LR Chè staje ‘nquartàte, Assù, chè t’è succîsse? Avéssema fa ‘a llite a notte a notte! [ke  stǻi̯ə ṅġu̯artǻtə, assù, ke tt-è ssuccìssə? avèssəma fa a llìtə a nnòttə a nnòttə!] Ndr. Che stai arrabbiata, Assunta, che cosa ti è successo? Non faremo mica lite in tarda serata! || LR ‘nquartàte. || LR ‘nguartate.
'ngujatate [ṅġui̯atǻtə] pp. e agg. Arrabbiato. || FB 'ngujtàte.
'ngujutà [ṅġui̯utà] v. Inquietare, perdere la pazienza, Arrabbiarsi. || RM 'ngujutà.
'ngulazzate [ṅġulazzǻtə] pp. e agg. lett. Appoggiato sul di dietro. || FB ngulazzàte.
'ngule [ṅġùlə] par. comp. In culo, Nel sedere. || DAM Zompe ‘u cetrule e vace ‘ncule a l’urtulane [zòmbə u cətrùlə e vǻcə ṅġùlə all-urtulǻnə] Ndr. lett. Salta il cetriolo e va nel culo dell’ortolano. || TF ‘n gùle. || CS ncule. || DAM ‘ncule.
'ngulle [ṅġùllə] avv. Addosso. || Locuz. 'ngùlla ngùlle [ṅġùlla ṅġùllə] Addosso addosso, Sempre dietro, Costantemente appiccicato. || GG ncuollo (1834) || SF 'ngulle.
'ngulunnà [ṅġulunnà] v. Incolonnare. || RM
  'ngulunnà.
'ngumbagnije [ṅġumbaɲɲìi̯ə par. comp. In compagnia. || BF Ki váce n-cumpagnije, Tròv’ la morte pe la vije! [ki vǻčə ṅġumbaɲɲìi̯ə tróvə a mòrtə p-a vìi̯ə] Ndr. Chi va in compagnia, trova la morte per la via! || RM 'ngumbagnìje. || BF n-cumpagnije.
'ngumbronde [ṅġumbròndə] par. comp. In confronto. || LE 'A paure d'a morté eija nijenté 'ngumbrondé! [a paùrə d-a mòrtə èi̯ə nìndə ṅġumbròndə] La paura della morte è niente in confronto. || LE 'ngumbrondé.
ngundrà [ṅġundrà] v. Incontrare. || TF  ‘ngundra’.
'ngunvalescenze [ṅġunvaləššènʒə] par. comp. In convalescenza. || MG me mannarene ‘ncunvalescenze [mə mannàrənə ṅġunvaləššènʒə] Ndr. mi mandarono in convalescenza. || MG ‘ncunvalescenze.
'nguraggià [ṅġurağğà] v. Incoraggiare. || RM 'nguraggià.
'ngurdate [ṅġurdǻtə] pp. e agg. Incordato,  Irrigidito, Indurito. || BA ngurdate. || LA ‘ngurdate.
'ngurnate [ṅġurnǻtə] pp. e agg. Incoronato. || sf. Incornata. || pers. f. Incoronata. || SA 'A Madonne 'i 'Ngurnáte [a madònn-iṅġurnǻtə] La Madonna dell’Incoronata. || || EG 'Ngurnàte. || RA Incurnaté.
'Ngurnatelle [ṅġurnatèllə] pers. f. dim. di ‘Ngurnate [ṅġurnǻtə] Incoronata. || Anche ‘Ngurnatè [ṅġurnatè] || LMG ‘Ngurnatelle.
'ngurnecià [ṅġurnəčà] v. Incorniciare.
'ngurparà [ṅġurparà] v. Incorporare, Tenere dentro. || NM accussì ti vaje a ‘ngurparà tutte i cose che ce vulesse sckattà ‘mbaccje? [akkùssì tə vǻi̯ə a ṅġurparà tùttə i kósə ke čə vulèssə škattà mbàččə?] Ndr. così ti vai a tenere dentro tutte le cose che vorrebbe spiattellarle in faccia? || NM 'ngurparà.
'ngurparate [ṅġurparǻtə] pp. e agg. Incorporato. || BA ncurparate. || LA ‘ngurparate.
'ngurpe [ṅġùrpə par. comp. In corpo. || LA ‘ngûrpe.
'ngutecute [ṅġùtəkùtə] agg. Ridotto in cotica, Incoticato. || VC ncutecùte. || VC incuticùte.
nicchie [nìkki̯ə sf. Nicchia, Loculo. || Anche nnicchie. || RM nìcchije.
niche [nìkə sm. Neo. || CS Neo.
nide [nìdə sm. Nido. || FD A’ ogni passarìlle
  piàce u’ nìde sùije [a òi ppassarìllə pi̯ǻčə u nìdə sùi̯ə] Ndr. Ad ogni passerotto piace il proprio nido. || FD nìde.
nigghie [nìġġi̯ə sm. Nibbio. || TF nìgghije. || BA nigghie.
nigre [nìġrə] agg. Nero. || PR cu st’ucchie nicr’ [kə st-ùkki̯ə nìġrə] Ndr. con questi occhi neri. || LA nigre. || PR nicr’.
'nille [nìllə] sf. Anello. || Anche anille [anìllə] declinato al m. || SA Va’ pigghie ‘a ‘nìlle d’a criatùre [và pìġġi̯ə a nìllə d-a kriatùrə] Va’ a prendere l’anello della bambina. || RM nìlle.
ninde [nìndə] pron. indef., avv. e sm. Niente, Nulla. || Anche nninde. || FD Chi tròppe vòle, ninte pìgghije [ki tròppə vólə, nìndə pìġġi̯ə] Ndr. Chi troppo vuole, niente prende. || GG niente (1834) || ZO nient. || TF nìnde. || LE nijenté. || PR nînde. || FP nind. || FD ninte.
ninna [nìnna] sf. Voce fonosimbolica per indicare il sonno del bambino. || VC ninna.
ninnananne [ninnanànnə] sf. Ninnananna, Cantilena con cui si cullano i bambini per propiziare il loro sonno. || VC cantà la ninna-nonna [kandà a nìnna nònnə] Ninnare. || VC ninna-nonna.
ninne [nìnnə] sm. Bambino. || BA ninne.
nireche [nìrəkə agg. Nero. || Anche nere, nigre, nerghe [nérə, nìġrə, nèrġə] || RM nìrecke.
nirve [nìrvə] sm. Nervo. || VC nìerve.
nisciuna [niššùna] agg. e pron. indef. f. Nessuna. || al m. nisciune [niššùnə] || TF niscìuna.
nisciune [niššùnə] agg. e pron. indef. Nessuno. || al f. nisciuna. || BA eja nu nisciune [èi̯ə nu niššùnə] non vale niente. Ndr. lett. È un nessuno. || SG ‘n’agghie maie ditte male di nisciùne!!!  [n-àġġi̯ə mǻi̯ə dìttə mǻlə də niššùnə] Ndr. non ho mai detto male di nessuno!!! || SG nisciùne. || BA nisciune. || TF nissciùne. || GA nisciun. || MA niscjune. || CL nesciune.
nn'a [nn-a] par. comp. nen la. Non la. || ML nà vogghje sende [nn-a vòġġi̯ə sèndə] Ndr. Non la voglio sentire. || ML nà. || PR nenn ’a. || SG ‘na.
'nnaffijà [nnaffii̯à] v. Innaffiare. || RM  'naffijà.
'nnammecate [nnamməkǻtə agg. Spregevole, Ignobile, Indegno. || CS nammecate.
'nnammurate [nnammurǻtə] pp. e agg. Innamorato, Fidanzato, Amante. || GF Cande tu ché a nammuröte è sorde! [kàndə tu ke a nnammurǻtə è sòrdə!] Ndr. Canta tu che l’innamorata è sorda! || GF nammuröte. || FD nammuràte.
'nnande [nnàndə] avv. Avanti. || Anche 'nnanze. || Locuz. ‘nnande pe ‘nnande [pə]  Avanti per avanti. || BA nante.
'nnanze  [nnànʒə]  avv.  Avanti.  ||  Anche  'nnande. || SA ’nnànze a tte nen ce pòzze stà [nnànʒə a ttè nən čə pòzzə stà] Davanti a te non ci posso stare. || DPM Mu vedeve sembe nande pe nande andò jeva jeva mu truàve pe ‘nande [m-u vədévə sèmbə nnàndə pə nnàndə andò i̯éva i̯évə m-u truu̯ǻvə pə nnàndə] Ndr. Lo vedevo sempre davanti, dovunque andassi lo trovavo davanti. || Anche nande, nnande, annanze, 'nanze [nàndə, nnàndə, annànə, nànə] || AO 'nànze. || SF nanze.  || AO 'nnànze.
nn'è [nn-è] par. comp. nen è [nənn è] Non è, Non hai || ZO E pecchè nni hai piglieut l’umbrel? [e ppəkkè nn-è piġġi̯ǻtə u mbrèllə?] E perché non hai preso l’ombrello? || FP n’è. || ZO nni hai (1864).
'nnervosì [nnervosì] v. Innervosire. || MP innervosì.
nn'i [nn-i] par. comp. nen ‘i [nənn i] Non li, Non le. || SA nn’i vògghie quilli scarpe, nen me piacene [nn-i vòġġi̯ə ku̯ìlli skàrpə, nən mə pi̯àcənə] Non le voglio quelle scarpe, non mi piacciono.
nn'u [nn-u] par. comp. nen ‘u [nənn u] Non lo. || CM Nu voggh fa [nn-u vòġġi̯ə fa] Ndr. Non lo voglio fare. || ML nen’u. || CM nu. || LR nenn’u.
'nnucende [nnučèndə] agg. Innocente. || RM 'nucènde.
'nnuvulate [nnuvulǻtə] agg. Rannuvolato, Coperto dalle nuvole. || ZO nuvuleut (1864).
no [nò] avv. No. || SA Te piáce, o no, sta cáse? [tə pi̯ǻčə, o no, sta kǻsə?] Ti piace, o no, questa casa?
noce [nóčə] sf. Noce. || pl. nùce [nùčə] || MM na nòce [na nóčə] Una noce. || MM nòce.
nome [nómə] sm. Nome. || MAM no́me̥.
nonne [nònnə smf. Nonno. || FP nonn.
nonzignore [nonʒiɲɲórə] Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnernò, gnornò [ɲɲərnò, ɲɲornò] || ZO nonzignore (1864) || RM nonzignòre.
nore [nórə] sf. Nuora. || MM¹ lu dunë ch’a fattë Bartole alla norë, aprë la cascia e li dà la nocë [u dùnə k-à ffàttə bbartələ a nórə, àprə a kàššə e i dǻčə a nóčə] il dono che ha fatto Bartola alla nuora: apre la cassa e le dà una noce. || SE Nòre e sseròghe [nórə e ssəóġə] Ndr. Nuora e suocera. || SE nòre. || CS nore. ||  MM¹ norë. ||  [fg. nuóra - ital. nuòra]
nostre [nòstrə] agg. e pron. poss. f. Nostra. || PR nostre. || TF nòstre. || GE nosta.  || GE noste. || TF nòstra.
notta [nòtta] sf. Notte. || Anche notte [nòttə] || ML a notta a notte [a nnòttə a nnòttə] Ndr. nottetempo. || FO Cimẹcẹ, matarazzẹ e notta longhẹ [čìməčə, mataràzzə e nnòtta lòṅġə] Cimici, pagliericcio e notte lunga. || FO notta.
notte [nòttə] sf. Notte. || Locuz. a notte a notte [a nnòttə a nnòtə] In tarda serata, Nottetempo. || BA n'ore de notte [n-órə də nòttə] on'ora dopo l'Ave Maria. Ndr. lett. un’ora di notte. || ZO not (1864) || ML notte. || BF notte.
nove [nóvə] agg. f. Nuova. || num. Nove. || FD nòve. || ZO nova (1864).
novecinde [novəčìndə] num. Novecento. || EG Ma ‘nge ne scurdàme ca Fogge téne novecînd’anne e forse ‘cchiú [ma nğə nə skurdǻmə ka fòğğə ténə novəčìnd-ànnə e ffòrsə kki̯ù] Ndr. Ma non dimentichiamoci  che  Foggia  ha novecento anni e forse più. || EG novecînd’.
'nu [nù] agg. num. card., sost. pron. indef.,  art. indet. m. Un, Uno. || al f. 'na [na] || Vedi une [unə] || SA dàmme ‘nu lìtre d’ùglie e dùje chìne de páne [dàmmə nu lìtrə d-ùľľə e ddùi̯ə kìnə də pǻnə] Dammi un litro d’olio e due chili di pane. || MG ‘U Tenente ce mettije affelarate e ce facije ‘nu belle trascurze [u tenèndə čə məttìi̯ə affəlarǻtə e ččə fačìi̯ə nu bèllə traskùrzə] Ndr. Il Tenente ci mise in fila e ci fece un bel discorso. || GG nu (1834) || MG 'nu. || BA nù.
nucchetelle [nukkətèllə] sf. Fiocchetto. || RM nuccketèlle.
nuce [nùčə] sm. pl. Noci. || VF nuci-perziche [nùčə-pèrzəkə] peschenoci. || VF nuci (1841) || LA nuce.
nucelle [nučèllə] sf. Nocciole.  || VC nucèlle.
nucelline [nučəllìnə] sf. Noccioline americane, Arachidi. || FB nucellene.
nudeche [nùdəkə sm. Nodo. || agg. Nodoso, Svogliato. || VC Nùdeco de l’àlbere [nùdəkə də l-àlbərə] La parte più dura dell’albero. || VC nùdeco. || BA nuteche. || LA nùdeche.
nudecuse [nudəkùsə agg. Nodoso.  || VC nudecùse.
nuje [nùi̯ə pron. pers. m. e f. Noi. || ZO nuji (1864) || MP nuije. || TF nùje. || RN nujə. || FP nuie. ||  FO nuje̥.
numbre [nùmbrə] sm. Numero. || Anche numere. || TF nùmbre.
numenate [numənǻtə] sf. Nomea, Fama, Reputazione. || LC numenáte.
numere [nùmərə] sm. Numero. || Anche numbre. || CL numere.
Nunzjatine [nunʒi̯atìnə] pers. f. Nunziatina, Nunzia.
nustalgije [nustalğìi̯ə] sf. Nostalgia. || EG nustalgije.
nustre [nùstrə] agg. e pron. poss. Nostro. || EG nustre. || PR nûstre.
nusulà [nusulà] v. Origliare, Ascoltare di nascosto. || Anche nusuljà, annusulà [nusulii̯à, annusulà] 
nusulijà [nusulii̯à] v. Origliare, Ascoltare di nascosto. || Anche nusulà, annusulà [nusulà, annusulà] || RM nusulijà.
nutare [nutǻrə] sm. Notaio. || DPM Ha vulute esse purtate ‘ndò nutare pecchè vuleva fa ‘u testamente [à vvəlùtə èssə purtǻtə nd-o nutǻrə pəkkè vulévə fà u testamèndə]  Ndr.  Ha voluto essere condotto dal  notaio  perché  voleva fare testamento. || DPM nutare.
'nutele [nùtələ] agg. Inutile. || Anche inutele [inùtələ] || DPM E nutele ije solde nen cacce [è nùtələ ìi̯ə sòldə nnə kàččə] Ndr. È inutile, io soldi non ne metto fuori. ||  TF ‘nùtele. || DPM nutele.
nutizie [nutìzzi̯ə sf. Notizia. || ZO nutizia (1864) || RA nutizié.
nutrizze [nutrìzzə sf. Nutrice, balia. || VF nutriccia (1841) || BA nutrizze.
nuttate [nuttǻtə sf. Nottata. || TF nuttàte.
nuve [nùvə] agg. m. Nuovo. || GG nuovo (1834) || LC núve.
nuvele [nuu̯élə] sf. Novena. || FB nuvèle. || SF nuèle.
nuvele [nùvələ] sf. Nuvola. || ZO nuvole (1864) || AO nùvele.
nuvenille [nuu̯ənìllə] sm. Gioco di bambini. || BA nuvenielle.
nuvetà [nuu̯ətà] sf. Novità. || TF nuvetà.
nuzzele [nùzzələ] sm. Nocciolo. || VF nuzzolo (1841) || LA nùzzele. || BA nuzzele. || VC nùzzolo.
'nvadende [nvadèndə] agg. Invadènte.
'nvedià [nvədi̯à] v. Invidiare. || cfr.  ammedijà [ammədii̯à]
'nvedijate [nvədii̯ǻtə] pp. e agg. Invidiato. || cfr. 'mmedijate [mmədii̯ǻtə]
'nvendà [nvəndà] v. Inventare. || CV ha ‘nvndöt na m’stur che tutt i möl cür [à nvəndǻtə nà məstùrə ke tùtt-i mǻlə kùrə] Ndr. ha inventato una mistura che tutti i mali cura.
'nverdechite [nvərdəkìtə] agg. Arrabbiato, Verdastro. || RM 'nverdechìte.
'nvermenate [nvərmənǻtə] agg. Che ha fatto i vermi. || VC carna nvermenùta [kàrna nvərmənǻtə] La carne che ha fatto i vermi. || VC nvermenùta.
'nvetà [nvətà] v. Invitare. || SA T’agghia ’nvetà a’ fèsta mìje [t-àġġi̯a nvətà a fèsta mìi̯ə] Ti devo invitare alla mia festa. || MM nvetà.
'nvetate [nvətǻtə] pp. e sm. Invitato. || cfr. 'mmetate. || CA A tavele ca nen si’nvetàte, cume n’asene si trattàte [a tàvələ ka nən sì nvətǻtə, kùm-è n-àsənə sì ttrattǻtə] Ndr. Alla tavola a cui non sei invitato, come un asino vieni trattato. || SF Chi vàce ‘o spusalizije e nenn’èje ‘nvetàte, bùne si èje cacciàte [ki vǻčə ‘o spusalizije e nenn’èje nvətǻtə, bùne si èje cacciàte] Ndr. Chi va ad uno sposalizio senza essere invitato, merita di essere cacciato. || CA 'nvetàte. || FD nvetàto.
'nvidie [nvìdi̯ə sf. Invidia. || cfr. 'mmidie.
'nzaccà [nʒakkà] v. Insaccare. || Anche anzaccà. || SG c’i’à ‘nzaccarrije probbete ‘na taccarate [c’i’à nʒakkarrìi̯ə pròbbətə na takkaratə] Ndr. gliela darei proprio una una bastonata. || LA 'nzaccà.
'nzaccavricce [nʒakkavrìččə] sm. Rullo per spianare il terreno. || RM 'nzaccavrìcce.
nzacce [nʒàččə] par. comp. Non so. || RM 'nzàcce.
'nzalanì [nʒalanì] v. Perdere il senno, Intontire, Rintronare, Instupidire. || GG Quisto mò, pe non farse chiù nzalanì, lu mannaje a guardà li puorce [ku̯ìstə mò, pə nən fàrsə kki̯ù nalanì, u mannǻi̯ə a  u̯ardà  i  pùrkə] Ndr. Questi ora -il ricco signore-, per non farsi più intontire, lo mandò a guardare i porci. || GG nzalanì (1834).
'nzalanute [nʒalanùtə] agg. Incantato, Distratto, Tonto,  Rimbambito.  ||  VC  vecchio
  nzallanùto [vèkki̯ə nʒalanùtə] vecchio imbarbogito. || VC nzallanùto, nzallanùte. || BA nzalanute. || LA ‘nzalanute.
'nzalate [nʒalǻtə] sf. Insalata. || NM ajutate a
  Olgarella a preparà a ‘nzalata [ai̯utǻtə a  olġarèllə a pprəparà a nʒalǻtə] Ndr. aiutate Olga a preparare l’insalata. || RC ‘Nzal’ta ricc’ [nʒalǻta rìččə] Insalata riccia. || VC nzalàta. || NM 'nzalata. || LA ‘nzalate. || RC ‘nzal’ta.
'nzanda [nʒànda par. comp. In santa. || Locuz. ‘nzanda pace. In santa pace. || RL  ‘n-zanda.
nzapè [nʒapè] v. Non sapere, Non essere in grado, Non essere capace. || LR 'nzapîve chè vulève o chè vennève [nʒapìvə  ke vvulévə o ke vvənnévə] Ndr. non sapevi cosa voleva o cosa vendeva.
'nzarte [nʒàrtə] sf. Fune per il secchio del pozzo. || BA nzarte.
'nzavardate [nʒavardǻtə] agg. Sporco. || LA 'nzavardàte.
nz’è [nʒè] avv. di neg. + pron. + è.  nen s’è [nən s-è] Non si è. || SA Nzè máje vìste ‘nu fàtte accussì [nʒ-è mmǻi̯ə vìstə nu fàttə akkussì] Non si è mai vista una cosa così.
nze [nʒə] avv. di neg. + pron. nen se. Non si. || Anche ne nze. || SA Ne nze póte fa [nə nə pótə fa] Non si può fare. || SA Nze capìsce nìnde [nə kapìššə nìndə] Non si capisce niente. || AA nen ze. || EG ‘nze. || BF ‘nze.
'nzegnà [nʒəɲɲà] v. Insegnare. || LA ‘nzegnà.
'nzenuvà [nʒənuu̯à] v. Insinuare. || RM 'nzenuvà.
'nzeppà [nʒəppà] v. Ficcare, Infilare, Introdurre. || FB 'nzeppà.
'nzeppate [nʒəppǻtə] pp. e agg. Infilato, Infilzato. || RM 'nzeppàte.
'nzerrà [nʒərrà] v. Rinchiudere, Chiudere dentro,
'nzerrate [nʒərrǻtə] pp. e agg. Chiuso dentro, Rinchiuso, Racchiuso. || EG ‘U fridde tenéve a tutte ‘nzerràte ‘nd’e càse [u frìddə tənévə a ttùttə nʒərrǻtə nd-e kǻsə] Ndr. Il freddo teneva tutti rinchiusi nelle case. || EG 'nzerràte. || CS nzerráte.
'nzerta [nʒèrta] sf. Treccia di pomodori o di aglio da conservare appesa al muro. || Anche ‘nzerte. || LR Uè, jame, n’ata bèlla ‘nzèrta d’aglie! [u̯è nʒèrta] Ndr. Dai, andiamo, un’altra bella treccia d’aglio! || VF nserta (1841). || LR ‘nzèrta.
'nzerte [nʒèrtə] cfr. ‘nzerta. || LA 'nzèrte. || BA nzerte.
'nzevà [nʒəvà] v. Ungere, Sporcare di sevo. || BA nzevà. || LA 'nzevà.
'nzevose [nʒəvósə] agg. f. Di donna che non ama la pulizia, Sporca. || SF 'nzevòse.
'nzevuse [nʒəvùsə] agg. m. Sporco, Uomo che vive nella sporcizia. || cfr. lambuse, larduse. || LA ‘nzevuse. || TF ‘nzevùse.
nzì [nʒì] avv. di neg. + verbo essere. Non sei,
  Non sarai. || SA Nzì mmànghe stùbbete, tu! [nʒì mmàṅġə stùbbətə, tu!] Non sei affatto stupido, tu! || CA nensì.
nziamaje [nʒi̯amǻi̯ə par. comp. Non sia mai.
  || Anche nzia maje [nʒi̯a mǻi̯ə || SA Nziamáje se n’addóne [nʒi̯amǻi̯ə sə n-addónə] Non sia mai se ne accorge. || VMG nun zia majë.
'nzicchete [nʒìkkətə] onomat. solo nella locuz. 'nzìcchete e 'nzà [nʒìkkətə e nà] Inaspettatamente, Di punto in bianco. || RM 'nzìcckete è 'nzà.
'nzime [nʒìmə] avv. Insieme. || SF 'nzime. || TF ‘nzìme . || [fg. insiéme - ital. insième]
'nzine [nʒìnə] par. comp. In grembo. || Fino a che, Fino a. || GG nzino (1834) || LA ‘nzine.
'nzipete [nʒìpətə] agg. Insipito. || RM  'nzìpete.
'nziste [nʒìstə] v. Insistere. || agg. Puntiglioso,  In gamba. || VC nzìste. || LA ‘nziste.
nzò [nʒò] avv. di neg. + verbo essere. Non sono. || FP nun zò mort [nʒò mmòrtə] Ndr. non sono morta. || FP nun zò.
'nzogne [nʒòɲɲə] sf. Sugna, Strutto di maiale. || Locuz. fa ‘a 'nzogne. Fare la cresta, un guadagno illecito. || VC nzògna. || BA nsogne. || LA ‘nzogne.
'nzottamure [nʒottamùrə] par. comp. Sotto il muro. || SA àmma jucà a ‘nzottamùre? [nʒottamùrə] giochiamo a sottomuro? || Anche azzeccamure, ziccamure.
'nzottamusse [nʒottamùssə] par. comp. Sottovoce, Sotto i baffi || RM 'nzottamùsse.
'nzuccarate [nʒukkarǻtə] pp. e agg. Zuccherato. || VC nzuccaràto. || [fg. ʒuccheràto - ital. zuccheràto]
'nzucchele [nʒùkkələ] par. comp. In estasi, In sollucchero. || VC ìrsene nzùccole [irəsìnnə nʒùkkələ] andarsene in brodo di giuggiole. || VC nzùccole.
'nzumulà [nʒumulà] v. Mettere da parte denaro, Accumulare. || LA ‘nzumelà.
'nzunne [nʒùnnə] par. comp. In sogno. || VC nzùonne. || LA ‘nzunne.
'nzunuvaminde [nʒunuu̯amìndə] sm. Insinuazione. || CS nzunuaminte.
'nzuppate [nʒuppátə] pp. e agg. Inzuppato, Bagnato. || CS nzuppáte.
'nzurà [nʒurà] v. Sposare. || Anche spusà. || AM nzurà. || LA 'nzurà.
'nzurarse [nʒuràrsə] v. rifl. Ammogliarsi, Sposarsi. || VC nzurarse.
'nzurate [nʒurǻtə] pp. e agg. Sposato. || LA 'nzuràte.
'nzurdulà [nʒurdulà] v. Insordire, Far diventare sordo.
'nzustate [nʒustǻtə] agg. Inquieto, Preoccupato, Nervoso. || BA nsustate.

O

o [o] congz. O. || SA È venì sì o no? [è vənì sì o no?] Vieni sì o no?
o [ó] interiez. O, Ehi. || GG Oje  tatà sa che ce stà de nuovo? Damma la parziona mia [ó tatà sǻi̯ə ke ččə stǻčə da nùvə:Dàmmə a parzi̯óna mìi̯ə] Ndr. Ehi papà, sai che c’è di nuovo? Dammi la mia parte -di eredità-.  || GG oje (1834).
'o [ó] prep. art. Al, Allo. || antiq. e disus. a lu [a lu] || GG Lu chijù quatrare dicij..e a lu patr...e [u  kki̯ù  kuatrǻrə dičìi̯ə   ó    pàtrə] Ndr. il più giovane disse al padre. || SA àgghia jì ‘o pallóne [àġġi̯a i̯ì ó pallónə] devo andare al pallone -allo stadio-. || LR tenùte  ‘o càvete [tənùtə ó kàvətə] Ndr. tenute al caldo. || GG a lu (1834) || PM o. || FB o’. || LR ‘o.
offenne [offènnə] v. Offendere. || RM  offènne.
offese [offésə] pp. e agg. Offeso. || GG Li dicije lu figghio: tàtà ghije agghj’affesa a Dio, e te n’agghie fatte assai [i dəčìi̯ə u fìġġi̯ə: tatà ġìi̯ə àġġi̯ə affésə a ddìi̯ə e tə n-àġġi̯ə fàttə assǻi̯ə] Ndr. Gli disse il figlio: papà io ho offeso Dio e te ne ho fatte troppe. || GG affesa (1834).
ogge [òğğə] avv. e sm. Oggi. || Anche gogge. || SG Oggie t’accidene pe’ poche lire [òğğə t-aččìdənə pə ppókə lìrə] Ndr. Oggi ti uccidono per poche lire. || SG oggie.  || CA¹ ogge.  || BF ghogge. || CL ogge.
ogne [òɲɲə] agg. indef. Ogni. || GE Gnu paiese ass’lu sta’ cum’eja eje [òɲɲe ppai̯ésə àssəlu stà kùm-èi̯a èi̯ə] Ndr. Ogni paese lascialo stare comunque esso sia. || PR agnu matine semb’ a na stess’ore [òe mmatìnə órə] Ndr. Ogni mattina, sempre alla stessa ora. || AO ogné. || PR agnu. || GG ogne (1834) || SA¹ ‘gnu. || GE gnu.
ogne [òɲɲə] sf. Unghia. || Locuz. ògna spaccáte [òa spakkǻtə] Persona falsa -lett. unghia spaccata-. || MM¹ Mâr a chi n’z grattë chj l’ognä suia stessä [mǻr-a kki nə ġràttə kə l-òa sùi̯a stèssə] Povero chi non si gratta con l’unghia sua stessa. || MM¹ ognä. || VC ogna. || SA¹ ogne.
Olgarelle [olgarèllə] pers. f. Olga. || NM Olgarella.
ombre [òmbrə] sf. Ombra. || EG ombre. || [fg. òmbra - ital. ómbra]
ome [ómə] sm. sing. Uomo. || pl. umene. ||  FP Assitt’t e parlam da om a om [assìttətə  e pparlǻmə da ómə a ómə] Ndr. Siediti e parliamo da uomo a uomo. || GE Non crede a sti papocchie n’omo ritto! [nən krédə a sti papòkki̯ə n-ómə rìttə!] Ndr. Non crede a queste fandonie un uomo intelligente! || MAM c̓́́ä́me̥ nu pọke̥ a kku̯ell-óme̥ lla [ki̯ǻmə nu pókə a kku̯ill-ómə llà] chiama quell’uomo. ||  FD òme. || FP om. || GE omo. || [fg. uómo - ital. uòmo]
onge [ònğə] v. Ungere, Oliare, Corrompere con tangenti. || AO ònge.
onore [onórə] sm. Onore. || AO Marze face u fiore, abbrìle ave l’onòre    [màrzə fǻčə u fi̯órə, abbrìlə ǻvə l-onórə] Marzo mette il fiore, aprile ha l’onore. || RA E mo è turnaté a casa ch’ l’onoré [e mmò è turnǻtə a kǻsə kə l-onórə] Ed ora è tornato a casa con onore. || AO onore. || RA onoré. || SF onòre. || VMG unorë.
onze [ònʒə] sf. Oncia. || VC onza. || [fg. òncia - ital. óncia]
operaje [operǻi̯ə] sm. Operaio. || TF operàje.
opere [òpərə] sf. Opera. || NM m’agghje mise a candà l’opere [m-àġġi̯ə mìsə a kkandà l-òpərə] Ndr. mi sono messo a cantare l’opera. || ZO Opreu (1864) || NM opere.
opinione [opini̯ónə] sf. Opinione. || RM  Ije so’ d’opinione ché s’adda da’ fiducie, s’hanna coce cke l’acqua lore stésse [ìi̯ə sò  d-opini̯ónə ke s-àdda dà fədùči̯ə, s-ànna kóčə kə l-àkku̯a lórə stèssə] Ndr. Io sono dell’opinione che si deve dare -loro- fiducia, si devono cuocere nella loro stessa acqua. || RM opinione.
oramaje [oramǻi̯ə avv. Oramai. || TF oramàje. || NM oramje.
orarie [oràri̯ə sm. Orario. || RM oràrije.
orcheste [orkèstə sf. Orchestra. || VC orchèsta.
ore [órə] sf. Ora. || BF N’òr de notte [n-órə də nòttə] Ndr. Un’ora dopo l’Ave Maria, lett. un’ora di notte. || BA vint’ore [vìnt-órə] il suono del campanone della Cattedrale quattro ore prima dell’Ave Maria. || BA vintn’ore [vintùn-órə] il suono del campanone della Cattedrale, con 33 rintocchi, un’ora dopo l’Ave Maria. || ZO ora, oreu, or (1864) || BF òr. || BA ore.
ore [órə] sm. Oro. || PR sti capille d’ore [sti kapìllə d-órə] Ndr. questi capelli d’oro. || PR ore.
orfanelle [orfanèllə] sost. Orfanello/a. || DPM sime rumaste cume e duje orfanelle [sìmə rumàstə kùmə è ddùi̯ə orfanèllə] Ndr. siamo rimasti come due orfanelli. || DPM orfanelle.
osse [òssə] sf. pl. Ossa. || Anche ossere. || ML a lenghe ‘ndene l’osse e rombe l’osse [a lèṅġə ndénə l-òssə  e  rròmbə l-òssə] Ndr. la lingua non ha ossa ma rompe le ossa. || ML osse. || LR òsse.
ossere [òssərə] sf. pl. Ossa. || Anche osse [òssə] || SA T’agghia ròmbe l’òssere [t-àġġi̯a ròmbə l-òssərə] Ti devo rompere le ossa. || LA òssere.
ostia [òsti̯a] sf. Ostia. || LA òstia chiène e cangèlle [òsti̯a ki̯ènə e kkangèllə] mandorle al forno e tarallini, dolci del Gargano. || MG -E iss ca deceve: -Ostia, ostia! -Si staje frische a te e l’ostia chiene. Là nun ce ne stann ostia chiene de Monte [-e ìssə ka dəčévə:  -òsti̯a, òsti̯a! –sì stǻi̯ə frìškə a ttè e l-òsti̯a ki̯énə. là nùn čə nə stànnə òsti̯a ki̯ènə də mòndə.] Ndr. lett. -E lui -il settentrionale- che diceva: Ostia, ostia! -Sì stai fresco tu e l’ostia piena. Là -in Turchia- non ce ne sono ostie piene di Monte -Sant’Angelo-. || LA òstia.
otte [òttə] num. Otto. || LR otte.
ovatoste [ovatòstə] par. comp. Uova sode. || VC ova tòste.
ove [óvə] sf. pl. Uova. || BA ten l’uove n’croce [ténə l-óvə ṅġróčə] Ndr. lett. tiene le uova in croce. || BA uove. || TF òve.

P

p'a [p-a] prep. sempl. + art. f.  Per la. || LA P'a famiglie, na vite è fategate [p-a famìľľə, na vìtə è fatəġǻtə] Ndr. Per la famiglia una vita hai lavorato. || SF E da mo venite pa feste? [e da mò vənìtə p-a fèstə] Ndr. E da adesso venite per la festa? || LA p’a. || SF pa.
pacce [pàččə] agg. e sost. Pazzo. || NM M’agghje fatte pigghja’ pè paccje [m-àġġi̯ə fàttə piġġi̯à pə ppàččə] Ndr. Mi sono fatto prendere per pazzo. || MP so cose da pacce [sò kkósə da pàččə] Ndr. sono cose da pazzi. || NM paccje. || MP pacce. || VC pàccio. || VC pàccia.
pacchetille [pakkətìllə] sm. Pacchetto. || RM paccketìlle.
pacciarille [paččarìllə] sm. Pazzerello, Burlone. || VF pacciariello (1841) || VC pacciarìelle.
paccije [paččìi̯ə sf. Pazzia. || VC paccìa.
pace [pǻčə] sf. Pace. || Anche pacia [pàča] || MM aveve̥ne̥ fa a pä́če̥ [avévəna fà pǻčə] avrebbero dovuto rappacificarsi. Ndr. lett. dovevano fare la pace. || SF pàce. || MM pä́če̥.
pacia [pàča] sf. Pace. || Anche pace [pàčə] || PR. pecchè tu c’e purtate a pacia vere [pəkkè tu č-è purtǻtə a pàča vérə] Ndr. perché tu ci hai portato la pace vera. || PR pacia.
pacienze [pači̯ènʒə] sf. Pazienza. || RL pacijenze. || EG paciènze.
padrone [padrónə] smf. sing. e f. pl. Padrone. || Al m. sing. anche padrune [padrùnə] || pl. m. padrune [padrùnə] || cfr. patrone [patrónə] || SA qùllu fetènde d’u padróne l’ate jùrne c’ha fàtte fategà dìce óre [kùllu fətèndə d-u padrónə  l-àtə i̯ùrnə č-à ffàttə  fatəġà dìč-órə] Quel fentente del padrone l’altro giorno ci ha fatto lavorare dieci ore. || GF Ché vvúje d’a gatte si a padróne è pacce? [ke vvùi̯ə d-a ġàttə si a padrónə è pàččə?] Ndr. Che vuoi dalla gatta se la padrona è pazza. || GF padróne. || SF padròne. || LC padrône.
padrune [padrùnə] sm. pl. Padroni. || cfr. padrone, patrune [padrónə, patrùnə] || MP Vulessé murì quann’ sti duijé padrùne mije fann’ allité [vulèssə murì ku̯ànnə sti dùi̯ə padrùnə mìi̯ə fànnə a llìtə] Ndr. Vorrei morire quando questi due miei padroni fanno lite. || RN ε u padrnə jvə bbunə [e u padrùnə i̯évə bbùnə] e il padrone andava bene. || MP padrùne. || RN padrnə.
pagà [paġà] v. Pagare. || FP pagà.
paggene [pàğğənə] sf. Pagina. || RM pàggene.
pagghia [pàġġi̯a sf. Paglia. || Anche pagghie [pàġġi̯ə] || BF aspîette ciucce mije, quanne vèn’a pagghia nove! [aspìttə čùččə mìi̯ə kànnə vénə a pàġġi̯a nóvə!] Ndr. aspetta somaro mio, quando arriva la paglia nuova! || BF pagghia.
pagghiare [paġġi̯ǻrə] sm. Pagliaio. || AO pagghjàre.
pagghiarule  [paġġi̯arùlə]  sm.  Operaio  che
  trasporta balle di paglia pressata. || VF pagliarulo (1841).
pagghie [pàġġi̯ə sf. Paglia. || Anche pagghia [pàġġi̯a || MG¹ ‘U ciucce porte ‘a pagghje e ‘u ciucce s’a magne [u čùččə pòrtə a pàġġi̯ə e u čùččə s-a màə Ndr. L’asino porta la paglia e l’asino se la mangia. || MG¹ Eje fuke de pagghie [èi̯ə fùkə də pàġġi̯ə] Ndr. È fuoco di paglia. || FB pagghije. || LA pagghje. || MG¹ pagghie.
pagghiere [paġġi̯érə] sf. Giaciglio di paglia, Materasso. || FB pagghijère.
pagghione [paġġi̯ónə] sm. superl. Fanfarone, Spaccone, Millantatore. || FB pagghijòne. || AO pagghjòne. || SF pagghiòne.
pagghiuzze [paġġi̯ùzzə sf. Pagliuzza. || EG pagghiuzze.
pagliacce [paľľàččə] sm. Pagliaccio. || SG¹ So’ passate i pagliacce, cki trombe e cki trumbètte [sò ppassǻtə i paľľàččə, k-i tròmbə e kk-i trumbèttə] Ndr. Sono passati i pagliacci, con le trombe e le trombette. || SG¹ pagliacce.
pagliacciate [paľľàččǻtə] sf. Pagliacciata. || FP T par bell quella pagliacciat che è fatt? [ku̯èll] Ndr. Ti sembra bella la pagliacciata che hai fatto? || FP pagliacciat.
pagliette [paľľèttə] sf. Paglietta. || RM paglijètte.
pagnotte [paɲɲòttə] sf. Pagnotta. || sm. pl. Fichi d'india. || MU Fechedinie a pagnotte, mene a li grosse, mene a li fresche [fəkədìni̯ə a ppaɲɲòttə, ménə a li ġròssə, ménə a li frèškə] Fichi d’India grosse come pagnotte e fresche. || MU pagnotte.
pagatore [paġatórə] sm. e agg. Pagatore, Chi è incaricato di pagare. || MG¹ D’o male pagatore acciaffe quille chè puje [d-o mǻlə  paġatórə aččàffə  ku̯ìllə  ke pùi̯ə] Dal cattivo pagatore prendi quello che puoi. || AO  pagatòre.
paisane [paisǻnə] agg. Paesano. || AO U pajèse è d’u paisàne [u pai̯ésə è d-u  paisǻnə] Il paese è del paesano. || AO paisàne. || FB paijsàne.
pajese [pai̯ésə] sm. Paese. || Anche paése [paésə] || GG pajese (1834) || TF pajèse. || PM paèse.
palate [palǻtə] sm. Palato. || sf. Palata, Bastonata. || LA palàte.
palazze [palàzzə m. Palazzo. || AO palàzze.
palazzone [palazzónə] sm. Palazzone. || pl. palzzùne [palazzùnə] palazzoni. || EG palazzune.
palette [palèttə] sf. Paletta. || EG palette.
paliatone [pali̯atónə] sm. Bastonatura. || RM palijatòne.
palie [pàli̯ə sm. Palio. || VF pallio (1841) || RM pàlije.
palijà [palii̯à] v. Picchiare. || NM tu sì troppe bune e nen sarrisse capace di palià a nu cumbagne! [tu sì ttròppə bbùnə e nən sarrìssə kapǻčə də palii̯à a nu kumbàə!] Ndr. tu sei troppo buono e non saresti capace di picchiare un amico! || NM palià.
palijate [palii̯ǻtə] pp. e agg. Picchiato. || RM palijàte.
pallotte [pallòttə] sf. Pallotta, Oggetto di forma tonda di qualsiasi materiale. || BA Nen cen’eje merde pe fa pallotte [nən cə nn-èi̯ə mmèrdə pə ffà pallòttə] Non c’è sterco per pallotte. || BA pallotte.
pallucce [pallùččə] sf. Pallina, Biglia di vetro. || CL m’hanne arrubbate ‘i pallucce [m-ànnə arrubbǻtə i pallùččə] Ndr. mi hanno rubato le biglie. || VC pallùccia. || CL pallucce.
pallunare [pallunǻrə] sm. Pallonaro, Chi fabbrica o vende palloni, Bugiardo. || VC pallunàre.
palluniste [pallunìstə] sm. Bugiardo, Chi racconta frottole. || RM pallunìste.
palme [pàlmə] sm. Palmo. || sf. Palma. || DLC nu solde ‘a palme, ué facite pace [nu sòldə a pàlmə, u̯è fačìtə pǻčə] Ndr. un soldo a palma, ehi fate pace. || DLC palme.
palomme [palòmmə] sf. Farfalla, Canto d'informazione per carcerati, Farfallina elicoidale usata dai ragazzi per colpire le rondini. || SF palomme. || VC palòmma.
palummare [palummǻrə] sm. Colombaia. || VC palummàre.
palumme [palùmmə] sm. Colombo. || VC palùmme. || LA palumme.
palummelle [palummèllə] sf. Farfallina. || LA palummèlle. || VC palummèlla.
palummille [palummìllə] sm. Colombino. || FB palummille.
palunie [palùni̯ə sf. Muffa. || LA palùnije. || VC palùnia.
pampuglie [pampùľľə] sf. Truciolo di legno. || VC pampùglia.
panare [panǻrə] sm. Paniere, Cesta per il pane. || VF panaro (1841) || VC panàre. || LA panare.
panarille [panarìllə] sm. Cestino. || AO panarìlle. || VC panarìelle.
panarizze [panarìzzə sm. Patereccio, Giradito, Infiammazione che gira intorno al dito. || Anche pannarizze. || VC panarìzze. || LA panarizze.
pandane [pandǻnə] sm. Pantano. || AO
  pandàne.
pandofele [pandòfələ] sf. Pantofola. || BP è state u Scazzamurille a mette i pantofele sope o tavule [è stǻtə u skazzamurìllə a mmèttə i pandòfələ sóp-o tàvulə] Ndr. è stato il folletto a mettere le pantofole sul tavolo || BP pantofele.
pandumine [pandumìnə] sm. Pantomima. ||
  VC pandomìna.
pane [pǻnə] sm. Pane. || Locuz. páne càvete, páne de cáse, páne tùste [pǻnə kàvətə, pǻnə də kǻsə, pǻnə tùstə] Pane caldo, di casa, duro. || VC Pane nduràte e frìtte [pǻnə ndurǻtə e  ffrìtte] Pane dorato e fritto. || BF si stám ancòr’ a ppán de gráne! [si stìmə anġórə a ppǻnə də ġrǻnə] Ndr. se stiamo ancora a pane di grano! || MM pane, kase e ffafe [pǻnə, kǻsə e ffǻfə] Pane, cacio e fave. || VF pane fatt’a la casa [pǻnə fàtt-a kǻsə] pane casalingo. || GG pane (1834) || ZO peun. || TF pàne. || BF ppán. || SA¹ päne. || FO pänẹ.
panecutte [pånəkùttə] par. comp. sm. Pancotto. || LR Abbasce ‘e grotte, quase tutt’i jurne, se cucenave sole ‘u pane cûtte [abbàššə e ġròttə, ku̯asə tùttə i i̯ùrnə, sə kučənǻvə sólə u pǻnə kùttə] Ndr. Nei sottani -le grotte- quasi tutti i giorni si cucinava solo il pancotto. || VC panecùotte. || LA panecûtte. || LR pane cûtte. || ML pane cutte. || GA pan cutt.
panelle [panèllə] sf. Pagnottella di pane, Panello. || FO Mazzẹ e panellẹ fannẹ i figghijẹ bellẹ [màzzə e ppanèllə fànnə i fìġġi̯ə bbèllə] Mazza e pane fanno i figli belli. || VC panèlla. || AO panèlle. || || FO panellẹ.
panettere [panəttérə] sf. Panettiera. || VC panettèra. || [fg. panettiéra - ital. panettièra]
panettire [panəttìrə] sm. Panettiere. || FB  panettire.
panettone [panəttùnə] sm. Panettone. || al pl. panettune. || LR panettune.
panetuste [pånətùstə] sm. Pane duro, raffermo. || TF Te ne magna' de pàne tùste! [tə n-è maà də pǻnə tùstə!] Ndr. Ne devi mangiare di pane duro! || TF  pàne tùste.
pannarizze [pannarìzzə sm. Patereccio, Giradito, Infiammazione che gira intorno al dito. || Anche panarizze. || RM pannarìzze.
panne [pànnə] sm. Stoffa. || sm. pl. Abiti. || BA L’hanne date pann e fuorce mmane [l-ànnə dǻtə pànnə e ffùrčə mmǻnə]  Gli hanno consegnato stoffa e forbici nelle mani. || GG panne (1834) || BA pann.
panze [pànʒə] sf. Pancia. || cfr. trippe. || VC pànza.
papà [papà] sm. Papà, Padre, Babbo. || EG papà.
papagne [papàɲɲə]  sm. Papavero. || sf. Colpo di sonno, Sonnolenza, Sonnifero. || SA M’è venùte ‘na papàgne! [m-è vvənùtə na papàɲɲə!] Mi è venuto un colpo di sonno. || LA papagne.
papagnone [papaɲɲónə] sm. Pugno dato  con
  tutto il braccio disteso, Cazzottone che fa addormentare. || LA papagnone.
papanonne [papanònnə] sm. Nonno. || Anche tatone, paparusse [tatónə,  paparùssə].
|| RM papanònne.
paparone [paparónə] sm. Bisnonno. || Anche
  tatarone. || SF paparòne.
paparule [paparùlə] sm. Peperone. || cfr. peperusce. || sm. pl. in senso fig. Soldi. || VF peparulo (1841). || SF paparùle.
paparusse [paparùssə] sm. Nonno. || Anche tatone, papanonne. || BA paparuosse.
paparuzze [paparùzzə] sm. Pane dei contadini. || SF paparuzzu.
pape [pǻpə sm. Ponfefice, Papa. || SA 'U pápe stáce a Róme [u pǻpə stǻčə a rrómə] Il papa sta a Roma. || SF Chi magne e càche se sènde nu pàpe [ki màə e kkǻkə sə sèndə nu pǻpə] Ndr. Chi mangia e caca si sente un papa. || SF  pàpe.
papere [pàpərə] sf. Papera, Oca. || AO pàpere.
paperijà [papərii̯à] v. Fare la papera, Camminare come una papera. || BP che chi staje paparianne? Lasse stu telefene! [kə kki stǻi̯ə papərii̯ànnə? làssə stu telèfənə!] Ndr. lett. con chi stati facendo la papera? Lascia questo telefono! || RM paperijà.
papille [papìllə] sm. Tranello, Trappola. || AO papìlle.
papocchie [papòkki̯ə sf. Fandonia, Bugia, Fesseria. || VC papòcchia. || GE  papocchie.
papone [papónə] sm. Fantasma. || cfr. papunne. || VC Vattìnne papòne da sott’a lu lìette, ca sennò mo àie na petràta mpìette [vattìnnə papónə da sòtt-o lìttə, ka sənnò mò ǻi̯ə na pətrǻtə mbìttə] Ndr. Va’ via papone da sotto il letto, altrimenti adesso avrai una pietrata in petto. || VC papòne. || CS papone.
pappagalle [pappaġàllə] sm. Pappagallo. || FB pappagalle.
pappamerenne [pappamərènnə] sf. Merenda. || FB pappamerènne.
pappe [pàppə solo nella locuz. pappe e nase. Nasone, Dal grande naso. || LA pappe e nase. || FP papp e nas.
pappele [pàppələ] sf. Palpebre. || LA pàppele.
pappele [pàppələ] sm. Tonchio, insetto dei coleotteri che si trova nei legumi, Curculione. || MG¹ Damme tîmbe che tè spertuse, decije ‘u pappele ‘mbacce a fafe [dàmmə tìmbə ke tə spərtùsə, dəčìi̯ə u pàppələ mbàččə a fǻfə] Ndr. Dammi tempo che ti faccio un buco, disse l’insetto alla fava. || LA pàppele. || MG¹ pappele.
pappulle [pappùllə] solo nella locuz. a pappulle [a ppappùllə] Sdentato. || RM pappùlle.
papunne  [papùnnə] sm. Fantasma. ||  cfr.
  papone. || CS Vattínne papunne da sotte o litte sennò tu mènghe nu mattone ‘mbitte [vattìnnə papùnnə da sòtt-ó lìttə sənnò t-u mèṅġə nu matónə mbìttə] Ndr. Va’ via fantasma da sotto il letto, altrimenti ti lancio un mattone sul petto  -addosso-. || LA papûnne. || CS papunne.
paranze [parànʒə] sf. Apparenza, Gruppo di mietitori. || AO parànze. || LA paranze.
parapatte [parapàttə] solo nella locuz. parapatte e ppace. Siamo alla pari, Non abbiamo più debiti l’uno verso l’altro, lett Pari e pace. || AO parapàtte.
parature [paratùrə] sm. pl. Interiora di agnello. || estens. Visceri. || LR Arture ca vennève ‘i parature nenn’u capìve quanne lucculàve [artùrə ka vənnévə i paratùrə nn-u kapìvə ku̯ànnə lukkulǻvə] Ndr. Arturo che vendeva le frattaglie, non lo capivi quando urlava. || LR  parature.
paravise [paravìsə] sm. Paradiso, Torso del carciofo. || PM ce stace nu poste, c’assemmègghie a n’anghele de paravise [čə stǻčə nu  pòstə, ke assəmmèġġi̯ə a n- àṅġulə də paravìsə] Ndr. c’è un posto, che rassomiglia ad un angolo di paradiso. || VC paravìse. || PM paravise.|| AO paradìse. || FP Paradise.
parche [pàrkə sm. Parco. || PM parche.
pare [pǻrə] agg. Uguale, Pari. || cfr. eguale, uguale. || sm. Paio. || LR e dope ‘u pare e spàre, se decedìje che ‘a notte, a na cèrt’ore, avrinne scalvaccàte nu murille d’u Cambesande. Ndr. E dopo il pari e dispari -un momento di indecisione- si decise che la notte, ad una certa ora, avrebbero scavalcato un muretto del Cimitero. || GA pare. || FO pärẹ. || RN prə.
parecchie [parèkki̯ə] agg. Parecchio. || MP Agghije tentaté parecchi vote de derecillé a papà [àġġi̯ə  təntǻtə parèkki vótə də dərəcìllə a papà] Ndr. Ho tentato parecchie volte di dirlo a papà.  || MP parecchi. || CL parecchie.
parendade [parəndǻdə] sm. Parentado. || estens. Promessa di matrimonio. || TF parendàde.
parende [parèndə] sm. Parente.
parì [parì] v. Sembrare, Apparire. || SA Nen se pǻre a vvedè nu póche de lùce [nən sə párə a vvədè nu pókə də lùčə] Non si riesce a vedere un po’ di luce -la buona sorte non arriva-. || SF parì.
parinde [parìndə] smf. pl. Parenti. || Locuz. parìnde serpìnde [parìndə sərpìndə] Parenti serpenti. || AO Prime ê dinde e po' ê parìnde [prìmə è dìndə e ppò è parìndə] Prima ai denti e poi ai parenti. || AO parinde. || LR parînde. || FP parind.
parlà [parlà] v. Parlare. || SA Ke tte nze póte parlà cchiù [kə ttè nə pótə parlà kki̯u̯] Con te non si può più parlare. || FP parlà.
parlate [parlǻtə] pp. e agg. Parlato. || BA L’Angele l’ave parlate a la recchie [l-ànğələ l-ǻvə parlǻtə a rèkki̯ə] È stato avvisato da un angelo. Ndr. L’Angelo gli ha parlato all’orecchio. || BA parlate.
parmeggiane [parməğğǻnə] sm. Formaggio parmigiano. || MP parmeggiané.
parocchele [paròkkələ] sf. Paroccola, Fazzoletto con una estremità annodata. || RM paròcckele.
parole [parólə] sf. Parola. || CS Vále chijù nu fatte, che cinte parole [vǻlə kki̯ù nu fàttə, ke cìntə parólə] Ndr. Vale più un fatto, che cento parole || PR Quanne te l’agghi’a dice sti parole [ku̯ànnə tə l-àġġi̯a dìčə sti parólə] Ndr. Quando te le devo dire queste parole. || TF paròle. || CS parole.
parrucchire [parrukkìrə sm. Parrucchiere. || ZO pirrucchiere (1864). || [fg. parrucchiére – ital. parrucchière.]
parruzze [parrùzzə sm. Pane rustico di colore scuro, lett. pane rozzo, panrozzo. || VC parrùozze. || VF parruozzo (1841).
parte [pàrtə] sf. Parte. || SA Fáce ‘a pàrte ‘u stùbbete [fǻčə a pàrtə u stùbbətə] Fa la parte dello stupido. || CA¹ parte.
parte [pàrtə] v. Partire. || ZO partì (1864).
partite [partìtə] sf. Partita. || sm. Partito. || PR partite.
parziona [parzi̯óna] sf. Porzione, Parte. || Anche parzione [parzi̯ónə] || GG  Damma la parziona mia [dàmmə a parzi̯óna mìi̯ə] Ndr. Dammi la mia parte -di eredità-. || GG parziona (1834).
parzione [parzi̯ónə] sf. Porzione, Parte. || Anche parziona [parzi̯óna]
pasce [pàššə] v. Pascere, Nutrire. || VC pàscere cu l’èrva n’anemàle [pàššə kə ll’èrvə n-anəmǻlə] Ndr. nutrire con l’erba un animale   || VC pàscere.
pasciute [paššùtə] pp. e agg. Pasciuto, Florido. || AO pasciùte.
pascore [paskórə] sf. Primavera. || SF  pascòre.
pasonne [pasònnə] agg. f. Pigra, Lenta, Addormentata. || cfr. pasunne [pasùnnə] || RG¹ pasonne.
Pasquale [pasku̯ǻlə] pers. m. Pasquale. || BF campáne -Sam-Pasquále [kambǻnə sampasku̯ǻlə] Ndr. campane di San Pasquale || BF Pasquále.
Pasqualì [pasku̯alì] pers. m. Pasqualino. || CL Pasqualì.
Pasque [pàsku̯ə] sf. Pasqua. || LMG Pasque, diune e sénza mésse [pàsku̯ə,  dii̯ùnə e ssèna mèssə] Ndr. lett. Pasqua, digiuno e senza messa. || LMG Pasque.
passà [passà] v. Passare, Trascorrere. || Locuz. passà annànze [passà annànə] Sorpassare; passà bune. Guarire. || SA Che bbrùtta nuttáte ha passáte  ‘u  maláte!  [ke bbrùtta nuttǻtə à ppassǻtə  u malǻtə!] Che  brutta  nottata  ha trascorso il malato! || CL passà.
passamane [passamǻnə] sm. Bracciolo, Passamano. || VC passamàne.
passapane [passapǻnə] sm. Stomaco. || RM passapàne.
passapurte [passapùrtə] sm. Passaporto. || SG u’ cape sturte dice che i serve u’ passapurte [u kǻpə stùrtə dìčə ke i sèrvə u passapùrtə] Ndr. la testa storta dice che gli serve il passaporto. || SG passapurte. || VC  passapùorte.
passarille [passarìllə] sm. Uccello, Passero, Passerotto. || VC passarìelle. || FD passarìlle. || LA passarîlle. || ML¹ passarille.
passate [passǻtə] pp. e sost. Passato. || MG¹ Acqua passate nen macine muline [àkku̯a passǻtə nən màčənə mulìnə] Ndr. Acqua passata non macina mulino. || MG¹ passate. || EG passàte.
passele [pàssələ] sf. Passola, Uva passa. ||  RN ɕə mįttə i pássələ, a lįɕə, u pœpə e u slə, e adda sta doj’orə ind’ɔ fųrnə [čə mìttə   ássələ, a lìčə, u pépə e u sǻlə, e àdda stà dói̯-órə ìnd-o fùrnə.] vi metti l’uva passa, l’acciuga, pepe e sale, e ha da stare due ore dentro il forno. ||  RN ássələ.
pastajole [pastai̯ólə] sf. Pastaia. || FB  pastaijòle.
pastarelle [pastarèllə] sf. Paste dolci fatte in casa, Biscottino, Pasticcino. || GF¹ pastarèlle ch’u resolie, taralluzze, scavedatille e vvine bbune [pastarèllə k-u rəsòli̯ə, tarallùzzə, skavədatìllə e vvìnə bbùnə] biscottini con il rosolio, taralli e scaldatelli e vino buono. || GF¹ pastarèlle.
paste [pàstə] sf. Pasta. || ZO past (1864).
pastenache [pastənǻkə sf. Carota. || VF  pastenaca (1841).
pastore [pastórə] sm. Pastore. || FB pastòre.
pasturille [pasturìllə] sm. Pastorello. || BA pasturielle.
pasunne  [pasùnnə] agg. m. Pigro, Lento, Addormentato. || cfr. pasonne [pasònnə] || RG¹ pasunne.
‘Pataffie [patàffi̯ə sm. Epitaffio, Monumento a Filippo IV. || EG A l’ombre d’u ‘Pataffie [a l-òmbrə d-u patàffi̯ə] Ndr. All’ombra dell’Epitaffio. || LA patàffije. || EG ‘Pataffie. || MM patáffie.
Patanare [patanǻrə] sopr. Patanaro. || LR Patanàre.
patane [patǻnə] sf. Patata. || SG¹ ‘I recchijtèlle cka ruchele e cki pàtane [i rikki̯ətèllə k-a rùkələ e kk-i patǻnə] Le orecchiette con la rucola e le patate. || ML patàne. || SG¹ pàtane. || VC patàna.
patanelle [patanèllə] sf. Patatina, Piccolo braciere. || VC patanèlla.
patefatte [patəfàttə] sm. Manifesto. || SF patefatte.
pateminde [patəmìndə] sm. Patimento, Sofferenza. || SF pateminde.
Paternostre [paternòstrə] locuz. lat. Pater noster. || sm. Padrenostro. || VC patrenuòstre.
patete [pàtətə] par. comp. Tuo padre. ||  ML patete.
Pateterne [patetèrnə] sm. Padreterno. || CS Viáte  a  chi  tène  nu  padrètèrne ncile e une ‘ntèrre [vii̯ǻtə a kki ténə nu patetèrnə nğìlə e ùnə ndèrrə] Ndr. Beato chi ha un Padreterno in cielo ed uno in terra. || RL Pataterne. || CA padreterne. || SE padretèrne. || MA  padre tern’. || CS padrètèrne.
patì [patì] v. Patire. || MP Anè, isse se metté vergogné de fa’ capì a’ gent’ che eije surdé, e ije aggija patì [anè, ìssə sə mèttə vərġòə də fa kapì a ğğèndə ke èi̯ə sùrdə, e ìi̯ə àġġi̯a patì] Ndr. Ma guarda, lui si vergogna di far capire alla gente che è sordo, ed io devo patire. || MP patì.
patijà [patii̯à] v. Spurgare le lumache. || SF patià.
patre [pàtrə] sm. Padre. || GG Ce steva nu patre ca teneva duj figghj..i [čə stévə  nu pàtrə ka tənévə dùi̯ə fìġġi̯ə]  Ndr. C’era un padre che aveva due figli. || GG a la casa de patremo [a kǻsə də pàtəmə] Ndr. A casa di mio padre. || NM Ma si secure che tu sì ‘u padre? [ma sì ssəkùrə ke tu sì u pàtrə?] Ndr. Ma sei sicuro che sei tu il padre? || RN u padrə sεmbə rrə [u pàtrə sèmbə rìrə] Il padre sempre ride. || MM ve̥čine̥ u̱ pátre̥ [vəčìnə ó pàtrə] vicino al padre. || CA Nu padre campe ‘a cînte figghje, ma cînte figghje nen campane a nu padre [nu pàdrə kàmbə a ččìndə fìġġi̯ə, ma čìndə  fìġġi̯ə nən kàmbənə a nu pàdrə] Ndr. Un padre dà il sostentamento a cento figli, e cento figli non riescono a far campare un padre. || GG  patre, patr..e, patremo (1834) || CA padre. || RN padrə. || MM pátre̥.
patremonie [patrəmòni̯ə] sm. Patrimonio. || GA patrimonije.
patrezzà [patrəzzà] v. Rassomigliare molto al padre, nei tratti somatici e nel comportamento. || RM patrezzà.
patrije [patrìi̯ə] sm. Patrigno. || VC Patrìjeme ne’ me pòte pròpete vedè [patrìi̯əmə  nə mmə pótə pròpətə vədè] Il mio patrigno non può addirittura tollerarmi. || VC patrije.
patriotte [patriòttə] sm. Passero maschio. || FB patrijòtte.
patrone [patrónə] sf. Padrona. || FB patròne.
patrune [patrùnə] sm. Padrone. || FB patrùne. || MA patrune.
paturnie [patùrni̯ə sf. Malinconia, Stato di malessere psicologico. || RM patùrnije.
paure [paùrə] sf. Paura. || Anche appagure, appaure [appaġùrə, appaùrə] || MA Male n’ facenne e paura n’n avenne [mǻlə nfačènnə e ppaùrə nn-avènnə] Ndr. Male non fare e paura non avere. || CS La morte nen háve paure du mideche [a mòrtə nənn-ǻvə paùrə d-u mìdəkə] Ndr. La morte non ha paura del medico. || RN parə. || CS paure. || MA paura.
pauruse [paurùsə] agg. Pauroso. || Anche paveruse [pavərùsə]
Pavelù [pavəlù] pers. m. Paolo.
paveruse [pavərùsə] agg. Pauroso. || Anche pauruse. || RM paverùse.
pazziarille [pazzi̯arìllə] sm. Giocattolo. || BP pazziarille.
pazzijà [pazzii̯à] v. Scherzare, Giocare. || BA Mò pazzeje a fa male [mò pazzèi̯ə a ffà mǻlə ] Adesso scherza per  far male. || LA pazzijà. || BA pazzià.
pazzije [pazzìi̯ə sf. Burla, Scherzo. || MA ca rise e ca pazzie, a fatica mije, a late c’ ‘a fazze fà [k-a rìsə e k-a pazzìi̯ə, a fatìka  mìi̯ə, a l-àtə č-a fàzzə fà] Ndr. con il riso e con lo scherzo, il mio lavoro lo faccio fare agli altri. || MA pazzie. || SF pazzije.
pe' [pə prep. sempl. Per. || Anche ppe [ppə] || BA Face u fesse pe nen j a la guerre [fǻčə u fèssə pə nən i̯ì a ġu̯èrrə] Fa il finto tonto per non andare in guerra. || GG pe (1834) || ZO pì. ||  BF pe. || SG pe’. || GF ppe. || [fg. pèr - ital. pér]
peccate [pəkkǻtə] sm. Peccato. || ME tutti i peccate ha scangellate ind’a lore [tùtt-i pəkkǻtə à skanğəllǻtə ìnd-a llórə] tutti i peccati ha cancellato in loro. || ME peccate.
peccatore [pəkkatórə] agg. e sm. Peccatore. || ME peccatore.
peccenenne [pəččənènnə] agg. f.  Piccolina. || al m. peccenunne [pəččənùnnə] || MA peccenenne.
peccenonne [pəččənònnə] sf. Piccolina. || RM peccenònne.
peccenunne [pəččənùnnə] sm. Bambino. Piccolino. || al f. peccenenne [pəččənènnə] || SA ’U peccenùnne de màmme [u pəččənùnnə də màmmə] Il piccolino di mamma. || CL peccenunne.
peccerè [pəččərè] sf. Piccola.
pecchè [pəè] avv., congz. e sm. Perché. || SA Ije vulèsse sapè pecchè nde ne váje [ìi̯ə vulèssə sapè pəkkè ndə nə vǻi̯ə] Io vorrei sapere perché non te ne vai. || DPM fammene ji pecchè nu vogghje vedé cchiù [fammìnnə i̯ì pəè nn-u vòġġi̯ə vədè kki̯ù] Ndr. Fammene andare perché non lo voglio più vedere. || ZO pecchè (1864) || LE pecché. || FP pcchè. || [fg. perchè - ital. perché]
pece [péčə] sf. Pece. || MM péce.
pecherucce [pəkərùččə] sm. Agnello. || MM u pekerúcce. L’agnello. || FB pecurùcce. || FB pecurocce. || MM pekerúcce.
pechesce [pəkèššə] sf. Marsina, Abito nuovo. || LA pechèsce.
pechescine [pəkəššìnə] sm. Bellimbusto, Persona che ama ostentare la propria eleganza, Zerbinotto. || AM Che d’éje ca vàce truanne stu sorte e pechescine chè semb’apprisse vène e parle musce musce? [ke d-èi̯ə ka vǻčə truu̯ànnə stu sòrtə e pəkəššìnə ke sèmb-apprìssə pàrlə mùššə mùššə?] Che cosa va trovando questa specie di bellimbusto che viene sempre dietro e parla lentamente? || AM pechiscìne. || FB pechescene.
pechescione [pəkəšši̯ónə] sost. Palandrana. ||
  RM peckesciòne.
pecone [pəkónə] sm. Piccone. || VF pecone (1841).
pecorine [pekorìnə] sm. Formaggio pecorino.
pecundrije [pəkundrìi̯ə sf. Ipocondria, Noia, Tristezza, Malinconia. || LA pecundrìje. || SF pecundrije.
pecure [pèkurə] sf. pecora. || BA Carne de pechere e secure [kàrnə də pèkurə e ssəkùrə] Carne di pecora, ma certa. || BA pechere.
pedarule [pədarùlə] sm. Pannolino per bambini. || RM pedarùle.
pede [pédə] sm. sing. Piede. || pl. pide. || Anche pete. || VF Pede de lu vacile [pédə d-u vačìlə] Bacinella per lavarsi le mani. || GG pede (1834).
pedecchiuse [pədəkki̯ùsə] agg. Pidocchioso, Povero, Straccione. || EG vit’a quillu pedecchiuse [vìt-a kku̯ìllu pədəkki̯ùsə] Ndr. guarda quel pidocchioso. || EG pedecchiuse. || TF pedecchiùse.
pedeje [pədèi̯ə sf. Pancetta di pecora o d’agnello. || LA pedèje. || [fg. pancètta - ital. pancétta]
pedevellà [pədəvəllà] v. Pedalare la bicicletta. || RM pedevellà.
pedevelle [pədəvèllə] sf. Pedale della bicicletta. || RM pedevèlle.
peducchie [pədùkki̯ə sm. Pidocchio. || LMG ‘A vécchie peducchie peducchie, campàie cînd’anne, pe sapé i fatte de l’ate! [a vèkki̯ə pədùkki̯ə pədùkki̯ə, kambǻi̯ə čìnd-ànnə pə ssapè i fàttə də l-àtə!] Ndr. La vecchia pidocchi pidocchi visse cento anni, per sapere i fatti degli altri. || TF pedùcchije. || AO pedùcchje. || SF peducchije. || CA¹ pedųcchije. || AO pedòcchje.
pegge [pèġġə] avv. e agg. Peggio, Peggiore. || EG Site pègge de ‘na molle ca vàce sop’e ‘ssotte [sìtə pèğğə də  na mòllə ka vǻčə sópə e ssòttə] Ndr. Siete peggio di una molla che va sopra e sotto. || TF pègge. || CS pèggie.
pegghià [pəġġi̯à] v. Prendere, Pigliare. || Anche pigghià [piġġi̯à] || EG pegghià.
pegnule [pəɲɲùlə] sm. Pinolo, Seme di pino domestico racchiuso nella pigna. || agg. meticoloso, eccessivamente preciso || VF pignuolo (1841)  [fg. pinólo - ital. pinòlo]
pelanghille [pəlaṅġìllə] sm. Pannocchia di granturco. || BP Inde a sta case so arruate a u punte che so considerate nu pelanghille [ìnd-a sta kǻsə sò arruu̯ǻtə ó pùndə ke sò kkonsiderǻtə nu pəlaṅġìllə] In questa casa sono arrivato al punto da essere considerato -come- una pannocchia. || BP pelanghìlle. || SF pelanghille. || LR pelanghîlle. || RN pəlanghillə.
pelatille [pəlatìllə] sm. Piccolo pelo, Niente di importante. || FB pelatille.
pelegne [pəlèɲɲə] agg. f. Sciatta, Lenta. || FB
  pelègne.
pelle [pèllə] sf. Pelle. || GF Chi bbèlle vole parí, l’ússe e a pèlle l’anna dulí [ki bbèllə vólə parì, l-ússə e a pèllə l-ànna dulì] Ndr. A chi bella vuol sembrare, le ossa e la pelle devono dolere. || GF pèlle.
pellecchie [pəllèkki̯ə sf. Pellecchia, Pellicina. || TF E vècchije e i pròde a pellècchije! [è vèkki̯ə  e i  pródə a pəllèkki̯ə!] Ndr. È vecchio e gli prude la pellecchia. || TF pellècchije. || AO pellècchje. || EG pellècchie. || [fg. pellècchia - ital. pellécchia]
pellegrine [pəlləġrìnə] smf. Pellegrino.  || CA¹ pεllεgrine. || VMG pëllëgrinï.
pellicce [pəllìččə] sf. Pelliccia. || FB e gambe arravugghiate i pellocce de pecorocce [e ġàmmə arravuġġi̯ǻtə i pəllìččə də pəkərùččə] alle gambe avevano avvolte pelli di agnello.  || FB pellocce.
pellitre [pəllìtrə] sm. Puledro. || RM pellìtre. || [fg. pulèdro - ital. pulédro]
pelone [pəlónə] sm. Grossa vasca per conservare l’acqua del pozzo. || FB pelòne.
pelucche [pəlùkkə sf. Parrucca. || RM pelùccke.
pelucchere [pəlukkérə] sf. Pettinatrice, Parrucchiera. || cfr. capellere [kapəllérə] || LA pelucchère. || SF pulchère. || NM¹ pulchera.
pena [péna] sf. Pena. || Anche pene. || MG¹ Hamme fatte cule rutte e péna pagate [àmmə fàttə kùlə rùttə e ppéna paġǻtə] Ndr. lett. Abbiamo fatto culo rotto e pena pagata. || MG¹  péna.
pendemende [pəndəmèndə] sm. Pentimento. || MG¹ Tarde pendeménde a nînde aggiove [tàrdə pəndəmèndə a nnìndə ağğóvə] Ndr. Pentimento tardivo a niente serve. || MG¹ pendeménde. [fg. pentimènto – ital. pentiménto]
pendone [pəndónə] sm. Angolo della strada. || RM pendòne.
pendure [pəndùrə] sf. Polmonite, Pleurite, Malattia delle vie respiratorie. || RM pendùre.
pendute [pəndùtə] pp. e agg. Appuntito. || pp. e sost. Pentito. || RM pendùte.
pene [pénə] sf. Pena. || Anche pena [péna] || LR  pène.
penna [pènna] sf. Penna, Piuma. || Anche penne. || BN E pinz che sapev t-nè a penna mman, cum’e na zapp sul p- fa a firm ca croc [e ppìnə ke sapévə tənè a pènna mmǻnə, kùm-è na zàppə sùlə pə ffà a fìrmə k-a króčə] E pensa che sapeva tenere la penna in mano, come una zappa, solo per firmare col segno di croce. || BN penna. || [fg. pènna - ital. pénna]
pennacchie [pənnàkki̯ə sm. Pennacchio. || EG Quilli pennacchie culuràte, èrene l’onore d’a Madonn’ i ‘Ngurnàte [ku̯ìlli pənnàkki̯ə kulurǻtə, èrənə l-onórə d-a madònnə i ṅġurnǻtə] Ndr. Quei pennacchi colorati erano l’onore della Madonna dell’Incoronata. || EG pennacchie.
pennarule [pənnarùlə] sm. Pennaiuolo, Scrivano, Arnese ove riporre le penne. || RM pennarùle.
penne [pènnə] sf. Penna, Piuma. || Anche penna. || MU  pènne. ||  [fg.  pènna - ital. pénna]
pennellate [pənnəllǻtə] sf. Pennellata. || LR pennellàte.
pennille [pənnìllə] sm. Pennello. || CL pennill’. || FB pennille.
penninde [pənnìndə] avv. Affatto, Per nulla. || Anche pe’ nninde [pə nnìndə]
penzà [pənʒà] v. Pensare. || LE Si ce penze, mené, me sendé venì! [si čə pènə, ménə, mə sèndə vənì!] Se ci penso, mi sento venire meno. || LE penzà. || PM pensà. || TF penza’.
penzate [pənʒǻtə] pp. e agg. Pensato.
penzire [pənʒìrə] sm. sing. e pl. Pensiero. || PM pensire. || ME penzire. || NM pinzire. || [fg. pensiéro - ital. pensièro]
penzione [penʒi̯ónə] sf. pensione. ||  (SA) ci’ù decije: n’ata cavece t’àgghia menà, prime che te ne vaje ‘nbenzione [č-u dəčìi̯ə: n-àtə kàvəčə t-àġġi̯a mənà, prìmə ke tə nə vǻi̯ə mbeni̯ónə] Ndr. glielo dissi: un altro calcio te lo darò, prima che te ne vai in pensione.
penziunate [pənʒi̯unǻtə] pp. e sost. Pensionato. || CL ma vuije vedite, ere megghie quann’ere penziunate [ma vùi̯ə vədìtə, érə  mèġġi̯ə ku̯ànn-érə pənʒi̯unǻtə] Ndr. guardate un po’, era meglio quando ero in pensione. || CL penziunate.
pepe [pépə] sm. Pepe. || RN ppə.
pepernille [pəpərnìllə] sm. Piccolo rotolo di stoffa che si applica al centro del basco. || FB pepernille.
peperusce [pəpərùššə] sm. Peperone. || cfr. paparule. || DLC i peperusce nen  so’ furte, ma dolce e rusce, so’ tuste, nen so’ musce [i pəpərùššə nən sò ffùrtə, ma dòlčə e rrùššə, sò ttùstə, nən sò mmùššə] i peperoni non sono piccanti, ma dolci e rossi, sono duri, non sono flosci.  || BA peperùsce. || DLC peperusce.
Pèppe [pèppə pers. m. Peppe. || BA Darrije l’aneme a Peppe [darrìi̯ə l-ànəmə a ppèppə] Darebbe l’anima al diavolo. || BA Peppe.
Peppine [peppìnə] pers. m. Peppino, Giuseppe. || LR Peppine.
Peppuzze [pəppùzzə] pers. m. Peppe. || SA ‘A candìne Peppùzze [a kandìnə pəppùzzə] La cantina di Peppuzzo.
perazze [pəràzzə sm. Pera acerba di piccole dimensioni. || FB perazze.
perchiacchelle [pərki̯akkèllə] sf. Porcellana. || Anche purchiacche. || VF puorchiacchielli (1841) || VF purchiacchi.
perchie [pèrki̯ə sf. Lentiggine. || MAM  pérc̓́e̥. 
perchiose [pərki̯ósə] agg. f. Lentigginosa. || Anche precchiose. || al m. perchiuse. || RM perchijòse.
perchiuse [pərki̯ùsə] agg. m. Lentigginoso. ||
  f. perchiose. || Anche precchiuse. || FB perchijuse.
perciatille [pərčatìllə] sm. Maccheroni simili ai bucatini. || VF perciatielli (1841).
perde  [pèrdə]  v.  Perdere.  || CS A chijagnije stù murte so’ lacreme pèrse [a kki̯àɲɲə stu mùrtə sò làkrəmə pèrzə] Ndr. lett. A piangere questo morto sono lacrime perse.  || SF pèrde.
perdenze [pərdènə] sf. Perdenza, Perdita.
perdone [pərdónə] sm. Perdono. || ME  perdone.
perdunà [pərdunà] v. Perdonare. || CV purdunà. || MM pe̥rduná.
perdute [pərdùtə] pp. e agg. Perduto. || LMG perdute.
pericule [pərìkulə] sm. Pericolo. || FB  perècule.
permesse [permèssə] pp. e agg. Permesso, Concesso. || SA M’è dà ‘u permèsse de jì là? [m-è dà u permèssə də i̯ì llà?] Mi dai il permesso di andare la? || NM Combermesse! [kombermèssə!] Ndr. Con permesso! || TF  permèsse.
permette [pərmèttə] v. Permettere. || NM mò, se permitte so pure fatta mije [mò, se pərmìttə, sò ppùrə fàtta mìi̯ə] Ndr. Ora, se permetti sono anche fatti miei. || RM permètte.
pernacchie [pərnàkki̯ə] sf. Pernacchia. || sm. napol. Pernacchio. || LR brasciòle, vine, mùseche e pernàcchje [brašólə, vìnə, mùsəkə e ppərnàkki̯ə] Ndr. brasciole, vino, musica e pernacchie. || LR pernàcchje. || ML pernacchje.
persiane [persi̯ǻnə] sf. Persiana, Imposta di legno. || RM persijàne.
pertose [pərtósə] sf. Asola. || FB pertòse.
pertuse [pərtùsə] sm. Foro, Buco. || MG¹ pertuse. || VF purtuso (1841).
peruste [pərùstə] agg. Bruciato. || SF peruste.
perze  [pèrzə] pp. e agg. Perso, Perduto. || GG perzo (1834) || MM pę́rze̥. 
pesature [pəsatùrə] sm. Grosso peso, Pestello, Utensile usato per pestare materiali di varia natura nel mortaio. || Loccuz. a pesatùre [a ppəsatùrə]  A proposito. || VF pesaturo, pisaturo (1841) || AO pesatùre.
pescà [pəskà] v. Pescare. || FB pescà.
pesce [pèššə] sm. sing. Pesce. || Locuz. pesce fujute. Brodetto di pesce. Lett. Pesce fuggito; pesce ind'a carrozze. lett. Pesce in carrozza, altro modo di definire la lumaca. || SG¹ pe fa ‘u seconde, ce accattame ‘u pésce [pə ffà u səkòndə, č-akkattǻmə u pèššə] Ndr. per fare il secondo ci compriamo il pesce. || SG¹ pésce. || [fg. pèsce - ital. pésce]
pescejanghe [pèššəi̯àṅġə agg. Dal volto pallido, bianco come un pesce. || RM pèscejàncke.
pesche [pèskə sf. Pesca. || SA I pèsche, ògge,
  vànne a mìlle lìre o chìne [i pèskə, òğğə, vànnə a mmìllə lìrə o kìnə] Le pesche oggi vanno a mille lire al chilo. || RM pèske.
pescragghione [pəskraġġi̯ónə] sm. Il sesto giorno, Fra cinque giorni. || SF  pescragghjòne.
pescraje  [pəskrǻi̯ə]  sm. Il  terzo  giorno, Fra
  due giorni, Dopodomani. || cfr. bescraje. || LA pescràje.
pescrille [pəskrìllə] sm. Il quarto giorno, Fra tre giorni. || SF pescrille.
pescrone [pəskrónə] sm. Il quinto giorno, Fra quattro giorni. || SF pescròne.
pesele [pèsələ] iteraz. Pesele pesele [pèsələ pèsələ] Facilmente. || AO pèsele.
pesille [pəsìllə] sm. Pisello. || MU So fuggiani li pesille, tenerielle a li pesille [sò ffuğğanìllə i pəsìllə, tənərìllə i pəsìllə] Sono di Foggia i piselli, sono teneri i piselli. || MU pesille.
petazze [pətàzzə] sf. Piccola parte di qualcosa. || cfr. spetazzà. || RN pëtazzë.
pete [pétə] sm. Piede. || Anche pede. || P -Nzomma, qua hind’, cum’è cert’ Dij, -N’n c’e mett’ chiù peté [nòmmə, kku̯à ìndə, kùm-è ččèrtə ddìi̯ə, nən č-è mèttə kki̯ù pétə] Insomma qui dentro, come è certo Dio, non mettere più piede. || EG pète. || P peté. || MM péte.
petecagne [pətəkàɲɲə] sf. Pedana, Podio, Piedistallo. || SA Nen vuléve ascenne d'a petecagne [nən vulévə aššènnə d-a pətəkàɲɲə] Non voleva scendere dal piedistallo. || FB petecagne.
petetille [pətətìllə] sm. Piccolo peto. || RM petetìlle.
petevrascire [pétəvrašìrə] sm. Struttura in legno con foro centrale per contenervi il braciere. || Anche pedevrascire, pedevrascere [pedəvrašìrə, pedəvrašìrə] || RM pète-vrascìre.
petigne [pətìɲɲə] sf. Infezione che colpisce la cute. || sm. Nido di sanguisughe. || SF petigne.
Petite [petìtə] pers. m. Petito. || LR Petìte.
petrate [pətrǻtə] sf. Sassata, Pietrata. || SA ’U megghie amiche ‘a megghia petráte [u mèġġi̯ə amìkə, a mèġġi̯a pətrǻtə] Il miglior amico, la migliore sassata. || FC petràte. || EG petrate.
petruccelle [pətruččèllə] sf. Pietruzza, Sassolino. || RM petruccèlle.
petrusine [pətrusìnə] sm. Prezzemolo. || Anche putrusine [putrusìnə] || VF petrosino (1841). || DLC petrusine. || [fg. prezzèmolo - ital. prezzémolo]
pettà [pəttà] v. Dipingere, Pittare. || RM  pettà.
pettate [pəttǻtə] pp. e agg. Pittato, Dipinto, Truccato. || CA ‘A faccie tenive bélle, liscie e pettàte [a fàčč« tənìvə bbèllə, lìššə e ppəttǻtə] La faccia tenevi bella, liscia e truccata. || CA pettàte.
pettelangule [pettəlaṅġùlə] par. comp. da pettela e ’ngule [pettəla ṅġùlə] Lembo di camicia che fuoresciva dallo spacco dei pantoloni dei bambini. || FB pèttela‘ncùle.
pettele [pèttələ] sf. Pettola, Pezzo di pasta lievitata che viene fritta in olio bollente. || LR da chiù de n’ore, mamme e sore stanne ‘mbastanne pèttele [da kki̯ù də n-órə  màmmə e ssórə stànnə mbastànnə pèttələ] Ndr. da più di un’ora, mamme e sorelle stanno impastando pettole. || LR pèttele.
pettenà [pəttənà] v. Pettinare, Accomodare i capelli. || ML chi nen tene ninde che fà pigghje i cane a pettenà [ki nən ténə nìndə ke ffà, pìġġi̯ə i kǻnə a ppəttənà] Ndr. chi non ha niente da fare si mette a fare l’acconciatura ai cani. || ML pettenà.
pettene [pèttənə] sm. Pettine. || cfr. pettenesse, scatene [pəttənèssə, skaténə] || SA Pìgghieme ‘u pèttene [pìġġi̯əmə u pèttənə] Prendimi il pettine. || VF Petten’astritto [pèttənə strìttə] Pettine fitto o doppio || VF pettene (1841).
pettenesse [pəttənèssə] sf. Pettine piuttosto grande usato dalle donne. || cfr. pettene, scatene [pèttənə, skaténə] || LA pettenèsse.
pettore [pəttórə] sm. Imbianchino, Pittore. || RM pettòre.
pezzarelle [pəzzarèllə] sf. Pizzarella, Pasta fatta in casa. || cfr. strascenate. || FB  pezzarèlle.
pezzate [pəzzǻtə] sf. Una parte, un pezzo. || SF pezzàte.
pezze [pèzzə sf. Pezza, Stoffa, Straccio, Terreno agricolo. || PM ce puje mètte a pèzze ... ma sèmpe strazzète è! [čə pùi̯ə mèttə a pèzzə... ma sèmbə strazzǻtə è!] Ndr. Ci puoi mettere la pezza ... ma sempre strappato resta! || PM pèzze.
pezzecallande [pəzzəkallàndə] agg. Cavilloso. || FB pezzecallante. || NM pizzicallande. || SE ppezzecallànde.
pezzecate [pəzzəkǻtə] sf. Pizzicata, Battuta pungente che fa male come un pizzicotto. || CL S’addà pigghià pure ‘a pizzicate [s-àdda piġġi̯à pùrə a pəzzəkǻtə] Ndr. -ma guarda un po’- ora si concede anche -il piacere- di prendersi la pizzicata -di fare battute pungenti-. || CL pezzecate.
pezzechille [pəzzəkìllə] sm. Pizzicotto. || RM pezzechìlle.
pezzelà [pəzzəlà] v. Pizzicale, Dare pizzicotti.
pezzendarije [pəzzəndarìi̯ə sf. Pezzenteria, Povertà assoluta, Miseria. || AO Chi sparte rekkèzze se trove pezzendarìje [ki spàrtə rəkkèzzə sə tróvə  pəzzəndarìi̯ə] Chi sparte ricchezza si trova pezzenteria. || AO  pezzendarìje.
pezzende [pəzzèndə] sost. Pezzente. || pl. pez-
  zinde [pəzzìndə] || cfr. spezzendate [spəzzəndǻtə] || RM pezzènde.
pezzille [pəzzìllə] sm. Freddo pungente. || SA¹
  fäce pezzille [fǻčə pəzzìllə] riceve i pizzicori del freddo. || VC ùosse pezzìlle [ùssə pəzzìllə] Malleolo, Noce del piede. || VC pezzìlle. || SA¹ pezzille.
pezzinde [pəzzìndə] sost. pl. Pezzenti. || sing. pezzende. || DPM pezzinde.
pezzotte [pəzzòttə] sm. Pezzo di legno. || SF pezzotte.
pezzute [pəzzùtə] agg. Appuntito, Sporgente. || TF cùle pezzùte [kùlə pəzzùtə] Ndr. sedere sporgente. || TF pezzùte.
p'i [p-i] prep. sempl. + art. Per i. || LA p'i figghje suje dace pure 'u core [p-i fìġġi̯ə sùi̯ə dǻčə pùrə u kórə] Ndr. per i suoi figli dà anche il cuore. || LA p’i.
piacere [pi̯ačérə] sm. Favore. || MP mè fà nu piacere [m-è fà nu pi̯ačérə] Ndr. mi devi fare un favore. || MP piacere.
piacì [pi̯ačì] v. Piacere.
pianderrene [pi̯anderrénə] sm. Pianterreno. ||
  LR piantèrrène.
piatte [pi̯àttə] sm. Piatto. || BA S’ave mise quatt’ove ind’u piatte [s-à mmìsə ku̯àttə óvə ìnd-o pi̯àttə] Ha messo quattro uova nel piatto -s’è arricchito-. || FO Chi aspettẹ ‘u piattẹ da l’atẹ, ‘u süjẹ s’u magnẹ friddẹ [ki aspèttə u pi̯àttə də l-àtə, u sùi̯ə s-u màə frìddə] Chi aspetta il piatto altrui, il suo se lo mangia freddo. || ZO piat (1864) || AO pijàtte. || CA piatte. || TF piàtte. || FO piattẹ.
piattine [pi̯attìnə] sm. Piattino. || BP Piattine.
piazzà [pi̯azzà] v. Piazzare, Collocare, Rifilare, Sistemare. || RM pijazzà.
piccele [pìččələ] sf. unità di misura per olio 20/25 grammi circa. || SF pìccele.
picche [pìkkə sost. Piccola quantità, Pizzico. || SA Ogne ppìcche aggióve [òɲɲe ppìkkə ağğóvə]  Ogni piccola quantità porta giovamento.
picchie [pìkki̯ə sm. Frigno, Piagnucolio continuo e fastidioso. || FB u’ pècchij pure rènne [u pìkki̯ə pùrə rènnə] Ndr. il piagnucolio alla fine rende. ||  AO pìcchje. || FB pècchij.
picchiuse [pikki̯ùsə] agg. Piagnucoloso, Frignone. || RM picchijùse.
picciafuche [piččafùkə agg. Sobillatore. || Anche appicciafuche [appiččafùkə || AO picciafùke.
piccula [pìkkula] agg. e sost. f. Piccola. || Locuz. piccula piccule. Piccolina, Piccola piccola. || EG piccula.
piccule [pìkkulə] agg. e sost. m. Piccolo. || RN kkjọ píkkwələ də tε [kki̯ù ppikkulə də te] Più piccolo di te || TF pìccule. || RN píkkwələ. || LC piccule.
pide [pìdə] sm pl. Piedi. || sing. pede [pédə] || Anche pite [pìtə] || TF pìde.
pidestalle [pidəstàllə] sm. Piedistallo. || FB pidestàlle.
pigghià [piġġi̯à] v. Prendere, Pigliare. || Anche pegghià [pəġġi̯à] || Locuz. pigghià de pìtte [piġġi̯à də pìttə] Prendere di petto, affrontare; pigghià ind'a'u mastrìlle [piġġi̯à ìnd-ó mastrìllə] Prendere in trappola, Adescare. || LMG Chi passe, se pigghie ‘na fiche [ki pàssə, sə pìġġi̯ə na fìkə] Ndr. Chi passa si prende un fico. || RN č-amma piggjá [č-àmma piġġi̯à] dobbiamo prenderci. || GG pigghià (1834) || ZO piglia. || MA pigghjà. || NM pigghja’. || RN piggjá.
pignate [piɲɲǻtə] sf. Pignatta, Pentola di coccio. || FD I guàije da pignàte i sàpe a cucchiàre [i ġu̯ǻi̯ə d-a piɲɲǻtə i sǻpə a kukki̯ǻrə] Ndr. I guai della pignatta li conosce il mestolo. || VF pignata (1841) || FD pignàte. || LA pegnàte. || MG¹ pegnate.
pigne [pìɲɲə] sm. Pegno. || sf. Pigna. || sm. pl. Pini. || FB pigne.
pile [pìlə] sm. Pelo. || sf. Pila. || SE nu pìle, ‘u fann’addevendà grusse quand’e nu tràve [nu pìlə u fànnə addvəndà ġrùssə ku̯ànde nu trǻvə] Ndr. un pelo lo fanno diventare grosso quanto una trave. || TF pìle.
pinde [pìndə] agg. Agghindato. || Locuz. linde e pinde [lìndə e ppìndə] Lindo e agghindato.
pinele [pìnələ] sm. Pillola. || SA M’agghia pigghià ‘nu pìnele p’a tòsse [m-àġġi̯a piġġi̯à nu pìnələ p-a tòssə] Devo prendere una pillola per la tosse. || TF pìnnele.
pippe [pìppə sf. Pipa. || VF pippa (1841).
piripicchie [piripìkki̯ə sm. Piccolo perno. || RM piripìcchije.
pisce [pìššə] sm. pl. Pesci. || RM pìsce.
piscià [piššà] v. Orinare, Pisciare. || SA Quìlle se pìsce sòtte d’a paùre [ku̯ìllə sə pìššə sòttə d-a paùrə] Quello si piscia sotto -addosso- dalla paura. || TF nen àve cùme piscia’ e ppìsce ke l’ùcchije [nənn-ǻvə kùmə piššà  e  ppìššə kə l-ùkki̯ə]  Ndr. non sa come pisciare e piscia con gli occhi. || TF  piscia’.
pisciacchie [piššàkki̯ə sf. Orina, Pipì. || SA Tènghe da fa ‘na pisciàcchie! [tèṅġə da fà na piššàkki̯ə!] Ho da fare una pipì! || BA pesciacchie.
pisciajule [piššai̯ùlə] sm. Pescivendolo. || VF pisciajuolo, piscivinnulo (1841).
pisciamennelle [piššamənnèllə] sf. Particolare tipo di fuoco d’artificio natalizio.
pisciasotte [piššasòttə] agg. Pauroso, Che si fa la pipì addosso. || RM pisciasòtte.
pisciate [piššǻtə] sf. Pisciata.
pisciature [piššatùrə] sm. Orinatoio pubblico, Vespasiano. || VF pisciaturo (1841).
pisciavennelle [piššavənnèllə] agg. Incostante. || AO pisciavennèlle.
pise [pìsə] sm. Peso. || Anche piseme [pìsəə] || RM pìse.
piseme [pìsəə] sm. Peso. || Anche pise. || EG me lîve ‘nu piseme chè m’affugàve nganne [mə lìvə nu pìsəmə ke m-affuǻvə ṅġànnə] mi togli un peso che mi soffocava. || EG piseme.
pitete [pìtətə] sm. Scorreggia, Peto. || RM pìtete.
pitte [pìttə] sm. Petto. || FB pitte.
piuttoste [pi̯uttòstə] avv. Alquanto, Piuttosto. || Anche chiuttoste [ki̯uttòstə]
pizze [pìzzə sm. Angolo di strada, Pezzo, Porzione. || SA Ce vedìme ‘o pìzze ‘a stráde [čə vədìmə ó pìzzə a strǻdə] Ci vediamo all’angolo della strada. || ZO piezze (1864) || FD pìzze. || VC pìezze. || LR pîzze.
pizze [pìzzə sf. Pizza, Focaccia, Schiacciata. || SA Me piáce ‘a pìzze quàtte staggióne [mə pi̯ǻčə a pìzzə ku̯àttə stağği̯ónə] Mi piace la pizza quattro stagioni. || MG¹  Fémmene e pizze hanna èsse fattizze [fèmmənə e ppìzzə ànna èssə fattìzzə] Ndr. Femmine e pizze devono essere di grosso spessore. || RN m-ijə akkattá sta pẹzzə mə i̯ìi̯ə akkattà sta pìzzə mi andai a comperare questa pizza. || VF pizza (1841) || RN pẹzzə || MG¹ pizze.
pizzecallande [pizzəkallàndə] agg. Polemico, Attaccabrighe. || AO pizzecallànde.
pizzefritte [pizzəfrìttə] sf. pl. Frittelle. || FB pizze frètte.
pizzele [pìzzələ] sm. Pizzicotto. || EG pizzele.
|| BP pizzeche.
plure [plùrə] sm. Pianto. || SF plùre.
po’ [pò] avv. Dopo, Poi. || GG pò (1834) || LA po’.
poche [pókə agg. Poco. || DPM Ve so venute a fa nu poche de cumpagnije [və sò vvənùtə a ffà nu pókə də kumbaìi̯ə] Ndr. Sono venuto a farvi un po’ di compagnia. || ZO pocheu, poco (1864) || DPM poche. || TF pòke. || TF pòche. || TF ppòke.
poete [poétə] sm. Poeta. || TF poète.
poglie [pòľľə sf. Tavoletta. || SA Pòglie ciucculáte [pòľľə čukkulǻtə  Tavoletta di cioccolata.
poisije [poisìi̯ə sf. Poesia. || EG poisije. || TF poisìje. || [fg. poesia - ital. poeʃia]
polece [pòləčə] sm. Pulce. || MG¹ ‘U polece ché cadeje ‘nda farine se credéve mulenare [u pòləčə ke kadìi̯ə nd-a farìnə sə krədévə mulnǻrə] Ndr. La pulce che cadde nella farina pensò di essere il mugnaio. || MG¹ polece.
polve [pòlvə] sf. Polvere. || Anche polvere [pòlvərə] || RM pòlva.
polvere [pòlvərə] sf. Polvere. || Anche polve [pòlvə] || FB polvere. || [fg. pòlvere - ital. pólvere]
pombe [pòmbə] sf. Pompa. || RM pòmbe. || [fg. pòmpa - ital. pómpa]
pomerigge [pomerìğğə] sm. Pomeriggio. || EG pomèrigge.
ponde [pòndə] sf. Punta. || sm. Ponte. || BA ponte.
popele [pòpələ] sm. Popolo. || CS Voce de po-
  pele, voce de Dije [vóčə də pòpələ,  vóčə də ddìi̯ə] Ndr. Voce di popolo, voce di Dio. || CS popele. 
porche [pòrkə agg. f. Porca. || al m. purche [pùrkə
portafoglie [portafòľľə] sm. Portafogli.  || DPM portafoglie.
Portagranne [portaġrànnə] top. Porta Grande. || EG Fîn'a l'arche de Portagranne, pe Puzzeretunne, 'uardanne i chianghètte, ognune se pote rènde cunde [fìn-a l-àrkə də pòrta ġrànnə,  pə ppuzzərətùnnə, u̯ardànnə i ki̯aṅġèttə, oùnə sə pótə rèndə kùndə] Fino all’arco di Porta Grande, per Pozzo Rotondo, guardando le pietre, ognuno se ne può rendere conto. || EG Portagranne.
portanfanne [portanfànnə] sm. Guancialone per neonati. || MM portanfàn.
porte [pòrtə] sf. Porta. || FB pòrte. || CL porte.
pose [pòsəmə] sf. Posa. || FB pose.
poseme [pósəmə] sm. Amido. || LA pòseme.
possibbele [possìbbələ] agg. e sm. Possibile. || CL Diche ije é possibele che ne cumbine una bona? [dìkə ìi̯ə è possìbbələ ke nnə kumbìnə una bbónə?] Ndr. Dico io: è possibile che non ne combini una buona? || LMG possibbele. || TF possìbile. || CL possibele.
poste [pòstə] sm. Posto. || MP Vuless’ vedè a te ‘o posté mije, semp’ qua’ ind’ a sta massarije [vulèssə vədè a  tte ó póstə mìi̯ə, sèmbə ku̯à ìndə a sta massarìi̯ə] Ndr. Vorrei vedere te al mio posto, sempre qua, dentro questa masseria. || CM Pinz... maggh accattat a mercedes, però è troppa gross e u post nu trov proprij [pìnə... m-àġġi̯ə  akkattǻtə a merčedès, però è tròppa ġròssə e  u pòstə nn-u tróvə pròpri̯ə] Ndr. Pensa... ho comprato la Mercedes, però è troppo grande e il posto -parcheggio- non lo trovo proprio. || MP posté. || PM poste. || TF pòste. || CM post.
poste [pòstə] sf. Posta, Ufficio postale. || SA C’amm’aprì ‘u lebbrètte a’ pòste [č-àmm-aprì u ləbbrèttə a pòstə] Dobbiamo aprire un conto presso l’Ufficio postale.
pot'esse [potèssə] par. comp. Può essere, È probabile che, Probabilmente. || FB potèsse. || FP pot ess.
povere [pòvərə] agg. e sm. Povero. || PR Pòvere crijature senza mamme [pòvərə kriatùrə sèna màmmə] Ndr. Povero bambino senza mamma. || PR pòvere. || CL povere.
poverelle [povərèllə] agg. e sf. Poveretta. || al m. poverille. || MA pov’rell’.
poverille [povərìllə] agg. e sm. Poveretto. || al f. poverelle [povərèllə] || MP E che poté fa’ quillu poverille [e kke ppótə fà kùllu povərìllə] E cosa può fare quel poveretto. || MP poverille. || FD poverìlle. || MG¹ poverilli.
'ppiccestute [ppiččestùtə sm. Semaforo. || comp. da appicce e stute. Accendi e spegni.
pranze [prànə sm. Pranzo. || ZO pranz (1864).
prateche [pràtəkə agg. Pratico. || SA Ije nen so pràteche di sti cóse [ìi̯ə nən sò ppratəkə də sti kósə] Non sono pratico di queste cose. || RM pratecke.
prateche [pràtəkə sf. Pratica, Insieme di documenti. || SA Stáche jènne ‘o Comùne a spiccià ‘na  pràteche [stǻkə i̯ènnə ó komùnə a spiččà na pràtəkə] Sto  andando  al Municipio a sbrigare una pratica.
precchiose [prəkki̯ósə] agg. f. Lentigginosa. ||
  m. precchiuse [prəkki̯ùsə] || Anche perchiose [pərki̯ósə] || MAM é pre̥ccóse̥ [è prəkki̯ósə] ha le lentiggini. || MAM pre̥ccóse̥.
precchiuse [prəkki̯ùsə] agg. m. Lentigginoso.
  || f. precchiose [prəkki̯ósə] || Anche perchiuse [pərki̯ùsə]
precedenze [prečedènə sf. Precedenza. || CL tenene ‘a precedenze [tènənə a prečedènə] Ndr. hanno la precedenza. || CL precedenze.
precessione [prəčəssi̯ónə sf. Processione. || Anche prucessione [pručəssi̯ónə] || CS A precessione se vède quanne s’arretire [a prəčəssi̯ónə sə védə ku̯ànnə s-arrtìrə] Ndr. lett. La processione si vede quando termina. || NC precessione. || CS precessijone. || MG¹ precessiône.
precoche [prəkókə sf. Percoca, varietà di pesca. || VF percoca (1841).
predecà [prədəkà v. Predicare.
preffediuse [prəffədi̯ùsə] agg. Ostinato. || AO preffediùse.
pregà [prəġà] v. Pregare. || PR preghe pe tte pecchè te salve Criste [prèġə pə tte pəè tə sàlvə krìstə] Ndr. prega per te perché ti salvi Cristo || RM pregà.
pregatorie [prəġatòri̯ə sm. Purgatorio. || Anche purgatorie. || cfr. 'mburgatorie. || RN prəGatrjə. 
pregge [prèğğə] sm. Pregio. || EG ogn’une téne prègge e defètte [oùnə ténə prèğğə e ddəfèttə] Ndr. ognuno ha pregi e difetti. || EG prègge.
premere [prəmérə] sf. Gioco di carte della Primiera. || Anche prumere [prumérə] || SA àmma jucà a náse e premére? [àmma i̯ukà a nnǻsə e pprəmérə?] giochiamo a naso e primiera? || FB prumère. || BF premere.
premie [prèmi̯ə sm. Premio. || RM prèmije.
prene [prénə] agg. Incinta. || LA prène. || BA prene.
preparate [prəparǻtə] pp., agg. e sost. Preparato.
presce [prèššə] sf. Premura, Fretta, Necessità di fare presto. || cfr. frette [frèttə]  || TF prèsce. || BA presce.
prescegne [prəššèɲɲə] agg. Donna sciatta, pigra, indolente. || LA prescègne. || BA  prescegne.
presebbie [prəsèbbi̯ə sm. Presepe. || RM presèbije.
presedende [prəsədèndə sm. Presidente. || BA pr’s’dente.
presembie [presèmbi̯ə par. comp. Per esempio. || RM présémbije. || [fg. pèr esèmpio -ital. pér eʃèmpio]
pressore [prəssórə sm. Professore.
presutte [prəsùttə] sm. Prosciutto. || VF  presutto (1841).
pretaforte  [pretafòrtə]  sf.  lett.  Pietra forte, Sorta di sapone a base di cloruro per lavare i
  panni. || FB prèta forte.
prete [prétə] sf. Pietra. || SA ‘A préte Sammechéle, chi l’áve ‘ngápe s’addecrèje [a prétə samməkélə ki l-ǻvə ṅġǻpə s-addəkrèi̯ə] La pietra di San Michele, chi l’ha in testa si diverte. || VF Preta de la fenestra [prétə d-a fənèstrə] Davanzale. || VF preta (1841). || LA prète. || CL prete.
pretefaille [pretəfaìllə] sf. Pietra focaia. || FB pretefaijlle.
prevete [prèvətə] sm. Prete, Sacerdote. || TF prèvete. || CL prevete. || FO prevẹtẹ. || [fg. préte - ital. prète]
prezze [prèzzə sm. Prezzo. || VC a bon prèzze [a bbón prèzzə] a buon mercato. || VC prèzze.
priezze [prièzzə sf. Gioia, Contentezza, Brio. || MG¹ Ogne prejézze d’o core te véne [òɲɲi pprièzzə  d-o kórə tə vénə] Ndr. Ogni gioia ti viene dal cuore. || SA¹ prijezze. || SF prièzze. || BA prejezze. || MG¹ prejézze.
prima [prìma] sf. Prima. || Anche prime.  || ZO prima (1864) || TF prìma.
prime [prìmə] sf. Prima. || Anche prima [prìma]  || avv. Prima. || come avv. anche apprime. || SA Mìtte ‘a prìme [mìttə a prìmə] Metti la prima -marcia-. || FO Fammẹ fessẹ e fammẹ primẹ [fàmmə  fèssə e ffàmmə prìmə] Fammi fesso e fammi primo (Fammi fesso purchè primogenito). || ME prime èrene accussì bèlle [prìmə èrənə akkùssì bbèllə] prima erano così belle. || ZO prim (1864) || PM prime. || TF pprìme. || FO primẹ.
priste [prìstə] avv. e sost. Presto. || TF pprìste. || CA prîste.
probbete [pròbbətə] agg., avv. e sost. Proprio. || Anche propie [pròpi̯ə] || TF pròbbete. || MG probbie. || EG probbete.
probbleme [probblémə] sm. Problema. || TF probblème.
proccuparse [prokkupàrsə] v. rifl. Preoccuparsi, Stare in ansia, in pensiero. || SA Nde proccupànne, che nn’è nìnde [ndə prokkupànnə, ke nn-è nìndə] Non ti preoccupare, che non è niente.
proccupate [prokkupǻtə] pp. e agg. Preoccupato. || TF preoccupàte.
progressiste [proġressìstə] smf. Progressista. || CL é arrevate ‘a progressiste, te ogge esce ca’ suttane [è arruu̯ǻtə a proġressìstə, tè òğğə èššə k-a suttǻnə] Ndr. è arrivata la progressista, eccoti oggi esce con la sottana. || CL progressiste.
pronde [pròndə] agg. Pronto. || TF  prònde. || DPM Uè inde è pronte putite venì a magnà [u̯è, ìndə è pròndə, putìtə  vənì a mmaɲɲà] Ndr. Ehi dentro è pronto -in tavola-, potete venire a mangiare. || DPM pronte. || [fg. prònto - ital. prónto].
propie [pròpi̯ə agg., avv. e sost. Proprio. || Anche probbete [pròbbətə] || SA Sì, ce vóle pròpie ‘na bbèlla màchena nóve [sì, čə vólə pròpi̯ə na bbèlla màkəna nóvə] Sì, ci vuole proprio una bella automobile nuova. || SF volesse pròpije cagnate [vól-èssə pròpi̯ə kaɲɲǻtə] Ndr. vuole essere proprio cambiata. || GG proprio (1834) || SF pròpije. || CA¹ proprije. || PM propije. || PM proprije. || SG¹ propij. || CM proprij. || FP propr.
proposete [propòsətə] sm. Proposito. || [fg. propòsito - ital. propòʃito]
proposte [propòstə] sf. Proposta. || EG ’bbèlle ‘uagliù, ve vogghie fa ‘na proposte [bbèllə u̯aľľù vòġġi̯ə propòstə] Ndr. bei ragazzi, vi voglio fare una proposta. || EG proposte. || TF propòste.
prote [prótə] v. Avere prurito, Prudere. || BA prode.
prove [próvə] sf. Prova. || ML prove.
provele [pròvələ] sf. Provola. || LA pròvele. || BA provele.
prubità [prubità] sf. Proprietà. || Anche prupità. || RM prupità.
prucessione [pručəssi̯ónə] sf. Processione. || Anche precessione [prəčəssi̯ónə] || LMG A precessione camine, e ‘a cère se struie [a prəčəssi̯ónə kamìnə, e a čérə sə strùi̯ə] Ndr. La processione cammina e la cera si consuma. || LMG precessione.
prucisse [pručìssə] sm. Processo. || FB  prucisse.
prucurà [prukurà] v. Procurare, Fare in modo.
prudaminde [prudamìndə] sm. Prurito. || RM prudamìnde.
prudite [prudìtə] sm. Prurito. || BA prudite.
pruffediuse [pruffədi̯ùsə] agg. Perfidioso, Caparbio, In mala fede, Polemico, Litigioso. || RM pruffedijùse.
prufitte [prufìttə] sm. Profitto, Giovamento.
prufumà [prufumà] v. Profumare.
prufumate [prufumǻtə] pp. e agg. Profumato. || RA profumaté.
prufumuse [prufumùsə] agg. Borioso, Profumoso, Persona che si dà arie. || SA àmma sènde che dìnne i prufumùse [àmma sèndə ke ddìnnə i prufumùsə] dobbiamo sentire cosa dicono i boriosi.  || FB prufumuse.
prume [prùmə] sm. Prugna. || agg. Tonto, Sciocco. || BA prune.
prumere [prumérə] sf. Gioco di carte della Primiera. || BF premere.
prumesse [prumèssə] sf. Promessa. || FB prumèsse.
prumette [prumèttə] v. Promettere. || AO prumètte. || [fg. promèttere - ital. prométtere]
prupità [prupità] sf. Proprietà. || Anche prubità. || RM prubità.
pruputende [pruputèndə] agg. e sost. Prepotente. || Anche prepotende [prepotèndə] || RM pruputènde.
pruvà [pruu̯à] v. Provare. || RM pruvà.
pruvate [pruu̯ǻtə] agg. Stanco, Provato. || SF pruàte.
pruverbie [pruu̯èrbi̯ə sm. Proverbio. || MP I
  pruverbije nen sbagliané maije [i pruu̯èrbi̯ə nə ʃbàľľənə mǻi̯ə] Ndr. I proverbi non sbagliano mai. || MP pruverbije. || EG pruvèrbie.
pruvvedè [pruvvədè] v. Provvedere. ||  TF U Signòre pruvvède a ttùtte pùre a quìlle che stànne senza padre e senza màmme [u siɲɲórə pruvvédə a ttùttə ku̯ìllə  ke stànnə sèna  pàtrə e ssèna màmmə] Ndr. Il Signore provvede a tutti, anche a quelli che sono senza padre e senza mamma.
pruviste [pruu̯ìstə] sf. Provvista. || ZO  pruvista (1864).
p'u [p-u] prep. sempl. + art. Per il. ||  LA p'u poverîlle e pure p'u segnore [p-u povərìllə e ppùrə p-u səórə] Ndr. per il poveretto ed anche per il signore. || ZO peu (1864) || LA p’u.
pudere [pudérə] sm. Podere. || RM pudère.
Pulecenelle [puləčənèllə] pers. m. Pulcinella. || LMG Pulecenélle.
pulecine [puləčìnə] sm. Pulcino. || BA pulecine mbusse a l’uoglie [puləčìnə mbùssə a l-ùľľə] pulcino bagnato nell’olio -persona denutrita, malaticcia-. || VC pulecìne. || BA pulecine.
pulende [pulèndə] sf. Polenta. || FB pulènde.
pulendone [puləndónə] agg. sing. Polentone, Settentrionale. ||  pl. pulendune. || FB pulendòne.
pulendune [puləndùnə] agg. pl. Polentoni, Settentrionali. || sing. pulendone. || RM pulendùne.
pulepe [pùləpə sm. Polipo. || CS U púlpe se coce che l’acqua suija stèsse [àkku̯a] Ndr. Il polipo si cuoce con la sua stessa acqua. || FB pulepu. || CS púlpe.
pulezzà [puləʒʒà] v. Pulire. || BP aiuteme a pulzà [ai̯ùtəmə a ppuləʒʒà] Ndr. aiutami a pulire. || BP pulzà. || MG pulezzà.
pulezije [puləʒʒìi̯ə sf. Polizia, Pulizia. || AO ’A pulezzìje face male sole ê sakke [a puləʒʒìi̯ə fǻčə mǻlə sólə e sàkkə] La pulizia fa male solo -dentro le- tasche. || AO pulezzìje.
pulimme [pulìmmə] sost. Lustrascarpe. || FB pulimme.
pulite [pulìtə] pp. e agg. Pulito.
pullastre [pullàstrə] sf. Pollastra. || TF  pullàstre.
pulpone [pulpónə] sm. Polpaccio. || VF pulpone (1841).
pultrone [pultrónə] sm. Poltrone, Persona pigra. || ZO pultron (1864).
pumadore [pumadórə] sm. Pomodoro. || RA pumadore. || TF pummadòre.
pumbire [pumbìrə] sm. Pompiere, Vigile del fuoco. || FB pumpire. || [fg. pompiére - ital.
  pompière]
punde [pùndə] sm. Punto. || Locuz. mette ‘i punde. Cucire. || Locuz. mò punde. Proprio adesso, Immediatamente, Subito. || CL punte.
pundelluse [pundəllùsə] agg. m. Appuntito. || LR bèlli cetrule, vîrde e puntelluse! [bèlli čətrùl, vìrdə e ppundəllùsə!] Ndr. bei cetrioli, verdi e appuntiti! || LR puntelluse.
pundette [pundèttə] sf. Cordicella. || agg. f. Furba. || AO pundètte.
pundine [pundìnə] sf. Chiodo. || RM pundìne.
punduale [punduǻlə] agg. Puntuale. || ZO puntueul (1864).
pundualità [pundualità] sf. Puntualità. || TF pundualità.
pundualmende [pundualmèndə] avv. Puntualmente. || TF pundualmènte.
pungecà [punğəkà] v. Pungere. || LA  pungecà.
pungechende [punğəkèndə] part. pres. e agg. Pungente. || LA pungechènde.
pungende [punğèndə] sf. Monda dei campi in erba. || MM pungènde.
puparille [puparìllə] sm. Pupazzo, Bambolotto. || RM puparìlle.
pupatelle [pupatèllə] sf. Ciuccio, Piccolo pezzo di stoffa ba¬gnato con lo zucchero. || LA pupatèlle. || VF pupata (1841).
pupe [pùpə sost. Pupazzo, Bambola, Balocco. || VF pupa (1841). || EG pupe.
pupite [pupìtə] sf. Pipìta, Infezione della lingua delle galline. || BA pupite.
puputà [puputà] v. Borbottare. || RM puputà.
purcarije [purkarìi̯ə sf. Porcheria.
purce [pùrčə sm. pl. Porci. || GG puorce (1834).
purcellane [purčəllǻnə sf. Porcellana. || ZO purcelleum (1864).
purcelluzze [purčəllùzzə sm. Coccinella, Dolce natalizio, Maialino. || FB purcelluzze.
purche [pùrkə sm. e agg. Maiale, Porco. || f. porche [pòrkə || pl. purce [pùrčə] || VF puorco (1841) || ZO puorcheu.
purchiacche [purki̯àkkə sf. Porcellana. || VF
  purchiacchi (1841).
purciarije [purčarìi̯ə sf. pl. Dolci natalizi. ||
  || RC purciarije. || LA purciarìje.
pure [pùrə] avv. || Anche, Pure. || SA Pur'ije [pùr-ìi̯ə] Anch’io. || ZO pure, pureu (1864) || TF pùre. || FP pur.
purgatorie [purġatòri̯ə sm. Purgatorio. || Anche pregatorie [prəġatòri̯ə || cfr. 'mburgatorie [mburġatòri̯ə] || GF Ne nge stöce manghe n’àneme d’u purgatòreje [nə nğə stǻčə màṅġə n-ànəmə d-u purġatòri̯ə] Ndr. Non c’è neanche un’anima del purgatorio. || GF  purgatòreje.
purre [pùrrə] sm. Porro. || FB purre.
purtà [purtà] v. Portare. || Locuz. purtà 'ndrete [purtà ndrétə] Riportare, portare indietro. || GF¹ purtà.
purtagalle [purtaġàllə] sm. Arancia. || SG Quilli purtagalle là so’ mulle mulle [ku̯ìlli purtaġàllə llà sò mmùllə mùllə] Ndr. Quelle arance là sono molli. || SG purtagalle.
purte [pùrtə] sm. Porto. || CL purte.
purtire [purtìrə] sm. Portiere, Portinaio. || FB purtire. || [fg. portiére - ital. portière]
purtone [purtónə] sm. Portone. || NM E cumme rireve a gende a vedè i guardje annanze o’ purtone! [e kkùmə rərévə a ğğèndə a vədè i ġu̯àrdi̯ə annànə o purtónə!] Ndr. E come rideva la gente vedendo le guardie davanti al portone! || NM purtone.
purtungine [purtunğìnə] sm. Portoncino,  Portone. || SA¹ purtungine.
pusate [pusǻtə] sf. Posata. || ZO puseut (1864).
puste [pùstə] sm. Ricevitoria del lotto. || pp. Posto. || RM pùste.
putè [putè] v. Potere, Riuscire. || MA n’ ‘nc pote manche u padretern’ [nə nğə pótə màṅġə u padretèrnə] Ndr. non ci riesce neanche il Padreterno.
putechine [putəkìnə] sm. Botteghino, Biglietteria in genere, Collettoria del lotto. || SF puteghine. || PM butteghine.
puteje [putèi̯ə sf. Bottega. || TF àgghije fàtte càse e putèje [àġġi̯ə fàttə kǻsə e pputèi̯ə] Ndr. ho fatto casa e bottega. || ZO putea, putega (1864). || VC putèca. || TF putèje. || LMG putèie. || RN put¿j«.
putende [putèndə] agg. e sm. Potente. || al pl. putìnde [putìndə] || SA Tre so’ ‘i putìnde: ‘u pápe, ‘u rre, e cchi ndéne nìnde [trè ssò i putìndə: u pǻpə u rrè e kki ndénə nìndə] Ndr. Tre sono i potenti: il papa, il re e chi non ha niente. || TF potènde.
putendine [putəndìnə] agg. Si dice di ragazza molto svelta e sfac¬ciata. || SF putendine.
putrusine [putrusìnə] sm. Prezzemolo. || Anche petrusine [pətrusìnə] || SF putresine. ||  [fg. prezzèmolo - ital. prezzémolo]
puttane [puttǻnə sf. Prostituta. || AO puttàne.
puttanizie [puttanìzzi̯ə sm. Puttaneggiamento. || AO Mariulìzzie e puttanìzie s’apre ‘a tèrre e ‘u dìce [mariulìzzi̯ə e pputtanìzzi̯ə s-àprə a tèrrə e u dìčə] Mariolerie e puttaneggiamento si apre la terra e lo dice. || AO  puttanìzie.
puverelle [puvərèllə] sf. Poveretta, Poverella. || AO puverèlle. ||  [fg. poverètta - ital.  poverétta]
puze [pùzə sm. Polso. || FB puze.
puzze [pùzzə] sm. Pozzo. || BA Tanta vote vace a galette abbasce u puzze fine a quanne se ne vene a maneche [tànda vótə vǻčə a ġalèttə abbàššə  pùzzə fìnə a kku̯ànnə sə nə vénə a mànəkə] Tante volte il secchio scende nel pozzo fino a quando va via il manico. || TF pùzze. || BA puzze.
puzze [pùzzə] sf. non com. Puzza. || nel sign. di ‘cattivo odore’ cfr. fite [fìtə] 
puzzolende [puzzolèndə] agg. Puzzolente, Che emana cattivo odore. || TF puzzolènde.

Q

qua [ku̯à] avv. Qui, Qua. || Anche qqua, aqquà. || CV Figghj mij, facit att’nziön, qua n’esistn raccumandaziön [fìġġi̯ə mìi̯ə, fačìtə attəni̯ónə, kku̯à nn-esìstənə rakkumandazzi̯ónə] Ndr. Figli miei, fate attenzione, qua non esistono raccomandazioni. || TF qqua. || RF cquà.
quacche [ku̯àkke] agg. Qualche. || Anche qualche. || BM quacche. 
quaccune [ku̯akkùnə] pron. indef. sing. Qualcuno, Qualcheduno. || Anche qualcune, quaccune [ku̯alkùnə, ku̯akkùnə] || VMG quaccunö. || VC  quaccùne.
quacquarone [ku̯akku̯arónə] agg. Uomo piuttosto grosso che, a causa del peso, cammina con difficoltà. || RM quacquaròne.
quaderne [ku̯adèrnə] sm. Quaderno. || CL quaderne.
quadre [ku̯àdrə] sm. Quadro. || agg. Quadrato. || BA Chi nasce quadre ne more tunne [ki nàššə ku̯àdrə nə mmórə tùnnə] Ndr. Chi nasce quadrato non muore rotondo.  || BA quadre.
quadrate [ku̯adrǻtə] sm. e agg. Quadrato. || MA quadrate.
quagghià [ku̯aġġi̯à] v. Cagliare, Coagularsi del latte per l’azione del caglio, Giungere a maturazione, Realizzarsi di una aspettativa. || RM quagghijà.
quaglie [ku̯aľľə] sf. Quaglia. || AO quàglie.
quagliarule [ku̯aľľarùlə] sm. Strumento a fiato che imita il canto della quaglia, usato dai cacciatori. || VC quagliarùle.
quaglie [ku̯aľľə] sf. Quaglia. || AO quàglie.
quaglie [ku̯aľľə] sm. Quaglio, Sostanza acida che fa coagulare il latte. || VC quàglio. || AO quaglie.
quaglire [ku̯aľľìrə] sm. Ruffiano. || FB quaglìre.
quala [ku̯àla] agg. e pron. f. Quale. || m. qualu.
qualche [ku̯àlke] agg. Qualche. || anche quacche. || BP se quille te dice qualche cose, tu chiude i recchie, e nen u respunnenne [se ku̯ìllə tə dìčə ku̯àlke kkósə, tu ki̯ùdə i rèkki̯ə, e  nənn-u rəspunnènnə] Ndr. se quello ti dice qualcosa, tu chiudi le orecchie, e non rispondergli. || BP qualche.
qualchedune [ku̯alkedùnə] pron. indef. sing. Qualcuno, Qualcheduno. || Anche qualcune, quaccune [ku̯alkùnə, ku̯akkùnə] || LR guardàte si s’accoste qulchèdune [ġu̯ardǻtə si s-akkòstə ku̯alkedùnə]  Ndr. guardate se si avvicina qualcuno. || LR qulchèdune.
qualcune [ku̯alkùnə] pron. Qualcuno. || CL qualcune mormoreije che tu cà fatica s’ì scumpagnate da peccenunne [ku̯alkùnə mormorèi̯ə ke tu k-a fatìkə sì skumbaǻtə da pəččənùnnə] Ndr. qualcuno mormora che tu con il lavoro hai litigato sin da bambino. || CL qualcune. || TF qualcùne.
quale [ku̯ǻlə] agg. e pron. m. Quale. || Anche qualu. || AO quale.
qualu [ku̯àlu] agg. e pron. m. Quale. || Anche quale [ku̯ǻlə] || f. quala [ku̯àla]
quanda [ku̯ànda] agg., pron. e avv. pl. f. Quante. || Anche quande [ku̯àndə] || VC Quànta mòsse [ku̯ànda mòssə]  Quante svenevolezze!  || SF Quanda facce, càpe, màne e pide è lavàte [ku̯ànda fàččə, kǻpə, mǻnə e ppìdə è lavǻtə] Ndr. Quante facce, teste, mani e piedi hai lavato. || GG quanta (1834) || PR quanda.
quande [ku̯àndə] agg., pron. e avv. Quanto. || Anche quanda. || SA Ma quànde fáje bbrùtte! [ma ku̯àndə fǻi̯ə bbrùttə!] Ma quanto fai brutto. || ML quande ce ne stace facenne passà [ku̯àndə čə nə stǻčə fačènnə passà] Ndr. quante ce ne sta facendo passare. || ZO quant (1864) || TF quànde. || ML quande. || DPM quante. || CV quand.
quanne [ku̯ànnə] avv. e congz. Quando. || MG¹ Quanne ‘u diavale t’accarezze vle l’aneme [ku̯ànnə u di̯àvələ t-akkarèzzə vólə l-ànəmə] Ndr. Quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima. || RN kwannə stœvə kjuvεnnə [ku̯ànnə stévə ki̯uuènnə] quando stava piovendo. || GG quanno (1834) || ZO quan. || BA quanne. || RN kwannə. || VC quànne. || CL  guanne.
quanneje [ku̯annèi̯ə] par. comp. Quando è. || BP Quanneje che te ne vaje [ku̯annèi̯ə ke tə nə vǻi̯ə] Ndr. Quando te ne vai? -Perché non te ne vai?-. || BP quanneje.
quarande [ku̯aràndə] num. Quaranta. || CS Quarant’anne, a máre che tutte i panne [ku̯arànd-ànnə, a mmǻrə kə ttùtt-i pànnə] Ndr. Quarant’anni, a mare con tutti i panni. || CS quarant’. || PM quarante.
quarandine [ku̯arandìnə] sf. Quarantina. || AO Dope ‘a quarandìne nu male ogné matìne [dópə a ku̯arandìnə nu mǻlə òe mmatìnə] Dopo la quarantina un male ogni mattina. || AO quarandìne.
quarandotte [ku̯arandòttə] num.  Quarantotto.
quaratine [ku̯aratìnə] sm. Negozio. || SF quaratine. || TF quaratìne.
quareseme [ku̯arèsəmə] sf. Quaresima. || AO Quanne passe ‘a quarèseme vrùkkele e predecatùre nen zèrvene chjù [ku̯ànnə pàssə a karèsəmə vrùkkələ e pprədəkatùrə nən zèrvənə kki̯ù] Quando passa la quaresima broccoli e predicatori non servono più. || AO quarèseme. || [fg. quarèsima - ital. quaréʃima]
quartare [ku̯artǻrə] sf. Vaso di terracotta basso e largo. || FB quartàre.
quarte  [ku̯àrtə]  sm. Quarto,  Parte  di  casa, Borgo, Quartiere. || RN u Quart’i Krucë [u ku̯àrtə i krùčə] Quarto delle Croci. || ZO quart, quarto (1864) || VC quàrto. || RN Quart’.
quartine [ku̯artìnə] sm. Appartamento. || FB quartene. || VC quartìno.
quartire [ku̯artìrə] sm. Quartiere. || DPM ce ne jame ‘ndà n’ate quartire [čə nə i̯ǻmə nd-a n-àtə ku̯artìrə] Ndr. ce ne andiamo in un altro quartiere. || DPM quartire.
quase [ku̯ǻsə] avv. Quasi. || ZO quesi (1864) || LR quase.
quaterne [ku̯atèrnə] sf. Quaterna. || AO quatèrne. || VC quatèrna.
quatrare [ku̯atrǻrə] sm. Ragazzo, Figlio minore, Monello, Ragazzo di strada. || GG Lu chijù quatrare dicij..e a lu patr..e: Oje  tatà sa che ce stà de nuovo? Damma la parziona mia [u kki̯ù kuatrǻrə dičìi̯ə o  pàtrə: ó tatà sǻi̯ə ke ččə stǻčə da nùvə:Dàmmə a parzi̯óna mìi̯ə.] Ndr. Il figlio più giovane disse al padre: papà sai cosa c’è di nuovo? Dammi -voglio- la mia porzione -l’eredità che mi spetta-. || SA¹ quaträre. || VF quatraro. || VC quatràre. || GG quatrare (1834).
quatrarije [ku̯atrarìi̯ə] sm. Quadreria, antiq. per Galleria d’arte. || VC quatrarìa.
quatrascone [ku̯atraskónə] sm. antiq. per Ragazzaccio. || VC quatrascòne.
quatriglie [ku̯atrìľľə sf. Quadriglia. || EG E' 'na quadriglie pe grusse, vicchie e criature, hamma fa tutte 'na 'bbèlla fegure [è na  ku̯atrìľľə pə ġġrùssə, vìkki̯ə e kkriatùrə, àmma fa tùttə na bbèlla fəġùrə] Ndr. È una quadriglia per grandi, vecchi e bambini, dobbiamo fare tutti una bella figura. || EG quadriglie. || VC quatrìglia.
quatrone [ku̯atrónə sm. Lastra quadrangolare usata per pavimentazioni. || VC quatròne.
quatte [ku̯àttə] num. Quattro. || agg. Rannicchiato, Accucciato, Raggomitolato. || MG Ije subbte me n’acciaffaje ‘nu quatt o cinche [ìi̯ə] Ndr. Io subito ne presi quattro o cinque. || MG quatt. || VC quàtte.
quattodece [ku̯attòdəčə] num. Quattordici. || BA quattodece. || [fg. quattòrdici - ital.  quattórdici]
quattucchie [ku̯attùkki̯ə sm. Quattrocchi. || SA  Uè quattù, si nn’a fenìsce te squàcce ‘i làstre [u̯è ku̯attù, si nn-a fənìššə tə sku̯àččə i làstrə] Ehi quattrocchi, se non la smetti ti rompo gli occhiali. || RM quatt'ùcchije.
quella [ku̯èll] agg. e pron. dim. f. Quella, Lei. || Anche quelle [ku̯èllə] || FP quella. ||  [fg. quèlla - ital. quélla]
quelle [ku̯èllə] agg. e pron. dim. f. Quella, Lei. || Anche quella [ku̯èll] || TF quèlle. || LMG quélle. || RA quelle. ||  [fg. quèlla -   ital. quélla]
quendale  [ku̯əndǻlə]  sm.  Quintale. ||  RM cundàle.
questa [ku̯èsta] agg. e pron. dim. f. Questa. || || SA Quèsta qqa me vóle fa murì! [ku̯èsta kku̯à mə vólə fà murì!]  Questa -donna- mi vuole far morire! ||  CL questa. || [fg. quèsta - ital. quésta]
queste [ku̯èstə] agg. e pron. dim. f. Questa. || ZO quest (1864) || EG quèste. || [fg. quèsta - ital. quésta]
questure [ku̯əstùrə] sf. Questura. || RM Qua, se vi sente qualcune, vace a fenésce malaménte. Baste ca passe ‘na guardje é ce truvàme tutte a’ Questure, mìneme cume é testemònje [ku̯à, se və sèndə ku̯alkùnə, vǻčə a ffənèššə malamèndə. bàstə ka pàssə na ġu̯àrdi̯ə e ččə truu̯ǻmə tùttə a ku̯əstùrə, mìnəmə kùm-e ttəstəmòni̯ə] Ndr. Qua se vi sente qualcuno, va a finire male. Basta che passa un poliziotto, ci troviamo tutti in Questura, come minimo come testimoni. || RM Questure. || LR Chesture.
quille [ku̯ìllə] agg. e pron. dim. m. sing. Quello. || Anche quillu. || SA Ma vìte nu póche a quìlle! [ma vìtə nu pòkə a kku̯ìllə!] Ma guarda un po’ quello! || MP Staije stanche de quille che è fatt’ aire? Camine delinquente, va’ fatighe, va’ cucine che tenghe fame [stǻi̯ə stàṅġə də ku̯ìllə k-è fàttə ai̯ìrə? kamìnə deliṅġu̯èndə, và fatìġə, và kučìnə ke tèṅġə fǻmə] Ndr. Sei stanco per quello che hai fatto ieri? Cammina delinquente, vai a lavorare, vai a cucinare che ho fame.  || GG quillo (1834) || ZO quill. || MP quille. || CS quílle. || CL quill’. || AO quìlle. ||  [fg. quèllo - ital. quéllo]
quille [ku̯ìllə] sm. Involtino di carne di cavallo. || DLC U pésce ‘nd ‘a carrozze, tutte da fore stasére, tenghe i quille, addurénde addurénde [u pèššə nda karròzzə, tùttə da fórə stasérə, tèṅġə i ku̯ìllə, addurèndə addurèndə] Il pesce nella carrozza -lumache- tutte di fuori dal guscio questa sera, tengo gli involtini di carne di cavallo, odorosi odorosi. || DLC quille.
quilli [ku̯ìlli] agg. e pron. dim. pl. Quelli, Quelle. || EG quilli. || [fg. quèlli - ital. quélli]
quillu [ku̯ìllu] agg. e pron. dim. m. Quello. || Anche quille, qullu. || [fg. quèllo - ital. quéllo]
quinece [ku̯ìnəčə] num. Quindici. || TF  quìnnece.
quinecine [ku̯inəčìnə] sf. Quindicina. || MG dope ‘na quinicine de jurne [dópə na ku̯inəčìnə də i̯ùrnə] Ndr. dopo una quindicina di giorni. || MG quinicine.
quiste [ku̯ìstə] agg. e pron. dim. Questo, Questi. || cfr. stu, sti [stu, sti] || BF So’ cinghe kine l’ ùv’ e ccinghe quiste [sò ččìṅġə ku̯ìstə] Ndr. Sono cinque chili l’uva e cinque questi. || GG quisto (1834) || ZO quiest. || BF quiste. || TF quìste.  || [fg. quèsto - ital. quésto]
quistione [ku̯isti̯ónə] sf. Questione. || RM quistijòne.
qullu [kùllu] agg. e pron. dim. m. Quello. || Anche quille, quillu. || [fg. quèllo - ital. quéllo]

R

racane [ràkanə] sf. Tela ruvida. || RM ràcane.
raccule [ràkkulə] sm. Ramarro, Grossa lucertola. || FB raccule.
raccumannazione [rakkumannazzi̯ónə] sf. Raccomandazione. || CV raccumandaziön.
raccuvete [rakkùvətə] pp., agg. e sm. Raccolto. || RM raccùvete.
Rachele [rakélə] pers. f. Rachele. || TF  Rache’.
raciuppille [račuppìllə] sm. Grappoletto.
radichele [radìkələ] sf. Graticola. || RM  radìckele.
radunà [radunà] v. Radunare. || Anche adunà. || RM radunà.
rafanille [rafanìllə] sm. Ravanello. || MU So cumbiette a cannelline i rafanielle, duje mazze nu solde [sò kkumbìttə a kkannəllìnə i rafanìllə, dùi̯ə màzzə nu sòldə] Ndr. Sono -dolci come- confetti cannellini i ravanelli, due mazzi un soldo. || MU rafanielle. || CL rafanill’. || AO rafanìlle. || DLC rafanille.
ragge [ràğğə] sf. Rabbia. || DAM ragge.
ragge [ràğğə] sm. Raggio. || sm. pl. Radiografia. || AO ragge.
ragghià [raġġi̯à] v. Ragliare. || Anche arragghià. || RM ragghjà.
raggione [rağğónə] sf. Ragione, Sorte, Fortuna. || MP Tine ragione che me si figghije, se no’ ‘u saije da quanta timpe t’avess’ lecenziate? [tìnə arrağğónə ke mə sì ffìġġi̯ə, sə no u sǻi̯ə da ku̯ànda tìmbə t-avèssə ləčəni̯ǻtə?] Ndr. Hai la fortuna di essere mio figlio, altrimenti sai da quanto tempo ti avrei licenziato? || MP ragione.
raggiunì [rağğunì] sm. Ragioniere. || Anche raggiunire. || [fg. ragioniére - ital.  ragionière]
ragne [ràə] sm. Ragno. || AO ragne.
ramare [ramǻrə] sm. Ramaio. || RM ramàre.
rambecande [rambekàndə] sm. Rampicante. || LR rambecande.
rambugnà [rambuɲɲà] v. Rimproverare. || SF rambugnà.
ramere [ramérə] sf. Lamiera. || RM ramère.
ranelle [ranèllə] sf. pl. Soldi. || RM ranèlle.
rangecà [ranğəkà] v. Graffiare. || RM  rangecà.
rangeche [rànğəkə] v. Graffio. || FB rangeche.
rangete [rànğətə] agg. Rancido. || CA Quanne ‘a gatte n’arrive ‘o larde, dice ca eje de ràngede [ku̯ànnə  a ġàttə n-arrìvə o làrdə, dìčə ka èi̯ə də rànğədə] Ndr. Quando la gatta non arriva -non  riesce  a  prendere-  al  lardo  dice  che è rancido. || CA ràngede.
ranocchie [ranòkki̯ə sf. Rana. || al m. ranucchie [ranùkki̯ə || cfr. ranogne [ranòə] || RM ranòcchije.
ranogne [ranòə sf. Rana. || al m. ranucchie. || cfr. ranocchie.
ranucchie [ranùkki̯ə sm. Ranocchio. || al f. ranocchie. || Anche ruspe, candatore, macciuanne. || RM ranùcchije.
rape [rǻpə] sf. Rapa. || AO rape.
rapecane [rapəkǻnə] agg. e sost. Tirchio, Avaro, Tirato.  || FD I sòlde du’ rapicàne si magne l’usuràije [i sòldə d-u rapəkǻnə s-i màə l-usurǻi̯ə] Ndr. I soldi dell’avaro li mangia l’usuraio. || TF rapecòne. || AO rapecàne. || FD rapicàne.
rappe [ràppə sm. Grinza, Piega che si forma sulla pelle. || SF rappe. || VF rappi (1841). || [fg. grinʒa - ital. grinza]
rappigne [rappìɲɲə] sm. Raffreddore di lieve entità. || FB rappigne.
rapporte [rappòrtə] sm. Rapporto. || FP  rapport.
rappurtà [rappurtà] v. Rapportare, Riferire. || SA Stàtte attìnde a qullu llà, è ‘nu nfamóne, váce sèmbe a rrappurtà tutte cóse [stàttə attìndə a kkùllu llà, è nu nfamónə, vǻčə sèmbə a rrappurtà tùttə kósə] Stai attento a quello, è uno spione, va sempre a riferire tutto.
rareche [ràrəkə sf. Radice. || CS rareche.
rasckà [raškà] v. Raschiare, Sputare il residuo ottenuto dalla raschiatura della gola. || FB rasckà.
rasckate [raškǻtə] sf. Sputacchiata. || RM rasckàte.
rascke [ràškə sm. Sputo catarroso, Escreato, Espettorato. || VF rasco (1841). || SF rascke.
rasckuse [raškùsə] agg. Ruffiano, Chi riferisce ai superiori le mancanze commesse dagli altri. || TF rasckùse.
rasecale [rasəkǻlə] sm. Vivaio, Coltivazione provvisoria di piantine da mettere a dimora altrove. || MM rasekále.
rasele [ràsələ] sf. Rasatura, Fresatura. || AO ràsele.
raspe [ràspə sf. Raspa. || BA Se so accucchiate a lime e a raspe [sə so akkukki̯ǻtə a lìmə e a ràspə] Si sono uniti la lima e la raspa. || BA raspe.
raspe [ràspə sm. Raspo. || SF Che ìje nu raspe m’hagghje fatte, no tutt’a vigne [ke ìi̯ə nu ràspə m-àġġi̯ə fàttə, nò tùtt-a vìɲɲə] Ndr. Che io un grappolo d’uva ho tagliato, mica tutta la vigna! || SF raspe.
raspulende  [raspulèndə]  agg. Aspro, Tipico
  sapore della frutta non ancora matura. || RM raspulènde.
rassegnà [rassəɲɲà] v. Rassegnare. || CA¹ Une se strazze i capille n’ate forte lucculeje: “Ogge é murte u carneva̸le nge putime rassignà [unə sə stràzzə i kapìllə, n-àtə fòrtə lukkulèi̯ə: òğğə è mùrtə karnəvǻlə nğə putìmə rassəɲɲà] Ndr. Uno si strappa i capelli, un altro forte urla: “Oggi è morto il carnevale, non ci possiamo rassegnare”. || CA¹ rassignà.
rassegnate [rassəɲɲǻtə] pp. e agg. Rassegnato. || FB rassegnàte.
rastille [rastìllə] sm. Rastrello. || RM rastìlle.
rasule [rasùlə] sm. Rasoio. || CS rasule.
rataville [ratavìllə] sm. Attrezzo di legno simile ad un grosso martello usato dai mietitori. || EG Quatte scorze de lemune spremute, ‘na sckafarèie, ‘nu ratavïlle, sètte sègge, ‘nu banghetïlle e ’n’ amore fenute [ku̯àttə skòrzə də ləmónə sprəmùtə, na škafarèi̯ə, nu ratavìllə, sèttə sèğğə, nu baṅġətìllə e n-amórə fənùtə] Ndr. Quattro scorze di limoni spremuti, un grosso recipiente, un martello di legno, sette sedie, un banchetto e un amore finito. || EG ratavïlle.
rattuse [rattùsə] agg. Persona che mostra apertamente il suo desiderio sessuale. || cfr. recuttare. || FB rattuse.
raziune [razzi̯ùnə] sf. pl. Orazioni. || RM  razijùne.
re [rè] sm. Re, Sovrano, Nota musicale. || Anche rre [rrè] || DAM Mmocc’a me, mmocc’a te, mocc’a ‘u figghje de lu re, e se ‘u re nenne vole cchiù, magnatille tutte tu [mmòkkə a mme, mmòkkə a tte, mmòkkə a u fìġġi̯ə də lu rrè, e sse u rrè nənnə vólə kki̯ù, maatìllə tùttə tu] Ndr. (filastrocca) In bocca a me, in bocca a te, in bocca al figlio del re, e se il re non ne vuole più, mangialo tutto tu. || DAM re.
rè rè [rè rè] Locuz. Ben in vista. || RM rè-rè.
rebbattute [rəùtə] pp. e agg. Ribadito. || AO rebbattùte.
rebbellà [rəbbəllà] v. Mettere in disordine, Creare scompiglio. || Anche arrebbellà [arrəbbəllà]
rebbelle [rəbbèllə] agg. e sost. Ribelle. || AO rebbèlle.
rebellatorie [rəbəllatòri̯ə] sm. Caos, Confusione, Scenata. || NM ribillatorje.
recamà [rəkamà] v. Ricamare. || FB recamà.
recamate [rəkamǻtə] pp. e agg. Ricamato. || PM È nu belle lenzûle recamete [è nu bbèllə lənùlə rəkamǻtə] Ndr. È un bel lenzuolo ricamato. || PM recamete.
recchezze [rəkkèzzə sf. Ricchezza. || LA  recchèzza.  || AO rekkèzze. || FO rẹcchezzẹ. ||  [fg. ricchèzza - ital. ricchézza]
recchia [rèkki̯a sf. Orecchia. || Anche recchie [rèkki̯ə] || Locuz. recchia ‘mbosse [rèkki̯a mbòssə] lett. Orecchia bagnata. || estens. Omosessuale. || TF  rècchia.
recchie [rèkki̯ə sf. Orecchia. || Anche  recchia [rèkki̯a || LMG Chi tène i récchie grosse, nen more màie [ki tén« i rèkki̯ə ġròss« nə mmór« mǻi̯«] Ndr. Chi ha le orecchie grandi, non muore mai. || LR t’è stà che l’ûcchje apîrte e ‘i rècchje tèse [t-è stà kə l-ùkki̯ə  apìrtə e i rèkki̯ə tésə] Ndr. devi stare con gli occhi aperti e le orecchie tese. || SG mo’ che t’ankappe l’uteme pizze hadda ésse ‘a recchie [mò ke t-aṅġàppə, l-ùtəmə pìzzə àdda èssə a rèkki̯ə] Ndr. Quando ti prendo, l’ultimo pezzo sarà l’orecchio. || MAM réc̓́c̓́e̥. || LA rècchie. || RA recchie. || AO recchje. || LR rècchje. || LMG récchie.
Reccione [rəččónə] top. Riccione. || LR Recciòne.
recetà [rəčətà] v. Recitare. || RM recetà.
recevute [rəčəvùtə] pp. Ricevuto. || sf. Ricevuta. || FB recevete.
recitte [rəčìttə] sm. Pace, Riposo, Luogo tranquillo, Ricovero. || FB recitte.
recone [rəkónə] sm. Cantuccio, Riparo. || RM recòne.
recotta [rəkòtta] sf. Ricotta || Anche recotte [rəkòttə] || Locuz. recotta sckande [rəkòtta ] Ricotta piccante; recotta toste [rəkòtta tòstə] Ricotta dura. || CS recotta sckante [rəkòtta škàndə] Ricotta forte. || CS recotta.
recottatoste [rəkottatòstə] par. comp. Ricotta dura. || RM recottatòste.
recotte [rəkòttə] sf. Ricotta. || Anche recotta [rəkòtta] || DAM ‘a pellecchje nenn’è cotte, ce magname pane e recotte [a pəllèkki̯ə nənn-è kkòttə, čə maɲɲǻmə pǻnə e rrəkòttə] Ndr. la pellecchia non è cotta, ci mangiamo pane e ricotta. || DAM recotte.
recurdà [rəkurdà] v. Ricordare. || Anche arrecurdà [arrəkurdà] 
recuttare [rəkuttǻrə] sm. Guardone. || cfr. rattuse [rattùsə]. || SF rucuttàre.
recuverà [rəkuvərà] v. Ricoverare. || RM  recuverà.
redutte [rədùttə] pp. e agg. Ridotto. || Anche arredutte. || SA S’è redùtte tùtte pèlle e òsse [tùttə] Si è ridotto tutto pelle e ossa.
refà [rəfà] v. Rifare. || TF refa’.
refece [rèfəčə] sm. Orefice, Orafo. || EG rèfece. || VC urèfece. || VF urefice (1841). || [fg. orèfice - ital. oréfice]
refiatà [rəfi̯atà] v. Fiatare, Respirare. || RM refijatà.
refonne [rəfònnə] v. Rimetterci, Rifondere. || SA C’agghie refùste trecìnde lìre [č-àġġi̯ə rəfùstə trečìndə lìrə] Ci ho rimesso trecento lire. || RM refònne.
refriscke [rəfrìškə sm. Rinfresco. ||  RM refrìscke.
refuse [rəfùsə] sm. Ciò che si mette in più, Aggiunta. || FB refuse.
regalà [rəġalà] v. Regalare. || Anche rijalà. || RM regalà.
regale [rəġǻlə] sm. Regalo. || Anche rijale. || MP priga a Madonne che vace tutt’ bbune, che po’ t’agghija fa’ nu regale che tu manche tu cride [madònnə vǻčə tùttə màṅġə] Ndr. prega la Madonna che vada tutto bene, che poi ti farò un regalo che neanche immagini. || MP regale.
regalije [rəġalìi̯ə sf. Regalia, Mancia, Piccolo compenso. || RM regalìje.
reggine [rəğğìnə] sf. Regina. || TF Pùre a reggìne tène abbesògne da vecine [pùrə a rəğğìnə ténə abbəsùə d-a vəčìnə] Ndr. Anche la regina ha bisogno della vicina. || SG¹ reggine. || TF reggìne.
regginelle [reğğinèllə] sf. Reginetta. || CA¹ rεginεlle.
regnuse [rəɲɲùsə] agg. Rognoso. || SF rignùse.
regulizie [rəġulìzzi̯ə sm. Liquirizia. || RM regulìzije.
remagnàrse [rəmaɲɲà] v. Rimangiarsi.
remasugghie [rəmasùġġi̯ə sm. Rimasuglio, Avanzo. || FB remasugghij.
rembambite [rəmbambìtə] agg. Rimbambito. || FB rembambete.
Reme [rémə] pers. m. Remo. || CL Reme.
remette [rəmèttə] v. Rimettere. || SG dice che ci rimette l’ugghie a lampe [dìčə ke  čə rəmèttə l-ùľľə a làmbə] Ndr. dice che ci rimette l’olio alla lampada. || SG rimette.
remondature [rəmondatùrə] sf. Rimondatura, Riparazione della tomaia delle scarpe. || FB remuntature.
remore [rəmórə] sm. Rumore. || Locuz. remore carrozze [rəmórə karròzzə] lett. Rumore di carrozza, modo di dire finalizzato a far intrattenere un bambino da una persona amica. || cfr. tuzzabangone [tuzzabbaṅġónə] || LR remòre. || FO rẹmọrẹ. || BF remòr.
remusse [rəmùssə] solo nella locuz. turnà a remusse [turnà a rrəmùssə] Tornare ancora sullo stesso argomento.
renacce [rənàččə] sm. Rammendo. || VF rinaccio (1841).
renale [rənǻlə] sm. Vaso da notte, orinale. || LA renàle.
rendete [rèndətə] sf. Rendita.
rene [rénə] sf. Sabbia. || RM rène.
renele [rènələ] sf. Rondine, Rondinella. || RL nu guaglione cante pe la vije: -Cum’ e la renele vularrij vuläre -Sop’ u balcone de la nenna mije! [nu ġu̯aľľónə kàndə p-a vìi̯e: -kùm-a rènələ vularrìi̯ə vulà sóp-o balkónə d-a nènna mìi̯ə!] Ndr. un giovanotto canta per strada: Come la rondine vorrei volare sul balcone della mia fidanzata.  || SA¹ rènele. || RL renele.
rengrazià [rəṅġraʒʒi̯à] v. Ringraziare. || TF rengrazia’.
renne [rènnə] v. Rendere, Ritardare. || Anche arrenne. || BA Quanne cchiù renne chiù penne [ku̯ànnə kki̯ù rènnə kki̯ù pènnə] Quanto più ritarda, più aumentano le difficoltà. || BA renne.
renza renze [rènʒa rènʒə] locuz. Vicino a, Rasente. || FB rènza rènze.
repegghià [rəpəġġi̯à] v. Riprendere. || CV r’pgghià.
repose [rəpósə] sm. Riposo. || TF repòse.
repune repune [rəpùnə rəpùnə] locuz. Rasente il muro. || SA¹ repùn’ repùne.
repusà [rəpusà] v. Riposare. || Anche arrepusà. || SA vatte repuse che stáje stanghe [vàttə rəpùsə ke stǻi̯ə stàṅġə] Va’ a riposarti perché sei stanco. || PM famme repusà [fàmmə rəpusà] Ndr. fammi riposare. || PM repusà.
repusate [rəpusǻtə] pp. e agg. Riposato. || EG  repusàte.
requeste [rəku̯èstə sf. Scorta. || AO requèste.
requie [rèku̯i̯ə sf. Requie, Riposo. || NM Da quanne mi so spusate, nen agghje avute nu mumende di requie! [da ku̯ànnə mə sò spusǻtə, nənn-àġġi̯ə avùtə nu mumèndə də rèku̯i̯ə!] Ndr. Da quando mi sono sposato non ho avuto un momento di requie! || NM requie.
resarie [rəsàri̯ə sm. Rosario. || LR Assù, chè staje facènne, ‘u testamènde? Te spicce ch’amma dice stu Resàrie! [assù, ke stǻi̯ə fačènnə, u testamèndə? tə spìččə k-àma dìčə stu rəsàri̯ə!] Ndr. Assunta, che stai facendo, il testamento? Ti sbrighi che dobbiamo dire il Rosario! || ML resarije. || LR resàrie. || ML resarie. || CL rusarie. ||  [fg. rosàrio - ital. roʃàrio]
resate [rəstə] sf. Risata. || RM resàte.
resatelle [rəsatèllə] sf. Risatina. || LR  resatèlle.
rescegnule [rəššəɲɲùlə] sm. Usignolo. || FB rescegnule.
rescegnute [rəššəɲɲùtə] agg. Raggrinzito, Malridotto, Denutrito. || FB rescegnute.
resciore [rəššórə] sm. Rossore, Vergogna. || SF risciòre. || AO resciòre. || RM rusciòre.
resckarà [rəškarà] v. Risciacquare la biancheria. || FB resckarà.
resine  [rəsìnə sf. Resina.  || AO resìne.
resorie [rəsòri̯ə sm. Rosolio, Liquore leggero fatto in casa. || RC R’sorije d’ l’mon’ [rəsòri̯ə də ləmónə] Liquore di limone. || RC r’sorije. || CS resorije. || [fg. rosòlio - ital. roʃòlio]
resperà [rəspərà] v. Respirare. || RM resperà.
respettà [rəspəttà] v. Rispettare. || BP respettà.
respette [rəspèttə] sm. Rispetto. || LMG ‘U respétte, vène sa ‘n’ate respétte. Ndr. Il rispetto deriva da -vuole- altro rispetto. || LMG respétte.
responne [rəspònnə] v. Rispondere. || AO respònne.
resposte [rəspòstə] sf. Risposta. || TF respòsta. || [fg. rispòsta - ital. rispósta]
restà [rəstà] v. Restare, Rimanere. || PM Vogghije restà sèmbe quèlle che so’ [vòġġi̯ə rəstà sèmbə ku̯èllə] Ndr. Voglio restare sempre quella che sono. || LMG Quanne more une ca prutéste, biàte a mé ca more e frecàte a chi reste [ku̯ànnə ka bii̯ǻtə a kki] Ndr. Quando muore uno che protesta, beato me che muoio e si frega chi resta. || GG¹ restà.
restucce [rəstùččə] sm. Stoppia. || ML¹ restùcce. || [fg. stòppia - ital. stóppia]
resuscetà [rəsuššətà] v. Risuscitare.
resuscetate [rəsuššətǻtə] pp. e agg. Risuscitato. || Anche arresuscetate [arrəsuššətǻtə] || RM resuscetàte.
rete [rétə] solo nella locuz. da rete [da rétə] Da dietro, Di dietro. || AO rète.
retene [rètənə] sf. pl. Redini. || LA rètene.
reterà [rətətà] v. Rientrare, Ritirarsi. || LMG A precessione se vète quanne se retire [a prəčəssi̯ónə sə vétə ku̯ànnə sə rətìrə] Ndr. La processione di vede quando  rientra.
retratte [rətràttə] sm. Fotografia raffigurante un volto, Ritratto. || RM retràtte.
retremendà [rətrəməndà] v. Rivedere.
rette [rèttə] sf. Attenzione, Ascolto. || Solo nella locuz. dà rette [dà rèttə] Dare retta, Prestare attenzione, ascolto. || SA Nn’u dènn’a rètte a quìlle, che ngapìsce ninde! [nn-u dènnə a rèttə a kku̯ìllə, ke ṅġapìššə nìndə!] Non dar retta a quello là, perché non capisce nulla!|| CL Quill’ che tutt’ ‘i rechieste de grazie che tene, ne’ te pote dà rett’ [ku̯ìllə kə ttùttə i rəki̯èstə də ġràzzi̯ə ke ténə, ndə pótə dà rèttə] Ndr. Quello  -Sant’Antonio- con tutte le richieste di grazie che riceve, non ti può dare retta. || CL rett’. || E deriv. per aferesi di lat. arrctam, propr. part. pass. di arrgere “rizzare”, attrav. la loc. aures arrigere “rizzare le orecchie”.
returnà [rəturnà] v. Ritornare. || CV và e r’turn, che vogghj sapè pur ij, chè foc u figghj mij [và e rətùrnə, ke vòġġi̯ə sapè pùr-ìi̯ə, ke ffǻčə u fìġġi̯ə mìi̯ə] Ndr. va’ e ritorna, perché voglio sapere anch’io cosa fa il figlio mio.
revutà [rəvutà] v. Rivoltare. || Anche ruvutà, ruvetà, arrevutà, arruvutà. || LA revutà.
revutaminde [rəvutamìndə] sm. Rivoltamento. || BA Revutamiente de stomache [rəvutamìndə də stòmməkə] Nausea, disturbi di stomaco e viscerali. || BA  revutamiente.
revutate [rəvutǻtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate, arruvetate, arruvutate. || FB revutàte.
rezze [rèzzə sf. Tenda, Rete. || LR Avàsce ‘a rezze nn’a tenènne alàrie ca tràsene ‘i zambàne, po’ chi ‘i cacce? [avàššə ka] Ndr. Abbassa la tenda non la tenere alzata -all’aria- perché entrano le zanzare, poi chi le manda via? || LR rezze.
rezzenì [rəʒʒənì] v. Il diventare della pelle increspata o ruvida per il freddo o l’emozione. || Locuz. rezzenì 'i carne. Rabbrividire. || RM rezzenì.
rezzerijà [rəʒʒərii̯à] v. Rassettare, Togliere via tutto. || Anche arrezzerijà. || SF e po’ ‘a fèsse adda rezzerià. [e po’ ‘a fèsse adda rezzerià] Ndr. e poi la stupida deve rimettere in ordine. || TF vàtte a rezelia’ a càse che pàre nu gallenàre! [vàtte a rezelia’ a càse che pàre nu gallenàre!] Ndr. va’ a rassettare la casa che sembra un pollaio! || SF rezzerià. || TF rezelia’.
riassunde [riassùndə] sm. Riasunto. || CL riassunte.
ricce [rìččə sm. e agg. Riccio. || LCG ricci.
ricche [rìkkə agg. e sost. Ricco, Abbiente, Agiato, Facoltoso. || GG ricco (1834) || MA ricche. || AO rìkke.
ricchione [rikki̯ónə] sm. Omosessuale, Gay. || FB ricchijòne. || SF ricchiòne.
ricchjine [rikki̯ìnə sm. Orecchino. || FO A Madonnẹ sœpẹ chi tẹnẹ i rẹcc̓́hinẹ [a madònnə sœpẹ chi tẹnẹ i rẹcc̓́hinẹ] La Madonna sa chi ha gli orecchini. || ML ricchijne. || CA ricchîne. || FO ricchine, rẹcc̓́hinẹ. || RG recchine.
ricchjitelle [rikki̯ətèllə] sf. Orecchiette, Particolare tipo di pasta fatta in casa. || ML mariteme a vulute ‘i ricchietelle [marìtəmə à vvulùtə i rikki̯ətèllə] Ndr. mio marito ha voluto -che preparassi- le orecchiette. || TF recchijetèlle. || AO recchitèlle. || LA recchietèlle. || ML ricchietelle.
ricese [ričésə] sf. Perquisizione, Controllo. || RM ricèse.
righene [rìġənə] sf. Origano. || Anche arighene. || RM rìghene.
rijalà [rii̯alà] v. Regalare. || Anche regalà. || RM rijalà.
rijaláte [rii̯alǻtə] pp. e agg. Regalato. || Anche regalate. || ME rejalate.
rijale [rii̯ǻlə] sm. Regalo. || Anche regale. || RM rijàle.
rijone [rii̯ónə] sm. Rione. || SA ’U rijóne ‘i Crùce [u rii̯ónə i krùčə]  Il  rione  Croci.  ||  RM rijòne.
Rimene [rìmənə] top. Rimini. || LR Rìmene.
rine [rìnə] sf. pl. Reni, Schiena, Regione lombare. || LR Cì, Luciè, nen me decènne nînde, me dòlene ’i rine, nen ‘nge ‘a fazze chiù [čì, luči̯è, nən mə dəcènnə nìndə, mə dòlənə i rìnə, nğà fàzzə kki̯ù] Ndr. Sta zitta, Lucia, non mi dire niente, mi fanno male i fianchi, non ce la faccio più. || TF l’àghe e u file trapànene i rìne [l-ǻkə e u fìlə trapànənə i rìnə]. Ndr. l’ago e il filo perforano i reni. || TF  rìne. || ML rine.
ripa ripe [rìpa rìpə avv. Rasente a. || SA Iéve camenànne ripa rìpe o mùre.[i̯évə kamənànnə rìpa rìpə o mùrə] Camminava rasente al muro. || RM ripa-rìpe.
ripe [rìpə sf. Riva. || RM rìpe.
rire [rìrə] v. Ridere. || FD Rirénne e pazziànne se dice ‘a veretà [rərènnə e pazzi̯ànnə sə dicə ‘a vərətà] Ndr. Ridenzo e scherzando si dice la verità. || SF Chi me vòle fa màle, me fàce rire [Chi me vòle fa màle, me fǻčə mǻlə] Ndr. Chi mi vuol far male, mi fa ridere. || ZO rire (1864) || AO r’re.
rise [rìsə] sf. Riso, come atto del ridere. || sm. Riso, come cereale. || AO rìse.
riste [rìstə] sm. Resto. || MP Cum’eije che so’ ‘u risté, i cumpagnije, i negozije. [kum- èi̯ə ke so u ristə, i kumbaìi̯ə, i nəġòʒʒi̯ə] Ndr. Com’è ad esempio il resto, le compagnie, i negozi. || MP risté. || FP rist.
ritarde [ritàrdə] sm. Ritardo. || TF ritàrde.
ritte [rìttə] sf. Destra. || cfr. destre. || PM  Arravugghiete int’a na volpa janche se nazzechijèje a ritte e manche [arravuġġǻtə ìnd-a na vòlpa i̯àṅġə sə nazzəkièi̯ə a rrìttə e mmàṅġə] Ndr. Avvolta in una -pelliccia di- volpe bianca si dondola a destra e a sinistra. || PM ritte.
ritte [rìttə] agg. Diritto, Dritto, Intelligente, Rettilineo, Furbo, Astuto. || avv. Dritto. || LE pecché nun truvaije chijù 'a vija ritte [pəkkè nun truǻi̯ə kki̯ù a vìi̯a rìttə] Perché non trovai più la via diritta. || LE ritte. || GE ritto.
riunì [riunì] v. Riunire.
riunione [riuni̯ónə] sf. Riunione. || TF riuniòne.
riunite [riunìtə] pp., agg. e sm. Riunito. || CA¹ Popolo di Foggia ce sime riunite p’aggiustà sta barca che face acque da tutte i parte [pòpolo di fòğğa čə sìmə riunìtə p-ağğustà sta bbàrkə ke fǻčə àkku̯ə da tùtt-i pàrtə] Ndr. Popolo di Foggia ci siamo riuniti per aggiustare questa barca che fa acqua da tutte le parti. || CA¹ riunite.
riverenze [riverènzə] sf. Riverenza. || EG  rivèrènze.
robbe [ròbbə] sf. Roba, Biancheria, Cosa. || Anche rrobbe [rròbbə] || SA Rròbbe da pàcce [rròbbə da pàččə] Cose da pazzi. || CL E’ robbe dà ije mbaccije [è rròbbə da  i̯ì mbaččìi̯ə] Ndr. lett. È roba -sono cose- da impazzire -da pazzi-. || GF Rròbbe de magnatòreje [rròbbə də maatòri̯ə] Ndr. La roba da mangiare. || SF Chi guarde ‘a robbe de l’ate, se ne vàce a corche senza cenà [ki ġu̯ardə a rròbbə də  l-àtə sə vǻčə a kkòrkə sèna čənà] Ndr. Chi guarda la roba -il cibo- degli altri, va a dormire senza cenare. || CS Robe arrubáte corta duráte [ròbbə arrubbǻtə kòrta durǻtə] Ndr. lett. Roba rubata, corta durata. || GG rrobba (1834) || GF rròbbe. || SG¹ ‘rròbbe. || CL robbe.
rocce [ròččə] sf. Roccia. || FD ròccie.
rocchie [ròkki̯ə sf. Gruppo, Mucchio. || FO I fùnĝ a rocchijẹ i fessẹ a ‘ccocchijẹ [i fùnğə a rròkki̯ə i fèssə a kkòkki̯ə] I funghi a mucchi e i fessi a coppie. || FD ròcchije. || FO rocchije̥.
rocele [ròčələ] sf. Rotula. || RM ròcele.
rolle [ròllə] sm. Piega rialzata del letto. || MM ròlle.
rombe [ròmbə] v. Rompere. || BA rompe.
Rome [rómə] top. Roma. || BP Rome.
rosce [ròššə] agg. e sost. f. Rossa. || Iteraz. ròscia ròsce [ròšša ròššə] rossa rossa, paonazza. || al m. rusce.  || SA ‘U  rùsce quànne véde ‘a ròsce ... [u rùššə ku̯ànnə védə a ròššə ...] Il rosso quando vede la rossa ... || TF Màmma mìje quànda cumblemènde stammatìna ... Me fàje fa’ ròsce [màmma mìi̯ə ku̯ànda kumbləmèndə stamatìnə ... mə fǻi̯ə fà ròššə] Ndr. Mamma mia quanti complimenti questa mattina ... Mi fai arrossire. || TF rròsce. || TF ròsce. || BM rosce.
rose [rósə] sf. e pers. f. Rosa. || BA U liette se chiame rose si nen duorme te repose [u lìttə sə ki̯ǻmə rósə, se nən dùrmə tə rəpósə] Il letto si chiama rosa, se non dormi ti riposa. || BA rose. || [fg. rósa - ital. ròʃa]
rosele [ròsələ] sf. Carne di maiale a buon prezzo. || FB rosele.
rosemarine [roʃmarìnə] sm. Rosmarino. || FB rosemarene.
Rosette [rosèttə] pers. f. Rosetta. || FD Rosett. || [fg. Rosètta - ital. Roʃétta]
rote [rótə] sf. Ruota. || SA ’A róta ròtte [a róta ròttə] La ruota rotta. || LMG Quélle che strille, èje sémpe l’utema rote d’u carre [ku̯èllə ke strìllə è sèmbə l-ùtəma rótə d-u kàrrə] Ndr. Quella che strilla -stride- è sempre l’ultima ruota del carro.  || FP A rot aggire [a rótə ağğìrə] Ndr. La ruota gira. || AO ròte. || LMG rote.
rotte [ròttə] agg. f. Rotta. ||  al m. rutte [rùttə] || FD ‘A pignàte ròtta càmpe de chijù [a pìǻta ròttə  kàmbə  də kki̯ù] Ndr. La pignatta rotta dura di più.  || ZO rot (1864) || FD ròtta. || [fg. ròtta - ital. rótta]
'rrangià [rranğà] v. Arrangiare, Rimediare. || Anche arrangià [arranğà] || FP rrangià.
rucche rucche [rùkkə rùkkə locuz. Ruffiano. || cfr. 'nfamone, ruffiane [nfamónə, ruffi̯ǻnə] || CS rúcche  rúcche.
rucchette [rukkèttə] sm. Rocchetto, Cilindretto cavo attorno a cui è avvolto il filo per cu-
  cire. || RM rucchètte.
rucelà [ručəlà] v. Rotolare. || Anche ruciulijà, ruciulà. || LA rucelanne, rucelanne, cadìje abbasce ‘a grotte de na fruttajole [ručəlànnə, ručəlànnə, kadìi̯ə abbàššə  a  ġròttə də na fruttai̯ólə] Ndr. rotolando, rotolando, cadde nella grotta di una fruttivendola. || LE me ne ijeve rucelanne abbasce [mə nə i̯évə ručəlànnə abbàššə] mentre ruzzolavo in basso.
ruceligghie [ručəlìġġši̯ə] sm. Vociare fitto e sommesso fra più persone.
ruchele [rùkələ] sf. Rucola, Rughetta. || Anche aruchele [arùkələ] || RA Signò, teng’a rucula tenerelle, jet, funucchill’ e cimammarelle, mo ci ‘accurdame, facitavill’ a menestrelle! Me, di, che vuje, quest’ o quelle? [sió, tèṅġə a rùkula tənərèllə, i̯étə fənukki̯ìllə e ččimamarèllə, mò č-akkurdǻmə, fačitavìllə a mənəstrèllə! mè, dì, kkè vvùə, ku̯èstə o ku̯èllə?] Ndr. Signora, ho la rughetta tenerella, bietole, finocchietti e broccoletti selvatici, ora ci mettiamo d’accordo -sul prezzo-, preparatevi la minestra! Avanti, dimmi, cosa desideri, questa o quella? || ML¹ ruchele. || RA rucula.
ruciulà [ručulà] v. Rotolare. || Anche ruciulijà, rucelà. || FB ruciulà.
ruciulijà [ručulii̯à] v. Rotolare, Ruzzolare, Far girare. || Anche ruciulà, rucelà. || LA rucelijà.
ruciulille [ručulìllə] sm. Attrezzo rudimentale per abbattere le rondini. || RM ruciulìlle.
ruffiane [ruffi̯ǻnə] sm. Ruffiano. || TF ruffiàne.
rugne [rùɲɲə] sf. Rogna. || SE une ten’a rùgne e l’ate ten’a tìgne [unə ténə a rùə e ll-àtə ténə a tìə] Ndr. una ha la rogna e l’altra ha la tigna. || SE rùgne. || LMG rugne.
rumane [rumǻnə] agg. di Roma, Romano. || SG¹ so’ propij bbrave aggende stì rumàne [sò ppròpi̯ə bbrǻva ğğèndə sti rumǻnə] sono proprio brava gente questi romani. || SG¹ rumàne.
rumanì [rumanì] v. Rimanere, Restare. || LMG Chi rumàne, s’aggiuste [ki rumǻnə s-ağğùstə] Ndr. Chi resta si sistema. || MP Quann’ papà luvaije da nanzé tutt’ cose iss’ eije remaste che nuije [ku̯ànnə papà luu̯ǻi̯ə da nànə tùttə kósə ìssə èi̯ə rumàstə kə nnùi̯ə] Ndr. Quando papà tolse tutto davanti -chiuse l’attività- lui è rimasto con con noi. || SF A me jùte pavè, e a me rumaste da dà [àmə i̯ùtə p-avè, e àmə rumàstə da dà] Siamo andati per avere, e ci è rimasto da dare. || SA¹ rumanì’. || GA rumanè.
rumanille [rumanìllə] sm. Sigaro di piccole dimensioni. || RM rumanìlle.
runfelijà [runfəlii̯à] v. Russare. || RM  runfelijà.
rusce [rùššə] sm. e agg. m. Rosso. || al f. rosce [ròššə] || SA ’U mègghie rùsce accedìje ‘a màmme e ‘u pàtre [u mèġġi̯ə rùššə aččədìi̯ə a màmmə e u pàtrə] Il miglior rosso uccise la mamma e il padre. || MAM ę rússe̥ [è rùššə] è biondo -rosso-. || MAM rússe̥. || CS rúsce.
rusce [rùššə] sf. Carbonella. || LR Petìte lucculave ‘u banne p’a rûsce e ‘i caravùne a Via Polare [petìtə lukkulǻvə u bbànnə p-a rùššə e i karavùnə a vvìa Polǻrə] Ndr. Petito faceva il banditore per la carbonella e i carboni -che si vendevano- in Via Polare. || LR rûsce.
rusecà [rusəkà] v. Rosicchiare, Rosicare, Rodere a poco a poco. || CS rusecà.
rusele [rùsələ] sm. pl. Geloni, Ulcere dei piedi provocate dal freddo. || cfr. gelone [ğəlónə] || LA rùsele. || BA ruòsele. || CS rusele.
Rusenè [rusənè] pers. f. Rosina. || Anche Rusenelle. || [fg. rosìna - ital. roʃìna]
Rusenelle [rusənè] pers. f. Rosina. || Anche Rusenè. || FD Rusnell.
ruspe [rùspə sm. Rospo. || sf. Ruspa. || FB ruspe.
rusulecchie [rusulèkki̯ə sf. Racimolatura. || RM rusulècchije.
rusulijà [rusulii̯à] v. antiq. Rosicare. || GG rusulià (1834).
rutele [rùtələ] sm. Teglia. || LA rùtele. || RN rútələ.
rutille [rutìllə] sm. Capannello, Crocchio, Piccolo gruppo di persone che stanno insieme a chiacchierare. || SG Si facevene rutille p’accuntà favulette [sə fačèvənə rutìllə p-akkundà favulèttə] Ndr. Si facevano piccoli gruppi di persone per raccontare storie. || SG  rutille.
rutte [rùttə] agg. m. Rotto. ||  al f. rotte. || TF rùtte. || [fg. ròtto - ital. rótto]
ruvere [ruu̯érə] agg. Vero. || par. comp. da ‘u vére [u vérə] il vero, la verità. || Anche arruvere [arruu̯érə] || ZO e lu vero? [è ruu̯érə?] non è vero? || EG Eje ruvére [èi̯ə ruu̯érə] Ndr. È vero. || FP N’è ruer ... ma c cred [nn-è ruu̯érə... ma čə krédə] Ndr. Non è vero, ma ci credo. || ZO lu vero (1864) || EG ruvére. || SF ruère. || SG ruere. || MP rueré. || FP ruer.
ruvetà [ruu̯ətà] v. Rivoltare. || Anche ruvutà, revutà [ruutà, rəutà] || RM ruvetà.
ruvine [ruu̯ìnə] sf. Rovina. || Anche arruvine [arruu̯ìnə]
ruvutaminde [ruvutamìndə] sm. Rivoltamento. || TF ruvetamìnde.
ruvutate [ruvutǻtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche revutate, arruvetate, arruvutate.
ruzze [rùʒʒə] sf. Rozzezza. || FO A rue fäcẹ rẹcchezzẹ, a cẹvẹltà s’a magnẹ [a rùʒʒə fǻčə a rəkkèzzə, a čəvəltà s-a màə] La rozzezza produce ricchezza, la civiltà se la mangia. || FO rue.
ruzzene [rùʒʒənə] sf. Ruggine. || LA rùzzene. || FB ruzze.

S

sàbbate [sàbbətə] sm. Sabato. || SA Ce vedìme sàbbete ‘e nóve [čə vədìmə sàbbətə e nóvə] Ci vediamo sabato alle nove. || BF Ki tene chiù ppolve, chiù spáre, e ki tene bûon abbte, camine nzin’ e ssabbte! [ki ténə kki̯ù ppòlvə, kki̯ù spǻrə, e ki ténə bbón-àbbətə, kamìnə nʒìnə e ssàbbətə!] Ndr. Chi ha più polvere, più spara, e chi ha un buon abito, cammina fino al sabato! || FB sabete. || BF ssabbte.
saccamarijole [sakkamarii̯ólə] sf. Tasca interna della giacca. || FB sacca mareijòle. || BA sacca mariola.
sacce [sàččə] avv. Chissà. || SG saccie.
sacche [sàkkə sm. Sacco, Grande quantità. || sf. Tasca. || BF C' lu senál' e cche nu sacche [k-u sənǻlə e kkə nu sàkkə] Ndr. Con il grembiule e con un sacco. || DPM E mò cumm’agghja fà, aggje fatte nu sacche de dibbete [e mmò kum-àġġi̯a fà, àġġi̯ə fàtte nu sàkkə də dìbbətə] Ndr. Ed ora come faccio,  ho contratto un sacco di debiti. || VC sàcca. || DPM sacche. || BF sacche. || SF sacck’. || AO sakke. || FO sàcchẹ.
sacchetille [sakkətìllə] sm. Sacchetto. || RM saccketìlle.
saccone [sakkónə] sm. Pagliericco con foglie di granturco. || VF saccone (1841).
sacrese [sakrésə] solo nella locuz. all’assacrese, alla sacrese. All’improvviso, Alla sprovvista. || RM sacrèse.
sacrestane [sakrəstǻnə] sm. Sagrestano. || FD Chi ròmpe i campàne èje u’ sacrestàne [ki ròmbə i kambǻnə èi̯ə u sakrəstǻnə] Ndr. Chi rompe le campane è il sagrestano. || FD sacrestàne.
sacrestije [sakrəstìi̯ə] sf. Sacrestia.
sagrefecà [saġrəfəkà v. Sacrificare. || LR sagrefecà.
sagreficie [saġrəfìči̯ə sm. Sacrificio. || MA é nu sacr’ficie ca ci aspetta, e che tocca sempe, a chi tira a carretta [è nu saġrəfìči̯ə ka č-aspèttə, e kke tòkkə sèmbə a kki tìrə a karrèttə] Ndr. è un sacrificio che ci spetta e che tocca sempre a chi tira la carretta -vive stentatamente-. || LR facènne sagrefìcije pa tand’anne [fačènnə saġrəfìči̯ə pə ttànd-ànnə Ndr. facendo sacrifici per tanti anni. || LR sagrefìcije. || TF sagrefìce. || MA sacr’ficie.
sajette [sai̯èttə] sf. Saetta. || AO Aria nette: nen tene paure de sajètte [àri̯a nèttə: nən ténə paùrə də sai̯èttə] Aria netta -pulita- non ha paura di saette -fulmini-. || AO sajètte. || GF¹ sajett’.
salamore [salamórə] sf. Salamoia. || RM salamòre.
salatille [salatìllə] sm. Lupini. || SA Va’ vìnne i salatìlle, vattìnne [và vìnnə i salatìllə, vattìnnə] Vai a vendere i lupini, vattene  -va’ a quel paese-.  ||  BA  salatielle.
sale [sǻlə] sm. Sale. || TF sàle.
salere [salérə] sf. Saliera. || FB salère.
salijate [salii̯ǻtə] agg. Poco di buono. || RM salijàte.
salme [sàlmə] sf. Salma, Antica misura di capacità. || BA salme.
Salamone [salamónə] pers. m. Salomone. || BF Salamone se pegghiáve ciente ducáte p’ nu cunzigghie! [Salamónə sə pəġġǻvə čìndə dukǻtə pə nu kunzìġġi̯ə] Ndr. Salomone si prendeva cento ducati per un consiglio! || BF Salamone.
salone [salónə] sm. Salone, Sala per ricevimenti, Sala da barba. || FB salòne.
salotte [salòttə] sm. Salotto. || ZO salot (1864).
salutà [salutà] v. Salutare.
salute [salùtə] sf. Salute. || sm. Saluto. || BA L’acque romp’i ponte, u vine dace a salute [l-àkku̯ə ròmbə i pòndə, u vìnə dǻčə a salùtə] l’acqua rompe i ponti, il vino dà la salute. || LR salute. || TF salùte. || PR ssalute.
salvagnune [salvaɲɲùnə] par. comp. lett. Salvando ognuno, Fatti salvi i presenti. || RM salvagnùne.
salviette [salvi̯èttə] sm. Tavagliolo. || SF Ce ne vonne de mesàle e salviètte pe spusà a quèlla là [čə nə vònnə də məsǻlə e ddə salvi̯èttə pə spusà a ku̯èlla llà] Ndr. Ce ne vogliono di tovagli e tovaglioli per sposare quella là. || VF salvietto (1841). || ZO salviet. || SF salviètte.
Sammechele [samməkélə] top. San Michele. || LA l’arche Sammechéle [l-àrkə samməkélə] Ndr. l’arco di San Michele.  || LA Sammechéle.
San Severe [san əvérə] top. San Severo.  || RN San-ëvérë.
sanate [sanǻtə] pp. e agg. Sanato.
sanatorie [sanatòri̯ə] sm. Sanatorio, Ospedale. || cfr. spedale [spədǻlə]
sande [sàndə] sm. Santo. || Locuz. sande meserìne. Malmesso. || LMG Passàte ‘a féste, gabbàte ‘u sante [passǻtə a fèstə, ġabbǻtə u sàndə] Ndr. Passata la festa, gabbato il santo.  || SG Quille éje sante che nen face grazie [ku̯ìllə èi̯ə sàndə ke  nən fǻčə ġrài̯ə] Ndr. Quello è un santo che non fa grazie. || CA¹ Sande. || FO santẹ.
sandelecandrese [sandələkandrésə] agg. e sm. Sannicandrese, Abitante di Sannicandro Garganico. || TF sandelecandrèse.
sane [sǻnə] agg. Sano. || SG¹ Quatte giuvene, belle, forte e sàne [ku̯àttə ğğùvənə, fòrtə e ssǻnə] Ndr. Quattro giovani, belli, forti e sani. || SG¹ sàne.
sanghe [sàṅġə sm. Sangue. || CS ammacchiáte de sanghe [ammakki̯ǻtə də sàṅġə macchiata di sangue. || LMG ‘A botta ‘ncàpe, e ‘u sanghe p’u pète [a bbòtta ṅġǻpə, e u sàṅġə p-u pétə Ndr. lett. La botta in testa, e il sangue dal piede. || NM nen ci facime ‘u sanghe amare già da mò! [nən čə fačìmə u sàṅġə amǻrə ğğà da mò! Ndr. Non facciamoci il sangue amaro già da ora! || TF sànghe. || CS sanghe.
sangive [sanğìvə] sf. Gengiva. || cfr. giangive [ğğanğìvə] || MAM i sanÈÏ¡ne̥ [i sanğìnə] le gengive. || MAM sanÈÏ¡ne̥. || FB sangeve.
sanguettare [saṅġu̯əttǻrə] sm. Sanguettaro, Persona che applicava le sanguisughe ai malati. || BA sanguettare.
sanguette [saṅġu̯èttə] sf. Sanguisuga, Mignatta. || MM sanguètte. || BA sanguette. || VF sanguetta (1841).
sanguigne [saṅġu̯ìɲɲə] agg. Sanguigno. || FB sanguègne.
sanzane [sanʒǻnə] sm. Sensale, Mediatore. || Anche zanzane, zanzale. || CL sanzane.
sapè [sapè] v. Sapere, Conoscere. || VC Fàlle sapè a màmmeta [fàllə sapè a mmàmmətə] Fallo sapere a tua madre. || VC Io te sàccio pìro [ìi̯ə tə sàččə pìrə ] Io ti conosco intimamente. || PR nen zaje che ssi pe mme, ‘a lune, ‘u sole [nə nǻi̯ə ke ssì ppə mme, a lùnə, u sólə] Ndr. non sai cosa sei per me, la luna, il sole. || PR Nen ze pòte màje sape' [nə nə pótə mǻi̯« sapè] Ndr. Non si può mai sapere. || CV sapè. || TF sape’.
saperse [sapèrsə] v. rifl. Sapersi. || Locuz. bune a ssaperse [bùne a ssapèrsə] Buono a sapersi.
sapone [sapónə] sm. Sapone. || TF sapòne. || LMG sapone.
sapunette [sapunèttə] sf. Saponetta. || FB  sapunètte.
sapute [sapùtə] pp., agg. e sost. Saputo. || LMG Chi fàce ‘u sapute, addevénte sapone [ki fǻčə u sapùtə, addəvèndə sapónə] Ndr. lett. Chi fa il saputo diventa sapone. || LMG sapute.
sarache [sarǻkə sf. Salacca, Aringa. || LR marasciûle ck’a saràche [marašùlə k-a sarǻkə] marasciuoli da saltare in padella don la salacca. || VC saràca. || BA sarache. || LR saràche.
sarachille [sarakìllə] sm. Aringa, Acciuga, Pesce conservato salato. || BA sarachielle.
saracine [saračìnə] sf. Fogna, Caditoia. || BA saracine. || FB saracene.
saramende [saramèndə] sm pl. Rami secchi della vite. || VC saramìente.
sarcenelle [sarčənèllə] sf. pl. Legna secca da ardere. || VC Fàsce de sarcenèlle [fàššə də sarčənèllə] Fastello di seccaticce. || VC sarcenèlle.
sargende [sarğèndə] sm. Sergente. || FB  sargènde.
sarole [sarólə] sf. Grosso recipiente di terracotta per acqua dalla capacità di circa 50 litri. || VC saròla. || LA saròle. || BA sarole.
sarte [sàrtə] sm. Sarto. || Anche cusetore [kustórə] || BP Pietro Limone ere u megghie sarte de Fogge [pi̯étro limónə érə u mèġġi̯ə sàrtə də fòğğə] Ndr. Pietro Limone era il miglior sarto di Foggia. || RN m« s ff«rmŒt« nda put¿j« d-u sart« [m« sò ff«rmǻt« nda putéi̯« d-u sàrt«] mi son fermato nella bottega del sarto. || BP sarte. || TF sàrte. || RN sart«.
Sasunde [sasùndə] pers. f. Assunta. || Anche Assundine [assùndìnə] || SF Né, Sasunte, te pare quèste l’ore di gemendà i cane che dormene? [nè, sasùndə, tə pǻrə ku̯èstə l-órə də ğğəməndà i kǻnə ke dòrmənə?] Ndr. Dimmi un po’, Assunta, ti pare questa l’ora di importunare i cani che dormono? || SF  Sasunte.
Savatore [savatórə] pers. m. Salvatore. || MP Savatò.
Saverie [savèri̯ə pers. m. Saverio. || EG Savèrie.
savezarille [savəzarìllə] sm. Piccolo piatto per dessert. || Anche zavezarille [zavəzarìllə]  || BA savzarielle.
savezicchie [savəzìkki̯ə sf. Salsiccia. || Anche zavezicchie. || VC savezìcchia.
sazie [sài̯ə agg. Sazio. || CS sazije. || CA sazie. || FO saiẹ.
sbagghie [ʃbàġġi̯ə sm. Sbaglio. || Anche sbaglie.
sbaglià [ʃbaľľà] v. Sbagliare. || BN Nun s-sbagliav maij! [n« ʃbaľľǻv« mǻi̯«!] Non si sbagliava mai! || RM sbagljà.
sbagliate [ʃbaľľǻtə] agg. e pp. Sbagliato. || FP tu, p mme, si n’angel sbagliat o nu diavl mancat [di̯àvələ] Ndr. tu, per me, sei un angelo sbagliato o un diavolo mancato. || FP sbagliat.
sbaglie [ʃbàľľi̯ə sm. Sbaglio. || Anche sbagghie. || CL sbaglie.
sbalanzà [ʃbalanʒà] v. Spalancare, Lanciare, Slanciare, Spingere, Sbattere. || SA Sbalànze ‘a fenèstre! [ʃbalànʒə] Apri completamente la finestra! || SA¹ sbalanzà’.
sbalijà [ʃbalii̯à] v. Uscire di senno, Vaneggiare, Parlare in modo sconclusionato. || BA sbalijà. || LA sbalejà.
sbalijate [ʃbalii̯ǻtə] agg. Sbalestrato, Folle, Scapestrato. || AO sbalijàte. || TF sbaliàte.
sbandate [ʃbandǻtə] pp. e agg. Sbandato. || TF sbandàte.
sbarbalacchie [Sbarbalàkki̯ə solo nella locuz. a sbarbalacchie. Alla rinfusa, In modo disordinato. || BA sbarbalacchie.
sbarre [ʃbàrrə] sf. Sbarra. || SA Arréte ‘e sbàrre [arrétə e ʃbàrrə] Dietro le sbarre. || RM sbàrre.
sbatte [ʃbàttə] v. Sbattere. || Locuz. sbatte 'i mane [ʃbàttə i mǻnə] Battere le mani, Applaudire; sbatte 'nderre [ʃbàttə ndèrrə] Tramortire, Cadere pesantemente per terra. || FB sbatte. 
sbatteminde [ʃbattəmìndə] sm. Turbamento, Angoscia, Stato di sofferenza. || RM sbattemìnde.
sberlunghe [ʃbərlùṅġə sf. Piatto o vassoio ovale. || FB sberlunghe.
sborre [ʃbòrrə] sf. Sperma, Liquido seminale maschile.
sbraità [ʃbraità] v. Sbraitare. || LR Assunde sbraitave cume e na dannate [assùndə ʃbraitǻvə kùme na dannǻtə] Ndr. Assunta sbraitava come una dannata.
sbregugnate [ʃbrəġuɲɲǻtə] pp. e agg. Svergognato, Sfacciato. || BA sbrevugnate. || LA sbrevugnàte.
sbruffe [ʃbrùffə sm. Spruzzo d’acqua fatto con la bocca. || BA sbruffe.
sbruffone [ʃbruffónə] sm. Sbruffone, Spaccone. || BA sbruffone.
sbrugghià [ʃbruġġi̯à] v. Sbrogliare. || Anche
  sbrugghiulà. || RM sbrugghjà.
sbrugghiulà [ʃbruġġi̯ulà] v. Sbrogliare. || Anche sbrugghià [ʃbruġġi̯à]  || BP stu fatte l’hagghia sbrugghiulà io a modo mije, l’è capite? [stu fàttə l-àġġi̯a ʃbruġġi̯ulà ìi̯ə a mmód mìi̯ə, l-è kapìtə?] Ndr. questo fatto lo devo sbrogliare io a modo mio, lo hai capito? || BP sbrugghiulà.
sbuffe [ʃbùffə sm. Sbuffo. || EG a sbuffe a sbuffe [a ʃbùffə a ʃbùffə] A nuvola a nuvola; le boccate di fumo che escono dai camini o anche quando si fuma. || EG sbuffe.
sburrà [ʃburrà] v. Eiaculare.
sburre [ʃbùrrə] sm. Modo di presentarsi della selvaggina. || BA sburre.
scacazze [skakàzzə sf. Paura, Fifa, Diarrea. || AO scacàzze.
scacazzone [skakazzónə] agg. Pauroso, Fifone. || RM scacazzòne.
scacchiatille [skakki̯atìllə] agg. Biricchino, Monello, Moccioso. || cfr. murvusille [murvusìllə] || BA scacchiatiello.
scadute [skadùtə] pp. e agg. Scaduto. || AO scadùte.
scagghione [skaġġi̯ónə] sm. Dente del giudizio. || BA scagghione. || FB scagghijòne. || RM scagghjòne.
scagghiuzzare [skaġġi̯uzzǻrə] sm. Scagliozzaro, Venditore di frittelle di farina di granturco. || SF scaghjùzzàre. || VC scagliuzzàre. || BF scagghiuzzáre. || EG scagghiuzzàre.
scagghiuzze [skaġġi̯ùzzə sm. Scagliozzo a forma triangolare, Frittella di farina di granturco. || cfr. strapizze [strapìzzə || RN skaggjuzz« e tturčənillə [skaġġi̯ùzzə e tturčənillə] Ndr. scagliozzi e torcinelli. || DLC scagnuzze cavete cavete [skaġġi̯ùzzə kàvədə kàvədə] frittelle calde calde. || VC scgliùozze. || BA scagghiuozze. || MM¹ scagliuzze. || DLC scagnuzze. || BF scaggiuuûozze. || LR scagghiùzze. || RN skaggjuzzə.
scagnà [skaɲɲà] v. Scambiare, Cambiare. || LA scagnà.
scagnate [skaɲɲǻtə] pp. e agg. Scambiato, Sbiadito, Scolorito. || LA scagnàte.
scagne [skàɲɲə] sm. Incappucciati che a pagamento accompagnavano il defunto al cimitero. || BA scagne.
scalandrone [skalandrónə] sm. Scala di legno che portava al solaio o al terrazzo. || agg. Uomo alto e robusto. || FB scalandròne. || BA scalandrone.
scale [skǻlə] sf. Scala. || TF scàle.
scalere [skalérə] sf. Arbusto usato come combustibile. || BA scalère.
scalfà [skalfà] v. Riscaldare. || Anche scarfà [skarfà] || BA Nen se scalfe e manche s’addefredde [nən sə skàlfə e mmàṅġə s-addəfrèddə] Ndr. Non si scalda e neanche si raffredda. || LA scalfà.
scalfasegge [skalfasèğğə] agg. Scaldaseggiole, Indolente, Sfaticato. || RM scalfasègge.
scalfatorie [skalfatòri̯ə sm. Riscaldamento. || RM scalfatòrije.
scalvaccà [skalvakkà] v. Scavalcare. || RM scalvaccà.
scamace [skamǻčə] Di persona senza grande valore, da niente. || FB scamàce.
scambà [skambà] v. Sfuggire ad una situazione pericolosa, Spiovere. || CS Andò lampe scampe, ndo’ ntrone chijove [andò làmbə skàmbə, ndò ndrónə ki̯óvə] Ndr. Dove lampeggia spiove, dove tuona priove. || LA scampà.
scambate [skambǻtə] pp. e agg. Spiovuto, Sfuggito ad un pericolo. || FB scampàte.
scambele [skàmbələ] sm. Scampolo. || VF scampolo (1841).
scamorze [skamòrzə sf. Scamorza. || BA scamorze.
scambanijà [skambanii̯à] v. Suonare le campane, Scampanare. || RM scampanijà.
scanagghià [skanaġġi̯à] v. Indagare, Interrrogare per sapere notizie. || lett. Lasciare liberi i cani. || ML Nen d’ ne ‘garecanne ca ‘u sacce ije a chi agghja scanagghjà mo che dumane [nən tə ṅġarəkànnə ka u sàččə ìi̯ə a kki  àġġi̯a skanaġġi̯à mò ke dumǻnə] Ndr. Non preoccuparti che so io chi devo interrogare domani. || ML  scanagghjà.
scanesciute [skanəššùtə] pp. e agg. Sconosciuto, Non ancora noto. || RM scanesciùte.
scangellà [skanğəllà] v. Cancellare. || Anche cangellà.
scannà [skannà] v. Scannare. || LMG ‘A figghia mope, ‘a scanne ‘a mamme [a fìġġi̯a mópə a skànnə a màmmə] Ndr. lett. La figlia muta la scanna -capisce- la madre. || LA scannà.
scannagge [skannàğğə] sm. Mattatoio, Macello. || FB scannagge.
scannaruzzate [skannaruzzǻtə] agg. Scollato. || TF sèmbe vestìte a mòde ... sènza vèste scannaruzzàte [sèmbə vəstìtə a mmódə ... sèna vèstə skannaruzzǻtə]  Ndr. sempre vestita a modo ... senza abiti scollati. || TF scannaruzzàte.
scannate [skannǻtə] pp. e agg. Scannato. || TF scannàte.
scanzije [skanʒìi̯ə sf. Scansia, Mobile senza ante a più ripiani, Scaffale, Mensola. || SA Dóje scanzìje cchiù àvete [dói̯ə skanʒìi̯ə kki̯ù àvətə] Due scansie più alte. || FB scanzeij. || VF scanzia (1841).
scapecerrate [skapəčərrǻtə] pp. e agg. Scapestrato, Sfrenato, Dissoluto. || PR Nu passarille assaje scapecerrate [nu passarìllə assǻi̯ə skapəčərrǻtə] Ndr. Un passerotto assai scapestrato. || LA scapecerràte.
scapelà [skapəlà] v. Terminare il lavoro. || LA scapelà.
scapelature [skapəlatùrə] sm. Girello, Specie di gabbia montata su ruote in cui si introduce il bambino che impara a camminare. || SF scapelatùre. || VC scapolatùre. || MM skapulatúre. || VF scapulaturo (1841).
scapezzà [skapəzzà] v. Piegare involontariamente la testa a causa di un colpo di sonno. || Anche scapuzzijà. || RM scapezzà.
scapezzaculle [skapəzzakùllə] sm. Scavezzacollo. || RM scapezzacùlle.
scapezzate [skapəzzǻtə] pp. e agg. Sbrigliato, Piegato la testa per il sonno. || RM scapezzàte.
scappate [skappǻtə] pp. e agg. Scappato, Sfuggito. || EG ‘u pizzele m’è scappàte e tinatille! [u pìzzələ m-è skappǻtə e ttinatìllə!] Ndr. il pizzicotto mi è scappato e tienitelo! || EG  scappàte.
scapuzzijà [skapuzzii̯à] v. Piegare la testa facendo la pennichella da seduti. || Anche scapezzà. || LA scapuzzijà.
scarafone [skarafónə] sm. Scarafaggio, Sca-
  rabocchio. || SA ògne scarafóne è bbèlle a’
  màmma sùje [òe skarafónə è bbèllə a màmma sùi̯ə] ogni scarafaggio è bello per la sua mamma. || cfr. munacelle [munačèllə] || VF scarafone (1841).
scarapucchià [skarapukki̯à] v. Scaraboc-chiare.
scaravatte [skaravàttə] sm. Tabernacolo, Piccolo armadio per raccogliere e mettere in mostra argenteria, Scarbattolo. || VC scaravàtte. || SF scaravatte.
scarcagnate [skarkaɲɲǻtə] agg. Malridotto, Scarcassato. || RM scarcagnàte.
scarcioffele [skarčòffələ] sf. Carciofo. || cfr. carciofele [karčòfələ] || VC scarciòfola.
scarfà [skarfà] v. Riscaldare. || FB scarfà.
scarfalitte [skarfalìttə] sm. Scaldaletto. || SF Vèrgena Sante propije a mè maviva manna a stu sòrte de scarfalitte [vèrğəna sàndə, pròpi̯ə  a mme m-avìva mannà a stu sòrtə də skarfalìttə] Ndr. Vergine Santa, proprio a me dovevi mandare quasta sorta di scaldaletto. || SF scarfalitte.
scarnate [skarnǻtə] agg. Disabitato, Svezzato. || LA scarnàte.
scarogne [skaròɲɲə] sf. Scalogna, Disdetta, Sfortuna. || LR scarogne.
scarpare [skarpǻrə] sm. Calzolaio. || CS U scarpáre chi scarpe rotte [u skarpǻrə k-i skàrpə ròttə] Ndr. Il calzolaio con le scarpe rotte. || ZO scarpeur (1864) || LR scarpàre. || CS scarpáre.
scarparille [skarparìllə] sm. Ciabattino. || RM scarparìlle.
scarpe [skàrpə sf. Scarpa. || SA M’àgghie accattáte nu páre de scàrpe nóve [m-àġġi̯ə akkattǻtə nu pǻrə də skàrpə nóvə] Ho comprato un paio di scarpe nuove. || LMG Nen me sciupanne i scarpe, me fàie pérde ‘a sorte [nən mə ššupànnə i skàrpə, mə fǻi̯ə pèrdə a sòrtə] Ndr. Non mi sciupare le scarpe, mi fai perdere la fortuna. || MM¹ Tu aiä truvà la formë da scarpa tujä [tu è truu̯à a fòrmə d-a skàrpa tùi̯ə] Tu devi trovare la forma della tua scarpa. || MM¹ scarpa. || LMG scarpe.
scarpette [skarpèttə] sf. Scarpetta. || Locuz. fa’ ‘a scarpètte [fà a skarpèttə] Raccogliere con il pane il condimento rimasto nel piatto. || LA scarpètte.
scarpille [skarpìllə] sm. Scalpello. || RM scarpìlle.
scarpette [skarpèttə] sf. Scarpetta. ||
scarpine [skarpìnə] smf. Scarpino/scarpina. || ZO li scarpin deu ball [i skarpìnə da bbàllə] gli scarpinid da ballo. || ZO scarpin (1864)
scarze [skàrzə] agg. Scarso. || SA Stèmme scàrze a fetìnde [stèmmə skàrzə a ffətìndə] lett. Stavamo scarsi a fetenti. || RM scàrze.
scasciate [skaššǻtə] pp. e agg. Schiacciato, Scassato;  anche  soprannone  di persona col
  naso rotto. || SA Téne ‘u náse scasciáte [ténə u nǻsə skaššǻtə] Ha il naso schiacciato. || SF scasciàte.
scatenate [skatənǻtə] pp. e agg. Scatenato. || LR nu tore scatenàte [nu tórə skatənǻtə] Ndr. un toro scatenato. || LR scatenàte.
scatene [skaténə] sf. Pettine. || cfr. pettene, pettenesse. || LA scatène.
scavedà [skavədà] v. Riscaldare. || RM  scavedà.
scavedate [skavədǻtə] pp. e agg. Riscaldato, Pappa molle. || SA Sì’ pròbbete ‘na scavedáte [sì pròbbətə na skavədǻtə] Sei proprio una riscaldata -una pappa molle-. || RC scav’d’t’.
scavedatille [skavədatìllə] sm. Scaldatello, Taralluccio bollito. || RC scav’datill’.
scavezacane [skavəzakǻnə] sm. Misero, Povero. || lett. Cane scalzo. || NM scavizacane.
scaveze [skàvəzə agg. Scalzo. || TF Tu e jì scàvaze a Madònne di ‘Ngurnàte! [tu è i̯ì skàvəzə a madònn-iṅġurnǻtə!] Ndr. Tu devi andare scalza alla Madonna dell’Incoronata ! || LA scàveze. || NC scauze. || TF scàvaze.
scavutà [skavutà] v. Ricercare, Rovistare, Frugare, Cercare. || FB scavutà.
scazzamurille [skazzamurìllə] sm. Folletto. BP stu scazzamurille che vede ogni tante che gheje, saranne i pensire mije? [stu skazzamurìllə ke védə òe ttàndə ke ghèi̯ə, sarrànnə i pənìrə mìi̯ə?] Ndr. questo folletto che vedo ogni tanto che cos’è, saranno i miei pensieri? || BP scazzamurille. || BA scazzamurielle.
scazzechijà [skazzəkii̯à] v. Stuzzicare.
scazzette [skazzèttə] sf. Berretto senza visiera, Berrettina del prete. || TF A fertùne è ‘na scazzètte ... chi s’a lève e chi s’a mètte! [a fərtùnə è na skazzèttə... ki s-a lévə e kki s-a mèttə!] Ndr. La fortuna è una berrettina ... chi se la toglie e chi se la mette! || TF scazzètte. || VF  scazzetta (1841).
scazzille [skazzìllə] sm. Cispa, Secrezione viscosa che si accumula tra le palpebre. || SF tène i scazzille a l’ucchije che assemègghine duje cicere [ténə i skazzìllə a l-ùkki̯ə ke assəmmèġġi̯ənə dùi čìčərə] Ndr. lett. Ha delle cispe agli occhi che sembrano due ceci. || FB scazzèlle. || SF scazzille.
scazzose [skazzósə] agg. f. Cisposa. || m. scazzuse [skazzùsə] || FC skazzose.
scazzuse [skazzùsə] agg. m. Cisposo. || f. scazzose. || FB scazzuse.
scazzusille [skazzusìllə] agg. Cisposo, Ragazzino con le cispe agli occhi. || RM scazzusìlle.
scazzuttate [skazzuttǻtə] sf. Scazzottata. || LA
  scazzuttàte.
scellate [šəllǻtə] agg. e sm. Storpio. || sf. Batosta. || lett. Senza ali. || FB scellàte.
scellechijà [šəlləkii̯à] v. Svolazzare. || Anche scillechijà. || RM scellechijà. 
sceme [šémə] agg. Deficiente, Scemo. || TF sscème. || CL sceme.
scennatore [šənnatórə] sf. Discesa, Strada in discesa. || RM scennatòre.
scenne [šènnə] v. Scendere. || Anche ascenne [aššènnə] || RM scènne. || FO scennẹ. || [fg. scèndere - ital. scéndere]
Sceppulle [šəppùllə] pers. m. Giuseppe. || GE
  Scippullo.
scerpetigghie [šərpətìġġi̯ə] sf. pl. Cianfrusaglie. || BA scirpitigghie.
sceruppate [šərupptə] agg. Noioso. || RM sceruppàte.
sceruppe [šərùppə sm. Sciroppo. || CS U scerúppe ínte o buttiglijone u velène inte a buttiglijozze [u šərùppə índ-o bbuttəľľónə, u vəlénə ìnd-a bbuttəľľòzzə] Ndr. Lo sciroppo nel bottiglione, il veleno nella bottiglietta. || TF scerùppe. || CS scerúppe.
scervellà [šərvəllà] v. Scervellarsi, Pensare molto per trovare una soluzione. || LA  scervellà.
schemmove [skəmmóvə] v. Muovere. || SA Nen se schemmóve manghe k’i cannunáte [nən sə skəmmóvə màṅġə k-i kannunǻtə] Non si muove neanche con le cannonate. || RM skemmòve.
schemmunecà [skmmunəkà] v. Scomunicare. || RM skemmunecà.
schemmunecate [skəmmunəkǻtə] pp. e agg. Scomunicato. || RM skemmunecàte.
schemmuneche [skəmmùnəkə sf. Scomunica. || RM skemmùnecke.
schengiure [skənğùrə] sm. Scongiuro. || EG ma facènne i schengiure e ck'a 'bbona salute, si porte 'bbune, a la facce de chi 'nze ne cure [ma fačènnə i skənğùrə e  kk-a  bbóna salùt«, s-i pòrt« bbùn«, a fàčč« də ki nə n« kùr«] Ndr. ma facendo gli scongiuri ed una augurio di buona salute, se li porta bene, alla faccia di chi non se ne cura. || EG  schengiure.
schercione [skərčónə] sm. Ronzino, Cavallo vecchio e malandato. || EG ’u ciucce scher-cione, p’abbiarese ‘a matine, ce metteàve trè ore [u čùččə  skərčónə, p-abbii̯àrsə a matìnə, čə məttévə tre órə] Ndr. l’asino vecchio e malandato, per avviarsi la mattina, ci metteva tre ore. || EG scherccione. || BA schercione. || SF scherciòne.
schernuzze [skərnùzzə sm. Lucciola, Sbornia. || LA ‘U scarafone e ‘u schernuzze [u skarafónə e u skərnùzzə] Ndr. Lo  scarafaggio  e  la  lucciola.  || LA  schernuzze.
scherzone [skərzónə] sm. Schiaffone. || pl. scherzune. || BA scherzone.
schesute [skəsùtə] pp. e agg. Scucito, Strappato. || Anche scusute. || BA schesute.
schianate [ski̯anǻtə] pp. e agg. Spianato. || agg. Spiantato. || sf. Pagnotta di pane di montagna. || VMG schianätä.
schiove [ski̯óvə] v. Spiovere, Smettere di  piovere.
sciabbulate [šabbulǻtə] sf. Sciabolata. || MG Giargianè, 'u Turche cumparme te vete, t'a ficche 'na sciabbulata ncuorpe! [ğğarğanè, u tùrkə kumbàrəmə tə vètə, t-a fìkkə na šabbulǻta ṅġùrpə!] Ndr. Polentone, il Turco non appena ti vede, ti ficca una sciabolata in corpo. || MG sciabbulata.
sciacquà [šakku̯à] v. Sciacquare. || LA  sciacquà.
sciacque [šàkku̯ə agg. Sconclusionato, Dispersivo, Inconcludente. || RM sciàcque.
sciaddeje [šaddèi̯ə agg. f. Sciatta, Trascurata, Trasandata. || LA sciaddèje.
scialà [šalà] v. Scialare, Essere prodigo. || LA scialà.
scialenghe [šalèṅġə agg. e sm. Dislalico, in particolare chi non pronuncia bene la consonante s. || TF scialènghe. || BA scialenghe.
Sciallette [šàllèttə] sopr. Scialletta. || SA Nzia máje se n’addóne, qua facìme tùtte quànde ‘a fìne Sciallètte [nʒi̯a mǻi̯ə sə n-addónə, kku̯à fačìmə tùttə ku̯àndə a fìnə šàllèttə] Non sia mai se ne accorge, facciamo tutti la fine di Scialletta -una brutta fine-. || CD Ha fatte a fine de Sciallètte, da patrune de bastemènte, a barche d’affítte [à ffàtt« a fìn« d« ššallètt«, da patrùn« də bbast«mènd« a bbàrk« d-affìtt«] Ndr. Ha fatto la fine di Scialletta, da padrone di bastimento, ad affittuario di barca. || CD Sciallètte.
scialpijà [šalpii̯à] v. Balbettare. || LA  scialpijà.
sciambagnone [šambaɲɲónə] sm. Compagnone, Spendaccione. || AO sciambagnòne.
sciambrecone [šambrəkónə] sm. Chi indossa abiti molto larghi. || RM sciambrecòne.
sciammerghe [šammèrġə sf. Camicia, Blusa. || SG A i femmene i preparene a sciammerghe [e fèmmənə i prəpàrənə a šammèrġə Ndr. Alle donne preparano la camicia. || SG sciammerghe.
sciandose [šandósə] sf. Sciantosa, Cantante di caffè concerto. || CA ‘A gende “Scjantòse” te chiamàve te segnàve a dite ch’ desprézze [a ğğèndə šandósə tə ki̯amǻvə, tə səɲɲǻvə a ddìtə kə ddəsprèzzə] La gente “Sciantosa” ti chiamava, ti indicava col dito con disprezzo. || CA scjantòse.
sciangate [šaṅġǻtə] agg. Sciancato, Storpio. ||
  RM sciangàte.
sciapite [šapìtə] agg. Scipito, Senza sale. || RM sciapìte.
sciarabballe [šarabbàllə] sm. Calesse, Carretino, Biroccio. || MM sciarabálle.
sciarre [šàrrə] sf. Lite. || Locuz. a sciarre [a ššàrrə] A lite. || VC Face asciàrre [fǻčə a ššàrrə] Fa lite; Stace asciàrre [stǻčə a ššàrrə] Sta in litigio. || VC asciàrre.
sciarrone [šarrónə] sm. Caldaia di grandi dimensioni.
sciascella [šašèlla] sf. Sorella maggiore. || Anche sciascelle [šašèllə] || AM ‘Na vote ‘a cajnàte decìje a sciascélla mije: -Giggine ‘u pechescine se vole mo’ nzurà! [na vótə a kainǻtə dəcìi̯ə a  ššašèlla mìi̯ə: - ğiğğìnə u pəkəššìnə sə vólə mò nurà!] Una volta la cognata disse a mia sorella: Gigino il bellimbusto si vuole sposare! || AM sciascélla.
sciascelle [šašèllə] sf. Sorella maggiore. || Anche sciascella. || m. sciascille. || LA sciascèlle. || ML sciascelle.
sciascèppe [šascèppə] sm. Fratello maggiore. || SF sciascèppe.
sciascijà [šašii̯à] v. Rilassarsi in un posto comodo, come il letto. || RM sciascijà.
sciascille [šašìllə] sm. Fratello. || f. sciascelle [šašèllə] || RM sciascìlle.
scigne [šìɲɲə] sf. Scimmia. || RM scìgne.
scille [šìllə] sf. Ascella, Ala. || VC ascèlla.
scillechijà [šilləkii̯à] v. Svolazzare. || Anche scellechijà. || RM scillechijà. 
scinze [šìnʒə] sf. Scienza. || EG ‘sscinze.
sciò [šò onomat. Sciò, Via di qua. ||  MA scio’.
sciocche [šòkkə agg. f. Sciatta, Sporca. || al m. sciucche. || RM sciòccke.
sciogghie [šòġġi̯ə v. Sciogliere. || RM  sciògghije.
sciolde [šòldə] sf. Diarrea, Colica. || RM sciòlde.
sciopere [šòpərə sm. Sciopero. || GE sciopr’.
scioppagangale [šoppaġaṅġǻlə] sm. Dentista. || RM scioppagangàle.
sciosciamosche [šoššamòskə sm. Scacciamosche. || cfr. cacciamosche. ||  RM sciosciamòske.
scitte [šìttə] inter. Via di qua. || RM scìtte.
sciucapanne [šukapànnə] sm. Asciugatoio, Intelaiatura a cupola che si poneva sul fuoco per poggiarvi i panni da asciugare, Trabiccolo. || RM sciugapànne.
sciucche [šùkkə agg. Trasandato, Sporco. || f. sciocche. || SG sciukke.
sciugghie [šùġġi̯ə] sm. Loglio, Pianta grami-
  nacea utilizzata come foraggio. || MM  sciugghie.
sciulà [šulà] v. Scivolare. || Anche sciuvelà.
sciulate [šulǻtə] pp. e agg. Scivolato. || Anche sciuvelate.
sciulende [šulèndə] agg. Scivoloso. || Anche sciuvulende.
sciulse [šùlsə] sf. Erba selvatica sottilissima commestibile. || SF sciùlse.
sciummate [šummǻtə] agg. Zoppo, Claudicante. || cfr. ciunghe. || SF sciumàte.
sciumme [šùmmə] sm. Gobba. || BA  sciumme.
sciuppà [šuppà] v. Strappare, Togliere con uno strattone, Staccare, Ricavare. || CL se ne me danne ‘i pallucce ‘i scijoppe ‘a cape [sə nə mmə dànnə i pallùččə i šòpp-a kǻpə] Ndr. se non mi danno -restituiscono- le biglie, gli stacco la testa.  || SA¹ sciuppà’. || LA sciuppà.
sciuppate [šuppǻtə] pp. e agg. Strappato, Tolto con la forza. || AO sciuppàte.
sciuscià [šuššà] v. Sventagliare, Ventilare, Soffiare il naso. || LA sciuscià.
sciuvelà [šuu̯əlà] v. Scivolare. || Anche sciulà. || LA sciuvelà.
sciuvelate [šuu̯əlǻtə] pp. e agg. Scivolato. || Anche sciulate [šulǻtə] || TF p’a prèsce so’ scevulàte, e so’ jùte a fenèsce o ‘spedàle [p-a prèššə sò ššuu̯əlǻtə, e ssò i̯ùtə a ffənèššə ó spədǻlə] Ndr. per la fretta sono scivolata, e sono andata a finire all’ospedale. || TF scevulàte. || LC  sciuvelate.
sciuvete [šùvətə] pp. e agg. Sciolto. || Anche sciulde. || RM sciùvete.
sciuvulende [šuvulèndə] agg. Scivoloso. || Anche sciulende.
sckacche [škàkkə sm. Rossore, Chiazza rossa in viso. || SF sckacche.
sckacchette [škakkèttə sm. Rossello, Pomelli rossi sulle guance. || GF¹ sckacchette.
sckafareje [škafarèi̯ə sf. Grosso recipiente di argilla per la cucina. || EG sckafarèie. || BA schiaffareje. || MG schiafareje.
sckafarole [škafarólə] sf. Recipiente di grosse dimensioni.
sckaffà [škaffà] v. Ficcare  dentro  con  forza,
  Intromettere, Schiaffare. || Locuz. sckaffà ìnde [škaffà ìndə] Mettere dentro, Conficcare. || LA sckaffà. || BA schiaffà.
sckàffe [škàffə sm. Schiaffo. || BA schaffe. || MAM škáffe̥.
sckaffijà [škaffii̯à] v. Schiaffeggiare. || LA sckaffijà. || BA schiaffià.
sckamà [škamà] v. Lamentarsi, Schiamazzare. || LA sckamà.
sckanà [škanà] v. Lavorare la pasta. || LA sckanà.
sckandà [škandà] v. Spaventarsi, Impaurire. || LA sckandà. || BA schiandà.
sckandate [škandǻtə] pp. e agg.  Spaventato. || RM sckandàte.
sckande [škàndə] sm. Spavento. || BA schiande.
sckanije [škanìi̯ə sf. pl. Colpi di calore, Rossore, Sudore freddo, Malore. || BA schianije.
sckappe [škàppə sf. Pezzetto di legno. || RM sckàppe.
sckarde [skàrdə] sf. Scheggia di legno. || BA schiarde.
sckarole [škarólə] sf. Scarola, Insalata indivia. || BA schiaròle.
sckartellate [škartəllǻtə] agg. Difettoso. || RM sckartellàte.
sckatele [škàtələ] smf. Scatolo, Scatola. || SA Quìste è ‘nu bbèlle sckàtele pe’ mmètte ‘a rròbbe da ìnde [ku̯ìstə è nu bbèllə škàtələ pə mmèttə a rròbbə da ìndə] Lett. Questo è un scatolo buono -robusto- per metterci dentro la roba -da conservare-.
sckatelelle [škatəlèllə] sf. Scatoletta. || RM sckatelèlle. || [fg. scatolètta - ital. scatolétta]
sckattà [škattà] v. Schiattare, Crepare, Scoppiare. || ML ‘U crijature s’è duscetate e se stace sckattanne de chiande [u kriatùrə s-è dduššətǻtə e sə stǻčə škattànnə də ki̯àndə] Ndr. Il bambino -neonato- si è svegliato e sta piangendo -scoppiando dal pianto-. || LA sckattà. || BA schiattà.
sckattachegghiune [škattakəġġi̯ùnə] sf. Erba selvatica a forma d'uo¬vo. || SF sckattachigghiùne.
sckattacore [škattacórə] locuz. a sckattacore. Da far scoppiare il cuore. || lett. Scoppia cuore. || RM sckattacòre.
sckattamurte [škattamùrtə] sm. Becchino. || lett. Scoppia morto. || DPM Stache decenne e sckattamurte che a casce e piccule e nen ce vace a là inde [stǻkə dəčènnə è škattamùrtə ke a kàššə è pìkkulə e nən čə vǻčə a llà ìndə] Ndr. Sto dicendo ai becchini che la cassa è piccola e -il morto- non ci và lì dentro. || DPM sckattamurte. || BA schiattamuorte.
sckattate [škattǻtə] pp. e agg. Scoppiato, Prigro, Lento. || SF sckattàte.
sckattijà [škattii̯à] v. Battere le mani facendo rumore, Scoppiettare. || LA sckattijà.
sckattone [škattónə] sm. Grossa tazza di latte
  per la colazione.
sckattulle [škattùllə] sm. Rosolaccio, Papave-
  ro selvatico. || TF jànghe e rròsce k’i schattùlle ‘m bbàcce [ßàṅġə e rròššə k-i škattùllə mbàččə]  Ndr. bianca e rossa con le guance rosse come i papaveri. || SF sckatulle. || MM skattúlle. || TF schattùlle.  || BA schiattuole.
sckattuse [škattùsə] agg. Noncurante, Strafottente, Arrogante. || RM sckattùse.
sckefuse [škəfùsə] agg. Schifoso, Repellente, Sudicio, Scorretto. || RM sckefùse.
sckenille [škənìllə] agg. Magrissimo, Consunto, Macilento, Sfaticato. || BA schenielle.
sckeselle [škəsèllə] sf. Contenitore per alimenti rotondo.
sckesette [škəsèttə] sf. Contenitore per alimenti quadrato.
sckette [škèttə] agg. Schietto, Sincero, Bravo, Ingenuo. || RM sckètte.
sckife [škìfə sm. Schifo, Ripugnanza, Ribrezzo. || GA Skitte che ce penze me mette skife [škìttə ke čə pènə mə mèttə škìfə] Ndr. Solo che ci penso mi viene il ribrezzo. || CV facijm sckif [fačìmə škìfə] Ndr. facciamo schifo. || CV sckif. || GA skife.
sckitte [škìttə] avv. Solamente, Soltanto, Solo. || LE Sckitté ca m'arrecordé me send' arrezzenì li carne [škìttə ka m-arrəkòrdə mə sèndə arrəʒʒənì i kàrnə] Solo che ricordi, mi sento accapponare la pelle. || LE sckitté. || NM sckitte. || BM schitte. BM skitte.
sckuffie [škùffi̯ə sf. Cuffia. || RM sckùffije.
sckufije [škufìi̯ə sf. Schifo, Schifezza, Sporcizia. || MA D’ceva ‘nu cumpagne mije: ‘mbà, sta vita nostra é tutta na shkfie [dəčévə  nu kumbàə mìi̯ə: mbà, sta vìta nòstrə è tùttə na škfìi̯ə] Ndr. Diceva un mio amico: compare, questa nostra vita è -tutta- uno schifo. || MA shkfie.
sckumà [škumà] v. Liberare dalla schiuma.
sckumarelle [škumarèllə] sf. Schiumarola. || Anche sckumarole. || SF sckumarèlle.
sckumarole [škumarólə] sf. Schiumarola, Mestolo forato. || Anche sckumarelle [škumarèllə] || BA schiumarole. || [fg. schiumaróla - ital.  schiumaròla]
sckumazze [škumàzzə] sf. Schiuma sporca. || SF sckumazze.
sckume [škùmə] sf. Schiuma. || RM sckùme.
sckuppà [škuppà] v. Scoppiare. || CS Andò sckoppe ndrone [andò škòppə ndrónə] Ndr. Dove scoppia lì tuona. 
sckuppettate [škuppəttǻtə] sf. Schioppettata, Fucilata, Pistolettata.
sckuppette [škuppèttə] sf. Fucile, Pistola. || LA sckuppètte. || BA schiuppette.
scolabbrode [skolabbródə] sm. Scolabrodo. ||
  RM scolabròde. || [fg. scolabródo - ital.  scolabròdo]
scolamaccarone [skolamakkarónə] sf. pl. Scolapasta. || BA scolamaccarone.
scole [skólə] sf. Scuola.  || BF scole. || [fg. scuóla - ital. scuòla]
scolle [skòllə] sf. Fazzoletto che fascia la fronte contro il mal di testa, Panno che la pettinatrice poneva sulle spalle della cliente. || cfr. faccelettone. || NM¹ scoll.
scongiajuche [skonğai̯ùkə par. comp. Guasta feste, Persona che dà fastidio. || BA sconciajuoche.
scope [skópə sf. Scopa. || SG Quelle stace sempe ke ‘na scope mizz’a vije [ku̯èllə stǻčə sèmbə kə na skópə mmìʒə a vìi̯ə] Ndr. Quella sta sempre con una scopa in mezzo alla strada. || SG scope.
scorciacavalle [skorčakavàllə] sm. Macellaio, Addetto alla macellazione dei cavalli. || BA scorciacavalle.
scorciacrape [skorčakrǻpə sm. Vento freddo che fa ammalare le capre. || FB scorcia-cràpe.
scorre [skòrrə] v. Scorrere. || RM scòrre.
scorza [skòrz sf. Scorza, Corteccia, Buccia, Guscio, Corazza. || agg. f. Avara. || Anche scorze [skòrzə || VC Scòrza d’ove, de nùce e de nucèlle [skòrz d-óvə, də nùčə e ddə nučèllə] Ndr. Guscio di uova, di noci e di nocciole. || VC Scòrza de cuchìglia [skòrzə də kuku̯ìľľə] Nicchio. Ndr. Conchiglia di mollusco. || VC Scòrza de la cestùnia [skòrzə d-a čəstùni̯ə] Ndr. Corazza della tartaruga. || VC scòrza. 
scorze [skòrzə sf. Scorza, Corteccia, Buccia, Guscio, Corazza. || agg. f. Avara. || Anche scorza [skòrza || TF nen te facènne i scòrze 'n ggànne, quìste è rapecòne, nen ghèsce nìnde [nə ndə fačènnə i skòrzə ṅġànnə, ku̯ìstə è rapəkónə, nə ṅġèššə nìndə] Ndr. lett. non ti fare le scorze in gola, questo è avaro, non esce niente. || TF scòrze.
scrafagnille [skrafaɲɲìllə] agg. e sm. Ragazzino. || RM scrafagnìlle.
screvanije [skrəvanìi̯ə] sf. Scrivania. || FP vide sott a scrivanije [vidə sòtt-a skrəvanìi̯ə]  Ndr. guarda sotto la scrivania. || FP scrivanije.
scrianzate [skrianʒǻtə] agg. Screanzato, Ma-
  leducato. || ML scrianzate.
scrime [skrìmə] sf. Scriminatura. || FB screme.
scritte [skrìttə] pp. e sm. Scritto. || sf. Scritta, Iscrizione.  || CV scritt. || CL scritte.
scrive [skrìvə]  v. Scrivere,  Descrivere.  || BA
  Chi te sape te scrive [ki tə sǻpə tə skrìvə] Chi ti consoce ti descrive. || RN m-aggj« fatt« skröv« [m-àġġi̯ə fàtt« skrìv«] me la sono fatta scrivere || RN skröv«
scrocche [skròkkə solo nella locuz. a scrocche [a skròkkə Gratis, Senza pagare nulla. || SF scrocche.
scrujate [skrui̯ǻtə] sm. Frusta. || MA ‘u scrujate p’u cavalle [u skrui̯ǻtə p-u kavàllə] Ndr. la frusta per il cavallo. || SF scrujàte. || MA scrujate.
scrujatate [skrui̯atǻtə sf. Frustata, Colpo di frusta. || LR scuriatàte.
scucchià [skukki̯à] v. Sconnettere, Disunire, Separare. || RM scucchjà.
scucchiande [skukki̯àndə] agg. Fastidioso, Molesto, Scocciante, Seccante, Inconcludente, Che sconnette. || RM scucchjànde.
scucchiate [skukki̯ǻtə] pp. e agg. Diviso, Separato. || RM scucchjàte.
scuccià [skuččà] v. Seccare, Scocciare. || BP quille se sarà scucciate d’aspettà [ku̯ìllə sə sarrà skuččǻtə d-aspəttà] Ndr. quello si sarà scocciato di aspettare. || RM  scuccià.
scudelle [skudèllə] sf. Scodella. || ZO scudell (1864).
scuffulà [skuffulà] v. Crollare, Cadere in pezzi. || SF scuffulà.
scuffulate [skuffulǻtə] sm., agg. e pp. Edificio crollato o malridotto. || TF scuffelàte.
sculà [skulà] v. Scolare, Deperire. || BA puzza sculà [pùzza skulà] augurio di vedere deperire lentamente come si consuma la candela. Ndr. lett. Che tu possa deperire. || LA sculà.
sculacchiate [skulakki̯ǻtə] agg. Fortunato.
sculare [skulǻrə] sm. Scolaro. || BA sculàre pennangule [skulǻrə pennaṅġùlə] giovane studente. || BF La vite d’li sculáre e la scole de San Ghitáne [a vìtə d-i skulǻrə e  a skólə də sàn ġitǻnə] Ndr. lett. La vita degli scolari e la scuola di San Gaetano. || BF sculáre. || TF sculàre.
sculatore [skulatórə] sf. Scolatura, Liquido scolato. || AO sculatòre.
scumbagnà [skumbaɲɲà] v. Litigare, Rompere l’amicizia.
scumbarì [skumbarì] v. Scomparire, Fare una brutta figura. || LA scumparì.
scumbigghie [skumbìġġi̯ə sm. Scompiglio. || RM scumbìgghije.
scumbone [skumbónə] v. Scomporre. || LE  scumbóne.
scummesse [skummèssə] sf. Scommessa. || RM scummèsse. || [fg. scommèssa - ital. scomméssa]
scummette [skummèttə] v. Scommettere. || RM scummètte. || CL scummette.
scundà  [skundà] v.  Scontarsela,  Prendersela
  con qualcuno. || AO scundà.
scundrà [skundrà] v. Scontrare.
scungià [skunğà] v. Guastare, Importunare, Dare fastidio. || CA N’scungiânne ‘u cane ca dorme [nə skunğànnə u kǻnə ka dòrmə] Ndr. Non importunare il cane che dorme. || BM So costrette a scunciarve pe’ nu fatte serie, urgentissimo [sò kkostrèttə a skunğàrvə pə nu fàttə sèri̯ə, urğentìssimo] Ndr. Sono costretto ad importunarvi per una questione seria, urgentissima. || RM scungià.
scunucchià [skunukkià] v. Vacillare, Non avere forza nelle gambe. || RM scunucchijà.
scunzulate [skunʒulǻtə] pp. e agg. Sconsolato. || ME e Pitre, tutte scunzelate, pe trè vôte ‘i respunnije: ‘U saje Tu, Signore che ije te vogghje bène! [e ppìtrə, tùttə  skunʒulǻtə, pə ttre vvótə i rəspunnìə: u sǻi̯ə tu, siórə ke ìi̯ə tə vòġġi̯ə bbénə!] e Pietro, tutto sconsolato, per tre volte, gli rispose: Lo sai Tu, Signore, che io ti voglio bene! || GF¹ scunzulàte. || ME scunzelate. || BM scunsulate.
scupare [skupǻrə] sm. Artigiano che confeziona scope. || LR scupàre. || RN skupäre.
scupatore [skupatórə] sm. Netturbino, Spazzino. || MA m’ chiammene u scupatore e da ‘mennezza so’ ... u truvatore [mə ki̯àmənə u skupatórə e d-a mənnèzzə sò ... u truu̯atórə] mi chiamano lo scopatore -spazzino- e dell’immondizia sono il trovatore -cantore-. || MA scupatore.
scupelille [skupəlìllə] sm. Scopa di piccole dimensioni realizzata con giunchi. || Anche scupulille. || BA scupelille.
scupette [skupèttə] sf. Spazzola per abiti. || LA scupètte. || BA scupette.
scupettone [skupəttónə] sm. Spazzolone lavapavimenti. || RM scupettòne.
scuppate [skuppǻtə] pp. e agg. Scheggiato, Sbucciato. || SA S’è ‘ccattáte ‘nu piàtte scuppáte [s-è kkattǻtə  nu pi̯àttə skuppǻtə] Ha comprato un piatto scheggiato. || SF ‘i vrazze scuppàte e n’ucchje ammacagnàte [i vràzzə skuppǻtə e n-ùkki̯ə ammakaǻtə] Le braccia sbucciate ed un occhio ammaccato. | SF scuppàte.
scuppelone [skuppəlónə] sm. Schiaffone, Scappellotto piuttosto energico. || Anche scuppulone. || VC scuppulòne. 
scuppià [skuppi̯à] v. Scoppiare. || RM scuppijà.
scuppiate [skuppi̯ǻtə] pp. e agg. Scoppiato. || RM scuppijàte.
scuppulone [skuppulónə] sm. Schiaffone, Scappellotto piuttosto energico. || Anche scuppelone. || VC scuppulòne. 
scuprì [skuprì] v. Scoprire. || LMG ‘U diavele ‘u facie fà e ‘u diavele ‘u facie scuprì [u di̯àvələ  u fačìi̯ə fà e u di̯àvələ  u  fačìi̯ə skuprì] Ndr. Il diavolo lo fece fare ed il diavolo lo fece scoprire. || LMG scuprì.
scupulille [skupulìllə] sm. Scopa di piccole dimensioni realizzata con giunchi. || Anche scupelille. || LCG  Duj’ lucent’ duj’ pungent’, nu scupulu e quatte mazze [dùi̯ə lučèndə, dùi̯ə punèndə, nu skùpulə e kku̯àttə màzzə] Ndr. (indovinello della vacca) Due lucenti due pungenti, una scopetta e quattro mazze. ||  LCG scupulu.
scurchigghià [skurkiġġi̯à] v. Indagare, Cercare di sapere i fatti degli altri. || cfr. spurtagghià, scanagghià. || MA vacke sempe scurkigghijanne [vǻkə sèmbə skurkiġġi̯ànnə]  Ndr. vado sempre indagando.
scurcià [skurčà] v. Scorticare, Rimetterci. || LMG ‘U ‘cchiù triste, èje a scurcià ‘a code [u kki̯ù ttrìstə, èi̯ə a skurčà a kódə] Ndr. La cosa più difficile, è scorticare la coda. || BA Chi affitte scorce [ki affìttə skòrčə] Chi fitta ci rimette. || LMG scurcià.
scurciatore [skurčatórə] sf. Scorciatoia. || RM scurciatòre.
scurdà [skurdà] v. Dimenticare. || BA fa bene e scuorde, fa male e pienze [fà bbénə e skùrdə, fà mǻlə e ppìnə] fa bene e dimentica, fai male e pensaci. || GG¹ scurdà (1834). || LA scurda’.
scurdajule [skurdai̯ùlə] agg. e sm. Smemorato, Che dimentica facilmente. || Al f. scurdajole [skurdai̯ólə] || TF scurdajùle. || BA scurdajiuole.
scurdate [skurdǻtə] pp. e agg. Scordato, Dimenticato. || SA Già me n’agghie scurdáte che aveva fà [ğğà mə n-àġġi̯ə skurdǻtə ke avéva fà] Già ho dimenticato cosa dovevo fare. || LR¹ scurdàte.
scure [skùrə] agg. e sost. Scuro. || LR scure. ||
  LE scur'. || FP scur. || VC uscùre.
scuretorie [skurətòri̯ə sm. Oscurità. || Anche scurije. || RM scuretòrije.
scurije [skurìi̯ə sf. Oscurità, Buio. || SG m’accumpagne sul’a scurije [m-akkumbàə sùlə a skurìi̯ə Ndr. mi fa compagnia solo il buio. || LA scurìje. || PM scurije. || SG scurje.
scurnacchiate [skurnakki̯ǻtə] agg. Cornuto, Poco di buono, Strafottente. || TF Uè scurnacchiàte, fàccia vèrde! Nen rerènne sòpe e desgrazije de l’ate [u̯è skurnakki̯ǻtə, fàčča vèrd«! nən rərènnə sóp-e dəʃġràʒʒi̯ə də l-àtə] Ndr. Ehi cornuto, faccia verde! Non ridere sulle disgrazie degli altri! || BA scurnacchiate. || TF scurnacchiàte. || LA scurnacchjàte.
scurtechine [skurtəkìnə s. Ruffiano, Mezzano, Lenone. || BA scurtechine.
scurzacchione [skurzakki̯ónə] agg. superl. Avaraccio. || MP scurzacchione.
scurze [skùrzə agg. Avaro. || sm. La parte estrema  del  filoncino di pane. || DAM skurze. || AO scùrze.
scurzette [skurzèttə] sfə Scorzetta, Costatina di manzo o di maiale. || LA scurzètte. || BA scurzette.
scurzime [skurzìmə] sf. Frutta secca, tipo castagnelle, nucelline, etc. || RC Scurzim’ e frutta fresch’ [skurzìmə e ffrùtta frèškə] Frutta secca e fresca. || RC scurzim’.
scusciulà [skuššulà] v. Traballare. || Anche scusciulijà. || RM scusciulà.
scusciulijà [skuššulii̯à] v. Traballare. || Anche scusciulà.
scustà [skustà] v. Scostare. || cfr. arrassà [arrassà] || RM scustà.
scutelà [skutəlà] v. Scuotere. || RM scutelà.
scuvirte [skuu̯ìrtə] sm. Cortile, Luogo scoperto. || agg. Non sufficienemente coperto, Privo di protezione. || TF Stu scuvìrte è ‘na bumbunìre [stu skuu̯ìrtə è na bbumbunìrə] Ndr. Questo cortile è una bomboniera. || TF scuvìrte.
scuzzette [skuzzèttə] sm. Fucile ad una canna, Tallone della scarpa. || BA scuzzette.
sdangalone [ʃdaṅġalónə] agg. Stangone, Persona piuttosto alta. || RM sdangalòne.
Sdangalucce  [ʃdaṅġalùččə] sf. Gioco della campana. || RM sdangallùcce. ʃ
sdanghe [ʃdàṅġə sf. Stanga, Ciascuna delle due braccia parallele del carro tra cui si pone l’animale da tiro. || SF sdanghe.
sdejellate [ʃdəi̯əllǻtə] agg. Sciancato. || RM sdejellàte.
sdellummate [ʃdəllummǻtə] agg. Storto, Ricurvo. || RM sdellummàte.
sdelluvie [ʃdəllùvi̯ə sm. Diluvio, Grande fame. || RM sdellùvije.
sdeluffate [ʃdəluffǻtə] agg. Di persona con le anche rotte. || SF sdeluffàte.
sdendate [ʃdəndǻtə] agg. Sdentato, Privo di denti. || TF sdendàte.
sderrazze [ʃdərràzzə] sm. Attrezzo di ferro atto alla pulizia della zappa. || SF sderrazze.
sderrupà [ʃdərrupà] v. Crollare, Cadere in malo modo. || LA sderrupà.
sderrupate [ʃdərrupǻtə] agg. Dirupato, Gettato giù da una rupe. || Anche sdrupate [ʃdrupǻtə]
sderrupe [ʃdərrùpə sm. Disastro, Rovina, Catastrofe. || TF sderrùpe.
sdrupate [ʃdrupǻtə] agg. Dirupato, Gettato giù da una rupe. || Anche sderrupate [ʃdərrupǻtə] || CR ne' ndnjiucce'!!!.. stamatjine assemmigghjie nu scellet' e nu skavallet'...si propete tutt' sdrupet' [nè ndəni̯ùččə !!!.. stamatìnə assəmmìġġi̯ə a nu  šəllǻtə e nu  skavallǻtə … sì ppròbbətə tùttə ʃdrupǻtə] Ehi Antoniuccio!!! stamattina sembri uno strorpio, uno caduto da cavallo… sei proprio tutto dirupato (gettato giù da una rupe) || CR sdrupet’
sdusse [ʃdùssə] solo nella locuz. a la sdùsse [a la ʃdùssə] Di poco conto, da niente, lett. Senza sella. || VC asdùosse [a ʃdùssə] cavalcare senza sella, sul dorso della bestia. || LA gènde à la sdusse [ğèndə a la ʃdùssə] gente di poco conto. || LA sdusse.
sduvacà [ʃduu̯akà] v. Svuotare, Scaricare, Lasciarsi andare pesantemente su qualcosa di comodo per riposare. || LA sduvacà.
se [sə] pron. pers. atono di terza pers. sing. e pl. || SA Quìlle nze láve máje ‘a fàcce, quill’àte se fáce ‘a  vàrve ògne mmatìne [ku̯ìllə  nə lǻv« mǻi̯« a fàčč«, ku̯ìll-àtə  sə  fǻčə a vàrvə òe mmatìnə] Quello non si lava mai la faccia, quell’altro si fa la barba ogni mattina. || GG se (1834).
se [sə] congz. Se. || Anche si [si] || SA Se t’avèsse abbesugnà còcche ccóse, vìne da mè [sə t-avèssə abbsuà kòkke kkósə, vìnə da mè] Se tu dovessi aver bisogno di qualcosa, vieni  da me.
sebbulche [səbbùlkə sm. Sepolcro. || SF sebbùlche. || BA sebbuleche. || [fg. sepòlcro - ital. sepólcro]
seccande [səkkàndə] part. pres. e agg. Seccante, Scocciante. || RM seccànde.
secche [sèkkə sf. Sete. || agg. f. Molto magra, Sottile. || SA Tènghe ‘a sècche [tènġə a sèkkə] lett. Ho la  -gola- secca, per cui ho bisogno di bere. || SG¹ cki cosce storte e seccke cum’e mazze [k-i kòššə stòrtə e ssèkkə kùm-è mmàzzə] con le gambe storte e magre come mazze. || SG¹ seccke. || GF¹ sècche. || FO secchẹ.
secchenì [səkkənì v. Asciugare, Rendere secco, privo di acqua. || Anche assecchenì.
secherdune [səkərdùnə] solo nella locuz. a’ secherdune [a səkərdùnə]  Senza preavviso, Di nascosto, Improvvisamente, Alle spalle. || cfr. all’assacrese [all-assakrésə] || SF secherdùne.
seconde [səkòndə] sm. Secondo, Secondo piatto. || ML seconde. || [fg. secòndo - ital. secóndo]
secure [səkùrə] agg. Sicuro, Certo. || avv. Sicuramente. || TF secùre. || NM secure.
secutà [səkutà] v. Perseguitare, Stare dietro, Inseguire. || Anche sucutà [sukutà] || SF Chi cèrche tròve e chi segutèje acchiappe [ki čèrkə tróvə e kki səkutèi̯ə akki̯àppə] Ndr. Chi cerca trova e chi insegue acchiappa. || RM secutà.
sedore [sədórə] sm. Sudore. || TF sedòre.
segà [səġà] v. Segare, Dividere equamente una vincita al giuoco. || SA àmma segà? [àmma səġà?] dividiamo? - la posta in gioco-. || RM segà.
segarette [səġarèttə] sf. Sigaretta. || PR Dicev’ ‘a segarette: ije me chenzume chiane chiane e vvache ‘n fume [dəčévə  a  səġarèttə:  ìi̯ə mə kənùmə ki̯ǻnə ki̯ǻnə  e  vvǻkə nfùmə] Ndr. Diceva la sigaretta: io mi consumo piano piano e vado in fumo. || PR segarette. || TF segarètta. || [fg. sigarètta - ital. sigarétta]
segge [sèğğə] sf. Sedia. || Anche seggia [sèğğa] || LMG I ségge annanze e i ferlizze arrète [i sèğğə annànə e i fərlìzzə arrétə] Ndr. Le sedie avanti e gli sgabelli dietro. || SF sti fetinte manghe i rròbbe s’anna mètte sope e sègge [sti fətìndə màṅġə i rròbbə s-ànna mèttə sópə é sèğğə] Ndr. questi fetenti neanche gli abiti mettono sulle sedie. || EG sègge. || CS segge. || LMG ségge.
seggiate [səğğǻtə] sf. Sediata, Colpo di sedia.
  || RM seggiàte.
seggiole [səğğólə] sf. Sediolina. || BA  seggiole.
segne [sèɲɲə] sm. Segno. || TF sègne.
segnerije [səɲɲərìi̯ə pron. pers. m. e f. Vossignoria, Vostra signoria, Lorsignori, Voi, Tu. || Anche signerije [siɲɲərìi̯ə || SF segnerije.
segnore [səɲɲórə] sm. Signore. || sf. Signora. || MG¹ ‘U Signore manne i cumbitte a chi nen téne dinde [u səɲɲórə mànnə i kumbìttə a kki nən ténə dìndə] Ndr. Il Signore manda i confetti a chi non ha denti. || MG¹ ‘U Signore véde e pruvvéde [u səɲɲórə védə e pruu̯édə] Ndr. Il Signore vede e provvede. || GG signore (1834) || AO segnòre. || CL segnore. || VMG signorä.
segnure [səɲɲùrə] sm. pl. Signori.
segnurine [səɲɲurìnə] sm. Signorino. || TF segnurìne.
segretè [seġretè] sm. Libreria. || RM segretè.
segrete [səġrétə] sm. Segreto.
seje [sèi̯ə num. Sei. || RM sèje.
sellare [səllǻrə] sm. Sellaio. || FB sellàre.
selle [sèllə] sf. Sella. || BA selle.
selluzze [səllùzzə sm. Singhiozzo. || Anche sulluzze. || PM sti lacreme e stu selluzze nen me passene [sti làkrəmə e stu səllùzzə nə mmə pàssənə] Ndr. queste lacrime e questo singhiozzo non vanno via. || PM selluzze. || [fg. singhiòzzo - ital. singhiózzo]
sembe [sèmbə] avv. Sempre. || SA Pùje cagnà ‘a curnìce, ma ‘u quàdre è sèmbe ‘u stèsse [pùi̯ə kaɲɲà a kurnìčə ma u ku̯àdrə è sèmbə u stèssə] Puoi cambiare la cornice, ma il quadro è sempre lo stesso. || PR e ddiche sembe ca t’agghi’a parlà [e ddìkə sèmbə ka t-àġġi̯a parlà] Ndr. e dico sempre che ti devo parlare. || MU sèmbe. || LR sèmb’. || RN sεmb«. || LA sémbe. || PR sembe. || PM sèmpe. || MA sempe. || FO sempẹ.
semblecetà [səmbləčətà] sf. Semplicità. || TF semplicità.
semela [sèməla] sf. Semola. || Anche semele [sèmələ] || BA semela.
semelate [səməlǻtə] sf. Polenta. || BA  semelate.
semele [sèmələ] sf. Semola. || Anche semela [sèməla] || LA sèmele vattùte [sèmələ vattùtə]  Pastina fatta con la farina di grano impastata con uova, formaggio, prezzemolo. || LA sèmele. || [fg. sèmola - ital. sémola]
semenà [səmənà] v. Seminare. || MM¹ Sèmina e fa sule [sìmənə e ffà sùlə ] Semina e fa da solo.
semplicisseme [sempličìssəmə] agg. superl. Semplicissimo.
senale [sənǻlə] sm. Grembiule. || cfr.  mande-
  sine [mandəsìnə] || BF C' lu senál' e cche nu sacche [k-u sənǻlə  e  kkə nu sàkkə] Ndr. Con il grembiule e con un sacco. || LA senàle. || BF senál'.
senalicchie [sənalìkki̯ə sm. Grembiulino. || LA senalìcchje. || BA senalicchio.
sende [sèndə] v. Sentire, Ascoltare. || Anche sendì [səndì] || RA Int’ì recchie ancore le senté [ndi rèkki̯ə aṅġórə i sèndə] Ho sempre nelle orecchie. || EG Me fàie sènde ‘n’at’ e ‘ttande [mə fǻi̯ə sèndə n-àte ttàndə] Mi fai sentire molto meglio. || EG sènde. || RA senté. || CL sente.
sendemende [səndəmèndə] sm. Sentimento. || EG sendemènde. || [fg. sentimènto - ital. sentiménto]
sendenze [səndènʒə] sf. Sentenza. || RM sendènze.
sendenzià [səndənʒi̯à] v. Sentenziare.
sendì [səndì] v. Sentire, Ascoltare. || Anche sende. || GG no l’agghio voluto proprio sentì [nə ll-àġġi̯ə vulùtə pròpi̯ə səndì] Ndr. non l’ho voluto proprio sentire. || GG sentì (1834).
sendute [səndùtə] pp., agg. e sf. Sentito, Ascoltato, Sentita. || BA tene na sentùte! [ténə na səndùtə!] fa orecchio da mercante! Ndr. Lett. ha una sentita! || TF sendùte. || BA sentùte.
senecupie [sənəkùpi̯ə sm. Suffumigio, Somministrazione di sostanze ridotte in fumo o vapore. || RM senecùpije.
sennò [sənnò] avv. Altrimenti, Se no, In caso contrario. || TF Sennò u mestìre nen tu 'mbàre màje [sənnò u məstìrə nən t-u mbǻrə mǻi̯«] Ndr. Altrimenti il mestiere non lo impari mai.  || NM sennò. || TF se nno.
senza [sènʒa] prep. e congz. Senza. || Anche senze [sènə] || CA senza. || LA sénza. || BF ssenza.
senzafuche [senʒafùkə] sm. Fiammifero. || RM sènzafùcke.
senze [sènʒə] prep. e congz. Senza. || Anche senza [sènʒa] || PR Senze de te ‘sta vita mije e nînde [sènə də tè sta vìta mìi̯ə è nìndə] Ndr. Senza di te questa vita mia è niente. || PR senze. || MG¹ senz’.
separie [səpàri̯ə sm. Sipario. || RM sepàrije.
Seponde [səpòndə] top. Siponto. || SA Quànne èmme criatùre, jèmme k’u tréne o’ máre, a Ssepònde [ku̯ànnə èmmə kriatùrə, i̯èmmə k-u trénə o  mǻrə, a ssəpòndə] Quando eravamo bambini, andavamo con il treno al mare, a Siponto. || LR Sepònde. || [fg./ital. Sipònto]
Seppolle [seppòllə] pers. f. Giuseppolla, dim. di Giuseppa. || VC Seppòlla. || EG Seppolle.
sepponde [səppòndə] sf. Sostegno, Supporto. || RM seppònde.
seppundà [səppundà] v. Dare, Mettere un sostegno. || Anche suppundà [suppundà] || SA Màgnate stu panìne, accussì t’asseppùnde ‘u stòmache [màətə stu panìnə, akkùssì t-assəppùndə u stòməkə] Mangia questo panino così dai un sostegno allo stomaco. || RM seppundà.
sequestrà [səku̯əstrà] v. Sequestrare. NM tutte mi vulevane sequestrà, tutte! [tùttə mə vulèvənə səku̯əstrà, tùttə!] Ndr. tutto mi volevano sequestrare, tutto! || NM  sequestrà.
serate [sərǻtə] sf. Serata. || ML ‘na serate de zengheriaminde [na sərǻtə d zəṅġriamìndə] Ndr. una serata di pettegolezzi. || ML serate.
sere [sérə] sf. Sera. || LR d’a matine ‘a sère [d-a matìnə a sérə] Ndr. dalla mattina alla sera. || PR tutt’i sere [tùtt-i sérə] Ndr. tutte le sere. || ZO sera (1864) || PR sere. || MU sère. || CA sére. || TF ssèra.
serenate [sərənǻtə] sf. Serenata. || BA A càse 'de sunatùre nen 'se portene serenàte [a kǻsə də sunatùrə nən sə pòrtənə sərənǻtə] A casa di suonatori non si portano serenate. || BA serenàte.
serengare [sərəṅġǻrə] sm. Siringaro. || AO seringàre.
serie [sèri̯ə] agg. Serio. || sf. Serie. || SG¹ Cumbà, nen pazzijame. ‘U fatte è sèrije! [kumbà, nən pazzii̯ǻmə. u fàttə è sèri̯ə!] Compare non scherziamo. Il fatto è serio! || SG¹ sèrije.
seringhe [sərìṅġə sf. Siringa. || FB serènghe. || CL seringhe.
seroche [sərókə sf. Suocera. || SA ‘a cumbagne d-a seroche [a kumbàə d-a səròkə] Ndr. l’amica della suocera. || LA seròche. || TF seròke. || SE sseròghe. || [fg. suócera -  ital. suòcera]
serpende [sərpèndə] sm. Serpente. || FB  serpènde.
serpijà [sərpii̯à] v. Serpeggiare, Scappare e sgusciare muovendosi con l’andamento sinuoso di una serpe.
serpogne [sərpòɲɲə] sf. Lucertola, Piccolo serpente. || FB serpogne.
seruche [sərùkə sm. Suocero. || RM serùcke. || [fg. suócero - ital. suòcero]
serve [sèrvə] v. Servire. || Anche servì [sərvì] || smf. Servo, Serva. || AO sèrve.
servetore [sərvətórə] sm. Servitore. || ZO serviteur (1864).
servetù [sərvətù] sf. Servitù. || ZO Ma la servitura era tutta fori de la cheuseu? [ma a sərvətù érə tùtta fórə d-a kǻsə?] Ma la servitù era tutta fuori di casa? || ZO servitura (1864).
servezievule [sərvəzzi̯èvulə] agg. Servizievole. || RM servezijèvule. || [fg. servizièvole - ital. serviziévole]
servì [sərvì] v. Servire. || RM servì.
servizie [sərvìi̯ə sm. Servizio. || GG servizie (1834) || TF servìzije. || RN s«rvẹz^j«.  || CS servizije.
sessandine [səssandìnə] sf. Sessantina. || TF sessandìne.
setacce [sətàččə] sm. Setaccio. || FB setacce.
setelle [sətèllə] sf. Setaccio per farina. || cfr. farenare, setacce. || FB setèlle.
sette [sèttə] agg. num. e sm. Sette. || GG Lu quatrare    fece  sette  carrine, e ce ne jije a nu pajese darrass..e darass..e [u ku̯atrǻrə   fačìi̯ə sèttə karrìnə, e sə nə i̯ìi̯ə a nu pai̯ésə darràssə darràssə.] Ndr. Il giovane ricavò sette carlini, e se ne andò in un paese passo passo. || GG sette (1834).
settemane [səttəmǻnə] sf. Settimana. || SA ’Na  settemáne  de  fùche [na səttəmǻnə də fùkə]  Una  settimana di fuoco -molto movimentata-. || FB settemàne.
setuà [sətuà] v. Porre, Piazzare, Mettere su qualcosa. || || MG Accussì, dope n’atu munn d’ammuine, ce setuarene quill schiafareje janche ‘ncape, ce mettirene int’a ‘na varca grossa grossa e ce abbijarene [akkussì, dópə n’atu mùnnə d-ammuìnə, cə sətuàrənə ku̯ìlli škafarèi̯ə ṅġǻpə, čə məttìrənə ìnd-a na vàrka ġròssa ġròssə e čč-abbiàrənə] Ndr. Così, dopo tanta altra confusione, ci posero quei recipienti bianchi -elmetti- in testa, ci misero in una barca molto grande e ci avviarono -alla guerra-.
setuazione [sətuazzi̯ónə] sf. Situazione.
setuvà [sətuu̯à] v. Situare, Mettere a posto, Sistemare, Assestarte un colpo. || DPM si te vede n’ata vote arrete a porta da case ‘u vi stu bastone tu setueje ritte ‘mbronde [si tə védə n-àta vótə arrétə a pòrtə d-a kǻsə, u vì stu bbastónə, t-u sətuu̯èi̯ə rìttə mbròndə] Ndr. se ti vedo un’altra volta dietro la porta di casa, lo vedi questo bastone, te lo sistemo diritto in fonte. || RM setuvà.
sfaccime [sfaččìmə] agg. Facciatosta, Furbacchione. || EG sfaccime.
sfanziate [sfanʒi̯ǻtə] agg. Che fa moine. || RM sfanzijàte.
sfascià [sfaššà] v. Rompere, Sfasciare. || SA Se nn’a fenìsce te sfàsce ‘a fàcce [se nn-a f«nìšš« t« sfàšš« a fàčč«] Se non la smetti ti rompo la faccia. || SF sfascià.
sfastedià [sfastədi̯à] v. Infastidire. || RM sfastedijà.
sfastediate [sfastədi̯ǻtə] pp. e agg. Tediato, Seccato, Scocciato. || VC sfastediàte.
sfasulate [sfasulǻtə] agg. Squattrinato, Molto povero. VC sfasulàte.
sfatte [sfàttə] agg. Sfatto, Scotto, Privo di energia. || TF sfàtte.
sfelate [sfəlǻtə] sf. Sfilata. || SG¹ ‘A sfelate s’è ‘pèrte cu carre d’a reggine [a sfəlǻtə s-è ppèrtə k-u kàrrə d-a reggìnə] Ndr. La sfilata si è aperta con il carro della regina. || SG¹ sfelate.
sferracavalle [sferrakavàllə] par. comp. Sferra cavallo, Che si muove senza attenzione e provoca danni rompendo oggetti. || RM  sferracavàlle.
sferragliate [sfərraÓÓǻtə] sm. Catenaccio. || MM sferragliáte.
sferre [sfèrrə] sf. Coltello. || FB sfèrre.
sfertune [sfərtùnə] sf.  Sfortuna.  ||  AO sfertùne.
sfessà [sfəssà] v. Stancare, Raggirare. || SF sfessà.
sfiatate [sfi̯atǻtə] pp. e agg. Sfiatato, Senza fiato. || RM sfijatàte.
sfotte [sfòttə] v. Sfottere, Prendre in giro, Canzonare, Deridere. || RM sfòtte.
sfracelle [sfračèllə] sm. Sfracello, Strage, Macello. || FB sfracèlle.
sfraganà [sfraġanà] v. Maciullare, Triturare, Dilaniare, Lacerare, Rompere irreparabilmente qualcosa, Sfasciare, Distruggere. || rifl. sfraganàrse [sfraġanàrsə] || GE assemmegghie a nu vrite mine mine: L’hé manià’ cume reliquia sante, Sennò -paft!- cum’azzopppe se sfraine [assəmmèġġi̯ə a nu vrìtə mìnə mìnə: l-è manii̯à kùme rrəlìku̯i̯a sàndə; sənnò -pàfft!- kùm-azzòppə sə sfraġìnə] Ndr. somiglia ad un oggetto di vetro molto piccolo: lo devi maneggiare come una reliquia santa, altrimenti -paft!- come urta si rompe. || LA  sfraganà.
sfrecà [sfrəkà] v. Infastidire. || NM Nen accumminzanne a sfrecà è capì [nn-akkumənànnə a sfrəkà, è kapì] Ndr. Non cominciare a infastidire hai capito? || NM sfrecà.
sfregnà [sfrəɲɲà] v. Picchiare, Malmenare, Conciare male, Ridurre in brutte condizioni. || LA sfregnà.
sfregnate [sfrəɲɲǻtə] pp. e agg. Malmenato, Conciato male. || FB sfregnàte.
sfrenesijà [sfrənəsii̯à] v. Andare fuori di testa, Sragionare. || RM sfrenesijà.
sfridde [sfrìddə] sm. Scarto alimentare. || RG sfridde.
sfringele [sfrìnğələ] sm. Cicciolo, Rimasuglio fritto di carne di maiale. || LA sfrìngele.
sfruculijà [sfrukulii̯à] v. Infastidire, Sfregare. || SA L’è fenèsce de sfruculijà ‘a mazzarèlle? [l-è fənèššə də sfrukulii̯à a mazzarèllə?] La smetti di sfregare la mazzarella? - di darmi fastidio?-.
sfrusciate [sfruššǻtə] agg. Di persona col naso deformato. || SF sfrusciàte.
sfugà [sfuġà] v. Sfogare. || RM sfugà.
sfuglià [sfuľľà] v. Sfogliare. || FB sfuglià.
sfugliatelle [sfuľľatèllə] sf. Sfogliata, Cambiale, Avviso di pagamento, Cartella esattoriale. || cfr. cartelle. || RM sfugljatèlle.
sfumechijà [sfuməkii̯à] v. Affumicare, Fare molto fumo. || RM sfumechijà.
sfunnà [sfunnà] v. Sfondare. || RM sfunnà.
sfunnate [sfunnǻtə] pp. e agg. Sfondato, Pieno di soldi, Fortunato. || FB sfunnàte.
sfunne [sfùnnə] sm. Sprofondo. || Locuz. tene
  ‘u sfunne [ténə u sfùnnə] Stomaco senza fondo. || VC Tène lu  sfùnnele  quànne  mànge [ténə u sfùnnə ku̯ànnə màə] Mangia assai. || VC sfùnnule.
sfurnà [sfurnà] v. Sfornare. || FB sfurnà.
sfurtunate [sfurtunǻtə] agg. Sfortunato. || FB sfurtunàte.
sfurzà [sfurzà] v. Sforzare. || FB sfurzzà.
sfussatore [sfussatórə] sm. Sfossatore, Chi lavorava alle fosse granarie. || FB sfussatòre.
sgaillate [Sġaillǻtə] agg. Deforme, Storto, Non in linea. || LA sgajellàte. || EG sgaillate.
sgarrà [Sġarrà] v. Sgarrare, Commettere un errore, Sbagliare. || LA sgarrà.
sgarrate [sġarrǻtə] pp. e agg. Sbagliato. || FB sgarràte.
sgarrazzà [Sġarrazzà] v. Aprire, Socchiudere. || RM sgarrazzà.
sgarrazzate [Sġarazzǻtə] pp. e agg. Aperto. || LA sgarazzàte.
sgarrazze [Sġarràzzə sf. Piccola apertura, Fessura. || FB sgarrazze.
sgarre [Sġarrə sm. Strappo, Negligenza, Infrazione al codice di comportamento dei malavitosi. || TF sgàrre.
sgarrupate [Sġarrupǻtə] pp. e agg. Malridotto, Che cade a pezzi, Cadente. || FB  sgarrupàte.
sgarzacefele [Sġarʒačèfələ] agg. Incapace. || LA sgarzacèfele.
sgherbiose [Sġərbi̯ósə] agg. f. Deforme. || m. sgherbiuse. || RM sgherbijòse.
sgherbiuse [Sġərbi̯ùsə] agg. m. Deforme. || f. sgherbiose. || FB sgrebeijuse.
sgherrutte [Sġərrùttə] sm. Rutto. || cfr.  derrutte.
sghesse [Sġèssə] sf. Grande fame. || cfr.  lope, sdelluvie.
sgracenà [Sġračənà] v. Sgranare. || RN pɔ, pə ffá i ɕəɕuttə, sə ŝgraɕənjə u pəlanghillə sįkkə, sə mεtt’a mmullə pə dduji jųrnə, p sə skolə e ssə mεtt’a vvllə ku fuke vascə vascə [pò, pə ffà i čəčùttə, sə ʃġračənéi̯ə u pəlanġìllə sìkkə, sə mètt-a mmùllə pə ddùi̯ə i̯ùrnə, pò sə skólə e ssə mètt-a vvòllə k-u fùke vàššə vàššə] Poi per fare i ciciotti, si sgrana la pannocchia secca, si mette a mollo per due giorni, poi si scola e si mett’a bollire a fuoco lento per un paio d’ore.
sgrassate [Sġrassǻtə] agg. Dimagrito.
sgravugghià [Sġravuġġi̯à] v. Dipanare, Sciogliere un nodo. || RM sgravugghijà.
sgrignà [Sġriɲɲà] v. Fare smorfie. || RM sgrignà.
sguarrà [Sġu̯arrà] v. Aprire, Squarciare, Di varicare fino a lacerare. || SA Se me véde mammà, me sguàrre ‘i còsce [se mə védə mammà, mə Sġu̯àrrə i kòššə] Se mi vede mamma, mi apre in due le gambe. || AO sguarrà.
sguarrate [Sġu̯arrǻtə] pp. e agg. Aperto, Squarciato, Strappato. || CL se fusse figghie a me t’avess’ già sguarrate ‘i gamme [si fùssə fìġġi̯-a mme t-avèssə ğğà Sġu̯arrǻtə i ġàmmə] Ndr. se fossi mia figlia ti avrei già squarciato le gambe. || SF sguarràte. || CL sguarrate.
sgubbate [Sġubbǻtə] agg. e sm. Gobbo. || RM sgubbàte.
sgubbatelle [Sġubbatèllə] sf. Gobbetta. || al m. sgubbatille. || LCG -Vu’ vidè quant’è garbata? -La mia figlia è na pupata, -E lu rist’è tutta bella ; -Ma è nu poco sgubatella,-Men’i gamm’a chiricò -E cammin’a sì e no [vùi̯ə  vədè ku̯and-è ġġarbàta? - la mìa  fìľľa è na pupàta, - e u rìstə è tùtta bbèlla; -ma è nu pókə Sġubbatèlla, - ménə i ġàmmə a kkirikò e kkamìnə a ssì e nno]  Ndr. Vuoi vedere quanto è garbata? La mia figliola è una bambola, e nel resto è tutta bella; ma è un poco gobbetta, ha le gambe a chiricò -storte-  e cammina zoppicando. || LCG sgubatella (1897).
sgubbatille [Sġubbatìllə] sm. Gobbetto. || al f. sgubbatelle [Sġubbatèllə] || SA Va’ d’ ‘o sgubbatìlle a ‘ccattà dóje summènde [và d-o Sġubbatìllə a kkattà dói̯ə summèndə] Vai dal gobbetto e compra un po’ di semini. || RM sgubbatìlle.
sguinge [Sġu̯ìnğə] agg. Guercio. || Locuz de sguinge [də Sġu̯ìnğə] Di traverso. || RM sguìnce.
sguppelà [Sġuppəlà] v. Sturare, Stappare, Togliere le ostruzioni. || RM sguppelà.
sguppelapippe [Sġuppəlapìppə sm. Sturapipe. || RM sguppelapìppe.
si [sì] congz. || Anche se. || FP tu fazz dice da ess si so om o nò [t-u fazzə dìčə da èssə si sò ómə o no] Ndr. te lo faccio dire da lei se sono uomo oppure no. || FP si.
sì [sì] avv. Sì. || SA Sì, me ne vògghie jì da sta cáse [sì, mə nə vòġġi̯ə  i̯ì da sta kǻsə] Sì, me ne voglio andare da questa casa!
si' [sì] v. essere, 2ª sing. ind. pres. Sei. || SA M’hànne ditte chè si’ tu ‘u ‘nfamóne [m-ànnə dìttə ke sì ttu u nfamónə] Mi hanno detto che sei tu lo spione.
sicce [sìččə] sf. Seppia. || RM sìcce.
sicche [sìkkə agg. Secco, Magro. || RM sìccke. || [fg. sècco - ital. sécco]
sicchie [sìkki̯ə sm. Secchio. || RM sìcchije.
siccome [sikkómə] congz. Siccome, Dato che. || ZO siccom (1864).
sigge [sìğğə] v. Riscuotere. || GA sìgge. || FB assigge. || [fg. riscuótere - ital. riscuòtere]
signalà [siɲɲalà] v. Segnalare.
signalate [siɲɲalǻtə] pp. e agg. Segnalato. || AO signalàte.
signate [siɲɲǻtə] pp. e agg. Segnato. || SF  signàte.
signerije [siɲɲərìi̯ə pron. pers. Vossignoria, Vostra signoria. || Anche segnerije [səɲɲərìi̯ə || ZO signiria (1864).
signó [siɲɲó] sf. Signora. || TF signo’.
simele [sìmələ] sf. Collasso, Svenimento. || LA sìmele.
sineche [sìnəkə sm. Sindaco. || SG sindache.
singhe [sìṅġə sm. Segno. || RM sìnghe.
singhejà [siṅġəi̯à] v. Segnare, Graffiare.
sinistre [sinìstrə]  sf. Sinistra. || cfr. manghe [màṅġə]  || FP sinistr.
sinze [sìnʒə] sm. pl. Sensi. || RM sìnze. || BN sinz.
sirene [sirénə] agg. e sm. Sereno. || ZO sireno (1864).
sissignore [sissiɲɲórə] avv. Sissignore. || ZO sissignoreu (1864).
sive [sìvə] sm. Sevo, Grasso per parti mecca-
  niche. || RM sìve.
slattà [ʃlattà] v. Stemperare. || RN a farįna ğğall« s’adda ŝlattá k« l’akkwa frεdd« a farìna ğğàll« s-àdda ʃlattà k« l-àkku̯a frèdd« la farina gialla s’ha da stemperare in acqua fredda. || RN ŝlattá.
slummate [ʃlummǻtə] agg. Deforme. || LA slummàte.
smammà [ʃmammà] v. Svignarsela, Andare via alla chetichella, Svezzare. || LA smammà.
smanijà [ʃmanii̯à] v. Smaniare. || RM  smanijà.
smeccià [ʃməččà] v. Intravedere, Scorgere, Scoprire.
smercià [ʃmərčà] v. Sbirciare, Guardare di sfuggita, di sottecchi.
smerze [ʃmèrzə] sf. Rovescia, La parte opposta a quella che è considerata dritta. || Locuz. ‘a smerze. Alla rovescia, Al contrario.
smundate [ʃmundǻtə] pp. e agg. Smontato. || RM smundàte.
smustaccià [ʃmustaččà] v. Picchiare violentemente in viso qualcuno tanto da fargli uscire il sangue. || RM smustaccià.
smustacciate [ʃmustaččǻtə] pp. e agg. Picchiato a sangue. || AO smustacciàte.
smuvibbele [ʃmuu̯ibbələ] agg. Che si muove. || EG smuvibbele.
solde [sòldə] sm. Soldo. || DPM Ije nen cacce manghe nu solde [ìi̯ə nən kàččə màṅġə nu sòldə] Ndr. Io non tiro fuori neanche un soldo. ||  FP Aspè... famm arrucurdà... e ruer. Nanonn i sold mi dev a me... ma mò nu saccie che fin ann fatt [aspè... fàmmə arrəkurdà... è ruu̯èrə. nanònnə i sòldə m-i dévə a mme... ma mò nn-u sàččə ke ffìnə ànnə fàttə] Ndr. Aspetta, fammi ricordare, è vero. Nonna i soldi li dava a me, ma ora non so che fine hanno fatto. || DPM solde. || MP sold’.
sole [sólə] sm. Sole. || sf. Suola. || agg. f. Sola, Solitaria. || Come agg. anche sóla. || avv. Solamente. || AL stepàme cocche ffiore, l’érbe, ‘u sole e tand’amore [stəpǻmə kòkke ffi̯órə, l-èrvə, u  sólə e ttànd-amórə] conserviamo qualche fiore, l’erba, il sole e tanto amore. || VC sole. || TF sòle.
solete [sòlete] agg e sm. Solito. || ZO solito (1864) ||  LC solete.
soltande [soltànd«] avv. Soltanto. || cfr. sckitte [škìttə] || RN s« l-a tt«n¬t« na s3ra soltand« ε pp nz^« l-a vv«l¬t« mεtt« kkjó [s« l-à tt«nùt« na séra soltànd« e ppò n« l-à vvulùt« mètt« kki̯ù] se lo è tenuto una sera soltanto e poi non se lo ha voluto mettere più. || RN soltand« || LR soltande.
sonze  [sònʒ«] Voce  onomat. che imita  il ruttino del poppante. || RM sònze.
sopa [sópa]  prep.  art.  Sul.  ||  Anche  sope [sópə] || iteraz. sópa sópe [sópa sópə] nella parte più alta. || DMF sopa poste [sópa pòstə] sul posto. || DMF sopa.
sopannome [sopannómə] sm. Soprannome, Nomignolo. || MAM sopranno́me̥. 
sopannozze [sopannòzzə avv. Controvoglia, Malvolentieri. || RM sopannòzze.
sopatacche [sopatàkkə sm. Tacco della  scarpa. || RM sopatàccke.
sopatavule [sopatàvulə] par. comp. Sopra tavola. || Locuz. pe’ ssopatavule [pə ssopatàvulə] Per il dopo pranzo -di solito fave fresche o frutta secca-. || SF sòpatavùle.
sope [sópə prep. e avv. Sopra. || cfr. sopa [sópa || CL ‘a segnora sope [a səɲɲóra sópə] Ndr. la signora -che abita- sopra. || RN s j¬t« llá ss7p« sò i̯ùtə llà ssópə sono andata là sopra. || TF sòpe. || CL sope. || FP sop. || [fg. sòpra - ital. sópra]
soprabbete [sopràbbətə sm. Soprabito. || ZO suprabito (1864). 
sorde [sòrdə] agg. e sf. Sorda. || al m. surde [sùrdə] || TF sòrde. || [fg. sòrda - ital. sórda]
sore [sórə] sf. Sorella. || SF sòre. || LR sore. || CV sör.
sorge [sòrğə] sm. Topo. || pl. surge [sùrgə] || AO sòrge.
sorprese [sorprésə] sf. Sorpresa. || TF sorprèse.
sorte [sòrtə] sf. Sorte, Destino, Fortuna. || LR sorta ‘ngrate [sòrta ṅġrǻtə] Ndr. sorte ingrata. || SF sorte. || LR sorta.
sote [sótə] Imperat. Fermo. || Anche zote. || SF sòte. || EG sote.
sottachipucchie [sottakipùkki̯ə] sm. Sottocapo, una delle figure di un gioco di strada, ‘a vóche [a vókə], realizzato con noccioli di albicocca. || EG sottachipucchie.
sottapanze [sottapànʒə] sm. Sottopancia, Finimento che passa sotto la pancia dei cavalli. || CL sottopanze.
sottasope [sottasópə] avv. Sottosopra. || TF sottasòpe.
sottaveste [sottavèstə] sf. Sottoveste. || ZO (1864).
sotte [sòttə] avv. Sotto. || GG sotta (1834) || LR sotte. || PR sott’. || CA¹  sotte. || RN  sttə. || [fg.  sòtto - ital. sótto]
sottovrazze [sottovràzzə par. comp. Sotto braccio, Sotto l’ascella. || RM sottovràzze.
sozze [sòzzə escl. di stupore, di meraviglia, Nientemeno. || agg. Uguale, Simile. || Anche assozze [assòzzə  || pl. sùzze [sùzzə  || VC Quìlli dùie bardàsce so sùozze [ku̯ìlli dùi̯ə bbardàššə sò ssùzzə] Quei due ragazzi sono simili.  || GF sòzze. || LMG sozze. || VC sùozze. || FO sozzẹ.
spaccachianghette [spakkaki̯aṅġèttə] sf. Gioco di strada che si può tradurre con Spaccapietre. || EG spaccachianghette.
spaccavricce [spakkavrìččə] sm. Spaccapie-
  tre. || RM spaccavrìcce.
spagghià [spaġġi̯à] v. Vincere al gioco togliendo all’avvversario tutto il denaro che ha con sé. || cfr. spapagghià, spapalà. || RM spagghjà.
spalle [spàllə] sf. Spalla. || BP Scuse me so lamendate che stite sope e spalle mije? [skùsə mə sò llaməndǻtə ke stìtə sópə e spàllə mìi̯ə?] Ndr. Scusa, mi sono lamentato che state sulle mie spalle -che vi ho a carico io-? || BP spalle. || MAM spálle̥.
spalmate [spalmtə] pp. e agg. Spalmato. || sf. Colpo di riga sul palmo della mano. || RM spalmàte.
spandecà [spandəkà] v. Trepidare, Penare, Sospirare, Soffrire al pensiero. || EG Sì amore mije, vïne quà, nen me facènne spandecà, hamme pèrze troppe tïmbe… [sì amórə mìi̯ə, vìnə kku̯à, nən  mə fačènnə spandəkà, àmmə pèrzə tròppə tìmbə...] Ndr. Sì amore mio, vieni qua, non mi fare penare, abbiamo perso troppo tempo… || EG spandecà. || TF spandeca’.
spangelle [spanğèllə] sf. Costola. || LR ’mbîtte se cundàvene ‘i spangèlle [mbìttə sə kundàvənə i spanğèllə] Ndr. In petto si contavano le costole. || LR spangèlle.
spanne [spànnə] v. Stendere, Esporre all’aria i panni. || RM spànne.
spapagghià [spapaġġi̯à] v. Vincere al gioco fino al punto da lasciare l’avversario completamente privo di posta. || cfr. spagghià, spapalà. || LA spapagghjà.
spapagghiate [spapaġġi̯ǻtə] pp. e agg. Ripulito al gioco. || RM spapagghjàte.
spapalà [spapalà] v. Vincere tutto al gioco.
sparà [sparà] v. Sparare. || RN s« n sparáv«n« [s« nò sparàv«n«] se no sparavano.
sparage [spàrağə] sm. Asparago. || MM spárece. || LA spàrege.
sparagnà [sparaɲɲà] v. Risparmiare. || LA sparagnà. || TF sparagna’.
sparagnate [sparaɲɲǻtə] pp. e agg. Risparmiato. || RN sparaŒtə.
sparapizze [sparapìzzə sm. Tecnico addetto ai fuochi di artificio. || EG sparapizze.
sparatrappe [sparatràppə sm. Cerotto. || FB sparatracche.
spare [spǻrə] agg. Dispari. || LA pare e spare [pǻrə e spǻrə] tentennarsi. || LA spare.
sparlà [sparlà] v. Sparlare, Parlare male di qualcuno.
sparpagghià [sparpaġġi̯à] v. Sparpagliare, Disunire, Mettersi in ordine sparso. || RM sparpagghjà.
sparpagghiate  [sparpaġġi̯ǻtə]  agg  e  pp. Sparpagliato, In ordine sparso. || EG sparpagghiate.
sparte [spàrtə] v. Dividere. || SA Chi spàrte áve ‘a mègghia pàrte [ki spàrtə ǻvə a mèġġi̯a pàrtə] Chi fa le porzioni ha la parte migliore. || AO spàrte.
spartenze [spartènʒə] sf. Separazione. || estens. Serenata. || SA àgghia purtà a spartènze a’ uaglióne prìme de spusàrse [àġġi̯a purtà a spartènʒə  a u̯aľľónə prìmə də spusàrsə] Devo portare la serenata -di separazione dai genitori- alla ragazza prima che si sposi. || BF spartenza amara [spartèna amǻrə] Ndr. separazione amara. || GF¹ Uh, spartènze ‘ngràte [u, spartènʒa ṅġrǻtə] Oh, che separazione ingrata. || BF spartenza. || GF¹ spartènze.
spartute [spartùtə] pp. e agg. Diviso. || LA spartùte
spase [spǻsə] pp. e agg. Steso, Disteso. || RM spàse.
spaselle [spasèllə] sf. Cestino per frutta. || LA spasèlle.
spaseme [spàsəmə] sm. Spasimo. || RA Ma si duré stu spasem’ancoré [ma si dùrə stu spàsəmə aṅġórə] Ma se questo spasimo mi dura ancora. || RA spasem’.
spavende [spavèndə] sm. Forca, Arnese agricolo per raccogliere e trasportare fieno, paglia ed altro. || MM spavénde.
spazzamende [spazzamèndə] sm. Spazzamento, Sede del servizio comunale della nettezza urbana. || MA so’ figgje o pr’s’dente u spazzament [sò ffìġġi̯ə o prəsədèndə u spazzamèndə] Ndr. sono figlia al presidente del servizio di nettezza urbana. || MA spazzament.
specchie [spèkki̯ə sm. Specchio. || TF quànne se ròmbe nu spècchije so’ sètte ànne de desgràzije [ku̯ànnə sə  ròmbə nu spèkki̯ə sò sètt-ànnə də dəʃġràʒʒi̯ə] Ndr. quando si rompe uno specchio sono -capitano- sette anni di disgrazie. || TF spècchije.
speccià [spəččà] v. Sbrigare, con riferimento a una faccenda. || Anche spiccià [spiččà] || EG speccià.
specie [spèči̯ə sm. Meraviglia, Ribrezzo. || avv. Specialmente. || LR spècie ‘a premavère [spèči̯ə a prəmavérə] Ndr. specialmente in primavera. || LR spècie.
spedale [spədǻlə] sm. Opedale. || Anche spudale [spudǻlə] || RN  p a mammə a ppijtə ε a purttə  ələ [pò a màmmə à ppiġġi̯ǻtə e à ppurtǻtə o spədǻlə Poi la madre l'ha preso e l'ha portato all'ospedale. || TF ‘spedàle. || RN ələ.
spegulà [spəġulà] v. Spigolare. || ML¹ Cummàre, Cummàre nen ce jenne a spegulà, ‘u restùcce te ngeca l’ucchije, ‘u passarille te fàce candà [kummǻrə, kummǻrə nən čə i̯ènnə a spəġulà, u rəstùččə  tə  nğèka l-ùkki̯ə, u passarìllə tə fǻčə kandà] Ndr. Comare, comare non andare a spigolare, la stoppia ti acceca gli occhi, il passerotto ti fa cantare. || ML¹  spegulà.
spelate [sp«lǻt«] agg. Calvo. || MAM spe̥lǻte̥.
spenghelone [spəṅġəlónə] sm. Coda  cavallina.
spenille [spənìllə] sm. Spinello, Sigaretta confezionata manualmente. || agg. Si dice di ragazzo molto magro. || EG spenille.
spennà [spənnà] v. Spennare, Battere l’avversario al gioco vincendogli tutta la posta. || RM spennà.
spennacchiate [spənnakki̯ǻtə] agg. Spen-nacchiato.
spenne [spènnə] v. Spendere.
spenzarate [spənʒarǻtə] agg. Spensierato. || RM spenzaràte. ||  RF spÝnźaråtÝ.
sperà [spərà] v. Sperare.
speranze [spərànZə] sf. Speranza. || LMG Chi
  de speranze vive, desperàte more! [ki də spərànZə vìvə, dəspərǻtə mórə!] Ndr. Chi di speranza vive disperato muore. || ZO speranz (1864) || LMG speranze.
speranzule [spəranʒùlə] agg. Squattrinato. || RM speranzùle.
sperde [spèrdə] v. Smarrire.
speretuse [spərətùsə] agg. Spiritoso.
spertusà [spərtusà] v. Forare, Fare un pertugio, Bucare. || La spertusà.
spertusate [spərtusǻtə] pp. e agg. Forato. || RM spertusàte.
sperze [spèrzə pp. e agg. Smarrito. || LE mé truvaije sperzé ind’a ‘na furesté [mə truu̯ǻi̯ə spèrzə ìnd-a na furèstə] mi ritrovai smarrito in una foresta. || LE sperzé.
spese [spésə] sf. Spesa. || solo al pl. estens. Regali. || LMG Tratte che quille mégghie de té e facce i spèse! [tràttə kə kku̯ìllə mèġġi̯ə də tè e ffàččə i spésə!] Ndr. Tratta con chi è migliore di te e fagli dei regali! || TF spèse. || DPM spese. || FO spẹsẹ.
speselà [spəsəlà] v. Sollevare da terra. || LA speselà.
speselijate [spəsəlii̯ǻtə] pp. e agg. Sollevato. || RM speselejàte.
spetazzà [spətazzà] v. Spezzettare. || Anche spezzettà. || RN spëtazzá.
spettacule [spəttàkulə] sm. Spettacolo. || TF spettàcule.
spettarate [spettarǻtə] pp. e agg. Scollato. || RM spettaràte.
spezzate [spəzzǻtə] pp., agg. e sm. Spezzato, Rotto, Dolorante. || NM spezzate.
spezzatille [spəzzatìllə] sm. Spezzatino. || RM
  spezzatìlle.
spezzecà [spəzzəkà] v. Spiccicare. || RM spezzecà.
spezzendate  [spəzzəndǻtə]  agg.  Povero,  Mi
  sero, Bisognoso, Indigente. || MA n’z n’ m’porta si si ricche o spezzentate [nə nə mbòrtə si sì rrìkkə o spəzzəndǻtə] Ndr. non le interessa se sei ricco o povero. || MA spezzentate.
speziarije [spəzziarìi̯ə sf. Pasticceria, Farmacia. || SF speziarije.
spezzille [spəzzìllə] sm. Noce del piede, Stinco. || VF spezzillo (1841) || VC spezzìlle. || MM spezzílle.
spezzulijà [spəzzulii̯à] v. Piluccare, Mangiare a piccolissime quantità di cibo per volta. || Anche spuzzulijà [spuzzulii̯à] || LA spezzulijà.
spicce [spìččə] sm. pl. Spiccioli. || EG spicce.
spicchie [spìkki̯ə] sm. Spicchio. || ML nu spicchje d’aglie [nu spìkki̯ə d-àľľi̯ə] Ndr. uno spicchio d’aglio. || ML spicchje.
spiccià [spiččà] v. Sbrigare, Portare a conclusione, Compiere. || Anche speccià [spəččà] || SF agghja vedè quànne magghija spiccià stammatine! [àġġi̯a vədè  ku̯ànnə m-àġġi̯a spiččà stamatìnə!] Ndr. devo vedere quando mi devo sbrigare questa mattina! || NM faciteme jiè a spiccjà! [facìtəmə i̯ì a spəččà!] Ndr. fatemi andare a sbrigare -le faccende-. || LA spiccià. || NM spiccjà.
spidafuche [spidafùkə] sm. Marmitta. || lett. Sputafuoco. || Più com. marmitte.
spide [spìdə] sm. Spiedo.
spiegate [spi̯eġǻtə] pp. e agg. Spiegato.
spinapulece [spinapùləčə] sm. pl. Frutti selvatici di colore rosso molto piccoli. || RM spinapùlece.
spingule [spìṅġulə] sm. Spillo. || RM spìngule.
spirete [spìrətə] sm. Spirito. || CA¹ spįrete. || AO spìrete.
spirte [spìrtə] pp. e agg. Sperduto. || RM  spìrte.
spisse [spìssə] agg. e avv. Spesso. || SF Pèrò ije ne t’hagghje scurdàte, te pènze spisse [però ìi̯ə nən t-àġġi̯ə skurdǻtə, tə pènə spìssə] Ndr. Però io non ti ho dimenticata, ti penso spesso. || CL  spiss’. || SF spisse. || LC spîss’.
spizzeche [spìzzəkə solo nella locuz. a spizzeche e mulliche. Un pochino alla volta, Lentamente, Di tanto in tanto.
spizie [spìzzi̯ə sm. Ospizio. || cfr. cattore [kattórə] || RM spìzije. || LR spìzzie.
spjigà [spi̯iġà v. Spiegare.
spogghiambise [spoġġi̯ambìsə] sm. Addetto a togliere il cappio agli impiccati. || agg. Malvestito. ||  RM spogghjambìse.
spogne [spòɲɲə] sf. Erba selvatica commestibile. || RM spògne.
spose [spósə] sost. Sposo. || RM spòse.
sprecà [sprəkà] v. Sprecare.
sprechigghie [sprəkìġġi̯ə sm. Spreco, Sciupio.  ||  SF  sprechigghije. || [fg. spréco - ital.
  sprèco]
sprechizie [sprəkìzzi̯ə sm. Spreco.
spremalemone [spremaləmónə] sm. Spremilimone. || RM sprèmalemòne.
sprezzà [sprəzzà] v. disprezzare. || SF Chi accatte sprèzze, e chi n’accattate apprèzze [ki akkàttə sprèzzə e kki nn-à kkattǻtə apprèzzə] Ndr. Chi compra disprezza, e chi non ha comprato apprezza.
sprucete [sprùčətə] agg. Burbero, Scontroso. Particolare tipo di erba selvatica commestibile. || SF sprucede. || TF sprùcede.
spruvviste [spruu̯ìstə] pp. e agg. Sprovvisto.  || SF spruiste.
spudale [spudǻlə] sm. Ospedale. || Anche spedale [spədǻlə]
spugghià [spuġġi̯à] v. Spogliare. || RM spugghijà.
spundanate [spundanǻtə] sf. Angolo. || FB spundanàte.
spundanie [spundàni̯ə agg. Spontaneo. || CL
  spontanie.
spungecà [spunğəkà] v. Punzecchiare con uno spillo una bollicina con l’intento di farne uscire il pus. || RM spungecà.
spunzà [spunʒà] v. Mettere a mollo, Inzuppare d’acqua. || LA spunzà.
spunzale [spunʒǻlə] sf. Cipollotto fresco con
il lungo stelo verde. || FB spunzàle.
spurtagghià [spurtaġġi̯à] v. Guardare attentamente, Indagare. || cfr. scurchigghià, scanagghià [skurkiġġi̯à, skanaġġi̯à] || RM spurtagghjà.
spurtagghione [spurtaġġi̯ónə] sm. Pipistrello. || VF spurtaglione (1841) || FB spurtagghijòne. || SF spurtagghiòne.
spurtelle [spurtèllə] sf. Piccola cesta usata per il trasporto della ricotta. || FB spurtèlle.
spurtille [sapurtìllə] sm. Sportello. || FB spurtìlle.
spurtusà [spurtusà] v. Perforare. || RM  spurtusà.
spurtusate [spurtusǻtə] pp. e agg. Bucherellato. || EG spurtesate.
spusà [spusà] v. Sposare. || Anche ‘nzurà [nurà] || SG Proprie a te m’aveva aji a spusa? [pròpi̯ə a  tte m-avéva i̯ì  a  spusà?] Ndr. Proprio te dovevo sposare? -lett. mi dovevo andare a sposare-. || DPM pecchè nen nge mettime ‘nzime e ce spusame [pəè nə nğə məttìmə nʒìmə e ččə spusǻmə] Ndr. Perché non ci mettiamo insieme e ci sposiamo? || SG spusa. || RN spusá. || TF spusa’. || [fg. sposàre – ital. spoʃàre]
spusalizie [spusalìzzi̯ə sm. Sposalizio. || TF
  spusalìzije.
spusate [spusǻtə] pp. e agg. Sposato. || cfr. ‘nzurate. || AO U prìme anne spusàte o malàte o carceràte [u prìmə ànnə spusǻtə o malǻtə o karčərǻtə] Il primo anno sposato o malato o carcerato. || AO spusàte. || NM spusate.
spustate [spustǻtə] pp. e agg. Spostato, Pazzo. || FB spustàte. || CL spustate.
sputà [sputà] v. Sputare. || MM¹ Chi sputä ‘n cielë ’mbaccë li venë [ki spùtə nğìlə mbàččə i vénə] Ndr. Chi sputa in cielo gli cade sul viso. || ML chi sputa a l’arije ‘mbacce i vene [ki spùtə a l-àri̯ə  mbàččə i vénə] Ndr. chi sputa in aria, gli cade in faccia. || MM¹ sputà.
sputacchie [sputàkki̯ə sf. Sputo, Saliva sputata. || SF sputacchije.
sputarole [sputarólə] sf. Sputacchiera. || RM sputaròle.
sputazzelle [sputazzèllə] sf. Azione dello sputare mentre si parla. || RM sputazzèlle.
sputeruzzàte [sputəruzzǻtə] agg. Di pulcino appena uscito dal guscio. || FB sputruzzàte.
spuzzulijà [spuzzulii̯à] v. Piluccare, Mangiare a piccolissime quantità di cibo per volta. || Anche spezzulijà [spəzzulii̯à]  || RM spuzzulujà. || LA spezzulijà. || RM spizzelijà.
squaccià [sku̯aččà] v. Rompere, Fallire. || EG
  squaccià.
squacciate [sku̯aččǻtə] pp. e agg. Rotto, Ingrassato. || MG squacciat’. || SF squacciàte.
squagghià [sku̯aġġi̯à] v. Squagliare, Sciogliere, Filarsela. || RM squagghjà.
squagghiatille [sku̯aġġi̯atìllə] sm. Formaggio andato  a  male e maleodorante. || AO squag-
  ghjatìlle.  ||  TF squagghiatìlle.
squaquecchie [sku̯aku̯ècchi̯ə agg. Sdentato. || Locuz. vocche squaquecchie [vòkkə sku̯aku̯ècchi̯ə] Bocca sdentata. || AO squaquècchje.
squaraquacchià [sku̯araku̯àkki̯à] v. Avere un
  mancamento, Sentirsi male, più che altro in senso ironico.
squartate [sku̯artǻtə] pp. e agg. Squartato. || FB squartàte.
squascianà [sku̯ašanà] v. Allargare, Dilatare. || RM squascianà.
squascianate [sku̯ašanǻtə] pp. e agg. Dilatato, Ingrassato. || TF squascianàte.
squicce [sku̯ìččə] sf. Goccia, Piccolissma quantità di liquido. || FB squicce.
squiccijà [sku̯iččii̯à] v. Schizzare.
'sta [sta] agg. e pron. dim. f. Questa. || Anche queste [ku̯èstə] || ZO sta (1864) ||  CL ‘sta || [fg. quèsta - ital. quésta]
stà [stà] v. Stare. || EG ‘A voglie de stà ‘nzï-me, acqua passàte [a vòľľə də stà nʒìmə,  àkku̯a passǻtə] Ndr. La voglia di stare insieme, acqua passata. || BF l’uva mia ndo stáce?! [l-ùva mìa ndò stǻčə?!] Ndr. l’uva mia dove sta?!  || GG stà (1834).
staccà [stakkà] v. Staccare. || ME s’addurmendaje e chiane chiane n’usse ‘i staccaje [ki̯ǻnə ki̯ǻnə] si addormentò e piano piano un osso gli staccò.  || RM staccà.
staccarije [stakkarìi̯ə] sf. Pelletteria, Laboratorio di pellame, Negozio di pellami e tomaie. || NM¹ staccaria.
staccitte [staččìttə] contraz. di statte citte [stàttə čìttə] Stai zitto. || RM staccìtte.
staffone [staffónə] sm. Predellino, Gradino che fa da base allo sportello di una vettura o di un carretto. || FB staffòne.
stagghiate [staġġi̯ǻtə] agg. Non affilato. || RM stagghijàte.
stagghie [stàġġi̯ə sm. Cottimo. || locuz. fategà a stagghie. Lavorare a cottimo. || AO stàgghje.
staggione [staÈÈónə sf. Stagione. || MM a staggione. lavori dell’estate. || MM staggione.
stagnare [staɲɲǻrə] sm. Stagnaio. || FB stagnàre.
stagnarille [staɲɲarìllə] sm. Piccolo contenitore di stagno, Piccolo pezzetto di stagno, Tappo di stagno schiacciato. || EG  stagnarille.
stagnate [staɲɲǻtə] pp. e agg. Ristagnato, Guarito. || FB stagnàte.
stagne [stàɲɲə] sm. Stagno. || RN a mįttə nd rútələ də stagnə kə nu pokə d’uggjə [a mìttə ndo rùtələ də stàɲɲəə kə nu pókə d-ùġġi̯ə] la metti nella teglia, con un po’ d’olio. || RN stagnə.
stagnere [staɲɲérə] sf. Recipiente di latta, Fidanzata. || LR stagnère.
stajelle [stai̯èllə] sf. Cantinella, Lungo pezzo di legno, Di donna he ha le gambe molto sottili. || LR Tu haie raggione ca stache at-taccàte, si t’hagghje ‘ngrambe, pîzze de stajèlle, mûrte ambulande, uè, cane jelàte, te fazze l’osse cume e ‘i fainèlle! [tu ǻi̯ə rağğónə ka stǻkə attakkǻtə, si t-àġġi̯ə ṅġràmbə, pìzzə də stai̯èllə, mùrtə ambullàndə, u̯è, kǻnə lǻtə, tə fàzzə l-òssə kùmə è i fainèllə!] Ndr. Tu hai ragione che sto legato, se riesco ad afferrarti, listello di legno, morto ambulante, uè, cane infreddolito, ti riduco le ossa a dimensione delle carrube. || LR stajèlle. || EG staielle.
stalle [stàllə] sf. Stalla. || CA¹ D’ore in poije ve facime na stalle grosse quande e na caserme e tutte i vacche i mettime là [fačìmə] Ndr. D’ora in poi vi facciamo una stalla grande quanto una caserma e tutte le mucche le mettiamo là. || CA¹ stalle.
stalligne [stallìɲɲə] agg. In vena di prodezze. || AO stallìgne.
stamatine [stamatìnə] avv. Stamattina, Questa mattina. || SF ancore nen te spìcce stammatine, che succisse? [aṅġórə nən tə spìččə stamatìnə, k-è ssuččìssə?] Ndr. ancora non ti sbrighi questa mattina, che cosa è successo? || ZO stamatina (1864) || LR stammatine. || TF stammatìna.
stambà [stambà] v. Stampare. || TF stamba’.
stambarille [stambarìllə] sm. pl. Gambe molto sottili simili a stampelle. || LR Tenève ‘i vrazze cume e ‘i stumbarîlle [tənévə i vràzzə kùme i è stambarìllə] Ndr. Aveva le braccia -sottili- come le stampelle. || LR stumbarîlle.
stambate [stambǻtə] sf. Pedata, Zampata, Calcio dato con i piedi. || CL Uì, ne’ n’ha vole fenesce, m’ha date ‘na stampate [u̯ì, vólə] Ndr. Lo vedi, non la vuole smettere, mi ha dato una pedata. || CL stampate.
stambelle [stambèllə] sf. Stampella, Gruccia. || FB stambèlle.
stangarse [stàṅġàrsə v. rifl. Stancarsi. || LA sénza stangarse maje [sèna stàṅġàrsə mǻi̯«] Ndr. senza stancarsi mai. || LA stangarse.
stanghe [stàṅġə sf. Stanga, Ragazza abbastanza alta e formosa. || agg. Stanco. || Locuz. stànghe mùrte [stàṅġə mùrtə] Stanco morto, stanchissimo. || MP stanche. || LA stanghe.
stangone [staṅġónə] sm. Stanga piuttosto grossa, Ragazza alta e formosa. || RM  stangòne.
stanze [stànə] sf. Stanza. || FB stanze. || FP stanz.
starne [stàrnə] sf. Starna. || ZO starn (1864).
stasere [stasérə] avv. Questa sera. || DLC  stasére.
state [stǻtə] pp. e sm. Stato. || ZO steut (1864) || GF stöte.
statere [statérə] sf.  Stadera,  Bascula,  Bilan-
  cia. || cfr. velanze [vəlànə] || MU statère.
statuette [statuèttə sf. Statuetta. || PM statuétte.
stavecepasse [stavəčəpàssə] pron. indef. Niente, Alcunché. || contraz. di sta vije ce passe [sta vìi̯ə čə pàssə] Non mi tocca in alcun modo, lett. Questa via ci passa. || RM stavecepàsse.
stavote [stavótə] par. comp. Questa volta. || FP stavot.
stazione [stazzi̯ónə] sf. Stzzione. || LR stazione.
stazzote [stazzótə] contraz. di statte zote [stàttə zótə] Sta fermo. || RM stazzòte.
stecchione [stəkki̯ónə] agg. Detto di persona di alta statura. || Anche sticchione      [stikki̯ónə] || FB stecchijòne. || EG stecchione.
steffuse [stəffùsə] agg. Seccante, Detto di cibo molto dolce. || SF steffùse.
stelle [stèllə] sf. Stella. || EG tutt’i prèzze so arruvàte fîn’ e stèlle [tùtt-i prèzzə sò arruu̯ǻtə fìn-e stèllə] Ndr. tutti i prezzi sono arrivati alle stelle. || SG nù ciéle chijìne de stélle! [nu čìlə  ki̯ìnə  də stèllə!] Ndr. un cielo pieno di stelle ! || EG stèlle. || SG stélle. || DAM stelle.
stende [stèndə] agg. e sm. Stento. || Locuz. a stende [a stèndə] A stento. || RM stènde.
stendenijà [stəndənii̯à] v. Scuotere, Sballot-
  tare, Picchiare. || RM stendenijà.
stendinambrazze [stəndinambràzzə avv. Di mala voglia, Malvolentieri. || contraz. di stendine ‘mbrazze [stəndinə mbràzzə lett.  -con gli- intestini in braccio. || RM stendìnambràzze.
stendine [stəndìnə] sm. Intestino, Interiora dell’agnello utilizzate per confezionare i turcenìlle. || EG stendine.
stengenate [stənğənǻtə] sf. Bastonata. || pp. e agg. Rotto, Fatto male, Malridotto, Rovinato. || FB stengenàte.
stenne [stènnə] v. Stendere. || Locuz. stenne i tacche. Morire. || AO stenne.
stennicchie [stənnìkki̯ə] sm. Stiracchiamento. || MA Na vota ancora tutt’ ‘mbambulate e assunnate dicije, tra nu stinnicchie e na galliate, “Si a fatica fosse ‘bbona a dessere pe’ cura e malate!” [na vótə aṅġórə  tùttə mbambulǻtə e assunnǻtə dicìi̯ə, tra nu  stənnìkki̯ə e na ġalii̯ǻtə, “si a fatìkə fòssə bbónə a dèssərə pə kkùrə è malǻtə!”] Ndr. Una volta ancora tutto imbambolato e assonnato disse, tra uno stiracchiamento ed uno sbadiglio,  “Se il lavoro fosse una cosa buona la prescriverebbero come cura agli ammalati!”. || MA  stinnicchie.
stennute [stənnùtə] pp. e agg. Steso, Disteso, Sdraiato. || FB stennute.
stepà [stəpà] v. Conservare, Mettere da parte,
  Rinchiudere, lett. Mettere nello stipo. || SA Stìpe ca trùve [ka] Conserva che trovi. || GA vogghije stà stipate a quà inde, e nenn vogghije vedè a nisciun! [vòġġi̯ə  stà  stəpǻtə akku̯à ìndə, e nən vòġġi̯ə vədè a nniššùnə!] Ndr. voglio stare rinchiusa qua dentro, e non voglio vedere nessuno. || RM stepà.
stepette [stəpèttə] sm. Piccolo stipo. || RM stepètte.
stepone [stəpónə] sm. Grosso armadio di legno, Persona molto alta e grossa. || FB stepòne.
sterà [stərà] v. Stirare. || AO sterà.
sterdelute [stərdəlùtə] pp. e agg. Stordito. || RM sterdelùte.
sternute [stərnùtə] sm. Starnuto. || FB  sternùte.
stessa [stèssa] agg. e pron. dim. f. Stessa. || LR stèssa.
stesse [stèssə] agg. e pron. dim. m. Stesso. || LR stèsse. || PM stésse.
stezzecà [stəzzəkà] v. Piovigginare. || LMG Sì nen chiove, stezzechèie! [si nən ki̯óvə,  stəzzəkèi̯ə!] Ndr. Se non piove, pioviggina. || RM stezzecà.
'sti [sti] agg. e pron. dim. pl. Questi, Queste. || LR sti fegure [sti fəġùrə] Ndr. queste figure. || GF¹ sti. || [fg. quèsti - ital. quésti]
sticche [stìkkə sm. Mezzo mattone messo in verticale. || RM stìccke.
stipe [stìpə sm. Stipo, Mobile per oggetti di valore, Armadio a muro per alimenti. ||  SF stipe.
stizze [stìzzə sf. Goccia, Lacrima. || EG T’hagghia fa chiagne a tand’a stizze! [t-àġġi̯a fà ki̯àɲɲə a tànd-a stìzzə!] Ndr. Ti farò piangere con tanto di lacrime! || AO stìzze. || EG stizze. || [fg. gòccia - ital. góccia]
stizzecazzecà [stizzəkazzəkà scioglilingua per stezzecà [stəzzəkà, vedi.
stommeche [stòmməkə sm. Stomaco. || GG stefano (1834). || TF stòmmeke.
stoppe [stòppə sf. Stoppa. || RM stòppe.
storce [stòrčə] v. Storcere, Torcere. || EG storce.
storie [stòri̯ə] sf. Storia. || TF Me pàre mìll'ànne, accussì fenèsce quèsta stòrije! [mə pǻrə mill-ànnə, akkùssì fənèššə sta stòri̯ə!] Ndr. Mi sembrano mille anni -non vedo l’ora- così finisce questa storia! || TF stòrije.
storte [stòrtə] pp. e agg. f. Storta. || al m. sturte [stùrtə]  || EG P’u delore è ‘ddevendà tutta storte [p-u dəlórə è dəvəndà tùtta stòrtə]. Ndr. A causa del dolore diventerai tutta storta. || EG storte. || TF stòrte.
stoteche [stòtəkə] agg. f. Storidta, Statica. || cfr. vicciastoteche. || BA stoteche.
stozze [stòzzə sf. Pezzetto di pane indurito. || MG¹ A case  d’i  poverilli  nen  manchene  stozze [a kǻsə d-i povərìllə nən màṅġənə stòzzə] Ndr. Nella casa dei poveretti non mancano pezzi di pane duro. || MG¹ stozze. || FD stòzze.
stracecerijà [stračəčərii̯à] v. Straparlare, Sparlare.
strachijune [strakii̯ùnə] sm. pl. Stenti, Privazioni, Disagi. || SF strachijùne.
stracquà [strakku̯à] v. Stancare. || SG Mi so stracquate, famme iji arretra’ [mə sò strakku̯ǻtə, fàmmə i̯ì a rrətərà] Ndr. Mi sono stancato, fammi andare a ritirare. || RM stracquà.
stracquachiazze [stràkku̯aki̯àzzə agg. Sfaccendato. || EG stracquachiazze.
stracque [stràkku̯ə agg. Stanco. || EG  stracque.
strada [strǻda] sf. Strada, Via. || Anche strade. || FP Chi lass a strada vecchie [ki làssə a strǻda vèkki̯ə] Ndr. Chi lascia la strada vecchia. || FP strada.
strade [strǻdə] sf. Strada, Via. || Anche strada. || LR ‘a casa suje è state sèmbe ‘a strade [a kǻsa sùi̯ə  è stǻtə sèmbə a strǻdə] Ndr. la sua casa è stata sempre la strada. || EG P’a stràde ‘nge passàve ‘n’anema vive [p-a strǻd nğə passǻvə ànəma vìvə] Ndr. Per la strada non passava un’anima viva -nessuno-. || ZO streude (1864) || BF stráte. || LR strate. || FC stràde. || RN strdə.
stradone [stradónə] sm. Stradone, Viale. || SF stradòne.
stradunnelle [stradunnèllə] sf. Stradina. || CL stradunnella.
strafacciate [strafaččǻtə] pp. e agg. Stravolto, Con il viso rovinato, Sfigurato. || RM strafacciàte.
strafucà [strafukà] v. Soffocare, Mangiare voracemente, Divorare. || FB strafucà.
strafucatorie [strafukatòri̯ə] sm. Cibo, Mangiare. ||  TF strafucatòrije.
strafuche [strafùkə sm. Cibo, per lo più cucinato sul fuoco. || EG strafuche.
strambalate [strambalǻtə] agg. Strampalato, Bizzarro, Strambo, Bislacco. || FB strambalàte.
strane [strǻnə agg. e sm. Strano. || TF stràne.
'stranie [stràni̯ə agg. Estraneo. || Anche estranie [estràni̯ə
strapazze [strapàzzə sm. Strapazzo. || RM strapàzze.
strapizze [strapìzzə] sm. Scagliozzo di forma quadrata. || cfr. scagghiuzze. || MM¹ strapiezze. || FB strapizze.
strappe [stràppə] sf. Coramella, Striscia di cuoio per affilare i rasoi. || SF strappe.
strappose [strappósə] sf. Involtino di carne di
  cavallo riccamente condito, Fidanzata. || SF strappòse.
strascenà [strašənà] v. Trascinare, Strisciare per terra. || NC nu struppialtiello che strascin’ a lenga [nu struppii̯ǻtìllə ke strašìnə a lèṅġə] Ndr. un piccolo storpio che striscia -per terra- la lingua. || FB strascenà.
strascenate [strašənǻtə] sm. Pasta fatta in casa. || sf. Donna senza modi di basso ceto. || AO strascenàte.
stratone [stratónə] sm. Stradone, Strada molto larga. || RA stratone.
straurdenarie [straurdənàri̯ə agg. Straordinario. || SG si n’ci paghene u’ straurdinarie [si nğə pàġənə u straurdənàri̯ə] Ndr. se non gli pagano lo straordinario. || SG straurdinarie.
stravaccate [stravakkǻtə] pp. e agg. Stravaccato, Sdraiato comodamente. || SF stravaccàte.
strazzà [strazzà] v. Strappare, Lacerare. || BA Nen se spose u ciucce pe paura ca i strazze i lenzole [nən sə spósə u čùččə pə ppaùrə ka i stràzzə i lənólə] Non sposa l’asino per paura che  stando a letto strappi le lenzuola. || SF  strazzà.
Strazzacappe [strazzakàppə] pers. m. stor. Strazzazappa. || LA Strazzacappe.
strazzate [strazzǻtə] pp. e agg. Strappato. || sm. Straccione, Barbone, Poveraccio. || FO U cœnẹ muzzẹcheije u strazzœtẹ [u kǻnə muzzəkèi̯ə u strazzǻtə] Il cane morde lo straccione. || PM strazzete. || PM strazzète. || ML strazzate. || LR strazzàte. || FO strazzœtẹ.
strazze [stràzzə sm. Strappo. || BA strazze.
strazià [strazzi̯à] v. Straziare.
straziate [strazzi̯ǻtə] pp. e agg. Straziato. || SG Tene u’ core straziàte [ténə u kórə strazzi̯ǻtə] Ndr. Ha il cuore straziato. || SG straziàte. || GF¹ strazziàte.
strazie [stràzzi̯ə sm. Strazio. || NM strazje.
strazzulle [strazzùllə] sm. Straccione. || Locuz. l'Òpere ‘i strazzùlle [l-òpərə i strazzùllə] Il teatro dei pupi, lett. L’opera degli straccioni. || SF Ce vedime a Sanda Marije di strazzùlle [čə vədìmə a ssànda marìi̯ə d-i strazzùllə] Ci vediamo in quel periodo, l’8 settembre. Ndr. lett. -a Santa Maria degli straccioni-. || SF strazzùlle.
stregghià [strəġġi̯à] v. Strigliare. || RM  stregghjà.
stregneture [strəətùrə] sf. Strettoia. || Anche strengetore [strənğətórə] || FO A strẹgnẹturẹ du sàcchẹ, sẹ sèntẹ rẹmorẹ dẹ nöcẹ [a strəətùrə d-u sàkkə, sə sèndə rəmórə də nóčə] Quando si stringe il sacco, si sente il rumore di noci. || FO strẹgnẹturẹ.
stremate [strəmǻtə] agg. Stremato. || SF stremàte.
stremenate [strəmənǻtə] pp. e agg. Stermina-
  to. || SG Nemmànk’a guérra cià stremenàte [nemmàṅġə a ġu̯èrrə č-à strəmənǻtə] Ndr. Neanche la guerra ci ha sterminati. || SG stremenàte.
strenge [strènğə] v. Stringere. || LMG Chi troppe vole, nînte strénge [ki tròppə vólə, nìndə strènğə] Ndr. Chi troppo vuole, niente stringe. || LMG strénge.
strengetore [strənğətórə] sf. Strettoia. || Anche stregneture [strəətùrə] || Locuz. ’a strengetore. Alle strette. || RM strengetòre.
strepetizze [strəpətìzzə sm. pl. Isterismi, Convulsioni.
strette [strèttə] agg. f. Stretta. || al m. stritte. || PM strétte e chiène de buche [strèttə e kki̯énə də bùkə] Ndr. stretta e piena di buche. || FD strètte. || PM strétte. || FO strettẹ. || [fg. strètta - ital. strétta.]
streveze [strèvəzə agg. Sterile. || FB strèveze.
strigghie [strìġġi̯ə sf. Striglia. || RM strìgghije.
strisce [strìššə] sf. Striscia.
striscià [strìššà] v. Strisicare. || MA Chi da nanze t’allisce, da rete t’ strisce [ki da nànə t-allìššə, da rétə tə strìššə] Ndr. Chi davanti ti liscia, di dietro ti striscia.
striseme [strìsəmə] sm. pl. Isterismi, Convulsioni. || EG strisme.
stritte [strìttə] agg. Stretto. || agg. f. strette [strèttə] || FB stritte. || [fg. strètto - ital. strétto.]
stroppele [stròppələ] sf. pl. Cenci, Robe vecchie, Cose inutili. || SA Sta cáse è chiéne de stròppele [sta kǻsə è ki̯énə də stròppələ] Questa casa è piena di robe vecchie. || FB stròppele.
struculature [strukulatùrə] sm. Spazzolone per pavimenti. || FB struculature.
struculà [strukulà] v. Strofinare. || LE 'U Tavulijeré mijé, nun'eijé 'na fazzatoré pe' 'mbastà; e manghé 'na tavule pé' struculà li panne [u tavəlìrə mìə nənn-è na fazzatórə pə mbastà; e màṅġə na tàvulə pə strukulà i pànnə] Ndr. Il mio Tavoliere non è una madia per impastare; e neanche una tavola per strofinare i panni. || LE struculà.
strufunà [strufunà] v. Strofinare. || RM  strufunà.
struje [strùi̯ə v. Consumare. || CS A precessijone stáce fèrme e a cère se struje [a prəčəssi̯ónə stǻčə fèrmə e a čérə sə strùi̯ə] Ndr. La processione sta ferma e la cera si consuma. || FB struij. || CS struje.
strumbigghie [strumbìġġi̯ə sf. Insieme di oggetti brutti e inutili, Cianfrusaglia. || RM strumbìgghije.
strumende [strumèndə sm. Strumento, Chiasso, Pandemonio, Atto notarile. || EG Pe ‘nu pizzele arrète a ‘na rècchie, stàie facènne stù ‘Ddije de strumènde? [pə nu pìzzələ arrétə a na rèkki̯ə, stǻi̯ə fačènnə stu ddìi̯ə də strumèndə?] Ndr. Per un pizzicotto dietro un’orecchio, stai facendo tutto  questo  pandemonio? || EG strumènde.
struppijà [struppii̯à] v. Storpiare, Stroppiare.
  || NM purtatelle dallà, che sennò a cumme stache, oggje u struppijeje! [purtatìllə da llà, ke sənnò a kkumə stǻkə, òğğə u struppièi̯ə!] Ndr. portatelo di là, altrimenti, visto come sto, oggi lo stroppio! || RM struppijà.
struppijate [struppii̯ǻtə] agg. Storpio. || pp. Storpiato, Reso deforme. || BA Vide cum’u marite ave struppiate a quella là [vidə kumə u marìtə  à struppii̯ǻtə a  kku̯èlla llà] Ndr. Guarda come il marito ha storpiato -ingrassato- quella là. || SF struppiàte. || BA struppiate. || NC struppialtiello.
strusce [strùššə] sm. Passeggiata lungo il viale principale del paese con gli abiti della festa. || EG strusce.
strusciatone [struššatónə] sm. Acquazzone, Pestaggio. || RM strusciatòne.
struville [struu̯ìllə] sm. Pezzo di legno delle botti di vino. || SF struville.
struzzà [struzzà] v. Strozzare, Strangolare. || cfr. struzzulijà. || RM struzzà.
struzzine [struzzìnə] sm. Strozzino. || DPM struzzine.
struzzulijà [struzzulii̯à] v. Strozzare.
stu [stu] agg. e pron. dim. sing. Questo. || cfr. quiste. || SA Stu fàtte [stu fàttə] Questo fatto. || SA Da st’ùcchie nge véde [da st-ùkki̯ə nğə védə] Da quest’occhio non vedo. || SG stu.
stubbetacchione [stùbbətakki̯ónə] agg. superl. Stupidissimo.
stubbetarije [stubbətarìi̯ə sf. Stupidaggine.
stubbete [stùbbətə] agg. e sost. Stupido. || SA Stàte stùbbete! [stàtə stùbbətə!] Ma guarda questo stupido! || MG Pighiatill faccia de stubbte, allumene fumame int’u trene! [piġġi̯atìll« fàčč« də stùbbətə, allumén« fumǻn« nd-ó trén«!] Ndr. Pigliali faccia di stupido, almeno fumiamo nel treno! || MG stubbte.
stubbetijà [stubbətii̯à] Comportarsi da stupido. || RM stubbetejà.
stubbetille [stubbətìllə] agg. Stupidino. || RM stubbetìlle.
stubbetite [stubbətìtə] pp. e agg. Stupidito, Rincretinito. || Anche stubbetute [stubbətùtə]
stubbetute [stubbətùtə] pp. e agg. Stupidito, Rincretinito. || Anche stubbetite  [stubbətìtə]
stuccà [stukkà] v. Tagliare di netto.  || SA T’àgghia stuccà ‘a cápe! [t-àġġi̯a stukkà a kǻpə!] Ti devo tagliare la testa.
stucce [stùččə] sm. Tutolo, Asse dell’infruttescenza del granturco in cui sono inseriti i granelli. || MM stúcce.
stucchie [stùkki̯ə sm. Stelo. || VF stucchio (1841).
stucchijà [stukkii̯à] v. stuccare. || TF  Va' fadìghe, stànne i pòrte da stucchia' [và fatìġə, stànnə i pòrtə da stukkii̯à]  Ndr.  Vai a lavorare, ci sono le porte da stuccare. || TF stucchia’.
studià [studi̯à] v. Studiare. || FD Fìne a che u’ mìdeche stùdie, u’ malàte mòre [fìnə a kkè u mìdəkə stùdi̯ə, u malǻtə mórə] Ndr. Nel frattempo che il medico studia, il malato muore. || RM studijà.
stufarole [stufarólə] sf. Caldaia. || FB stufaròle.
stuffate [stuffǻtə] pp. e agg. Sciocciato, Stufato, Infastidito. || FB stuffàte.
stuffe [stùffə sm. Nausea, Rigetto, Seccatura. || SA M’è venùte ‘u stùffe a magnà sèmbe ‘i stèsse fàtte [m-è vvənùtə u stùffə a maɲɲà sèmbə i stèssə fàttə] Mi è venuta la nausea a mangiare sempre le stesse cose.
stujamusse [stui̯amùssə] sm. Tovagliolo. || RM stujamùsse.
stujà [stui̯à] v. Pulire. || RM stujà.
stujate [stui̯ǻtə] pp. e agg. Pulito e Asciugato. || RM stujàte.
stunacà [stunakà] v. Stonacare, Togliere l’intonaco dalle pareti. || RM stunacà.
stunate [stuntə] pp., agg. e sost. Stonato. || RM stunàte.
stuppà [stuppà v. Fermare una persona. || SA
  A mme nen me piáce a stuppà ‘i fèmmene p’a stráde [a mme nən mə pi̯ǻčə a stuppà i fèmmənə p-a strǻdə] A me non piace fermare le donne -con l’intento di farne la conoscenza- per strada.
stuppagghie [stuppàġġi̯ə sm. Batuffolo di stoppa, Stoppaccio. || RM stuppàgghije.
stuppagliuse [stuppaľľùsə] sm. Imbroglione, Disonesto, Persona in gamba, Furbacchione. || RM stuppagljùse.
stuppele [stùppələ] sm. Pallottola di stracci o di carta, Strafinaccio da cucina. || FB stupple. || EG stuppele. || VF stuppolo (1841).
sturciaminde [sturčamìndə] sm. pl. Smorfie, Moine. || RM sturciamìnde.
sturdelì [sturdəlì] v. Stordire. || LA ‘u favugne cavete te sturdelisce [u favùɲɲə  kàvətə  tə sturdəlìššə] Ndr. il favonio caldo ti stordisce.
sturielle [sturi̯èllə] sf. Storiella, Favoletta, Bugia, Fandonia. || AA sturjèlle.
sturlacchie [sturlàkki̯ə solo nella locuz. a’ sturlàcchie [a sturlàkki̯ə Alla carlona, Alla meno peggio. || RM sturlàcchije.
sturte [stùrtə] pp. e agg. Storto. || al f. storte [stòrtə]  || locuz. stùrte e ddrìtte [stùrtə e ddrìttə] Bene o male. || TF Che ti si avezàte c’u pìde stùrte? [ke tə sì avəzǻtə k-u pìdə stùrtə?] Ndr. Che ti sei alzato con il piede sbagliato? || LE stuorté. || SG sturte. || TF stùrte.
stutà [stutà] v. Spegnere. || EG a ‘cchiàne a
  ‘cchiàne, te lasse e se stute [a kki̯ǻnə a kki̯ǻnə, tə làssə e ssə stùtə] Ndr. piano piano, ti lascia e si spegne. || FB stutà.
stutacannele [stutakannélə] sm. Spegnitoio, Spegnimoccolo. || FB stutacannèle.
stutafuche [stutafùkə par. comp. Spegnifuoco. || GF È stöte n’acque stutafúche [è stǻtə n-àkku̯ə stutafùkə] Ndr. È stata un’acqua spegnifuoco. || GF stutafúche.
stuvale [stuu̯ǻlə] sm. Stivale. || RM stuvàle. || ZO stiveul (1864).
stuvalette [stuu̯alèttə] sm. Stivaletto.  || CL ‘i stivalett’ cu’ tacche avete [i stuu̯alèttə k-u tàkkə àvətə] Ndr. gli stivaletti con il tacco alto. || CL stivalett’.
stuzzate [stuzzǻtə] sm. L’atto del fuoriuscire del pulcino dall’uovo. || NM i pulicinille sò stuzzate e divendate già galluccjje!! [i puləčənìllə sò stuzzǻtə e ddəvəndǻtə ğğà ġallùččə!!] Ndr. I piccoli pulcini sono nati e diventati gia galletti. || NM stuzzate.
stuzze [stùzzə solo nella locuz. jì ‘o stuzze [i̯ì  o stùzzə] Scappare. || EG stuzze.
subbete [sùbbətə] agg. Subito. || Locuz. de sùbbete [də sùbbətə] All’improvviso. || MG subbte m'appresentaje [sùbbətə m-apprəsəndǻi̯ə] Ndr. subito mi presentai. || TF sùbbete. || CS súbbete. || CL subbete.
succede [suččédə] v. Succedere, Accadere. || SA Chè t’è succìsse? [ke tt-è suččìssə] Cosa ti è capitato? || SG¹ Succédene cose ckè nen s’erene màij vìste [suččèdənə kósə ke nən s-èrənə mǻi̯« vìstə] Succedono cose che non si erano mai viste. || RM succède.
sucche [sùkkə sm. Succo. || SF sukke.
sucialiste [sučalìstə] agg. e sost. Socialista. || GE U suggialisto e la mugliera [u sučalìstə e  məġġi̯érə] Ndr. Il socialista e la moglie. || GE suggialisto.
sucutà [sukutà] v. Perseguitare, Inseguire. || RM sucutà.
sucutate [sukutǻtə] pp. e agg. Perseguitato, Inseguito. || FB sucutàte.
sudà [sudà] v. Sudare. || FB sudà.
sudate [sudǻtə] pp. e agg. Sudato. || LE P’ tutt’ n’ann ghij agghij sudát’ [pə ttùttə n-ànnə ġìi̯ə àġġi̯ə sudǻtə] Ndr. Per tutto un anno io ho sudato. || LE sudát’.
suddesfatte [suddəsfàttə] pp. e agg. Soddisfatto. || TF suddesfàtta.
suddesfazione [suddəsfazzi̯ónə] sf. Soddisfazione. || VMG suddësfazionë.
suffrì [suffrì] v. Soffrire. || VMG suffrì.
suggità [suğğità] sf. Società. || GE  suggietà.
suggiuvà [suğğuu̯à] v. Saziare.
suja [sùi̯a agg. e pron. poss. f. sing. Sua. || BF suja.
suje [sùi̯ə agg. e pron. poss. Suo, Suoi. || al f. anche suja [sùi̯a. || SF sùje. || P suj’. || [fg. suói - ital. suòi]
sulamende [sulamèndə] avv. Solamente. || ZO solamente (1864) || PM sulamènte. || ME sulamènde. || [fg. solamènte - ital. solaménte]
sularelle [sularèllə] solo nella locuz. sularèlle sularèlle [sularèllə sularèllə] Sola soletta. || MA sularella.
sulche [sùlkə  sm.  Solco. ||  SF sulcke. ||  [fg.
  sòlco - ital. sólco]
suldate [suldǻtə] sm. Soldato. || AO suldàte. || FP suldat. || EG suldate. || CS suldáte.
sule [sùlə] agg. m. Solo. || al f. sole [sólə] || cfr. sckitte [škìttə] || AO Mègghje sùle che male accumbagnàte [mèġġi̯ə sùlə ke mǻlə akkumbaǻtə] Meglio solo che male accompagnato. || PR sûle. || CL sule. || AO  sùle.
sulenne [sulènnə] agg. e sost. Solenne. || LE sulenne.
sulluzze [sullùzzə sm. Singhiozzo. || Anche selluzze. || RM sullùzze. || [fg. singhiòzzo - ital. singhiózzo]
sumenà [sumənà] v. Seminare. || BA Siemene quanne vuoje c’a giugne miete [sìmənə ku̯ànnə vùi̯ə k-a ğğùɲɲə mìtə] Semina quando vuoi, ma sempre a giugno mieterai. || FB sumenà.
sumenate [sumənǻtə] pp. agg. e sost. Seminato. || RM sumenàte.
summende [summèndə] sf. Seme, Semente, L’insieme dei semi da seminare. || Locuz. summende checozze. Seme di zucca. || SA Và a’ chiazzètte a ‘ccattà dóje summènde [và a ki̯azzèttə a kkattà dói̯ə summèndə] Vai al mercato a comprare un po’ di semini. || FB summènde.
sunà [sunà] v. Suonare. || BA Isse su sono e isse su frische [ìssə s-u sónə e ìssə s-u frìškə] lui canta e lui fischia, fa tutto da se. || LA ‘i cambane sunarene [i kambǻnə sunàrənə] Ndr. le campane suonarono. || FB sunà.
sunarille [sunarìllə] sm. Giocattolo sonoro per bambini. || FB sunarille.
sunate [sunǻtə] sf. Sonata, Composizione musicale. || pp. e agg. Suonato. || FB sunàte.
sunatore [sunatórə] sm. sing. Suonatore, Musicista. || pl. sunature [sunatùrə] || RM sunatòre.
sunature [sunatùrə] sm. pl. Suonatore, Musicista. || sing. sunatore [sunatórə] || FB sunature.
sune [sùnə] sm. Suono. || CS sune. || [fg. suóno - ital. suòno]
sunette [sunèttə] sm. Sonetto. || LA sunétte. ||  [fg. sonètto - ital. sonétto]
sunnà [sunnà] v. Sognare. || SF sunnà.
sunne [sùnnə] sm. Sonno, Sogno. ||  Locuz. scappà a sunne. Addormentarsi, Dormire pesantemente. || BA Suonne sunnate tre vote jucate [sùnn« sunnǻt« trè vvót« i̯ukǻt«] Sogno sognato si gioca tre volte. || TF Stu poverìlle nen scàppe màje a sùnne! [stu pov«rìll« nə skàpp« mǻi̯« a ssùnn«!] Ndr. Questo  poveretto non dorme mai! || BA suonne. || TF ssùnne. || LA sûnne.
superbie [supèrbi̯ə] sf. Superbia. || BA superbie.
suppigne [suppìɲɲə] sm. Solaio. || SF suppigne.
supplizie [supplìzzi̯ə sm. Supplizio. || LR Sanghe d’a morte, e quiste è nu supplìzzije!
  [sàṅġə d-a mòrtə, e kku̯ìstə è nu supplìzzi̯ə !] Ndr. Sangue della morte, e questo è un supplizio! || LR supplìzzije.
suppundà [suppundà] v. Sostenere. || Anche
  seppundà. || RM suppundà. 
suppurtà [suppurtà] v. Sopportare. || NM Sckitte u’ marite a pote suppurtà [škìttə u marìtə a pótə suppurtà] Ndr. Solo il marito la può sopportare. || NM suppurtà.
surdarije [surdarìi̯ə] sf. Sordità. || MP Mannaggé a’ surdarije che tene! [mannàğğə a surdarìi̯ə ke ténə!] Ndr. Mannaggia alla sordità che ha! || MP surdarije.
surde [sùrdə] agg. e sm. Sordo. || al f. sorde [sòrdə] || || PR sûrde. || MP surde. || [fg. sòrdo - ital. sórdo]
surdelline [surdəllìnə] sm. Fischio. || FB surdellene.
surge [sùrğə] sm. Topo. || MM¹ U verö figgh’da gatta adda sape’ aggappa’ i surgë [u vérə fìġġi̯ə d-a ġàttə àdda sapè aṅġappà i sùrğə] Il figlio della gatta deve sapere acchiappare i sorci. || MM¹ surgë.
surrise [surrìsə] sm. Sorriso. || PM sorrise.
susanille [susanìllə] sm. Campanello per cavalli. || EG susanille.
susperà [suspərà] v. Sospirare. || MA Chi prima n’ penza all’uteme suspira [ki prìmə nən pènə a l-ùtəmə suspìrə] Ndr. Chi non pensa prima, alla fine sospira.
suspire [suspìrə] sm. Sospiro. || PR ind’a stu core mije quanda suspire [ìnd-a stu kórə mìi̯ə ku̯ànda suspìrə] Ndr. in questo cuore mio quanti sospiri. || PR suspire.
suste [sùstə] sf. Agitazione, Malumore. || VMG sï trattä cä së unö tenë na sustä cu quaccunö, së la scontä cü n'angiuriä cä lë facë [sə tràttə ka si ùnə ténə na sùstə kə  ku̯akkùnə, s-a skòndə kə n-anğùri̯ə ke i fǻčə] Ndr. si tratta che se uno è di cattivo umore con qualcuno, se la sconta facendo oltraggio al re. || AO sùste. || VMG sustä.
suttane [suttǻnə] sf. Sottana. || cfr. vennelle. || LR suttàne. || CL suttane.
sutterrate [suttərrǻtə] pp. e agg. Sotterrato. || FB sutturràte.
suvirchie [suu̯ìrki̯ə agg. e sm. Eccessivo, Abbondante, Soverchio, il Di più. || CS U suirchije rompe o  cuirchije [u suu̯ìrki̯ə ròmbə o kuu̯ìrki̯ə] Ndr. Il soverchio rompe il coperchio. || BA suverchie. || AO suìrchje. || CS suirchije.
suzze [sùzzə agg. Simile, Uguale, Corrispondente. || Locuz. suzze suzze [sùzzə sùzzə Pari pari. || FB suzze.
svacandà [ʃvakandà] v. Svuotare. || FB svacandà.
svendurate [ʃvəndurǻtə] agg. Sventurato. || FO svẹnturätẹ.
svizzere [ʃvìzzərə] agg. e sm. Svizzero. || top. f. Svizzera. || TF svìzzere.

T

t'a [t-a] pron. pers. + pron. f. Te la.
tabbane [tabbǻnə] sm. Cappotto. || SF tabbàne.
tabbaccheficie [tabbakkəfìči̯ə] sm. Tabacchificio. || RN tabbakkəfìćə.
tabbacchere [tabbakkérə] sf. Tabacchiera. || BF ttabbacchèr.
tabbacchine [tabbakkìnə] sm. Tabaccheria, Rivendita di tabacchi. || AO tabbacchìne.
tabbarre [tabbàrə] sm. Tabarro, Mantello da uomo ampio e pesante in uso nel passato.
taccarate [takkarǻtə] sf. Bastonata, Percosse. || VC taccaràte. || CA¹ taccara̸te.
taccare [tàkkarə] sm. antiq. Bastone di legno.  || VC cu nu tàccaro mmano menava taccaràte a do vieni ca so cepolle [ku nu tàkkarə mmǻnə mənǻvə takkarǻtə addò vìnə ka so ččəpòllə] frase caratteristica del volgo, che vale all'impazzata. Ndr. lett. con un bastone in mano menava bastonate all’impazzata. || VC tàccaro.
taccarille [takkarìllə] sm. Piccola asse di legno. || Anche ttaccarille [ttakkarìllə] || Locuz. a ttaccarille [a ttakkarìllə] Come piccole assi di legno. || SA Téne ‘i máne a ttaccarìlle [ténə i mǻnə a ttakkarìllə] Ha le mani come ‘piccole assi di legno’ -è manesco- || CL tine ‘na lenghe che assemmegghie a ‘nu taccarille a chi daije e a chi prumitt’ [tìnə na lèṅġə ke assəmmèġġi̯ə a nu takkarìllə, a kki dǻi̯ə e a kki prumìttə] Ndr. hai una lingua che sembra una assicella di legno, a chi dai e a chi prometti -bastonate-. || CL taccarille.
tacche [tàkkə] sm. Tacco. || NM Eje che nen so abbituate a stì sorte di taccke [èi̯ə ke nən so abbətu̯ǻtə a sti sòrtə də tàkkə] Ndr. È che non sono abbituata a questa tipo di tacchi -così alti-. || NM taccke. || CL tacche.
tacchecelle [takkəčèllə] sf. Costatine di agnello o di maiale. || MU tacchecèlle.
taccherijà [takkərii̯à] v. Far risuonare i tacchi camminando.
tacchete [tàkkətə] inter. Tàcchete, Improvvisamente. || RM tàcckete.
tacchijà [takkii̯à] v. Passeggiare, Andare sempre in giro. || RM tacchijà.
tafanarie [tafanàri̯ə] sm. Sedere molto grosso. || RM tafanàrije.
tagghià [taġġi̯à] v. Tagliare. || RN taggjá. || EG tagghjà.
tagghia tagghie [tàġġi̯a tàġġi̯ə] Locuz. Taglia-taglia, Peggolezzi molto coloriti, Critiche accentuate. || CL tagghia tagghie.
tagghie [tàġġi̯ə] sm. Taglio. || AO tàgghje.
tagghiere [taġġi̯érə] solo nella locuz. a tagghiere. Di traveso. || LR cke na giacchètte e a còppele a tagghjère [kə na ğğakkèttə e a kòppələ a taġġi̯érə] con una giacca e la coppola di traverso -sulle 23-. || LR  tagghjère.
tagghiole [taġġi̯ólə] sf. Tagliola. || EG tagghiole.
tagliuline [taľľulìnə] sm. pl. Tagliolini. || DAM Luna luna nove, miname quatt’ova, minamille ‘nzine, quanne fazze i tagliuline. Une a mme, une a tte n’ate a figghije de lu Re [lùna lùna nóvə, mìnəmə ku̯att-óvə, minamìllə nʒìnə, ku̯ànnə fàzzə i taľľulìnə. unə a mme, ùnə a ttè n-àt-a fìġġi̯ə d-u rrè] Ndr. Luna luna nuova, lanciami quattro uova, lanciamele in grembo, quando faccio i tagliolini. Una a me, una a te, un’altra alla figlia del Re. || DAM tagliuline.
taliane [tali̯ǻnə] agg. e sm. Italiano. || Anche italiane. || CV taliön. || LA taliane.
talinde [talìndə] sm. Talento. || RA talinté.
tambosce [tambòššə] sf. Tartaruga. || cfr. cestugne. || SF tambosce.
tammurre [tammùrrə] sm. Tamburo. || FC Pure la banne s’é ‘mbundàte pecché ‘u tammurre s’è sckattàte [pùrə a bbànnə s-è mbundǻtə pəkkè u tammùrrə s-è škattǻtə] Pure la banda si è fermata perche il tamburo è scoppiato. || VF tammurro (1841) || FC tammurre.
tampoche [tampókə] avv. Tanto meno. || MM tampoke.
tanda [tànda] agg., pron., avv. e sf. Tanta. || mf. pl. Tanti. || SA A chì tànda tànde e a chi nìnde nìnde [a kki tànda tàndə a kki nìndə nìndə] A chi tanto tanto e a chi niente niente. || RA tanda.
tande [tàndə agg. indef. Tanto. || LE Ogne tante, ce ne dinne de crude e dé cotte! [òe ttàndə čə dìnnə də krùdə e ddə kòttə] Ndr. Ogni tanto gliene dicono di crude e di cotte! || ZO tant (1864) || TF tànde. || LE tante.
tane [tǻnə] sm. Tallo. || vedi tanececorie, tanechecozze [tånəčəkòri̯ə, tånəkəkòzzə] || DAM tanne.
tanececorie [tånəčəkòri̯ə] sm. Talli di cicoria. || RA tánececòrije.
tanechecozze [tånəkəkòzzə] sm. Talli di zucchine. || DAM Pezzarelle e tanne de checozze [pəzzarèllə e ttånəkəkòzzə] Pizzarelle e talli di zucchine. || DAM tanne de checozze.
Tanelle [tanèllə] pers. f. Gaetana. || EG Tanelle. || LR Tanèlle.
tangone [taṅġónə] sm. Grosso pezzo di pane. || SF tangòne.
tanne [tànnə] avv. Allora. || cfr. allore. || SA Sckìtte tànne sapìje ‘a veretà [škìttə tànnə sapìi̯ə a vərətà] Solo allora seppi la verità. || LE tanne sé muvije, e ij' appijerz' a quille [tànnə sə muu̯ìi̯ə, e  ìi̯ə appìrzə a kku̯ìllə] allor si mosse, ed io dietro di lui. || GG tann (1834). || LE tanne. || TF tànne.
tapunare [tapunǻrə] sf. Talpa. || FB  tabbunàre.
taragnole [taraɲɲólə] sf. Allodola, Tordo. || VF tarragnola (1841) || ZO taragnole. || MM taragnòle.
tarallare [tarallǻrə] sm. Chi vende o confeziona taralli. || FB tarallàre.
tarallate [tarallǻtə] sf. Tarallata, Sorta di girotondo. || EG tarallàte.
tarallone [tarallónə] sm. Tarallone, Figura tipica del ballo della quadriglia che porta i ballerini a disporsi in cerchio.  || EG tarallone.
taralluzze [tarallùzzə] sm. pl. Tarallucci, Scaldatelli. || locuz. taralluzze e vvine [tarallùzzə e vvìnə] Tarallucci e vino. || SF tarallùzze.
tarande [taràndə] sf. Tarantola. || FB tarande.
tarandelle [tarandèllə] sf. Tarantella. || FP Tarandèlle per Foggia mije [tarandèllə pə ffòğğa mìi̯ə] Ndr. Tarantella per la mia Foggia. || FP tarandèlle.
tarature [taratùrə] sm. Tiretto del comò, Cassetto. || VF teraturo (1841) || SF taratùre. || NM¹ taratur. || [fg. tirètto -  ital. tirétto]
tardà [tardà] v. Tardare, Ritardare. || RM  tardà.
tardacigne [tardačìɲɲə] agg. Tonto, Ritardato. || Anche tardacimme.
tardacimme [tardačìmmə] agg. Tonto, Ritardato. || Anche tardacigne. || RM tardacìme.
tarde [tàrdə] avv. Tardi. || agg. Tardivo. || MG¹ Tarde pendeménde a nînde aggiove [tàrdə pəndəmèndə a nnìndə ağğóvə] Ndr. Il pentimento tardivo non giova a niente. || ZO tard (1864) || LMG tarde. || TF tàrde.
tarlijate [tarlii̯ǻtə] pp. e agg. Tarlato. || SF èje tutta tarlejate [èi̯ə tùtta tarlii̯ǻtə] Ndr. è tutta tarlata. || SF tarlejate.
tarozzele [taròzzələ] sf. Strumento di legno con in cima una ruota dentata, usato nei riti della Settimana Santa. || BA tarozzele.
tarramote [tarramótə] sm. Terremoto. || SG¹ terramote. || RM tarramòte. || SG¹ terramote.
tarrazzane [tarrazzǻnə] agg. e sm. etn. Terrazzano, Contadino indipendente che vive dei frutti spontanei della terra. || Anche terrazzane. || RL Stann’ abballanne, mentr’ ‘u tarrazzäne väce ‘n-campagne cu sta fuleppine [stànn-abballannə, mèndr-u tarrazzǻnə vǻcə ‘ṅġambàɲɲə ku sta fələppìnə] Ndr. Stanno ballando mentre il terrazzano va in campagna con questo vento freddo. || RA tarrazzane. || RN tarrazznə. || RL tarrazzäne.
tasse [tàssə] sf. Tassa. || FP tass.
tatà [tatà] sm. Papà. || GG tatà (1834). || ZO tata’.
tatanelle [tatanèllə] sf. Logorrea, Loquacità, Il parlare senza freni. || AO tatanèlle.
tatarone [tatarónə] sm. Bisnonno. || cfr. paparone. || SF tataròne.
tatone [tatónə] sm. Nonno. || SF tatòne. || BA tatone.
Tatonne  [tatònnə]  pers.  m.  Antonio.  ||  cfr. ‘Ndeniucce. || PR A Tatonne ‘u cecate [a ttatònnə u cəkǻtə] Ad Antonio il cieco. || PR Tatonne.
tavelate [tavəlǻtə] sf. Soppalco, Tavolata, Gruppo di commensali. || FB tavelàte.
tavele [tàvələ] sm. Tavolo. || sf. Tavola. || Anche tavule [tàvulə] || cfr. buffette [buffèttə] || Locuz. pe sop’ ‘a tavele, pe’ ssopatavule [pə ssópə a tàvələ, pə ssopatàvulə] Per frutta. || FO ‘A  tavẹlẹ d’u povẹrẹ nün manghẹnẹ stozzẹ [a tàvələ d-u pòvərə nən màṅġənə stòzzə] Alla tavola del povero non manca mai un tozzo di pane. || ZO tavola (1864) || FD tàvele. || CA tavele. || FO tavẹlẹ.
tavelelle [tavəlèllə] sf. Tavoletta, Tavola di legno di piccole dimensioni. || DAM Sette Vele e na tavelella pe’ fa’ de Foggie ‘na città grossa forte e bella [sèttə vélə e na tavəlèllə pə ffà də fòğğə na čəttà ġròssə fòrtə e bbèllə] Ndr. Sette Veli ed una tavoletta per fare di Foggia una città grande, forte e bella. || DAM tavelella.
tavelire [tavəlìrə] sm. Tavoliere, Piano di legno usato in cucina per lavorarvi la pasta. || VF tavoliere (1841) || AO tavelìre. || LE tavulijeré. || [fg. tavoliére - ital. tavolière]
tavernare [tavərnǻrə] sm. Taverniere, Oste. || MG¹ E’ fatti i cunde senz’u tavernere [è fàttə i kùndə sènz-u tavərnǻrə] Ndr. Hai fatto i conti senza l’oste. || FB tavernàle. || MG¹ tavernere.
taverne [tavèrnə] sf. Taverna, Osteria. || GF Pe mmöre e ppe ccíle nge stanne tavèrne [pə mmǻrə e ppə čìlə nğə stànnə tavèrnə] Per mare e per cielo non ci stanno taverne. || ZO taverna (1864) || GF tavèrne. || LMG tavérne.
tavule [tàvulə] sf. Tavola. || Anche tavele [tàvələ] || LE tavule.
tavuline [tavulìnə] sm. Tavolino. || MP Avite già fatte? assettamece a nu tavuliné [avìtə ğğà fàttə? assəttàməčə a nu tavulìnə] Ndr. Avete già fatto? sediamoci ad un tavolino. || MP tavuliné.
tavute [tavùtə] sm. Feretro, Bara. || DPM tavute.
tavutille [tavutìllə] sf. Bara di piccole  dimensioni.
tazze [tàzzə] sf. Tazza. || BP tazze e piattine [tàzzə e ppi̯attìnə] Ndr. tazza e piattino. || BP Tazze.
tazzecà [tazzəkà] v. Toccare. || VMG nun zia majë Diö, quaccunö malapenä tazzëcavä l’unorë dë la crona [nʒi̯amǻi̯ə ddìi̯ə, ku̯akkùnə malapénə tazzəkǻvə l-onórə d-a kəró-nə] Ndr. non sia mai Dio, qualcuno appena appena toccava l’onore della Corona.
te [tə] pron. pers. atono Ti, Te. || SA Të vògghië  bbénë [tə vòġġi̯ə bbénə]  Ti  voglio  bene.  || ZO ti (1864) ||  ML¹  te.  || [fg. tè - ital. té].
te [tè] pron. pers. tonico Ti, Te. || Anche tte. || SA Ìjë vògghië bbénë a tte [ìi̯ə vòġġi̯ə bbénə a tte] Io voglio bene a te.
tecchete [tèkkətə] par. comp. Eccoti, Prendi. || BA tecte u tuje e damme u mije [tèktə u tùi̯ə e ddàmmə u mìi̯ə] Ndr. eccoti il tuo e dammi il mio. || BA tecte.
tedesche [tedèskə] agg. e sost. Tedesco. || RN tedεskə.
tefùse [təfùsə] agg. Tifoso.
tegnuse [təɲɲùsə] agg. Tignoso. || BA Brutte a luvà u cappielle a i tegnuse [brùttə a luu̯à u kappìllə e təɲɲùsə] Ndr. È pericoloso togliere il cappello ai tignosi. || BA tegnuse. || CA tegnûse.
tele [télə] sf. Tela, Quadro. || MG¹ Fèmmene e téle ne se védene a luce d’i cannele [fèmmənə e ttélə nə nʒə vèdənə a lùčə də kannélə] Ndr. Donne e tele non si guardano al lume di candela. || LR tèle.
telefunà [tələfunà] v. Telefonare.
telone [təlónə] sm. Telone, Tela, Sipario. || SA¹ telone.
tembane [təmbǻnə] sm. Timballo. || RN təmbànə o furnə [təmbǻnə o fùrnə] Ndr. timballo al forno. || RN təmbànə.
tembe [tèmbə] sf. Zolla. || FB tèmbe.
tembeste [təmbèstə] sf. Tempesta. || MG¹ D’ogne témpéste véne la fine [d-òɲɲe ttəmbèstə vénə a fìnə] Ndr. lett. Di ogni tempesta viene la fine. || FB tembèste. || MG¹ témpéste.
temborale [temborǻlə] sm. Temporale. || PM temporale.
temedezze [təmədèzze] sf. Timidezza. || EG temedèzze. || [fg. timidèzza - ital. timidézza]
tenagghie [tənàġġi̯ə sf. Tenaglia. || cfr.  'ndenagghie [ndənàġġi̯ə] || RM tenàgghije.
tendà [təndà] v. Tentare. || FB tendà.
tendarelle [təndarèllə] sf. Tintarella. || LR tendarèlle.
tende [tèndə] sf. Tenda. || agg. f. e pp. Tinta. || AO tènde.
tenè [tənè] v. Avere, Tenere, Possedere beni. || SF Chi chiù ne tène chiù ne mettèse [ki kki̯ù nə ténə kki̯ù nə məttèssə] Ndr. Chi più ne ha più ne metta. || MG¹ Chi téne conde e chi nen téne cande [ki ténə kòndə, e kki nən ténə kàndə] Ndr. Chi ha conta e chi non ha canta. || MG¹  Chi téne magne e chi nen téne magne e véve [ki ténə màɲɲə e kki nən ténə màɲɲə e vvévə] Ndr. Chi ha mangia e chi non ha mangia e beve. || FB tène.
tenemè [tənəmè] escl. Fa attenzione, Guarda, Ma guarda un po’. || SG Tineme’ queste éje n’ata jurnate [tənəmè, ku̯èstə è n-àta i̯urnǻtə] Ndr. Guarda, questa è un’altra giornata -negativa-. || ML tenemè. || SG tineme’.
tenemendà [tənəməndà] v. Guardare. || cfr. tremendà [trəməndà] || LMG ‘U delore èje de chi ‘u sénte, no de chì passe e tène ménte [u dəlórə è də ki u sèndə, no də ki pàssə e tənəmèndə] Ndr. Il dolore è di chi lo sente, non di chi passa e guarda.
tenende [tenèndə] sm. Tenente. || MG tenente.
tenerelle [tənərèllə] agg. f. Tenera. || m. tenerille [tənərìllə] || RA tenerelle.
tenerille [tənərìllə] sm. Primizie orticole. || agg. Tenero.
tenge [tènğə] v. Tingere, Colorare artificialmente. || AO tènge.
tenore [tənórə] sm. Tenore. || FB tenòre.
tenùte [tənùtə]  pp. e agg. Tenuto. || SA Nen sò tenùte a ffa’ quìlle che dìce tu! [nən sò tənùtə a ffà ku̯ìllə ke dìčə tu] Non sono tenuto a fare quello che dici tu! || LR tenùte.
terà [tərà] v. Tirare. || Anche atterà [attərà] || LR Tire a cambà, pînz’a salùte [tìrə a kkambà, pìnʒə a salùtə] Ndr. Tira a campare, pensa alla salute. || RN sə kwẹllə  s-u térənə da jind littə, alla-nutə s-anna tərá? [se ku̯ìllə s-u tìrənə da ìnd-o lìttə, alla nùtə s-ànna tərà?] Se quelli se lo tirano dal letto, nudo se lo devono tirare? || BP terà. || RN tərá.
terapide [tərapìdə] sm. Tirapiedi. || FB  terapide.
terate [tərǻtə] agg. Tirato, Tirchio. || MG¹ Eje terate, pénze sole a métte o pizze [èi̯ə tərǻtə, pènʒə sólə a mmèttə o pìzzə]  È tirato, pensa solo a mettere da parte. || MG¹ terate.
Terchiarille [tərki̯arìllə] sopr. Tirchiarello. || CL Terchiarille.
Teresenelle [tərəsənèllə] pers. f. Teresa. || cfr.  Teresine. || FD Trsnell.
Teresine [teresìnə] pers. f. Teresa. || Anche Teresenelle. || FD Teresin. || [fg. terésa -  tal. terèʃa]
ternise [tərnìsə] sm. pl. Tornesi. || al sing. turnese [turnésə] || MG¹ Se na fosse èje fatte ad opera d’arte te face métte i turnise da parte [se na fòssə èi̯ə fàttə a òpəra d-àrtə, tə fǻčə mèttə i tərnìsə da pàrtə] Se una fossa è fatta ad opera d’arte ti fa mettere i tornesi da parte. || MG¹ turnise.
terra [tèrra] sf. Terra, Fondo agricolo. || Anche terre [tèrra tèrrə] || Locuz. terra-terre [tèrra tèrrə] Di infima condizione. || SA Si’ pròbbete tèrra tèrre [sì ppròbbətə tèrra tèrrə] Sei proprio terra terra -non vali niente-. || EG tèrra.
terrazzane [terrazzǻnə] agg. e sm. etn. Terrazzano. || Anche tarrazzane. || EG Mò nen fazze ‘cchiù ‘u tèrrazzàne, so fatte vècchie e so cagnàte i tïmbe [mò nən fàzzə kki̯ù u terrazzǻnə, sò ffàttə  vèkki̯ə  e  ssò kkaɲɲǻtə i tìmbə] Ndr. Adesso non faccio più il  terrazzano, sono diventato vecchio e sono cambiati i tempi. || EG tèrrazzàne.
terre [tèrrə] sf. Terra, Possedimento, Appezzamento, Campagna. || Anche terra [tèrra] || BM modestamente tenghe nu sacche de terre [modestamèndə tèṅġə nu sàkkə də tèrrə] Ndr. modestamente ho un sacco di terreni agricoli. || FO Quann’ nün fruttẹ u cîlẹ, nün fruttẹ a terrẹ [ku̯ànnə nən frùttə u čìlə, nən frùttə a tèrrə] Quando non frutta il cielo, non frutta la terra. || RN ε tt-annə mẹssə stt-a la tέr [e tt-ànnə mìssə sòtt-a tèrrə] e ti hanno messo sotto alla terra. || EG tèrre. || RN tέr. || EG tèrra. || LE terr’. || FP terr. || FO terrẹ.
terribbele [terrìbbələ] agg. Terribile. 
terzijà [tərzii̯à] v. Scoprire lentamente le carte da gioco. || cfr. azzicchenijà [azzikkənii̯à] || VC terzià. || RM tirzijà.
tese [tésə] pp. e agg. f. Tesa. || al m. tise. || MG Mentre stemm sentenne chi li recchie tese [rèkki̯ə] Ndr. lett. Mentre stavamo sentendo con le orecchie tese. || MG tese.
tesore [təsórə] sm. Tesoro. || PM chi trove n’amiche... trove nu tesore [ki tróvə n-amìkə... tróvə nu təsórə] Ndr. chi trova un amico... trova un tesoro. || PM  tesore. || [fg. tesóro - ital. teʃòro]
testamende [təstamèndə] sm. Testamento. || [fg. testamènto - ital. testaménto]
tetelicchie [tətəlìkki̯ə] sm. Colonnina di pietra, Cippo, Pietra usata come segno di confine, Pietra miliare. || SF tetelicchije.
tetijà [tətii̯à] v. Infastidire, Tediare.
tezzone [təzzónə] sm. Tizzone. || VC Tezzòn ‘e caravòne [təzzónə e kkaravónə] Tizzo di carbone. || BF Tezzòn ' e ccaravone: Agnùn' agnùn' a ' i cáse lore! [təzzónə e kkaravónə: aɲɲùnə aɲɲùnə e kǻsə lórə!] Ndr. tizzone e carbone: ognuno a casa sua. || MG¹ ‘Eje nu tezzone, féte cum’é nu cémece [è nu təzzónə, fétə kùmə nu  čìməčə] È un tizzone, puzza come una cimice. || LR me fazze nègre cume e nu tezzòne [mə fàzzə nèġrə kùmə nu təzzónə] Ndr. Mi faccio nera come un tizzone. || VF tezzone (1841) ||  BF tezzòn. || VC tezzòn. || MG¹ tezzone. || LR tezzòne.
t'i [t-i] pron. pers. + pron. m. e f. pl. Te li, Te le. || AO t’ ‘i. || AO t’i.
tianelle [ti̯anèllə] sf. Tegamino per le uova.
tic e tac [tìkk e ttàk] onomatop. Tic e tac. || SA Tic e tac fundanèlle abbàsce - Tic e tac e ffundáne [tìk e ttàk fundanèllə abbàššə - tìk e ttàk e ffundǻnə] Gioco di strada in cui si utilizzano dei bottoni da mandare in una piccola buca scavata nel terrreno.
tigne [tìɲɲə] sf. Tigna. || cfr. zelle. || SE tìgne.
tijatrale [tii̯àtrǻlə] agg. Teatrale. || PM Ogn’anne all’inizije d’a staggione teatrale ce stace nu fuja fuje o butteghine [òɲɲ-ànnə all-inìzzi̯ə d-a stağğóna tii̯àtrǻlə stǻčə nu  fùi̯a fùi̯ə o buttəġìnə] Ndr. Ogni anno all’inizio della stagione teatrale c’è un fuggi fuggi al botteghino. || PM teatrale.
tijatre [tii̯àtrə] sm. Teatro. || PM O teatre Giordane [o tii̯àtrə ğğòrdǻnə] Ndr. Al teatro Giordano. || VC tiàtre. || PM teatre.
tijelle [tii̯èllə] sf. Recipiente metallico o di terracotta per preparare cibi, Pentola, Tegame. || VC tièlla. || RN təjεllə.
tijelluzze [tii̯əllùzzə] sf. Piccolo tegame.
timbe [tìmbə] sm. Tempo. || EG ck’u tîmbe, a si ‘Ddì vole e cambáme, me fazze l’ate…  -cavezètte- [k-u tìmbə, a ssì ddìi̯ə vólə e kkambǻmə, mə fàzzə l-àti… kavəzèttə] Ndr. col tempo, se Dio vuole e campiamo, mi faccio le altre ... -calze-. || VC tìempe. || NM timbe. || TF tìmbe. || PM  tîmbe.
tinde [tìndə] pp. e agg. Tinto. || sf. Tinta. || CA Tu ‘a gende fessàve sémbe, che l’ucchje tinde [tu a ğğèndə fəssǻvə sèmbə, kə l-ùkki̯ə tìndə] Tu la gente fissavi sempre con gli occhi tinti. || CA tinde.
tine [tìnə] sf. Tinozza, Recipiente di grosse dimensione per il bucato, Tino. || AO tìne.
tinere [tìnərə] agg. Tenero. || MU tenere.
tinghe [tìṅġə] solo nella locuz. tinghe tinghe  [tìṅġə tìṅġə] All’improvviso, Senza preavviso, Non desiderato. || FB tinche tinche.
tirabusciò [tirabuššò] sm. Cavatappi. || VC tirabusciò.
tiriticchete [tiritìkkətə] onomatop. Ecco fatto, Tiriticchete, assimilabile al voilà [vualà] francese. || DMF Tiriticchete è pronto u cafè [tiritìkkətə è pròndə u kafè] Ndr. Ecco fatto, è pronto il caffè. || DMF tiritìcchete.
tise [tìsə] pp. e agg. m. Teso. || al f. tese. || AO tìse.
Tite [tìtə] pers. m. Tito. || BP Tito! andò stive, ma insomme pecchè nen è avvesate che facive tarde? [tìto! andò stìvə, ma inòmmə pəkkè nn-è vvəsǻtə ke faìvə tàrdə?] Ndr. Tito! dove stavi, ma perché non hai avvertito che avresti fatto tardi?  || BP Tito.
titele [tìtələ] sm. Titolo, Colonnina di pietra. || RM tìtele.
titte [tìttə] sm. Tetto. || SA Nge stáce máje sott’a ttìtte [nğə stǻčə mǻi̯« sòtt-a ttìttə] Non sta mai sotto il tetto -non sta mai in casa-. || AO tìtte. || [fg. tètto - ital. tétto]
tocche [tòkkə sm. Malessere improvviso, Colpo apoplettico. || Locuz. tocche ‘o  cervelle [tòkkə o čərvèllə Trombosi cerebrale; tocche de gocce [tòkkə də ġòččə collasso. || FB tocche.
toghe [tóġə] agg. Buono, Ottimo, Magnifico, Va bene. || RM tòghe.
tombele [tòmbələ] sf. Tombola. || FB tomble. || [fg. tòmbola - ital. tómbola]
tome [tómə] solo nella locuz. tome tome. Taciturno, Silenzioso. || SF tòme.
tombe [tòmbə] sf. Tomba. || RM tòmbe. || [fg. tòmba - ital. tómba]
tomobbele [tomòbbələ] sf. Automobile. || SF tomobbele.
Tonine [tonìnə] pers. m. Tonino, Antonio. || BM Tonine.
tonne [tònnə] agg. f. Tonda, Rotonda. || al m. tunne. || LCG tonna.
torce [tòrčə] sf. Torcia, Fiaccola, Grosso cero.
torce [tòrčə] v. Torcere. || BA torce.
torte [tòrtə] sf. Dolce, Torta. || FB torte. ||  [fg. tòrta - ital. tórta]
tosse [tòssə] sf. Tosse. || Locuz. tenè ‘a tosse [tənè a tòssə] Tossire. || LMG Pur’ e pulece, i vénene a tosse [pùr-e pùləčə i vènənə a tòssə] Ndr. Anche alle pulci viene la tosse. || LMG tosse. || VC tòssa. || [fg. tòsse - ital. tósse]
toste [tòstə] agg. f. Dura. || CL Quelle tene ‘a faccia chiù toste de ‘na prete [ku̯èllə ténə a  fàčč« kki̯ù ttòstə də na prétə] Ndr. Quella ha la faccia più dura di una pietra. || MAM tín-a kápa tóste̥ [tìn-a kǻpa tòstə] hai la testa dura. || MAM tóste̥.
tracchie [tràkki̯ə] sf. Scrofolosi, Infiammazione che fa gonfiare le ghiandole linfatiche del collo. || VC tràcchia.
tracchiuse [tràkki̯ùsə] agg. Scrofoloso, Affetto da scrofolosi. || VC tracchiùso.
tracolle [trakòllə] sf. Tracolla. || LR tracolle.
trademinde [tradəmìndə] sm. Tradimento. || Locuz. a trademinde [a ttradəmìndə] Alle spalle. || NM magna pane a tradiminde [màa pǻnə a ttradəmìndə] Ndr. mangia pane a tradimento. || ME U trademinde de Giude [u tradəmìndə də ğğudə] Ndr. Il tradimento di Giuda || ME trademinde. || NM tradiminde. || [fg. tradimènto -  ital. tradiménto]
tradetore [tradətórə] sm. Traditore. || MG¹ Chi parle ‘mbacce  nen’èje chiamate tradetore [ki pàrlə mbàččə nənn-èi̯ə ki̯amǻtə tradətórə] Ndr. Chi parla in faccia non è chiamato traditore. || MG¹ tradetore.
traffechine [traffəkìnə] sm. Traffichino, Faccendiere. || VC trafichìno.
traine [traìnə] sm. Carretta, Carretto a due larghe ruote trainato da un cavallo. || VF traino (1841) || VC traìno. || FB traijne.|| MM traìne. || RA  traine.
trainire [trainìrə] sm. Carrettiere. || BA  trainìere.
tramiate [tramiǻtə] agg. Storto, Complesso. || RM tramijàte.
tramizze [tramìʒʒə] sm. Tramezzo, Struttura che divide in due un ambiente. || VC tramìezzo.
trammuà [trammuà] sm. Tram, Omnibus. || BA trammuà.
tranguille [traṅġu̯ìllə] agg. Tranquillo. || NM tranguille.
tranille [tranìllə] sm. Tranello. || cfr. papille. || RM tranìlle.
trapanà [trapanà] v. Trapanare, Perforare. ||  estens. Trafiggere. || LMG L’acqua fine, trapàne i rine. L’acqua grosse, trapàne l’osse [l-àkku̯a fìnə trapǻnə i rìnə, l-àkku̯a ġròssə trapǻnə l-òssə] L’acqua sottile perfora i reni, l’acqua grossa perfora le ossa. || SA¹ trapanà’.
trapanande [trapanàndə] agg. Insistente, Che tenta di convincere. || AO trapanànde.
trapanate [trapanǻtə] agg. Zuppo d’acqua. || BA trapanate.
trapanature [trapanatùrə] sm. Aspo, Attrezzo verticale di legno girevole usato per avvolgere un filo in matassa. || VF trapanaturo (1841).
trapazzate [trapazzǻtə] pp.e agg. Affaticato, Strapazzato, Stancato. || RM trapazzàte.
trapazze [trapàzzə sm. Strapazzo, Fatica eccessiva. || VC trapàzze.
trappite [trappìtə] sm. Frantoio, Trappeto, Oleificio rurale. || VF trappito (1841) || VC trappìte.
trasatore [trasatórə] sf. Ingresso, Entrata, Accesso. || AO trasatòre.
trascurze [traskùrzə] sm. Discorso, Conversazione. || MG trascurze.
trasì [trasì] v. Entrare. || SA È permèsse? Se póte trasì? [è ppermèssə? sə pótə trasì?] Permesso? Si può entrare? || FD And’o’ esce e and’o’ tràsè [andò èššə e andò trǻsə] Ndr. lett. Dove esce e dove entra. || BF 'U mále ghesce, E ‘u bbûone tráse! [u mǻlə ġèššə, e u bbùnə trǻsə] Ndr. Il male esce ed entra il bene. || RN ndə fannə trasẹ [ndə fànnə trasì] non ti fanno entrare. || LA trasì.
trasonne [trasònnə] sf. Stradina stretta. ||  SF trasonne.
trattà [trattà] v. Trattare, Frequentare.
trattate [trattǻtə] sm. e pp. Trattato. || FD And’o’ nen si’ nvetàto, cume nu ciùcce si’ trattàte [andò nən sì nvətǻtə, kùm-è nu čùččə sì ttrattǻtə] Ndr. Dove non sei invitato,  come un asino vieni trattato. || FD trattàte.
trattenemende [trattənəmèndə] sm. Intrattenimento. || SG¹ trattenemente. || [fg. intrattenimènto - ital. intratteniménto]
tratture [trattùrə] sm. Tratturo. || CS Mizze o' tratture èrene sètte cappellètte [mmìʒə o trattùrə èrənə sèttə kappəllèttə] Ndr. In mezzo al tratturo c’erano sette cappellette. || CS tratture.
tratturije [tratturìi̯ə sf. Trattoria. || RM tratturìje.
trave [trǻvə] smf. Trave. || SE  tràve.
travelunghe [trǻvəlùṅġə par. comp. lett. Lunga trave, antico gioco infantile di strada. || RM travelùnghe.
tre [trè] num. Tre. || BA Tre vote se vace mpaccije: giuventù, miezzetempe e vecchiaie [trè vvótə sə vǻčə mbaččìi̯ə: ğğuvəndù, miətìmbə e vvəkki̯ǻi̯ə] Tre volte s’impazzisce: gioventù, mezz’età e vecchiaia. || FD  Che l’òme vàsce e à fèmmena chiatte e fà trè vòte u’ pàtte [kə l-ómə vàššə e a fèmməna ki̯àttə è fà tre vvótə u pàttə] Ndr. Con l’uomo basso e la donna grossa devi fare tre volte il patto. || DAM Tre fiammelle sopra l’acque appantanate e l’acque addeventaje cijle e stelle [trè ffi̯ammèllə sópə a l-àkku̯ə appandanǻtə e  l-àkku̯ə addvndǻi̯ə čìlə e stèllə] Ndr. Tre fiammelle sull’acqua di pantano e l’acqua diventò cielo e stelle. || ZO tre (1864) || FD trè. || [fg. trè - ital. tré]
trebbià [trəbbi̯à] v. Trebbiare. || RM trebbijà.
trebbulà [trəbbulà] v. Tribolare. || Anche trubbulà [trubbulà] || FB trebulà.
trebbulaminde [trəbbulamìndə] sm. Tribolazione, Sofferenza intensa. || RM trebu-lamìnde.
trebbusije [trəbbusìi̯ə sf. Idropisia, Malattia che porta ad un accrescimento enorme del ventre, Cirrosi epatica. || BA tribbusia. || NM¹ tribusia.
trebbuzze [trəbbùzzə agg. Dalla pancia grossa.
treglie [trèľľə] sf. Triglia. || ZO treglie (1864)  || VC trèglia.
tremà [trəmà] v. Tremare. || Anche tremelà [trəməlà] || LE tremà.
trembà [trəmbà] v. Impastare la pasta. || LA trembà.
trembone [trəmbónə] sm. Trombone, nel gioco del nascondino. || FB trembòne.
tremelà [trəməlà] v. Tremare. || Anche tremà [trəmà] || LA tremelà.
tremendà [trəməndà] Guardare. || cfr. tenemendà [tənəməndà]
tremone [trəmónə] sm. Grosso barile per l’acqua, || volg. Masturbazione maschile. || BA tremone.
tremustrazione [trəmustrazzi̯ónə] sf. Dimostrazione. || MG Là truvamm ‘na tremustrazione cchiù gross’assaje [là truu̯àmmə na trəmustrazzi̯ónə kki̯ù ggròssə assǻi̯ə] Ndr. Là trovammo una dimostrazione ancora più grossa.  ||  MG  tremustrazione.
trene [trénə] sm. Treno. || TF trène. || [fg. tréno - ita trèno]
treppate [trəppǻtə] sf. Strippata, Grande abbuffata. || RM treppàte.
treppide [treppìdə] sm. Treppiede, Tripode, Sostegno a tre piedi. || VC treppìede. || [fg. treppiéde - ital. treppiède]
treppone [trəppónə] sm. sing. Trippone, Pancione. || pl. treppune [trəppùnə] || RM treppòne.
treppune [trəppùnə] sm. pl. Pancioni. || FO Cardünẹ e lambasciünẹ nẹn’enghijẹnẹ i trippunẹ ... carnẹ e maccaronẹ vivẹ u cafonẹ [kardùnə e llambašùnə nənn-ènġi̯ənə i trəppùnə... kàrnə e mmakkarónə vìvə u kafónə] Cardi e lampascioni non riempiono i pancioni ... carne e maccheroni, viva il cafone. || FO trippunẹ.
tretecà [trətəkà] v. Criticare. || Anche tretechijà, furbecijà [trətəkii̯à, furbəčii̯à] || EG tredechéie a manghe e dritte! [trətəkèi̯ə a mmàṅġə e ddrìttə!] Ndr. critica a sinistra e destra! || EG tredecà.
tretecaminde [trətəkamìndə] sm. Critica, Pettegolezzo, Diceria. || RM tretecamìnde.
tretecande [trətəkàndə] agg. Criticone, Che ha sempre da ridire su tutto.|| SE cretecànde.
tretechijà [trətəkii̯à] v. Criticare. || Anche tretecà, furbecijà.
trezze [trèzzə] sf. Treccia. || MAM a trézze̥ [a trèzzə] la treccia. || LA trèzze. || MM trézze̥. || [fg. trèccia - ital. tréccia]
trezzelose [trəzzəlósə] agg. f. Sporca. || al m. trezzeluse. || TF trezzelòse.
trezzeluse [trəzzəlùsə] agg. m. Sporco. || al f. trezzelose. || LA trezzeluse.
triacale [triakǻlə] agg. Che si riferisce alla triaca. || Locuz. acqua triacale [àkku̯a triakǻlə] Antico farmaco ritenuto efficace contro il morso dei serpenti velenosi.
triache [triǻkə sf. Paura, Panico che provoca contrazioni addominali con sonseguente necessità di defecare. || BA triache.
tricche e ttrac [trìkkə e ttràkkə sm. Tipo di fuoco artificiale che produce una rapida successione di piccoli scoppi.
tridece [trìdəčə] num. Tredici. || ZO tridici (1864) || BA tridece. || [fg. trèdici - ital. trédici]
trigne [trìɲɲə] Frutto selvatico di sapore aspro, simile ad una piccola ciliegia, Mirtillo. || Locuz. trigne appasulate [trìɲɲə appasulǻtə]  lett. Mirtilli appassiti. ||  SF trigne.
trippe [trìppə sf. Pancia, Ventre. || cfr. panze [pànə] || VC trìppa.
trippetuste [trìpptùstə] agg. Sfrontato,  Sfacciato, Impudente, Impertinente, Apatico. || BA trippetuoste.
triste [trìstə] agg. Tristo, Malvagio, Cattivo. || SA A càrna trìste nn’a vóle mànghe Crìste [a kàrna trìstə nn-a vólə màṅġə krìstə] La carne -persona- cattiva non la vuole neanche Cristo. || AO trìste. || MG¹ triste.
Troie [trói̯ə] top. Troia. || RN Trójë.
troppa [tròppa agg., pron., sost., avv. f. Troppa. || SA Tròppa gràzie, Sand’Andò-nie! [tròppa gràzzi̯ə, sand’andòni̯ə] Troppa grazia, Sant’Antonio! || CM troppa.
troppe [tròppə agg., pron., sost., avv. Troppo. || PR Tu tîne troppe spine [tu tìnə tròppi spìnə] Ndr. Tu hai troppe spine. || TF tròppe. || PR troppe. || FO troppẹš.
trozzele [tròzzələ] sf. Pallottola, Pallottolina. || VC tròzzola.
trubbande [trubbàndə] sm. Turbante. || VC trubbànte.
trubbecà [trubbəkà] v. Seppellire. || Anche trubbucà. || GA trubbecà. 
trubbecamurte [trubbəkamùrtə] sm. Becchino, Addetto alla sepoltura. || BA trobbecamuorte.
trubbecatore [trubbəkatórə] sm. Becchino, Addetto alla sepoltura dei defunti.
trubbecature [trubbəkatùrə] sf. Sepoltura, Il complesso delle spese necessarie per seppellire un defunto.
trubbucà [trubbukà] v. Seppellire. || Anche trubbecà. || RM trubbucà.
trubbucate [trubbukǻtə] pp. e agg. Sepolto. || RM trubbucàte. || [fg. sepòlto - ital. sepólto]
trubbulà [trubbulà] v. Tribolare. || Anche trebbulà. || RM trubbulà.
trucchele [trùkkələ] sm. Troccoli, Specialità di pasta fatta in casa, Arnese di legno per fare in casa i troccoli. || BA truocchele.
trugghiele [trùġġi̯ələ] solo nella locuz. m. trugghiele trugghiele [trùġġi̯ələ trùġġi̯ələ] Abbondante, Bene in carne, In ottima salute. || f. trogghiela trogghiele [tròġġi̯ə la  tròġġi̯ələ] || RM trùgghijele.
trumbette [trumbèttə] sf. Trombetta. || AO trumbètte.
trumbone [trumbónə] sm. Trombone. || cfr. trembone [trəmbónə] || FC trumbone.
trunele [trùnələ] sm. Tuono. || SA¹ tronele. || FB trunele.
trunghe [truṅġə] sm. Tronco. || CL sò ciutte cume trunche d’arighene [sò čùttə kùme ttruṅġə d-arìġənə] Ndr. lett. sono grossi come tronchi di origano -molto  magri-. || CL trunche.
trunghette [truṅġèttə] sf. Scarponi da lavoro chiodati. || FB trunghètte.
trusce [trùššə] solo nella locuz. a ttrusce [a ttrùššə] A vuoto. || RM trùsce.
truttà [truttà] v. Trottare. || RM truttà.
truttate [truttǻtə] sf. Trottata. || ZO truttata (1864).
truvà [truu̯à] v. Trovare. || LMG Deceve Pulecenélle, ca pe màre, nen se trovene tavérne [dəčévə  puləčənèllə ka pə mmǻrə nən sə tròvənə tavèrnə] Ndr. Diceva Pulcinella che per mare non si trovano taverne. || GG truvà (1834). || TF truva’.
truvatore [truu̯atórə] sm. Trovatore, Cantore, Compositore di versi, liriche e ballate. || MA truvatore.
truvele [trùu̯ələ] agg. Torbido. || MG¹ Acqua truvule ‘ngrasse ‘u cavalle [àkku̯a trùvələ  ṅġràssə u kavàllə] Ndr. L’acqua torbida ingrassa il cavallo. || VC trùvolo. || MM trúvele. || FD trùvole. || MG¹ truvule. || [fg. tòrbido - ital. tórbido]
tu [tu] art. Tu.
t'u [t-u] pron. pers. + pron. m. te (l)u [tə lu] Te lo.
t'u [t-u] contraz. di te vuje [tə vùi̯ə] Ti vuoi. || SA T’u fà i fàtta tùje? [t-u fà i fàtta tùi̯ə?] Vuoi farti gli affari tuoi? || SG¹ t’u.
tubbe [tùbbə] sm. Tubo. || EG a tubbe a tubbe [a ttùbbə a ttùbbə] A colpo a colpo. Frase usata durante i balli di una volta per indicare i colpi delle anche fra due persone. || EG tubbe.
Tubbije [tubbìi̯ə] pers. m. Tobia. || SA Vàmm’accàtte ‘nu felungìne ‘o fùrne Tubbìje [Vàmm-akkàttə nu fəlunğìnə o fùrnə tubbìi̯ə] Vammi a comprare un filoncino al forno di Tobia.
tuccà [tukkà] v. Toccare. || CA tuccà.
tuccate [tukkǻtə] pp. e agg. Toccato, Stravagante, Suonato. || RM tuccàte.
tucche [tùkkə sm. Tocco, Conta, Conteggio fatto per stabilire compiti o funzioni in certi giochi. || RM tùccke.
tuculijà [tukulii̯à] v. Vacillare, Toccare leggermente qualcosa facendola muovere, Bussare. || VC  Lu dènte tuculèie [u dèndə tukulèi̯ə] Il dente vacilla. || VC tuculià.
tufe [tùfə sm. Tufo. || FB tufe. || RN tufə.
tuje [tùi̯ə agg. poss. Tuo, Tua, Tuoi. || GG tuje (1834) || ZO tujeu. || LE tuijé. || TF tùje.
tulette [tulèttə] sf. L’insieme delle operazioni che occorrono ad una donna per abbigliarsi e truccasi, Mobile con mensola e specchio usato per il trucco, Abbigliamento molto ricercato. || Locuz. aggiustarse ‘na tulette [ağğustàrsə na tulèttə] Vestirsi molto elegantemente. || VF tuletta (1841) || VC tulètta.
tumbulijate [tumbulii̯ǻtə] sf. Tombolata. || RM tumbulijàte.
tumele [tùmələ] sm. Tomolo, Antica misura