Antonio Sereno

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DIZIONARIO COMPARATO DEL DIALETTO FOGGIANO

Edizione 2022 in aggiornamento

Come è nato il Dizionario

Dopo aver tenuto per anni corsi di “corretta pronuncia della lingua italiana”, mai avrei immaginato che un giorno mi sarei imbattuto nello studio e nell’analisi del dialetto foggiano, lingua della mia città natale. 
L’occasione mi è stata offerta, ancora una volta, dalla passione per il teatro, che in passato ho praticato anche professionalmente, e dalla curiosità di conoscerne tutti gli aspetti. 
Dovendo fornire dei materiali di studio ai partecipanti ad un Laboratorio per la formazione di attori dialettali, ho iniziato la raccolta delle opere teatrali e poetiche in vernacolo foggiano disponibili in libreria e presso la Sala “Fondi speciali” della Bi-blioteca Provinciale di Foggia. Analizzando questi testi, con grande sorpresa, mi sono accorto che ciascun autore ha un modo del tutto singolare di scrivere il dialetto fog-giano, che risulta, quindi, molto difficile da leggere speditamente. 
A quel punto ho pensato che per rendere più semplice sia la scrittura che la lettura del dialetto foggiano fosse necessario uno studio a partire proprio dalle caratteristiche fonetiche del nostro vernacolo. Sono venuto, così, a conoscenza, anche grazie agli studi dei nostri migliori dialettologi, dei principali fenomeni fonetici che caratterizzano il dialetto foggiano, a cominciare dal “turbamento vocalico”. 
Il risultato di un intenso anno di studi e ricerche è questo Dizionario che ana-lizza il dialetto foggiano a partire dalla prime forme note di scrittura risalenti agli inizi del 1800, riporta termini ed esempi dialettali così come rilevati dai numerosi autori esaminati e presenta ciascuna voce seguita dalla trascrizione fonetica per dare la pos-sibilità a tutti, compresi i non foggiani, di avvicinarsi il più possibile alla comprensione e alla corretta pronuncia del nostro vernacolo.  

L’autore
Antonio Sereno

Foggia 16/05/2003

Prefazione

Quello della scrittura del dialetto foggiano è un problema non ancora risolto nonostante i dibattiti sulla materia che risalgono addirittura al 1800. Per quanti sforzi si facciano, infatti, è assolutamente impossibile, per una corretta resa fonetica, scrive-re il dialetto foggiano con i soli segni previsti dall’alfabeto italiano.
Nell’affrontare questo lavoro ho avuto spesso la sensazione di trovarmi di fronte alla fase iniziale di un percorso di formazione della scrittura di una lingua in cui ciascun autore, non avendo punti di riferimento precisi, va avanti per tentativi, avvalendosi di una ortografia del tutto personale. 
Di questo non ci si deve meravigliare se è vero che anche per quanto riguarda la lingua italiana “tra il secolo XV e il XVI l’introduzione della stampa contribuì, nel giro di due o tre generazioni, -come afferma il DOP nella prefazione- ad allargare oltre misura le cerchie dei lettori, e portò a una relativa unità della lingua scritta, offrendo più in particolare una serie di modelli a cui gli stampatori e gli uomini di lettere poterono conformare i loro usi ortografici individuali, fino a quel tempo assai divergenti gli uni dagli altri”.
Nell’introdurre il suo Vocabolario dei dialetti salentini, Gerhard Rohlfs scri-ve: “Il punto nevralgico di tutti i vocabolari dialettali è l’ortografia che essi adoperano: ortografia spesso difettosa, dubbia ed equivoca. Il fondamento della nostra trascrizione sarà costituito dai segni della lingua nazionale italiana. Furono usati segni convenzionali solo in quei casi in cui i segni grafici dell’italiano non bastavano a designare una pronuncia particolare”.
Ed è esattamente quello che anch’io ho cercato di fare nella compilazione di questo Dizionario, adottando, per la trascrizione fonetica, ma non per la scrittura normale che si avvale esclusivamente dei caratteri grafici dell’italiano, dei segni pro-posti dall’Intenational Phonetic Alphabet che, specie negi ultimi 30 anni si  è imposto su tutti gli altri metodi di trascrizione proposti precedentemente e che, comunque, so-no presenti negli esempi dei dialettologi citati.

Antonio Sereno 

Foggia 18/02/2021

Bibliografia degli autori dialettali

Amatruda Alfredo, Laura e Marisa Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Anzivino Osvaldo, Quatte passe pe Ffogge, Tip. Adriatica, Foggia 1975.
Anzivino Osvaldo, Archi sul tempo, Adriatica snc, Foggia 1978.
Anzivino Osvaldo, Si dice a Foggia. Motti, modi di dire, proverbi del dialetto foggiano, Claudio Grenzi Editore, Foggia 2000.
Bellizzi Filippo, Post fata resurgo!, Tipolitografia Pascarelli, Foggia 1894.
Bonante Nicola, Fette d’anguria, s.e., Foggia 1995.
Bucci Arturo Oreste, Vecchia Foggia, Stabilimento Tipografico Cav. L. Cappetta & F., Foggia 1964.
Capozzi Angelo, (Consulenza Nando Romano; Grafica testi dialettali Claudio De Felice), La vita del terrazzano, Quaderni del C.S.P.C.R., Foggia 1986.
Capozzi Angelo, Fiabe raccolte a borgo Croci, Ed. Dotoli, San Severo 1988.
Capozzi Angelo, Il mondo magico dei crocesi, Cromografica Dotoli, San Severo 1989.
Capozzi Angelo, Mųnne é stⱥte, mųnne eje, e mųnne sará! Mah, chissá!, commedia, manoscritto, in Il mondo magico dei crocesi, op. cit. San Severo 1989.
Capozzi Angelo, Fiori d’arancio, scenette e canzoni, manoscritto, Foggia 1991.
Ciannameo Alfredo, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Ciannameo Alfredo, Penzîre... e nustalgije, s.e., Foggia 1978.
Ciannameo Alfredo, Arcobaleno foggiano , Leone Editrice, Foggia 2001.
Coda Saverio, Nù poche de tútte, dattiloscritto, Foggia 2000.
Contestabile Amizio, Stevё na votё - ‘U vekkjё e ‘a vekkjё, Federico II Edizioni,  Foggia 2019.
Conticelli Vittorio, Cös nostr, Leone Grafiche, Foggia 1986.
d'Amato Saverio, Foggia mìje, Grafiche Gercap, Foggia 2003.
de Leo Carmine, Voci popolari, in Nuje de Fogge, Editrice l’Ulivo, Foggia 1993.
Esposto Giuseppe, A l’ombre d’u ‘Pataffie, Atlantica, Foggia 1981.
Faleo Benito Matteo, Cckè vuij sapé? Vocabolario e detti paesani, Tipografia Edigraf, Foggia 2002.
Faleo Benito Matteo, Fogge ‘a ijre e ogge, s.e., Foggia 1994.
Ferrara Dino, Foggia – Agenda 2002, Foggia 2002.
Fidanza Oriana, I proverbi del terrazzano, dattiloscritto, Istituto di Antropologia culturale, Bari 1992.
Fiorbello Carmine, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Frattulino Michele, Pe tutte ‘i guste, Grafiche Santigliano, Foggia 1993.
Frattulino Michele, “Nu Pòke de tùtte”, Foggia, 2014.
Garofalo Francesco, Grammatica foggiana, sentieri meridiani edizioni, 2008
Garofalo Ferdinando, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Giannino Gennaro, Canzoni in dialetto foggiano, in Vernacolo in musica, Leone Editrice, Foggia 1989.
Giordano Elisa, Nu recorde de Fogge, in A. Salcesi, Poesia popolare e poesia d’arte a Foggia, Arti Grafiche Ubezzi & Dones, Milano 1933.
Giordano Elisa, U suggialisto e la mugliera, in M. Marchianò, Folklore di Capitanata, Amm.ne Comunale,  Foggia 1970.
Guerrieri G., La parabola del figliuol prodigo (Luca, 15, vv. 11-32), Foggia, 1834 circa., in C. Salvioni, Versioni pugliesi della “Parabola del figluol prodigo”, Martina Franca, Casa editrice “Apulia”, 1913.
Laccetti Ciro, Vije Arpe, Grafiche Eronia, Foggia 2002.
Lepore Antonio, D’o dijarije de nu majestre, Tipolitografia Scarpiello, Foggia s.d.
Lepore Antonio, D’o Cappellone d’i Cruce o chiane d’i fosse, Editrice l’Ulivo, Foggia 1993.
Lepore Antonio, La poesia delle avventure di Pinocchio (di Carlo Collodi, in vernacolo foggiano), Provincia di Foggia, 2000.
Lepore Raffaele, Quann’ère quaglione, Tipografia De Santis, Foggia 1967.
Lepore Raffaele, Carosello foggiano, Tipografia De Santis, Foggia 1970.
Lo Campo Giuseppe, Foggia e la questione dialettale, Tipografia Michele Pistocchi, Foggia 1897.
Lo Mele Giacomo, U’ Merachele, racconto, dattiloscritto, Foggia 1974.
Lo Mele Giacomo, Proverbi foggiani, dattiloscritto, Foggia 1975.
Loiodice Ester, Pochi puntini sugli…i, Tipografia editrice Fiammata, Foggia 1934.
Loiodice Ester, Primo canto dell’Inferno di Dante, Stab. A. Staderini, Roma 1959.
Loiodice Ester, ‘U canté d’u tavulijeré, Editrice convivio letterario, Milano 1961.
Marano Urbano, Foggia nostra figure e fatti, Grafsud Leone, Foggia 1980.
Marchesino Eugenio, Nu poche de Bibbie, Tipolitografia Scarpiello, Foggia s.d.
Marchesino Giuseppe, Modi di dire e proverbi foggiani, in A. Lepore, D’o Cappellone d’i Cruce o chiane d’i fosse, op. cit., Foggia 1993.
Marchianò Michele, Folklore di Capitanata, Amm.ne Comunale, Foggia 1970.
Marchianò Michele, Testi popolari di Capitanata, con Appendice lessicale di Pasquale Piemontese, Amm.ne Prov.le di Capitanata, Atlantica Editrice, Foggia 1984.
Masullo Lucio, Il terrazzano, Grafiche Gercap, Foggia 2002.
Melillo Armistizio Matteo, Atlante linguistico etnografico della Daunia, Atlantica editrice, Manfredonia 1979.
Melillo Michele, Atlante fonetico pugliese, Arti grafiche S. Marcello s.r.l., Roma 1955.
Melillo Michele, Lingua e società in Capitanata, Studio Editoriale Dauno Foggia, Tipografia Laurenziana, Napoli 1966.
Melillo Michele, Dialettologia italiana. Corso completo, Lezioni tenute dal prof. M. Melillo, redatte dal dott. Pasquale Caratù, curate dal dott. Adriano Patierno, con appendice del dott. Pasquale Piemontese, Università degli studi di Bari, anno accademico 1968-69, ciclostilato, 1968.
Melillo Michele, La parabola del figliuol prodigo nei dialetti italiani – I dialetti di Puglia, Ar-chivio etnico linguistico musicale, Roma 1970.
Melillo Michele, Guida ai dialetti di Puglia nelle versioni della parabola del figliuol prodigo, Università degli studi di Bari, 1972.
Melillo Michele, Le forme verbali dei dialetti di Puglia nelle versioni della parabola del figliuol prodigo, Università degli studi di Bari, 1976.
Melillo Michele, Semiconsonanti e consonanti dei dialetti di Puglia nelle versioni della parabola del figliuol prodigo, Università degli studi di Bari, 1990.
Mosca Alfio, ‘U canistre, quaderni del Cenacolo Culturale “C.Ferrini”, a. VIII n. 36, Foggia s.d.
Mucelli Guido, Pe’ te e... pe’ me, Stab. tipografico Cav. L. Cappetta, Foggia 1960.
Na Crucesella (pseud. di Giordano Elisa), Sonetti, in Lo Campo G., Foggia e la questione dialettale, Tipografia Michele Pistocchi, Foggia 1897.
Pagliara Maria Antonietta, Umorismo e sentimento, Sat snc, Foggia 1983.
Pagliara Raffaele, Poesie dialettali foggiane, Tipografia editrice Arpaja, Foggia 1938.
Perrucci, E se n’è gghiut’!, in E. Loiodice, Pochi punti sugli…i, op. cit.
Piemontese Pasquale, Appendice lessicale, in Marchianò Michele, Testi popolari di Capitanata, Amm.ne Prov.le di Capitanata, Atlantica Editrice, Foggia 1984.
Rabbaglietti Amelia, in La tradizione folkloristica foggiana nei canti del popolo, Arti grafiche Umberto Zobel, Foggia 1930.
Rabbaglietti Amelia, Canti e quadretti di vita paesana nella tradizione folkloristica foggiana, La Tipografica, Foggia 1957.
Ria F. Fabio, Vocabolario della “Università del Crocese”, dattiloscritto, Foggia 2003.
Ricci Concetta, Le ricette di Concetta, Edizione Grafilandia, Foggia 2000.
Ricci Mario, Tuttoteatro, commedie in dialetto foggiano, Tip. Adriatica, Foggia 1975.
Ricci Mario, Vocabolario Foggiano-Italiano Italiano-Foggiano, Bastogi, Foggia 1999.
Rispoli Luigi, in Poesia popolare e poesia d’arte a Foggia, Arti Grafiche Ubezzi & Dones, Milano 1933.
Ruggiero Gianni, Me míise l’ucchie ‘ngulle, Edizioni ScenAperta, Foggia 2007.
Salcesi Amodio, Poesia popolare e poesia d’arte a Foggia, Arti Grafiche Ubezzi & Dones, Milano 1933.
Salvioni C., a cura di, Versioni pugliesi della parabola del “Figliuol prodigo”, Casa editrice “Apulia”, Martina Franca 1913.
Saracino Gaetano, Sott ‘o patàffie, Tipolito Edigraf, Foggia 1999.
Sereno Antonio, Dizionario comparato del dialetto foggiano, Agorà Edizoni, Foggia 2003.
Sica Giacinto, Poesie, Foggia, dattiloscritto, 2001.
Stefanizzo Emilio, Foggia ‘e na vòta, Tipolito Ennio Cappetta & C., Foggia 1984.
Tardio Filippo, Sarrije nu ggaje, commedia, Centrografico francescano, Foggia 2002.
Tardio Filippo, Eje da mò che succéde!, commedia, Tip. GRAFICHE 2000, Foggia 2003.
Villani Carlo, Vocabolario domestico del dialetto foggiano, S.I.E.M., Napoli anno VII e.f. (1929).
Villani Ferdinando, Saggio di vocabolario familiare, Borel e Bompard, Napoli 1841.
Villani Marchesani Giuseppe, La dama di Guascogna ed il Re di Cipri (Novella 1, IX del Decamerone di G. Boccaccio), versione in dialetto foggiano (1874), in G. Papanti “I parlari ita-lianii”, Livorno, Vigo, 1875.
Zuccagni Orlandini A., a cura di, Il dialogo tra un padrone ed un servitore, in Raccolta dei dia-letti italiani, Tofani, Firenze 1864.

Legenda degli autori

AA = Amatruda Alfredo
AL = Amatruda Laura
AM = Amatruda Marisa
AO = Anzivino Osvaldo
BA = Bucci Arturo Oreste
BF = Bellizzi Filippo
BN = Bonante Nicola
CA = Ciannameo Alfredo
CA¹ = Capozzi Angelo
CA² = Contestabile Amizio
CS = Coda Saverio
CV = Conticelli Vittorio
DLC = de Leo Carmine
DSO = de Stefano Ottavio
EG = Esposto Giuseppe
FB = Faleo Benito Matteo
FC = Fiorbello Carmine
FD = Ferrara Dino
FO = Fidanza Oriana
FM = Frattulino Michele
GE = Giordano Elisa / Na crucesella

GF = Garofalo Ferdinando
GG = Guerrieri G.
GG¹ = Giannino Gennaro
LA = Lepore Antonio
LC = Laccetti Ciro
LCG = Lo Campo Giuseppe
LE = Loiodice Ester
LMG = Lo Mele Giacomo
LR = Lepore Raffaele
MA = Mosca Alfio
MAM = Melillo Armistizio Matteo
ME = Marchesino Eugenio
MG = Mucelli Guido
MG¹ = Marchesino Giuseppe
ML = Moffa Lorenzo
ML¹ = Masullo Lucio
MM = Melillo Michele
MM¹ = Marchianò Michele
MU = Marano Urbano
NC = Na Crucesella (pseud.) / Elisa Giordano
P = Perrucci
PM = Pagliara Maria Antonietta
PP = Piemontese Pasquale
PR = Pagliara Raffaele
RA = Rabbaglietti Amelia
RC = Ricci Concetta
RG¹ = Ruggiero Gianni
RF = Ria F. Fabio
RL = Rispoli Luigi
RM = Ricci Mario
SA = Sereno Antonio
SA¹ = Salcesi Amodio
SE = Stefanizzo Emilio
SG = Saracino Gaetano
SG¹ = Sica Giacinto
TF = Tardio Filippo
VC = Villani Carlo
VF = Villani Ferdinando
VMG = Villani Marchesani Giuseppe
ZO = Zuccagni Orlandini A.

Trascrizioni fonetiche

I suoni del linguaggio oggetto di studio della fonetica, a partire dal 1854, anno di pubblicazione del sistema di trascrizione elaborato da K. R. Lepsius in Das allgmeine linguistiche Alphabet, vengono rappresentati per mezzo di un sistema di scrittura convenzionale chiamato alfabeto fonetico, basato sulla corrispondenza biunivoca fra suono e simbolo grafico. L'alfabeto fonetico attualmente più usato dagli studiosi, è il sistema IPA (International Phonetic Alphabet), presentato nel 1949 dalla International Phonetic Association.
   La grafia fonetica usata in questo Dizionario per indicare la pronunzia, e che viene sempre riportata tra parentesi quadre, utilizza il sistema di trascrizione presentato nella introduzione al "Dizionario fonetico del dialetto foggiano" , consultabile in altra parte del sito.

[ə] vocale centrale media, o schwa accredendáte [akkrədən'dɜtə]
[ɜ] vocale cntrale semiaperta normale con accento secondario maletímbe [mɜlə'timbə] 
[ɜ] vocale cntrale semiaperta normale abbunáte  [abbu'nɜtə] 
[ɘ] vocale centrale semichiusa normale  vuléve [vu'lɘvə] 
[ɛ] vocale anteriore semiaperta normale cuzzètte  [kut'ʦɛttə] 
[ɛ] e aperta con accento secondario bellóme [bbɛl'lɤmə]
[ʧ] c ciàvele 'ʧavələ]
[ʧ] consonante c(i) affricata - ciaciacche [ʧa'ʧakkə] 
[kj] [c] consonante occlusiva palatale sorda chianghe ['kjanɡə]
[ɡhj] [ɟ] consonante occlusiva palatale sonora pigghià [piɡ'ɡja] 
[ʤ] g(i) consonante dolce (g palatale) Giuvànne [dʤu'wannə]
[ɲ] gn (palatale)  magnà [maɲ'ɲa]
[j] semiconsonante jod (palatale) fruttajúle frutta'jʉlə] 
[kj] consonante chj occlusiva palatale sorda chiagne ['kjaɲə] 
[k] consonante c(h) duro (c velare) chiúve ['kjuvə] 
[ʎ] consonante gl(i) (dolce) uaglióne [waʎ'ʎɤnə]
[n] consonante n  anghianà [anɡja'na] 
[ɤ] vocale o tonica chiusa  caravóne [kara'vɤnə]
[ɔ] vocale o tonica aperta  addòrme [ad'dɔrmə] 
[ɔ] vocale o aperta con accento secondario conzapiàtte [kɔnʣa'pjattə] 
[w] vocale u semiconsonante wau (velare) àcque ['akkwə]
[s] consonante s con suono aspro o sordo sére ['sɘrə]
[ʃ] consonante fricativa postalveolare sorda sciacque ['ʃakkwə]
[z] consonante s con suono dolce o sonoro  sderrúpe [zdərrʉpə] 
[ʦ] consonante z con suono aspro o sordo  zíje ['ʦijə]
[ʣ] consonante z con suono dolce o sonoro  zanníre [ʣan'nirə]

La scrittura del dialetto foggiano

Le vocali mute o schwa e [ə].

La parlata foggiana fa quasi sempre a meno della vocale e atona o con accento secondario che non si trovi all’inizio di una parola. Ad es., il corrispondente foggiano del termine italiano venendo, se ci basassimo solo sulla pronuncia dialettale, dovrebbe essere scritto vnènn, così come il corrispondente dialettale del termine sciocco si dovrebbe scrivere abbunát. Escludendo i vari sistemi di trascrizine (Romanisti, IPA, etc.) dei dialettologi, solo pochissimi autori hanno fino ad ora utilizzato una grafia che in qualche modo provi a riprodurre, più o meno fedelmente, i suoni tipici del dialetto foggiano. Una scrittura di questo tipo, però, facendo a meno dell’appoggio per le vocali, da una parte non garantisce una lettura corretta, e dall’altra si allontana eccessivamente dalle caratteristiche grafiche della lingua italiana. Una convenzione ormai radicata fra i dialettologi, gli studiosi e gli autori, ha por-tato ad inserire quasi regolarmente, e in forme diverse, nella scrittura del dialetto fog-giano, sotto forma di schwa, anche la vocale che non si pronuncia (venenne / vënennë, etc. venendo). Quasi tutti gli autori esaminati hanno escluso la possibilità di eli-minare lo schwa, il simbolo che ha la funzione, nella notazione fonetica, di ‘oscurare’ le vocali mute. Lo schwa, nel dialetto foggiano è stato fino ad oggi rappresentato in diversi modi: e (Bellizzi), ä ë ï ö ü (G. Villani, Marchianò) e (Anzivino, Mucelli, Ricci), é (Loiodice, Rabbaglietti), (Capozzi), ë (Contestabile). Per quanto mi riguarda, in questo Dizionario, ho utilizzato per la scrittura normale, come i più noti autori dialettali foggiani, l’aspetto grafico della vocale e non accentata, e per la tra-scrizione fonetica il sistema IPA che prevede una e rovesciata [ə] (vergenèlle [vərʤə'nɛllə] verginella; arreggestráte [arrədʤəs'trɜtə] essere a posto, attúrne [at'turnə] intorno, pedúcchie [pə'dukkjə] pidocchi; abbunáte [abbu'nɜtə] sciocco).

Il turbamento vocalico.

Un’altra delle caratteristiche peculiari del dialetto foggiano è quella del turbamento vocalico. Vi sono molti casi in cui le vocali non vengono pronunciate schiette come in italiano, ma presentano delle alterazioni tali da renderle quasi irrico-noscibili. Nella Guida ai dialetti di Puglia (1972), Michele Melillo, esaminando la versione foggiana della parabola del figliuol prodigo scrive: “La fonetica della parlata di Foggia è caratterizzata diffusamente da un vocalismo turbato, che interessa di preferenza le vocali toniche di sillaba aperta. Laddove questo turbamento vocalico cessa, per gli esiti di Ĕ ed Ŏ, date -I, -U, in sillaba chiusa ed aperta, annotiamo un dittongamento decrescente, in cui il primo elemento vocalico fortemente tonico tende a far cadere in atonia o addirittura in dileguo il secondo elemento vocalico. Sono questi i fatti che ci inducono a sistemare la parlata di Foggia nel dominio più propriamente pugliese. Detta sistemazione, del resto è reclamata da altri fenomeni, sempre di natura fonetica, quali l’allungamento prosodico delle vocali, in genere, con il conseguente frangimento di alcune di esse, e passim l’allungamento delle varie vocali, e la mancata palatalizzazione del nesso *sj”.

Il fonema á [ɜ]

Per rappresentare graficamente un fonema molto presente nel dialetto foggiano, che da alcuni autori (Bellizzi, Esposto, Ricci, ecc.) viene descritto come una eu francese ma con suono più chiuso, e che altro non è, per dirla con Michele Melillo, che “la a tonica che si è corrotta velarizzandosi e che presenta un suono turbato che si tinge più di o che di e” (pigghiave [piɡ'ɡjɜvə] prendevo, case ['kɜsə] casa, camenate [kamə'nɜtə] camminata), ho utilizzato il simbolo [ɜ] dell'IPA. Anche questo fonema è stato fino ad oggi rappresentato in diversi modi: á (Bellizzi, M. Melillo, Coda), à (Ricci, Anzivino, ecc.), a (Loiodice, Saracino, ecc.), (Capozzi), ä (Rispoli). Come hanno già fatto d’altra parte Bellizzi, M. Melillo ed altri, anche io ho pensato di utilizzare per la scrittura normale una á con accento acuto (pigghiáve, cáse, camenáte), perché rimanda immediatamente all’idea di suono cupo, come potrebbe essere appunto il nostro fonema á [ɜ], e al tempo stesso resta legato alla lingua italiana che, difatti, scriverebbe gli stessi termini con pigliava, casa, camminata.

Il fonema i [i] / [ɪ] / [ɨ]

La vocale i tonica a Foggia, specie tra la popolazione più anziana e nei quartieri popolari, in molti casi risulta piuttosto turbata, mentre le nuove generazioni tendono a pronunciarla schietta imitando il suono della vocale italiana. Ad ogni modo nel dialetto foggiano è possibile registrare ben tre suoni diversi della vocale i, per cui, per evidenziarne le differenze, anche nella normale scrittura, dovremmo far ricorso agli accenti o a dei segni diacritici. Ad es. pensando alla pronuncia degli anziani, potremmo, per parole come pile, sive, murije, etc., usare, nella scrittura normale, una con il segno diacritico ̊ e per la trascrizione fonetica IPA utilizzare il segno diacritico corrispondente [ɨ] (Es. pi̊le ['pɨlə] pelo, si̊ve ['sɨvə] sevo, muri̊je [mu'rɨjə] morì). Invece parole come mastrìlle [mas'trɪllə] trappola per topi, zavezìcchie [ʦavə'ʦɪkkjə] salsiccia, fìgghie [fɪɡɡjə] figlio, venì [və'nɪ] venire etc. si potrebbero segnare con l'accento grave ì e per la trascrizione fonetica IPA usare il segno diacritico corrispondente [ɪ]. Infine per parole come turcenille [turʧə'nillə] involtino, tredecaminde [trədəka'mində] pettegolezzo, cungirte [kun'ʤirtə] concerto, etc. potremmo usare, per la scrittura normale vocale i priva di accenti, o con accento acuto í, mentre per la trascrizione fonetica il simbolo IPA corrispondente [i].

 

Il fonema u [u] / [ʊ] / [ʉ]

Anche per la vocale u tonica foggiana, come per la vocale i esaminata, è possibile registrare  tre o addiruttura quattro suoni diversi, per cui, per evidenziarne le caratteristiche fonetiche, nella normale scrittura dovremmo far ricorso agli accenti grave e acuto. Ad es. per parole come fruttajúle [frutta'jʉlə] fruttivendolo, maccarúne [makka'rʉnə] maccheroni, maccatúre [makka'tʉrə] fazzoletto, potremmo, nella scrittura normale, usare una ú con accento acuto e per la trascrizione fonetica IPA utilizzare il segno diacritico [ʉ]. Invece parole come mazzamùrre [matʦa'mʊrrə] rozzo, 'mbrùgghie [m'brʊɡɡjə] imbroglio, brùtte [b'brʊttə] brutto etc. potremmo segnarle con l'accento grave ù e per la trascrizione fonetica IPA usare il segno diacritico [ʊ]. Infine parole come furne ['furnə] forno,  bune [b'bunə] buono, zuppe ['ʦuppə] zuppa / zoppo, etc. potremmo usare, sia per la scrittura normale che per le trascrizioni IPA, la vocale u priva di accenti.

Vocali toniche e ed o. 

Le vocali toniche e ed o, prevedendo la possibilità di un doppio suono, se si vuole aiutare il lettore ad avvicinarsi il più possibile alla corretta pronuncia del dialetto foggiano, nella scrittura normale dovrebbero essere segnate con l’accento appropriato, e cioè acuto [ó-é] quando la pronuncia prevede la chiusura delle vocali (allóre [al'lɤrə] allora; decéve [də'ʧɘvə] docevo/a/i), e grave [ò-è] quando la pronuncia ne prevede l’apertura (Tatònne [ta'tɔnnə] Antonio; accugliènze [akkuʎ'ʎɛnʣə] accoglienza).

Vocale tonica à [a]

La vocale a tonica à [a], fatti salvi i casi di turbamento vocalico già esaminati in precedenza, non avendo la possibilità di un doppio suono, in questo Dizionario, in caso di necessità, viene convenzionalmente segnata con accento grave, quindi à (es. adàtte [a'dattə] adatto, magnà [maɲ'ɲa] mangiare, vàrve ['varvə] barba, etc.), mentre nella trascrizione fonetica IPA viene rappresentata con una normale [a] non accentata.

Gli accenti.

Sebbene sia opportuno, nella scrittura normale del dialetto foggiano, segnare con gli accenti grave (`) ed acuto (´) solo le vocali toniche delle parole che potrebbero far insorgere nel lettore qualche dubbio sulla corretta pronuncia delle stesse, questo Dizionario, dal momento che trascrive in IPA fra parentesi quadre [] tutte le voci presenti,  pone sistematicamente l’accento, come nella lingua italiana, solo sulle vocali toniche tronche (magnà, fenì, bambalù, chemò, avvedè). Sarebbe opportuno, invece, segnare sempre con accento acuto le vocali turbate á, í, ú, anche per differenziarle dalle stesse vocali toniche normali che nella pronunca si avvicinano abbastanza a quella dell'italiano locale.

Le semiconsonanti.

Nella scrittura del dialetto foggiano, ancora una volta a causa delle sue peculiarità fonetiche, particolari dubbi e incertezze, da sempre, suscita la trascrizione della semiconsonante i [j]. In particolare di fronte alla trascrizione di termini come mio ['mijə], Maria [ma'rɪjə], cioè quando siamo in presenza della semiconsonante j in dittonghi decrescenti, si possono intraprendere varie strade, fra cui la trascrizione con una i lunga / j /  (mije) sembra quella più gradita alla maggior parte degli autori. Per approfondire il discorso sulle semiconsonanti sarà opportuno, quindi, avvalersi di alcuni contributi.

“I Romani – scrive Luisa Cocci, docente li lingue e lettere classiche – non conoscevano la lettera -j- e utilizzavano -i- come medesimo segno di notazione sia per la i vocalica che per la i semivocalica. Col passare dei secoli la grafia del latino subì alcune alterazioni, a causa della tendenza dei dotti a portare innovazioni grafiche per una maggiore precisione delle notazioni fonetiche: il fatto più notevole fu appunto la sostituzione della -i- semiconsonantica con -j- e della -u- (che originariamente denotava sia u che v) semivocale con -v-, lettera sconosciuta ai latini. L’innovazione, che investì, oltre alla grafia del latino, anche quella dell’italiano, avvenne ad opera dell’umanista Gian Giorgio Trissino (1524). Da allora in latino (come accade ancora in molti dizionari) si trova distinto il segno della -i- vocale da quello della -j- semivocale (detta jod o i lunga). Le semiconsonanti (o semivocali) sono suoni intermedi tra quello vocalico e quello consonantico. Le semiconsonanti sono due: la semiconsonante palatale i (detta jod e trascritta foneticamente /j/, e la semiconsonante velare u (detta uau e trascritta foneticamente /w/. In pratica si tratta delle vocali chiuse i e u pronunciate restringendo ulteriormente il canale orale attraverso cui passa l’aria: es. ieri piano uomo guida. La differenza tra una i vocalica ed una i semiconsonantica risulta evidente se si confrontano due parole come tiro e piove. Nella parola tiro la i è una vocale: è infatti l’elemento portante della sillaba in cui si trova, è accentata ed è sostituibile solo da un’altra vocale: “tiro” > “toro”. Nella parola piove, ivece, la i è una semiconsonante, infatti non è accentata, ha bisogno di un’altra vocale (la o in questo caso) per fare sillaba ed è sostituibile non con una vocale, ma con una consonante: “piove” > “prove”. Lo stesso discorso vale per distinguere la u vocalica dalla u semiconsonantica di uomo e guida. In italiano le semivocali si trovano esclusivamente nei dittonghi, che nascono appunto dalla combinazione di una semiconsonante (atona) e di una vocale tonica o atona, ad es. ie io iu. Nell’alfabeto italiano un tempo (grosso modo fino al secolo scorso) la j/J (i lunga) era usata, appunto, per la i semiconsonantica (jeri) o per la doppia ii delle desinenze plurali (vizj) e veniva pronunciata a tutti gli effetti come una i normale. Anche oggi nei rari nomi propri in cui si è conservata, la j mantiene il suono di una i: Jolanda, Jugoslavia. Oggi, però, in Italiano, l’uso più frequente della j (praticamente quasi scomparsa dall’alfabeto nazionale) si ha, come consonante propria di alcuni alfabeti stranieri, nei prestiti per lo più dall’inglese, nel cui caso si pronunzia come una g palatale sonora: jazz, jet, jukebox, jolly, jersey, ecc.”

Michele Melillo nel suo corso di Dialettologia italiana afferma: “Le semiconsonanti vanno dette anche semivocali. Ma non hanno dei caratteri tanto distintivi da farle classificare né come vere e proprie vocali, né come vere e proprie consonanti. Partecipano da una parte della stessa natura delle vocali in quanto gli organi fonatori vengono a disporsi nella stessa posizione che occupano per l’articolazione di un suono vocalico; e dall’altra parte ripetono le condizioni che sono proprie di una consonante, perché esse pure, per una particolare costrizione della cavità boccale, diventano percepibili come sonanti soltanto in combinazione con un elemento vocalico. Di queste semiconsonanti (o semivocali) ne conosciamo due: una di natura palatale che si accosta alla vocale i ed è indicata con i̯, e l’altra di natura velare, che si accosta alla u ed è indicata con u̯. Sono riconoscibili sia nei dittonghi crescenti, che in quelli decrescenti. I suoni J-, GL-, GJ-, DJ- del latino classico si debbono essere risolti in una J- ossia in una yod che sostanzialmente s’identifica con una semiconsonante palatale che noi indichiamo con i̯. Nella Puglia settentrionale la condizione antica deve aver offerto una resistenza sensibile.”

In questo Dizionario, per le trascrizioni fonetiche della semiconsonante i useremo il simbolo IPA [j], mentre per quanto riguarda la scrittura normale useremo quasi sempre la i e solo in alcuni casi la j. Per quanto riguarda la semiconsonante u, per le trascrizioni fonetiche useremo il simbolo IPA [w], mentre per la scrittura normale, a seconda dei casi, useremo u o v.

La prostesi.

Nell’italiano moderno l’uso della prostesi è relegato a quei pochi casi in cui la prima parola termina con una consonante e la seconda inizia con s seguita da consononante (per iscritto, in istrada, in ispirito), oppure quando si verifica l’aggiunta di un elemento non etimologico in principio di parola (ignudi per nudi). Nel dialetto foggiano, invece, questo fenomeno è piuttosto diffuso; per cui sentiremo, e quindi scriveremo, acalà invece di calà, achiude invece di chiude, addumannà invece di dumannà, e così via.

Il raddoppiamento sintattico.

Molti autori, in alcuni casi legati alla corretta pronunzia di una frase, hanno sentito la necessità di raddoppiare la consonante iniziale di un vocabolo (es. me fáje chiagne [mə 'fɜjə 'kjaɲɲə] mi fai piangere; nen m’è fa chiagne a mme [ne mm-ɛ fa 'kjaɲɲə a mmɛ] non devi farmi piangere). Questo fenomeno di pronuncia, presente anche nella lingua italiana ma del tutto ignorato nella scrittura, detto raddoppiamento sintattico, molto diffuso nell’area centromeridionale, consiste nel pronunciare, appunto, doppie alcune consonanti iniziali, quando sono precedute da parole che attualmente finiscono in vocale, ma nella lingua latina finivano in consonante, ad es. «a (m)me)», «già (d)detto», «è (v)vero», (dove a, già, è corrispondono al lat. ad, iam, est). D’altra parte il dialetto napoletano, che come è noto ha una tradizione linguistica molto più antica ed autorevole di quella foggiana, per necessità fonetiche raddoppia sistematicamente la consonante iniziale di parola come si può rilevare da alcuni esempi tratti da una sola pagina de “La gatta Cenerentola” di R. De Simone: E gghiammo cor’ ‘e mamma / E andiamo cuore di mamma - Sta parola nu’ sta bbona ‘mmocca’a tte / Questa parola non sta bene in bocca a te - Na mamma comm’a vvuie nu’ ppo’ ttene’ ‘e ffelinie ‘ncopp’ ‘o core / Una mamma come voi non può tenere la fuliggine sul cuore.

In questo Dizionario i vocaboli che in alcuni contesti presentano la necessità di un raddoppiamento fonosintattico vengono riportati all’interno della voce corrispondente. 

chjù ['kjʊ] avv. Più. || Anche cchjú [k'kjʊ], dicchjú [dik'kjʊ] || SA Fatte chjú là! ['fattə k'kjʊ l'la] Spostati! lett. Fatti più là. || GG chijû / chijù / chiù (1834). ||  GF cchjù. || EG ‘cchiú. || MP cchijù. || FP cchiù. 

L’elisione.

Anche nel dialetto foggiano, come nella lingua italiana, abbiamo numerosi casi in cui è possibile elidere una vocale, cioè toglierla in fine di parola, per evitarne l'incontro con la vocale iniziale della parola successiva. La vocale soppressa viene sostituita con l’apostrofo che è appunto il segno dell’elisione (l’ugliarule / lu ugliarule / il venditore di olio; prim'attore / prime attore / prim'attore; Sand’Agustine / Sande Agustine / Sant’Agostino; ch’agghia / che agghia / che cosa devo; s’è / se è / si è ; n’ome / nu ome / un uomo; m’abbatte / me abbatte / mi batte; d’uve / de uve / d’uva).

L’aferesi.

Il dialetto foggiano, in misura decisamente più rilevante che nella lingua italiana, presenta il fenomeno linguistico dell’afèresi che consiste nella caduta del suono iniziale, o nella soppressione della vocale o della sillaba iniziale di un vocabolo e nella loro sostituzione con una virgola posta in alto a sinistra ('Dduluráte [ddulu'rɜtə] Adduluráte / Addolorata; 'ndavulà [ndavu'la] indavulà / intavolare; 'ndechetà [ndəkə'ta] andechetà / antichità). Il fenomeno è tanto più presente in quanto il dialetto foggiano, specie in presenza dell’avverbio di negazione non o della preposizione in, spesso trasforma in un solo vocabolo intere locuzioni (ngià = nen ce (l)a / non ce la; nfacenne = nen facenne / non fare; nzacce = nen sacce / non so; nziamáje = nen sija máje / non sia mai; ‘mbacce = in facce / in faccia; 'nganne = in canne / in gola; ‘ngrazie = in grazie / nella grazia, ringraziando; 'nzottamure = in sotte a (l)u mure / sotto il muro; 'nzunne = inde a (l)u sunne / in sonno).

L’apostrofo.

L’apostrofo è il segno grafico a forma di virgola che viene posto in alto a destra di parole che hanno subito l’elisione (un’amica) o l’apocope della sillaba finale (to’ = togli). Il dialetto foggiano, rispetto alla lingua italiana, necessita di un uso più massiccio di questo segno grafico. E’ opportuno, infatti, usare l’apostrofo, oltre che nei casi di elisione o di aferesi già descritti, anche quando un vocabolo è seguito dalla preposizione a (a) o dall’art. ‘a (la), che vanno a fondersi con la parola stessa ('ngáp‘a te = in cápe a te / in testa a te; vogghi’a te = vogghie a te / ti voglio; damm’a giacchètte = damme (l)a giacchètte / dammi la giacca). In questi casi, come abbiamo visto, si omette anche la scrittura della e muta finale di parola, es: vogghi’a te, invece di vogghie a te.

La consonante k.

Come è noto nella lingua italiana la consonante k, lettera degli alfabeti europei in caratteri latini, è usata pochissimo, e solo per le parole straniere o di derivazione straniera, e per alcuni simboli. Denominata cappa è considerata prevalentemente di genere maschile. Presente anche nel latino arcaico (Karthago = Cartagine), compare oggi in parole dotte di origine greca (koinè = parlata comune). Il suono è quello della occlusiva velare sorda [k], corrispondente alla c dura. Nella lingua italiana questo fono è rappresentato dalla lettera C seguita dalle vocali A, O o U o dal digramma CH. Alcuni fra i più importanti autori, come ad es. O. Anzivino, e studiosi del dialetto foggiano, come M. Melillo, per differenziare la c dolce o palatale da quella dura o velare, hanno introdotto anche nella scrittura normale la consonante k (in Anzivino abbiamo kecòzze, kemmùne, lùkkele, mellìke, fùke; in M. Melillo abbiamo kase, pekerúcce, rasekále, skapulatúre). In Anzivino è però evidente che la k serve a sostituire solo il digramma italiano ch, mentre M. Melillo la usa indistintamente per sostituire sia la c dura che il ch.

In questo Dizionario, invece, per non allontanarci troppo dalle caratteristiche di scrittura della lingua italiana, la consonante k viene usata solo quando ci si trova in presenza di parole contenenti il digramma sc (lo stesso delle parole italiane sci, scimmia, asciugare), seguito dalla c aspra (la stessa di casa, colonia), o dal digramma ch (lo stesso di chiesa, chiodo) quali ad es. sckande [ʃ'kandə] spavento, sckife [ʃ'kifə] schifo, sckitte [ʃ'kittə] soltanto, abbuscke [ab'bʊʃkə] guadagno, termini in cui è necessario far sentire chiaramente e distintamente sia il suono sc che il fonema c / ch duro o velare. La k inoltre, in questo Dizionario,  viene usata per scrivere la prep. semplice ke [kə] con, e le prep. articolate k'a [k-a] con la, colla, k’i [k-i] con i, con le, coi, colle, cogli, k'u [k-u] con il, con lo, col, collo.

Consonanti s e z.

Non ritengo opportuno, nella scrittura normale, al pari di quanto accade nella lingua italiana, evidenziare anche graficamente la differenza fra una s aspra [s] ed una dolce [z], e fra una z aspra [ʦ] ed una dolce [ʣ]. Tale differenza verrà messa in risalto solo nelle trascrizioni fonetiche es. sére ['sɘrə], sderrúpe [zdərrʉpə], zíje ['ʦijə], zanníre [ʣan'nirə].

Doppia z [tʦ] / [dʣ]

Pur non ritenendo un grave errore, come nella ortografia italiana, il raddoppiamento della consonante z in termini quali neguziande, addezione, rengrazià, perché graficamente corrispondente al termine effettivamente pronunciato, tuttavia in questo Dizionario useremo la doppia zz [tʦ] / [dʣ] solo nelle trascrizioni fonetiche, es. neguziande [nəɡud'ʣjandə] negoziante; addezione [addət'ʦjɤnə] addizione; rengrazià [rənɡrad'ʣja] ringraziare.

Altre consonanti doppie.

Nella versione dialettale di termini quali agitare, agevolare, ragionare, artigianato, regina, useremo, invece, nel pieno rispetto della consuetudine linguistica locale, la doppia gg sia nelle trascrizioni fonetiche che nella scrittura normale (aggetà [adʤə'ta] agitare; aggevulà [adʤəvu'la] agevolare; arraggiunà [arradʤu'na] ragionare; arteggianate [artədʤa'nɜtə] artigianato; reggine [rəd'ʤɪnə] regina). Analogamente, per la versione dialettale di termini quali ribelle, ribattere, useremo la doppia bb sia nelle trascrizioni fonetiche che nella scrittura normale (rebbelle [rəb'bɛllə] ribelle; rebbatte [rəb'battə] ribattere). Lo stesso criterio potrà essere applicato ad altri casi isolati, quali ad es. 'nnammurate [nnammu'rɜtə] innamorato, assemmegghie [assəm'mɛɡɡjə] assomiglia, adducchià [adduk'kja] adocchiare, ecc.

Per il resto credo che il sistema di scrittura elaborato dalla lingua italiana si possa tranquillamente applicare al dialetto foggiano.

Suggerimenti di ortografia del dialetto foggiano

Vocali mute o schwa.

Nel dialetto foggiano la vocale finale di ciascuna parola, notoriamente indistinta, e quindi che non si pronuncia, a meno che non si tratti di una vocale tonica (venì, azzuppà, vedè),  si dovrebbe sempre scrivere con la e (affavugnate [affavuɲ'ɲɜtə] accaldato, afflitte [af'flittə] afflitto).

Anche la vocale muta non finale di parola si dovrebbe scrivere sempre con la e sebbene non si pronunci mai (es abbetà [abbə'ta] abitare; angutene [an'ɡutənə] incudine; freffelate [frəffə'lɜtə] fildiferro). 

Vocali toniche e ed o.

Salvo i casi di parole con vocale finale tonica (chemò [kə'mɔ] comò; vedè [və'dɛ] vedere) in cui è obbligatorio porre l’accento grave, si consiglia di porre sulle vocali toniche e ed o l’accento appropriato (grave o acuto) solo quando i termini dialettali presentano una forma di scrittura molto diversa da quella della lingua italiana (ferzóle [fər'ʦɤlə] padella), o nei casi di scostamento di pronuncia dal modello toscano; fórse ['fɔrsə] forse). Inoltre, per evitare possibili confusioni, si consiglia di porre l’accento appropriato sulla e tonica quando il vocabolo contenga anche vocali mute non finali di parola (fèmmene ['fɛmmənə] femmina).

Vocali toniche a, i ed u.

Salvo i casi di parole con vocale finale tonica (es. magnà [maɲ'ɲa] mangiare; patì [pa'tɪ] patire; bambalù [bbamba'lʊ] altalena) in cui è obbligatorio porre l’accento grave, per il resto si rinvia alle note precedenti sui fonemi a, i ed u.

Fonema á [ɜ].

Si consiglia di porre sempre l’accento acuto sulla vocale a tonica velarizzata centrale á [ɜ], che a Foggia come abbiamo visto, risulta fortemente turbata (lupunáre [lupu'nɜrə] asmatico; lundáne [lun'dɜnə] lontano; 'mbaláte [mba'lɜtə] impalato, jurnáte [jur'nɜtə] giornata), anche per distinguerla dalla normale a tonica ('mbaste [m'bastə] impasto; maretagge [marə'tadʤə] corredo; lambe ['lambə] lampo) sulla quale porremo l’accento grave quando lo riterremo opportuno.

Apostrofo.

L’apostrofo deve essere posto davanti alla consonante ad inizio di parola quando c’è afèresi, cioè la caduta di una vocale che non viene scritta (‘na [na] una; 'nzunne [n'ʣunnə] in sonno) e nei casi di elisione (t’àgghie [t'aɡɡjə] ti ho). L’apostrofo, inoltre, nel dialetto foggiano sostituisce una originaria consonante caduta nel caso degli articoli ‘u = lu / lo, ‘a = la / la, ‘i = li / gli. Si deve usare anche per indicare i vari casi di troncamento presenti nel dialetto foggiano (fa’ = fare / fai; a’ = alla, pe’ = per, si’ = sei, po’ = poi, so’ = sono, mo’ = adesso, ando’ = dove; pu’ = per il)

Semiconsonante/semivocale j. 

Scriveremo la i con il simbolo grafico della i lunga / j /, anche per evitare la scrittura della doppia ii (Mariie, faciie), quando fa parte dei dittonghi crescenti o ascendenti ja, je, ji, jo, ju, ed in particolare:
a. Quando fa parte del dittongo ja..., je..., ji..., jo..., ju..., che si trova all’inizio di parola, o all’inizio del secondo termine di parola composta. Es: jotte ['jɔttə] acqua della bollitura; jurnáte [jur'nɜtə] giornata; jacuvelle [jaku'vɛllə] confusione, jeve ['jɘvə] andava; jiresinne ['jirə'sɪnnə] andarsene, mizzejurne [midʣə'jurnə] mezzogiorno; jinere ['jinərə] genero; jocchele ['jɔkkələ] chioccia; lavedejonne [lɜvədə'jɔnnə] brodaglia.
b. Nell’infinito dei verbi terminanti in …. Es. anghjì [an'ɡjɪ] riempire; ['jɪ] andare.
c. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …jì… Es. mujine [mu'jɪnə] moina; ajire [a'jirə] ieri; chjine ['kjinə] pieno; jìve ['jɪvə] andavi; jìje ['jɪjə] andai / andò; chjise ['kjɪsə] chiesa.
d. Nell’infinito dei verbi terminanti in …ajà, …ijà, …ejà, …ujà. Es: abbijà [abbi'ja] avviare, galijà [ɡali'ja] sbadigliare; ammezzijà [ammədʣi'ja] insegnare; janghijà [janɡi'ja] biancheggiare; mastrijà [mastri'ja] primeggiare; 'nnaffijà [nnaf-fi'ja] innaffiare; nazzechijà [natʦəki'ja] cullare; scialpijà [ʃalpi'ja] balbettare; sciascijà [ʃaʃi'ja] rilassarsi; sckaffijà [ʃkaffi'ja] schiaffeggiare; appujà [appu'ja] appoggiare; stujà [stu'ja] pulire; vavejà [vavə'ja] sbavare; singhejà [sinɡə'ja] segnare; abbajà [abba'ja] abbaiare; struppijà [struppi'ja] storpiare. 
e. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ijà..., ...ijá...,  ...ijó..., ...ijù..., ...ijè... Es: abbijarse [abbi'jarsə] avviarsi; buscijarde [bbuʃi'jardə] bugiardo; cambijale [kambi'jɜlə] cambiale; currijame [kurri'jɜmə] finimento per cavalli; zijane [ʦi'jɜnə] zio; carijole [kari'jɤlə] cariola; rijone [ri'jɤnə] rione; fruttajule [frutta'jʉlə]; pisciajule [piʃʃa'jʉlə] pescivendolo; abbijáte [abbi'jɜtə] avviato, mazzijáte [matʦi'jɜtə] bastonato; salijate [sali'jɜtə] poco di buono; favecijanne [favəʧi'jannə] falciando; frijenne [fri'jɛnnə] friggendo; frijute [fri'jʉtə] fritto.
f. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ajà..., …ajù...,  …ajè..., …ajì...…ajó... Es: vajasse [va'jassə] domestica trasandata; ajute [a'jʉtə] aiu-to; cuccuvajuzze [kukkuwa'jʊtʦə] iettatore; pastajole [pasta'jɤlə] pastaia; majestre [ma'jɛstrə] maestro; ajire [a'jirə] ieri.
g. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza …ejù… Es: fejute [fə'jʉtə]  fuggito.
h. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza .…ujù..., ...ujà..., ...ujè..., ...ujé..., ...ujì... Es: fujute [fu'jʉtə] fuggito; giujelle [dʤu'jɛllə] gioiello; mujine [mu'jɪnə] moina; cujete [ku'jɘtə] quieto; 
i. Nei vocaboli e nelle forme verbali contenenti la sequenza atona …aje…,…uje…, ...ija..., ...eje... Es: accujetà [akkujə'ta] acquietare; rijalà [rija'la] regalare; dejettate [dəjət'tɜtə] trasandato; sdejelláte [zdəjəl'lɜtə] sciancato; ajutà [aju'ta] aiutare; majellese [majəl'lɘsə] vento freddo; bijatore [bbija'tɤrə] avvio. 
Scriveremo, inoltre, la i con il simbolo grafico della i lunga / j /, solo in alcuni dei casi in cui fa parte dei dittonghi decrescenti o discendenti aj, ej, ij, oj, uj, ed in particolare:
a. Nei vocaboli e nelle forme verbali terminanti in …áje, …èje, …ìje, …ìja, …óje, …òje, …ùje. Es: abbáje [ab'bɜjə] abbaia; stáje [s'tɜjə] stai; pigghiáje [piɡ'ɡjɜjə] prese; penzáje [pən'ʣɜjə] pensò; pedeje [pə'dɘjə] pancetta di pecora; pazzeje [pat'ʦɘjə] scherza; ched'eje [kɛ'dɘjə] che cosa; abbije [ab'bɪjə] avvia; ascije [aʃ'ʃɪjə] uscì; befanije [bbəfa'nɪjə] epifania; buscije [bbu'ʃɪjə] bugia; carechije [karə'kɪjə] carica; pecundrije [pəkun'drɪjə] ipocondria; gallerije [ɡalle'rɪjə] galleria; facije [fa'ʧɪjə] fece; ije ['ijə] io; mije [''mɪjə] mio; vije ['vɪjə] via, zije ['ʦijə] zio; Marije [ma'rɪjə] Maria; Lucije [lu'ʧɪjə] Lucia; mustrarije [mustra'rɪjə] mostruosità; pazzije [pat'ʦɪjə] scherzo; dóje ['dɤjə] due; duje ['dʉjə] due; fanóje [fa'nɤjə] falò; suje ['sʉjə] suo; struje [s'trʉjə] consumare; vija ['vija] via; frijaóve [frija'ɤvə] tegamino per le uova; gióje [d'ʤɤjə] gioia.
b. Nella terza persona plurale dell’indicativo presente dei verbi terminanti in …èjene. Es: palièjene [pali'jɛjənə] picchiano; tretechièjene [trətəki'jɛjənə] criticano.

Semiconsonante/semivocale u.

Originariamente, come abbiamo visto, la semiconsonante u denotava sia la u che la v. Il dialetto foggiano ha mantenuto foneticamente intatta questa caratteristica. Noi per avvicinare il più possibile la scrittura del dialetto foggiano a quella della lingua italiana, quando un determinato lemma ha subito tale trasformazione, useremo la v per la scrittura normale e la [w] nelle trascrizioni fonetiche (abbuverà [abbuwə'ra] abbeverare; Giuvanne [dʤu'wannə] Giovanni; adduvenà [adduwə'na] indovinare; aggiuvà [adʤu'wa] appagare; arruvà [arru'wa] arrivare; carnuvale [karnu'wɜlə] carnevale; cruvattine [kruwat'tɪnə] cravattino; cuccuvaje [kukku'wɜjə] civetta; cuverte [ku'wɛrtə] coperta; sduvacà [zduwa'ka] svuotare). In tutti gli altri casi useremo semplicemente la u per la scrittura normale e la [w] nelle trascrizioni fonetiche (guáje ['ɡwɜjə] guaio; Pasquále [pas'kwɜlə] Pasquale; stracquáte [strak'kwɜtə] stancato; Guiducce [ɡwi'dʊtʧə] Guido; quinecine [kwinə'ʧɪnə] quindicina; delinguènde [delin'ɡwɛndə] delinquente).

Consonante k.

I soli casi in cui useremo la consonante k sono quelli in cui sia necesseraio, per esigenze fonetiche, mettere in risalto sia il digramma sc che il suono aspro della c o del digramma ch, es: sckande [ʃ'kandə] spavento, sckife [ʃ'kifə] schifo, sckitte [ʃ'kittə] soltanto, abbuscke [ab'bʊʃkə] guadagno, sckacche [ʃ'kakkə] chiazza rossa in viso; sckafareje [ʃkafa'rɘjə] grosso recipiente; sckafarole [ʃkafa'rɤlə] grosso recipiente; sckaffà [ʃkaf'fa] ficcare dentro con forza; sckàffe [ʃ'kaffə] schiaffo; sckaffijà [ʃkaffi'ja] schiaffeggiare. Useremo inoltre, la consonantre k per scrivere la prep. semplice ke [kə] con, e le prep. articolate k'a [k-a] con la, colla, k’i [k-i] con i, con le, coi, colle, cogli, k'u [k-u] con il, con lo, col, collo.

La g dolce o affricata postalveolare sonora [ʤ].

La consonante g dolce, detta anche affricata postalveolare sonora, viene sempre trascritta con il simbolo IPA [ʤ] (junge ['jʊnʤə] giunco, Giggine [dʤid'ʤɪnə] Luigi, sigge ['sɪdʤə] riscuotere), e si legge come nelle parole italiane Luigi, seggio, fagiano, giocare, etc.

La g dura o occlusiva velare sonora [ɡ]

La consonante g dura, detta anche occlusiva velare sonora, viene trascritta con il simbolo IPA [ɡ], (agghie ['aɡɡjə] ho, migghiere [miɡ'ɡjɘrə] moglie, segarette [səɡa'rɛttə] sigaretta, tagghià [taɡ'ɡja] tagliare), e si legge come nei termini italiani gondola, gallo, ghetto, ghiro, ghiaccio, etc.

DIZIONARIO COMPARATO FOGGIANO-ITALIANO

A

'a [a] art. La. || ZO la (1864). || BF a (1893). 

'a [a] prep. art. Della. || Anche d’a [d-a] || BF a Madonn’ -a Croce [a ma'dɔnn a 'krɤʧə] N.d.R. la Madonna della Croce. || LR l’ugliarùle ‘a strade de Sand’Anne [l-uʎʎa'rʉlə a s'trɜdə də 'sand 'annə] N.d.R. Il venditore d’olio della strada di Sant’Anna. || LR 'a. || BF -a.

a [a] prep. sempl. A, Ad. || LA ‘A Liline Lepore [a lli'lɪnə 'lɛpɤrə] A Raffaele Lepore. || VC acqua a vìento ['akkwa a v'vində] Acquivento. N.d.R. lett. Acqua a vento. || GG a (1834) || LA ‘a.

a’ [a] prep. art. Alla. || SA A’ faccia tuje [a 'fatʧa 'tʉjə] Alla faccia tua. || ZO allia (1864) || LR ‘a.

abbacà [abba'ka] v. rifl. Essere giú di morale, Placarsi, Calmarsi. ||  RF abbacà [abbaká].

abbacate abbacåtë [abba'kɜtə] agg. Avvilito, Scorag­giato, Depresso, Calmato, Placato. || RF s’èje abbacàte. N.d.R. si è calmato. || RF abbacàte [abbakåte̯].

abbadà [abba'da] v. Accudire, Stare attenti a qualcuno o qualcosa. ||  GG abbadà (1834) || SA¹ abbadà’.

abbagnà [abbaɲ'ɲa] v. Bagnare. || Anche bagnà [baɲ'ɲa] || RF abbagnà [abbaññá].

abbalite abbalìtë [abba'lɪtə] agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto. || Anche abbalute [abba'lʉtə] || AO abbalìte.

abballà [abbal'la] v. Ballare. || Anche ballà [bbal'la] || FO 'E belle e n'abballe [È belle̥ e n'abballe̥] È bello e non balla. || LE ka rirene, cànda­n'e abbàlléné [ka 'rɪrənə, 'kandən-ɛ ab'ballənə] N.d.R. che ridono, cantano e ballano. || GF abballà. || Etim. dal tardo lat. ballāre, drv. del gr. ballίzein  «tripudiare, ballare»

abbalute abbalůtë [abba'lʉtə] agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto. || Anche abbalite [abba'lɪtə] || TF  abbalùte.

abbandunate abbandunåtë [abbandu'nɜtə] pp. e agg. Abbandonato. || LA Ind'o panare, sûle e abbandunate ['ind ɔ pa'nɜrə 'sʉlə ɛ abbandu'nɜtə] N.d.R. Nella cesta, solo e abbandonato. || LA abbandunate.

abbarrucà [abbarru'ka] v. antiq. e fig. Ciabattare, Compiere con negligenza e in fretta. || cfr. acciammattà [atʧammat'ta]  || VC abbarrucà (1929).

abbasate abbasåtë [abba'sɜtə] agg. Posato, Persona matura ed equilibrata. || TF abbasàte.

abbasce [ab'baʃʃə] avv. Abbasso, Giú, Di sotto. || MG abbascia a 'na grotta [ab'baʃʃə a na 'ɡrɔttə] giù in una grotta.  || LE Mendré ije me ne ijeve rucelanne abbasce ['mɛndr 'ijə mə nə 'jevə ruʧə'lannə ab'baʃʃə] Mentre ruzzolavo in basso. || BF abbasce (1894). || MG abbascia (1910). || VC abbàscio (1929). || LE  abbasce. || TF abbàsce. || SG abbascie.  

abbatte [ab'battə] v. Battere le mani, la lana, ecc. || VC m’abbatt’ ‘u core [m-ab'batt-u 'kɤrə] N.d.R. mi batte il cuore. || VC Abbattere li mataràzze [ab'battə i mata'ratʦə] Battere con la mano aperta materassi. || AO M'abbàtte 'a fianghètte [m-ab'battə a fjan'ɡɛttə] Mi batte la fianchetta. || VC abbattere (1929). || PR abbatt’. || AO abbàtte.

abbattute abbattůtë [abbat'tʉtə] pp. e agg. Avvilito, Scoraggiato, Abbattuto.

abbesugnà [abbəsuɲ'ɲa] v. Aver bisogno. || [fg. bisògno -   ital. biṡógno]

abbesugne abbësùgnë [abbə'sʊɲɲə] sm. Bisogno. || Anche besugne [bbə'sʊɲɲə] || RF tèn’abbesugne. N.d.R. Ha bisogno. || BA abbesuogne. || RF abbesugne [abbe̥sųññe̯].

abbetà [abbə'ta] v. Abitare. || Anche agabbetà [aɡabbə'ta] || RM abbetà.

abbetate abbëtåtë [abbə'tɜtə] pp. e agg. Abitato.

abbetine abbëtìnë [abbə'tɪnə] sm. Scapolare. || VC abetìna, betìna (1929).

abbetuà [abbətu'a] v. Abituare. || Anche ‘bbetuà [bbətu'a]  

abbetuate abbëtuåtë [abbətu'ɜtə] agg. Abituato.

abbeverà [abbəvə'ra]  v. Abbeverare. || Anche abbuverà [abbuwə'ra].

abbeverature abbëvëratůrë [abbəvəra'tʉrə] sm. abbeveratoio. || VC abbeveratùre (1929).

abbiffijà [abbiffi'ja] v. Scorgere, Non riuscire a vedere qualcuno. || Anche ammiffijà [ammiffi'ja] || RF nen l’abbeffìje da cquà, è lundàne N.d.R. Non riesco a vederlo da qua, è lontao.|| RM abbiffijà. || RF abbeffijà [abbe̯ffe̯i̯á].

abbijà [abbi'ja] v. Avviare, Cominciare. || Locuz. Mò m’abbbíje [mɔ m-ab'bɪjə] Soldi, Denaro, lett. Ora mi avvio. || MG ce mettirene int'a 'na varca grossa grossa e ce abbiarene [ʧə mət'tɪrənə nd-a na 'varka 'ɡrɔssa 'ɡrɔssə ɛ ʧ-abbi'jarənə]  N.d.R. ci misero in una barca grossa grossa e ci avviarono. || LA abbijà. || VC abbià (1929).

abbijarse [abbi'jarsə] v. rifl. Avviarsi.

abbijate abbijåtë [abbi'jɜtə] pp. e agg. Avviato.

abbottapezzinde abbottapëzzíndë [abbottapət'ʦində] sm. Cibo grossolano che serve a sfamare persone povere. || BA abbottapezziente.

abbracà [abbra'ka] v. Perdere la voce. || VC abbrucà (1929).

abbracute abbracůtë [abbra'kʉtə] agg. Rauco. || GF abbracùte. || VC abbrucàte (1929).

abbrazzà [abbrat'ʦa] v. Abbracciare. || RA Pecchè ancore nté pozz’abbrazzà [pək'kɛ an'ɡɤrə ndə 'pɔtʦə abbrat'ʦa] Perchè non ancora ti posso abbaracciare. || LA E felice murìrene abbrazzate [ɛ ffə'lɪʧə mu'rɪrənə abbrat'ʦɜtə] N.d.R. E felici morirono abbracciati. || PR  Cume e nu patre tuje m’abbrazzave ['kum-ɛ nu 'patrə 'tʉjə m-abbrat'ʦɜvə] N.d.R. Come se fossi tuo padre mi abbracciavi. || RA abbrazzà.

abbrile abbrílë [ab'brilə] sm. Aprile. || CS L’acque d’aprile, vále nù varrile [l'akkwə d-abbrilə, 'vɜlə nu var'rilə] N.d.R. L’acqua di aprile vale un barile.|| BA  abbrile. || CS aprile.

abbrunzà [abbrun'ʣa] v. Abbronzare.

abbrunzate abbrunżåtë [abbrun'ʣɜtə] pp. e agg. Abbronzato. || FB abbrunzàte.

abbruscià [abbru'ʃa] v. Bruciare. || Anche bruscià [bru'ʃa]  || RF abbrusçià  [abbrušá].

abbrussese [abbrus'sɘsə -esə] agg. e smf. Abruzzese || Anche ‘bbruzzese [bbrut'ʦɘsə -esə]  || CA¹ ‘bbruzzèse.

abbrustulì abbrutulì [abbrustu'lɪ] v. Abbrustolire, Tostare. || VC abbrustolì lu cafè [abbrustu'lɪ u ka'fɛ] Tostare il caffè. || VC abbrustolì (1929). || RF [abbrustulí̊].

abbufacchiate abbufacchiåtë [abbufak'kjɜtə] agg. Gonfio come un bufo (rospo), Dilatato, Ingrossato. || Locuz. Vicce abbufacchiate ['vɪtʧə abbufak'kjɜtə] Tacchino gonfio.

abbufalanne [abbufa'lannə] avv. Due anni fa. || Anche bufalanne [bufa'lannə], mufalanne [mufa'lannə] || CS abbufalanne.

abbufenate abbufënåtë [abbufə'nɜtə] agg. Colpito dal "bufone", un rospo della famiglia dei bufonidi, che provoca una malattia del grano. || RF abbufenàte [abbufe̯nåte̯].

abbuna abbune [ab'buna ab'bunə] inter. A buono a buono, Senza motivo, Chi me lo ha fatto fare. || SA Abbuna abbune so jute llà! [ab'bun  ab'bunə sɔ 'jʉtə lla!] Chi me lo ha fatto fare ad andare là! || AO abbùna abbùne.

abbunate abbunåtë [abbu'nɜtə] agg. Insulso, Alla buona. || AO abbunàte.

abbusckà [abbuʃ'ka] v. Ottenere qualcosa,  Ricevere percosse. || MA i taccarate c’i stime abbushkanne pure nuje cumm’e i ciucce [i takka'rɜtə ʧ-i s'tɪmə abbuʃ'kannə 'pʉrə 'nʉjə 'kum-ɛ i 'ʧʊtʧə] N.d.R. le percosse le stiamo prendendo anche noi come gli asini. || EG abbusckà. ||  SA Si nn‘a fenisce, abbuscke! [si nn-a fə'nɪʃʃə ab'bʊʃkə!] Se non la smetti, le prendi! || VC  abbuscà (1929).   

abbuscke [ab'bʊʃkə] Guadagno, Minaccia di bastonate. || BA abbusche.

abbuse abbůsë [ab'bʉsə] sm. Abuso.  

abbuttà [abbut'ta]  v. Gonfiare, Riempire. || SA Mo t'abbotte i dinde! ['mɔ t ab'bɔttə i 'dində!] Ora ti gonfio i denti! || TF nen s'accundènde màje, eppùre a càse l'abbòttene da 'n ggùle e da 'n ggànne [nən s-akkun'dɛndə 'mɜjə, ep'pʉrə a 'kɜsə l-ab'bɔttənə da n'ɡʉlə ɛ da n'ɡannə] N.d.R. lett. non si accontenta mai, eppure a casa sua lo riempiono dal culo e dalla gola -non gli fanno mancare nulla-. || VC abbottà (1929). || CV abbuttà.

abbuttaminde abbuttamíndë [abbutta'mində] sm. Tenere il broncio. || BA abbuttamiente.

abbuttarse [abbut'tarsə]  v. rifl. Gonfiarsi. || LA sanne abbuttàrse sole cûme 'i vicce ['sannə abbut'tarsə 'sʉlə 'kum-ɛ i 'vɪtʧə]  N.d.R. sanno gonfiarsi solo come i tacchini. || LA abbuttàrse.

abbuttate abbuttåtë [abbut'tɜtə] pp. e agg. Gonfio. || SA S’è abbuttate cume è nu vicce [s-ɛ abbut'tɜtə 'kum-ɛ nu 'vɪtʧə] Si è gonfiato come -è- un tacchino. || AO 'bbuttàte. || TF abbuttàte.

abbuverà [abbuwə'ra] v. Abbeverare. || Anche abbeverà [abbəvə'ra]. || CA¹ “Uè mo vàke do’ varelàre e fàzze fa' ‘n’àta còkkije de galètte, angòre avèsseta dìce chè ghìje nen ve  vògghije fa'  abbuvera’!”. [wɛ mɔ 'vɜkə d-ɔ varə'lɜrə ɛ f'fatʦə 'fa n'ata 'kɔkkjə də ɡa'lɛttə, an'ɡorə a'vɛssəta 'diʧə kɛ 'ɡijə nən və 'vɔɡɡjə fa abbuwə'ra] “Adesso vado dal barilaio e faccio fare un’altra coppia di secchi, ancora andate dicendo che io non vi voglio far abbeverare i cavalli!”. || CA¹ abbuvera’. || RM abbuverà.  

abbuzzà [abbut'ʦa] v. Abbozzare. || RM abbuzzà.

acalà [aka'la] v. Calare, Abbassare. || Anche calà [ka'la] || SA¹ acalà’. 

acarule acarůlë [aka'rʉlə] Agoraio, Astuccio in cui si tengono gli aghi. || VF  acarúlo (1841) || VC acarùle (1929). || RF acarùle [akarůle̯].

accacagghià [akkakaɡ'ɡja] v. Balbutire, Balbettare. || RM accacagghijà.

accacagnutte [akkakaɲ'ɲʊttə] Di frequente, Spesso. || RM accacagnùtte.

accagghià [akkaɡ'ɡja] v. Ascoltare. || AO accagghjà.

accagne [ak'kaɲɲə] sm. Cambio. || FB accagne.

accambamende accambamèndë [akkamba'mɛndə] sm. Accampamento. || VC accampamìente (1929). || [fg. accampamènto - ital. accampaménto].

accaparrà [akkapar'ra] v. Accaparrare. || LA pecchè tutte 'i vote s'hanna accaparrà [pək'kɛ 'tʊtt-i 'vɤtə s 'ann akkapar'ra] N.d.R. perché tutti i voti devono accaparrarsi. || VC accaparà (1929).

accapezzà [akkapət'ʦa] v. Mettere la cavezza ad un animale, Mettere ordine nelle idee. || SA Nen m’accapezze chjú [nə mm-akka'pɛtʦə k'kju] Non ci capisco piú niente. || AA Nz’accapèzz’a rraggjunà [nʣ-akka'pɛtʦə a rradʤu'na] Non riesce a ragionare. || RM accapezzà.

accapezzatore accapëzzatórë [akkapətʦa'tɤrə] sm. Ladro di bestiame. || VC accapezzatore (1929).

accapì [akka'pɪ] v. Capire. || Anche capì [ka'pɪ] || LA face accapì che 'a recchèzza èje 'u gràne ['fɜʧ akka'pɪ kɛ a rək'kɛtʦə 'ejə u 'ɡrɜnə] N.d.R. fa capire che la ricchezza è il grano. || LA accapì.

accarezzà [akkarət'ʦa] v. Accarezzare. || PR le dache tanda vase e ll’accarezze [i 'dɜkə 'tanda 'vɜsə ɛ ll-akka'rɛtʦə] N.d.R. le do tanti baci e l’accarezzo. || RM accarezzà.

accarrà [akkar'ra] v. Travolgere spingendo. || cfr. accarrannanze [akkarran'nanʣe].

accarrannanze [akkarran'nanʣe] v. Travolgere spingendo. || cfr. accarrà [akkar'ra].

accarrature accarratůrë [akkarra'tʉrə] sf. L'atto del sistemare i covoni di grano mietuto sul carro. || RF accarratùre [akkarratůre̯].

accasà [akka'sa] v. Accasarsi, Sposarsi. || RF accasà [akkasá].  

accasate accasåtë [akka'sɜtə] agg. e pp. Accasato, Sposato. || RF accasàte [akkasåte̯].

accatarrà [akkatar'ra] v. Darsi da fare, Organizzare. || RM accatarrà.

accatarrate accatarråtë [akkatar'rɜtə] agg. Pieno di catarro. || FB accatarràte.

accattà [akkat'ta] v. 1. Comprare 2. Partorire. || Anche ‘ccattà [kkat'ta]  || GG Jate accattà nu vitiello grasse, acceditelo, ce lo volimo magnà, e ce volimo fa tunn tunn ['jɜtə akkat'ta nu və'tillə 'ɡrussə, atʧə'dɪtələ, ʧ-u vu'lɪmə maɲ'ɲa, ɛ ʧə vu'lɪmə 'fa 'tunnə 'tunnə] N.d.R. lett. Andate a comprare un vitello grasso, uccidetelo, (che) ce lo vogliamo mangiare, e ci vogliamo fare tondi tondi.  || VC Lu mannàie a accattà lu pepe [u man'nɜjə akkat'ta u 'pepə] Disfarsi di uno con un pretesto; N.d.R. lett. lo mandai a comprare il pepe. || VC accattà e vènnere [akkat'ta ɛ v'vɛnnə] N.d.R. comprare e vendere. || GG accattà (1834). || PP [akkattá].

accatte [ak'kattə] sm. Acquisto, in genere in senso ironico. || SA È fatte propie ‘nu bell’accatte [ɛ 'fattə 'prɔpjə nu 'bɛll-ak'kattə] Hai fatto proprio un bell’acquisto. || AO accàtte.

accattevà [akkattə'va] v. Accattivare, Attrarre a sé. || AO accattevà.

accavalle [akka'vallə] par. comp. A cavallo. || Locuz. avv. A cavalcioni. || FB accavalle.

acce àccë ['atʧə] sm. Sedano. || cfr. cazzinperne [katʦin'pɛrnə] || BF Acce de Sanzevîere ['atʧə də sanʣə'virə] N.d.R. Sedano di San Severo. || RC F’nucchije e acc’ [fə'nukkjə ɛ 'atʧə] Finocchi e sedano. || RF acce salvagge N.d.R. Sedano selvatico. || VF accio (1841) || BF acce (1894). || VC àccio (1929). || RC acc’. || BA acce. || PP [áčče̥].

accedetorie [atʧədə'tɔrjə] sf. Uccisione, Strage. || TF accedetòrije. || SG¹ accedetorije. || RF accedetorie [ačče̯de̯tǫri̭e̯]

acceprevete [atʧə'prɛvətə] sm. Arciprete. || FB acceprévete.

accerrà [atʧər'ra] v. Accigliare. || AO accerrà.

accetille accëtíllë [at'ʧətillə] sm. Sedano. || RF accetille [ačče̯tílle̯].
accette accèttë [at'ʧɛttə] sf. Scure. || VC accetta (1929).

acchiappà [akkjap'pa] v. Acciuffare, Prendere. || cfr. angappà [anɡap'pa], acciaffà  [atʧaf'fa]. || FB acchijappà. || AO acchjappà. || RF acchiappà [aĉĉappá].

acchijà [akki'ja] v. Cercare, Trovare. || VC  acchià (1929).

acchiune acchiůnë [ak'kjʉnə] avv. Nientemeno. || RM acchijùne.

acciaccà [atʧak'ka] v. Schiacciare, Acciaccare, Pestare, Premere. || VC acciaccà (1929). || RF acciaccà [aččakká].

acciaccafirre acciaccafírrë [atʧakka'firrə] par. comp. Acciaccaferro. || Appellativo scherzoso dato agli studenti dell’Itis “Saverio Altamura” di Foggia. || Anche 'cciaccafirre [tʧakka'firrə] || ciaccafirr.

acciaccavecille acciaccavëcíllë [atʧakkavə'ʧillə] par. comp. Schiaccia uccelli. || AO acciaccavecìlle.

acciaffà  [atʧaf'fa] v. Arraffare, Afferrare, Prendere, Riuscire in una conquista amorosa. || BF S'acciaffáj' 'u panár' 'u fruttajûole [s-atʧaf'fajə u pa'nɜrə u frutta'jʉlə] N.d.R. Prese la cesta il fruttivendolo. || VC acciaffà (1929). || RF acciaffà [aččaffá].

acciamattone acciamattónë [atʧamat'tɤnə] sm. Chi è confusionario, Buono a nulla.

acciammattà [atʧammat'ta] v. Far le cose senza prestare attenzione. || cfr. acciavattà [atʧavat'ta]  || RM acciamattà.

acciarine acciarìnë [atʧa'rɪnə] sm. Sistro, strumento rituale egiziano. || VC acciarìno (1929).

acciavattà [atʧavat'ta] v. Far le cose senza prestare attenzione. || cfr. acciammattà [atʧammat'ta] || VC acciavattà (1929). 

accide accídë [at'ʧidə] v. Uccidere. || GG se jettaje ncuollo, e l’accedije de vase [sə jət'tɜjə n'ɡʊllə, ɛ l-atʧə'dɪjə də 'vɜsə] N.d.R. si gettò addosso e lo uccise -riempì- di baci. || TF accìde.

accise accìsë [at'ʧɪsə] pp. e agg. Ucciso. || Anche 'ccise [t'ʧɪsə]. || SA È múrte accíse [ɛ 'murtə at'ʧɪsə] è morto ucciso. || [fg. uccíso - ital. uccíṡo]

acciuccà [atʧuk'ka] v. Ubriacare. || BA  acciuccà. || RF acciuccà [aččukká].

acciungà [atʧun'ɡa] v. Ordinare di fermarsi, Far diventare zoppo, Rattrappirsi. || BA acciungà. || RF acciungà [aččuṇk̬á].

acciungate acciungåtë [atʧun'ɡɜtə] pp. e agg. Azzoppato. || RF ch’i gambe acciungàte  ‘azzoppato che non può camminare’. || TF acciungàte. || RF acciungàte [aččuṇk̬åte̯].

acclisse [ak'klɪssə] sf. Eclíssi. || VC acclìsse (1929).

accogghie [ak'kɔɡɡjə] v. Raccogliere. || Anche cogghie ['kɔɡɡjə] || SA Va’ cúgghie ‘i ceráse! [va 'kʊɡɡjə i ʧə'rɜsə!] Vai a raccogliere le ciliegie! || FB accògghìj. || AO accògghje.

accolle [ak'kɔllə] sm. Rialzo, Pezzo di cuoio che serve ad ingrossare la tomaia delle scarpe. || VC accuòlle (1929). || VC accuòlli (1929).

accomede accòmëdë [ak'kɔmədə] sm. Acconciamento, Sistemazione. || VC accòmodo (1929). || [fg. acconciamènto - ital. acconciaménto]

acconge [ak'kɔnʤə] sf. Cosa che adorna, Velo o abito da sposa. || FB accònge.

accorde [ak'kɔrdə] sm. Accordo. || SA Vanne d’accorde, isse e ‘a sore ['vannə d-ak'kɔrdə, 'issə ɛ a 'sɤrə] Vanno d’accordo, lui e la sorella.

accossissije accossissìjë [akkossis'sɪjə] locuz. Così sia. || ML Avèmmaria, grazzia plene, domenesdèje e della morta nostra accossissije [avemma'rɪjə, 'ɡratʦja 'plenə,  domənəz'dejə ɛ d'dɛlla 'mɔrta 'nɔstr akkossis'sɪjə] N.d.R. Ave Maria, gratia plena, dominus dei, e della nostra morte e così sia. || ML accossissije.

accredendà [akkrədən'da] v. Fidanzare, Ottenere credito. || VC accredentà (1929).

accredendate accrëdëndåtë [akkrədən'dɜtə] pp. e agg. Fidanzato, Accreditato. || VC Sta figliòla stàce accredentata e sposa lu iùorne de la festa de la Cunavètere [sta fiɡ'ɡjɤlə s'tɜʧə akkrədən'dɜtə ɛ s'pɤsə u 'jurnə a 'fɛstə d-a kuna'vɛtərə] Questa ragazza è fidanzata e sposerà il giorno della festa dell'Iconavetere. || AO ‘ccredendàte. || BA accredentate. || EG accredendate. || VC accredentata / accredentàta (1929). || RF accredendàte [akkre̯de̯nt̬åte̯].

accrianzate accrianżåtë [akkrian'ʣɜtə] agg. Garbato, Cortese. || RM accrejanzàte.

accrumite accrumìtë [akkru'mɪtə] pp. e agg. Raggrumato, riferito al sangue. || EG accrumite.

accucchià [akkuk'kja] v. Accoppiare, Unire, Mettere insieme. ||| VC accucchià (1929). | AO accucchjà. || TF accucchia’. || PP [akkuccá].

accucchiate accucchiåtë [akkuk'kjɜtə] pp. e agg. Accoppiato. || BF accucchiáte (1893). || BA accucchiate.

accuccià [akkut'ʧa] v. rifl. Accucciarsi. || VC accuccià (1929).

accucculate accucculåtë [akkukku'lɜtə] pp. e agg. Accoccolato. || BA accucculate. || CS accuccheláte.

accucularse [akkuku'larsə] v. rifl. Porsi a sedere sui calcagni. || VC accuculàrse (1929).

accuculune accuculůnë [akkuku'lʉnə] avv. Seduto sulle calcagna. || VC accuculùne (1929).

accuglienze [akkuʎ'ʎɛnʣə] sf. Accoglienza.

accujetà [akkujə'ta] v. Acquietare, Calmare. || ML nen’u puje accujetà? [nən u 'pujə akkujə'ta] N.d.R. non lo puoi calmare? || VC accoiatà (1929). || ML accujetà.

accullì [akkul'lɪ] avv. In quel modo. || Generalmente preceduto da accussì [akkus'sɪ] per formare la frase accussì e accullì [akkus'sɪ ɛ akkul'lɪ] In questo e in quel modo. || AO accullì.

acculmature acculmatůrë [akkulma'tʉrə] sf. Colmatura. || VC acculmatùra (1929).

acculme [ak'kʊlmə] agg. antiq. Colmo, Pieno. || VC accùlme (1929).

accumbagnà [akkumbaɲ'ɲa] v. Accompagare. || TF accumbagna’.

accumbagnate accumbagnåtë [akkumbaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Accompagato. || TF ‘ccumbagnàte.

accumegghià [akkuməɡ'ɡja] v. Coprire, Occultare le malefatte di qualcuno. || VC Stu fìgghie c'a u munne vene accummòghie d'ògne bbene [stu 'fɪɡɡjə k-ɔ 'mʊnnə 'venə akkum'mɔɡɡjə d'ɔɲɲə b'benə] E questo figlio, che viene al mondo, copre d'ogni bene. || VC accmugghià (1929). || PP [akkume̥ggá].

accumegghiate acumegghiåtë [akkuməɡ'ɡjɜtə] pp. e agg. Coperto. || AO accumegghjàte.

accumenzà [akkumən'ʣa] v. Cominciare, Iniziare. || SA ’A vì? Mò accummènze n’àta vóte a pazzijà [a 'vɪ? mɔ akkum'mɛnʣə  n 'ata 'vɤtə a ppatʦi'ja] La vedi? Ora comincia un’altra volta a scherzare. || VMG primä accummenzä a fa pagà carä l'angiuriä de sta signorä ['prɪmə akkummɛn'ʣə a ffa pa'ɡa 'kɜrə l-an'ʤʊrjə də sta səɲ'ɲɤrə] N.d.R. prima comincia a far pagare cara l’ingiuria di questa signora  -prima punisce severamente i violentatori della signora-. || VC accumenzà (1929).

accundà [akkun'da] v. Raccontare. || VMG T’agghiö accuntà nu fattö [t 'aɡɡj akkun'da nu 'fattə] N.d.R. Ti devo raccontare un fatto. || SG¹ Mhè! mhè! accunte! Cum’è ijute ‘u fatte? [mɛ! mɛ! ak'kundə! kum-ɛ 'jʉtə u 'fattə?] Dai! dai! Racconta! Com’è andato il fatto? || LE Ah! chi ve pot' accundà cum' agghije visté [a! ki və 'pɤtə akkun'da 'kum'aɡɡjə 'vɪstə] Ah! chi vi può raccontare come ho veduto. || GG accuntà (1834) || LE accundà. || TF ‘ccunda’.

accundandà [akkundan'da]v. Accontentare. || Anche accundendà [akkundən'da] || RM accuntandà.

accunde [ak'kundə] sm. 1.Acconto. 2 Bottegaio. || Anche accunte [ak'kuntə].

accundendà [akkundən'da] v. Accontentare. || Anche accundandà [akkundan'da]|| TF cundènta.

accungià [akkun'ʤa] v. Acconciare, Abbigliarsi. || SA M’àgghia accungià ‘nu frúsce che l’àgghia fa sckattà [m 'aɡɡja akkun'ʤa nu 'frʊʃʃə kɛ l 'aɡɡja fa ʃkat'ta] Devo vestirmi così elegantemente che scoppieranno -per l’invidia-. || VC accuncià li pjatte [akkun'ʤa i 'pjattə] riunire con fili di ferro i pezzi dei vasi rotti; accuncià o cuncià la nzalàta [akkun'ʤa o kun'ʤa a nʣa'lɜtə] condire l’insalata; accuncià lu stomaco [akkun'ʤa u s'tɔmməkə] ristorare, confortare lo stomaco. || BA s'ave accunciate na pelle [s'ɜvə akkun'ʤɜtə na 'pɛllə] si riferisce a chi si è sborniato. || VC accuncià (1929).

accunte [ak'kʊntə] sm. Acconto, Bottegaio. || Anche accunde [ak'kundə]  || VC accùnte de putèca [ak'kundə də pu'tekə] bottegaio, avventore della bottega. || VF accunto (1841) || VC accùnte (1929).

accuppà [akkup'pa] v. Accoppare, Uccidere. || VC accuppà (1929).

accurcevele [akkur'ʧɛvələ] agg. Gentile. || BA accurcevele.

accurcià [akkur'ʧa] v. Accorciare. || VC accurcià (1929).

accurdà [akkur'da] v Accordare. | RF accurdà u bûne c’u malamènde N.d.R. Metter d’accordo il buono con il cattivo. || RF accurdà [akkurdá].

accurdate accurdåtë [akkur'dɜtə] pp. e agg. Accordato. || AO accurdàte.

accurgirse [akkur'ʤɪrsə] v. intr. Accorgersi. || Anche addunà [addu'na] || SA Te n’accurge, mo che te ‘nzure! [tə n-ak'kʊrʤə mɔ kɛ tə n'ʣʉrə!] Te ne accorgerai, quando ti  sposerai!

accursate accursåtë [akkur'sɜtə] agg. Accreditato, Che gode fiducia. || VC accorsàto (1929).

accurtatore accurtatórë [akkurta'tɤrə] sf. Scorciatoia. || cfr. scurciatore [skurʧa'tɤrə] || VF  accurtatora (1841). || VC accurtatòra (1929).

accussì [akkus'sɪ] avv. Così. || FB accussé te passene tutt’i destorbe [akkus'sɪ tə 'passənə 'tʊtt-i dəs'tʊrbə] Così ti passano tutti i disturbi. || VC accussì e accullì [akkus'sɪ ɛ akkul'lɪ] In questo modo e in quell'altro. || ZO accossì, accussì, accussi (1864) || FB accussé. 

accustà [akkus'ta] v. Accostare. || RM accustà. || RF accustà [akkustá].

accuste accústë [ak'kustə] locuz. avv. Accanto, A fianco. || BF accûost' (1893). || CS accuste. || BA accuoste.

accuvete accúvëtë [ak'kuvətə] sm. Raccolto. || BA accuovete.

acechelune acëchëlůnë [aʧəkə'lʉnə] par. comp. Alla cieca. || Locuz. A’ cechelúne [a ʧəkə'lʉnə] Alla cieca. || FB acechelene.

acedetà [aʧədə'ta] sf. Acidità. || TF acedeta’.

acene àcënë ['aʧənə] sm. Acino. || SA àcene àcene se fáce ‘a màcene ['aʧənə 'aʧənə sə 'fɜʧə ‘a 'maʧənə] lett. ad acino ad acino si può macinare. || VC àceno de granato ['aʧənə də ɡra'nɜtə] chicco di melagrana. || VC àceno (1929).

acerbe [a'ʧɛrbə] agg. Acerbo. || RM acèrbe.

acete àcëtë ['aʧətə] agg. Acido, Andato a male. || TF àcide.

acetere acëte̊rë -érë [aʧə'tɘrə -erə] sf. Acetiera. || VC acetèra (1929).

acetose [aʧə'tɤsə] sf. Acetosa. || VC  acetosella (1929).

ache ['ɜkə] sm. Ago. || Anche aghe ['ɜɡə] || VC aco (1929). || RF àche [åke̯].

achiude [a'kjudə] v. Chiudere. || Anche achiute [akjʉtə] chiude [kjudə] || SA Achiude quella porte che face fridde [a'kjudə 'kwɛlla 'pɔrtə kɛ 'fɜʧə 'frɪddə] Chiudi quella porta che fa freddo. || RM achiùde.

achiuse achiůsë [a'kjʉsə] pp., agg. e sm. Chiuso. || Anche chiuse [kjʉsə]

achiute achiůtë [a'kjʉtə] v. Chiudere. || Anche achiude, chiude [akjudə, kjudə] || SA¹ achiute.

acite acítë [a'ʧitə] sm. Aceto. || EG me mettèvene de càpe ind’a l’acite [mə mət'tɛvənə də 'kɜpə nd-a l-a'ʧitə] N.d.R. mi mettevano di testa nell’aceto. || VC acìte (1929). || EG acite.

acizze acìzzë [a'ʧɪtʦə] solo nella locuz. d’acízze [d-a'ʧitʦə] Andato a male, d’aceto.

acqua ['akkwa] sf. Acqua. || Anche acque ['akkwə] || RA vijendé, acqua e neve, cavede e fridde ['vində, 'akkw-ɛ n'nevə, 'kavəd-ɛ 'frɪddə] vento, acqua e neve, caldo e freddo. || VC acqua de ràse ['akkwə də 'rɜsə] Acqua di ragia. N.d.R. resina prodotta dalla corteccia di pini e abeti; Acqua nfàccia a li muri ['akkwa m'batʧ ɛ 'mʉrə] Quell'acqua che si vede in alcune grotte quasi sudore della terra; Acqua rìccia [akkwa 'rɪtʧə] Rugiada; acqua a vìento ['akkwa a v'vində] Acquivento; acqua sàuza ['akkwa 'sauʦə] Acqua salmastra. || ZO acqua (1864) || TF àcqua.

acquachicchiere acquachìcchiërë [akkwa'kɪkkjərə] agg. Annacquato. || Anche acqua chiochiere [akkwa'kjɔkjərə]  || BA acqua chiochiere.

acquacquagghiate acquaquagghiåtë [akkwakwaɡ'ɡjɜtə] pp. e agg. Concluso, Combinato qualcosa. || ML stasere ‘n’àmme acquaquaghjate proprije ninde [sta'serə n 'amm-akkwakwaɡ'ɡjɜtə 'prɔpjə 'nində] N.d.R. questa sera non abbiamo combinato proprio niente. || LR acquaquagghjàte. || ML acquaquaghjate.

acquaquagghià [akkwakwaɡ'ɡja] v. Concludere, Mettere insieme, Realizzare, Combinare qualcosa, Raccapezzare. || SA n'acquaquàgghie nínde [nn akkwa'kwaɡɡjə 'nində] non conclude niente. || AA Nen ze sàpe acquaquagghjà [nə nʣə 'sɜpə akkwakwaɡ'ɡja] Non si sa raccapezzare. || BA acquaquagghià. || AA acquaquagghjà.

acquare acquårë [ak'kwɜrə] sf. Rugiada, Brina. || Anche acquaricce [akkwa'rɪtʧə] || BA acquare. || MM acquáre.

acquarelle acquarèllë [akkwa'rɛllə] sf. Pioggerella. || FO L’acquarelle du cafone chiove e nun t’mbonne [L’acquarelle̥ du caföne̥ chiöve̥ e nün t’mbonne̥] L’acquerella del cafone piove ma non bagna.|| VC acquarella (1929). || FO acquarelle [acquarelle̥].

acquaricce acquarìccë[akkwa'rɪtʧə] sf. Rugiada, Brina. || cfr. acquare [ak'kwɜrə] || MM acquarícce.

acquarule acquarůlë [akkwa'rʉlə] sm. Acquaiolo. || FO Addumanne a l'acquarule si l'acque è freške. [Addumanne̥ a l'acquarüle̥ si l'acque̥ è freške̥]. Domanda all'acquaiolo se l'acqua è fresca. || VF acquarúlo (1841) || VC acquarùle (1929) || BA acquarule. || FO [acquarüle̥]. || RF acquarùle [akkṷarůle̯].
acquasale acquasålë [akkwa'sɜlə] sf. Acquasale, Pane bagnato e condito. || BA acquasale.

acquasandere acquasande̊rë -érë [akkwasan'dɘrə -erə] sf. Acquasantiera. || VF acquasantèra (1841).

acquasmacchiande [akkwazmak'kjandə] sf. Candeggina.

acque ['akkwə] sf. Acqua. || Anche acqua ['akkwa] || PR sott’acque e sott’a vvînde agnu matine ['sɔtt 'akkwə ɛ s'sɔtt a v'vində 'ɔɲɲ ɛ mma'tɪnə] N.d.R. sotto l’acqua e sotto il vento ogni mattina.  || PR acque. || CA² acquë. || CA¹ [acque].

acquicce acquìccë [ak'kwɪtʧə] sf. Pioggerellina. || pp. e agg. Annacquato. || EG acquicce.

acre ['akrə] agg. Acre, Aspro. || FB acre.

adaccià [adat'ʧa] v. Tritare carni e verdure. || Anche addaccià [addat'ʧa] || VC adaccià (1929).

adaccialarde [adatʧa'lardə] sm. Mezzaluna, sorta di coltello a lama ricurva con doppia impugnatura, per tritare verdure. || Legno piano su cui si tagliano le vivande, Tagliere.  || Anche daccialarde [datʧa'lardə]  || VF adaccialardo (1841) || VC adaccialàrde (1929).

Adame Adåmë [a'dɜmə] pers. m. Adamo. || ME ‘a fèmmene chè Adame avève sèmbe bramate [a 'fɛmmənə kɛ a'dɜmə a'vevə p'sɛmbə bbra'mɜtə] la femmina che Adamo aveva sempre bramato. || ME Adame.

addaccià [addat'ʧa] v. Tritare carni e verdure. || Anche adaccià[adat'ʧa].

addacquà [addak'kwa] v. Adacquare, Irrigare, Innaffiare. || LA 'nn'occorre semenà, zappà, addacquà [nn ɔk'kɔrrə səmə'na, zap'pa, addak'kwa] N.d.R. non occorre seminare, zappare, innaffiare. || LA addacquà.

addacquate addacquåtë [addak'kwɜtə] pp. e agg. Annacquato. || VC vine adacquàte ['vɪnə addak'kwɜtə] vino innacquato. || VC adacquàte (1929).

addacquatore addacquatórë [addakkwa'tɤrə] sm. Annaffiatoio. || VC adacquatùre (1929).

addavere addave̊rë -érë [adda'vɘrə -erə] avv. antiq. Davvero. || VC addavère (1929).

addebbelisce [addəbbə'lɪʃʃə] v. Indebolire. || BA addebbelisce.

addecrijà [addəkri'ja] v. Godere, Ricrearsi, Piacere, Soddisfare. || SA M’agghie addecrijate [m-aɡɡjə addəkri'jɜtə] i sono divertito. ||  VC addecreà (1929). || SA¹ addecrjà’/ addecrijà’. || GF addecrijà. || AO addecrijà. || RF addecrijà [adde̯kre̯i̯á].

addecrije addëcrìjë [addə'krɪjə] sm. Godimento, Divertimento, Delizia. || AO addecrìje.

addefreddà [addəfrəd'da] v. Raffreddare. || BA Te scalfe dananze e t’addefriedde da rete [tə s'kalfə da 'nanʣə ɛ tt-addə'frɪddə da 'retə] vicino al braciere, davanti riscalda ma dietro raffredda. || RM addefreddà.

addefresckarse [addəfrəʃ'karsə] v. Rinfrescarsi. || VC Addefrescàrse l’osse [addəfrəʃ'karsə l'ɔssə] Rinfrescarsi le ossa. || VC addefrescàrse (1929).

addeggerì [addədʤə'rɪ] v. Digerire. || EG addeggerì.

addemurà [addəmu'ra] v. Ritardare. || Anche addumurà [addumu'ra]  || BA addemurà. || VC addumurà (1929).

addermute addërmůtë [addər'mʉtə] pp. e agg. Addormentato. || RM addermùte.

addevendà [addəvən'da] v. Diventare. || VMG e po’ addventajë cumë nu Rodë cü tuttë quantë [ɛ ppɔ addəvən'dɜjə 'kum-ɛ nu 'Rɤdə kə t'tʊttə 'kwandə] N.d.R. e poi diventò come un Erode -cattivo- con tutti. || TF addeventa’.

addeziunà [addətʦju'na] v. Addizionare.

addice [ad'dɪʧə] v. Dire. || Anche dice ['dɪʧə]  || SG¹ Nen sacce addìce mancke cum’è state [n'ʣatʧə ad'dɪʧə 'manɡə kum-ɛ s'tɜtə] N.d.R. Non so dire neanche come è stato. || SG¹ addìce.

addò [ad'dɔ] avv. Dove. || Anche andò [an'dɔ], ‘ndò [n'dɔ] || BA Addò schiopp' ntrone [ad'dɔ ʃ'kɔppə n'drɤnə] Dove scoppia il temporale si sentono i tuoni. || ZO addò (1864) || SA¹ a-ddò’.

addobbie [ad'dɔbbjə] sm. Oppio, Narcotico, Anestetico. || AO addòbbie.

addore addórë [ad'dɤrə] sm. Odore. || SA Sende n’addore de farmacije ['sɛndə n ad'dɤrə də farma'ʧɪjə] Sento odore di farmacia -farmaci-. || MU addòre. || LE addôre.

addorme [ad'dɔrmə] v. Addormentare. || SA Addurme ‘u criature [ad'dʊrmə u kria'tʉrə] Addormenta il bambino. || PR ca prime ca s’addorme tutt’i sere [ka 'prɪmə ka s-ad'dɔrmə tʊtt-i 'serə] N.d.R. che prima che si addormenta tutte le sere. || RM addòrme.

addrete addre̊të -étë [ad'dretə -etə] prep. e avv. Dietro. || Anche arrete [ar'retə] || PR pure chi stev’addrete t’à ccapite ['pʉrə ki s'tevə ad'dretə t-a kka'pɪtə] N.d.R. Pure chi stava dietro ti ha capito. || PR addrete.

addrezzà [addrət'ʦa] v. Raddrizzare. | LMG Tutt’ quand’ s’arrecordene, quanne u’ fegghije d Tatonn’ e ‘Ngurnatell Sguingie, s’addrezzejie a spine dursale. Fujie a madonne d’Ingurnate a fà stù merachele! ['tʊttə 'kwandə s-arrə'kɔrdənə, 'kwannə u 'fɪɡɡjə də ta'tɔnnə ɛ nɡurna'tɛllə z'ɡwɪnʤə, s-addrət'ʦɜjə a s'pɪna dur'sɜlə. 'fujə a ma'dɔnnə d-inɡur'nɜtə a ffa stu mə'rakulə!] N.d.R.  Tutti ricordano quando al figlio di Antonio ed Incoronata Sguincia si raddrizzò la spina dorsale. Fu la Madonna dell’Incoronata a fare questo miracolo! || RM addrezzà.

addrizzadinde addrizzadíndë [addrizza'dində] sf. Licciaiola, Arnese per torcere i denti della sega. || VC addrizzadìenti (1929).

addubbà [addub'ba] v. Addobbare. || RM  addubbà.

addubbate addubbåtë [addub'bɜtə] pp. e agg. Addobbato. || LR addubbàte.

addubbià [addub'bja] v. Narcotizzare, Intontire con sostanze alcooliche o stupefacenti, Anestetizzare.

addubbiate addubiåtë [addub'bjɜtə] pp. e agg. Intontito da sostanze stupefacenti, Narcotizzato, Stordito.

adducchià [adduk'kja] v. Adocchiare. || Anche aducchjà [aduk'kja], aucchjà [aduk'kja]. || PR ’a gatte sott’ ‘a bbotte l’adducchiaje [a 'ɡattə 'sɔtt a b'bɔttə l-adduk'kjɜjə] N.d.R. La gatta subito l’adocchiò.

addulurate adduluråtë [addulu'rɜtə] pp. e agg. Addolorato. || pers. f. Addulurate [addulu'rɜtə], 'Ddulurate [dulu'rɜtə] Addolorata. || SA ‘A Madonne Addulurate [a ma'dɔnnə addulu'rɜtə] La Madonna Addolorata.

addumannà [adduman'na] v. Domandare. || Anche addummannà [addumman'na]  || SA¹ addumannà’. || ME addemandà.

addummannà [addumman'na] v. Domandare. || Anche addumannà [adduman'na] || RM addummannà.

addumurà [addumu'ra] v. Ritardare. || Anche addemurà [addəmu'ra] || VC addumurà (1929). || BA addemurà.

addunarse [addu'narsə] v. rifl. Accorgersi. || SA Mo che te n’addune! [mɔ  kɛ tə n ad'dunə!] Quando te ne accorgi! || VC Non se n’è addunàte [nun sə n ɛ addu'nɜtə] Non se n’è accorto. || VC addunà (1929).

addurende addurèndë [addu'rɛndə] agg. Odoroso. || DLC addurénde.

addurine addurìnë [addu'rɪnə] sm. Boccetta di profumo. || VC addurìne (1929).

addurmute addurmůtë [addur'mʉtə] pp. e agg. Addormentato. || SA S’è addurmute ‘u vrazze [s-ɛ addur'mʉtə u 'vratʦə] Si è addormentato il braccio. || VC addormùte (1929).

adduruse addurůsë [addu'rʉsə] agg. Odoroso, Profumato. || VC addurùse (1929).

adduvenà [adduwə'na] v. Indovinare. || Anche anduvenà [anduwə'na]. || RF adduvenà [adduve̯ná].

adduvenate adduvënåtë [adduwə'nɜtə] pp. e agg. Indovinato. || Anche anduvenate [anduwə'nɜtə].

Adelì’ [ade'lɪ] pers. f. Adelina, Adele.

aducchià [aduk'kja] v. Scorgere, Vedere. || Anche adducchjà [adduk'kja] aucchjà [auk'kja] || BA aducchià.

adunà [adu'na] v. Raccogliere, Radunare. || VC a duonà [a du'na], adunà [adu'na], adduonà [addu'na], adunare, radunare, raccogliere. || VC adduonà (1929).

adunate adunåtë [adu'nɜtə] pp. e agg. Raccolto. || SA Teneve i capille adunate [tə'nevə i ka'pillə adu'nɜtə] Aveva i capelli raccolti.

affabbete affabbe̊të -étë [affab'betə -etə] agg. e sm. Analfabeta. || FB affabète. || RF affabbète [affabbę̊te̯].

affaccià [affat'ʧa] v. Apparire. || RM affaccià.

affacciarse [affat'ʧarsə] v. rifl. Affacciarsi, Fare capolino. || VC affacciàrse a ma la pena [affat'ʧarsə a m'mala 'pene] affacciarsi per poco tempo, far capolino. || VC affacciàrse (1929).

affacciatore affacciatórë [affatʧa'tɤrə] sm. Davanzale. || cfr. avutare [avu'tɜrə] || RM affacciatòre.

affacennarse [affaʧən'narsə] v. rifl. antiq. per Darsi un gran daffare. || VC affacennàrse (1929).

affacennate affacënnåtë [affaʧən'nɜtə] pp. e agg.  Affaccendato. || VC affacennàte (1929).

affaluppà [affalup'pa] v. Mangiare avidamente. || RM affaluppà.

affamate affamåtë [affa'mɜtə] pp. e agg. Affamato. || SA Stace affamate de denare [s'tɜʧə affa'mɜtə də də'nɜrə] È affamato -  avido- di soldi. || FB affamàte.

affanne [af'fannə] sm. Affanno. || VC affànne (1929). || VF affanno (1841).

affarate affaråtë [affa'rɜtə] agg. Indaffarato. || VC affaràte.

affare affårë [af'fɜrə] sm. Affare. || SA È n’affare da ninde [ɛ n af'fɜrə da 'nində] È un affare che non serve a nulla.

affatate [affa'tɜtə] agg. Fatato, Dotato di attributi magici, Che ha fortuna, Incantato. || VC affatàte.

affavugnate affavugnåtë [affavuɲ'ɲɜtə] agg. Accaldato a causa del favonio, il vento caldo di ponente. || BA affavugnate.

affazzanute affazzanůtë [affatʦa'nʉtə] agg. Robusto. || RM affazzanùte.

affebbijà [affəbbi'ja] v. Affibbiare, Dare qualcosa di non gradito a qualcuno.

affedàrse [affə'darsə] v. rifl. Fidarsi. || EG Nen t’affedanne de l’acque appandanàte, sì a schemmuve… [nən t affə'dannə də l 'akkwə appanda'nɜtə, si a skəm'muvə...] N.d.R. Non ti fidare dell’acqua di pantano, se la smuovi…

affelarà [affəla'ra] v. Mettere in fila, Allineare. || RF affelarà [affe̯lará].

affelarate affëlaråtë [affəla'rɜtə] pp. e agg. Messo in fila. || MG ’U Tenente ce mettije affelarate [u te'nɛndə ʧə mət'tɪjə affəla'rɜtə] N.d.R. Il tenente ci mise in fila. || MG affelarate. || RF affelaràte [affe̯laråte̯].

affelatore affëlatórë [affəla'tɤrə] antiq. per ammolafurce [ammola'furʧə] Arrotino. || VC affilatore.

afferrà [affər'ra] v. Afferrare. || Anche ‘fferrà [ffər'ra] || SA L’è ‘fferrà bune, se no cade ‘nderre [l-ɛ ffər'ra b'bunə, sən'nɔ 'kɜdə n'dɛrrə] Lo devi afferrare bene, altrimenti cade a terra.

affetendì [affətən'dɪ] v. Impuzzire. || RM affetendì.

affettà [affət'ta] v. Dare in fitto, Prendere in fitto. || BA Chi affitte scorce [ki af'fɪttə s'kɔrʧə] Chi fitta ci rimette. || SA M’agghie affettate ‘a case [m 'aɡɡjə affət'tɜtə a 'kɜsə] Ho preso in fitto la casa. || VC affittà / ffittà (1929).

affezziunate affëzziunåtë [affətʦju'nɜtə] pp. e agg. Affezionato. || RM affezzijunàte.

affianghe [af'fjanɡə] avv. Accanto. || Lett. Al fianco.

affiatà [affja'ta] v. Affiatare. || VC affiatà.

affiatate affiatåtë [affja'tɜtə] pp. e agg. Affiatato. || RM affijatàte.

affisse [af'fissə] sm. antiq. per manefeste [manə'fɛstə] Manifesto. || VC affìsse.

affittatore affittatórë [affitta'tɤrə] sm. Affittuario, Inquilino. || VF affittatore (1841).

affitte  [af'fɪttə] sm. Affitto. || FB affitte.

affligge [af'flidʤə] v. Affliggere, Angustiare. || RM afflìgge.

afflitte [af'flɪttə] pp. e agg. Afflitto. || BA Chi campe ritte, campe afflitte [ki 'kambə 'rɪttə, 'kambə af'flɪttə] Chi fila dritto campa afflitto. || RA Sta vocé aflitté dé Gaitaniné [sta 'vɤʧə af'flittə də ɡaita'nɪnə] La voce afflitta di Gaetanino. || BA afflitte. || RA afflitté.

affraccà [affrak'ka] v. Pigiare. || VC affraccà l'uva per ffa avè lu muste [affrak'ka l'ʉvə pə ffa u 'mustə] N.d.R. pigiare l’uva per ricavarne il mosto. || VC affraccà.

affrangate affrangåtë [affran'ɡɜtə] pp. e agg. Affrancato, Libero da impegni. || FB affrancàte.

affucà [affu'ka] v. Affogare. || Locuz. affucà ‘ngànne [affu'ka n'ɡannə] Soffocare. || BA affucà. || LA affugà.

affullà [afful'la] v. Affollare, Riempire di gente. || RM affullà.

affullate affullåtë [afful'lɜtə] pp. e agg. Affollato. || FB affullàte.

affumecate affumëcåtë [affumə'kɜtə] pp. e agg. Affumicato. || FB affumecàte.

affunà [affu'na] v. Infunare, Munire di funi, legare con funi. || VC affunà.

affunnà [affun'na] v. Affondare. || VC affunnà.

affunne affúnnë [af'funnə] par. comp. A fondo, In basso. || SA¹ affunne.

affussà [affus'sa] v. Affossare. || RM affussà.

afrecane afrëcånë [afrə'kɜnə] agg. Africano. || LA pare na nègre, na vère afrecane ['pɜrə na 'nɛɡrə na 'ver afrə'kɜnə] N.d.R. sembra una negra, una vera africana. || LA afrecane.

agabbetà [aɡabbə'ta] v. Abitare. || Anche abbetà [abbə'ta] || SA Quille agabbete abbasce a’ grotte ['kwɪllə a'ɡabbət ab'baʃʃə a 'ɡrɔttə] Quello abita abbasso alla grotta -in un sottano-.

agavezà [aɡavə'ʦa] v. Alzare. || Anche avezà [avə'ʦa] || SA Si nz’agaveze me face ‘ngazzà [si nʣ a'ɡavəzə mə 'fɜʧə nɡat'ʦa] Se non si alza, mi fa incazzare -arrabbiare-.  || [fg. alżàre - ital. alzàre]

aggabbà [aɡɡab'ba] v. Gabbare, Ingannare, Burlare. || Anche gabbà [ɡab'ba]. || CS Si vuje aggabbà u vecine, avezete súbbete a matine [si 'vujə aɡɡab'ba u və'ʧɪnə, 'avəzətə 'sʊbbətə a ma'tɪnə] N.d.R. Se vuoi gabbare il vicino, alzati subito la mattina. || CS aggabbà.

aggangà [aɡɡan'ɡa] v. Masticare con difficoltà. || VC aggancà.

aggarbate aggarbåtë [aɡɡar'bɜtə] agg. Garbato. || LA àvete, sicche, pròbbete aggarbate ['avətə, 'sɪkkə, 'prɔbbətə aɡɡar'bɜtə] N.d.R. alto, magro, proprio garbato. || VC aggarbàte. || RF aggarbate [aġġarbåte̯].

aggemendà [adʤəmən'da] v. Canzonare, Deridere, Molestare. || BA aggementà.

aggetà [adʤə'ta] v. Agitare. || SA S’aggetejene cume e cche [s-adʤə'tɛjənə 'kum-ɛ k'kɛ] Si agitano moltissimo.

aggevulà [adʤəvu'la] v. Agevolare. || RM agevulà.

agghiazzà [aɡɡjat'ʦa] v. Sistemare le bestie. || cfr. ammasunà [ammasu'na]. || FB agghijazzà. || BA agghiazzà.

àgghia ['aɡɡja]  1ª sing. ind. pres. v. avè. Devo. || GG aggh’a (1834) || EG hagghia. || LR hagghja. || MAM [ágga]. || [fg. dévo – ital. dèvo]

agghie ['aɡɡjə] 1. 1ª sing. ind. pres. v. avè [a'vɛ] Ho (solo in funzione ausiliare) || GG agghio (1834) || ZO agghieu (1864). ||  LE agghije. || AO agghje. || VMG agghiö.  

agghie ['aɡɡjə] 2. sm. Aglio. || Anche aglie ['aʎʎə] || VC pìgghie na capa d' àgghio ['pɪɡɡjə na kɜpa d 'aɡɡjə] prendi un capo d'aglio. || VC àgghio.

agghietille agghiëtíllë [aɡɡjə'tillə] sm. Aglio tenero. || DLC agghietielle.

aggiustà [adʤus'ta] v. Aggiustare, Preparare in modo conveniente, Raccomodare, Riparare. || CA¹ aggiustà.

aggiustate [adʤus'tɜte] agg. e pp. Aggiustato, Raccomodato, Riparato. || ZO aggiustet (1864).

aggiuvà [adʤu'wa] v. Appagare. || SA Ogne picche aggiove ['ɔɲɲ-ɛ p'pɪkkə ad'ʤɤvə]  ogni piccola qantità appaga. || RM aggiuvà.

aggradì [aɡɡra'dɪ] v. Gradire. || LE Nun cerck' nijend'a nésciuné; ma, tutt'aggradiscé [nən 'ʧɛrkə 'nində a niʃ'ʃʉnə; ma 'tʊtt-aɡɡra'dɪʃʃə] N.d.R. non chiede neinte a nessuno, ma tutto gradisce.

aglie ['aʎʎə] sm. Aglio. || Anche agghie ['aɡɡjə] || LR aglie.

aggrappà [aɡɡrap'pa] v. Aggrappare, Fissare al muro con una grappa, con un gancio, Attacarsi con forza a qualcosa che sostenga. || VC aggrappà.

aggrappatore aggrappatórë [aɡɡrappa'tɤrə] sm. Raggrinzamento. || VC aggrappatura.

aggrazziate aggrażżiåtë [aɡɡrad'ʣjɜtə] agg. Aggraziato, Pieno di garbo. || VC aggrazziàte.

aggrumite aggrumìtë [aɡɡru'mɪtə] agg. Raggrumato. || VC aggrumìte. || EG aggrumite.

agguandatore agguandatórë [aɡɡwanda'tɤrə] sm. Ricettatore. || VF agguantatòre (1841).

agguattà [aɡɡwat'ta] v. Coprire. || SA¹  agguattà’.

agguattate agguattåtë [aɡɡwat'tɜtə] v. Coprire. || SA¹ Aguattäte cum’lu päne de Natäle [aɡɡwat'tɜtə 'kum-ɛ u 'pɜnə də na'tɜlə] Coperto come il pane messo a fermentare il tempo di Natale. || SA¹ agguattäte.

aghe ['ɜɡə] sm. Ago. || Anche ache ['ɜkə] || TF àghe.

Agnese [aɲ'ɲɘsə -esə] pers. f. Agnese. || FO Sciacqua Rœse, evviv’Agnœse! [Sciacqua Rœse̥, evviv’Agnœse̥!] Sciala Rosa, evviva Agnese! || AO Agnèse. || FO Agnœse [Agnœse̥].

agnelluzze agnëllùzzë [aɲɲəl'lʊtʦə] sm. Agnellino || RF agnelluzze [aɲɲe̯lluzze̯].

agnille agníllë [aɲ'ɲillə] sm. Agnello. || MM [n-aňňílle̥] un agnello.|| RF agnìlle [aɲɲílle̯].

agnulille agnulíllë [aɲɲu'lillə] sm. Baco. || VC  agnulìlle.

agnune agnůnë [aɲ'ɲʉnə] pron. indef. Ognuno. || BA A longhe d’agnune [a l'lɔnɡə d-aɲ'ɲʉnə] Lontano da ognuno le disgrazie. || BA agnune. || BF agnùn’ (1894).

agreste [a'ɡrɛstə] sf. Uva acerba. || VC agrèsta (1929).

agrille agríllë [a'ɡrillə] sm. Seme della vite. || VC agrìlle (1929).

agurie agúrië [a'ɡurjə] sm. pl. Auguri, Formula di cortesia in particolari ricorrenze. || TF agùrije. || LR ‘a gùrie.

agurije agurìjë [aɡu'rɪjə] sf. pl. Dee protettrici della casa. || BA agurìe.

aguste [a'ɡustə] sm. Agosto. || EG p’a fèsta nostre, d’i quinice aguste [p-a 'fɛsta 'nɔstrə, d-i 'kwɪnəʧə a'ɡustə] N.d.R. per la nostra festa del quindici agosto. || TF agùste. || EG aguste.

Agustine Agustìnë [aɡus'tɪnə] pers. m. Agostino. || EG Agustine.

aguzzine aguzzìnë [aɡut'ʦɪnə]sm. Aguzzino.

ah ! [a] escl. Ah!

ahó ! [aɤ] escl. Ahò!

ai [ai] prep. art. Ai. || Più frequente e [ɛ] || VC ai vizii tùoi [ɛ 'vɪtʦjə 'tʉjə] mannaggia a te. || VC ai.

aine ['ajnə] sm. Agnello. || BA aine. || LA àine.

Aitanille Aitaníllë [aita'nillə] pers. m. Gaetano. || TF Aitanìlle.

ajire ajírë [a'jirə] avv. Ieri. || TF aìre matine [ajirə matɪnə] N.d.R. ieri mattina. || ZO jer (1864) || TF aìre. || EG aïre. || TF ajìre. || RF aìre [a-íre̯]. || [fg. iéri - ital. ièri]  

ajutà [aju'ta] v. Aiutare. || RM aiutà.

ajute ajůtë [a'jʉtə] sm. e inter. Aiuto. || ME aiute. || LE aijut’. || FO aiute [aiute̥].

alangeca [a'lanʤəka] inter. legata quasi sempre al pron. tuje ['tʉjə], forma l’escl. alangeca tuje [a'lanʤəka 'tʉjə] Mannaggia te. || VC a l'àngica tua [a l'anʤəka 'tʉjə] o ai vizii tùoi [ɛ 'vɪtʦjə 'tʉjə] mannaggia a te. || VC a l'àngica (1929)  || BA alangeche. || AO a l’àngeca.

alarie [a'larjə] par. comp. All’aria. || Anche a l'arie [a l 'arjə] || TF all’àrije.

alavetrire alavëtrírë [alavə'trirə] avv. Ierlaltro, L’altro ieri. || Anche lavetrire [lavə'trirə]  || RM a'lavetrìre.

alberghe [al'bɛrɡə] sm. Albergo.

Alfrede [al'fredə] pers. m. Alfredo. || TF Alfrède.

alice [a'lɪʧə] sf. Alice, Acciuga. || Anche lice ['lɪʧə]. || VC alìce (1929).

alimendare alimendårë [alimen'dɜrə] agg. Elementare. || RM alimendàre.

allalambe ['alla 'lambə] par. comp. Alla lampada. || cfr. lambe ['lambə] || RM allalàmbe.

allambanate allambanåtë [allamba'nɜtə] pp. e agg. Allampanato. || RM allambanàte.

allangà [allan'ɡa] v. Ansimare. || VC allancà.

allangate allungåtë [allan'ɡɜtə] pp. e agg. Affamato, Avido. || GG come a n’allangate se voleva anghjì lu stefano d’agliannole ca mangiavano li puorce ['kum-a n-allan'ɡɜtə sə vu'levə an'ɡjɪ u 'stɛfanə d-i 'ɡjannələ ka  maɲ'ɲavənə i 'purʧə.] N.d.R. come un affamato voleva riempirsi lo stomaco con le ghiande che mangiavano i porci. || GG allangate (1834) || BA allancate.

allanute [alla'nutə] agg. Nudo, Privo di indumenti. || LA allanùte.

allappà [allap'pa] v. Allappare, Detto di frutta che ha sapore aspro. || VC allappà.

allargà [allar'ɡa] v. Allargare. || ZO allargà (1864).

allarmà [allar'ma] v. Allarmare.

allarmate allarmåtë [allar'mɜtə] pp. e agg. Allarmato.

allarme [al'larmə] sm. Allarme, Antifurto. || VF allarme (1841).

allasce [al'laʃʃə] agg. Largo. || CS allasche.

allascià [allaʃ'ʃa] v. Dilatare, Allargare. || EG ‘u canaruzze mije, s’allashe e s’apprèste a te ‘gustà [u kana'rʊtʦə 'mɪjə, s-al'laʃʃə ɛ s-ap'prɛstə a  ttə ɡus'ta] N.d.R. la gola mia, si allarga e si appresta a gustarti.

allazzà [allat'ʦa] v. Lanciare urla. || EG cum’u sole s’avezàve, tu, allazzàve forte ‘a secherdune ['kum u 'sɤlə s-avəʦɜvə, tʊ, allat'ʦɜvə 'fɔrtə a səkər'dʉnə] N.d.R. come il sole si alzava, tu gridavi forte all’improvviso. || VC allazzà.

allazzarijà [alladʣari'ja] v. Rovinare, Far diventare come Lazzaro.

allazzarijate allażżarijåtë [alladʣari'jɜtə] pp. e agg. Rovinato, Diventato come Lazzaro. || CS allazzarijáte.

alleccà [allək'ka] v. Leccare. || BA alleccà.

alleccate allëccåtë [allək'kɜtə] pp. e agg. Leccato, Rifinito, Raffinato.

alleffarse [alləf'farsə] v. rifl. Curarsi nel vestire. || VC alliffà / VC alliffàrse (1929).

alleffate allëffåtë [alləf'fɜtə] agg. Accurato nel vestire. || RM alleffàte.

allegre [al'lɛɡrə] agg. Allegro. || LR candàve e s’a pigghjàve sèmbe allègre [kan'dɜvə ɛ  ss-a pəɡ'ɡjɜvə 'sɛmbə al'lɛɡrə] N.d.R. cantava e la prendeva sempre allegramente -la vita-. || VC allègre.

allegrezze [allə'ɡrɛtʦə] sf. Allegrezza. || RA Gioia e allegrezza ve dicé stu coré [d'ʤɤjə ɛ allə'ɡrɛtʦə və 'diʧə stu 'kɤrə] Gioia e allegrezza sa dirvi il mio cuore. || RA allegrezza. || [fg. allegrèzza - ital. allegrézza]

allegrije allëgrìjë [allə'ɡrɪjə] sf. Allegria. || RA Quanta voce’ d’allegri! ['kwanda 'vɤʧə d-allə'ɡrɪjə!] Quante voci d’allegria! || RA allegrija.

allegrulille allëgrulíllë [alləɡru'lillə] agg. Brillo, Alticcio. || VC allegrolìlle.

allendà [allən'da] v. Allentare, Rilasciare. || LA Allèndene nu sacche de prumèsse [al'lɛndənə nu 'sakkə də pru'mɛssə] Fanno un sacco di promesse.

allendate allëndåtë [allən'dɜtə] pp. e agg. Allentato. || Anche ‘llendate [llən'dɜtə] || SA Ha ‘llendate ‘na loffe [a llen'dɜtə na 'lɔffə] Ha fatto una loffa. || RF allendàte [alle̯nt̬åte̯].

alleppà [alləp'pa]  v. Allontanarsi frettolosamente, Svignarsela. || VC se l' àve allippàte [sə l-a alləp'pɜtə] se n' è fuggito destramente, o se l'ha portato via destramente. || VC allippà.

allerge [al'lɛrʤə] v. Innalzare, Il posarsi della neve. || LA allerge Innalzarsi, accumularsi della neve quando è fitta e forma un tappeto. || BA allerge Innalzare, issare; preparare i « castelli » per il giuoco con le mandorle.  || RM Stendere, usato in particolare facendo riferimento alla formazione del tappeto nevoso: "a nève se stace alergènne" [a 'nevə sə s'tɜcə allɛr'ʤənnə] || BF Già s'allerge sop'i titte [d'ʤa s-al'lɛrʤə 'sɤp i 'tɪttə] N.d.R. Già si erge sui tetti. || BF allerge (1894). || LA allèrge.

allerte allèrtë [al'lɛrtə] sm. Allerta. || EG sèmbe allerte turne a fa ‘u ‘rrè d’u gallenare ['sɛmbə al'lɛrtə, 'turnə a ffa u rrɛ d u gallə'nɜrə] N.d.R. sempre all’erta ritorni a fare il re del pollaio. || VC allèrte.

allescià [alləʃ'ʃa] v. Lisciare. || VC alliscià.

allesciate allësciåtë [alləʃ'ʃɜtə] pp. e agg. Lisciato. || EG allesciate.

allesse allèssë [al'lɛssə] sf. Ballotta, Castagna lessata con la buccia. || VF allessa (1841) || BA allesse. || VC allèssa.

allevà [allə'va] v. Allevare. || RM allevà.

alleviotte [allə'vjɔttə] sm. Passerotto. || cfr. passarille [passa'rillə].

allimbide allimbídë [allim'bidə] locuz. In piedi. || TF all’imbìde.

allintrasatte [allintra'sattə] par. comp. All’improvviso, All’insaputa.

allisciapile allisciapílë [alliʃʃa'pilə] sm. Percosse. || Anche lisciapile  [liʃʃa'pilə] e strusciapile  [struʃʃa'pilə] || SA T’agghia fa ‘n’allisciapile, che nen te l’è scurdà cchiù [t'aɡɡja fa n-alliʃʃa'pilə, kɛ nən tə l-ɛ skur'da k'kjʊ] Devo darti tante di quelle botte che non devi dimenticarlo piú.

allite allítë [al'litə] sf. Lite. || SA Ha fatte allite k’a uaglione [a f'fattə al'litə k-a waʎ'ʎɤnə] Ha litigato con la ragazza. || VC fare allìte [fa al'litə] attaccar litigio, litigare. || VC allìte (1929). 

allive allívë [al'livə] sm. Allievo, Uccellino che deve imparare a volare. || cfr. alleviotte [allə'vjɔttə] || FB allìve.

allore allórë [al'lɤrə] avv. Allora. || cfr. tanne ['tannə] || SA Allore nn’è capite cume amma fa? [al'lɤrə nn-ɛ ka'pɪtə kum'amma fa?] Allora non hai capito come dobbiamo fare? || MM [alló̤re̥].

alluccà [alluk'ka]v. Gridare. || Anche allucculà [allukku’la], lucculà [lukku’la] || VC alluccà (1929). || RF alluccà [allukká].

allucche allùcchë [al'lʊkkə] sm. Grido. || VC allùcco.

allucculà [allukku'la] v. Gridare. || Anche alluccà o lucculà. || SA Se mettije a ‘llucculà cume è ‘nu pacce [sə mət'tɪjə a llukku'la 'kum-ɛ nu 'patʧə] Si mise ad urlare come un pazzo. || VC  allucculà (1929).

allucenà [alluʧə'na] v. Abbagliare, Allucinare. || VC allucenà.

alluggià [allud'ʤa] v. Alloggiare. || LMG Chi tarde arrive, màle allogge [ki 'tardə ar'rɨvə, 'mɜlə al'lɔdʤə] N.d.R. Chi tardi arriva, male alloggia. || VC alluggià.

allumà [allu'ma] v. Illuminare. || VC allumà li lume pe la festa [allu'ma i 'lʉmə p-a 'fɛstə] far luminarie. || VC allumà.

allumacannele [allumakan'nɘlə -elə] sm. Accenditoio. || VC allumacannèle.

allundanà [allunda'na] v. Allontanare. || RA E tè vidye, alluntanà [ɛ ttə və'dɪjə allunda'na] E ti vidi allontanare. || RA alluntanà.

allunghe [al'lunɡə] par. comp. A lungo. || Anche a ’llunghe [al'lunɡə]. || BA Cunte spisse amicizie alluonghe ['kundə s'pissə amə'ʧɪtʦjə al'lunɡə] Conti frequenti, lunga amicizia. || BA alluonghe.

allunnate allunnåtë [allun'nɜtə] pp. e agg. Marezzato. || VC  aggiunto di drappo per indicare che sia serpeggiato a onde, a marezzo. || VC allunnato (1929). || [fg. marezzàto - ital. mareżżàto].

allupà [allu'pa] v. Saziare. || FO Chi tene nu figghije l’affoghe e chi ne tene dîce l’allope [Chi te̤ne̥ nu figghije̥ l’affo̤ghe̥ e chi ne te̤ne̥ dîce̥ l’allo̤pe̥] Chi ha un figlio solo l’affoga e chi ne ha dieci  li sazia.

alluparse [allu'parsə] v. rifl. Mangiare come un lupo, con ingordigia. || RM allupàrse.

allupate allupåtë [allu'pɜtə] pp. e agg. Affamato come un lupo. || BA allupate. || RF allupàte [allupåte̯].

allurdà [allur'da] v. Sporcare. || SA ’U criature stace allurdanne tutt’a tuvaglie [u kria'tʉrə s'tɜʧə allur'dannə 'tʊtt a tu'waʎʎə] Il baubino sta sporcando tutta la tovaglia. || RM allurdà. || RF allurdà [allurdá].

alluscià [alluʃ'ʃa] v. Vedere. || RF ci’allusce? ' ci vedi? ' || RF alluscià [alluššá].

allustrì [allus'trɪ] v. Lucidare. || VC allustrì.

almene alme̊në -énë [al'mɘnə -enə] avv. Almeno, Se non altro. || BA Crisce figghie, crisce puorce alumene t'allecche u musse ['krɪʃʃə 'fɪɡɡjə, 'krɪʃʃə 'purʧə al'menə t-al'lɪkkə u 'mʊssə] Cresci figli alleva invece i maiali, almeno ti ungerai di grasso le labbra. || ZO a lumano (1864) || BA alumene. || MG allumene. || CV almen.

Altamure Altamůrë [alta'mʉrə] cogn. Altamura. || RA Lanza, Altamura, e ati cinté ['lanʣə, alta'mʉrə, ɛ 'ati 'ʧində] Lanza, Altamura, e altri cento. || RA Altamura.

altanije altanìjë [alta'nɪjə] sf. antiq. per Litania. || Anche litanije [lita'nɪjə] || GE altanija.

altare altårë [al'tɜrə] sm. Altare. || SA¹ avetäre.

altezze [al'tɛzzə] sf. Altezza. || PM altèzze.

alvere ['alvərə] sm. Albero. || cfr. arve ['arvə]  || LE arvél. || PM albere.  || LE quillu vosck' scur' k' l'arvél' irt' e stuorté e maluort', nutecus' e 'nzaccaté! ['kwɪllu 'vɔskə s'kʉrə kə l'alvərə 'ɪrtə ɛ s'turtə ɛ ma'lurtə, nutə'kʉsə ɛ nʣack'kɜtə!] quel bosco scuro con gli alberi storti e contorti, nodosi e fitti.  || LE arvél.

alverille alvëríllë [alvə'rillə] sm. Alberello. || AO alverìlle.

alze ['alʦə] sm. Bure, Timone dell’aratro. || MM l-álze. il bure. || MM álze.

a lu [a lu] prep. art. Al, Allo. || antiq. e disus. per 'o [ɔ] || Anche  a 'u [a u].

amà [a'ma] v. Amare.

amare amårë [a'mɜrə] agg. Amaro. || estens. Amareggiato. || PR rumane a cchi me fume ‘a vocc’amare [ru'mɜnə a kki mə 'fʉmə a 'vɔkk-a'mɜrə] N.d.R. resta a chi mi fuma, la bocca amara. || BF amara (1894). 

amarene amare̊në -énë [ama'rɘnə -enə] sf. Amaréna. || VC amarèna. || VF amarena (1841) || [fg. amaréna - ital. amarèna]

ambacce ambàccë [am'batʧə] par. comp. lett. In faccia. estens. attaccato, vicino || LR i ferzòle attaccàte ck'u spache ambacc'é code. [i fər'ʦɤlə attak'kɜtə k u s'pɜkə am'batʧ ɛ 'kɤdə] N.d.R. le padelle legate conlo spago alle -loro- code (dei gatti).  || Anche ‘mbacce [m'batʧə]  || RM ambàcce. || LR ambacc'.

ambarà [amba'ra] v. Imparare. || Anche 'mbarà [mba'ra] || SA Ambàrate a parlà, príme de trasí qua inde! [am'barətə a ppar'la 'prɪmə də tra'sɪ k'kwa 'ində] Impara a parlare -usa un linguaggio più decoroso- prima di entrare qui dentro. || VMG accussì iö më l’amparö [akkus'sɪ 'ijə  mə l-am'bɜrə] N.d.R. così io lo imparo. || VC amparà. || GF mbarà.

ambriste ambrístë [am'bristə] sm. Prestito. || Anche ‘mbriste [mbristə] || BA Si l’ambrieste sarrije buone s’ambrestarrije a megghiere [si l-am'bristə sar'rɪjə bbunə, s-ambrəstar'rɪjə a məɡ'ɡjerə] Se il prestito giovasse si presterebbe la moglie. || BA ambrieste. || RF ambriste [amp̬ríste̯].

ambulande [ambu'landə] agg. e sm. Ambulante. || LR ambulande.

amecizia [amə'ʧɪtʦja] sf. Amicizia. || Anche amecizie [amə'ʧɪtʦjə]  . || SA Patte chiare, amecizia longhe ['pattə 'kjɜrə, amə'ʧɪtʦja 'lɔnɡə] Patti chiari, amicizia lunga. || CS amicizija.

amecizie amëcìzië [amə'ʧɪtʦjə] sf. Amicizia. || Anche amecizia[amə'ʧɪtʦja]. || BA amicizie. || ME ‘a macizije.

americule [amə'rikulə] sf. Mora. || Anche mericule [mə'rikulə]. || BA americule. || VC amerìcula. 

amice [a'mɪʧə] sm. pl. Amici. || sing. amiche [a'mikə]. || TF Ghìje nen vedève l’òre de ‘ngundra’ l’amìce! ['ɡijə nən və'devə l'ɤrə də nɡun'dra l-a'mɪʧə!] N.d.R. Io non vedevo l’ora di incontrare gli amici! || TF amìce.

amiche [a'mikə] sm. sing. Amico. || pl. amice [a'miʧə] || ZO amicho (1864) || CS amiche.

ammacagnate ammacagnåtë [ammakaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Ammaccato, Contuso, Malmesso. || MA quill’ é malate é tutt’ fracete e ammagagnate ['kwɪllə ɛ ma'lɜtə, ɛ 'tʊttə 'fraʧətə ɛ ammakaɲ'ɲɜtə] N.d.R. quello è malato, è tutto marcio e malmesso. || RF ucchie ammagagnàte occhi lividi. || MA ammagagnate. || RF ammagagnàte [ammaġaññåte̯].

ammaccà [ammak'ka] v. Inventare, Ammaccare, Raccontare frottole. || RM ammaccà.

ammaccate ammaccåtë [ammak'kɜtə] pp. e agg. Ammaccato. || LR na stagnère mîse a tracolle, únte e ammaccàte [na staɲ'ɲerə 'misə a ttra'kɔllə 'untə ɛ ammak'kɜtə] N.d.R. un recipiente di latta messo a tracolla, unto e ammaccato.  || LR ammaccàte.

ammacchià [ammak'kja] v. Macchiare. || VC ammacchià.

ammandà [amman'da] v. Ammantare, Avvolgere in un manto. || BF Ammantáte bbona bbone [amman'dɜtə b'bɤna b'bɤnə] Ben avvolta in un manto.

ammanecate ammanëcåtë [ammanə'kɜtə] agg. Ammanigliato, Ben introdotto in un ambiente, Ammanicato. || lett. Col manico. || SA¹ ammanecäte.

ammangà [amman'ɡa] v. Diminuire. || VC ammancà.

ammarrunà [ammarru'na] v. Abborracciare. || VC ammarronà.

ammartenate ammartënåtë [ammartə'nɜtə] agg. Popolano che si atteggia a gagà. || BA ammartenate.

ammasckate ammasckåtë [ammaʃ'kɜtə] pp. e agg. Accaldato. || BA ammaschiate. || RF ammasckàte [ammaškåte̯].

ammasunà [ammasu'na] v. Appollaiare, Ammansire, Stordire. || BA ammasunà. || VC ammasonà. || RF ammasunà [ammasuná].

ammasunate ammasunåtë [ammasu'nɜtə] pp. e agg. Stordito, Percosso. || RF che nu papagnóne m’à ‘mmasunàte N.d.R. Con un cazzottone mi ha stordito. || RM ammasunàte.

ammatte [am'mattə] solo nelle locuz. 1. ammàtte ‘a gòcce [am'mattə a 'ɡɔtʧə] Prendere un grande spavento. 2. ammàtte ‘u mále [am'mattə u 'mɜlə] Temere di essere colpito da trombosi. || BA ammatte.

ammaturà [ammatu'ra] v. Maturare. || VC ammaturà. || RF ammaturà [ammaturá].

ammazzarute ammazzarůtë [ammatʦa'rʉtə] agg. Azzimo, Poco lievitato. || VF ammazzaruto (1841) || VC ammazzarùte (1929).

ammeccià [ammət'ʧa] v. Incastrare, Congegnare legnami. || VC ammeccià.

ammecciature ammëcciatůrë [ammətʧa'tʉrə] sf. Collegamento di due parti che incastrano l’una nell’altra. || VC ammecciatùra.

ammedià [ammə'dja] v. Invidiare. || cfr. ‘nvedià [ɱvə'dja] || BA ammedià. || RF ammedijà [amme̯di̯á].

ammediate ammëdiåtë [ammə'djɜtə] pp. e agg. Invidiato. || cfr. nvediate [ɱvə'djɜtə] || BA Megghie ammediate ca cumpatute ['mɛɡɡjə  ammə'djɜtə ka kumba'tʉtə] Meglio invidiati  che  compatiti. || BA ammediate.

ammenazzà [ammənat'ʦa] v. Incitare la bestia da tiro a camminare, Frustare il cavallo. || SA¹ ammenazzà’. || EG ammenazzà. || MA amm’nazzà.

ammendà [ammən'da] v. Inventare. || Anche 'mmendà. || BA ammendà.

ammesckà [amməʃ'ka] v. Mischiare. || RM ammesckà.

ammesckate ammësckåtë [amməʃ'kɜtə] pp. e agg. Mischiato, Mescolato.

ammezzijà [ammədʣi'ja] v. Insegnare, Suggerire. || Anche ammizzijà [ammidʣi'ja] || VC Vògghie ca m’ammìezzi come fai ['vɔɡɡjə ka m-am'mɪdʣjə 'kumə 'fɜjə] Voglio che in'insegni come fai. || VC ammiezzà.

ammiffijà [ammiffi'ja] v. Scorgere. || Anche abbiffijà [abbiffi'ja].

amminze [am'minʣə] par. comp. In mezzo. || Anche 'mminze [m'minʣə] e 'mmizze [m'midʣə].

ammiscke [am'mɪʃkə] agg. Misto. || locuz. foglie ammiscke ['fɔʎʎə am'mɪʃkə]

Verdura mista composta da burràcce, marasciúlle, jéte capacíne, sprúcete, cascígne, ecc.

ammizzijà [ammidʣi'ja] v. Insegnare, Suggerire. || Anche ammezzijà [ammədʣi'ja]. || VC ammiezzà.

ammolafurce [ammola'furʧə]. sm. Arrotino. || Anche molafurce [mola'furʧə]. || VF ammola-forbice (1841) || RM ammolafùrbece. || BA ammolafurce. || VC ammolafòrbice, ammolafùorfece.

ammolatore ammolatórë [ammola'tɤrə] sm. Arrotino. || VF ammolatore (1841).

ammolature ammolatůrë [ammɤla'tʉrə] sf. Affilatura. || VC ammolatura.

ammubbeglià [ammubbəʎ'ʎa] v. Ammobiliare. || RM ammubbiglijà.

ammuccà [ammuk'ka] Far cadere, Mettere giù.

ammuccarse [ammuk'karsə] v. rifl. Piegarsi. || LA ammuccàrse.

ammuccate ammuccåtë [ammuk'kɜtə] pp. e agg. Caduto, Piegato.

ammuccià [ammut'ʧa] v. Nascondere. || CA Mèn'a prète e s'ammùccie 'a mane! ['menə a 'pretə ɛ ss-am'mʊtʧə a 'mɜnə!] N.d.R. Lancia la poetra e si nasconde la mano! || PR e ccerche d’ammuccià sta bbrutta sorte [ɛ t'ʧɛrkə d ammut'ʧa sta b'brʊtta 'sɔrtə] N.d.R. e cerca di nascondere questa brutta sorte. || VC ammuccià (1929). || [fg. nascòndere - ital. nascóndere]

ammucciacole ammucciacólë [ammutʧa'kɤlə] par. comp. A nascondino. || VC Iucà a ammucciacola [ju'ka a mmutʧa'kɤlə] Giuocore a coponascondersi. || VC ammucciacòla (1929).

ammucciarse [ammut'ʧarsə] v. rifl. Nascondersi. || VC ammucciàrse (1929). || [fg. nascòndersi - ital. nascóndersi]

ammucciate ammucciåtë [ammut'ʧɜtə] pp. e agg. Nascosto. || CS U vine cacce fore i cose ammucciáte [u 'vɪnə 'katʧə 'fɤrə i 'kɤsə ammut'ʧɜtə] N.d.R. Il vino tira fuori le cose nascoste. || LA Oh, Madonne, ck’a facce ammucciate, fède ce daje [ɔ, ma'dɔnnə, k-a 'fatʧə ammut'ʧɜtə, 'fedə ʧə 'dɜjə] N.d.R. Oh, Madonna, con il viso nascosto, fede ci dai. || EG ammucciate. || CS ammucciáte. ||  [fg. nascòsto - ital. nascósto]

ammucedute ammucëdůtë [ammuʧə'dʉtə] agg. Ammuffito. || VC ammucidùte (1929).

ammufalanne [ammufa'lannə] par. comp. Lo scorso anno. || cfr. bufalanne [bufa'lannə], mufalanne [mufa'lannə].

ammuinà [ammui'na] v. Imbarazzare. || VC ammuinà (1929).

ammuinarse [ammui'narsə] v. rifl. Imbarazzarsi. || VC ammuinàrse (1929).

ammuinate ammuinåtë [ammui'nɜtə] agg. Di cattivo umore, Malinconico, Afflitto. || LA ammujnàte. || BA ammujenate. || RF ammujenate [ammui̯e̯nåte̯].

ammuine ammuìnë [ammu'ɪnə] sm. Confusione, Baccano. || AO ammujìne. || MG ammuine.

ammulà [ammu'la] v. Affilare. || FB ammulà.

ammulatore ammulatórë [ammula'tɤrə] sm. Arrotino. || cfr. ammolafurbece. || RM ammulatore.

ammullà [ammul'la] v. Bagnare qualcosa con liquido in modo da inzupparlo, Ammorbidire. || VC ammullà (1929).

ammundunà [ammundu'na] v. Ammucchiare, Ammonticchiare. || VC ammontunà (1929).

ammundunate ammundunåtë [ammundu'nɜtə] pp. e agg. Ammucchiato. || RM ammundunàte.

ammuscià [ammuʃ'ʃa] v. Ammosciare. || RF t'ammusce; s’ammosce N.d.R.  ' ti ammosci; ' si ammoscia ' || VC ammuscià (1929). || RF ammuscià [ammuššá].

ammusciate ammusciåtë [ammuʃ'ʃɜtə] pp. e agg. Ammosciato, Afflosciato, Scocciato, Infastidito. || RM ammusciate.

ammussà [ammus'sa] v. Tenere il muso. || VC ammussà (1929).

ammussate ammussåtë [ammus'sɜtə] pp. e agg. Ammusito, Imbronciato. || AO ammussàte.

ammuzzà [ammut'ʦa] v. Mozzare. || VC ammuzzà (1929).

amore amórë [a'mɤrə] sm. Amore. || LA e t’arrecûrde ‘u prime amore [ɛ t-arrə'kurdə u 'prɪmə a'mɤrə] e ti ricordi il primo amore. || EG amore. || RA amoré.

andenire andënírë [andə'nirə] sm. Soprastante, Reclutatore di mietitori. || BA anteniere.

andicamende andicamèndë [andika'mɛndə] avv. Anticamente. || EG andicamènde. || [fg. anticamènte - ital. anticaménte]

andicepe [an'dɪʧəpə] sm. Anticipo. || RM a’ndìcepe.

andiche [an'dikə] agg. e sm. Antico. || RA Sapité u ditt’antiche che dicevé? [sa'pɪtə u 'dɪttə an'dikə kɛ ddə'ʧevə?] Sapete cosa dice un detto antico? || TF all’andìke [all-an'dikə] N.d.R. all’antica. || TF andìke. || LE andicke. || RA antiche.

andò [an'dɔ] avv. Dove. || Anche ‘ndo’[n'dɔ], addò [ad'dɔ]. || SA Andò abbete Ninette? [an'dɔ 'abbətə ni'nɛttə?] Dove abita Ninetta. || LA  ando'.  

Andoniè [ando'njɛ] pers. f. Antonietta.

Andonie [an'dɔnjə] pers. m. Antonio. || RA E pé vot’a S. Antonio [ɛ ppə v'vɤtə a s'sand'an'dɔnjə] Feci un voto a S. Antonio. || RA Antonio.

andrite andrítë [an'dritə] sf. Noccioline abbrustolite, Collana di noccioline. || VC andrìte (1929).

anduvenà [anduwə'na] v. Indovinare. || Anche adduvenà [adduwə'na] || SG Spute k’anduvine [s'putə k-andu'wɪnə] N.d.R. Sputa che indovini -parla che cogli nel segno-.

anduvenate anduvënåtë [anduwə'nɜtə] pp. e agg. Indovinato. || Anche adduvenate [adduwə'nɜtə]

anè [a'nɛ] escl. Ma guarda!, Ma vedi un po’. || SG¹ Anè! E tu pe quiste t’u pigghjià velène? [a'nɛ, ɛ ttʊ pə k'kwɪstə t-u piɡ'ɡja və'lenə?]Ma va! E tu per questo vuoi prenderti veleno? ||  SG¹ anè. || RF anè [anę́].

anema ['anəma] sf. Anima. || Anche aneme ['anəmə]. || VC ànema (1929).

anemale anëmålë [anə'mɜlə] sm. Animale. || VC anemàle (1929).

aneme ['anəmə] sf. Anima. || Anche anema. || BA aneme de Die ['anəmə də d'dɪjə] N.d.R. anima di Dio. || BF Sola sole cúm' e n' aneme ['sɤla 'sɤlə kum-ɛ n 'anəmə] Sola sola come un’anima. || BA aneme. || BF aneme (1894).

anemelle anëmèllë [anə'mɛllə] sf. Animella. || FB anemèlle.

anesine anësìnë [anə'sɪnə] sf. Pianta simile al finocchio. || RM anesine.

angappà [anɡap'pa] v. Acciuffare. || Locuz. vall'angappe ['vall-an'ɡappə] Vai a prenderlo. || VC Angàppa, angàppa l’avucìello, fa sùbbito, nun lu fa fuì [an'ɡappə an'ɡappə l-avə'ʧillə, fa 'sʊbbətə, nn-u fa'(ʧɛnnə) 'fʉjə] Afferra subito l’uccello, non lo far fuggire. || VC angappà (1929). || RF angappà [a-ṇk̬appá].

angarrà [anɡar'ra] v. Individuare correttamente qualcosa, Imbroccare. || Anche ‘ngarrà [nɡar'ra] || LA angarrà.

angele ['anʤələ] sm. Angelo. || BF L'angel' arrèt' 'a porte [l 'anʤələ ar'ret a 'pɔrtə] N.d.R. L’angelo dietro la porta. || BF angel’ / angele (1894).   

Angelucce Angëlùccë [anʤə'lʊtʧə] pers. m. Angeluccio.

angenagghie [anʤə'naɡɡjə] sf. Il basso ventre, La regione dell’inguine, Inguinaia, Anguinaia. || Anche ‘ngenagghie [nʤən'aɡɡjə] || VC  anginàglia (1929).

anghianà [anɡja'na] v. Salire. || Anche ‘nghianà [nɡja'na] || Locuz. anghianà ‘i scále [anɡja'na i s'kɜlə] Salire le scale. || VC anghianà  agnanà (1929).

anghianatore anghianatórë [anɡjana'tɤrə] sf. Salita. || FB anghijnatòre.

anghjì [an'ɡjɪ] v. Riempire. || GG anghjì (1834) || ZO anchj (1864).

angine angìnë [an'ʤɪnə] sf. Angina. || cfr. ngine [n'ʤɪne]. || VC Angìni (1929). 'Malattia della gola, Stranguglioni'

Angiolette Angiolèttë [anʤɤ'lɛttə] pers. m. Angelo. || FD Angiolett. 

angiulette angiulèttë [anʤu'lɛttə] sm. Angioletto. || RA angiulette.

angiurie [an'ʤʊrjə] sf. Oltraggio, Ingiuria. || VMG l’angiuriä cä m’annö fattä [l-an'ʤʊrjə ka m 'annə 'fattə] N.d.R. l’oltraggio che mi hanno fatto. || VMG angiuriä.

angore angórë [an'ɡɤrə] avv. Ancora. | || PR angore nenn ’a sanne [an'ɡɤrə nənn a 'sannə] N.d.R. ancora non la sanno. || AM angòre. || CS ancore. || RA  ancoré. || LE angôre.

anguille anguìllë [an'ɡwɪllə] sf. Anguilla. || SA Stipe sirpe che truve anguille [s'tɪpə 'sirpə kɛ 'truve an'ɡwɪllə] Conserva serpenti  -cose ritenute inutili- che troverai anguille -cose utili-. || RC Si n’n c’ st’c l’anguill’ e u cap’ton’ n’n eije Nat’l’ [si nən-ʤə s'tɜʧə l-an'ɡwɪllə ɛ u kapə'tɤnə nənn'ejə na'tɜlə] Se non ci sono l’anguilla e il capitone non è Natale. || RC anguill’.

angule ['anɡulə] sm. Angolo. || PM anghele.

angurie [an'ɡurjə] sf. Anguria, Cocomero.

angutene [an'ɡutənə] sf. Incudine. || RM  angùtene.

anille aníllë [a'nillə] sm. Anello. || Anche ‘nille ['nillə] || declinato al f. ’a ‘nille [a 'nillə] || MM [a/níi̯/lle̥]  'l'anello'. || GG aniello (1834). || MM [níi̯lle̯].

annacquate annacquåtë [annak'kwɜtə] pp. e agg. Annacquato.

annaffijà [annaffi'ja] v. Innaffiare. || RM annaffijà.

annande [an'nandə] avv. Avanti. || Anche ‘nnande [n'nandə], nande ['nandə],  annanze [ an'nanʣə], ‘nanze ['nanʣə] || Locuz. 1. passà annande [pas'sa an'nandə]  Passare avanti 2. purtà annande [pur'ta an'nandə] Portare avanti 3. terà annande [tə'ra an'nandə] Tirare avanti. || ME annande.

annanze [annà] avv. Avanti. || Anche 'nnanze [n'nanʣə], 'nanze  ['nanʣə],  nande ['nandə], annande [an'nandə] || SA T’aspette annanze a’ casa mije [t as'pɛttə an'nanʣə a 'kɜsa 'mɪjə] Ti aspetto davanti casa mia. || FD annànze.

annarijarse [annari'jarsə] v. Arrabbiarsi. || RM annarijàrse.

annarule annarůlë [anna'rʉlə] sm. Contadino con un anno di contratto di lavoro. || BA annarule.

Anne ['annə] pers. f. Anna. || FC Accussì eje tutte l’anne. Viv’a fèste de Sant’Anne [akkus'sɪ 'ejə 'tʊttə l 'annə. viv a 'fɛstə də 'sand 'annə] Così è tutti gli anni. Viva la festa di Sant’Anna. || FC Anne.

anne ['annə] sm. Anno. || LMG Turnarene o’Sanduarjie l’anne dope p’ battezzà na’ criature: ‘Ngurnatelle [turn'arənə ɔ sandu'arjə l 'annə 'dɤpə pə bbattəd'ʣa na kria'tʉrə: nɡurna'tɛllə] N.d.R. Tornarono al Santuario l’anno dopo per battezzare una bambina: Incoronata. || EG anne. || RA anne’. || TF ànne.

annegghià [annəɡ'ɡja] Annebbiare. || [fg. nèbbia - ital. nébbia]

annettà [annət'ta] v. Pulire, Sbucciare. || BA annettà.

annevate annëvåtë [annə'vɜtə] agg. antiq. Ghiacciato. || BF vìn’ anneváte ['vɪn annə'vɜtə] N.d.R. vino ghiacciato! || BF anneváte. (1894). || LCG annevato (1897).

Annì [an'nɪ] pers. f. Annina, Anna. || PR Quann’ ije te vete Annì m’abbatt’ ‘u core ['kwann 'ijə tə  'vetə  an'nɪ m-ab'batt-u 'kɤrə] N.d.R. Quando io ti vedo Annina mi batte il cuore. || PR Annì.

annuccature anuccatůrë [annukka'tʉrə] sm. Scacciapensieri. || RF annuccatùre [annukkatůre̯].
annudecà [annudə'ka] v. Annodare.

annusulà [annusu'la] v. Ascoltare di nascosto, Origliare. || Anche nusulià [nusuli'ja] / nusulà [nusu'la] || BA annuselà. || RF annusulà [annusulá].

anzaccà [anʣak'ka] v. Insaccare, Pigiare. || BA  anzaccà. || RF anzaccà [anźakká].

anze ['anʣə] prep. congz. e avv. Anzi. || ZO anz (1864).

anziane [an'ʣjɜnə] sost. e agg. Anziano.  

anzime anżìmë [an'ʣɪmə] avv. Insieme. || Anche 'nzime [n'ʣɪmə].

aó [a'ɤ] Inter. || SA Aó, ‘a vulite fenesce de sfotte? [a'ɤ, a vu'lɪte fə'nɛʃʃə də s'fɔttə?] Ó, la volete smettere di sfottere?

apirte [a'pirtə] pp. e agg. Aperto. || PM apirte.

appagure appagůrë [appa'ɡʉrə] sf. Paura. || Anche appaure [appa'ʉrə], paure [pa'ʉrə].

appaliunate appaliunåtë [appalju'nɜtə] pp. e agg.  Ammuffito.

appalte [ap'paltə] sm. Appalto. || AO appàlte.

appandanate appandanåtë [appanda'nɜtə] agg. Paludoso, Tipico del pantano, Limaccioso, Melmoso.

appannà [appan'na] v. Socchiudere, Appannare. || Anche ‘mbannà [mban'na].

appannate appannåtë [appan'nɜtə] pp. e agg. Appannato. || Anche 'mbannate [mban'nɜtə] || RM appannàte.

appapagnate appapagnåtë [appapaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Addormentato. || AO appapagnàte.

apparà [appa'ra] v. Riempire, Preparare trappole. || lett. Mettersi alla pari con qualcosa. || LA apparà.

apparecchià [apparək'kja] v. Apparecchiare.

apparecchiate apparëcchiåtë [apparək'kjɜtə] pp. e agg. Apparecchiato, Preparato con gusto.

apparendate apparëndåtë [apparən'dɜtə] pp. e agg. Imparentato. || FB apparendàte.

apparì [appa'rɪ] v. Apparire. || EG Tande ‘ggendile e tande triste appàre, ‘u gallucce mije ['tandə dʤən'dilə ɛ t'tandə 'tristə ap'pɜrə, u ɡal'lʊtʧə 'mɪjə] N.d.R. Tanto gentile e tanto triste appare, il galluccio mio.

appartate appartåtë [appar'tɜtə] pp. e agg. Appartato. || FB appartàte.

appasulate appasulåtë [appasu'lɜtə] pp. e agg. Appassito. || EG cke l’ucchie musce e appasulàte [kə l 'ukkjə 'mʊʃʃə ɛ appasu'lɜtə] N.d.R. con gli occhi mosci e appassiti. || EG appasulàte. || RF appassulàte [appassulåte̯].

appaure appaůrë [appa'ʉrə] sf. Paura. || Anche appagure [appa'ɡʉrə], paure [pa'ʉrə].  

appeccià [appət'ʧa] v. Accendere. || Anche appiccià [appit'ʧa] e 'ppeccià [ppət'ʧa]. || SA Che d’è, nd’appicce ‘a luce? [kɛ d-ɛ, nd-ap'pɪtʧə a 'lʊʧə?] Che cos’è, non ti accendi la luce?  || LA appeccià.

appecciate appëcciåtë [appət'ʧɜtə] pp. e agg. Acceso. || MM [appe̥ččä́te̥].

appedune appëdůnë [appə'dʉnə] pron. indef. Per ciascuno. || Anche pe d'une [pə d'ʉnə]|| LR tand’appedùne ['tand-appə'dʉnə] contribuendo in parti uguali. N.d.R. lett. tanto ciascuno. || LR appedùne.

appene appe̊në -énë [ap'pɘnə -enə] avv. e congz. Appena. || TF  So' appène quìnnece jùrne che vìne qqua! ['sɔ ap'penə 'kwɪnəʧə 'jurnə kɛ 'vinə k'kwa!] N.d.R. Sono appena quidici giorni che vieni qua! || ZO appen (1864) || TF appène.

appenzunà [appənʣu'na] v. Sporgere il tergo. || BA appenzunà.

appese [ap'pɘsə -esə] pp. e agg. f. Appesa. || m. appise [ap'pɪsə] || EG Ck’a crèsta triste e i ciambe appése isse stàce [k-a 'krɛsta 'tristə ɛ i 'ʧambə ap'pesə 'ɪssə s'tɜʧə] N.d.R. Con la cresta triste e le zampe appese lui sta. || EG appése.

appeselate appësëlåtë [appəsə'lɜtə] pp. e agg. Appisolato. || BA appeselate.

appetite appetìtë [appə'tɪtə] sm. Appetito. || CS L’appetite nen vole cundemènte [l-appə'tɪtə nən 'vɤlə kundə'mɛndə] N.d.R. L’appetito non vuole condimento. || CS appetite.

appezzecà [appətʦə'ka] v. Appiccicare. || LA appezzecà.

appezzecate appëzzëcåtë [appətʦə'kɜtə] pp. e agg. Appiccicato, Attaccato. || VC appizzicato (1929). || LR appezzecàte.

appezzecuse appëzzëcůsë [appətʦə'kʉsə] agg. Appiccicoso. || BA appezzecuse.

appiccià [appit'ʧa] v. Accendere. || Anche appeccià [appət'ʧa]. || VC appiccià (1929).

appicciafuche appicciafúche [appitʧa'fukə] agg. e sm. Istigatore. || BO appicciafuoche. || FB appìcciaffuche.

appicciatore appicciatórë [appitʧa'tɤrə] sf. Accensione, Accendifuoco. || MM ppicciatóre.

appinnetore appinnëtórë [appinnə'tɤrə] sm. Attaccapanni.  || VF appinnitora (1841).

appirze [ap'pirʦə] prep. e avv. Appresso, Dietro. || Anche apprisse [ap'prissə]  || GG se mettije appierz..e appierz..e a nu signore di quillo pajese [sə mət'tɪjə ap'pirʦə ap'pirʦə a nu siɲ'ɲɤrə də 'kwɪllu pa'jesə] N.d.R. lett. si mise dietro dietro ad un signore di quel paese. || LE e ij' appijerz' a quille [ɛ 'ijə ap'pirʦ-a 'kwɪllə] ed io dietro di lui. || PR te veng’ appîrzz’ appîrzz [tə 'vɛnɡə ap'pirʦə ap'pirʦə] N.d.R. ti vengo dietro dietro. || GG appierz..e (1834) || LE appijerz'. || PR appîrzz’. || PR appîrzz. || MA appirze.

appise appìsë [ap'pɪsə] pp. e agg. m. Appeso. || f. appese [ap'pesə] || LR appìse.

appite appítë [ap'pitə] solo nella locuz. all’appite [all-ap'pitə] / all’appide [all-ap'pidə] A piedi. || CA¹  Rumanìrene sènza sòlde, k'i dìbbete e avèvena ji’ a spegula’ allappìde. [ruma'nɪrənə 'sɛnʣa 'sɔldə, k-i 'dibbətə ɛ a'vɛvəna 'jɪ a spəɡu'la all-ap'pɪdə] Restarono senza soldi, con i debiti e dovevano andare a spigolare a piedi. || RM appìte. || CA¹ allappìde.

appizzeche appìzzëchë [ap'pɪtʦəkə] sm. Scontro. || AO appìzzeke.

applause [ap'plausə] sm. Applauso. || AO applàuse. || [fg. applàuso - ital. applàuṡo]

apposte [ap'pɔstə] avv. Apposta, Di proposito, Intenzionalmente.

appresendarse [apprəsən'darsə] v. rifl. Presentarsi. || BF s’appresentáje [s-apprəsən'dɜjə] N.d.R. si presentò. || MG ije subbte m'appresentaje ['ijə 'sʊbbətə m-apprəsən'dɜjə] N.d.R. io subito mi presentai. || RF m'appresènde N.d.R. ' mi presento '.

appresendà [apprəsən'da] v. Presentare. || RM appresentà. || RF appresendà [appre̯se̯nt̬á].

apprestarse [apprəs'tarsə] v. rifl. Apprestarsi.

apprezzà [apprət'ʦa] v. Apprezzare.

apprime apprìmë [ap'prɪmə] avv. Prima, In un tempo precedente. || GG apprima (1834) || TF apprìma.

apprisse [ap'prissə] prep. e avv. Appresso, Dietro qualcosa o qualcuno. || Anche appirze [ap'pirʦə].|| MG ’U jurne appriss [u 'jurn-ap'prissə] N.d.R. Il giorno dopo. || LA jève apprisse sènza stangàrse maje ['jevə ap'prissə 'sɛnʣa stan'ɡarsə 'mɜjə] andava dietro senza stancarsi mai. || ZO apprie (1864) || BF apprîesse / apprîess (1893).  | |MG appriss. || FD apprìsse.

apprufettà [apprufət'ta] v. Approfittare. || RM apprufuttà.

appruvà [appru'wa] v. Approvare.

appujà [appu'ja] v. Appoggiare, Appoggiarsi. || LA appujà. || RF appujà [appui̯á].

appuzzunì [apputʦu'nɪ] v. Impuzzire, Prendere cattivo odore. || RM appuzzunì. || RF appuzzunì [appuzzuní̊].

aprì [a'prɪ] v. Aprire. 

arà [a'ra] v. Arare. || SA Nen vole nè arà e nè scurcià [nən 'vɤlə 'nɛ a'ra ɛ n'nɛ skur'ʧa] Non vuole né arare e né scorticare -non ha voglia di fare nulla-. || FB arà.

aratre [a'ratrə] sm. Aratro. || RM aràtre.

arche ['arkə] sm. Arco. || PM arche.

arcere arce̊rë -érë [ar'ʧɘrə -erə] sf. Acceggia, Beccaccia.

arciule [ar'ʧʉlə] sm. Orciolo, Brocca o boccale di forma panciuta. || VF arciúlo (1841). || RF arciùle [arčůle̯].

arde ['ardə] v. Bruciare. || Anche garde ['ɡardə].

ardente [ar'dɛntə] agg. Ardente. || GF de fuoch’ ardente [də 'fukə ar'dɛntə] di fuoco ardente || GF ardente.

ardiche [ar'dikə] sf. Ortica ||  BF Quell'erve fuj l'ardiche, ca 'i vulij cunzulà! ['kwɛll-'ɛrvə 'fujə l-ar'dikə, ka i vu'lɪjə kunʣu'la] Ndr. lett. Quell'erba fu l'ortica, che li volle consolare. || VF ardica (1841) || BF ardiche (1893). || BA ardiche. || RF ardìche [ardí̊ke̯]. || Etim. dal lat. urtīca(m).

argiande [ar'ʤandə] sm. pl. Soldi. || RM argiante.

arginde argíndë [ar'ʤində] sm. Argento. || ZO Pigh li cucchieur d'argint e li vrocche e li curtiell. ['pɪɡɡjə i kuk'kjɜrə d-ar'ʤində ɛ i 'vrɔkkə ɛ i kur'tillə] Prendi i cucchiai d'argento, le forchette e i coltelli. || BF Luvát' a la Madonn' a vest'-argîende [lu'wɜtə a ma'dɔnnə a 'vɛst-ar'ʤində] Ndr. lett. Tolta alla Madonna la veste d'argento || LE nu lenzuole arrécamaté / d'or'e d'argiente finé [nu lən'ʣʉlə arrəka'mɜtə d-ɤrə ɛ d-ar'ʤində 'finə] Ndr. Un lenzuolo ricamato / d'oro e d'argento fine.  || AO Tène l’argìnde: ’i volle u sanghe ['tenə l-ar'ʤində: i 'vɔllə u 'sanɡə ] Ha l’argento: gli bolle il sangue. || ZO argint (1864) || BF argîende (1893) || LE argiente || AO argìnde. || RF arginde [arğínt̬e̯]. ||  Etim- dal lat. argentum.

aria ['arja] sf. Aria. || RF arie [ári̯e̯].

arie ['arjə] sf. Aria, Aia. || LE avézaijé l'uocchijé a l'arij' e tè védije [avə'ʦɜjə l 'ukkjə  a l 'arjə ɛ ttə və'dɪjə] Alzai gli occhi verso l’alto, e ti vidi. || BA arie. || LE arij'.

arighene [a'rɪɡənə] sm. Origano. || Anche righene ['rɪɡənə] || BA arighene. || FB arichene. || LA arìghene. || VC arìgana (1929).

armà [ar'ma] v. Armare. || AO armà.

armunije armunìjë [armu'nɪjə] sf. Armonia. || RA Sinté canté e che armunije ['sində 'kandə ɛ kkɛ armu'nɪjə] Si sentono canti in armonia. || RA armunije.

arracciate arracciåtë [arrat'ʧate] agg. Arricciato. || solo nella locuz. fáfe arracciáte ['fɜfə arrat'ʧɜtə] Fave che hanno la buccia arricciata in seguito alla bollitura. || RF i fàfe arracciàte fave lesse, orig. arrecciàte ‘arricciate. || RF arracciàte [arraččåte̯].

arradecarse [arradə'karsə] v. rifl. Radicarsi. || RM arradecàrse.

arraffà [arraf'fa] v. Arraffare, Cogliere nel segno, Colpire. || MA s’ campe a cche me ne freche, a chi arraff’... arraff’... senza guardà ‘mbacce a nisciune [sə 'kambə a kɛ mmə nə 'frekə, a ki ar'raffə... ar'raffə... 'sɛnʣa ɡwar'da m'batʧə a nniʃʃʉnə] N.d.R. si vive alla ‘che mi frega’, alla ‘chi arraffa arraffa’, senza guardare in faccia a nessuno. || RM arraffà.

arraganà [arraɡa'na] v. Camminare a stento, Arrancare. || SA¹ arracanà’. || BF arracanà (1894).

arraganate arraganåtë [arraɡa'nɜtə] agg. Gratinato, Al gratin. || BA arraganate.

arragghià [arraɡ'ɡja] v. Ragliare. || Anche ragghià [raɡ'ɡja] || RM arragghjà.

arraggià [arrad'ʤa] v. Arrabbiare. || SA L’agghie fatte arraggià [l'aɡɡjə 'fattə arrad'ʤa] L’ho fatto arrabbiare. || BA arraggià.

arraggiarse [arrad'ʤarsə] v. rifl. Arrabbiarsi. || VC arraggiàrse (1929).

arraggiate arraggiåtë [arrad'ʤɜtə] pp. e agg. Arrabbiato. || GF arraggiàte. || EG arraggiate.

arraggione arraggiónë [arrad'ʤɤnə] solo nella locuz. tenè arraggione [tə'nɛ arrad'ʤɤnə] Avere ragione. || TF e ttenève pròbbete arraggiòne!  [ɛ ttə'nevə  'prɔbbətə arrad'ʤɤnə!] N.d.R. e aveva proprio ragione! || TF arragiòne.

arraggiunà [arradʤu'na] v. Ragionare. || SA Nen vole arraggiunà de nisciuna manere [nən 'vɤlə arradʤu'na də niʃ'ʃʉna ma'nerə] Non vuole ragionare per nessun motivo.

arrangià [arran'ʤa] v. Arrangiare, Rimediare. || Anche ‘rrangià [rran'ʤa] || RF m’arrange N.d.R. Mi arrangio. || RM arrangià. || RF arrangià [arranğá].

arraparse [arra'parsə] v. rifl. Eccitarsi sessualmente.

arrapate arrapåtë [arra'pɜtə] pp. e agg. Voglioso, Eccitato sessualmente, Avido di qualcosa. || SA Stace arrapate de denare [s'tɜʧə arra'pɜtə də də'nɜrə] È avido di denaro. || BA arrapate.

arrappà [arrap'pa] v. Aggrinzare, Ridurre in grinze.

arrappate arrappåtë [arrap'pɜtə] pp. e agg. Aggrinzito. || BA arrappate. || [fg. aggrinżito - ital. aggrinzito]

arrassà [arras'sa] v. Scostare, Allontanare dal fianco. || VC arrassà (1929). || RF arrassà [arrassá].

arravugghià [arravuɡ'ɡja] v. Avvolgere, Ravvolgere. || BA arravugghià.

arravugghiate arravugghiåtë [arravuɡ'ɡjɜtə] pp. e agg. Ravvolto, Strettamente o completamente avvolto. || BF arravugghijáte (1894). || RM arravugghjàte. || PM arravugghiete.

arrazzà [arrat'ʦa] v. Andare d’accordo, Trovarsi bene insieme. || EG arrazzà.

arrebbellà [arrəbbəl'la] v. Mettere in disordine, Creare scompiglio. || Anche rebbellà [rəbbəl'la] || AA Nenn’e’ ruère che s’arrebbèlle quann’u vann’a ggemendà [nənn-ɛ ru'werə kɛ s-arrəb'bɛllə 'kwann-u 'vann-a dʤəmən'da] Non è vero che si ribella quando vanno a canzonarlo.

arrebbellate arrëbbëllåtë [arrəbbəl'lɜtə] pp. e agg. Disordinato.

arreccià [arrət'ʧa] v. Arricciare. || RM arreccià.

arreccute arrëccůtë [arrək'kʉtə] pp. e agg. Arricchito. || AO arreccùte.

arrecettà [arrəʧət'ta] v. Raccogliere.

arrecogghie [arrə'kɔɡɡjə] v. Raccogliere. || RM arrecògghije.

arrecorre [arrə'kɔrrə] v. Ricorrere. || RM arrecòrre. || [fg. ricòrrere - ital. ricórrere]

arrecurdà [arrəkur'da] v. Ricordare. || LA Sì penzuruse, te vûje arrecurdà [sɪ pənʣə'rʉsə, tə 'vujə arrəkur'da] Sei pensieroso, ti vuoi ricordare. || LR ce l’hamma arrecurdà [ʧə l'amma arrəkur'da] N.d.R. lett. ce lo dobbiamo ricordare. || LR arrecurdà.

arreduce [arrə'dʊʧə] v. Ridurre.

arredutte [arrə'dʊttə] pp. e agg. Ridotto. || Anche redutte [rə'dʊttə]  || RM arredùtte.

arreggestrate arrëggëstråtë [arrədʤəs'trɜtə] pp. e agg. Pulito, Messo in ordine. || LR arreggestràte.

arrengà [arrən'ɡa] v. Allineare. || RM arrengà.

arrenne arrènnë [ar'rɛnnə] v. Rendere. || Anche renne ['rɛnnə]. || VC Ca Dìu te l’arrènne stu bbene che m’hai fatte [ka d'dɪjə tə l-ar'rɛnnə stu b'benə kɛ m-ɛ 'fattə] Che Dio te lo renda questo bene che mi hai fatto. || VC arrènne (1929).

arrepezzà [arrəpət'ʦa] v. Rattoppare. || SA¹ arrepezzà’. || BA  arrepezzà.

arrepezzate arrëpëzzåtë [arrəpət'ʦɜtə]pp.e agg. Rattoppato, Accomodato. || SA¹ arrepezzäte. || BF arrepezzáte (1894).

arrepusà [arrəpu'sa] v. Riposare. || Anche repusà [rəpu'sa] || LE Arrépusàtém 'nu pock' l'ossa rotté [arrəpu'satəmə nu 'pɔkə l'ɔssa 'rɔttə] Riposate un po' le ossa stanche. || LE arrepusà.

arresciugnate arrësciugnåtë [arrəʃʃuɲ'ɲɜtə] pp. e agg.  Avvolto.

arresecate arrësëcåtë [arrəsə'kɜtə] agg. Scarnito, Magro, Sottile. || RM arresecàte. || RF arresecàte [arre̯se̯kåte̯].

arresenate arrësënåtë [arrəsə'nɜtə] agg. Scarno, Raggrinzito, Ristretto, Ritirato. || BA arresenate. || RF arresenàte [arre̯se̯nåte̯].
arresine arrësìnë [arrə'sɪnə] sf. Malattia delle piante. || BA arresine.

arrestute arrëstůtë [arrəs'tʉtə] pp. e agg. Arrostito. || BF Vurrije ca chiuvessre maccarune. E na muntagne de cáse grattáte! Li prete de la stráte carn’ arrustute: E l’acque du lu már vìn’ anneváte! [vur'rɪjə kɛ kiu'wɛssərə makka'rʉnə - ɛ na mun'daɲɲə  də  'kɜsə ɡrat'tɜtə! i 'pretə d-a s'trɜtə 'karn arrus'tʉtə: ɛ l'akkwə d-u 'mɜrə 'vɪne annə'vɜtə] N.d.R. Vorrei che piovessero maccheroni. E una montagna di cacio grattato! Le pietre della strada carne arrotita: e l’acqua del mare vino ghiacciato! || RC arr’stut’. || BF arrustute (1894).

arresuscetate arrësuscëtåtë [arrəsuʃʃə'tɜtə] pp. e agg. Risuscitato. || Anche resuscetate. || GG E stu figghio mio era muorte pe mè, e mò è arresciuscetate, s’era perzo, e l’agghio acchiato [ɛ stu 'fɪɡɡjə 'mɪjə erə 'murtə pə mmɛ, ɛ mmɔ ɛ arrəsuʃʃə'tɜtə, s'erə 'pɛrʦə, ɛ l'aɡɡjə akki'jɜtə] N.d.R. E questo figlio mio era morto per me, ed ora è risuscitato, e l’ho visto. || GG arresciuscetate (1834).

arrete arre̊të -étë [ar'retə -etə] prep. e avv. Dietro, Di dietro, Fa. || Anche addrete [ad'dretə] || LR Tand’anne arrète, d’a matine ‘a sère, p’i strade nostre ére nu via vaje de gènde [tand 'annə ar'retə, d-a ma'tɪnə a  'serə, p i s'trɜdə 'nɔstrə 'erə nu via'vɜjə də d'ʤɛndə] N.d.R. Tanti anni, fa dalla mattina alla sera, per le nostre strade c’era un viavai di gente. || LR arrète. || LE arreté. || PP [arrę́te̥]. || [fg. diétro - ital. diètro]

arreterà [arrətə'ra] v. Ritirare, Tirarsi indietro, Rincasare. || SA ’Ndo t’abbije, arretirete, che faje megghie! [ndɔ t-ab'bɪjə,  arrə'tɪrətə kɛ 'fɜjə 'mɛɡɡjə] dove ti avvii, ritirati, che è meglio. || ML famme jì arretrà pure a mè ['fammə 'jɪ a-rrətə'ra 'pʉrə a mmɛ] N.d.R. Lascia che io mi ritiri -rincasi-. || ML arretrà. || SG arretra’.

arretrate arrëtråtë [arrə'trɜtə] sm., agg. e pp. Arretrato, Pagamento non effettuato alla data di scadenza. 

arrevutà [arrəvu'ta] v. Rivoltare. || Anche ruvutà [ruvu'ta], ruvetà  [ruvə'ta],  arruvutà  [arruvu'ta].

arrevutate arrëvutåtë [arrəvu'tɜtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate [ruvu'tɜtə],  ruvetate [ruvə'tɜtə],  arruvutate [arruvu'tɜtə] || CV arrevutöt.

arrezzà [arrət'ʦa] v. Arruffare, Drizzare, Eccitarsi sessualmente. || DLC arrezza’. || RF arrezzà [arre̯zzá].

arrezzenì [arrədʣə'nɪ] v. Accapponare la pelle, Lo stringersi delle membra. || LE Sckitté ca m'arrecordé me send' arrezzenì li carne [ʃ'kɪttə ka m-arrə'kɔrdə mə 'sɛnd-arrədʣə'nɪ i 'karnə] Solo che ricordi mi sento accapponre la pelle. || LE arrezzenì.

arrezzenute arrëżżënůtë [arrədʣə'nʉtə] pp. e agg. Aggrinzato. Arugginito. || VC arrezzenùte (1929).

arrezzerijà [arrədʣəri'ja] v. Rassettare, Togliere via tutto. || Anche rezzerijà [rədʣəri'ja]. || RM arrezzerijà.

arrezzerijate arrëżżërijåtë [arrədʣəri'jɜtə] pp. e agg. Rassettato. || RM arrezzerijàte.

arrezzute arrëżżůtə [arrəd'ʣʉtə] pp. e agg. Arrugginito. || MG 'A casa addò s'abball è 'nu cafè arrezzute [a 'kɜsa ad'dɔ s-ab'ballə ɛ nu ka'fɛ arrəd'ʣʉtə] N.d.R. La casa dove si balla è un Caffè arrugginito.  || MG arrezzute (1910)|| VC arruzzùte (1929).

Arrì [ar'rɪ] pers. m. Enrico. || VC Donn’Arrì, vulìme fa nu gire? [don ar'rɪ, vu'lɪmə fa nu d'ʤɨrə?] Don Enrico, vogliamo fare un giro di ballo? || VC Arrì (1929).

arrobbagalline arrobbagallìnë [arrobbaɡal'lɪnə] par. comp. Ruba galline. || sm. Ladruncolo. || RM arrobbagallìne.

arrubbà [arrub'ba]v. Rubare, Derubare. || SA Se n’è addunate ca stevene arrubbanne [sə n ɛ addu'nɜtə ka s'tɛvənə arrub'bannə] Si è accorto che stavano rubando. || BA arrubbà.

arrubbate arrubbåtë [arrub'bɜtə] pp. e agg. Rubato.  

arruffianà [arruffja'na] v. Arruffianare, Agire da ruffiano. || AO arruffianà.

arrugnà [arruɲ'ɲa] v. Contrarre, Stringere, Raggrinzire. || VC arrugnàrse (1929). || SA¹ arrugnà’.

arrugnate arrugnåtë [arruɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Contratto, Ricurvo, Aggranchito, Raggrinzito. || RF fàfe arrugnàte N.d.R. Fave raggrinzite. || BF 'rrugnát (1894). || LA arrugnàte. || SA¹ arrugnäte. || RF arrugnàte [arruññåte̯].

arrunzà [arrun'ʣa] v. Portare via tutto, Arrangiare, Godere. || VC Arrunzàrse na fèmmena [arrun'ʣarsə na 'fɛmmənə] Servirsene illecitamente. N.d.R. lett. Godersi una donna contro la sua volontà. || VC Se l’ave arrunzata [sə l'ɜvə arrun'ʣɜtə] Se l’ha goduta. || VC arrunzà (1929).

arruscegnute arruscëgnůtə [arruʃəɲ'ɲʉtə] pp. e agg. Raggrinzito. || RM arruscegnùte.

arrustì [arrus'tɪ] v. Arrostire, Abbrustolire. || VC arrustì (1929).

arrusulate arrusulåtë [arrusu'lɜtə] pp. e agg. Rosolato. || EG a ragù, arrusulàte, ‘mbuttite e tuste [a rra'ɡʊ, arrusu'lɜtə, mbut'tɪtə ɛ t'tustə] N.d.R. al ragú, rosolato, imbottito e duro. || EG arrusulàte.

arruvà [arru'wa] v. Arrivare. || VMG quannö turnaje e arrevaje a Ciprö [kwan'nə tur'nɜjə ɜ arru'wɜjə a t'ʧɪprə] N.d.R. quando tornò ed arrivò a Cipro. || RM arruvà.

arruvate arruvåtë [arru'wɜtə] pp. e agg. Arrivato. || GG arrevato (1834) || FD arruvàte. || TF arruuàte.  

arruvenate arruvënåtë [arruwə'nɜtə] pp. e agg. Rovinato.

arruvere arruve̊rë -érë [arru'wɘrə -erə] agg. Vero. || par. comp. da ‘u vére [u 'verə] il vero, la verità. || Anche ruvere [ru'werə] || TF Eje pròbbete  a ruvère ['ejə 'prɔbbətə arru'werə] || TF a ruvère.

arruvine arruvìnë [arru'wɪnə] sf. Rovina. || Anche ruvine [ru'wɪnə] || RM arruvìne.

arruvutà [arruvu'ta] v. Rivoltare. || Anche ruvutà [ruvu'ta] , ruvetà [ruvə'ta], arrevutà [arrəvu'ta].

arruvutate arruvutåtë [arruvu'tɜtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate [ruvu'tɜtə], ruvetate  [ruvə'tɜtə], arrevutate, [arrəvu'tɜtə].

arte ['artə] sf. Arte. || BA arte de mazze ['artə də 'matʦə] guardiano di armenti. || SG Quille face cint’arte e nisciune mistire ['kwɪllə 'fɜʧə 'ʧind'artə ɛ nniʃ'ʃʉnə məs'tirə] N.d.R. Quello fa cento arti e nessun mestiere. || SG arte.

arteggianate artëggianåtë [artədʤa'nɜtə] sm. Artigianato. || TF artegianàte.

arteteche [ar'tɛtəkə] sf. Irrequietezza, Agitazione che porta a non stare mai fermi. || VC artèteca (1929). || TF artèteke. || BA arteteche. || FB artèteche.

artetecuse artëtëcůsë [artətə'kʉsə] agg. Agitato. || RM artetecùse.

articule [ar'tikulə] sm. Articolo. || AO  artìcule.

artiste artìstë [ar'tɪstə] sm. Artista. || RA Patriote, ver’artisté dé talinté [patri'ɤtə, 'verə ar'tɪstə də ta'lində] Patrioti, veri artisti di talento. || RA artisté.

Arture Artůrë [ar'tʉrə] pers. m. Arturo. || LR Arture.

aruchele [a'rʊkələ] sf. Rucola, Ruca, Ruchetta. || Anche ruchele ['rʊkələ] || VF arúcola (1841) || VC arùcola (1929). || BA aruchele. || LA arùchele. || CA² arùkëlë.

arusce arùscë [a'rʊʃʃə] sm. Carbone ridotto in piccoli pezzi, Carbonella. || BA arusce.

arute arůtə [a'rʉtə] sf. bot. Ruta. || Cfr. rute ['rʉtə] || VF aruta (1841) || VF arùta (1929).

arve ['arvə] sm. Albero. || cfr. alvere ['alvərə]  | AO arve. || LE arvél'.

arze ['arʦə] pp. e agg. Arso, Bruciato. || BA fiete d'arze ['fitə d'arʦə] N.d.R. puzza di bruciato. || BA  arze.

arzicule [ar'ʦikulə] sm. Perno della ruota del carretto. || BA arzichele.

arzille arżíllë [ar'ʣillə] agg. Arzillo. || cfr. azzarute [atʦa'rʉtə] || CS arzílle.

ascenne ascènnë [aʃ'ʃɛnnə] v. Scendere. || Anche scenne ['ʃɛnnə]  || LCG ascenn’ rirenn’, e anghjan’ chjagnenn’ [aʃ'ʃɛnnə rə'rɛnnə, ɛ an'ɡjɜnə kjaɲ'ɲɛnnə] N.d.R. scende ridendo e sale piangendo. || LCG ascenn’(1897).  || AO ascènne.

ascì [aʃ'ʃɪ] v. Uscire. || Locuz. isce fore ['ɪʃʃə 'fɤrə]. Esci fuori, Va’ via. || TF Ghìje l’avève dìtte che nen àva ‘ssci’. ‘U penzìre m’u decève [ɡijə l-a'vevə 'dɪttə kɛ nənn'ev-aʃ'ʃɪ. u pən'ʣirə m-u də'ʧevə] N.d.R. Io l’avevo detto che non doveva uscire. Il pensiero me lo diceva. || TF ‘ssci’.

asciucà [aʃʃu'ka] v. Asciugare. || RM asciugà.

asciucapanne [aʃʃuka'pannə] sf. Asciugapanni, Piccolo attrezzo artigianale utilizzato per asciugare i panni, Trabiccolo. || Anche sciucapanne [ʃuka'pannə] || VF asciuttapanni (1841) || VC asciucapànne (1929).

asciucavocche [aʃʃuka'vɔkkə] sm. pl. Tarallini fatti in casa. || BA asciucabocche.

asciute asciůtə [aʃ'ʃʉtə] sf. Uscita. || pp. Uscito. || ZO sciuto (1864) || EG asciute. || TF ssciùte.

asene ['asənə] sm. Asino. || cfr. ciucce ['ʧʊtʧə] || ML asene.

asenille asëníllë [asə'nillə] sm. pl. Semi di finocchio.|| RF asenille [ase̯nílle̯].

asozze [a'sɔtʦə] escl. di stupore, di meraviglia, Perbacco. || agg. Uguale, Simile. || cfr. sozze ['sɔtʦə] || RM a'sòzze.

aspettà [aspət'ta] v. Aspettare, Spettare. || BF aspîette ciucce mije, quanne vèn'a pagghia nove! [as'pittə 'ʧʊtʧə 'mɪjə, 'kwannə 'venə  a 'paɡɡja 'nɤvə] Aspetta somaro mio, quando viene la paglia nuova! || CA Chi aspètte u piatte de l’ate, ‘u suje su magne fridde [ki as'pɛttə u 'pjattə də l'atə u sʉje s-u 'maɲɲə 'frɪddə] N.d.R. Chi aspetta il piatto degli altri, il suo lo mangia freddo. || EG Nuie t’aspettàme cke ‘ttand’onore ['nʉjə t-aspət'tɜmə kɛ t'tand-o'nɤrə] N.d.R. Noi ti aspettiamo con tanto onore. || ZO aspettà (1864) || TF aspetta’.

assacrese [assa'krɘsə -esə] solo nella locuz. all’assacrese [all-assa'kresə] All’improvviso.  || LE a l'assacrese, ascì 'nnanze, me védije [all-assa'kresə, aʃ'ʃɪ an'nanʣə  mə və'dɪjə] all’improvviso, uscirmi innanzi vidi. || LE assacrese.

assaje [as'sɜjə] avv. Assai. || LA Madonne d'i Sètte Vèle, si' bèlle assaje! [ma'dɔnnə d-i 'sɛttə 'velə, sɪ b'bɛllə as'sɜjə!] N.d.R. Madonna dei Sette veli, sei bella assai! || PR e’ tropp’assaje [ɛ 'trɔpp as'sɜjə] N.d.R. è tantissimo. || GG assai (1834) || ZO asseuje, asseujeu (1864). || LA assaje.

assalijate assalijåtë [assali'jɜtə] agg. Insipido, Senza sale, Lezioso, Piacevole, Delizioso. || SA¹ dall'originale di Elisa Giordano: Nu recorde de Fogge assalijäte?!! / Ne dice cott' e crude ogne mumente! / Eja accussì e ccullì, nen väle a nîente!... Embè, sîente: Fogge eja sbenturäte! [nu rə'kɔrdə də 'fɔdʤə assali'jɜtə?!! / nə 'dɪʧə də 'kɔttə ɛ ddə 'krʉdə 'ɔɲɲ-ɛ  mmu'mɛndə! 'ejə akkus'sɪ ɛ kkul'lɪ, nən 'vɜlə 'nində!... /  em'bɛ, 'sində: 'fɔdʤə 'ejə zvəndu'rɜtə!] N.d.R. Un ricordo piacevole - in senso ironico - di Foggia?!! / Ne dice di cotte e di crude ogni momento! / È così e colì, non vale niente!.... / Ebbene, senti: Foggia è sventurata! ||  AO Quande sì assalijàte! ['kwandə sɪ assali'jɜtə] Quanto sei insipido! || RF Madonne mìje, quand’èje assaliàte quèlle! N.d.R. Madonna mia quanto è leziosa quella! || SA¹ assalijäte (1933). ||  AO assalijàte. || RF assaliàte [assali̯åte̯].

assaprà [assa'pra] v. Assaggiare. || SA M’è fa’ ‘ssaprà? [m-ɛ fa ssa'pra?] Mi fai assaggiare? || SG¹ Vularrinne assaprà ‘nu piatte propij fuggiàne [vular'rɪnnə assa'pra nu 'pjattə 'prɔpjə fud'ʤɜnə] Vorrebbero assaggiare un piatto proprio foggiano. || SG¹  assaprà. || RF assaprà [assaprá].

asse ['assə] 1. sm. Asso. || AO Asse de coppe parènde a trè denare, tutte i scarpàre fanne 'a 'mòre k'i lavannàre ['assə də 'kɔppə pa'rɛndə a t'trɛ ddə'nɜrə, 'tʊttə i skar'pɜrə 'fannə a 'mɤrə k-i lavan'nɜrə] Asso di coppe parente a tre denari, tutti gli scarpari amoreggiano con le lavandaie. || AO Ha pigghiàte asse pe fegùre [a ppiɡ'ɡjɜtə 'assə pə ffə'ɡʉrə] Ha preso asso per figura.  || AO asse.

asse ['assə] 2. sf Asse della ruota. || Etimol. dal lat axis.

asseccà [assək'ka] v. Seccare, Dimagrire, Asciugare. || BA asseccà.

asseccanute assëccanůtə [assəkka'nʉtə] pp. e agg. Dimagrito, Magro. || RF asseccanùte [asse̯kkanůte̯].
asseccate assëccåtë [assək'kɜtə] agg. Dimagrito. || LA asseccàte.

assecchení [assəkkə'nɪ] v. Asciugare, Rendere secco, privo di acqua. || Anche secchenì [səkkə'nɪ]  

assecurà [assəku'ra] v. Assicurare. || ZO  Signore ti poz assicurà ca sò steut puntueul chiù caggh pututo [səɲ'ɲɔ tə 'pɔtʦə assəku'ra ka sɔ s'tɜtə pundu'ɜlə k'kjʊ k 'aɡɡjə pu'tʉtə] Signore, io posso assicurarla di essere stato puntuale più che ho potuto. || ZO assicurà (1864).

assedie [as'sɛdjə] sm. Assedio. || SG L’assedie o’ sindache [l-as'sɛdjə ɔ 'sinəkə] N.d.R. l’assedio al sindaco. || SG assedie.

assemegghià [assəməɡ'ɡja] v. Assomigliare, Sembrare. || RM  assemmègghije 'nu marijùle [assəm'mɛɡɡjə nu mari'jʉlə] pare un ladro. || SA¹ assemegghià’ (1933). || RM assemegghjà.

assendate assëndåtë [assən'dɜtə] pp. e agg. Ben piazzato, Legato bene, Ben stretto. || VC assentàte (1929).

assettà [assət'ta] v. Sedere. || RM Mé, asséttate ‘nu pocke [mɛ, as'sɛttətə nu 'pɤkə] N.d.R. Dai, siediti un po’. || RM assettà.

assettate assëttåtë [assət'tɜtə] pp. e agg. Seduto. || CA o Cafè-Scjantà stive assettàte ca coscja ‘ncavalcàte [ɔ ka'fɛ ʃʃan'da s'tivə assət'tɜtə k-a 'kɔʃʃa nkaval'kɜtə] Al caffè concerto stavi seduta con la gamba incavalcata. || CA assettàte.

assugghie [as'sʊɡɡjə] sm. Lesina per calzolai, Grosso ago ricurvo per cucire il cuoio. || VF assuglia (1841) ||  VC assùglia (1929). || BA assugghie. || RF assugghje / ssugghie [assųĝĝe̯] / [ssųĝĝe̯].

Assunde [as'sʊndə]pers. f. Assunta. || Anche Assundine [assun'dɪnə]. || LR Assùnde. || LR Assunde.

Assundine Assundìnë [assun'dɪnə] pers. f. Assunta. || Anche Assunde [as'sʊndə].

ata ['ata] agg. e pron. f. Altra. || SA Ma vite ‘nu poche a quiste che ata storie vace accundanne! [ma 'vitə nu 'pɤkə a k'kwɪstə kɛ 'ata s'tɔrjə 'vɜʧə akkun'dannə!] Ma guarda un po’ questo che altra storia va raccontando! || MG n’ata. un’altra. || MG ata.

atavanne [ata'vannə] avv. Dall’altra parte, Altrove. || RM atavànne.

ate ['atə] agg. e pron. Altro. || cfr. atu  ['atu], avete ['avətə] || PM late.

ati ['ati] agg. e pron. Altri. || VC àute (1929).

atrigne atrìgnë [a'trɪɲɲə] sm. Frutto del pruno selvatico (Prunus spinosa L.). || BA atrigne.

attabbarrate attabbarråtë [attabbar'rɜtə] agg. Coperto da indumenti pesanti, lett. Coperto dal tabarro, un ampio e pesante mantello da uomo in uso nel passato.

attaccà [attak'ka] v. Attaccare, Incollare, Legare. || SA Attacche ‘u ciucce ‘ndò vole ‘u padrone! [at'takkə u 'ʧʊtʧə ndɔ 'vɤlə u pa'drɤnə] Lega il somaro dove vuole il padrone. || ZO attaccà (1864).

attaccagghie [attak'kaɡɡjə] sf. Nastro reggicalze. || RM attaccàgghije.

attaccate attaccåtë [attak'kɜtə] pp. e agg. Attaccato, Legato, Incollato. || FO U ciuccie attaccate lunghe pigghije u vizie [U ciuccie̥ attaccäte̥ lunghe̥ pigghije̥ u vizie̥] L'asino, attaccato con una corda lunga, prende il vizio. || FO attaccate [attaccäte̥]. || BA attaccate.

attandà [attan'da] v. Toccare maliziosamente, Palpare. || RM attandà.

attane [at'tɜnə] sm. Padre. || VC attàne (1929).

attannute attannůtə [attan'nʉtə] agg. Spigato, Vigoroso. || LR cardùne attannùte [kar'dʉnə attan'nʉtə] cardi spigati, con poche foglie e tutto torso. || LA attannùte.

attarallà [attaral'la] v. Cirdondare. || LA e da 'i figghje tuje attarallàte [ɛ d-ɛ 'fɪɡɡjə 'tʉjə attaral'lɜtə] N.d.R. e dai figli tuoi circondato.

attassà [attas'sa] v. Rimanere interdetto, paralizzato dalla meraviglia o dalla paura. || VC attassà (1929).  

attassate attassåtë [attas'sɜtə] pp. e agg. Interdetto, Paralizzato dalla meraviglia, Agghiacciato, Incantato. || AA Quanne vède na fèmmena bbone, attassàte remàne ‘u babbjone ['kwannə 'vedə na 'fɛmməna b'bɤnə, attas'sɜtə rə'mɜnə u babbi'jɤnə] Quando vede una ragazza formosa, incantato rimane il balordo. || AA attassàte. || BA attassate.

attellate attëllåtë [attəl'lɜtə] pp. e agg. Attillato. || EG attellate.

attembate attëmbåtë [attəm'bɜtə] agg. Attempato, Di età matura, Anziano. || LA attembàte. || RF attembàte [atte̯mp̬åte̯].

atterà [attə'ra] v. Attirare, Tirare. || anche terà [tə'ra] solo per Tirare. || AO atterà.

atterrate attërråtë [attər'rɜtə] agg. Tostato.   

atterrì [attər'rɪ] v. Atterrire, Spaventare a morte.

atterrute attërrůtə [attər'rʉtə] pp. e agg. Spaventato, Atterrito, Esterrefatto, Terrorizzato. || VC atterrùte (1929).

attinde attíndë [at'tində] agg. Attento. || SA Statte attinde uaglió, che ije nen pazzeje!  [s'tattə at'tində waʎ'ʎɤ, kɛ ijə nən pat'ʦejə] Bada, giovanotto, io non scherzo. || VC attìente (1929). || RF attinde [attínt̬e̯]

attizzafuche [attitʦa'fukə] sm. Attizzatoio. || VF attizzafuoco (1841).

attone attónë [at'tɤnə] sm. ant. Ottone. || cfr. ottone [ot'tɤnə]

attore attórë [at'tɤrə] sm. Attore. || CV A n’attör ch’ù c’rvell, u facij fa a lvell [a n-at'tɤrə k-u ʧər'vɛllə, u fa'ʧɪjə fa a lə'vɛllə] N.d.R. Ad un attore con il cervello -capace-, gli fece recitare la livella. || CV attör.

attuccà [attuk'ka] v. Cogliere. || VC Ca’ n’ t’attòcche ma [ka nd-at'tɔkkə 'mɜlə] Che non ti colga male.

attunnà [attun'na] v. Arrotondare. || VC attunnà (1929).

attunnate attunnåtë [attun'nɜtə] pp. e agg. Arrotondato. || AO attunnàte.

atturcenijà [atturʧəni'ja] v. Attorcigliare. || VC attuorcinià (1929).

atturne [at'turnə] avv. Attorno. || BF attûorne / attûorn' (1893). || RM attùrne.

atu ['atu] agg. e pron. indef. Altro. || LE K’ l’aijut’ tuijé, sì, agghije pòtut’ fa’ capì a ‘la  gente quille k’ agghije viste a l’atu munné [kə ll-a'jʉtə 'tʉjə, sɪ, 'aɡɡjə pu'tʉtə fa ka'pɪ a d'ʤɛndə 'kwɪllə k-aɡɡjə 'vɪstə  a l'atu 'mʊnnə] N.d.R. Con il tuo aiuto, sì, ho potuto far capire alla gente ciò che ho visto nell’altro mondo. || LE atu.

auanne [a'wannə] par. comp. Quest’anno. || SA Auanne nen avime fatte ninde! [a'wannə nn-a'vɪmə 'fattə 'nində] Quest’anno non abbiamo fatto niente (il raccolto non è andato bene). || VC aguànne (1929). || SA¹ aguanne. || AO auànne.

aucchià [auk'kja] v. Adocchiare. || Anche aducchià [aduk'kja] , adducchià [adduk'kja]. || CA¹ Duje ucchije t’hanne aucchiⱥte tre Sande t’hanne aiutⱥte u Padre, u Figghije e u Spįrete Sande ['dʉjə 'ukkjə t 'annə auk'kjɜtə trɛ s'sandə t 'annə aju'tɜtə u 'padrə, u 'fɪɡɡjə ɛ u s'pɪrətə 'sandə] Due occhi ti hanno adocchiato, tre Santi ti hanno aiutato, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

a ‘u [a u] prep. art. || antiq. e disus. per 'o [ɔ]. || Anche  a lu [a lu] || BF Nu jûorn’ a ‘u fruttajûol s’appresentáje -Che nu panáre m-mán’ ‘u vignarule [nu 'jurnə ɔ frutta'jʉlə s-apprəsən'dɜjə kə nu pa'nɜrə m'mɜnə u viɲɲa'rʉlə] N.d.R. Un giorno ad un fruttivendolo si presentò Con un paniere in ro il vignaiolo. || BF a ‘u (1894).

aulive [au'lɪvə] sf. Oliva.

aumende aumèndë [au'mɛndə] sm. Aumento.

ausille ausíllë [au'sillə] sm. Covone. || VF ausiello (1841) || BA ausielle.

avandà [avan'da] v. Vantare. || Anche vandà [van'da]. || RF avandà [avant̬á].

avandarse [avan'darsə] v. rifl. Vantarsi. || Anche vandarse [van'darsə].

avascià [avaʃ'ʃa]  v. Abbassare. || SA Avasce che vinne! [a'vaʃʃə kɛ 'vɪnnə] Abbassa che vendi. || FO Chi troppe s’avasce, ‘u cule mostre [Chi troppe̥ s’avasce̥, ‘u cüle̥ mostre̥] Chi troppo s’abbassa, mostra il culo. || RM avascià.

avanguardiste avanguardìstë [avangwar'dɪstə].agg. e sm. Avanguardista.

avastà [avas'ta] v. Bastare. || cfr. bastà [bbas'ta] || LA avaste e avanze [a'vastə ɛ a'vanʣə] Basta, perché è d’avanzo. || VC avastà (1929). || SA¹ avastà’.

avaste [a'vastə] escl. Basta. || CA¹ [baste]. || CA² avàstë.

avè [a'vɛ] v. 1. Avere 2. Dovere. || Nel dialetto foggiano il verbo avere svolge principalmente la funzione di ‘ausiliare’; nel significato di dovere è ‘servile’. || PR e ddiche sembe ca t’agghi’a parlà [ɛ d'dɪkə 'sɛmbə ka t'aɡɡja par'la] N.d.R. e dico sempre che ti devo parlare. || LA avè. || AO avé. || Etimol.  dal lat. habēre.

avecille avëcíllë [avə'ʧillə] sm. Uccello. || Anche vecille [və'ʧillə] || BA avecielle. || SA¹ avecîelle. || LE avêcijellé.

avedenzie avëdènżië [avə'dɛnʣjə] sf. Udienza, Ascolto. || Anche vedenzie [və'dɛnʣjə]. || ML Pe d’avedenze a tè me fatte rombe ‘u vase [pə dd-avə'dɛnʣjə a  ttɛ m-ɛ 'fattə 'rɔmbə u 'vɜsə] N.d.R. Per dare ascolto a te mi hai fatto rompere il vaso. || ML avedenze. || VC avedìenzia (1929).

averamende averamèndë [avera'mɛndə] avv. Davvero, In effetti, Veramente, Proprio. || cfr. davveramende [davvera'mɛndə]  || SG¹ Averamènte? E a tè chi te l’ha ditte? [avera'mɛnde? ɛ a t'tɛ ki t-a d'dɪttə?] Davvero? E a te chi l’ha detto? || LR avaramènde. || PR avaramende. || SG¹ averamènte. || EG avvèramènde. || MG averamente.

Averze [a'vɛrʦə] top. Aversa. || RA Certo Averzè m’avranna purtà ['ʧɛrtə a'vɛrzə m-a'vranna pur'ta] Mi porteranno al manicomio di Aversa. || RA Averzè.

avete ['avətə] 1. agg. Alto. || SA Si' avete e fesse! [sɪ 'avətə ɛ f'fɛssə] Sei alto e stupido. || LR¹ àvete. || BA avete. || Etimol. dal lat. altus, propr. part. pass. passivo di alĕre «nutrire, far crescere».

avete ['avətə] 2. agg. e pron. Altro, Altri. || cfr. ate. || VC àvete (1929).

avetijà [avəti'ja] v. Diffidare. Guardarsi da. || AO Avetìjete d’o cafone arreccùte e d’o segnòre appezzendùte. [avə'tijətə d-ɔ ka'fɤnə arrək'kʉtə ɛ d-ɔ sɪɲ'ɲɤrə appətʦən'dʉtə] Guardati dal cafone arricchito e dal signore immiserito (divenuto pezzente).

avetrire avëtrírë [avə'trirə] avv. L’altro ieri.

avezà [avə'ʦa] v. Alzare. || Anche agavezà. || VC alzà o aizà li mataràzze [avə'ʦa i mata'ratʦə] piegare e ravvolgere i materassi a capo o a piè del letto. || RF avezà a vigne N.d.R. Alzare la vigna.|| VC aizà, alzà (1929). || RF avezà [ave̯zá]. || [fg. alżàre - ital. alzàre]

avezate avëzåtë [avə'ʦɜtə] pp. e agg. Alzato. || ZO avizeut, avizato (1864) || EG avezàte.

avutare avutårë [avu'tɜrə] sm. Davanzale. || cfr. affacciatore. || BA avutare.

avutine avutìnë [avu'tɪnə] sm. Vento di levante. || BA avutine.

avuzze avùzzë [a'vʊtʦə] sm. Arbusto selvatico un tempo usato come combustibile, Asfodelo, Frasche di asfodelo. || cfr. fuffele ['fʊffele] || BA avuzze.

avvedè [avvə'dɛ] v. Mostrare, Rendere chiaro, Far vedere. || SA Mò t’u fazze avvedè ije cume se face! [mɔ t-u 'fatʦə avvə'dɛ 'ijə 'kumə sə 'fɜʧə] Ora ti faccio vedere io come si fa. || RM avvedè.

avvenazzate avvënazzåtë [avvənat'ʦɜtə] pp. e agg. Avvinazzato. || LA avvenazzàte.

avvendure avvëndůrë [avvən'dʉrə] sf. Avventura.

avvergogne avvërgògnë [avvər'ɡɔɲɲə] sf. Vergogna. || cfr. bregogne [brə'ɡɔɲɲə]  , vregogne [vrə'ɡɔɲɲə], vergogne [vər'ɡɔɲɲə].

avvesà [avvə'sa] v. Avvisare, Avvertire.

avvise avvìsë [av'vɪsə] sm. Avviso, Consiglio. || VC E ne’ mbòle sent’i bbuon’avvise [ɛ nən 'vɤlə 'sɛndə u b'bunə av'vɪsə] E non vuole ascoltare un buon consiglio. || VC avvise (1929).

avvucate avvucåtë [avvu'kɜtə] sm. Avvocato. || TF avvucàte.

azzarà [atʦa'ra] v. Arrotare arnesi agricoli. || BA azzarà.

azzardà [atʦa'rda] v. Azzardare. || SA Nt’azzardanne a jì cchjú llà, sennò te palijeje! [nd-atʦar'dannə a 'jɪ k'kjʊ lla, sən'nɔ tə pali'jejə] Non ti azzardare ad andare mai piú là, altrimenti ti picchio. || LA azzardà. || [fg. azzardare - ital. ażżardare]

azzarute azzarůtə [atʦa'rʉtə] agg. Vispo, Arzillo. || cfr. arzille [ar'ʣillə]. || BA azzarute.

azzeccà [atʦək'ka] v. Azzeccare, Colpire nel segno, Accostarsi. || VC Azzèccate a me [at'ʦɪkkətə a mmɛ] Avvicinati a me. || BA azzeccà. || [fg. azzeccare - ital. ażżeccare]

azzeccamure azzeccamůrë [atʦekka'mʉrə] sm. Gioco che consiste nel battere una moneta contro il muro, lett. Azzeccamuro. || BA azzeccamure.

azzeccate azzëccåtë [atʦək'kɜtə] pp. e agg. Azzeccato, Addossato, Attaccato, Molto vicino. || LA azzeccàte. || RF azzeccàte [azze̯kkåte̯] || [fg. azzeccato - ital. ażżeccato]

azzeccuse azzëccůsë [atʦək'kʉsə] agg. Appiccicoso. || RM azzeccùse.

azzettà [atʦət'ta] v. Ammettere, Confermare. || RM azzettà.

azzett'azzette azzett'azzèttë [at'ʦɛtt-at'ʦɛttə] par. comp. Giusto in tempo. || RM azzètt'azzètte.

azzettesije azzettësìjë [atʦɛttə'sɪjə] avv. Quando sarà. || AO azzètte.

azzezzatille ażżëżżatíllë [adʣədʣa'tillə] agg. Ben vestito. || RF a l'azzazzatille [a l-aźźaźźatílle̯] loc. tutto per bene, di bella presenza. || RM azzezzatìlle. || RF azzazzatille [aźźaźźatílle̯].

azzicchenijà [atʦikkəni'ja] v. Guardare lentamente le carte da gioco appena ricevute, per vederne il contenuto. || cfr. tirzijà [tirʦi'ja].

azzuppà [atʦup'pa] v. Urtare, Toppare contro qualcosa, Azzoppare. || VC Azzuppà cu lu cule ntèrra [atʦup'pa k-u 'kʉlə n'dɛrrə] N.d.R. Battere il sedere per terra. || RF m’agghie azzuppàte a càpe ô mùre  N.d.R.  Ho battuto la testa contro il muro. || VC azzuppà (1929). || SA¹ azzuppà’. || RF azzuppà [azzuppá].

B

babbelijà [bbabbəli'ja] v. Distrarre. || BA babbalià.

babbijone babbijónë [bbabbi'jɤnə] agg. Babbeo. || RM è devendàte 'nu babbijòne [ɛ dəvən'dɜtə nu bbabbi'jɤnə] è istupidito. || BA babbione. || RM babbijòne.

babbusce babbùscë [bbab'bʊʃʃə] sf. Babbuccia. || RM babùsce.

baccalà [bbakka'la] sm. Baccalà. || RC baccalà.

bacchettone bacchëttónë [bbakkət'tɤnə] agg. Bacchettone. || RM bacckettòne.

bace [b'bɜʧə] sm. Bacio. || anche vase ['vɜsə] || RF bàce [båče̯].

bacià [bba'ʧa] v. Baciare. || anche vasà ['va'sa] || RF bacià [bačá].

badesse badèssë [bba'dɛssə] sf. Badessa. || EG Quèst’éje ‘na madre e ‘bbadèsse ['kwɛst 'ejə na 'madrə bba'dɛssə] N.d.R. Questa è una madre badessa. || EG ‘bbadèsse.

bàffe [b'baffə] sm. Baffo. || TF bàffe.

bagagghie [bba'ɡaɡɡjə] sm. Bagaglio. || RM bagàgghje.

bagarine bagarìnë [bbaɡa'rɪnə] sm. Bagarino.

bagnà [bbaɲ'ɲa] v. Bagnare. || Anche abbagnà [abbaɲɲà]  || RM bagnà.

bagne [b'baɲɲə] sm. Bagno, Gabinetto.

bagnine [bbaɲ'ɲɪnə] sf. Bagnarola. || sm. Bagnino.

baguglie bagùglië [bba'ɡʊʎʎə] sm. Baule. || RM bagùglije.

balcone balcónë [bbal'kɤnə] sm. Balcone. || pl. balcune balcůnë [bbal'kʉnə]|| RF balcóne [balkọ̈ne̯].

balcune balcůnë [bbal'kʉnə] sm. pl. Balconi. || sing. balcone || RF balcùne.
balcungine  balcungìnë [bbalkun'ʤɪnə] sm. Balconcino. || LR balcungine.

baldacchine  baldacchìnë [bbaldak'kɪnə] sm. Baldacchino. || FB baldacchene.

balenghe [bba'lɛnɡə] agg. Stupido.

balice [bba'lɪʧə] sf. Valigia. || cfr. valigge [va'lidʤə] || LR valìge.

Balille Balíllë [bba'lillə] sm. Balilla.

ballà  [bbal'la] v. Ballare. || Anche abballà [abbal'la] || GG¹ ballà.

ballature  ballatůrë [bballa'tʉrə] sm. Ballatoio, Pianerottolo. || VF ballaturo (1841) || BA ballature.

balle [b'ballə] sf. Balla di fieno pressata. || sm. Ballo. || ZO bal (1864) || FB bàlle.

ballecone ballecónë [bballə'kɤnə] sm. Balcone. || RM ballecòne.

ballerine  ballerìnë [bballe'rɪnə] sf. Ballerina.

bambalù  [bbamba'lʊ] sm. Altalena. || LA bambalù.

Bambenille Bambëníllë [bbambə'nillə] sm. Bambinello.

Bammine Bammìnë [bbam'mɪnə] sm. Bambino. || BA u Bammine [u bam'mɪnə] Gesù Bambino della notte di Natale. || BA Bammine.

bande [b'bandə] sf. Banda.

banderozze [bbandə'rɔtʦə] sf. Bandierina. || RM banderòzze.

bandire bandírë [bban'dirə] sf. Bandiera. || Anche bannere [bban'nerə]. || RF maccarùne ruchele ck’i patàne e ck’a salze. tipico piatto foggiano. N.d.R. lett. maccheroni rucola con le patate e con la salsa. || CA² bandìrë. || RF bandire [bandíre̯].

bangarelle bangarèllë [bbanɡa'rɛllə] sf. Bancarella. || RA E situeje for’a bancarella  [ɛ ssətu'ejə 'fɤrə a bbanɡa'rɛllə] E situa fuori la bancarella. || RA bancarella.

bangarille bangaríllë [bbanɡa'rillə] sm. Tavolo da lavoro del calzolaio. || VC Bancarìelle p’assettàrse  [bbanɡa'rillə p assət'tarsə] deschetto. || VF bancariello (1841) || VC bancarìelle (1929). || BA bancarielle.

banghetille [bbanɡə'tillə] sm. Banchetto, Deschetto. || BA banchetielle. || EG banghetïlle. || RF banghetille [baṇk̬e̯tílle̯].

banghine banghìnë [bban'ɡɪnə] sf. Banchina, Marciapiede. || FB banchene. || RF banghìne [baṇk̬ı̊ne̯].

bangone bangónë [bban'ɡɤnə] sm. Bancone, Mobile chiuso fino a terra destinato a pubblici locali, Banco da lavoro. || RM me stacke strazianne ‘a vîta mìje arrête a ‘nu bancone, da’ matìne a’ sére N.d.R. mi sto straziando la vita dietro un bancone, dalla mattina alla sera.  [mə s'tɜkə strat'ʦjannə a 'vita 'mɪje ar'retə a nu bban'ɡɤnə d a ma'tɪn-a 'serə] || RM bancone. || RF bangóne [baṇk̬ọ̈ne̯]

banne [b'bannə] sm. Bando. || sf. Banda musicale. || RA Son’a banné ['sɤnə a b'bannə] Suona la banda. || RA banné. || RF banne [banne̯].

bannere banne̊rë -érë [bban'nɘrə -erə] sf. Bandiera. || Anche bandire [bband]  || VC Vota bannèra ['vɤta ban'nerə] Incostante, Volubile. || VC bannèra (1929).

banneriole bannëriólë [bbannə'rjɤlə] sf. Banderuola. || BA bannariole. || [fg. banderuóla - ital. banderuòla]

banniste bannìstë [bban'nɪstə] agg. Bandista, Chi suona in una banda musicale. || FB bannèste. || RF banniste [banniste̯].

bannone bannónë [bban'nɤnə] sm. Palco per spettacoli all’aperto. || RM bannòne.

baracchine baracchìnë [bbarak'kɪnə] sm. Sedile di legno del carretto trainato da cavalli, il traíne [tra'ɪnə].

barbette barbèttë [bbar'bɛttə] sf. Barbetta. || VF  barbette (1841).

barche [b'barkə] sf. Barca. || cfr. varche ['varkə] || FD bàrche.

bardasce [bbar'daʃʃə] sm. antiq. per Ragazzo. || VC bardàscio / bardàsce (1929).

Bare Bårë [b'bɜrə] top. Bari. || Anche Bbare [b'bɜrə].

Barlette Barlèttë [bbar'lɛttə] top. Barletta. || BF fenucchie -Bbarlette [fə'nukkjə bbar'lɛttə] N.d.R. finocchi di Barletta. || BF Bbarlette (1894). || [fg. Barlètta - ital. Barlétta]

barone barónë [bba'rɤnə] sm. Barone. || CS barone.

barracche [bbar'rakkə] sf. Baracca. || RM barràccke. || RF barracche [barrákke̯].

barrelle barrèllë [bbar'rɛllə] sf. Barella. || RM barrèlle.

barriste barrìstë [bbar'rɪstə] sm. Barman. || RF barriste [barriste̯].

bascuglie bascùglië [bbas'kʊʎʎə] sf. Bilancia.

base [b'bɜsə] sf. Base.

basette basèttë [bba'sɛttə] sf. Basetta. || RF basètte [basętte̯].

bastà [bbas'ta] v. Bastare. || cfr. avastà [avas'ta].

bastemende bastëmèndë [bbastə'mɛndə] sm. Bastimento. || FD bastemènte. || [fg bastimènto - ital.  bastiménto]

bastone bastónë [bbas'tɤnə] sm. Bastone. || GE bastone. || RF bastóne [bastọ̈ne̯].

bastungine bastungìnë [bbastun'gɪnə] sm. Bastoncino. || AO bbastungìne.

basulate basulåtë [bbasu'lɜtə] agg. Coperto da basole di lava. || RM basulàte.

basule [b'basulə] sf. Basola, Lastra di pietra vulcanica usata per pavimentare le strade.

batoste [bba'tɔstə] sf. Batosta. || SA Da quanne ha avute quella batoste nz’è repegghiate chjú. [da 'kwannə a 'vʉtə 'kwɛlla bba'tɔstə nʣ ɛ rrəpəɡ'ɡjɜtə k'kjʊ] Da quando ha avuto quella batosta, non si è più ripreso. || FB batòste.

battaglià [bbattaʎ'ʎa] v. Battagliare. || RM battaglijà.

battaglie [bbat'taʎʎə] sf. Battaglia. || SA N’ha fatte de battaglie quella là. [n-a f'fattə də bbat'taʎʎə 'kwɛlla lla] Ne ha fatte di battaglie, quella.

battaglione battagliónë [bbattaʎ'ʎɤnə] sm. Battaglione. || Locuz. a bbattaglióne [a bbattaʎ'ʎɤnə] A ripetizione. || VC Mazzàte a battaglione [mat'ʦɜtə a bbattaʎ'ʎɤnə] Colpi a gran furore. || VC battaglione (1929).

battarije battarìjë [bbatta'rɪjə] sf. Batteria. || RA battarija.

battende battèndë [bbat'tɛndə] agg. Battente. || GF ‘na chitarra bbattènde [[na ki'tarra bbat'tɛndə] una chitarra battente. || GF bbattènde.

batteture battetůrë [bbattə'tʉrə] sf. Vagliatura.

battezzà [bbattɛd'ʣa] v. Battezzare. || cfr. vattijà [vatti'ja] || LMG battezzà.

battezzate battëżżåtë [bbattɛd'ʣɜtə] pp. e agg. Battezzato. || cfr. vattijate [vatti'jɜtə] || TF battezzate.

battezze [bbat'tɛdʣə] sm. Battesimo. || ME battezze. || RF battèzze [battęźźe̯].

Battiste Battìstë [bbat'tɪstə] pers.m. Battista.

battuglià [bbattuʎ'ʎa] v. Pattugliare, Fare la ronda. || VC battuglià (1929).

battuglie battùglië [bbat'tʊʎʎə] sf. Pattuglia. || VF battuglia (1841).

battute battůtə [bbat'tʉtə] sf. Battuta.

baulle [bba'ʊllə] sm. Baule. || VF baulle (1841).

bavette bavèttë [bba'vɛttə] sf. Bavaglino. || MM bbavètte.

bavere [b'bavərə] sm. Bavero. || ZO bavaro (1864).

'bbetuà [bbətu'a] v. Abituare. || Anche abbetuà [abbətu'a].

'bbetuate [bbətu'ɜtə] pp. e agg. Abituato. || Anche abbetuate. || SA L’ha ‘bbetuate malamende. [l-a bbətu'ɜtə mala'mɛndə] L’ha abituato male.

beccacce beccàccë [bbəkkatʧə] sf. Beccaccia. || ZO biccacc (1864).

becche [b'bɛkkə] sm. Mento, Pizzetto. || MAM [u bbę́kke̥] il mento. || RF bècche [bękke̯] || MAM [bbę́kke̥].

beccherate [bbəkkə'rɜtə] sf. Bicchierata. || RF beccheràte [be̯kke̯råte̯].

beccherille bëcchëríllë [bbəkkə'rillə] sm. Bicchierino. || RF beccherille [be̯kke̯rílle̯].

beccheruzze bëcchërùzzë [bbəkkə'rʊtʦə] sm. Bicchierino, Bicchiere da vino. || GG¹ me piace però nu beccheruzze de cchhjù [mə 'pjɜʧə pe'rɔ nu bbəkkə'rutʦə də k'kjʊ] mi piace però un bicchire di più. || GG¹ beccheruzze.

becchierine bëcchërìnë [bbəkkjə'rɪnə] sm. Bicchierino. || ZO bicchirini (1864) || AO becchjerìne.  

becchire bëcchírë [bbək'kirə] sm. Bicchiere. || Anche bucchire [bbuk'kirə] || ZO bicchier, bicchieri (1864) ||  AO becchjre. || [fg. bicchiére - ital. bicchière]

bececlette bëcëclèttë [bbəʧə'klɛttə] sf. Bicicletta. || RM bececlètte. || [fg. biciclètta - ital. biciclétta]

bedone  bedónë [bbə'dɤnə] sm. Bidone, Fregatura. || FB bedòne.

befane [bbe'fɜnə] sf. Befana. || FB befàne. || RM bèfàne.

befanije bëfanìjë [bbəfa'nɪjə] sf. Epifania. || CV G’nnöj, jurn séj, a b’fanij éj [ʤen'nɜjə, 'jurnə 'sejə, a bbəfa'nɪjə] N.d.R. Gennaio, giorno sei, è l’epifania. || CV b’fanij.

bella bèlla [b'bɛlla] agg. f. Bella. || anche belle [b'bɛllə] || Reduplic. bella belle  [b'bɛlla b'bɛllə] Ben bene. || cfr. bona bone [b'bɤna b'bɤnə] || RM Se l’ha raggeràte bélla bélla, a quélla crjatùra mìje, ‘ngénue a cumm’éje [sə l-a radʤə'rɜtə b'bɛlla b'bɛllə, a k'kwɛlla kria'tura 'mijə, n'ʤɛnuə a k'kumm 'ɛjə] N.d.R. L’ha raggirata ben bene la mia figliola, ingenua come è. || RM bélla.

bellafemmene [bbɛlla'fɛmmənə] par. comp. Bella donna, Signora. || BA bellafemene.

belle bèllë [b'bεllə] agg. Bello. || al f. anche bella [b'bɛlla] || Locuz. accussí belle [akkus'sɪ b'bɛllə] Così bene. || Reduplic. belle belle [b'bεllə b'bεllə] Ben bene. || VMG pecchè tu sajë accussì bellö suffrì [pək'kɛ tʊ 'sɜjə akkus'sɪ b'bɛllə suf'frɪ] N.d.R. perché tu sai soffrire così bene. || FD Bèlle de fàcce, brùtte de còre [b'bɛllə də 'fatʧə b'brʊttə də 'kɤrə] N.d.R. Bello  di faccia, brutto di cuore. || VMG bellö (1875). || FD bèlle / bell. || FO belle [belle̥] || Etimol. dal lat. bĕllus grazioso,carino in orig. dimin. di bŏnus buono.

bellefatte bellëfàttë  [bɛllə'fattə] agg. m. Bello, lett. Fatto bello. || al f. bellafatte  [bbɛlla'fattə] || LA  Sìnde fèmmena bèllafàtte, 'ndiste, te vònne bbéne tutte quànde assáje, d'aiutà a l'ate nen fernìsce máje".  ['sində 'fɛmməna bɛlla'fattə, n'dɪstə, tə 'vɔnnə b'benə 'tʊttə 'kwandə as'sɜjə, d-aju'ta a l'atə nən fər'nɪʃʃə 'mɜjə] N.d.R. Sei una donna bella, in gamba, ti vogliono bene tutti moltissimo, di aiutare gli altri non finisci mai". || LMG ‘bbéllefàtte.

belleggenie  [bbelləd'ʤɛnjə] avv. Apposta, Di proposito, Per forza, A bella posta. || PM A segnore de bèlle gènije  [a səɲ'ɲɤrə də bbelləd'ʤɛnjə] N.d.R. La signora per forza. || BA bellegenie. || PM bèlle gènije. || RF bèllegènje (de -) [belle̯gę̊ni̯e̯ (de̯ -)]

bellille bëllíllë [bbəl'lillə] agg. Bellino. || RF bellille [be̯llille̯].
bellome [bbɛl'lɤmə] sm. Buonuomo. || BA bell'ome.

bene be̊në -énë [b'bɘnə -enə] sm. Bene. || LR ’u vulèmme bène tutte quande [u vu'lɛmmə b'benə 'tʊttə 'kwandə] N.d.R. gli volevamo bene tutti. || LR bène. || PR bbene. || EG ‘bbéne. || EG ‘bběne. || FB bbène.

benedette benedèttë [bbene'dɛttə]  agg. Benedetto. || pp. e sm. beneditte    [bbənə'dɪttə]. || MG Benedett Ddije, ‘eme fernute de sente luccle [bbenedɛttə d'dɪjə, 'amə fə'nʉtə də 'sɛndə 'lukkulə] N.d.R. Benedetto Iddio, abbiamo finito di sentire grida. || MG benedett.

benedice [bbənə'dɪʧə] v. Benedire.

benediche  bënëdìchë [bbənə'dɪkə] escl. Benedico! || RM benedìcke.

beneditte [bbənə'dɪttə]  pp. e sm. Benedetto. || agg. benedette [bbənə'dɛttə] || sm. Pietanza pasquale con uova sode ed altro. || PR Da Criste tu si sate beneditte  [da 'krɪstə tʊ sɪ s'tɜtə bbənə'dɪttə] Da Cristo tu sei stato benedetto. || RF beneditte [be̯ne̯dįtte̯].

benedizione benediziónë [bbenedit'ʦjɤnə] sf. Benedizione. || RA Po’ int’a chies’a bénédizioné [pɔ 'ind-a k'kjɪsə a bbenedit'ʦjɤnə] Poi in chiesa la benedizione. || RA bénédizioné.

beneficenze [bbenefi'ʧɛnʣə] sf. Beneficenza.

bengunde [bben'ɡundə] avv. Insomma. || RM bèngùnde.

benissime [bbe'nɪssəmə] agg. superl. Benissimo.

berlocche [bbər'lɔkkə] sm. Gioiello. || RF berlocche [be̯rlǫkke̯].

bersaglire bërsaglírë [bbərsaʎ'ʎirə] sm. Bersagliere. || FB bersaglìre.

bescotte [bbəs'kɔttə] sm. Biscotto. || TF bescòtte. || RF bescotte [be̯skǫtte̯].

bescraje [bbəs'krɜjə] avv. Dopodomani. || cfr. pescraje [pəs'krɜjə] || RM bescràje.

bestie [b'bɛstjə] sf. Bestia. || ML Ma chi sò sti brutt’abbestije? [ma ki sɔ sti b'brʊtta b'bɛstjə?] N.d.R. Ma chi sono queste brutte bestie? || ML abbestije.

besugne bësùgnë [bbə'sʊɲɲə] sm. Bisogno. || Anche abbesugne [abbə'sʊɲɲə] || CS L’amiche se canosce, quanne háije de besugnije [l-a'mikə sə ka'nɔʃʃə 'kwannə 'ɜjə də b'bəsʊɲɲə] N.d.R. L’amico si conosce quando sei nel bisogno. || CS besugnije.

bettone bëttónë [bbət'tɤnə] Bottone, Comando. || AO bettòne.

bezzeffe [bbəd'ʣɛffə] solo nella locuz. a bbezzèffe [a bbəd'ʣɛffə]  A bizzeffe, Assai. || VC a bizzèffe [a bbəd'ʣɛffə] in abbondanza. || VC bizzèffe (1929).

bezzoche bëzzóchë [bbəd'ʣɤkə] sf. Bigotta. || m. bezzuche [bbəd'ʣukə] || BA bezzoche tira a Cristo che la zoche [bbəd'ʣɤkə 'tɪr-a k'krɪstə k-a 'ʦɤkə]  bigotta tira a Cristo con la fune. || BA bezzoche. || TF bezzòke. || PP [bbe̥zzǫ́ke̥].

bezzuche [bbəd'ʣukə] sm. Bigotto. || f. bezzoche [bbəd'ʣɤkə]  || BA bezzuoche.

biangherije biangherìjë [bbjanɡe'rɪjə] sf. Biancheria.

bianghette bianghèttë [bbian'ɡɛttə] sm. Grano tenero. || LA bianchètte.

bibbie sf. Bibbia. || ME Nu poche de Bibbie [nu 'pɤkə də b'bibbjə] N.d.R. Un po’ di Bibbia. || ME Bibbie.

bignè [bbiɲ'ɲɛ] sm. Bignè, Pasticcino riempito con crema. || AA Nen ze sape mandenè c’’u magnà e c’’u cafè; nen ve diche ch’’i bbignè [nʣə 'sɜpə mandə'nɛ  k-u maɲ'ɲa ɛ kk-u ka'fɛ; nən və 'dɪkə k-i bbiɲ'ɲɛ] Non si sa contenere col cibo e col caffè; non vi dico con i bignè. || AA bbignè.

bijate bijåtë [bbi'jɜtə] agg. Beato. || Anche jate, vijate [vi'jɜtə] || SA Bijate a chi s’a pigghie. [bbi'jɜtə a kki s-a 'pɪɡɡjə] Beato chi se la prende -la sposa-. || EG biàte.

bijatore bijatórë [bbija'tɤrə] sm. Avvio, Inizio. || AO bijatóre.

bile bílë [b'bilə] sm. pl. grandi sacchi di iuta per la spedizione della. || BA bile.

bigliarde [bbiʎ'ʎardə] sm. Biliardo, Sala da biliardo.

bionde [b'bjɔndə] agg. Biondo. || CA² biondë.

bombise  bombìsë [bbom'bɪsə] par. comp. Buon peso: modo di dire dei fruttivendoli quando la merce pesata risulta maggiore di quanto richiesto e viene data ugualmente senza far pagare la differenza. || RM bombìse.

bona  [b'bɤna] agg. f. Buona. || avv. Bene. || Locuz. bona bone [b'bɤna b'bɤnə] Ben bene. || FD Bòna cumpagnije, mèzza vìje  [b'bɤna kumbaɲ'ɲɪjə, 'mɛdʣa 'vɪjə] N.d.R. Buona compagnia, mezza via. || TF M’àgghjie sendùte sùbbete bbòna [m'aɡɡjə sən'dʉtə 'sʊbbətə b'bɤnə] N.d.R. Mi sono subito sentita bene. || VC bbòna (1929). || FD bòna.  

bonamane [bbo'namɜnə] sf. antiq. Mancia. || VC bonamàne (1929).

bonaneme [bbo'nanəmə] sf. Buonanima.

bone bónë [b'bɤnə] agg. e sf. Buona. || Forma di saluto usata nell’accomiatarsi statte bone [s'tattə b'bɤnə] Conservati bene. || RA Mamma mia statte’ bone ['mamma 'mɪje s'tattə b'bɤnə] Mamma mia, conservati in salute. || RA bone.

bongiorne [bbon'ʤɔrnə] inter. e sm. Buongiorno. || TF bòn giòrne.

bonome [bbo'nɤmə] sm. Buonuomo. || [fg.  buonuómo - ital. buonuòmo]

borze bòrże [b'bɔrʣə] sf. Borsa. || anche vorze ['vɔrʣə]  || VC borza  / VC vorza (1929). || [fg. bòrsa - ital. bórsa]

bosche [b'bɔskə] sm. Bosco. || cfr. vosche ['vɔskə] || MG Là nun sann parlà: 'u bosche 'u chiamene 'u vase [la nən 'ʣannə par'la: u b'bɔskə u 'kjamənə u 'vɜsə] N.d.R. Là non sanno parlare: il bosco lo chiamano il vaso. || MG bosche.

botta 'nderre [b'bɔtta n'dɛrrə] sf. Petardo. || lett. Botta per terra. || BA botta nterre.

botte [b'bɔttə] sf. Colpo, Percossa, Botta. || SA¹ botte.

bracciande [bbrat'ʧandə] smf. bracciante.

brasciole brasciólë [bbra'ʃɤlə] sf. Braciola, Involtino di carne. || FC Po’ fernescj ‘a festecciòl c’’u buccuruzze e ‘na brasciòl ['pɔ fə'nɛʃʃə a fəstət'ʧɤlə k u bbukku'rʊtʦə ɛ na bra'ʃɤlə] Poi finisce la festicciola con un bicchiere di vino e una braciola. || LR brasciòle. || BA brasciole. || FC brasciòl. || TF brasciòla.

brave [b'brɜvə] agg. Bravo. || SG¹ E bbráve a tte [ɛ b'brɜvə a ttɛ] E bravo a te. || SG¹ bbrave. || TF bbràve.  

bregande [bbrə'ɡandə] sm. Brigante. || EG bregande e suldate [bbrə'ɡandə ɛ ssul'dɜtə] pasta e fagioli. N.d.R. lett. briganti e soldati. || RA Io la nanna mo tè canté d’a pécurell’e lu bréganté ['ijə la 'nanna mɔ tə 'kandə d-a pəku'rɛllə ɛ lu bbrə'ɡandə] Io ti canto la nanna della pecorina e del lupo brigante. || EG bregande. || RA bréganté.

bregogne brëgògnë [bbrə'ɡɔɲɲə] sf.  Vergogna. ||  cfr. avvergogne, vergogne, vregogne [avvər'ɡɔɲɲə, vər'ɡɔɲɲə, vrə'ɡɔɲɲə] || RM bregògne.  [fg. vergògna - ital. vergógna]

brindese brìndësë [b'brɪndəsə] sm. Brindisi. || GG¹ ‘u brindese mégghje se fàce cke nu becchire de cchjù [u b'brɪndəsə 'mɛɡɡjə sə 'fɜʧə  kə nu bbək'kirə də k'kjʊ] il brindisi meglio si fa con un bicchire di più. || GG¹ brindese.

brivede brìvëdë[b'brɪvədə] sm. Brivido. 

brode [b'brɤdə] sm. Brodo. || AO Si u malate nen ze lagne u brode nen l’ave [si u ma'lɜtə nʣə  'laɲɲə  u b'brɤdə nən l'ɜvə] Se il malato non si lagna il brodo non l’ha. || AO brode. || [fg. bródo - ital. bròdo]

bruscià [bbru'ʃa] v. Bruciare. || Anche abbruscià [abbru'ʃa] || RM bruscià.

brutta [b'brʊtta] agg. f. Brutta. || BF brutta (1894). || ML brutta. || PR bbrutta.

brutte [b'brʊttə] agg. Brutto. || Locuz. de brutte [də b'brʊttə] di brutto, all'improvviso, dal lat. ex abrupto.  || MG Quann fùreme a piett a piett, vutamm li schiuppette 'a vije d'u cuozze e l'accumenzamme a carecà 'ncape probbie brutt. ['kwannə 'fʊrəmə a p'pittə a p'pittə, vu'tammə  i ʃkup'pɛttə a 'vɪjə d-u 'kʊtʦə ɛ l-akkumən'ʣammə a kkarə'ka  n'ɡɜpə 'prɔbbjə b'brʊttə] Ndr. Quando ci trovammo faccia a faccia, girammo i fucili dall’altra parte e cominciammo a colpire -con il calcio- in testa proprio di brutto. || FD brùtte. || CS brútte. || MG brutt. || BA brutte. || CA¹ bbru̧ttə / bruttə. || Etimol. dal lat. brutus.

bruttefatte brúttëfàttë [bbruttə'fattə] agg. Brutto, lett. Fatto brutto.

buà [bbu'a] sm. Boa, Pelliccia da collo. || VC buà (1929).

buatte [bbu'attə] sm. Barattolo. || RM buwàtte. || LA buàtte.

bucale bucålë [bbu'kɜlə] sm. Boccale. || RM bucàle.

buccacce buccàccë [bbuk'katʧə] sm. Barattolo, Vaso di vetro per conserve. || VC buccàccie (1929).

buccaccette buccaccèttë [bbukkat'ʧɛttə] sm. Vasetto di vetro. || EG 'bbuccaccette.

bucchenotte [bbukkə'nɔttə] sm. Cono gelato, Pasticcino. || Anche becchenotte [bbəkkə'nɔttə]. || VC buccunòtte (1929). || RM bucckenòtte.

bucchine bucchìnë [bbuk'kɪnə] sm. antiq. Scodellino in cui gocciola la cera del candelotto, Porta-sigari.  || VC bucchìne (1929).

bucchire bucchírë [bbuk'kirə] sm. Bicchiere. || Anche becchire [bbək'kirə] || VC bucchìere (1929).

buccià [bbut'ʧa] v. Bocciare.

buccolotte [bbukko'lɔttə] sm. Piccolo boccolo.

buche [b'bukə] sm. Buco, Fregatura. || DLC ‘a ruchele ck’i buche addore pure quanne èje cotte [a 'rʊkələ  k-i b'bukə ad'dɤrə 'pʉrə 'kwannə 'ejə 'kɔttə] la rucola con i buchi odora pure quando è cotta. || DLC buche.

buchille buchíllë [bbu'killə] sm. Buchino. || EG è asciute ‘nu buchille sop’o detille- [ɛ aʃ'ʃʉtə nu bu'killə 'sɤp-ɔ də'tillə] N.d.R. è uscito un buchino -nella calza- all’altezza del dito mignolo. || EG buchille.

bufelarije bufëlarìjë [bbufəla'rɪjə] sf. Bufala, Baggianata, Stupidaggine. || AO bufelarìje.

bufele [b'bʊfələ] sm. Bufalo. || BA bofele. || RF bufele [bųfe̯le̯].

buffette buffèttë [bbuf'fɛttə] sf. Tavola. || BA buffette. || VC buffètta (1929). || RF buffètte [buffętte̯].

buffettine buffëttìnë [bbuffet'tɪnə] sm. Tavolino, Tavoliere, Tavolo sul cui piano sono disegnate le scacchiere di alcuni giochi. || VC Buffettìne pe iucà [bbuffet'tɪnə pə ju'ka] Tavoliere. || VC buffettìne (1929).

buffone buffónë [bbuf'fɤnə] sm. Buffone.

bufone bufónë [bbu'fɤnə] sm. Bufone. || BA bufone.

Bugghione Bugghiónë [bbuɡ'ɡjɤnə] pers. m. stor. Goffredo di Buglione. ||  Anche Buglione [bbuʎ'ʎɤnə] || VMG doppö cä Guffredö lu Bugghionë vincijë la Terra Santa ['dɔppə  ka ɡuf'fredə u buɡ'ɡjɤnə vən'ʤɪjə a 'tɛrra 'sandə] N.d.R. dopo che Goffredo di Buglione conquistò la Terra Santa. || VMG Bugghionë.

Buglione Bugliónë [bbuʎ'ʎɤnə]  pers. m. stor. Goffredo di Buglione. ||  Anche Bugghione [bbuɡ'ɡjɤnə].

bullà [bbul'la] v. Bollare.

bulle [b'bullə] sm. Bollo. || RM bùlle.

bumbardà [bbumbar'da] v. Bombardare.

bumbardamende bumbardamèndë [bbumbarda'mɛndə] sm. Bombardamento. 

bumbunire bumbunírë [bbumbu'nirə] sf. Bomboniera. || TF bumbunìre. || RF bumbunire [bumbuníre̯].

bunarelle bunarèllë [bbuna'rɛllə] agg. Alquanto buona. Piuttosto bene.  || al m. bunarille [bbuna'rillə].
bunarille bunaríllë [bbuna'rillə] agg. Alquanto buono. || al f. bunarelle [bbuna'rɛllə] || RF bunarille [bunarílle̯].
bune [b'bunə] agg. Buono. || avv. e sm. Bene. || CV Mo vogghj vdè si si bbun almen p te [mɔ 'vɔɡɡjə və'dɛ si sɪ b'bunə al'menə pə t'tɛ] N.d.R. Adesso voglio vedere se sei buono almeno per te. || BF N’òr de notte: L’angel’ arrèt’ ‘a porte; Marij p’ la cáse; ‘U mále ghesce E ‘u bbûone tráse! [n 'ɤrə də 'nɔttə: l 'anʤələ ar'retə a 'pɔrtə; ma'rɪjə p a 'kɜsə; u 'mɜlə 'ɡɛʃʃə ɛ u b'bunə 'trɜsə] N.d.R. Un’ora di notte -un’ora dopo l’Ave Maria-: L’angelo dietro la porta; Maria per la casa; Il male esce e il bene entra! || ZO buoneu (1864) || TF bbùne. || EG ‘bbune. || BF bbûone (1893). || CV bbun. || [fg. buóno - ital. buòno]

bunome [bbu'nɤmə] agg. Cornuto. || BA bun'ome.

burracce burràccë [bbur'ratʧə] 1. sf. Borraccia. || VF fiaschetto pe viaggio . || VC Appellasi in dialetto anche così quella specie di vaso, per lo più di pelle, che usano i viaggiatori.  || VF borraccia (1841). || VC burràccia / borraccia (1929). || RF burracce  [burráčče̯] || Eimol. Forse dalla spagn. borracha «fiasco di cuoio».

burracce burràccë [bbur'ratʧə] 2. sf. bot. Borragine. || Eimol. dal lat. volg. burrāgo, ĭnis, drv. di  burra «borra». || RF burracce [burráčče̯].

burraccelle burraccèllë [bburrat'ʧɛllə]  sf. Borragine. || cfr. burragge [bbur'radʤə].

burrade [bbur'rɜdə] sf. Burrata. || BA burrade.

burragge [bbur'radʤə] sf. Borrana, Borragine, Pianta erbacea selvatica commestibile.  || VC Sorta di erba comune, Borrana, Borraggine. || cfr. vurracce [vur'raʧʧə], burraccelle [bburrat'ʧɛllə]. || VF vorraccia (1841). || VC borràccia (1929).

buscijarde [bbuʃi'jardə] agg. Bugiardo. || AO U buscijàrde ha da tené ‘a memoria bone [u bbuʃi'jardə 'adda tə'nɛ a mə'mɔrja b'bɤnə] Il bugiardo deve avere la buona memoria. || VC busciàrde (1929). || SA¹ busciarde. || AO buscijàrde. || RF busciarde [bušárde̯].

buscije buscìjë [bbu'ʃɪjə] sf. Bugia. || LA buscìje. || FD buscije. || VC buscìa (1929).

bussele bússëlë [b'bussələ] sm. Busso, Bossolo, Arbusto di legno molto duro idoneo a lavori di tornio e di intaglio. || estens. Avorio. || ZO bussolo (1864) || Etimol. dal lat bôxum, che è dal gr. púksos.

buste [b'bʊstə] 1. sf. Busta. || 2. sm. Busto. 

bustiche [bbus'tikə] sm. Lippa, Piccolo legnetto affusolato. || BA pustiche.

butirre butírrë [bbu'tirrə] sm. Burro. || VF BUTIRE. Butirro. Si scrive con due r. La voce Burro è anche propria. || VF BUTÌRE. Butirro, Burro. || ZO L' agghi fat: pe minestr agghiu pigghieut de la past, intant agghiu accatteut lu cheuseu e de lu butir. [l-aɡɡjə 'fattə: pə mmə'nɛstrə 'aɡɡjə pəɡ'ɡjɜtə a 'pastə, in'tandə 'aɡɡjə akkat'tɜtə u 'kɜsə ɛ u bbu'tirrə] L'ho fatta: per minestra ho preso della pasta, e intanto ho comprato del formaggio e del burro. || VF butire (1841)  || ZO butir (1864). || VF butìre (1929) || Etimol. dal lat. butȳrum, che è dal gr. bùtyron, comp. di boûs «bue» e tyrós «formaggio».

butte [b'bʊttə] sm. Botto.

buttecelle buttëcèllë [bbuttə'ʧɛllə] sf. Petardo di carta, Spintarella. || BA buttecelle.

butteglione buttëgiónë [bbuttəʎ'ʎɤnə] sm. Bottiglione. || CS buttiglijone.

buttegliozze [bbuttəʎ'ʎɔtʦə] sf. Piccola bottiglia, Bottiglietta. || Anche buttigliozze [bbuttiʎʎɔtʦə] || BA buttegliozze. || RF buttegliozze [butte̯łłǫ̣zze̯].

buttegnacche [bbuttəɲ'ɲakkə] sm. Grosso bottone d’osso, in partcolare quello del cappotto. || RM buttegnàccke. || RF buttegnacche [butte̯ññákke̯].

buttiglie [bbut'tɪʎʎə] sf. Bottiglia. || MG Ce facirene veste cu quilli vestite a culore de vrite de buttiglie [ʧə fa'ʧɪrənə 'vɛstə ku k'kwilli vəs'tɪtə a kku'lɤrə də 'vrɪtə də but'tɪʎʎə] N.d.R. Ci fecero vestire con quei vestiti color vetro di bottiglia. || ZO buttiglieu, buttigghie (1864) || MG buttiglie. || RM buttìglije.

buttigliozze [bbuttiʎ'ʎɔtʦə] sf. Piccola bottiglia di vetro, Bottiglietta || Anche buttegliozze [bbuttəʎ'ʎɔtʦə]  || CS buttiglijozze.

buttone buttónë [bbut'tɤnə] sm. Bottone. || RF buttóne grusse ' bottone grosso per cappotti '. || RF buttóne.

Buvine Buvìnë [bbu'wɪnə] top. Bovino. || MG Oh, nun l'avess maje ditt, arruvat'a Bovine n'ata tremustrazione [ɤ, nun l-a'vɛssə 'mɜjə 'dɪttə, arru'wɜtə a bbu'wɪnə n-ata trəmustrat'ʦjɤnə] N.d.R. Oh, non l’avessi mai detto, giunti a Bovino un’altra dimostrazione. || MG Bovine. || AO Buvìne.

buzzarate [bbudʣa'rɜtə] agg. Arrostito, Avariato, Cattivo. || RF A carne è buzzaràte N.d.R. La carne è avariata. || BA semela vattute e carna buzzarate ['sɛməla vat'tʉtə ɛ k'karna bbudʣa'rɜtə] semola battuta e carne arrostita. || LA buzzaràte. || BA buzzarate. || RF buzzarràte [buźźarråte̯].

C

ca [ka] congz. e pron. Che. || Anche che [kɛ] || LE ka rirene, càndan'e abbàlléné [ka 'rɪrənə, 'kandənə ɛ ab'ballənə] N.d.R. che ridono, cantano e ballano. || GG ca (1834). || LE ka. | [fg. chè - ital. ché]

c' 'a [ʧ-a] pron. pers. + pron. f. Ce la. || SA C' 'a fai a pigghià quella segge o no? [ʧ-a  'fɜjə a ppiɡ'ɡja a' sɛdʤə, ɔ nɔ?] Ce la fai a prendere quella sedia, o no?.

c' 'i [ʧ-i] pron. pers. + pron. pl. m. e f. Ce li, Ce le.

c' ’u [ʧ-u] pron. pers. + pron. m.. Ce lo.

cacà [ka'ka] v. Defecare, Evacuare, Cacare.

cacacazze [kaka'katʦə] agg. Rompiscatole. || SA Ma quand’è cacacazze qullu là! [ma 'kwand-ɛ kakakat'ʦə 'kwullu lla!] Però quanto è rompiscatole quello là.

cacagghià [kakaɡ'ɡja] v. Balbutire.

cacagghie [ka'kaɡɡjə] agg. Balbuziente. || AO U zuppe a ballà, u cacàgghje a candà [u 'ʦuppə a bbal'la, u ka'kaɡɡjə a kkan'da] Lo zoppo a ballare, il balbuziente a cantare. || AO cacàgghje. || RM cacàgghije. || RF cacagghje [kakáĝĝe̯].

cacagnutte [kakaɲ'ɲʊttə] avv. Spesso, Di frequente. || AO cacagnùtte.

cacarelle cacarèllë [kaka'rɛllə] sf. Diarrea, Dissenteria, Paura. || FB cacarélle.

cacarijà [kakari'ja] v. Fare coccodè, tipico della gallina. || RM cacarijà.

cacasaccone cacasaccónë [kakasak'kɤnə] sm. Vermiciattolo dei materassi di paglia o dei paglericci di foglie di granturco. || BA cacasaccone. || RF càcasaccóne [kåka-sakkọ̈ne̯].

cacasotte [kaka'sɔttə] agg. Cacasotto, Pauroso. || AO cacasòtte.

cacature cacatůrë [kaka'tʉrə] sm. Vaso per le feci, Gabinetto, Luogo in cui una persona si ritira costretta da un bisogno corporale.

caccamanine caccamanìnë [kakkaman'nɪnə] sm. Adesivo, Decalcomania.

caccavelle caccavèllë [kakka'vɛllə] sf. Pentola di terracotta. || sm. caccaville [kakka'villə] || FV caccavella (1841) || FB caccavélle.

caccaville caccavíllë [kakka'villə] sm. Pentola di terracotta. || sf. caccavelle [kakka'vɛllə] || ML caccaville.

caccemmitte  [katʧɛm'mɪttə] par. comp. Caccia e metti. || sm. Denominazione di una particolare qualità di vino.

caccavone caccavónë [kakka'vɤnə] agg. Persona di grossa statura ma impacciata. || FB caccavòne. || RF caccavóne [kakkavọ̈ne̯].

caccavune caccavůnë [kakka'vʉnə] sm. pl. Lumaconi. || EG caccavune.

cacce càccë ['katʧə] 1. sf. Caccia. || RF jì a cacce N.d.R. Andare a caccia. || 2. sm. Piccola buca scavata nella terra per il gioco delle biglie. || cfr. fussine fussìnë [fus'sɪnə] || ZO cacc (1864) || AO càcce. || RF cacce [kačče̯].

Cacchiarille Cacchiaríllë [kakkja'rillə] sopr. Cacchiarello, Cazzettino. || LR Cacchiarîlle.

cacchie ['kakkjə] escl. di disappunto Caspita, Cacchio. || sm. Cazzo, Cacchio. || Anche cazze ['katʦə].

caccià [kat'ʧa] v. Cacciare, Mandare via, Tirare fuori. || AO caccià.  

cacciamane [katʧa'mɜnə] sm. Corpetto per neonati. || BA cacciamane.

cacciamanille cacciamaníllë [katʧama'nillə] sm. Corpetto del neonato || RF cacciamanille [kaččamanille̯] / [kaččamanílle̯].

cacciune cacciůnë [kat'ʧʉnə] sm. Cane, Ubriacatura. || BA cacciune.

cacciunille cacciuníllë [katʧu'nillə] sm. Cagnolino. || BA cacciunielle. || LE cacciuniéll’.

cachespisse [kakes'pissə] sm. Trasporto sulle spalle del vincitore, da parte del perdente, nel gioco della lippa. || RM cachèspìsse.

cacume [kakùmə] sm. Volta della stanza. || RF cacùme [kakůme̯].
cadè [ka'dɛ] v. Cadere. || Locuz. cadè maláte [ka'dɛ ma'lɜtə] Ammalarsi.

cafè [ka'fɛ] sm. Caffè. || AA c’’u magnà e c’’u cafè. [k-u maɲ'ɲa ɛ kk-u ka'fɛ] N.d.R. Con il mangiare e con il caffè. || RF cafè [kafę́].

caffettere caffëtte̊rë -érë [kaffət'tɘrə -erə] sf. Caffettiera. || FB cafettére.

caffettire caffëttírë [kaffət'tirə] sm. Barman. || RA U caffettiré ch’è jurné: Jamé ch’è fatté jurné [u kaffət'tirə k-ɛ 'jurnə: 'jɜmə k-ɛ 'fattə 'jurnə] Ecco il caffettiere ambulante, che annunzia il giorno : Levatevi che è giorno. || RA caffettiré.

cafone cafónë [ka'fɤnə] smf. e agg. Cafone. || pl. cafune cafůnë [ka'fʉnə] || EG Biàte a tè cafone, ca te magne pàne e cardone [bbi'jɜtə a t'tɛ ka'fɤnə, ka tə 'maɲɲə 'pɜnə ɛ kkar'dɤnə] N.d.R. Beato te cafone, che ti mangi pane e cardi. || AO cafòne. || EG cafone. || FO [caföne̥].

cafune cafůnë [ka'fʉnə] sm pl. Cafoni. || sing. cafone [ka'fɤnə] || AO 'A catàrre mmane ê cafùne [a ka'tarrə m'mɜnə ɛ ka'fʉnə] La chitarra in mano ai cafoni (si critica l'utilizzo di chicchessia pr un lavoro che non conosce). || GG cafune (1834). || TF cafùne.

cafunegghie [kafu'nɛɡɡjə] sf. Cafonata. || RM cafunègghije.

cafungelle cafungèllë [kafun'ʤɛllə] sf. e agg. Cafoncella. || RM cafuncèlle.

cafungille cafungíllë [kafun'ʤillə] sm. e agg. Cafoncello. || AO cafungìlle. || FO [cafunǧille̥].

cafurchie [ka'fʊrkjə] sm. Locale sporco e angusto. || AO cafùrchje

caggiole caggiólë [kad'ʤɤlə] sf. Gabbia per uccelli. || BF Arrivne li banniste fenalmente / e cquilli c' li vecîelle nt'i caggiole [ar'rɪvənə i bban'nɪstə final'mɛndə ɛ k'kwɪllə k-i və'ʧillə nd-i kad'ʤɤlə] Ndr. || RA Tras’a caggiole’ de’ li galline ['trɜsə a kad'ʤɤlə d-i ɡal'lɪnə] Ritira la gabbia con le galline. || BF caggiole (1894). || RA caggiole. || RM caggiòle. || VC gaiòla (1929).

caggiulelle caggiulèllë [kadʤu'lɛllə] sf. Gabbietta per uccelli. || BA caggiulelle.

cagnà [kaɲ'ɲa] v. Cambiare. || PM cagnà. || RF cagnà [kaññá].

cagnate cagnåtë [kaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Cambiato. || PR ca tutte ‘nzîme tu te si ccagnate [ka 'tʊttə 'nʣimə tʊ tə sɪ kkaɲ'ɲɜtə] N.d.R. che all’improvviso tu sei cambiata. || EG cagnàte. || PR ccagnate.

cagnatore cagnatórë [kaɲɲa'tɤrə] sf. Ricambio della biancheria. || RM cagnatòre.

cagne ['kaɲɲə] sm. Cambio, Gli incappucciati che accompagnavano i defunti. || BA cagne.

cainate[kai'nɜtə] smf. Cognato, Cognata. || LR Arrìvene ‘i zijàne, ‘i cainàte, cke borze de verdure e panettone [ar'rɪvənə i ʦi'jɜnə, i kai'nɜtə, kə b'bɔrʣə də vər'dʉrə  ɛ ppanət'tɤnə] N.d.R. Arrivano gli zii, le cognate, con borse di verdura e panettoni. || ZO cugneut (1864). || TF cainàte. || SG kainate. || AM cajnàte. || RM cajenàte. || RF cainàte [kai̯nåte̯].

calà [ka'la] v. Calare, Abbassare. || Anche acalà [aka'la].

calamare calamårë [kala'mɜrə] sm. Calamaio. || LE calamaré.

calamone calamónë [kala'mɤnə] agg. Detto di persona alta, magra e un po’ ingenua, Sciocco. || SA Si' probbete ‘nu calamone [sɪ p'prɔbbətə nu kala'mɤnə] Sei proprio uno sciocco. || FB calamòne.

calandrone calandrónë [kalan'drɤnə] sm. Calandra, piccolo coleottero nerastro. || agg. Grosso babbeo.

calannarie [kalan'narjə] sm. Calendario. || CS Vattínne, ancore te cante u calannarije  [vat'tɪnnə, an'ɡɤrə tə 'kandə u kalan'narjə] N.d.R. Vattene via altrimenti ti canto il calendario -ti dico tutto ciò che hai fatto di sbagliato-. || CS calannarije. || LR calannàrie.

calascione clasciónë [kalaʃ'ʃɤnə] sm. Colascione, antico strumento musicale a tre corde simile al liuto molto popolare nei sec. XVI e XVII nel meridione. || VF calascione (1841).

calate calåtë [ka'lɜtə] sf. Calata. || EG calàte.

calcagne [kal'kaɲɲə] sm. Tallone, Calcagno. || ML menghe a prete a ‘u calcagne esce ‘u sanghe da ‘u nase ['mɛnɡə  a 'pretə ɔ kal'kaɲɲə 'ɛʃʃə  u 'sanɡə d-ɔ 'nɜsə] N.d.R. lancio la pietra al calcagno, esce il sangue dal naso. || ML calcagne. || RF calcagne [kalkáññe̯].

calcasse [kal'kassə] sm. Colpo rumoroso provocato dai fuochi artificiali. || EG calcasse.

calculà [kalku'la] v. Calcolare. || RM calculà.

caligge [ka'lɪdʤə] sf. Calura estiva, Afa. || FB calìgge. || EG caligge. || RF caliggene [kalįǧǧe̯ne̯] / caligge [kalįğğe̯].

calime calìmë [ka'lɪmə] sm. Calore. || BA calìme.

callose [kal'lɤsə] sf. Scheggia di legno.

calmà [kal'ma] v. Calmare.

calme ['kalmə] sf. Calma. || TF càlme.

calosce [ka'lɔʃʃə] sf. Caloscia. || FB calosce.

calucce calùccë [ka'lʊtʧə] sm. Contadino misero, Terrazzano. || EG Me chiàme Calucce, Sò tèrrazzàne. Me chiàmene Calucce, pecchè sò fuggiàne. E sò fuggiàne sì e sò Calucce. Ije me ne vande sì; sò granezzuse. [mə 'kjɜmə ka'lʊtʧə, sɔ tterrat'ʦɜnə. mə 'kjamənə ka'lʊtʧə, pək'kɛ sɔ ffud'ʤɜnə. ɛ ssɔ ffud'ʤɜnə sɪ ɛ ssɔ kka'lʊtʧə. 'ijə mə nə 'vandə sɪ; sɔ ɡɡranət'ʦʉsə] N.d.R. lett.  Mi chiamo Caluccio, sono terrazzano. Mi chiamano Caluccio, perché sono foggiano. E sono foggiano sì e sono Caluccio. Io me ne vanto sì; sono altezzoso. || MM i kalucce. i Micheluccio. || EG Calucce. || MM kalucce. || RF calucce [kalųčče̯] Propr. dimin. di ‘Pasquale’.

calvaccà [kalvak'ka] v. Cavalcare. || RM calvaccà.

calzature calżatůrë [kalʣa'tʉrə] sm. Calzatoio. || FB calzature. || [fg. calżatóio - ital. calzatóio]

camarere camare̊rë -érë [kama'rɘrə -erə] sf. Cameriera. || ZO camarera (1864) ||  [fg. cameriéra – ital. camerièra]

camarire camarírë [kama'rirə] sm. Cameriere. || FB camarire. || RF camarire [kamaríre̯]. ||  [fg. cameriére – ital. camerière]

cambà [kam'ba] v. Campare, Vivere, Provvedere al mantenimento di qualcuno. || LMG Povere a chi more, biàte a chi campa ['pɔvərə a kki 'mɤrə, bi'jɜtə a kki 'kambə] N.d.R. Povero chi muore, beato chi vive. || LC se Dije vol’ e campáme [sə d'dɪjə 'vɤlə ɛ kam'bɜmə] N.d.R. se Dio vuole e campiamo. || CV campà. || AL cambà.

cambagne [kam'baɲɲə] sf. Campagna. || RL campagne. || RM cambàgne. || MM [kambáňňe̥].

cambagnule [kambaɲ'ɲʉlə] sm. Contadino.

cambanale cambanålë [kamba'nɜlə] sm. Campanile. || BF campanále (1893). || VC campanàle (1929).

cambanare cambanårë [kamba'nɜrə] sm. Campanaro. || VC campanàre (1929).

cambande [kam'bandə] agg. Vivo, Che campa.

cambane cambånë [kam'bɜnə] sf. Campana, Contenitore di vetro contenente madonne o santi in miniatura. || RA Eja Vécinz’ u sona campané ['ejə və'ʧinʣə u 'sɤna kam'bɜnə] È Vincenzo il campanaro. || BF campáne (1892). || GE cambane. || RA campané. || RF cambàne [kamp̬åne̯].

cambanelle cambanèllë [kamba'nɛllə] sf. Campanella. || BA campanelle.

cambanille cambaníllë [kamba'nillə] sm. Campanello. || AO cambanìlle.

cambanone cambanónë [kamba'nɤnə] sm. Campanone. || RA Quist’è lu campanone dá Chiesa Grann ['kwɪstə ɛ u kamba'nɤnə d-a k'kjɪsa 'ɡrannə] N.d.R. Questo è il campanone della Chiesa Grande. || RA campanone.

cambe ['kambə] sm. Campo. || RM càmbe.

cambesande [kambə'sandə] sm. Cimitero. || SG u’ jurn’e tutt’i sante vache sempe o’ campesante [u 'jurnə ɛ ‘tʊtt-i 'sandə 'vɜkə 'sɛmbə ɔ kambə'sandə] N.d.R. il giorno di tutti i santi vado sempre al cimitero. || SG campesante. || [fg. cimitéro - ital. cimitèro]

cambijale cambijålë [kambi'jɜlə] sf. Cambiale. || RM cambijàle.

cambumille cambumìllë [kambu'mɪllə] sf. Camomilla. || VC campomìlla (1929). || LR cambumille.

camenà [kamə'na] v. Camminare. || RM camenà.

camenate camënåtë [kamə'nɜtə] sf. Passeggiata. || FB camenàte.

camerate cameråtë [kame'rɜtə] sf. Camerata.  

camese ['kaməsə] sm. Camice.

camine camìnë [ka'mɪnə] sm. Cammino. || LE Ind' a la metà de lu camine ['ind-a mə'ta d-u ka'mɪnə] Nel mezzo del cammin. || MM [s-ẹ mmẹ́sse̥ nɡamį́/ne̥. ẹ ss-e̥ n-ę  i̯i̯u̇́te̥] N.d.R.si è messo in cammino e se ne è andato. || LE camine.

camie ['kamjə] sm. Camion. || CS sope o camije di suldáte ['sɤpə ɔ 'kamjə d-i sul'dɜtə] N.d.R. Sul camion dei soldati. || CS camije.

cammainalte [kammai'naltə] par. comp. Con le mani in alto. || EG cammainalte.

cammeselle cammësèllë [kammə'sɛllə] sf. Camicetta, Camiciola. || VC cammesèlla (1929). || [fg. camicètta - ital. camicétta]

cammesole cammesólë [kammə'sɤlə] sf. Camiciola. || FB Aveze a cammesole famme sénde ì spall’e ù còre ['avəzə a kammə'sɤlə 'fammə 'sɛndə i s'pallə ɛ u 'kɤrə] Alzati la maglia e fammi sentire le spalle e il cuore. || FB cammesole.

cammise cammìsë [kam'mɪsə] sf. Camicia. || CA¹ Quànne  Màst’Alèssije àda accògghije ‘i grègne ‘i cammìse i sguàrre e jètte i màneke ‘o làrghe. ['kwannə 'mast a'lɛssjə 'ada k'kɔɡɡjə i 'ɡrɛɲɲə i kam'mɪsə i z'ɡwarrə ɛ 'jɛttə i 'manəkə ɔ 'larɡə] Quando Mastro Alessio deve raccogliere i fasci di grano le camice le strappa e butta le maniche. || LR cammìse.

camurriste camurrìstë [kamur'rɪstə] sm. Camorrista. || VC camurrìsta (1929).

canagghione canagghiónë [kanaɡ'ɡjɤnə] sm. superl. Grosso cane, Persona scaltra. || RF si’ fatte u canagghióne! ti sei preso una sbronza! || FB canagghijòne. || RF canagghióne [kanaĝĝọ̈ne̯].

canale canålë [ka'nɜlə] sm. Canale, Fogna, Chiavica, Grondaia. || VC canàle (1929). || RF canàle [kanåle̯].

canarie canàrië [ka'narjə] sm. Canarino. || VC canàrie (1929).

canarille canaríllë [kana'rillə] sm. Canarino. || RM  canarìlle.

candà [kan'da] v. Cantare. || EG Perciò, l’anne ca véne, turne a candà [per'ʧɔ, l 'annə ka 'venə, 'turnə a kkan'da] N.d.R. Perciò, l’anno prossimo, torna a cantare. || AO Sènza solde nen ze càndene mèsse ['sɛnʣa 'sɔldə nʣə 'kandənə 'mɛssə]  Senza soldi non si cantano messe || ML candà.

candate candåtë [kan'dɜtə] pp. e agg. Cantato. || RM candàte.

candatore candatórë [kanda'tɤrə] sm. Cantante, Ranoccio. || GF candatore.

cande ['kandə] sm. Canto. || SA Cande che te passe [kandə kɛ tə 'passə] Canta che ti passa. || LE ‘u canté d’u tavulijeré [u 'kandə d-u tavu'lirə] N.d.R. il canto del tavoliere. || LE canté. || GF cande.

candenire candënírë [kandə'nirə] sm. Vinaio, Commerciante al dettaglio di vini. || VC cantenière (1929).

candere ['kandərə] sm. Cantero, Vaso per bisogni corporali. || Anche candre ['kandrə] || VC càntaro (1929). || Etim. dal lat. canthărus e dal greco κάνϑαρος

candine candìnë [kan'dɪnə] sf. Cantina. || Locuz. fa candine [fa kan'dɪnə] Fare discussioni. || TF candìne.

candire candírë [kan'dirə] sm. Cantiere.

candre ['kandrə] sm. Cantero, Vaso per bisogni corporali. || Anche candere ['kandərə]. || TF càndre. || RF candre [kant̬re̯].

candone candónë [kan'dɤnə] sm. Cantone, Angolo del muro. || RF candóne [kant̬ọ̈ne̯].

cane cånë ['kɜnə] sm. Cane, Ubriacatura. || RF te si’ fatte i càne ti sei preso una sbronza. || VC cane (1929). ||  SA¹ cäne (1933). ||  SE càne. || RF càne [kåne̯]. || FO cœne [cœne̥].

canestre canèstrë [ka'nɛstrə] sf. Cesta. || RF canèstre [kanęstre̯].

canestrille canëstríllë [kanəs'trillə] sm. Canestrino. || VC canestrìelle (1929).

cangele ['kanʤələ] sm. Bottone di metallo. || BA cangele. | RF [kanč̬e̯le̯].

cangellà [kanʤəl'la] v. Cancellare. || Anche scangellà [skanʤəl'la]. || RM cangellà.

cangelle cangèllë [kan'ʤɛllə] sf. Quaderno a quadretti. || sm. pl. Tarallini. || EG cangelle. || LA  cangèlle.

cangellire cangëllírë [kanʤəl'lirə] sm. Cancelliere. || [fg. cancelliére - ital. cancellière]

cangille cangíllë [kan'ʤillə] sm. Cancello. || RM cangìlle. || RF cangille [kanč̬ílle̯].

canigghie canìgghië [ka'nɪɡɡjə] sf. Crusca, Cruschello. || VF caniglia (1841) || VC canìglia (1929). || AO canìgghje. || RM canìgghije. || RF canigghie [kanįĝĝe̯].

canigghiole canigghiólë [kaniɡ'ɡjɤlə] sf. Forfora. || VC canigliòla (1929).

canijà [kani'ja] v. Ingannare. || AO canijà.

canistre [ka'nɪstrə] sm. Canestro, Cesta di vimini, Deposito di risparmi presso un rivenditore di generi alimentari. || BA San Francische i fafe int’u canistre [san fran'ʤɪskə i 'fɜfə ind-ɔ ka'nɪstrə] San Francesco, le fave nel cesto per la semina. || MA Tant’anne arrete s’ausave ‘nde famiglie cchiù pov’rell’ ‘u canistre. U facevene i mamme nostre andò jevene a fa’ a spesa ['tand 'annə ar'retə s-au'sɜvə nde fa'mɪʎʎə k'kjʊ ppɤvə'rɛllə u ka'nɪstrə. u fa'ʧɛvənə i 'mammə 'nɔstrə an'dɔ 'jɛvənə a ffa a s'pesə] N.d.R. Tanti anni fa si usava nelle famiglie più povere il canestro. Lo facevano le nostre mamme dove andavano a fare la spesa. ||  VF canistro (1841) || BA canistre. || VC canìstre (1929).

cannale cannålë [kan'nɜlə] sm. Collare dei cani. || MM kannále.

cannarone cannarónë [kanna'rɤnə] sm. Garagarozzo, Gola. || VF cannarone (1841) || VC cannaròne (1929). || BA canarone.

cannarute cannarůtə [kanna'rʉtə] agg. Goloso. || VF cannaruto (1841) || VC cannarùte (1929). || FB canarute.

cannaruzze [kanna'rʊtʦə] sm. Gargarozzo, Gola, Trachea. || EG cannaruzze. || BA canaruozze. || RF cannaruzze [kannarųzze̯].

cannaruzzette cannaruzzèttë [kannarut'ʦɛttə] sm. pl. Cannarozzetti, Maccheroni fatti in casa. || BA cannaruzzette.

canne ['kannə] sf. 1. Canna. 2. Gola. || FB canne. || RF [kanne̯].

cannele [kan'nɘlə -elə] sf. Candela. || LA cannèle. || MM kannéle.

cannelicchie cannëlìcchië [kannə'lɪkkjə] sm. Cannolicchio. || VC cannelìcchie (1929). || RM cannelìcchije.

cannelire cannëlírë [kannə'lirə] sm. Candeliere. || VF canneliere (1841) || VC cannelìere (1929). || [fg. candeliére - ital. candelière]

cannelle cannèllë [kan'nɛllə] sf. Cannella. || ZO cannell (1864).

cannelline cannëllìnë [kannəl'lɪnə] sm. pl. Confettini. || LR cannelline. || LE cânnellìne. || RF cannellìne [kanne̯llı̊ne̯].

cannelore cannëlórë [kannə'lɤrə] sf. Candelora, Festa della purificazione della Vergine. || VF cannelora (1841) || VC cannelòra (1929). || RM cannelòre.

cannelotte [kannə'lɔttə] sm. Candelotto, Candela grossa e corta. || VC cannelòtte (1929).

cannucchiale cannucchiålë [kannuk'kjɜlə] sm. Cannocchiale. || AO cannucchjàle.

cannunate cannunåtë [kannu'nɜtə] sf. Cannonata.

cannutte [kan'nʊttə] sm. Trachea. || RF cannutte [kannųtte̯].

canosce [ka'nɔʃʃə] v. Conoscere. || GG canosce (1834) || [fg. conòscere - ital. conóscere]

cantatore cantatórë [kanta'tɤrə] sm. Rana. || pl. cantature [kanta'tʉrə] || BA cantatore.

cantature cantatůrë [kanta'tʉrə] sm. pl. Ranocchi. || sing. cantatore [kanta'tɤrə] || LR ‘i cantature [i kanta'tʉrə]  le ranocchie. || LR cantature.

canunece canúnëcë [ka'nunəʧə] sm. pl. Canonici. Ecclesiastici che fanno parte di un capitolo cattedrale o collegiale || BF canûonece (1893).

canzirre canżírrë [kan'ʣirrə] agg. Astuto, Prepotente. || AO canzìrre.

canzone canżónë [kan'ʣɤnə] sf. Canzone. || CA se sta masckere tu nen avisse avute, manghe sta canzone t’avrimme fatte! [sɛ sta 'maʃkərə tʊ nn-a'vɪssə a'vʉtə, 'manɡə sta kan'ʣɤnə t-a'vrɪmmə 'fattə!] Se questa maschera tu non avessi avuto, neanche questa canzone ti avremmo dedicata! || RF purtà na cóse a canzóne o canzóne canzóne procrastinare ‘sine die’, rimandare qlco. || CA canzone. || RF canzóne [kanźọ̈ne̯]. || [fg. canżóne - ital. canzóne]

capa ['kɜpa] sf. Testa. || agg. Migliore. || cfr. megghia ['mɛɡɡja] || GG capa (1834).

capà [ka'pa] v. Scegliere, Capare, propr. Scegliere capo per capo. || SA Marije è jute a capà a robbe minze ‘o Venerdì [ma'rɪjə ɛ 'jʉtə  a kka'pa a r'rɔbbə m'minʣə ɔ vener'dɪ] Maria è andata a scegliere la roba al mercato del Venerdì. || VC capà (1929).

capabbasce ['kɜp ab'baʃʃə] sm. Precipizio. || RM ha pigghijàte 'u càpe abbàsce. [a ppiɡ'ɡjɜtə u 'kɜp-ab'baʃʃə] N.d.R. sta precipitando verso il fallimento economico. || AO cape abbàsce.|| RM cape-abbàsce. || RF càpabbasce [kåp-abbašše̯].

capacchione capacchiónë [kapak'kjɤnə] sm. Grossa Testa, Testardo. || BA capacchione. || RM capacchijòne. || RF capacchióne [kapaĉĉọ̈ne̯].

capace [ka'pɜʧə] agg. Capace.

capacetà [kapaʧə'ta] v. Fare capace, Rassegnare. || RM capacetà.

capacine capacìnë [kapa'ʧɪnə] solo nella locuz. jeta capacine ['jeta kapa'ʧɪnə] Particolare tipo di bietola selvatica.

capaddozze [kapad'dɔtʦə] agg. Caporione. || AO capaddòzze.

capagloriose [kɜpaɡlo'rjɤsə] agg. Scapestrato. || RM capagloriòse.

caparotte [kɜpa'rɔttə] par. comp. Testa rotta. || VC caparòtta e pena pagata [kɜpa'rɔttə ɛ p'pena pa'ɡɜtə] dicesi di chi, dopo di essere stato vilipeso, è chiamato a pagare il fallo non commesso. || VC caparòtta (1929).

caparrete caparre̊të -étë [kɜpar'retə -etə] avv. Indietro, Punto e a capo. || BA caparrete.

capate capåtë [ka'pɜtə] pp. e agg. Scelto. || VC capàto (1929). || TF capàte.

capatoste [kɜpa'tɔstə] agg. Testadura, Testardo. || RM capatòste.

cape cåpë ['kɜpə] sf. Testa. || locuz. a ccap'arrete [a k'kɜpə ar'retə] . Da capo, Di nuovo, Dall’inizio. || TF càpe. || EG 'ccàp. || LR capa. || MAM [kǻpe̥].

capecifere [kɜpə'ʧɪfərə] sm. lett. Capo Lucifero, Capobanda. || BA capecifere.

capeculle [kɜpə'kullə] sm. Collo della testa, Capocollo. || VC capecùolle (1929).

capecuscine cåpëcuscìnë [kɜpəkuʃ'ʃɪnə]  sm. Federa del guanciale. || RM capecuscìne.

capedanne [kɜpə'dannə] sm. Capodanno. 

capelitte [kɜpə'littə] sm. Capoletto, Drappo o panno che si poneva a capo del letto, Capezzale. || RM capelìtte.

capellere capëlle̊rë -érë [kapəl'lɘrə -erə] sf. Pettinatrice. || cfr. pelucchere [pəluk'kerə]. || BA capellere.

capepopele [kɜpə'pɔpələ] sm. Capopopolo. || VC capopuòpolo (1929).

capesciole capësciólë [kapəʃ'ʃɤlə] sf. Fettuccia, Nastro di cotone. || Anche capisciole [kapiʃ'ʃɤlə] || FB capesciòle.

capesotte [kɜpə'sɔttə] avv. Sottosopra, Alla rovescia. || RM capesòtte.

capetà [kapə'ta] v. Capitare, Accadere, Succedere. || TF capeta’. || FB capetà.

capetale capëtålë [kapə'tɜlə] agg. e smf. Capitale. || FD capetàle. || CS capetále.

capetane [kapə'tɜnə] sm. Capitano. || MG 'na matine venije 'u Capetane e decije: Tutt' 'a cumpagnije adda 'i a pulezzà 'u vase [na ma'tɪnə və'nɪjə u kapə'tɜnə ɛ ddə'ʧijə: ‘tʊtt-a kumbaɲ'ɲɪjə 'adda jɪ a ppuləd'ʣa u 'vɜsə] N.d.R. una mattina venne il Capitano e disse: Tutta la compagnia deve andare a pulire il vaso -‘bosco’ in turco-. || MG capetane.

capetone capëtónë [kapə'tɤnə] sm. Capitone. || RC cap’ton’. || FB capetòne.

capetonne [kɜpə'tɔnnə] sf. Capitombolo. || FB càpetonne.

capetuste [kɜpə'tustə] agg. Testardo, Testa dura, Ostinato. || VF capotuosto (1841) || VC capotùosto (1929). || FB càpetuste. || RF capetuste [kape̯túste̯].

capevutà [kapəvu'ta] v. Capovolgere. || RM capevutà.

capevuttere [kɜpə'vʊttərə] sm. Amministratore di masseria. || lett. Capo buttero. || VC capovùttere (1929). || BA capevuttere.

capezavezicchie cåpëzavëzìcchië [kɜpəʦavə'ʦɪkkjə] sm. Capo di salsiccia. || RM capezavezìcchije.

capezza [ka'pɛtʦa] sf. Cavezza. || Anche capezze [ka'pɛtʦə] || SA T’agghia mette ‘a capezza ‘nganne [t 'aɡɡja 'mɛttə a ka'pɛtʦa n'ɡannə] Devo metterti la cavezza al collo -devo costringerti a fare qualcosa-. || VF capezza (1841) || AO capèzza.

capezze [ka'pɛtʦə] sf. Cavezza. || Anche capezza [ka'pɛtʦa] || EG Vuléve sèmbe esse teràte p’a capèzze [vu'levə 'sɛmbə 'ɛssə tə'rɜtə p-a ka'pɛtʦə] N.d.R. Voleva essere sempre tirato per la cavezza. || EG capèzze. || [fg. cavèzza - ital. cavézza].

capì [ka'pɪ] v. Capire. || Anche accapì [akka'pɪ] || SE sckìtt’u padretèrne i pote capì [ʃ'kittə u padre'tɛrnə i 'pɤtə ka'pɪ] N.d.R. solo il Padreterno le può capire. || ZO capì (1864).

capicchie capìcchië [ka'pɪkkjə] sm. Capezzolo. || BA capicchie. || RF capicchie [kapįĉĉe̯].

capille capíllë [ka'pillə] sm. Capello. || CA Capìlle e dînde, nen fanne nînde [ka'pillə ɛ d'dində nən 'fannə 'nində] N.d.R. lett. Capelli e denti non fanno niente. || MAM [m-ágga fá i kapílle̥] devo tagliarmi i capelli. || VC capìlle (1929). || PR capille. || CA¹ [capillᵉ]. || MAM [kapílle̥]. || [fg. capèllo - ital. capéllo]

capisciole capisciólë [kapiʃ'ʃɤlə] sf. Fettuccia, Nastro di cotone. || Anche capesciole [kapəʃ'ʃɤlə] || RF capisciòle [kapiššǫ̈le̯].

capocchie [ka'pɔkkjə] sf. Capocchia. || RM capòcchije.

cappe ['kappə] sf. Cappa, Ampio mantello. || RA E penz’a lu marite senza cappa e senza mbrelle’ [ɛ p'pɛnʣə ɔ ma'rɪtə 'sɛnʣa 'kappə ɛ s'sɛnʣa m'brɛllə] N.d.R. E pensa al marito senza mantello e senza ombrello. || BA cappe. || RA cappa.

cappellare cappëllårë [kappəl'lɜrə] sm. Cappellaio. || ZO cappeulleur (1864) || VC cappellàre (1929). || RF cappellàre [kappe̯llåre̯].

cappellone cappëllónë [kappəl'lɤnə] sm. Cappellone. || SA ’U cappellone 'i Cruce [u kappəl'lɤnə i 'krʊʧe] Il Cappellone della Chiesa delle Croci. || EG cappellone.

cappille cappíllë [kap'pillə] sm. Cappello. || VF cappiello (1841) || ZO cappiel (1864). || BF cappîelle (1894).|| VC cappìelle (1929). || BA cappielle.

cappotte [kap'pɔttə] sm. Cappotto. || VC cappòtte de prèvete [kap'pɔttə də 'prɛvətə] tabarro. || VC cappòtte (1929).

cappucce cappùccë [kap'pʊtʧə] sm. Cappuccio, Cappello per ripararsi dalla pioggia tipico dei vetturali, Capperone. ). || BF ccappucce (1894).  || VC cappùccio (1929).

cappuccenelle cappuccënèllë [kappuʧə'nɛllə] sf. lett. Cappuccinelle, Riformatorio. || CS cappucenelle.

capucchie [ka'pukkjə] sm. Nocciolo di albicocca utilizzato dai ragazzi per un gioco di strada. || Anche chipucchie [ki'pukkjə] || FB capucchij.

capuzzate capuzzåtë [kaput'ʦɜtə] sf. Testata. || RM capuzzàte.

capuzzelle capuzzèllë [kaput'ʦɛllə] sf. 1. Piccola testa.  2. Testina di agnello da fare al forno. || LA capuzzèlle. || RA capuzzelle. || RF capuzzèlle [kapuzzęlle̯].

capuzzille capuzzíllë [kaput'ʦillə] sost e agg. Prepotente, Capetto. || LA capuzzîlle. || GE capuzzielli.

carabbenire carabbënírë [karabbə'nirə] sm. Carabiniere. || [fg. carabiniére - ital. carabinière]

carabbine carabbìnë [karab'bɪnə] sf. Carabina. || RA carabino. || SA¹ carubbine.

caravone caravónë [kara'vɤnə] sm. sing. Carbone. || pl. caravune caravůnë [kara'vʉnə] || BF ccaravone (1894). || VC caravòne (1929). || SA¹ caravone. || Etimol. dal lat. carbo -ōnis.

caravugne caravùgnë [kara'vʊɲɲə] sm. Foruncolo, Carbonchio, Malattia infettiva dei bovini trasmissibile all’uomo. || VF cravugnolo (1841)

caravune caravůnë [kara'vʉnə] sm. pl. Carboni.

caravunelle caravunèllë [karavu'nɛllə] sf. Carbonella. || cfr. carvunelle carvunèllë [karvu'nɛllə], 'a rusce [a 'rʊʃʃə] || VF caravunella (1841) || FB carvunèlle.

carbunate carbunåtë [karbu'nɜtə] sf. Bicarbonato. || RM carbunàte.

carcerate carcëråtë [karʧə'rɜtə] agg., sm. e pp. Detenuto, Carcerato. || come pp. anche ‘ngarcerate [nɡarʧə'rɜtə] || AO carceràte.

carciofele [kar'ʧɔfələ] sf. Carciofo. || cfr. scarcioffele [skar'ʧɔffələ] || VC scarciòfola (1929).  

cardille cardíllë [kar'dillə] sm. Cardellino. || MM¹ Zompă cardill’ ca u sole cocë ['ʦɔmba kar'dillə ka u 'sɤlə 'kɤʧə] Salta cardillo ché il sole scotta. || MM¹ cardill’. || MG¹ cardille.

cardone cardónë [kar'dɤnə] sm. sing. Cardo. || pl. cardune cardůnë [kar'dʉnə] || VC cardòne (1929). || EG cardone. || RF cardóne [kardọ̈ne̯].

cardune cardůnë [kar'dʉnə] sm. pl. Cardi. || FB cardune. || LR cardùne. || RF cardùne.  || MM kardúne.

cardungille cardungíllë [kardun'gillə] sm. Cardoncello, Piccolo cardo. || MM kardungílle e kardúne attannúte. cardi teneri. || carduncîelle (1894). || BA carduncielle. || EG cardungille. || AO cardungìlle. || MM kardungílle. || RF cardungîlle [kardunč̬ílle̯].

care cårë ['kɜrə] avv. A prezzo elevato, Caro. || agg. Che è oggetto di amore, Caro. || SA ’Stu turte me l’è pagà care! [stu 'turtə mə l-ɛ pa'ɡa 'kɜrə]Questo torto me lo pagherai caro. || SA Giuvànne è ‘nu cáre cumbàgne [ʤu'wannə ɛ nu 'kɜrə kum'baɲɲə]  Giovanni è un caro compagno. || VMG carä. || MG¹ care.

carecà [karə'ka] v. Caricare. || RM carecà. || RF carecà [kare̯ká].

carecature carëcatůrë [karəka'tʉrə] sf. Caricatura. || AO carecatùre.

carestije carëstìjë [karəs'tɪjə] sf. Carestia, Estrema penuria di generi alimentari. || MM [pö. ddö́pe̥. ve̥níi̯ a karistį́/i̯e̥. ẹ nne̥ nd(t)e̥nẹ́/ve̥ ccu kkẹ mmaňňá. ẹ sse̥ maňňä́ve̥ i ggá/nne̥le̥.] N.d.R. Poi dopo venne la carestia e, non avendo più niente da mangiare, si magiava le ghiande. || GG carastia (1834). || MM [karistį́/i̯e̥]. || Etimol. dal basso lat. caristìa.

carestuse carëstůsë [karəs'tʉsə] agg. Caro, Carestoso, Che applica prezzi elevati. || AO  "Carestòso" da "carestia": chi vende a prezzi molto cari. || AO E' nu caretùse! [ɛ nu karəs'tʉsə] È un carestòso! || RM èje carestùse ['ejə karəs'tʉsə] commerciante che applica prezzi alti o che non fa sconti. || VC carestùse (1929). || Etimol. drv. di carestia.

caretà [karə'ta] sf. Carità. || SA Facite ‘a caretà a stu povere vecchiarille! [fa'ʧɪtə a karə'ta a stu 'pɔvərə vəkkja'rillə] Fate la carità a questo povero vecchietto. || PM carità.

carezze [ka'rɛtʦə] sf. Carezza. || PR senza nu vase e ssenze na carezze ['sɛnʣa nu 'vɜsə ɛ s'sɛnʣə na ka'rɛtʦə] N.d.R. senza un bacio e senza una carezza. || PR carezze. || EG carèzze.

carijole carijólë [kari'jɤlə] sf. Cariola.

carline carlìnë [kar'lɪnə] 1. sm. Carlino, moneta borbonica corrispondente a otto soldi e mezzo.  || Anche carrine [kar'rɪnə] || SA¹ carline.

Carline Carlìnë [kar'lɪnə] 2. pers. f. Carolina. || || RM [karlɨnə].

Carmene ['karmənə] pers. m. Carmine. || || TF Carmeni’.

Carmenille Carmëníllë [karmə'nillə] pers. m. Carmine. || TF Carmenìlle.

carna ['karna] sf. Carne. || BA Carna triste n’a vole Criste ['karna 'trɪstə nn-a 'vɤlə 'krɪstə] Cristo non vuole uomini cattivi.  || VC carna (1929).

carne ['karnə] sf. Carne. || Anche carna ['karna] || MG¹ A carne se jette e i cane s’arraggene [a 'karnə sə 'jɛttə ɛ i 'kɜnə s-ar'radʤənə] La carne si butta e i cani si arrabbiano. || ML carne. || CA¹ a karnə e kɔttə [a 'karnə ɛ 'kɔttə] la carne è cotta. || CA¹ karnə || FO carne [carne̥] || RF carne [karne̯]  

carnette carnèttë [kar'nɛttə] agg. Arrogante, Prepotente. || BA carnette.

carnevale carnëvålë [karnə'vɜlə] sm. Carnevale. || Anche carnuvale [karnu'wɜlə]. || SG¹ pe ije a vedè ‘a sfelate de carnevale [pə 'jɪ a vvə'dɛ a sfə'lɜtə də karnə'vɜlə]  N.d.R. per andare a vedere la sfilata di carnevale. || CA¹ Ogge é murte u carnevⱥle ['ɔdʤə ɛ 'murtə u karnə'vɜlə] N.d.R. Oggi è morto il carnevale. || SG¹ carnevale. || CA¹ [carnᵉvⱥlᵉ] / [karnəvɐlə]. || RF Carnevàle [Karne̯våle̯].

carnevalicchie carnëvalìcchië [kkarnəva'lɪkkjə] sm. Carnevalino. || CA¹ karnəvɐlə e kkarnəvalįkkjə / dammə na fɛllə də zavəzįkkjə / e sį nə mmə a vujə dá / kɛ sə pɔzza mfračədá [karnə'vɜlə ɛ kkarnəva'lɪkkjə / 'dammə  na 'fɛllə də ʦavə'ʦɪkkjə / ɛ ssɪ nə mmə a vujə da

kɛ sə ‘pɔtʦa nfraʧə'da!] Carnevale, carnevaletto / dammi una fetta di salsiccia, / e se non la vuoi dar / che si possa 'nfracidar! || CA¹ [kkarnəva'lɪkkjə].

carnuvale carnuvålë [karnu'wɜlə] sm. Carnevale. || Anche carnevale [karnə'vɜlə].

carocchie [ka'rɔkkjə] sf. Pugno, Colpo dato con le nocche delle dita. || cfr. catozze [ka'tɔtʦə] || VC caròcchia (1929).

carogne carògnë [ka'rɔɲɲə] sf. Carogna. [fg. carògna - ital. carógna]

carote [ka'rɤtə] sf. Carota, Barbabietola. || BA carote. || [fg. caróta - ital. caròta] || [fg. barbabiétola - ital. barbabiètola]

carpendire carpëndírë [karpən'dirə] sm. Carpentiere. || cfr. mste d'asce ['mastə d'aʃʃə] || RM carpendìre.

carrare carrårë [kar'rɜrə] sf. Solco delle ruote. || cfr. 'ngazzatore [nɡatʦa'tɤrə] || MM karráre.

carrate carråtë [kar'rɜtə] sf. Grossa botte per il rifornimento di acqua nelle campagne. || BA carrate. || RF carràte [karråte̯].

carre ['karrə] sm. Carro. || RA Vann’i carré tutt’apparaté ['vann-i 'karrə ‘tʊtt-appa'rɜtə] Vanno carri bene addobati. || RA carré.

carrette carrèttë [kar'rɛttə] sf. Carretto. || LR carrètte. || MA carretta.

carrettine carrëttìnë [karrət'tɪnə] sm. 1. Carrettino. 2. Rapimento di una ragazza da parte del pretendente. || RF fà u carrettìne rapire l’innamorata e attuare la 'fujarèlle' .|| CA¹ E “Crùce” quànne vònne ‘na fèmmene p'  ffòrze ‘i fànne ‘u “carrettìne”, cioè ‘a mènene sòpe ‘o traìne e s’a pòrtene. [ɛ 'krʊʧə 'kwannə 'vɔnnə na 'fɛmmənə pə f'fɔrzə i 'fannə u "karrət'tɪnə", ʧɔ'ɛ a 'mɛnənə 'sɤpə ɔ tra'ɪnə ɛ s-a 'pɔrtənə] Alle “Croci” quando vogliono una donna per forza le fanno il “carrettino”, cioè la buttano sul traino e se la portano. || FB carrettene. || CA¹ carrettìne. || RF carrettìne [karre̯ttı̊ne̯].

carrettire carrëttírë [karrət'tirə] sm. Carrettiere. || RF carrettîre [karre̯ttíre̯].

carrijà [karri'ja] v. Trasportare, Portare via, anche nel senso di Rubare, Indurre qualcuno a seguirci, Sedurre. || lett. Portare con il carro. || RF carrijéje N.d.R. trasporto.|| SA¹ carrejà’. || RF carrijà [karre̯i̭á].

carrine carrìnë [kar'rɪnə] sm. Carlino, moneta borbonica corrispondente a otto soldi e mezzo. || Anche carline [kar'lɪnə] || BA Addà ballà sope a nu carrine ['adda bal'la 'sɤp-a nu kar'rɪnə] Dovrà ballare sopra un carlino. || GG carrine (1834) || VC carrìne (1929). || SA¹ carrine.

carrire carrírë [kar'rirə] sf. Carriera. || sm. Carpentiere, Chi costruisce carri. || LR Quann’i fasciste jèvene fujènne isse facìje carrîre, ascìje ‘a luce ['kwannə  i faʃ'ʃɪstə 'jɛvənə fu'jɛnnə,  'ɪssə fa'ʧɪjə kar'rirə, aʃ'ʃɪjə a 'lʊʧə] N.d.R. quando i fascisti scapparono lui fece carriera, uscì alla luce. || LR carrîre. || VC carrìere (1929).

carrozze [kar'rɔtʦə] sf. Carrozza. || FD O a Nàpule ca’ carrozze o a Gaèt chi catène [ɔ a n'napulə k-a kar'rɔtʦə ɔ a ɡa'etə k-i ka'tenə] N.d.R. O a Napoli in carrozza, o a Gaeta in catene. || RA carrozzé. || FD carrozze.

carruzze carrùzzë [kar'rʊtʦə] sm. Carretto. || EG carruzze.

carruzzelle carruzzèllë [karrut'ʦɛllə] sf. Carrozzella. || RA carruzzellé. || RF carruzzèlle [karruzzęlle̯].

carruzzette carruzzèttë [karrut'ʦɛttə] sm. Carrettino tirato a mano. || VC carruzzètte (1929). || BA carruzzette.

cartare cartårë [kar'tɜrə] sm. Cartaio. ||  VF cartaro (1841) || FB cartàre.

cartasciugande [kartaʃʃu'ɡandə] sf. Carta assorbente. || FB cartasciucande.

carte ['kartə] sf. Carta, Documento. || LE carté.

cartellate cartëllåtë [kartəl'lɜtə] sf. Cartellata, Dolce natalizio tipico. || DLC Ije me métte o pizze d’a strade e sénde addore d’i cartellate ['ijə mə  'mɛttə ɔ 'pɪtʦə a s'trɜdə ɛ s'sɛndə ad'dɤrə d-i kartəl'lɜtə] Io mi metto alla punta della strada e sento l’odore delle cartellate. || DLC cartellate.

cartelle cartèllë [kar'tɛllə] sf. Cartella esattoriale. || cfr. sfugliatelle [sfuʎʎa'tɛllə].  

cartelline cartëllìnë [kartəllɪnə] sm. Cartellino.

cartere carte̊rë -érë [kar'tɘrə -erə] sf. Cartella. || BA cartere. || LA cartère.

cartire cartírë [kar'tirə] sf. Cartiera, Istituto Poligrafico dello Stato. || FB cartire. || [fg. cartiéra - ital. cartièra]

cartucce cartùccë [kar'tʊtʧə] sf. Cartuccia. || FB cartùcce.

cartuccire cartuccírë [kartut'ʧirə] sf. Cartucciera. || FB cartuccìre. || [fg. cartucciéra - ital. cartuccièra]

Caruline [karulínə] pers. f. Carolina.

carusà [karu'sa] v. Rasare il capo, Tagliare i capelli a zero. || AO carusà.

caruse carůsë [ka'rʉsə] sm. Taglio quasi totale dei capelli. || SA S'è fatte u caruse [s-ɛ f'fattə u ka'rʉsə] Si è rasato i capelli. || BA caruse.

carusille carusíllë [karu'sillə] sm. Salvadanaio. || VF carusiello (1841) || LA carusîlle. || RF carusille [karusílle̯].

carvunelle carvunèllë [karvu'nɛllə] sf. Carbonella. || cfr. caravunelle [karavu'nɛllə], 'a rusce [a 'rʊʃʃə]. || RM carvunèlle. || RF carvunèlle [karvunęlle̯].

casa ['kɜsa] sf. Casa. || Anche case ['kɜsə]  || GG casa (1834) || TF càsa. || MM [kä́/sa]

casarelle casarèllë [kasa'rɛllə] sf. Casetta. || RM casarèlle.

casarole casarólë [kasa'rɤlə] sf. Addetta alla confezione delle locali specialità di maccheroni. || agg. Casereccio. || BA casarole. || VC casaròle (1929).

casce ['kaʃʃə] sf. Cassa, Bara. || Locuz. casce da murte ['kaʃʃə da 'murtə] Bara, Cassa da morto. || TF càsce. || RF casce [kašše̯].

cascetelle cascëtèllë [kaʃʃə'tɛllə] sf. 1. Cassetta. 2. Gabbia toracica. || BA cascetelle. || RF cascetèlle [kašše̯tęlle̯].

casciabbanghe [kaʃʃab'banɡə] sf. Cassapanca. || VF casciabanco (1841) || RM casciabbàncke.

casciaforte casciafòrtë [kaʃʃa'fɔrtə] sf. Cassaforte. || AA cascjafòrte.

cascigne cascìgnë [ka'ʃɪɲɲə] sf. Particolare tipo di erba selvatica commestibile. || RF casçigne [kašiññe̯].

case ['kɜsə] 1. sf. Casa. || Anche casa ['kɜsa] || 2. sm. Cacio. || 3. sost. Caso. || BA 'A càse d'i poverille nen manchene màje stozze. [a 'kɜsə d-i povə'rillə nən 'manɡənə  'mɜjə s'tɔtʦə] N.d.R. Nella casa dei poveri non mancano mai pezzi di pane duro. || AO Ajìre casa case, ogge mizz'â case [a'jirə 'kɜsa 'kɜsə, 'ɔdʤə m'midʣə a 'kɜsə!] Ieri girava per la casa (in perfetta salute); oggi (morto, steso) in mezzo alla casa. || ZO cheus, cheuseu (1864) || FD càse. || MM kase [kä́se̥].

casecavalle [kɜsəka'vallə] sm. Caciocavallo. || RM ckescavàlle.

castagnare castagnårë [kastaɲ'ɲɜrə] smf. Chi vende caldarroste. || VF castagnaro (1841).  || RF castagnàre [kastaññåre̯].

castagne [kas'taɲɲə] sf. Castagna. || FO [castagne̥].

castagnelle castagnèllë [kastaɲ'ɲɛllə] Piccole castagne, Varietà di frutta secca. || RF castagnèlle [kastaññęlle̯].

castagnole castagnólë [kastaɲ'ɲɤlə] sf. Castagnola, petardo a forma di cartoccio. || spec. pl. Nacchere, antico strumento musicale a percussione usato in guerra dai Saraceni. || VF castagnole (1841).

castegà [kastə'ɡa] v. Castigare.

castille castíllë [kas'tillə] sm. Castello. || VC Fàce castielli a l’aria ['fɜʧə kas'tillə a l'arjə] Fantastica. N.d.R. lett. Fa castelli in aria.

castrate castråtë [kas'trɜtə] sm. Castrato. || ZO nu piezze de castreuteu [nu 'pɪtʦə də kas'trɜtə] un pezzo di castrato.  || ZO castreuteu (1864).

casuccelle casuccèllë [kasut'ʧɛllə] sf. Casetta miseramente arredata. || RM casuccèlle.

cataclisme [kata'klɪzmə] sm. Cataclisma. || RA Nu grandé cataclism’ l’atterrajé [nu 'ɡrandə kata'klɪzmə l-attər'rɜjə]  Da un grande cataclisma fu abbattuta. || RA cataclism’.

catafalche [kata'falkə] sm. Catafalco, Palco di legno sul quale si pone la bara.

catalogne catalògnë [kata'lɔɲɲə] sf. Catalogna. || DLC  i catalogne spegate ck’i fave vanne magnate [i kata'lɔɲɲə spə'ɡɜtə k i 'fɜfə 'vannə maɲ'ɲɜtə] le catalogne spigate con le fave vanno mangiate. || DLC  catalogne. || PP [katalǫ́ňňe̥].

catapecchie [kata'pɛkkjə] sf. Catapecchia, Abitazione malandata. || SG na katapécchia fàtta de tùfo [na kata'pɛkkjə 'fattə də 'tʉfə] N.d.R. una catapecchia fatta di tufo. || SG katapécchia. || [fg. catapècchia - ital. catapécchia]

cataplasme [kata'plasmə] sm. Cataplasma, Medicamento lenitivo, Impiastro. || estens. Persona noiosa. || FB cataplasme.

cataratte [kata'rattə] sf. Cataratta, Chiusura a saracinesca di un condotto d’acqua. || BA cataratte.

catarre [ka'tarrə] 1. sm. Catarro.

catarre [ka'tarrə] 2. sf. Chitarra. || VF catarra (1841) || TF catarre. || GF chitarra.

catarrelle catarrèllë [katar'rɛllə] sf. Chitarrella. || RA Là s’accord’a catarrella [lla s-ak'kɔrdə a katar'rɛllə] Lì si suona la chitarrella. || RA catarrella.

catarrone catarrónë [katar'rɤnə] sm. Chitarra. || MM katarróne.

cate cåtë ['kɜtə] sm. Secchio di legno per attingere acqua dal pozzo, Recipiente usato dai muratori per il trasporto della calce. || BA cate.

catechisme [kate'kɪzmə] sm. Catechismo. || TF catechìsme.

catenazze [katə'natʦə] sm. Catenaccio, Grosso lucchetto. || EG catenazze.

catene cate̊në -énë [ka'tɘnə -enə] sf. Catena. || FB catène. || RF caténe [katẹ̊ne̯].

catenelle [katə'nɛllə] sf. Catenina, Collanina. || RF catenèlle [kate̯nęlle̯].

catenille catëníllë [katə'nillə] sm. Battente di portone, Anello metallico a muro anticamente utilizzato per legarvi i cavalli. || VF cateniello. || RF catenille [kate̯nílle̯].

Caterine [kate'rɪnə] pers. f. Caterina.

catine catìnë [ka'tɪnə] sm. Catino, Recipiente di stagno o ceramica o legno o plastica per usi domestici. || cfr. vacile [va'ʧilə].

catozza [ka'tɔtʦa] sf. Colpo dato con le nocche delle dita. || SA T’agghia dà ‘na catozza ‘ngape! [t 'aɡɡja 'da na ka'tɔtʦa n'ɡɜpə] Devo darti un colpo in testa.|| cfr. carocchie [ka'rɔkkjə].

cattedrale cattedrålë [katte'drɜlə] sf. Cattedrale. || SG Vularrije trasì nu poche ‘nda cattedrale [vular'rɪjə tra'sɪ nu 'pɤkə nd-a katte'drɜlə]  N.d.R. Vorrei entrare un po’ in cattedrale. || SG cattedrale.

cattore cattórë [kat'tɤrə] sf. Ospizio per anziani, Ricovero per accattoni. || MU cattore. || RF cattóre [kattọ̈re̯].

catubbe [ka'tubbə] sm. Cappello a cilindro. || FB catubbe.

caturze catùrzë [ka'tʊrʦə] sm. Bifolco, Montanaro. ||  FB catuzze.

cavalcande [kaval'kandə] sm. Cavallerizzo. || BA cavalcante.

cavalcate cavalcåtë [kaval'kɜtə] sf. Cavalcata. || RA A cavalcaté jam’ a vedé [a kaval'kɜtə 'jɜmə a vvə'dɛ] Si va a vedere la cavalcata che si fa in onore di Maria. N.d.R. lett. La cavalcata andiamo a vedere. || RA Face’ i gir’a cavalcaté ['fɜʧə i d'ʤɪrə a kaval'kɜtə] Gira per tre volte la cavalcata. || RA cavalcaté.

cavalire cavalírë [kava'lirə] sm. Cavaliere. || EG Nuie cavalîre facime 'a rivèrènze e abballàme ck'a cadènze ['nʉjə kava'lirə fa'ʧɪmə a rive'rɛnʣə ɛ abbal'lɜmə k-a ka'dɛnʣə] N.d.R. Noi cavalieri facciamo la riverenza e balliamo con la cadenza. || EG cavalîre. || [fg. cavaliére - ital. cavalière]

cavallare cavallårë [kaval'lɜrə] sm. Cavallaio, Addetto ai cavalli.  || RF cavallàre [kavallåre̯].

cavalle [ka'vallə] sm. Cavallo. || vedi jummende [jum'mɛndə] || RA Ch’i cavall’ nucchijate [k-i ka'vallə nuk'kjɛtə] N.d.R. lett. Con i cavalli adorni di pennacchi. || MM nu kavalle ciote.  Un cavallo che non vuole andare. || CA¹ Quìllu jùrne stèsse arrubbàrene i fenemènde de trè cavàlle da massarìje, ma ‘u fattòre sapève chi ère stàte e ‘u jìje  a ‘cchiappa’ p' ‘rrècchije. ['kwillu 'jurnə s'tɛssə arrub'barənə i fənə'mɛndə də trɛ kka'vallə d-a massa'rɪjə, ma u fat'tɤrə sa'pevə ki 'erə s'tɜtə ɛ u 'jɪjə a kkjap'pa pə r'rɛkkjə] Quel giorno stesso rubarono i finimenti di tre cavalli della masseria, ma il fattore sapeva chi era stato e lo andò a prendere per orecchie. || FD cavàlle. || RA cavall’. || MM kavalle. || MA cavalle. || Etimol. dal lat. caballus  «cavallo da lavoro».

cavallitte [kaval'lɪttə] sf. Cavalletta. || Anche verruchele [vər'rʊkələ] || CA¹ Ere sscùre e k’u lùstre du’ fùke ‘i cavallìtte, ‘i verrecùne se menàvene ‘ndà tièlle. ['erə s'kʉrə ɛ kk-u 'lustrə d-u 'fukə i kaval'lɪttə, i vərrə'kʉnə sə mə'navənə nd-a ti'jɛllə] Era buio e con la luce del fuoco le cavallette, i “verruconi” si buttavano nella pentola. || CA¹ cavallìtte ||  [fg. cavallètta - ital. cavallétta]

cavallucce cavallùccë [kaval'lʊtʧə] sm. Cavalluccio, Cavalo a dondolo. || MA cavallucce. || RF cavallucce [kavallųčče̯].

cavece ['kavəʧə] 1. sm. Calcio. || 2. sf. Calce. || SA Menà cavece 'o vinde [mə'na 'kavəʧə ɔ 'vində] Tirare calci al vento. || AO U càvece ngùle, u sanghe 'o nàse. [u 'kavəʧə n'ɡʉlə, u 'sanɡə ɔ 'nɜsə] Il calcio al culo, il sangue al naso. || AO càvece. || RF cavece [kave̯če̯].

cavecijà ['kavəʧi'ja] v. Prendere a calci.

cavedarare cavëdarårë [kavəda'rɜrə] sm. Calderaio. || RM cavedaràre. || RF cavedaràre [kave̯daråre̯].

cavedare cavëdårë [kavə'dɜrə] sf. Caldaia, Grande recipiente per la bollitura di liquidi. || SG ‘st’i doije cavedare ‘na vonne fenescie [sti 'dɤjə kavə'dɜrə nn a 'vɔnnə fə'nɛʃʃə] N.d.R. queste due caldaie (riferito a de donne) non la vogliono finire. || SG cavedare. || RF cavedàre [kave̯dåre̯].

cavedarelle cavëdarèllë [kavəda'rɛllə] sf. Secchio per calce, Secchio per il trasporto a spalla della calce. || SA Se nen vuje studià, te fazze jí k’a cavedarella ‘ngulle! [sɛ nən 'vujə stu'dja tə 'fatʦə 'jɪ k-a kavəda'rɛlla n'ɡullə] Se non vuoi studiare, ti faccio andare con il secchio della calce addosso -ti mando a fare il muratore-. || AO cavedarèlle. || RF cavedarèlle [kave̯daręlle̯].

cavedarone cavëdarónë [kavəda'rɤnə] sm. Calderone, Grossa caldaia per bollitura o cottura. || RF cavedaróne [kave̯darọ̈ne̯]

cavede ['kavədə] sm. Caldo. || Anche cavete ['kavətə] || Locuz. fiore de càvede ['fjɤrə  də 'kavədə] caldo pomeridiano estivo. || LE cavede. || AO càvede.

cavedille cavëdíllë [kavə'dillə] sm. Pane abbrustolito e condito. || BA cavedielle.

cavele ['kavələ] sm. Cavolo. || RC Baccalà e vrucc’l’ d’ cav’l’ [bbakka'la ɛ v'vrukkələ də 'kavələ] Baccalà e cavoli. || ZO cavulo (1864) || BA cavele. || RC cav’l’.

cavese ['kavəsə] sf. Causa. || BA Vence a cavse e perde a lite ['vɛnʤe a 'kavəsə ɛ p'pɛrdə a 'lɪtə] vince la causa ma perde la lite. || BA cavse.

cavete ['kavətə] sm. Caldo. || Anche cavede ['kavədə] || LR càvete. || DLC cavete. || RF cavete [kave̯te̯].

cavette cavèttë [ka'vɛttə] sm. Gavetta. || RM cavètte.

cavezà [kavə'ʦa] v. Calzare, Mettere le scarpe.

cavezarille cavëzaríllë [kavəʦa'rillə] sm. pl. Calzini. || BA cavzarielle.

cavezate cavëzåtë [kavə'ʦɜtə] pp. Calzato, Vestito. || RM cavezàte. || [fg. calżàto - ital. calzàto]

cavezettare cavëzëttårë [kavəʦət'tɜrə] sm. Fabbricatore di calze. || VF cauzettaro (1841).

cavezette cavëzèttë [kavəʦɛttə] sf. Calza. || RF fà a cavezètte. lavorare di maglia || RF se fàce terà a cavèzette. farsi pregare. (N.d.R. lett. si fa tirare la calza).  || EG I cavezètte de mammà, angore mò se l’ha ‘ngegnàte [i kavə'ʦɛttə də mam'ma, an'ɡɤrə mɔ sə l-a nʤəɲ'ɲɜtə] N.d.R. Le calze di mamma, ancora adesso le ha inaugurate. || EG cavezètte. || BA cavzette. || RF cavezètte [kave̯zętte̯] || [fg. calża - ital. calza]

cavezone cavëzónë [kavə'ʦɤnə] sm. Pantalone, Calzone. || [fg. calżóne - ital. calzóne]

cavezune cavëzůnë [kavə'ʦʉnə] sm. pl. Calzoni, Pantaloni. || RF cavezùne â zumbafûsse. N.d.R. 'calzoni alla saltafosso'. || ZO cauzuni (1864). || RF cavezùne [kave̯zůne̯]

cavezunette cavëzunèttë [kavəʦu'nɛttə] sm. Mutanda lunga da uomo. || VF cauzonetti (1841) || VC cauzunètti (1929). || RF cavezunètte [kave̯zunętte̯].

cavezungille cavëzungíllë [kavəʦun'ɡillə] sm. Calzoncello, dolce natalizio. || RF Cavezungille c’a mustarde da inde N.d.R. Calzoncelli con dentro la mostarda.|| RM cavezungìlle. || RF cavezungille [kave̯zunč̬ílle̯]. || [fg. calżoncèllo - ital. calzoncèllo]

cazze ['katʦə] sm. volg. Pene, Cazzo,  Organo sessuale maschile. || cfr. cacchie [kà] [kakkjə]

cazzemarre [katʦə'marrə] sm. Grosso involtino di budella di agnello, con patate al forno. || cfr. turcenille [turʧə'nillə]. || RF cazzemarre [kazze̯márre̯].

cazzinperne [katʦin'pɛrnə] sm. Sedano. || cfr. acce ['atʧə]. || RF si’cume nu cazzimbèrne. N.d.R. Sei come un sedano. || RF cazzimbèrne / cazzeinpèrne [kazzimp̬ęrne̯].

cazzotte [kat'ʦɔttə] sm. Cazzotto. || cfr. papagnone [papaɲ'ɲɤnə]. || FB cazzotte.

'ccattà [kkat'ta] v. Comprare, Partorire. || Anche accattà.

'ccise 'ccìsë [t'ʧɪsə] pp. e agg. Ucciso. || Anche accise [at'ʧɪsə]. || [fg. uccíso - ital. uccíṡo]

ce [ʧə] pron. pers. Ce, Ci, A lui, A lei. || MG Ce abbiamm, ereme doje Cumpagnije [ʧ-abbi'jammə 'ɛrəmə 'dɤjə kumbaɲ'ɲɪjə] N.d.R. Ci avviammo, eravamo due Compagnie. || GG ce venia na carastia ca Dio te le pozza accuntà [ʧə və'nɪjə na karəs'tɪjə ka d'dɪjə t-a 'pɔtʦə akkun'da] N.d.R. lett. Gli venne una carestia che solo Dio te la può raccontare. || GG ce (1834) || CA¹ [cᵉ].

ce [ʧə] avv. Ci. || SA Nen ce stace maje! [nən ʧə s'tɜʧə 'mɜjə] Non ci sta mai.  || GG ce (1834).

cecà [ʧə'ka] v. Cecare, Accecare. || SG Cumme fuje che mi ijie a cecà? ['kumə 'fujə kɛ mə 'jɪjə a tʧə'ka?] N.d.R. Come fu che mi accecai? || SG cecà. || RF cecà [če̯ká].

cecagghione cëcagghiónë [ʧəkaɡ'ɡjɤnə] agg. superl. Molto miope. || RM cecagghijòne.

cecale cëcålë [ʧə'kɜlə] sf. Cicala. || GG cicalia (1834).

cecate cëcåtë [ʧə'kɜtə] agg. Cieco, Che non vede bene, Non vedente, Privo della vista. || SA I solde fanne aprí l’ucchie e cecate! [i 'sɔldə 'fannə aprɪ l 'ukkjə ɛ ʧə'kɜtə] I soldi fanno aprire gli occhi ai ciechi. || TF cecàte. || PR cecate. || RF cecàte [če̯kåte̯].

cecatille cëcatíllë [ʧəka'tillə] sm. Cavatelli. || SA Cecatille e fasule. [ʧəka'tillə ɛ ffa'sʉlə]  Cavatelli e fagioli. || BA cecatielle.

Ceccangule [ʧekkan'ɡʉlə] sopr. Ceccanculo. || LMG M’assemmégghie, a putèie Céccancule [m-assəm'mɛɡɡjə a pu'tejə ʧekkan'ɡʉlə] Mi sembra la bottega di Ceccanculo. || LMG Céccancule.

cecerchie [ʧə'ʧɛrkjə] sf. Cicerchia. || Anche cicerchie [ʧi'ʧɛrkjə]. || RM cecèrchije. || RF cecèrchie [če̯čęrĉe̯].

Cecerenelle Cëcërënèllë [ʧəʧərə'nɛllə] pers. f. Cecerennella. || RA Cécérénnella ténéva tenevé [ʧəʧərə'nɛlla tə'neva tə'nevə] Cecerennella aveva aveva. || RA Cécérénnella.

cecerille cëcëríllë [ʧəʧə'rillə] 1. sm. Grandine. || cfr. granele ['ɡranələ]  || RM cecerìlle.

cecerille cëcëríllë [ʧəʧə'rillə] 2. sm. pl. Grumetti.

cechelune cëchëlůnë [ʧəkə'lʉnə] solo nella locuz. avv. A’ cechelúne [a ʧəkə'lʉnə] Alla cieca. || RM ceckelùne.

cecheluse cëchëlůsë [ʧəkə'lʉsə] agg. Suscettibile || RF cechelùse [če̯ke̯lůse̯].
ceciutte cëciúttë [ʧə'ʧuttə] sm. Chicco del mais, Ciciotto, Cariosside. || cfr. ciciutte [ʧi'ʧuttə]. || TF ceciùtte. 

cecorie [ʧə'kɔrjə] sf. Cicoria. || RF cecorie [če̯kǫri̭e̯].

cecuriare cëcuriårë [ʧəku'rjɜrə] sf. Cicoriara, Venditrice di cicorie, Erbivendola girovaga. || Anche ciucrijare [ʧukri'jɜrə].

cecute cëcůtə [ʧə'kʉtə] sf. Cicuta. || BA Tene a facce da cecuta cotte ['tenə a 'fatʧə d-a ʧə'kʉta 'kɔttə] ha la faccia ingiallita come la cicuta bollita. || BA cecuta.

cefale ['ʧɛfalə] sm. Cefalo. || Anche cifele ['ʧɪfələ] || RC Cef’l’ e cap’tɤn’ arr’stut’  ['ʧɛfalə ɛ kkapə'tɤnə arrəstʉtə] Cefalo e capitone arrosto. || RC cef’l’.

cefragne [ʧə'fraɲɲə] sf. Testa. || RF sckaffatille dind’a cefragne N.d.R. Schiaffatelo in testa. || RM cefràgne. || RF cefragne [če̯fraññe̯].

cefunire cëfunírë [ʧəfu'nirə] sf. Armadio con specchio, Specchiera. || Anche ciufunire [ʧufu'nirə] || TF cifunìre. || RF cefunire [če̯funíre̯].
cegghie ['ʧɛɡɡjə] sf. pl. Ciglia. || Locuz. cegghie accucchiate ['ʧɛɡɡjə akkuk'kjɜtə] Ciglia folte e unite -persona cattiva-.  || BA cegghie.

cegnate cëgnåtë [ʧəɲ'ɲɜtə] agg. Cornuto. || BA cegnate.

celecà [ʧələ'ka] v. Solleticare. || Anche celechijà [ʧələki'ja]  || LA celecà.

celechiaminde cëlëchiamíndë [ʧələkja'mində] sm. Solletico. || BA celecamiente. || [fg. sollètico - ital. sollético]

celechijà [ʧələki'ja] v. Solleticare. || Anche celecà [ʧələ'ka]. || RM celechijà.

celecuse cëlëcůsë [ʧələ'kʉsə] agg. Fastidioso, Di persona puntgliosa.

celizie celìzië [ʧə'lɪtʦjə] sm. Tormento, Dolore di pancia. || TF celìzzije.

Celone Cëlónë [ʧə'lɤnə] top. Celone. || FO Tant’è a secche, ca me fregarrije 'u Celone ch’ tutt’u Carapelle [Tant’è a secche̥, ca me̥ fre̥garrije̥ u Č’lo̥ne̥ ch’ tutt’u Carapelle̥] Tanta è la sete, che mi berrei il Celone con tutto il Carapelle. || FO. Celone [Č’lo̥ne̥].

cemenere cëmëne̊rë -érë [ʧəmə'nɘrə -erə] sf. Ciminiera. || AO cemenère. || [fg. ciminiéra - ital. ciminièra]

cemose [ʧə'mɤsə] sf. Orlo della stoffa. || VF cimosa (1841) || RM cemòse.

cendrelle cëndrèllë [ʧən'drɛllə] sf. Chiodi corti con testa larga per scarponi. || BA centrelle.

cendrone cëndrónë [ʧən'drɤnə] sm. Chiodo piuttosto grosso. || BA centrone.

cene ce̊në -énë ['ʧɘnə -enə] sf. Cena. || LR cène.

cenere ['ʧɛnərə] sf. Cenere. || BA cenìete.

cenite cënìtë [ʧə'nɪtə] agg. Morbido, Soffice. || FB cenìte. || VC cenìere (1929).

cenzulle [ʧən'ʣʊllə] agg. Stupido, Svagato. || FB cenzulle.

Cepavele [ʧə'pavələ] pers. m. Francesco Paolo. || FB cepavele.

cepolle [ʧə'pɔllə] sf. Cipolla. || locuz. addò víne ca so ccepòlle [ad'dɔ 'vine ka sɔ tʧə'pɔllə] all'impazzata. Lett. vieni qua che sono cipolle.  || VC cepolle (1929). [fg. cipòlla - ital. cipólla]

ceppone cëppónë [ʧəp'pɤnə] sm. Grosso ceppo di legno. || SA Viste ceppone, ca pare barone. ['vistə ʧəp'pɤnə ka 'pɜrə bba'rɤnə] Vesti bene un grosso ceppo di legno e sembrerà un barone. || CA Natale cku sole e Pasqua cku ceppòne [na'tɜlə k u 'sɤlə ɛ p'paskwə k-u ʧəp'pɤnə] N.d.R. Natale con il sole e Pasqua con un grosso ceppo di legno -da bruciare-. || CA ceppòne. || CS ceppone.

cerase [ʧə'rɜsə] sf. Ciliegia. || VF cerasa (1841) || FB ceràse. || RF ceràse [če̯råse̯].

cerasule [ʧəra'sʉlə] sm. Girasole. || RM cerasùle.

cercà [ʧər'ka] v. Cercare, Chiedere. || VMG cërcà. || MA cerkà.

cerche ['ʧɛrkə] sf. questua.  || CA¹ ‘U “mòneke” nen fàce ‘a cèrke, ma arròbbe. [u 'mɔnəkə nən 'fɜʧə a 'ʧɛrkə, ma ar'rɔbbə.] Il “monaco” non fa la cerca, ma ruba. || CA¹ cèrke.

cere [ʧə'rə] sf. Cera.

ceremonie [ʧərə'mɔnjə] sf. Cerimonia.

cernire cernírë [ʧər'nirə] sf. Cerniera.

ceroggene [ʧə'rɔdʤənə] sm. Cero. || BA cerogene. || RF ceroggene [če̯rǫğğe̯ne̯].

certamende certamèndë [ʧerta'mɛndə] avv. Certamente. || [fg. certamènte - ital. certaménte]

certe cèrtë ['ʧɛrtə] agg. indef. Certo.

certi cèrti ['ʧɛrti] avv. Talora. Certe. Alcune volte. || SA Certi vote tu me faje propie arraggià! ['cɛrti 'vɤtə tu mə 'fɜjə 'prɔpjə arrad'ʤa] Certe volte tu mi fai proprio arrabbiare. || VMG certë.

certune certůnë [cer'tʉnə] agg. indef. f. Alcune. || TF certùne.

cerve ['ʧɛrvə] sm. sing. Cervo. || pl. cirve ['ʧirvə]. || RM cèrve.

cervellate cërvëllåtë [ʧərvəl'lɜtə] sf. Salsiccia di maiale molto doppia. || BA cervellate.

cervelle cërvèllë [ʧər'vɛllə] sm. Cervello. || ZO cirvel (1864) || TF cerevèlle. || CA cervèlle. || CV c’rvell. || MAM [če̥rvę́lle]. || RF cervèlle [če̯rvęlle̯].

cervelline cërvëllìnë [ʧərvəl'lɪnə] agg. Sventato, Capriccioso, Poco affidabile. || SA¹ cervelline.

cervone cërvónë [ʧər'vɤnə] sm. Lumacone. || BA cervone.

cestarella [ʧəsta'rɛlla] sf. Recipiente per trasportare la calce. || Anche cestarelle [ʧəsta'rɛllə] || cfr. cavedarelle [kavəda'rɛllə] || SA T’agghia fa’ jì k’a cestarella ‘ngulle! [t'aɡɡja fa 'jɪ k-a ʧəsta'rɛlla n'ɡullə] Ti devo far andare con il secchio della calce addosso -sulle spalle-.

cestarelle cëstarèllë [ʧəsta'rɛllə] sf. Recipiente per trasportare la calce. || Anche cestarella [ʧəsta'rɛlla]

cestine  cëstìnë [ʧəs'tɪnə] sm. Cestino. || cfr. panarille [pana'rillə] || RM cestìne.

cestunie [ʧəs'tʊnjə] sf. Tartaruga. || cfr. tambosce [tam'bɔʃʃə] || VF cestuina (1841) || BA cestunie. || RF cestunije [če̯stuni̭e̯].

cetrangule [ʧə'trangulə]. sf. Cetrangola, Arancia amara.

cetratelle cëtratèllë [ʧətra'tɛllə] sf. Cedrina. || LR cetratèlle.

cetrule [ʧə'trʉlə] sm. Cetriolo. || VF citrulo (1841) || [fg. cetriólo - ital. cetriòlo]

ceveltà [ʧəvəl'ta] sf. Civiltà. || CV Lör a chiamn: c’vltà ['lɤrə a 'kjamənə ʧəvəl'ta] N.d.R. Loro la chiamano: civiltà. || CV c’vltà.

ceveze ['ʧɛvəʦə] sm. sing. Gelso. || pl. civeze ['ʧivəʦə].

che [kɛ] congz. Che. || Anche ca [ka] || SA Ije diche che tu staje pazzianne troppe! ['ijə 'dɪkə kɛ tʊ s'tɜjə pat'ʦjannə 'trɔppə] io dico che tu stai scherzando troppo. || GG che (1834) ||  ZO cheu (1864).    

che [kɛ] pron. Che, Che cosa. || SA Che vuje da me? [kɛ v'vujə da mɛ?] Che cosa vuoi da me? || VMG Tu chë vajë facennö [tu k'kɛ v'vɜjə fa'ʧɛnnə?] Tu che vai facendo. || GG che (1834) || VMG chë / cä. || CA² ke. || MM [kẹ].

Checcione Chëcciónë [kət'ʧɤnə] sopr. Coccione, Testa grossa.

checozze [kə'kɔtʦə] sf. Zucca. || TF A càpe che nen pàrle èje chiamàte checòzze! [a 'kɜpə kɛ nən 'parlə ɛ kja'mɜtə kə'kɔtʦə!] N.d.R. La testa che non parla è chiamata zucca. || RF sckaffatille ind’â checozze! N.d.R. schiaffatelo nella zucca! || VF cucozza (1841) || BA checozze. || TF checòzze. || AO kecòzze. || RF checozze [ke̯kǫzze̯]. || PP [ke̥kọ́zze̥]. || [fg. żucca - ital. zucca]

ched'eje [kɛ'dejə] par. comp. Che cosa, Cos’è che. || SA Ched’eje che faje là? [kɛ'dejə kɛ 'fɜjə lla] Cosa fai là? || BA chedeje.

chegnome [kəɲ'ɲɤmə] sm. Cognome. || MAM ke̥ňňǫ̇́me̥]. || RF chegnóme [ke̯ññọ̈me̯].

Cheline Chëlìnë [kə'lɪnə] pers. f. Michelina. || cfr. Chelenelle [kələ'nɛllə].

Chelenelle Chëlënèllë [kələ'nɛllə] pers. f. Michelina. || cfr. Cheline. || RM Ckelenèlle.

chelometre [kə'lɔmətrə] sm. Chilometro. || TF chelòmetre.

chelonne [kə'lɔnnə] sf. Colonna. || TF kelònne.

chelore chëlórë [kə'lɤrə] sm. sing. Colore. || pl. chelure [kə'lʉrə] || LR chelòre.

chelummere chëlùmmërë [kə'lʊmmərə] sm. Varietà di fico che dà frutti piuttosto grandi, Fichi fioroni. || RF chelumere [ke̯lųme̯re̯].

chelure chëlůrë [kə'lʉrə] sm. pl. Colori.

chemmune chëmmůnë [kəm'mʉnə] sm. Pozzo nero, Fossa biologica, Ritirata, Gabinetto. || VF cumune (1841) || BA chemmune. || AO kemmùne.

chemò [kə'mɔ] sm. Comò, Cassettone. || MU chemò. || MM kemò.

chemugghià [kəmuɡ'ɡja] v. Coprire. || Anche accumugghià [akkumuɡ'ɡja],  cumugghià [kumuɡ'ɡja]  || RM ckemugghijà.

cheppute chëppůtə [kəp'pʉtə] agg. Concavo, Incavato, A forma di coppa, Fondo. || VC piàtte coppúte ['pjattə kəp'pʉtə] scodella. || VC coppùte (1929).

cherichette chërichèttë [kəri'kɛttə] sm. Chierichetto. || CA¹ [cherichettᵉ]. || [fg. chierichètto - ital. chierichétto]

chernute chërnůtə [kər'nʉtə] agg. Cornuto. || Anche curnute [kur'nʉtə]. || ML E megghje a esse chernute e nò male sendute [ɛ 'mɛɡɡjə a 'ɛssə kər'nʉtə ɛ nnɔ 'mɜlə sən'dʉtə] N.d.R. È meglio essere cornuti che male ascoltati. || ML chernute. || AO kernùte.

cherone chërónë [kə'rɤnə] sf. Corona. || ML cherone.

chetogne chëtògnë [kə'tɔɲɲə] sf. Cotogna, Mela cotogna. || RM cketògne. || [fg. cotògna - ital. cotógna]

chettone chëttónë [kət'tɤnə] sm. Cotone. || RM ckettòne.

chi [ki] pron. dim. Chi. || SA Chi è quille? [ki 'ɛ 'kwɪllə?] Chi è quello? || LR chi jève e chi venève [ki 'jevə ɛ k'ki və'nevə] N.d.R. chi andava e chi veniva. || LR chi. || BF ki / cki. (1894).

chiacchiarone chiacchiarónë [kjakkja'rɤnə] sm. Chiacchierone. || RM chiacchijaròne.

chiacchiere ['kjakkjərə] sf. Chiacchiera. || AO chjàcchjere.

chiacchierijà [kjakkjəri'ja] v. Chiacchierare. || MA chiacchirià.

chiacchierijate chiacchiërijåtë [kjakkjəri'jɜtə] sf. Chiacchierata. || SG¹ chiacchijriàte.

chiachille chiachíllë [kja'killə] agg. Cacasotto, Vile, Pauroso, Persona che racconta frottole. || RM chiachjìlle. || RF chiachille [ĉakílle̯].

chiacone chiacónë [kja'kɤnə] agg. e sm.  Moscio, Fico secco.

chiacune chiacůnë [kja'kʉnə] agg. pl. Ubriaconi. || RF banne d’i chiacune [banne̯ d-i ĉakůne̯] famosa banda musicale di Foggia. || RF chiacune [ĉakůne̯].
chiaghe ['kjɜɡə] sf. Piaga. || LR Duje mise fôre è state avaramènde, ma ind'o Sputàle 'a Fogge, ind'a nu lîtte, chiène de chiàche, de pumàte e bènde! ['dʉjə 'mɪsə 'fɤrə ɛ s'tɜtə avera'mɛndə, ma ind-ɔ spu'dɜlə, a f'fɔdʤə, ind a nu 'littə, 'kjenə də 'kjɜɡə, də pu'mɜtə e b'bɛndə!] N.d.R. Due mesi fuori è stata davvero, ma all’Ospedale, in un letto, piena di piaghe, di pomate e bende. || BA chiaghe. || FB chijàghe. || AO chjàghe. || LR chiàche.

chiagnamalanne [kjaɲɲama'lannə] par. comp. lett. Che piange i malanni, Uccello di malaugurio, Persona che si lagna sempre. || BA chiagnamalanne.

chiagne ['kjaɲɲə] v. Piangere. || LE e rire e chijagne, accussì, cume Dije vole [ɛ 'rrɨrə ɛ k'kjaɲɲə,  akkus'sɪ, 'kumə d'dɪjə 'vɤlə]  N.d.R. e ride e piange, così, come Dio vuole. || VMG e tuttä chiagnennö ijë da issö [ɛ t'tʊtta kjaɲɲɛnnə 'jɪjə da 'issə] N.d.R. lett. e tutta piangendo andò da lui. || CA¹ chiagne forte tutte a gende ['kjaɲɲə 'fɔrtə ‘tʊtt-a d'ʤɛndə] N.d.R. piange forte tutta la gente. || BA chiagne. || VMG chiagnë. || LE chijagne. || CS chijagnije. || AO chjàgne. || CA¹ [chiagnᵉ]. 

chiagnelose [kjaɲɲə'lɤsə] agg. Piagnucoloso. || al m. chiagneluse [kjaɲɲə'lʉsə]. || RF chiagnelóse.
chiagneluse chiagnëlůsë [kjaɲɲə'lʉsə] agg. Piagnucoloso. || al f. chiagnelose [kjaɲɲə'lɤsə]. || FB chijagneluse. || RF chiagnelùse [ĉaññe̯lůse̯].
chiagnestere chiagnëste̊rë -érë [kjaɲɲəs'tɘrə -erə] sm. Piagnisteo, Lamentazione funebre corale. || RM chijagnestère.

chiamà [kja'ma] v. Chiamare. || MAM  [cä́me̥ nu pọke̥ a kku̯ell-óme̥ lla] chiama quell’uomo. || AO chjamà.

chiamate chiamåtë [kja'mɜtə] pp. e sf. Chiamata. || MG cume fujie chiamat' 'a classa mije, ije subbte m'appresentaje ['kumə 'fujə kja'mɜtə  a  'klassa 'mɪjə, 'ijə 'sʊbbətə m-apprəsən'dɜjə] N.d.R. come fu chiamata la mia classe -di leva-, io subito mi presentai. || MG chiamat’.

chiaminde chiamíndë [kja'mində] sm. pl. Connettitura, Interstizio tra mattoni. || RF chiaminde [ĉamínt̬e̯].

Chianare Chianårë [kja'nɜrə] top. Pianara, piazzale ubicato appena fuori Porta Grande.

chiandà [kjan'da] v. Piantare. || AO chjandà.

chiande ['kjandə] sf. Pianta. || sm Pianto. || FB chijande. || BA chiande. || BA chiante. || AO chjànde.

chiandelle chiandèllë [kjan'dɛllə] sf. La parte della scarpa che si trova tra la tomaia e la suola.

chiandulle [kjan'dʊllə] sm. Piagnisteo, Lamento insistente. || LA chiandulle.

chiane chiånë ['kjɜnə] avv. Piano, Lentamente, Adagio. || sf. Piana. || SA Camine chiane chiane, sennò cade! [ka'mɪnə 'kjɜnə 'kjɜnə, sən'nɔ 'kɜdə!] Cammina piano piano altrimenti cadi. || FB chijàne. || EG ‘cchiàne. || LE chijané.

chianette chianèttë [kja'nɛttə] sf. Ceffone, Maccheroni fatti in casa. || BA chianette.

chianghe ['kjanɡə] sf. Macelleria, Pietra. || LR Soltande mènza chianghe quase appèse [sol'tandə 'mɛnʣa 'kjanɡə 'kwɜsə ap'pesə] N.d.R. Soltanto metà mensola di balcone quasi appesa. || VF chianca (1841) || LR chianghe. || BA chianche. || RF chianghe [ĉaṇk̬e̯].

chianghette [kjan'ɡɛttə] sf. Lastra di pietra vulcanica per pavimentare le strade, Basola. || VC chianchetta (1929). || FB chijanghètte. || LA chianghètte. || BA chianchette. || RF chianghètte [ĉaṇk̬ętte̯].

chianghire chianghírë [kjan'ɡirə] sm. Macellaio. || meno com. macellaje  [maʧəl'lɜjə]. || SA Assemmegghie o' cane d'u chianghire: lurde de sanghe e a' dijune [assəm'mɛɡɡjə ɔ 'kɜnə d-u kjan'ɡirə: 'lurdə də 'sanɡə ɛ a di'jʉnə] Sembra il cane del macellaio: sporco di sangue e digiuno. || VF chianchiero (1841) || FB chijanghire. || BA chianchiere. || LA chianghîre. || TF chianghìre.

chianille chianíllë [kja'nillə] sm. Pianella, Calzatura da casa a suola piatta. || CS ’u chijanìlle spezzáte [u kja'nillə spət'ʦɜtə] N.d.R. La pianella spezzata. || CS chijanìlle. || BA chianielle. || RF chianille [ĉanílle̯].

chianuzze chianùzzë [kja'nʊtʦə] sm. Pialla. || FB chijanuzze. || BA chianuozze. || AO chjanùzze.

chiapparine chiapparìnë [kjappa'rɪnə] sm. Cappero. || RM chijapparìne.

chiappe ['kjappə] sm. Cappio, Capestro. || sf. Chiappa, Natica. || FB chijappe. || BA  chiappe. || AO chjappo.

chiappere ['kjappərə] sm. Cappero. || BA chiappere.

chiappine chiappìnë [kjap'pɪnə] agg. Astuto, Furbo, Malizioso. || AO chjappìne.

chiarfe ['kjarfə] sm. Muco nasale, Moccio. || FB chijarfe. || BA chiarfe. || AO chjàrfe.

chiarfuse chiarfůsë [kjar'fʉsə] agg. e sm. Moccioso. || Anche chiarfusille [kjarfu'sillə]. || FB chijarfuse. || BA chiarfuse. || AO chjarfùse.

chiarfusille chiarfusíllë [kjarfu'sillə] agg. e sm. Moccioso, Ragazzino con il moccio al naso. ||  dim. di chiarfuse [kjar'fʉsə] || TF chijarfusìlle. || BA chiarfusielle.

chiarì [kja'rɪ] v. Chiarire, Mettere in chiaro.

chiatte ['kjattə] agg. Grassone. || AO chjàtte.

chiattille chiattíllë [kjat'tillə] 1. sm. pl. Piattole. || 2. agg. Persona grassoccia. || BA chiattille.

chiave ['kjɜvə] sf. Chiave. || FB chijàve. || AO chjàve.

chiavecarije chiavëcarìjë [kjavəka'rɪjə] sf. Comportamento spregevole, da chiavica. || AO  chjavecarìje.

chiaveche ['kjavəkə] sf. Chiavica. || RM chijàvecke.

chiavuzzelle chiavuzzèllë [kjavut'ʦɛllə] sf. Piccola chiave. || RM chijavuzzèlle.

chiazze ['kjatʦə] sf. Piazza. || ZO chiazz (1864) || BA chiazze. || FB chijazze. || AO chjàzze.

chiazzere chiazze̊rë -érë [kjat'ʦɘrə -erə] agg. Pettegola. || RM chijazzère.

chiazzette chiazzèttë [kjat'ʦɛttə] sf. Piazzetta, Mercato coperto nei pressi di Via Arpi. || SA Migghiereme è jute a’ chiazzette. [miɡ'ɡjɛrəmə ɛ 'jʉtə a kjat'ʦɛttə] Mia moglie è andata alla piazzetta -mercato-. || FB chijazzétte. || LA chiazzètte. || BA chiazzette. || RA chiazzett’.

chiazzire chiazzírë [kjat'ʦirə] sm. Erbivendolo. || BA chiazziere.                                                                                                                 

chieche ['kjekə] sf. Piega. || BA chieche.

chiena ['kjena]  agg. f. Piena. || Anche chiene ['kjenə]  || al m. chjine ['kjinə] || TF chiène.

chiene chie̊në -énë ['kjɘnə -enə] agg. f. Piena. || Anche chiena ['kjena]  || SA Tenghe i sacche chiene. ['tɛnɡə i 'sakkə 'kjenə] Ho le tasche piene. || al m. chjine. || BA chiene.

chine chìnë ['kɪnə] 1. pp. e agg. Chino, Chinato, Curvo. || 2. sm. Chilo. || BF kine (1894). || LCG chine (1897).

chiove ['kjɤvə] v. Piovere. || SA S’è mise a chiove! [s-ɛ m'misə a k'kjɤvə] Si è messo a piovere. BA chiove. || AO chjòve.

chipucchie [kipuk'kjə] sm. Nocciolo di albicocca utilizzato dai ragazzi per un gioco di strada. || Anche capucchie [ka'pukkjə] || LA chipucchjie e castellète [ki'pukkjə ɛ kastəl'lɛttə] gioco con i noccioli. || LA castellète [kastəl'lɛttə] più noccioli. || EG Chipucchie e sottachipucchie recorde angore [kɪ'pukkjə  ɛ ssottaki'pukkjə rə'kɔrdə an'ɡɤrə] N.d.R. Capo e sottocapo ricordo ancora. || LA chipucchie.

chissà [kɪs'sa] avv. Chissà. || Anche chissacce [kis'satʧə]. || SG chissà.

chissacce chissàccë [kis'satʧə] avv. Chissà. || Anche chissà [kɪs'sa]. || BA chissacce.

chiù ['kjʊ] avv. Più. || Anche cchiù [k'kjʊ], dicchiù [dik'kjʊ] || SA Fatte chiù là! ['fattə k'kjʊ lla] Spostati! lett. Fatti più là. || GG chijû / chijù / chiù (1834). ||  GF cchjù. || EG ‘cchiú.  

chiude ['kjudə] v. Chiudere. || Anche achiude [a'kjudə] , achiute [a'kjʉtə]

chiumme chiùmmë ['kjʊmmə] sm. Piombo. || Anche piombe ['pjɔmbə] || AO chjùmme / chjumme.

chiungue ['kjunɡwə] pron. indef. Chiunque.

chiuppete ['kjʊppətə] pp. Piovuto. || FO  Mò sò belle i fave, mò che ha chiùppete! [Mò sò belle̥ i fäve̥, mò che̥ ha chiùppete̥!] Ora sono  belle le fave, ora che è piovuto! || FO chiùppete [chiùppete̥].

chiuse chiůsë ['kjʉsə] pp., agg. e sm. Chiuso. || Anche achiuse [a'kjʉsə] || TF chiùse. || LR chiuse.

chiuttoste [kjut'tɔstə] avv. Piuttosto.

chiuve chiúvë ['kjuvə] sm. Chiodo. || FB chijuve. || BA chiuove.

chjicà [kji'ka] v. Piegare. || LA chiecà.

chjine chjínə ['kjinə] agg. e sm. Pieno. || al f. chiene ['kjenə] || RA Chiné chiné d’Angiulette’ ['kjinə 'kjinə d-anʤu'lɛttə] Pieni di bimbi vestiti da angioletti. N.d.R. lett. Pieni pieni di Angioletti. || BF chine chine funecchielle ['kjinə 'kjinə fənuk'kjillə] N.d.R. pieno pieno di finocchietti. || PM e tu e truà nu poste prime ch’é chijne [ɛ ttʊ ɛ tru'wa nu 'pɔstə 'prɪmə k-ɛ 'kjinə] N.d.R. e tu devi trovare un posto prima che si riempia. || LA chijne. || RA chiné. || BF chine. || SG chijìne. || LCG chijne (1897).

chjireche ['kjɪrəkə] sf. Chierica. || MAM [a cẹ́re̥ke̥] la  chierica. || AO chjèreke. || MAM [cẹ́re̥ke̥]. || RF chiereche [ĉęre̯ke̯]. || [fg. chièrica - ital. chiérica]

chjisa ['kjɪsa] sf. Chiesa. || Anche chjise ['kjɪsə], cchjise [k'kjɪsə] || CA chjesa. || [fg. chiésa - ital. chièṡa]

chjise chjìsë ['kjɪsə] sf. Chiesa. || Anche chjisa ['kjɪsa]  || SA Stace ‘nda chjise a pregà! [s'tɜʧə nd-a k'kjɪsə a pprə'ɡa] Sta in chiesa a pregare. || AO chjse. || LR chîsie. || TF cchìse. || ME chijse. || RA chies’. || [fg. chiésa - ital. chièṡa]

chjitrate chjitråtë [kji'trɜtə] agg. Infreddolito, Gelido. || BA chietrate.

chjitrature chjitratůrë [kjitra'tʉrə] sf. Gelata notturna. || BA chietrature.

ciaccalone ciaccalónë [ʧakka'lɤnə] agg. Grasso e grosso, Gioviale. || BA ciaccalone. || RF ciaccalóne [čakkalọ̈ne̯].

ciaccanille ciaccaníllë [ʧakka'nillə] agg. Piccolino, Giovane. || RF . nille [čakkanílle̯].

ciacchiaminde ciacchiamíndë [ʧakkja'mində] sm. Azione dello schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || cfr. ciacchiatorie [ʧakkja'tɔrjə] || RM ciacckejamìnde.

ciacchiatorie [ʧakkja'tɔrjə] sm. Azione dello schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || cfr. ciacchiaminde[ʧakkja'mində]  || RM ciacchijatòrije.

ciacchijà[ʧakki'ja] v. Schizzare acqua tutt’intorno, divertendosi. || FB ciaccheijà.

ciaccocchie[ʧak'kɔkkjə] par. comp. Si unisce, È pertinente. || Locuz. nen ciaccocchie [nən ʧ-ak'kɔkkjə] Non c’entra, Non è pertinente all’argomento. || BA nen ciaccocchie [nən ʧ-ak'kɔkkjə] non ragiona. || BA ciaccocchie.

ciacerijà[ʧaʧəri'ja] v. Parlare fitto fitto e  sottovoce, Sussurrare. || RF ciacerijà [čače̯re̥̥i̭á].

ciaciacche[ʧa'ʧakkə] sm. Dongiovanni, Magnaccia, Mantenuto, Protettore, Donnaiolo. || AO E' nu ciaciàkke! [ɛ nu ʧa'ʧakkə!] È un donnaiolo. || LMG ‘U ciaciacche chiagne e ‘a puttàne se chenzole [u ʧa'ʧakkə 'kjaɲɲə ɛ a put'tɜnə sə kən'ʣɤlə] N.d.R. Il protettore piange e la prostituta si consola. || LMG ciaciacche. || AO ciaciàkke. || RM ciaciàccke. || RF ciaciacche [čačákke̯].

ciaciotte[ʧa'ʧɔttə] sf. e agg. Cicciona. || al m. ciaciutte[ʧa'ʧuttə]. || RM ciaciòtte. || RF ciaciòtte [čačǫtte̯].

ciaciutte ciaciúttë [ʧa'ʧuttə] sm. e agg. Ciccione, Grasso. || LA ciaciutte. || BA ciaciuotte. || RF ciaciutte [čačútte̯].

ciafagne[ʧa'faɲɲə] sf. Dormita, Pennichella. || Anche ciafragne[ʧa'fraɲɲə]. || RF stàche facènne nu pòche de ciafagne N.d.R. sto facendo un poco di pennichella. || RF me stàce venènne a ciafagne N.d.R. mi sta venendo sonno. || BA ciafagne. || RF ciafagne [čafáññe̯].

ciafragne[ʧa'fraɲɲə] sf. Sonnolenza. || Anche ciafagne[ʧa'faɲɲə]. || AO ciafràgne. || RF ciafragne [čafraññe̯].

cialanghe [ʧa'lanɡə] sf. Voracità, Fame esagerata. || BO Cialanghe: avidità, insaziabilità. I nostri nonni accorciavano la coda dei gatti nei primi giorni della nascita per impedire che la « cialanghe » li rendesse famelici. || LA cialanghe.  

ciamaruche [ʧama'rʉkə] sf. Lumaca di grandi dimensioni. || RF ciamarùche alla nùte N.d.R. lett. lumaca nuda. || LA ciamaruche. || DLC ciammaruche. || RF ciamarùche / ciammarùche [čamarůke̯].

ciamaruchelle ciamaruchèllë [ʧamaru'kɛllə] sf. Lumaca di piccole dimensioni. || BA ciamaruchelle. || MM ciammaruchèlle.

ciamattone ciamattónë [ʧamat'tɤnə] agg. Disordinato, Pasticcione, Approssimativo. || FB ciamattòne.

ciambate ciambåtë [ʧam'bɜtə] sf. Manciata, Zampata. || RF damme na ciambàte de ceràse. N.d.R. Dammi una manciata di ciliege. || LA ciambate. || RF ciambàte [čamp̬åte̯]. || [fg. żampata - ital. zampata]

ciambatelle ciambatèllë [ʧamba'tɛllə] sf. Piccola manciata. || RM ciambatèlle.

ciambe ['ʧambə] sf. Zampa, Mani. || TF ciàmbe. || BF ciampe. || RF ciambe [čamp̬e̯].

ciambeluse ciambëlůsë [ʧambə'lʉsə] agg. Zoppicante, Scoordinato nei movimenti. || AO  ciambelùse.

ciambotte[ʧam'bɔttə] sf. Pesce in casseruola. || BA ciambotte.

ciammille ciammíllë [ʧam'millə] solo nella locuz. A ciammille [a tʧam'millə] A proposito. || VC È ghiuto a ciammìelle [ɛ ɡ'ɡjʉtə a tʧam'millə] È andato a proposito. || VC ciammìelle (1929).

ciammurie [ʧam'mʊrjə] sm. Cimurro, Raffreddore. || RM ciammùrije.

ciancijà [ʧanʧi'ja] v. Cianciare, Intrattenersi in chiacchiere, Pettegolare. || RM ciancijà.

cianciuse cianciůsë [ʧan'ʧʉsə] agg. Chiacchierone. || RM cianciùse.

cianne ['ʧannə] sm. Vulva. || Anche ciunne ['ʧʊnnə], fesse ['fɛssə]  al f. || locuz. ‘u cianne d‘a reggine [u 'ʧannə d-a rəg'gɪnə] particolare tipo di verdura selvatica, lett. la vulva della regina. || RM ciànne. || RF cianne [čanne̯].

ciavaduglie ciavadùglië [ʧava'dʊʎʎə] solo nella locuz. a ciavaduglie [a tʧava'dʊʎʎə] A cavalcioni. || VC a ciavadùoglie sopa a la spalla [a tʧava'dʊʎʎə 'sɤp-a spallə] a cavalcioni sul dorso. || VC ciavadùoglie (1929).

ciavarre[ʧa'varrə] agg. Cornuto. || RF quille è ciavarre! quello è becco! || RF ciavarre [čavárre̯].

ciavele ['ʧavələ] sf. Cornacchia, Corvo nero, etc. || LMG ‘A ciavele vàce vestita nère, p’i ‘mpicce de l’ate [a 'ʧavələ 'vɜʧə vəs'tɪta 'nerə p-i m'bɪtʧə də l'atə] N.d.R. lett. La cornacchia si veste di nero per gli impicci degli altri. || MG a ogne colpe ne cadevene seje, me parevene ciavele, me parevene! [a 'ɔɲɲə k'kɔlpə nə ka'dɛvənə 'sejə, mə pa'rɛvənə 'ʧavələ, mə pa'rɛvənə!] N.d.R. a ogni colpo ne cadevano sei  -di nemici-, mi sembravano cornacchie, mi sembravano! || AO ciàvele. || LMG ciavele. || RF ciavele [čave̯le̯].

Cicce Cìccë ['ʧɪtʧə] pers. m. Ciccio, Francesco. || FD Cicce cumànne a Còle, e Còle cumanne a Cìcce ['ʧɪtʧə ku'mann a k'kɤlə ɛ k'kɤlə ku'mann-a t'ʧɪtʧə] N.d.R. Ciccio ordina a Nicola e Nicola ordina a Ciccio. || FD Cìcce.

cicene ['ʧiʧənə] sm. Fiasco in terracotta per acqua, Orciolo. || BA cicine. || LE cìcene / cìcené.

cicerchie [ʧi'ʧɛrkjə] sf. Cicerchia. || Anche cecerchie [ʧə'ʧɛrkjə] || RM cicèrchije.

cicere ['ʧiʧərə]sm. Cece. || MG¹ A cicere  a cicere s’énghje ‘a pegnate [a t'ʧiʧərə a t'ʧiʧərə s'ɛnɡjə a pəɲ'ɲɜtə] N.d.R. A cece a cece si riempie la pignatta. || BA cicere. || FB cècere.

cicilluzze cicillùzzë [ʧi'ʧillʊtʦə] sm. Pisellino, Pene nel linguaggio infantile. || RF cicilluzze [čičillųzze̯].
ciciutte ciciúttë [ʧi'ʧuttə] sm. Granturco. || Anche ceciutte. || BA ceciùtte cavete, cavete [ʧi'ʧuttə 'kavətə, 'kavətə] Pannocchie calde, calde, gridava per la strada la venditrice di granturco lessato. || BA  ciciuotte.

cicurielle cicurièllë [ʧiku'rjɛllə] sf. Cicoria selvatica. || RF cicurielle [čikuri̭ęlle̯].

cifele ['ʧɪfələ] sm. Cefalo. || cfr. cefale ['ʧɛfalə].

cigghie cìgghië ['ʧɪɡɡjə] sm. pl. Dolori intestinali, Ciglia. || TF cìgghije. || BA cigghie.

cigghione cigghiónë [ʧiɡ'ɡjɤnə] sm. Persona dalle ciglia folte e unite fra loro.

cile cílë ['ʧilə] sm. Cielo. || ZO ciel (1864) || LE cijele. || CA cîle. || [fg. ciélo - ital. cièlo]

cimamarelle cimamarèllë [ʧimama'rɛllə] sf. Cimamarelle, Broccoletti selvatici. || MM cimamarèlle. || RA cimammarelle. || RF cìmamarèlle / cemammarèlle [cı̊mamaręlle̯].

cime cìmë ['ʧɪmə] sf. Cima. || FB cime.

cimece cìmëcë ['ʧɪməʧə] sf. Cimice. || FO  Cimece, matarazze e notta longa [Cime̥ce̥, matarazze̥ e notta longhe̥] Cimici, pagliericcio e notte lunga. || FO  cimece [cime̥ce̥].

cimececcuzze cimëcëccùzzë [ʧiməʧək'kʊtʦə] sm. Pene, Fallo, Organo genitale maschile. || FB  cimececcuzze.

cinde cíndë ['ʧində] num. Cento. || BA Vole pagghie pe ciente cavalle ['vɤlə 'paɡɡjə pə t'ʧində ka'vallə] N.d.R. Vuole paglia per cento cavalli. || BA ciente. || GF cciende. || CA cînte.

cineme ['ʧɪnemə] sm. Cinema, Sala cinematografica. 

cinematografe [ʧinema'tɔɡrafə] sm. Cinema, Cinematografo, Sala cinematografica.

cinghe cìnghë ['ʧɪnɡə] num. Cinque.

cingomme [ʧin'ɡɔmmə] sf. Gomma da masticare, Gomma americana, Cicca. || Etimo:  dall’ingl.  chewing gum.

cinguande [ʧin'ɡwandə] num. Cinquanta.

cinguandine cinguandìnë [ʧinɡwan'dɪnə] sf. Cinquantina.

Cipre ['ʧɪprə] top. Cipro.

ciprie ['ʧɪprjə] sf. Cipria.

ciote ['ʧɤtə] agg. Di cavallo che non vuole andare. || MM ciote.

ciovè [ʧo'vɛ] avv. Cioè. || CA¹ ciovè.

cirche ['ʧɪrkə] sm. Circo.

circhie ['ʧɪrkjə] sm. Cerchio. || RM circhije.

circolare circolårë [ʧirko'lɜrə] sf. Autobus per trasporto collettivo di persone su percorsi urbani. || EG circolàre.

circule ['ʧɪrkulə] sm. Circolo.

cirilline cirillìnë [ʧiril'lɪnə] sm. Basco, Copricapo di panno. || RM cirillìne.

cirre círrë ['ʧirrə] sm. Cirro, Ciocca, Ciuffo. || AO cìrre. || RF cirre [čírre̯].

ciste cìstë ['ʧɪstə] sm. Cesto. || LR ciste. || [fg. cèsto - ital. césto]

citte ['ʧɪttə] agg. Zitto, Silenzioso. || Locuz. citte citte ['ʧɪttə 'ʧɪttə] Senza fiatare, Zitto zitto,  Silenziosamente. || SA È megghie che me stache citte! ['ɛ 'mɛɡɡjə kɛ mə s'tɜkə 'ʧɪttə] È meglio che mi sto zitto. || RA Te vut’atturné e che munné citté [tə 'vut-at'turnə ɛ kkɛ m'mʊnnə 'ʧɪttə] Si guarda d’attorno: che silenzio! N.d.R. lett. Ti giri intorno e che mondo silenzioso. || LE Se ne stace, là, citte citte; addò Criste l'have crijate! [sə nə s'tɜʧə, la, 'ʧɪttə 'ʧɪttə; ad'dɔ 'krɪstə l-a kri'ɜtə] Se ne sta, là, zitto zitto, dove Cristo l’ha creato.|| LE citte. || RA citté. || PP [čítte̥]. || [fg. żitto - ital. zitto]

ciucce ciùccë ['ʧʊtʧə] sm. Asino, Somaro. || fig. Persona ignorante. || VC Attaccà li ciucce une addrete a l’àvete [attak'ka i 'ʧʊtʧə 'ʉnə ar'retə a l 'atə] Accodare. N.d.R. lett. Attaccare i somari uno dietro l’altro. || VF ciuccio (1841) || FD ciùcce. || PP [čúčče̥].  

ciucciarille ciucciaríllë [ʧutʧa'rillə] sm. Piccolo somaro. || LR ciucciarîlle.

ciuccigne ciuccìgnë [ʧut'ʧɪɲɲə] agg. e sm. Testardo come un mulo. || Anche cocciatoste [kɔtʧa'tɔstə]. || TF ciuccìgne.

ciucciotte [ʧut'ʧɔttə] sm. Tettarella di gomma, Ciuccio. || cfr. pupatelle [pupa'tɛllə] . || RM  ciucciòtte.

ciucculate ciucculåtë [ʧukku'lɜtə] sm. Cioccolato. || ZO ciuccheuleut (1864).

ciucrijare ciucrijårë [ʧukri'jɜrə] sf. Cicoriara, Venditrice di cicorie, Erbivendola girovaga. || Anche cecuriare [ʧəku'rjɜrə]  || LCG ciucrejare (1897). || SA¹  ciucrujiäre.

ciuffe ['ʧʊffə] sm. Ciuffo, Particolare tipo di verdura sevatica. || FB ciuffe.

ciufunire ciufunírë [ʧufu'nirə] sf. Armadio con specchio, Specchiera. || Anche cefunire [ʧəfu'nirə] || LA ciufenîre. || MM ciufuníere. || RF ciufunire / cefunire [čufuníre̯].
ciunghe ['ʧunɡə] agg. Zoppo, Sciancato, Storpio. || cfr. sciummate. || LA ciunghe.

ciunne ['ʧʊnnə] sf. Vulva, Organo sessuale femminile. || cfr. fesse ['fɛssə] || al m. cianne ['ʧannə]. || RF ciunne [čųnne̯].

ciutte ciúttë ['ʧuttə] agg. e sm. Grasso, Obeso. || al f. ciotte ['ʧɔttə]. || Anche ciaciutte [ʧa'ʧuttə]. || AA Eje nu ggiovene cjutte e ffòrte, assemmègghje a na casciaforte ['ejə nu d'ʤɔvənə 'ʧutt-ɛ f'fɔrtə, assəm'mɛɡɡj-a na kaʃʃa'fɔrtə] È un giovane grasso e forte, rassomiglia ad una cassaforte. || AA cjutte. || RF ciutte [čútte̯].

civeze cívëzë ['ʧivəʦə] sm. pl. Gelsi. ||  sing. ceveze ['ʧɛvəʦə]. || LR cìveze ck’a nève ['ʧivəʦə k-a 'nevə]. gelsi ghiacciati. || BA cievze.

ck’i [k-i] cfr. k’i.

ck’u [k-u] cfr. k’u.

ck'a [k-a] cfr. k’a.

classa ['klassa] sf. Classe. || Anche classe ['klassə]. || MG ‘a classa mije [a 'klassa 'mɪjə] N.d.R. la mia classe -di leva-. || MG classa.

classe ['klassə] sf. Classe. || Anche classa ['klassa].

cocce ['kɔtʧə] sf. Testa, Capo. || RM còcce.

cocche ['kɔkke] agg. Indef. Qualche. || RF cocch’eùne qualcuno; cocche cóse qualcosa; cocche vòte qualche volta. || TF còcche. || RF cocche [kǫkke̯].

coccheccose [kɔkkek'kɤsə] pron. indef. Qualcosa, Qualche cosa. || TF cocchecòse.

cocchedune cocchedůnë [kokke'dʉnə] pron. indef. sing. Qualcuno. || come forma dialett. Qualcheduno, || PM cocchèdune. || TF cocchedùne.

cocchie ['kɔkkjə] sf. Coppia. || GE A cocchi’ a cocchia -na precessione Cantanno de li Santi l’altanija -Cu fanguttiello mbrazz’ e c’ ‘u bastone -Mo vace all’Ingurnat’ a cumpagnia [a k'kɔkkjə a k'kɔkkjə -na prəʧəs'sjɤnə kan'dannə d-i 'sandə l-alta'nɪjə- k-u fanɡut'tillə m'bratʦə ɛ kk-u bbas'tɤnə- mɔ 'vɜʧə ɛ nɡur'nɜtə a kumbaɲ'ɲɪjə] N.d.R. lett. A coppia a coppia - una processione cantando la litania dei Santi con il fagottino in braccio e col bastone, adesso va all’Incoronata la compagnia. || RA Santa notté a sta cocchia d’amoré ['sanda 'nɔttə a sta 'kɔkkja d-a'mɤrə] Santa notte alla coppia d’amore. || FD còcchije. || RA cocchia. || GE cocchi’. || RF cocchie [kǫĉĉe̯].

cocciatoste [kɔtʧa'tɔstə]agg. Testardo. || RM cocciatòste.

coccodrille coccodrìllë [kokko'drɪllə] sm. Coccodrillo.

cocle ['kɔklə] sf. Globo oculare. || BA cocle de l'uocchie ['kɔklə də l 'ukkjə] globo dell'occhio. || BA cocle.

code ['kɤdə] sf. Coda. || TF còde. || P cota.

cogghie ['kɔɡɡjə] v. Raccogliere. || Anche recogghie [rə'kɔɡɡjə]. || CA¹  Mànnece a cògghije ‘i grègne  du’ gràne, a tera’ l’àcque ‘o pùzze, bbàste chè ce fàje fadega’!” ['mannəʧə a k'kɔɡɡjə i 'ɡrɛɲɲə d-u 'ɡrɜnə, a ttə'ra l'akkwə ɔ 'pʊtʦə, b'bastə kɛ ʧə 'fɜjə fadə'ɡa] Mandaci a raccogliere i fasci di grano, a prendere l’acqua al pozzo, l’importante è che ci fai lavorare!”. || AO cogghje. || CA¹ cògghije.

cola cole cola cólë [kola'kɤlə] sf. Gazza ladra. || FB còlacòle.

colche ['kɔlkə] v. Coricare, Mettere a letto, Andare a dormire. || Anche corche ['kɔrkə]  || RM còlcke. || CA¹ ccòlche.

Cole Cólë ['kɤlə] pers. m. Nicola. || Anche Necole.

colpe còlpë ['kɔlpə] 1. sf. Colpa. || 2. sm. Colpo. || ME ‘U libre d’a colpe e d’u perdone [u 'lɪbbrə d-a 'kɔlpə ɛ dd-u per'dɤnə] N.d.R. Il libro della colpa e del perdono. || ME colpe. || [fg. còlpa/còlpo - ital cólpa/cólpo]

comede còmëdë ['kɔmədə] agg. Comodo. || TF U pòste a ‘ndò ùne càmbe è cùme e nu vestìte... àdda èsse còmede [u 'pɔstə an'dɔ 'ʉnə 'kambə ɛ 'kum-ɛ  nu vəs'tɪtə... 'adda ɛssə 'kɔmədə] N.d.R. Il posto - la casa- in cui uno vive è come un vestito... deve essere comodo. || TF ghìje qqua me sènde còmede [ɡɨjə k'kwa mə 'sɛndə 'kɔmədə] N.d.R. io qua mi sento comodo. || TF còmede.

comune [ko'munə] sm.  Comune. || sm. Palazzo di città. || TF comùne.

comungue [ko'munɡwə] congz. e avv. Comunque.  

condravirme [kondra'virmə] sm. Vermifugo, Elmintagogo, lett. Contro i vermi. || RM contravìrme.

condrore condrórë [kon'drɤrə] sf. Controra, Le prime ore pomeridiane nell’estate. || cfr. fiore de cavete ['fjɤrə də 'kavətə] || BA controre.

conge ['kɔnʤə] sf. Velo da sposa.

console ['kɔnsolə] sm. Console. || LR Cónsole d’a Melìzie ['kɔnsolə d-a mi'lɪtʦjə] N.d.R. Console della Milizia. || LR cónsole.

contribbute contribbůtə [kontrib'bʉtə] sm. Contributo.

convinge [kon'vinʤə] v. Convincere.

conzacavedare cònżacavëdårë [kɔnʣakavə'dɜrə] sm. Calderaio, Chi costruisce, o ripara recipienti in rame per la cottura dei cibi. || BA conza cavedare.

conzachianille conżachianíllë [konʣakja'nillə] sm. Ciabattino. || VC conzachianìelle (1929)

conzapiatte [kɔnʣa'pjattə] Chi ripara piatti di terracotta. || VC conzapiàtte (1929). || BA conza piatte.

conzascarpe [kɔnʣas'karpə] sm. Calzolaio. || VC conzascàrpe (1929). || BA conza scarpe. || [fg. calżolaio - ital. calzolaio]

copervative [kopera'tɪvə] sf. Cooperativa.

coperture copertůrë ['koper'tʉrə] sf. Copertura.

coppele ['kɔppələ] sf. Coppola, Berreto con visiera. || BA coppele a tagghiere ['kɔppələ a ttaɡ'ɡjerə] berretto del tipo usato anche sul Gargano. || CA «Balle quante vuje ballà, ma a còppele mije nen le tuccà »! Dicije ‘u tegnûse [« b'ballə 'kwandə 'vujə bal'la, ma a 'kɔppəla 'mɪjə nən l-ɛ tuk'ka »! di'ʧijə u təɲ'ɲʉsə] N.d.R. “Balla quanto vuoi ballare, ma la mia coppola non la devi toccare!” Disse il tignoso. || CA còppele. || BA coppele.

copraspalle [kopras'pallə] sf. Scialle, Mantellina. || FB copraspalle.

corche ['kɔrkə] v. Coricare, Mettere a letto, Andare a dormire. || Anche colche ['kɔlkə] || SA S’è jute a corche. [s-ɛ j'jʉtə a k'kɔrkə] È andato a letto a dormire. || TF M’àgghije jùte a ccòrke tàrde aìre ssèra [m'aɡɡjə 'jʉtə  a k'kɔrkə 'tardə a'jirə s'serə]  N.d.R. Sono andato a dormire tardi ieri sera. || TF Sì!  m'àgghia ji' a ccòrke 'nzìme e gallìne, cume e vvùje [sɪ! m'aɡɡja 'jɪ a k'kɔrkə n'ʣimə ɛ ɡal'lɪnə, 'kum-ɛ v'vujə] N.d.R. Sì! devo andare a dormire insieme alle galline, come voi. || TF ccòrke.

core córë ['kɤrə] sm. Cuore. || LA ’u core s’addecrèje sane, sane [u 'kɤrə s-addə'krejə 'sɜnə 'sɜnə] N.d.R. il cuore si diverte sano sano -totalmente-. || GG core (1834) || TF còre. || RA coré. || PM core. || [fg. cuóre - ital. cuòre]

corie ['kɔrjə] sm. Corio, tessuto fibroso che sottostà all’epidermide di molti animali, e che opportunamente trattato si trasforma in cuoio. || BA corie tuoste ['kɔrjə 'tustə] persona irriducibile a miglioramento. || BA corie. || LC côrije.

corne ['kɔrnə] sf. pl. Corna. || al sing. m. curne [kúr] Corno. || TF Allòre n’è capìte nìnde... se nen ascìnne da scàle te ròmbe i còrne [al'lɤrə nn ɛ ka'pɪtə 'nində... sɛ nn aʃ'ʃɪnnə d-a 'skɜlə tə 'rɔmbə i 'kɔrnə] N.d.R. Allora non hai capito niente... se non scendi dalla scala ti rompo le corna. || CA Denàre e corne nen se còntane [də'nɜrə ɛ k'kɔrnə nən sə 'kɔndənə] N.d.R. Denaro e corna non si devono contare. || TF còrne.

Corradine Corradínə [korra'dinə] pers. m. Corradino.

corre ['kɔrrə] v. Correre. || RM còrre. || [fg. còrrere - ital. córrere]

corse ['kɔrsə] sf. Corsa. || sm. Corso, Viale. || TF còrse. || EG corse. || LC côrse. || [fg. còrsa - ital. córsa]

corte còrtë ['kɔrtə] agg. f. Corta. || sf. Corte. [fg. còrte/còrto - ital. córte/córto]

cosce ['kɔʃʃə] sf. Coscia, Gamba. || TF còsce.

coscelonghe [koʃʃə'lɔnɡə] sf. lett. Cosce lunghe, Donna che ama molto camminare. || RM coscelònghe.

cose ['kɤsə] 1. v. Cucire. || Anche ccose [k'kɤsə] || GG cose (1834) || LC côse.

cose ['kɤsə] 2. sf. Cosa. || Anche ccose [k'kɤsə] ||  Locuz. ‘na cóse de... [na 'kɤsə də...] un po’ di..., un quantitativo modesto di...; lett. una cosa di ... || SA Ije vulesse sapè ‘na cose da te. [ɨjə vulɛssə sa'pɛ na 'kɤsə da 'tɛ] Io vorrei sapere una cosa da te. || SA M’è dà cocche cose de solde? [m-ɛ 'da 'kɔkkɛ k'kɤsə də 'sɔldə?] Mi dai un po’ di soldi? || GG cosa  (1834) || TF còse. ||  [fg. cósa - ital. còsa]

coteche ['kɔtəkə] sf. Cotica, Cotenna. || BA coteche. || LA còteche. || [fg. còtica - ital. cótica] || [fg. cotènna - ital. coténna]

cotela ['kɔtəla] sf. Schiena. || Anche cotele ['kɔtələ].

cotele ['kɔtələ] sf. Schiena. || Anche cotela ['kɔtəla] || SA Me face male ‘a cotele! [mə 'fɜʧə 'mɜlə a 'kɔtələ!] Mi fa male la schiena. || BA cotele.

cotte ['kɔttə] agg. f. Cotta. || al m. cutte ['kuttə] || CA² kottë.

cozze ['kɔtʦə] sf. Cozza, Mitilo. || Anche cozzele ['kɔtʦələ]

cozzele ['kɔtʦələ] sf. Cozza, Mitilo. || Anche cozze ['kɔtʦə] || FB cozzele.

cra [kra] avv. Domani. || Anche craje ['krɜjə]  || RA Accugghie’ l’acqua pe’ cra matiné [ak'kuɡɡjə l'akkwə pə kkra ma'tɪnə] Raccogli l’acqua per domattina. || RA cra, crà.

craje ['krɜjə] avv. Domani, ant. Crai. ||  Anche cra [kra] || BF ..... cráje vene ‘Ndrej’ c’ li caravune! [..... 'krɜjə 'venə n'drejə k-i kara'vʉnə!] N.d.R. .... domani viene Andea con i carboni! || AO E’ grùsse quandé ogge e ccràje [ɛ 'ɡrussə 'kwand-ɛ 'ɔdʤə ɛ k'krɜjə] È grande quanto oggi e domani.  || BF cráje (1894) || BF cráje || LA craje. || AO ccràje. || RF cràje [kråi̭e̯] || Etimol. dal lat. cras «domani».

crapare crapårë [kra'pɜrə] sm. Capraio, Capraro, Chi alleva e custodisce le capre. || SA Quille abbete a vije i crapare! ['kwɪllə 'abbətə a 'vɪjə i kra'pɜrə] Quello abita dalla parte dei caprari -di Via Napoli-. || LR Na sère s’accucchiàrene ‘i crapàre pe lamendàrse ca p’i bèstie lore nen ge stève érve [na 'serə s-akkuk'kjarənə i kra'pɜrə  pə llamən'darsə ka p-i b'bɛstjə 'lɤrə nʤə s'tevə 'ɛrvə] N.d.R. Una sera si riunirono i caprari per lamentarsi che per le loro bestie non c’era erba. || LR crapàre.

crape cråpë ['krɜpə] sf. Capra. || MM na kapra kurce.  una capra senza corna. || BA erve de crape ['ɛrvə də 'krɜpə] erba di capra, nasce spontanea nelle nostre campagne. || MM kapra.

crapecciuse crapëcciůsë [krapət'ʧʉsə] agg. Capriccioso. || RM crapecciùse.

Crapelle Crapèllë [kra'pɛllə] top. Carapelle. || FB Crapélle.

crapone crapónë [kra'pɤnə] sm. Caprone. || RM cràpòne.

crede ['kredə] v. Credere. || RM crède. || [fg. crèdere - ital. crédere]

credenze [krə'dɛnʣə] sf. Credenza, Mobile da cucina o sala da pranzo. || Locuz. a ccredenze [a kkrə'dɛnʣə] A credito, A rate. || ZO credenz (1864). || FD credènze. || BA credenze.

cremone crëmónë [krə'mɤnə] Sciocco, Stolto. || BA cremone.

crepà [krə'pa] v. Crepare, Scoppiare, Schiattare. || GG Se sentije crepà lu core [sə sən'dɪjə krə'pa u 'kɤrə] N.d.R. Si sentì scoppiare il cuore. || GG crepà (1834).

crepate crëpåtë [krə'pɜtə] agg. Non ricettivo, Flemmatico. || BA crepate ncuorpe [krə'pɜtə n'ɡʊrpə] indifferente, refrattario, N.d.R. lett. Schiattato in corpo. || BA crepate.

cresce ['krɛʃʃə] v. Crescere. || [fg. crèscere - ital. créscere]

crescirse [krəʃ'ʃɪrsə] v. Crescersi.

crescende crëscèndë [krəʃ'ʃɛndə] sm. Piccola porzione di pasta acida capace di far fermentare gli impasti. || LA crescènde. || BA crescende.

cresciute crësciůtə [krəʃ'ʃʉtə] pp. e agg. Cresciuto. || LR minz’archetràve ck’i matune fôre, andò è cresciùte sope ‘u cambumille ['minʣə arkə'trɜvə k-i ma'tʉnə 'fɤrə, an'dɔ ɛ kkrəʃ'ʃʉtə 'sɤpə  u kambu'millə] N.d.R. mezzo architrave con i mattoni sporgenti, su cui è cresciuta la camomilla.

cresomele [krə'sɔmələ] sf. Albicocca. || VC Dicesi pure per indicare un enfiamento, come per esempio: «L'ha fatta na cresòmola sott'a l'ùocchie » [l-a f'fattə na krə'sɔmələ 'sɔtt-a l'ukkjə] N.d.R. Ha un gonfiore sotto gli occhi. || VF crisomola (1843). || VC cresòmola / crisòmola (1929). || RF cresomele [kre̯sǫme̯le̯].

crestallire crëstallírë [krəstal'lirə] sf. Credenza con ante di vetro, Cristalliera. || FB crestallire. || RF cristallire / crestallire [kristallíre̯].
crestiane  crëstiånë [krəs'tjɜnə] sm. Cristiano, Persona. || SA È nu bune crestiane! [ɛ nu b'bunə krəs'tjɜnə] È un buon cristiano -una buona persona-. || PM cristiane. || TF crestiàne. || LR crestijàne.

crete cre̊të -étë ['kretə -etə] sf. Argilla. || MM kréte. || RF créte [krẹ̊te̯].

crià [kri'a] v. Creare.

crianze [kri'anʣə] sf. Creanza, Buona educazione. || EG A stà o custe nenn' éje crîanze, pegghiàme 'a fèmene e mettimele annanze [a sta ɔ 'kustə nənn'ejə kri'anʣə,  pəɡ'ɡjɜmə a 'fɛmmənə ɛ mmət'tɪmələ an'nanʣə] N.d.R. Stare al fianco non è educato, prendiamo la donna e mettiamola davanti -nella quadriglia-. [ki 'tenə 'nɜsə,  'tenə kri'anʣə] Chi ha naso, ha buona educazione. || LA crejànze. || AO crijànze. || EG crîanze. || BA crejanze. || LMG crianze. || FD criànze.

criate criåtë [kri'ɜtə] pp. e agg. Creato. || ME ‘I cose d’u Crejate [i 'kɤsə d-u kri'ɜtə] Le cose del Creato. || LE crijate. || ME Crejate.

criature criatůrë [kria'tʉrə] sost. Bambino, Ragazzo, Marmocchio. || LA te pare d’èsse angòre crijature [tə 'pɜrə d'ɛssə an'ɡɤrə kria'tʉrə] N.d.R. ti sembra di essere ancora bambino. || MAM [ę́ nnǻte̥ na kriatúre̥ k-í kapílle̥ nẹ́re̥ nẹ́re̥] è nata una bambina con i capelli neri neri. || ZO creature (1864) || AO crijatùre. || PR crijature. || LE crijaturé. || MAM [kriatúre̥].

criazione criazónë [kriat'ʦjɤnə] sf. Creazione. || ME crejazione.

cricche crìcchë ['krɪkkə] 1. sm. Cricco, Martinetto  || 2. locuz. cricche cricche ['krɪkkə 'krɪkkə] Esuberante.  

criose [kri'ɤsə] agg. f. Curiosa, Insolita, Strana, Buffa. || al m. criuse [kri'ʉsə].

criscè [kriʃ'ʃɛ] sm. Uncinetto. || MM krisscé.

Criste Crìstë [krɪstə] pers. m. Cristo. || BA Criste / Cristo. || FB Créste. || FM Krìste.

criucce criùccë [kri'ʊtʧə] sm. pl. Bambini, Figli, Ragazzi, Piccoli. || LA crijucce. || RF crijucce [kre̯i̭ųčče̯].
criucciare criucciårë [kriut'ʧɜrə] sf. Insieme di bambini che fanno chiasso. || AO crijucciàre.

criule [kri'ʉlə] sm. Stringa di cuoio per scarponi. || BA crijuole.

criuse criůsë [kri'ʉsə] agg. m. Curioso, Insolito, Strano, Buffo. || al f. criose [kri'ɤsə] || LR Qualcune diciarrà ca so criùse, ca tènghe ‘a lènga longhe e pungechèje, forse me pigghje pure pe ‘mmediùse [kwal'kʉnə  diʧar'ra ka sɔ kkri'ʉsə, ka 'tɛnɡə a 'lɛnɡa 'lɔnɡə ɛ ppunʤə'kejə, 'fɔrsə mə 'pɪɡɡjə 'pʉrə pə mmə'djʉsə] N.d.R. Qualcuno dirà che sono strano, che ho la lingua lunga e punzecchio, forse mi prende anche per invidioso. || LR criùse. || RF crijùse [kre̯i̭ůse̯].
croce ['krɤʧə] sf. Croce. || pl. cruce. || BF facimec ‘a croc’ e mmenameci abbasce! [fa'ʧɪməʧə a 'krɤʧə ɛ mmə'naməʧə ab'baʃʃə] N.d.R. facciamoci la croce e buttiamoci giù. || AO E' jùte pe farse 'a croce e s'è cecàte l'ùcchje [ɛ 'jʉtə  pə f'farsə a 'krɤʧə ɛ ss-ɛ tʧə'kɜtə l 'ukkjə] È andato par farsi la croce e si è accecato. || TF cròce. || AO croce. || BF croc’. || BN croc.

cromatine cromatìnë [kroma'tɪnə] sf. Lucido per scarpe. || Anche crumatine [kruma'tɪnə]. || RM cromatìne.

croscke ['krɔʃkə] sf. Ferula. || estens. Gruppo di persone. || BF Le foglie della ferola son dette croshche. || BF croshche (1894).

cruce ['krʊʧə] sf. pl. Croci. || sing. f. croce ['krɤʧə] || SA ’U Cappellone ‘i Cruce. [u kappəl'lɤnə i 'krʊʧə] Il Cappellone delle Croci.

crucefisse [kruʧə'fissə] sm. Crocifisso. || RM crucefìsse.

crucese [kru'ʧɘsə -esə] agg. e smf. Crocese, Abitante del Borgo Croci. || pl. crucise [kru'ʧɪsə]  || FB crucese.

cruceselle crucësèllë [kruʧə'sɛllə] sf. Crocesella, Pseudonimo di Elisa Giordano poetessa dialettale della fine del 1800. || BF crucesella.

crucise crucìsë [kru'ʧɪsə] agg. e sost. pl. Crocesi, Abitanti del Borgo Croci. || sing. crucese [kru'ʧesə] || MM  krucíse.

crude [krʉdə] agg. Crudo. || CA² krudë. || RF crùde [krůde̯].
crudivele [kru'dɪvələ] agg. Difficile a cuocersi. || LA crudìvele. || BA crudivele.

crumatine crumatìnë [kruma'tɪnə] sf. Cromatina, Lucido per le scarpe. || Anche cromatine [kroma'tɪnə]. || RF crumatìne [krumatı̊ne̯].

cruscke ['krʊʃkə] sm. Capriccio. || BA cruosche.

cruste ['krustə] sf. Crusta, Concrezione calcarea.

crute crůtə ['krʉtə] agg. Crudo. || LE crude.

cruvattine cruvattìnë [kruwat'tɪnə] sm. Collo di giacca, Cravattino. || BA cruvattine.

cucà [ku'ka] v. Andare a dormire. || Anche curcà [kur'ka] e culecà [kulə'ka]. || SA Mo vene Natale e senza denare, facime ‘u litte e ce jame a cucà! [mɔ 'venə na'tɜlə ɛ s'sɛnʣa də'nɜrə, fa'ʧɪmə u 'littə ɛ tʧe 'jɜmə a kku'ka] Viene Natale e -siamo- senza denaro, rifacciamo il letto ed andiamo a dormire.

cucce cùccë ['kʊtʧə] sm. Coccio. || LA cucce.

cuccetille cuccëtíllë [kutʧə'tillə] sm. Piccolo barattolo. || FB cuccetìlle. || RF cuccetille [kučče̯tílle̯].

cucchiare cucchiårë [kuk'kjɜrə] sf. Cazzuola del muratore, Mestolo da cucina. || sm. Cucchiaio. || VF cucchiara di fravecatore [kuk'kjɜrə də  fravəka'tɤrə] cazzuola. || VF cucchiara (1841) || ZO cucchieur (1864). || FB cucchijàre. || AO cucchjàre.

cucchiarelle cucchiarèllë [kukkja'rɛllə] sf. Cucchiaio di legno usato in cucina. || BA cucchiarelle. || RF cucchiarèlle [kuĉĉaręlle̯].

cucchiarine cucchiarìnë [kukkja'rɪnə] sm. Cucchiaino. || AO cucchjarìne.

cucchjire cucchjírë [kuk'kjirə] sm. Cocchiere, Vetturino. || RM Pasquà, te stai ambarànne a fa’ ‘u cucchijere? [pas'kwɜ tə s'tɜjə amba'rannə a ffa u kuk'kjirə?] N.d.R. Pasquale, stai imparando a fare il vetturino? || ZO cucchier (1864) || BF cucchîer (1893). || RM cucchijere.

cucchierille cucchiëríllë [kukkjə'rillə] sm. Cocchiere in seconda. || BA cucchierielle.

cucciamelone cucciamëlónë [kutʧamə'lɤnə] agg. e sost. Testa calva, Che o chi è privo di capelli. || LA cuccemelone.

cucciute cucciůtə [kut'ʧʉtə] agg. Cocciuto. || RM cucciùte.

cuccuvaje [kukku'wɜjə] sf. Civetta. || LA cuccuvaje. || AO cuccuguàje. || RF cuccuvàje [kukkuṷåi̯e̯].

cuccuvajuzze cuccuvajùzzë [kukkuwa'jʊtʦə] sm. Iettatore, Piccolo gufo. || RM cuccuajùzze.

cucenà [kuʧə'na] v. Cucinare. || FB cucenà.

cucende cucèndë [ku'ʧɛndə] p. pr. e agg. Cocente, Che scotta. || LR cucènde. || RF cucènde [kučęnt̬e̯].

cucenille cucëníllë [kuʧə'nillə] sm. Piatto a base di uova e ricotta. || BA cucenielle.

cuche ['kukə] sm. Cuoco. || ZO cuocheu (1864). || [fg. cuóco - ital. cuòco]

cucine cucìnë [ku'ʧɪnə] sf. Cucina. || LR Vénene a dà na mane ind’a cucìne ['vɛnənə a dda na 'mɜnə 'ind-a ku'ʧɪnə] N.d.R. Vengono a dare una mano in cucina. || LR cucìne.

cucuccine cucuccìnë [kukut'ʧɪnə] sf. zool. Cappellaccia.

cucuiglie [kuku'ɪʎʎə] sf. Conchiglia. || VC cuchìglia (1929). || RM  cucuìglije.

cucumazze [kuku'matʦə] sm. Zucchina. || RM cucumàzze.

cucume ['kʊkumə] sm. Grosso contenitore per acqua.

cucumone cucumónë [kuku'mɤnə] sm. Oggetto di scarsa utilità e molto ingombrante.

cufene ['kʊfənə] avv. Molto, Un sacco. || RM cùfane.

cugghie ['kuɡɡjə] sf. Coglia, Scroto. || RM cùgghije.

cugine cugìnë [kud'ʤɪnə] smf. Cugino.

cugne cùgnë ['kʊɲɲə] sm. Cuneo di legno. || sf. Donna bassa. || Locuz. mèzza cúgne ['mɛdʣa' kʊɲɲə] mezza tacca. || BA cugne.

cugnette cugnèttë [kuɲ'ɲɛttə] agg. f. Piccolina. || ML na mezza cugnette che quatte mosse ha cagnete n’ome d’accussì a cussì [na 'mɛdʣa kuɲ'ɲɛttə kə k'kwattə 'mɔssə a kkaɲ'ɲɜtə n'ɤmə da kkus'sɪ a kkus'sɪ] N.d.R. una mezza tacca, con quattro moine, ha cambiato un uomo da così a così. || ML cugnette.

cujete cuje̊të -étë [ku'jetə -etə] agg. Quieto. || RA A fernité? Staté cujete’ [a fər'nɪtə? s'tatəvə ku'jetə] La finite? State buoni! || RA cujete’.

culacchione culacchiónë [kulak'kjɤnə] sm. Culone. || RM culacchijòne.

culazze [ku'latʦə] sf. Pannolino per neonato, La parte posteriore del carretto. || CS  culazze.

cule ['kʉlə] sm. Sedere, Culo, Deretano. || CA Chi troppe s’avasce, ‘u cule mostre [ki 'trɔppə  s-a'vaʃʃə u 'kʉlə 'mɔstrə] N.d.R. Chi troppo si abbassa, mostra il sedere. || BA Staje amare cum’a nu cule de cetrule [stɜjə  a'mɜrə 'kum-ɛ  nu 'kʉlə də ʧə'trʉlə] Stai amaro al pari del culo del cetriolo. || TF cùle. || FO cule [cüle̥]

culecà [kulə'ka] v. Andare a dormire. || Anche curcà e cucà. || BA culecà.

cullare cullårë [kul'lɜrə] sm. Collare. || FB cullàre.

culle ['kullə] sm. Collo. || BA cuolle.

cullette cullèttë [kul'lɛttə] sm. Colletto. || BA cullette.

culummere culùmmërë [ku'lʊmmərə] sm. Fico. || RM culùmmere.

culunnette culunnèttë [kulun'nɛttə] sf. Comodino. || BA culennette. || LA culunnètte. || MM kulunnètte.

culurate culuråtë [kulu'rɜtə] pp. e agg. Colorato. || EG culuràte.

cum’a ['kum-a] par. comp. Come la.

cumannà [kuman'na] Comandare. || AO cumannà.

cumanne [ku'mannə] sm. Comando. || LCG L’aggja da mantinè alle mie cumanna [l'aɡɡja da mandə'nɛ ɛ 'mɪjə ku'mannə] N.d.R. La terrò al mio comando. || ZO cumand (1864) || LCG cumanna (1897).

cumbà [kum'ba] sm. Compare. || SG¹ Cumbà, t’u ‘ggiure nen hamme ditte nìnde [kum'ba, t-u d'ʤʉrə, nənn 'ammə 'dɪttə 'nində] N.d.R. Compare, te lo giuro non abbiamo detto niente. || SG¹ cumbà. || LA cumpà.

cumbagne [kum'baɲɲə] s. Compagno, Amico. || TF ghìje àgghije ji' k'i cumbàgne [ɡɨjə 'aɡɡja 'jɪ k-i kum'baɲɲə] N.d.R. io devo andare con gli amici. || TF cumbàgne. || MA  cumpagne. || MM [kumbá/ňňe̥]

cumbagnije cumbagnìjë [kumbaɲ'ɲɪjə] sf. Compagnia. || GE cumpagnia. || PM cumbagnije.

cumbagnone cumbagnónë [kumbaɲ'ɲɤnə] sm. Compagnone, Amico che fa buona compagnia. || RM cumbagnòne.

cumbaragge [kumbarad'ʤə] sm. Comapanatico. || RM cumbaràgge.

cumbare cumbårë [kum'bɜrə] sm. Compare. || Anche ‘mba [mba]. || AO cumbàre.

cumbareme [kum'barəmə] avv. Nel momento stesso, Non appena. || MG cumpareme vedemm' 'u nemiche ce mettemm'a sparà [kum'barəmə və'dɛmmə u nə'mikə ʧə mət'tɛmmə a spa'ra] N.d.R. appena vedemmo il nemico ci mettemmo a sparare. || MG cumpareme. || MG cumpàrme. || FB cumbarme.

cumbarì [kumba'rɪ] v. Apparire. || BF cumparì (1893).

cumbarizie cumbarìzië [kumba'rɪtʦjə] sm. Il complesso delle usanze legate al fare da compare. || RM cumbarìzije.

cumbassione cumbassiónë [kumbas'sjɤnə] sf. Compassione. || RM cumbassiòne.

cumbatì [kumba'tɪ] v. Compatire. || FB cumbaté.

cumbattemende cumbattemèndë [kumbattə'mɛndə] sm. Combattimento. || RM cumbattemènde. || [fg. combattimènto - ital. combattiménto]

cumbatute cumbatůtə [kumba'tʉtə] pp. Compatito. ||  BA cumpatute.

cumbedenze [kumbə'dɛnʣə] sf. Confidenza. || SA Chi t’a ‘ccorde 'sta cumbedenze? [ki t-ak'kɔrdə sta kumbə'dɛnʣə?] Chi ti da questa confidenza? || FB cumbedénze. || MG¹ cunfedénze.

cumbenà [kumbə'na] v. Combinare. || SG E ditte ninte che cumbenavene abbascie a’ grotte [ɛ 'dɪttə 'nində kɛ kkumbə'navənə ab'baʃʃə a 'ɡrɔttə] N.d.R. Hai detto niente cosa combinavano giù nella grotta. || RM cumbenà.

cumbenazione cumbënaziónë [kumbənat'ʦjɤnə] sf. Combinazione. [pə kkumbənat'ʦjɤnə akki'jɜjə na b'bɛlla 'dɔnnə] Per combinazione vidi una bella donna. || AO cumbenaziòne. || LCG cumbnazione (1897).

cumbessà [kumbəs'sa] v. Confessare.

cumbessiunine cumbëssiunìnë [kumbəssiu'nɪnə] sm. Confessionale. || RM cumbissiunìne.

cumbessorie [kumbəs'sɔrjə] sm. Confessionle, Atto del confessarsi.

cumbettuzze cumbëttùzzë [kumbət'tʊtʦə] sm. Piccolo confetto colorato. || FB cumbuttòzze.

cumbiacenze [kumbja'ʧɛnʣə] sf. Compiacenza.

cumbitte [kum'bittə] sm. Confetto. || ZO cunfiett (1884) || LA cumbîtte.

cumblemende cumblëmèndë [kumblə'mɛndə] sm. Complimento, Elogio. || TF cumblemènde [fg. complimènto - ital. compliménto]

cumbonne [kum'bɔnnə] v. Confondere. || LE Ma, isse, nun sé scumbóne; e manghé se cumbónne! [ma, 'ɪssə, nʣə skum'bɤnə; ɛ m'manɡə sə kum'bɔnnə!] N.d.R. Ma, lui, non si scompone; e neanche si confonde. || LE cumbónne. || [fg. confòndere - ital. confóndere]

cumburtarse [kumbur'tarsə] v. rifl. Comportarsi.

cume ['kumə] avv. e congz. Come. || locuz. cum’eja eje [kum 'eja 'ejə] Comunque esso sia. || SA Cume te chiame? ['kumə tə 'kjɜmə?] Come ti chiami? || GG come a n’allangate [kum-a  n-allan'ɡɜtə] N.d.R. Come un affamato. || GG come (1834) || SG cumme. || PM cumê. || TF cùme. || MM [kú̥me̥].  

cum'è ['kum-ɛ] par. comp. Come è, A se conda di come è. || Anche ccum’è [k'kum-ɛ] || AO a ccum’ e’ ‘a farìne [a k'kum-ɛ a fa'rɪnə] N.d.R. in base alla qualità della farina. || AO ccum’e’.

cumegghjà [kuməɡ'ɡja] v. Coprire, Proteggere. || BA cummegghià. || LA cumegghià.

cumenzà [kumən'ʣa] v. Cominciare. || Anche accumenzà [akkumən'ʣa]. || RM cumenzà.

cumete cume̊të -étë [ku'metə -etə] sf. Cometa, Aquilone. || LA cumète. || BA cumete.

cummà [kum'ma] sf. Comare. || Anche cummare [kum'mɜrə].

cummare cummårë [kum'mɜrə] sf. Comare, Amante. || RA E c’a cummar e i cummarellé [ɛ kk-a kum'mɜrə ɛ i kumma'rɛllə] E con la comare e le comarelle. || RA cummar’. || ML cummàre.

cummarelle cummarèllë [kumma'rɛllə] sf. Comarella. || RA cummarellé.

cummatte [kum'mattə] v. Combattere, Armeggiare,  Darsi da fare. || FB cummatte.

cummedie [kum'mɛdjə] sf. Commedia. || SA Amma fa ‘a cummedie? ['amma fa a kum'mɛdjə?] Dobbiamo fare la commedia? || RA N’ata vot’accuménzaté sta cummedia scustumáté? [n-ata 'vɤtə akkumən'ʣɜtə sta kum'mɛdja skustu'mɜtə?] Di bel nuovo cominciate questa commedia ineducata? || TF cummèdije.

cummende cummèndë [kum'mɛndə] sm. Convento. || FB cumménde.

cummerciande [kummər'ʧandə] sm. Commerciante.

cum’u ['kum-u] par. comp. Come il, Come lo. || SA¹ cum’lu. || EG cum’u.

cundannate cundannåtë [kundan'nɜtə] pp. Condannato. || ME chi nen crède è state già cundannate! [ki nən 'kredə ɛ s'tɜtə dʤa kundan'nɜtə!] chi non crede è stato già condannato. || ME cundannate.

cunde ['kundə] 1.sm. Racconto. 2. sm. Conto. || BA ej'asciute da cunte [ɛ aʃ'ʃʉtə da 'kundə] la donna incinta prossima a sgravare. N.d.R. lett. È uscita di conto. || TF cùnde. || BA cunte. || [fg. cònto - ital. cónto]

cundegnose [kundəɲ'ɲɤsə] agg. f. Riservata. || m. cundegnuse [kundəɲ'ɲʉsə]  || BA cuntegnose. || SE ccundegnòse.

cundegnuse cundëgnůsë [kundəɲ'ɲʉsə] agg. m. Riservato. || f. cundegnose [kundəɲ'ɲɤsə] || RM cundegnùse.

cundemende cundëmèndë [kundə'mɛndə] sm. Condimento. || Anche cunzaminde [kunʣa'mində] o cundeminde [kundə'mində]. || CS cundemènte. || [fg. condimènto - ital. condiménto]

cundeminde cundëmíndë [kundə'mində]  sm. Condimento. || Anche cunzaminde [kunʣa'mində] o cundemende [kundə'mɛndə] || AO cundemìnde.

cundende cundèndë [kun'dɛndə] agg. Contento. || ZO content (1864). || PM cuntènte. || RA cuntenté. || ME cuntènde. || TF cundènde.

cundenuvà [kundənu'wa] v. Continuare. || RM cundenuvà.

cundrarie cundràrië [kun'drarjə] agg. Contrario. || Locuz. ‘o cundrarie [ɔ kun'drarjə] Al contrario. || RM cundràrije.

cundrariose [kundra'rjɤsə] agg. Contrario.

cundratte [kun'drattə] sm. Contratto. || AO cundràtte.

cunette cunèttë [ku'nɛttə] sf. Cunetta. || FB cunétte. || [fg. cunètta - ital. cunétta]

cunforte cunfòrtë [kun'fɔrtə] sm. Conforto. || PM cunforte.

cunge ['kʊnʤə] avv. Piano. || Reduplic. cunge cunge ['kʊnʤə 'kʊnʤə] Piano piano, Sommessamente. || RF cunge cunge [kųnč̬e̯ kųnč̬e̯].

cungertine cungërtìnë [kunʤər'tɪnə] sm. Concertino, Piccolo complesso musicale. || SG cuncertine.

cungestorie [kunʤəs'tɔrjə] sm. Concistoro, Assembramento di persone. || RF cungestorie [kunč̬e̯stǫri̭e̯].

Cungettine Cungëttìnë [kunʤət'tɪnə] pers. f. Concettina

cungirte [kun'ʤirtə] sm. Concerto.

cungreje [kun'ɡrejə] sf. Congrega. || FB cungréij. || [fg. congréga - ital. congrèga]

cunigghie cunìgghië [ku'nɪɡɡjə] sm. coniglio. || AO cunìgghje.

cunvenì [kunvə'nɪ] v. Essere vantaggioso, Convenire. || SA Nen me cunvene a jì là! [nə mmə kun'venə a 'jɪ lla] Non mi conviene andare là.

cunvenienze [kunvə'njɛnʣə] sf. Convenienza, Buona educazione. || BA crejanze e convenienze [kri'anʣə ɛ kkunvə'njɛnʣə] educazione e convenienza. || BA convenienze.

cunvoglie [kun'vɔʎʎə] sm. Conviglio, Treno. || RA Ma, u cummoglio tè sciuppaje [ma u kun'vɔʎʎə tə ʃup'pɜjə] Ma il treno ti portò via. || RA cummoglio.

cunzà [kun'ʣa] v. Condire. || FB cunzà. || RF cunzà [kunźá].

cunzaminde cunzamíndë [kunʣa'mində] sm. Condimento. || Anche  cundemende [kundə'mɛndə] o cundeminde [kundə'mində]. || FB cunzaminde. || RF cunzaminde [kunźamínt̬e̯]. || [fg. condimènto - ital. condiménto]

cunze ['kʊnʣə] sm. Pranzo offerto dai parenti del defunto ai congiunti in occasione di un lutto. || BA cuonze. || RF cunze [kųns̬e̯].

cunzegnà [kunʣəɲ'ɲa] v. Consegnare.

cunzegne [kun'ʣɛɲɲə] sf. Consegna. || RM cunzègne. || [fg. consègna - ital. conségna]

cunzerrusce cunżerrùscë [kunʣɛr'rʊʃʃə] sm. Trucco. || TF e bbràve a Fedòre, a vèste còrte, u cunzerùsce ‘m bbàcce, ‘sta figghiòle s’è sbaliàte [ɛ b'brɜvə a ffe'dɤrə, a 'vɛsta 'kɔrtə, u kunʣɛr'rʊʃʃə m'batʧe, sta fiɡ'ɡjɤlə s-ɛ zbali'jɜtə] N.d.R. e brava Fedora, il vestito corto, il trucco in faccia, questa ragazza si è sbandata. || TF cunzerùsce. || EG conz'e rusce.

cunzigghie cunżìgghië [kun'ʣɪɡɡjə] sm. Consiglio, Consultazione tra più persone. || Anche cunziglie [kun'ʣɪʎʎə]. || BF Salamone se pegghiáve ciente ducáte p’ nu cunzigghie! [salo'mɤnə sə pəɡ'ɡjɜvə 'ʧində du'kɜtə pə nu kun'ʣɪɡɡjə] Ndr. lett. Salomone si prendeva cento ducati per un consiglio!|| BF cunzigghie (1894).

cunziglie [kun'ʣɪʎʎə] sm. Consiglio, Consultazione tra più persone. || Anche cunzigghie [kun'ʣɪɡɡjə] || CA Cunsiglie de volpe, dammàgge de galline [kun'ʣɪʎʎə də 'vɔlpə, dam'madʤə də ɡal'lɪnə] N.d.R. Consultazione tra volpi, -grossi- guai per le galline. || FO Da chi nun tene figghije, nun ce jenne né p'ajute né pe cunziglie! [Da chi nün tene̥ figghije̥, nün ce̥ jenne̥ né p'ajute̥ né pe̥ cunʒiglie̥!]  Da chi non ha figli, non andare nè per aiuto nè per consiglio. || TF cunzìglije. || CA cunsiglie. || AO cunzìglie. || MG¹ cunziglie || FO cunziglie [cunʒiglie̥]. || RF cunziglie [kunźiłłe̯].

cunzulà [kunʣu'la] v. Consolare. || RA Che te’ fannó cunzulà [kɛ tə 'fannə kunʣu'la] Che ti fanno consolare. || RA cunzulà.

cunzumate cunżumåtë [kunʣu'mɜtə] pp. e agg. Consumato. || RM cunzumàte.

cuperte cupèrtë [ku'pɛrtə] sf. Coperta. || FO Sott’e cuperte nun ce pare pezzendarije [Sott’e cuperte̥ nün ce̥ päre̥ pe̥zze̥ndarije̥] Sotto le coperte non appare la povertà (si sente meno).  || FO cuperte [cuperte̥].

cupete cupe̊të -étë [ku'petə -etə] sf. Torrone con nocciole e cioccolato. || BA Eja de fave la cupete ['ejə  də 'fɜfə a ku’petə] la copeta è fatta con le fave. || LA cupète. || RA cupeta. || BA cupete. || RF cupète [kupę̊te̯].

cuppine cuppìnë [kup'pɪnə] sm. Mestolo. || FO U cuppine sœpe i guœje d'a tielle [U cüppine̥ sœpe̥ i guœje̥ d'a tielle̥] Il mestolo conosce i guai della pentola. || VF cuppino (1841) || BA cuppine. || FO cuppine [cüppine̥]. || RF cuppine [kuppi̊ne̯].

cuppuline cuppulìnë [kuppu'lɪnə] sm. Berrettino. || RM cuppulìne.

curà [ku'ra] v. Curare. || EG a la facce de chi ‘nze ne cure [a 'fatʧə də ki nʣə nə 'kʉrə] N.d.R. alla faccia di chi non se ne cura. || FB curà.

curagge [ku'radʤə] sm. Coraggio. || PR Curagge ne’ nne tene de fa ‘a guerre [ku'radʤə nə nnə 'tenə də fa a 'ɡwɛrrə] N.d.R. Coraggio non ne ha di fare la guerra. || LA e forze, curagge, salute speranze 'i faje avè [ɛ f'fɔrzə, ku'radʤə, sa'lʉtə spə'ranʣə i 'fɜjə a'vɛ] N.d.R. e forza, coraggio, salute speranza gli fai avere.

curatele [ku'ratələ] sm. Curatolo, Sorvegliante di azienda agricola. || AO Qua me pare na massarìje sènza curàtele [k'kwa mə 'pɜrə na massa'rɪjə 'sɛnʣa ku'ratələ] Qui mi sembra una masseria senza curatolo. || AO curàtele. || RF curatele [kuráte̯le̯].

curatele [kura'tɘlə -elə] sf. Curatela. || BA curatele. || [fg. curatéla -  ital. curatèla]

curatelle curatèllë [kura'tɛllə] sf. Corata, Coratella, Cuore, polmoni, fegato e milza di animali macellati. || FB curatèlle.

curcà [kur'ka] v. Andare a dormire. || Anche culecà [kulə'ka] e cucà  [ku'ka]. || SA Giuvanne s’è jute a corche subbete ajire sere. [dʤu'wannə s-ɛ  'jʉtə a k'kɔrkə 'sʊbbətə a'jirə s'sere] Giovanni è andato a dormire presto ieri sera.

curce ['kurʧə] agg. Senza corna. || MM kurce.

curle ['kʊrlə] sm. Trottola di legno. || VF curlo di legname ['kʊrlə də ləɲ'ɲɜmə] Trottola senza quel ferro che volgarmente dicesi Spuntone [spun'dɤnə] || VF curlo (1841) || BA curle. || RF curle [kųrle̯].

curnacchie [kur'nakkjə] sf. Cornacchia. || TF curnàcchije.

curne ['kurnə] sm. Corno. || sf. corne ['kɔrnə] || AO cùrne. || RF curne [kúrne̯].

curnette curnèttë [kur'nɛttə] sf. Cornetta. || sm. Cornetto. || FC a curnette ave scurdàte e ‘u trumbone ave sfiatàte [a kur'nɛttə 'ɜvə skur'dɜtə ɛ u trum'bɤnə 'ɜvə sfja'tɜtə] La cornetta ha scordato e il trombone è sfiatato. || FC curnette. || [fg. cornètto/a - ital. cornétto/a]

curnute curnůtə [kur'nʉtə] agg. Cornuto. || Anche chernute [kər'nʉtə]  

curpe ['kʊrpə] sm. Corpo. || AO cùrpe.

curpette curpèttë [kur'pɛttə] sm. Corpetto. || VF curpetto (1841). 

curra curre ['kʊrra 'kʊrrə] solo nella locuz. ‘nd’o curra curre [nd-ɔ 'kʊrra 'kʊrrə] Nel fuggi fuggi.

currede [kur'redə] sm. Corredo. || RM currède. || [fg. corrédo - ital. corrèdo]

curreje [kur'rejə] sf. Bretella. || VF curreje (1841) || LA currèje.

currende currèndë [kur'rɛndə] sf. Corrente elettrica. || TF currènte.

currijame currijåmë [kurri'jɜmə] sm. Finimento per cavalli. || RM currijàme.

currive [kur'rɨvə] sm. Collera, Nervosimo. || EG currive. 

curruture currutůrë [kurru'tʉrə] sm. Corridoio. || RM currutùre.  

curte cúrtë ['kurtə] agg. Corto. || BA curte e male cavate ['kurtə ɛ m'mɜlə ka'vɜtə] N.d.R. lett. corto e malcavato. || BA curte.

curteje [kur'tejə] sm. Corteo. || CA¹ annanze a stu curteje vide u moneke ca croce [an'nanʣə a  stu kur'tejə  vɨdə u  'mɔnəkə k-a 'krɤʧə] N.d.R. davanti a questo corteo vedi il monaco con la croce. || CA¹ [curtejᵉ].

curtellare curtëllårë [kurtəl'lɜrə] sm. Venditore di coltelli. || RM curtellàre.

curtellate curtëllåtë [kurtəl'lɜtə] sf. Coltellata. || SA L’ha ‘ccise ke ‘na curtellate! [l-a t'ʧɪsə kə na kurtəl'lɜtə] L’ha ucciso con una coltellata. || RF curtellàte [kurte̯llåte̯].

curtelle curtèllë [kur'tɛllə] sf. Coltello grande per tagliare il pane ed altro.

curtellija [kurtəlli'ja] v. Prendere a coltellate, Tagliare con il coltello.

curtelluzze curtëllùzzë [kurtəl'lʊtʦə] sm. Coltellino. || FB curtellòzze.

curtile [kur'tɪlə] sm. Cortile.|| RF curtìle [kurtı̊le̯].

curtille curtíllë [kur'tillə] sm. Coltello. || ZO Pigh li cucchieur d'argint e li vrocche e li curtiell. ['pɪɡɡjə i kuk'kjɜrə d-ar'ʤində ɛ i 'vrɔkkə ɛ i kur'tillə] Prendi i cucchiai d'argento, le forchette e i coltelli. || VF curtiello (1841) || ZO curtiell (1864). || BF curtîelle (1894). || BA curtielle. || AO curtìlle. || RF curtille [kurtílle̯].

curungine curungìnë [kurun'ʤɪnə] sf. Coroncina.

cusarille cusaríllë [kusa'rillə] sm. Cosino, Persona di statura minuta. || PM stu cusarîlle ché manche se vède [stu kusa'rillə kɛ 'manɡə sə 'vedə] N.d.R. questo cosino -questa donna bassa- che neanche si vede. || PM cusarîlle.

cuscenette cuscënèttë [kuʃʃə'nɛttə] sm. Cuscinetto per aghi. || FB cuscenètte.

cuscienze [kuʃʃi'ɛnʣə] sf. Coscienza. || PM cusciènze. || AO cusciènza. || PR cuscienze. || RF cuscènze [kuššęnźe].

cuscine cuscìnë [kuʃ'ʃɪnə] sm. Guanciale, Cuscino. || MM kusscíne.

cusciulijà [kuʃʃuli'ja] v. Andarsene sempre in giro a piedi. || SA Quelle se ne vace sembe cusciulijanne! ['kwɛllə sə nə 'vɜʧə 'sɛmbə kuʃʃuli'jannə] Quella -ragazza- sta sempre in giro. || AO cuscelijà.

cusetore cusëtórë [kusə'tɤrə] sm. Sarto. || ZO cusitore (1864).

cusetrice [kusə'trɪʧə] sf. Sarta. || BA cusetrice.

cuseture cusëtůrë [kusə'tʉrə] sf. Cucitura. || RM  cusutùre.

custate custåtë [kus'tɜtə] sf. Costole, Costata. || RM custàte.

custe ['kustə] avv. Vicino. || Locuz. o custe [ɔ 'kuste] A fianco, Accanto. || EG custe.

cusute cusůtə [ku'sʉtə] pp. e agg. Cucito.

cutelijà [kutəli'ja] v. Agitare, Toccare insistentemente. || P Alì, ‘U cacciuniéll’ suj’ affiziunat’, s’ ‘a uardav’, cutilijann’ ‘a cota [alɪ, u katʧu'nillə 'sʉjə affətʦju'nɜtə, s-a ɡwar'dɜvə, kutəli'jannə a 'kɤdə] Alì, il cane suo affezionato, se la guardava, agitando la coda ||  RM cutelijà.

cuteruzze cutërùzzë [kutə'rʊtʦə] sm. Osso sacro, Coccige. || SA Me face male ‘u cuteruzze! [mə 'fɜʧə 'mɜlə u kutə'rutʦə] Mi fa male il coccige.

cutre ['kʊtrə] sf. Imbottita, Coperta da letto pesante, Coltre. || cfr. mullettone [mullət'tɤnə]  || VF cutre (1841) || MM kutre. || RF cutre [kųtre̯].

cutte cúttë ['kuttə] agg. m. Cotto. || al f. cotte [k]. || SA Fatte, cutte e magnate ['fattə, 'kuttə ɛ mmaɲ'ɲɜtə] Fatto, cotto e mangiato. || LR Sop 'o cûtte acqua vellùte ['sɤp ɔ 'kuttə 'akkwa vul'lʉtə] acqua bollente sulla scottatura. || ML ‘U pane cutte ‘a ruchele e patàne [u 'pɜnə 'kuttə a 'rʊkələ ɛ ppa'tɜnə] N.d.R. Il pancotto -con- la ruca e le patate.  || ML cutte.

cutturille cutturíllë [kuttu'rillə] solo nella locuz. a ccutturille [a kkuttu'rillə] Stracotto, Molto cotto. 

cutugnate cutugnåtë [kutuɲ'ɲɜtə] sf. Cotognata, Confettura di mele cotogne. || RM cutugnàte.

cuvernà [kuvər'na] v. Nutrire.

cuvernate cuvërnåtë [kuvər'nɜtə] agg. Nutrito. || BA U male cuvernate u cuverne Criste [u 'mɜlə kuvər'nɜtə u ku'vɛrnə 'krɪstə] Il malnutrito è cibato da Cristo. || BA cuvernate.

cuverte cuvèrtë [ku'wɛrtə] sf. Coperta. || VF cuverta (1841) || MU cupèrte. || MU cuèrte. || MM kuvèrte. || RF cuvèrte [kuṷęrte̯].

cuvirchie [ku'wɪrkjə] sm. Coperchio. || EG quanne ‘u cuvirchie, d’a tielle, chiàne allundàne ['kwannə u ku'wɪrkjə, d-a ti'jɛllə, 'kjɜnə allun'dɜnə] N.d.R. quando il coperchio del tegame, piano allontana. || BA cuverchie. || AO cuìrchje. || CS cuirchije. || EG cuvirchie.

cuzze cùzzë ['kʊtʦə] solo nella locuz. de cúzze [də 'kutʦə] Di spalle. || ML cuzze. || AO cùzze. || RA cuozz’.

cuzzetille cuzzëtíllë [kutʦə'tillə] sm. Del filoncino di pane le parti iniziale e finale. || FB cuzzettille.

cuzzette cuzzèttë [kut'ʦɛttə] sm. Nuca, Collo. || LA cuzzètte. || RF cuzzètte [kuzzętte̯].

cuzzulecchie [kutʦu'lɛkkjə] sf. Tellina, Piccolo mollusco commestibile || AO cuzzulècchje.

D

d'a [d-a] prep. art. Dalla, Della. || lett. da la.|| Anche ’a. || SA Venghe d‘a scole ['vɛnɡə d-a s'kɤlə] Vengo dalla scuola. || LR d’a matine ‘a sère [d-a  ma'tɪnə a 'sɘrə] N.d.R. dalla mattina alla sera. || GG da la (1834) || ZO deu la (1864). || LR d’a.

da [da] prep. sempl. Da. || Antiq. a ddo [a ddɔ] || GG Mo me ne vaco guatto guatto nata vota a do pateme [mɔ mə nə 'vɜkə 'kwattə 'kwattə n'ata 'vɤtə a ddɔ 'patəmə.] N.d.R.  Ora me ne vado  qutto quatto un'altra volta da mio padre. || SA Chjú tarde venghe da te. [k'kjʊ t'tardə 'vɛnɡə da tɛ] Più tardi vengo -verrò- da te. || SE Tènene sèmbe da dìce ['tɛnənə 'sɛmbə da 'dɪʧə] N.d.R. Hanno sempre da dire. || GG a do  (1834). || ZO deu (1864) || SE da.

dà [da] v. Dare. || SA Me dispiace ma ije nen te pozze dà ninde [mə dəs'pjaʧə ma 'ijə nən tə 'pɔtʦə da 'nində] Mi dispiace ma io non posso darti neinte.

dacape [da'kɜpə] avv. Daccapo, Di nuovo. || FB dacàpe.

daccialarde [datʧa'lardə] sm. Battilardo, Tagliere che in cucina serve a preparare battutti vari. || Anche adaccialarde [adatʧa'lardə] || FB daccialàrde.

dameggiane [daməd'ʤɜnə] sf. Damigiana. || RM damegiàne.

dammagge [dam'madʤə] sm. Danno, Sventura. || TF dammàgge. || RF [dammáǧǧe̯]. || Etimo:  dal fr. dommage, che è dal provenz. ant. damnatge, deriv. di lat. dămnum  « danno ».

Dandine [dan'dinə] pers. m. Dantino.

dannate [dan'nɜtə] pp. e agg. Dannato. || LR dannàte. || LC dannáte.

danne ['dannə] sm. Danno. || RF [danne̯].

darasse [da'rassə] solo nella locuzione darasse darasse [da'rassə da'rassə] Passo passo. || GG Lu quatrare fece sette carrine, e ce ne jije a nu pajese darrass...e darass...e [u kwa'trɜrə fa'ʧɪjə 'sɛttə kar'rɪnə, ɛ sə nə 'jɪjə a nu pa'jɘsə dar'rassə dar'rassə.] N.d.R. Il giovane ricavò sette carlini, e se ne andò in un paese passo passo. || FC Sparàte ‘a prima carcasse, ce ne jàme darasse darasse [spa'rɜtə a p'prɪma kar'kassə, ʧə nə 'jɜmə da'rassə da'rassə] Sparata la prima botta, ce ne andiamo passo passo. || GG darass...e darrass...e (1834). || FC darasse darasse.

date ['dɜtə] sf. Data. || pp. e agg. Dato, Picchiato. || ZO deut (1864)

davveramende davveramèndë [davvera'mɛndə] avv. Davvero, Veramente, Proprio. || cfr. averamende [avera'mɛndə].

dazie ['dadʣjə] sm. Dazio. || RM dàzije.

'Ddulurate [ddulu'rɜtə] pers. f. Addolorata. || || Anche Addulurate [addulu'rɜtə] || SG ‘A vi a vi, mo vene Dulurate [a vɪ, a vɪ mɔ 'vɘnə dulu'rɜtə] N.d.R. La vedi, la vedi, sta arrivando Addolorata. || SG Dulurate. || ML DDulurate. || TF Addulura’.

d'e [d-ɛ] prep. art. Dalle.

de [də] prep. sempl. Di. || SA ‘A poisije de Natale. [a pɔi'sɪjə də Na'tɜlə] la poesia di Natale. || FO U delore è de chi u sende, nò de chi passe e tene mende [U de̥lo-re̥ è de̥ chi u sende̥, nò de̥ chi passe̥ e te̥ne̥ mende̥] Il dolore è di chi lo sente, non di chi passa e guarda.  || GG de, di (1834) || CA² dë. || BF de. (1894). || FO [de̥].

debbete ['dɛbbətə] sm. Debito. || pl. dibbete ['dibbətə] || SA È brutte cume è ‘u debbete. [ɛ b'bruttə 'kum-ɛ u 'dɛbbətə] È brutto come il debito.

decesione [dəʧə'sjɤnə] sf. Decisione. || RM decisijòne.

dechiarà [dəkja'ra] v. Dichiarare. || RM dechijarà.

dechiarazione [dəkjarat'ʦjɤnə] sf. Dichiarazione.

decide [də'ʧidə] v. Decidere. || LR se decedìje che ‘a notte, a na cèrt’ore [sə dəʧə'dɪjə kɛ a 'nɔttə, a na ʧɛrt'ɤrə] N.d.R. si decise che la notte, ad una certa ora. || RM decìde.

decore [de'kɤrə] sm. Decoro. || RA A Foggia diréné lustri e lu decoré [a f'fɔdʤə 'dɪrənə 'lustrə ɛ u de'kɤrə] A Foggia dettero splendori ed onori. || AO decìje che p’ ‘u decòre d’ ‘u palàzze me tuccàve na mùlte [də'ʧijə kɛ p-u de'kɤrə d-u pa'latʦə mə tuk'kɜvə na 'mʊltə] disse che per il decoro del palazzo mi toccava una multa. || RA decoré. || AO decòre.

decrije dëcrìjë [də'krɪjə] sm. Piacere, Goduria. || RM decrìje.

defettate [dəfət'tɜtə] pp. e agg. Difettato.

defette dëfèttë [də'fɛttə] sm. Difetto. || FB defètte. || RF defètte [de̯fętte̯].

defettose [dəfət'tɤsə] agg. f. Difettosa. || m. defettuse [dəfət'tʉsə] || RM defettòse.

defettuse [dəfət'tʉsə] agg. m. Difettoso.

degne ['dɛɲɲə] agg. Degno. ||  MM [i̯í ne̥ nʒǫ ddéňňe̥ de̥ ɡę́sse̥ fíɡ̓́ɡ̓́e̥ a ttẹ] N.d.R. io non sono degno di essere tuo figlio. || MM [dé××e̥]. || [fg. dègno - ital. dégno]

degnetà [dəɲɲə'ta] sf. Dignità. || LR degnetà.

dejettate [dəjət'tɜtə] agg. Trasandato. || BA dejettate.

delasciate [dəlaʃ'ʃɜtə] pp. e agg. Indebolito. || VMG pëcchè quillu là è accussì dlasciatö e minchiarinö [pək'kɛ 'kwullu lla ɛ akkus'sɪ ddəlaʃ'ʃɜtə ɛ mmənɡja'rɪnə] N.d.R. perché quello là è cosi debole e stupido. || VMG dlasciatö (1874). || BA delasciate.

delassate [dəlas'sɜtə] pp. e agg. Rilassato. || RM delassàte.

delecate dëlëcåtë [dələ'kɜtə] agg. Delicato. || RM delecàte.

deleggenze [dələd'ʤɛnʣə] sf. Diligenza. || ZO dilicenz (1864). || Etimo:  dal  fr. diligence, da voiture, carrozze de diligence “vettura di fretta” deriv. di diligence nel sign. ant. di “premura”.

delerijà [dələri'ja] v. Delirare. || RM delerijà.

delinguende delinguèndë [delin'ɡwɛndə] agg. Delinquente. || SG chissà che vole stu delinquente! [kis'sa kkɛ v'vɤlə stu delin'ɡwɛndə !] N.d.R. chissà cosa vuole questo delinquente! || SG delinquente.

delluvie [dəl'luvjə] sm. Diluvio. || Anche sdelluvie [zdəl'luvjə] || RM dellùvije.

delore [də'lɤrə] sm. Dolore. || sm. pl. delure [də'lʉrə] Dolori. || VC dulòre de càpe [də'lɤrə də 'kɜpə] emicrania. || RA E tè chiame, cu tanta duloré [ɛ ttə 'kjɜmə kə t'tanda də'lɤrə] Io ti chiamo con tanto dolore. || LMG ‘U delore èje de chi ‘u sénte, no de chì passe e tène ménte. [u də'lɤrə 'ɘjə də ki u 'sɛndə, nɔ də ki 'passə ɛ t'tɘnə 'mɛndə] N.d.R. Il dolore è di chi lo sente, non di chi passa e guarda.|| VC dulòre (1929). || BA delore. || RA duloré. || TF delòre. || FO [de̥lo-re̥].

delure dëlůrë [də'lʉrə] sm. pl. Dolori.

demonie [də'mɔnjə] sm. Demonio. || RM demònije.

denare [də'nɜrə] sm. Denaro, Soldi. || RA Ténéve denar’ a zeffunné [tə'nɘvə də'nɜrə a tʦəf'funnə] Aveva danaro da sprofondare la cassa forte. || LMG denàre. || RA denar’.

dende dèndë ['dɛndə] sm. sing. Dente.  pl. dinde ['dində] || VC dènte (1929). || RM dènde. ||  Etimol. dal lat. dĕns dĕntis.

dendire [dən'dirə] sf. Dentiera. || R||M dendìre. || [fg. dentiéra - ital. dentièra]

denocchie [də'nɔkkjə] sm. sing. Ginocchio. || Anche genocchie [dʤə'nɔkkjə]. || RM denòcchije.

denucchie [də'nukkjə] 1. sm. sing. Ginocchio. 2 sf. pl. Ginocchia. || AM  denucchie (1893). || RF denucchie [ǧe̯nųĉĉe̯].

denunzià [dənun'ʣja] v. Denunziare.

denunzie [də'nʊnʣjə] sf. Denunzia. || RM denùnzije.

deplome [də'plɤmə] sm. Diploma. || SG a morte è nu diplome che te face galandome! [a 'mɔrtə ɛ nu də'plɤmə kɛ tə 'fɜʧə ɡalan'dɤmə!] N.d.R. la morte è un diploma che ti fa galantuomo! || SG diplome. || [fg. diplóma - ital. diplòma]

deposete [də'pɔsətə] sm. Deposito.

derembette dërëmbèttë [dərəm'bɛttə] avv. Dirimpetto. || cfr.  faccefronde [fatʧə'frɔndə].  || RM derenbètte. 

deritte [də'rɪttə] sm. Diritto, Insieme delle norme di legge. || SE derìtte.

dermute [dər'mʉtə] sf. Dormita. || RF dermùte [de̯rmůte̯].

derrutte [dər'rʊttə] sm. Rutto. || cfr. sgherrutte [zɡər'rʊttə]  || BA derrutte.

descenze [dəʃ'ʃɛnʣə] sf. Paralisi. || RM descènze.

desdette dëṡdèttë [dəz'dɛttə] sf. Disdetta. || FB desdètte. || [fg. diṡdètta – ital. diṡdétta]

desederie  [dəsə'dɛrjə] sm. Desiderio. || Anche desiderie  [dəsi'dɛrjə] || EG L’amore ca decïve d’avè pe mè, éje acqua lavàte. ‘U desedèrie de vedèrme, ‘ndiffèrènze [l-a'mɤrə ka də'ʧɪvə d-a'vɛ pə mmɛ, 'ɘjə 'akkwa la'vɜtə. u dəsə'dɛrjə də və'dɛrmə, ndiffe'rɛnʣə] N.d.R. lett. L’amore che dicevi di avere per me, è acqua lavata. Il desiderio di vedermi, indifferenza. || EG desedèrie.

desegne [də'sɛɲɲə] sm. Disegno. || AO desègne.

desgraziate dësgraziåtë [dəzɡrad'ʣjɜtə] pp. e agg. Disgraziato. || TF disgraziàte. || ML desgraziate.

desgrazie [dəz'ɡradʣjə] sf. Disgrazia. || RA Ma a Foggia la desgrazia l’arruvaje [ma a f'fɔdʤə a dəz'ɡradʣjə l-arru'wajə] Ma Foggia fu colta improvvisamente da una disgrazia. || RA desgrazia. || TF desgrazije.

desiderà [desidə'ra] v. Desiderare.

desiderie [desi'dɛrjə] sm. Desiderio. || Anche desederie [dəsə'dɛrjə].

desoccupate [dəsɤkku'pɜtə] pp., agg. e sm. Disoccupato. || CV sjm ghijn d d’soccupöt, sfruttöt, e cass integröt ['simə 'kjinə də dəsokku'pɜtə, sfrut'tɜtə ɛ kkassinte'ɡrɜtə] N.d.R. Siamo pieni di disoccupati, sfruttati e cassintegrati. || CV d’soccupöt.

despenze [dəs'pɛnʣə] sf. Dispensa. || AO ‘A gatte d’a despènze. Cum’è èsse accussì pènze. [a 'ɡattə d-a dəs'pɛnʣə. 'kum-ɛ 'ɛssə akkus'sɪ 'pɛnʣə] La gatta della dispensa. Come è essa così pensa. || MG¹ despenze. || AO despènze.

desperate [dəspə'rɜtə] pp. e agg. Disperato, Senza soldi, Povero. || LMG desperàte. || BA desprate.

despette dëspèttë [dəs'pɛttə] sm. sing. Dispetto. || pl. despitte [dəspittə] dispetti. 

despettose [dəspət'tɤsə] agg. f. Dispettosa. || al m. despettuse [dəspət'tʉsə] || SE Sò ppezzecallànde, cretecànde e despettòse [sɔ ppətʦəkal'landə, krətə'kandə ɛ ddəspət'tɤsə] N.d.R. Sono cavillose, criticone e dispettose. || SE despettòse.

despettuse [dəspət'tʉsə] agg. m. Dispettoso. || al f. despettose [dəspət'tɤsə]. || FB despettuse.

despitte [dəs'pittə] sm. pl. Dispetti. || sing. despette [dəs'pɛttə]. || RM despìtte.

desprezzande [dəsprət'ʦandə] agg. Sprezzante, Sdegnoso. || SA¹ desprezzante.

desprezze [dəs'prɛtʦə] sm. Disprezzo. || AO Chi desprèzze accàtte [ki dəs'prɛtʦə ak'kattə] Chi disprezza compera. || CA desprézze. || AO desprèzze.

despunibbele [dəspu'nɪbbələ] agg. Disponibile. || SG¹ despunibbele.

dessulute dëssulůtë [dəssu'lʉtə] agg. Dissoluto.

dessutele [dəs'sutələ] agg. Inutile. || BA dessutele. || VF dissutile (1841).

destamende dëstamèndë [dəsta'mɛndə] sm. Testamento. || RF tèstamènde [tęstamęnt̬e̯]. || RM destamènde. || [fg. testamènto - ital. testaménto]

destemonie  [dəstə'mɔnjə] sm. Testimone. || RM destemònije. || [fg. testimóne - ital. testimòne]

destemunià [dəstəmu'nja] v. Testimoniare. || RM destemunijà.

destre dèstrë ['dɛstrə] sf. Destra. || cfr. ritte [rɪt'tə]

desturbe dëstùrbë [dəs'tʊrbə] sm. Disturbo. || FB destorbe.

detale [də'tɜlə] sm. Ditale. || Anche ditale [di'tɜlə]  || RM detàle.

detille [də'tillə] sm. Dito mignolo, Ditino. || EG detille.

detone [də'tɤnə] sm. Pollice, Alluce. || FB detòne. || RF detóne [de̯tọ̈ne̯].

deversamende dëversamèndë [dəversa'mɛndə] avv. Diversamente. || [fg. diversamènte - ital. diversaménte]

deverse [də'vɛrsə] agg. Diverso.

devertì [dəvər'tɪ] v. Divertire. || rifl. devertirse [dəvər'tɪrsə]  || SA Devirtete mo che si' giovane. [də'virtətə mɔ kɛ sɪ d'ʤɔvənə] Divertiti ora che sei giovane. || CA¹ Proprije mo che tutte a gende s’accummezz’a devertì ['prɔpjə mɔ kɛ ‘tʊtt-a d'ʤɛndə s akkum'mɛnʣə a ddəvər'tɪ] N.d.R. Proprio ora che tutta la gente comincia a divertirsi. || EG se mètte a 'uardà e se devèrte secure [sə 'mɛttə a war'da ɛ sə də'vɛrtə sə'kʉrə]  N.d.R. si mette a guardare e si diverte sicuramente. || CA¹ [dᵉvᵉrtì]. || TF diverti’.

devezione [dəvət'ʦjɤnə] sf. Devozione. || RM devezijòne.

di’ [dɪ] v. Dire. || Anche addice [ad'dɪʧə], dice ['dɪʧə]. || GG Ghijo non agghio faccie de di ca te sonte figghj ['ɡijə nən  'aɡɡjə  'fatʧə  də dɪ  ka tə 'sɔndə  'fɪɡɡjə] N.d.R. lett. Io non ho faccia di dire che ti sono figlio. || GG di (1834).

d'i [d-i] prep. art. Dei. || drv. da de li [də li] || SA Une d‘i cumbagne tuje. ['ʉnə d-i kum'baɲɲə 'tʉjə] Uno dei tuoi amici. || ML di. || EG d'i.

diademe [dja'dɘmə] sf. Diadema.

dialette dialèttë [dja'lɛttə] sm. Dialètto. || LA Èje bèlle putè scrive in dialètte ['ɘjə b'bɛllə pu'tɛ s'krivə in djalɛttə] N.d.R. È bello poter scrivere in dialetto. || LA dialètte.

diavelarije diavëlarìjë [djavəla'rɪjə] sf. Diavoleria. || FB diavelareij.

diavele ['djavələ] sm. Diavolo. || CS A fèmmene? ha ngannáte  o dijavele [a 'fɛmmənə? a  nɡan'nɜtə ɔ 'djavələ] N.d.R. La donna? ha ingannato il diavolo. || AO Quanne u pòvere dace ’o rìkke, u dijàvele s’’a rìre ['kwann-u 'pɔvərə 'dɜʧə ɔ 'rɪkkə u 'djavələ s-a rɨrə] Quando il povero dona al ricco, il diavolo se la ride. || CS dijavele. || AO dijàvele. || BA diavele.

diavelille [djavə'lillə] sm. Peperoncino, Diavoletto, Bambino molto vivace. || DLC i diavelille  pe’ farte arrezza’ i capille [i djavə'lillə pə f'fartə arrət'ʦa i  ka'pillə]  i peperoncini piccanti per farti arruffare i capelli. || VF diavulillo (1841). || DLC diavelille. || FB diavelèlle. || RF diavelille [di̭ave̯lílle̯].

diavelone [djavə'lɤnə] sm. Marca di una vecchia tintura per scarpe.

dibbete ['dibbətə] sm. pl. Debiti. || sing. debbete ['dɛbbətə] || SA È chjine de dibbete. [ɛ 'kjinə də 'dibbətə] È pieno di debiti. || RF àve fatte dibbete si è indebitato || FB dibete. || RF dibbete [díbbe̯te̯].

dicchiù [dik'kjʊ] avv. Più. || Anche cchiù [k'kjʊ], chiù ['kjʊ]  || MA Vale dicchiù une a fategà che cinte a cumannà ['vɜlə  də k'kjʊ 'ʉnə a ffatə'ɡa kɛ 'ʧində a kkuman'na] N.d.R. Serve più una persona che lavora che cento che comandano. || MA dicchiù.

dice ['dɪʧə] 1. v. Dire. || Anche addice, di’  [ad'dɪʧə], [dɪ]   || VC àgghiu dìtte ['aɡɡjə 'dittə] ho detto. || PM nen so cose chè se dicene e chè s’accontene [nən sɔ k'kɤsə kɛ sə 'dɪʧənə ɛ kkɛ s-ak'kɔndənə] N.d.R. Non sono cose che si dicono e si raccontano. || SE dìce.   

dice ['diʧə] 2. num. Dieci. || RA So diecé anne’ c’aspetté nutizié [sɔ d'diʧə 'annə k-as'pɛttə nu'tɪtʦjə] Sono dieci anni che aspetto notizie. || RA diecé. || FO dîce [dîce̥]  

dichiarà [dikja'ra] v. Dichiarare. || AM dichiarà.

diffide [dif'fidə] sf. Diffida.

Dije Dìjë [d'dɪjə] sm. Dio. || EG a si ‘Ddì vole e cambàme [a ssi d'dɪjə 'vɤlə ɛ kkam'bɜmə] se Dio vuole e campiamo. || LE pe’ me si’ staté Ddije, Patr’ e Maijest’ [pə mmɛ sɪ s'tɜtə d'dɪjə,  'patrə ɛ mma'jɛstrə] N.d.R. per me sei stato Dio, Padre e Maestro. || GG Dio, dDio (1834) || EG ‘Ddì. || LE Ddije.

dijune dijůnë [di'jʉnə] sm. Digiuno. || Anche dejune [də'jʉnə] || VC a la diùna [a dijʉnə] a corpo digiuno, a stomaco digiuno. || RF â diùne [ā diůne̯] loc avv a digiuno || CA ‘U sazie nen crede ‘o dijune [u 'sadʣjə nən 'ɡrɘdə ɔ di'jʉnə] N.d.R. Chi è sazio non crede a chi sta a digiuno. || AO A 'a dejùne e senza Mèsse [a a də'jʉnə ɛ s'sɛnʤa 'mɛssə] A digiuno e senza Messa. || VC diùna (1929). || CA dijune. || LMG diune. || FB deijune. || AO dejùne. || RF [diůne̯].

dinde díndë ['dində] sm. pl. Denti. || sing. dende ['dɛndə]. || Anche gangarille [ɡanɡa'rillə] || SG parle appene mizz’e dinte ['parlə ap'pɘnə m'midʣə ɛ 'dində] N.d.R. parla fra i denti. || FO Chi se magne i mele, e chi se jele i dinde [Chi se̥ magne̥ i me̥le̥, e chi se̥ jele̥ i dinde̥] Chi si mangia le mele, e chi si gela i denti. || SE dìnde. || BA diente. || FD dinte. || CA dînde. || FO dinde [dinde̥]

dinde díndë ['dində] prep. Dentro.  || Anche inde índë ['ində], ghinde ghíndë ['ɡində]. || ZO dint  a na tavern ['dində a na ta'vɛrnə] N.d.R. dentro una taverna. || ZO dint (1864).

dispiacere [dispja'ʧɘrə] sm. Dispiacere. || RA Ati dispiaceré ave’ avute’ [ati dəspja'ʧɘrə 'ɜvə a'vʉtə] Altri dispiaceri ha subito. || RA dispiaceré.

ditale [di'tɜlə] sm. Ditale. || Anche detale [də'tɜlə]|| RF ditàle [ditåle̯].

dite dìtë ['dɪtə] sm. Dito. || CA Ti pigghje ‘u dite cke tutt’a mane [tə 'pɪɡɡjə u 'dɪtə kə t’tʊtt-a 'mɜnə]  N.d.R. Ti prendi il dito e tutta la mano. || AO dìte.

ditte ['dɪttə] agg. sost. e pp. Detto. || ZO deut, dit (1864). || GE ditto. || [fg. dètto - ital. détto]

d'o [d-ɔ] prep. art. Dal, Dallo. || SA Curre  d’o zije e fatte dà ‘na buttiglie de vine. ['kʊrrə d-ɔ 'ʦijə ɛ f'fattə 'da na bbut'tɪʎʎə də 'vɪne] Corri dallo zio e fatti dare una bottiglia di vino. || GG a ddo lu (1834). || MG¹ d’o.

doje ['dɤjə] num. f. Due. || m. duje ['dʉjə] || SA Damme doje ove. ['dammə 'dɤjə 'ɤvə] Dammi due uova. || BA doj'ore de notte ['dɤjə 'ɤrə də 'nɔttə] due ore dopo l'Ave Maria. || ZO doje (1864). || BA doj'. || GF ddoje.

dolece ['dɔləʧə] agg. Dolce. || BA Nen'eja tante dolece de sale [nənn'ɘjə 'tandə  'dɔləʧə də 'sɜlə] non è tanto dolce di sale. || AO dòlece. || GF  dolce. || BA dolece. || Etim. dal lat. dŭlcis || [fg. dòlce - ital. dólce]

dolce ['dɔlʧə] sm. Dolce, Pasta dolce. || GF paste sècche, dolce chijne e bbabbà ['pastə 'sɛkkə, 'dɔlʧə 'kjinə ɛ bbab'ba] paste secche, dolci ripieni e babbà. || ZO dolceu (1864) || GF dolce.

Don [dɔn] Titolo riservato a gentiluomini e a persone di riguardo, Don. || EG Mò ca sime arruvàte, Don Savèrie s' è arraggiàte [mɔ ka 'simə arru'wɜtə, dɔn sa'vɛrjə s-ɛ arrad'ʤɜtə] N.d.R. Adesso che siamo giunti, Don Saverio si è arrabbiato. || EG Don.

dope ['dɤpə] avv., prep. congz. Dopo. || antiq. doppe ['dɔppə]. || EG Dope ca ce sime fatte stà bèll'abballàte, mò ci' hamma fa 'na tarallàte ['dɤpə ka ʧə 'simə 'fattə sta 'bɛll-abbal'lɜtə, mɔ ʧ'amma fa na taral'lɜtə] N.d.R. Dopo che ci siamo fatti questo bel ballo, ora dobbiamo fare un girotondo. || ZO dopo, dop (1864) || EG dope. || TF dòpe. || RF dòpe [dǫ̈pe̯]. || MM [dö́pe̥].

dopedumane [dopədu'mɜnə] avv. e sm. Dopodomani || RF dòpe dumàne [dǫ̈pe̯ dumåne̯].

doppe ['dɔppə] avv., prep. e congz. antiq. Dopo. || meglio dope ['dɤpə] || BA doppe. || VMG doppö.

dorme ['dɔrmə] v. Dormire. || meno com. durmì [dur'mɪ] || VMG Lu Rre, cä avevä durmutö fin'a tannö [u rrɛ, k-a'vɘvə dər'mʉtə 'fin-a t'tannə] N.d.R. Il re, che aveva dormito fino a quel momento. || TF dòrme.

dote ['dɤtə] sf. Dote.   

dritte ['drɪttə] agg. Furbo, Diritto, In linea retta. || SA Vóle fa ‘u drítte. ['vɤlə 'fa u 'drɪttə] Vuole fare il furbo. || PR L’Italia nostre mo camine dritte [l-i'talja 'nɔstrə mɔ ka'minə 'drɪttə] L’Italia nostra ora cammina dritto. || PR  dritte.

drughire [dru'ɡirə] sm. Droghiere. || ZO drughier (1864). || Etimo:  dal fr. drogueur, deriv. di drogue “droga”.

d'u [d-u] prep. art. Del, Dello. || SA   Tene ‘a cape cchjú toste d‘u mule. ['tɘnə a 'kɜpə k'kjʊ t'tɔstə d-u 'mʉlə] Ha la testa più dura di un mulo. || AO d’ ‘u. || FO d'u [du].

duce ['dʊʧə] sm. Capo, Condottiero, Duce. || LR sott’o Duce isse facìje carrîre, ascìje ‘a luce [sɔtt-ɔ 'dʊʧə 'ɪssə fa'ʧɪjə kar'rirə, aʃ'ʃɪjə a 'lʊʧə] N.d.R. sotto il Duce -durante il fascismo- fece carriera, uscì alla luce. || PR Dùce. || LR Duce.

dudece ['dʊdəʧə] num. Dodici. || RM dùdece. || [fg. dòdici - ital. dódici]

duicinde duicíndë [dui'ʧində] num. Duecento. || VC duicìente (1929). || RF dujecinde [dui̯e̯čínt̬e̯].

duje ['dʉjə] num. m Due. || al f. doje ['dɤjə]  || SA Damme duje purtagalle. ['dammə 'dʉjə purta'ɡallə] Dammi due -un numero piuttosto esiguo- di arance. || SG Mo che t’agghie sotte, ije e te hamma ésse duje! [mɔ kɛ t'aɡɡjə 'sɔttə, 'ijə ɛ ttɛ 'amma 'ɛssə 'dʉjə!] N.d.R. Quando ti avrò a portata di mano, io e te saremo due -faremo i conti-. ||  GG duj (1834) || ZO duje (1864). || MM [ddúi̯e̥].

dulì [dulí] [du'lɪ] v. Dolere, Soffrire. || SA Chi belle vole parì, nu poche adda dulì. [ki b'bɛllə 'vɤlə 'parɪ, nu 'pɤkə adda du'lɪ] Chi bello vuol sembrare, un po’ deve soffrire. || CA dulì.

dumà [du'ma] v. Domare. || Anche addumà [addu'ma] || RM dumà.

dumande [du'mandə]sf. Domanda. || PM dumande.

dumane [du'mɜnə] avv. e sm. Domani. || LMG Fa dumàne, quille ché avissa fa ogge, sì èje possibbele, faccille fa a l’ate! Si po’, te vène a voglie de fategà, assîttette, e aspîtte ca te passe! [fa du'mɜnə 'kwɪllə kɛ a'vɪssa fa 'ɔdʤə, si 'ɘjə pos'sɪbbələ fat'ʧillə fa a l 'atə! si pɔ tə 'vɘnə a 'vɔʎʎə də fatə'ɡa, as'sittətə e as'pittə ka tə 'passə!] N.d.R. Fai domani quello che dovresti fare oggi, se è possibile fallo fare agli altri! Se poi ti viene la voglia di lavorare, siediti, e aspetta che ti passi. || ZO dumeune (1864) || ML dumane. || LMG dumàne. || RF [dumåne̯].

dumeneche [du'mɛnəkə] sf. Domenica. || LR dumèneche. || RF dumèneche [dumę́ne̯ke̯].

Dumineche Dumìnëchë [du'mɪnəkə] pers. m. Domenico. || CA¹ [Dumįnᵉkᵉ].

dunà [du'na] v. Donare. || Anche rijalà [rija'la].  || RM dunà.

dunate [du'nɜtə] pp. Donato. || sim. il pers. m. Dunate. || SA A cavalle dunate, nen se guarde ‘mmocche. [a kka'vallə du'nɜtə nən sə 'ɡwardə m'mɔkkə] A caval donato non si guarda in bocca. || AO dunàte.

durate [du'rɜtə] pp. Durato. || sf. Durata. || ZO dureut (1864).

durmì [dur'mɪ] v. Dormire. || Più com. dorme ['dɔrmə]  || AO durmìre.

duscetà [duʃʃə'ta] v. Svegliare. || RA duscetà. || MM desscità.

dusckà [duʃ'ka] v. Sentire dolore dovuto a bruciatura. || Usato prev. nella 3ª sing. dell’ind. pres. || SA Cume duscke! ['kumə 'dʊʃkə] Come brucia. || FD dùsche u’ cule [dʊʃkə u 'kʉlə] N.d.R. brucia il sedere. || AO dusckà.

duvane [du'wɜnə] sm. Divano. || RM duvàne.

duvere [du'wɘrə] sm. Dovere. || SE duvère.

duzzine duzzìnë [dud'ʣɪnə] sf. Dozzina. || FB duzzene.

E

e [ɛ] congz. E. || GG E li spartije la rroba [ɛ i spar'tɪjə a r'rɔbbə] N.d.R. E divise fra loro la roba -l’eredità-. || LR ck’i ciste e ck’i statère [k-i 'ʧistə e k-i sta'tɘrə] || N.d.R. con i cesti e con le stadere. || MM [stẹ́/ve̥ nu pád(t)re̥ ẹ ddúi̯e̥ fígge̥] N.d.R.lett. 'stava un padre e due figli'. || GG e (1834). || MM [ẹ].

'e [ɛ] prep. art. Ai, Alle. || SA Tene ‘u fele ‘e dinde! ['tɘnə u 'fɘlə ɛ 'dində] Ha il fiele ai denti -è arrabbiato-. || TF a catarre ‘mmane e cafùne [a ka'tarrə m'mɜnə ɛ ka'fʉnə] N.d.R. la chitarra in mano ai cafoni. || TF e. || GF ê. || BA a i.

è [ɛ] v. essere, 3ª sing. dell’ind. pres. È. || Anche eje ['ɘjə] . || Vedi v. esse  v. essere || SA È state isse! [ɛ s'tɜtə 'ɪssə] è stato lui. || LR è.

è [ɛ] v. dovere, 2ª sing. dell’ind. pres. Devi.

ecche ['ɛkkə] avv. Ecco. || EG Ecche pecchè, a tè diche grazie ['ɛkkə pək'kɛ, a ttɛ 'dɪkə 'ɡradʣjə] N.d.R. Ecco perché a te dico grazie. || EG ecche.

efesse [e'fɛssə] escl. Ma guarda un po’.

eguale [e'ɡwɜlə] agg. Uguale. || cfr. pare [pɜrə], uguale [u'ɡwɜlə].  || RM èguale.

eja eje ['ɘja 'ɘjə] solo nella locuz. Cum’eja eje [kum'ɘja 'ɘjə] Comunque esso sia, lett. Come è è. || GE eja eje.

eje ['ɘjə]v. essere, 3ª sing. dell’ind. pres. È || Anche è [è] || FB èj. || BA eje. || LA èje.

Elvire [el'vɪrə] pers. f. Elvira.

emà [ɛ'ma] escl. lett. Ehi mamma! || cfr. mammà [mam'ma].

embè [em'bɛ] congz. Ebbene. || Anche 'mbè [m'bɛ].

emigrande [emi'ɡrandə] sost. Emigrante. || FB èmegrande.

emozione [emot'ʦjɤnə] sf. Emozione.

endrate [en'drɜtə] sf. Entrata. || RM èndràte.

eppure eppůrë [ep'pʉrə] cong. Eppure .

Epifanije Epifanìjë [epifa'nɪjə] sf. Epifania. || Anche befanije [bbəfa'nɪjə] || AO A Pasque Epifanìje tutte i fèste vanne vìje [a p'paskwə epifa'nɪjə 'tʊttə i 'fɛstə 'vannə 'vɪjə]  A Pasqua Epifania tutte le feste vanno via. || AO Epifanìje.

Erneste [er'nɛstə] pers. m. Ernesto. || FB Ernèste.

erpece ['ɛrpəʧə] sm. Erpice, Macchina per la lavorazione in superficie del terreno agricolo. || FB èrpece. || [fg. èrpice – ital. érpice]

erve ['ɛrvə] sf. Erba. || BA Erve ca nen vuoje a l’uorte nasce ['ɛrvə ka nən 'vujə a l'urtə 'naʃʃə] Erba non desiderata nasce nell’orto. || DLC érbe mesckate puje fa’ na bona magnate ['ɛrvə məʃ'kɜtə 'pujə fa na b'bɤna maɲ'ɲɜtə] erbe miste, puoi fare una buona mangiata. || BF erve (1894). || LA èrve. || BA erve. || LR érve. || DLC érbe.

esaggerate [esadʤe'rɜtə] pp. e agg. Esagerato. || TF esaggeràta. || [fg. esageràto - ital. eṡageràto]

esame [e'sɜmə] sm. Esame. || [fg. esàme - ital. eṡàme]

esatte [e'sattə] agg. Esatto. || Anche juste ['juste]. || RM èsatte. ||  [fg. esàtto - ital. eṡàtto]

esca ['ɛska] sf. Esca. || AO Se so’ accucchjàte: èsca mbòsse e fucìle de lègne [sə sɔ akkuk'kjɜtə: 'ɛska m'bɔssə e ffu'ʧɪlə də 'lɛɲɲə] Si sono uniti (accoppiati): esca bagnata e fucile di legno. || AO èsca. || [fg. èsca - ital. ésca.]

esembie [e'sɛmbjə] sm. Esempio. || RM èsèmbije. || [fg. esèmpio - ital. eṡèmpio]

esercizie [eser'ʧɪtʦjə] sm. Esercizio. || FB èsercizeij. || [fg. esercízio - ital. eṡercízio]

esiste esìstë [e'sɪstə] v. Esistere. || SA Tu pe’ me nn’esiste chjú! [tʊ pə mmɛ nn-e'sɪstə k'kjʊ] tu per me non esisti più. || FB èsiste. [fg. esístere - ital. eṡístere]

esposte [ɛs'pɔstə] pp. agg. e sost. Esposto. || LR esposte. || [fg. espòsto - ital. espósto]

esse ['ɛssə] 1. v. Essere. || Nel dialetto foggiano il verbo ‘essere’ svolge principalmente la funzione di ‘ausiliare’; inoltre costituisce ‘copula’. || Ind. pres. so / sonde, si' / sinde, è / èje, sime, site, so / sonde [sɔ / 'sɔndə, sɪ / 'sində, ɛ / 'ɘjə, 'sɪmə, 'sɪtə, sɔ / 'sɔndə] sono, sei, è, siamo, siete, sono.  || LR Dumèneche de luglie. Sond'i otte. [du'mɛnəkə də 'luʎʎə 'sɔndə i 'ɔttə] N.d.R. Domenica di luglio. Sono le otto. || ZO essere (1864) || RL ghesse (1905).  

esse ['ɛssə] 2. pron. pers. f. Lei. || TF èsse. 

essenziale [essen'ʣjɜlə] sm. e agg. Essenziale. || ZO leussenzieul (1864).

estranie [es'tranjə] agg. e sm. Estraneo. || LA èstranije. || CS èstraneije.

eterne [e'tɛrnə] agg. Eterno. || MA sope a sta terra nisciune eje etern’ ['sɤp-a sta 'tɛrrə niʃ'ʃʉnə 'ɘjə e'tɛrnə] N.d.R. su questa terra nessuno è eterno. || MA etern’.

ettere èttërë ['ɛttərə] sm. Ettaro. || FB èttere.

etterizie [ette'rɪtʦjə] sf. Itterizia. || VC etterìzia (1929).

euforije euforìjë [eufo'rɪjə] sf. Euforia.

evogghie [e'vɔɡɡjə] par. comp. Hai voglia. || SA Evogghie tu a sbatte a cape mbacce ‘o mure, tande qua nd’abbúscke nínde. [e'vɔɡɡjə  tʊ a z'battə a 'kɜpə m'batʧə ɔ 'mʉrə, 'tandə kkwa nd- ab'bʊʃkə 'nində] Hai voglia tu a sbattere la testa contro il muro -ad incaponirti- tanto qua non ottieni niente. || FB èvogghij.

F

fa [fa] voce usata in locuz. temp. Fa. || nota mus. Fa. || SA Tanda timbe fa. ['tanda 'timbə fa] Tanto tempo fa. || LMG fa.

fa’ [fa / ffa] v. Fare. || Locuz.  fa' fore [fa 'fɤrə] Fare fuori, Eliminare, Uccidere;  fa’ i cunde [fa i 'kundə] Fare i conti; fa’ vedè [fa və'dɛ] Far vedere, Mostrare, Fare finta. || ML Certe eje ca cume ‘u face ‘u litte accussì su trove ['ʧɛrtə 'ejə ka 'kum-u 'fɜʧə u 'littə akkus'sɪ s-u 'trɤvə] N.d.R. Certo è che come lo fa il letto così se lo ritrova. || VC Fàce u mùsse lùongo ['fɜʧə u 'mʊssə 'lunɡə] N.d.R. lett. Fa il muso lungo -si imbroncia-. || VC Se fàce na panza de mangià [sə 'fɜʧə na  'panʣə də maɲ'ɲa] Si fa una scorpacciata di cibo. || VC Fàce tanta mòsse ['fɜʧə 'tanda 'mɔssə] Sbraita. || GG fa, fà (1834) || VC fàcere (1929). 

fabbrecà [fabbrə'ka] v. Fabbricare. || Anche frabbecà [frabbə'ka]  || RM fabbrecà.

fabbrecatore fabbrëcatórë [fabbrəka'tɤrə] sm. Muratore. || al pl. fabbrecature [fabbrəka'tʉrə] || Anche fravecatore  [fravəka'tɤrə] e frabbecatore  [frabbəka'tɤrə] || VF fabbricatore (1841).

facce fàccë ['fatʧə] sf. Faccia, Viso. || Anche faccia ['fatʧa]|| Locuz. facce cuscine ['fatʧə kuʃ'ʃɪnə] Federa del guanciale;  facce matarazze ['fatʧə mata'ratʦə] Federa del materasso; facce de curne [fatʧə də 'kurnə] Sfrontato, Sfacciato, lett. Faccia di corno. || SA ‘A facce è mezz’appedune.  [a 'fatʧə ɛ 'mɛdʣ-appə'dʉnə] lett. La faccia è metà ciascuno. || TF Ma a fàcce t’a làve a matìne? [ma a 'fatʧə t-a lɜvə a ma'tɪnə?] N.d.R. ma la faccia te la lavi la mattina? || GG faccie (1834) || FD fàcce. || PM facce. || MAM [fáčče̥].

faccefronde [fatʧə'frɔndə] avv. Dirimpetto, Di fronte, Faccia a faccia, Contraddittorio. || VC Facìme nu faccefrònte [fa'ʧɪmə nu fatʧə'frɔndə] N.d.R. Facciamo un faccia a faccia. || VC faccefrònte (1929). || LC facce fronde.

faccelettone faccëlëttónë [fatʧələt'tɤnə] sm Fazzolettone, Copricapo per donne, Scialle grande. || cfr. scolle [s'kɔllə]. || RF faccelettóne [fačče̯le̯ttọ̈ne̯].

faccetinde faccetíndë [fatʧə'tində] agg. Falso, lett. Faccia tinta. || RM faccetìnde.

faccetuste [fatʧə'tustə] agg. Faccia tosta, Sfacciato, Sfrontato. || FB facce tuste.

facceverde [fatʧə'vɛrdə] smf. lett. Faccia verde. || agg. Bilioso, Cattivo. || RM faccevèrde.

facchine facchìnë [fak'kɪnə] sm. Facchino. || FB facchene.

faccia ['fatʧa] sf. Faccia. || Anche facce ['fatʧə]. || Locuz. fàccia vèrde ['fatʧa 'vɛrdə] Bilioso, lett. faccia verde. || LA ‘A faccia tuje [a 'fatʧa 'tʉjə] La tua faccia. || LA faccia.

facciatoste [fatʧa'tɔstə] sf. Faccia tosta.

facciulette facciulèttë [fatʧu'lɛttə] sm. Fazzoletto. || Anche maccature  || VF facciuletto de lu naso [fatʧu'lɛttə d-u 'nɜsə] fazzoletto; facciuletto de ncanno [fatʧu'lɛttə də n'ɡannə] fazzoletto da collo. || VF facciuletto (1841) || [fg. fazzolètto - ital. fazzolétto]

facele ['faʧələ] agg. Facile. || FB facele.

facelone facëlónë [faʧə'lɤnə] agg. Facilone. || FB facelone.

fadegà [fadə'ɡa] v. Lavorare. || Anche fategà [fatə'ɡa]  || CA¹  Mànnece a cògghije ‘i grègne  du’ gràne, a tera’ l’àcque ‘o pùzze, bbàste chè ce fàje fadega’!”. ['mannəʧə a k'kɔɡɡjə i 'ɡrɛɲɲə d-u 'ɡrɜnə, a ttə'ra l 'akkwə ɔ 'pʊtʦə, b'bastə kɛ ʧə 'fɜjə fadə'ɡa] Mandaci a raccogliere i fasci di grano, a prendere l’acqua al pozzo, l’importante è che ci fai lavorare!”. || CA¹ fadega’.

fadegatore fadëgatórë [fadəɡa'tɤrə] sm. Lavoratore, Persona che si impegna molto sul posto di  lavoro. || Anche fategatore [fatəɡa'tɤrə] || CA¹  Màst’Alèssije èje ‘nu grandìsseme fadegatòre. ['mast-a'lɛssjə 'ejə nu ɡran'dɪssəmə fadəɡa'tɤrə] Mastro Alessio è un grandissimo lavoratore. || CA¹ fadegatòre.

fafachiene fafachie̊në -énë [fɜfa'kjɘnə -enə]sf. Fava fresca, Baccello, lett. Fava piena. || FB fàfa chijène.

fafanese [fafa'nɘsə -esə] agg. Fanfarone, Di persona poco seria. || FB fafanese.

fafe ['fɜfə] sf. Fava. || Locuz. 1) fáfe arracciáte ['fɜfə arrat'ʧɜtə] fave fresche lessate. 2) fáfe jànghe e làghene [fɜfə 'janɡə ɛ l'laɡənə] Purea di fave con fettuccine. || MM ffafe. || MU fafe. || DLC  fave. || FO [fäve̥].

faille faìllë [fa'ɪllə] sf. Favilla, Scintilla. || VC faìlla (1929).

fainelle fainèllë [fai'nɛllə] sf. Carruba. || VF fainella (1841) || VC fainèlla (1929). || LR fainèlle. || RF fainèlle [fai̭nęlle̯].

fajole fajólë [fa'jɤlə] sf. Calcione. || RF fajòle [fai̯ọ̈le̯].

falcunette falcunèttë [falku'nɛttə] sm. Falchetto. || VC falcunètte (1929).

falde ['faldə] sf. Falda. || VC fàlda de cappìelle ['faldə də kap'pille] Tesa. || VC fàlda (1929).

faloppe [fa'lɔppə] sf. Erba secca. || CA¹ ‘I mettèmme i sacchètte e magnàvene e nnùje adunàmme ‘u fumìre, pìgghiàmme còcche falòppe e appecciàmme ‘u fùke. [i mət'tɛmmə i sak'kɛttə ɛ mmaɲ'ɲavənə ɛ n'nʉjə adu'nammə u fu'mirə, piɡ'ɡjammə 'kɔkkɛ ffa'lɔppə ɛ appət'ʧammə u 'fukə] Gli mettemmo i sacchetti e mangiavano e noi raccogliemmo il letame stallico, prendemmo un po’ di erba secca e accendemmo il fuoco. || CA¹ falòppe.

fame fåmë ['fɜmə] sf. Fame. || GG fama (1834) || TF fàme.

famigghia [fa'mɪɡɡja] sf. Famiglia. || Anche famiglie [fa'mɪʎʎə], famigghie [fa'mɪɡɡjə] || TF famìgghija.

famigghie famìgghië [fa'mɪɡɡjə] sf. Famiglia. || Anche famiglie [fa'mɪʎʎə], famigghia [fa'mɪɡɡja]. || TF famìgghije. || PM famigghie.

famiglia [fa'mɪʎʎa] || Anche famiglie [fa'mɪʎʎə], famigghie [fa'mɪɡɡjə].

famiglie [fa'mɪʎʎə] sf. Famiglia. || Anche famigghie [fa'mɪɡɡjə]  famigghia  [fa'mɪɡɡja].  

fanfarone fanfarónë [fanfa'rɤnə] sm. Fanfarone. || FB fanfarrone.

fanghe ['fanɡə] sm. Fango. || RF fanghe [faṇĝe̯].

fangotte [fan'ɡɔttə] sm. Fagotto. || GG fangotto (1834)  || VF fancotto (1841). || VC fancòtte (1929).

fanguttille fanguttíllë [fanɡut'tillə] sm. Fagottino. || GE fanguttiello.

fanoje [fa'nɤjə]  sf. Falò. || VF fanoja (1841) || VC fanòia (1929). | RF fanoje [fanǫ́i̯e̯].

farenare farënårë [farə'nɜrə] sm. Frullone, Setaccio per la farina. || VF farnaro (1841) || VC farenàre (1929). || FB farnàre.

farfalle [far'fallə] sf. Farfalla. || VC Farfalla che vàce attùorne a lu lùme [far'fallə kɛ 'vɜʧe at'turn-ɔ lʉmə] Parpaglione. N.d.R. Farfalla notturna, Falena. || VC farfalla (1929).

farfarille farfaríllë [farfa'rillə] sm. Farfallino.

farina [fa'rɪna] sf. Farina. || Anche farine [fa'rɪnə]

farine farìnë [fa'rɪnə] sf. Farina. || Anche farina [fa'rɪna]  

farmacije farmacìjë [farma'ʧɪjə] sf. Farmacia.

farrecille farrëcíllë [farrə'ʧillə] sf. Crusca di farro. || VF farreciello (1841) || RM farrecìlle.

farse ['farsə] v. rifl. Farsi. || GG farse (1834).

fasanelle fasanèllë [fasa'nɛllə] Giara di piccole dimensioni, Piccolo vaso di creta. || RF fasanèlle [fasanęlle̯].

fasce ['faʃʃə] sf. Fascia. || sm. Fascio. || FB fasce.

fascette fascèttë [faʃ'ʃɛttə] sf. Bustino con stecche per le donne. || VC fascètta (1929).

fasciature fasciatůrë [faʃʃa'tʉrə] 1. sm. Fasciatoio. 2. sf. Fasciatura, Bendaggio. || VF fasciaturo (1841) || VC fasciatùre (1929). || RF fasciatùre [faššatůre̯].

fasciste fascìstë [faʃ'ʃɪstə] sm. Fascista. || PR ffasciste.

fasine fasìnë [fa'sɪnə] sf. Anfora di terracotta per conserve. || VC fasìna (1929).

fastedià [fastə'dja] v. Infastidire, Annoiarsi. || Anche 'nfastedià [nfastə'dja] || RF m’agghie fastediàte N.d.R. Mi sono annoiato. || RF fastedià [faste̯di̭á].

fastidie[fas'tɪdjə] sm. Fastidio. || LR fastìdje.

fasule [fa'sʉlə] sm. Fagiolo. || [fg. fagiólo - ital. fagiòlo]

fasulille fasulíllë [fasu'lillə] sm. Fagiolino. || MU Fasulille frische e tenere. So tenerille i fasulille [fasu'lillə 'frɪʃkə ɛ t'tinərə. sɔ ttənə'rillə i fasu'lillə] Fagiolini freschi e teneri. Sono teneri i fagiolini. || MU fasulìlle.

fategà [fatə'ɡa] v. Lavorare. || Anche fadegà [fadə'ɡa] || CV si u campà e fatgà [sɪ u kam'ba ɛ fate'ɡa] N.d.R. Se vuoi campare devi lavorare. || CV fatgà. || TF fatega’. || MA fat’gà.

fategate fatëgåtë [fatə'ɡɜtə] agg. Affaticato, Stanco per il lavoro. || SA¹ fategäte.

fategatore fatëgatórë [fatəɡa'tɤrə] sm. Lavoratore, Persona che si impegna molto sul posto di  lavoro. || Anche fadegatore [fadəɡa'tɤrə].

fatica [fa'tika] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatije [fa'tɪje], fatiche [fa'tike] || SA¹ Povra fatica mije Jettät’a lu vîente: Teneve’na pallotte, E mmò nen tenghe cchiù nnîente! ['pɔvəra fa'tika 'mɪje jət'tɜtə ɔ 'vində:  tə'nevə na pal'lɔttə, ɛ mmɔ nən 'tɛnɡə k'kjʊ n'nində!] N.d.R. Povera fatica mia -sentenzia lo scarafaggio- Gettata al vento: Avevo una pallotta, Ed ora non ho più niente! || SA¹ fatica.

fatiche [fa'tikə] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatije [fa'tɪjə], fatica [fa'tika]  || SG Isse annante e a fatiche arrete ['ɪssə an'nandə ɛ a fa'tikə ar'rɤtə]N.d.R. Lui avanti e il lavoro dietro. || SG fatiche. || GG¹ fatighe.

fatighe [fa'tiɡə] sf. Fatica, Posto di lavoro.

fatije [fa'tɪjə] sf. Fatica, Posto di lavoro. || Anche fatiche [fa'tikə],  fatica [fa'tika].

fatta ['fatta] sm. pl. Fatti.   

fattapposte [fattap'pɔstə] sm. Oggetto, Attrezzo, Cosa di cui non si ricorda il nome. || lett. Fatto apposta. || Vedi giostre [d'ʤɔstrə]. || SA Va’ pigghie ‘u fattapposte pe’ ppulezzà ‘u camine. [va 'pɪɡɡjə u fattap'pɔstə pə ppuləd'ʣa u ka'mɪnə] Vai a prendere l’attrezzo -fatto apposta- per pulire il camino.

fattarille fattaríllë [fatta'rillə] sm. Fatterello.

fatte ['fattə] sm. Fatto, Faccenda, Questione. || pp. di fa’ [fa] fare. || PR mo pàrlene i fatte e nno i parole! [mɔ 'parlənə i 'fattə ɛ nnɔ i pa'rɤlə] N.d.R. adesso parlano i fatti e non le parole. || GG fatte (1834) ||  ZO fat (1864). || TF fàtte.  

fattizze fattìzzë [fat'tɪtʦə] agg. Doppio, Pesante, Di grosso spessore. || RF fattizze [fattįzze̯].

fattore fattórë [fat'tɤrə] sm. Fattore. 

fatture fattůrë [fat'tʉrə] sf. Stregoneria, Fattura, Malia, Incantesimo. || TF fattùra.  || TF fattùre.

favece ['favəʧə] sf. Falce. || LA fàvece. || RF favece [fave̯če̯]. || PP [fáve̥če̥].

favecijà ['favəʧə] v. Falciare. || Anche sfavecijà[sfavəʧi'ja]  || RM favecijà.

favette favèttë [fa'vɛttə] sf. Fave sgusciate, cotte in acqua e ridotte in pasta. || SA Favette e cecorie. [fa'vɛttə ɛ t'ʧəkɔrjə] Pasta di fave con cicoria. || VF favetta (1841).

faveze ['favəzə] agg. Falso. || VC fàuzo (1929). || FD fàveze.

favugne favùgnë[fa'vʊɲɲə] sm. Favonio, Vento di ponente. || AO favùgne.

favulette favulèttë [favu'lɛttə] sf. Favoletta, Bugia, Fandonia, Storiella. || FB favulètte.

fazzanute fazzanůtə [fatʦa'nʉtə] agg. Robusto. || AO fazzanùte.

fazzatore fazzatórë [fatʦa'tɤrə] sf. Madia, Spianatoia. || VF fazzatora (1841). || LE fazzatoré. || RF fazzatóre [fazzatọ̈re̯].

fazzulle [fat'ʦʊllə] sm. Fazzoletto da naso, Moccichino. || RF fazzulle [fazzųlle̯].

febbraje [fəb'brɜjə] sm. Febbraio. || RF febbràje [fe̯bbråi̭e̯].

feccà [fək'ka] v. Ficcare. || Anche sckaffà  [ʃkaf'fa]. || MG l’agghia feccà ‘na sciabbulate ‘ncuorpe e l’agghia mannà a quill’ate munne [l'aɡɡja fək'ka na ʃʃabbu'lɜta n'ɡʊrpə ɛ l'aɡɡja man'na a k'kwill'atə 'mʊnnə] N.d.R. Gli ficcherò una sciabolata in corpo e lo manderò all’altro mondo. || MG feccà.

feccanase [fəkka'nɜsə] agg. Ficcanaso. || FB feccanàse.

feccarse [fək'karsə] v. rifl. Ficcarsi.

fechedinie  [fəkə'dɪnjə] sf. Fico d’India. || FB fechedenie a ppagnotte! a ccinte na lire a ccinte na lire [fəkə'dɪnjə a ppaɲ'ɲɔttə! a t'ʧində na 'lirə a t'ʧində na 'lirə] N.d.R. lett. Fichi d’India a pagnotta! a cento una lira a cento una lira. || FB fechedenie. || MU fechedinie.

fedanzate fëdanżåtë [fədan'ʣɜtə] sf. Fidanzata. || TF fedenzàte. || ML fedanzate.

fedeghe  ['fɛdəɡə] sm. Fegato. || Anche feteghe  ['fɛtəɡə] || RM fèdecke.

Fedore Fedórë [fe'dɤrə] pers. f. Fedora. || TF Fedòre. || [fg. fedóra - ital. fedòra]

feducie [fə'dʊʧjə] sf. Fiducia. || RM fiducie.

fegatelle fegatèllë [fəɡa'tɛllə] sf. volg. Deiezione, Cacchetta. || SA Ogne fegatelle de mosche è na sustanze ['ɔɲɲ ɛ fəɡa'tɛllə də 'mɔskə ɛ na sus'tanʣə] Ogni deiezione di mosca è sostanza.

fegatille fëgatíllë [fəɡa'tillə] sm. Fegatino. || AO fegatìlle. || RF fecatille [fe̯katílle̯].

fegghiole fëgghiólë [fəɡ'ɡjɤlə] sf. Ragazza nubile, Signorina. || Anche figghjole [fiɡ'ɡjɤlə] || RM ‘I fegghjòle de mò, so’ tutte zencarélle! [i fiɡ'ɡjɤlə də mɔ, sɔ t'tʊttə zənɡa'rɛllə!] N.d.R. Le ragazze di oggi, sono tutte zingarelle. || RM fegghjòle. || RF fegghióle [fe̯ĝĝọ̈le̯].

fegure fëgůrë [fə'ɡʉrə] sf. Figura. || LR vedìme ogge de fa turnà ‘a memòrie sti fegure [və'dɪmə 'ɔdʤə də fa tur'na a mɛ'mɔrjə sti fə'ɡʉrə] N.d.R. Vediamo oggi di far tornare alla memoria queste figure. || CA¹ Ce stèvene quìlle ché ‘nzeppàvene tànda palmètte, k'i fiùre sòpe a ‘na frèvele e po’ jèvene lucculànne. [ʧə s'tɛvənə 'kwɪllə kɛ nʣəp'pɜvənə 'tanda pal'mɛttə, k-i fəɡʉrə 'sɤpə a na 'frɛvələ ɛ ppɔ 'jɛvənə lukku'lannə] C’erano quelli che infilavano tante palmette, con le figure sopra ad una ferula e poi andavano gridando. || LR fegure. || TF fegùre. || CA¹ fiùre. || RF fegure [fe̯ġůre̯].

fegurone fëgurónë [fəɡu'rɤnə] sm. Figurone, Bellissima figura. || RM feguròne.

fejute fëjůtə [fə'jʉtə]pp. e agg. Fuggito, Scappato. || TF fejùte.

felate fëlåtë [fə'lɜtə] sm. Dolore continuo al fianco. || RM filàte.

felatille fëlatíllë [fəla'tillə] sm. Spaghettini, Capellini, Vermicelli. || VF filatielli (1841).

fele ['fɘlə -elə]  sm Fiele. || estens. Livore, rabbia, rancore. || SE stanne sèmbe c’ ‘u fel’e dìnde [s'tannə 'sɛmbə k-u 'felə ɛ 'dində] N.d.R. stanno sempre con il fiele ai denti -sono sempre arrabbiate-.|| SA¹ fèle. || [fg. fiéle - ital. fièle]

feleppine fëlëppìnë [fələp'pɪnə] Spiffero, Vento freddo, Corrente d’aria fredda. || Anche fuleppine [fuləp'pɪnə].

felette fëlèttë [fə'lɛttə] sm. Filetto. || SA Felette de purche. [fə'lɛttə də 'purkə] Filetto di maiale. || RM felètte.

felice [fə'lɪʧə] agg. Felice. || RA Tè né jsse’ felicé e cuntenté [tə nə 'jɪssə fə'lɪʧə ɛ kkun'dɛndə] Te ne andasti felice e contento. || RA felicé. || SA¹ flice.

Felecille Fëlëcíllë [fələ'ʧillə] pers. m. Felicello  

felinie [fə'lɪnjə] sf. Fuliggine. || LA felìnije. || RF felinije [fe̯lįne̯i̭e̯].

felle fèllë ['fɛllə] sf. Fetta. || VF fella (1841). || MU fèlle. || RF fèlle [fęlle̯].

fellijà [fəlli'ja] v. Affettare, Tagliare a fettine. || SA T’agghia fellijà ‘u core. [t'aɡɡja fəlli'ja u 'kɤrə] Devo tagliarti a fettine il cuore. || RM felijà.

fellijate fëllijåtë [fəlli'jɜtə] pp. e agg. Fatto a fette, Accoltellato.

felosce [fə'lɔʃʃə] sf. Velo usato come copricapo dalle donne. || RM filòsce.

Felucce Fëlùccë [fə'lʊtʧə] pers. m. Raffaele.

Felumene [fəlo'mɛnə] pers. f. Filomena. || Anche Filomene [fɪlo'mɛnə], Filomè [fɪlo'mɛ], Felumè [fəlo'mɛ]. ||  [fg. filoména - ital. filomèna]

felungine fëlungìnë [fəlun'ʤɪnə] sm. Filoncino di pane.

femmene ['fɛmmənə] sf. Femmina, Donna. || MAM [síme̥ úme̥ne̥ e ffémme̥ne̥] siamo uomini e donne.  || ME fèmmene. || LMG fémmene. || FD fèmmena. || AO fémmena. || EG fèmene. || MAM [ffémme̥ne̥].

femmenine fëmmënìnë [fəmmə'nɪnə] agg. e sm. Effeminato. || RM femmenìne.

fenesce [fə'nɛʃʃə] Smettere, Finire. || SA Andò è jute a fenesce? [an'dɔ ɛ 'jʉtə a ffə'nɛʃʃə?] Dove è andato a finire? || SA Nze fenesce maje de 'mbarà. [nʣə fə'nɛʃʃə 'mɜjə də mba'ra] Non si finisce mai di imparare. || TF fenèsce. || SG  fenescie.

fenestre fënèstrë [fə'nɛstrə] sf. Finestra. || ML ‘a brutta ‘a fenestre ‘ngiure a chi passe [a b'bruttə a fə'nɛstrə n'ʤʉrə a k'ki 'passə] N.d.R. La  -donna- brutta alla finestra insulta chi passa. || ML fenestre.

fenestrille fënëstríllë [fənəs'trillə] sm. Finestrino. || RM fenestrìlle.

fenucchie [fə'nukkjə] sm. Finocchio. || BF fenucchie (1894). || RC f’nucchije.

fenucchjille fënucchjíllë [fənuk'kjillə] sm. Finocchietto. || Anche funucchjille [funuk'kjillə] || DLC i fenucchjlle janghe, i fenucchjlle janghe [i fənuk'kjillə 'janɡə, i fənuk'kjillə 'janɡə] i finocchietti bianchi, i finocchietti bianchi. || VC fenucchìelli (1929). || DLC fenucchjlle. || RF fenucchille [fe̯nuĉĉílle̯].

fenute fënůtə [fə'nʉtə] pp. e agg. Finito, Compiuto. ||  Anche fernute [fər'nʉtə]  || CV ch quist agghj f’nut, v r’ngrazij e v salut [kə k'kwɪstə 'aɡɡjə fə'nʉtə, və rən'ɡradʣjə ɛ vvə sa'lʉtə] N.d.R. con questo ho finito, vi ringrazio e vi saluto. || ZO finuti (1864) || TF fenùte. || EG fenute. || CV f’nut. || MM [ffe̥nų́/te̥]  

ferì [fə'rɪ]  v. Ferire. || RM ferì.

ferite fërítë [fə'ritə] pp., agg. e sm. Ferito. || PM ferite.

ferlizze fërlìzzë [fər'lɪtʦə] sm. Panca, Sgabello di arbusto selvatico. || cfr. frevele ['frɛvələ] || CA Pàteme nen m’ha rumàste sègge e ije manghe ferlìzze ['patəmə nə mm-a rru'mastə 'sɛdʤə ɛ 'ijə 'manɡə fər'lɪtʦə] N.d.R. Mio padre non mi ha lasciato sedie, ed io -non lascio- neanche sgabelli. || CA ferlìzze. || RF ferlizze [ferlįzze̯].

fermate fërmåtë [fər'mɜtə]1. s.f.  Fermata. 2. pp. v. fermà [fər'ma]||  || TF fermàte. || NR [ffərmɐtə].

ferme ['fɛrmə] agg. Fermo, Che non si muove. || Locuz. ferma ferme ['fɛrma 'fɛrmə] Ben ferma.

fernecà [fərnə'ka]v. Farneticare, Sragionare.

fernute fërnůtə [fər'nʉtə] pp. e agg. Finito, Compiuto. ||  Anche fenute [fə'nʉtə] || ML fernute.

ferracavalle [ferraka'vallə] sm. Maniscalco. || VF ferracavallo (1841) || FB fèrracavalle. || RF fèrracavalle [fęrra-kaválle̯].

ferrare fërrårë [fər'rɜrə] sm. Fabbro. || VF ferraro (1841) || RM ferràre.

ferrarecce [ferra'rɛtʧə] sf. Ferramenta. || VF ferrareccia (1841) || FB ferarècššše. || [fg. ferramènta – ital. ferraménta]

ferrette fërrèttë [fər'rɛttə] sm. Ferretto, Forcina per capelli, Ferretto metallico per proteggere punte e  tacchi delle scarpe, Piccola spranga di ferro per ternere chiuse le imposte. || VF ferretto (1841) || FB ferrètte. || RF ferrètte [fe̯rrętte̯].

ferrettine fërrëtìnë [fərrət'tɪnə] sm. Ferrettino, Piccola forcina per capelli. || RM ferrettìne.

ferruvije fërruvìjë [fərru'vɪjə] sf. Ferrovia. || CA¹ ferruvije.

ferruvire fërruvírë [fərru'virə] sm. Ferroviere. || RM ferruvìre. || [fg. ferroviére - ital. ferrovière]

ferruzze fërrùzzë [fər'rʊtʦə]   sm. Piccolo ferro da stiro. || RF ferruzze [fe̯rruzze̯].

ferze  ['fɛrʦə] sf. Ferzo, Telo del materasso.

ferzole fërzólë [fər'ʦɤlə] sf. Padella bassa e ampia. || Anche frezzole [frət'ʦɤlə] || LR 'i gatte ca parèvene sajètte 'mbacciùte p'u remòre d'i ferzòle attaccàte ck'u spache ambacc'é code. [i 'ɡattə ka pa'rɛvənə sa'jɛttə mbat'ʧʉtə p-u rə'mɤrə d-i fər'ʦɤlə attak'kɜtə k-u s'pɜkə am'batʧ-ɛ  'kɤdə] N.d.R. I gatti che sembravano saette impazziti per il rumore delle padelle legate con lo spago alle -loro- code. || LR ferzòle.  

fessarije fëssarìjë [fəssa'rɪjə] sf. Fesseria, Stupidaggine. || Locuz. a’ fessarije [a ffəssa'rɪjə] A casaccio, Alla cieca, Senza prendere la mira, Senza direzione. || SG fissarije. || TF fessarìje.

fessate fëssåtë [fəs'sɜtə] agg., sm. e pp. Fissato.  

fessazione fëssaziónë [fəssat'ʦjɤnə] sf. Fissazione. 

fesse fèssë ['fɛssə] 1. agg. Fesso, Stupido. || FD I fùnge a ròcchije i fèsse a còcchije [i 'fʊnʤə a r'rɔkkjə ɛ i 'fɛssə a k'kɔkkjə]  N.d.R. I funghi -li trovi- in gruppo gli stupidi -vanno- in coppia. || CS Recurdete, sope a faccie da tèrre sì tù u chijù fèsse [rə'kurdətə, 'sɤp-a  'fatʧə  d-a 'tɛrrə sɪ ttʊ u k'kjʊ f'fɛssə] N.d.R. Ricordati, sulla faccia della terra sei tu il più fesso. || CS fésse. || LR fèsse. || FO [fesse̥].

fesse ['fɛssə] || 2. sf. volg. Fessura, Vulva, Organo genitale femminile. || SA 'A fesse de mammete [a 'fɛssə də 'mammətə] La vulva di tua madre.

festacchie [fəstak'kjə] sm. Festa familiare. || LR festacchje. || RF festacchie [fe̯staĉĉe̯].

feste  ['fɛstə] sf. Festa. || FB Tutt’ì jurne ìnde a quille vicarille ère na feste [‘tʊtt i 'jurnə 'ində a k'kwilli vəka'rillə 'erə na 'fɛstə]  N.d.R. Tutti i giorni in quel vicoletto era una festa. || LA E da tanne ogne anne 'a fèste se face [ɛ dda 'tannə 'ɔɲɲ'annə a 'fɛstə sə 'fɜʧə] N.d.R. E da allora ogni anno la festa si fa. || MM [ẹmma fa fęste̥] bisogna far festa. || FC fèste. || FB feste. || FO feste [feste̥] || MM [fęste̥].

festine fëstìnë [fəs'tɪnə] sm. Festino, Festicciola familiare. || GG E  ghjireno a  lu festino [ɛ ɡ'ɡjɪrənə ɔ fəs'tɪnə] N.d.R. E andarono alla festa. || GG festino (1834).

fete fe̊të -étë ['fetə -etə] v. Puzzare. || LA fète.

fetecchie [fə'tɛkkjə] sf. Cilecca, Azione che finisce senza l’esito atteso. || RM fetècchije.

feteghe  ['fɛtəɡə] sm. Fegato. || Anche fedeghe  ['fɛdəɡə] || DLC i catalogne spegate p’u féteghe malate [i kata'lɔɲɲə spə'ɡɜtə p-u 'fɛtəɡə ma'lɜtə] N.d.R. le catalogne spigate per il fegato malato. || DLC féteghe.

fetendarije fëtëndarìjë [fətənda'rɪjə] sf. Sporcizia. || RM fetendarije.

fetende fëtèndë [fə'tɛndə] agg. e sm. Fetente, Moralmente spregevole, Cattivo, Sporco. || pl. fetinde [fə'tində] || SA Nen facenne ‘u fetende! [nən fa'ʧɛnnə u fə'tɛndə!] Non fare il mascalzone!

fetendone fëtëndónë [fətən'dɤnə] agg. e sm. Fetentone.

fetinde fëtíndë [fə'tində] sm. pl. Cattivi, Spregevoli. || sing. fetende [fə'tɛndə]. || PM fetinde.

fettucce fëttùccë [fət'tʊtʧə] sf. Fettuccia, Nastro di tessuto. || RM fettucce.

fezze ['fɛtʦə] sf. Feccia. || LA fèzze.

fiacche ['fjakkə] agg. Fiacco. || sf. Fiacca. || BF fiacche. || TF fiàkke.

fiammelle fiammèllë [fjam'mɛllə] sf. Fiammella. || Anche ffiammelle [ffjam'mɛllə]  . || AM Tre ffiammélle lucènde spléndèvene sop’a palude [trɛ ffjam'mɛllə lu'ʧɛndə splən'dɛvənə 'sɤp-a pa'lʉdə] Tre fiammelle splendevano vivide sulla palude. || AM ffiammélle.

fianghette fianghèttë [fjan'ɡɛttə] sf. Fianco. || SA Batte ‘a fianghette! [b'battə a fjan'ɡɛttə] Batte il fianco -ho fame-. || RM fianchètte. 

fiasche ['fjaskə] sm. e f. Fiasco, Recipiente di vetro in genere impagliato, Azione fallita.

fiaschette fiaschèttë [fjas'kɛttə] sf. Fiaschetta.

fiatà [fja'ta] v. Fiatare, Alitare, Respirare. || FB fijatà.

fiate fiåtë ['fjɜtə] sm. Fiato. || PM sénza fa fiate ['sɛnʣa fa 'fjɜtə] N.d.R. senza fiatare. || AO fijàte. || PM fiate.

fibbie ['fibbjə] sf. Fibbia. || RM fìbbije.

figghia ['fɪɡɡja] sf. Figlia. || Anche ffigghia [f'fɪɡɡja].

figghià [fiɡ'ɡja] v. Partorire, Figliare. || RM figghijà. || PP [figgá].

figghiastre [fiɡ'ɡjastrə] smf. Figliastro. || SA Figghie e figghiastre. ['fɪɡɡjə ɛ ffiɡ'ɡjastrə] Figli e figliastri. || SE ffigghiàstre. || AO figghjàstre.

figghie fìgghië ['fɪɡɡjə] smf. Figlio. || FB Facime n’ù fegghij! [fa'ʧɪmə nu 'fɪɡɡjə!] Facciamo un figlio! || MM [u fátte̥ d-u fíɡ̓́ɡ̓́e̥. d-u fíɡ̓́ɡ̓́e̥ prǫ́de̥ke̥]. La parabola del figlio. del figlio prodigo. || MM [stu fi7gge̥] questo figlio. || SE màmme e ffigghie ['mammə ɛ f'fɪɡɡjə] N.d.R. mamma e figlia. || GG figghio, figghj..i, figghj, figghiete (1834) || VC fìgghie (1929). || FB fegghij. || SE ffigghie. || MG¹ figghje. || AO fìgghje. || FO figghije [figghije̥]. || MM [fi7gge̥ / fígge̥] || Etimol. dal latino fīlius.

figghiole figghiólë [fiɡ'ɡjɤlə] sf. Ragazza nubile, Signorina. || Anche fegghiole [fəɡ'ɡjɤlə] || FB figghijòle. || BA figghiòle. || RF figghióle [fiĝĝọ̈le̯].

filabbustire filabbustírë [filabbus'tirə] sm. Filibustiere. || [fg. filibustiére - ital. filibustière]

file fílë ['filə] sm. Filo. || TF fìle.

Filomene Filome̊në -énë [filo'mɘnə -enə] pers. f. Filomena. || Anche Felumene [fəlu'menə]. ||  [fg. filoména - ital. filomèna]

fine fìnë ['fɪnə] 1. sm. Fieno.   

fine fínə ['finə] 2. sf. Fine. || FD fìne. || PM fine.

fine fínə ['finə] 3. avv. Fino a, Nel frattempo. || cfr. ‘nzine [n'ʣɪnə]

finamunne [fina'mʊnnə] sm. Finimondo. || RF finamunne [finamųnne̯].

finde fìndë ['fɪndə] agg. Finto.

fineminde finëmíndë [finə'mində] sm. Finimento. || RM finemìnde. || [fg. finimènto - ital. finiménto]

fiore fiórë ['fjɤrə] sm. Fiore. || BA fiore de cavete ['fjɤrə də 'kavətə] pomeriggio estivo. || RF fióre de cavete [fi̭ọ̈re̯ de̯ kave̯te̯]. || FB fijòre. || PR fiore. || CA¹ fjөrə. || RF fióre [fi̭ọ̈re̯]. || Etim. dal lat. flos, floris.

fire fírë ['firə] sf. Fiera. || RM fìre. || [fg. fiéra - ital. fièra]

firme ['firmə] sf. Firma. || AO fìrme.

firre fírrë ['firrə] sm. Ferro. || al pl. Attrezzi da lavoro. || TF fìrre.

firrefelate firrëfëlåtë [firrəfə'lɜtə] sm. Fildiferro. || Anche freffelate [frəffə'lɜtə].

fisciù [fiʃ'ʃʊ] sm. Fazzolettone triangolare che le donne portano sulle spalle. || VC fisciù (1929).

fiscke ['fɪʃkə] sm. Fischio. || Voce err. per friscke ['frɪʃkə] || BA Fische de recchie a mane manche core franche ['fɪʃkə də 'rɛkkjə a m'mɜna 'manɡə 'kɤrə 'frankə] Fischio di orecchia a sinistra cuore tranquillo. || BA fische.

fiste ['fistə] sost. pl. Feste.

fite fítë ['fitə] sm. Fetore, Puzza. || cfr. puzze ['pʊtʦə].

fiucchette fiucchèttë [fjuk'kɛttə] sm. Fiocchetto. || FB  cocche fìjcchétte de néve ['kɔkkɛ ffjuk'kɛttə də 'nevə] qualche fiocchetto di neve. || FB fìjcchétte.

fiume ['fjumə] sm. Fiume.

Fiume ['fjʉmə] top. Fiume.

fiure fiůrë ['fjʉrə] sm. pl. Fiori. || PR fiore cchiù bbelle mminz’ a ttutt’ i fiûre ['fjɤrə k'kjʊ b'bɛllə m'minʣə a t'tʊttə i 'fjʉrə] N.d.R. fiore più bello in mezzo a tutti i fiori. || PR fiûre. || LE fìjure.

fiurille fiuríllë [fju'rillə] sm. pl. Fichi bianchi. || RF fiurille [fi̭urílle̯].

fiurette fiurèttë [fju'rɛttə] sm. Fioretto. || RA Dé spadé, de’ fiuretté carabino [də s'pɜdə, də fju'rɛttə ɛ kkarab'bɪnə] Di spada, di fioretto e carabina. || RA fiuretté.

flitte ['flɪttə] sm. Insetticida, Flit. || Etim. da flit noto insetticida degli anni cinquanta a base di DDT. || RF flitte [flįtte̯].

flosce ['flɔʃʃə] sf. Frittata. || cfr. frettate [frət'tɜtə].

foca fóca ['fɤka] sf. Foca, Stretta alla gola. || Anche foche ['fɤkə]  || Locuz. k’a foca ‘nganne [k-a 'fɤka n'ɡannə] Che piaccia o no, Ob torto collo (lat.)  || SA¹ Foca ‘n-gann’a chi la sône! Vocia sanda, vocia pussente: Foca ‘n-gann’a chi la sente! Vocia sanda, vocia flice: Pô esse sande chi lu dice! ['fɤka n'ɡannə a kki a 'sɤnə! 'vɤʧa 'sandə 'vɤʧa pus'sɛndə: 'fɤka n'ɡannə a kki a 'sɛndə! 'vɤʧa 'sandə 'vɤʧa fə'lɪʧə: pɔt'ɛssə 'sandə ki u 'dɪʧə!] N.d.R. Stretta alla gola -che venga soffocato- a chi la suona -la campana-! Voce santa, voce possente: Che venga soffocato chi la sente! Voce santa, voce felice: Può essere santo chi lo dice! || SA¹ foca.

foche fóchë ['fɤkə] sf. 1. Foca 2. Stretta alla gola, Strozzaento. || Anche foca ['fɤka] || BA foche nganne ['fɤke n'ɡannə] strozzare. || BA foche. || PP [fǫ́ke̥].

fodera ['fɔdəra] sf. Fodera. || ZO fodera (1864).

Fogge ['fɔdʤə] top. Foggia. || Anche Foggia ['fɔdʤa] e Ffogge [f'fɔdʤə] || SE Foggia ‘e na vòta ['fɔdʤə ɛ na 'vɤte] N.d.R. Foggia di una volta. [sɔ n'nɜtə a  f'fɔdʤə] Sono nato a Foggia. || GF Fogge. || FM Ffoğğe / Foğğe. || SE Foggia. || MAM [fóɡ̌ɡ̌e̥].

fogghie ['fɔɡɡjə] sf. Foglia. || Anche foglie ['fɔʎʎə] || BA fogghie ammoschiate ['fɔɡɡjə amməʃ'kɜtə] erbe campestri commestibili di varie specie. N.d.R. lett. foglie mischiate. || BA fogghie.

Foggia ['fɔdʤa] top. Foggia. || Anche Fogge ['fɔdʤə] || SA Foggia mije. ['fɔdʤa 'mɪjə] Foggia mia. || SE Foggia.

foglie ['fɔʎʎə] sf. Foglia. || Anche fogghie ['fɔɡɡjə] || CA² foglië.

forbece ['fɔrbəʧə] sf. sing. e pl. Forbice. || AO fòrbece.

forche ['fɔrkə] sf. Forca. || RM fòrcke. || [fg. fòrca - ital. fórca]

fore fórë ['fɤrə] avv. Fuori. || CA¹ Fore, fore a pεllεgrine kε trase a rεginεlle ['fɤrə, 'fɤrə a pəllə'grɪnə kɛ 'trɜsə a reɡɡi'nɛllə]  Fuori, fuori la pellegrina ché entra la reginella. || ZO fori, foreu (1864) || CA¹ [forᵉ]. || [fg. fuóri - ital. fuòri]

forse ['fɔrsə] avv. Forse. || [fg. fòrse - ital. fórse]

forte fòrtë ['fɔrtə] agg. Forte. CA² fortë. || CA¹ [forte].

forze ['fɔrʦə] sf. Forza. || SG damme a forze pe’ resiste ['dammə a 'fɔrʦə pə rrə'sɪstə] N.d.R. dammi la forza per resistere. || EG ’Nge stàce manghe ‘a forze de penzà [nʤə s'tɜʧə 'manɡə a 'fɔrʦə də pən'ʣa] N.d.R. Non c’è neanche la forza di pensare. || SG forze.

fotte ['fɔttə] v. Fregare, Fottere, Approfittarsi di qualcuno, Ingannare, Possedere carnalmente.

frabbecatore frabbëcatórë [frabbəka'tɤrə] sm. Muratore. || Anche fravecatore [fravəka'tɤrə] e fabbrecatore [fabbrəka'tɤrə] || VF fabbricatore (1841).  || VF fravecatore (1841).

frabbeche ['frabbəkə] sf. Fabbrica. || RM fràbbecke.

fraccomede fraccòmëdë [frak'kɔmədə] agg. Persona che se la prende comoda, che fa tutto con comodo. || AO fraccòmede.

fracede ['fraʧədə] agg. Fradicio, Andato a male, Putrefatto, Marcio. || antiq. e lett. Fracido. || Anche fracete ['fraʧətə]  || SG Ui faccie d’agghietille fracede ['wɛ 'fatʧə d-aɡɡjə'tillə 'fraʧətə] N.d.R. Ehi faccia di aglio fradicio. || VC fràcido (1929).  ||  SG fracede. ||  Etimol. dal basso lat. fracĭdus, con metàtesi (inversione di una o più lettere nel corpo di una parola) tra le consonanti c e d.

fracete ['fraʧətə] agg. Fradicio, Andato a male, Putrefatto, Marcio. || antiq. e lett. Fracido. || Anche fracede ['fraʧədə] || AO U lunghe è fràcete e u cùrte nen arrìve [u 'lunɡə ɛ 'fraʧətə ɛ u 'kurtə nn-ar'rɨvə] Il lungo è fradicio e il corto non arriva. ||  AO fràcete. || MA fracete.

fragagghie [fra'ɡaɡɡjə] sf. Fragaglia, Insieme di pesci di minima dimensione e di minimo valore, Piccole cose alla rinfusa. || RM fragàgghije.

franghe ['franɡə] agg. Gratis, Senza pagare. || SA È trasute franghe, o cineme.  [ɛ ttra'sʉtə 'franɡə, ɔ 'ʧɪnəmə] È entrato gratis, al cinema. || RF franghe [fraṇk̬e̯].

franghebulle [franɡə'bullə] sm. Francobollo. || RM franckebùlle. || [fg. francobòllo - ital. francobóllo]

Frangische [fran'ʤɪskə] pers. m. Francesco. ||  [fg. francèsco - ital. francésco]

frate fråtë ['frɜtə] sm. Fratello. || CV quann parln trà lör n’z capiscn fröt e sör ['kwannə 'parlənə tra 'lɤrə nʣə ka'pɪʃʃənə 'frɜtə ɛ s'sɤrə] N.d.R. quando parlano fra loro non si capiscono fratello e sorella. || ZO freut (1864). || CV fröt. || ME frate.

fratecucine fråtëcucìnë [frɜtəku'ʧɪnə] sm. Cugino. || RF frateme-cusçìne mio cugino. || RF fràtecucìne [fråte̯-kušı̊ne̯].

fravecatore fravëcatórë [fravəka'tɤrə] sm. Muratore. || Anche frabbecatore [frabbəka'tɤrə] | VF fabbricatore, fravecatore (1841).

fravele ['fravələ] agg. Fragile. || FB fravele.

fravelone fravëlónë [fravə'lɤnə] agg. Si dice di persona piuttosto alta e sciocca. || lett. Molto fragile. || FB fravelòne. || RF fravelóne [frave̯lọ̈ne̯].

fravulare fravulårë [fravu'lɜrə] sm. Venditore di fragole. || RM fravulàre.

frecà [frə'ka] v. Rubare, Fregare, Ingannare, Truffare, Provare interesse, Dare importanza, Avere rapporti sessuali. || CV fr’cöm a tutt quand i parind e pur’è sand [frə'kɜmə a t'tʊttə 'kwandə i pa'rində ɛ p'pʉrə ɛ 'sandə] N.d.R. Freghiamo tutti, i parenti ed anche i santi. || RF fréche, friche N.d.R. Inganno, inganni.|| RF frecà [fre̯ká].  

frecate frëcåtë [frə'kɜtə] pp. e agg. Fregato, Imbrogliato. || sf. Scopata, Coito. || FB frecàte.

frecature frecatůrë [frəka'tʉrə] sf. Fregatura, Danno, Imbroglio, Raggiro. || Anche fregature [frəɣa'tʉrə] || PM ije so fatte accussì e c’agghja fa, m’abbusche i frecature! nen face ninde ['ijə sɔ f'fattə akkus'sɪ ɛ kk 'aɡɡja fa, m-ab'bʊʃkə i frəka'tʉrə! nən 'fɜʧə 'nində] N.d.R. io sono fatta così e che cosa ci posso fare, mi becco le fregature! non fa niente. || PM frecature. || TF fregatùra.

freddarille frëddaríllë [frədda'rillə] agg. Alquanto freddo || RF freddarille [fre̯ddarílle̯].

fredde ['frɛddə] agg. f. Fredda. || [fg. frèdda - ital. frédda]

freffelate frëffëlåtë [frəffə'lɜtə] sm. Fildiferro. || Anche firrefelate [firrəfə'lɜtə].

frenà [frə'na] v. Frenare. || RM frenà.

frene fre̊në -énë ['frɘnə -enə] sm. Freno.

frenechijà [frənəki'ja] v. Smaniare.

fresckà [frəʃ'ka] v. Fischiare. || RM fresckà.

fresckarille frësckaríllë [frəʃka'rillə] agg. Freschetto. || RF fresckarille [fre̯škarílle̯].

frescke ['frɛʃkə] agg. f. Fresca. || RG fàfe freske ['fɜfə 'frɛʃkə] fave fresche. || MU frèscke. || RG freske. || MU frèscke. [fg. frèsca - ital. frésca]

fresckette frësckèttë [frəʃ'kɛttə] sm. Fischietto. || MU fresckètte.

freselle frësèllë [frə'sɛllə] sf. Frisella, Particolare tipo di pane duro.

frettate frëttåtë [frət'tɜtə] sf. Frittata. || cfr. flosce ['flɔʃʃə] || FB frettàte.

frette frèttë ['frɛttə] sf. Fretta. || Meglio presce ['prɛʃʃə] || ZO fret (1864) || [fg. frètta - ital. frétta]

freve ['frɘvə -evə] sf. Febbre. || MM frève.

frevele ['frɛvələ] sf. Ferula, Arbusto selavatico simile alla canna. || cfr. ferlizze [fər'lɪtʦə] || BF frèvle (1894). || RM frèvele.  || RF frèvele [fręve̯le̯].

frevelone frëvëlónë [frəvə'lɤnə] sm. Frullone, arnese in uso nei mulini.

frezzecà [frətʦə'ka] v. Muoversi, Alzarsi. || LA frezzecà. || RFfrezzecà [fre̯zze̯ká].

frezzole frëzzólë [frət'ʦɤlə] sf. Padella per frittura. || Anche ferzole [fər'ʦɤlə]  || RF frezzóle [fre̯zzọ̈le̯].

fridde ['frɪddə] sm. Freddo. || LR face fridde ['fɜʧə 'frɪddə] N.d.R. fa freddo. || LR fridde. || [fg. frèddo - ital. fréddo]

frijaove [frija'ɤvə] sm. Tegamino per friggere le uova. || BA friaove.

frije frìjë ['frɪjə] v. Friggere. || SA Vatte fa' frije! ['vattə fa 'frɪjə] Vai a farti friggere.

frijute frijůtə [fri'jʉtə] pp. e agg. Fritto. || Anche fritte ['frɪttə]. || SA Ha frijute ‘u pesce. [a ffri'jʉtə u 'pɛʃʃə] Ha fritto il pesce.

friscke ['frɪʃkə] 1. sm. Fischio. || cfr. fiscke ['fɪʃkə] || SA¹ Frisk’a rrecchia manche: Core franche! Frisk’a rrecchia ritte: Core afflitte! ['frɪʃk-a r'rɛkkja 'manɡə: 'kɤrə 'franɡə!  'frɪʃk-a r'rɛkkja 'rɪttə: 'kɤrə! af'flɪttə] N.d.R. lett. Fischio all’orecchio sinistro: cuore tranquillo! Fischio all’orecchio destro: cuore afflitto. || MU frische. || SA¹ frisk’. || RF friscke [frįške̯].

friscke ['frɪʃkə] 2. sm. Fresco. || al f.  frescke ['frɛʃkə]  || RF friscke [frįške̯].

fritte ['frɪttə] sm. e agg. Fritto, Frittura. || Anche frijute [fri'jʉtə] || RC Cap’ton’ fritt’ [kapə'tɤnə 'frɪttə] Capitone fritto. || VC frìtte (1929). || RC fritt’.

fronde ['frɔndə] sm. e f. Fronte. || cfr. ‘mbronde [m'brɔndə] || RF fronde [frǫnt̬e̯]. || MAM [frǫ́nde̥].

fronne ['frɔnnə] sf. Fronda, Ramoscello con foglie. || BA Fronn’e limone ['frɔnnə ɛ li'mɤnə] Vecchia canzone della malavita. N.d.R. lett. Fronde di limone. || SA¹ fronne. ||  BA fronn’. || [fg. frònda - ital. frónda]

frosce ['frɤʃə] sf. Narice. || MAM [frǫ́še̥]. || RF frosçe [frọ̈še̯].

frusce frùscë ['frʊʃʃə] sf. Pianta utilizzata per confezionare morbide scope, Acquazzone di breve durata. || Locuz. frúsce e premére ['frʊʃʃə ɛ ppre'mere] Voce dell’omonimo giuoco di carte. || FB frusce. || RF frusce [frųšše̯].

fruscià [fruʃ'ʃa] v. Spendere senza fare economia, Sperperare danaro, Produrre un leggero fuscìo. || SA Appirze e femmene s’è frusciate ‘nu patremonie. [ap'pirʦə ɛ 'fɛmmənə s-ɛ ffruʃ'ʃɜtə nu patrə'mɔnjə] Dietro alle donne ha dilapidato un patrimonio. || LA fruscià.

fruscione frusciónë [fruʃ'ʃɤnə] sm. Spendaccione, Sciupone. || BA fruscione.

fruscke ['frʊʃkə] sf. Bestiola. || EG sott’a tutte i ‘ndembèrie, quèlla povera fruscke me facéve cumbagnije ['sɔttə a t'tʊttə i ndəm'bɛrjə, 'kwɛlla 'pɔvəra 'frʊʃkə mə fa'ʧevə kumbaɲ'ɲɪjə] N.d.R. sotto a tutte le intemperie, quella povera bestia mi faceva compagnia. || EG fruscke. || BA fruschele.

frustire frustírë [frus'tirə] agg. per lo più sostant. Forestiero. || EG frustïre. || RF frustire [frustíre̯]

fruttajule [frutta'jʉlə] sm. Fruttivendolo. || BA fruttajuole. || BF fruttajûol / fruttajûole (1893).

frutte frúttë ['fruttə] sf. Frutta. || ZO frutt (1864) || RM frùtte.

fucarile fucarílë [fuka'rilə] sm. Caminetto. || BA fucarile. || RF fucarìle [fukarı̊le̯].

fucarille fucaríllë [fuka'rillə] sm. Fuocherello.

fucarine fucarìnë [fuka'rɪnə] sm. Focolare, Camino. || Anche fugarine [fuɡa'rɪnə]. || FB fucarene.

fucarule fucarůlë [fuka'rʉlə] sm. Cucina incassata nel muro.

fuche ['fukə] sm. Fuoco. || BA Chi avije fuoche campaje e chi avije pane murije  [ki a'vɪjə 'fukə kam'bɜjə ɛ kki a'vɪjə 'pɜnə mu'rɪjə] Chi ebbe il fuoco visse, chi il pane morì. || ML ne ‘nvularrije truàrme ‘ndà nu fuche [nən vular'rɪjə tru'warmə nda nu 'fukə] N.d.R. Non vorrei trovarmi nei guai -in un fuoco-.  || MG¹ fuke. || BA fuoche. || PR ffûche. || ML fuche. || RF fuche [fúke̯]. ||  [fg. fuóco - ital. fuòco]

fucile [fu'ʧɪlə] sm. Fucile. || cfr. sckuppette [ʃkup'pɛttə].

fuffele fùffëlë ['fʊffələ] sm. Arbusto selvatico un tempo usato come combustibile. || cfr. avuzze [a'vʊtʦə]. || MM i fúffele pa ppicciatóre. fascine di ombrellifere secche per accendere il fuoco. || TF fùffele. || BA fuffele. || MM fúffele.

fugarine fugarìnë [fuɡa'rɪnə] sm. Focolare, Camino. || Anche fucarine [fuka'rɪnə]  || RM fugarìne.

fuggiane fuggiånë [fud'ʤɜnə] agg. e sm. Foggiano, di Foggia. || SA ‘U fuggiane nze capisce pe’ ninde. [u fud'ʤɜnə nʣə ka'pɪʃʃə pə n'nində] Il -dialetto- foggiano non si capisce affatto. || BF fuggiáne (1893). || LR fuggiane. || EG fuggiàne. || FB fuggeàne. || FM fuğğiàne. || LE fûggiàné. || MAM [fuɡ̌ɡ̌ǻne̥].

fuggianelle fuggianèllë [fudʤa'nɛllə] sf. Foggianella. || FB Fuggianella mìj! oh fuggianelle! tu si bbélle assaij, e nunn’ù sàij [fudʤa'nɛlla 'mijə! ɔ fudʤa'nɛllə! tʊ sɪ b'bɛllə as'sɜjə ɛ 'nunn-u 'sɜjə] Foggianella mia! oh foggianella! tu sei molto bella, e non lo sai. || FB fuggianella. || FB fuggianelle.

fuggianille fuggianíllë [fudʤa'nillə] sm. pl. Foggianelli, Varietà locale di confetti. || RF fuggianille [fuǧǧanílle̯].

fuja fuje ['fuja 'fujə] locuz. Fuggi fuggi. || PM nu fuja fuje N.d.R. un fuggi fuggi. || PM fuja fuje. || RF fùja-fùje [fůi̭a-fůi̭e̯].

fuje ['fujə] v. Fuggire, Scappare, Correre. || CA¹ Fuje, fuje,u prete de Sande che u fuke sųbbete se stutekeje ['fujə, 'fujə 'pretə də 'sandə kɛ u 'fukə 'sʊbbətə sə stutə'kejə] Scappa, scappa, pietra di Santo, ché il fuoco subito si spegne. || LA fùje. || SA¹ fuje. || CA¹ [fuje].

fujute fujůtə [fu'jʉtə] pp. e agg. Fuggito, Scappato. || RM fujùte.

fuleppine fulëppìnë [fuləp'pɪnə] Spiffero, Vento freddo, Corrente d’aria fredda. || Anche feleppine [fələp'pɪnə] || BF fuleppine.

fume ['fʉmə] sm. Fumo. || TF fùme.

fumechijà [fuməki'ja] v. Emettere molto  fumo.

fumelizze fumëlìzzë [fumə'lɪtʦə] sm. Fumacchio, Piccola esalazione di fumo. || RM fumelìzze. || RF fumulizze [fumulįzze̯]

fumeterre [fumə'tɛrrə] sf. Erba medicinale selvatica usata nelle cure ricostituenti. || BA fumeterre.

fumire fumírë [fu'mirə] sf. Letame, Stallatico. || BA fumiere.

funachette funachèttë [funa'kɛttə] sf. Piccola grotta, Seminterrato adibito ad abitazione. || Anche gruttecelle [ɡruttə'ʧɛllə] || LA funachètte. || RF funachètte [funakętte̯].

fundane fundånë [fun'dɜnə] sf. Fontana. || LMG fundàne. || PM funtane.

funerale funerålë [fune'rɜlə] sm. Funerale. || TF  funeràle.

funge ['fʊnʤə] sm. Fungo. || FO I fung a rocchije e  i fesse a ‘ccocchije [I fùnĝ a rocchije̥ i fesse̥ a ‘ccocchije̥] I funghi a mucchi e i fessi a coppie. || DLC funge d’u vosche ['fʊnʤə d-u 'vɔskə]funghi del bosco. || DLC funge. || FO fung [funĝ].

funne fúnnë ['funnə] sm. Fondo. || FB funne.

funnille funníllë [fun'nillə] sm. Fondo dei pantaloni. || FB funnìlle.

funucchjille [funuk'kjillə] sm. Finocchietto. || Anche fenucchjille [fənuk'kjillə] || BF funecchielle / funecchîelle (1894). || LCG funecchiele (1897). || RA funucchill’. || SA¹ funucchjille

funzione funżiónë [fun'ʣjɤnə] sf. Funzione. || PR Bell’assaje sta funzione [b'bɛll-as'sɜjə sta fun'ʣjɤnə] Molto bella questa funzione. || PR funzione.

funziunà [funʣju'na] v. Funzionare.

furbe fùrbë ['fʊrbə] agg. Furbo. || RF furbe [fųrbe̯].

furbecijà [furbəʧi'ja] v. Criticare, Parlare male di qualcuno, lett. Sforbiciare, Tagliare con le forbici. || RF furbecéje da rète N.d.R. parla alle spalle. || RM  furbecijà. || RF furbecijà [furbe̯če̯i̭á].

furce ['furʧə] sf. Forbice. || BF remòr de fûorc’ e ssenza láne! [rə'mɤrə də  'furʧə ɛ s'sɛnʣa 'lɜnə] N.d.R. rumore di forbici ma senza lana. || BA L’hanne date panne e fuorce mmane [l'annə 'dɜtə 'pannə ɛ f'furʧə m'mɜnə] Gli hanno consegnato stoffa e forbici nelle mani. || BF fûorc’(1894).  || BA fuorce.

furcenelle furcënèllë [furʧə'nɛllə] sf. Fionda. || LA furcenèlle.

furchette furchèttë [fur'kɛttə] sf. Forchetta. || RF furchètte [furkętte̯].

furchettone furchëttónë [furkət'tɤnə] sm. || VC forchettone / furchettòne (1929).  

furcine furcìnë [fur'ʧɪnə] sf. Forcella, Sostegno per la corda per esporre all’aria i panni da asciugare. || RF furcìne [furčı̊ne̯].

furcone furcónë [fur'kɤnə] sm. Forcone. || FB furcòne.

fureste [fu'rɛstə] sf. Foresta. || agg. antiq. Chi sfugge ogni compagnia. || LE ind' a 'na furesté [ind-a na fu'rɛstə]in una foresta. || VC furèste (1929). || LE  furesté.

furmagge [fur'madʤə] sm. Formaggio. || ML frumagge.

furmelle furmèllë [fur'mɛllə] sf. Bottone piccolo. || LA furmèlle. || RF [furmęlle̯].

furmiche furmìchë [fur'mɪkə] sf. Formica. || RF furmìche [furmı̊ke̯]

furnace [fur'nɜʧə] sf. Fornace, Grande forno usato per la cottura di materiali da costruzione. || FB furnàce.

furnacelle furnacèllë [furna'ʧɛllə] sf. Fornello. || MU furnacèlle.

furnare furnårë [fur'nɜrə] sm. Fornaio. || VC furnàre (1929). || RF furnàre [furnåre̯].

furne ['furnə] sm. Forno. || ZO furn (1864) || VC fùrne (1929). || [fg. fòrno - ital. fórno]                                                                           

furtigne furtìgnë [fur'tɪɲɲə] agg. Fortigno, Asprigno, Forticcio. || cfr. asprigne [as'prɪɲɲə].

furtunate furtunåtë [furtu'nɜtə] agg. Fortunato.

furtune furtůnë [fur'tʉnə] sf. Fortuna. || CV f’rtuna. || TF fertùne.

furunghele [fu'runɡələ] sm. Foruncolo. || cfr. ‘mbòlle [m'bɔllə]. || VC furùngolo (1929).

furzande [fur'ʦandə] agg. Forte, Forzuto.

fuscelle fuscèllë [fuʃʃɛllə] sf. Fiscella, Cesta di giunchi in cui si ripone la ricotta. || VC fuscèlla (1929).

fusse fússë ['fussə] sm. Fosso. || al f. fosse ['fɔssə] || VC fùosse (1929). || CA fûsse.

fussetille fussëtíllë [fussə'tillə] sm. Fossetto. || VC fussetìelle (1929).|| AO fussetille.

fussine fussìnë [fus'sɪnə] sm. Piccola buca scavata nella terra per giocare a biglie. || cfr. cacce [katʧe]

fusulare fasulårë [fusu'lɜrə] sm. Paletto di legno per la carretta. || RF fusulàre [fusulåre̯].

futtigne futtìgnë [fut'tɪɲɲə] agg. Che frega gli altri. || Locuz. stúbbete futtígne [s'tʊbbətə fut'tɪɲɲə] Stupido che frega -ha la meglio- gli altri.

G

gabbà [ɡab'ba] v. Gabbare, Ingannare, Burlare, Beffare. || Anche aggabbà [aɡɡab'ba]. || CA Si vuje gabbà ‘u vecìne, agàvezete prîste a matìne[si 'vujə ɡab'ba u və'ʧɪnə, a'ɡavəzətə 'sʊbbətə a ma'tɪnə] N.d.R. Se vuoi gabbare il vicino, alzati presto la mattina. || VC gabbà (1929).

gabbine gabbìnë [ɡab'bɪnə] sf. Cabina. || RM gabìne.

Gaitá [ɡai'tɜ] pers. m. Gaetano. || TF  Aitanìlle.

galandome [ɡalan'dɤmə] sm. Galantuomo. || SG galandome.

galandumene [ɡalan'dumənə] sm. pl. Galantuomini.

gale ['ɡɜlə] sm. Sbadiglio. || FB gàle.

galere [ɡa'lɘrə] sf. Galera, Prigione.

galesse [ɡa'lɛssə] sm. Calesse, Cocchio a due ruote. || VC galèsse (1929).

galessire [ɡaləs'sirə] sm. Cocchiere di piazza. || BA galessiere.

galette galèttë [ɡa'lɛttə] sf. Secchio di legno per prelevare acqua dai pozzi. || AO ‘A galètte vace e vène fin’a che nen ze spèzze ‘a zoke e vace abbàsce ‘o pùzze [a ɡa'lɛttə 'vɜʧə ɛ  v'vɘnə 'fin-a kke nʣə s'pɛtʦə a 'ʦɤkə ɛ v'vɜʧə ab'baʃʃə ɔ 'pʊtʦə] La secchia va e viene fino a che non si spezza la fune e cade giù nel pozzo.  || VC galètta (1929). || AO galètte.

galijà [ɡali'ja] v. Sbadigliare. || VC galà (1929). || RF galijà [ġale̯i̯á].

galijate galijåtë [ɡali'jɜtə]  sf. Atto dello sbadigliare. || MA galliate.

galijotte [ɡali'jɔttə] sm. Galeotto. || VC galiòta (1929).

galitte [ɡalittə] sf. Garitta. || VC galìtta (1929).

galle ['ɡallə] 1. sm. Gallo. || Locuz. galle ciambelúse ['ɡallə ʧambə'lʉsə] Gallo con le zampe legate. || AO Ndo’ tanda galle càndene nen face maje jùrne! [ndɔ 'tanda 'ɡallə 'kandənə nən 'fɜʧə 'mɜjə 'jurnə!] Dove tanti galli cantano non fa mai giorno! || AO galle. || FD gàlle.

galle ['ɡallə] 2. sf. Galla. || Locuz. a ggalle [a ɡ'ɡallə]  In superficie, Fuori. || SA ’A veretà vene sembe a galle.  [a vərə'ta 'vɘnə 'sɛmbə a ɡ'ɡallə] La verità viene sempre a galla.

galleggià [ɡalləd'ʤa] v. Galleggiare. || VC  gallià (1929).

gallenacce [ɡallə'natʧə] sm. Gallinaccio, Tacchino. ||  ZO gallinaccio (1864) || VC gallenàccio (1929).

gallenare [ɡallə'nɜrə] sm. Pollaio. || VC gallenàro (1929).

gallette gallèttë [ɡal'lɛttə] sf. Galletta, Pane biscottato. || VC gallètte (1929).

gallina [ɡal'lɪna] sf. Gallina. || Anche galline [ɡal'lɪnə] || CS Gallina vècchije brode mègghije [ɡal'lɪna 'vɛkkjə b'brɤdə 'mɛɡɡjə] N.d.R. Gallina vecchia miglior brodo. || CS gallina.

galline gallìnë [ɡal'lɪnə] sf. Gallina. || Anche gallina [ɡal'lɪna] || MM gallìne. || FO galline [galli̤ne̥].

gallotte [ɡal'lɔttə] sf. La femmina del tacchino. || VC gallòtta (1929).

gallucce [ɡal'lʊtʧə] sm Gallo, Galletto. || VC gallùccio (1929). || TF gallùcce.

gamme ['ɡammə] sf. Gamba. || VC Gàmme stòrte ['ɡammə s'tɔrtə] Gambe sbilenche. || VC gàmma (1929). || EG 'amme.

ganasce [ɡa'naʃʃə] sf. Ganascia. || AO  ganàsce.

gangale [ɡan'ɡɜlə] sm. Dente molare. || FB gangàle. || RF gangàle [ġaṇġåle̯].

gangarille [ɡanɡa'rillə] sm. Dente. || Anche dende ['dɛndə]. || RF t’abbotte i gangarîlle! N.d.R. ti gonfio i denti! || RF gangarille [ġaṇġarílle̯].

garafare [ɡara'fɜrə] sm. Commerciante ambulante di manufatti in vetro. || BA garafare.

garaffe [ɡa'raffə] sf. Caraffa. || VC carràfa / garràfa (1929).

garafone [ɡara'fɤnə] sm. Bottiglione, Contenitore di vetro. || VC carrafòne / garrafòne (1929). || BA garafone.

garde ['ɡardə] v. Bruciare. || Anche arde ['ardə].

Garebbalde [ɡarəb'baldə] pers. m. stor. Garibaldi. || CS Garibalde sope a quílle mítte l’ate [ɡarib'baldə, 'sɤp-a k'kwɪllə 'mɪttə l'atə] N.d.R. lett. Garibaldi su quello metti l’altro. || CS Garibalde. || AO Garebbàlde.

gargarizie [ɡarɡa'rɪtʦjə] sm. Gargarismo. || VC gargarìzio / gargalìzio (1929).

garofele [ɡa'rɔfələ] sm. Garofano. || ZO carofali (1864) || LR garòfene. || VC garùfolo (1929).

garze ['ɡarʦə] 1. pp. e agg. Bruciato. || RF garze [ġarze̯].

garze ['ɡarʣə] 2. sf. Garza. || CS garze. || RF garze [ġarźe̯].

garzone  [ɡar'ʣɤnə] sm. Garzone. || GG garzone (1834) || ZO garzon (1864) || FB garzòne.

gastemà  [ɡastə'ma] v. Bestemmiare. || BA Quanne l’amiche te vene a truvà quacche cose l’abbesugnarrà; doppe ca l’avute tutte cuntente sen’eja jute, c’ia vaie pe cercà se mette a gastemà ['kwannə l-a'mikə tə 'vɘnə a tru'wa 'kwakke k'kɤsə l-abbəsuɲɲar'ra; 'dɔppə ka l-a v'vʉtə 'tʊttə kun'dɛndə sə n ɛ 'jʉtə, ʧ-a 'vɜjə pə tʧər'ka, sə 'mɛttə a ɡɡastə'ma] Quando l’amico viene a trovarti gli occorre qualche cosa; dopo avuta se n’è andato contento, ma se gli cerchi la restituzione ti risponde male. || VC iastemà (1929). || LA gastemà. || MM ggasetmà.

gasteme [ɡastɘ'mə] sf. Bestemmia. || CS gastème. || VC iastèma (1929).

gattarille [ɡatta'rillə] sm. Gattino. || BA gattarielle. || VC gattarìelle (1929). || CS gattarille.  || GE gattarielli.

gattarule gattarůlë [ɡatta'rʉlə] sm. Gattaiola, Foro che si faceva negli usci dei granai per farvi entrare e uscire i gatti alla caccia dei topi. || VC Chi tràse pe la fenèsta, se nn’èsce pe lu gattarùlo [ki 'trɜsə p-a fə'nɛstə, sə nn 'ɛʃʃə p-u ɡatta'rʉlə] N.d.R. Chi entra dalla fiestra, esce dalla gattaiola. || VF gattarulo (1841). || VC gattarùlo (1929). || RF gattarùle [ġattarůle̯].

gatte ['ɡattə] sost. Gatto. || AO Quanne ‘a gatte nen ge stace ’u  sorge abbàlle ['kwannə  a  'ɡattə nʤə s'tɜʧə u 'sɔrʤə ab'ballə] Quando la gatta non c’è il sorcio balla.  || TF gàtte. || VC gatta (1929). 

gattemaimone [ɡattəmai'mɤnə] sm. antiq. Gattomammone. || agg. Solitario, Isolato, Si dice di chi ama stare in disparte. || VC gattomaimòne (1929).

gattemupe [ɡattə'mʉpə] agg. Taciturno. || RM gattemùpe.

gattijà [ɡatti'ja] v. 1. Camminare gattoni. 2. Andarsene sempre in giro. || RF [ġatte̯i̭á].

gavetà [ɡavə'ta] v. Stare in guardia, Guardarsi da. || RM gavetà.

gavete ['ɡavətə] agg. Alto. || Anche avete ['avətə]. || LA gàvete. || BA gavete. || RF gavete [ġ-ave̯te̯].

gegande [dʤə'ɡandə] sm. Gigante. || Anche giagande [dʤa'ɡandə]. || RM gegànde.

Gegenì [dʤəggə'nɪ] pers. m. Luigino.

gelà [dʤə'la] v. Gelare. || Anche jelà [jə'la] || CS Chi se magne i mèle e chi se gèle i dinte [ki sə 'maɲɲə i 'mɘlə ɛ kki sə d'ʤɘlə i 'dində] N.d.R. Chi si mangia le mele e chi si gela i denti.

gelate gëlåtë [dʤə'lɜtə] sm. Gelato. || VC gelàto (1929) || FB gelàte || RF gelàte [ğe̯låte̯].

gelè [dʤə'lɛ] sm. Gilè, Panciotto. || FB gelé.

gelone [dʤə'lɤnə] sm. Gelone. || cfr. rusele ['rusələ] || CS gelone.

geluse [dʤə'lʉsə] agg. m. Geloso. || FB geluse.

gelusije gëlusìjë [dʤəlu'sɪjə] sf. Gelosia.

geminde gëmíndë [dʤə'mində] sm. Tormento, Fastidio, Molestia.

gende gèndë [d'ʤɛndə] sf. Gente. || BF Brutt’erve, brutta ggente! [b'brutt 'ɛrvə, b'brutta d'ʤɛndə] N.d.R. Brutta erba, brutta gente. || LR Tand’ganne arrète, d’a matine ‘a sère, p’i strade nostre ére nu via vaje de gènde [tand'annə ar'rɘtə, d-a ma'tɪnə a  'sɘrə, p-i s'trɜdə 'nɔstrə 'ɘrə nu via'vɜjə də d'ʤɛndə] N.d.R. Tanti anni, fa dalla mattina alla sera, per le nostre strade c’era un viavai di gente. || GG gente (1834) || BF ggente (1894). || LR gènde. || SG¹ aggende. || CA¹ [gendᵉ]. || TF ggènde. || PM gènte. || Etimol. dal lat. gens, gentis.

Genì [dʤə'nɪ] pers. m. Gino, Luigi.

genie [d'ʤɛnjə] sm. Genio. || Locuz. de belle ggenie [də b'bɛllə d'ʤɛnjə] Per forza, A tutti i costi. || PM  gènije.

gennaje [dʤən'nɜjə] sm. Gennaio. || AO Gennaje: frìdde e fame [dʤən'nɜjə: 'frɪddə ɛ f 'fɜmə] Gennaio: freddo e fame. || AO gennàje. || CV g’nnöj. || RF gennàje [ğe̯nnåi̭e̯].

genocchie [dʤə'nɔkkjə]  sm. Ginocchio. || Anche genucchie [dʤə'nʊkkjə]

genucchie [dʤə'nʊkkjə]  sm. Ginocchio. || Anche genocchie [dʤə'nɔkkjə]  || RF genucchie [ǧe̯nųĉĉe̯].

geramende gëramèndë [dʤəra'mɛndə] sm. Giramento.

gerate [dʤə'rɜtə] sf. Girata, Svolta.|| RF geràte [ğe̯råte̯].

Geruzze [dʤə'rʊtʦə] pers. m. Ciro. 

Gesecriste Gësëcrìstë [dʤəsə'krɪstə] pers. m. Gesù Cristo. || BF Ggesecriste (1894). || AO Gese Crìste. || GE Giesù Cristo.

gevendù [dʤəvən'dʊ] sf. Gioventù. || EG 'Na cettà nàte aïre o poche 'cchiù, 'na cettà chiéne de 'ggiuvendú [na ʧət'ta 'nɜt a'jirə ɔ 'pɤkə k'kjʊ, na ʧət'ta 'kjɘnə də dʤuvən'dʊ] N.d.R. Una città nata ieri o poco più, una città piena di gioventù. ||  BA giuventù. || EG 'ggiuvendú.

gevenotte [dʤəvə'nɔttə] sm. Giovanotto. || cfr. uaglione [waʎ'ʎɤnə]. 

ghesse ['ɡɛssə] v. Essere. || cfr. esse ['ɛssə]. || RL ghesse (1905). || MM gésse.

gherlande [ɡər'landə] sf. Ghiralanda. || PM gherlande.

ghiacce ['ɡjatʧə] sm. Ghiaccio. || PM  Staje fèrme e fridde cume nu ghiacce [s'tɜjə 'fɛrmə ɛ f'frɪddə 'kum-ɛ ə nu 'ɡjatʧə] N.d.R. Stai fermo e freddo come il ghiaccio. || PM ghiacce.

ghianne [ɡ'ɡjannə] sf. Ghianda. || Anche ghiannele [ɡ'ɡjannələ] || VC ghiànna (1929).  || MM [g̓́g̓́ánne̥].

ghiannele [ɡ'ɡjannələ] sf. Ghianda. || Anche ghianne ['ɡjannə] || GG agliannole (1834). || VF glannole (1841). || VC ghiànnola (1929). || MM [g̓́g̓́ánne̥le̥].

ghije ['ɡijə] pron. di 1ª pers. sing. m. e f. Io. || Anche ije ['ijə]. || GG ghije, ghijo (1834) || TF ghìje.

ghinde ghìndë ['ɡɪndə] avv. Dentro. || Anche inde ['ində]. || RM ghìnde.

ghisse ['ɡɪssə] pr. Egli,  Lui,  Esso. || Anche isse ['ɪssə] || MM [gísse̥].

ghune ghůnë ['ɣʉnə] agg., sost., pron. Un, Uno. || Anche une ['ʉnə] || cfr. une, nu, na ['ʉnə, nu, na].

ghuve ['ɡʉvə] sf. Uva. || Anche uve ['ʉvə], uva ['ʉva]. || BF Guarde che ghùve! È bbelle quante máje [ɡwardə kɛ 'ɡʉvə! ɛ b'bɛllə  'kwandə  'mɜjə]  N.d.R. Guarda che uva! È bella quanto mai. || BF ghùve (1894).

già [dʤa] avv. Già. || PR Mo nasce u crijature ggià fasciste [mɔ 'naʃʃə u kria'tʉrə d'ʤa ffaʃ'ʃɪstə] N.d.R. Adesso nasce il bambino già fascista. || ZO già (1864) || PR ggià.

giacchette [ʤak'kɛttə] sf. Giacca, Casacca. || BA A sta giacchette -sta vennelle- nen ce stanne fuse p’appenne [a sta dʤak'kɛttə -sta vən'nɛllə- nən ʧə s'tannə 'fʉsə p-ap'pɛnnə] A questa giacca -questa sottana- i fusi non  attaccano. || LR giacchètte. || BA giacchette. || ZO giacchetta (1864).

Giacchine Giacchìnë [ʤak'kɪnə] pers. m. Gioacchino. || AO Giacchìne facìje ‘a lègge e Giacchìne murìje apprìme [ʤak'kɪnə fa'ʧɪjə a 'lɛdʤə ɛ ʤak'kɪnə mu'rɪjə ap'prɪmə] Gioacchino -Murat- fece la legge e Gioacchino morì per primo. || AO Giacchìne.

giagande [dʤa'ɡandə] sm. Gigante. || LA giagande. || BA giagante.

gialle [d'ʤallə] agg. e sost. Giallo.

Giancalasse [ʤanka'lassə] sm. Giancalasso, Fannullone, Perdigiorno. || SA Face l’arte Giancalasse, magne, veve e vace a spasse. ['fɜʧə l 'artə dʤanka'lassə, 'maɲɲə, 'vɘvə ɛ v'vɜʧə a s'passə] Fa l’arte di Giancalasso, mangia, beve e va a spasso. || VC Giangalàsse / VC Giancalàsse (1929).

giangive [ʤan'ʤivə] sf. Gengiva. || cfr. sangive [sanɡ̌í] || VC giangìva (1929).

giannizze giannìzzë [ʤan'nɪtʦə] sm. Giannizzero. || RM giannìzze.

giardenette [ʤardə'nɛttə] sm. Affettati misti, Misto di salame, provolone, mortadella, ed altro. || RF giardenètte [ǧarde̯nętte̯]

giargianese [ʤarʤa'nɘsə] agg. e sost. sing. Settentrionale. || BA giargianese. || AO giargianèse.

giargianise [ʤarʤa'nisə] sost. pl. Settentrionali. || RM giargianìse.

giarre [d'ʤarrə] sf. Giara, Brocca, Piccola anfora di terracotta per l’acqua. || LA vocche de giarre ['vɔkkə də d'ʤarrə] bocca grandissima. N.d.R. lett. Bocca di brocca. || EG ’na ‘ggiarre de vine ‘bbune [na 'ʤarrə də 'vɪne b'bunə] N.d.R. una giara di vino buono. || EG ‘ggiarre. || BA giarre. || VC giarra (1929).

Gigine Gigìnë [dʤid'ʤɪnə] pers. m. Gino, Giggino, Luigi.  

gioje [d'ʤɤjə] sf. Gioia. || PM gioje. || [fg. gióia - ital giòia]

Giordane [ʤɔr'dɜnə] cogn. Giordano. || PM Giordane.

giorne [d'ʤɔrnə] solo nella inter. bon giorne [bbɔn d'ʤɔrnə] o bongiorne [bbɔnd'ʤɔrnə]. Buon giorno. || cfr. jurne ['jurnə] || TF bòn giòrne. || [fg. giòrno - ital. giórno]

giostre [d'ʤɔstrə] sf. Giostra. || sm. Oggetto, Attrezzo di cui non si ricorda il nome. || cfr. fattapposte [fattap'pɔstə]. || RM  giòstre.

giovene [d'ʤɔvənə] 1. agg. Giovane.  || al pl. giuvene [d'ʤʊvənə]. 

giovene [d'ʤɔvənə] 2. sm. Garzone, Chi aiuta un un artigiano nello svolgimento del suo lavoro. || al pl. giuvene [d'ʤʊvənə]. || VC Giòvene de mastedàsce [d'ʤɔvənə de 'mastə d'aʃʃə] Garzone di falegname; giòvene de scarpàre [d'ʤɔvənə də skar'pɜrə] Garzone calzolaio. || VC giòvene (1929). || TF ggiòvene.

gire [d'ʤɪrə] sm. Giro, Turno. || ZO gir (1864) || TF ggìre.

giudeje [dʤu'dɘjə] agg. Giudeo, Ebreo, Cattivo, Avaro. || sm. Giudeo. || RM giudéje. || [fg. giudéo - ital. giudèo]

giubba [dʤu'bba] sf. Giubba.

giudizie [dʤu'dɪtʦjə] sm. Giudizio. || AO  giudizie.

giugne [d'ʤʊɲɲə] sm. Giugno. || AO Giugne: fàvecia chjène [d'ʤʊɲɲə 'favəʧa 'kjɘnə] Giugno: falce piena.

giurà [dʤu'ra] v. Giurare.

giuráte [dʤu'rɜtə] sm. e pp. Giurato. || ZO giureut (1864).

giurnale [dʤur'nɜlə] sm. Giornale. || TF  giurnàle.

giurnaline giuralìnë [dʤurna'lɪnə] sm. Fumetto, Giornalino. 

giuvamende giuvamèndë [dʤuwa'mɛndə] sm. Giovamento. || BF Ogne mpedement’ è ggiuvamente ['ɔɲɲə mbədə'mɛndə ɛ dʤuwa'mɛndə] N.d.R. Ogni impedimento è giovamento -da ogni difficoltà si può trarre giovamento-. || BF ggiuvamente. || [fg. giovamènto - ital.  giovaménto]

Giuvanne [dʤu'wannə] pers. m. Giovanni. .

giuvedì [ʤuvə'dɪ] sm. Giovedì. || VC Giuvedì de li parìente [dʤuvə'dɪ d-i pa'rində] Il penultimo giovedì di carnevale. N.d.R. lett. Giovedì dei parenti. || VC giuvedì (1929).

giuvene [d'ʤʊvənə] sost. pl. Giovani.  

giuvenettille [dʤuvənət'tillə] sm. Giovincello. || FB n’ù giuvenittille ianch’e rusce cùme n’ù bruzzese [nu dʤuvənət'tillə 'janɡə ɛ r'rʊʃʃə 'kum-ɛ nu bbrut'ʦɘsə] un giovincello bianco e rosso come un abruzzese. || FB giuvenittille.

gloriapatre [ɡlorja'patrə] sm. Gloria Patri. || VC Li bizzòche dìcene sempe, cu la curona mmàne, gloriapàtre e patrenuòstre [i bəd'ʣɤkə 'dɪnnə 'sɛmbə, k-a kə'rɤna m'mɜnə, ɡlorja'patrə ɛ ppatrə'nustrə] Le bigotte non si stancano di recitare, col rosario tra mano, orazioni e preghiere. || VC  gloriapàtre (1929).

gnernò [ɲɲər'nɔ] par. comp. Signor no. || Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnornò [ɲɲor'nɔ],  nonzignore [nonʣiɲ'ɲɤrə] || RM gnernò.

gnò [ɲɲɔ] inter. Sì, Presente, Risposta di presente ad una chiamata. || LA gnò.

gnore [ɲ'ɲɤrə] sf. Nonna.

gnornò [ɲɲor'nɔ] par. comp. Signor no. || Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnernò [ɲɲər'nɔ],  nonzignore [nonʣiɲ'ɲɤrə] || FB gnérnò.

gnorsì [ɲɲor'sɪ] par. comp. Sissignore. || Locuz. avv. Signor sì. || LA gnorsì.

gnostre [ɲ'ɲɔstrə] sm. Inchiostro, Vino nero. || VC gnòstre (1929). || RF gnostre [ññǫstre̯].

gnotte [ɲ'ɲɔttə] v. Ingoiare. || VC ngnuttì (1929).                                        

'gnurande [ɲɲu'randə] agg. e sost. Ignorante. || ML ‘gnuranda.

gnutte [ɲ'ɲʊttə] sm. Sorso, Boccata. || FB gnutte.

gocce ['ɡɔtʧə] sf. Goccia, Paralisi, Spavento, Infarto, Trombosi. || SE ci assemmègghiene cum’e ggocce d’acque [ʧ-assəm'mɛɡɡjənə 'kum-ɛ ɡ'ɡɔtʧə d'akkwə] N.d.R. si assomigliano come gocce d’acqua. || FD gòccia. || SE ggocce. || [fg. gòccia - ital. góccia]

gode ['ɡodə] v. Godere. || Anche gudè [ɡu'dɛ]. || RM gòde.

gogge ['ɣɔdʤə] avv. e sm. Oggi. || Anche ogge ['ɔdʤə]. || BF Campe ghogge, ca cráje Ddij pruvète! ['kambə 'ɣɔdʤə, ka 'krɜjə d'dɪjə pru'wɘtə!] N.d.R. Campa oggi, che domani Dio provvede! || BF ghogge (1894). || FM gogge. || RF gogge [ġǫğğe̯]

gole ['ɡɔlə] sf. Gola. || MAM [tę́nɡe̥ a ɡö́le̥ rǫ́šše̥] ho la gola rossa. || MAM [ɡö́le̥]. || RF gole [ġọ̈le̯].                                                         

gomme ['ɡɔmmə] sf. Gomma. || [fg. gòmma - ital gómma].

gonfredarie gonfredàrië [ɡonfre'darjə] sf. Camera d'aria.

gramegne [ɡra'mɛɲɲə] sf. Gramigna. || EG crèsce cum’a gramègne ['krɛʃʃə 'kum-ɛ a ɡra'mɛɲɲə] N.d.R. cresce come la gramigna. || EG gramègne.

grammateche [ɡram'matəkə] sf. Grammatica.

granate [ɡra'nɜtə] sm. Melograno. || FB  granàte.

grane ['ɡrɜnə] sm. Grano. || AO grane.

granecutte grånëcúttë ['ɡrɜnə'kuttə] sm. Grano cotto, dolce tipico delle festività dei morti.  

granedinie [ɡrɜnə'dɪnjə] sf. Farina di mais, Granturco, Mais, Grano d'India. 

granele ['ɡranələ] sf. Grandine. || Anche cecerille [ʧəʧə'rillə] || ZO granila (1864) || FB granele.

granezzuse [ɡranət'ʦʉsə] agg. Altezzoso, Presuntuoso. || AO granezzùse. || CS granezzuse.

granne ['ɡrannə] agg. Grande. || RM grànne.

granone [ɡra'nɤnə] sm. Granturco. || cfr. ceciutte [ʧə'ʧuttə]. || RM granòne.

grasce ['ɡraʃʃə] sf. Abbondanza, Grascia. || SA ‘A grasce l’è ‘rruvate ‘nganne! [a 'ɡraʃʃə l-ɛ rru'wɜtə n'ɡannə] L’abbondanza gli è arrivata alla gola. || VF Grascia (1841). || AO grasce.

grascialette [ɡraʃʃa'lɛttə] sm. Collo e spalla dell’agnello. 

grasciuse [ɡraʃ'ʃʉsə] agg. Generoso, Spendaccione. || RM grasciùse.

grasse ['ɡrassə] agg. e sm. || GG grasse (1834).

graste ['ɡrastə] sf. Vaso per fiori. || CS graste. || PP [gráste̥].

grattà [ɡrat'ta] v. Grattare, Rubare.

grattacase [ɡratta'kɜsə] sf. Grattugia per formaggio. || CS grattacáse.

grattamarianne [ɡrattamari'annə]  sf. Granita. || TF grattamariànne.

grattate [ɡrat'tɜtə] pp. e agg. Grattato, Grattugiato, Rubato. || AO grattàte.

gravajule [ɡrava'jʉlə] sm. Raviolo, Parti-colare tipo di pasta farcita. || RM gravaiùle.

gravande [ɡra'vandə] agg. Sofferente perché pesante, Corpulento. || FB gravande.

graveda ['ɡravəda] agg. Gravida, Detto della donna in stato di gravidanza. || Anche gràvede ['ɡravəde] e gravete ['ɡravətə]. || CA¹ Còcche fìgghije l’àmme pèrse, cùme e quèlla vòte chè megghièreme gràveda gròsse vulìje p' ffòrze ji’ a spegula’ ‘u gràne. ['kɔkkɛ 'fɪɡɡjə l 'ammə 'pɛrʦə, 'kum-ɛ k'kwɛlla 'vɤtə kɛ məɡ'ɡjɛrəmə 'ɡravəda 'ɡrɔssə vu'lɪjə pə f'fɔrzə jɪ a spəɡu'la u 'ɡrɜnə] Qualche figlio l’abbiamo perso, come quella volta che mia moglie gravida, vicino al parto, voleva per forza andare a spigolare il grano. || CA¹ gràveda.

gravede ['ɡravədə] agg. Gravida. || Anche gràveda ['ɡravəda] e gravete ['ɡravətə].  

gravete ['ɡravətə] agg. Gravida. || Anche gràveda ['ɡravəda] e gravede ['ɡravədə] || RF gravete [ġrave̯te̯].

Graziè [ɡrat'ʦjɛ] pers. f. Graziella. || RM  Grazié.

grazie ['ɡradʣjə] sf. Grazia. || TF gràzije.

gregge ['ɡrɛdʤə] sm. Gregge. || RM grègge.

gregna ['ɡrɛɲɲa] sf. Covone, Fascio di spighe di cereali legato manualmente. || Anche gregne ['ɡrɛɲɲə] || CA Palma ‘mbosse, grègna grosse ['palma m'bɔssə, 'ɡrɛɲɲa 'ɡrɔssə] N.d.R. lett. Palma -il periodo pasquale- bagnata, grossi fasci di spighe -ottimo raccolto di grano-. || VF gregna (1841) || CA grègna.

gregne ['ɡrɛɲɲə] sf. Covone, Fascio di spighe, Bica. || Anche gregna ['ɡrɛɲɲa] || LA grègne. || RF grègne [ġręññe̯].

grille ['ɡrɪllə] sm. Grillo. || RF grille [ġrįlle̯].

grippe ['ɡrɪppə] sf. Grippe, malattia infettiva che colpisce le vie respiratorie, Influenza.  || RF è murte de grippe. N.d.R. è morto di grippe. || RF grippe [ġrįppe̯]. || Etimol. dal franc. gripper «afferrare»; propriam. «il malanno che afferra».

grosse ['ɡrɔssə] agg. e sost. f. Grossa, Grande, Maggiore. || SA Sorema grosse. ['sɔrəma 'ɡrɔssə] Mia sorella maggiore. || MG gross’. || MU grosse. || LC grôsse. || CA¹ [grossᵉ].

grotte ['ɡrɔttə] sf. Grotta. || SG grotte.

gruffelare [ɡruffə'lɜrə] sm. Collo del maiale. || VC gruffulàro [ɡruffə'lɜrə] La schiena del maiale. Arista. || VC gruffulàro (1929).  || EG gruffelare.

grumelà [ɡrumə'la] v. Russare, Borbottare. || CS grumelà.

grumele ['ɡrʊmələ] sm. Grumo si sangue.

grunfulà [ɡrunfu'la] v. Russare. || RM  grunfulà.

gruppere [ɡrup'pɘrə] sf. Cordone della sella del cavallo. || RM gruppère.

grusse ['ɡrussə] agg. e sost. m. Grosso, Grasso. || SA Si' grusse e fesse. [sɪ ɡ'ɡrussə ɛ f'fɛssə] Sei grosso e stupido. || MM [u ve̥tíi̯lle̥ ccu ggrúᵘ/sse̥] ' il vitello più grasso '. || ZO grus (1864) || TF grùsse. || RF grusse. || MM [ggrúᵘ/sse̥] / [ggrú/sse̥]

gruttecelle gruttëcèllë [ɡruttə'ʧɛllə] sf. Piccola grotta. || cfr. funachette [funa'kɛttə]. || RM gruttecèlle.

guadagnà [ɡwadaɲ'ɲa] v. Guadagnare. || MU  guadagna’.

guadagne [ɡwa'daɲɲə] sm. Guadagno.  

guaglione [ɡwaʎ'ʎɤnə] sm. Ragazzo. || VF guaglione (1841).

guagliungille [ɡwaʎʎun'ʤillə] sm. Ragazzino. || Anche uagliungille [waʎʎun'ʤillə]. || LE guâglijuncijlle.

guaje ['ɡwɜjə] sm. Guaio. || anche uaje ['wɜjə] || LMG Quanne i guàie mie se fenéscene, i tuie s’hann’accumenzà ['kwannə i  'ɡwɜjə 'mijə sə fə'nɛʃʃənə i 'tʉjə s'ann-akkumən'ʣa] N.d.R. Quando i miei guai saranno finiti, i tuoi avranno inizio. || GG¹ guàje. || LMG guàie. || FD  guàije. || FO guœje [guœje̥].

gualane [ɡwa'lɜnə] sm. Addetto alla pulizia del bestiame e delle stalle. || BA gualàne.

gualle ['ɡwallə] sf. Ernia inguinale. || AO guàlle. || BA gualle.

gualluse [ɡwal'lʉsə] agg. Ernioso, Affetto da ernia. || BA gualluse.

guandire [ɡwan'dirə] sf. Guantiera, Vassoio per dolci. || VF guantiera (1841) || RM guandìre.

guapparije [ɡwappa'rɪjə] sf. Guapperia, Azione di guappo. || cfr. uapparije [wappa'rɪjə] || LR guapparìje.

guappe ['ɡwappə] sm. Guappo. || cfr. capuzille [kaput'ʦillə] || VF guappo (1841) || RM guàppe.

guardà [ɡwar'da] v. Guardare. || Anche uardà [war'da]. || PM pecché me guarde accussì? ‘nn’u sacce! [pək'kɛ mə 'ɡwardə akkus'sɪ? nn-u 'satʧə!]  N.d.R. perché mi guardi così? non lo so! || CS Guardate inde o spècchije quante sì bèlle ['ɡwardətə ind ɔ s'pɛkkjə 'kwandə sɪ b'bɛllə] N.d.R. Guardati nello specchio quanto sei bello. || GG guardà (1834) || EG ‘uardà.

guardaporte guardapòrtë [ɡwarda'pɔrtə] sm. Portinaio. || FB guardaporte.

guardiane [ɡwar'djɜnə] sm. Guardiano. || Anche uardiane [war'djɜnə]  

guardjapisciacchie [ɡwardjapiʃ'ʃakkjə] sm. Antico appellativo popolano dato ai Vigili Urbani, lett. Vigile delle orine. || BA  guardapesciacchie.

guattone [ɡwat'tɤnə] agg. Guardingo, Che  agisce nell’ombra. || RM guattòne.

guarneminde guarnëíndë [ɡwarnə'mində] sm. Finimento, Bardatura del cavallo. || VF Guarnemienti de li cavalli [ɡwarnə'mində d-i ka'vallə] Finimenti dei cavalli. || VF guarnemienti (1841) || CS guarneminte.

guedà [ɡwə'da] v. Guidare. || RM guidà.

gueja gueje ['ɡwɘja 'ɡwɘjə] locuz. A sfottò. || AO guèja guèje.

guardie ['ɡwardjə] sf. Guardia.

guardungille [ɡwardun'ʤillə] sm. Striscia di cuoio che congiunge la tomaia alla suola della scarpa. || BA guarduncielle.

guastafeste [ɡwasta'fɛstə] smf. Guastafeste.

guerre ['ɡwɛrrə] sf. Guerra. || Anche uerre ['wɛrrə] || LR guèrre. || MG guerra. 

Guiducce [ɡwi'dʊtʧə] pers. m. Guido.

gumete ['ɡʊmətə] sm. Gomito. || RF gumete [ġųme̯te̯].

guvernate [ɡuwər'nɜtə] pp. e agg. Governato. || AO guvernàte.

guverne [ɡu'wɛrnə] sm. Governo. 

H

ha ha [a] v. Avere. Ha || CA¹  “E’ venùte ùne, m’ha dìtte va’ ‘o  fucarìne , lìve ‘u prìme matòne e vvìde che ghèsce!”  [ɛ vvə'nʉtə ʉnə,  m-a  d'dɪttə va ɔ fuka'rɪnə, 'lɪvə u 'prɪmə ma'tɤnə ɛ v'vɪdə kɛ 'ɡɛʃʃə] “E’ venuto una, mi ha detto: va la camino, togli il primo mattone e vedi che trovi!” || CA¹ ha.

I

i [i] pron. Io. || Anche ije ['ijə] e ghije ['ɡijə].

'i [i] art. I, Le. || LR ’i pelanghîlle càvete, cucènde! [i pəlan'ɡillə 'kavətə, ku'ʧɛndə!] N.d.R. Le pannocchie calde, cocenti! || BA Patane? So li puorce e manche li vonne [pa'tɜnə? sɔ i 'purʧə m'manɡə i 'vɔnnə] Patate? Non le mangiano nemmeno i maiali. || GG li (1834)  || LR ’i.

'i [i] pron. pers. Gli, A lui. || SG dice che i serve ['dɪʧə kɛ i 'sɛrvə] N.d.R. Dice che gli serve. || ME ‘i mangave ‘a forze d’addemanda’ aiute [i man'ɡɜvə a 'fɔrʦə d-addumman'na a'jʉtə] gli mancava la forza di domandare aiuto. || SG i. || ME ‘i. || GG li.

iacuvelle iacuvèllë [jaku'vɛllə] cfr. jacuvelle.

ianghe [jan'ɡə] cfr. janghe.

ianghijà [janɡi'ja] cfr. janghijà.

iazze ['jatʦə] cfr. jazze.

ielà [jə'la] cfr. jelà.

ielate iëlåtë [jə'lɜtə] cfr. jelate.

iete ['jɘtə] cfr. jete.

iettà [jət'ta] cfr. jettà.

iettature iettatůrë [jətta'tʉrə] cfr. jettature.

iinere ['jinərə] cfr. jinere.

ije ['ijə] pron. di 1ª pers. sing. m. e f. Io || Anche ghije ['ɡijə] e i [i] || GG io (1834) 

imbrovvise imbrovvìsë [imbrov'vɪsə] Improvviso. || Solo nella locuz. avv. all'imbrovvise [all-imbrov'vɪsə]

in [in] prep. sempl. || LA in.

ind’a ['ind-a] contraz. di inde a ['ində a] In, Nella, Nel giro di. || Locuz. 'nd’a nnínde [nd a n'nində] Immediatamente, In un batti baleno. || ZO inta  doje ore ['ind-a d'dɤjə 'ɤrə] in due ore. || LE Ind' a la metà de lu camine ['ind-a mə'ta d-u ka'minə] Nella metà del cammino. || PM inda sta situazione ['ind-a sta sətuat'ʦjɤnə] N.d.R. in questa situazione. || ZO inta (1864) || PM inda

inde índë ['ində] agg. Dentro. || Anche ghinde ['ɡɪndə] || ZO dint (1864). || LE ind'. || TF ìnde. || P hind’. || CS ínte. ||  [fg. dèntro - ital. déntro]

ind’o ['ind-ɔ] contraz. di inde o ['ində ɔ] Nel, Dentro il. || TF ìnd’o.

inderesse [inde'rɛssə] sf. Interesse. 

inferne [in'fɛrnə] sm. Inferno.

Ingurnàte [inɡur'nɜtə] solo nella loc. Madònne d’Ingurnàte [madɔnnə d-inɡurnɜtə] Madonna dell'Incoronata. || vedi  'ngurnate [nɡur'nɜtə] || CA¹ Madònne d’Ingurnàte aiùteme tu! [ma'dɔnnə d-inɡur'nɜtə a'jutəmə tʊ!] Madonna dell’Incoronata aiutami tu! | CA¹ Ingurnàte.

intande [in'tandə] congz.  Intanto,  Nel  frattempo. || ZO intant (1864).

integrazione [inteɡrat'ʦjɤnə] sf. Integrazione.  

inutele [i'nutələ] agg. Inutile. || Anche ‘nutele ['nutələ]. || SG Eje inutile che guarda a mè e n’è ruere [ɛ 'nutələ kɛ 'ɡwardə a mmɛ ɛ nn-ɛ ru'ɘrə] N.d.R. È inutile che guardi me e non è vero. || SG inutile.

invece [im'vɘʧə] avv. Invece. || ZO Chiù tard si avizeut nu grus vient, ma mece di allargà leu nuvole ha purteut na granila cheu aveu dureut mezz’or, e appris acqua a rot di ciel  [k'kjʊ t'tardə s-ɛ avə'ʦɜtə nu 'grussə 'vində, ma im'vɘʧə d-allar'ɡa i 'nuvələ a pur'tɜtə na 'ɡranələ  kɛ 'ɜvə du'rɜtə 'mɛdʣ-ɤrə, ɛ ap'prissə 'akkwa a r'rɔttə də 'ʧilə] Più tardi si è alzato un gran vento, ma invece di spazzare le nuvole, ha portato una grandine che ha durato mezz’ora, e poi acqua a ciel rotto. || ZO mece (1864). 

inzomme [in'ʣɔmmə] avv. Insomma.

iocchele ['jɔkkələ] cfr. jocchele.

Iolanda [jo'landa] cfr. Jolanda.

Iolande [jo'landə] cfr. Jolande.

ionde ['jɔndə] cfr. jonde.

iotte ['jɔttə] cfr. jotte.

ipocrete [i'pɔkrətə] agg. e sm. Ipocrita. 

irmece ['ɪrməʧə] sf. Tegola, Embrice. || VF imbrice / emrice (1841). || VC èrmice / ìmbrice (1929). || BA irmece. || [fg. tègola - ital. tégola]

isse ['ɪssə] pr. Egli, Lui. || Anche ghisse ['ɡɪssə]  || ZO isso, iss (1864) || VMG issö. || Etim. dal lat. is = egli (quello, colui, lui).

italiane [ita'ljɜnə] agg. e sm. Italiano. || Anche taliane [ta'ljɜnə]. 

Italie [i'taljə] top. Italia. || PR Italie.

iuche ['jukə] cfr. juche.

iummende iummèndë [jum'mɛndə] cfr. jummende.

iuncate [jun'kɜtə] cfr. juncate.

iuncatelle iuncatèllë [junka'tɛllə] cfr. juncatelle.

iunge ['jʊnʤə] cfr. junge.

iurnate [jur'nɜtə] cfr. jurnate.

iurne ['jurnə] cfr. jurne.

iuste ['juste] cfr. juste.

J

jacuvelle jacuvèllë [jaku'vɛllə] sf. Chiasso, Confusione, Civetteria. || RF fà a jacuvèlle N.d.R. fare la commedia. || VC iacovèlle (1929). || LA jacuvèlle. || RF jacuvèlle [i̭akuvęlle̯].

jajate jajåtë [ja'jɜtə] Piazzata, Chiassata. || RF jajàte [i̯ai̯åte̯].

janare [ja'nɜrə] sf. Piana delle fosse. || antiq. per fattucchiera. || VC ianàra (1929). || FB janàre.

jangacce [jan'ɡatʧə] agg. pegg. biancaccio, bianco sporco, di aspetto non bello. || BF Cu nu cîele tutt jancacce [kə nu 'ʧilə 'tʊttə jan'ɡatʧə] N.d.R. Con un cielo tutto biancaccio (bianco sporco). || BF jancacce (1894).
janghe ['janɡə] sm. Bianco. || EG 'ianghe. || PM janche. || SE jànghe. || VC iànco (1929). || CA² janghë.

janghijà [janɡi'ja] v. Biancheggiare, Tinteggiare. || VC ianchià (1929). || BA janchijà. || LA janghijà. || FB jancheià. || RF janghijà [i̯aṇk̬e̯i̯á].

janghijatore [janɡija'tɤrə] sm. Imbianchino. || FB jancheiatòre.

jate jåtë ['jɜtə] 1.agg. Beato. || Anche vijate [vi'jɜtə], bijate [bbi'jɜtə] || SA Jate a te che ngapisce ninde! ['jɜtə a ttɛ kɛ nɡa'pɪʃʃə 'nində!] Beato te che non capisci niente!

jate jåtë ['jɜtə] 2. v. jì [jɪ] pres. ind. 2 pl. andato/ andate || MG Ve ne jate tutt'e tre a l'albere d' 'i pigne. [və nə 'jɜtə ‘tʊtt ɛ trɛ a l'albərə d-i 'piɲɲə] N.d.R. lett. Ve ne andate tutti e tre all'albero delle pigne (morite). || MG jate (1910). || RM jàte.

jazze ['jatʦə] sm. Giaciglio del cane, Cuccia, Recinto per animali. || AO Si è de razze torne ‘o jazze. [si ɛ də 'ratʦə 'tɔrnə ɔ 'jatʦə] Se è di razza torna al giaciglio. || LMG I pégge càne, i mègghie iazze [i 'pɛdʤə 'kɜnə, i 'mɛɡɡjə 'jatʦə] N.d.R. I peggiori cani -hanno- le migliori cucce. || VC iàzzo (1929). || LMG iazze. || AO jazze.

jelà [jə'la] v. Gelare. || anche gelà [dʤə'la] || SA¹ jelà’.

jelate jëlåtë [jə'lɜtə] sm. Gelato, Intirizzito dal freddo. || Locuz. cáne jeláte ['kɜnə jə'lɜtə] Persona pallida, cattiva, lett. Cane gelato. || LR jelàte. || CS ijeláte. || VC ielàta (1929).

jeta ['jɘta] sf. Bietola. || Anche jete ['jɘtə]  || SA Jeta capacine. ['jɘta kapa'ʧɪnə]  Bietola selvatica. || RF jéte [i̭ẹ̊te̯].

jete ['jɘtə] sf. Bietola. || Anche jeta ['jɘta] || SG Si t’ankappe ti fazze a lagane e ijete [si t an'ɡappə tə 'fatʦə a l'laɡənə ɛ 'jɘtə] N.d.R. Se ti prendo ti riduco a fettuccine e bietola. || VC ièta (1929). || SG ijete. || RA jet. || DLC jéte. || FB jète. || RF [i̭ẹ̊te̯].

jettà [jət'ta] v. Gettare, Buttare. || RM ‘Nce réste ché jettàrce da sop’é basce [nʤə 'rɛstə kɛ jət'tarʧə da 'sɤp-ɛ b'baʃʃə] N.d.R. lett. Non ci resta che buttarci da sopra in basso. || LA jettà. || FB jittà.

jeva jeve ['jɘva 'jɘvə] solo nella locuz. andò jeva jeve [an'dɔ 'jɘva 'jɘvə]. Dovunque andassi.   

jì [jɪ] v. Andare. || BF  « Paghem' e ffammne jì, bbellu figghiule! » [« 'paɡəmə ɛ f'fammənə 'jɪ, b'bɛllu fɪɡ'ɡjʉlə! »] Pagami e fammene andare, bel figliolo! || CA¹ Pòke e spìsse, quànne ce mànghe ‘u pàne p' magna’ jìme a ffa’ ‘a cèrke p’i massarìje . ['pɤkə ɛ s'pɪssə, 'kwannə ʧə 'manɡə u 'pɜnə pə maɲ'ɲa 'jɪmə a ffa a 'ʧɛrkə p-i massa'rɪjə.] Poco e spesso, quando ci manca il pane per mangiare andiamo a fare la questua per le masserie. || BA Iute de cuorpe ['jʉtə də 'kʊrpə] avere evacuato. || MM [mǫ pígge̥ ẹ mme̥ ne̥ vä́ke̥] adesso prendo e me ne vado. || MM [sse̥ n-ę i̯i̯úte̥] sen’è andato. || ZO ji (1864) || BF jì (1894). || VC ì (1929). || SG iji’. || FB ijè. || MM [i̯í].

jinere ['jinərə] sm. Genero. || CS ijnere e nepute, quílle che fáje eje tutte perdùte ['jɪnərə  ɛ nnə'pʉtə, 'kwɪllə kə 'fɜjə ɛ 'tʊttə pər'dʉtə] N.d.R. Generi e nipoti, quello che fai è tutto perduto. || LMG ‘ìnere. || AO jìnere. || VC iènnero.

jocchele ['jɔkkələ] sf. Chioccia, La gallina nel periodo che cova. || EG iocchele.

Jolanda [jɔ'landa] pers. f. || Anche Jolande [jɔ'landə].

Jolande [jɔ'landə] pers. f. || Anche Jolanda [jɔ'landa].

jonde ['jɔndə] sf. Aggiunta, Un pizzico, un po’, Pezzettino. || ML na jonde de frumagge e duje cetrule [na 'jɔndə də fru'madʤə ɛ d'dʉjə ʧə'trʉlə]  N.d.R. un pezzettino di formaggio e due cetrioli.  || TF jjònde. || ML jonde. || CS ijonde. || RF [i̯ǫnt̬e̯].

jotte ['jɔttə] sf. Acqua della bollitura della pasta. || RF jotte [i̯ǫtte̯].

jucà [ju'ka] v. Giocare.  

jucatore [juka'tɤrə] sm. Giocatore. || sm. pl. jucature [juka'tʉrə] || RF i jucatùre. N.d.R. i giocatori || FB jucatòre. || RF jucatóre [i̯ukatọ̈re̯].

juche ['jukə] sm. Gioco. || FB u’ juche èj bbèlle, quanne dure pòche [u 'jukə 'ɘjə b'bɛllə, 'kwannə 'dʉrə 'pɤkə] N.d.R. il gioco è bello quando dura poco. || ZO juoco (1864) || SG¹ jucke. || FB juche.

jumare [ju'mɜrə] Ruscello, Picolo corso d'acqua. || FB jumàre.

jummende jummèndë [jum'mɛndə] sf. Giumenta, bestia da soma, cavalla da sella. || LA jummènde. || EG 'iummende. || EG 'iummènde. || CS ijummènte. || [fg. giumènta -  ital. giuménta] || Etimo: voce dotta, lat. iumentum / iumenta «giumento, bestia da soma (cavallo asino, mulo)».

juncate [jun'kɜtə] sf. Giuncata. || BA juncate. || FB juncàte.

juncatelle juncatèllë [junka'tɛllə] sf. Latte cagliato. || BA juncatella fresche [junka'tɛlla 'frɛʃkə] latte cagliato, venduto molti anni fa dai caprai. || BA juncatella.

junge ['jʊnʤə] sm. Giunco. || LA giunco. || CS ijúnge. || LA junge. || FB junce. || CA¹ [iųnge].

jurnate [jur'nɜtə] sf. Giornata. || SA Ma vite ‘nu poche che n’ata jurnate! [ma 'vitə nu 'pɤkə kɛ n'ata jur'nɜtə!] Ma guarda un po’ che altra -brutta- giornata!. ||  GG jurnata (1834) || TF jurnàte. || RF jurnàte [i̭urnåte̯].

jurne ['jurnə] sm. Giorno. || FD And’o’ tànta gàlle càntene, nen fàce màje jùrne [an'dɔ 'tanda 'ɡallə 'kandənə, nən 'fɜʧə 'mɜjə 'jurnə] N.d.R. Dove tanti galli cantano, non fa mai giorno. || BF jûorne / jûorn'  (1893). || LE juorné. || FD jùrne.  || ML  jurne. || RC jurn’. || Etimo:  dal lat. diurnus.

juste ['justə] agg. e avv. Giusto. || Locuz.  juste juste ['justə 'juste]  Giusto giusto, Esattamente. || RF juste [i̯ųste̯]. || Etimol.:  dal lat. iustus.

K

k'a [k-a] prep. art. Con la. || SA Me vogghie magnà nu piatte de trucchele k’a recotta toste. [mə 'vɔɡɡjə  maɲ'ɲa nu 'pjattə də 'trukkələ k-a rə'kɔtta 'tɔstə] Voglio mangiare un piatto di troccoli con la ricotta dura. || DLC i civeze ck’a néve, i civeze ck’a néve [i 'ʧivəʦə k-a 'nevə, i 'ʧivəʦə k-a 'nevə] i gelsi con la neve, cioè i gelsi bianchi. || AO k’a. || DLC ck'a. || SG¹ cka. || CS che l’. || BF c’ la (1894).

kainate kainåtë [kai'nɜtə] cfr. cainate.

kalucce kalùccë [ka'lʊtʧə] cfr. calucce.

kannale kannålë [kan'nɜlə] cfr. cannale.

kannele [kann'ɘlə -elə] cfr. cannele.

kapedanne kåpëdànnë[kɜpə'dannə] cfr. capedanne. 

kardungille kardungíllë [kardun'ʤillə] cfr. cardungille.

Karmene ['karmənə] cfr. Carmene.

karrare karrårë [kar'rɜrə] cfr. carrare.

kase ['kɜsə] cfr. case.

katapecchie [kata'pɛkkjə] cfr. catapecchie.

katarrone katarrónë [katar'rɤnə] cfr. catarrone.

kavalle [ka'vallə] cfr. cavalle.

ke [kə] prep. sempl. Con. || BF C' na torcia m-mán e accûost' a Mmanzegnore [kə na 'tɔrʧa m'mɜnə ɛ ak'kustə a mmanʣəɲ'ɲɤrə] Ndr. Con una torcia in mano  e affianco a Monsignore. || FD Ke nu no’ te spìcce, e ku nu sì t’impìcce [kə nu nɔ tə s'pɪtʧə, ɛ kkə nu sɪ tə m'bɪtʧə] N.d.R. Con un no ti spicci e con un sì ti impicci. || LA e cke l'ûcchje face sègne 'o fuggiàne [ɛ kɛ l 'ukkjə 'fɜʧə 'sɛɲɲə ɔ fud'ʤɜnə] N.d.R. e con gli occhi fa segno al foggiano. || ZO cheu (1864) || BF c’ (1893). || LA cke. || FD ke. || FD ku. || TF cu.  

Keccione Këcciónë [kət'ʧɤnə] cfr. Checcione.

kegnome [kəɲ'ɲɤme] cfr. chegnome.

kekozze [kə'kɔtʦə] cfr. checozze.

Kelenelle Këlënèllë [kələ'nɛllə] cfr. Chelenelle.

Keline Kelìnë [kə'lɪnə] cfr. Cheline.

kelometre [kə'lɔmətrə] cfr. chelometre

kelonne [kə'lɔnnə] cfr. chelonne.

kelore këlórë [kə'lɤrə] cfr. chelore.

kelummere këlùmmërë [kə'lʊmmərə] cfr. chelummere.

kelure këlůrë [kə'lʉrə] cfr. chelure.

kemmune këmmůnë [kəm'mʉnə] cfr. chemmune.

kemò [kə'mɔ] cfr. chemò.

kemugghjà [kəmuɡ'ɡja] cfr. chemugghjà.

keppute këppůtə [kəp'pʉtə] cfr. cheppute.

kerichette kërichèttë [kəri'kɛttə] cfr. cherichette.

kernute kërnůtə [kernkər'nʉtə] cfr. chernute.

kerone kërónë [kə'rɤnə] cfr. cherone.

ketogne këtògnë [kə'tɔɲɲə] cfr. chetogne.

kettone këttónë [kət'tɤnə] cfr. chettone.

ki [ki] cfr. chi.

k'i [k-i] prep. art. Con i, Con le. || SA S’a face k’i delinguende. [s-a 'fɜʧə k i delin'ɡwɛndə] Se la fa con -frequenta- i delinquenti. || LR so state fôre duje mîse sane ck’i parînde mìje [sɔ s'tɜtə 'fɤrə 'dʉjə 'mɪsə 'sɜnə k-i pa'rində 'mijə] N.d.R. sono stata fuori due mesi interi con i miei parenti. || ZO li cauzuni chi li staff erineu finuti [i kavə'ʦʉnə k-i s'taffə 'ɛrənə fə'nʉtə] i pantaloni colle staffe erano finiti. N.d.R. erano ultimati. || ZO chi li (1864) || RA ch’i. || TF k’i. || LR ck'i. || MAM  [k-í].

kjande ['kjandə] cfr. chiande.

kjena ['kjena] cfr. chiena.

kine kìnë ['kɪnə] cfr. chine.

krape kråpë ['krɜpə] cfr. crape.

krete kre̊të -étë ['kretə -etə] cfr. crete.

kriature kriatůrë [kria'tʉrə] cfr. criature.

kriscè [kriʃ'ʃɛ] cfr. criscè.

kruce ['krʊʧə] cfr. cruce.

krucise krucìsë [kru'ʧɪsə] cfr. crucise.

kulunnette kulunnèttë [kulun'nɛttə] cfr. culunnette.

kume cfr. cume

kurce ['kurʧə] cfr. curce.

kuscine kuscìnë [kuʃ'ʃɪnə] cuscine.

kutre ['kʊtrə] cfr. cutre.

kuverte kuvèrtë [ku'wɛrtə] cfr. cuverte.

k'u [k-u] prep. art. Con il, Con lo, Col. || TF c’u tìmbe àmma vede’ pròprije de fàrle [k-u 'timbə 'amma və'dɛ də 'farlə] N.d.R. Col tempo dobbiamo vedere proprio di farlo -rimetterlo a posto-. || ZO cu lu, cheu lu (1864) || GE c’ ‘u. || TF c’u. || CA cku. ||  EG ck’u. || CA¹ k’u. || RF c’u.

L

la [la] art. f. la. || Vedi ‘a [a]         

là [lla] avv. Là. || Anche llà [lla].  

lacce ['latʧə] sm. Laccio, Stringa per scarpe. || VF Laccio cu lu puntale ['latʧə k u pun'dɜlə] Aghetto. || VF laccio  (1841) || VC làzzo (1929).

lacerte [la'ʧɛrtə] sf. Lucertola.  || BA lacerte. || VC lacèrta (1929).

lacreme ['lakrəmə] sf. Lacrima. || Anche lagreme ['laɡrəmə] || PM lacreme.

lacremune lacrëmůnë [lakrə'mʉnə] sm. accr. Lacrimone. || CA¹ E se passene i lenzule pe asciugarse i lacremene e po vide sope a l’ucchije che se passene i cepolle [ɛ sə 'passənə i lən'ʣʉlə p aʃʃu'karsə i lakrə'mʉnə  ɛ  pɔ 'vɨdə 'sɤp a l 'ukkjə  kɛ sə 'passənə i ʧə'pɔllə] N.d.R. lett. E si passano -utilizzano- le lenzuola per asciugarsi i lacrimoni, e poi vedi sugli occhi che si passano -strofinano- le cipolle. || CA¹ [lacrᵉmᵉnᵉ].

laganelle laganèllë [laɡa'nɛllə] sf. Fettuccine, Lasagnette. || VF laganelle (1841). || VC laganèlle (1929).

laghenature laghënatůrë [laɡəna'tʉrə] sm. Matterello per lavorare la pasta, Spianatoio. ||  VF laganaturo (1841). || VC laghenatùre (1929). || CS laghenature.

laghene ['laɡənə] sf. Sfoglia di farina impastata, Lasagna. || BA laghene ca vetriole [laɡənə k-a vətri'ɤlə] fettuccine condite con salsa di pomodori al filetto. || VC làgane casaròle ['laɡənə kasa'rɤlə] pappardelle. || VF lagane (1841)  || VC làgana / làgane (1929). || LA làghene. || RF laghene [laġe̯ne̯].

lagne ['laɲɲə] sf. Lagna. || sm. Lamento. || SG Abbascia a ‘na grotte se sente nu lagne [ab'baʃʃ-a na  'ɡrɔttə sə 'sɛndə nu 'laɲɲə] N.d.R. In una grotta si sente un lamento. || SG lagne. || CS lagnije. || RF lagne [laññe̯].

lagreme ['laɡrəmə] sf. Lacrima. || Anche lakreme ['lakrəmə]

lambarelle lambarèllë [lamba'rɛllə] sf. Piccola lampada. || EG lambarelle.

lambasciule [lamba'ʃʉlə] sm. Cipollina selvatica, Muscari. || Anche lambasciulle [lamba'ʃullə] || VC lampasciùole (1929). || MM lampasciúle.   

lambasciulle [lamba'ʃullə] sm. Cipollina selvatica, Muscari. || Anche lambasciule [lamba'ʃʉlə] || EG lambasciulle. || CA¹ lambasciùlle.

lambazze [lam'batʦə] sm. Lapazio, Lampone. || EG lambazze. || MM lambázze.

lambe ['lambə] sm. Lampo. || sf. Lampada. || SA Alla lambe, alla lambe, chi more e chi cambe ['alla 'lambə, 'alla 'lambə, ki 'mɤrə ɛ kki 'kambə] Alla lampada, alla lampada, chi muore e chi campa. || VC lampa (1929). || TF làmbe.

lambedarie lambedàrië [lambe'darjə] sm.  Lampadario.  || FB lampèdareij.

lambedine lambedìnë [lambe'dɪnə] sf. Lampadina.

lambie ['lambjə] sf. Lampada da soffitto. || RM làmbije.

lambijà [lambi'ja] v. Lampeggiare. || RM lambijà. || RF lambijà [lamp̬e̯i̭á].

lambine lambìnë [lam'bɪnə] sm. Lumino. || FB  lambìne.

lambiungine lambiungìnë [lambjun'ʤɪnə] sm. Lampioncino di carta colorata. || BA lambiuncielle. || VC lampioncìelle (1929).

lambuse [lam'bʉsə] agg. Sporco, Trascurato, Trasandato, Malvestito. || cfr. 'nzevuse [nʣə'vʉsə], larduse  [lar'dʉsə]. || FB lampuse.

lamendà [lamən'da] v. Lamentare. || SA Nde lamendanne, ca nenn’eje ninde [ndə lamən'dannə, ka nənn'ɘjə 'nində] Non ti lamentare che non è niente -di grave-. || TF lamenda’.

lamendarse [lamən'darsə] v. rifl. Lamentarsi. || LR lamendàrse.

laminde lamíndë [la'mində] sm. Lamento. || cfr. lagne ['laɲɲə]. || RF laminde [lamínt̬e̯].

landerne [lan'dɛrnə] sf. Lanterna. || VC lentèrna (1929).

lane ['lɜnə] sf. Lana. || BF láne. || EG làne.

lanne ['lannə] sf. Landa. || Locuz. lànna lànne ['lanna 'lannə]  A spasso, lett. landa landa.

lanzature lanżatůrë [lanʣa'tʉrə] sf. Piccola fiocina per prendere i pesci. || VC lanzatùro (1929).

lanze ['lanʣə] sf. Lancia. || BA de prima lanze [də 'prɪma 'lanʣə] d’impeto. N.d.R. lett. di prima lancia. || BA lanze.

lanzettate [lanʣət'tɜtə] sf. Fitta dolorosa, lett. Colpo di lancia.

lapperlà [lapper'la] avv. Immediatamente, Subito. || RM lapperlà.

lappese ['lappəsə] sm. Lapis, Matita. || RM scríve ck'u làppese [s'krivə k-u 'lappəsə] scrivi con la matita.|| LE lâps’. || RM làppese.

lappose [lap'pɤsə] agg. f. Densa. || RM lappòse.

larde ['lardə] sm. Lardo. || CA larde.

lardjatone [lardja'tɤnə] sm. Bastonatura violenta. || cfr. mazziatone [matʦja'tɤnə]. || RM lardijatòne.

lardume [lar'dʉmə] sm. Luridume. || FM lardùme.

larduse [lar'dʉsə] agg. Sporco di grasso. || cfr. lambuse , 'nzevuse [v]. || RM lardùse.

larghe ['larɡə] 1. agg. Largo. || PM larghe. 2. sm. Piazza.

largure largůrë [lar'ɡʉrə] sm. Slargo, Spiazzo, Piazza. || VC largùra (1929).

lascete ['laʃʃətə] sm. Lascito, Legato fatto per testamento. || VC làscete (1929).

lassà [las'sa] v. Lasciare. 

lastre ['lastrə] sf. Lastra di metallo o di vetro, Vetro di porte o finestre, Occhiale. || EG  lastre.

lattamenele [latta'mɛnələ] sm. Latte di mandorle. || BA lattamenele.

latte ['lattə] sm. Latte. || TF làtte. || AO latte.

lattuche [lat'tʉkə] sf. Lattuga. || VC lattùca (1929).

lattuchelle lattuchèllë [lattu'kɛllə] sf. Decotto di lattuga contro il mal di pancia. || RM lattuchèlle.

laturne [la'turnə] sm. Lamento, Piagnisteo, Lagna, Cantilena, Canto noioso, Cosa detta e ripetuta più volte. ||  Anche talurne [ta'lurnə] || EG latune. || CS laturne.

laurie ['laurjə] sf. Laurea. 

laure ['laurə] sm. Lauro. || Anche lavere ['lavərə] ML  làure.

laurijà [lauri'ja]  v. Laureare.

lavà [la'va] v. Lavare. || TF Pecchè m’agghia lava’, tànde dumàne m’agghia lava’ da càpe [pək'kɛ m'aɡɡja la'va, 'tandə du'mɜnə m'aɡɡja la'va da 'kɜpə] N.d.R. Perché mi devo lavare, tanto domani mi devo lavare di nuovo. || AO lavà. || TF lava’.

lavamane [lava'mɜnə] sm. Lavabo, Catino. || FB lavamàne.

lavannare [lavan'nɜrə] sf. Lavandaia. || VC lavannàra (1929). || CS lavannáre. || RF lavannàre [lavannåre̯].

lavarone [lava'rɤnə] sm. Pozzanghera, Pozza d’acqua piovana sporca e fangosa. || LA lavarone. || VC lavaròne. || RF lavaróne [lavarọ̈ne̯].

lavative [lava'tɪvə] sm. Clistere, Enteroclisma, Lavativo, Sfaticato. || VC lavatìve (1929).

lavature lavatůrë [lava'tʉrə] sm. Lavatoio, Luogo pubblico adibito al lavaggio manuale della biancheria. || estens. Lavanderia. || VC lavatùro (1929). 

lavedejonne [lɜvədə'jɔnnə] sf. Brodaglia. || BA lavedejonne.

lavere ['lavərə] sm. Lauro. || Anche laure ['laurə] RF lavere.

lavetrire [lavə'trirə] par. comp. Altro ieri. || Locuz. avv. a'lavetrire [a latr] Ierlaltro, L’altro ieri. || Anche alavetrire [alatr] || ZO lautrieri (1864) || LA lavetrîre. || CS lavetrire.

lavore [la'vɤrə] sm. Lavoro. || VC a lavoro o a pìezze [a lla'vɤrə o a p'pitʦə] a cottimo. || VC lavoro (1929).

lazzerijà [ladʣəri'ja] v. Ridurre come Lazzaro, Picchiare a sangue. || AO lazzerijà.

le [lə] art. f. pl. Le. || Vedi ‘i [i] || ZO Mitt in ordineu la camera bona, fa anchj lu saccone e sbatt leu matarazz ['mɪttə in 'ɔrdənə a 'kaməra b'bɔnə, fa an'ɡjɪ u sak'kɔnə ɛ z'battə lə mata'ratʦə] Metti in ordine la camera buona, fa' riempire il saccone e ribattere le materasse. || ZO leu (1864).

lebbrette [ləb'brɜttə] sm. Libretto bancario. || RF lebbrètte [le̯bbrętte̯].

lebbruzze [ləb'brʊtʦə] sm. Leprotto. || RF lebbruzze [le̯bbrųzze̯].
leccà [lək'ka] v. Leccare, Lambire con la lingua. || VC leccà (1929).

leccamusse [lekka'mʊssə] sm. Manrovescio, Schiaffone.  || AO leccamùsse.

leccasapone [lɛkkasa'pɤnə] sm. Rasoio. || RF lèccasapóne [lękka-sapọ̈ne̯].

lecenzià [ləʧən'ʣja] v. Licenziare. || RM lecenzijà.

legacce [lə'ɡatʧə] sm. Stringa. || VC legàccie (1929).

legge ['lɛdʤə] v. Leggere.

legge [l] sf. Legge, Giustizia. || AO lègge. ||  [fg. lègge – ital. légge]

leggire [ləd'ʤirə] agg. Leggero. || cfr. ligge ['lɪdʤə]. || TF leggìre. || RF leggire [le̯ğğíre̯]. || [fg. leggéro - ital. leggèro]

legne ['lɛɲɲə] sm. Legno || sf. pl. Legna. ||  AO légne. [fg. lègno - ital légno]

Lellucce [lel'lʊtʧə] pers. m. Lello, dimin. di Raffaele. || TF Lellùcce.

lemete ['lɛmətə] sm. Confine, L’estremo lembo del campo non coltivato. || VC lèmete (1929).

lemone [lə'mɤnə] sm. Limone. || ML E vedè ‘u lemone sfatte e ce mette ‘u pide da sope [ɛ və'dɛ u lə'mɤnə s'fattə ɛ ʧ-ɛ 'mɛttə u 'pidə da 'sɤpə]  N.d.R. Devi vedere il limone sfatto e devi metterci il piede sopra. || ML lemone.

lemosene [lə'mɔsənə] sf. Elemosina. || FD Futtìteve pezzìnte ke ‘a lemòsene l’àgghije fàtte [fut'tɪtəvə pət'ʦində kɛ a  lə'mɔsənə l'aɡɡjə 'fattə] N.d.R. Fregatevi pezzenti perché l’elemosina l’ho -già- fatta. || FD lemòsene. || [fg. elemòsina - ital. elemòṡina]

lemunate [ləmu'nɜtə] sf. Limonata. || FB  lemunàte.

lenga ['lɛnɡa] sf. Lingua || Anche lenghe ['lɛnɡə] . || Locuz. lenga sciolde ['lɛnɡa ʃ'ʃɔldə] parlantina. || MA Accide ‘cchiù a lenga che a spada [at'ʧidə k'kjʊ a 'lɛnɡə kɛ a s'pɜdə] N.d.R. Uccide più la lingua che la spada. || VC brutta lènga [b'brutta 'lɛnɡə] cattiva lingua. || VC lènga (1929). || MA lenga.

lenghe ['lɛnɡə] sf. Lingua, organo della bocca. || Locuz. mala lenghe ['mɜla 'lɛnɡə] Linguaccia. || LA lènghe strascenune ['lɛnɡa straʃʃə'nʉnə] lingua che striscia per terra -usanza dei pellegrini davanti alla Madonna-. || BA A lenghe nen tene l’uosse ma rompe l’uosse [a 'lɛnɡə nən 'tɘnə l 'ussə ma 'rɔmbə l 'ussə] La lingua non ha ma osso lo rompe. || TF lènghe. || ML lenghe. || PP [lẹ́nge̥].

lenguzze [lən'ɡʊtʦə] sf. Linguetta. || VC lingùzza (1929).

lenze ['lɛnʣə] sf. Lenza, Corda del piombo dei muratori.

lenzole lenżólë [lən'ʣɤlə] sf. pl. Lenzuola. || sm. lenzule [lən'ʣʉlə]. || BA lenzole.

lenzule [lən'ʣʉlə] sm. Lenzuolo. || sf. pl. lenzole [lən'ʣɤlə]. || PM lenzûle.

leppuse [ləp'pʉsə] agg. Lipposo. || RF leppùse [le̯ppůse̯].

Lesene ['lɛsənə] top. Lesina. || DLC Accattateve ‘u capetone de Lésene, se pote magna’ pure crude [akkat'tatəvə u kapə'tɤnə də  'lɛsənə, sə 'pɤtə maɲ'ɲa  'pʉrə 'krʉdə] Comprate il capitone di Lesina, si può mangiare pure crudo. || DLC Lésene. ||  [fg. Lèsina - ital. Léṡina]

lesse ['lɛssə] sf. Castagna lessata con il guscio.

letanije lëtanìjë [ləta'nɪjə] sf. Litania. || antiq. altanije [alta'nɪjə]  || GE altanija.

letegà [lətə'ɡa] v. Litigare. || AO letegà.

letegatore [lətəɡa'tɤrə] sm. Attaccabrighe, Chi cerca lite.

lettere ['lɜttərə] sf. Lettera. || RM lèttre. || [fg. lèttera - ital. lèttera / léttera]

lettere [lət'tɘrə] sf. Lettiera, Strame di paglia. || estens. Strage. || AO lettère.

lettore [let'tɤrə] sm. Lettore. || CV Nu salut o lettör [nu sa'lʉtə ɔ let'tɤrə] N.d.R. Un saluto al lettore. || CV lettör.

letturine letturìnë [ləttu'rɪnə] sm. Leggío, Supporto per leggere un libro. || VC  letturìne / litturìne (1929).

levà [lə'va] v. Togliere. || Anche luvà [lu'wa]. || SA Live ‘a tavule! ['livə a 'tavulə!] Sparecchia! || VC Levà la menna [lə'va a 'mɛnnə]. Svezzare. || VC levà.

levelle lëvèllë [lə'vɛllə] 1. sf. Livella. || 2. sm. Livello. || SA ‘U passagge a levelle. [u pas'sadʤə a llə'vɛllə] Il passaggio a livello.  || CV lvell.

levene ['lɛvənə]sf. pl. Legna. || cfr. legne ['lɛɲɲə]  || LA lèvene.

libberà [libbe'ra] v. Liberare. || LE Si te vuoije libberà da quistu guaije e vuoije venge, è pigghijà’ n’ata vijé [si tə 'vujə libbe'ra da stu 'ɡwɜjə ɛ v'vujə  'vɛnʤə, ɛ piɡ'ɡja n-ata 'vɪjə] N.d.R. Se vuoi liberarti da questo guaio e vuoi vincere, devi prendere un’altra strada. || LE libberà.

libbere ['lɪbbərə] sf. Libera me Domine, Canto che invoca la libertà dalla morte eterna. || CA Sop’o mûrte, cantàme a lìbere ['sɤp-ɔ 'murtə, kan'dɜmə a 'lɪbbərə] N.d.R. Sul morto -in occasione di un funerale- cantiamo il ‘Libera me Domine’. || CA lìbere.

libbre ['lɪbbrə] sm. Libro. || AO lìbbre. || ME libre. || RF libbre [libbre̯]

lice ['lɪʧə] sf. Alice, Acciuga. || Anche alice [a'lɪʧə].

ligge ['lɪdʤə] agg. Leggero. || cfr. leggire [ləd'ʤirə] || VC lìeggio (1929). || [fg. leggéro - ital. leggèro]

lijone [li'jɤnə] sm. sing. Leone.

lijune lijůnë [li'jʉnə] sm. pl. Leoni. || AO 'A sère tanda lijùne, ‘a matine tanda caregnùne [a 'sɘrə 'tanda li'jʉnə, a ma'tɪnə 'tanda karəɲ'ɲʉnə] La sera tanti leoni, la mattina tanti carognoni. || AO lijùne.

Liline Lilìnë [li'lɪnə] pers. m. Lilino, dimin. di Michele. || [fg. michéle - ital. michèle]

lime ['limə] sf. Lima. || BA lime.  

linde líndë ['lində] 1. agg. Lindo, Pulito 2. agg. Lento, Moscio. || VC lìente (1929).

linie ['lɪnje] sf. Linea.

lingue ['linɡwə] sf. Lingua, sistema di parole orale o scritto che è alla base della comunicazione umana.

lire ['lirə] sf. Lira, Unità monetaria dello Stato italiano adottata dal 1862 fino al 2001. || AO lìre.

lisce ['lɪʃʃə] agg. Liscio.

liscebbusse [liʃʃɛb'bussə] sm. Rimprovero. || AO liscebbùsse.

lisciapile  [liʃʃa'pilə] sm. Percosse. || Anche allisciapile [alliʃʃa'pilə] e strusciapile  [struʃʃa'pilə] .

lite ['litə] sf. Lite. || SE ‘n ffann’a llìte [nən 'fannə a l'litə] N.d.R. non litigano. || SE llìte.

litte ['littə] sm. Letto. || VC aizà lu lìette [avə'za u 'littə] disfare il letto; lìette cenìere ['littə ʧə'nɪtə] letto soffice.  || CA Cum'u face 'u litte, accussì su trove. [' kum-u 'fɜʧə u 'littə, akkus'sɪ s-u 'trɤvə] N.d.R. Come lo fa il letto, così se lo ritrova. || VC lìette (1929). || PM litte. || LR lîtte. || RM lìtte. || Etimol. dal lat. lectus «gaciglio».

livede ['livədə] sm. Livido, Ecchimosi. || VF Livedi sotto a l’uocchio ['lɪvədə 'sɔtt-a l'ukkjə] Occhiaie. N.d.R. Lett. Lividi sotto gli occhi. || VF livedi (1841).

'llattamende 'llattamèndë [llatta'mɛndə] sm. Bevanda ottenuta con il frutto dei noccioli di albicocche. || EG 'llattamende.

'llorge [l'lɔrʤə] sm. Orologio. || VC Orlògge ad acqua [l'lɔrʤə a 'akkwə] Clessidra. N.d.R. lett. Orologio ad acqua. || TF llòrge. || VC orlògge / rulògge  (1929).

'llumenazione [llumənat'ʦjɤnə] sf. Illuminazione. || EG 'llumenazione.

locale [lo'kɜlə] agg. e sm. Locale. || TF locàle.

locca locche ['lɔkka 'lɔkkə] solo nella locuz. locca locche ['lɔkka 'lɔkkə] Piano piano, Con calma e cautela. || SA Se ne jeve locca locche p’ quella stradunnelle. [sə nə 'jɘvə 'lɔkka 'lɔkkə pə k'kwɛlla stradun'nɛllə] Se ne andava cautamente per quella stradina. || AO lòcca  lòkke. || BF locche. || CS loccalocche.

loffe ['lɔffə] sf. Peto fetido emesso senza rumore. || CS loffe. || VC loffa (1929). || RF loffe [lǫffe̯].

longadagnune longadagnůnë [lonɡadaɲ'ɲʉnə] par. comp. Lontano da ognuno. || locuz. a’ longadagnune [a llonɡadaɲ'ɲʉnə]. Lontano da ognuno il male. || BA A longhe d’agnune [a l'lonɡə d-aɲ'ɲʉnə] Lontano da ognuno le disgrazie. || BA longhe d’agnune. || AO longhe d’agnùne!

longhe ['lɔnɡə] agg. f. Lunga. || AO longhe.

lonne ['lɔnnə] sf. Onda. || Locuz. a lonne a lonne [a l'lɔnnə a l'lɔnnə]A onda a onda.

lope ['lɤpə] sf. Grande fame, Fame da lupi, Bulimia. || VC lopa (1929).|| LA lope.

lorde ['lɔrdə] agg. Sporca. || SA Jettà u criature ke l'acqua lorde [jət'ta u kria'tʉrə kə l'akkwa 'lɔrdə] Buttare il bambino con l’acqua sporca. || Al m. lurde ['lurdə].

Lorè [lɤ'rɛ] pers. m. Lorenzo.

lore ['lɤrə] pron. pers. Loro. || LR lore.

Lorenze [lo'rɛnʣə] pers. m. Lorenzo.

lote ['lɤtə] sf. Melma, Fango, Lota. || RF lóte [lọ̈te̯].

lotte ['lɔttə] sf. Lotta. || PR Mo nen ge stanne cchiù lotte e ppartite [mɔ nən ʤə s'tannə k'kjʊ l'lɔttə ɛ ppar'tɪtə] N.d.R. Adesso non ci sono più lotte e partiti. || PR lotte.

lozze ['lɔtʦə] sm. Cuneo della ruota del carretto.

lu [lu] art. m. il. || antiq. per ‘u [u] || GG Lu chijû quatrare dicij..e a lu patr..e [u k'kjʊ kua'trɜrə di'ʧɪjə  ɔ  'patrə] il più giovane disse al padre. || GG lu (1834).

lucanne [lu'kannə] sf. Locanda, Albergo. || VF lucanna (1841) || VC lucànna (1929).

lucannire [lukan'nirə] sm. Locandiere, Albergatore. || VC lucannìere (1929).

lucchele ['lukkələ] sm. Urlo, Grido. || Anche luccule ['lukkulə]. || RF jettà nu lucchele N.d.R. gettare un urlo.  || EG lucchele. || AO lùkkele. || RF lucchele / luccule [lukke̯le̯].

lucculà [lukku'la] v. Gridare. || Locuz. lucculà ‘u banne [lukku'la a b'bannə]. Fare il banditore. || PP [lukkulá]. || RF lucculà [lukkulá].

luccule ['lukkulə] sm. Urlo, Grido. || Anche luccchele ['lukkələ]. || ML Si trase inde e ‘nzaccà nu luccule e te ne fuje [si 'trɜsə 'ində ɛ nʣak'ka nu lukkələ ɛ ttə n-ɛ 'fʉjə] N.d.R. Se entri dentro -casa-, devi lanciare un urlo -di spavento per il disordine che c’è- e te ne devi scappare. || TF lùccule.

luce ['lʊʧə] sf. Luce, Lampadina. || SA Appicce ‘a luce che nze vede ninde! [ap'pitʧə a 'lʊʧə kɛ nʣə 'vɘdə 'nində!] Accendi la luce che non si vede neinte!

Lucere [lu'ʧɘrə]top. Lucera. || [fg. Lucéra - ital. Lucèra]

lucernale [luʧər'nɜlə] sm. Lucernaio, Abbaino, Finestra che apre sopra i tetti. || VF lucernale (1841).

lucernelle lucërnèllë [luʧər'nɛllə] sf. Piccola lucerna, Fiammella della lampada ad acetilene.

luche ['lukə] sm. Luogo. || AO lùke.

Luciè [luʧi'ɛ] pers. f. Lucietta, dim. di Lucia. || Anche Luciette [luʧi'ɛttə] || ZO Luciet (1864) || LR Luciè.

Lucie ['lʊʧjə] pers. m. Lucio.

lucigne [lu'ʧɪɲɲə] sm. Lucignolo, ino. || VF lucigno (1841) || VC lucìgno (1929).

Luciette [luʧi'ɛttə] pers. f. Lucietta, dim. di Lucia. || Anche Luciè [lè] || LMG Luciétte.

Lucije Lucìjë [lu'ʧɪjə] pers. f. Lucia. || LR Lucije. || CA¹ Lucìa.

luglie ['luʎʎə] sm. Luglio. || LR luglie.

Luì [lu'ɪ] pers. m. Luigi.

lume ['lʉmə] sm. Lume. || AO lùme.

lumenarie lumënàrië [lumə'narjə] sf. Luminaria, Luce soffusa.

lumenille [lumə'nillə] sm. Riflesso di luce solare ottenuto con uno specchietto.

lundane [lun'dɜnə] agg. Lontano. || ZO lunteun (1864) || PM luntane. || RL luntäne. || MM [lundä́/ne̥].

lune lůnë ['lʉnə] sf. Luna. || PR lune.

lunghe ['lunɡə] agg. m. Lungo. per il f. cfr. longhe, longa. || PM Nu viale lunghe e larghe [nu vi'ɜlə 'lunɡə ɛ l'larɡə] N.d.R. Un viale lungo e largo. || PM lunghe. || AO lùnghe.

lupe ['lʉpə] sm. Lupo. || ML Chi pecure se face ‘u lupe sa magne [ki 'pɛkurə sə 'fɜʧə u 'lʉpə s-a 'maɲɲə] N.d.R. Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia. || ML lupe. || AO lùpe.

lupenare [lupə'nɜrə] vedi lupunare  [lupu'nɜrə]. || LA lupenare. || RF lupanàre [lupanåre̯].

lupine lupìnë [lu'pɪnə] sm. Lupino. || FO lupìne [lüpìne̥].

lupunare [lupu'nɜrə] sm. Licantropo, Lupo mannaro, Asmatico, Persona malata che si lamenta. || Anche lupenare. || LR nenn’ére a voce de nu cristijàne, ma de nu lupunàre ca suffrève [nənn'ɘrə a 'vɤʧə də nu krəs'tjɜnə, ma də nu lupə'nɜrə ka suf'frɘvə] N.d.R. non era la voce di un cristiano, ma di un asmatico che soffriva. || LR lupunàre. || VC lupanàro (1929). || RF lupunàre.

lurde ['lurdə] agg. Sporco. || Al f. lorde ['lɔrdə]. || LA lurde.

lurdizie [lur'dɪtʦjə] sf. Sporcizia.

luscije luscìjë [luʃ'ʃɪjə] sf. Bucato. || LA luscìje. || CS luscije.

lustre ['lustrə] agg. Lucido. || RM lùstre.

lustrore [lus'trɤrə] sm. Splendore.

lutte ['lʊttə] sm. Lutto.

luvà [lu'wa] v. togliere. || Anche levà [lə'va]. || Locuz. luvà 'a pòlve [lu'wa a 'pɔlvə] Spolverare. || AO luà. 

M

m'a [m-a] pron. pers. + pron. f. Me la. || SA M’a vogghie spusà! [m-a 'vɔɡɡjə spu'sa] La voglio sposare.

maccarone maccarónë [makka'rɤnə] sm. 1.  Maccherone 2. Fesseria. || 3. agg. Fesso, Stupido. || pl. maccarune [makka'rʉnə]. || AO maccaròne. || FO [maccaro̤ne̥]. || Etimol. forse dal gr. μάκαρ «beato», epiteto che si dà ai morti: in origine si sarebbe indicato con questo nome un cibo che si consumava nei banchetti funebri (TRECCANI);  drv. di macco; forse in orig. valeva « cibo grosso e poco digeribile » (DSDLI).

maccarune maccarůnë [makka'rʉnə] sm. pl. Maccheroni. || sing. maccarone [makka'rɤnə] || FO Maccarune e cardungille ... allegre allegre, cafungille [Maccarüne̥ e cardunǧille̥ ... allegre̥ allegre̥, cafunǧille̥] Maccheroni e cardoncelli ... allegro allegro, cafone. || VF maccaruni (1841) || BF maccarune (1894). || CA² makkarùnë. || FO maccarune [maccarüne̥].  

maccature maccatůrë [makka'tʉrə] sm. Fazzoletto. || Anche facciulette [fatʧu'lɛttə]  || AO Ha fatte nu nùdeke 'o maccatùre p'arrecurdà [a f'fattə nu 'nudəkə ɔ makka'tʉrə p arrəkur'da] Ha fatto un nodo al fazzoletto per ricordare. || FM Si vùje nen canuscìte 'u maccatùre, éje nu salviètte pìccùle e ggrazziàte; decìme ch'éje 'u nepote du lenzulle, 'u cchiù elegande è sèmbe recamàte.  [si 'vujə nən kanuʃ'ʃɪtə u makka'tʉrə, 'ejə nu sal'vjɛttə 'pɪkkul-ɛ aɡɡrad'ʣjɜtə; də'ʧɪmə k 'ejə u nə'pɤtə d-u lən'ʣʉlə, u k'kjʊ ele'ɡandə ɛ 'sɛmbə rəka'mɜtə] N.d.R. Se voi non conoscete il fazzoletto, è un tovagliolo piccolo e grazioso; diciamo che è il nipote del lenzuolo, il più elegante è sempre ricamato. || VF muccaturo (1841). || FM maccatùre. || LA maccature. || PP [makkatúre̥]. || RF maccatùre [makkatůre̯]. || Etim. dal lat. mūccus “muco, moccio”.  || [fg. fazzolètto -  ital. fazzolétto]

macceremonie [matʧərə'mɔnjə] sm. Maestro di cerimonie.

macchiaretonne [makkjarə'tɔnnə] top. Macchiarotonda. || BA A massarie de macchiaretonne tridece vuove e trentaseie gualane [a massa'rɪjə də makkjarə'tɔnnə, 'trɪdəʧə 'vuvə ɛ ttrenda'sejə ɡwa'lɜnə] La masseria di macchiarotonda tredici buoi, trentasei custodi. || BA macchiaretonne.

macchie ['makkjə] sf. Macchia. || LR macchie. || AO macchje.

macciuanne [matʧu'wannə] par. comp. Mastro Giovanni. || sm. antiq. Ranocchio. || AO Macciuànne.

macellaje [maʧəl'lɜjə] sm. Macellaio. || cfr. chianghire [kjan'ɡirə]. || TF macellàje.

macenille macëníllë [maʧə'nillə] sm. Macinino. || VF maciniello (1841) || AO macenìlle.

machene ['makənə] sf. Automobile, Macchina. || RF machene [make̯ne̯].

maciuppe [ma'ʧʊppə] sm. Bottone di metallo dei pantaloni, usato anche come posta in un gioco di ragazzi. || RF maciuppe [mačųppe̯].

Maddalene Maddale̊në -énë [madda'lɘnə -enə] pers. f. Maddalena. || Anche Matalene. || AO Maddalène.

Madonna [ma'dɔnna] pers. f. Madonna. || Anche Madonne [ma'dɔnnə]  || AM Grazzje, Madonna bbélle, grazzje pe’ tanda bbéne! ['ɡratʦje, ma'dɔnna b'bɛllə, 'ɡratʦje pe t'tanda b'bene!] N.d.R. Grazie, Madonna bella, grazie per tanto bene. ||  AM Madonna. || TF Madònna.

Madonne Madònnë [ma'dɔnnə] pers. f. Madonna. || Anche Madonna Madònna [ma'dɔnna] || LA Madonne d’i Sètte Vèle, si’ bèlle assaje! [ma'dɔnnə d i 'sɛttə 'velə, sɪ b'bɛllə as'sɜjə!] N.d.R. Madonna dei Sette Veli, sei bella assai. || BF Madonn’ (1893). || FD Madònne.

madoscke [ma'dɔʃkə] sf. Madoscka. Eufemismo per Madonna, come epiteto della Vergine, in espressioni blasfeme. || CA¹ “Sànghe  da’ madòscke. ['sanɡə d-a ma'dɔʃkə] “Sangue della “madoscka” || CA¹ madòscke.

madunnelle madunnèllë [madun'nɛllə] s.f. Immaginetta della Madonna. || RM madunnèlle.

maestra [ma'ɛstra] sf. Maestra. || MA maiestra. || [fg. maèstra - ital. maèstra / maéstra]

Mafalde [ma'faldə] pers. f. Mafalda. || Anche Mafà [ma'fa]. || TF Mafàlde.

mafalone mafalónë [mafa'lɤnə] sm. Schiaffone. || RF mafalóne [mafalọ̈ne̯].

maffie ['maffjə] sf. Mafia. || SG facemm’a capa maffie [fa'ʧɛmmə a 'kɜpa 'maffjə]  N.d.R. facevamo la migliore mafia. || SG maffie.

magagne [ma'gaɲɲə] sf. Magagna. || FO A femmene è cume na castagne, fore è bbone e dinte ten'a magagne [A femme̥ne̥ è cume̥ na castagne̥, före̥ é bböne̥ e dinte̥ tene̥ a magagne̥] La donna è come una castagna, fuori è buona e dentro ha la magagna. || FO magagne [magagne̥].

maganzese [maɡan'ʣɘsə -esə] agg. Maganzese come Gano di Maganza., Persona falsa, Infido. || AO maganzèse.

magazzenire magażżënírë [maɡadʣə'nirə] sm. Magazziniere. || [fg. magażżiniére -  ital magażżinière]

magge ['madʤe] sm. Maggio. || BA Abbrile chiova chiove e magge un'e bone [ab'brilə 'kjɤva 'kjɤvə ɛ  m'madʤə 'ʉnə ɛ b'bɤne] In aprile pioggia continua, in maggio una sola ma buona per assicurare il raccolto. || BA magge.

magghie ['maɡɡjə] sm. Maglio, Grosso martello di legno. || EG magghie.

magnà [maɲ'ɲa] v. Mangiare. || BA Magne e fa magnà ['maɲɲə ɛ ffa maɲ'ɲa] Mangia e fai mangiare. || FO Nuje ce magneme i lupìne, n’ate arrete a nuje se magnene i scorze [Nüje̥ ce̥ magne̥me̥ i lüpìne̥, n’ate̥ arre̥te̥ a nüje̥ se̥ magne̥ne̥ i scorze̥] Noi ci mangiamo i lupini, altri dietro a noi si mangiano le scorze. || GG magnà  (1834) || DLC magna’. || MM [maňňá] / [mmaňňá]. || Etimol. dal fr. ant. mangier che è dal lat. manducāre "mangiare".

magnamagne [maɲɲa'maɲɲə] locuz. Mangia mangia, Mangione, Persona che non disdegna tangenti. || LA magna-magne.

magnapatane magnapatånë [maɲɲapa'tɜnə] smf. e agg. scherz. Mangiapatate.

magnapulende magnapulèndë [maɲɲapu'lɛndə] locuz. lett. Mangia polenta, Settentrionale. || cfr. pulendone [pulən'dɤnə], giargianese [dʤarʤa'nɘsə -esə]|| BA magnapulente.

magnasemelate magnasëmëlåtë [maɲɲasəmə'lɜtə] par. comp. Mangiapolenta, Settentrionale. || BA magnasemelate.

magnate magnåtë [maɲ'ɲɜtə] sf. Mangiata, Scorpacciata. || FO Spitte spitte, ciucce mie, l’erva nœve: mò te faje na magnate de cardune! [Spitte̥ spitte̥, ciucce̥ mie̥, l’erva nœve̥: mò te̥ fäje̥ na magnäte̥ de̥ cardüne̥!] Aspetta aspetta, asino mio, l’erba nuova: chissà quando ti farai una mangiata di cardi! || EG magnàte. || FO magnate [magnäte̥].

magnatorie [maɲɲa'tɔrjə] sm. Cibo, Il mangiare. || AO magnatòrie.

magnesje [maɲ'ɲɛsjə] sf. Magnesia, Purgante.

majaline majalìnë [maja'lɪnə] sm. Maialino.

maje ['mɜjə] avv. Mai. || LA maje. || LMG màie. || SE màje. || RF maje [måi̯e̯].

majellese [majəl'lɘsə -esə] sm. Maiellese, Vento freddo che viene dagli Appennini. || BA maiellese.

majestre majèstrë [ma'jɛstrə] sost. Maestro. ||  Al f. Anche maestra [ma'ɛstra]. || EG maèstre. || LA majèstre. || [fg. maèstro - ital. maèstro / maéstro]

mala ['mɜla] agg. Cattiva. || BA Me pare l’avecielle da mala canzone [mə 'pɜrə l'avə'ʧillə d-a 'mɜla kan'ʣɤnə] Sembra l’uccello del cattivo augurio. || BA mala.

malabuatte [mɜlabu'attə].agg. Scaltro, Astuto, Simpatica canaglia, Scapestrato. || LA malabuatte.

malacrianze [malakri'anʣə] sf. Malacreanza, Scortesia. || RM malacrijànze.

malafemmene [mala'fɛmmənə] sf. Malafemmina, Donna cattiva, Prostituta. || BA  malafemene.

malalenghe [mala'lɛnɡə] agg. Malalingua, Maldicente. || RM malalènghe.

malamende malamèndë [mala'mɛndə] agg. Cattivo. || PM malamènte.

malandrine malandrìnë [malan'drɪnə] sm. Malandrino. || AO malandrìne.

malangite malangìtë [malan'ʤɪtə] sf. med. Meningite. || meningite [mɛnin'ʤɪtə] || CA¹ Turnàmme a Fògge e vedìje ché  a criatùre  avève cagnàte malatìje; ‘mbràzze a mmè stèsse a criatùre vutàje l’ùcchije: tenève a malangìte. [tur'nammə a f'fɔdʤə ɛ vvə'dɪjə kɛ a kria'tʉrə a'vevə kaɲ'ɲɜtə mala'tɪjə; m'bratʦə a mmɛ s'tɛssə a kria'tʉrə vu'tɜjə l 'ukkjə: tə'nevə a malan'ʤɪtə.] Tornammo a Foggia e vidi che la bambina aveva cambiato malattia; mentre la tenevo in braccio la bambina girò gli occhi: aveva la meningite. || CA¹ malangìte.

malapene malape̊në -énë [mala'pɘnə -enə] solo nella locuz. avv. a mmalapene [a mmala'penə].  A malapena, Con difficoltà, A stento. || VC ammalappena (1929).

malarie malàrië [ma'larjə] sf. Malaria. || RM malàrije.

malate malåtë [ma'lɜtə] sost. Malato. || BF maláte. || FD malàte. || MA malate.

malatije malatìjë [mala'tɪjə] sf. Malattia. || MA a malatia n’n s’accatte [a mala'tɪjə nən ʣ-ak'kattə] N.d.R. la malattia non si compra. || AL malatìje. || MA malatia.

malazione malaziónë [malat'ʦjɤnə] sf. Cattiva azione. || RM malazione.

malaziunande [malatʦju'nandə] sm. antiq. Delinquente, lett. Che commette cattive azioni. || VMG malazzionantë.

male målë ['mɜlə] sm. Male. || TF màle.

malecavate målëcavåtë [mɜləka'vɜtə] agg. Malcavato, Nato male. || estens. Furbo, In gamba. [tʊ sɪ k'kurtə ɛ mmɜləka'vɜtə] Tu sei basso  -di statura- e  mal cavato.

maledice [mɜlə'dɪʧə] v. Maledire. || EG  maledice.

malengunije mëlangunìjë [malənɡu'nɪjə] sf. Malinconia. || SG Chiovene lagreme de malinconije ['kjɤvənə 'lakrəmə də malənɡu'nɪjə] N.d.R. Piovono lacrime di malinconia. || SG malinconije. || PM malencunìje.

malepenzande målepënżàndë [mɜləpən'ʣandə] agg. Malpensante, Diffidente. ‌|| FB màlepenzande.

maletimbe [mɜlə'timbə] sm. Maltempo. || AO maletìmbe. || BA maletiempe. || LA maletîmbe.

malluppe [mal'lʊppə] sm. Malloppo, Gruzzolo, Grossa quantità. || BA malluoppe. || LA mallûppe.

malombre [ma'lɔmbrə] sf. Fantasma, Spettro. || CA¹ ‘A malòmbre putève ji’ fine a ‘ndò arruàve ‘u sànghe chè ère assciùte ‘o  mumènde da’ mòrte. [a ma'lɔmbrə pu'tevə 'jɪ 'fɪnə  a ndɔ arru'wɜvə u 'sanɡə kɛ 'erə aʃ'ʃʉtə ɔ mu'mɛndə d-a 'mɔrtə] La malombra andava fino a dove era arrivato il sangue che era uscito al momento della morte. || RM malòmbre.

malucchie [ma'lukkjə] sm. Malocchio. || TF malùcchije. || RF malucchie / malûcchie [malúĉĉe̯].

malurte malúrtë [ma'lurtə] solo nella locuz. sturte e malurte [s'turtə ɛ mma'lurtə] Storto e cresciuto male. || AO malùrte. || BA maluorte.

malvizze malvìzzë [mal'vɪtʦə] sm. Malvizzo, Tordo. ||  VC  Sorta di uccello. Tordo. || VF malvizzo (1841). ||  VC malvìzze (1929). || Etimol. dal fr. ant. malvis (mod. mauvis), spagn. malvís.

mamamme [ma'mammə] sf. Nonna. ||  LA mamamme. || RA mamamma.

mamberlicche mambërlìcchë [mambər'lɪkkə] sm. Oggetti di bigiotteria, Caramelline. || LA mamberlicche.

mammà [mam'ma] sf. Mamma. || cfr. emà [ɛ'ma].

mammagrosse [mamma'ɡrɔssə] sf. Bisnonna. || Anche mammarone [mamma'rɤnə] || LA mammagrosse. || BA mammarosse. || ZO mammarossa (1864).

mammalucche mammalùcchë [mamma'lʊkkə] sm. Mammalucco, Stupido. || RM mammalùccke.

mammarone mammarónë [mamma'rɤnə] sf. Bisnonna. || Anche mammagrosse  [mamma'ɡrɔssə].

mamme ['mammə] sf. Mamma. || TF ghìje so' cchiù fìgghjie de bbòna màmme de quànde sèmbre ['ɡijə sɔ k'kjʊ f'fɪɡɡjə də  b'bɤna 'mammə də 'kwandə 'sɛmbrə] N.d.R. Io sono più in gamba di quanto sembri. || ZO mam (1864) || TF màmme. || CA mamme.

mammijotte [mammi'jɔttə] sf. Passerotta. || RM mammijòtte.

mamocce [ma'mɔtʧə] sf. Statuine, Fantocci, Manichini con figura umana, Pupazzo. || al m. mamucce [ma'mʊtʧə]. || GE mammocci. || PP [mammọ́čče̥].

mamucce mamùccë [ma'mʊtʧə] sm. Pupazzo, Fantoccio, Manichino con figura umana. || al f. mamocce [ma'mɔtʧə] || RM mamùcce.

mandate mandåtë [man'dɜtə] sm. Mandato.

mande ['mandə] sf. Mantello. || RM mànde.

mandece ['mandəʧə] sm. Mantice, Soffietto. || SA P’ascì ke quelle ce vole ‘u portafoglie a mandece. [p-aʃ'ʃɪ kɛ k'kwɛllə ʧə 'vɤlə  u  porta'fɔʎʎə a m'mandəʧə] Per uscire con quella -ragazza- ci vuole il portafogli a mantice -tanti soldi-. || FB mànece.

mandeche [man'dekə] sf. Manteca, Grossa scamorza secca ripiena di burro. || LA mandèche. || BA manteca.

mandegne [man'dɛɲɲə] sf. Grosso barile di legno per conservare fino a 25 litri di acqua. || GF mandègne. || BA mantegne. || RF mandègne [mant̬ęññe̯].

mandenè v. Mantenere, Sostentare. || AA mandenè.

mandenute mandënůtə [mandə'nʉtə] smf. Mantenuta, Amante. || SA Quille tene ‘a mandenute. ['kwɪllə 'tenə a mandə'nʉtə] Quello ha la mantenuta -amante-. || RM mandenùte.

mandere mande̊rë -érë [man'dɘrə -erə] sf. Grembiule. || cfr. mandesine [mandə'sɪnə]. || RM mandère.

manderine manderìnë [mande'rɪnə] sm. Mandarino. || lett. e disus. Manderino. 

mandesine [mandə'sɪnə] sm. Grembiule. || cfr. mandere [man'derə]. || LR Ognune s’ha pegghjàte ‘u mandesine e mètte ‘a capa sotte a fa ‘u duvère [oɲ'ɲʉnə s-a ppəɡ'ɡjɜtə u mandə'sɪnə ɛ m'mɛttə a 'kɜpa 'sɔttə a ffa u du'werə] N.d.R. Ognuna ha preso il grembiule e mette la testa sotto a fare il dovere -e si mette a lavorare alacremente-. || VF mantesino (1841) || LR mandesine. || RF mandesine [mant̬e̯sı̊ne̯].

mandulline mandullìnë [mandul'lɪnə] sm. Mandolino. || RL Tutte se so’ ‘ddurmut’ e dda luntäne se sent’ lu sûone de lu pandulline ['tʊttə sə sɔ ddur'mʉtə ɛ dda lun'dɜnə sə 'sɛndə u 'sunə d u mandul'lɪnə] N.d.R. Tutti si sono addormentati e in lontananza si sente il suono del mandolino. || RL pandulline. || RF mandulìne [mandulı̊ne̯].

mane månë ['mɜnə] sf. Mano. || BA I dite d’a mane nen so tutte de na manere [i dɪtə d-a 'mɜnə nən sɔ t'tʊttə də na ma'nerə]  le dita della mano non sono tutte uguali. || VC a la mane [a la 'mɜnə] alla mano, affabile, affettuoso. || VC mane (1929). || TF màne.

manecelle [manə'ʧɛllə] sf. Stiva, Manico dell’aratro. || MM manecèlle.

maneche ['manəkə] 1. sm. Manico. || 2. sf. Manica. || SA ’U maneche d’a scope. [u 'manəkə d-a skɤpə] Il manico della scopa. || SA ’A maneche d’a cammise. [a 'manəkə d-a kam'mɪsə]  La manica della camicia. || RF fàrse u màneche N.d.R. masturbarsi. || ZO manicheu (1864) || BA maneche. || FD màneche. || RF maneche [mane̯ke̯].

manecomie [manə'kɔmjə] sm. Manicomio. 

manecone manëcónë [manə'kɤnə] sm. Manico, Polso. || BF nen eje lu curtîelle ca nen tagghie, ma lu manecone ch’è fiacche [nənn'ejə u kur'tillə ka nən 'taɡɡjə, ma u manə'kɤnə k-ɛ 'fjakkə] N.d.R. Non è il coltello che non taglia, ma il polso che è fiacco. || BF manecone.

manefatture manëfattůrë [manəfat'tʉrə] sf. Manifattura.

manefeste [manə'fɛstə] sm. Manifesto. || AO manefèste. || TF manifèste.

manere mane̊rë -érë [ma'nɘrə -erə] sf. Maniera. || Locuz. mode e manere ['mɤdə ɛ mma'nerə] Fare l’impossibile, Fare di tutto. || SA È fa mode e manere pe farle venì qua. [ɛ fa 'mɤdə ɛ mma'nerə pə f'farlə və'nɪ k'kwa] Devi fare di tutto per farla venire qua. || [fg. maniéra - ital. manièra]

Mambredonie [mambrə'dɔnjə] top. Manfredonia.

mangà [man'ɡa] v. Mancare. || RM mangà.

mangamende mangamèndë [manɡa'mɛndə] solo nella locuz. avv. dicenne mangamende [di'ʧɛnnə manɡa'mɛndə] Senza offesa per i presenti, Altrettanto, Non per dire, Senza disprezzare voi. || FB mancamènte.

manganille manganíllë [manɡa'nillə] sm. Manganello. || estens. Organo sessuale maschile. || LMG Luciétte appicce a luce ca stàsère hamma spusà o vuie o nen vuie ‘u manganîlle é pruvà [luʧi'ɛttə ap'pɪtʧə a 'lʊʧə ka sta'serə 'amma spu'sa, ɔ 'vujə ɔ nən 'vujə u manɡa'nillə ɛ pru'wa] N.d.R. lett. Lucietta accendi la luce perché stasera ci dobbiamo sposare, o vuoi o non vuoi il manganello devi provare. || LMG manganîlle.

mangate mangåtë [man'ɡɜtə] pp. e agg. Mancato.

manghe ['manɡə] 1. sf. Sinistra. || Anche sinistre [si'nɪstrə]. || EG manghe e dritte ['manɡə ɛ d'drɪttə] a rovescia e a dritta.

manghe mànghë ['manɡə] 2. congz. e avv. Neanche. || sf. Sinistra. || SA Nen tenghe manghe ‘na lire!  [nən 'tɛnɡə 'manɡə na 'lirə] Non ho neanche una lira. || GG manco, manca (1834)  || LE manghé. || CV mangh. || TF mànghe.

manghesale manghësålë [manɡə'sɜlə] avv. Nulla, Assolutamente niente. || RM manckesàle.

mangiatore mangiatórë [manʤa'tɤrə] sf. Mangiatoia. || FB mangiatore.

mangine mangìnë [man'ʤɪnə] agg. Mancino. || sf. Sinistra. || MAM [a mǻna manɡ̌ı̊́ne̥] la mano sinistra. || MAM [manɡ̌ı̊́ne̥].

mangione mangiónë [man'ʤɤnə] agg. e sm. Mangione. || BA Sant’Antonie face tridece grazie e sante mangione ne face quattodece [sand-an'dɔnjə 'fɜʧə 'trɪdəʧə 'gratʦjə ɛ s'sandə man'ʤɤnə nə 'fɜʧə kwat'tɔdəʧə] N.d.R. Sant’Antonio fa tredici grazie e san mangione ne fa quattordici. || BA mangione.

mangumale mangumålë [manɡu'mɜlə] par. comp. Meno male. || MG E mancumale ca ije ‘n capije niente [ɛ manɡu'mɜlə ka 'ijə nɡa'pɪjə 'nində] N.d.R. E meno male che io non capii niente. || ZO manc male (1864) || MG mancumale.

manigghie manìgghië [ma'nɪɡɡjə] sf. Maniglia. || RM manìgghije.

manijà [mani'ja] v. Palpare, Maneggiare, Picchiare. || RM manijà. || GE manià’.

manijate manijåtë [mani'jɜtə] pp. e agg. Maneggiato, Palpato, Picchiato. || sf. Gruppo di persone. || RM manijàte.

manije manìjë [ma'nɪjə] sf. Mania. || Etimol. dal gr. manìa, drv. di màinesthai  «essere pazzo, dare in smanie».

manijeche [ma'nɪjəkə] agg. e sm. Maniaco || Etimol. dal lat. mediev. maniacus (der. del lat. tardo manĭa «mania»), che è dal gr. maniakòs.

maniple [ma'niplə] sm. Manovale, Aiutante del muratore. || LA maniple.

mannà [man'na] v. Mandare. || MG mannà.

mannagge [man'nadʤə] escl. Mannaggia, Maledetto sia. || da male n’aggia ['malə n 'adʤa] lett. Male abbia. || SA Mannagge a’ meserie! [man'nadʤə a mə'sɛrjə] Mannaggia alla miseria. || SA¹ mannaggia.

manocchie [ma'nɔkkjə] sm. Piccolo fascio di spighe di grano. || BA manocchie.

mantille mantíllë [man'tillə] sm. Mantello. || BF mantîell' (1894).    

manute manůtə [ma'nʉtə] agg. Manesco. || RM  manùte.

manuvelle manuvèllë [manu'wɛllə] sf. Manovella. || FB manuèlle.

manuzzelle manuzzèllë [manut'ʦɛllə] sf. Manina. || FB manuzzèlle.

manzignore manżignórë [manʣiɲ'ɲɤrə] sm. Monsignore. || BF Mmanzegnore (1893). || FB manzegnòre

mappate mappåtë [map'pɜtə] sf. Masnada, Fagotto. || LA mappate.

mappatelle mappatèllë [mappa'tɛllə] sf. Piccolo fagotto contenente la colazione. || FB mappatèlle.

mappazze [map'patʦə] sf. Fagotto, Fardello, Peso, Quantità di cibo di difficile digeribilità. || SA ‘Sta mappazze s’è mmise sope ‘o stommeche! [sta map'patʦə s-ɛ m'misə 'sɤp-ɔ s'tɔmməkə] questa notevole quantità di cibo si è messa sullo stomaco. 

mappe ['mappə] sf. Manto, Mantello. || RM màppe.

mappelune mappëlůnë [mappə'lʉnə] sf.  Nuvola carica d’acqua.

mappine mappìnë [map'pɪnə] sf. Strofinaccio, Straccio, Canovaccio, Asciugamano. || FO A mappine du cafone é u stu'alette e u cavzone [A mappí̤ne̥ du caföne̥ è u stualette̥ e u cavzöne̥] L’asciugamano del cafone sono lo stivaletto e il pantalone. || VF mappine (1841) || FO mappine [mappí̤ne̥]. || PP [mappíne̥].

marane marånë [ma'rɜnə] sf. Acquitrino, Stagno, Pozzanghera con detriti e acqua stagnante. || CA¹ [marⱥnᵉ].

maranghe [ma'ranɡə] agg. Di persona piccola e di bassa statura. || BA maranche.

marasciule [mara'ʃʉlə] sm. Marasciuolo, Particolare tipo di verdura di campagna commestibile. || Anche marasciulle [maraʃul'lə]. || BF marasciûo' =  marasciuoli. Amarazzoli, (diplotaxis erucoides) chiamati propriamente marasciûole, ma che dalle venditrici (poichè le voci messe come ritornelli nelle prime quattro strofe sono appunto di donne) viene troncato in marasciûo. || MM marasciúle e cimamarèlle. 'erbe varie'. || BF marasciûo' / marasciûole (1894). || BA marasciuole. || FB  marasciule. || LR marasciûle / marasciû. || MM marasciúle. || RF marasciùle [marašůle̯].   

marasciulle marasciúllë [maraʃul'lə] sm. Marasciuolo, Particolare tipo di verdura di campagna commestibile. || Anche marasciule  [mara'ʃʉlə] || SG marasciulle. || RF marasciulle  

maraviglie [məra'vɪʎʎə] sf. Meraviglia.

mare mårë ['mɜrə] 1. escl. antiq. Povero, Guai! || BF már’a cki ‘nze gratte c’ l’ogna suja stesse ! ['mɜr a kki nʣə 'ɡrattə kə l 'ɔɲɲa 'sʉja s'tɛssə!] N.d.R. guai a chi non si gratta con le sue stesse unghie! || BF már’ (1894).

mare  2. sm. Mare. || LE inde a 'stu mare dé guaije ['ind a stu 'mɜrə də 'ɡwɜjə]  N.d.R. in questo mare di guai. || CS máre. || LE mare.

marecille [marə'ʧillə] sm. Piccolo mare.|| BF marecîell' (1894).

marenare marënårë [marə'nɜrə] sm. Marinaio. || MG¹ Tande ricche marenare, tande povere pescatore ['tandə 'rɪkkə marə'nɜrə, 'tandə 'pɔvərə pəska'tɤrə] N.d.R. Tanto ricco marinaio, tanto povero pescatore. || MG¹ marenare.

marenise marënísë [marə'nisə] agg. Marinaro, Che si riferisce al mare. || RM marenìse.

marenne marènnë [ma'rɛnnə] sf. Merenda. || VF marenna (1841).

maretagge [marə'tadʤə] sm. Corredo. || RM maritàgge.

maretarse [marə'tarsə] v. rifl. Maritarsi, Prendere marito. 

margarine margarìnë [marɡa'rɪnə] sf. Margarina.

Marie Màrië ['marjə] pers. m. Mario.

Mariè [ma'rjɛ] pers. f. Maria.  

Marije Marìjë [ma'rɪjə] pers. f. Maria. || BF Marij. || MM marìie. || ML Marìje.

marijole marijólë [mari'jɤlə] sf. e agg. Ladra. || al m. marijule [mari'jʉlə] || TF mariòla.

marijule [mari'jʉlə] sm. e agg. Ladro. || al f. marijole [mari'jɤlə] || AO marijùle.

marite marìtë [ma'rɪtə] sm. Marito. || AO Marìte  e fìgghje cume Dìje t’ ‘i manne t’i pìgghie [ma'rɪtə ɛ f'fɪɡɡjə 'kumə d'dɪjə t-i 'mannə, t-i 'pɪɡɡjə] Marito e figli come Dio te li manda te li pigli. || FB marete. || AO marìte.

mariulizie mariulìzië [mariu'lɪtʦjə] sf. Marioleria, Furfanteria, Ladrocinio. || AO mariulìzzie. || SG¹ mariulizzije.

mariungille mariungíllë [marjun'ʤillə] sm. Ladruncolo.

marmellate marmëllåtë [marməl'lɜtə] sf. Marmellata.

marmitte [mar'mɪttə] sf. Marmitta, Grande tegame di rame. || FB marmitte.

marmurare marmurårë [marmu'rɜrə] sm. Marmista. || FB marmuràij.

marpione marpiónë [mar'pjɤnə] sm. Marpione, Furbacchione, Persona scaltra, astuta. || BA marpione.

marrungine marrungìnë [marrun'ʤɪnə] agg. e sost. Marroncino, Di colore marrone.

marsale marsålë [mar'sɜlə] sf. Marsala. || CA¹ [marsⱥlᵉ].

martille martíllë [mar'tillə] sm. Martello. || AO martìlle. || VC martìelle (1929).

Martine Martìnë [mar'tɪnə] pers. m. Martino. || CA¹ [Martįnᵉ].

marugge [ma'rʊdʤə] sf. Mareggiata, Tempesta che si verifica lungo la costa.  || CS A marúgge, ogne mále destrugge [a ma'rʊdʤə, 'ɔɲɲə m'mɜlə dəs'trʊdʤə] N.d.R. La mareggiata, ogni male distrugge. || CS  marúgge.

marzajole marzajólë [marʦa'jɤlə] sf. Marzaiola, Garganello, Anitra selvatica. || FB marzaijòle.

màrze ['marʦə] sm. Marzo. || BA Marze cacce u fiore e abbrile ave l'onore ['marʦə 'katʧə u 'fjɤrə ɛ ab'brɪlə 'ɜvə l o'nɤrə] Marzo caccia il fiore aprile ha l'onore. || AO Si marze ngrògne te face zumbà l’ògne [si 'marʦə n'ɡrɔɲɲə tə fɜʧə zum'ba l 'ɔɲɲə] Se marzo ingrugna ti fa saltare l’unghia. Per il gelo. È saputo che se marzo fa il pazzerello non solo ci nega l’arrivo della primavera, ma ci può portare forti gelate ed anche la neve. || BA marze.

mascalzone mascalżónë [maskal'ʣɤnə] sm. Mascalzone,Canaglia, Furfante.

mascijare mascijårë [maʃi'jɜrə] sf. Fattucchiera, Strega, Megera. || VC masciàra (1929). || LA mascijàre. || BA masciare. || RF mascijàre [maše̯i̯åre̯] / masciàre [mašiåre̯].

mascije mascìjë [ma'ʃɪjə]  sf. Magia, Fattura, Incantesimo. || LA mascìje.

masckarate masckaråtë [maʃka'rɜtə] sf. Mascherata. || LR masckaràte.

masckarone masckarónë [maʃka'rɤnə] sm. Mascherone, Viso molto truccato. || AO masckaròne.

masckaturare masckaturårë [maʃkatu'rɜrə] sm. Artigiano che realizza serrature e chiavi in ferro batturo. || VF mascaturaro (1841).

masckature masckatůrë [maʃk'atʉrə] sf. Serratura. || VF mascatura (1841) || FB masckature. || BA maschiature. || RF masckatùre [maškatůre̯].

masckere ['maʃkərə] sf. Maschera. || BO A Sant'Antuone maschere e suone; [a ssand-an'dunə 'maʃkərə ɛ s'sunə] a Sant'Antonio ( 17 gennaio) maschere e suoni per l'inizio di carnevale. || CS Sant’Antunije masckere e sune [sand-an'dunə 'maʃkərə ɛ s'sunə] N.d.R. Sant’Antonio, maschere e suoni. || CS  masckere. || RM  màsckere. || RF masckere [maške̯re̯].

mascule ['maskulə] sm. Maschio. || VC màsculo (1929). || AO màscule.

masculone masculónë [masku'lɤnə] sm. Maschiaccio, Ragazza dai modi virili. || VC masculòne (1929). || BA masculere.

masone masónë [ma'sɤnə] sm. Giaciglio per animali. || BA masone.

massagge [mas'sadʤə] sm. Massaggio.

massare massårë [mas'sɜrə] Massaro, Contadino che presiede ai lavori di un podere. || BA massare de campe [mas'sɜrə də 'kambə] agricoltore. || BA massare.

massarije massarìjë [massa'rɪjə] sf. Masseria, Podere. || VF massaria (1841) || VC massarìa (1929). || AO massarìje. || BA massarie.  

massarijole massarijólë [massari'jɤlə] sf. Piccolo podere. || VF massariuola (1841) || VC massariòla (1929).  

Mastandune [mastan'dunə] pers. m. lett. Mastro Antonio. || BA mastantuone [mastan'dunə] particolare tipo di pere di forma schiacciata e dal colore giallino. || BA mastantuone.

maste ['mastə] sm. Mastro, Maestro artigiano. || estens. Migliore. || SA Sime ‘i maste a jucà ‘o pallone!  ['simə i 'mastə a ju'ka ɔ pal'lɤnə] Siamo i maestri nel gioco del calcio -i migliori a giocare a pallone-. || TF màste.

maste carrire maste carrírë ['mastə kar'rirə] sm. Carradore, Carraio, Carrettiere. || BA maste carriere. || VC carrìere (1929). || RF mastecarrire [maste̯ karríre̯].

mastece ['mastəʧə]  sm. Mastice.

maste d’asce ['mastə d 'aʃʃə] sm. Falegname. || TF maste d’asce. || VC màstedàscia  / mastedàsce (1929).

maste de cucchiare ['mastə də kuk'kjɜrə] sm. Muratore. || BA maste de cucchiare.

maste vianove ['mastə via'nɤvə] sm. Lavoratore addetto alla copertura di strade di nuova costruzione con il brecciame. || BA maste de via nove. || FB maste de vijanòve.

mastecà [mastə'ka] v. Masticare, Biascicare. || VC mastecà avemmarìe [mastə'ka avemma'rɪje] biascicare ave marie. || VC mastecà (1929).

masteggiorge [mastəd'ʤɔrʤə] agg. Gradasso. || VC mastegiòrge [mastəd'ʤɔrʤə] custode di matti. || VC mastegiòrge (1929).

mastranzuse mastranżůsë [mastran'ʣʉsə] agg. Baldanzoso, Gradasso. || RM mastranzùse.

mastricchie mastrìcchië [mas'trɪkkjə] sm. Artigiano non molto bravo. || BA mastricchie.

mastrijà [mastri'ja] v. Primeggiare, Fare il mastro, il saputo. || VC mastrià (1929).

mastrille mastrìllë [mas'trɪllə] sm. Trappola per topi, Tagliola. || VF mastrillo (1841) || VC mastrìlle (1929). || BA mastrille.

matacone matacónë [mata'kɤnə] agg. Cielo coperto e aria umida. || VC tìempe matacòne ['timbə mata'kɤnə] Tempo che vuol mettersi a pioggia. || BA matacone. || VC matacòne (1929).

Matalene Matale̊në -énë [mata'lɘnə -enə] pers. f. Maddalena. || VC Matalèna (1929).

matarazze [mata'ratʦə] sm. Materasso. || VF matarazzo (1841) || ZO matarazz (1864) || VC mataràzze (1929). || RF materazze [mate̯rázze̯].

matasse [ma'tassə] sf. Matassa. Quantità di filo o spago avvolto con l'aspo o con l'arcolaio. || Etimol. dal lat mataxa (metaxa), che è dal gr. màtaxa (mètaxa) «seta».

matemateche [mate'matəkə] sf. Matematica. || Etimol. dal lat. mathematĭca (ars), che è dal gr. mathematikè (tèchne), propr. «arte dell'apprendimento».

materazzare matërazzårë [matərat'ʦɜrə] smf. Materassaio. || VF matarazzara (1841) || VC matarazzàre (1929). || RF materazzàre [mate̯razzåre̯].

matine matìnë [ma'tɪnə] sf. Mattina. || PR Vaje sembe sûle d’ ‘a matine ‘a sere ['vɜjə 'sɛmbə 'sʉlə d-a ma'tɪnə a 'serə] N.d.R. Vai sempre solo dalla mattina alla sera. || MM [ku̯ann-ẹ stä́te a matįne̥] il mattino. || ZO matina (1864) || RA matiné. || PR matine. || TF matìne. || MM [matįne̥]. || RF matìne [matı̊ne̯].  

matone matónë [ma'tɤnə] sm. Mattone. || pl. matune matůnë [ma'tʉnə]. || CS mattone.

matreje [ma'trejə] sf. Matrigna. || cfr. matrigne [ma'trɪɲɲə]. || VC matrèia (1929). || LA matrèje.

matremonie [matrə'mɔnjə] sm. Matrimonio. || cfr. spusalizie || CS U mègghije matremonije èije quílle che nen se fáce [u 'mɛɡɡjə matrə'mɔnjə ɛ 'kwɪllə kɛ nən sə 'fɜʧə] N.d.R. Il miglior matrimonio è quello che non si fa. || FB Ù matremonje: ‘A femmene fàce ù chiappe; ù maskule se mpecche [u matrə'mɔnjə: a 'fɛmmənə 'fɜʧə u 'kjappə, u 'maskulə sə m'bɪkkə] Il matrimonio: La femmina fa il cappio; il maschio si impicca. || RF sfascià u matremonje.  mandarlo a monte || TF matremònije. || FB matremonje. || CA matremonie. || CS  matremonije. || RF matremonie [matre̯mǫni̭e̯].

matrezzà [matrət'ʦa]v. Comportarsi come la propria madre, Somigliare alla madre. || VC matrizzà (1929).

matrigne matrìgnë [ma'trɪɲɲə] sf. Matrigna. || cfr. matreje [ma'trejə] || SE matrìgne.

Mattè [mat'tɛ] pers. m. Matteo. || MG Mattè, se ‘nce vaje tu, là, ‘a guerra nun se vence [mat'tɛ, sɪ nʤə 'vɜjə tʊ, lla, a 'ʤwɛrrə nun sə 'vɛnʤə] Matteo, se non ci vai tu, là, la guerra non si vince. || MG Mattè. || [fg. mattéo - ital. mattèo]

matte ['mattə] agg. Matto. || CA Fà cume sì fatte, nensì chiamàte nè cane e nè matte [fa 'kumə sɪ f'fattə, nən sɪ kkja'mɜtə nɛ k'kɜnə nɛ m'mattə] N.d.R. Fa come sei fatto, non sarai chiamato né cane né matto. || CA matte.

mattele ['mattələ] sm. Mannello di grano. || MM máttele.

matune matůnë [ma'tʉnə] sm. pl. Mattoni. || sing. matone [ma'tɤnə]. || LR matune.

matunelle matunèllë [matu'nɛllə] sf. Mattonella, Piastrella. || EG matunelle. || RF matunèlle [matunęlle̯].

mature matůrë [ma'tʉrə] agg. Maturo. || FB mature.

matutine matutìnë [matu'tɪnə] agg. Mattutino. || FB matutine.

mazzamurre [matʦa'mʊrrə] agg. Rozzo, Incivile, Impacciato, Grossolano. || BA  mazzamurro.

mazzarelle mazzarèllë [matʦa'rɛllə] sf. Piccola mazza di legno, Bastoncino. || VC mazzarèlla (1929). || LA mazzarèlle. || EG mazzarelle. || LE mazzarell’.

mazze ['matʦə] sf. Mazza, Bastone. || AO Mazze e panèlle fanne i fìgghje bèlle. ['matʦə ɛ ppa'nɛllə 'fannə i 'fɪɡɡjə b'bɛllə]  Mazza e panella (pane) fanno i figli belli. || SA Pane e senza mazze, fanne ‘i figghie pazze. ['pɜnə ɛ s'sɛnʣa 'matʦə, 'fannə i 'fɪɡɡjə 'patʦə] Pane senza bastone fanno i figli ribelli. || EG mazze.

mazzechijà [matʦəki'ja] v. Brontolare, Borbottare, Masticare a vuoto. || VC mazzecà (1929).

mazzetille mazzëtíllë [matʦə'tillə] sm. Mazzetto. || RM mazzetìlle.

mazziatone mazziatónë [matʦja'tɤnə] sm. Pestaggio. || cfr. lardjatone [lardja'tɤnə]. || RM mazzijatòne.

mazzijà [matʦi'ja] v. Picchiare, Bastonare, Percuotere. || VC mazzià (1929).

mazzijate mazzijåtë [matʦi'jɜtə] sf. Bastonatura. || VC mazziàta a lu culo [matʦi'jɜtə ɔ 'kʉlə] Sculacciata. || VC mazziàta (1929).

'mbà [m'ba] sm. Compare. || Anche cumbà [kum'ba] || cfr. cumbare [kum'bɜre]. || MA  ‘Mbà, si a vita nostra eje accussì, ck’ chi ta vuje pigghjà... [mba, si a 'vita 'nɔstrə 'ejə akkus'sɪ, kə kki t-a  'vujə piɡ'ɡja...] N.d.R. Compare, se la nostra vita è così, con chi te la vuoi prendere. || MA ‘mbà.

'mbacce 'mbàccë [m'batʧə] par. comp. In faccia. || Anche ambacce [am'batʧə] || avv. Intorno. || SA Ce vedime 'mbacce ‘e nove! [ʧə və'dɪmə m'batʧə ɜ 'nɤvə] Ci vediamo intorno alle nove. || prep. Contro. || SA Va’  fa’ ‘mbacce ‘o nase! [va fa m'batʧə ɔ 'nɜsə] Vai a fare in faccia al naso -va a quel paese-. || SA T’agghia squaccià 'mbacce ‘o mure! [t 'aɡɡja skwat'ʧa m'batʧə ɔ mʉrə] Ti devo spiaccicare contro il muro. || GG pe infaccia (1834) || AO mbàcce. || EG 'mbacce. || TF ‘m bbàcce.

'mbaccije 'mbaccìjë [mbat'ʧɪjə] par. comp. lett. In pazzia. || Solo nella locuz. jì ‘mbaccíje  ['jɪ mbat'ʧɪjə] Impazzire, Divenetare pazzo. || SG So’ cose da iji ‘mbaccije [sɔ k'kɤsə da 'jɪ mbat'ʧɪjə] N.d.R. Sono cose da far impazzire. || ME pe poche nen jije ‘imbacceje [pə p'pɤkə nə 'jɪjə mbat'ʧɪjə] per poco non andai in pazzia. || SG ‘mbaccije. || ME ‘imbacceje.  

'mbacciute 'mbacciůtə [mbat'ʧʉtə] pp. e agg. Impazzito. || RM 'mbacciùte.

'mbalate 'mbalåtë [mba'lɜtə] pp. e agg. Impalato, Immobile, Fermo. || VC stàce mpalàte [s'tɜʧə mba'lɜtə] N.d.R. Sta fermo. || EG 'mbalate. || PM ‘mpalate. || VC mpalàte (1929).

'mballà [mbal'la] v. Imballare. || VC mballà (1929).

'mbaluniate 'mbaluniåtë [mbalu'njɜtə] pp. e agg. Ammuffito. || RM 'mbalunijàte.

'mbalzamà [mbalʣa'ma] v. Imbalsamare. || VC mbalzamà (1929).

'mbambalì [mbamba'lɪ] v. Intontire. || RA Te mbambalisci’ a vedè tanta cose [tə mbamba'lɪʃʃə a vvə'dɛ 'tanda 'kɤsə] N.d.R. Ti stordisci nel vedere tante cose. || RF mbambalì [mp̬amp̬alí̊].

'mbambalute 'mbambalůtë [mbamba'lʉtə] pp. e agg. Intontito,  Imbambolato, Rimbambito. || LE tandé stevè  'mbambaluté lu mumenté ['tandə s'tevə mbamba'lʉtə u mumɛndə] stavo tanto intontito al momento. || LE 'mbambaluté. || RF mbambalùte [mp̬amp̬alůte̯].
'mbannà [mban'na] v. Socchiure, Appannare. || Anche appannà [appan'na]. 

'mbannate 'mbannåtë [mban'nɜtə] pp. e agg. Appannato. || FB 'mbannate.

'mbaperacchiate 'mbapëracchiåtë [mbapərak'kjɜtə] pp. e agg. Abbigliato in modo grossolano e insieme pretenzioso. || RM 'mpaperacchijàte.

'mbapucchjà [mbapuk'kja] v. Imbrogliare con le parole, Raggirare. || VC mpapucchià (1929). || EG 'mbapacchià.

'mbarà [mba'ra] v. Imparare. || Anche ambarà [amba'ra]  || SA M’agghia ‘mbarà a sta citte. [m 'aɡɡja mba'ra a sta 'ʧɪttə] Devo imparare a stare zitto. || AO mbarà. || LA 'mbarà.

'mbaravise 'mbaravìsë [mbara'vɪsə] par. comp. In paradiso. 

'mbarazze [mbarat'ʦə] sm. Imbarazzo.  || VC mbaràzze (1929).

'mbarellà [mbarəl'la] v. Mettere su di una barella.

'mbasciate 'mbasciåtë [mbaʃ'ʃɜtə] sf. Ambasciata, Domanda di fidanzamento, di matrimonio. || pp. e agg. Fasciato. || RM 'mbasciàte.

'mbastà [mbas'ta] V. Impastare. || Anche 'mpastà [mpas'ta] || RF mbastà a créte lavorare l’argilla || LE 'mbastà. || RF mbastà [mp̬astá].

'mbaste [m'bastə] sm. Impasto. || RF mbaste [mp̬aste̯].

'mbecatate 'mbëcatåtë [mbəka'tɜtə] pp. e agg. Infervorato. || FB 'mbecatàte. || GE mbicatato.

'mbeccà [mbək'ka] v. Impiccare. || cfr.  'mbenne [m'bɜnnə].

'mbeccià [mbət'ʧa] v. Brigare, Intrigare. || VC mpiccià (1929).

'mbecciarse [mbət'ʧarsə] v. rifl. Intromettersi, Immischiarsi, Mettere il naso nelle faccende altrui.  

'mbecciajule [mbətʧa'jʉlə] agg. Impiccione. || Anche 'mbicciajule [mbitʧa'jʉlə] || RM 'mbicciajùle.

'mbecille 'mbëcìllë [mbə'ʧɪllə] agg. Imbecille. || FB  'mbecèlle.

'mbedemende 'mbëdëmèndë [mbədə'mɛndə] sm. sing. Impedimento.  ||  BF mpedement’. ||  FB  mpedemènde.

'mbegatate 'mbëgatåtë [mbəɡa'tɜtə] agg. Infegatato, Infervorato. || GE  mbicatato.

'mbegnà [m'bəɲɲa] v. Impegnare, Dare qualcosa in pegno a garanzia di un prestito che si riceve. || BF chiacchier’ e ttabbacchèr de legne, ‘u Bbang de Naple ne li mpegne! ['kjakkjərə ɛ ttabbak'kere də 'lɛɲɲə, u b'banɡə də 'napələ nn-i m'bɛɲɲə!] N.d.R. chiacchiere e tabacchiere di legno, il Banco di Napoli non le prende in pegno.

'mbegnate 'mbëgnåtë [mbəɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Impegnato. || TF 'mbegnàte.

'mbelà [mbə'la] v. Infilare. || VC nfelà (1929).

'mbelleccià [mbəllət'ʧa] v. Impiallacciare, Rivestire il legno. || VC mbelleccià (1929).

'mbenne 'mbènnë [m'bɛnnə] v. Impiccare. || SA Vineme a truà quacche vote, che te pozzena ‘mbenne! ['vinəmə a ttru'wa 'kwakk-ɛ v'vɤtə, kɛ tə 'pɔtʦəna m'bɛnnə!]Viene a trovarmi qualche volta, che ti possano impiccare! || RM ‘mbènne.

'mbernacchiate 'mbërnacchiåtë [mbərnak'kjɜtə] pp. e agg. Agghindato, Vestito in modo pacchiano. || FB 'mbernacchijàte.

'mberte 'mbèrtë [m'bɛrtə] sf. Mancia, Regalia per i ragazzi di famiglia in occasione di feste o ricorrenze. || LR Chi vène, dace ‘a gùrie e cèrche ‘a ‘mbèrte [ki 'venə, 'dɜʧə a'ɡurjə ɛ t'ʧɛrkə a m'bɛrtə] N.d.R. Chi viene, dà gli auguri e chiede la mancia. || LR 'mbèrte.

'mbezzà [mbət'ʦa] v. Infilare. || RM 'mbezzà.

'mbezzarse [mbət'ʦarsə] v. rifl. Infiltrarsi. || RM 'mbezzàrse.

'mbezzarute 'mbëżżarůtə [mbədʣa'rʉtə] pp. e agg. Imbizzarrito. || FB 'mbezzarete.

'mbiastre [m'bjastrə] sm. Impiastro, Impacco. || agg. Pasticcione. || RM 'mbijàstre.

'mbicce mbìccë [mbɪtʧə] sm. Impiccio, Faccenda. || SA  Agghia speccià 'mbicce! ['aɡɡja spət'ʧa m'bɪtʧə] Devo spicciare impicci -devo sbrigare faccende-. || ZO umpic (1864) || FB 'mpecce. || LMG ‘mpicce.

'mbicciajule [mbitʧa'jʉlə] agg. Impiccione. || Anche 'mbecciajule [mbətʧa'jʉlə]. || RM 'mbecciajùle.  

'mbiegate 'mbiegåtë [mbje'ɡɜtə] pp., agg. e sost. Impiegato. || ‘mbiegáte.

'mbigne 'mbìgnë [m'bɪɲɲə] 1. sf. tomaia. 2. agg. Faccia tosta. || FB mpigne.  

'mbise 'mbìsë [m'bɪsə] pp. e agg. Appeso, Impiccato.  || VC faccia de mbìse ['fatʧə də m'bɪsə] faccia di impiccato. || VC mbìse / mpìse (1929). || FB ‘mpise.

'mbitte [m'bittə] par. comp. In petto. || Locuz. mette ‘mbitte ['mɛttə m'bittə] Intestare un bene a qualcuno. || BF Vattinne, papone, / Da sott' a lu lîette, / Ca sennò mo gháje / Na petráta m-pîette! [vat'tɪnnə, pa'pɤnə, da 'sɔttə a lu 'littə, ka sən'nɔ mɔ 'ɡɜjə na pə'trɜtə m'bittə ] Ndr. Vattene, fantasma, da sotto il letto, altrimenti adesso hai un pietrata in petto. || BF m-pîette (1894). || VC mpìette (1929). || PM 'mbitte.

'mbizza 'mbizze 'mbìzza 'mbìzzë [m'bɪtʦa m'bɪtʦə] iteraz. lett. Alla punta punta. || AO mbìzza mbìzze.

'mbolle [m'bɔllə] sf. Bolla, Bollicina, Foruncolo, Vescichetta. || VC mbòlla (1929).

'mbonde [m'bɔndə] par. comp. Alla punta. || Reduplic. 'mbonda 'mbonde [m'bɔnda  m'bɔndə]sull’orlo, lett. alla punta punta. || FB mponta mponte.

'mbonne [m'bɔnnə] v. Intingere, Bagnare qualcosa in un liquido.

'mbosse [m'bɔssə] agg. f. Bagnata. || al m. 'mbusse [m'bussə] || CA ‘mbosse.

'mbrazze [m'bratʦə] par. comp. In braccio. || GE mbrazz’. || MM [mbrázze̥].

'mbrellare 'mbrëllårë [mbrəl'lɜrə] sm. Ombrellaio, Chi per mestiere fabbrica, ripara o vende ombrelli. || VC mbrellàro (1929).

'mbrelle 'mbrèllë [m'brɛllə] sm. Ombrello. || VC mbrèlle pe lu sole [m'brɛllə p-u 'sɤlə] parasole. || FO U uaie du mbrell’è quanne chiove fine fine [U uäie̥ du mbréll’è quanne̥ chiove̥ fi̤ne̥ fi̤ne̥] Il guaio dell’ombrello è quando piove sottile sottile. || ZO umbrel (1864) || VC mbrèlle (1929). || FO mbrell’ [mbréll’].

'mbrelline 'mbrëllìnë [mbrəl'lɪnə] sm. Ombrellino. || VC mbrellìno (1929).

'mbressione 'mbressiónë [mbrəs'sjɤnə] sf. Impressione. || TF ‘mbressiòne.

'mbrestà [mbrəs'ta] v. Prestare, Imprestare. || FD Chi amprèste pèrde sòldi e amicìzie [ki am'brɛstə 'pɛrdə 'sɔldə ɛ amə''ʧɪtʦjə] N.d.R. Chi concede prestiti perde soldi e amicizia. || RM 'mbrestà.

'mbriacà [mbria'ka] v. Ubriacare. || VC mbriacà (1929).

'mbriacarse [mbria'karsə] v. rifl. Ubriacarsi. || VC mbriacàrse (1929).

'mbriacature 'mbriacatůrë [mbriaka'tʉrə] sf. Ubriacatura, Sbornia. || RM 'mbrijacatùre.

'mbriache [mbri'ɜkə] agg. e sost. Ubriaco. || VC mbriàco (1929). || FB ‘mbreijàche. || RM mbrijacke. || RF mbriàche [mbriåke̯].

'mbriacone 'mbriacónë [mbria'kɤnə] sm. Ubriacone. || VC mbriacòne (1929).

'mbriacune 'mbriacůnë [mbria'kʉnə] sm. pl. Ubriaconi.

'mbrime 'mbrìmë [m'brɪmə] par. comp. Di prima, Per primo. || RM 'mbrìme.

'mbriste 'mbrístë [m'bristə] sm. Prestito. || Anche ambriste [am'bristə]. || RM si 'u 'mbrìste fòsse bùne, s'ambristarrìnne pure 'i migghijère [si u m'bristə 'fɔssə b'bunə, s  ambrəstar'rinnə  pʉrə i məɡ'ɡjerə] se il prestare fosse cosa buona, si presterebbero anche le mogli. || RM 'mbrìste. || RF mbriste [mp̬ríste̯].

'mbronde [m'brɔndə] par. comp. In fronte. || SA T’agghia sckaffà ‘na seggia ‘mbronde! [t'aɡɡja ʃkaf'fa na 'sɛdʤa m'brɔndə] Devo sbatterti una sedia in fronte. || [fg. frònte - ital. frónte]

'mbrufumarse [mbrufu'marsə] v. Profumarsi, Mettere il profumo.

'mbrufumate 'mbrufumåtë [mbrufu'mɜtə] pp. e agg. Che si è messo il profumo. || TF ‘mprufumàte.

'mbrugghjà [mbruɡ'ɡja] v. Imbrogliare. || BA Mò eja ca mbrogghie cenere e panne lurde [mɔ 'ejə ka m'brɔɡɡjə 'ʧɛnərə ɛ p'pannə 'lurdə] è il momento in cui confonde la cenere coi panni sporchi. || RM 'mbrugghijà.

'mbrugghiarse [mbruɡ'ɡjarsə] v. rifl. Imbrogliarsi, Confondersi, Ingarbugliarsi. || VC mbrugliàrse (1929). || RM 'mbrugghijàrse.

'mbrugghie [m'brʊɡɡjə] sm. Imbroglio. || BA Mbruogghie aiuteme tu [m'brʊɡɡjə a'jutəmə tʊ] Imbroglio aiutami. || BA 'mbruogghie. || ML ‘mbrugghje. || FB ‘mbrugghij. || VC mbrùoglie (1929).

'mbrugghione 'mbrugghiónë [mbruɡ'ɡjɤnə] sm. Imbroglione. || VC mbrugliòne (1929).

'mbrugghiose [mbruɡ'ɡjɤsə] agg. f. Complicata, Contorta.

'mbrugghiuse 'mbrugghiůsë [mbruɡ'ɡjʉsə] pp. e agg. Complicato, Contorto. || RM 'mbrugghjùse.

'mbrunì [mbru'nɪ] v. Brunire,  Rendere più scuri i metalli. || VC mbrunì (1929).

'mbruperie [mbrup'ɛrjə] sf. Improperio, Rimprovero. || VC mprupèrie (1929).

'mbruscenà [mbruʃə'na] v. Strusciarsi, Rotolarsi per terra. || FB 'mbruscenà. || RF mbruscinà [mp̬rušiná].

'mbrustecute 'mbrustëcůtə [mbrustə'kʉtə] agg. Indaffarato, Molto impegnato.

'mbrusuttà [mbrusut'ta] v. Lasciare stagionare. || AO mbrusuttà.

'mbruville 'mbruvìllë [mbru'wɪllə] sm. Morbillo. || VC mbruvìlle (1929).

'mbucà [mbu'ka] v. Riscaldare, Imbucare. || RM 'mbucà. || RF mbucà [mbuká] imbucare / || RF mbucà [mp̬uká] riscaldare.

'mbucajule [mbuka'jʉlə] agg. Che si eccita facilmente, Che vuol fare tutto in fretta.

'mbucate 'mbucåtë [mbu'kɜtə] agg. Infuocato. || pp. Imbucato. || MG Quilli figghie de bbona mamma s’erene ‘mbucate probbie brutt ['kwilli 'fɪɡɡjə də b'bɤna 'mammə s'ɛrənə mbu'kɜtə 'prɔpjə b'bruttə] N.d.R. Quei figli di buona mamma si erano riscaldati di brutto. || MG 'mbucate.

'mbugnasà [mbuɲɲa'sa] v. Imbrogliare.

'mbundà [mbun'da] v. Fermare. || SA¹  ‘mbuntà’.

'mbundarse [mbun'darsə] v. rifl. Fermarsi, Arrestarsi. || SA¹ ‘mbuntarse.

'mbundate 'mbundåtë [mbun'dɜtə] pp. e agg. Fermato, Che è rimasto immobile. || FB mbundàte.

'mburgatorie [mburɡa'tɔrjə] par. comp. In purgatorio. || Locuz. ove 'mburgatorie ['ɤvə mburɡa'tɔrjə] uova in purgatorio, cioè cotte nella salsa di pomodoro.

'mburnà [mbur'na] v. Infornare. || Anche ‘nfurnà [nfur'na].

'mburtande [mbur'tandə] agg. e sost. Importante. || TF ‘mbortànde. || TF ‘mburtànde. || MA ‘mpurtante.

'mbuscate 'mbuscåtë [mbus'kɜtə] pp. e agg. Imboscato. || FB mbuscàte.

'mbusse 'mbússë [m'bussə] agg. m. Bagnato, Umido. || al f. 'mbosse [m'bɔssə]. || FB mbusse.

'mbustarse [mbus'tarsə] v. rifl. Mettersi in agguato.  || VC mpustàrse (1929).

'mbustatore 'mbustatórë [mbusta'tɤrə] sm. Persona che tiene d’occhio qualcosa da un luogo nascosto. || AO 'mbustatòre.

'mbusumate 'mbusumåtë [mbusu'mɜtə] agg. Rigido, Inamidato. || FB 'mpusumàte.

me pron. pers. Me, Mi. || SA Me faje ‘nu baffe! [mə 'fɜjə nu b'baffə] Mi fai un baffo -non mi tocca più di tanto-. || GG mè (1834) || ZO mi, meu (1864).

me [mɜ] pron. Me. || SA Hanne cercáte a me e no a te! ['annə ʧer'kɜtə a mmɛ ɛ nnɔ a ttɛ] Hanno cercato me e non te.  

m'è [m-ɛ] pron. pers. + 2ª sing. v. dovere. Mi devi, Mi lasci, Mi fai. || SA M’è fa jì là? [m-ɛ fa jɪ lla?] Mi fai -devi fare- andare là?

meh! [mɜ!] interiez. Dai!

mecciune mëcciůnë [mət'ʧʉnə] solo nella locuz. a’ mecciune [a mət'ʧʉnə] di nascosto. || RF [a la me̯ččůne̯] [ā me̯ččůne̯] di nascosto. || TF ammecciùne. || RF mecciùne [me̯ččůne̯].

Mecheline Mëchëlìnë [məkə'lɪnə] pers. m. Michelino. || BF Mechelìn’ ‘u fruttajùole [məkə'lɪnə u frutta'jʉlə] N.d.R. Michelino il fruttivendolo. || BF Mechelìn’ (1894).

Mechelucce Mëchëlùccë [məkə'lʊtʧə] pers. m. Micheluccio. || CA¹ mməkəlųččə.

mecidie[mə'ʧɪdjə] sm. Omicio. || SG¹ Mecijdije, accedetorije, mariulizzije, sdèlluvije e terramote [mə'ʧɪdjə, atʧədə'tɔrjə, mariju'lɪtʦjə, zdəl'lʊvjə ɛ ttarra'mɤtə] Omicidi, uccisioni, ladrocinii, diluvi e terremoti. || SG¹ mecijdije.

medecà [mədə'ka] v. Medicare. || AO medecà.

medecine mëdëcìnë [mədə'ʧɪnə] sf. Medicina. || TF A mègghia medecìne: pìnnele de cucìne e scerùppe de candìne [a 'mɛɡɡja mədə'ʧɪnə: 'pinnələ də ku'ʧɪnə ɛ ʃʃə'rʊppə də kan'dɪnə] N.d.R. La migliore medicina: pillole di cucina -il cibo- e sciroppo di cantina -il vino-. || TF medecìne.  

medulle [mə'dullə] sm. Midollo. || FB medulle. || [fg. midòllo - ital. midóllo]

megghia ['mɛɡɡja] agg. compar. f. Migliore. || cfr. capa ['kɜpa]. || BA A megghia carne eje a vaccine [a 'mɛɡɡja 'karnə 'ejə a vat'ʧɪnə] La migliore carne è quella bovina. || BA megghia.

megghie ['mɛɡɡjə] agg. e avv. Meglio. || agg. comparativo di buono. Migliore. || BA U megghie amiche te mene a megghia petrate [u 'mɛɡɡjə a'mikə tə 'menə a 'mɛɡɡja pə'trɜtə] dal migliore amico si ha la migliore sassata. || ZO megleu (1864). || CS mègghije. || PM megghijé.  

megghiere mëgghie̊rë -érë [məɡ'ɡjɘrə -erə] sf. Moglie. || Anche migghiere [miɡ'ɡjerə]. || SE Mànghe ‘i càne ‘a lenghe d’ ‘a megghière ['manɡə  i 'kɜnə a 'lɛnɡə d-a məɡ'ɡjerə] N.d.R. lett. Neanche ai cani -auguro- la lingua di una moglie. || FB u’ marete ckè ne porte solde, manche a megghière nu pote vedè [u ma'rɪtə kɛ nən 'pɔrtə 'sɔldə, 'manɡə  a  məɡ'ɡjerə nn-u 'pɤtə və'dɛ] N.d.R. il marito che non porta soldi, neanche la moglie lo può vedere. || ZO mugliera (1864) || VC muglièra (1929). || SE megghière.

mele ['mɘlə -elə] 1. sf. Mela. || FD Chi se màgne i mèle, e chi se gèle i dinte. [ki sə 'maɲɲə  i 'melə ɛ ki sə d'ʤelə  i 'dində] N.d.R. Chi si mangia le mele e chi si gela i denti. || FO mele [mele̥].

mele ['mɘlə -elə] 2. sm. Miele. || BA Tene u mele a vocche e u rasule a li mane ['tenə u 'melə a 'vɔkkə ɛ u ra'sʉlə ɛ 'mɜnə]  Tiene il miele sulle labbra e il rasoio nelle mani. || MM u mèle. il miele. || BA mele.  || MM mèle.

melelle mëlèllë [mə'lɛllə] sf. Varietà di mela dalla forma molto piccola. || FB melèlle.

melione mëliónë [mə'ljɤnə] sm. sing. Milione, Mille mille migliaia di unità. || pl. meliune [mə'ljʉnə]

meliune mëliůnë [mə'ljʉnə]sm. pl. Milioni. || sing. melione .

melìzie melìzië [mə'lɪtʦjə] sf. Milizia. || LR melìzie.

mellecune mëllëcůnë [məllə'kʉnə] sm. pl. Piante dei piedi.

melone mëlónë [mə'lɤnə] sm. sing. Melone. || pl. melune mëlůnë [mə'lʉnə] || VF mulone d’acqua [mə'lɤnə d'akkwə] cocomero. || VC màgnete nu melòne ['maɲɲətə nu mə'lɤnə] Mangiati un cocomero. || RF melóne rusce [me̯lọ̈ne̯ rųšše̯] anguria. || MAM [u me̥lóne̥] il taglio a zero. ||  VC melòne (1929). || VF mulone (1841) || MAM [me̥lóne̥].

melune mëlůnë [mə'lʉnə].sm. pl. || sing. melone [mə'lɤnə] || FO I femmene so cum’i melune, ogni cînte ne trove une [I femme̥ne̥ só cum’i me̥lüne̥, ogni cînte̥ ne̥ trove̥ üne̥] Le donne sono come i meloni, ogni cento ne trovi uno buono. || FO melune [me̥lüne̥].

melunazze [məlu'natʦə] sm. Piccolo melone di colore verde. || RM mulenàzze.

memorie [me'mɔrjə] sf. Memoria. || LR memòrie. || PM memoria.

menà [mə'na] v. Picchiare, Venire alle mani, Lanciare, Tirare addosso, Elargire, Dispensare, Mettere fuori. || MM¹ Facimec‘a croc’ e mmenamĕci abbascë [fa'ʧɪməʧə a 'krɤʧə ɛ mmə'naməʧə ab'baʃʃə] Facciamoci la croce e gettiamoci giù. || LCG Una  mena  zucchere  e l’ata manna ['ʉnə 'mena 'ʦʊkkərə ɛ l-ata 'mannə] N.d.R. Una dispensa zucchero e l’altra  manna. || AO menà.

menarse [mə'narsə] v. rifl. Buttarsi, Andare in una certa direzione. || RM menàrse.

mende mèndë ['mɛndə] sf. Menta. || VC amènta sarvàtica [amɛndə sar'vatəkə]  mentastro. || BA amente. || VF amenta (1841) || VC amènta (1929). || DLC ménde.

mendine mendìnë [men'dɪnə] Mentina, Caramella alla menta. || LR mendìne.

mendone mëndónë [mən'dɤnə] sm. Catasta, Mucchio.

mendre ['mɛndrə] congz. Mentre. || ZO mentr (1864) || BF mentr’ (1894). || EG mèndre. || MM [méndre̥] || [fg. mèntre - ital. méntre]

mene me̊në -énë ['mɘnə -enə] inter. Avanti! || SA Mene, specciateve! ['menə spət'ʧatəvə] Avanti, sbrigatevi. || TF mène mè ['menə mɛ] diamoci una mossa. || TF mène.

menele ['mɛnələ] sf. Mandorla. || SA A Natale ce magname ‘i menele atterrate. [a nna'tɜlə ʧə maɲ'ɲɜmə i 'mɛnələ attər'rɜtə] A Natale mangiamo le mandorle atterrate -unite fra loro da zucchero o cioccolato fuso-. || BA amenele mullesche. mandorle fresche. || LA mènele atterràte ['mɛnələ attər'rɜtə] mandorle al cioccolato. || RM mènele ck'i scòrze ['mɛnələ k-i s'kɔrʦə] mandorle col guscio. || VF aménola (1841). || ZO amennele (1864) || VC amènola (1929). || BA amenele. || LA mènele / ménele. || Etimol. dal latino tardo amandŭla(m) o amiddŭla(m), alterazione del class. amygdăla, che è dal gr.  ἀμυγδάλη

menestrà [mənəs'tra] v. Minestrare, Servire in tavola. || RM menestrà.

menestre mënèstrë [mə'nɛstrə] sf. Minestra. || ZO minestr (1864) || MU  menèstre.

menghiarine mënghiarìnë [mənɡja'rɪnə] agg. smidollato, Senza carattere. || VMG pigghiajë la viä e penzajë dë pungëcà quillü minchiarinö dë lu Rre [piɡ'ɡjɜjə a 'vɪjə ɛ ppən'ʣɜjə də punʤə'ka  'kwɪllu  mənɡja'rɪnə d-u r'rɛ] N.d.R. prese la via -si mise in cammino- e pensò di punzecchiare quello smidollato del Re. || VMG minchiarinö.

meningite meningìtë [menin'ʤɪtə] sf. med. Meningite. || Anche malangite [malan'ʤɪtə].

menire mënírë [mə'nirə] sf. Miniera. || FB menire. || [fg. miniéra - ital. minièra]

mennavacche [menna'vakkə] sf. Particolare tipo di uva. || lett.  Mammella di vacca.

menne mènnë ['mɛnnə] sf. Mammella. || cfr. mennuzze [mən'nʊtʦə] || SA¹ menne.

mennezze [mən'nɛzzə] sf. Immondizia. || Anche munnezze [mun'nɛzzə] || LA mennèzze.

mennuzze mënnùzzë [mən'nʊtʦə]  sf. Mammella. || cfr. menne ['mɛnnə]. || MAM [tę́ne̥n-a me̥nnúzza tǫ́sta tǫ́ste̥] Hanno le mammele piccole e sode. (N.d.R. lett. Hanno la mammella dura dura). || SA¹ mennuzze. ||  MAM [me̥nnúzza]. || RF mennuzze [me̯nnųzze̯].
menute mënůtə [mə'nʉtə] sm. Minuto. || AO menùte. || RF [me̯nůte̯].

menza ['mɛnʣa] agg. f. Metà. || Anche mezza ['mɛdʣa] || LR mènza.

merà [mə'ra] v. Mirare, Puntare con attenzione un’arma su un obiettivo. || RM merà.

meracule [mə'rakulə] sm. Miracolo. || FB meracule. || LMG merachele. || RF meracule [me̯rákule̯].

mercande [mər'kandə] sm. Mercante. || AO Mercànde e pùrke se pèsene dope mùrte [mər'kandə ɛ p'purkə sə 'pɛsənə 'dɤpə 'murtə] Mercanti e porci si pesano dopo morti. || FD  Mercànte e pùrce se pésano dòpo mùrte [mər'kandə ɛ ppurʧə sə 'pɛsənə 'dɤpə 'murtə] N.d.R. Mercanti e porci si valutano dopo -che sono- morti. || FD mercànte. || AO mercànde.

mercate mërcåtë [mər'kɜtə] sm. Mercato. || BA citte, citte miezze a u mercate ['ʧɪttə 'ʧɪttə m'midʣə ɔ mər'kɜtə] cosa segreta detta invece al mercato. || CA mercàte. || BA mercate.

merciande [mər'ʧandə] sm. Mercante.

merde ['mɛrdə] sf. Merda. || BA merde.

merenne mërènnë [mə'rɛnnə] sf. Merenda. || ML merenne.

mericule [mə'rikulə] sf. Mora. || Anche americule [amə'rikulə] || VC merìcula (1929). || RF [me̯ríkule̯].

merluzze mërlùzzë [mər'lʊtʦə] sm. Merluzzo.

mesale mësålë [mə'sɜlə] sm. Tovaglia. || VF misale (1841).  || VF mesale (1841).

mesate mësåtë [mə'sɜtə] sf. Stipendio, Mensile. || RM mesàte.

mesciscke [mə'ʃɪʃkə] sf. Carne seccata di pecora. || FB mescèscke. || RF mesciscke [me̯šiške̯].

mesckà [məʃ'ka] v. Mischiare. || Anche ammesckà [amməʃ'ka]  || RM mesckà.

mesckate mësckåtë [məʃ'kɜtə] pp. e agg. Mischiato. || Anche ammesckate [amməʃ'kɜtə] || FB mesckàte.

mese ['mɘsə -esə] sm. Mese. || TF mèse.

meserie [mə'sɛrjə] sf. Miseria. || AO mesèrie. || [fg. misèria - ital. miṡèria]

Meserine Mësërìnë [məsə'rɪnə]  pers. m. Miserino. || SA Assummegghie a Sande Meserine! [assəm'mɛɡɡjə a s'sandə məsə'rɪnə!] Rassomiglia a San Miserino. || MG¹ Sicche sicche cume Sante Meserine sope é Cruce ['sɪkkə 'sɪkkə 'kum-ɛ  s'sandə məsə'rɪnə 'sɤpe ɛ 'kruʧə] Secco secco come San Miserino sopra le Croci. || MG¹ Meserine.

messa mèssa ['mɛssa] sf. Messa, Funzione religiosa dei cattolici. || Anche messe ['mɛssə]. || VF esce la messa ['ɛʃʃə a 'mɛssə] Inizia la messa. || CA Quanne t’è sènte ‘a mèssa e jì ‘a chjesa granne ['kwannə  t-ɛ 'sɛndə a 'mɛssə ɛ 'jɪ a k'kjɪsa 'ɡrannə] N.d.R. Quando devi ascoltare la messa, devi andare alla chiesa grande -in Cattedrale-. || VF messa (1841) || CA mèssa. || [fg. mèssa - ital. méssa]

messe mèssë ['mɛssə] sf. Messa, Funzione religiosa dei cattolici. || Anche messa ['mɛssa] || SA Spicciamece che mo esce ‘a messe! [spit'ʧameʧe kɛ mɔ 'ɛʃʃə  a 'mɛssə] Sbrighiamoci che sta per iniziare la messa. || LMG mésse. || [fg. mèssa - ital. méssa]

mesteriuse mëstëriůsë [məstə'rjʉsə] agg. Misterioso.

mestire mëstírë [məs'tirə] sm. Mestiere. || TF mestìre. || SG mistire. || RF mestire [me̯stíre̯].

mesture  mëstůrë [məs'tʉrə] sf. Mistura. || CV ha ‘nvndöt na m’stur che tutt i möl cür [a nvən'dɜtə na məs'tʉrə kɛ ‘tʊtt i 'mɜlə 'kʉrə]  N.d.R. ha inventato una mistura che tutti i mali cura. || CV m’stur.

mesure mësůrë [mə'sʉrə] sf. Misura. || TF mesùre.

metà [mə'ta] sf. Metà. || LE Ind’ a la metà dé lu camine dé ‘sta vité ['ind-a mə'ta d-u ka'mɪnə də sta 'vitə] N.d.R. Nel mezzo del cammino di questa vita. || LE metà.

metarule metarůlë [meta'rʉlə] sm. Metaiolo, Operaio addetto alla realizzazione di grosse biche di paglia. || CA¹ A propòsete de pagghiarùle e metarùle te vògghije accunda’ l’ùtema babbulètte e po’ ce ne jàme a ccòrke. [a ppro'pɔsətə də paɡɡja'rʉlə ɛ mmɛta'rʉlə tə 'vɔɡɡjə akkun'da l 'ʊtəma babbu'lɛttə ɛ p'pɔ ʧə nə 'jɜmə a k'kɔrkə ] A proposito di pagliaruli - e metaioli (ndr.) - ti voglio raccontare l’ultima storiella e poi ce ne andiamo a dormire. || CA¹ metarùle. || RF metarùle [me̯tarůle̯].

mete me̊të -étë ['metə -etə] 1. v. Mietere. || RF mète [mę̊te̯].

mete me̊të -étë ['metə -etə] 2. sf. Bica, Grosso mucchio di paglia. || LA mète. || RF méte [mẹ̊te̯].
meteture mëtëtůrë [mətə'tʉrə] sm. pl. Mietitori.

metre ['mɛtrə] sm. Metro. || FB mètre.

metropele [me'trɔpələ] sf. Metropoli. || EG Fogge è ‘ddevendàte ‘na piccula mètropele ['fɔdʤə ɛ  ddəvən'dɜtə na 'pɪkkula mɛ'trɔpələ] N.d.R. Foggia è diventata una piccola metropoli. || EG mètropele.

mette mèttë ['mɛttə] v. Mettere. || Locuz. mette a ffile ['mɛtte a f'file] Allineare; mette mminze [mɛttə m'minʣə] Mettere in mezzo; mètte annànze ['mɛttə an'nanʣə] Mettere avanti. || GG mette (1834) || AO mètte. || [fg. mèttere – ital. méttere]

meveze ['mɛvəzə] sf. Milza. || FB mèveze.

mezza ['mɛdʣa] agg. f. Mezza, Metà. || Anche menza ['mɛnʣa]. || SA ‘Sta mezza cartucce! [sta 'mɛdʣa kar'tʊtʧə!] Questa mezza cartuccia! || ZO mezza (1864) || FD mèzza.

mezzadrije meżżadrìjë [medʣa'drɪjə] sf. Mezzadria. || CA¹  “Don A’, ce  capàme dòje  o trè versùre e ‘i zappàme nùje, quìlle che facìme… mìzze p'  d’ùne, a mezzadrìje !”. ["dɔn a, ʧə ka'pɜmə 'dɤjə ɔ trɛ vər'sʉrə ɛ i ʦap'pɜmə 'nʉjə, 'kwɪllə kɛ fa'ʧɪmə... 'midʣə a pə d-ʉnə, a mmedʣa'drɪjə!"] “Don Angelo, ci scegliamo due o tre versure e le zappiamo noi, quello che facciamo… metà ciascuno, a mezzadria!”. || CA¹ mezzadrìje.

mezzalenghe [mɛdʣa'lɛnɡə] agg. Balbuziente, Che ha difficoltà a parlare fluidamente. || RM mèzzalènghe.

mezzanotte [mɛdʣa'nɔttə] sf. Mezzanotte. 

mezzapatacche [mɛdʣapa'takkə] agg. Che ha poco valore, Effeminato. || RM mèzzapatàccke.

mezzejurne mëżżëjúrnë [mədʣə'jurnə] sm. Mezzogiorno. || Anche mizzejurne [midʣə'jurnə]. || RF  a mèzzejurne N.d.R. a mezzogiorno. || RF mèzzejurne [męźźe̯-i̭ųrne̯]

mezzesole mèżżësólë [mɛdʣə'sɤlə] sf. Mezzasuola. || FB mèzzesòle.

mezzone mëzzónë [mət'ʦɤnə] sm. Mozzicone, Cicca. || LR si ce dîve ‘u mezzòne s’u fumàve. [si ʧə 'divə u mət'ʦɤnə s-u fu'mɜvə] N.d.R. se gli davi un mozzicon (di sigaretta) se lo fumava. || VC muzzòne (1929). || LR mezzòne.

m'ha [m-a] pron. pers. + 3ª sing. v. essere. Mi ha. || SA M’ha fatte malamende! [m-a f'fattə mala'mɛndə] Mi ha fatto male.

m'ha [m-a] pron. pers. + pron. atono + 3ª sing. v. essere. Me lo ha.

m'i [m-i] pron. pers. + pron. pl. m. e f.  Me li, Me le. || SA M’i vogghie accattà. [m-i 'vɔɡɡjə akkat'ta] Me li, me le voglio comprare.

miccule ['mikkulə] sf. Lenticchia. || RM mìccule.

miche mìchë ['mɪkə]  avv. di neg. Mica.

mideche mídëchë ['midəkə] sm. Medico. || BF mentr’ u mîedeche studie, ‘u maláte se ne more! ['mɛndrə u 'midəkə s'tʊdjə u ma'lɜtə sə nə 'mɤrə] N.d.R. mentre il medico studia, il malato muore! || FO Acqua pœre e pane, u mideche scenne e u prevete ‘nchiane [Acquä pœre̥ e päne̥, u mide̥c̓́he̥ scenne̥ e u preve̥te̥ ‘nchiäne̥] Acqua, pere e pane, il medico scende e il prete sale. || BF mîedeche. || CS mideche. || FD mìdeche. || TF mìdeke. || FO mideche [mide̥c̓́he̥].

migghie mìgghië ['mɪɡɡjə] sm. Miglio, antica unità di misura lineare. || CA Chi nen vole fà ‘u migghje, fece ‘u migghje e mizze e nate poche [ki nən 'vɤlə 'fa u 'mɪɡɡjə, 'fɜʧə  u  'mɪɡɡj-ɛ m'midʣə ɛ n'atə 'pɤkə] N.d.R. lett. Chi non vuole fare un miglio, fa un miglio e mezzo ed un altro poco. || CA migghje.

migghiere migghie̊rë -érë [miɡ'ɡjɘrə -erə] sf. Moglie || Anche megghiere [məɡ'ɡjerə]  || FO A migghijere è mizze pane [A mi̤gghijere̥ è miʒʒe̥ päne̥] La moglie è metà pane. || FO migghijere [mi̤gghijere̥]. || [fg. mòglie - ital. móglie]

mije mìjë ['mɪjə] agg. poss. Mio, Mia, Mie, Miei. || BF E l’uva mije… l’uva mia ndo stáce?! [ɛ l'ʉva 'mɪjə … l'uva 'mɪjə ndɔ s'tɜʧə?!] N.d.R. E la mia uva… la mia uva dove sta?! || GG mio, mia (1834) || ZO mii, mij (1864). || BF mij / mije (1893), mìje (1894). || TF mìje. || LE mijé. || MM [mmíe̥].

mille míllë ['millə] agg. num. e sm. Mille. || Locuz. Me pare mill’anne. [mə 'pɜrə mill'annə] Non vedo l’ora, lett. Mi sembrano mille anni. || TF mìlle.

Mimì [mi'mɪ] pers.m. Mimì. 

Mimme ['mɪmmə] pers.m. Mimmo. 

mine mìnë ['mɪnə] agg. Molto piccolo, Esiguo, Minuto. || Reduplic. mina mine ['mɪna 'mɪnə] Piccolissima, Assai minuta|| SA ‘A faccia mina mine e ‘u cule quand’è ‘na tine! [a 'fatʧa 'mɪna 'mɪnə ɛ u 'kʉlə 'kwand-ɛ na 'tɪne]  -Ha- il viso molto piccolo ed il culo quanto -è- una tinozza.

mineme mínëmë ['minəmə] agg. superl. di piccolo Minimo.

minerve [mi'nɛrvə] sm. pl. Zolfanelli per accendere le sigarette, Minerva.

minze ['minʣə] agg. Mezzo. || Anche mizze ['midʣə]. || SA Damme minze chine de purtagalle. ['dammə 'minʣə 'kɪnə də purta'ɡallə] Dammi mezzo chilo di arance. || LR minz’.

Miolle [mi'ɔllə] pers. f. Miolla. || ML Miò.

mipe ['mɪpə] agg. Miope. || RM mìpe.

mise mìsë ['mɪsə] 1.sm. pl. Mesi. || al sing. mese  ['mɘsə -esə] Mese. || SA Passene ‘i jurne e ‘i mise e tu nen cagne maje. ['passənə i 'jurnə ɛ i 'mɪsə ɛ ttʊ nən 'kaɲɲə 'mɜjə] || TF mìse.

mise mísë ['misə] 2. pp. Messo. || TF mìse.

miste mìstë ['mɪstə] agg. Misto, Mischiato.

mizze ['midʣə] agg. m. Mezzo, Metà. || al f. mezza ['mɛdʣa]. || Anche minze ['minʣə] || SA Damme mizze litre de latte. ['dammə 'midʣə 'lɪtrə də 'lattə] Dammi mezzo litro di latte. || PM mizze.

mizzejurne [midʣə'jurnə] sm. Mezzogiorno. || Anche mezzejurne [mədʣə'jurnə]. || BF mîezzejûorne (1893). || TF mizzejùrne.  

mizzeprevete [midʣə'prɛvətə] par. comp. dispr. lett. Mezzo prete, Chierico, Seminarista, Assiduo frequentatore di chiese.

mizzetimbe [midʣə'timbə] sost. Persona di mezza età. || MA vicchie, mizzetimpe e guagliune ['vikkjə, midʣə'timbə ɛ ɡwaʎ'ʎʉnə] N.d.R. vecchi, persone di mezza età e ragazzi. || MA mizzetimpe.

'Mmaculate 'Mmaculåtë [mmaku'lɜtə] agg. Immacolato. || pers. f. Immacolata. || FB Da l’albe d’Ammaculàte [da l'albə d-a mmaku'lɜtə] Dall’alba dell’Immacolata. || FB Ammaculàte.

'mmane 'mmånë [m'mɜnə] par. comp. In mano. || BF m-mán (1893). || TF ‘mmane. || BA mmane.

'mmediuse 'mmëdiůsë [mmə'djʉsə] agg. invidioso. || Anche ‘. || EG ‘mmediùse.

'mmetate 'mmëtåtë [m'mətɜtə] pp., agg. e sm. Invitato. || Anche ‘nvetate. || RM 'metàte.

'mmidie [m'mɪdjə] sf. Invidia. || Anche ‘nvidie [ɱ'vɪdjə] || RM 'midije. || RF mmidije / mmidie [mmídi̭e̥̥].

'mmiscka 'mmiscke [m'mɪʃka m'mɪʃkə] locuz. Miscuglio, Confusione. || RM mìscka-mìscke.

'mmizze [m'midʣə] par. comp. In mezzo. || Anche amminze [am'minʣə] .  || SA M’hanne mise ‘mmizze. [m 'annə 'misə m'midʣə] Mi hanno messo in mezzo. || ZO in miezza (1864) || PR  mminz’.

'mmocche [m'mɔkkə] par. comp. In bocca. || BA Tene na salme de diente mocche ['tenə na 'salmə də 'dində m'mɔkkə] Tiene un mucchio di denti in bocca. || BA mocche. || TF ‘mmòcche. || [fg. bòcca - ital. bócca]

mo' [mɔ] avv. Adesso. || inter. Aspetta!. || Locuz. mo punde [mɔ 'pʊndə] Proprio ora. || GG mò (1834). || ZO mo (1864).

mocassine mocassìnë [moka'ssɪnə] sm. Mocassino, Calzatura di pelle.

mode ['mɔdə] sf. Moda. || sm. Modo. || TF mòde.

moderne [mo'dɛrnə] agg. Moderno. || TF modèrne.

molafurce [mola'furʧə] sm. Arrotino. || Anche ammolafurce [ammola'furʧə] || RM molafùrce.

mole mólë ['mɤlə] sf. Mola. || MM na mòle. una mola. || MM mòle. || [fg. móla - ital. mòla]

molle ['mɔllə] sf. Molla, Elastico. || agg. f. Molle, Morbido, Soffice. || al. m. mulle ['mulle] || Locuz.  molle p'i cavezette ['mɔlle p i kavə'ʦɛttə] Reggicalze, Giarrettiera, lett. Molla per le calze. || EG Site pègge de ‘na molle ['sɪtə 'pɛdʤə də na 'mɔllə] N.d.R. Siete peggio di una molla -non vi fermate mai- || EG molle.

momabbije momabbìjë [momab'bɪjə] sm. pl. Soldi, Denari. || Dalla locuz. Mò m’abbije [mɔ m-ab'bɪjə] Ora mi posso avviare. || RM mò m'abbìje. || RF mo-m’abbìje [mo-m-abbı̊i̯e̯].

moneche ['mɔnəkə] sost. Monaco. || pl. m. munece ['munəʧə]. || CA¹ [moneke]. || TF mòneke. || RF moneche [mǫne̯ke̯].

monge ['mɔnʤə] v. Mungere. || Anche munge ['mʊnʤə] || CA¹ [monge].

monopattene [mono'pattənə] sm. Monopattino.

mope ['mɤpə] agg. f. Muta, Che non parla. || LMG mope.

moribbonde [morib'bɔndə] agg. Moribondo.

morre ['mɔrrə] avv. e agg. Assai, Moltissimi, Un sacco. || LR morre.

morte mòrtë ['mɔrtə] sf. e agg. Morte, Morta. || al m. murte ['murtə]. || BF morte (1893). || LMG morte. || LE morté.

mosce ['mɔʃʃə] agg. Lenta, Moscia, Floscia. || al m. musce ['mʊʃʃə]. || RF mosce [mǫšše̯].

mosche ['mɔskə] sf. Mosca. || BA Cosa cuverte nen ce cache la mosche ['kɤsa cu'vɛrtə nən ʧə kɜkə a 'mɔskə] Sugli oggetti coperti non si deposita -caca- la mosca. || SE mosche jànghe ['mɔskə 'janɡə]  N.d.R. mosche bianche. || BF mosche (1894). || TF mòsche. || MG mosche. || AO moske. || FM moscke. || RF mosche [mǫske̯]. || [fg. mòsca - ital. mósca]

mosse ['mɔssə] sf. Mossa, Svenimento, Cenno. || FB mosse.

mostre ['mɔstrə] sm. Mostro. || sf. Prova, Campione, Mostra d’arte. || BA U re ne vole la mostre [u rrɛ nə 'vɤlə a 'mɔstrə] Il re vuole un campione. || LR mostre. || [fg. mòstro/mòstra - ital. móstro/móstra]

motomme [mo'tɔmmə]sm. Motociclo.

move ['mɤvə] v. Muovere. || LR move. || RM mòve. || [fg. muóvere - ital. muòvere]

'mpastà [mpas'ta] v. Impastare. || Anche 'mbastà [mbas'ta] || VC mpastà la farina [mbas'ta a fa'rɪnə] Intridere la farina. || VC mpastà (1929).

'mpenzate 'mpënżåtë [mpən'ʣɜtə] agg. Impensato.

m'u [m-u] pron. pers. + pron. m. Me lo. ||  SA M’u vogghie accattà. [m-u 'vɔɡɡjə akkat'ta] me lo voglio comprare.

mubbelefice [mubbələ'fɪʧə] sm. Mobilificio.

mubbilie [mub'bɪljə] sf. Mobilia, L’insieme dei mobili di una abitazione. || TF mubbìlije.

mucciacone mucciacónë [mutʧa'kɤnə] solo nella locuz. a mmucciacóne [a mmutʧa'kɤnə] A nascondino. || BA ammucciacone.

mucete ['mʊʧətə] agg. e sost. Che sa di muffa. || LA mùcete.

mudille nudíllë [mu'dillə] sm. Modello. || FB mudèlle.

mufalanne [mufa'lannə] sm. L’altro anno. || solo nella locuz. a mufalanne [a mmufa'lannə] Lo scorso anno. || cfr. bufalanne [bbufa'lannə], ammufalanne [ammufa'lannə].

mugghie ['mʊɡɡjə] sm. Fango. || RM mùgghije. || RF mugghie [mųĝĝe̯].

mujine mujìnë [mu'jɪnə] sf. Moina, Gesto affettuoso ma sdolcinato. || cfr. mosse ['mɔssə] || RM mujìne.

mulagnane mulagnånë [mulaɲ'ɲɜnə] sf. Melanzana. || VC mulagnàna / mulignàna (1929). || [fg. melanżàna - ital. melanzàna/melanżàna]

mule ['mʉlə] sm. Mulo. || TF mùle.

mulenare mulënårë [mulə'nɜrə] sm. Mugnaio. || RL Aaah! ammenazz’ lu ciucce ‘u mulenäre ['aaa! ammə'natʦə u 'ʧʊtʧə u mulə'nɜrə] N.d.R. Aaah! incita l’asino il mugnaio. || AO U pòlece nda farìne se credève mulenàre [u 'pɔləʧə nd-a fa'rɪnə sə krə'devə mulə'nɜrə] La pulce nella farina si riteneva molinara. || VF mulenaro (1841). || BA mulenare. || AO mulenàre. || RL mulenäre.

mullà [mul'la] v. Mollare, Allentare la presa, Cedere. || SE Une ca tìre sèmbe ... l’ate ca ‘n mmŏlle màje ['ʉnə ka 'tɪrə 'sɛmbə ... l'atə ka nə m'mɔllə 'mɜjə]. N.d.R. Una che tira sempre, l’altra che non cede mai.  

mulle ['mullə] agg. Molle. || Locuz. mulle mulle ['mullə 'mullə]. Molliccio. || VC mùolle (1929). || SG mulle.

mullechelle mullëchèllë [mullə'kɛllə] sf. Mollichetta, Briciola di pane. || VC mullechèlla (1929). || MU mullechèlle.

mullette mullèttë [mul'lɛttə] sf. Pinzetta di legno o plastica per i panni. || RM mullètte.

mullettone mullëttónë [mullət'tɤnə] sm. Coperta di lana, Coltre. || cfr. cutre ['kʊtrə]. || VC mullettòne (1929).

mulliche mullìchë [mul'lɪkə] sf. Mollica.  

mumende mumèndë [mu'mɛndə] sm. Momento. || PR Me ‘ngande agnu mumende si te guarde [mə n'ɡandə 'ɔɲɲə mmu'mɛndə sə tə 'wardə] N.d.R. Mi incanto ogni momento se ti guardo. || ML mumende. || SA¹ mumente (1933). || CA¹ mumènde. || [fg. momènto - ital. moménto]

munacelle munacèllë [muna'ʧɛllə] sf. Scarafaggio, Giovane suora. || cfr. scarafone [skara'fɤnə] || VC munacèlle (1929). || BA munacelle.

munacille munacíllë [muna'ʧillə] sm. Fraticello. || BA munacielle.

mundagne [mun'daɲɲə] sf. Montagna. || AO Mundàgne e mundàgne nen ze kenfròndene maje [mun'daɲɲə ɛ mmun'daɲɲə 'nən ʣə kən'frɔndənə  'mɜjə] Montagne e montagne non si confrontano mai. || AO mundàgne.

mundagnole mundagnólë [mundaɲ'ɲɤlə] sf. Montagnola. || LE mundagnole. || [fg. montagnóla - ital. montagnòla].

mundanare mundunårë [munda'nɜrə] agg. e sost. Montanaro. || CA Mundanàre: scarpe grosse e cervèlle fine [munda'nɜrə: s'karpə 'ɡrɔssə ɛ tʧər'vɛllə 'fɪnə] N.d.R. Montanaro: scarpe grosse e cervello fine. || CA mundanàre.

mundaruzze mundarùzzë [munda'rʊtʦə] sm Terrapieno, Accumulo, Tumulo di terra. || VF muntaruozzo (1841) || EG mundaruzze. || RM mundarùzze. || CA¹ [mundaruzzᵉ].

mundone mundónë [mun'dɤnə] sm. Mucchio. || VC muntòne (1929).

munduvà [mundu'wa] v. Nominare, Menzionare. || VC Nùmme munduvà [nə mmə mundu'wa] Non mi nominare. || ML ‘nda casa mije n’hadda purtà cchiù e nà vogghje sende manghe de munduà [nda 'kɜsa 'mɪje n'adda pur'ta k'kjʊ ɛ nn-a 'vɔɡɡjə 'sɛndə 'manɡə də mundu'wa] N.d.R. nella mia casa non la deve più portare e non voglio neanche sentirla nominare. || VC munduvà (1929). || TF mundeva’. || ML munduà. || Etimo: dal fr. ant. mentevoir, ital. ant. mentovare, lat. mente habēre “avere in mente”.

munduvate [mundu'wɜtə]sf. Nomea, Fama, Reputazione. || AO menduàte.

munece múnëcë ['munəʧə] sm. pl. Monaci. || sing. moneche ['mɔnəkə] || FO Vijate a te cafone che magne pane e cardone, nuje munece sventurate  a matine carne e a sere frittate [Vijäte̥ a te cafo-ne̥ che̥ magne̥ päne̥ e cardo-ne̥, nuje̥ mune̥ce̥ sve̥nturäte̥  a matine̥ carne̥ e a sere̥ fri̤ttäte̥] Beato te, cafone, che mangi pane e cardi, noi monaci sventurati, la mattina carne e la sera frittata. || BF Passane prîevet'e mmûonece ['passənə 'privətə ɛ m'munəʧə] Ndr. Passano preti e monaci. || BF mmûonece (1893). || FO munece [mune̥ce̥].

munecibbie [munə'ʧibbjə] sm. Municipio, Palazzo di città, Comune. || TF munecìbbije.

munge ['mʊnʤə] v. Mungere. || Anchwe monge ['mɔnʤə].

munne ['mʊnnə] sm. Mondo. || Locuz. ‘nu munne [nu 'mʊnnə] Moltissimi. || MG Ce appresentamm, éreme 'nu munne [ʧ-apprəsən'dammə, 'ɛrəmə nu 'mʊnnə] N.d.R. Ci presentammo, eravamo moltissimi. || CA¹ Mųnnᵉ é sta̸tᵉ, mųnnᵉ ejᵉ, e mųnnᵉ sará! Mah, chissá! ['mʊnnə ɛ s'tɜtə, 'mʊnnə 'ɛjə, ɛ m'mʊnnə sa'ra! ma, kis'sa!] N.d.R.Mondo è stato, mondo è, e mondo sarà! Mh, chissà! || AL Che munne eje quiste qua. [kɛ m'mʊnnə 'ejə 'kwɪstə k'kwa] N.d.R. Che mondo è questo qua. || VC mùnne (1929). || LE munné. || CA¹ [mųnnᵉ]. || RF [mųnne̯].

|| Etimol. dal lat. mundus = mondo, universo; corpi celesti, cielo; globo terrestre, terra.   || [fg. mòndo - ital. móndo]

munnezze [mun'nɛtʦə] sf. Immondizia. || Anche mennezze [mən'nɛtʦə] || VF munnezza (1841) || VC munnèzza (1929). carneva̸le

mupe ['mʉpə] agg. Muto. || CA ‘U figghje mupe, ‘a mamme l’intende [u 'fɪɡɡjə 'mʉpə, a 'mammə l-in'dɛndə] N.d.R. Il figlio muto, la mamma lo capisce. || CA mupe. VC mùpe (1929).

mupesurde [mupə'surdə] agg. Sordomuto. || VC mùpe-sùrde (1929).

murature muratůrë [mura'tʉrə] sf. Muratura.

mure můrë ['mʉrə] sm. Muro, Parete.  ||  TF mùre. || RF mùre [můre̯].
murì [mu'rɪ] v. Morire. || GG e io me staco  a morì de fame [ɛ 'ijə mə s'tɜkə a mmu'rɪ də 'fɜmə] N.d.R. ed io mi sto a morire di fame.  || AO Se sape ndo’ se nasce ma nen ze sape ndo’ se more. [sə 'sɜpə ndɔ sə 'naʃʃə ma nʣə 'sɜpə ndɔ sə 'mɤrə] Si sa dove si nasce ma non si sa dove si muore. || GG morì (1834).

murille muríllë [mu'rillə] sm. Muricciolo. || FB  murèlle. [fg. nuricciólo – ital. muricciòlo]

murirse [mu'rɪrsə] v. rifl. Morirsi. || PM a murirse de fridde fine a matine [a mmu'rɪrsə də 'frɪddə 'fin-a ma'tɪnə] N.d.R. a morire di freddo fino al mattino. || PM murirse.

murtale murtålë [mur'tɜlə] sm. Mortaio. || VC murtàle (1929). || VF murtale (1841).

murtatelle murtatèllë [murta'tɛllə] sf. Mortadella. || VC mortatèlla (1929). || VF murtatella (1841).

murte múrtë ['murtə] pp., agg. e sm. Morto. || al f. morte ['mɔrtə] || MG¹ A chiagne ‘u murte sonde lagreme pérze [a k'kjaɲɲə u 'murtə 'sɔndə 'lakrəmə 'pɛrʦə] A piangere il morto sono lacrime perse. || MM [ęre̥ múrte̥] era morto. || GG muorte (1834) || VC mùorte (1929). || TF mùrte. || MG¹ murte. || CA mûrte. || CA¹ mmùrte [murte].  || MM [múrte̥].  

murtecille murtëcíllë [murtə'ʧillə]  sm. Morticino, Bambino morto. || LR Tenève ‘a faccia vèrde cume ‘u murtecîlle [tə'nevə a 'fatʧa 'vɛrdə 'kum-ɛ u murtə'ʧillə] N.d.R. Aveva la faccia verde come un morticino. || LR murtecîlle.

murtore murtórë [mur'tɤrə] sm. Funerale, Cerimonia funebre per il morto.

murtorie [mur'tɔrjə] sm. Mortorio, Situazione priva di vivacità. || RM murtòrije.

murve ['mʊrvə] sm. Muco. Moccio.

murvusille murvusíllë [murvu'sillə] agg. Moccioso. || cfr. scacchiatille [skakkja'tillə] || RM murvusìlle.

murze mùrzë ['mʊrʦə] sm. Morso, Piccola porzione. || Anche muzzeche ['mʊtʦəkə]. || VC Nu mùorze de pane [nu 'mʊrʦə də 'pɜnə] Un boccone di pane. || VC mùorze (1929).

murzette murzèttë [mur'ʦɛttə] sf. Morsetta. || RM murzètte.

murzille murzíllë [mur'ʦillə] sm. Piccolo morso, Piccola porzione. || Anche muzzechille [mutʦə'killə] || BA murzille.

musale musålë [mu'sɜlə] sm. Tovaglia da tavola.

musce mùscë ['mʊʃʃə] agg. Lento, Moscio, Floscio. || al f. mosce ['mɔʃʃə]  || RF muscemusce molto a rilento. || TF mùsce. || RF musce [mųšše̯].

muscematteje [muʃʃəmat'tejə] par. comp. Lento nei movimenti. || RM muscemattèje.

muschegghione muschëgghiónë [muskəɡ'ɡjɤnə] sm. Moscone. || TF muscagghiòne.

muschele ['mʊskələ] sm. Muscolo. || RM mùskele.

muschille muschíllë [mus'killə] sm. Moscerino. || VC moschìllo (1929).

musciarije musciarìjë [muʃʃa'rɪjə] sf. Fiaccezza, Debolezza, Lentezza. || RF musciarìje [muššarı̊ı̯e̯].

musciarille musciaríllë [muʃʃa'rillə] sm. Gattino 

museche ['mʊsəkə] sf. Musica. || ZO musicheu (1864) || EG museche. || LR mùseche. || [fg. música - ital. múṡica]

mussajule [mussa'jʉlə] agg. Persona dai modi manierosi. || RM mussajùle.

mussarole mussarólë [mussa'rɤlə] sf. Museruola. || VF mussarola (1841) || VC mussaròla (1929).

Muselline Musëllìnë [musəl'lɪnə] cogn. Mussolini. || CA¹ Quànne venìje Musellìne facìrene l’"orchèstra” ‘mmìzze ‘o trattùre. ['kwannə və'nɪjə musəl'lɪnə fa'ʧɪrənə l or'kɛstra m'minʣ ɔ trat'tʉrə] Quando venne Mussolini fecero il palco in mezzo al tratturo. || CA¹ Musellìne.

musse ['mʊssə] sm. Labbro, Muso. || SE ‘a mmusse ‘a mmusse [a m'mʊssə a m'mʊssə] N.d.R. lett. a muso a muso -a distanza ravvicinata- || CA ca segarette a mizz’o musse. [k-a səɡa'rɛttə  m'midʣ-ɔ 'mʊssə] Con la sigaretta fra le labbra. || SA T’agghi’abbuttà ‘u musse. [t 'aɡɡj abbut'ta u 'mʊssə] Ti gonfio il muso. || CA musse. || SE mmusse. || RF [mųsse̯] mustacciule [mustat'ʧʉlə] sm. Mostacciolo, Dolce a base di mosto. || FB mustacciulle.

mustarde [mus'tardə] sf. Mostarda. || VC mustàrda (1929). || RF mustarde [mustárde̯].

mustazze [mus'tatʦə] sm. pl. Baffi. || VC mustàcci (1929). || BA mustazze.

mustracchiotte [mustrak'kjɔttə] agg. Birbante.

mustrecelle mustrëcèllë [mustrə'ʧɛllə] sf. Mostriciattola. || ML Quille desgraziate quande ce ne stace facenne passà cke quell’ata mustrecelle d’a spose ['kwɪllu dəzɡrad'ʣjɜtə 'kwandə ʧə nə  s'tɜʧə fa'ʧɛnnə pas'sa kə k'kwɛll-ata mustrə'ʧɛllə d-a s'pɤsə] N.d.R. Quel disgraziato quante ce ne sta facendo passare insieme a quell’altra mostriciattola della fidanzata. || ML mustrecelle.

mustrecille mustrëcíllë [mustrə'ʧillə] sm. Mostriciattolo. || BA mustrecielle.

mutatore mutatórë [muta'tɤrə] sf. Ricambio di biancheria. || cfr. cagnatore [kaɲɲa'tɤrə]. || RM mutatòre.

mute můtə ['mʉtə] 1. sf. Muta, Quadriga, Carrozza.

mute [m'mutə] 2. sm. Imbuto. || BA mute.

mutive [mu'tɪvə] sm. Motivo. || CA surredive sembe senza mutive [surrə'dɪvə 'sɛmbə 'sɛnʣa mu'tɪvə] Sorridevi sempre senza motivo. || CA mutive.

muttette muttèttë [mut'tɛttə] sm. Motto, Detto, Proverbio.

muzze mùzzë ['mʊtʦə] agg. Monco, Privo di un arto.

muzzecà [mutʦə'ka] v. Mordere. || BA ’U cane muzzecheje u strazzate [u 'kɜnə mutʦə'kejə u strat'ʦɜtə] Il cane morde il barbone. || LA muzzecà.

muzzeche mùzzëchë ['mʊtʦəkə]sm. Morso. || BA muzzeche. || VC mùzzeche (1929). || RF muzzeche [múzze̯ke̯].

muzzette muzzèttë [mut'ʦɛttə] sf. Mantellina per uomo o donna. || BA muzzette.

muzzunare muzzunårë [mutʦu'nɜrə] sm. Ciccaiolo, Chi raccatta cicche per terra.

N

'na [na] agg., sost. pron. e art. indef. f. Un, Una. || al m. ‘nu [nu]. || BF Na vote li tudesche venirn' azzuppà cqua [na 'vɤtə li tu'dɛskə və'nɪrənə atʦup'pa k'kwa] Ndr. Una volta i tedeschi vennero a urtare (trovarsi) qua. || BF na (1893) || VC na  (1929). || TF 'na.

nache ['nɜkə] sf. Culla. || BA nache.

nanarille nanaríllë [nana'rillə] agg. e sm. Nano. || Anche nanette [na'nɛttə], nane ['nɜnə]. || FB nannarille.

nanasse [na'nassə] sf. Ananas. || SA So’ dolece ‘sti nanasse, so’ dolece! [sɔ d'dɔləʧə sti na'nassə, sɔ d'dɔləʧə] Sono dolci queste ananas, sono dolci. || VC nanàssa.

nande ['nandə] avv. Avanti. || Anche ‘nnande  [n'nandə], annande [an'nandə], annanze  [an'nanʣə], ‘nanze  [n'nanʣə]  || BA nante.

nandepaste [nandə'pastə] sm. Antipasto. || VC nantepàste (1929).

nandeporte nandëpòrtë [nandə'pɔrtə]sf. Antiporta. || VC nantepòrta (1929).

nandeveggilie [nandəvəd'ʤɪljə]sf. Antivigilia, Giorno che precede il Natale. || Anche vegilie [vəd'ʤɪljə]. || RM natevegìlije.

nane nånë ['nɜnə] agg. e sost. Nano. || Anche nanette [na'nɛttə], nanarille [nana'rillə].

nanette nanèttë [na'nɛttə] agg. e sost. Nano. || Anche nane ['nɜnə], nanarille [nana'rillə].

Nannì [nan'nɪ] pers. f. Nannina.  

Nannurche [nan'nurkə] pers. m. Nannorco,  Orco.

nanò [na'nɔ] sf. Nonna. || Anche nanonne [na'nɔnnə], mamamme [ma'mammə], mammanonne [mamma'nɔnnə].

nanonne [na'nɔnnə] sf. Nonna. || Anche nanò, mamamme, mammanonne [na'nɔ, ma'mammə, mamma'nɔnnə]. || RF nanonne [nanǫnne̯].

'nanze ['nanʣə] avv. Avanti. || Anche annanze [an'nanʣə], 'nanze [n'nanʣə] || AO 'nànze. || BA nante. || RF nanze [nanźe̯].

Napele ['napələ] top. Napoli. || Anche Napule ['napulə] || BF Naple.

Napelijone Napëlijónë [napəli'jɤnə] pers. m. stor. Napoleone.

Napule ['napulə] top. Napoli. || Anche Napele ['napələ] || FD Nàpule.

nasce ['naʃʃə] v. Nascere. || SA Chi nasce quadre nen more tunne [ki 'naʃʃə 'kwadrə nə m'mɤrə 'tunnə] Chi nasce quadrato non muore rotondo. || MM¹ L’ervë che non vuoj’ a l’uört nascë [l'ɛrvə kɛ nən 'vujə a l'urtə 'naʃʃə] Erba non desiderata nasce nell’orto. || BF nasce.

nascemende nascëmèndë [naʃʃə'mɛndə] sm. Figli, Persone nate. || ML patete mammete e tutt’u nascemende ['patətə, 'mammətə ɛ t'tʊttə u naʃʃə'mɛndə] N.d.R. tuo padre, tua madre e tutti coloro che sono nati. || ML nascemende.

nase ['nɜsə] sm. Naso. || Locuz. pappe e nase ['pappə ɛ n'nɜsə] naso grosso e lungo. || SA Va’  fa’ ‘mbacce ‘o nase ['va 'fa 'mbatʧə ɔ 'nɜsə] Va’ a quel paese -lett. a fare in faccia al naso-. || FD Chi tene nàse, tène criànze [ki 'tenə 'nɜsə 'tenə kri'anʣə] N.d.R. Chi ha naso, ha buona educazione. || AO nase. || FD nàse.

n'ata [n-ata] agg. indef. Un’altra. || SA Stace n’ata vote qua, ma pecchè nze ne vace? [s'tɜʧə n-ata  'vɤtə k'kwa, ma pək'kɛ nʣə nə 'vɜʧə?] Sta un’altra volta qua, ma perché non se ne va? || Nó stije manca  nata jurnata [nə s'tɪjə 'manɡə n'ata jur'nɜtə] N.d.R. Non stette neanche un’altra giornata. ||  GG nata (1834).

Natale [nat] sm. Natale. || RC A Nat’l, a Fogg’ s’ magn’v’ accussì [a nna'tɜlə, a f'fɔdʤə sə maɲ'ɲɜvə akkus'sɪ] A Natale a Foggia si mangiava così. || SA¹ Natäle. || RC Nat’l.

n'ate [n'atə] agg. indef. un altro.

nateche ['natəkə] sf. Natica, paricolare tipo di erba selvatica commestibile. || FB nadeche. || RF nateche [nate̯ke̯].

natrelle natrèllë [na'trɛllə] sf. Anatra. || ZO natrella (1864) || RM natrèlle.

nave ['nɜvə] sf. Nave.

navette navèttë [na'vɛttə] sf. Paletta metallica usata dai venditori al dettaglio per prelevare farina o legumi secchi. || FB navètte. || RF [navętte̯].

nazzanazze [natʦa'natʦə] locuz. Pieno pieno di vino. || FB nazza nazze.

nazzecà [natʦə'ka] v. Cullare. || Anche nazzechijà [natʦəki'ja]. || VC nazzecà (1929). || CA¹ [nazzᵉká].

nazzechijà [natʦəki'ja] v. Cullare, Dondolare. || Anche nazzecà [natʦə'ka]. || RM nazzechijà.

ncanosce [nɡa'nɔʃʃə] v. Non conoscere, Non avere dimestichezza, Non sapere usare. || ML cume se vede ca ‘ncanusce ‘a penne [kumə sə 'vedə ka nka'nʊʃʃə a 'pɛnnə] N.d.R. come si vede che non sai usare la penna -non sai scrivere-.

'nd'a [nd-a] prep. art. inde ‘a ['ində a] Nella, Dentro la.  

nd'a [nd-a] par. comp. nen te la. Non te la. || SA Nd’a vogghie dà. [nd-a 'vɔɡɡjə da] Non te la voglio dare. 

'ndaccà [ndak'ka] v. 1. Intaccare. 2. Intagliare. || RF ndaccà [nt̬akká].

'ndacche ['ndakkə] sm. Taglio, Spacco, Intacco, Incisione, Intaglio. || LA ‘ntacche.

'ndamenate 'ndamënåtë [ndamə'nɜtə] agg. Contaminato, Marcio, Decomposto, Andato a male. || RM 'ntamenàte.

'ndande 'ndàndë [n'dandə] par. comp. Non tanto. || LR Sta guapparìje ‘ndande li piacìje a nu crapàre ca sendìje ‘u fatte [sta ɡwappa'rɪjə n'dandə i pja'ʧɪjə a nu kra'pɜrə ka sən'dɪjə u 'fattə] Questa guapperia non tanto piacque ad un capraro che sentì il fatto.

'ndanninde 'ndanníndë [ndan'nində]  par.  comp.  In un niente, In un attimo. || RM 'nd'annìnde.

nd'e [nd-ɛ] prep. art. Nei, Dentro i. || contraz. di inde ‘e  ['ind-ɛ].. || SA Ije nen m’ammiscke ‘nd’e fatta tuje! ['ijə 'nəmm-am'mɪʃkə nd-ɛ 'fatta 'tʉjə] N.d.R. Io non mi mischio nei fatti tuoi.

'ndarsiate 'ndarsiåtë [ndar'sjɜtə] pp. e agg. Intarsiato.

'ndarsie [n'darsjə] sm. Intarsio.

'ndarsijà [ndarsi'ja] v. Intarsiare.

'ndechetà [ndəkə'ta] sf. Antichità. || EG 'ndechetà.

'ndelenò [ndələ'nɔ] agg. m. Stupido, Sciocco, Fessacchiotto. || RF ndelenò [nde̯le̯nǫ́].

ndemene ndëme̊në -énë [ndə'mɘnə -enə] avv. e congz. Nientedmeno, Nientemeno, Addirittura. || MM [nde̥męne̥].

'ndemberie [ndem'bɛrjə] sf. pl. Intemperie. || EG ‘ndembèrie.

'ndenagghie [ndə'naɡɡjə] sf. Tenaglia. || Anche tenagghie [tə'naɡɡjə] e 'ndenaglie [ndə'naʎʎə] || RF ndenagghie / ndenagghje [nt̬e̯naĝĝe̯]. || RM 'ndenàgghije. || Etimol. dal lat. tardo tenacŭla (pl. di tenacŭlum), drv. di tenēre «tenere».

'ndenaglie [ndə'naʎʎə] sf. Tenaglia. || Anche tenagghie [tə'naɡɡjə] e 'ndenagghie  [ndə'naɡɡjə] || VF  ntenaglia (1841). || VC ntenàglia (1929). || Etimol. dal lat. tardo tenacŭla (pl. di tenacŭlum), drv. di tenēre «tenere».

'ndende 'ndèndë [n'dɛndə] sm. Intento, Lo scopo, Il fine. || v. Intendere, Capire. || LMG nténte. || CA intende.

'Ndeniucce 'Ndëniùccë [ndə'njʊtʧə] pers. m. Antonio. || cfr. Tatonne [ta'tɔnne]  || RM nuje ‘a canuscime da vint’anne, da quanne se spusaje a ‘Ndeniucce ['nʉjə a  kanuʃ'ʃɪmə da vind'annə, da 'kwannə sə spu'sɜjə a ndə'njʊtʧə] N.d.R. noi la conosciamo da venti anni, da quando sposò Antonio. || TF ‘Nduniùcce. || TF ‘Nduniu’. || RM ‘Ndeniucce.

n'denne avedenzie n'dènnë avëdènżië [n 'dɛnnə avə'dɛnʣjə] predic. verb. con neg. Non dare || SA N'denne avedenzie a quilli stubbetarije [n 'dɛnnə avə'dɛnʣjə a k'kwilli stubbəta'rɪjə] Non dare retta a quelle stupidaggini.

'ndepateche [ndə'patəkə] agg. Antipatico. || RM 'ndepàtecke.

'nderizze 'ndërìzzë [ndə'rɪtʦə] sm. Indirizzo. || VC nderìzze (1929).

'nderre [n'dɛrrə] par. comp. Per terra. || TF E’ ‘nùtele a ddìce: a pòvera ggènde accumbàgne sèmbe ... quìlle che stànne k’i ròte ‘n ddèrre dànne sèmbe ‘na màne [ɛ 'nutələ a d'dɪʧə: a 'pɔvəra d'ʤɛndə akkum'baɲɲə 'sɛmbə ... 'kwɪllə kɛ s'tannə k-i 'rɤtə n'dɛrrə 'dannə 'sɛmbə na 'mɜnə] N.d.R. Non c’è niente da dire: la povera gente accompagna sempre ... quelli che stanno con le ruote a terra -che se la passano male- danno sempre una mano. || TF pe ‘n ddèrre [pə n'dɛrrə] N.d.R. per terra. || VF nterra (1841) || MU 'ndèrre. || TF ‘n ddèrre. || CS ntèrre.

'nderzune 'ndërzůnë [ndər'ʦʉnə] par. comp. Di traverso. || RM 'nderzùne.

'nderzuse 'ndërzůsë [ndər'ʦʉsə] agg. Guastafeste, Che fa andare di traverso le situazioni positive. || BA nderzuse.

'ndesce [n'dɛʃʃə] agg. f. Inconcludente, Sciocca. || lett. ‘ndò esce [ndɔ 'ɛʃʃə] Dove esce. || SA ‘Ndo esce e ‘ndo trase. [ndɔ 'ɛʃʃə ɛ ndɔ 'trɜsə] Dove esce e dove entra.

'ndesecate 'ndësëcåtë [ndəsə'kɜtə] agg. Teso, Dritto, Intirizzito dal freddo. || RF ndesecàte [nt̬e̯se̯kåte̯].

'ndesecute 'ndësëcůtə [ndəsə'kʉtə ]agg. Teso, Dritto, Intirizzito dal freddo. || cfr. 'ndesecate [ndəsə'kɜtə] || RF ndesecùte [nt̬e̯se̯kůte̯].

'nd'i [nd-i] prep. art. Nei, Nelle, Dentro i, Dentro le. || contraz. di inde ‘i ['ind-i].

'ndiane 'ndiånë [n'djɜnə] agg.e sm. Indiano. || TF ’ndiàne.

'ndicchie 'ndìcchië [n'dɪkkjə] agg. e sf. Piccolissima quantità. || RM 'ndìcchije.

'ndifferenze [ndiffe'rɛnʣə] sf. Indifferenza. EG ‘ndiffèrènze.

'ndiste 'ndìstë [n'dɪstə] agg. In gamba, Sveglio, Arrogante, Sicuro di sé, Saputo, Sagace, Dritto. || VC ndìste (1929). || PP [ndíste̥].

'ndò [ndɔ] avv. Dove. || Anche andò, addò [andɔ, ad'dɔ].

'nd'o [nd-ɔ] prep. art. Nel, Nello. || contraz. di inde ‘o ['ind-ɔ] Dentro il.

ndò [ndɔ] voce onomat. che riproduce il suono di una campana Ndò. || BF Ndó!. ndó!. ndó! [ndɔ!. ndɔ!. ndɔ!] Ndò, ndò, ndò. || BF ndó.

'ndra [n'dra] prep. sempl. Fra || LE 'ndra.

'ndracchiellere 'ndracchiëlle̊rë -érë [ndrakkjəl'lɘrə -erə] agg. e sost. Pettegola. || Anche 'ndracchiere [ndrak'kjerə] || RM 'ndracchijellère.

'ndracchiere 'nracchie̊rë -érë [ndrak'kjɘrə -erə] sf. Indovina, Chiacchierona, Pettegola. || Anche 'ndracchiellere [ndrakkjəl'lerə] || BA ntracchiere.

'ndrame 'ndråmë [n'drɜmə] sf. pl. Interiora, Visceri, Intestini.

'ndravulijáte 'ndravulijåtë [ndravuli'jɜtə] agg. Aggrovigliato.

'ndregande [ndrə'ɡandə] agg. e sost. Intrigante, Ficcanaso. || VF intregante (1841) || TF 'ndregànde.

'ndregghiere 'ndrëgghie̊rë -érë [ndrəɡ'ɡjɘrə -erə] agg. e sost. f. Impicciona, Intrigante. || AO ndregghjère.

'ndrestute 'ndrëstůtə [ndrəs'tʉtə] pp. e agg. Rattristato, Intristito. || RM 'ndrestùte.

'ndrete 'ndre̊të -étë [n'dretə -etə] avv. Indietro. || Locuz. menarse ‘ndréte [mə'narsə n'dretə] Ritirarsi, Sottrarsi. || TF ‘ndrète. || [fg. indiétro - ital. indiètro]

'ndrettine 'ndrëttìnë [ndrət'tɪnə] sm. Intrattenimento, Qualcosa che distrae. || BA ntrettiene. || LA ‘ntrattine.

'ndrigghjine 'ndrigghjìnë [ndriɡ'ɡjɪnə] agg. e sost. f. Intrigante, Impicciona.

'ndrocchie [n'drɔkkjə] agg. In gamba, Furbo, Che ci sa fare. || RM 'ndròcchije.

'ndrunà [ndru'na] v. Rintronare. || TF ‘ndruna’. || RF ndrunà [nt̬runá].

'ndrunate 'ndrunåtë [ndru'nɜtə] pp. e agg. Intontito, Stordito, Rintronato. || RM 'ndrunàte.

'ndruppecuse 'ndruppëcůsë [ndruppə'kʉsə] agg. Che si inceppa. || RM 'ndruppecùse.

'ndruvulijà [ndruvuli'ja] v. Arrabbiare, Intorbidare. || RF ndrevulijà l’ucchie avere le traveggole. || RM 'ndruvulijà. || RF ndrevulijà [nt̬re̯vule̯i̭á].

'ndruvulijate 'ndruvulijåtë [ndruvuli'jɜtə] pp. e agg. Arrabbiato, Inalberato, Nuvoloso, Intorbidato.

nd'u [nd-u] par. comp. nen te lu [nən t-u] Non te lo.

'ndufate 'ndufåtë [ndu'fɜtə] agg. Riempito eccessivamente. || RM 'ndufàte.

'ndulende 'ndulèndë [ndu'lɛndə] agg. Indolente, Pigro, Apatico. || MG¹ Casa sciocca, génde ‘ndulénde ['kɜsa 'ʃɔkkə, d'ʤɛndə ndu'lɛndə] N.d.R. Casa disordinata, gente pigra. || MG¹ ‘ndulénde.

'ndumacà [nduma'ka] v. Disturbarsi, Rimanere ingozzato dopo aver mangiato con avidità, Restare senza fiato. || LA 'ndummacà. || RF ndummacà [nt̬ummaká].

'ndumacate 'ndumacåtë [nduma'kɜtə] agg. Stomacato, Contrariato, Perturbato. || VC ntumacàte (1929). || AO ndumacàte. || RM 'ndumacàte / 'ndummacàte.

'ndummacuse 'ndummacůsë [ndumma'kʉsə] agg. Taciturno. || RF ndummacùse [nt̬ummakůse̯].

'ndumme 'ndùmmë [n'dʊmmə] agg. Sciocco, Ebete, Scemo, Ritardato nel capire.

'ndunà [ndu'na] v. Intonare. || RF ndunà [nt̬uná].

'ndunacà [nduna'ka] v. Intonacare, Mettere l’intonaco. || VC ntunacà (1929).

'ndundre [n'dundrə] sm. Cafone, Montanaro. || BA ntuntre.

'Ndunelle 'Ndunèllë [ndu'nɛllə] per. f. Antonella. || BA Ntunielle.

'Ndunette 'Ndunèttë [ndu'nɛttə] per. f. Antonietta. || BA Ntunette. || [fg. antoniètta - ital. antoniétta]

'Ndunettelle [ndunət'tɛllə] pers. f. dim. di ‘Ndunette [ndu'nɛttə]. Antonietta.

'nduppà [ndup'pa] v. Urtare. || BA ntuppà. || LA ‘ntuppà.

'nduppe [n'dʊppə] sm. Intoppo, Ostacolo. || VC ntùppo (1929). || LA ‘ntuppe.

'nduppecà [nduppə'ka] v. Inciampare.

'nduppeche [n'dʊppəkə] v. Inciampo.  || VC ntùppeco (1929).

'nduppeluse 'nduppëlůsë [nduppə'lʉsə] pp. e agg. Con ostacoli. || RM 'nduppelùse.

'ndurà [ndu'ra] v. Dorare. || RM 'ndurà.

'ndurate 'nduråtë [ndu'rɜtə] pp. e agg. Dorato. || VC nduràte (1929).

'ndurce [n'durʧə] sm. Involtino. || SG Chi nen vol’ ‘a paste, chi u’ brode, chi i’nturce [ki nən 'vɤlə a 'pastə, ki u b'brɤdə, ki i n'durʧə] N.d.R. Chi non vuole la pasta, chi il brodo, chi gli involtini. || SG 'ntùrce.

'ndurzà [ndur'ʦa] v. Andare di traverso. || VC nturzà (1929). || BA ndurzà. || LA ‘ndurzà.

'ndussecà 'ndussëcà [ndussə'ka] v. Intossicare, Avvelenare. || RM 'ndussecà.

'ndussecate 'ndussëcåtë [ndussə'kɜtə] pp., agg. e sm. Intossicato. || VC ntussecàte (1929). || TF ‘ndussecàte.

'ndustà [ndus'ta] v. Indurire, Irrigidire. || VC ntustà (1929).

'ndustate 'nduståtë [ndus'tɜtə] pp. e agg. Indurito. || LA 'ndustàte. || BA ndustate.

'ndutte [n'dʊttə] avv. In tutto, Del tutto, Tutto compreso. || LR 'ndutte.

ne [nə] avv. di neg. Non.  || ZO ma ne acghio truveut [ma n'aɡɡjə tru'wɜtə] Ma non vi ho trovato. ||  GG nó (1834). || ZO ne (1864).

nè [nɛ] congz. neg. Né, E non. || ME nen penzaje nè ‘a mamme, nè ‘o patre, nè ‘a figghj [nən pən'ʣɜjə 'nɛ a 'mammə, 'nɛ ɔ 'patrə, nɛ a 'fɪɡɡjə] N.d.R. non pensò né alla mamma, né al padre, né alla figlia.  || ZO nè (1864). ||  [fg. nè - ital. né]

nè [nɛ] inter. Ehi!, Dimmi un po'. || cfr. uè [wɛ].

necchiareche nëcchiàrëchë [nək'kjarəkə] sm. Terreno che resta abbandonato a pascolo. || MM necchiáreke.

Necole Nëcólë [nə'kɤlə] pers. m. Nicola. || Anche Cole ['kɤlə]. || CS Necole.

negà [nə'ɡa] v. Negare.  

negghie ['nɛɡɡjə] sf. Nebbia. || avv. di neg. No. || FO Quanne stace a negghije, éscene i trigghije [Quanne̥ stäce̥ a negghije̥, esce̥ne̥ i trigghije̥] Quando c'è la nebbia, escono le triglie.|| AO nègghje. || FO negghije [negghije̥].

negozie [nə'ɡɔdʣjə] sm. Negozio. || TF negòzije.

negre ['nɛɡrə] agg. Nero. || LR nègre.

neguziande [nəɡud'ʣjandə] sm. Negoziante. || MA n’guzziante.

nemecate nëmëcåtë [nəmə'kɜtə] pp. e agg. Inimicato. || RM nemecàte.

nemiche nëmìchë [nə'mɪkə] agg. e sm. Nemico. || MG nemiche.

nemmanghe [nem'manɡə] congz. e avv. Neanche, Nemmeno. || SG nemmànk’.

nen [nən] avv. di neg. Non. || cfr. nze [nʣə] || TF n’è [nn-ɛ] non è. || EG nenn’esce [nənn'ɛʃʃə] N.d.R. non esce. || LC ‘nne mannáve [nnə man'nɜvə] N.d.R. non ne mandava. || GG non, nò (1834) || ZO nin (1864). || ML nen. || BF nen. || EG nenn’. || LC ‘nne. || CA¹ nən. || FO nun [nün].

nen ce [n-nʤə] par. comp. Non ci. || Anche nge [nʤə]  || BF Che stu tîemp' accussì amáre / Nen ce stanne cchiú cafune / M-mîezz' la chiazze -Portariále [kə stu 'timbə akkus'sɪ a'mɜrə / nən ʧə s'tannə k'kjʊ ka'fʉnə / m'midʣə a 'kjatʦə pɔrtari'jɜlə] N.d.R. letter. Con questo tempo così amaro,non ci sono più cafoni, in mezzo alla piazza di Porta Reale. || BF nen ce /  'n-ce (1894). || SG n’ci. || MA n’ ‘nc.

nen te [n-ntə] par. comp. Non ti. || Anche nde [ndə] || LA e de sendirle nen te stanghe maje [ɛ ddə sən'dɪrlə nən tə s'tanɡə 'mɜjə] N.d.R. e di sentirla non ti stanchi mai. || LA nen te.

nenna nènna ['nɛnna] sf. Fanciulla, Ragazza, Fidanzata || Anche nenne ['nɛnnə] || RL nenna.

nenne nènnë ['nɛnnə] sf. Fanciulla. || Anche nenna ['nɛnna] || BA nenne.

nennelle nënnèllë [nən'nɛllə] sf. Ragazzina. || BA nennelle. || LA ‘nennèlle.

nennille nënníllë [nən'nillə] sm. Ragazzino. || BA  nennille.

nepote [nə'pɤtə] sost. sing. Nipote. || pl. nepute [nə'pʉtə] || RF nepoteme, nepotete N.d.R. mio nipote, tuo nipote. || RM nepòte. || RF nepóte [ne̯pọ̈te̯].

nepute nëpůtə [nə'pʉtə] sost. pl. Nipoti. || sing. nepote [nə'pɤtə]  || LMG Pe ‘ìnere e nepute, quille ca fàie e tutte perdute [pə 'jinərə ɛ nnə'pʉtə, 'kwɪllə ka 'fɜjə ɛ 'tʊttə pər'dʉtə] N.d.R. Per generi e nipoti, quello che fai è tutto perduto. || LMG  nepute.

nere ne̊rë -érë ['nɘrə -erə] agg. Nero. || estens. Sporco. || Anche nireche ['nirəkə], nigre ['nɪɡrə], nerghe ['nɛrɡə]. || MAM [nẹre̥].

nerga ['nɛrɡa] agg. f. Nera. || Anche nerghe ['nɛrɡə].

nerghe ['nɛrɡə] agg. Nero. || al f. nerga ['nɛrɡa].

nervature nërvatůrë [nərva'tʉrə] sf. Sistema nervoso, Nervi, Nervatura. || VC nervatùra (1929).  

nerve ['nɛrvə] sm. Nervo.

nervose [nər'vɤsə] agg. f. Nervosa, Irrequieta. || al m. nervuse [nər'vʉsə] || LA E' perduna' a Marije, stace nervose e ogne tande pèrde a paciènze [ɛ pərdu'na a mma'rɪjə, s'tɜʧə nər'vɤsə ɛ 'ɔɲɲ-ɛ t'tandə 'pɛrdə a pa'ʧjɛnʣə] N.d.R. Devi perdonarla Maira, sta nervosa e ogni tanto perde la pazienza. || LA nervose.

nervuse nërvůsë [nər'vʉsə] agg. m. Nervoso, Irrequieto. || al f. nervose [nər'vɤsə].

nesciune nësciůnë [nəʃ'ʃʉnə] agg. e pron. indef. Nessuno. || al f. nisciuna [niʃ'ʃuna]. || Anche nisciune nisciůnë [niʃ'ʃʉnə] ||  LE nésciuné. || RF nesciùne [ne̯ššůne̯]. || Etimol. dal lat. ne ipse ūnus «neppure uno solo».

nespele ['nɛspələ] sf. Nespola. || CA Cku tîmpe e ca pagghie se matùrene ‘i nèspele [k-u 'timbə ɛ kk-a 'paɡɡjə sə ma'tʊrənə i 'nɛspələ] N.d.R. lett. Con il tempo e la paglia maturano le nespole. || CA nèspele.

neure ['nɛurə] sf. Neuro, Clinica neurologica.

neve ne̊vë -évë ['nɘvə -evə] sf. Neve. || BF Già lu tîempe stáci-a nneve [d'ʤa u 'timbə s'tɜʧə a n'nevə] Ndr. lett. Già il tempo sta a neve  (preannuncia neve). || BF neve (1894).|| FB nève. || DLC néve. || RF néve [nẹ̊ve̯].

nevecate nëvëcåtë [nəvə'kɜtə] pp. Nevicato. || sf. Nevicata. || CA Ha chiùppete e nevecàte e i fûsse se sò apparàte [a k'kjʊppətə ɛ nnəvə'kɜtə ɛ i 'fussə sə sɔ appa'rɜtə] N.d.R. Ha piovuto e nevicato ed i fossi si sono riempiti. || CA nevecàte.

nevralgije nevralgìjë [nevral'ʤɪjə] sf. Nevralgia.

nevrasteneche [nevras'tɛnəkə] agg. Nevrastenico.

nevrose [ne'vrɤsə] sf. Nevrosi.

'nfamà [nfa'ma] v. Denunciare, Riferire, Riportare notizie su qualcuno per fargli del male. || RM 'nfamà.

'nfame 'nfåmë [n'fɜmə] agg. Infame, Pessimo. || EG che vita ‘nfàme! [kɛ v'vita n'fɜmə!]  N.d.R. che vita infame. || EG 'nfàme. || SA¹ ‘mpäme.

'nfamone 'nfamónë [nfa'mɤnə] sm. Spione, Informatore, Chi riferisce notizie su qualcuno allo scopo di fargli del male. || CS U nfamone more súbbete [u nfa'mɤnə 'mɤrə 'sʊbbətə] N.d.R. Lo spione muore presto. || CS nfamone.

'nfarenà [nfarə'na] v. Infarinare, Cospargere alimenti di farina.

'nfastedià [nfastə'dja] v. Infastidire. || Anche fastedià [fastə'dja]. || RM 'nfastedijà.

'nfermire 'nfërmírë [nfər'mirə] sm. Infermiere.

'nfracedà [nfraʧə'da] v. Infradiciare. || Anche 'nfracetà [nfraʧə'ta]  || VC nfracidà (1929).

'nfracetà [nfraʧə'ta] v. Infradiciare. || Anche 'nfracedà [nfraʧə'da]. || RM nfracità.

'nfrasckijate 'nfrasckijåtë [nfraʃki'jɜtə] agg. Adorno di frasche. || RA Int’i carrozzé nfraschijaté [nd-i kar'rɔtʦə nfraʃki'jɜtə] N.d.R. Nelle carrozze adorne di frasche. || RA nfraschijaté.

'nfumecate 'nfumëcåtë [nfumə'kɜtə] pp. e agg. Affumicato.

'nfurnà [nfur'na] v. Informare. || SA Va’ 'nfurne ‘u pane! [va n'furnə u 'pɜnə] Va’ ad infornare il pane. || RM 'nfurnà.

'ngacchiate 'ngacchiåtë [nɡak'kjɜtə] pp. e agg. Arrabbiato. || AO ncacchijàte.

'ngacchiuse 'ngacchiůsë [nɡak'kjʉsə] agg. Facile ad arrabbiarsi, Iroso.

'ngalirie [nɡa'lirjə] sf. Ingordigia, Avidità. || RM 'ngalìrije.

'ngalvaccà [nɡalvak'ka] v. Accavallare.

'ngambagne [nɡam'baɲɲə] par. comp. In campagna. || ZO incampagna (1864). || MM [ngambáňňe̥]. || RL ‘n-campagne.

'ngandà [nɡan'da] v. Incantare. || RF se ngandàje N.d.R. si incantò. || RF ngandà [nk̬ant̬á].

'ngandate 'ngandåtë [nɡan'dɜtə] pp. e agg. Incantato, Poco presente.

'ngannà [nɡan'na] v. Ingannare. || FD Chi t’àme te ngànne, chi t’odje te scànne [ki t'ɜmə tə n'ɡannə, ki t'ɔdjə tə s'kannə] N.d.R. Chi ti ama ti inganna, chi ti odia ti scanna.

'nganne [n'ɡannə] sm. Inganno. || FD ngànne.

'nganne [n'ɡannə] par. comp. In gola. || Locuz. mette ‘a foca ‘nganne ['mɛttə a 'fɤka n'ɡannə] soffocare, lett. Mettere una stretta alla gola. || SA M’è rumaste ‘nganne! [m-ɛ rru'mastə n'ɡannə] Mi è rimasto in gola. || SG A fatiche a vole ‘n’ganne [a fa'tɪkə a 'vɤlə n'ɡannə] N.d.R. Il lavoro lo vuole in gola -non ha voglia di lavorare-. || MAM [me̥  fǻše̥ mǻle̥  n-ɡánne̥] mi fa male la gola. || BA nganne. || SG ‘n’ganne. || EG 'nganne. || VF ncanno (1841) || MAM  [n-ɡánne̥].

'ngape 'ngåpë [n'ɡɜpə] par. comp. In testa. || BA ncape a la terre [n'ɡɜpə a 'tɛrrə] era chiamato il borgo dei caprai, perché trovasi a porta Troia, cioè dalla parte più alta della città, verso il  Subappennino. || BA ncape. || PM ‘ncape.

'ngappà [nɡap'pa] v. Acchiappare, Acciuffare. || LA 'ngappà. || RF ngappà [ṇk̬appá].

'ngappacane 'ngappacånë [nɡappa'kɜnə] sm. Accalappia-cani. || BA ngappacane.

'ngappuccià [nɡapput'ʧa] v. Incappucciare.

'ngarcerà [nɡarʧə'ra] v. Incarcerare. || RM 'ngarcerà.

'ngarcerate 'ngarceråtë [nɡarʧə'rɜtə] pp. Incarcerato. Anche carcerate [karʧə'rɜtə] || SA L’hanne carcerate. [l 'annə karʧə'rɜtə] L’hammo messo in galera. || RM  'ngarceràte.

'ngarecà [nɡarə'ka] v. Preoccuparsi, Prendersi carico.

'ngarecanne [nɡarə'kannə] par. comp. Non preoccuparti, Sta tranquillo, lett. Non assumere incarchi. || SA ‘Ngarecanne ca ce penze ije! [nɡarə'kannə ka ʧə 'pɛnʣə 'ijə] Non preoccuparti che ci penso io. || ML ‘garecanne.

'ngarecate 'ngarëcåtë [nɡarə'kɜtə] pp. e agg. Incaricato. || RM 'ngarecàte.

'ngarnarse [nɡar'narsə] v. rifl. Attaccarsi, Provare piacere nel fare qualcosa.

'ngarrà [nɡar'ra] v. Trovare, Indovinare, Riuscire, Imbroccare. || Anche angarrà [anɡar'ra] || VC ngarrà (1929).

'ngarrate 'ngarråtë [nɡar'rɜtə] pp. e agg. Riuscito, Indovinato, Azzeccato, Colpito nel segno. || RM 'ngarràte.

'ngarrettà [nɡarrət'ta] v. lett. Mettere nella carretta, Trasportare. || LA 'ngarrettà.

'ngarrozze [nɡar'rɔtʦə] par. comp. In carrozza. || BA A superbie esce ncarrozze e s’arritire a piede [a su'pɛrbjə 'ɛʃʃə nɡar'rɔtʦə ɛ ss-arr'tɪrə a p'pidə] La superbia esce in carrozza e rincasa a piedi. || BA ncarrozze.

'ngasà [nɡa'sa] v. Premere. || VC ncasà (1929).

'ngascià [nɡaʃ'ʃa] v. Incassare. || RM 'ngascià.

'ngasciature 'ngasciatůrë [nɡaʃʃa'tʉrə] sf. Rincocciatura, Rivestimento di una muratura.  

'ngatenà [nɡatə'na] v. Incatenare. || RM 'ngatenà.

'ngavallarije 'ngavallarìjë [nɡavalla'rɪjə] par. comp. In cavalleria. || TF ‘n gavallerìje. || AO ngavallarìje.

'ngavvalcà [nɡavval'ka] v. Incavalcare,  Accavallare.

'ngazzà [nɡat'ʦa] v. Incazzare, Arrabbiare, Infuriare.  

'ngazzate 'ngazzåtë [nɡat'ʦɜtə] pp. e agg. Incazzato, Arrabbiato, Infuriato. || RM 'ngazzàte.

'ngazzatore 'ngazzatórë [nɡatʦa'tɤrə] sf. Solco che lascia nel terreno la ruota del carretto. || cfr. carrare [kar'rɜrə].

nge [nʤə] par. comp. Non ci. || Anche nen ce  [nən ʧə], nen ge [nən ʤə]  || SA Nge fastedianne ‘u carattere! [nʤə fastə'djannə u ka'rattərə] Non ci dare fastidio. || GF Nuje sti cande n’ge l’amma scurdà; mo vi facime mbarà ['nʉjə sti 'kandə nʤə l'amma skur'da; mɔ vi fa'ʧɪmə mba'ra] Noi questi canti non dobbiamo scordarli; ora ve li facciamo imparare. || LR nen 'nge pozze venì [nʤə 'pɔtʦə və'nɪ] Non ci posso venire. || GF n’ge. || CA¹ [ngᵉ]. || EG ‘nge. || AO nen ge. || || LR nen 'nge.

nge 'a [nʤa] par. comp. Non ce la. || Anche ngia [nʤa] || SA Nge 'a fazze chjú! [nʤa 'fatʦə k'kjʊ] N.d.R. non ce la faccio più. || SG n’cia. || LR nen ‘nge ‘a. || CA¹ nen ge ‘a.

'ngecalì [nʤəka'lɪ] v. Accecare. || FB 'ngecalè.

'ngecalute 'ngëcalůtë [nʤəka'lʉtə] pp. e agg. Accecato. || RM 'ngecalùte.

'ngegnà [nʤəɲ'ɲa] v. Inaugurare, per lo più riferito a vestiti, usare per la prima volta. || VC ngignà (1929).

'ngegnate 'ngëgnåtë [nʤəɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Inaugurato. || EG 'ngegnàte.

'ngegne [n'ʤɛɲɲə] sm. Chiosco di bibite. || BA ngegne.

'ngegnose [nʤəɲ'ɲɤsə] agg. f. Ingegnosa. || al m. 'ngegnuse [nʤəɲ'ɲʉsə]. || FO Casa strette, fèmmene ‘ngegnose! [Casa strette̥, femme̥ne̥ ‘nge̥gnọse̥!] Casa stretta, donna ingegnosa. || FD ngegnòse. || TF ‘ngignòse. || FO ‘ngegnose [‘nge̥gnọse̥].

'ngegnuse 'ngëgnůsë [nʤəɲ'ɲʉsə] agg. Ingegnoso. || al f. 'ngegnose [nʤəɲ'ɲɤsə]. || RM 'ngegnùse.

'ngenagghie [nʤə'naɡɡjə] sf. Il basso ventre, La regione dell’inguine, Anguinaia. || Anche angenagghie [anʤə'naɡɡjə]. || TF ‘ngenàgghije.

'ngenate 'ngënåtë [nʤə'nɜtə] agg. Colpo di bastone, Bastonata. || RM 'ngenàte. || RF ngenàte [nč̬e̯nåte].

'ngenedì [nʤənə'dɪ] v. Ammorbidire. || BA ncenedi.

'ngenette 'ngënèttë [nʤə'nɛttə] sm. Strumento metallico usato come guida per sistemare le ruote della bicicletta. 

'ngénue [n'ʤɛnuə] agg. e sm. Ingenuo. || cfr. sckette [ʃ'kɛttə] || RM ‘ngénue.

'ngeprijà [nʤəpri'ja] v. Incipriare, dare la cipria.

'ngeprijarse [nʤəpri'jarsə] v. rifl. Incipriarsi.

'ngeprijate 'ngëprijåtë [nʤəpri'jɜtə] pp. e agg. Incipriato.  

'nghiaccà [nɡjak'ka] v. Sporcare. || BA nchiaccà. || LA ‘nghiaccà.

'nghiaccatorie [nɡjakka'tɔrjə] sm. Situazione di grande trascuratezza. || BA nchiaccatorio.

'nghianà [nɡja'na] v. Salire. || Anche anghianà [anɡja'na] || TF ‘nghiana’.

'nghianate 'nghianåtë [nɡja'nɜtə] sf. Salita. || RM 'nghjanàte.

'nghianatore 'nghianatórë [nɡjana'tɤrə] sf. Salita.

'nghiavecarse [nɡjavə'karsə] v. rifl. Infognarsi, Riempirsi.

'nghiummà [nɡjum'ma] v. Impiombare. || estens. Appesantire. || VC nchiummà (1929).

'nghiummarille 'nghiummaríllë [nɡjumma'rillə] sm. Piccolo pezzo di intestino di agnello macellato e attorcigliato per esser cotto sulla brace. || cfr. turcenille [turʧə'nillə], 'nghiummetille [nɡjummə'tillə] || RM 'nghjummarìlle.

'nghiummate 'nghiummåtë [nɡjum'mɜtə] agg. Frastornato, Colpito, Rimasto di sasso, lett. Impiombato. || AO E' rumaàste nghjummàte! [ɛ rru'mastə nɡjum'mɜtə] È rimasto mpiombato. || VC ngnummàto (1929). || AO nghjummàte / nchjummàte.

'nghiumme 'nghiùmmë [n'ɡjʊmmə] sm. Gruzzolo. || RM 'nghjùmme.

'nghiummetille 'nghiummëtíllë [nɡjummə'tillə] sm. Piccolo pezzo di intestino di agnello macellato e attorcigliato per esser cotto sulla brace. || cfr.  turcenille [turʧə'nillə], 'nghiummarille [nɡjumma'rillə] || RM 'nghjummetìlle.

'nghiummuse 'nghiummůsë [nɡjum'mʉsə] agg. Alquanto sordo, Che ha difficoltà a capire, Dalla capacità intellettiva limitata. || AO  nghjummùse.

'nghiuppate 'nghiuppåtë [nɡjup'pɜtə] agg. Compresso, Riempito eccessivamente. || RM 'nghjuppàte.

'nghiuse 'nghiůsë [n'ɡjʉsə] pp. e agg. Rinchiuso. || VC nchiùso (1929).   

'nghiuvà [nɡju'wa] v. Inchiodare. || VC nchiuvà (1929). || RM 'nghjuvà. || TF ‘nghiuva’.

'nghiuvate 'mghiuvåtë [nɡju'wɜtə] pp. e agg. Inchiodato. || RM 'nghjuvàte.

'nghjimà [nɡji'ma] v. Imbastire. || VC nghimmà (1929). || RM 'nghjimà.

ngi [nʤɪ] par. comp. Non glieli. || SA Ngi vogghie fa vedè! [nʤi 'vɔɡɡjə fa və'dɛ] Non glieli voglio far vedere.

ngia [n'ʤa] par. comp. Non ce la. || Anche nge 'a  [n'ʤa] || SA Ngia fazze chjú! [n'ʤa 'fatʦə k'kjʊ] N.d.R. non ce la faccio più. || SG n’cia. || LR nen ‘nge ‘a.

'ngiaffagghiate 'ngiaffagghiåtë [nʤaffaɡ'ɡjɜtə] agg. Ben arredato, Piuttosto ricercato. || RM 'ngiaffagghijàte.

'ngiambà [nʤam'ba] v. Inciampare. || cfr. 'ngiambecà [nʤambə'ka]  || RM 'ngiambà.

'ngiambecà [nʤambə'ka] v. Inciampare. || cfr. 'ngiambà [nʤam'ba]. || VC ngiampecà (1929).

'ngiaramà [nʤara'ma] v. Abbindolare, Conquistare, Convincere. || FB ngiramà.

'ngile 'ngílë [n'ʤilə] par. comp. In cielo. || CS ncile.

'ngina [n'ʤɪna] solo nella locuz. 'ngina 'nganne [n'ʤɪna n'ɡannə] Angina, Infiammazione della faringe e delle tonsille, lett. Infiammazione in gola. || cfr. angine [an'ʤɪne] || BA ngina nganne.

'ngine [n'ʤɪne]sm. Uncino, Lungo bastone usato dai guardiani di armenti. || BA ncine.

'nginze [n'ʤinʣə] sm. Incenso. || FD Agghje pèrze, ngìnze e capetàle ['aɡɡjə 'pɛrʦə n'ʤinʣə ɛ kkapə'tɜlə] N.d.R. Ho perso incenso e capitale. || FD ngìnze. || CS nginze. || RG ‘ncinze.

ngiu [nʤʊ] par. comp. Non ce lo, Non glielo. || SA Ngiu vogghie dice! [nʤʊ 'vɔɡɡjə 'dɪʧə] Non glielo voglio dire. 

'ngiurà [nʤu'ra] v. Ingiuriare, Insultare. || MG¹ U vòve 'ngiure l'asene curnute [u 'vɤvə n'ʤʉrə l’asənə kərnʉtə] N.d.R. Il bue insulta l’asino –di essere- cornuto. || LA 'ngiurà. || BA ngiurà.

'ngogghie [n'ɡɔɡɡjə] v. Sorprendere. || RM 'ngògghìje.

'ngole 'ngólë [n'ɡɤlə] par. comp. In gola. || Meglio 'nganne [n'ɡannə].

'ngondre [n'ɡɔndrə] sm. Incontro. || [fg. incòntro - ital. incóntro]

'ngozze [n'ɡɔtʦə] solo nella locuz. nen me 'ngozze [nən mə n'ɡɔtʦə]. Non mi va, Non ho voglia di farlo. || SA ’A fatiche se chiame checozze, e a me nen me 'ngozze [a fa'tɪkə sə 'kjɜmə kə'kɔtʦə, ɛ a mmɛ nə mmə n'ɡɔtʦə] Il lavoro si chiama zucca e a me non va giù. || FD a me nen m’ingozze [a mmɛ nə mmə n'ɡɔtʦə] N.d.R. a me non va di farlo. || FD ingozze.

'ngrambe [n'ɡrambə] par. comp. In possesso. || LR 'ngràmbe.                                                                                       

'ngrassà [nɡras'sa] v. Ingrassare. || MA l’ucchje du patrune ‘ngrasse ‘u cavalle [l'ukkjə d-u pa'trʉnə n'ɡrassə u ka'vallə] N.d.R. l’occhio del padrone ingrassa il cavallo. || RM 'ngrassà.

'ngrassate 'ngrassåtë [nɡras'sɜtə] pp. e agg. Ingrassato. || RM 'ngrassàte.

'ngrate 'ngråtë [n'ɡrɜtə] agg. Ingrato. || GF ‘ngràte.

'ngrazie [n'ɡradʣjə] par. comp. Nella grazia. || Locuz. 'ngrazie a Ddije [n'ɡradʣjə a d'dɪjə], 'ngrazie de Ddije [n'ɡradʣjə də d'dɪjə] Nella grazia di Dio, Ringraziando Dio. || TF ‘ngrazije a DDìje. || BA ngrazie a Die.

'ngreccate 'ngrëccåtë [nɡrək'kɜtə] pp. e agg. Eretto, Irrigidito, Teso verso l’alto. || FB ngreccàte.

'ngrefà [nɡrə'fa] v. Arricciare. || Locuz. 'ngrefà ‘u náse [nɡrə'fa u 'nɜsə] Arricciare il naso. || LA 'ngrefà. || BA ngrifà.

'ngrefate 'ngrëfåtë [nɡrə'fɜtə] pp. e agg. Ingrugnato, Ingrugnito, Infastidito, Stizzito, Eccitato sessualmente, Sdegnato. || TF 'ngrefàte.

'ngresciuse 'ngrësciůsë [nɡrəʃ'ʃʉsə] agg. Increscioso, Svogliato, Trascurato, Neghittoso, Indolente. || BA ncresciuse.

'ngroce [n'ɡrɤʧə] par. comp. In croce. || LMG Pe vénge ‘u ‘nténte suie, mettarrie ‘ncroce pur’ a Criste [pə v'vɛnʤə u n'dɛndə 'sʉjə, məttar'rɪjə n'ɡrɤʧə 'pʉrə a k'krɪstə] N.d.R. Per ottenere il suo scopo metterebbe in croce anche Cristo. || LMG 'ncroce.

'ngrugnà [nɡruɲ'ɲa] v. Ingrugnare, Immusonire. || CA Si Marze s’ngrugne, te fàce zumpà l’ogne [si 'marʦə  sə n'ɡrʊɲɲə, tə  'fɜʧə ʦum'ba l'ɔɲɲə] N.d.R. Se marzo si ingrugna, ti fa saltare le unghie. || RF se ngrugne N.d.R. si arrabbia. || RF ngrugnà [ṇġruññá].

'ngrugnate 'ngrugnåtë [nɡruɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Ingrugnato, Ingrugnito, Imbronciato, Adirato, Di malumore. 

'nguacchjà [nɡwak'kja] v. Sporcare, Imbrattare, Insozzare. || RF nguacchià i mùre N.d.R. sporcare i muri. || AO nguacchjà. || RF nguacchià [ṇk̬ṷaĉĉá].

'nguacchiatorie [nɡwakkja'tɔrjə] sm. Situazione caotica, contorta, Luogo sporco, || RM 'nguacchjatòrije.

'nguacchie [n'ɡwakkjə] sm. Sgorbio, Macchia, Imbroglio, Cosa cattiva. || AO nguàcchje.

'nguacchione 'nguacchiónë [nɡwk'kjɤnə] agg. superl. Sporcaccione, Confusionario, Caotico. || BA  nquacchione.

'nguajate 'nguajåtë [nɡwa'jɜtə] pp. e agg. Inguaiato, Afflitto, Desolato. || LE Cum' e lu 'nguaijaté ['kum-ɛ u nɡwa'jɜtə] Come il misero, sopraffatto dai guai. || LE 'nguaijaté. || LC ‘nguajáte.

'nguartate 'nguartåtë [nɡwar'tɜtə] agg. Arrabbiato. || Anche arraggiate, ‘ngazzate. || LR Chè staje ‘nquartàte, Assù, chè t’è succîsse? Avéssema fa ‘a llite a notte a notte! [kɛ s'tɜjə nɡwar'tɜtə, as'sʊ, kɛ tt-ɛ suc'cissə? a'vɛssəma fa a l'litə a n'nɔttə a n'nɔttə!] N.d.R. Che stai arrabbiata, Assunta, che cosa ti è successo? Non faremo mica lite in tarda serata! || LR ‘nquartàte. || LR ‘nguartate.

'ngujatate 'nguajåtë [nɡuja'tɜtə] pp. e agg. Arrabbiato. || FB 'ngujtàte.

'ngujutà [nɡuju'ta] v. Inquietare, perdere la pazienza, Arrabbiarsi. || RM 'ngujutà.

'ngulazzate 'ngulazzåtë [nɡulat'ʦɜtə] pp. e agg. lett. Appoggiato sul di dietro. || FB ngulazzàte.

'ngule [n'ɡʉlə] par. comp. In culo, Nel sedere. || TF ‘n gùle. || CS ncule.   

'ngulle [n'ɡullə] avv. Addosso. || Locuz. 'ngulla ngulle [n'ɡulla n'ɡullə] Addosso addosso, Sempre dietro, Costantemente appiccicato. || GG ncuollo (1834).

'ngulunnà [nɡulun'na] v. Incolonnare. || RM 'ngulunnà.

'ngumbagnije 'ngumbagnìjë [nɡumbaɲ'ɲɪjə] par. comp. In compagnia. || BF Ki váce n-cumpagnije, Tròv’ la morte pe la vije! [ki 'vɜʧə nɡumbaɲ'ɲɪjə 'trɤvə a 'mɔrtə p-a 'vɪjə] N.d.R. Chi va in compagnia, trova la morte per la via! || BF n-cumpagnije (1894). || RM 'ngumbagnìje.

'ngumbronde [nɡum'brɔndə] par. comp. In confronto. || LE 'A paure d'a morté eija nijenté 'ngumbrondé! [a pa'ʉrə d a 'mɔrtə 'ejə 'nində nɡum'brɔndə] La paura della morte è niente in confronto. || LE 'ngumbrondé.

ngundrà [nɡun'dra] v. Incontrare. || TF  ‘ngundra’.

'ngunvalescenze [nɡunvaləʃ'ʃɛnʣə] par. comp. In convalescenza. || MG me mannarene ‘ncunvalescenze [mə man'narənə nɡunvaləʃ'ʃɛnʣə] N.d.R. mi mandarono in convalescenza. || MG ‘ncunvalescenze.

'nguraggià [nɡurad'ʤa] v. Incoraggiare. || RM 'nguraggià.

'ngurdate 'ngurdåtë [nɡur'dɜtə] pp. e agg. Incordato,  Irrigidito, Indurito. || BA ngurdate. || LA ‘ngurdate.

'ngurnate 'ngurnåtë [nɡur'nɜtə] pp. e agg. Incoronato. || sf. Incornata. || pers. f. Incoronata. || SA 'A Madonne 'i 'Ngurnate. [a ma'dɔnn-inɡur'nɜtə] La Madonna dell’Incoronata. || || EG 'Ngurnàte. || RA Incurnaté.

'Ngurnatelle 'Ngurnatèllë [nɡurna'tɛllə] pers. f. dim. di ‘Ngurnate [nɡur'nɜtə] Incoronata. || Anche ‘Ngurnatè [nɡurna'tɛ] || LMG ‘Ngurnatelle.

'ngurnecià [nɡurnə'ʧa] v. Incorniciare.

'ngurparà [nɡurpa'ra] v. Incorporare, Tenere dentro.

'ngurparate 'ngurparåtë [nɡurpa'rɜtə] pp. e agg. Incorporato, Satollo, Rimpinzato. || BA ncurparate. || LA ‘ngurparate. || RF ngurparàte [ṇk̬urparåte̯].

'ngurpe [n'ɡʊrpə] par. comp. In corpo. || LA ‘ngûrpe. 

'ngutecute 'ngutëcůtə [nɡutə'kʉtə] agg. Ridotto in cotica, Incoticato. || VC ncutecùte / incuticùte (1929).

nicchie nìcchië ['nɪkkjə] sf. Nicchia, Loculo. || RM nìcchije. || RF nicchje / nicchie / nnicchie [niĉĉe̯] / [nįĉĉe̯] / [nnįĉĉe̯]

niche ['nikə] sm. Neo. || CS Neo.

nide nídë ['nidə] sm. Nido. || FD A’ ogni passarìlle piàce u’ nìde sùije [a 'ɔɲɲi ppassa'rillə 'pjɜʧə u 'nidə 'sʉjə] N.d.R. Ad ogni passerotto piace il proprio nido. || FD nìde.

nigghie nìgghië ['nɪɡɡjə] sm. Nibbio. || TF nìgghije. || BA nigghie.

nigre ['nɪɡrə] agg. Nero. || PR cu st’ucchie nicr’ [kə st'ukkjə 'nɪɡrə] N.d.R. con questi occhi neri. || LA nigre. || PR nicr’.

'nille 'níllë ['nillə] sf. Anello. || Anche anille [a'nillə] declinato al m. || RM nìlle.

ninde níndë ['nində] pron. indef., avv. e sm. Niente, Nulla. || Anche nninde [n'nində]. || FD Chi tròppe vòle, ninte pìgghije [ki 'trɔppə 'vɤlə, 'nində 'pɪɡɡjə] N.d.R. Chi troppo vuole, niente prende. || GG niente (1834) || ZO nient (1864). || TF nìnde. || LE nijenté. || PR nînde. || FD ninte. || EG nïnde.

ninna ['ninna] sf. Voce fonosimbolica per indicare il sonno del bambino. || VC ninna (1929).

ninnananne [ninna'nannə] sf. Ninnananna, C  ninna-nonna (1929).

ninne ['nɪnnə] sm. Bambino. || BA ninne. || PP [nínne̥].

nireche nírëchë ['nirəkə] agg. Nero. || Anche nere ['nerə], nigre ['nɪɡrə], nerghe ['nɛrɡə], nireche ['nirəkə], , || RM nìrecke.

nirve ['nirvə] sm. Nervo. || VC nìerve (1929).

nisciuna [niʃ'ʃuna] agg. e pron. indef. f. Nessuna. || al m. nisciune nisciůnë [niʃ'ʃʉnə]. || TF niscìuna.

nisciune nisciůnë [niʃ'ʃʉnə] agg. e pron. indef. Nessuno. || al f. nisciuna [niʃ'ʃuna]. || Anche nesciune nësciůnë [nəʃ'ʃʉnə]. || BF 'n-ce stâce cchiù nisciune / Ca li chiám' a ffategà / P' la campagn' o p' la cetà [nən ʧə stɜʧə k'kjʊ nniʃ'ʃʉnə / kə i 'kjɜmə a ffatə'ɡa / p-a kam'baɲɲə ɔ p-a ʧət'ta] N.d.R. non c'è più nessuno / che li chiama a lavorare / per la campagna o perla città .|| BA eja nu nisciune ['ejə nu niʃ'ʃʉnə] non vale niente. N.d.R. lett. È un nessuno. || SG ‘n’agghie maie ditte male di nisciùne!!!  [n'aɡɡjə 'mɜjə 'dɪttə 'mɜlə də niʃ'ʃʉnə] N.d.R. non ho mai detto male di nessuno!!! || BF nisciune (1894). || SG nisciùne. || BA nisciune. || TF nissciùne. || MA niscjune. || RF nisciùne [niššůne̯]

nn'a [nn-a] par. comp. nen la [nn-a]. Non la. || ML nà vogghje sende [nn-a 'vɔɡɡjə 'sɛndə] N.d.R. Non la voglio sentire. || ML nà. || PR nenn ’a. || SG ‘na. 

'nnaffijà [nnaffi'ja] v. Innaffiare. || RM  'naffijà.

'nnammecate 'nnammëcåtë [nnammə'kɜtə] agg. Spregevole, Ignobile, Indegno. || CS nammecate.

'nnammurate 'nnammuråtë [nnammu'rɜtə] pp. e agg. Innamorato, Fidanzato, Amante. || FD nammuràte.

'nnande [n'nandə] avv. Avanti. || Anche 'nnanze [n'nanʣə]. || Locuz. ‘nnande pe ‘nnande [n'nandə pə n'nandə] Avanti per avanti. || BA nante.

'nnanze [n'nanʣə]  avv.  Avanti.  ||  Anche  'nnande  [n'nandə]. || SA ’Nnànze a te nen ce pòzze sta [n'nanʣə a ttɛ nən ʧə 'pɔtʦə sta] Davanti a te non ci posso stare. || Anche nande ['nandə], nnande [n'nandə], annanze [an'nanʣə], 'nanze ['nanʣə] || AO 'nànze.  || AO 'nnànze.

nn'è [nn-ɛ] par. comp. nen è [nənn-ɛ] Non è, Non hai || ZO E pecchè nni hai piglieut l’umbrel? [ɛ ppək'kɛ nn-ɛ piɡ'ɡjɜtə u m'brɛllə?] E perché non hai preso l’ombrello? || ZO nni hai (1864).

'nnervosì [nnervo'sɪ] v. Innervosire.

nn'i [nn-i] par. comp. nen ‘i [nənn-i] Non li, Non le. || SA Nn’i vogghie quilli scarpe, nen me piacene. [nn-i 'vɔɡɡjə 'kwɪllɪ skarpə, nən mə 'pjacənə] Non le voglio quelle scarpe, non mi piacciono.

nn'u [nn-u] par. comp. nen ‘u [nənn-u] Non lo. || ML nen’u. || LR nenn’u.

'nnucende 'nnucèndë [nnu'ʧɛndə] agg. Innocente. || RM 'nucènde.

'nnuvulate 'nnuvulåtë [nnuvu'lɜtə] agg. Rannuvolato, Coperto dalle nuvole. || ZO nuvuleut (1864).

no [nɔ] avv. No. || SA Te piace, o no, sta case? [tə 'pjɜʧə, o nɔ, sta 'kɜsə?] Ti piace, o nǫ, questa casa?

noce ['nɤʧə] sf. Noce. || pl. nuce ['nʊʧə] || MM na nòce. Una noce. || MM nòce.

nome ['nɤmə] sm. Nome. || MAM [nǫ̇́me̥].

nonne ['nɔnnə] smf. Nonno.

nonzignore nonżignórë [nonʣiɲ'ɲɤrə] Locuz. avv. Nossignore. || Anche gnernò [ɲɲər'nɔ], gnornò [ɲɲor'nɔ] || ZO nonzignore (1864) || RM nonzignòre.

nore nórë ['nɤrə] sf. Nuora. || SE Nòre e sseròghe ['nɤrə ɛ ssə'rɤɡə] N.d.R. Nuora e suocera. || RF noreme, norete N.d.R. mia nuora, tua nuora. || SE nòre. || CS nore. || RF nòre [nǫ̈re̯]. ||  [fg. nuóra - ital. nuòra]

nostre ['nɔstrə] agg. e pron. poss. f. Nostra. || PR nostre. || TF nòstre. || GE nosta.  || GE noste. || TF nòstra.

notta ['nɔtta] sf. Notte. || Anche notte ['nɔttə] || ML a notta a notte [a nn'ɔtt-a n'nɔttə] N.d.R. nottetempo. || FO Cimece, matarazze e notta longa [Cime̥ce̥, matarazze̥ e notta longhe̥] Cimici, pagliericcio e notte lunga. || FO notta.

notte ['nɔttə] sf. Notte. || Locuz. a notte a notte [a n'nɔttə a n'nɔttə] In tarda serata, Nottetempo. || BA n'ore de notte [n'ɤrə də 'nɔttə] on'ora dopo l'Ave Maria. N.d.R. lett. un’ora di notte. || ZO not (1864) || ML notte. || BF notte  (1894).

nove ['nɤvə] agg. f. Nuova. || num. Nove. || FD nòve. || ZO nova (1864).

novecinde novëcíndë [novə'ʧində] num. Novecento. || EG Ma ‘nge ne scurdàme ca Fogge téne novecînd’anne e forse ‘cchiú [ma nʤə nə skur'dɜmə ka 'fɔdʤə 'tenə novə'ʧind'annə ɛ f'fɔrsə k'kjʊ] N.d.R. Ma non dimentichiamoci  che  Foggia  ha novecento anni e forse più. || EG novecînd’.

'nu [nu] agg. num. card., sost. pron. indef.,  art. indet. m. Un, Uno. || al f. 'na [na] || Vedi une ůnë ['ʉnə] || SA Damme ‘nu litre d’uglie e duje chine de pane. ['dammə nu 'lɪtrə d'uʎʎə ɛ d'dʉjə 'kinə də 'pɜnə] Dammi un litro d’olio e due chili di pane. || MG ‘U Tenente ce mettije affelarate e ce facije ‘nu belle trascurze [u te'nɛndə ʧə mət'tɪjə affəla'rɜtə ɛ tʧə fa'ʧɪjə nu b'bɛllə tras'kʊrʦə] N.d.R. Il Tenente ci mise in fila e ci fece un bel discorso. || GG nu (1834) || MG 'nu. || BA nù.

nucchetelle nucchëtèllë [nukkə'tɛllə] sf. Fiocchetto. || RM nuccketèlle.

nucchijate nucchijåtë [nukki'jɜtə]  pp. e agg. Addobbato, Adorno di pennacchi. || RA nucchijate.

nuce ['nʊʧə] sm. pl. Noci. || VF nuci-perziche ['nʊʧə 'pɛrʦəkə] peschenoci. || VF nuci (1841) || LA nuce.

nucelle nucèllë [nu'ʧɛllə] sf. Nocciole.  || VC nucèlle (1929).

nucelline nucëllìnë [nuʧəl'lɪnə] sf. Noccioline americane, Arachidi. || FB nucellene.

nudecarije nudëcarìjë [nudəka'rɪjə] sf. Pigrizia, Indolenza.  

nudeche ['nʊdəkə] sm. Nodo. || agg. Nodoso, Svogliato. || VC Nùdeco de l’àlbere ['nʊdəkə də l'albərə] La parte più dura dell’albero. || LA 'i vène 'u nùdeche 'nganne e sèmbe pènze ando' staje [i 'venə u 'nʊdəkə n'ɡannə ɛ s'sɛmbə 'pɛnʣə an'dɔ 'stɜjə] gli viene un nodo alla gola e sempre pensa dove stai. || RF tené nu nudeche n-ganne ' groppo alla gola', ' persona sfaticata '. || VC nùdeco (1929). || BA nuteche. || LA nùdeche. || RF nudeche [nude̯ke̯].

nudecuse nudëcůsë [nudə'kʉsə] agg. Nodoso.  || VC nudecùse (1929).

nuje ['nʉjə] pron. pers. m. e f. Noi. || ZO nuji (1864) || || TF nùje. ||  FO nuje [nuje̥]. || RF nùje [nůje̯]

numbre ['nʊmbrə] sm. Numero. || Anche numere ['nʊmərə]. || TF nùmbre.

numenate numënåtë [numə'nɜtə] sf. Nomea, Fama, Reputazione. || LE Quann' un' pigghij' 'a mala numinat' mar' a iss' ! ['kwannə ʉnə 'pɪɡɡjə a mɜla numə'nɜtə 'mɜrə a 'ɪssə] Quando un tale prende la cattiva nomea, guai a lui! || LE numinat' || LC numenáte.

numere ['nʊmərə].sm. Numero. || Anche numbre ['nʊmbrə].

Nunziatine Nunziatìnë [nunʣja'tɪnə] pers. f. Nunziatina, Nunzia.

nustalgije nustalgìjë [nustal'ʤɪjə] sf. Nostalgia. || EG nustalgije.

nuste ['nustə] agg. e pron. poss. Nostro. || Anche nustre ['nustrə]. || BF nûoste (1893).

nustre ['nustrə] agg. e pron. poss. Nostro. || Anche nuste [nustə]. || BF nûostre (1893). ||  EG nustre. || PR nûstre.

nusulà [nusu'la] v. Origliare, Ascoltare di nascosto. || Anche nusuljà [nusuli'ja],  annusulà  [annusu'la].

nusulijà [nusuli'ja] v. Origliare, Ascoltare di nascosto. || Anche nusulà [nusu'la], annusulà [annusu'la]. || RM nusulijà.

nutare nutårë [nu'tɜrə] sm. Notaio.

'nutele ['nutələ] agg. Inutile. || Anche inutele [i'nutələ] ||  TF ‘nùtele.

nutizie nutìzië [nu'tɪtʦjə] sf. Notizia. || ZO nutizia (1864) || RA nutizié.

nutrizze nutrìzzë [nu'trɪtʦə] sf. Nutrice, balia. || VF nutriccia (1841) || BA nutrizze.

nuttate nuttåtë [nut'tɜtə] sf. Nottata. || MG 'na bruta nuttata [na b'brutta nut'tɜtə] una brutta nottata. || MG nuttata (1910). || TF nuttàte. || RF nuttàte [nuttåte̯].

nuve ['nuvə] agg. m. Nuovo. || GG nuovo (1834)  || BF nnûove (1893)..|| LC núve.

nuvele [nu'wɘlə -elə] sf. Novena. || FB nuvèle.

nuvele ['nʊvələ] sf. Nuvola.  || ZO nuvole (1864) || AO nùvele.

nuvenille nuvëníllë [nuwə'nillə] sm. Gioco di bambini. || BA nuvenielle.

nuvetà [nuwə'ta] sf. Novità. || TF nuvetà.

nuzzele nùzzëlë ['nʊtʦələ] sm. Nocciolo. || VF nuzzolo (1841) || LA nùzzele. || BA nuzzele. || VC nùzzolo (1929).

'nvadende 'nvadèndë [nva'dɛndə] agg. Invadènte.

'nvedià [ɱvə'dja] v. Invidiare. || cfr.  ammedià [ammə'dja].

'nvediate 'nvëdiåtë [ɱvə'djɜtə] pp. e agg. Invidiato. || cfr. 'mmediate [mmə'djɜtə].

'nvendà [nvən'da] v. Inventare. || CV ha ‘nvndöt na m’stur che tutt i möl cür [a nvən'dɜtə na məs'tʉrə kə ‘tʊtt-i 'mɜlə 'kʉrə] N.d.R. ha inventato una mistura che tutti i mali cura.

'nverdechite 'nvërdëchìtë [nvərdə'kɪtə] agg. Arrabbiato, Verdastro. || RM 'nverdechìte.

'nvermenate 'nvërmënåtë [nvərmə'nɜtə] agg. Che ha fatto i vermi. || VC carna nvermenùta ['karna nvərmə'nʉtə] La carne che ha fatto i vermi. || VC nvermenùta (1929).

'nvetà [nvə'ta] v. Invitare. || SA T’agghia ’nvetà a’ festa mije. [t 'aɡɡja nvə'ta a 'fɛsta 'mɪjə] Ti devo invitare alla mia festa. || MM nvetà.

'nvetate 'nvëtåtë [nvə'tɜtə] pp. e sm. Invitato. || cfr. 'mmetate [mmə'tɜtə]. || CA A tavele ca nen si’nvetàte, cume n’asene si trattàte [a 'tavələ ka nən sɪ nvə'tɜtə, 'kum-ɛ  n 'asənə sɪ ttrat'tɜtə] N.d.R. Alla tavola a cui non sei invitato, come un asino vieni trattato. || CA 'nvetàte. || FD nvetàto.

'nvidie [ɱ'vɪdjə] sf. Invidia. || cfr. 'mmidie [m'mɪdjə]. || RF nvidie [nvidi̭e̯].

'nzaccà [nʣak'ka] v. Insaccare. || Anche anzaccà [anʣak'ka]. || SG c’i’à ‘nzaccarrije probbete ‘na taccarate ['ʧa  nʣakkar'rɪjə 'prɔbbətə na takka'rɜtə] N.d.R. gliela darei proprio una una bastonata. || RF nzaccà nu lucchele lanciare un urlo. || LA 'nzaccà. || RF nzaccà [a-ns̬akká].

'nzaccavricce 'nzaccavrìccë [nʣakka'vrɪtʧə]  sm. Rullo per spianare il terreno. || RM 'nzaccavrìcce.

nzacce nżàccë [n'ʣatʧə] par. comp. Non so. || RM 'nzàcce.

'nzalanì [nʣala'nɪ] v. Perdere il senno, Intontire, Rintronare, Instupidire. || GG Quisto mò, pe non farse chiù nzalanì, lu mannaje a guardà li puorce ['kwɪstə mɔ, pə nən 'farsə k'kjʊ nʣala'nɪ, u man'nɜjə a  war'da  i  'purʧə] N.d.R. Questi ora -il ricco signore-, per non farsi più intontire, lo mandò a guardare i porci. || GG nzalanì (1834). || RF nzalanì [ns̬alaní̊].

'nzalanute [nʣala'nʉtə] agg. Incantato, Distratto, Tonto,  Rimbambito.  ||  VC  vecchio nzallanùto ['vɛkkjə nʣala'nʉtə] vecchio imbarbogito. || VC nzallanùto / nzallanùte (1929). || BA nzalanute. || LA ‘nzalanute. || LE ‘nzàlanuté. || RF nzalanùte [ns̬alanůte̯].

'nzalate 'nżalåtë [nʣa'lɜtə] sf. Insalata. || RC ‘Nzal’ta ricc’ [nʣa'lɜta 'rɪtʧə] Insalata riccia. || VC nzalàta (1929). || LA ‘nzalate. || RC ‘nzal’ta. || RF nzalàte [ns̬alåte̯].

'nzanda [n'ʣanda] par. comp. In santa. || Locuz. ‘nzanda pace. In santa pace. || RL  ‘n-zanda (1905).

nzapè [nʣa'pɛ] v. Non sapere, Non essere in grado, Non essere capace. || LR 'nzapîve chè vulève o chè vennève [nʣa'pɪvə  kɛ vvu'levə ɤ kɛ vven'nevə] N.d.R. non sapevi cosa voleva o cosa vendeva.

'nzarte [n'ʣartə] sf. Fune per il secchio del pozzo. || BA nzarte.

'nzavardate 'nżavardåtë [nʣavar'dɜtə] agg. Sporco. || LA 'nzavardàte.

nz’è [n'ʣɛ] avv. di neg. + pron. + è.  nen s’è [nən ʣ ɛ] Non si è. || SA Nzè maje viste ‘nu fatte accussì. [n'ʣɛ m'mɜjə 'vɪstə nu 'fattə akkus'sɪ] Non si è mai vista una cosa così.

nze [nʣə] avv. di neg. + pron. nen se ['nən ʣə]. Non si. || Anche ne nze [nə nʣə]. || SA Ne nze pote fa. [nə nʣə 'pɤtə 'fa] Non si può fare. || SA Nze capisce ninde! [nʣə ka'pɪʃʃə 'nində] Non si capisce niente. || BF ‘nze (1894). || AA nen ze. || EG ‘nze. || CV n'z.

'nzegnà [nʣəɲ'ɲa] v. Insegnare. || LA ‘nzegnà.

'nzenuvà [nʣənu'wa] v. Insinuare. || RM 'nzenuvà.

'nzeppà [nʣəp'pa] v. Ficcare, Infilare, Introdurre. || FB 'nzeppà.

'nzeppate 'nżëppåtë [nʣəp'pɜtə] pp. e agg. Infilato, Infilzato. || RM 'nzeppàte.

'nzerrà [nʣər'ra] v. Rinchiudere, Chiudere dentro, Serrare. || RF nzerrà [ns̬e̯rrá].

'nzerrate 'nżerråtë [nʣər'rɜtə] pp. e agg. Chiuso dentro, Rinchiuso, Racchiuso. || EG ‘U fridde tenéve a tutte ‘nzerràte ‘nd’e càse [u 'frɪddə tə'nevə a t'tʊttə nʣər'rɜtə nd-ɛ 'kɜsə] N.d.R. Il freddo teneva tutti rinchiusi nelle case. || EG 'nzerràte. || CS nzerráte.

'nzerta 'nżèrta [n'ʣɛrta] sf. Treccia di pomodori o di aglio da conservare appesa al muro. || Anche ‘nzerte [n'ʣɛrtə] || LR Uè, jame, n’ata bèlla ‘nzèrta d’aglie! ['wɛ, 'jɜmə, n 'ata b'bɛlla n'ʣɛrta d 'aʎʎə!] N.d.R. Dai, andiamo, un’altra bella treccia d’aglio! || VF nserta (1841). || LR ‘nzèrta.

'nzerte 'nżèrtë [n'ʣɛrtə] cfr. ‘nzerta [n'ʣɛrta]. || LA 'nzèrte. || BA nzerte.

'nzevà [nʣə'va] v. Ungere, Sporcare di sevo. || BA nzevà. || LA 'nzevà.

'nzevose [nʣə'vɤsə] agg. f. Di donna che non ama la pulizia, Sporca.

'nzevuse 'nżëvůsë [nʣə'vʉsə] agg. m. Sporco, Uomo che vive nella sporcizia. || cfr. lambuse [lam'bʉsə], larduse [lar'dʉsə]. || LA ‘nzevuse. || TF ‘nzevùse.

nzì [n'ʣɪ] avv. di neg. + verbo essere. Non sei, Non sarai. || SA Nzi manghe stubbete, tu! [n'ʣɪ m'manɡə s'tʊbbətə, tʊ!] Non sei affatto stupido, tu! || CA nensì.

nziamaje [nʣja'mɜjə] par. comp. Non sia mai. || Anche nzia maje [n'ʣia 'mɜjə]  || SA Nziamaje se n’addone! [nʣja'mɜjə sə n-ad'dɤnə] Non sia mai se ne accorge. || VMG nun zia majë.

'nzicchete 'nżìcchëtë [n'ʣɪkkətə] onomat. solo nella locuz. 'nzícchete e 'nzà [n'ʣɪkkətə ɛ nʣa] Inaspettatamente, Di punto in bianco. || RM 'nzìcckete è 'nzà.

'nzime [n'ʣimə] avv. Insieme. || TF ‘nzìme. || [fg. insiéme - ital. insième]

'nzine 'nzìnë [n'ʣɪnə] par. comp. In grembo. || Fino a che, Fino a. || GG nzino (1834) || LA ‘nzine.

'nzipete [n'ʣɪpətə] agg. Insipito. || RM  'nzìpete. || RF nzipete [ns̬ipe̯te̯].

'nziste 'nzìstë [n'ʣɪstə] v. Insistere. || agg. Puntiglioso,  In gamba. || VC nzìste (1929). || LA ‘nziste.

nzò [n'ʣɔ] avv. di neg. + verbo essere. Non sono. || LR 'nzò state maje battezzàte [n'ʣɔ s'tɜtə 'mɜjə battɛd'ʣɜtə] Non sono mai stato battezzato. || LR 'nzò.

'nzogne 'nżògnë [n'ʣɔɲɲə] sf. Sugna, Strutto di maiale. || Locuz. fa ‘a 'nzogne [fa a n'ʣɔɲɲə]. Fare la cresta, un guadagno illecito. || VC nzògna (1929). || BA nsogne. || LA ‘nzogne.

'nzottamure 'nżottamůrë [nʣɔtta'mʉrə] par. comp. Sotto il muro. || Anche azzeccamure [atʦekka'mʉrə], ziccamure [tʦikka'mʉrə].

'nzottamusse [nʣɔtta'mʊssə] par. comp. Sottovoce, Sotto i baffi || RM 'nzottamùsse.

'nzuccarate 'nżuccaråtë [nʣukka'rɜtə] pp. e agg. Zuccherato. || VC nzuccaràto (1929). || [fg. żuccheràto - ital. zuccheràto]

'nzucchele [n'ʣukkələ] par. comp. In estasi, In sollucchero. || VC ìrsene nzùccole [irə'sɪnnə n'ʣukkələ] andarsene in brodo di giuggiole. || VC nzùccole (1929).

'nzumulà [nʣumu'la] v. Mettere da parte denaro, Accumulare. || RF nzemeléje raggranella denaro. || LA ‘nzumelà. || RF nzumelà [ns̬ume̯lá].

'nzunne nżúnnë [n'ʣunnə] par. comp. In sogno. || VC nzùonne (1929). || LA ‘nzunne.

'nzunuvaminde 'nzunuvamíndë [nʣunuwa'mində] sm. Insinuazione. || CS nzunuaminte.

'nzuppate 'nżuppåtë [nʣup'pɜtə] pp. e agg. Inzuppato, Bagnato. || CS nzuppáte.

'nzurà [nʣu'ra] v. Sposare, Prendere moglie. || Anche spusà [spu'sa].. || AM nzurà. || LA 'nzurà. || PP [nʒurá].

'nzurarse [nʣu'rarsə] v. rifl. Ammogliarsi, Sposarsi. || VC nzurarse (1929).

'nzurate 'nżuråtë [nʣu'rɜtə] pp. e agg. Sposato, L'uomo accasato. || LA 'nzuràte. || PP [nʒuráte̥]. || RF nzuràte [ns̬uråte̯].

'nzurdulà [nʣurdu'la] v. Insordire, Far diventare sordo.

'nzustate 'nzuståtë [nʣus'tɜtə] agg. Inquieto, Preoccupato, Nervoso. || BA nsustate

O

o [ɔ] congz. O. || SA È venì sì o no? [ɛ və'nɪ sɪ ɔ nɔ?] Vieni sì o no?

o [ɤ] interiez. O, Ehi. || GG Oje  tatà sa che ce stà de nuovo? Damma la parziona mia [ɤ ta'ta 'sɜjə kɛ t'ʧə s'tɜʧə da 'nuvə? 'dammə a par'ʦjɤna 'mijə] N.d.R. Ehi papà, sai che c’è di nuovo? Dammi la mia parte -di eredità-.  || GG oje (1834).

'o [ɔ] prep. art. Al, Allo. || antiq. e disus. a lu [a lu] a ‘u [a u] || GG Lu chijù quatrare dicij..e a lu patr...e [u  k'kjʊ  kua'trɜrə di'ʧɪjə ɔ 'patrə] N.d.R. il più giovane disse al padre. || SA Agghia jí ‘o pallone. ['aɡɡja 'jɪ ɔ pal'lɤnə] devo andare al pallone -allo stadio-. || LR tenùte  ‘o càvete [tə'nʉtə ɔ 'kavətə] N.d.R. tenute al caldo. || GG a lu (1834) || PM o. || FB o’. || LR ‘o.

offenne [of'fɛnnə] v. Offendere. || RM  offènne.

offese [of'fɘsə] pp. e agg. Offeso. || GG Li dicije lu figghio: tàtà ghije agghj’affesa a Dio, e te n’agghie fatte assai [i də'ʧɪjə u 'fɪɡɡjə: ta'ta 'ɡijə 'aɡɡjə of'fɘsə a d'dɪjə ɛ tə n'aɡɡjə 'fattə as'sɜjə] N.d.R. Gli disse il figlio: papà io ho offeso Dio e te ne ho fatte troppe. || GG affesa (1834).

ogge ['ɔdʤə] avv. e sm. Oggi. || Anche gogge ['ɡɔdʤə]. || SG Oggie t’accidene pe’ poche lire ['ɔdʤə t-at'ʧidənə pə p'pɤkə 'lirə]  N.d.R. Oggi ti uccidono per poche lire. || SG oggie.  || CA¹ [oggᵉ]. || BF ghogge. || SG oggie. || RF ogge [ǫğğe̯].

ogne / ogni  ['ɔɲɲə / 'ɔɲɲ-ɛ / 'ɔɲɲi ] agg. indef. Ogni. || GE Gnu paiese ass’lu sta’ cum’eja eje ['ɔɲɲ-ɛ ppa'jɘsə 'assəlu sta 'kum'ɛja 'ɘjə] N.d.R. Ogni paese lascialo stare comunque esso sia. || PR agnu matine semb’ a na stess’ore ['ɔɲɲ-ɛ mma'tɪnə 'sɛmbə a na s'tɛssa 'ɤrə] N.d.R. Ogni mattina, sempre alla stessa ora. || CA¹ “Ii… dìme ‘na pumbàte ògni ttànde, nen te preoccupànne!”.  ["ii… 'dɪmə na pum'bɜtə 'ɔɲɲi t'tandə, nən tə preokku'pannə!"] “Ih… diamo una gonfiata ogni tanto, non ti preoccupare!”. || GG ogne (1834). || VC ògne (1929).  || AO ogné. || PR agnu. || SA¹ ‘gnu. || GE gnu. || CA¹ ògni. || RF ogne [ǫññe̯]   

ogne ['ɔɲɲə] sf. Unghia. || Locuz. ògna spaccáte ['ɔɲɲa spak'kɜtə] Persona falsa -lett. unghia spaccata-. || MM¹ Mâr a chi n’z grattë chj l’ognä suia stessä ['mɜr-a kki nʣə 'ɡrattə kə l 'ɔɲɲa 'sʊja s'tɛssə] Povero chi non si gratta con l’unghia sua stessa. || MM¹ ognä. || VC ogna (1929). || SA¹ ogne.

Olgarelle Olgarèllë [olga'rɛllə] pers. f. Olga.

omagge [omad'ʤə] sm. Omaggio.

ombre ['ɔmbrə] sf. Ombra. || EG ombre. || [fg. òmbra - ital. ómbra]

ome ['ɤmə] sm. sing. Uomo. || pl. umene ['umənə] Uomini. || GE Non crede a sti papocchie n’omo ritto! [nən 'krɘdə a sti pa'pɔkkjə n'ɤmə 'rɪttə!] N.d.R. Non crede a queste fandonie un uomo intelligente! || MAM [̓ćä́me̥ nu pọke̥ a kku̯ell-ọ́me̥ lla] chiama quell’uomo. ||  FD òme. || GE omo. || MAM [óme̥]. || [fg. uómo - ital. uòmo]

onge [ɔn'ʤə] v. Ungere, Oliare, Corrompere con tangenti. || AO ònge.

onore [o'nɤrə] sm. Onore. || AO Marze face u fiore, abbrìle ave l’onòre ['marʦə 'fɜʧə u 'fjɤrə, ab'brilə 'ɜvə l'o'nɤrə] Marzo mette il fiore, aprile ha l’onore. || RA E mo è turnaté a casa ch’ l’onoré [ɛ mmɔ ɛ tur'nɜtə a 'kɜsə kə l'o'nɤrə] Ed ora è tornato a casa con onore. || VMG unorë (1875). || AO onore. || RA onoré.

onze [ɔn'ʣə] sf. Oncia. || VC onza. || [fg. òncia - ital. óncia]

operaje [ope'rɜjə] sm. Operaio. || TF operàje.

opere ['ɔpərə] sf. Opera. || ZO Opreu (1864).

opinione [opi'njɤnə] sf. Opinione. || RM  Ije so’ d’opinione ché s’adda da’ fiducie, s’hanna coce cke l’acqua lore stésse ['ijə sɔ  d 'opi'njɤnə kɛ s 'adda da fə'dʊʧjə, s 'anna 'kɤʧə kə l 'akkwa 'lɤrə s'tɛssə] N.d.R. Io sono dell’opinione che si deve dare -loro- fiducia, si devono cuocere nella loro stessa acqua. || RM opinione.

oramaje [ora'mɜjə] avv. Oramai. || TF oramàje.

orarie [o'rarjə] sm. Orario. || RM oràrije.

orcheste orchèstë [or'kɛstə] sf. Orchestra. || Anche orchestre [or'kɛstrə] VC orchèsta.

orchestre orchèstrë [or'kɛstrə] sf. Orchestra. || Anche orchestre [or'kɛstə].

ore ['ɤrə] 1. sf. Ora. || BF N’òr de notte [n'ɤrə də 'nɔttə] N.d.R. Un’ora dopo l’Ave Maria, lett. un’ora di notte. || BA vint’ore [vint'ɤrə] il suono del campanone della Cattedrale quattro ore prima dell’Ave Maria. || BA vintn’ore [vintun'ɤrə] il suono del campanone della Cattedrale, con 33 rintocchi, un’ora dopo l’Ave Maria. || ZO ora, oreu, or (1864). || BA ore. || CA² orë.  || BF òr (1894).

ore ['ɤrə] 2. sm. Oro. || PR sti capille d’ore [sti ka'pillə d-ɤrə] N.d.R. questi capelli d’oro. || PR ore.

orfanelle orfanèllë [orfa'nɛllə] sost. Orfanello/a. 

origginale [oridʤi'nɜlə] agg.e sm. Originale. || Etimol. dal lat. tardo originalis, deriv, di origo -gĭnis «origine».

oscure [os'kʉre] agg. Oscuro.

osse ['ɔssə] sf. pl. Ossa. || Anche ossere ['ɔssərə]. || ML a lenghe ‘ndene l’osse e rombe l’osse [a 'lɛnɡə n'dɘnə l'ɔssə  ɛ  r'rɔmbə l'ɔssə] N.d.R. la lingua non ha ossa ma rompe le ossa. || ML osse. || LR òsse.

ossere òssërë['ɔssərə] sf. pl. Ossa. || Anche osse òssë ['ɔssə]  || SA T’agghia rombe l’ossere! [t'aɡɡja 'rɔmbə l'ɔssərə] Ti devo rompere le ossa. || BF ossre. (1894) || LA òssere.

ostia òstia ['ɔstja] sf. Ostia. || LA òstia chiène e cangèlle ['ɔstja 'kjɛnə ɛ kkan'ʤɛllə] mandorle al forno e tarallini, dolci del Gargano. || MG -E iss ca deceve: -Ostia, ostia! -Si staje frische a te e l’ostia chiene. Là nun ce ne stann ostia chiene de Monte [-ɛ 'ɪssə ka də'ʧɘvə:  -'ɔstja, 'ɔstja! –sɪ s'tɜjə 'frɪʃkə a ttɛ e l'ɔstja 'kjɘnə. lla nʤə nə s'tannə 'ɔstja 'kjɛnə də 'mɔndə] N.d.R. lett. -E lui -il settentrionale- che d'ɔttə iceva: Ostia, ostia! -Sì stai fresco tu e l’ostia piena. Là -in Turchia- non ce ne sono ostie piene di Monte -Sant’Angelo-. || LA òstia.

otte òttë ['ɔttə] num. Otto. || LR otte.

ottone  [ot'tɤnə] sm. ant. Ottone. || cfr. attone  [at'tɤnə].  

ovatoste [ova'tɔstə] par. comp. Uova sode. || VC ova tòste ['ɤva 'tɔstə].

ove ['ɤvə] sf. pl. Uova. || BA ten l’uove n’croce ['tɘnə l 'ɤvə n'ɡrɤʧə] N.d.R. lett. tiene le uova in croce. || BA uove. || TF òve.

P

p'a [p-a] prep. sempl. + art. f.  Per la. || LA P'a famiglie, na vite è fategate [p-a fa'mɪʎʎə, na 'vitə ɛ fatə'ɡɜtə] N.d.R. Per la famiglia una vita hai lavorato. || LA p’a.

pacce pàccë ['patʧə] agg. e sost. Pazzo. || VC pàccio. || VC pàccia.

paccherijà [pakkəri'ja] v. Soffrire la fame. Patire la fame. || CA¹ ‘A tàvele stève k'i ciàmbe all’àrije e tùtte ‘a famìgghije passàmme ‘u tìmbe a gguarda’ ‘u fucarìne: se pakkeriàve. [a 'tavələ s'tevə k-i 'ʧambə a l 'arjə ɛ t'tʊttə a fa'mɪɡɡjə pas'sammə u 'timbə a ɡɡwar'da u fuka'rɪnə: sə pakkə'rjɜvə] La tavola stava con le zampe all’aria e tutti in famiglia passavamo il tempo a guarda il camino: si soffriva la fame.

pacchetille pacchëtíllë [pakkə'tillə] sm. Pacchetto. || RM paccketìlle.

pacciarelle pacciarèllë [patʧa'rɛllə] sf. Pazzerella, Burlona. || al m. pacciarille [patʧa'rillə]. || VF pacciariello (1841) || VC pacciarìelle (1929). || RF pacciarèlle.

pacciarille pacciaríllë [patʧa'rillə] sm. Pazzerello, Burlone. || al f. pacciarelle [patʧa'rɛllə]. || VF pacciariello (1841) || VC pacciarìelle (1929). || RF pacciarille [paččarílle̯].

paccije paccìjë [pat'ʧɪjə] sf. Pazzia. || VC paccìa.

pace ['pɜʧə] sf. Pace. || Anche pacia ['paʧa]  || MM [aveve̥ne̥ fa a pä́če̥] avrebbero dovuto rappacificarsi. N.d.R. lett. dovevano fare la pace. || BF páce (1894) || MM [pä́če̥].

pacia ['paʧa] sf. Pace. || Anche pace ['pɜʧə] || PR. pecchè tu c’e purtate a pacia vere [pek'kɛ tʊ ʧ-ɛ pur'tɜtə a 'paʧa 'verə] N.d.R. perché tu ci hai portato la pace vera. || PR pacia.

pacienze [paʧi'ɛnʣə] sf. Pazienza. || RL pacijenze (1905). || EG paciènze.

Pacnanucce Pacnanùccë [pakna'nʊtʧə] sopr. Pacnanuccio. || EG 'Na matine, bén di notte,  / cum'e  tutt'i matine, / passàie 'n' anze a putèia mije, / Pacnanucce, ck' u carruzze e ck' u ciucce. [na ma'tɪnə 'bɛn di 'nɔttə, 'kum-ɛ t’tʊtt-i ma'tɪnə, pas'sɜjə n'nanʣə a pu'teja 'mɪjə, pakna'nʊtʧə, k-u kar'rʊtʦə ɛ kk-u  'ʧʊtʧə] N.d.R. Una mattina, molto presto, come tutte le mattine, passò davanti alla mia bottega, Pacnanuccio, con il carretto e con l'asino. || EG Pacnanucce.

padre ['padrə] sm. Padre. || Anche patre ['patrə] || MM [pádre̥] / [pátre̥] || RF padre [padre̯].

padrone padrónë [pa'drɤnə] smf. sing. e f. pl. Padrone. || Al m. sing. anche padrune [pa'drʉnə] e patrune [pa'trʉnə]  || pl. m. padrune [pa'drʉnə] || cfr. patrone [pa'trɤnə] || LC padrône. 

padrune padrůnë [pa'drʉnə] sm. pl. Padroni. || cfr. padrone [pa'drɤnə] e patrune [pa'trʉnə]    

pagà [pa'ɡa] v. Pagare. ||  Chi paghe annante eje malamente servite. [ki 'pɜɡə an'nandə 'ejə mala'mɛndə sər'vɪtə] Chi paga un  lavoro  anticipatamente  non  è  servito bene. || Etimol.: dal lat. pacāre «rabbonire, quietare» drv. di pax, pacis (DSDLI)

paggene ['padʤənə] sf. Pagina. || RM pàggene.

pagghia ['paɡɡja] sf. Paglia. || Anche pagghie ['paɡɡjə]  || BF aspîette ciucce mije, quanne vèn’a pagghia nove! [as'pittə 'ʧʊtʧə 'mɪjə 'kwannə 'venə a 'paɡɡja 'nɤvə!] N.d.R. aspetta somaro mio, quando arriva la paglia nuova! || BF pagghia (1894).

pagghiare pagghiårë [paɡ'ɡjɜrə] sm. Pagliaio. || AO pagghjàre.

pagghiarule pagghiarůlë [paɡɡja'rʉlə]  sm.  Pagliaiolo, Operaio che trasporta balle di paglia pressata. || VF pagliarulo (1841). || CA¹ pagghiarùle.

pagghie ['paɡɡjə] sf. Paglia. || Anche pagghia ['paɡɡja] || MG¹ ‘U ciucce porte ‘a pagghje e ‘u ciucce s’a magne [u 'ʧʊtʧə 'pɔrtə a 'paɡɡjə ɛ u 'ʧʊtʧə s-a 'maɲɲə] N.d.R. L’asino porta la paglia e l’asino se la mangia. || MG¹ Eje fuke de pagghie ['ejə 'fukə də 'paɡɡjə] N.d.R. È fuoco di paglia. || FB pagghije. || LA pagghje. || MG¹ pagghie.

pagghiere [paɡ'ɡjɘrə -erə] sf. Giaciglio di paglia, Materasso. || FB pagghijère.

pagghione pagghiónë [paɡ'ɡjɤnə] sm. superl. Fanfarone, Spaccone, Millantatore. || FB pagghijòne. || AO pagghjòne.

pagghiuzze pagghiùzzë [paɡ'ɡjʊtʦə] sf. Pagliuzza. || EG pagghiuzze.

pagliacce pagliàccë [paʎ'ʎatʧə] sm. Pagliaccio. || SG¹ So’ passate i pagliacce, cki trombe e cki trumbètte [sɔ ppas'sɜtə i paʎ'ʎatʧə, k-i 'trɔmbə ɛ kk-i trum'bɛttə] N.d.R. Sono passati i pagliacci, con le trombe e le trombette. || SG¹ pagliacce.

pagliacciate pagliacciåtë [paʎʎat'ʧɜtə] sf. Pagliacciata.

pagliette paglièttë [paʎ'ʎɛttə] sf. Paglietta. || RM paglijètte.

pagnotte [paɲ'ɲɔttə] sf. Pagnotta. || sm. pl. Fichi d'india. || MU Fechedinie a pagnotte, mene a li grosse, mene a li fresche [fəkə'dɪnjə a ppaɲ'ɲɔttə, 'menə a li 'ɡrɔssə, 'menə a li 'frɛʃkə] Fichi d’India grosse come pagnotte e fresche. || RF fichedigne a pagnotte ficodindia di grosse dimensioni || MU pagnotte. || RF pagnotte [paññǫtte̯].

pagatore pagatórë [paɡa'tɤrə] sm. e agg. Pagatore, Chi è incaricato di pagare. || MG¹ D’o male pagatore acciaffe quille chè puje [d-ɔ 'mɜlə  paɡa'tɤrə at'ʧaffə  'kwɪllə  kɛ 'puje] Dal cattivo pagatore prendi quello che puoi. || AO  pagatòre.

pagure pagůrë [pa'ɡʉrə] sf. Paura. ||  Anche paure [pa'ʉrə] || RF pagùre [paġůre̯].
paisane paisånë [pai'sɜnə] agg. Paesano. || AO U pajèse è d’u paisàne [u pa'jesə ɛ d-u  pai'sɜnə] Il paese è del paesano. || AO paisàne. || FB paijsàne.

pajese [pa'jɘsə -esə] sm. Paese. || Anche paése [pa'esə]. || GG pajese (1834) || TF pajèse. || PM paèse. || LE paijese.

palate palåtë [pa'lɜtə] sm. Palato. || sf. Palata, Bastonata. || LA palàte.

palazze [pa'latʦə] m. Palazzo. || AO palàzze.

palazzone palazzónë [palat'ʦɤnə] sm. Palazzone. || pl. palzzune palazzůnë [palat'ʦʉnə] palazzoni. || EG palazzune.

palette palèttë [pa'lɛttə] sf. Paletta. || EG palette.

paliatone paliatónë [palja'tɤnə] sm. Bastonatura. || RM palijatòne.

paliature paliatůrë [palja'tʉrə] sf. Atto di ventilazione del grano, nei lavori dell’aia. || RF paliatùre [pali̭atůre̯].
palie ['paljə] sm. Palio. || VF pallio (1841) || RM pàlije.

palijà [pali'ja] v. Picchiare. 

palijate palijåtë [pali'jɜtə] pp. e agg. Picchiato. || RM palijàte.

palitte [pa'lɪttə] sm. Paletto. || RF palitte [palítte̯]

pallotte [pal'lɔttə] sf. Pallotta, Pallottola di feccia, Oggetto di forma tonda di qualsiasi materiale. || BA Nen cen’eje merde pe fa pallotte [nən cə nn'ejə m'mɛrdə pə ffa pal'lɔttə] Non c’è sterco per pallotte. || BA pallotte.

pallucce pallùccë [pal'lʊtʧə] sf. Pallina, Biglia di vetro. || VC pallùccia.

pallunare pallunårë [pallu'nɜrə] 1. sm. Pallonaro, Chi fabbrica o vende palloni. 2. agg. Bugiardo. || VC pallunàre.

palluniste pallunìstë [pallu'nɪstə] sm. Bugiardo, Chi racconta frottole. || RM pallunìste.

palme ['palmə] sm. Palmo. || sf. Palma. || DLC nu solde ‘a palme, ué facite pace [nu 'sɔldə a p'palmə, 'wɛ fa'ʧɪtə 'pɜʧə] N.d.R. un soldo a palma, ehi fate pace. || DLC palme.

palomme [pa'lɔmmə] sf. Farfalla, Canto d'informazione per carcerati, Farfallina elicoidale usata dai ragazzi per colpire le rondini. || VC palòmma.

palude [pa'lʉdə] sf. Palude. || AM palude.

palummare palummårë [palum'mɜrə] sm. Colombaia. || VC palummàre.

palumme palùmmë [pa'lʊmmə] sm. Colombo, Piccione. || VC palùmme (1929). || LA palumme. || PP [palúmme̥].

palummelle palummèllë [palum'mɛllə] sf. Farfallina. || LA palummèlle. || VC palummèlla.

palummille palummíllë [palum'millə] sm. Colombino. || FB palummille.

palunie [pa'lʊnjə] sf. Muffa. | RF fàce a palunje N.d.R. fa la muffa. || LA palùnije. || VC palùnia. || RF palunje [paluni̯e̯].

pampuglie pampùglië [pam'pʊʎʎə] sf. Truciolo di legno. || VC pampùglia.

panare panårë [pa'nɜrə] sm. Paniere, Cesta per il pane. || VF panaro (1841) || BF panár' (1894) || VC panàre (1929) || LA panare.  

panarille panaríllë [pana'rillə] sm. Cestino. || AO panarìlle. || VC panarìelle.

panarizze panarìzzë [pana'rɪtʦə] sm. Patereccio, Giradito, Infiammazione che gira intorno al dito. || Anche pannarizze [panna'ritʦə]. || VC panarìzze (1929). || LA panarizze.

pandane pandånë [pan'dɜnə] sm. Pantano. || AO pandàne.

pandofele [pan'dɔfələ] sf. Pantofola.

pandumine pandumìnë [pandu'mɪnə] sm. Pantomima. || VC pandomìna.

pane pånë ['pɜnə] sm. Pane. || Locuz. pane cavete, pane de case, pane tuste ['pɜnə 'kavətə, 'pɜnə də 'kɜsə, 'pɜnə tustə] Pane caldo, di casa, duro. || VC Pane nduràte e frìtte ['pɜnə ndu'rɜtə ɛ  f'frɪttə] Pane dorato e fritto. || BF si stám ancòr’ a ppán de gráne! [si s'tɪmə an'ɡɤrə a p'pɜnə də 'ɡrɜnə] N.d.R. se stiamo ancora a pane di grano! || MM pane, kase e ffafe. Pane, cacio e fave. || VF pane fatt’a la casa ['pɜnə 'fatt-a 'kɜsə] pane casalingo. || GG pane (1834) || ZO peun (1864). || TF pàne. || BF ppán. || SA¹ päne. || FO [päne̥] panecutte pånëcúttë ['pɜnə'kuttə] par. comp. sm. Pancotto. || LR Abbasce ‘e grotte, quase tutt’i jurne, se cucenave sole ‘u pane cûtte [ab'baʃʃə ɛ 'ɡrɔttə, 'kwasə 'tʊttə i 'jurnə, sə kuʧə'nɜvə 'sɤlə u 'pɜnə 'kuttə] N.d.R. Nei sottani -le grotte- quasi tutti i giorni si cucinava solo il pancotto. || VC panecùotte. || LA panecûtte. || LR pane cûtte. || ML pane cutte.

paneficie [panə'fɪʧə] sm. Panificio.  

panelle [pa'nɛllə] sf. Pagnottella di pane, Panello. || FO Mazze e panelle fanne i figghije belle [Mazze̥ e panelle̥ fanne̥ i figghije̥ belle̥] Mazza e pane fanno i figli belli. || VC panèlla. || AO panèlle. || || FO panelle [panelle̥].

panettere panëtte̊rë -érë [panət'tɘrə -erə]sf. Panettiera. || VC panettèra. || [fg. panettiéra - ital. panettièra]

panettire panëttírë [panət'tirə] sm. Panettiere. || FB  panettire.

panettone panëttónë [panət'tɤnə] sm. Panettone. || al pl. panettune [panət'tʉnə]. || LR panettune.

panetuste [pɜnə'tustə] sm. Pane duro, raffermo. || TF Te ne magna' de pàne tùste! [tə n-ɛ maɲ'ɲa də 'pɜnə 'tustə!] N.d.R. Ne devi mangiare di pane duro! || TF  pàne tùste.

panine panìnë [pa'nɪnə] sm. Panino.

pannarizze pannarìzzë [panna'rɪtʦə] sm. Patereccio, Giradito, Infiammazione che gira intorno al dito. || Anche panarizze [pana'rɪtʦə]. || RM pannarìzze.

panne ['pannə] sm. Stoffa. || sm. pl. Abiti. || BA L’hanne date pann e fuorce mmane [l'annə 'dɜtə 'pannə ɛ f'furʧə m'mɜnə]    Gli hanno consegnato stoffa e forbici nelle mani. || GG panne (1834) || BA pann.

panze ['panʣə] sf. Pancia. || cfr. trippe ['trɪppə] || VC pànza.

panzire panżírë [pan'ʣirə] sf. Panciera. || RF panzire [panźíre̯].

papà [pa'pa] sm. Papà, Padre, Babbo. || EG papà.

papagne [pa'paɲɲə] sm. Papavero. || sf. Colpo di sonno, Sonnolenza, Sonnifero. || SA M’è venute ‘na papagne! [m-ɛ vvə'nʉtə na pa'paɲɲə!] Mi è venuto un colpo di sonno. || LA papagne.

papagnone papagnónë [papaɲ'ɲɤnə] sm. Pugno dato  con tutto il braccio disteso, Cazzottone che fa addormentare. || LA papagnone. || RF papagnóne [papaññọ̈ne̯].

papanonne [papa'nɔnnə] sm. Nonno. || Anche tatone [ta'tɤnə], paparusse [papa'russə]. || RM papanònne. || RF papanonne [papanǫnne̯].

paparelle paparèllë [papa'rɛllə]sf. Ochetta.  

paparone paparónë [papa'rɤnə] sm. Bisnonno. || Anche tatarone [tata'rɤnə].

paparule paparůlë [papa'rʉlə] sm. Peperone. || cfr. peperusce [pəpə'rʊʃʃə] || sm. pl. in senso fig. Soldi. || VF peparulo (1841).

paparusse paparússë [papa'russə] sm. Nonno. || Anche tatone [ta'tɤnə], papanonne [papa'nɔnnə]. || BA paparuosse.

paparuzze paparùzzë [papa'rʊtʦə] sm. Pane dei contadini. || Cfr. parruzze [par'rʊtʦə] || RF [paparųzze̯].
pape påpë ['pɜpə] sm. Ponfefice, Papa. || SA 'U pape stace a Rome. [u 'pɜpə s'tɜʧə a r'rɤmə] Il papa sta a Roma.

papere ['papərə] sf. Papera, Oca. || AO pàpere.

paperijà [papəri'ja] v. Fare la papera, Camminare come una papera. || RM paperijà.

papille papíllë [pa'pillə] sm. Tranello, Trappola. || AO papìlle.

papocchie [pa'pɔkkjə] sf. Fandonia, Bugia, Fesseria. || GE  papocchie (1894). || VC papòcchia (1929). || PP [papǫ́cce̥].

papone papónë [pa'pɤnə] sm. Fantasma. || cfr. papunne [pa'pʊnnə]. || VC Vattìnne papòne da sott’a lu lìette, ca sennò mo àie na petràta mpìette [vat'tɪnnə pa'pɤnə da 'sɔtt-ɔ 'littə, ka sən'nɔ mɔ 'ɜjə na pə'trɜtə m'bittə] N.d.R. Va’ via fantasma da sotto il letto, altrimenti adesso avrai una pietrata in petto. || BF papone (1894). || VC papòne (1929). || CS papone.

pappagalle [pappa'ɡallə] sm. Pappagallo. || FB pappagalle.

pappamerenne pappamërènnë [pappamə'rɛnnə] sf. Merenda. || FB pappamerènne.

pappe ['pappə] solo nella locuz. pappe e nase ['pappə ɛ n'nɜsə]. Nasone, Dal grande naso. || LA pappe e nase.

pappele ['pappələ] 1. sf. Palpebre. || LA pàppele.

pappele ['pappələ] 2. sm. Tonchio, insetto dei coleotteri che si trova nei legumi, Curculione. || MG¹ Damme tîmbe che tè spertuse, decije ‘u pappele ‘mbacce a fafe ['dammə 'timbə kɛ tə spər'tʉsə, də'ʧɪjə u 'pappələ m'batʧə a 'fɜfə] N.d.R. Dammi tempo che ti faccio un buco, disse l’insetto alla fava. || BF pappl' (1893). || LA pàppele. || MG¹ pappele.

pappulle [pap'pʊllə] solo nella locuz. a pappulle [a ppap'pʊllə] Sdentato. || RM pappùlle.

papunne [pa'pʊnnə] sm. Fantasma, Babau. ||  cfr. papone [pa'pɤnə]. || CS Vattínne papunne da sotte o litte sennò tu mènghe nu mattone ‘mbitte [vat'tɪnnə pa'pʊnnə da 'sɔtt ɔ 'littə sən'nɔ t-u 'mɛnɡə nu ma'tɤnə m'bittə] N.d.R. Va’ via fantasma da sotto il letto, altrimenti ti lancio un mattone sul petto  -addosso-. || LA papûnne. || CS papunne.  

paradise paradìsë [para'dɪsə] sm. Paradiso. || Anche paravise [para'vɪsə] || RF m’baravise ' N.d.R. in paradiso '.|| AO paradìse. || RF paravìse [paravı̊se̯].

paranze [pa'ranʣə] sf. Apparenza, Gruppo di mietitori. || AO parànze. || LA paranze.

parapatte [para'pattə] solo nella locuz.  parapatte e ppace [para'patt ɛ p'pɜʧə]  Siamo alla pari, Non abbiamo più debiti l’uno verso l’altro, lett. Pari e pace. || AO parapàtte.

parature paratůrë [para'tʉrə] sm. pl. Interiora di agnello per fare i torcinelli. || estens. Visceri. || LR Arture ca vennève ‘i parature nenn’u capìve quanne lucculàve [ar'tʉrə ka vən'nevə i para'tʉrə nn-u ka'pɪvə 'kwannə lukku'lɜvə] N.d.R. Arturo che vendeva le frattaglie, non lo capivi quando urlava. || LR  parature. || RF paratùre [paratůre̯].
paravise paravìsë [para'vɪsə] sm. Paradiso, Torso del carciofo. || Anche paradise [para'dɪsə]  || PM ce stace nu poste, c’assemmègghie a n’anghele de paravise [ʧə s'tɜʧə nu  'pɔstə, kɛ assəm'mɛɡɡjə a n'anɡulə də para'vɪsə] N.d.R. c’è un posto, che rassomiglia ad un angolo di paradiso. || VC paravìse. || PM paravise.

parche ['parkə] sm. Parco. || PM parche.

pare pårë ['pɜrə] agg. Uguale, Pari. || cfr. eguale [e'ɡwɜlə], uguale [u'ɡwɜlə]. || sm. Paio. || FO [päre̥].

parecchie [pa'rɛkkjə] agg. Parecchio.

parendade [parən'dɜdə] sm. Parentado. || estens. Promessa di matrimonio. || TF parendàde.

parende parèndë [pa'rɛndə] sm. Parente.

parì [pa'rɪ] v. Sembrare, Apparire. || SA Nen se pare a vedè nu poche de luce. [nən sə 'pɜrə a vvə'dɛ nu 'pɤkə də 'lʊʧə] Non si riesce a vedere un po’ di luce -la buona sorte non arriva-.

parinde paríndë [pa'rində] smf. pl. Parenti, Geloni. || Locuz. parìnde serpìnde [pa'rində sər'pində] Parenti serpenti. || AO Prime ê dinde e po' ê parìnde ['prɪmə ɛ 'dində ɛ ppɔ ɛ pa'rində] Prima ai denti e poi ai parenti. || AO parinde. || LR parînde. || RF parinde [parínt̬e̯].

parlà [par'la] v. Parlare. || SA Ke te nze pote parlà chjù! [kə t'tɛ 'nʣə 'pɤtə par'la k'kjʊ] Con te non si può più parlare.

parlate parlåtë [par'lɜtə] pp. e agg. Parlato. || BA L’Angele l’ave parlate a la recchie [l 'anʤələ l'ɜvə par'lɜtə a 'rɛkkjə] È stato avvisato da un angelo. N.d.R. L’Angelo gli ha parlato all’orecchio. || BA parlate.

parmeggiane parmëggiånë [parməd'ʤɜnə] sm. Formaggio parmigiano.

parocchele [pa'rɔkkələ] sf. Paroccola, Fazzoletto con una estremità annodata. || RM paròcckele.

parole parólë [pa'rɤlə] sf. Parola. || CS Vále chijù nu fatte, che cinte parole ['vɜlə k'kjʊ nu 'fattə, kɛ 'ʧində pa'rɤlə] N.d.R. Vale più un fatto, che cento parole || PR Quanne te l’agghi’a dice sti parole ['kwannə tə l'aɡɡja 'dɪʧə sti pa'rɤlə] N.d.R. Quando te le devo dire queste parole. || TF paròle. || CS parole. || RF paròle [parǫ̈le̯].

parrucchire parrucchírë [parruk'kirə] sm. Parrucchiere. || ZO pirrucchiere (1864). || [fg. parrucchiére – ital. parrucchière.]

parruzze parrùzzë [par'rʊtʦə] sm. Parrozzo, Pane rustico di colore scuro. || VF parruozzo (1841). || VC parrùozze (1929). || BA parruozze.

parte ['partə] 1. sf. Parte. || AO Chi spàrte ave ‘a mègghja parte [ki s'partə 'ɜvə a 'mɛɡɡja 'partə] Chi fa le parti ha, per sé, la migliore. || SA Face ‘a parte ‘u stubbete. ['fɜʧə a 'partə u s'tʊbbətə] Fa la parte dello stupido. || AO parte.

parte ['partə] 2. v. Partire. || ZO partì (1864).

partite partìtë [par'tɪtə] sf. Partita. || sm. Partito. || PR partite.

parturí [partu'rɪ] v. Partorire. 

parucchele parùcchëlë [pa'rʊkkələ] sm. Bastone nodoso di legno. || RF parucchele [parųkke̯le̯].

parziona [par'ʦjɤna] sf. Porzione, Parte. || Anche parzione [par'ʦjɤnə] || GG  Damma la parziona mia ['dammə a par'ʦjɤna 'mijə] N.d.R. Dammi la mia parte -di eredità-. || GG parziona (1834).

parzione parziónë [par'ʦjɤnə] sf. Porzione, Parte. || Anche parziona [parzna]

pasce ['paʃʃə] v. Pascere, Nutrire. || VC pàscere cu l’èrva n’anemàle ['paʃʃə kə ll’ɛrvə n-anə'mɜlə] N.d.R. nutrire con l’erba un animale   || VC pàscere.

pasciute pasciůtə [paʃ'ʃʉtə] pp. e agg. Pasciuto, Florido. || AO pasciùte.

pascore pascórë [pas'kɤrə] sf. Primavera.

pasonne [pa'sɔnnə] agg. f. Pigra, Lenta, Addormentata. || cfr. pasunne [pa'sunnə] || RG pasonne.

Pasquale Pasquålë [pas'kwɜlə] pers. m. Pasquale. || BF campáne -Sam-Pasquále [kam'bɜnə sambas'kwɜlə] N.d.R. campane di San Pasquale || BF Pasquále.

Pasqualì [paskwa'lɪ] pers. m. Pasqualino.

Pasque ['paskwə] sf. Pasqua. || LMG Pasque, diune e sénza mésse ['paskwə,  di'jʉnə ɛ s'sɛnʣa 'mɛssə] N.d.R. lett. Pasqua, digiuno e senza messa. || LMG Pasque.

passà [pas'sa] v. Passare, Trascorrere. || Locuz. passà annànze [pas'sa an'nanʣə] Sorpassare; passà bune [pas'sa b'bunə].Guarire.  

passamane passamånë [passa'mɜnə] sm. Bracciolo, Passamano. || VC passamàne.

passapane [passa'pɜnə] sm. Stomaco. || RM passapàne.

passapurte passapúrtë [passa'purtə] sm. Passaporto. || SG u’ cape sturte dice che i serve u’ passapurte [u 'kɜpə s'turtə 'dɪʧə kɛ i 'sɛrvə u passa'purtə] N.d.R. la testa storta dice che gli serve il passaporto. || SG passapurte. || VC  passapùorte.

passarille passaríllë [passa'rillə] sm. Uccello, Passero, Passerotto. || VC passarìelle. || FD passarìlle. || LA passarîlle. || ML passarille. || RF passarille [passarílle̯].

passate [pas'sɜtə] pp. e sost. Passato. || MG¹ Acqua passate nen macine muline ['akkwa pas'sɜtə nən 'maʧənə mu'lɪnə] N.d.R. Acqua passata non macina mulino. || MG¹ passate. || EG passàte.

passele ['passələ] sf. Passola, Uva passa.

pastajole pastajólë [pasta'jɤlə] sf. Pastaia. || FB  pastaijòle.

pastarelle pastarèllë [pasta'rɛllə] sf. Paste dolci fatte in casa, Biscottino, Pasticcino. || GF pastarèlle ch’u resolie, taralluzze, scavedatille e vvine bbune [pasta'rɛllə k-u rə'sɔljə, taral'lʊtʦə, skavəda'tillə ɛ v'vɪnə b'bunə] biscottini con il rosolio, taralli e scaldatelli e vino buono. || GF pastarèlle.

paste ['pastə]  sf. Pasta. || ZO past (1864). || CA² pastë.

pasteccire pastëccírë [pastet'ʧirə] sm. Pasticciere. || RF pasteccire [paste̯ččíre̯].

pastenache [pastə'nɜkə] sf. Carota. || VF  pastenaca (1841).

Pastenachille Pastënachíllë [pastəna'killə] pers. m. soprann. Pastinachello

pastore pastórë [pas'tɤrə] sm. Pastore. || FB pastòre.

pasturille pasturíllë [pastu'rillə] sm. Pastorello. || BA pasturielle.

pasunne pasúnnë [pa'sunnə] agg. m. Pigro, Lento, Addormentato. || cfr. pasonne [pa'sɔnnə] || RG pasunne.

‘Pataffie [pa'taffjə] sm. Epitaffio, Monumento a Filippo IV. || EG A l’ombre d’u ‘Pataffie [a l'ɔmbrə d-u pa'taffjə] N.d.R. All’ombra dell’Epitaffio. || LA patàffije. || EG ‘Pataffie. || MM patáffie.

Patanare Patanårë [pata'nɜrə] sopr. Patanaro. || LR Patanàre.

patane patånë [pa'tɜnə] sf. Patata. || SG¹ ‘I recchijtèlle cka ruchele e cki pàtane [i rikkji'tɛllə k-a 'rʊkələ ɛ kk i pa'tɜnə] Le orecchiette con la rucola e le patate. || VC patàna (1929).  || ML patàne. || SG¹ pàtane. || CA² patànë.

patanelle patanèllë [pata'nɛllə]  sf. Patatina, Piccolo braciere. || VC patanèlla.

patefatte [patə'fattə] sm. Manifesto.

pateminde patëmíndë [patə'mində] sm. Patimento, Sofferenza.

Paternostre [pater'nɔstrə] locuz. lat. Pater noster. || sm. Padrenostro. || VC patrenuòstre.

patete ['patətə] par. comp. Tuo padre. ||  ML patete.

Pateterne [pate'tɛrnə] sm. Padreterno. || Anche Patreterne [patre'tɛrnə] || CS Viáte  a  chi  tène  nu  padrètèrne ncile e une ‘ntèrre [vi'jɜtə a kki 'tenə nu patre'tɛrnə n'ʤilə ɛ 'ʉnə n'dɛrrə] N.d.R. Beato chi ha un padreterno in cielo ed uno in terra. || RL Pataterne (1905). || CA padreterne. || SE padretèrne. || MA  padre tern’. || CS padrètèrne.

patì [pa'tɪ] v. Patire.

patijà [pati'ja] v. Spurgare le lumache.

patre ['patrə] sm. Padre. || GG Ce steva nu patre ca teneva duj figghj..i [ʧə s'tevə  nu 'patrə ka tə'nevə 'dʉjə 'fɪɡɡjə] N.d.R. C’era un padre che aveva due figli. || GG a la casa de patremo [a 'kɜsə də 'patəmə] N.d.R. A casa di mio padre. || MM [ve̥čįne̥ u̱ pátre̥] vicino al padre. || CA Nu padre campe ‘a cînte figghje, ma cînte figghje nen campane a nu padre [nu 'padrə 'kambə a t'ʧində 'fɪɡɡjə, ma 'ʧində 'fɪɡɡjə nən 'kambənə a nu 'padrə] N.d.R. Un padre dà il sostentamento a cento figli, e cento figli non riescono a far campare un padre. || GG  patre, patr..e, patremo (1834) || CA padre. || MM [pátre̥].

patremonie [patrə'mɔnjə] sm. Patrimonio.

patrezzà [patrət'ʦa] v. Rassomigliare molto al padre, nei tratti somatici e nel comportamento. || RM patrezzà.

patrije [pa'trɨjə] sm. Patrigno. || VC Patrìjeme ne’ me pòte pròpete vedè [pa'trɨjəmə nə m'mə 'pɤtə 'prɔpətə və'dɛ] Il mio patrigno non può addirittura tollerarmi. || VC patrije.

patriotte patriòttë [patri'ɔttə] sm. Passero maschio. || FB patrijòtte.

patrone patrónë [pa'trɤnə] sf. Padrona. || FB patròne.

patrune patrůnë [pa'trʉnə] sm. Padrone. || cfr. padrone [pa'drɤnə]  || FB patrùne. || MA patrune. || MM [ppatru̇́/ne̥].

paturnie [pa'tʊrnjə] sf. Malinconia, Stato di malessere psicologico. || RM patùrnije.

paure paůrë [pa'ʉrə] sf. Paura. || Anche appaure [appa'ʉrə] / pagure [pa'ɡʉrə]/ appagure [appa'ɡʉrə]|| MA Male n’ facenne e paura n’n avenne ['mɜlə n-fa'ʧɛnnə ɛ ppa'ʉrə nn-a'vɛnnə] N.d.R. Male non fare e paura non avere. || CS La morte nen háve paure du mideche [a 'mɔrtə nənn'ɜvə pa'ʉrə d-u 'midəkə]  N.d.R. La morte non ha paura del medico. || CS paure. || MA paura. || RF paùre [paůre̯].

pauruse paurůsë [pau'rʉsə] agg. Pauroso. || Anche paveruse [pavə'rʉsə].

Pavelù [pavə'lʊ] pers. m. Paolo.

paveruse pavërůsë [pavə'rʉsə] agg. Pauroso. || Anche pauruse  [pau'rʉsə]. || RM paverùse.

pazziarille pazziaríllë [patʦja'rillə] sm. Giocattolo.

pazzijà [patʦi'ja] v. Scherzare, Giocare. || BA Mò pazzeje a fa male [mɔ pat'ʦejə a ffa 'mɜlə] Adesso scherza per  far male. || LA pazzijà. || BA pazzià.

pazzije pazzìjë [pat'ʦɪjə] sf. Burla, Scherzo. || MA ca rise e ca pazzie, a fatica mije, a late c’ ‘a fazze fà [k-a 'rɪsə ɛ k-a pat'ʦɪjə, a fa'tika 'mɪjə, a l'atə ʧ-a 'fatʦə fa] N.d.R. con il riso e con lo scherzo, il mio lavoro lo faccio fare agli altri. || MA pazzie.

pe' [pə] prep. sempl. Per. || BA Face u fesse pe nen j a la guerre ['fɜʧə u 'fɛssə pə nnə jɪ a 'ɡwɛrrə]  Fa il finto tonto per non andare in guerra. || GG pe (1834) || ZO pì (1864). ||  BF pe. || SG pe’. || FO pe [pe̥] || [fg. pèr - ital. pér]

peccate pëccåtë [pək'kɜtə] sm. Peccato. || ME tutti i peccate ha scangellate ind’a lore [‘tʊtt i pək'kɜtə a skanʤəl'lɜtə 'ind-a l'lɤrə] tutti i peccati ha cancellato in loro. || ME peccate.

peccatore pëccatórë [pəkka'tɤrə] agg. e sm. Peccatore. || ME peccatore.

peccenenne pëccënènnë [pətʧə'nɛnnə] agg. f.  Piccolina. || al m. peccenunne [pətʧə'nʊnnə] || MA peccenenne.

peccenonne [pətʧə'nɔnnə] sf. Piccolina. || RM peccenɔnne.

peccenunne [pətʧə'nʊnnə] sm. Bambino. Piccolino. || al f. peccenenne  [pətʧə'nɛnnə]  || SA ’U peccenunne de mamme! [u pətʧə'nʊnnə də 'mammə] Il piccolino di mamma. || RF piccinunne [piččinųnne̯].

peccerè [pətʧə'rɛ]sf. Piccola.

pecchè [pək'kɛ] avv., congz. e sm. Perché. || SA Ije vulesse sapè pecchè nde ne vaje! ['ijə vu'lɛssə sa'pɛ pək'kɛ ndə nə 'vɜjə] Io vorrei sapere perché non te ne vai. || ZO pecchè (1864) || LE pecché. || [fg. perchè - ital. perché]

pece ['peʧə] sf. Pece. || MM péce.

pecherucce pëchërùccë [pəkə'rʊtʧə] sm. Agnello. || MM u pekerúcce. L’agnello. || FB pecurùcce. || FB pecurocce. || MM pekerúcce. || RF pecurucce [pe̯kurųčče̯].
pechesce [pə'kɛʃʃə] sf. Marsina, Abito nuovo. || LA pechèsce.

pechescine pëchëscìnë [pəkəʃ'ʃɪnə] sm. Bellimbusto, Persona che ama ostentare la propria eleganza, Zerbinotto. || AM Che d’éje ca vàce truanne stu sorte e pechescine chè semb’apprisse vène e parle musce musce?  [kɛ d'ejə ka 'vɜʧə tru'wannə stu 'sɔrtə ɛ pəkəʃ'ʃɪnə kɛ 'sɛmb-ap'prissə 'parlə 'mʊʃʃə 'mʊʃʃə?] Che cosa va trovando questa specie di bellimbusto che viene sempre dietro e parla lentamente? || AM pechiscìne. || FB pechescene.

pechescione pëchësciónë [pəkəʃ'ʃjɤnə] sost. Palandrana. || RM peckesciòne.

pecone pëcónë [pə'kɤnə] sm. Piccone. || VF pecone (1841).

pecorine pecorìnë [peko'rɪnə] sm. Formaggio pecorino.

pecundrije pëcundrìjë [pəkun'drɪjə] sf. Ipocondria, Noia, Tristezza, Malinconia. || LA pecundrìje. || RF pecundrìje [pe̯kundrı̊i̭e̯].

pecure ['pɛkurə] sf. pecora. || BA Carne de pechere e secure ['karnə də 'pɛkurə ɛ ssə'kʉrə] Carne di pecora, ma certa. || BA pechere.

pedarule pëdarůlë [pəda'rʉlə] sm. Pannolino per bambini. || RM pedarùle.

pede ['pedə] sm. sing. Piede. || pl. pide. || Anche pete ['petə -etə]. || VF Pede de lu vacile  ['pedə d-u va'ʧilə] Bacinella per lavarsi le mani. || GG pede (1834).

pedecchiuse pëdëcchiůsë [pədək'kjʉsə] agg. Pidocchioso, Povero, Straccione. || EG vit’a quillu pedecchiuse  ['vit-a k'kwɪllu pədək'kjʉsə] N.d.R. guarda quel pidocchioso. || EG pedecchiuse. || TF pedecchiùse.

pedeje [pə'dejə] sf. Pancetta di pecora o d’agnello. || LA pedèje. || [fg. pancètta - ital. pancétta]

pedevellà [pədəvəl'la] v. Pedalare la bicicletta. || RM pedevellà.

pedevelle pëdëvèllë [pədə'vɛllə] sf. Pedale della bicicletta. || RM pedevèlle.

peducchie [pə'dukkjə] sm. Pidocchio. || LMG ‘A vécchie peducchie peducchie, campàie cînd’anne, pe sapé i fatte de l’ate! [a 'vɛkkjə pə'dukkjə pə'dukkjə, kam'bɜjə ʧind 'annə pə ssa'pɛ i 'fattə də l 'atə!] N.d.R. La vecchia pidocchi pidocchi visse cento anni, per sapere i fatti degli altri. || TF pedùcchije. || AO pedùcchje. || CA¹ [pedųcchije]. || AO pedòcchje.

pegge ['pɛɡɡə] avv. e agg. Peggio, Peggiore. || EG Site pègge de ‘na molle ca vàce sop’e ‘ssotte ['sɪtə 'pɛdʤə də  na 'mɔllə ka 'vɜʧə 'sɤpə ɛ s'sɔttə] N.d.R. Siete peggio di una molla che va sopra e sotto. || TF pègge. || CS pèggie.

pegghjà [pəɡ'ɡja] v. Prendere, Pigliare. || Anche pigghjà [piɡ'ɡja] || EG pegghià.

pegnule [pəɲ'ɲʉlə] 1. sm. Pinolo, Seme di pino domestico racchiuso nella pigna. || 2. agg. meticoloso, eccessivamente preciso || VF pignuolo (1841)  [fg. pinólo - ital. pinòlo]

pelanghille pëlanghíllë [pəlan'ɡillə] sm. Pannocchia di granturco. || LR pelanghîlle. 

pelatille pëlatíllë [pəla'tillə] sm. Piccolo pelo, Niente di importante. || FB pelatille.

pelegne [pə'lɛɲɲə] agg. f. Sciatta, Lenta. || FB pelègne.

pelle pèllë ['pɛllə] sf. Pelle.

pellecchie [pəl'lɛkkjə] sf. Pellecchia, Pellicina. || TF E vècchije e i pròde a pellècchije! [ɛ 'vɛkkjə  ɛ i  'prɤdə a pəl'lɛkkjə!] N.d.R. È vecchio e gli prude la pellecchia. || TF pellècchije. || AO pellècchje. || EG pellècchie. || [fg. pellècchia - ital. pellécchia]

pellegrine pëllëgrìnë [pəllə'ɡrɪnə] smf. Pellegrino. || CA¹ [pɛllɛgrinᵉ]. || VMG pëllëgrinï.

pellicce pëllìccë [pəl'lɪtʧə] sf. Pelliccia. || FB e gambe arravugghiate i pellocce de pecorocce  [ɛ 'ɡammə arravuɡ'ɡjɜtə i pəl'lɪtʧə də peke'rʊtʧe] alle gambe avevano avvolte pelli di agnello.  || FB pellocce.

pellitre  [pəl'lɪtrə] sm. Puledro. || RM pellìtre. || [fg. pulèdro - ital. pulédro]

pelone pëlónë [pə'lɤnə] sm. Grossa vasca per conservare l’acqua del pozzo. || FB pelòne.

pelucche  pëlùcchë [pə'lʊkkə] sf. Parrucca. || RM pelùccke.

pelucchere pëlucche̊rë -érë [pəluk'kɘrə -erə] sf. Pettinatrice, Parrucchiera. || cfr. capellere [kapəl'lerə] || LA pelucchère.

pena ['pena] sf. Pena. || Anche pene ['pɘnə -enə]. || MG¹ Hamme fatte cule rutte e péna pagate  ['ammə 'fattə 'kʉlə 'rʊttə ɛ p'pena pa'ɡɜtə] N.d.R. lett. Abbiamo fatto culo rotto e pena pagata. || MG¹  péna.

pendemende [pəndə'mɛndə] sm. Pentimento. || MG¹ Tarde pendeménde a nînde aggiove  ['tardə pəndəmɛndə a n'nində ad'ʤɤvə] N.d.R. Pentimento tardivo a niente serve. || MG¹ pendeménde. [fg. pentimènto – ital. pentiménto]

pendone pëndónë [pən'dɤnə] sm. Angolo della strada. || RM pendòne.

pendure pëndůrë [pən'dʉrə] sf. Polmonite, Pleurite, Malattia delle vie respiratorie. || RM pendùre.

pendute pëndůtə [pən'dʉtə] pp. e agg. Appuntito. || pp. e sost. Pentito. || RM pendùte.

pene pe̊në -énë ['pɘnə -enə] sf. Pena. || Anche pena  ['pena] || LR  pène.

penna pènna ['pɛnna] sf. Penna, Piuma. || Anche penne ['pɛnnə]. || BN E pinz che sapev t-nè a penna mman, cum’e na zapp sul p- fa a firm ca croc [ɛ p'pinʣə kɛ sa'pevə tə'nɛ a 'pɛnna m'mɜnə, 'kum-ɛ na 'ʦappə 'sʉlə pə ffa a 'fɪrmə k-a 'krɤʧə] E pensa che sapeva tenere la penna in mano, come una zappa, solo per firmare col segno di croce. || BN penna. || [fg. pènna - ital. pénna]

pennacchie [pən'nakkjə] sm. Pennacchio. || EG Quilli pennacchie culuràte, èrene l’onore d’a Madonn’ i ‘Ngurnàte ['kwilli pən'nakkjə kulu'rɜtə, 'ɛrənə l'onɤrə d-a ma'dɔnnə i nɡur'nɜtə] N.d.R. Quei pennacchi colorati erano l’onore della Madonna dell’Incoronata. || EG pennacchie. || RF pennacchie [pe̯nnaĉĉe̯].

pennarule pënnarůlë [pənna'rʉlə] sm. Pennaiuolo, Scrivano, Arnese ove riporre le penne. || RM pennarùle.

penne pènnë ['pɛnnə] sf. Penna, Piuma. || Anche penna  ['pɛnna]. || MU  pènne. ||  [fg.  pènna - ital. pénna]

pennellate pënnëllåtë [pənnəl'lɜtə] sf. Pennellata. || LR pennellàte.

pennille pënníllë [pən'nillə] sm. Pennello. || FB pennille.

penninde pënníndë [pən'nində] avv. Affatto, Per nulla. || Anche pe’ nninde [pə n'nində].

penzà [pən'ʣa] v. Pensare. || LE Si ce penze, mené, me sendé venì!  [si ʧə 'pɛnʣə, 'menə, mə 'sɛndə və'nɪ!]  Se ci penso, mi sento venire meno. || MG¹ ‘A gatta d’a despenze - cum’èje accussì pénze  [a 'ɡattə d-a dəs'pɛnʣə - kum'ejə akkus'sɪ 'pɛnʣə] La gatta della dispensa. Come è, così pensa. || LE penzà. || PM pensà. || TF penza’.

penzate pënżåtë [pən'ʣɜtə] pp. e agg. Pensato.

penzire pënzírë [pən'ʣirə] sm. sing. e pl. Pensiero. || PM pensire. || ME penzire. || RF penzire [pe̯nźíre̯]. || [fg. pensiéro - ital. pensièro]

penzione pënżiónë [pen'ʣjɤnə] sf. pensione.

penziunate [pənʣju'nɜtə] pp. e sost. Pensionato.

pepe ['pepə] sm. Pepe.

pepernille pëpërníllë [pəpər'nillə] sm. Piccolo rotolo di stoffa che si applica al centro del basco. || FB pepernille.

peperusce pëpërùscë [pəpə'rʊʃʃə] sm. Peperone. || cfr. paparule. || DLC i peperusce nen  so’ furte, ma dolce e rusce, so’ tuste, nen so’ musce [i pəpə'rʊʃʃə nən sɔ f'furtə, ma 'dɔlʧə ɛ r'rʊʃʃə, sɔ t'tustə, nən sɔ m'mʊʃʃə] i peperoni non sono piccanti, ma dolci e rossi, sono duri, non sono flosci.  || BA peperùsce. || DLC peperusce. || RF peperusce [pe̯pe̯rųšše̯].

Pèppe Pèppë ['pɛppə] pers. m. Peppe. || BA Darrije l’aneme a Peppe  [dar'rɪjə l 'anəmə a p'pɛppə] Darebbe l’anima al diavolo. || BA Peppe.

Peppine Peppìnë [pep'pɪnə] pers. m. Peppino, Giuseppe. || LR Peppine.

Peppuzze Pëppùzzë [pəp'pʊtʦə] pers. m. Peppe. || SA ‘A candine Peppuzze. [a kan'dɪnə pəp'pʊtʦə] La cantina di Peppuzzo.

perazze [pə'ratʦə] sm. Pera acerba di piccole dimensioni. || FB perazze. || RF perazze [pe̯razze̯].

percià [pər'ʧa] v. Perciàre. Forare. Bucare. Passare da parte a parte. || cfr. perciatille përciatíllë [pərʧa'tillə] bucatini. || BF damme tiempe ca te perce, dici-u pappl’ a la fáfe, giacchè quiste ‘nn’ eja páne mastecáte, (ca subbte se gnotte). ['dammə 'timbə ka tə 'pɛrʧə, di'ʧijə u 'pappələ a la 'fɜfə, ʤak'kɛ 'kwistə nənn-eja 'pɜnə mastə'kɜtə (ka 'sʊbbətə sə ɲ'ɲɔttə]  Ndr. dammi tempo che ti foro, disse il tonchio (insetto) alla fava, giacché questo non è pane masticato, che subito si inghiotte. || BF perce (1893) || Etimol. dal fr. perce ['pɛrsə] buco; percer [per'se] bucare, forare.

perchiacchelle përchiacchèllë [pərkjak'kɛllə] sf. Porcellana. || Anche purchiacche [pur'kjakkə] || VF puorchiacchielli (1841). || VF purchiacchi (1841).|| MAM [pérc̓́e̥].

perchie ['pɛrkjə] sf. Lentiggine. || RF perchie [pęrĉe̯].

perchiose [pər'kjɤsə] agg. f. Lentigginosa. || Anche precchiose [prək'kjɤsə]. || al m. perchiuse [pər'kjʉsə] || RM perchijòse.

perchiuse përchiůsë [pər'kjʉsə] agg. m. Lentigginoso. || f. perchiose [pər'kjɤsə]. || Anche precchiuse [prək'kjʉsə] || FB perchijuse. || RF perchiùse [pe̯rĉůse̯].

perciatille përciatíllë [pərʧa'tillə] sm. Maccheroni simili ai bucatini. || VF perciatielli (1841).

perde ['pɛrdə] v.  Perdere.  || CS A chijagnije stù murte so’ lacreme pèrse  [a k'kjaɲɲə stu 'murtə sɔ 'lakrəmə pɛrʦə] N.d.R. lett. A piangere questo morto sono lacrime perse. 

perdenze [pər'dɛnʣə] sf. Perdenza, Perdita.

perdone përdónë [pər'dɤnə] sm. Perdono. || ME  perdone.

perdunà [pərdu'na] v. Perdonare. || CV purdunà. || MM [pe̥rduná]. || RF perdunà [pe̯rduná].

perdute përdůtə [pər'dʉtə] pp. e agg. Perduto. || LMG perdute.   

pere pe̊rë -érë ['pɘrə -erə] sf. Pera.  

perfediuse përfëdiůsë [pərfə'djʉsə] agg. Attaccabrighe, Ostinato. || Anche preffediuse [prəffədj'ʉsə] || FO  U pezzende  è sempe perfediuse [U pe̥zzende̥ è sempe̥ pe̥rfe̥diuse̥]. Il pezzente è sempre attaccabrighe. || FO  perfediuse [pe̥rfe̥diuse̥].

pericule [pə'rikulə] sm. Pericolo. || FB  perècule.

permesse permèssë [per'mɛssə] pp. e agg. Permesso, Concesso. || TF  permèsse.

permette përmèttë [pər'mɛttə] v. Permettere. || RM permètte.

pernacchie [pər'nakkjə] sf. Pernacchia. || sm. napol. Pernacchio. || LR brasciòle, vine, mùseche e pernàcchje [bbra'ʃɤlə, 'vɪne, 'mʊsəkə ɛ ppər'nakkjə] N.d.R. brasciole, vino, musica e pernacchie. || LR pernàcchje. || ML pernacchje.

persiane persiånë [per'sjɜnə] sf. Persiana, Imposta di legno. || RM persijàne.

persune përsůnë [pər'sʉnə] sm. pl. Persone. || Anche perzune [pər'ʦʉnə].

pertose [pər'tɤsə] sf. Asola. || FB pertòse.

pertuse përtůsë [pər'tʉsə] sm. Foro, Buco. || MG¹ pertuse. || VF purtuso (1841).

peruste [pə'rustə] agg. Bruciato.

perze ['pɛrʦə]pp. e agg. Perso, Perduto. || GG perzo (1834) || MM [pę́rze̥]. 

perzune përzůnë [pər'ʦʉnə] sm. pl. Persone. || Anche persune [pər'sʉnə].

pesature pësatůrë [pəsa'tʉrə] sm. Grosso peso, Pestello, Utensile usato per pestare materiali di varia natura nel mortaio. || Loccuz. a pesatúre [a ppəsa'tʉrə] A proposito. || VF pesaturo (1841). || VF pisaturo (1841). || AO pesatùre.

pescà [pəs'ka] v. Pescare. || FB pescà.

pesce ['pɛʃʃə] sm. sing. Pesce. || Locuz. pesce fujute  ['pɛʃʃə fu'jʉtə]. Brodetto di pesce. Lett. Pesce fuggito; pesce ind'a carrozze ['pɛʃʃə nd-a kar'rɔtʦə] lett. Pesce in carrozza, altro modo di definire la lumaca. || SG¹ pe fa ‘u seconde, ce accattame ‘u pésce ['pə ffa u sə'kɔndə, ʧakkat'tɜmə u 'pɛʃʃə] N.d.R. per fare il secondo ci compriamo il pesce. || SG¹ pésce. || [fg. pèsce - ital. pésce]

pescejanghe [pɛʃʃə'janɡə] agg. Dal volto pallido, bianco come un pesce. || RM pèscejàncke.

pesche ['pɛskə] sf. Pesca. || RM pèske.

pescragghione pëscragghiónë [pəskraɡ'ɡjɤnə] sm. Il sesto giorno, Fra cinque giorni.

pescraje [pəs'krɜjə] sm. Il  terzo  giorno, Fra due giorni, Dopodomani. || cfr. bescraje [bbəs'krɜjə] e dopedumane [dopədu'mɜnə] || LA pescràje. || RF pescràje [pe̯skråi̭e̯].

pescrille pëscríllë [pəs'krillə] sm. Il quarto giorno, Fra tre giorni. || RF pescrille [pe̯skrįlle̯].

pescrone pëscrónë [pəs'krɤnə]sm. Il quinto giorno, Fra quattro giorni.

pesele ['pɛsələ] iteraz.  Pesele pesele ['pɛsələ 'pɛsələ] Facilmente. || AO pèsele. || RF pèsele [pęse̯le̯].

pesille pësíllë [pə'sillə] sm. Pisello. || MU So fuggiani li pesille, tenerielle a li pesille [sɔ ffudʤa'nillə i pə'sillə, tənə'rillə i pə'sillə] Sono di Foggia i piselli, sono teneri i piselli. || MU pesille.

petazze [pə'tatʦə] sf. Piccola parte di qualcosa. || cfr. spetazzà [spətat'ʦa].

pete pe̊të -étë ['petə -etə] sm. Piede. || Anche pede ['pedə. || P -Nzomma, qua hind’, cum’è cert’ Dij, -N’n c’e mett’ chiù peté [n'ʣɔmmə, k'kwa 'ində, 'kum-ɛ t'ʧɛrtə d'dɪjə, nən ʧ-ɛ 'mɛttə k’kjʊ 'petə] Insomma qui dentro, come è certo Dio, non mettere più piede. || EG pète. || P peté. || MM péte. || RF pète [pę̊te̯].

petecagne [pətə'kaɲɲə] sf. Pedana, Podio, Piedistallo. || FB petecagne.

petetille pëtëtíllë [pətə'tillə] sm. Piccolo peto. || RM petetìlle.

petevrascire pe̊tëvrascírë [petəvra'ʃirə] sm. Struttura in legno con foro centrale per contenervi il braciere. || Anche pedevrascire  [pedəvra'ʃirə], pedevrascere [ pedəvra'ʃerə], || RM pète-vrascìre.

petigne pëtìgnë [pə'tɪɲɲə] sf. Infezione che colpisce la cute. || sm. Nido di sanguisughe.

Petite Petìtë [pe'tɪtə] pers. m. Petito. || LR Petìte.

petrate pëtråtë [pə'trɜtə] sf. Sassata, Pietrata. || SA ’U megghie amiche ‘a megghia petrate! [u 'mɛɡɡjə a'mikə, a 'mɛɡɡja pə'trɜtə] Il miglior amico, la migliore sassata. || FC petràte. || EG petrate.

petruccelle pëtruccèllë [pətrut'ʧɛllə] sf. Pietruzza, Sassolino. || RM petruccèlle.

petrusine petrusìnë [pətru'sɪnə] sm. Prezzemolo. || Anche putrusine [putru'sɪnə] || VF petrosino (1841). || AO petrusìne. || DLC petrusine. || [fg. prezzèmolo - ital. prezzémolo] || Etimol. dal  lat. petroselīnum  che è dal gr. πετροσέλινον (πέτρα «pietra» + σέλινον «sedano») propr. «sedano che nasce fra le pietre».

pettà [pət'ta] v. Dipingere, Pittare. || RM  pettà.

pettate pëttåtë [pət'tɜtə] pp. e agg. Pittato, Dipinto, Truccato. || CA ‘A faccie tenive bélle, liscie e pettàte [a 'fatʧə tə'nivə b'bɛllə, 'lɪʃʃə ɛ ppət'tɜtə] La faccia tenevi bella, liscia e truccata. || CA pettàte.

pettelangule [pettəlan'gʉlə] par. comp. da pettela e ’ngule ['pɛttəla ngʉlə] Lembo di camicia che fuoresciva dallo spacco dei pantoloni dei bambini. || FB pèttela‘ncùle.

pettele pèttëlë ['pɛttələ] sf. Pettola, Pezzo di pasta lievitata che viene fritta in olio bollente. || CA 'I pèttele ca nen se fanne a Natale, nen se fanne manche a Capedanne [i 'pɛttələ ka nʣə 'fannə a nna'tɜlə, nʣə 'fannə 'manɡə a kkɜpə'dannə] N.d.R. Le pettole che non si fanno a Natale, non si fanno neanche a Capodanno. || LR da chiù de n’ore, mamme e sore stanne ‘mbastanne pèttele [da k'kjʊ də n 'ɤrə  'mammə ɛ s'sɤrə s'tannə mbas'tannə 'pɛttələ] N.d.R. da più di un’ora, mamme e sorelle stanno impastando pettole. || LR pèttele.

pettenà [pəttə'na] v. Pettinare, Accomodare i capelli. || ML chi nen tene ninde che fà pigghje i cane a pettenà [ki nən 'tenə 'nində kɛ ffa, 'pɪɡɡjə i 'kɜnə a ppəttə'na] N.d.R. chi non ha niente da fare si mette a fare l’acconciatura ai cani. || ML pettenà.

pettene pëttènë ['pɛttənə] sm. Pettine. || cfr. pettenesse [pəttə'nɛssə], scatene  [ska'tenə] || SA Pigghieme ‘u pettene! ['pɪɡɡjəmə u 'pɛttənə] Prendimi il pettine. || VF Petten’astritto  ['pɛttənə s'trɪttə] Pettine fitto o doppio || VF pettene (1841).

pettenesse pëttënèssë [pəttə'nɛssə] sf. Pettine piuttosto grande usato dalle donne. || cfr. pettene ['pɛttənə], scatene [ska'tenə] || LA pettenèsse.

pettore [pət'tɤrə] sm. Imbianchino, Pittore. || RM pettòre.

pezzarelle pëzzarèllë [pətʦa'rɛllə] sf. Pizzarella, Pasta fatta in casa. || cfr. strascenate [straʃə'nɜtə]. || FB  pezzarèlle. || RF pezzarèlle [pe̯zzaręlle̯].

pezzate pëzzåtë [pət'ʦɜtə] sf. Una parte, un pezzo.

pezze ['pɛtʦə] sf. Pezza, Stoffa, Straccio, Terreno agricolo. || PM ce puje mètte a pèzze ... ma sèmpe strazzète è! [ʧə 'pujə 'mɛttə a 'pɛtʦə... ma 'sɛmbə strat'ʦɜtə ɛ!] N.d.R. Ci puoi mettere la pezza ... ma sempre strappato resta! || PM pèzze. || RF pèzze [pęzze̯].

pezzecà [pətʦə'ka] v. Pizzicare.

pezzecallande [pətʦəkal'landə] agg. Cavilloso. || FB pezzecallante. || SE ppezzecallànde.

pezzecate pëzzëcåtë [pətʦə'kɜtə] sf. Pizzicata, Battuta pungente che fa male come un pizzicotto. 

pezzechille pëzzëchíllë [pətʦə'killə] sm. Pizzicotto. || RM pezzechìlle.

pezzelà [pətʦə'la] v. Pizzicale, Dare pizzicotti.

pezzendarije pëzzëndarìjë [pətʦənda'rɪjə] sf. Pezzenteria, Povertà assoluta, Miseria. || AO Chi sparte rekkèzze se trove pezzendarìje [ki s'partə rək'kɛtʦə sə 'trɤvə  pətʦənda'rɪjə] Chi sparte ricchezza si trova pezzenteria. || AO  pezzendarìje.

pezzende pëzzèndë [pət'ʦɛndə] sost. Pezzente. || pl. pezzinde [pət'ʦində] || cfr. spezzendate [spətʦən'dɜtə] || RM pezzènde.

pezzille pëzzíllë [pət'ʦillə] sm. Freddo pungente. || SA¹ fäce pezzille ['fɜʧə pət'ʦillə] riceve i pizzicori del freddo. || VC ùosse pezzìlle ['ussə pət'ʦillə] Malleolo, Noce del piede. || VC pezzìlle. || SA¹ pezzille.

pezzinde pëzzíndë [pət'ʦində] sost. pl. Pezzenti. || sing. pezzende [pət'ʦɛndə]. || TF pezzîente (1894).

pezzotte [pətʦɔttə] sm. Pezzo di legno.

pezzute pëzzůtə [pət'ʦʉtə] agg. Appuntito, Sporgente. || TF cùle pezzùte [kʉlə pətʦʉtə] N.d.R. sedere sporgente. || TF pezzùte.

p'i [p-i] prep. sempl. + art. Per i. || LA p'i figghje suje dace pure 'u core [p-i 'fɪɡɡjə 'sʉjə 'dɜʧə  'pʉrə u 'kɤrə] N.d.R. per i suoi figli dà anche il cuore. || LA p’i.

piacere piace̊rë -érë [pja'ʧɘrə -erə] sm. Favore. 

piacì [pja'ʧɪ] v. Piacere.

pianderrene pianderre̊në -énë [pjander'rɘnə -enə] sm. Pianterreno. || LR piantèrrène.

piatà [pja'ta] sf. Pietà. || BF Piatà (1893).

piatte ['pjattə] sm. Piatto. || BA S’ave mise quatt’ove ind’u piatte  [s'ɜvə 'misə 'kwattə 'ɤvə  ind ɔ 'pjattə] Ha messo quattro uova nel piatto -s’è arricchito-. || FO Chi aspette ‘u piatte da l’ate, ‘u suje s’u magne fridde [Chi aspette̥ ‘u piatte̥ da l’ate̥, u süje̥ s’u magne̥ fridde̥] Chi aspetta il piatto altrui, il suo se lo mangia freddo. || ZO piat (1864) || AO pijàtte. || CA piatte. || TF piàtte. || CA² piattë. || FO [piatte̥].

piattine piattìnë [pjat'tɪnə] sm. Piattino.

piazzà [pjat'ʦa] v. Piazzare, Collocare, Rifilare, Sistemare. || RM pijazzà.

piccele ['pitʧələ] sf. unità di misura per olio 20/25 grammi circa.

picche pìcchë ['pɪkkə] sost. Piccola quantità, Pizzico. || SA Ogne picche aggiove! ['ɔɲɲə p'pikkə ad'ʤɤvə]  Ogni piccola quantità porta giovamento.

picchie pìcchië ['pɪkkjə] sm. Frigno, Piagnucolio continuo e fastidioso. || FB u’ pècchij pure rènne [u 'pɪkkjə 'pʉrə 'rɛnnə] N.d.R. il piagnucolio alla fine rende. ||  AO pìcchje. || FB pècchij.

picchiuse picchiůsë [pik'kjʉsə] agg. Piagnucoloso, Frignone. || RM picchijùse.

picciafuche [pitʧa'fukə] agg. Sobillatore. || Anche appicciafuche  [appitʧa'fukə] || AO picciafùke.

piccula pìccula ['pɪkkula] agg. e sost. f. Piccola. || Locuz. piccula piccule  ['pɪkkula 'pɪkkulə] Piccolina, Piccola piccola. || EG piccula.

piccule pìcculë ['pɪkkulə] agg. e sost. m. Piccolo. || TF pìccule. || LC piccule. || MM [pí/kku̯e̥le̥]

pichere ['pikərə] sm. Picaro, Imbroglione astuto, Popolano furbo.

pide pídë ['pidə] sm pl. Piedi. || sing. pede [pé] || Anche pite ['pitə]|| TF pìde.

pidestalle [pidəs'tallə] sm. Piedistallo. || FB pidestàlle.

pigghià [piɡ'ɡja] v. Prendere, Pigliare. || Anche pegghjà [pəɡ'ɡja] || Locuz. pigghià de pitte [piɡ'ɡja də 'pittə] Prendere di petto, affrontare; pigghià ind'a'u mastrille  [piɡ'ɡja nd ɔ mas'trillə] Prendere in trappola, Adescare. || LMG Chi passe, se pigghie ‘na fiche [ki 'passə, sə 'pɪɡɡjə na 'fikə]  N.d.R. Chi passa si prende un fico. || GG pigghià (1834) || ZO piglia (1864). || MA pigghjà.   

pignate pignåtë [piɲ'ɲɜtə] sf. Pignatta, Pentola di coccio. || FD I guàije da pignàte i sàpe a cucchiàre [i 'ɡwɜjə d-a piɲ'ɲɜtə i 'sɜpə a kuk'kjɜrə] N.d.R. I guai della pignatta li conosce il mestolo. || VF pignata (1841) || FD pignàte. || LA pegnàte. || MG¹ pegnate.

pigne pígnë ['piɲɲə] 1. sm. Pegno.

pigne pígnë ['piɲɲə] 2. smf Pinolo, Pgna e sm. pl. Pini. || AO Se n'è' jùte a l'àlvere d'i pigne [sə n-ɛ 'jʉtə a l'alvərə d-i 'piɲɲə] Se n'è andato all'albero dei pignuoli. || FB pigne.

pile pílë ['pilə] 1. sm. Pelo. || 2. sf. Pila. || SE nu pìle, ‘u fann’addevendà grusse quand’e nu tràve [nu 'pilə u 'fannə addvən'da 'ɡrussə 'kwandə nu 'trɜvə] N.d.R. un pelo lo fanno diventare grosso quanto una trave. || TF pìle.

pinde píndë ['pində] agg. Agghindato. || Locuz. linde e pinde  ['lində ɛ p'pində] Lindo e agghindato.

pinele pínëlë ['pinələ] sm. Pillola. || SA M’agghia pigghjà ‘nu pinele p’a tosse. [m'aɡɡja piɡ'ɡja nu 'pinələ p-a 'tɔssə] Devo prendere una pillola per la tosse. || TF pìnnele. || RF pinele [pine̯le̯].

pippe ['pɪppə] sf. Pipa. || VF pippa (1841).

piripicchie piripìcchië [piri'pɪkkjə] sm. Piccolo perno. || RM piripìcchije.

pisce ['pɪʃʃə] sm. pl. Pesci. || RM pìsce.

piscelicchie piscëlìcchië [piʃʃə'lɪkkjə] solo nella locuz. a ppiscelicchie  [a ppiʃʃə'lɪkkjə] come una pipì intensa.

piscià [piʃ'ʃa] v. Orinare, Pisciare. || SA Quille se pisce sotte d’a paure. ['kwɪllə sə 'pɪʃʃə 'sɔttə d-a pa'ʉrə] Quello si piscia sotto -addosso- dalla paura. || TF nen àve cùme piscia’ e ppìsce ke l’ùcchije [nənn 'ɜvə 'kumə piʃ'ʃa ɛ p'pɪʃʃə kə l'ukkjə] N.d.R. non sa come pisciare e piscia con gli occhi. || TF  piscia’.

pisciacchie [piʃ'ʃakkjə] sf. Orina, Pipì, Urina. || SA Tenghe da fa ‘na pisciacchie! ['tɛnɡə da fa na piʃ'ʃakkjə!] Ho da fare una pipì! || BA pesciacchie.

pisciajule [piʃʃa'jʉlə] sm. Pescivendolo. || VF pisciajuolo (1841) || VF piscivinnulo (1841). || RF pesciajùle [pe̯ššai̭ůle̯].

pisciamennelle pisciamënnèllë [piʃʃamən'nɛllə] sf. Particolare tipo di fuoco d’artificio natalizio.

pisciasotte [piʃʃa'sɔttə] agg. Pauroso, Che si fa la pipì addosso. || RM pisciasòtte.

pisciate pisciåtë [piʃ'ʃɜtə] sf. Pisciata.

pisciature pisciatůrë [piʃʃa'tʉrə] sm. Orinatoio pubblico, Vespasiano. || VF pisciaturo (1841).

pisciavennelle pisciavënnèllë [piʃʃavən'nɛllə] agg. Incostante. || AO pisciavennèlle.

pise pìsë ['pɪsə] sm. Peso. || Anche piseme ['pɪsəmə] || RM pìse.

piseme písëmë ['pisəmə] sm. Peso. || Anche pise ['pɪsə] || EG me lîve ‘nu piseme chè m’affugàve nganne [mə 'livə nu 'pɪsəmə kɛ m-affu'ɡɜvə n'ɡannə] mi togli un peso che mi soffocava. || EG piseme.

pitete pítëtë ['pitətə] sm. Scorreggia, Peto. || RM pìtete.

pitte ['pittə] sm. Petto. ||BF pîette (1894). || FB pitte. || RF pitte [pítte̯]

piuttoste [pjut'tɔstə] avv. Alquanto, Piuttosto. || Anche chiuttoste [kjut'tɔstə].

pizze pìzzë ['pɪtʦə] 1. sm. Angolo di strada, Pezzo, Porzione. || SA Ce vedime ‘o pizze ‘a strade. [ʧə ve'dɪmə ɔ 'pitʦə a s'trɜdə] Ci vediamo all’angolo della strada. || ZO piezze (1864) || VC pìezze (1929). || FD pìzze. || LR pîzze. || RF pizze [pizze̯].

pizze pìzzë ['pɪtʦə] 2. sf. Pizza, Focaccia, Schiacciata. || MG¹  Fémmene e pizze hanna èsse fattizze ['fɛmmənə ɛ p'pitʦə 'anna 'ɛssə fat'titʦə] N.d.R. Femmine e pizze devono essere di grosso spessore. || VF pizza (1841) || MG¹ pizze. || RF pizze [pizze̯]

pizzecallande  [pitʦəkal'landə] agg. Polemico, Attaccabrighe. || AO pizzecallànde.

pizzefritte [pitʦə'frɪttə] sf. pl. Frittelle. || FB pizze frètte.

pizzele pìzzëlë ['pɪtʦələ] sm. Pizzicotto. || EG pizzele. 

pizzerije pizzerìjë [pitʦe'rɪjə].sf. Pizzeria.

piombe ['pjɔmbə] sm. Piombo. || cfr. chiumme ['kjʊmmə].

plinde plíndë [plində] sm pl. Plinti.

plure plůrë ['plʉrə] sm. Pianto.

piumbature piumbatůrë [pjumba'tʉrə] sf. Piombatura.

po’ [pɔ] avv. Dopo, Poi. || GG pò (1834) || LA po’.

poche póchë ['pɤkə] agg. Poco. || ZO pocheu / poco (1864). || BF poche / ppoche (1894). || TF pòke / pòche / ppòke. || AO poke. || CA² pokë. || RF pòche [pǫ̈ke̯].

poete poe̊të -étë [po'etə -etə] sm. Poeta. || TF poète.

poglie ['pɔʎʎə] sf. Tavoletta. 

poisije poisìjë [poi'sɪjə] sf. Poesia. || EG poisije. || TF poisìje. || [fg. poesia - ital. poeṡia]

polece ['pɔləʧə] sm. Pulce. || MG¹ ‘U polece ché cadeje ‘nda farine se credéve mulenare [u 'pɔləʧə kɛ ka'dɪjə nd-a fa'rɪnə sə krə'devə mulə'nɜrə] N.d.R. La pulce che cadde nella farina pensò di essere il mugnaio. || MG¹ polece.

polve ['pɔlvə] sf. Polvere. || Anche polvere  ['pɔlvərə]|| RM pòlva.

polvere ['pɔlvərə]sf. Polvere. || Anche polve ['pɔlvə] || FB polvere. || [fg. pòlvere - ital. pólvere]

pombe ['pɔmbə] sf. Pompa. || RM pòmbe. || [fg. pòmpa - ital. pómpa]

pomerigge [pome'rɪdʤə] sm. Pomeriggio. || EG pomèrigge.

ponde ['pɔndə] sf. Punta. || sm. Ponte. || BA ponte.

popele ['pɔpələ] sm. Popolo. || CS Voce de popele, voce de Dije  ['vɤʧə də 'pɔpələ,  'vɤʧə də d'dɪjə] N.d.R. Voce di popolo, voce di Dio. || CS popele. 

porche ['pɔrkə] agg. f. Porca. || al m. purche ['purkə]

portafoglie [pɔrta'fɔʎʎə] sm. Portafogli. 

Portagranne [pɔrta'ɡrannə] top. Porta Grande. || EG Fîn'a l'arche de Portagranne, pe Puzzeretunne, 'uardanne i chianghètte, ognune se pote rènde cunde ['fin-a l'arkə də 'pɔrta 'ɡrannə,  pə pputʦərə'tunnə, war'dannə i kjan'ɡɛttə, oɲ'ɲʉnə sə 'pɤtə 'rɛndə 'kundə] Fino all’arco di Porta Grande, per Pozzo Rotondo, guardando le pietre, ognuno se ne può rendere conto. || EG Portagranne.

portanfanne [pɔrtan'fannə] sm. Guancialone per neonati. || MM portanfàn.

Portarijale Portarijålë [pɔrtari'jɜlə] top. Porta Reale, una delle cinque porte d’ingresso della città di Foggia ai tempi di Federico II. || BF Piazza della Prefettura, presso cui e propriamente dove usasi affiggere una crocetta nei dì delle rogazioni, esisteva una porta della città, detta appunto Portareale. Ivi nelle giornate serene, o per lo meno senza pioggia e senza gran freddo, fanno dei capannelli i campagnuoli o altri operaj disoccupati nell'aspettativa che qualcuno li chiami al lavoro. || BF Portariále (1894).

porte pòrtë ['pɔrtə] sf. Porta. || FB pòrte.

pose ['pɤsə] sf. Posa. || FB pose.

poseme ['pɔsəmə] sm. Amido. || LA pòseme.

possibbele [pos'sɪbbələ] agg. e sm. Possibile. || Anche  pussibbele [pus'sɪbbələ]. || LMG possibbele. || TF possìbile.  

poste ['pɔstə] sm. Posto. || PM poste. || TF pòste.

poste ['pɔstə] sf. Posta, Ufficio postale. || SA C’amm’aprì ‘u lebbrette a’ poste. [ʧ'amm-a'prɪ u ləb'brɛttə a 'pɔstə] Dobbiamo aprire un conto presso l’Ufficio postale.

pot'esse  pot'èssë ['pot-ɛssə]par. comp. Può essere, È probabile che, Probabilmente. || FB potèsse. 

povere ['pɔvərə] agg. e sm. Povero. || PR Pòvere crijature senza mamme ['pɔvərə kia'tʉrə 'sɛnʣa 'mammə] N.d.R. Povero bambino senza mamma. || PR pòvere. 

poverelle povërèllë [povə'rɛllə] agg. e sf. Poveretta. || al m. poverille [povə'rillə] || MA pov’rell’.

poverille povëríllë [povə'rillə] agg. e sm. Poveretto. || al f. poverelle [povə'rɛllə] || SA 'Nd'a case d'i poverille nen manghene maje stozze! [nd-a 'kɜsə d-i povə'rillə nən 'manɡənə 'mɜjə s'tɔtʦə] Nella casa dei poveri non mancano mai pezzi di pane duro. || FD poverìlle. || MG¹ poverilli.

'ppeccià [ppət'ʧa] v. Accendere. || Anche appiccià [appit'ʧa] e appeccià [appət'ʧa].

pranze [pran'ʣə] sm. Pranzo. || ZO pranz (1864).

prateche ['pratəkə] 1. agg. Pratico. || SA Ije nen so prateche di sti cose. ['ijə nən sɔ p'pratəkə də sti 'kɤsə] Non sono pratico di queste cose. || RM pratecke.

prateche ['pratəkə] 2. sf. Pratica, Insieme di documenti. || SA Stache janne ‘o Comune a spiccià ‘na  prateche. [s'tɜkə 'jɛnnə ɔ ko'mʉnə a spit'ʧa na 'pratəkə] Sto  andando  al Municipio a sbrigare una pratica.

precchiose [prək'kjɤsə] agg. f. Lentigginosa. || m. precchiuse [prək'kjʉsə] || Anche perchiose [pər'kjɤsə] || MAM [ẹ́ pre̥ccóse̥] ha le lentiggini. || MAM [pre̥ccóse̥].

precchiuse prëcchiůsë [prək'kjʉsə] agg. m. Lentigginoso. || f. precchiose [prək'kjɤsə] || Anche perchiuse [pər'kjʉsə].

precedenze [preʧe'dɛnʣə] sf. Precedenza.

precessione prëcëssiónë [prəʧəs'sjɤnə] sf. Processione. || Anche prucessione [pruʧəs'sjɤnə]  || CS A precessione se vède quanne s’arretire [a prəʧəs'sjɤnə sə 'vedə 'kwannə s-arrə'tirə] N.d.R. lett. La processione si vede quando termina. || BF prucession’ (1892) || GE precessione || CS precessijone. || MG¹ precessiône.

precoche prëcóchë [prə'kɤkə] sf. Percoca, varietà di pesca. || VF percoca (1841). || Etimol. dal lat. praecŏquu(m), “precoce”, detto di pianta che produce frutti primaticci. || RF precòche [pre̯kǫ̈ke̯].

precise precísë [pre'ʧisə] agg. Preciso.

predecà [prədə'ka] v. Predicare.

prefessore [prəvəs'sɤrə] sm. Professore. || DG Nu pizze d’ome ‘u Prefessore, Quanne te vede nun se schemmove. [nu 'pɪtʦə d'ɤmə u prəvəs'sɤrə, 'kwannə tə 'vetə nən sə skəm'mɤvə] Un pezzo d'uomo il professore, quando ti vede non si  scompone. || DG Prefessore.

preffediuse prëffëdiůsë [prəffə'djʉsə] agg. Ostinato. Attaccabrighe. || Anche perfediuse [pərfə'djʉsə]||AO preffediùse.

pregà [prə'ɡa] v. Pregare. || PR preghe pe tte pecchè te salve Criste  ['prɛɡə pə ttɛ pək'kɛ tə 'salvə 'krɪstə] N.d.R. prega per te perché ti salvi Cristo || RM pregà.

pregatorie [prəɡa'tɔrjə] sm. Purgatorio. || Anche purgatorie  [purɡa'tɔrjə] || cfr. 'mburgatorie [mburɡa'tɔrjə]   

pregge ['prɛdʤə] sm. Pregio. || EG ogn’une téne prègge e defètte  [oɲ'ɲʉnə 'tenə 'prɛdʤə ɛ ddə'fɛttə] N.d.R. ognuno ha pregi e difetti. || EG prègge.

preghire prëghírë [prə'ɡirə] sf. Preghiera. || RF preghire [pre̯ġíre̯].

premere prëme̊rë -érë [prə'mɘrə -erə] sf. Gioco di carte della Primiera. || Anche prumere [pru'merə] || SA Amma jucà a nase e premere? ['amma ju'ka a n'nɜsə ɛ pprə'merə?] giochiamo a naso e primiera? || FB prumère. || BF premere.

premie ['prɛmjə] sm. Premio. || RM prèmije.

prene pre̊në -énë ['prɘnə -enə] agg. Incinta. || LA prène. || BA prene.

preoccuparse [prɛokku'parsə] v. rifl. Preoccuparsi, Stare in ansia, in pensiero. || Anche proccuparse  [prokku'parsə]

preparate prëparåtë [prəpa'rɜtə]  pp., agg. e sost. Preparato.

presce ['prɛʃʃə] sf. Premura, Fretta, Necessità di fare presto. || cfr. frette ['frɛttə]  || TF prèsce. || BA presce.

prescegne [prəʃ'ʃɛɲɲə] agg. Donna sciatta, pigra, indolente. || LA prescègne. || BA  prescegne.

presebbie [prə'sɛbbjə] sm. Presepe. || RM presèbije. || RF presèpie [pre̯sępi̭e̯].

presedende prësëdèndë [prəsə'dɛndə] sm. Presidente. || BA pr’s’dente.

presembie [pre'sɛmbjə] par. comp. Per esempio. || RM présémbije. || [fg. pèr esèmpio -ital. pér eṡèmpio]

presenduse  prësëndůsë [prəsun'dʉsə] agg. Presuntuoso. || RF presentùse [pre̯se̯ntůse̯].

pressore [prəs'sɤrə] sm. Professore || cfr. prefessore [prəvəs'sɤrə].

presutte [prə'sʊttə] sm. Prosciutto. || VF  presutto (1841).

pretaforte pretafòrtë [preta'fɔrtə]  sf.  lett.  Pietra forte, Sorta di sapone a base di cloruro per lavare i panni. || FB prèta forte.

prete pre̊të -étë ['pretə -etə] sf. Pietra. || SA ‘A prete Sammechele, chi l’ave ‘ngape s’addecreje! [a 'pretə sammə'kelə ki l'ɜvə n'ɡɜpə s-addə'krejə] La pietra di San Michele, chi l’ha in testa si diverte. || VF Preta de la fenestra ['pretə d-a fə'nɛstrə] Davanzale. || RF mètte i prète de ponde (lett. mettere le pietre di punta) metter zizzania. || VF preta (1841). || LA prète. || RF prète [prę̊te̯].

pretefaille prëtëfaíllë [pretəfa'illə] sf. Pietra focaia. || FB pretefaijlle.

prevete prèvëtë ['prɛvətə] sm. Prete, Sacerdote. || pl. privete prívëtë ['privətə] || TF prèvete. || FO [preve̥te̥]. || [fg. préte - ital. prète]

prezze ['prɛzzə] sm. Prezzo. || VC a bon prèzze [a b'bɔn 'prɛzzə] a buon mercato. || VC prèzze.

prijezze [pri'jɛzzə] sf. Gioia, Contentezza, Brio. || MG¹ Ogne prejézze d’o core te véne ['ɔɲɲi ppri'ɛzzə  d-ɔ 'kɤrə tə 'venə] N.d.R. Ogni gioia ti viene dal cuore. || SA¹ prijezze. || BA prejezze. || MG¹ prejézze.

prima ['prɪma]sf. Prima. || Anche prime ['prɪmə].  || ZO prima (1864) || TF prìma.

prime prìmë ['prɪmə] sf. Prima. || Anche prima ['prɪma] || avv. Prima. || come avv. anche apprime [ap'prɪmə]. || RF de prime [de̯ prı̊me̯] locuz a primo acchito. || SA Mitte ‘a prime! ['mɪttə a 'prɪmə] Metti la prima -marcia-. || FO Famme fesse e famme prime [Famme̥ fesse̥ e famme̥ pri̤me̥] Fammi fesso e fammi primo (Fammi fesso purchè primogenito). || ME prime èrene accussì bèlle ['prɪmə 'ɛrənə akkus'sɪ b'bɛllə] prima erano così belle. || ZO prim (1864) || BF prime (1893) || PM prime. || AO apprìme / prime / prìme || TF pprìme. || FO [pri̤me̥]. || RF prìme [prı̊me̯].

prise prìsë ['prɪsə] sm. Pitale, Cantero, Vaso per defecazione. || AO Stève assettàte sop'o prìse [s'tevə assət'tɜtə  'sɤp ɔ 'prɪsə] Era seduto sul càntero. || BA prise. || AO prìse.

priste ['pristə] avv. e sost. Presto. || TF pprìste. || CA prîste.

privete prívëtë ['privətə] sm. pl. Preti, Sacerdoti. || sing. prevete prèvëtë ['prɛvətə] || BF duje prîevte stanne pigghianne la Madonn' ['dʉjə 'privətə s'tannə piɡ'ɡjannə a ma'dɔnnə] Ndr. due preti stanno prendendo la Madonna. || BF prîevte (1893). || [fg. préti - ital. prèti]

probbete ['prɔbbətə] agg., avv. e sost. Proprio, Prorpio così. || Anche propie ['prɔpjə] || TF pròbbete. || MG probbie. || EG probbete. || LE pròbté. || PP [prǫ́bbe̥te̥].

probbleme [ . || TF probblème.

proccuparse [prokku'parsə]  v. rifl. Preoccuparsi, Stare in ansia, in pensiero. || Anche preoccuparse [preokku'parsə]  || SA Nde proccupanne, che nn’è ninde! [ndə prokku'pannə, kɛ nn-ɛ 'nində] Non ti preoccupare, che non è niente.

proccupate proccupåtë [prokku'pɜtə] pp. e agg. Preoccupato. || TF preoccupàte.

prodeche ['prɔdəkə] agg. Prodigo. || MM [prǫ́de̥ke̥.].

progressiste progressìstë [proɡressɪstə] smf. Progressista. 

pronde ['prɔndə] agg. Pronto. || TF  prònde. || [fg. prònto - ital. prónto].

propie ['prɔpjə] agg., avv. e sost. Proprio. || Anche probbete ['prɔbbetə] || SA Sì, ce vole propie ‘na bella machena nove! [sɪ, ʧə 'vɤlə 'prɔpjə na b'bɛlla 'makəna 'nɤvə] Sì, ci vuole proprio una bella automobile nuova. || GG proprio (1834) || PM propije / proprije. || SG¹ propij. || CA¹ [proprijᵉ].

proposete [pro'pɔsətə] sm. Proposito. || [fg. propòsito - ital. propòṡito]

proposte [pro'pɔstə] sf. Proposta. || EG ’bbèlle ‘uagliú, ve vogghie fa ‘na proposte [b'bɛllə waʎ'ʎʊ və 'vɔɡɡjə fa na pro'pɔstə] N.d.R. bei ragazzi, vi voglio fare una proposta. || EG proposte. || TF propòste.

prote ['prɤtə] v. Avere prurito, Prudere. || BA prode.

prove ['prɤvə] sf. Prova. || ML prove.

provele ['prɔvələ] sf. Provola. || LA pròvele. || BA provele.

prubità [prubi'ta] sf. Proprietà. || Anche prupità [prupi'ta]. || RM prupità.

prucessione prucëssiónë [pruʧəs'sjɤnə] sf. Processione. || Anche precessione [ss] || LMG A precessione camine, e ‘a cère se struie [a prəʧəs'sjɤnə ka'mɪnə, ɛ a 'ʧerə sə s'trʉjə] N.d.R. La processione cammina e la cera si consuma. || LMG precessione.

prucisse [pru'ʧissə] sm. Processo. || FB  prucisse.

prucurà [pruku'ra] v. Procurare, Fare in modo.

prudaminde prudamíndë [pruda'mində] sm. Prurito. || RM prudamìnde.

prudite prudítë [pru'ditə] sm. Prurito. || BA prudite.

pruffediuse pruffëdiůsë [pruffə'djʉsə] agg. Perfidioso, Caparbio, In mala fede, Polemico, Litigioso. || RM pruffedijùse. || RF perfidiùse [pe̯rfidi̭ůse̯].  

prufitte [pru'fɪttə] sm. Profitto, Giovamento.

prufumà [prufu'ma] v. Profumare.

prufumate prufumåtë [prufu'mɜtə] pp. e agg. Profumato. || RA profumaté.

prufumuse prufumůsë [prufu'mʉsə] agg. Borioso, Profumoso, Persona che si dà arie. || FB prufumuse.

prume ['prʉmə] sm. Prugna. || agg. Tonto, Sciocco. || BA prune.

prumere prume̊rë -érë [pru'mɘrə -erə] sf. Gioco di carte della Primiera. || BF premere.

prumesse prumèssë [pru'mɛssə] sf. Promessa. || FB prumèsse.

prumette prumèttë [pru'mɛttə] v. Promettere. || AO prumètte. || [fg. promèttere - ital. prométtere]

prupità [prupi'ta] sf. Proprietà. || Anche prubità [prubi'ta]. || MM [tutt-a prupre̥i̯e̥tá] tutta la proprietà. || RM prubità. || MM [prupre̥i̯e̥tá].

pruputende pruputèndë [prupu'tɛndə] agg. e sost. Prepotente. || Anche prepotende prepotèndë [prepo'tɛndə] || RM pruputènde.

prusbetere prusbëte̊rë [pruzbə'terə] sm. Presbiterio. || BF prusbetere (1893).

pruvà [pru'wa] v. Provare. || RM pruvà.

pruvate pruvåtë [pru'wɜtə] agg. Stanco, Provato.

pruverbie [pru'wɛrbjə] sm. Proverbio. || EG pruvèrbie.

pruvvedè [pruvvə'dɛ] o [pruwə'dɛ] v. Provvedere. ||  TF U Signòre pruvvède a ttùtte pùre a quìlle che stànne senza padre e senza màmme [u siɲ'ɲɤrə pru'wedə a t'tʊttə 'kwɪllə  kɛ s'tannə 'sɛnʣa  'patrə ɛ s'sɛnʣa 'mammə] N.d.R. Il Signore provvede a tutti, anche a quelli che sono senza padre e senza mamma. || BA Sant'Anne pruvved'e manne nu terne u mese e na megghiere (o nu marite) a l'anne [sand'annə pru'wed-ɛ m'mannə nu 'tɛrnə u 'mesə ɛ na məɡ'ɡjerə (ɔ nu ma'rɪtə) a l'annə]  Sant'Anna (provvede e manda, ndr.) un terno al mese e una moglie (o un marito) l'anno.

pruviste pruvìstë [pru'wɪstə] sf. Provvista. || ZO  pruvista (1864).

p'u [p-u] prep. sempl. + art. Per il. ||  LA p'u poverîlle e pure p'u segnore [p-u pove'rillə ɛ p'pʉrə p-u səɲ'ɲɤrə] N.d.R. per il poveretto ed anche per il signore. || ZO peu (1864) || LA p’u.

pudere pude̊rë -érë [pu'dɘrə -erə] sm. Podere. || RM pudère.

pugne pùgnë ['pʊɲɲə] sm. pugno. || RF pugne [pųññe̯].
pugneture pugnëtůrë [puɲɲə'tʉrə] sm. Attrezzo a punta per piantare. || RF pugnetùre [puññe̯tůre̯].

pulece ['pʊləʧə] sm. pl. Pulci, ciottoli di varia misura.

Pulecenelle Pulëcënèllë [puləʧə'nɛllə] pers. m. Pulcinella. || CA¹ Currìje a ziàne d’Anne  “A Nasòne”, m’arrecòrde mo p' tànne, e me  decìje: “E fàtte a fegùre de Pulecenèlle!”. Respunnìje ghìje: “Mo t’a vàje a ffa’ frìtte ke l’òve!”. [kur'rɪjə a zi'jɜnə d'annə "a na'sɤnə", m-arrə'kɔrdə mɔ pə t'tannə, ɛ mmə də'ʧɪjə: ɛ 'fattə a fə'ɡʉrə də puləʧə'nɛllə". rəspun'nɪjə 'ɡijə: "mɔ t-a 'vɜjə a ffa 'frɪttə kə l'ɤvə!".] Arrivò la zia di Anna “La Nasona”, ricordo ora per allora e mi disse: “Hai fatto la figura di Pulcinella!”. Risposi: “Adesso te  la vai a fare fritta con le uova!”. || LMG Pulecenélle. || CA¹ Pulecenèlle.

pulecine pulëcìnë [pulə'ʧɪnə] sm. Pulcino. || BA pulecine mbusse a l’uoglie [pulə'ʧɪnə m'bussə a l'uʎʎə] pulcino bagnato nell’olio -persona denutrita, malaticcia-. || VC pulecìne. || BA pulecine.

pulende pulèndë [pu'lɛndə] sf. Polenta. || FB pulènde.

pulendone pulëndónë [pulən'dɤnə] agg. sing. Polentone, Settentrionale. ||  pl. pulendune [pulən'dʉnə]. || FB pulendòne.

pulendune pulëndůnë [pulən'dʉnə]  agg. pl. Polentoni, Settentrionali. || sing. pulendone [pulən'dɤnə] || RM pulendùne.

pulepe ['pʊləpə] sm. Polipo. || Anche pulpe ['pʊlpə] || FB pulepu.

pulezzà [puləd'ʣa] v. Pulire. || MG pulezzà. || RF pulezzà [pule̯źźá].

pulezije pulëzìjë [puləd'ʣɪjə] 1. sf. Polizia. 2. Pulizia. || AO ’A pulezzìje face male sole ê sakke [a puləd'ʣɪjə 'fɜʧə 'mɜlə 'sɤlə ɛ 'sakkə] La pulizia fa male solo -dentro le- tasche. || AO pulezzìje.

pulimme [pu'lɪmmə] sost. Lustrascarpe. || FB pulimme. || RF pulimme [pulimme̯].

pulite pulìtë [pu'lɪtə] pp. e agg. Pulito.

pullastre [pul'lastrə] sf. Pollastra. || TF  pullàstre.

pulpe ['pʊlpə] sm. Polipo. || Anche pulpe ['pʊləpə] || CS U púlpe se coce che l’acqua suija stèsse [u 'pʊlpə sə 'kɤʧə kə l'akkwa 'sʉja s'tɛssə] N.d.R. Il polipo si cuoce con la sua stessa acqua. || CS púlpe. || RF pulpe [pųlpe̯].

pulpone pulpónë [pul'pɤnə] sm. Polpaccio. || VF pulpone (1841).

pultrone pultrónë [pul'trɤnə] sm. Poltrone, Persona pigra. || ZO pultron (1864).

pumadore [puma'dɤrə] sm. Pomodoro. || RA pumadore. || TF pummadòre. || CA² pumadorë.

pumbire pumbírë [pum'birə] sm. Pompiere, Vigile del fuoco. || FB pumpire. || [fg. pompiére - ital. pompière]

punde ['pʊndə] sm. Punto. || Locuz. mette ‘i punde ['mɛttə i 'pʊndə]. Cucire. || Locuz. Mò punde [mɔ 'pʊndə] Proprio adesso, Immediatamente, Subito. 

pundelluse pundëllůsë [pundəl'lʉsə] agg. m. Appuntito. || LR bèlli cetrule, vîrde e puntelluse! [b'bɛlli ʧə'trʉlə, 'vɪrdə ɛ ppundəl'lʉsə!] N.d.R. bei cetrioli, verdi e appuntiti! || LR puntelluse.

pundette pundèttë [pun'dɛttə] sf. Cordicella. || agg. f. Furba. || AO pundètte.

pundine pundìnë [pun'dɪnə] sf. Chiodo. || RM pundìne.

punduale punduålë [pundu'ɜlə] agg. Puntuale. || ZO puntueul (1864).

pundualità [punduali'ta] sf. Puntualità. || TF pundualità.

pundualmende pundualmèndë [pundual'mɛndə] avv. Puntualmente. || TF pundualmènte.

pungecà [punʤə'ka] v. Pungere, Punzecchiare. || BF zumparne li tudesche,/ sendennes' u taficchie da l'erve pungecà! [ʦum'barənə i tu'dɛskə, / sən'dɛnnəsə u ta'fɪkkjə da l-ɛrvə punʤə'ka] Ndr. saltarono i tedeschi, sentendosi il deretano dall'erba pungere] || VMG  pungëcà (1875) || BF pungecà (1893) || LA  pungecà.

pungechende pungëchèndë [punʤə'kɛndə] part. pres. e agg. Pungente. || LA pungechènde.

pungende pungèndë [pun'ʤɛndə] sf. Monda dei campi in erba. || MM pungènde.

puparille puparíllë [pupa'rillə] sm. Pupazzo, Bambolotto. || RM puparìlle. || RF puparille [puparílle̯].

pupatelle pupatèllë [pupa'tɛllə] sf. Ciuccio, Piccolo pezzo di stoffa ba­gnato con lo zucchero. || LA pupatèlle. || VF pupata (1841).

pupe ['pʉpə] sost. Pupazzo, Bambola, Balocco. || VF pupa (1841). || EG pupe.

pupite pupìtë [pu'pɪtə] sf. Pipìta, Infezione della lingua delle galline. || BA pupite.

puputà [pupu'ta] v. Borbottare. || RM puputà.

pura ['pura] agg. f. Pura.

purcare purcårë [pur'kɜrə] sm. Porcaro. || AO purcàre.

purcarije purcarìjë [purka'rɪjə]sf. Porcheria. || RF vàce cundanne purcarìje N.d.R. Va raccontando sconcezze. || RF purcarìje [purkarı̊ı̭e̯].

purce ['purʧə] sm. pl. Porci. || Cfr. purche ['purkə] || GG puorce (1834).

purcellane purcëllånë [purʧəl'lɜnə] sf. Porcellana. || ZO purcelleum (1864).

purcelluzze purcëllùzzë [purʧəl'lʊtʦə] sm. Coccinella, Dolce natalizio, Maialino. || FB purcelluzze.

purche ['purkə] sm. e agg. Maiale, Porco. || f. porche ['pɔrkə] || pl. purce ['purʧə], purche ['purkə] || AO Chi se guarde i pùrke suje nen è chjamàte purcàre. [ki sə 'ɡwardə i 'purkə 'sʉjə nənn-ɛ kja'mɜtə pur'kɜrə] Chi si guarda i porci suoi non è chiamato porcaro.  || MM [u me̥ttí̱re̥ne̥ a ggu̯ardá i pú/rke̥] N.d.R. lo misero a guardare i porci. || VF puorco (1841) || ZO puorcheu (1864). || BF pûorche (1894). || AO pùrke. || MM [pú/rke̥]. ||  Etimol. dal lat. porcus.

purchiacche [pur'kjakkə] sf. Porcellana. || VF purchiacchi (1841).

purciarije purciarìjë [purʧa'rɪjə] sf. pl. Dolci natalizi. || RC purciarije. || LA purciarìje.

pure půrë ['pʉrə] avv. || Anche, Pure. || SA Pur'ije ['pʉr-'ijə] Anch’io. || ZO pure, pureu (1864) || BF pûr / pûr' (1893). || TF pùre.  

purgatorie [purɡa'tɔrjə] sm. Purgatorio. || Anche pregatorie [preɡa'tɔrjə] || cfr. 'mburgatorie [mburɡa'tɔrjə].

purre ['pʊrrə] sm. Porro. || FB purre.

purrazze [pur'raʦʦə] sm. Porrazzo, Porraccio, in bot. altro nome dell'Asfodelo e anche di un Aglio che vive nei terreni incoti. || Vedi purre ['pʊrrə].

purtà [pur'ta] v. Portare. || Locuz. purtà 'ndrete [pur'ta n'drɤtə] Riportare, portare indietro. || GF purtà.

purtagalle [purta'ɡallə] sm. Arancia. || SG Quilli purtagalle là so’ mulle mulle ['kwilli purta'ɡallə lla sɔ m'mullə 'mullə]  N.d.R. Quelle arance là sono molli. || SG purtagalle. || RF purtagalle [purtaġálle̯]. || Etimol. dal greco πορτοκάλι (portokáli), arancia, arancione.

purte púrtë ['purtə] sm. Porto.

purtire purtírë [pur'tirə] sm. Portiere, Portinaio. || FB purtire. || [fg. portiére - ital. portière]

purtone purtónë [pur'tɤnə] sm. Portone.

purtungine purtungìnë [purtun'ʤɪnə] sm. Portoncino,  Portone. || SA¹ purtungine.

pusate pusåtë [pu'sɜtə] sf. Posata. || ZO puseut (1864).

puste ['pustə] sm. Ricevitoria del lotto. || pp. Posto. || RM pùste.

putà [pu'ta] v. Potare. || BA Chi zappe veve l’acque e chi pute veve u vine. [ki 'ʦappə 'vevə l 'akkwə ɛ k'ki 'putə 'vevə u 'vɪne] Lo zappatore beve l’acqua e il potatore il vino.

putè [pu'tɛ] v. Potere, Riuscire. || MA n’ ‘nc pote manche u padretern’ [nə nʤə 'pɤtə 'manɡə u padre'tɛrnə] N.d.R. non ci riesce neanche il Padreterno.

putechine putëchìnë [putə'kɪnə] sm. Botteghino, Biglietteria in genere, Collettoria del lotto. || PM butteghine.

puteje [pu'tejə] sf. Bottega. || TF àgghije fàtte càse e putèje ['aɡɡjə 'fattə 'kɜsə ɛ ppu'tejə] N.d.R. ho fatto casa e bottega. || ZO putea, putega (1864). || VC putèca (1929). || TF putèje. || LMG putèie. || RF putèje [putę̊i̭e̯]

putende putèndë [pu'tɛndə] agg. e sm. Potente. || al pl. putinde putíndë [putində] || SA Tre so’ ‘i putinde: ‘u pape, ‘u re, e chi ndene ninde ['trɛ ssɔ i pu'tində: u 'pɜpə u rrɛ ɛ kki n'denə 'nində] N.d.R. Tre sono i potenti: il papa, il re e chi non ha niente. || TF potènde.

putendine putëndìnë [putən'dɪnə] agg. Si dice di ragazza molto svelta e sfac­ciata.

putrusine [putru'sɪnə] sm. Prezzemolo. || Anche petrusine [pətru'sɪnə] ||  [fg. prezzèmolo - ital. prezzémolo]

puttane puttånë [put'tɜnə] sf. Prostituta. || AO puttàne.

puttanizie puttanìzië [putta'nɪtʦjə] sm. Puttaneggiamento. || AO Mariulìzzie e puttanìzie s’apre ‘a tèrre e ‘u dìce [mariu'lɪtʦjə ɛ pputta'nɪtʦjə s'aprə a 'tɛrrə ɛ u 'dɪʧə] Mariolerie e puttaneggiamento si apre la terra e lo dice. || AO  puttanìzie. || RF puttanizie [puttanízzi̭e̯].

puverelle puvërèllë [puvə'rɛllə] sf. Poveretta, Poverella. || AO puverèlle. ||  [fg. poverètta - ital.  poverétta]

puze ['pʊʦə] sm. Polso. || FB puze.

puzze pùzzë ['pʊtʦə] 1. sf. non com. Puzza. || nel sign. di ‘cattivo odore’ cfr. fite ['fitə].

puzze pùzzë ['pʊtʦə] 2. sm. Pozzo. || BA Tanta vote vace a galette abbasce u puzze fine a quanne se ne vene a maneche ['tanda 'vɤtə 'vɜʧə a ɡa'lɛttə ab'baʃʃə ɔ 'pʊtʦə 'finə a k'kwannə sə nə 'venə a 'manəkə] Tante volte il secchio scende nel pozzo fino a quando va via il manico. || CA¹ Anne jùte rìtte rìtte ‘o  pùzze, hànne tagghiàte a zòke a ppìzze a ppìzze, hànne pigghiàte ‘i galètte e hànne menàte tùtte abbàsce ‘o  pùzze. ['annə 'jʉtə 'rɪttə 'rɪttə ɔ 'pʊtʦə, 'annə  taɡ'ɡjɜtə a 'ʦɤkə a p'pitʦə a p'pitʦə, 'annə pɪɡ'ɡjɜtə i ɡa'lɛttə ɛ 'annə mə'nɜtə 'tʊttə ab'baʃʃə ɔ 'pʊtʦə] Sono andati direttamente al pozzo, hanno tagliato la corda in tanti pezzi, hanno preso i secchi e hanno buttato tutto giù al pozzo. || TF pùzze. || BA puzze. || CA¹ pùzze [pųzzᵉ].

puzzolende puzzolèndë [putʦo'lɛndə] agg. Puzzolente, Che emana cattivo odore. || TF puzzolènde.

Q

qua [kwa] avv. Qui, Qua. || Anche qqua [kkwa], aqquà [akkwa]. || CV Figghj mij, facit att’nziön, qua n’esistn raccumandaziön ['fɪɡɡjə 'mijə, fa'ʧɪtə attən'ʣjɤnə, kkwa nn-e'sɪstənə rakkumandat'ʦɤnə] N.d.R. Figli miei, fate attenzione, qua non esistono raccomandazioni. || TF qqua. || RF cquà. || CA¹ qua.

quacche ['kwakke] agg. Qualche. || Anche qualche ['kwalke].  

quaccune quaccůnë [kwak'kʉnə] pron. indef. sing. Qualcuno, Qualcheduno. || Anche qualcune [kwal'kʉnə]. || VMG quaccunö. || VC  quaccùne.

quacquarone quacquarónë [kwakkwa'rɤnə] agg. Uomo piuttosto grosso che, a causa del peso, cammina con difficoltà. || RM quacquaròne.

quaderne [kwa'dɛrnə] sm. Quaderno.

quadre ['kwadrə] 1. sm. Quadro. || 2. agg. Quadrato. || SA M’agghie accattate ‘nu belle quadre. [m 'aɡɡjə akkat'tɜtə nu b'bɛllə 'kwadrə] Ho comprato un bel quadro. || BA Chi nasce quadre ne more tunne [ki 'naʃʃə 'kwadrə nə m'mɤrə 'tunnə] N.d.R. Chi nasce quadrato non muore rotondo.  || BA quadre.

quadrate [kwa'drɜtə] sm. E agg. Quadrato. || MA Chi nasce tunne n’ more quadrate [ki 'naʃʃə 'tunnə nə m'mɤrə kwa'drɜtə] N.d.R. Chi nasce rotondo non muore quadrato. || MA quadrate.

quagghià [kwaɡ'ɡja] v. Cagliare, Coagularsi del latte per l’azione del caglio, Giungere a maturazione, Realizzarsi di una aspettativa. || RM quagghijà.

quagliarule quagliarůlë [kwaʎʎa'rʉlə] sm. Quagliere. Strumento a fiato che imita il canto della quaglia, usato dai cacciatori. || VC quagliarùle (1929).

quaglie ['kwaʎʎə] 1. sf. Quaglia. || AO quàglie. || 2. sm. Quaglio, Sostanza acida che fa coagulare il latte. || VC quàglio (1929). || AO quaglie. || RF kwagghjë / quaglie  [kṷałłe̯].

quaglire [kwaʎ'ʎirə] sm. Ruffiano. || FB quaglìre.  

quala ['kwala] agg. e pron. f. Quale. || m. qualu.

qualche ['kwalke] agg. Qualche. || anche quacche ['kwakke].  

qualchedune qualchedůnë [kwalke'dʉnə] pron. indef. sing. Qualcuno, Qualcheduno. || Anche qualcune [kwal'kʉnə] quaccune [kwak'kʉnə] || LR guardàte si s’accoste qulchèdune [ɡwar'dɜtə si s-ak'kɔstə kwalke'dʉnə] N.d.R. guardate se si avvicina qualcuno. || LR qulchèdune.

qualcune qualcůnë [kwal'kʉnə] pron. Qualcuno. || TF qualcùne.

quale ['kwɜlə] agg. e pron. m. Quale. || Anche qualu ['kwalu]. || AO quale.

qualu ['kwalu] agg. e pron. m. Quale. || Anche quale ['kwɜlə] || f. quala ['kwala].

quanda ['kwanda] agg., pron. e avv. pl. f. Quante. || Anche quande ['kwandə] || VC Quànta mòsse ['kwanda 'mɔssə] Quante svenevolezze!  || GG quanta (1834) || PR quanda.

quande ['kwandə] agg., pron. e avv. Quanto. || Anche quanda ['kwanda]. || SA Ma quande faje brutte! [ma 'kwandə 'fɜjə b'bruttə!] Ma quanto fai brutto. || ML quande ce ne stace facenne passà ['kwandə ʧə nə s'tɜʧə fa'ʧɛnnə pas'sa] N.d.R. quante ce ne sta facendo passare. || ZO quant (1864) || TF quànde. || ML quande. || CV quand.

quanne ['kwannə] avv. e congz. Quando. || MG¹ Quanne ‘u diavale t’accarezze vôle l’aneme ['kwannə u 'djavələ t-akka'rɛzzə 'vɤlə l'anəmə] N.d.R. Quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima. || GG quanno (1834) || ZO quan (1864). || VC quànne (1929). || BA quanne.   

quanneje [kwan'nɘjə] par. comp. Quando è.

quarande [kwa'randə] num. Quaranta. || CS Quarant’anne, a máre che tutte i panne [kwarand'annə, a m'mɜrə kə t’tʊtt-i 'pannə] N.d.R. Quarant’anni, a mare con tutti i panni. || CS quarant’. || PM quarante.

quarandine quarandìnë [kwaran'dɪnə] sf. Quarantina. || AO Dope ‘a quarandìne nu male ogné matìne ['dɤpə a kwaran'dɪnə nu 'mɜlə 'ɔɲɲ-ɛ mma'tɪnə] Dopo la quarantina un male ogni mattina. || AO quarandìne.

quarandotte [kwaran'dɔttə] num.  Quarantotto.

quaratine quaratìnë [kwara'tɪnə] sm. Negozio. || TF quaratìne. || RF quaratìne [kṷaratı̊ne̯].

quareseme [kwa'rɛsəmə] sf. Quaresima. || AO Quanne passe ‘a quarèseme vrùkkele e predecatùre nen zèrvene chjù ['kwannə 'passə a kwa'rɛsəmə 'vrukkələ ɛ pprədəka'tʉrə nən 'zɛrvənə k'kjʊ] Quando passa la quaresima broccoli e predicatori non servono più. || AO quarèseme. || [fg. quarèsima - ital. quaréṡima]

quartare [kwar'tɜrə] sf. Vaso di terracotta basso e largo. || FB quartàre.

quarte ['kwartə] sm. Quarto,  Parte  di  casa, Borgo, Quartiere. || ZO quart, quarto (1864) || VC quàrto.

quartine quartìnë [kwar'tɪnə] sm. Appartamento. || FB quartene. || VC quartìno.

quartire [kwar'tirə] sm. Quartiere.  

quase ['kwɜsə] avv. Quasi. || ZO quesi (1864) || LR quase.

quaterne [kwa'tɛrnə] sf. Quaterna. || AO quatèrne. || VC quatèrna.

quatrare [kwa'trɜrə] sm. Ragazzo, Figlio minore, Monello, Ragazzo di strada. || GG Lu chijù quatrare dicij..e a lu patr..e: Oje  tatà sa che ce stà de nuovo? Damma la parziona mia [u k'kjʊ kua'trɜrə di'ʧɪjə ɔ 'patrə: ɤ ta'ta 'sɜjə kɛ tʧə s'tɜʧə da 'nuvə: 'dammə a par'ʦjɤna 'mijə] N.d.R. Il figlio più giovane disse al padre: papà sai cosa c’è di nuovo? Dammi -voglio- la mia porzione -l’eredità che mi spetta-. || SA¹ quaträre. || VF quatraro (1841). || VC quatràre. || GG quatrare (1834).

quatrarije quatrarìjë [kwatra'rɪjə] sm. Quadreria, antiq. per Galleria d’arte. || VC quatrarìa (1929).

quatrascone quatrascónë [kwatras'kɤnə] sm. antiq. per Ragazzaccio. || VC quatrascòne.

quatriglie [kwa'trɪʎʎə] sf. Quadriglia. || EG E' 'na quadriglie pe grusse, vicchie e criature, hamma fa tutte 'na 'bbèlla fegure [ɛ na  kwa'trɪʎʎə pə ɡ'ɡrussə, 'vikkjə ɛ kkria'tʉrə, 'amma fa 'tʊttə na b'bɛlla fə'ɡʉrə] N.d.R. È una quadriglia per grandi, vecchi e bambini, dobbiamo fare tutti una bella figura. || EG quadriglie. || VC quatrìglia.

quatrone quatrónë [kwa'trɤnə] sm. Lastra quadrangolare usata per pavimentazioni. || VC quatròne.

quatte ['kwattə] 1. num. Quattro. || MG Ije subbte me n’acciaffaje ‘nu quatt o cinche ['ijə 'sʊbbətə mə n-atʧaf'fɜjə 'kwattə ɔ 'ʧɪnɡə] N.d.R. Io subito ne presi quattro o cinque. || MG quatt. || VC quàtte.

quatte ['kwattə] 2. agg. Quatto, Rannicchiato, Accucciato, Raggomitolato. || GG Mo me ne vaco guatto guatto nata vota a do pateme [mɔ mə nə 'vɜkə 'kwattə 'kwattə n'ata 'vɤtə a ddɔ 'patəmə] Ora me ne vado quatto quatto un'altra volta da mio padre. || GG guatto (1834).

quattodece [kwat'tɔdəʧə] num. Quattordici. || BA quattodece. || [fg. quattòrdici - ital.  quattórdici]

quattucchie [kwat'tukkjə] sm. Quattrocchi. || SA  Uè quattú, si nn’a fenisce te squacce ‘i lastre! [wɛ kwat'tʊ, si nn a fə'nɪʃʃə tə s'kwatʧə i 'lastrə] Ehi quattrocchi, se non la smetti ti rompo gli occhiali. || RM quatt'ùcchije.

quella quèlla ['kwɛlla] agg. e pron. dim. f. Quella, Lei. || Anche quelle ['kwɛllə] ||  [fg. quèlla - ital. quélla]

quelle quèllë ['kwɛllə] agg. e pron. dim. f. Quella, Lei. || Anche quella['kwɛlla] || TF quèlle. || LMG quélle. || RA quelle. ||  [fg. quèlla -   ital. quélla]

quendale [kwən'dɜlə]  sm.  Quintale. ||  RM cundàle.

questa ['kwɛsta] agg. e pron. dim. f. Questa. || || SA Questa qua me vole fa murì! ['kwɛsta k'kwa mə 'vɤlə fa mu'rɪ!] Questa -donna- mi vuole far morire! || [fg. quèsta - ital. quésta]

queste ['kwɛstə] agg. e pron. dim. f. Costei, Codesta, Questa. || ZO quest (1864) || EG quèste. || Etimol. dal lat. volg. ec(cu)m ista(m). || [fg. quèsta - ital. quésta]

questure quëstůrë [kwəs'tʉrə] sf. Questura. || RM Qua, se vi sente qualcune, vace a fenésce malaménte. Baste ca passe ‘na guardje é ce truvàme tutte a’ Questure, mìneme cume é testemònje [kwa, sɛ və 'sɛndə kwal'kʉnə, 'vɜʧə a ffə'nɛʃʃə mala'mɛndə. 'bastə ka 'passə na 'ɡwardjə ɛ tʧə tru'wɜmə 'tʊttə a kwəs'tʉrə, 'mɪnəmə 'kum-ɛ ttəstə'mɔnjə] N.d.R. Qua se vi sente qualcuno, va a finire male. Basta che passa un poliziotto, ci troviamo tutti in Questura, come minimo come testimoni. || RM Questure.

quille ['kwɪllə] 1. agg. e pron. dim. Quello, Quelli. || Solo m. sing. anche quillu ['kwɪllu]. || SA Ma vite nu poche a quille! [ma 'vitə nu 'pɔkə a k'kwɪllə!] Ma guarda un po’ quello! || GG quillo (1834) || ZO quill (1864). || BF quille (1894).  || CS quílle. || AO quìlle. || MM [ku̯ílle̥] || RF quille [ku̯įlle̯]. || Etimol. dal lat volg. (ec)cu(m) illu(m). || [fg. quèllo - ital. quéllo]

quille ['kwillə] 2. sm. Involtino di carne di cavallo. || DLC U pésce ‘nd ‘a carrozze, tutte da fore stasére, tenghe i quille, addurénde addurénde [u 'pɛʃʃə nda kar'rɔtʦə, 'tʊttə da 'fɤrə sta'sɘrə, 'tɛnɡə i 'kwillə, addu'rɛndə addu'rɛndə] Il pesce nella carrozza -lumache- tutte di fuori dal guscio questa sera, tengo gli involtini di carne di cavallo, odorosi odorosi. || DLC quille. || RF quille [ku̯įlle̯].

quilli ['kwɪlli] agg. e pron. dim. pl. Quelli, Quelle, Coloro. || EG quilli. || [fg. quèlli - ital. quélli]

quillu ['kwillu] agg. e pron. dim. m. Quello. || Anche quille ['kwɪllə]  / qullu  ['kwullu] || [fg. quèllo - ital. quéllo]

quinde  quìndë ['kwɪndə] agg. Quinto. || RF quinde [kṷint̬e̯]

quinece quìnëcë ['kwɪnəʧə] num. Quindici. || TF  quìnnece.

quinecine quinëcìnë [kwinə'ʧɪnə] sf. Quindicina. || MG dope ‘na quinicine de jurne ['dɤpə na kwinə'ʧɪnə də 'jurnə] N.d.R. dopo una quindicina di giorni. || MG quinicine.

quiste ['kwistə] agg. e pron. dim. Questo, Questi. || cfr. stu [stu], sti [sti] || BF So’ cinghe kine l’ ùv’ e ccinghe quiste [sɔ t'ʧɪnɡə 'kɪnə l'ʉvə ɛ  t'ʧɪnɡə 'kwɪstə]  N.d.R. Sono cinque chili l’uva e cinque questi. || GG quisto (1834) || ZO quiest (1864). || BF quiste. || TF quìste. || [fg. quèsto - ital. quésto].

quistione quistiónë [kwis'tjɤnə]. Questione. || RM quistijòne.

quistuqua [kwistuk'kwa] pron. + agg. Questo qua. || MM [ku̯ístukku̯á].

qullu ['kwullu] agg. e pron. dim. m. Quello. || Anche quille ['kwɪllə], quillu ['kwɪllu]. || [fg. quèllo - ital. quéllo] 

R

racane ['rakanə] sf. Tela ruvida. || RM ràcane.

raccule ['rakkulə] sm. Ramarro, Grossa lucertola. || FB raccule.

raccumannazione raccumannaziónë [rakkumannat'ʦjɤnə] sf. Raccomandazione. || CV raccumandaziön.

raccuvete raccùvëtë [rak'kʊvətə] pp., agg. e sm. Raccolto. || RM raccùvete.

Rachele [ra'kɘlə -elə] pers. f. Rachele. || TF  Rache’.

Racheline Rachëlìnë [rakə'lɪnə] pers. f. Rachelina.

raciuppille raciuppíllë [raʧup'pillə] sm. Grappoletto.

radichele radìchëlë [ra'dɪkələ] sf. Graticola. || RM  radìckele.

radunà [radu'na] v. Radunare. || Anche adunà. || RM radunà.

rafanille rafaníllë [rafa'nillə] sm. Ravanello. || MU So cumbiette a cannelline i rafanielle, duje mazze nu solde [sɔ kkum'bittə a kkannəl'lɪnə i rafanillə, 'dʉjə 'matʦə nu 'sɔldə] N.d.R. Sono -dolci come- confetti cannellini i ravanelli, due mazzi un soldo. || BF rafanîelle  (1894). || MU rafanielle. || AO rafanìlle. || DLC rafanille.

ragge ['radʤə] 1. sf. Rabbia. 

ragge ['radʤə] 2. sm. Raggio. || sm. pl. Radiografia. || AO ragge.

ragghià [raɡ'ɡja] v. Ragliare. || Anche arragghià [arraɡ'ɡja]. || RM ragghjà.

raggione raggiónë [rad'ʤɤnə] sf. Ragione, Sorte, Fortuna.

raggiunì [radʤu'nɪ] sm. Ragioniere. || Anche raggiunire [radʤu'nirə]. || [fg. ragioniére - ital.  ragionière]

ragne ['raɲɲə] sm. Ragno. || AO ragne.

ramare ramårë [ra'mɜrə] sm. Ramaio. || RM ramàre.

rambecande [rambe'kandə] sm. Rampicante. || LR rambecande.

rambugnà [rambuɲ'ɲa] v. Rimproverare.

ramere rame̊rë -érë [ra'mɘrə -erə] sf. Lamiera, Contenitore per cuocere in forno. || RM ramère. || RF ramère [ramę̊re̯].

ranelle ranèllë [ra'nɛllə]  sf. pl. Soldi. || RF s’è fatte i ranèlle si è arricchito. || RF so’ quatte ranèlle sono cose di poco conto, sono sciocchezze || RM ranèlle. || RF ranèlle [ranęlle̯].

rangecà [ranʤə'ka] v. Graffiare. || RM  rangecà.

rangeche ['ranʤəkə] v. Graffio. || FB rangeche.

rangete ['ranʤətə] agg. Rancido. || CA Quanne ‘a gatte n’arrive ‘o larde, dice ca eje de ràngede ['kwannə  a 'ɡattə n-arrɨvə ɔ 'lardə, 'dɪʧə ka 'ejə də 'ranʤədə] N.d.R. Quando la gatta non arriva -non  riesce  a  prendere-  al  lardo  dice  che è rancido. || CA ràngede.

ranocchie [ra'nɔkkjə] sf. Rana. || al m. ranucchie [ra'nukkjə] || cfr. ranogne [ra'nɔɲɲə] || RM ranòcchije.

ranogne ranògnë [ra'nɔɲɲə] sf. Rana. || al m. ranucchie [ra'nukkjə]. || cfr. ranocchie [ra'nɔkkjə].

ranucchie [ra'nukkjə] sm. Ranocchio. || al f. ranocchie [ra'nɔkkjə]. || Anche ruspe ['ruspə], candatore [kanda'tɤrə], macciuanne [matʧu'wannə]. || RM ranùcchije.

rape råpë ['rɜpə] sf. Rapa. || AO rape.

rapecane rapëcånë [rapə'kɜnə] agg. e sost. Tirchio, Avaro, Tirato.  || FD I sòlde du’ rapicàne si magne l’usuràije [i 'sɔldə d 'u rapə'kɜnə s i 'maɲɲə l usu'rɜjə] N.d.R. I soldi dell’avaro li mangia l’usuraio. || TF rapecòne. || AO rapecàne. || FD rapicàne.

rappe ['rappə] sm. Grinza, Piega che si forma sulla pelle. || VF rappi (1841). || [fg. grinża - ital. grinza]

rappigne rappìgnë [rap'pɪɲɲə] sm. Raffreddore di lieve entità. || FB rappigne.

rapporte rappòrtë [rap'pɔrtə] sm. Rapporto.

rappurtà [rappur'ta] v. Rapportare, Riferire.

rareche [rarəkə] sf. Radice. || CS rareche.

rasckà [raʃ'ka] v. Raschiare, Sputare il residuo ottenuto dalla raschiatura della gola. || FB rasckà.

rasckate rasckåtë [raʃ'kɜtə]  sf. Sputacchiata, Scaracchio. || RM rasckàte. || RF rasckàte [raškåte̯].

rascke ['raʃkə] sm. Sputo catarroso, Escreato, Espettorato. || VF rasco (1841).

rasckuse rasckůsë [raʃ'kʉsə] agg. Ruffiano, Chi riferisce ai superiori le mancanze commesse dagli altri. || TF rasckùse. || rasckùse RF [raškůse̯].

rasecale rasëcålë [rasə'kɜlə] sm. Vivaio, Coltivazione provvisoria di piantine da mettere a dimora altrove. || MM rasekále.

rasele ['rasələ] sf. Rasatura, Fresatura. || AO ràsele.

raspe ['raspə] 1. sf. Raspa. || 2. sm. Raspo.  ||  BA Se so accucchiate a lime e a raspe [sə sɤ akkuk'kjɜtə a 'lɪmə ɛ a 'raspə] Si sono uniti la lima e la raspa. || BA raspe.

raspulende raspulèndë [raspu'lɛndə] agg. Aspro, Tipico sapore della frutta non ancora matura. || RM raspulènde.

rassegnà [rassəɲ'ɲa] v. Rassegnare. || CA¹ Une se strazze i capille n’ate forte lucculeje: “Ogge é murte u carnevⱥle nge putime rassignà ['ʉnə sə s'tratʦə i ka'pillə, n 'atə 'fɔrtə lukku'lejə: 'ɔdʤə ɛ 'murtə karnə'vɜlə nʤə pu'tɪmə rassəɲ'ɲa] N.d.R. Uno si strappa i capelli, un altro forte urla: “Oggi è morto il carnevale, non ci possiamo rassegnare”. || CA¹ rassignà.

rassegnate rassëgnåtë [rassəɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Rassegnato. || FB rassegnàte.

rastille rastíllë [ras'tillə] sm. Rastrello. || RM rastìlle.

rasule [ra'sʉlə] sm. Rasoio. || CS rasule. || RF rasùle [rasůle̯].

rataville ratavíllë [rata'villə] sm. Attrezzo di legno simile ad un grosso martello usato dai mietitori. || EG Quatte scorze de lemune spremute, ‘na sckafarèie, ‘nu ratavïlle, sètte sègge, ‘nu banghetïlle e ’n’ amore fenute ['kwattə s'kɔrʦə də lə'mʉnə sprə'mʉtə, na ʃkafa'rejə, nu rata'villə, 'sɛttə 'sɛdʤə, nu banɡə'tillə ɛ n-a'mɤrə fə'nʉtə] N.d.R. Quattro scorze di limoni spremuti, un grosso recipiente, un martello di legno, sette sedie, un banchetto e un amore finito. || EG ratavïlle. || LA ratavîlle.

rattuse rattůsë [rat'tʉsə] agg. Persona che mostra apertamente il suo desiderio sessuale. || cfr. recuttare [rəkut'tɜrə] || FB rattuse.

raziune raziůnë [rat'ʦjʉnə] sf. pl. Orazioni. || RM  razijùne.

re [rɛ]sm. Re, Sovrano, Nota musicale. || Anche rre [rrɛ]  

rè rè [rɛ rɛ] Locuz. Ben in vista. || RM rè-rè.

rebbattute rëbbattůtə [rəbbat'tʉtə] pp. e agg. Ribadito. || AO rebbattùte.

rebbellà [rəbbəl'la] v. Mettere in disordine, Creare scompiglio. || Anche arrebbellà [arrəbbəl'la].

rebellatorie [rəbbəlla'tɔrjə] sm. Caos, Confusione, Scenata.

rebbelle rëbbèllë [rəb'bɛllə] agg. e sost. Ribelle. || AO rebbèlle.

recamà [rəka'ma] v. Ricamare. || FB recamà.

recamate rëcamåtë [rəka'mɜtə] pp. e agg. Ricamato. || PM È nu belle lenzûle recamete [ɛ nu b'bɛllə lən'ʣʉlə rəka'mɜtə] N.d.R. È un bel lenzuolo ricamato. || PM recamete.

recchezze [rək'kɛtʦə] sf. Ricchezza. || LA  recchèzza.  || AO rekkèzze. || FO [re̥cchezze̥]]. ||  [fg. ricchèzza - ital. ricchézza]

recchia ['rɛkkja] sf. Orecchia. || Anche recchie ['rɛkkjə] || Locuz. recchia ‘mbosse ['rɛkkja m'bɔssə] lett. Orecchia bagnata. || estens. Omosessuale. || TF  rècchia.

recchie ['rɛkkjə] sf. Orecchia. || Anche  recchia ['rɛkkja] || LMG Chi tène i récchie grosse, nen more màie [ki 'tenə i 'rɛkkjə 'ɡrɔssə nə m'mɤrə 'mɜjə] N.d.R. Chi ha le orecchie grandi, non muore mai. || LR t’è stà che l’ûcchje apîrte e ‘i rècchje tèse [t-ɛ sta kə l 'ukkjə  a'pirtə ɛ i 'rɛkkjə 'tesə] N.d.R. devi stare con gli occhi aperti e le orecchie tese. || SG mo’ che t’ankappe l’uteme pizze hadda ésse ‘a recchie [mɔ kɛ t-an'ɡappə, l'ʊtəmə 'pɪtʦə 'adda 'ɛssə a 'rɛkkjə]  N.d.R. Quando ti prendo, l’ultimo pezzo sarà l’orecchio. || MAM [rẹ́c̓́c̓́e̥]. || LA rècchie. || RA recchie. || AO recchje. || LR rècchje. || LMG récchie.

Reccione Rëcciónë [rət'ʧɤnə] top. Riccione. || LR Recciòne.

recetà [rəʧə'ta] v. Recitare. || RM recetà. || RF recetà [re̯če̯tá].

recevute rëcëvůtə [rəʧə'vʉtə] pp. Ricevuto. || sf. Ricevuta. || FB recevete.

recitte [rə'ʧittə] sm. Pace, Riposo, Luogo tranquillo, Ricovero. || FB recitte. || LA recîtte.

recone rëcónë [rə'kɤnə] sm. Cantuccio, Riparo. || RM recòne.

recotta [rə'kɔtta] sf. Ricotta || Anche recotte [rə'kɔttə] || Locuz. recotta sckande [rə'kɔtta ʃ'kandə] Ricotta piccante; recotta toste [rə'kɔtta 'tɔstə] Ricotta dura. || CS recotta sckante [rə'kɔtta ʃ'kandə] Ricotta forte. || CS recotta.

recottasckande [rə'kɔtta ʃ'kandə] sf. Ricotta piccante. || LA recottasckande.

recottatoste [rəkɔtta'tɔstə] par. comp. Ricotta dura. || RM recottatòste.

recotte [rə'kɔttə] sf. Ricotta. || Anche recotta [rə'kɔtta]  

recurdà [rəkur'da] v. Ricordare. || Anche arrecurdà [arrəkur'da].

recuttare rëcuttårë [rəkut'tɜrə] sm. Guardone. || cfr. rattuse [rat'tʉsə].

recuverà [rəkuvə'ra] v. Ricoverare. || RM  recuverà.

redutte [rə'dʊttə] pp. e agg. Ridotto. || Anche arredutte [arrə'dʊttə]. || SA S’è redutte tutte pelle e osse![s-ɛ rrə'dʊttə 'tʊttə 'pɛllə ɛ 'ɔssə] Si è ridotto tutto pelle e ossa.

refà [rə'fa] v. Rifare. || TF refa’.

refece ['rɛfəʧə] sm. Orefice, Orafo. || EG Pe se rènde cunde, avaste 'uardà stà stràde ck' andicamènde chiamavene d'i mercande, d'i rèfece e mò Via Arpe [pə ssə 'rɛndə 'kundə, a'vastə ɡwar'da sta s'trɜdə k-andika'mɛndə kja'mavənə d i mər'kandə, d i 'rɛfəʧə ɛ mmɔ 'via 'arpə] N.d.R. per rendersene conto basta guardare questa strada che anticamente chiamavano dei mercanti, degli orefici ed ora Via Arpi. || EG rèfece. || VC urèfece. || VF urefice (1841). || [fg. orèfice - ital. oréfice]

refjatà [rəfja'ta] v. Fiatare, Respirare. || RM refijatà.

refonne [rə'fɔnnə] v. Rimetterci, Rifondere. || SA C’agghie refuste trecinde lire. [ʧ'aɡɡjə rə'fustə tre'ʧində 'lirə] Ci ho rimesso trecento lire. || RM refònne.

refriscke [rə'frɪʃkə] sm. Rinfresco. ||  RM refrìscke.

refuse rëfůsë [rə'fʉsə] sm. Ciò che si mette in più, Aggiunta. || FB refuse.

regalà [rəɡa'la] v. Regalare. || Anche rijalà [rija'la]. || RM regalà.

regale rëgålë [rə'ɡɜlə] sm. Regalo. || Anche rijale [ri'jɜlə] || RF regàle [re̯ġåle̯].

regalije rëgalìjë [rəɡa'lɪjə] sf. Regalia, Mancia, Piccolo compenso. || RM regalìje.

reggine rëggìnë [rəd'ʤɪnə] sf. Regina. || TF Pùre a reggìne tène abbesògne da vecine ['pʉrə a rəd'ʤɪnə 'tenə abbə'sʊɲɲə d-a və'ʧɪnə]  N.d.R. Anche la regina ha bisogno della vicina. || SG¹ reggine. || TF reggìne.

regginelle regginèllë [redʤi'nɛllə] sf. Reginetta. || CA¹ [rεginεlle].

regnuse rëgnůsë [rəɲ'ɲʉsə] agg. Rognoso. || RF regnùse [re̯ɲɲůse] / rignùse [riɲɲůse̯].

regulizie regulìzië [rəɡu'lɪtʦjə] sm. Liquirizia. || RM regulìzije.

remagnarse [rəmaɲ'ɲarsə] v. Rimangiarsi.

remasugghie [rəma'sʊɡɡjə] sm. Rimasuglio, Avanzo. || FB remasugghij.

rembambite rëmbambìtë [rəmbam'bɪtə] agg. Rimbambito. || FB rembambete.

Reme ['remə] pers. m. Remo.

remette rëmèttë [rə'mɛttə] v. Rimettere. || SG dice che ci rimette l’ugghie a lampe ['dɪʧə kɛ  ʧə rə'mɛttə l'uggjə a 'lambə]  N.d.R. dice che ci rimette l’olio alla lampada. || SG rimette.

remondature rëmondatůrë [rəmonda'tʉrə] sf. Rimondatura, Riparazione della tomaia delle scarpe. || FB remuntature.

remore [rə'mɤrə] sm. Rumore. || Locuz. remore carrozze [rə'mɤrə kar'rɔtʦə] lett. Rumore di carrozza, modo di dire finalizzato a far intrattenere un bambino da una persona amica. || cfr. tuzzabangone [tutʦabban'ɡɤnə] || BF remòr. || LR remòre. || FO [re̥mọre̥]. || RF remòre [re̯mǫ̈re̯].

remusse [rə'mʊssə] solo nella locuz. turnà a remusse [tur'na a rrə'mʊssə] Tornare ancora sullo stesso argomento.

renacce renàccë [rə'natʧə] sm. Rammendo. || VF rinaccio (1841).

renale rënålë [rə'nɜlə] sm. Vaso da notte, orinale. || LA renàle.

rendete rèndëtë ['rɛndətə] sf. Rendita.

rene re̊në -énë ['rɘnə -enə] sf. Sabbia. || RM rène.

renele ['rɛnələ] sf. Rondine, Rondinella. || RL nu guaglione cante pe la vije: -Cum’ e la renele vularrij vuläre -Sop’ u balcone de la nenna mije! [nu ɡwaʎ'ʎɤnə 'kandə p-a 'vɪjə: - 'kum-ɛ a 'rɛnələ vular'rɪjə vu'la 'sɤp-ɔ bal'kɤnə d-a 'nɛnna 'mɪjə!] N.d.R. un giovanotto canta per strada: Come la rondine vorrei volare sul balcone della mia fidanzata.  || SA¹ rènele. || RL renele. || RF rènele [ręne̯le̯].

rengrazià [rənɡrad'ʣja] v. Ringraziare. || ME  Isse èra tande, accussì cuntènde chè sèmbe a chi tande l’aveve date sèmbe u rengraziave ['ɪssə 'erə 'tandə, akkus'sɪ kun'dɛndə kɛ 'sɛmbə a kki 'tandə l-a'vevə 'dɜtə 'sɛmbə u rənɡrad'ʣjɜvə] Egli era tanto, così contento che sempre a chi tanto gli aveva dato sempre lo ringraziava. || TF rengrazia’.

renne rènnë ['rɛnnə] v. Rendere, Ritardare. || Anche arrenne. || BA Quanne cchiù renne chiù penne ['kwannə k'kjʊ 'rɛnnə k'kjʊ 'pɛnnə] Quanto più ritarda, più aumentano le difficoltà. || BA renne.

renza renze ['rɛnʣa 'rɛnʣə] locuz. Vicino a, Rasente. || FB rènza rènze.

repegghià [rəpəɡ'ɡja] v. Riprendere. || CV r’pgghià.

repose [rə'pɤsə] sm. Riposo. || TF repòse.

repune repune [rə'punə rə'punə] locuz. Rasente il muro. || SA¹ repùn’ repùne.

repusà [rəpu'sa] v. Riposare. || Anche arrepusà. || SA Vatte repuse che staje stanghe! ['vattə rə'pusə kɛ s'tɜjə s'tanɡə] Va’ a riposarti perché sei stanco. || PM famme repusà ['fammə rəpu'sa] N.d.R. fammi riposare. || PM repusà.

repusate rëpusåtë [rəpu'sɜtə] pp. e agg. Riposato. || EG  repusàte.

repuste [rə'pustə] sm. Credenza. || VF rupuosto (1841). || VC rupùoste (1929).  

requeste [rə'kwɛstə] sf. Scorta. || AO requèste.

requie ['rɛkwjə] sf. Requie, Riposo.

resarie [rə'sarjə] sm. Rosario. || LR Assù, chè staje facènne, ‘u testamènde? Te spicce ch’amma dice stu Resàrie! [as'sʊ, kɛ s'tɜjə fa'ʧɛnnə, u testa'mɛndə? tə s'pɪtʧə k 'ama 'dɪʧə stu rə'sarjə!] N.d.R. Assunta, che stai facendo, il testamento? Ti sbrighi che dobbiamo dire il Rosario! || ML resarije. || LR resàrie. || ML resarie. ||  [fg. rosàrio - ital. roṡàrio]

resate rësåtë [rə'sɜtə] sf. Risata. || RM resàte.

resatelle rësatèllë [rəsa'tɛllə] sf. Risatina. || LR si tîne l’acqua ‘nganne e cîrche ajùte, ‘u mègghje amiche tuje se mène ‘ndrète, se face ‘a resatèlle e te salute! [si 'tine l'akkwa n'ɡannə ɛ t'ʧɪrkə  a'jʉtə,  u 'mɛɡɡjə  a'mikə 'tʉjə sə 'menə n'dretə, sə 'fɜʧə a rəsa'tɛllə ɛ tə sa'lʉtə!] N.d.R. se hai l’acqua alla gola e cerchi aiuto, il tuo migliore amico si tira indietro, si fa una risatina e ti saluta!|| LR  resatèlle.

rescegnule [rəʃʃəɲ'ɲʉlə] sm. Usignolo, Ragazzo lento. || FB rescegnule. || LA rescegnûle.

rescegnute rëscëgnůtə [rəʃʃəɲ'ɲʉtə] agg. Raggrinzito, Malridotto, Denutrito. || FB rescegnute.

resciore [rəʃ'ʃɤrə] sm. Rossore, Vergogna. || AO resciòre. || RM rusciòre. || RF rescióre [re̯ššọ̈re̯].

resckarà [rəʃ'ʃɤrə] v. Risciacquare la biancheria. || FB resckarà.

resine rësìnë [rə'sɪnə] sf. Resina. || AO Tène a resìne ê màne ['tenə a rə'sɪnə ɛ 'mɜnə] Ha la rèsina alle mani. || AO resìne.

resorie [rə'sɔrjə] sm. Rosolio, Liquore leggero fatto in casa. || RC R’sorije d’ l’mon’ [rə'sɔrjə də lə'mɤnə] Liquore di limone. || RC r’sorije. || CS resorije. || [fg. rosòlio - ital. roṡòlio]

resperà [rəspə'ra] v. Respirare. || RM resperà.

respettà [rəspət'ta] v. Rispettare.

respette rëspèttë [rəs'pɛttə] sm. Rispetto. || LMG ‘U respétte, vène da ‘n’ate respétte [u rəs'pɛttə, 'venə da n-atə rəs'pɛttə] N.d.R. Il rispetto deriva da -vuole- altro rispetto. || LMG respétte.

responne [rəs'pɔnnə] v. Rispondere. || AO respònne.

resposte [rəs'pɔstə] sf. Risposta. || TF respòsta. || [fg. rispòsta - ital. rispósta]

restà [rəs'ta] v. Restare, Rimanere. || PM Vogghije restà sèmbe quèlle che so’ ['vɔɡɡjə rəs'ta 'sɛmbə 'kwɛllə kɛ sɔ] N.d.R. Voglio restare sempre quella che sono. || LMG Quanne more une ca prutéste, biàte a mé ca more e frecàte a chi reste ['kwannə 'mɤre 'ʉnə ka pru'tɛstə, bi'jɜtə a mmɛ ka 'mɤrə ɛ frə'kɜtə a kki 'rɛstə] N.d.R. Quando muore uno che protesta, beato me che muoio e si frega chi resta. || GG¹ restà.

restucce rëstùccë [rəs'tʊtʧə] sm. Ristoppia. || ML restùcce. || [fg. stòppia - ital. stóppia]

resuscetà [rəsuʃʃə'ta] v. Risuscitare.

resuscetate resuscëtåtë [rəsuʃʃə'tɜtə] pp. e agg. Risuscitato. || Anche arresuscetate [arrəsuʃʃə'tɜtə] || RM resuscetàte.

rete re̊të -étë ['retə -etə] solo nella locuz. da rete [da 'rete] Da dietro, Di dietro. || AO rète.

retene ['rɛtənə] sf. pl. Redini. || LA rètene.

reterà [rətə'ra] v. Rientrare, Ritirarsi. || LMG A precessione se vète quanne se retire [a prəʧəs'sjɤnə sə 'vetə 'kwannə sə rə'tɪrə] N.d.R. La processione di vede quando  rientra.

retratte [rə'trattə] sm. Fotografia raffigurante un volto, Ritratto. || RM retràtte.

retremendà [rətrəmən'da] v. Rivedere.

rette rèttë ['rɛttə] sf. Attenzione, Ascolto. || Solo nella locuz. dà rette [da 'rɛttə] Dare retta, Prestare attenzione, ascolto. || SA Nn’u denn’a rette a quille, che ngapisce ninde! [nn-u 'dɛnnə a 'rɛttə a k'kwɪllə, kɛ nɡa'pɪʃʃə 'nində!] Non dar retta a quello là, perché non capisce nulla!

returnà [rətur'na] v. Ritornare. || CV và e r’turn, che vogghj sapè pur ij, chè foc u figghj mij [va ɛ rrə'turnə, kɛ 'vɔɡɡjə sa'pɛ 'pʉr-'ijə, kɛ f'fɜʧə u 'fɪɡɡjə 'mɪjə] N.d.R. va’ e ritorna, perché voglio sapere anch’io cosa fa il figlio mio.

revutà [rəvu'ta] v. Rivoltare. || Anche ruvutà  [ruvu'ta], ruvetà  [ruvə'ta], arrevutà  [rəvu'ta], arruvutà  [arruvu'ta]. || LA revutà. || PP [re̥vutá].

revutaminde rëvutamíndë [rəvuta'mində] sm. Rivoltamento. | Anche ruvutaminde [ruvuta'mində] || BA Revutamiente de stomache [rəvuta'mində də s'tɔmməkə] Nausea, disturbi di stomaco e viscerali. || BA  revutamiente. || LA revutamînde.

revutate rëvutåtë [rəvu'tɜtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche ruvutate [ruvu'tɜtə], arruvetate [arruvə'tɜtə], arruvutate [arruvu'tɜtə] || FB revutàte.

rezze ['rɛtʦə] sf. Tenda, Rete. || LR Avàsce ‘a rezze nn’a tenènne alàrie ca tràsene ‘i zambàne, po’ chi ‘i cacce? [a'vaʃʃə a 'rɛtʦə nn a tə'nennə a l 'arjə ka 'trasənə i ʦam'bɜne, pɔ k-i 'katʧə] N.d.R. Abbassa la tenda non la tenere alzata -all’aria- perché entrano le zanzare, poi chi le manda via? || LR rezze.

rezzenì [rədʤə'nɪ] v. Il diventare della pelle increspata o ruvida per il freddo o l’emozione. || Locuz. rezzenì 'i carne [rədʤə'nɪ i 'karnə]. Rabbrividire. || RM rezzenì.

rezzerijà [rədʤəri'ja] v. Rassettare, Togliere via tutto. || Anche arrezzerijà [arrədʤəri'ja]. || TF vàtte a rezelia’ a càse che pàre nu gallenàre! ['vattə a rrədʤəri'ja a 'kɜsə kɛ 'pɜrə nu ɡallə'nɜrə] N.d.R. va’ a rassettare la casa che sembra un pollaio! || TF rezelia’.

riassunde [rias'sʊndə] sm. Riasunto.

ricce rìccë ['rɪtʧə] sm. e agg. Riccio. || LCG ricci (1897). || CA¹ ričči.

ricche rìcchë ['rɪkkə] agg. e sost. Ricco, Abbiente, Agiato, Facoltoso. || GG ricco (1834) || MA ricche. || AO rìkke. || CA² rikkë.

ricchione ricchiónë [rik'kjɤnə] sm. Omosessuale, Gay. || FB ricchijòne.

ricchjine ricchjìnë [rik'kjɪnə] sm. Orecchino. || FO A Madonne sœpe chi tene i recchine [A Madonne̥ sœpe̥ chi te̥ne̥ i re̥cchi̤ne̥] La Madonna sa chi ha gli orecchini. || ML ricchijne. || CA ricchîne. || FO recchine [re̥cchi̤ne̥].

ricchjitelle ricchjitèllë [rikkji'tɛllə] sf. Orecchiette, Particolare tipo di pasta fatta in casa. || ML mariteme a vulute ‘i ricchietelle [ma'rɪtəmə a vvu'lʉtə i rikkji'tɛllə] N.d.R. mio marito ha voluto -che preparassi- le orecchiette. || TF recchijetèlle. || AO recchitèlle. || LA recchietèlle. || ML ricchietelle.

ricese [ri'ʧɘsə -esə] sf. Perquisizione, Controllo. || RM ricèse.

righene ['rɪɡənə] sf. Origano. || Anche arighene [a'rɪɡənə]. || RM rìghene.

rijalà [rija'la] v. Regalare. || Anche regalà [rəɡa'la]. || RM rijalà.

rijaláte rijalåtë [rija'lɜtə] pp. e agg. Regalato. || Anche regalate [rəɡa'lɜtə]. || ME rejalate.

rijale rijålë [ri'jɜlə]  sm. Regalo. || Anche regale [rə'ɡɜlə] || RM rijàle.

rijone rijónë [ri'jɤnə] sm. Rione. || SA ’U rijone ‘i Cruce. [u ri'jɤnə i 'krʊʧə] Il  rione  Croci.  ||  RM rijòne.

Rimene ['rimənə] top. Rimini. || LR Rìmene.

rine rínë ['rinə] sf. pl. Reni, Schiena, Regione lombare. || LR Cì, Luciè, nen me decènne nînde, me dòlene ’i rine, nen ‘nge ‘a fazze chiù [ʧɪ, lu'ʧjɛ, nən mə də'ʧɛnnə 'nində, mə 'dɔlənə i 'rinə, nʤa 'fatʦə k'kjʊ] N.d.R. Sta zitta, Lucia, non mi dire niente, mi fanno male i fianchi, non ce la faccio più. || TF l’àghe e u file trapànene i rìne [l'ɜkə ɛ u 'filə tra'panənə i 'rinə]. N.d.R. l’ago e il filo perforano i reni. || TF  rìne. || ML rine.

ripa ripe ['rɪpa 'rɪpə] avv. Rasente a. || SA Jeve camenanne ripa ripe o mure. ['jevə kamə'nannə 'rɪpa 'rɪpə ɔ 'mʉrə] Camminava rasente al muro. || RM ripa-rìpe.

ripe [ripə] sf. Riva. || RM rìpe.

rire rírë ['rirə] v. Ridere. || FD Rirénne e pazziànne se dice ‘a veretà [rə'rɛnnə ɛ ppatʦi'jannə sə 'dɪʧə a vərə'ta] N.d.R. Ridendo e scherzando si dice la verità. || ZO rire (1864) || AO r’re.

rise rìsë ['rɪsə] sf. Riso, come atto del ridere. || sm. Riso, come cereale. || AO rìse.

riste r['ristə] sm. Resto.  

ritarde [ri'tardə] sm. Ritardo. || TF ritàrde.

ritte ['rɪttə] sf. Destra. || cfr. destre. || PM  Arravugghiete int’a na volpa janche se nazzechijèje a ritte e manche [arravuɡ'ɡjɜtə 'ind-a na 'vɔlpa 'janɡə sə natʦəki'jejə a r'rɪttə ɛ m'manɡə] N.d.R. Avvolta in una -pelliccia di- volpe bianca si dondola a destra e a sinistra. || PM ritte.

ritte ['rɪttə] agg. Diritto, Dritto, Intelligente, Rettilineo, Furbo, Astuto. || avv. Dritto. || LE pecché nun truvaije chijù 'a vija ritte [pək'kɛ nun tru'wɜjə k'kjʊ a 'vija 'rɪttə] Perché non trovai più la via diritta. || LE ritte. || GE ritto.

riunì [riu'nɪ] v. Riunire.

riunione riuniónë [riu'njɤnə] sf. Riunione. || TF riuniòne.

riunite riunìtë [rɪu'nɪtə] pp., agg. e sm. Riunito. || CA¹ Popolo di Foggia ce sime riunite p’aggiustà sta barca che face acque da tutte i parte ['pɔpolo di 'fɔdʤa ʧə 'simə rɪu'nɪtə p-adʤus'ta sta b'barkə kɛ 'fɜʧə 'akkwə da ‘tʊtt-i 'partə] N.d.R. Popolo di Foggia ci siamo riuniti per aggiustare questa barca che fa acqua da tutte le parti. || CA¹ [riunitᵉ].

riverenze [rive'rɛnʣə] sf. Riverenza. || EG  rivèrènze.

robbe ['rɔbbə] sf. Roba, Biancheria, Cosa. || Anche rrobbe [r'rɔbbə]  || SA Robbe da pacce! [r'rɔbbə da 'patʧə] Cose da pazzi. || CS Robe arrubáte corta duráte ['rɔbbə arrub'bɜtə 'kɔrta du'rɜtə] N.d.R. lett. Roba rubata, corta durata. || GG rrobba (1834) || SG¹ ‘rròbbe.

rocce ['rɔtʧə] sf. Roccia. || FD A gòccia a gòccia se scàve ‘a ròccie [a ɡ'ɡɔtʧə a ɡ'ɡɔtʧə sə s'kɜvə a 'rɔtʧə] N.d.R. A goccia a goccia si scava la roccia.|| FD ròccie.

rocchie ['rɔkkjə] sf. Gruppo, Mucchio. || FD ròcchije. || FO rocchije [rocchije̥].

rocele ['rɔʧələ] sf. Rotula. || RM ròcele.

rolle ['rɔllə] sm. Piega rialzata del letto. || MM ròlle.

rombe ['rɔmbə] v. Rompere. || BA rompe.

Rome ['rɤmə] top. Roma. || LE Romé.

Rungesvalde [runʤəz'valdə] top. Roncisvalda

rosce ['rɔʃʃə] agg. e sost. f. Rossa. || Reduplic. ròscia ròsce ['rɔʃʃa 'rɔʃʃə] rossa rossa, paonazza. || al m. rusce ['rʊʃʃə].  || SA ‘U  rusce quanne vede ‘a rosce ... [u 'rʊʃʃə 'kwannə 'vedə a 'rɔʃʃə ...] Il rosso quando vede la rossa ... || TF Màmma mìje quànda cumblemènde stammatìna ... Me fàje fa’ ròsce ['mamma 'mɪje 'kwanda kumblə'mɛndə stama'tɪnə ... mə 'fɜjə fa 'rɔʃʃə] N.d.R. Mamma mia quanti complimenti questa mattina ... Mi fai arrossire. || TF rròsce. || TF ròsce. || RF rosce [rǫšše̯].

rose ['rɤsə] sf. e pers. f. Rosa. || BA U liette se chiame rose si nen duorme te repose [u 'littə sə 'kjɜmə 'rɤsə, sə nən 'dʊrmə tə rə'pɤsə] Il letto si chiama rosa, se non dormi ti riposa. || BA rose. || [fg. rósa - ital. ròṡa]

rosele ['rɔsələ] sf. Carne di maiale a buon prezzo. || FB rosele.

rosemarine rosemarìnë [rozma'rɪnə] sm. Rosmarino. || FB rosemarene.

Rosette Rosèttë [ro'sɛttə] pers. f. Rosetta. || FD Rosett. || [fg. Rosètta - ital. Roṡétta]

rote ['rɤtə] sf. Ruota. || SA ’A rota rotte. [a 'rɤta 'rɔttə] La ruota rotta. || LMG Quélle che strille, èje sémpe l’utema rote d’u carre ['kwɛllə kɛ s'trɪllə ɛ 'sɛmbə l'utəma 'rɤtə d-u 'karrə] N.d.R. Quella che strilla -stride- è sempre l’ultima ruota del carro.  || AO ròte. || LMG rote.

rotte ['rɔttə] agg. f. Rotta. ||  al m. rutte ['ruttə] || FD ‘A pignàte ròtta càmpe de chijù [a pɪɲ'ɲɜta 'rɔttə  'kambə də k'kjʊ] N.d.R. La pignatta rotta dura di più.  || ZO rot (1864) || FD ròtta. || [fg. ròtta - ital. rótta]

'rrangià [rran'ʤa] v. Arrangiare, Rimediare. || Anche arrangià [arran'ʤa] || RF m’arrange N.d.R. Mi arrangio. || RF arrangià [arranğá].

rucche rucche ['rukkə 'rukkə] locuz. Ruffiano. || cfr. 'nfamone [nfa'mɤnə], ruffiane [ruf'fjɜnə] || CS rúcche  rúcche.

rucchette rucchèttë [ruk'kɛttə] sm. Rocchetto, Cilindretto cavo attorno a cui è avvolto il filo per cucire. || RM rucchètte.

rucelà [ruʧə'la] v. Rotolare. || Anche ruciulijà, ruciulà. || LA rucelanne, rucelanne, cadìje abbasce ‘a grotte de na fruttajole [ruʧə'lannə, ruʧə'lannə, ka'dɪjə ab'baʃʃə a 'ɡrɔttə də na frutta'jɤlə] N.d.R. rotolando, rotolando, cadde nella grotta di una fruttivendola. || LE me ne ijeve rucelanne abbasce [mə nə 'jevə ruʧə'lannə ab'baʃʃə] mentre ruzzolavo in basso.

ruceligghie [ruʧə'lɪɡɡʃjə] sm. Vociare fitto e sommesso fra più persone.

ruchele ['rʊkələ] sf. Rucola, Rughetta. || Anche aruchele [a'rʊkələ] e rucule ['rʊkulə]. || ML ruchele. || CA² rukolë.

ruciulà [ruʧu'la] v. Rotolare. || Anche ruciulijà [ruʧuli'ja], rucelà [ruʧə'la]. || FB ruciulà.

ruciulijà [ruʧuli'ja] v. Rotolare, Ruzzolare, Far girare. || Anche ruciulà [ruʧu'la] , rucelà [ruʧə'la]. || LA rucelijà.

ruciulille ruciulíllë [ruʧu'lillə] sm. Attrezzo rudimentale per abbattere le rondini. || RM ruciulìlle.

rucule ['rʊkulə] sf. Rucola, Rughetta. || Anche aruchele [a'rʊkələ] e ruchele ['rʊkələ] || RA Signò, teng’a rucula tenerelle, jet, funucchill’ e cimammarelle, mo ci ‘accurdame, facitavill’ a menestrelle! Me, di, che vuje, quest’ o quelle? [siɲ'ɲɔ, 'tɛnɡə a 'rʊkula tənə'rɛllə, 'jetə fənuk'kjillə ɛ tʧimama'rɛllə, mɔ ʧ-akkur'dɜmə, faʧita'villə a mənəs'trɛllə! mɛ, dɪ, kkɛ v'vujə, 'kwɛstə ɔ 'kwɛllə?] N.d.R. Signora, ho la rughetta tenerella, bietole, finocchietti e broccoletti selvatici, ora ci mettiamo d’accordo -sul prezzo-, preparatevi la minestra! Avanti, dimmi, cosa desideri, questa o quella? || RA rucula. || RF rucule [rukule̯].

ruffiane ruffiånë [ruf'fjɜnə] sm. Ruffiano. || TF ruffiàne. || LA ruffijane.

rugne rùgnë ['rʊɲɲə] sf. Rogna. || SE une ten’a rùgne e l’ate ten’a tìgne ['ʉnə 'tenə a 'rʊɲɲə ɛ ll'atə 'tenə a 'tɪɲɲə] N.d.R. una ha la rogna e l’altra ha la tigna. || SE rùgne. || LMG rugne.

rumane rumånë [ru'mɜnə] agg. di Roma, Romano. || SG¹ so’ propij bbrave aggende stì rumàne [sɔ p'prɔpjə b'brɜva d'ʤɛndə sti ru'mɜnə] sono proprio brava gente questi romani. || SG¹ rumàne.

rumanì [ruma'nɪ] v. Rimanere, Restare. || LMG Chi rumàne, s’aggiuste [ki ru'mɜnə s-ad'ʤustə] N.d.R. Chi resta si sistema. || SA¹ rumanì’.

rumanille rumaníllë [ruma'nillə] sm. Sigaro di piccole dimensioni. || RM rumanìlle.

runfelijà [runfəli'ja] v. Russare. || RM  runfelijà.

rusce rùscë ['rʊʃʃə] 1. sm. e agg. m. Rosso. || al f. rosce ['rɔʃʃə] || SA ’U megghie rusce accedije ‘a mamme e ‘u patre. [u 'mɛɡɡjə 'rʊʃʃə atʧə'dɪjə a 'mammə ɛ u 'patrə] Il miglior rosso uccise la mamma e il padre. || MAM [ę́ rúšše̥] è biondo -rosso-.|| CS rúsce. || CA² ruscë. || RF rusce [rųšše̯] || MAM [rúšše̥]

rusce rùscë ['rʊʃʃə] 2. sf. Carbonella. || LR Petìte lucculave ‘u banne p’a rûsce e ‘i caravùne a Via Polare [pe'tɪtə lukku'lɜvə u b'bannə p-a 'rʊʃʃə ɛ i kara'vʉnə a v'via Pɤ'lɜrə] N.d.R. Petito faceva il banditore per la carbonella e i carboni -che si vendevano- in Via Polare. || LR rûsce.

rusecà [rusə'ka] v. Rosicchiare, Rosicare, Rodere a poco a poco. || CS rusecà.

rusele ['rusələ] sm. pl. Geloni, Ulcere dei piedi provocate dal freddo. || cfr. gelone [dʤe'lɤne] || LA rùsele. || BA ruòsele. || CS rusele.

Rusenè [rusə'nɛ] pers. f. Rosina. || Anche Rusenelle [rusə'nɛllə]. || [fg. rosína - ital. roṡína]

Rusenelle Rusënèllë [rusə'nɛllə] pers. f. Rosina. || Anche Rusenè [rusə'nɛ]. || FD Rusnell.

Rusine Rusínë [ru'sinə] pers. f. Rosina

ruspe ['ruspə] 1. sm. Rospo. || 2. sf. Ruspa. || FB ruspe. || RF ruspe [rúspe̯].

rusulecchie [rusu'lɛkkjə] sf. Racimolatura. || RM rusulècchije.

rusulijà [rusuli'ja] v. antiq. Rosicare. || GG rusulià (1834).

rute růtə ['rʉtə] sf. bot. Ruta. || Cfr. arute [a'rʉtə] || VF aruta (1841) || AO rùte.

rutele ['rutələ] sm. Teglia. || LA rùtele. || RF rutele [rute̯le̯]

rutille rutíllë [ru'tillə] sm. Capannello, Crocchio, Piccolo gruppo di persone che stanno insieme a chiacchierare. || SG Si facevene rutille p’accuntà favulette [sə fa'ʧɛvənə ru'tillə p-akkun'da favu'lɛttə] N.d.R. Si facevano piccoli gruppi di persone per raccontare storie. || SG  rutille.

rutte rúttë ['ruttə] agg. m. Rotto. ||  al f. rotte ['rɔttə]. || TF rùtte. || [fg. ròtto - ital. rótto]

ruvere ruve̊rë -érë [ru'wɘrə -erə] agg. Vero. || par. comp. da ‘u vére [u 'verə] il vero, la verità. || Anche arruvere [arru'werə] || ZO e lu vero? [ɛ ru'werə?] non è vero? || EG Eje ruvére ['ejə ru'werə] N.d.R. È vero. || ZO lu vero (1864) || EG ruvére. || SG ruere. || RM ruvère. || AO lu uère.

ruvetà [ruwə'ta] v. Rivoltare. || Anche ruvutà [ruvu'ta], revutà [rəvu'ta] || RM ruvetà.

ruvine [ru'wɪnə] sf. Rovina. || Anche arruvine [arru'wɪnə]

ruvutaminde ruvutamíndë [ruvuta'mində] sm. Rivoltamento. || Anche revutaminde [rəvuta'mində] || TF ruvetamìnde.

ruvutate ruvutåtë [ruvu'tɜtə] pp. e agg. Rivoltato. || Anche revutate, arruvetate, arruvutate.

ruzze ['rudʣə] sf. Rozzezza. || FO A ruzze face recchezze, a ceveltà s’a magne [A ruʒʒe̥ fäce̥ re̥cchezze̥, a ce̥ve̥ltà s’a magne̥] La rozzezza produce ricchezza, la civiltà se la mangia. || FO ruzze, ruʒʒe.

ruzzene ['rʊdʣənə] sf. Ruggine. || LA rùzzene. || FB ruzze. || FO [ruʒʒe̥].

ruzzuliaminde ruzzuliamíndë [rutʦulja'mində] sm. 1. Rumore confuso. || LA ruzzuliaminde de curpe [rutʦulja'mində də 'kurpə] movimento intestinale.  || LA ruzzuliaminde  / ruzzuliamînde.

S

sabbete ['sabbətə] sm. Sabato. || SA Ce vedime sabbete ‘e nove. [ʧə və'dɪmə 'sabbətə ɛ 'nɤvə] Ci vediamo sabato alle nove. || BF Ki tene chiù ppolve, chiù spáre, e ki tene bûon abbte, camine nzin’ e ssabbte! [ki 'tenə k'kjʊ p'pɔlvə, k'kjʊ s'pɜrə, ɛ ki 'tenə b'bɔn'abbətə, ka'mɪnə n'ʣinə ɛ s'sabbətə!] N.d.R. Chi ha più polvere, più spara, e chi ha un buon abito, cammina fino al sabato! || FB sabete. || BF ssabbte (1894).

Sabbetesande [sabbətə'sandə] sm. Sabato santo. || BF Sabbtesante d' lu 1893 [sabbətə'sandə d-u 'millə ɔttə'ʧində nuwanda'trɛ] N.d.R. Sabato santo del 1893. || BF Sabbtesante (1893).

saccamarijole saccamarijólë [sakkamari'jɤlə] sf. Tasca interna della giacca. || FB sacca mareijòle. || BA sacca mariola.

sacce sàccë ['satʧə] avv. Chissà. || SG saccie.

sacche ['sakkə] sm. Sacco, Grande quantità. || sf. Tasca. || BF C' lu senál' e cche nu sacche [k u sə'nɜlə ɛ kkə nu 'sakkə] N.d.R. Con il grembiule e con un sacco. || BF sacche (1893). || VC sàcca (1929). || AO sakke. || CA² sakkë. || FO [sàcche̥].

sacchetille sacchëtíllë [sakkə'tillə] sm. Sacchetto. || RM saccketìlle.

saccone saccónë [sak'kɤnə] sm. Pagliericco con foglie di granturco. || VF saccone (1841).

sacrefecà  [sakrəfə'ka] v. Sacrificare. || Anche sagrefecà [saɡrəfə'ka].

sacrefice [sakrə'fɪʧə] sm. Sacrificio. || Anche sagrefice [saɡrə'fɪʧə] || MA é nu sacr’ficie ca ci aspetta, e che tocca sempe, a chi tira a carretta [ɛ nu saɡrə'fɪʧə ka ʧ as'pɛttə, ɛ k'kɛ 'tɔkkə 'sɛmbə a k'ki 'tɪrə a kar'rɛttə] N.d.R. è un sacrificio che ci spetta e che tocca sempre a chi tira la carretta -vive stentatamente-. || MA sacr’ficie. || Etimol. dal lat. sacrificium, comp. di sacer, -cra, -crum  «sacro» + -ficium da facĕre «fare».

sacrese [sa'krɘsə -esə] solo nella locuz. all’assacrese  [all-assa'krɘsə -esə], alla sacrese [alla sa'krɘsə -esə]. All’improvviso, Alla sprovvista. || RM sacrèse.

sacrestane sacrëstånë [sakrəs'tɜnə] sm. Sagrestano. || FD Chi ròmpe i campàne èje u’ sacrestàn [ki 'rɔmbə i kam'bɜnə 'ejə u sakrəs'tɜnə] N.d.R. Chi rompe le campane è il sagrestano. || FD sacrestàne.

sacrestije sacrëstìjë [sakrəs'tɪjə] sf. Sacrestia. || cfr. sagrestine sagrëstìnë [saɡrəs'tɪnə].

sagrefecà [saɡrəfə'ka] v. Sacrificare. || Anche sacrefecà [sakrəfə'ka] || LR sagrefecà.

sagrefice [saɡrə'fɪʧə] sm. Sacrificio. || Anche sacrefice [sakrə'fɪʧə] || LR facènne sagrefìcije pa tand’anne [fa'ʧɛnnə saɡrə'fɪʧə pə ttand'annə]  N.d.R. facendo sacrifici per tanti anni. || FM ‘i sagrefìɡ̌ie de na vìte d’a pupulazziòne se ne jìrene nfùme nd’a nu ninde [i saɡrə'fɪʧə də na 'vitə d-a pupulat'ʦjɤnə sə nə 'jɪrənə n'fʉmə nd a nu 'nində] N.d.R. i sacrifici di una vita della popolazione se ne andarono in fumo in un niente.|| LR sagrefìcije. || TF sagrefìce. || FM ‘i sagrefìğie || Etimol. vedi sacrefice.

sagrestine sagrëstìnë [saɡrəs'tɪnə] sf. Sacrestia. || cfr. sacrestije sacrëstìjë [sakrəs'tɪjə]. || BF sagrestin' (1893).

sajette sajèttë [sa'jɛttə] sf. Saetta. || AO Aria nette: nen tene paure de sajètte ['arja 'nɛttə: nən 'tenə pa'ʉrə də sa'jɛttə] Aria netta -pulita- non ha paura di saette -fulmini-. || AO sajètte. || GF sajett’.

salamore [sala'mɤrə] sf. Salamoia. || RM salamòre.

salasse [sa'lassə] sm. Salasso. || FB salasse.

salatille salatíllë [sala'tillə] sm. Lupini. || SA Va’ vinne i salatille, vattinne! [va 'vɪnnə i sala'tillə, vat'tɪnnə] Vai a vendere i lupini, vattene  -va’ a quel paese-.  || BA  salatielle. || FB salatille. || LA salatîlle. || LE sâlatijellé.

sale sålë ['sɜlə] sm. Sale. || TF sàle.

salere sale̊rë -érë [sa'lɘrə -erə] sf. Saliera. || FB salère.

salijate salijåtë [sali'jɜtə] agg. Poco di buono. || RM salijàte.

salme ['salmə] sf. 1. Salma.  2.Antica misura di capacità. || BA salme.

Salomone Salomónë [salo'mɤnə] pers. m. Salomone. || BF Salomone se pegghiáve ciente ducáte p’ nu cunzigghie! [salo'mɤnə sə pəɡ'ɡjɜvə 'ʧində du'kɜtə pə nu kun'ʣɪɡɡjə] N.d.R. Salomone si prendeva cento ducati per un consiglio! || BF Salomone (1894).

salone [sa'lɤnə] sm. Salone, Sala per ricevimenti, Sala da barba. || FB salòne.

salotte [sa'lɔttə] sm. Salotto. || ZO salot (1864).

salutà [salu'ta] v. Salutare.

salute salůtə [salʉtə] sf. Salute. || sm. Saluto. || BA L’acque romp’i ponte, u vine dace a salute [l'akkwə 'rɔmbə i 'pɔndə, u 'vɪnə 'dɜʧə a sa'lʉtə] l’acqua rompe i ponti, il vino dà la salute. || LR salute. || TF salùte. || PR ssalute.

salvagnune salvagnůnë [salvaɲ'ɲʉnə] par. comp. lett. Salvando ognuno, Fatti salvi i presenti. || RM salvagnùne.

salviette salvièttë [sal'vjɛttə] sm. Tavagliolo. || VF salvietto (1841). || ZO salviet (1864).  || FB salveiètte.

Sammechele [sammə'kɘlə -elə] top. San Michele. || LA l’arche Sammechéle [l'arkə sammə'kelə] N.d.R. l’arco di San Michele.  || LA Sammechéle.

San Severe San Żëve̊rë -érë [san ʣə'vɘrə -erə] top. San Severo. || Anche Sanzevire [sanʣə'virə]

sanate sanåtë [sa'nɜtə] pp. e agg. Sanato. || FB sanàte.

sanatorie [sana'tɔrjə] sm. Sanatorio, Ospedale. || cfr. spedale [spə'dɜlə] || FB sanatòreij.

sande ['sandə] agg, e sm. Santo. || Locuz. sande meserine ['sandə məsə'rɪnə]. Malmesso. || FO Cum'eje u sante, accussì se face a feste [Cum'eje̥ u sante̥, accussì se fäce̥ a feste̥] Com'è il santo, così si fa la festa.  || LMG Passàte ‘a féste, gabbàte ‘u sante [pas'sɜtə a 'fɛstə, ɡab'bɜtə u 'sandə] N.d.R. Passata la festa, gabbato il santo.  || SG Quille éje sante che nen face grazie  ['kwɪllə 'ejə 'sandə kɛ  nən 'fɜʧə 'ɡradʣjə]Qui N.d.R. Quello è un santo che non fa grazie. || CA¹ [Sandᵉ]. || FO sante [sante̥].

sandelecandrese [sandələkan'drɘsə -esə] agg. e sm. Sannicandrese, Abitante di Sannicandro Garganico. || TF sandelecandrèse.

sane sånë ['sɜnə] agg. Sano. || LA pàssene accussì ore sane sane ['passənə akkus'sɪ 'ɤrə 'sɜnə] N.d.R. passano così ore intere. || SG¹ Quatte giuvene, belle, forte e sàne ['kwattə d'ʤʊvənə, 'fɔrtə ɛ s'sɜnə] N.d.R. Quattro giovani, belli, forti e sani. || SG¹ sàne.

sanghe ['sanɡə] sm. Sangue. || CS ammacchiáte de sanghe [ammak'kjɜtə də 'sanɡə] macchiata di sangue. || LMG ‘A botta ‘ncàpe, e ‘u sanghe p’u pète [a b'bɔtta n'ɡɜpə, ɛ u 'sanɡə p-u 'petə] N.d.R. lett. La botta in testa, e il sangue dal piede. || TF sànghe. || CS sanghe.

sangive [san'ʤɪvə] sf. Gengiva. || cfr. giangive [dʤan'ʤɪvə] || MAM [i sanɡ̌ı̊́ne̥] le gengive. || FB sangeve. MAM [sanɡ̌ı̊́ne̥].

sanguettare sanguëttårë [sanɡwət'tɜrə] sm. Sanguettaro, Persona che applicava le sanguisughe ai malati. || BA sanguettare.

sanguette sanguèttë [san'ɡwɛttə] sf. Sanguisuga, Mignatta. || VF sanguetta (1841). || MM sanguètte. || BA sanguette.

sanguigne sanguìgnë [san'ɡwɪɲɲə] agg. Sanguigno. || FB sanguègne.

sanzane sanżånë [san'ʣɜnə] sm. Sensale, Mediatore. || Anche zanzane, zanzale.  

Sanzevire [sanʣə'virə] top. San Severo. || Anche San Severe [san ʣə'verə] || BF Sanzevîere (1894). || FB San Zevire.

sapè [sa'pɛ] v. Sapere, Conoscere. || VC Fàlle sapè a màmmeta ['fallə sa'pɛ a m'mammətə] Fallo sapere a tua madre. || VC Io te sàccio pìro ['ijə tə 'satʧə 'pirə] Io ti conosco intimamente. || PR nen zaje che ssi pe mme, ‘a lune, ‘u sole [nə n'ʣɜjə kɛ ssɪ ppə mmɛ, a 'lʉnə, u 'sɤlə] N.d.R. non sai cosa sei per me, la luna, il sole. || FD ‘A Madònne sàpe chi tène i ricchijne [a ma'dɔnnə 'sɜpə ki 'tenə i rik'kjɪnə] N.d.R. lett.  La Madonna sa chi ha gli orecchini. || PR Nen ze pòte màje sape' [nə nʣə 'pɤtə 'mɜjə sa'pɛ] N.d.R. Non si può mai sapere. || CV sapè. || TF sape’.

saperse [sa'pɛrsə] v. rifl. Sapersi. || Locuz. bune a ssaperse [b'bunə a ssa'pɛrsə] Buono a sapersi.

sapone sapónë [sa'pɤnə] sm. Sapone. || TF sapòne. || LMG sapone.

sapunette sapunèttë [sapu'nɛttə] sf. Saponetta. || FB  sapunètte.

sapute sapůtə [sa'pʉtə] pp., agg. e sost. Saputo. || LMG Chi fàce ‘u sapute, addevénte sapone [ki 'fɜʧə u sa'pʉtə, addə'vɛndə sa'pɤnə]  N.d.R. lett. Chi fa il saputo diventa sapone. || LMG sapute.

sarache [sa'rɜkə] sf. Salacca, Aringa. || LR marasciûle ck’a saràche [mara'ʃʉlə k-a sa'rɜkə] marasciuoli da saltare in padella don la salacca. || VC saràca (1929). || BA sarache. || LR saràche. || RF saràche [saråke̯].

sarachille sarachíllë [sara'killə] sm. Aringa, Acciuga, Pesce conservato salato. || BA sarachielle. || PP [sarakílle̥].

saracine saracìnë [sara'ʧɪnə] sf. Fogna, Caditoia. || BA saracine. || FB saracene.

saramende saramèndë [sara'mɛndə] sm pl. Rami secchi della vite. || VC saramìente (1929).

sarcenelle sarcënèllë [sarʧə'nɛllə] sf. pl. Legna secca da ardere. || VC Fàsce de sarcenèlle ['faʃʃə də sarʧə'nɛllə]Fastello di seccaticce. || VC sarcenèlle (1929).

sardine sardìnë [sar'dɪnə] sf. Sardina.

sargende sargèndë [sar'ʤɛndə] sm. Sergente. || FB  sargènde.

sarole sarólë [sa'rɤlə] sf. Grosso recipiente di terracotta per acqua dalla capacità di circa 50 litri. || VC saròla (1929). || LA saròle. || BA sarole.

sarte [sartə] sm. Sarto. || Anche cusetore [kusə'tɤrə] || TF sàrte.

Sasunde [sa'sʊndə] pers. f. Assunta. || Anche Assundine [assun'dɪnə].

Savatore [sava'tɤrə] pers. m. Salvatore.  

Saverie [sa'vɛrjə] pers. m. Saverio. || EG Savèrie.

savezarille savëzaríllë [savəʦa'rillə] sm. Piccolo piatto per dessert. || Anche zavezarille [ʦavəʦarillə] || BA savzarielle.

savezicchie savëzìcchië [savə'ʦɪkkjə] sf. Salsiccia. || Anche zavezicchie [ʦavə'ʦɪkkjə]. || VC savezìcchia (1929). || RF savezicchie [save̯zįĉĉe̯].

sazie ['sadʣjə] agg. Sazio. || FO Me fanne sazie, e steche a dijune [Me̥ fanne̥ saʒie̥, e ste̥che̥ a dijüne̥] Mi credono sazio, ma sto a digiuno. || CS sazije. || CA sazie. || FO [saʒie̥].

sbagghie ṡbàgghië [z'baɡɡjə] sm. Sbaglio. || Anche sbaglie [z'baʎʎə].

sbaglià [zbaʎ'ʎa] v. Sbagliare. || AO Sbaglie u prèvete sop’ a l’altàre... [z'baʎʎə u 'prɛvətə 'sɤp-a l-al'tɜrə...] Sbaglia il prete sull’altare... || BN Nun s-sbagliav maij! [nə zbaʎ'ʎɜvə 'mɜjə!] Non si sbagliava mai! || RM sbagljà. || RF sbaglià [śbałłá].

sbagliate ṡbagliåtë [zbaʎ'ʎɜtə] agg. e pp. Sbagliato. || RF ci’amme sbagliate N.d.R. ci siamo sbagliati.   

sbaglie [z'baʎʎə] sm. Sbaglio. || Anche sbagghie [z'baɡɡjə]. || RF sbaglie [śbałłe̯].

sbalanzà [zbalan'ʣa] v. Spalancare, Lanciare, Slanciare, Spingere, Sbattere. || SA Sbalanze ‘a fenestre! [zba'lanʣə a fə'nɛstrə!] Apri completamente la finestra! || SA¹ sbalanzà’.

sbalijà [zbali'ja] v. 1. Uscire di senno, Vaneggiare, Parlare in modo sconclusionato. 2. Sparpagliare per terra. || BA sbalijà. || LA sbalejà. || PP [ʃbali̯á].

sbalijate ṡbalijåtë [zbali'jɜtə] agg. Sbalestrato, Folle, Scapestrato. || AO sbalijàte. || TF sbaliàte.

sbandate ṡbandåtë [zban'dɜtə] pp. e agg. Sbandato. || TF sbandàte.

sbarbalacchie [zbarba'lakkjə] nella locuz. a sbarbalacchie [a zbarba'lakkjə]. Alla rinfusa, In modo disordinato. || BA sbarbalacchie.

sbarre [z'barrə] sf. Sbarra. || SA Arrete ‘e sbarre. [ar'retə ɛ z'barrə] Dietro le sbarre. || RM sbàrre.

sbatte [z'battə] v. Sbattere. || Locuz. sbatte 'i mane [z'battə i 'mɜnə] Battere le mani, Applaudire; sbatte 'nderre [z'battə n'dɛrrə] Tramortire, Cadere pesantemente per terra. || FB sbatte. 

sbatteminde sbattëmíndë [zbattə'mində] sm. Turbamento, Angoscia, Stato di sofferenza. || RM sbattemìnde.

sberlunghe [zbər'lunɡə] sf. Piatto o vassoio ovale. || FB sberlunghe.

sborre [z'bɔrrə] sf. Sperma, Liquido seminale maschile.

sbraità [zbrai'ta] v. Sbraitare. || LR Assunde sbraitave cume e na dannate [as'sʊndə zbrai'tɜvə 'kum-ɛ na dan'nɜtə] N.d.R. Assunta sbraitava come una dannata.

sbrevugnate sbrëvugnåtë [zbrəvuɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Svergognato, Sfacciato. || BA sbrevugnate. || LA sbrevugnàte. || PP [ʃbre̥vuňňáte̥].

sbruffe [z'brʊffə] sm. Spruzzo d’acqua fatto con la bocca. || BA sbruffe.

sbruffone ṡbruffónë [zbruf'fɤnə] sm. Sbruffone, Spaccone. || BA sbruffone.

sbrugghjà [zbruɡ'ɡja] v. Sbrogliare. || Anche sbrugghiulà [zbruɡɡju'la]. || RM sbrugghjà.

sbrugghiulà [zbruɡɡju'la] v. Sbrogliare. || Anche sbrugghjà [zbruɡ'ɡja]  

sbuffe [z'bʊffə] sm. Sbuffo. || EG a sbuffe a sbuffe [a z'bʊffə a z'bʊffə] A nuvola a nuvola; le boccate di fumo che escono dai camini o anche quando si fuma. || EG sbuffe.

sburdulliaminde sburdulliamíndë [sburdullja'mində] sm. Divertimento. || RF sburdulliaminde [śburdulliamínt̬e̯].

sburrà [zbur'ra]v. Eiaculare.

sburre [z'bʊrrə] sm. Modo di presentarsi della selvaggina. || BA sburre.

scacazze [skakat'ʦə] sf. Paura, Fifa, Diarrea. || AO scacàzze.

scacazzone scacazzónë [skakat'ʦɤnə] agg. Pauroso, Fifone. || RM scacazzòne.

scacchiatille scacchiatíllë [skakkja'tillə] agg. Biricchino, Monello, Moccioso, Ragazzo vivace. || cfr. murvusille [murvu'sillə] || BA scacchiatiello. || LA scacchiatîlle.

scadute scadůtə [ska'dʉtə] pp. e agg. Scaduto. || AO scadùte. || RF [skadůte̯].

scagghione scagghiónë [skaɡ'ɡjɤnə] sm. Dente del giudizio. || BA scagghione. || FB scagghijòne. || RM scagghjòne.

scagghiuzzare scagghiuzzårë [skaɡɡjut'ʦɜrə] sm. Scagliozzaro, Venditore di frittelle di farina di granturco. || BF E li guagliune scagghiuzzáre, -C’ la cesta sott’accummugghiáte -C’ nu cappotte spurtusáte, - Pe ttutt’ li stráte lucculèjne: Frettelle caaavete! Scaggiuuûozze! - Guè’ cume vooò! [ɛ i waʎ'ʎʉnə skaɡɡjut'ʦɜrə, - k-a 'ʧɛsta 'sɔtt-akkuməɡ'ɡjɜtə - kə nu kap'pɔttə spurtu'sɜtə, -  pə t’tʊtt-i s'trɜtə lukku'lɛjənə: frət'tɛllə 'kaaavətə! skaɡ'ɡjʊtʦə!- wɛ 'kumə 'vɔɔɔ(llənə)!] N.d.R. E i ragazzi che vendono scagliozzi, -Con la cesta coperta -Con un cappotto pieno di buchi, -Per tutte le strade gridano: Frittelle calde! Scagliozzi! Vedete come bollono!  || BF scagghiuzzáre (1894). || VC scagliuzzàre (1929). || EG scagghiuzzàre. || PP [skagguzzáre̥].

scagghiuzze scagghiùzzë [skaɡ'ɡjʊtʦə] sm. Scagliozzo a forma triangolare, Frittella di farina di granturco. || cfr. strapizze [stra'pɪzze] || DLC scagnuzze cavete cavete [skaɡ'ɡjʊtʦə 'kavədə 'kavədə] frittelle calde calde. || BF scagghiuuûozze (1894). || VC scagliùozze (1929). || BA scagghiuozze. || DLC scagnuzze. || LR scagghiùzze. || LA scagghiûzze. || PP [skaggúzze̥].   

scagnà [skaɲ'ɲa] v. Scambiare, Cambiare. || LA scagnà. || RF scagnà [skaññá].

scagnate scagnåtë [skaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Scambiato, Sbiadito, Scolorito. || LA scagnàte.

scagne [s'kaɲɲə] sm. Incappucciati che a pagamento accompagnavano il defunto al cimitero. || BA scagne.

scalandrone scalandrónë [skalan'drɤnə] sm. Scala di legno che portava al solaio o al terrazzo. || agg. Uomo alto e robusto. || FB scalandròne. || BA scalandrone.

scale scålë [s'kɜlə] sf. Scala. || TF scàle.

scalere scale̊rë -érë [ska'lɘrə -erə] sf. Arbusto usato come combustibile. || BA scalère.

scalfà [skal'fa] v. Riscaldare. || Anche scarfà [skar'fa] || BA Nen se scalfe e manche s’addefredde [nən sə s'kalfə ɛ m'manɡə s-addə'frɛddə] N.d.R. Non si scalda e neanche si raffredda. || LA scalfà.

scalfasegge [skalfa'sɛdʤə] agg. Scaldaseggiole, Indolente, Sfaticato. || RM scalfasègge.

scalfatorie [skalfa'tɔrjə] sm. Riscaldamento. || RM scalfatòrije.

scalvaccà [skalvak'ka] v. Scavalcare. || Anche scavalcà [skaval'ka] || LR e dope ‘u pare e spàre, se decedìje che ‘a notte, a na cèrt’ore, avrinne scalvaccàte nu murille d’u Cambesande. [ɛ 'dɤpə u 'pɜrə ɛ s'pɜrə, sə dəʧə'dɪjə kɛ a 'nɔttə, a na 'ʧɛrt-ɤrə, a'vrɪnnə skavval'kɜtə nu mu'rillə d-u kambə'sandə] N.d.R. E dopo il pari e dispari -un momento di indecisione- si decise che la notte, ad una certa ora, avrebbero scavalcato un muretto del Cimitero. || RM scalvaccà.

scamace [ska'mɜʧə] Di persona senza grande valore, da niente. || FB scamàce.

scambà [skam'ba] v. Sfuggire ad una situazione pericolosa, Spiovere. || CS Andò lampe scampe, ndo’ ntrone chijove [an'dɔ 'lambə s'kambə, n'dɔ n'drɤnə 'kjɤvə] N.d.R. Dove lampeggia spiove, dove tuona piove. || LA scampà.

scambate scambåtë [skam'bɜtə] pp. e agg. Spiovuto, Sfuggito ad un pericolo. || FB scampàte.

scambele [s'kambələ] sm. Scampolo. || VF scampolo (1841).

scamorze [ska'mɔrʦə] sf. Scamorza. || BA scamorze.

scambanijà [skambani'ja] v. Suonare le campane, Scampanare. || RM scampanijà.

scanagghià [skanaɡ'ɡja] v. Indagare, Interrrogare per sapere notizie. || lett. Lasciare liberi i cani. || ML Nen d’ ne ‘garecanne ca ‘u sacce ije a chi agghja scanagghjà mo che dumane [nən tə nɡarə'kannə ka u 'satʧə 'ijə a kki  'aɡɡja skanaɡ'ɡja mɔ kɛ du'mɜnə] N.d.R. Non preoccuparti che so io chi devo interrogare domani. || ML  scanagghjà.

scanesciute scanësciůtə [skanəʃ'ʃʉtə] pp. e agg. Sconosciuto, Non ancora noto. || RM scanesciùte.

scangellà [skanʤəl'la] v. Cancellare. || Anche cangellà [kanʤəl'la].

scannà [skan'na] v. Scannare. || LMG ‘A figghia mope, ‘a scanne ‘a mamme [a 'fɪɡɡja 'mɤpə a s'kannə a 'mammə] N.d.R. lett. La figlia muta la scanna -capisce- la madre. || LA scannà.

scannagge [skan'nadʤə] sm. Mattatoio, Macello. || FB scannagge.

scannaruzzate scannaruzzåtë [skannarut'ʦɜtə] agg. Scollato. || TF sèmbe vestìte a mòde ... sènza vèste scannaruzzàte ['sɛmbə və'stɪtə a m'mɤdə ... 'sɛnʣa 'vɛstə skannarut'ʦɜtə] N.d.R. sempre vestita a modo ... senza abiti scollati. || TF scannaruzzàte.

scannate scannåtë [skan'nɜtə] pp. e agg. Scannato. || TF scannàte.

scanzije scanzìjë [skan'ʣɪjə] sf. Scansia, Mobile senza ante a più ripiani, Scaffale, Mensola. || FB scanzeij. || VF scanzia (1841).

scapecerrate scapëcërråtë [skapəʧər'rɜtə] pp. e agg. Scapestrato, Sfrenato, Dissoluto. || PR Nu passarille assaje scapecerrate [nu passa'rillə as'sɜjə skapəʧər'rɜtə] N.d.R. Un passerotto assai scapestrato. || LA scapecerràte. || BF scapcerráte (1893).

scapelà [skapə'la] v. Terminare il lavoro. || LA scapelà. || RF scapelà [skape̯lá].

scapelature scapëlatůrë [skapəla'tʉrə] sm. Girello, Specie di gabbia montata su ruote in cui si introduce il bambino che impara a camminare. || VF scapulaturo (1841). || VC scapolatùre (1929). || MM skapulatúre. || RF scapelatùre [skape̯latůre̯].

scapezzà [skapət'ʦa] v. Piegare involontariamente la testa a causa di un colpo di sonno. || Anche scapuzzijà [skaputʦi'ja] . || RM scapezzà. || RF scapuzzà [skapuzzá].

scapezzaculle [skapɛtʦa'kullə] sm. Scavezzacollo. || RM scapezzacùlle. || LA scapèzzacûlle.

scapezzate scapëzzåtë [skapət'ʦɜtə] pp. e agg. Sbrigliato, Piegato la testa per il sonno. || RM scapezzàte.

scappate scappåtë [skap'pɜtə] pp. e agg. Scappato, Sfuggito. || EG ‘u pizzele m’è scappàte e tinatille! [u 'pɪtʦələ m-ɛ skap'pɜtə ɛ ttina'tillə!] N.d.R. il pizzicotto mi è scappato e tienitelo! || EG  scappàte.

scapuzzijà [skaputʦi'ja] v. Piegare la testa facendo la pennichella da seduti. || Anche scapezzà. || LA scapuzzijà.

scarafone scarafónë [skara'fɤnə] sm. 1. Scarafaggio. 2. antiq. Scarabocchio. || pl. scarafune [skara'fʉnə] || FB  'A semmegghiene, ì skarrafune mbacce a pallotte. [assəm'mɛɡɡjənə i skara'fʉnə m'batʧə a pal'lɔttə] N.d.R. Somigliano agli scarfaggi vicino alla pallottola di feccia.  || RM abbàsce a' candìne ce stànne 'i scarafùne [ab'baʃʃə a kan'dɪnə ʧə s'tannə i skara'fʉnə]  in cantina vi sono gli scarafaggi. || SA Ogne scarafone è belle a’ mamma suje! ['ɔɲɲ-ɛ skara'fɤnə ɛ b'bɛllə a 'mamma 'sʉjə] ogni scarafaggio è bello per la sua mamma. || cfr. munacelle [muna'ʧɛllə]  || VF scarafone (1841). || BF scarafone (1894). || VC scarafòne (1929).

scarapucchjà [skarapuk'kja] v. Scarabocchiare.

scaravatte [skara'vattə] sm. Tabernacolo, Piccolo armadio per raccogliere e mettere in mostra argenteria, Scarbattolo. || VC scaravàtte (1929).

scarcagnate scarcagnåtë [skarkaɲ'ɲɜtə] agg. Malridotto, Scarcassato. || RM scarcagnàte.

scarcioffele [skar'ʧɔffələ] sf. Carciofo. || cfr. carciofele [kar'ʧɔfələ] || VF carcioffola (1841) || ZO carcioff (1864). || RF scarcioffele [skarčǫ́ffe̯le̯].

scarfà [skar'fa] v. Riscaldare. || FB scarfà.

scarfalitte [skarfa'littə] sm. Scaldaletto.

scarnate scarnåtë [skar'nɜtə] agg. Disabitato, Svezzato. || LA scarnàte.

scarogne scarògnë [ska'rɔɲɲə] sf. Scalogna, Disdetta, Sfortuna. || LR scarogne.

scarpare scarpårë [skar'pɜrə] sm. Calzolaio. || CS U scarpáre chi scarpe rotte [u skar'pɜrə k-i s'karpə 'rɔttə] N.d.R. Il calzolaio con le scarpe rotte. || ZO scarpeur (1864) || LR scarpàre. || CS scarpáre.

scarparille scarparíllë [skarpa'rillə] sm. Ciabattino. || RM scarparìlle.

scarpe [s'karpə] sf. Scarpa. || SA M’agghie accattate nu pare de scarpe nove. [m'aɡɡjə akkat'tɜtə nu 'pɜrə də s'karpə 'nɤvə] Ho comprato un paio di scarpe nuove. || LMG Nen me sciupanne i scarpe, me fàie pérde ‘a sorte [nən mə ʃʃu'pannə i s'karpə, mə 'fɜjə 'pɛrdə a 'sɔrtə] N.d.R. Non mi sciupare le scarpe, mi fai perdere la fortuna. || MM¹ Tu aiä truvà la formë da scarpa tujä [tʊ ɛ tru'wa a 'fɔrmə d-a s'karpa 'tʉjə] Tu devi trovare la forma della tua scarpa. || MM¹ scarpa. || LMG scarpe.

scarpette scarpèttë [skar'pɛttə] sf. Scarpetta. || Locuz. fa’ ‘a scarpètte [fa a skar'pɛttə] Raccogliere con il pane il condimento rimasto nel piatto. || BA U munne eje na scarpette, chi sa leve e chi sa mette [u 'mʊnnə 'ejə na skar'pɛttə, ki s-a 'levə ɛ ki s-a 'mɛttə] Il mondo è una scarpa, chi la toglie e chi la calza. || LA scarpètte. || BA scarpette.

scarpille scarpíllë [skar'pillə] sm. Scalpello. || RM scarpìlle.

scarpine scarpìnë [skar'pɪnə] smf. Scarpino/scarpina. || ZO li scarpin deu ball [i skar'pɪnə da b'ballə] gli scarpini da ballo. || ZO scarpin (1864).

scarpone scarpónë [skar'pɤnə] sm. Scarpone.

scarpune [skar'punə] sm. pl. Scarponi.

scarze [s'karʦə] agg. Scarso. || SA Stemme scarze a fetinde! [s'tɛmmə s'karʦə a ffə'tində] lett. Stavamo scarsi a fetenti. || RM scàrze.

scasciate scasciåtë [skaʃ'ʃɜtə] pp. e agg. Schiacciato, Scassato;  anche  soprannone  di persona col naso rotto. 

scatenate scatënåtë [skatə'nɜtə] pp. e agg. Scatenato. || LR nu tore scatenàte [nu 'tɤrə skatə'nɜtə] N.d.R. un toro scatenato. || LR scatenàte.

scatene scate̊në -énë [ska'tɘnə -enə]  sf. Pettine. || cfr. pettene ['pɛttənə], pettenesse [pəttə'nɛssə]. || LA scatène.

scavalcà [skaval'ka] v. Scavalcare. || Anche scalvaccà [skalvak'ka].

scavedà [skavə'da] v. Riscaldare. || RM  scavedà.

scavedate scavëdåtë [skavə'dɜtə] pp. e agg. Riscaldato, Pappa molle. || SA Si’ probbete ‘na scavedate! [sɪ 'prɔbbətə  na skavə'dɜtə] Sei proprio una riscaldata -una pappa molle-. || RC scav’d’t’.

scavedatille scavëdatíllë [skavəda'tillə] sm. Scaldatello, Taralluccio bollito. || RC scav’datill’. || LA scavedatîlle.

scavezacane scavëzacånë [skavəʦa'kɜnə] sm. Misero, Povero. || lett. Cane scalzo. 

scaveze ['skavəʦə] agg. Scalzo. || TF Tu e jì scàvaze a Madònne di ‘Ngurnàte! [tʊ ɛ jɪ s'kavəzə a ma'dɔnn inɡur'nɜtə!]N.d.R. Tu devi andare scalza alla Madonna dell’Incoronata ! || LA scàveze. || GE scauze. || TF scàvaze. || RF scaveze [skave̯ze̯].

scavutà [skavu'ta] v. Ricercare, Rovistare, Frugare, Cercare. || FB scavutà.

scazzamurille scazzamuríllë [skatʦamu'rillə] sm. Folletto. || BA scazzamurielle. || LA scazzamurîlle. || RF scazzamurille [skazzamurílle̯].

scazzechijà [skatʦəki'ja] v. Stuzzicare.

scazzette scazzèttë [skat'ʦɛttə] sf. Berretto senza visiera, Berrettina del prete. || TF A fertùne è ‘na scazzètte ... chi s’a lève e chi s’a mètte! [a fərtʉnə ɛ na skat'ʦɛttə... ki s-a 'levə ɛ kki s-a 'mɛttə!] N.d.R. La fortuna è una berrettina ... chi se la toglie e chi se la mette! || TF scazzètte. || VF  scazzetta (1841).

scazzille scazzíllë [skat'ʦillə] sm. Cispa, Secrezione viscosa che si accumula tra le palpebre. || FB scazzèlle. || RF scazzille [skazzílle̯].

scazzose [skat'ʦɤsə] agg. f. Cisposa. || m. scazzuse [skat'ʦʉsə]  || FC skazzose.

scazzuse scazzůsë [skat'ʦʉsə] agg. m. Cisposo. || f. scazzose [skat'ʦɤsə]. || FB scazzuse.

scazzusille scazzusíllë [skatʦu'sillə] agg. Cisposo, Ragazzino con le cispe agli occhi. || RM scazzusìlle.

scazzuttate scazzuttåtë [skatʦut'tɜtə] sf. Scazzottata. || LA scazzuttàte.

scellate scëllåtë [ʃəl'lɜtə] agg. e sm. Storpio. || sf. Batosta. || lett. Senza ali. || FB scellàte.

scellechijà [ʃəlləki'ja] v. Svolazzare. || Anche scillechijà  [ʃilləki'ja]. || RM scellechijà. 

sceme ['ʃemə] agg. Deficiente, Scemo. || TF sscème.

scennatore [ʃənna'tɤrə] sf. Discesa, Strada in discesa. || RM scennatòre.

scenne scènnë ['ʃɛnnə] v. Scendere. || Anche ascenne [a'ʃɛnnə]  || RM scènne. || FO [scenne̥]. || [fg. scèndere - ital. scéndere]

Sceppulle [ʃəp'pʊllə] pers. m. Giuseppe. || GE Scippullo.

scerpetigghie scërpëtìgghië [ʃərpə'tɪɡɡjə] sf. pl. Cianfrusaglie. || BA scirpitigghie.

sceruppate scëruppåtë [ʃərup'pɜtə] agg. Noioso. || RM sceruppàte.

sceruppe [ʃə'rʊppə] sm. Sciroppo. || CS U scerúppe ínte o buttiglijone u velène inte a buttiglijozze [u ʃə'rʊppə 'ind-ɔ bbuttəʎ'ʎɤnə, u və'lenə 'ind-a bbuttəʎ'ʎɔtʦə] N.d.R. Lo sciroppo nel bottiglione, il veleno nella bottiglietta. || TF scerùppe. || CS scerúppe.

scervellà [ʃərvəl'la] v. Scervellarsi, Pensare molto per trovare una soluzione. || LA  scervellà.

schemmove [skəm'mɤvə] v. Muovere. || SA Nen se schemmove manghe k’i cannunate. [nən sə skəm'mɤvə 'manɡə k-i kannu'nɜtə] Non si muove neanche con le cannonate. || RM skemmòve.

schemmunecà [skmmunə'ka] v. Scomunicare. || RM skemmunecà.

schemmunecate schëmmunëcåtë [skəmmunə'kɜtə] pp. e agg. Scomunicato. || RM skemmunecàte.

schemmuneche [skəm'mʊnəkə] sf. Scomunica. || RM skemmùnecke.

schengiure schëngiůrë [skən'ʤʉrə]sm. Scongiuro. || EG ma facènne i schengiure e ck'a 'bbona salute, si porte 'bbune, a la facce de chi 'nze ne cure [ma fa'ʧɛnnə i skən'ʤʉrə ɛ  kk-a  b'bɤna sa'lʉtə, s-i 'pɔrtə b'bunə, a 'fatʧə də ki nʣə nə 'kʉrə] N.d.R. ma facendo gli scongiuri ed una augurio di buona salute, se li porta bene, alla faccia di chi non se ne cura. || EG  schengiure.

schercione schërciónë [skər'ʧɤnə] sm. Ronzino, Cavallo vecchio e malandato. || EG ’u ciucce schercione, p’abbiarese ‘a matine, ce metteàve trè ore [u 'ʧʊtʧə  skər'ʧɤnə, p-abbi'jarsə a ma'tɪnə, ʧə mət'tevə trɛ 'ɤrə] N.d.R. l’asino vecchio e malandato, per avviarsi la mattina, ci metteva tre ore. || EG scherccione. || BA schercione.

schernuzze schërnùzzë [skər'nʊtʦə] 1. sm. Lucciola. || 2. Sbornia. || LA ‘U scarafone e ‘u schernuzze [u  skara'fɤnə ɛ u skər'nʊtʦə] N.d.R. Lo  scarafaggio  e  la  lucciola. || AO E' devendàte nu skernùzze! [ɛ ddəvən'dɜtə nu skər'nʊtʦə] È diventata (minuta, piccola) come una lucciola! || RM tène l'ùcchije de skernùzze. ['tenə l'ukkjə də ddskər'nʊtʦə] Persona con ottima vista. N.d.R. ha gli occhi di lucciola. || LA schernuzze. || AO skernùzze. || RF schernuzze [ske̯rnųzze̯]  

scherzone schërzónë [skər'ʦɤnə] sm. Schiaffone. || pl. scherzune [skər'ʦʉnə].. || SA S’è abbusckate ‘nu scherzone. [s-ɛ abbuʃ'kɜtə nu skər'ʦɤnə] Si è beccato uno schiaffone. || BA scherzone.

schesute schësůtə [skə'sʉtə] pp. e agg. Scucito, Strappato. || Anche scusute  [sku'sʉtə]. || BA schesute.

schianate schianåtë [skja'nɜtə] pp. e agg. Spianato, Sventurato. || agg. Spiantato, Sventurato, Miserabile, In pessime condizioni. || sf. Pagnotta di pane di montagna. || VMG schianätä (1875).

schiove [s'kjɤvə] v. Spiovere, Smettere di  piovere.

sciabbulate sciabbulåtë [ʃabbu'lɜtə] sf. Sciabolata. || MG Giargianè, 'u Turche cumparme te vete, t'a ficche 'na sciabbulata ncuorpe! [dʤarʤa'nɛ, u 'turkə kum'barəmə tə 'vɛtə, t-a 'fɪkkə na ʃabbu'lɜta n'ɡʊrpə!] N.d.R. Polentone, il Turco non appena ti vede, ti ficca una sciabolata in corpo. || MG sciabbulata.

sciacquà [ʃak'kwa] v. Sciacquare. || LA  sciacquà.

sciacque ['ʃakkwə] agg. Sconclusionato, Dispersivo, Inconcludente. || RM sciàcque.

sciaddeje [ʃad'dejə] agg. f. Sciatta, Trascurata, Trasandata. || LA sciaddèje.

sciagurate sciaguråtë [ʃaɡu'rɜtə] agg. Sciagurato. || LE addò stanne li sciagurat' andicke, ca lucckléne [an'dɔ s'tannə i ʃʃaɡu'rɜtə an'dikə,  ka lukku'lejənə] N.d.R. dove stanno gli sciagurati antichi, che gridano. || LE sciagurat'.

scialà [ʃa'la] v. Scialare, Essere prodigo. || LA scialà.

scialenghe [ʃa'lɛnɡə] agg. e sm. Bleso, Dislalico (in particolare chi non pronuncia bene la consonante s), Affetto da sigmatismo interdentale. || RM èje scialènghe ['ejə ʃʃa'lɛnɡə] ha pronuncia difesttosa. || BA Zuoppe a ballà e scialenghe a cantà ['ʦuppə a bbal'la e ʃʃa'lɛnɡə a kkan'da] Zoppo ballerino e balbuziente cantante. || TF scialènghe. || BA scialenghe.

scialle ['ʃallə] sf. Scialle. || Etimol. dal persiano šal attraverso il frs. châle.

Sciallette Sciallèttë [ʃal'lɛttə] sopr. Scialletta. || SA Nzia maje se n’addone, qua facime tutte quande ‘a fine Sciallette! [n'ʣja 'mɜjə sə n ad'dɤnə, k'kwa faʧɪmə 'tʊttə 'kwandə a 'fɪnə ʃal'lɛttə] Non sia mai se ne accorge, facciamo tutti la fine di Scialletta -una brutta fine-. || CD Ha fatte a fine de Sciallètte, da patrune de bastemènte, a barche d’affítte [a f'fattə a 'fɪnə də ʃʃal'lɛttə, da pa'trʉnə də bbastə'mɛndə a b'barkə d-af'fɪttə] N.d.R. Ha fatto la fine di Scialletta, da padrone di bastimento, ad affittuario di barca. || CD Sciallètte.

scialpijà [ʃalpi'ja] v. Balbettare. || LA  scialpijà.

sciambagnone sciambagnónë [ʃambaɲ'ɲɤnə] sm. Compagnone, Spendaccione. || AO sciambagnòne.

sciambrecone sciambrëcónë [ʃambrə'kɤnə] sm. Chi indossa abiti molto larghi. || RM sciambrecòne.

sciammerghe [ʃam'mɛrɡə] sf. Camicia, Blusa. || SG A i femmene i preparene a sciammerghe [ɛ 'fɛmmənə i prə'parənə a ʃam'mɛrɡə] N.d.R. Alle donne preparano la camicia. || SG sciammerghe.

sciandose [ʃan'dɤsə] sf. Sciantosa, Cantante di caffè concerto. || CA ‘A gende “Scjantòse” te chiamàve te segnàve a dite ch’ desprézze [a d'ʤɛndə ʃan'dɤsə tə kja'mɜvə, tə səɲ'ɲɜvə a d'dɪtə kə ddəs'prɛzzə] La gente “Sciantosa” ti chiamava, ti indicava col dito con disprezzo. || CA scjantòse.

sciangate sciangåtë [ʃan'ɡɜtə] agg. Sciancato, Storpio. || RM sciangàte.

sciapite sciapìtë [ʃa'pɪtə] agg. Scipito, Senza sale. || RM sciapìte. || RF sciapìte [ššapı̊te̯].

sciarabballe [ʃarab'ballə] sm. Calesse, Carretino, Biroccio. || MM sciarabálle. || RF sciarabballe [ššarabballe̯].

sciarre ['ʃarrə] sf. Lite. || Locuz. a sciarre [a ʃ'ʃarrə] A lite. || VC Face asciàrre ['fɜʧə a ʃ'ʃarrə] Fa lite; Stace asciàrre [s'tɜʧə a ʃ'ʃarrə] Sta in litigio. || VC asciàrre (1929).

sciarrone sciarrónë [ʃar'rɤnə] sm. Caldaia di grandi dimensioni.

sciascella sciascèlla [ʃa'ʃɛlla] sf. Sorella maggiore. || Anche sciascelle sciascèllë [ʃa'ʃɛllə]  || AM ‘Na vote ‘a cajnàte decìje a sciascélla mije: -Giggine ‘u pechescine se vole mo’ nzurà! [na 'vɤtə a kai'nɜtə də'cɪjə a  ʃʃa'ʃɛlla 'mɪjə: - dʤid'ʤɪnə u pəkəʃ'ʃɪnə sə 'vɤlə mɔ nʣu'ra!] Una volta la cognata disse a mia sorella: Gigino il bellimbusto si vuole sposare! || AM sciascélla.

sciascelle [ʃa'ʃɛllə] sf. Sorella maggiore. || Anche sciascella [ʃa'ʃɛlla]. || m. sciascille [ʃa'ʃillə] || LA sciascèlle. || ML sciascelle.

sciascèppe sciascèppë [ʃa'ʃɛppə] sm. Fratello maggiore.

sciascijà [ʃaʃi'ja] v. Rilassarsi in un posto comodo, come il letto. || RM sciascijà.

sciascille sciascíllë [ʃa'ʃillə] sm. Fratello. || f. sciascelle [ʃa'ʃɛllə] || RM sciascìlle. || LA sciascîlle.

scigne scìgnë ['ʃɪɲɲə] sf. Scimmia. || RM scìgne.

scille scìllë ['ʃɪllə] sf. Ascella, Ala. || VC ascèlla (1929).

scillechijà [ʃilləki'ja] v. Svolazzare. || Anche scellechijà [ʃəlləki'ja]. || RM scillechijà. 

scinze ['ʃinʣə] sf. Scienza. || EG ‘sscinze.

sciò [ʃɔ] onomat. Sciò, Via di qua. ||  MA scio’.

sciocche ['ʃɔkkə] agg. f. Sciatta, Sporca. || al m. sciucche ['ʃukkə]. || RM sciòccke.

sciogghie ['ʃɔɡɡjə] v. Sciogliere. || RM  sciògghije.

sciolde ['ʃɔldə] sf. Diarrea, Colica. || RM sciòlde.

sciopere ['ʃɔpərə] sm. Sciopero. || GE sciopr’.

scioppagangale scioppagangålë [ʃoppaɡan'ɡɜlə] sm. Dentista. || RM scioppagangàle.

sciosciamosche ['ʃoʃʃa'mɔskə] sm. Scacciamosche. || cfr. cacciamosche. ['katʧa'mɔskə] ||  RM sciosciamòske.

scitte ['ʃɪttə] inter. Via di qua. || RM scìtte.

sciucapanne [ʃuka'pannə] sm. Asciugatoio, Intelaiatura a cupola che si poneva sul braciere per poggiarvi i panni da asciugare, Trabiccolo. || RM sciugapànne.

sciucche ['ʃukkə] agg. Trasandato, Sporco. || f. sciocche. || SG sciukke.

sciugghie ['ʃʊɡɡjə] sm. Loglio, Pianta graminacea utilizzata come foraggio. || MM  sciugghie.

sciulà [ʃu'la] v. Scivolare. || Anche sciuvelà [ʃuvə'la].

sciulate sciulåtë [ʃu'lɜtə] pp. e agg. Scivolato. || Anche sciuvelate [ʃuvə'lɜtə].

sciulde sciùldë ['ʃʊldə] pp. e agg. Sciolto. || Anche sciuvete ['ʃʊvətə].

sciulende sciulèndë [ʃu'lɛndə] agg. Scivoloso. || Anche sciuvulende [ʃuvu'lɛndə].

sciulse ['ʃʊlsə] sf. Erba selvatica sottilissima commestibile.

sciummate sciummåtë [ʃum'mɜtə] agg. Zoppo, Claudicante. || cfr. ciunghe ['ʧʊnɡə]..

sciumme sciùmmë ['ʃʊmmə] sm. Gobba. || BA  sciumme.

sciuppà [ʃup'pa] v. Strappare, Togliere con uno strattone, Staccare, Ricavare. || AO D’o male pagatòre sciùppe quìlle che pùje. [d-ɔ 'mɜlə paɡa'tɤrə 'ʃʊppə 'kwɪllə kɛ 'pujə] N.d.R. Dal cattivo pagatore trappa quello che puoi. || SA¹ sciuppà’. || LA sciuppà.

sciuppate sciuppåtë [ʃup'pɜtə] pp. e agg. Strappato, Tolto con la forza. || AO sciuppàte.

sciuscià [ʃuʃ'ʃa] v. Sventagliare, Ventilare, Soffiare il naso. || LA sciuscià.

sciuvelà [ʃuwə'la] v. Scivolare. || Anche sciulà [ʃu'la]. || LA sciuvelà.

sciuvelate sciuvëlåtë [ʃuwə'lɜtə] pp. e agg. Scivolato. || Anche sciulate [ʃu'lɜtə]  || TF p’a prèsce so’ scevulàte, e so’ jùte a fenèsce o ‘spedàle [p-a 'prɛʃʃə sɔ ʃʃuwə'lɜtə, ɛ ssɔ 'jʉtə a ffə'nɛʃʃə ɔ spə'dɜlə] N.d.R. per la fretta sono scivolata, e sono andata a finire all’ospedale. || TF scevulàte. || LC  sciuvelate.

sciuvete sciùvëtë ['ʃʊvətə] pp. e agg. Sciolto. || Anche sciulde ['ʃʊldə]. || RM sciùvete.

sciuvulende sciuvulèndë [ʃuvu'lɛndə] agg. Scivoloso. || Anche sciulende [ʃu'lɛndə].

sckacche [ʃ'kakkə] sm. Rossore, Chiazza rossa in viso.

sckacchette sckacchèttë [ʃkak'kɛttə] sm. Rossello, Pomelli rossi sulle guance. || GF Li sckacchette de sta facciolle so’ ddoje vambe de fuoch’ ardente [i ʃkak'kɛttə də sta fat'ʧɔllə sɔ d'dɤjə 'vambə də 'fukə ar'dɛntə] I rosselli di questa faccia sono due vampe di fuoco ardente. || GF sckacchette.

sckafareje [ʃkafa'rejə] sf. Grosso recipiente di argilla per la cucina. || EG sckafareie / sckafarèie / sckafaréie. || BA schiaffareje. || MG schiafareje. || RM sckafarèje.

sckafarole sckafarólë [ʃkafa'rɤlə] sf. Recipiente di grosse dimensioni.

sckaffà  [ʃkaf'fa] v. Ficcare  dentro  con  forza, Intromettere, Schiaffare. || Locuz. sckaffài inde [ʃkaf'fa 'ində] Mettere dentro, Conficcare. || LA sckaffà. || BA schiaffà.

sckaffe [ʃ'kaffə] sm. Schiaffo. || BA schaffe. || AO sckaffe / sckàffe. || MAM [škáffe̥].

sckaffijà [ʃkaffi'ja] v. Schiaffeggiare. || LA sckaffijà. || BA schiaffià.

sckaffone sckaffónë [ʃkaf'fɤnə] sm. accresc. Schiaffone. || SA Se nn’a fenisce mo t’allende nu sckaffone! [sə nn-a fə'nɪʃʃə mɔ t-al'lɛndə nu ʃkaf'fɤnə] Se non la smetti ti mollo uno schiaffone. || RF sckaffóne [škaffọ̈ne̯].

sckamà [ʃka'ma] v. Lamentarsi, Schiamazzare. || LA sckamà.

sckanà [ʃka'na] v. Lavorare la pasta. || LA sckanà.

sckandà [ʃkan'da] v. Spaventarsi, Impaurire. || CA Vattìnne papunne... nen me facenne sckjantà! [vat'tɪnnə pa'pʊnnə.. nən mə fa'ʧɛnnə ʃkan'da!] N.d.R. Vattene fantasma... non mi far spaventare! || AO Vattìnne Papòne:  nen me facènne sckandà! [vat'tɪnnə pa'pɤnə: nən mə fa'ʧɛnnə ʃkan'da!] Vattene Papone: non mi far spaventare!  || LA sckandà. || BA schiandà.  || CA sckjantà.  || PP [śkandá]. || RF sckandà [škant̬á].

sckandate sckandåtë [ʃkan'dɜtə] pp. e agg.  Spaventato. || RM sckandàte.

sckande [ʃ'kandə] sm. Spavento. || AO M'ha fatte pigghjà nu sckànde! [m-a f'fattə piɡ'ɡja nu ʃ'kandə!] Mi ha fatto prender un grande spavento! || BA schiande. || AO sckànde. || RF sckande [škant̬e̯].

sckanije sckanìjë [ʃka'nɪjə] sf. pl. Colpi di calore, Rossore, Sudore freddo, Malore. || BA schianije. || RF sckanìje [škani̊i̯e̯].

sckappe [ʃ'kappə] sf. Pezzetto di legno. || RM sckàppe.

sckarde [ʃ''kardə] sf. Scheggia di legno. || BA schiarde. || PP [śkarde̥].

sckarole sckarólë [ʃka'rɤlə] sf. Scarola, Insalata indivia. || BF shcaròl' (1894). || BA schiaròle. || PP [śkarǫ́le̥].

sckartellate sckartëllåtë [ʃkartəl'lɜtə] agg. Difettoso. || RM sckartellàte.

sckatele [ʃ'katələ] smf. Scatolo, Scatola.  

sckatelelle sckatëlèllë [ʃkatə'lɛllə] sf. Scatoletta. || RM sckatelèlle. || [fg. scatolètta - ital. scatolétta]

sckattà [ʃkat'ta] v. Schiattare, Crepare, Scoppiare. || ML ‘U crijature s’è duscetate e se stace sckattanne de chiande [u kria'tʉrə s-ɛ dduʃʃə'tɜtə ɛ sə s'tɜʧə ʃkat'tannə də 'kjandə] N.d.R. Il bambino -neonato- si è svegliato e sta piangendo -scoppiando dal pianto-. || LA sckattà. || BA schiattà. || PP [śkattá].

sckattachegghiune sckattachëgghiůnë [ʃkattakəɡ'ɡjʉnə]sf. Erba selvatica a forma d'uo­vo.

sckattacore [ʃkatta'kɤrə] locuz. a sckattacore [a ʃkatta'kɤrə]. Da far scoppiare il cuore. || lett. Scoppia cuore. || RM sckattacòre.

sckattamurte sckattamúrtë [ʃkatta'murtə] sm. Becchino. || lett. Scoppia morto. || BA schiattamuorte. || LA sckattamûrte.

sckattate sckattåtë [ʃkat'tɜtə] pp. e agg. Scoppiato, Prigro, Lento.

sckattijà [ʃkatti'ja] v. Battere le mani facendo rumore, Scoppiettare. || LA sckattijà.

sckattiaminde sckattamíndë [ʃkattja'mində] sm. Battuta di mani, Applauso. || RF sckattiaminde [škatti̭amínt̬e̯].

sckattone sckattónë [ʃkat'tɤnə] sm. Grossa tazza di latte per la colazione.

sckattulle [ʃkat'tʊllə] sm. Rosolaccio, Papavero selvatico. || TF jànghe e rròsce k’i schattùlle ‘m bbàcce ['janɡə ɛ r'rɔʃʃə k-i ʃkat'tʊllə m'batʧə] N.d.R. bianca e rossa con le guance rosse come i papaveri. || TF schattùlle.  || BA schiattuole. || LA sckattûlle. || MM skattúlle. || RF sckattulle [škattųlle̯]. || PP [śkattúle̥].

sckattuse sckattůsë [ʃkat'tʉsə] agg. Noncurante, Strafottente, Arrogante. || RM sckattùse.

sckefuse sckëfůsë [ʃkə'fʉsə] agg. Schifoso, Repellente, Sudicio, Scorretto. || RM sckefùse.

sckenille sckëníllë [ʃkə'nillə] agg. Magrissimo, Consunto, Macilento, Sfaticato. || BA schenielle.

sckeselle sckësèllë [ʃkə'sɛllə] sf. Contenitore per alimenti rotondo.

sckesette sckësèttë [ʃkə'sɛttə] sf. Contenitore per alimenti quadrato.

sckette sckèttë [ʃ'kɛttə] agg. Schietto, Sincero, Bravo, Ingenuo. || RM sckètte.

sckife [ʃ'kifə]] sm. Schifo, Ripugnanza, Ribrezzo. || CV facijm sckif [fa'ʧɪmə ʃ'kifə] N.d.R. facciamo schifo. || CV sckif.

sckitte [ʃ'kɪttə] avv. Solamente, Soltanto, Solo. || LE Sckitté ca m'arrecordé me send' arrezzenì li carne [ʃ'kɪttə ka m-arrə'kɔrdə mə 'sɛndə arrədʣə'nɪ i 'karnə] Solo che ricordi, mi sento accapponare la pelle. || LE sckitté. || PP [śkítte̥].

sckuffie [ʃ'kʊffjə] sf. Cuffia. || RM sckùffije.

sckufije sckufìjë [ʃku'fɪjə]sf. Schifo, Schifezza, Sporcizia. || MA D’ceva ‘nu cumpagne mije: ‘mbà, sta vita nostra é tutta na shkfie [də'ʧevə  nu kum'baɲɲə 'mɪjə: mba, sta 'vita 'nɔstrə ɛ 'tʊttə na ʃku'fɪjə] N.d.R. Diceva un mio amico: compare, questa nostra vita è -tutta- uno schifo. || MA shkfie.

sckumà [ʃku'ma] v. Liberare dalla schiuma.

sckumarelle sckumarèllë [ʃkuma'rɛllə] sf. Schiumarola. || Anche sckumarole [ʃkuma'rɤlə].

sckumarole sckumarólë [ʃkuma'rɤlə] sf. Schiumarola, Mestolo forato. || Anche sckumarelle [ʃkuma'rɛllə] || BA schiumarole. || [fg. schiumaróla - ital.  schiumaròla]

sckumazze [ʃku'matʦə] sf. Schiuma sporca.

sckume [ʃ'kʉmə] sf. Schiuma. || RM sckùme.

sckuppettate sckuppëttåtë [ʃkuppət'tɜtə] sf. Schioppettata, Fucilata, Pistolettata.

sckuppette sckuppèttë [ʃkup'pɛttə] sf. Fucile, Pistola. || LA sckuppètte. || BA schiuppette. || PP [śkuppę́tte̥].

sckuppià [ʃkup'pja] v. Scoppiare. || CS Andò sckoppe ndrone [an'dɔ ʃ'kɔppə n'drɤnə] N.d.R. Dove scoppia lì tuona. || RF sckuppià [škuppi̯á].

scolabbrode [skolab'brɤdə] sm. Scolabrodo. || RM scolabròde. || [fg. scolabródo - ital.  scolabròdo]

scolamaccarone scolamaccarónë [skolamakka'rɤnə]  sf. pl. Scolapasta. || BA scolamaccarone.

scole scólë [s'kɤlə] sf. Scuola.  || BF scole (1894). || RM scòle.  || [fg. scuóla - ital. scuòla]

scolle [s'kɔllə] sf. Fazzoletto che fascia la fronte contro il mal di testa, Panno che la pettinatrice poneva sulle spalle della cliente. || cfr. faccelettone [fatʧələt'tɤnə]

scongiajuche [skonʤa'jukə] par. comp. Guastafeste, Persona che dà fastidio. || BA sconciajuoche.

scope [s'kɤpə] sf. Scopa. || SG Quelle stace sempe ke ‘na scope mizz’a vije ['kwɛllə s'tɜʧə 'sɛmbə kə na s'kɤpə m'midʣə a 'vɪjə] N.d.R. Quella sta sempre con una scopa in mezzo alla strada. || SG scope.

scorciacavalle [skorʧaka'vallə] sm. Macellaio, Addetto alla macellazione dei cavalli. || BA scorciacavalle. || RF scorciacavalle [skǫrča-kaválle̯].

scorciacrape scòrciacråpë [skɔrʧa'krɜpə] sm. Vento freddo che fa ammalare le capre. || FB scorcia-cràpe.

scorre [s'kɔrrə] v. Scorrere. || RM scòrre.

scorse [s'kɔrsə] agg. Scorso, Passato. 

scorza [s'kɔrʦa] sf. Scorza, Corteccia, Buccia, Guscio, Corazza. || agg. f. Avara. || Anche scorze [s'kɔrʦə] || VC Scòrza d’ove, de nùce e de nucèlle [s'kɔrʦa d'ɤvə, də 'nʊʧə ɛ ddə nu'ʧɛllə] N.d.R. Guscio di uova, di noci e di nocciole. || VC Scòrza de cuchìglia [s'kɔrʦə də kuku'ɪʎʎə] Nicchio. N.d.R. Conchiglia di mollusco. || VC Scòrza de la cestùnia [s'kɔrʦə d-a ʧəs'tʊnjə] N.d.R. Corazza della tartaruga. || VC scòrza (1929).  

scorze [s'kɔrzə] sf. Scorza, Corteccia, Buccia, Guscio, Corazza. || agg. f. Avara. || Anche scorza [s'kɔrza] || TF nen te facènne i scòrze 'n ggànne, quìste è rapecòne, nen ghèsce nìnde [nə ndə fa'ʧɛnnə i s'kɔrzə n'ɡannə, 'kwɪstə ɛ rapə'kɤnə, nə n'ɡɛʃʃə 'nində] N.d.R. lett. non ti fare le scorze in gola, questo è avaro, non esce niente. || RF Nen d’u magnanne scorza scorze! N.d.R. lett. Non te lo mangiare scorza scorza (Non pensare che sia ingenuo). || TF scòrze. || CA² skorzë. || RF scorze [skǫrze̯].

scrafagnille scrafagníllë [skrafaɲ'ɲillə] agg. e sm. Ragazzino. || RM scrafagnìlle.

screvanije scrëvanìjë [skrəva'nɪjə] sf. Scrivania. || LE scrivanijé.

scrianzate scrianżåtë [skrian'ʣɜtə] agg. Screanzato, Maleducato. || ML scrianzate.

scrime scrìmë [s'krɪmə] sf. Scriminatura. || FB screme.

scritte [s'krɪttə] pp. e sm. Scritto. || sf. Scritta, Iscrizione.  || CV scritt.

scrive scrívë [s'krivə]  v. Scrivere,  Descrivere.  || BA Chi te sape te scrive [ki tə 'sɜpə tə s'krivə] Chi ti consoce ti descrive.  

scrocche [s'krɔkkə] solo nella locuz. a scrocche [a s'krɔkkə] Gratis, Senza pagare nulla.

scrujate scrujåtë [skru'jɜtə] sm. Frusta. || MA ‘u scrujate p’u cavalle [u skru'jɜtə p-u ka'vallə] N.d.R. la frusta per il cavallo. || MA scrujate.

scrujatate scrujatåtë [skruja'tɜtə] sf. Frustata, Colpo di frusta. || LR scuriatàte.

scucchjà [skuk'kja] v. Sconnettere, Disunire, Separare. || RM scucchjà.

scucchiande [skuk'kjandə] agg. Fastidioso, Molesto, Scocciante, Seccante, Inconcludente, Che sconnette. || RM scucchjànde.

scucchiate scucchiåtë [skuk'kjɜtə] pp. e agg. Diviso, Separato. || RM scucchjàte.

scuccià [skut'ʧa] v. Seccare, Scocciare. || RM  scuccià.

scudelle scudèllë [sku'dɛllə] sf. Scodella. || ZO scudell (1864).

scuffulà [skuffu'la] v. Crollare, Cadere in pezzi.

scuffulate scuffulåtë [skuffu'lɜtə] sm., agg. e pp. Edificio crollato o malridotto. || TF scuffelàte.

sculà [sku'la] v. Scolare, Deperire. || BA puzza sculà ['putʦa sku'la] augurio di vedere deperire lentamente come si consuma la candela. N.d.R. lett. Che tu possa deperire. || LA sculà.

sculacchiate sculacchiåtë [skulak'kjɜtə] agg. Fortunato.

sculare sculårë [sku'lɜrə] sm. Scolaro. || BA sculàre pennangule [sku'lɜrə pennan'gʉlə] giovane studente. || BF La vite d’li sculáre e la scole de San Ghitáne [a ' vitə d i sku'lɜrə ɛ  a s'kɤlə də san ɡi'tɜnə] N.d.R. lett. La vita degli scolari e la scuola di San Gaetano. || BF sculáre. || TF sculàre.

sculatore [skula'tɤrə] sf. Scolatura, Liquido scolato. || AO sculatòre. || RF sculatóre [skulatọ̈re̯].

scumbagnà [skumbaɲ'ɲa] v. Litigare, Rompere l’amicizia.

scumbarì [skumba'rɪ] v. Scomparire, Fare una brutta figura. || LA scumparì.

scumbigghie scumbìgghië [skum'bɪɡɡjə] sm. Scompiglio. || RM scumbìgghije.

scumbone scumbónë [skum'bɤnə] v. Scomporre. || LE  scumbóne.

scummesse scummèssë [skum'mɛssə] sf. Scommessa. || RM scummèsse. || [fg. scommèssa - ital. scomméssa]

scummette scummèttë [skum'mɛttə] v. Scommettere. || RM scummètte.

scundà  [skun'da] v.  Scontarsela,  Prendersela con qualcuno. || AO scundà.

scundrà [skun'dra] v. Scontrare.

scungià [skun'ʤa] v. Guastare, Importunare, Dare fastidio. || CA N’scungiânne ‘u cane ca dorme [nə skun'ʤannə u 'kɜnə ka 'dɔrmə] N.d.R. Non importunare il cane che dorme. || RM scungià.

scunucchjà [skunuk'kja] v. Vacillare, Non avere forza nelle gambe. || RM scunucchijà.

scunzulate scunzulåtë [skunʣu'lɜtə] pp. e agg. Sconsolato. || ME e Pitre, tutte scunzelate, pe trè vôte ‘i respunnije: ‘U saje Tu, Signore che ije te vogghje bène! [ɛ p'pitrə, 'tʊttə  skunʣu'lɜtə, pə t'trɛ v'vɤtə i rəspun'nɪjə: u 'sɜjə tʊ, siɲ'ɲɤrə kɛ 'ijə tə 'vɔɡɡjə b'benə!] e Pietro, tutto sconsolato, per tre volte, gli rispose: Lo sai Tu, Signore, che io ti voglio bene! || GF scunzulàte. || ME scunzelate.

scupare scupårë [sku'pɜrə] sm. Artigiano che confeziona scope. || LR scupàre.

scupatore [skupa'tɤrə] sm. Netturbino, Spazzino. || MA m’ chiammene u scupatore e da ‘mennezza so’ ... u truvatore [mə 'kjamənə u skupa'tɤrə ɛ d-a mən'nɛzzə sɔ ... u truwa'tɤrə] mi chiamano lo scopatore -spazzino- e dell’immondizia sono il trovatore -cantore-. || MA scupatore.

scupelille scupëlíllë [skupə'lillə] sm. Scopa di piccole dimensioni realizzata con giunchi. || Anche scupulille [skupu'lillə]. || BA scupelille.

scupette scuppèttë [sku'pɛttə] sf. Spazzola per abiti. || LA scupètte. || BA scupette.

scupettone scupëttónë [skupət'tɤnə] sm. Spazzolone lavapavimenti. || RM scupettòne.

scuppate scuppåtë [skup'pɜtə] pp. e agg. Scheggiato, Sbucciato.  

scuppelone scuppelónë [skuppə'lɤnə] sm. Schiaffone, Scappellotto piuttosto energico. || Anche scuppulone [skuppu'lɤnə].

scuppjà [skup'pja] v. Scoppiare. || RM scuppijà.

scuppiate scuppiåtë [skup'pjɜtə] pp. e agg. Scoppiato. || RM scuppijàte.

scuppulone scuppulónë [skuppu'lɤnə] sm. Schiaffone, Scappellotto piuttosto energico. || Anche scuppelone [skuppə'lɤnə]. || VC scuppulòne (1929). 

scuprì [sku'prɪ] v. Scoprire. || LMG ‘U diavele ‘u facie fà e ‘u diavele ‘u facie scuprì [u 'djavələ  u fa'ʧɪjə fa ɛ u 'djavələ  u  fa'ʧɪjə sku'prɪ] N.d.R. Il diavolo lo fece fare ed il diavolo lo fece scoprire. || LMG scuprì.

scupulille scupulíllë [skupu'lillə] sm. Scopa di piccole dimensioni realizzata con giunchi. || Anche scupelille [skupə'lillə] || LCG  Duj’ lucent’ duj’ pungent’, nu scupulu e quatte mazze ['dʉjə lu'ʧɛndə, 'dʉjə pu'nɛndə, nu s'kʊpulə ɛ k'kwattə 'matʦə] N.d.R. (indovinello della vacca) Due lucenti due pungenti, una scopetta e quattro mazze. ||  LCG scupulu (1897).

scurchigghjà [skurkiɡ'ɡja] v. Indagare, Cercare di sapere i fatti degli altri. || cfr. spurtagghià [spurtaɡ'ɡja], scanagghià [skanaɡ'ɡja]. || MA vacke sempe scurkigghijanne ['vɜkə 'sɛmbə skurkiɡ'ɡjannə] N.d.R. vado sempre indagando.

scurcià [skur'ʧa] v. Scorticare, Rimetterci. || LMG ‘U ‘cchiù triste, èje a scurcià ‘a code [u k'kjʊ t'tristə, 'ejə a skur'ʧa a 'kɤdə] N.d.R. La cosa più difficile, è scorticare la coda. || BA Chi affitte scorce [ki af'fittə s'kɔrʧə] Chi fitta ci rimette. || LMG scurcià.

scurciatore [skurʧa'tɤrə] sf. Scorciatoia. || RM scurciatòre.

scurdà [skur'da] v. Dimenticare. || BA fa bene e scuorde, fa male e pienzece [fa b'benə ɛ s'kurdə, fa 'mɜlə ɛ p'pinʣəʧə] fa bene e dimentica, fai male e pensaci. || GG¹ scurdà (1834). || LA scurda’.

scurdajule [skurda'jʉlə] agg. e sm. Smemorato, Che dimentica facilmente. || Al f. scurdajole [skurda'jɤlə]  || TF scurdajùle. || BA scurdajiuole. || LA scurdajûle.

scurdate scurdåtë [skur'dɜtə] pp. e agg. Scordato, Dimenticato. || SA Già me n’agghie scurdate che aveva fa. [d'ʤa mə n 'aɡɡjə skur'dɜtə kɛ a'veva fa] Già ho dimenticato cosa dovevo fare. || LR¹ scurdàte.

scure scůrë [s'kʉrə] agg. e sost. Scuro. || LR scure. || LE scur'. || VC uscùre (1929).

scuretorie [skurə'tɔrjə] sm. Oscurità. || Anche scurije [skur]. || RM scuretòrije.

scurije scurìjë [sku'rɪjə] sf. Oscurità, Buio. || SG m’accumpagne sul’a scurije [m-akkum'baɲɲə sʉlə a sku'rɪjə] N.d.R. mi fa compagnia solo il buio. || LA scurìje. || PM scurije. || SG scurje. || RF scurìje [skurı̊i̭e̯].

scurnacchiate scurnacchiåtë [skurnak'kjɜtə] agg. Cornuto, Poco di buono, Strafottente. || TF Uè scurnacchiàte, fàccia vèrde! Nen rerènne sòpe e desgrazije de l’ate [wɛ skurnak'kjɜtə, 'fatʧa 'vɛrdə! nən rə'rɛnnə 'sɤp ɛ dəz'ɡradʣjə də l 'atə] N.d.R. Ehi cornuto, faccia verde! Non ridere sulle disgrazie degli altri! || BA scurnacchiate. || TF scurnacchiàte. || LA scurnacchjàte.

scurtechine scurtëchìnë [skurtə'kɪnə] s. Ruffiano, Mezzano, Lenone. || BA scurtechine.

scurzacchione scurzacchiónë [skurzak'kjɤnə] agg. superl. Avaraccio.

scurze scùrzë [s'kʊrʦə] agg. Avaro. || sm. La parte estrema  del  filoncino di pane. || AO scùrze.

scurzette scurzèttë [skur'ʦɛttə] sf.  Scorzetta, Costatina di manzo o di maiale. || LA scurzètte. || BA scurzette.

scurzime scurzìmë [skur'ʦɪmə] sf. Frutta secca, tipo castagnelle, nucelline, etc. || RC Scurzim’ e frutta fresch’ [skur'ʦɪmə ɛ f'frutta 'frɛʃkə]  Frutta secca e fresca. || RC scurzim’.

scusciulà [skuʃʃu'la] v. Traballare. || Anche scusciulijà  [skuʃʃuli'ja]. || RM scusciulà.

scusciulijà [skuʃʃuli'ja] v. Traballare. || Anche scusciulà [skuʃʃu'la].

scustà [skus'ta] v. Scostare. || cfr. arrassà [arra'ssa] || RM scustà.

scutelà [skutə'la] v. Scuotere. || RM scutelà.

scuvirte [sku'wirtə] sm. Cortile, Luogo scoperto. || agg. Non sufficienemente coperto, Privo di protezione. || TF Stu scuvìrte è ‘na bumbunìre [stu sku'wirtə ɛ na bbumbu'nirə] N.d.R. Questo cortile è una bomboniera. || TF scuvìrte.

scuzzette scuzzèttë [skut'ʦɛttə] sm. Fucile ad una canna, Tallone della scarpa. || BA scuzzette.

sdangalone ṡdangalónë [zdanɡa'lɤnə] agg. Stangone, Persona piuttosto alta. || RM sdangalòne.

Sdangalucce Ṡdangalùccë [zdanɡa'lʊtʧə] sf. Gioco della campana. || RM sdangallùcce.

sdanghe [z'danɡə] sf. Stanga, Ciascuna delle due braccia parallele del carro tra cui si pone l’animale da tiro.

sdejellate sdëjëllåtë [zdəjəl'lɜtə] agg. Sciancato. || RM sdejellàte.

sdellummate ṡdëllummåtë [zdəllum'mɜtə] agg. Storto, Ricurvo. || RM sdellummàte.

sdelluvie [zdəl'luvjə] sm. 1. Diluvio. 2. Grande fame. || AO Che tìne: u sdellùvie? [kɛ t'tine: u zdəl'luvjə?] Ch tieni (che hai): il diluvio? N.d.R. Non ti riempi mai di cibo? || RM sdellùvije. || AO sdellùvie.

sdeluffate ṡdëluffåtë [zdəluf'fɜtə] agg. Di persona con le anche rotte.

sdendate ṡdëndåtë [zdən'dɜtə] agg. Sdentato, Privo di denti. || TF sdendàte.

sderrazze [zdər'ratʦə] sm. Attrezzo di ferro atto alla pulizia della zappa.

sderrupà [zdərru'pa] v. Crollare, Cadere in malo modo. || LA sderrupà.

sderrupate ṡdërrupåtë [zdərru'pɜtə] agg. Dirupato, Gettato giù da una rupe. || Anche sdrupate [zdru'pɜtə].

sderrupe [zdərrʉpə] sm. Disastro, Rovina, Catastrofe. || CA Sò jute p'avè aiùte, aggje avute sderrùpe. [sɔ 'jʉtə p-a'vɛ a'jʉtə, 'aɡɡjə a'vʉtə zdərrʉpə] N.d.R. Sono andato per ricevere aiuto, ho avuto rovina.|| TF sderrùpe. || RF sderrùpe [śde̯rrůpe̯].

sdrupate ṡdrupåtë [zdru'pɜtə] agg. Dirupato, Gettato giù da una rupe. || Anche sderrupate [zdərru'pɜtə].

sdusse ṡdússë [z'dussə] solo nella locuz. a la sdusse [a la z'dussə] Di poco conto, da niente, lett. Senza sella. || VC asdùosse [a z'dussə] cavalcare senza sella, sul dorso della bestia. || LA gènde à la sdusse [d'ʤɛndə a la z'dussə] gente di poco conto. || LA sdusse.

sduvacà [zduwa'ka] v. Svuotare, Scaricare, Lasciarsi andare pesantemente su qualcosa di comodo per riposare. || LA sduvacà. || RF sduacà  [sduaká].

se 1.pron. pers. atono di terza pers. sing. e pl. || GG se (1834).

se 2.congz. Se. || Anche si [si] || SA Se t’avesse abbesugnà cocche cose, vine da me! [sə t-a'vɛssə abbsuɲ'ɲa 'kɔkkɛ k'kɤsə, 'vine da mɛ] Se tu dovessi aver bisogno di qualcosa, vieni  da me.

sebbulche [səb'bʊlkə] sm. Sepolcro. || FM Gogge so' i sebbùlke. Ki ce téne a vesetarle, n'adda fa amméne trè. ['ɡɔdʤə sɔ i səb'bʊlkə. ki ʧə 'tenə a vvəsə'tarlə, n'adda fa al'menə trɛ] N.d.R. Oggi sono i Sepolcri. Chi ci tiene a visitarli, ne deve fare almeno tre. || BA sebbuleche. || FM sebbùlke || Etimol. dal lat. sepulcrum, drv. di sepelīre « seppellire » || [fg. sepòlcro - ital. sepólcro]

seccande [sək'kandə] part. pres. e agg. Seccante, Scocciante. || RM seccànde.

secche ['sɛkkə] 1. sf. Sete. || SA Tenghe ‘a secche! ['tɛnɡə a 'sɛkkə] lett. Ho la  -gola- secca, per cui ho bisogno di bere. || GF sècche. || FO [secche̥].

secche ['sɛkkə] 2. agg. f. Molto magra, Sottile. || SG¹ cki cosce storte e seccke cum’e mazze [k-i 'kɔʃʃə s'tɔrtə ɛ s'sɛkkə 'kum-ɛ m'matʦə] con le gambe storte e magre come mazze. || SG¹ seccke. || RF sècche [sękke̯].

secchenì [səkkə'nɪ] v. Asciugare, Rendere secco, privo di acqua. || Anche assecchenì [assəkkə'nɪ].

secherdune sëchërdůnë [səkər'dʉnə] solo nella locuz. a’ secherdune [a səkər'dʉnə]  Senza preavviso, Di nascosto, Improvvisamente, Alle spalle. || cfr. all’assacrese [all-assa'krese] || RF â securdùne ' all’improvviso '. || RF t’agghie pigghià â securdùne N.d.R. ti devo prendere all’improvviso. || RM seckerdùne. || RF secherdùne [se̯kurdůne̯].

seconde [sə'kɔndə] agg. e sm. Secondo, Secondo piatto. || ML seconde. || RF seconde [se̯kǫnde̯]. || [fg. secòndo - ital. secóndo]

secure sëcůrë [sə'kʉrə] agg. Sicuro, Certo. || avv. Sicuramente. || TF secùre.

secutà [səku'ta] v. Perseguitare, Stare dietro, Inseguire. || Anche sucutà [suku'ta] e segutà [səɡu'ta]  || RM secutà.

sedore [sə'dɤrə] sm. Sudore. || TF sedòre.

segà [sə'ɡa] v. Segare, Dividere equamente una vincita al giuoco. || SA Amma segà? ['amma sə'ɡa?] dividiamo? - la posta in gioco-. || RM segà.

segarette sëgarèttë [səɡa'rɛttə] sf. Sigaretta. || PR Dicev’ ‘a segarette: ije me chenzume chiane chiane e vvache ‘n fume [də'ʧevə  a  səɡa'rɛttə:  'ijə mə kən'ʣʉmə 'kjɜnə 'kjɜnə  ɛ  v'vɜkə n'fʉmə] N.d.R. Diceva la sigaretta: io mi consumo piano piano e vado in fumo. || PR segarette. || TF segarètta. || [fg. sigarètta - ital. sigarétta]

segge ['sɛdʤə] sf. Sedia. || Anche seggia ['sɛdʤa] || LMG I ségge annanze e i ferlizze arrète [i 'sɛdʤə an'nanʣə ɛ i fər'lɪtʦə ar'retə] N.d.R. Le sedie avanti e gli sgabelli dietro. || EG sègge. || CS segge. || LMG ségge.

seggiate sëggiåtë [səd'ʤɜtə] sf. Sediata, Colpo di sedia. || RM seggiàte.

seggiole sëggiólë [səd'ʤɤlə] sf. Sediolina. || BA  seggiole.

segne ['sɛɲɲə] sm. Segno. || TF sègne.

segnerije sëgnërìjë [səɲɲə'rɪjə] pron. pers. m. e f. Vossignoria, Vostra signoria, Lorsignori, Voi, Tu. || Anche signerije [siɲɲə'rɪjə]. || RF segnerìje [se̯ññe̯rı̊i̭e̯].

segnore [səɲ'ɲɤrə] sm. Signore. || sf. Signora. || MG¹ ‘U Signore manne i cumbitte a chi nen téne dinde [u səɲ'ɲɤrə 'mannə i kum'bittə a kki nən 'tenə 'dində] N.d.R. Il Signore manda i confetti a chi non ha denti. || MG¹ ‘U Signore véde e pruvvéde [u səɲ'ɲɤrə 'vedə ɛ pru'wedə] N.d.R. Il Signore vede e provvede. || GG signore (1834) || AO segnòre. || VMG signorä.

segnure sëgnůrë [səɲ'ɲʉrə] sm. pl. Signori.

segnurine sëgnurìnë [səɲɲu'rɪnə] sm. Signorino. || TF segnurìne.

segretè [seɡre'tɛ] sm. Libreria. || RM segretè.

segrete segre̊të -étë [sə'ɡretə -etə] sm. Segreto.

segutà [səɡu'ta] v. Perseguitare, Stare dietro, Inseguire. || Anche sucutà [suku'ta]e secutà [səku'ta]

seje ['sejə] num. Sei. || RM sèje.

sellare sëllårë [səl'lɜrə] sm. Sellaio. || FB sellàre.

selle sèllë ['sɛllə] sf. Sella. || BA selle.

selluzze sëlùzzë [səl'lʊtʦə] sm. Singhiozzo. || Anche sulluzze [sul'lʊtʦə]. || PM sti lacreme e stu selluzze nen me passene [sti 'lakrəmə ɛ stu səl'lʊtʦə nə mmə 'passənə] N.d.R. queste lacrime e questo singhiozzo non vanno via. || PM selluzze. || RF selluzze [se̯llųzze̯]. || [fg. singhiòzzo - ital. singhiózzo].

sembe ['sɛmbə] avv. Sempre. || AO  A che ore vaja vaje, truve sèmbe ‘a case accungiàte [a kkɛ 'ɤrə 'vɜja 'vɜjə, 'truve 'sɛmbə a 'kɜsə akkun'ʤɜtə] A qualsiasi ora tu vai, trovi sempre la (sua) casa (in ordine, assettata) acconciata || SA Puje cagnà ‘a curnice, ma ‘u quadre è sembe ‘u stesse. ['pujə kaɲ'ɲa a kur'nɪʧə ma u 'kwadrə ɛ 'sɛmbə u s'tɛssə] Puoi cambiare la cornice, ma il quadro è sempre lo stesso. || PR e ddiche sembe ca t’agghi’a parlà [ɛ d'dɪkə 'sɛmbə ka t'aɡɡja par'la] N.d.R. e dico sempre che ti devo parlare. || MU sèmbe. || LR sèmb’. || LA sémbe. || PR sembe. || PM sèmpe. || MA sempe. || CA² sembë. || FO [sempe̥]. || Etimol. dal lat. sĕmper.

selluzzijà [səllutʦi'ja] v. Singhiozzare. || FM Rusenèlle selluzzijàve [rusə'nɛllə səllutʦi'jɜvə] N.d.R. Rosina singhiozzava.

semblecetà [səmbləʧə'ta]  sf. Semplicità. || TF semplicità.

semela ['sɛməla] sf. Semola. || Anche semele ['sɛmələ] || BA semela.

semelate sëmëlåtë [səmə'lɜtə] sf. Polenta. || BA  semelate.

semele ['sɛmələ] sf. Semola. || Anche semela ['sɛməla] || LA sèmele vattùte ['sɛmələ vat'tʉtə] Pastina fatta con la farina di grano impastata con uova, formaggio, prezzemolo. || LA sèmele. || [fg. sèmola - ital. sémola]

semenà [səmə'na] v. Seminare. || RF semenéje N.d.R. semina. || RF semenà [se̯me̯ná].

semmaje [sem'mɜjə] cong. Semmai | | CA¹ sèmmàje.

semplicisseme [sempli'ʧɪssəmə] agg. superl. Semplicissimo.

senale sënålë [sə'nɜlə] sm. Grembiule. || cfr.  [k-u sə'nɜlə  ɛ  kkə nu 'sakkə] Con il grembiule e con un sacco. || BF senál'. || LA senàle. || PP [se̥nále̥]. || RF senale [se̯nåle̯].

senalicchie sënalìcchië [səna'lɪkkjə] sm. Grembiulino. || LA senalìcchje. || BA senalicchio.

sende sèndë ['sɛndə] v. Sentire, Ascoltare. || Anche sendì [sən'dɪ] || RA Int’ì recchie ancore le senté [ndi 'rɛkkjə an'ɡɤrə i 'sɛndə] Ho sempre nelle orecchie. || EG Me fàie sènde ‘n’at’ e ‘ttande [mə 'fɜjə 'sɛndə n-at-ɛ t'tandə]  Mi fai sentire molto meglio. || EG sènde. || RA senté. || RA [sɛndə].

sendemende sëndëmèndë [səndə'mɛndə] sm. Sentimento. || EG sendemènde. || [fg. sentimènto - ital. sentiménto]

sendenze [sən'dɛnʣə] sf. Sentenza. || RM sendènze.

sendenzià [səndən'ʣja] v. Sentenziare.

sendì sëndì [sən'dɪ] v. Sentire, Ascoltare. || Anche sende. || GG no l’agghio voluto proprio sentì [nə ll'aɡɡjə vu'lʉtə 'prɔpjə sən'dɪ] N.d.R. non l’ho voluto proprio sentire. || GG sentì (1834).

sendute sëndůtə [sən'dʉtə] pp., agg. e sf. Sentito, Ascoltato, Sentita. || BA tene na sentùte! ['tenə na sən'dʉtə!] fa orecchio da mercante! N.d.R. Lett. ha una sentita! || TF sendùte. || BA sentùte.

senecupie [sənə'kʊpjə] sm. Suffumigio, Somministrazione di sostanze ridotte in fumo o vapore. || RM senecùpije.

sennò [sən'nɔ] avv. Altrimenti, Se no, In caso contrario. || TF Sennò u mestìre nen tu 'mbàre màje [sen'nɔ u məs'tirə nən t-u m'bɜrə 'mɜjə] N.d.R. Altrimenti il mestiere non lo impari mai.  || TF se nno.

senza ['sɛnʣa] prep. e congz. Senza. || Anche senze ['sɛnʣə]  || CA senza. || LA sénza. || BF ssenza.

senzafuche [sɛnʣa'fukə] sm. Fiammifero. || AO L'ha 'ppeciàte  ke nu sénza fuche [l-a  ppət'ʧɜtə  kə nu 'sɛnʣa 'fukə] L'ha appicciato con un fiammifero. || RM sènzafùcke. || RF sènzafuche [senz̬a-fúke̯].

senze ['sɛnʣə] prep. e congz. Senza. || Anche senza ['sɛnʣa] || PR Senze de te ‘sta vita mije e nînde ['sɛnʣə də tɛ sta 'vɨta 'mɪje ɛ 'nində] N.d.R. Senza di te questa vita mia è niente. || PR senze. || MG¹ senz’.

separie [sə'parjə] sm. Sipario. || RM sepàrije.

Seponde [sə'pɔndə] top. Siponto. || LR Sepònde. || [fg./ital. Sipònto]

Seppolle [səp'pɔllə] pers. f. Giuseppolla, dim. di Giuseppa. || VC Seppòlla (1929). || EG Seppolle.

sepponde [səp'pɔndə] sf. Sostegno, Supporto. || RM seppònde.

seppundà [səppun'da] v. Dare, Mettere un sostegno. || Anche suppundà [suppun'da]|| SA Màgnate stu panine, accussì t’asseppunde ‘u stomeche. ['maɲɲətə stu pa'nɪnə, akkus'sɪ t-assəp'pʊndə u s'tɔməkə] Mangia questo panino così dai un sostegno allo stomaco. || RM seppundà.

sequestrà [səkwəs'tra] v. Sequestrare.

serate sëråtë [sə'rɜtə] sf. Serata. || ML ‘na serate de zengheriaminde [na sə'rɜtə də zənɡrja'mində] N.d.R. una serata di pettegolezzi. || ML serate.

sere se̊rë -érë ['sɘrə -erə] sf. Sera. || LR d’a matine ‘a sère [d-a ma'tɪnə a 'serə] N.d.R. dalla mattina alla sera. || PR tutt’i sere [‘tʊtt-i 'serə] N.d.R. tutte le sere. || ZO sera (1864) || PR sere. || MU sère. || CA sére. || TF ssèra.

serenate sërënåtë [sərə'nɜtə] sf. Serenata. || BA A càse 'de sunatùre nen 'se portene serenàte [a 'kɜsə də suna'tʉrə nən sə 'pɔrtənə sərə'nɜtə] A casa di suonatori non si portano serenate. || BA serenàte.

serengare sërëngårë [sərən'ɡɜrə] sm. Siringaro. || AO seringàre.

serie ['sɛrjə] agg. Serio. || sf. Serie. || SG¹ Cumbà, nen pazzijame. ‘U fatte è sèrije! [kum'ba, nən patʦi'jɜmə. u 'fattə ɛ 'sɛrjə!] Compare non scherziamo. Il fatto è serio! || SG¹ sèrije.

seringhe sërìnghë [sə'rɪnɡə] sf. Siringa. || FB serènghe. 

seroche sëróchë [sə'rɤkə] sf. Suocera. || SA ‘A cumbagne d'a seroche. [a kum'baɲɲə d-a sə'rɤkə] N.d.R. L’amica della suocera. || LA seròche. || TF seròke. || SE sseròghe. || [fg. suócera -  ital. suòcera]

serpende sërpèndë [sər'pɛndə] sm. Serpente. || FB  serpènde.

serpijà [sərpi'ja] v. Serpeggiare, Scappare e sgusciare muovendosi con l’andamento sinuoso di una serpe.

serpogne sërpògnë [sər'pɔɲɲə] sf. Lucertola, Piccolo serpente. || FB serpogne.

seruche [sə'rukə] sm. Suocero. || RM serùcke. || [fg. suócero - ital. suòcero]

serve ['sɛrvə] v. Servire. || Anche servì [sər'vɪ]  || smf. Servo, Serva. || AO sèrve.

servetore [sərvə'tɤrə] sm. Servitore. || pl. serveture [sərvə'tʉrə] || ZO serviteur (1864).

servetù [sərvə'tʊ] sf. Servitù. || ZO Ma la servitura era tutta fori de la cheuseu? [ma a sərvə'tʊ 'erə 'tʊtta 'fɤrə d-a 'kɜsə?] Ma la servitù era tutta fuori di casa? || ZO servitura (1864).

serveture sërvëtůrë [sərvə'tʉrə] sm pl. Servitori. || sing. servetore [sərvə'tɤrə] || MM [se̥rve̥tu̇́/re̥].

servezievule [sərvət'ʦjɛvulə] agg. Servizievole. || RM servezijèvule. || [fg. servizièvole - ital. serviziévole]

servì [sər'vɪ] v. Servire. || RM servì.

servizie sërvìżië [sər'vɪdʣjə] sm. Servizio. || GG Lu patre senza abbadà a niente chiamaje tutta la gente de servizie. [u 'patrə 'sɛnʣa abba'da a n'nində kja'mɜjə ‘tʊtt-a d'ʤɛndə də sər'vɪdʣjə] N.d.R. lett. Il padre senza badare a niente chiamò tutta la gente di servizio. || AO Servìzzie che te pése falle pe prìme. [sər'vɪdʣjə kɛ tə 'pesə 'fallə pə pprömə] Servizio che ti pesa fallo per prima. || GG servizie (1834) || TF servìzije. || CS servizije.  || AO servìzzie || Etimol. dal lat. servitium, propriam. «condizione servile, di schiavo», der. di servus «servo, schiavo».

sessandine sëssandìnë [səssan'dɪnə] sf. Sessantina. || TF sessandìne.

setacce sëtàccë [sə'tatʧə] sm. Setaccio. || FB setacce.

setelle sëtèllë [sə'tɛllə] sf. Setaccio per farina. || cfr. farenare [farə'nɜrə], setacce [sə'tatʧə]. || FB setèlle. || RF setèlle [se̯tęlle̯].

sete sétë ['setə] sf. || BF I mettn' a veste -set' e nd'a cappelle s' la portn' [I 'mɛttənə a 'vɛstə  'setə ɛ nd-a kap’pɛllə s-a 'pɔrtənə] Ndr. Le mettono la veste di seta e nella cappella se la portano. || BF set' (1893).

sette sèttë ['sɛttə] agg. num. e sm. Sette. || GG Lu quatrare    fece  sette  carrine, e ce ne jije a nu pajese darrass..e darass..e [u kwa'trɜrə   fa'ʧɪjə 'sɛttə kar'rɪnə, ɛ sə nə jɪjə a nu pa'jesə dar'rassə dar'rassə.] N.d.R. Il giovane ricavò sette carlini, e se ne andò in un paese passo passo. || GG sette (1834).

settemane sëttemånë [səttə'mɜnə] sf. Settimana. || SA ’Na  settemane  de  fuche. [na səttə'mɜnə də 'fukə] Una  settimana di fuoco -molto movimentata-. || FB settemàne.

setuà [sətu'a] v. Porre, Piazzare, Mettere su qualcosa. || || MG Accussì, dope n’atu munn d’ammuine, ce setuarene quill schiafareje janche ‘ncape, ce mettirene int’a ‘na varca grossa grossa e ce abbijarene [akkus'sɪ, 'dɤpə n 'atu 'mʊnnə d-ammu'ɪnə, cə sətu'arənə 'kwilli ʃkafa'rejə n'ɡɜpə, ʧə mət'tɪrənə ind-a na 'varka 'ɡrɔssa 'ɡrɔssə ɛ tʧ abbi'jarənə] N.d.R. Così, dopo tanta altra confusione, ci posero quei recipienti bianchi -elmetti- in testa, ci misero in una barca molto grande e ci avviarono -alla guerra-.

setuazione sëtuaziónë [sətuat'ʦjɤnə] sf. Situazione.

setuvà [sətu'wa] v. Situare, Mettere a posto, Sistemare, Assestarte un colpo. || RM setuvà.

sfaccime sfaccìmë [sfat'ʧɪmə] agg. Facciatosta, Furbacchione. || EG sfaccime.

sfanziate sfanżiåtë [sfan'ʣjɜtə] agg. Che fa moine. || RM sfanzijàte.

sfascià [sfaʃ'ʃa] v. Rompere, Sfasciare. || SA Se nn’a fenisce te sfasce ‘a facce! [sɛ nn-a fə'nɪʃʃə tə s'faʃʃə a 'fatʧə] Se non la smetti ti rompo la faccia.

sfastedià [sfastə'dja] v. Infastidire. || RM sfastedijà.

sfastediate sfastëdiåtë [sfastə'djɜtə] pp. e agg. Tediato, Seccato, Scocciato. || VC sfastediàte (1929).

sfasulate sfasulåtë [sfasu'lɜtə] agg. Squattrinato, Molto povero. VC sfasulàte (1929).

sfatte [s'fattə] agg. Sfatto, Scotto, Privo di energia. || TF sfàtte.

sfavecijà [sfavəʧi'ja] v. Falciare. || Anche favecijà [favəʧi'ja] || CA¹ sfavecia’.

sfelate sfëlåtë [sfə'lɜtə] sf. Sfilata. || SG¹ ‘A sfelate s’è ‘pèrte cu carre d’a reggine [a sfə'lɜtə s-ɛ p'pɛrtə k-u 'karrə d-a reg'gɪnə] N.d.R. La sfilata si è aperta con il carro della regina. || SG¹ sfelate.

sferracavalle [sferraka'vallə] par. comp. Sferra cavallo, Che si muove senza attenzione e provoca danni rompendo oggetti. || RM  sferracavàlle.

sferragliate sfërragliåtë [sfərraʎ'ʎɜtə] sm. Catenaccio. || MM sferragliáte.

sferre [s'fɛrrə] sf. Coltello. || FB sfèrre.

sfertune sfërtůnë [sfər'tʉnə] sf.  Sfortuna.  ||  AO sfertùne.

sfessà [sfəs'sa] v. Stancare, Raggirare.

sfiatate sfiatåtë [sfja'tɜtə] pp. e agg. Sfiatato, Senza fiato. || RM sfijatàte.

sfotte [s'fɔttə] v. Sfottere, Prendre in giro, Canzonare, Deridere. || RM sfòtte.

sfracelle sfracèllë [sfra'ʧɛllə] sm. Sfracello, Strage, Macello. || FB sfracèlle.

sfraganà [sfraɡa'na] v. Maciullare, Triturare, Dilaniare, Lacerare, Rompere irreparabilmente qualcosa, Sfasciare, Distruggere. || rifl. sfraganàrse [sfraɡa'narsə]|| GE assemmegghie a nu vrite mine mine: L’hé manià’ cume reliquia sante, Sennò -paft!- cum’azzopppe se sfraine [assəm'mɛɡɡjə a nu 'vrɪtə 'mɪnə 'mɪnə: l-ɛ mani'ja 'kum-ɛ rrə'lɪkwja 'sandə; sən'nɔ -pafft!- kum-at'ʦɔppə sə sfra'ɡɪnə] N.d.R. somiglia ad un oggetto di vetro molto piccolo: lo devi maneggiare come una reliquia santa, altrimenti -paft!- come urta si rompe. || LA  sfraganà.

sfrecà [sfrə'ka] v. Infastidire.

sfregnà [sfrəɲ'ɲa] v. Picchiare, Malmenare, Conciare male, Ridurre in brutte condizioni. || LA sfregnà.

sfregnate sfrëgnåtë [sfrəɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Malmenato, Conciato male. || FB sfregnàte.

sfrenesijà [sfrənəsi'ja] v. Andare fuori di testa, Sragionare. || RM sfrenesijà.

sfridde sfrìddë [s'frɪddə] sm. Scarto alimentare. 

sfringele [s'frɪnʤələ] sm. Cicciolo, Rimasuglio fritto di carne di maiale. || LA sfrìngele. || RF sfringe [sfrįnğe̯].

sfruculijà [sfrukuli'ja] v. Infastidire, Sfregare. || SA L’è fenesce de sfruculijà ‘a mazzarelle? [l-ɛ fə'nɛʃʃə də sfrukuli'ja a matʦa'rɛllə?] La smetti di sfregare la mazzarella? - di darmi fastidio?-.

sfrusciate sfrusciåtë [sfruʃ'ʃɜtə] agg. Di persona col naso deformato.

sfugà [sfu'ɡa] v. Sfogare. || RM sfugà.

sfuglià [sfuʎ'ʎa] v. Sfogliare. || FB sfuglià. || RF sfuglià [sfułłá].

sfugliatelle sfugliatèllë [sfuʎʎa'tɛllə] sf. Sfogliata, Cambiale, Avviso di pagamento, Cartella esattoriale. || cfr. cartelle [kar'tɛllə].  || RM sfugljatèlle.

sfumechijà [sfuməki'ja] v. Affumicare, Fare molto fumo. || RM sfumechijà.

sfunnà [sfun'na] v. Sfondare. || RM sfunnà.

sfunnate sfunnåtë [sfun'nɜtə] pp. e agg. Sfondato, Pieno di soldi, Fortunato. || FB sfunnàte.

sfunne sfúnnë [s'funnə] sm. Sprofondo. || Locuz. tene ‘u sfunne ['tenə u s'funnə]Stomaco senza fondo. || VC Tène lu  sfùnnele  quànne  mànge ['tenə u s'funnə 'kwannə 'maɲɲe] Mangia assai. || VC sfùnnule (1929).

sfurnà [sfur'na] v. Sfornare. || FB sfurnà.

sfurtunate sfurtunåtë [sfurtu'nɜtə] agg. Sfortunato. || FB sfurtunàte.

sfurzà [sfur'ʦa] v. Sforzare. || FB sfurzzà.

sfussatore [sfussa'tɤrə] sm. Sfossatore, Chi lavorava alle fosse granarie. || FB sfussatòre.

sgaillate ṡgaillåtë [zɡail'lɜtə] agg. Deforme, Storto, Non in linea. || LA sgajellàte. || EG sgaillate.

sgarrà [zɡar'ra] v. Sgarrare, Commettere un errore, Sbagliare. || LA sgarrà.

sgarrate ṡgarråtë [zɡar'rɜtə] pp. e agg. Sbagliato. || FB sgarràte.

sgarrazzà [zɡarrat'ʦa] v. Aprire, Socchiudere. || RM sgarrazzà.

sgarrazzate ṡgarrazzåtë [zɡarat'ʦɜtə] pp. e agg. Aperto. || LA sgarazzàte.

sgarrazze [zɡar'ratʦə] sf. Piccola apertura, Fessura. || FB sgarrazze. || RF sgarrazze [śġarrázze̯].

sgarre [z'ɡarrə] sm. Strappo, Negligenza, Infrazione al codice di comportamento dei malavitosi. || TF sgàrre.

sgarrupate ṡgarrupåtë [zɡarru'pɜtə] pp. e agg. Malridotto, Che cade a pezzi, Cadente. || FB  sgarrupàte.

sgarzacefele [zɡarʣa'ʧɛfələ] agg. Incapace. || LA sgarzacèfele.

sgarzalone ṡgarżalónë [zɡarʣa'lɤnə] sm. Schiaffone.

sgherbiose [zɡər'bjɤsə] agg. f. Deforme. || m. sgherbiuse [zɡər'bjʉsə] || RM sgherbijòse.

sgherrutte [zɡər'rʊttə] sm. Rutto. || cfr.  derrutte [dər'rʊttə] || RM Ha fatte 'u sgherrútte [a f'fattə u zɡər'rʊttə] sentito un rutto. || RM sgherrùtte. || RF sgherrutte [śġe̯rrųtte̯].

sghesse ṡghèssë [z'ɡɛssə] sf. Grande fame. || cfr.  lope ['lɤpə] e sdelluvie [zdəl'luvjə].

sgracenà [zɡraʧe'na] v. Sgranare.

sgrassate sgrassåtë [zɡras'sɜtə] agg. Dimagrito.

sgravugghjà [zɡravuɡ'ɡja] v. Dipanare, Sciogliere un nodo. || RM sgravugghijà.

sgrignà [zɡriɲ'ɲa] v. Fare smorfie. || RM sgrignà.

sguarrà [zɡwar'ra] v. Aprire, Squarciare, Di varicare fino a lacerare. || SA Se me vede mammà, me sguarre ‘i cosce! [sɛ mə 'vedə mam'ma, mə z'ɡwarrə i 'kɔʃʃə] Se mi vede mamma, mi apre in due le gambe. || AO sguarrà. || RF sguarrà [śġu̯arrá].

sguarrate ṡguarråtë [zɡwar'rɜtə] pp. e agg. Aperto, Squarciato, Strappato.

sgubbate ṡgubbåtë [zɡub'bɜtə] agg. e sm. Gobbo. || RM sgubbàte.

sgubbatelle sgubbatèllë [zɡubba'tɛllə] sf. Gobbetta. || al m. sgubbatille [zɡubba'tillə] || LCG -Vu’ vidè quant’è garbata? -La mia figlia è na pupata, -E lu rist’è tutta bella ; -Ma è nu poco sgubatella,-Men’i gamm’a chiricò -E cammin’a sì e no ['vujə və'dɛ 'kwand-ɛ ɡɡar'bata? - la mia  'fɪʎʎa ɛ na pu'pata, - ɛ u 'ristə ɛ 'tʊtta b'bɛlla; -ma ɛ zɡubba'tɛlla, - 'menə i 'ɡammə a kkiri'kɔ ɛ kka'mɪnə a ssɪ ɛ nnɔ] N.d.R. Vuoi vedere quanto è garbata? La mia figliola è una bambola, e nel resto è tutta bella; ma è un poco gobbetta, ha le gambe a chiricò -storte-  e cammina zoppicando. || LCG sgubatella (1897).

sgubbatille sgubbatíllë [zɡubba'tillə] sm. Gobbetto. || al f. sgubbatelle [zɡubba'tɛllə] || SA Va’ d’ ‘o sgubbatille a ‘ccattà doje summende. [va d ɔ zɡubba'tillə a kkat'ta 'dɤjə sum'mɛndə] Vai dal gobbetto e compra un po’ di semini. || RM sgubbatìlle.

sguinge [z'ɡwinʤə] agg. Guercio. || Locuz de sguinge [də z'ɡwinʤə] Di traverso. || RM sguìnce.

sguppelà [zɡuppə'la] v. Sturare, Stappare, Togliere le ostruzioni. || RF t’ê sguppelà i rècchie. N.d.R. Devi sturarti le orecchie. || RM sguppelà. || RF sguppelà [śġuppe̯lá].

sguppelapippe [zɡuppəla'pɪppə] sm. Sturapipe. || RM sguppelapìppe.

si [si] congz. Se. || Anche se.  

sì [sɪ] avv. Sì. || SA Sì, me ne vogghie jì da sta case! [sɪ, mə nə 'vɔɡɡjə  'jɪ da sta 'kɜsə] Sì, me ne voglio andare da questa casa!

si' [sɪ] v. essere, 2ª sing. ind. pres. Sei. || SA M’hanne ditte che si' tu ‘u ‘nfamone. [m'annə 'dɪttə kɛ sɪ ttʊ u nfa'mɤnə] Mi hanno detto che sei tu lo spione.

sicce sìccë ['sɪtʧə] sf. Seppia. || RM sìcce. || RF sècce [sęčče̯].

sicche sìcchë ['sɪkkə] agg. Secco, Magro. || RM sìccke. || RF sicche [sįkke̯] || [fg. sècco - ital. sécco]

sicchie sìcchië ['sɪkkjə] sm. Secchio. || RM sìcchije. || RF sicchie [sįĉĉe̯].

siccome [sik'kɤmə] congz. Siccome, Dato che. || ZO siccom (1864).

sidece ['sɪdəʧə] num. Sedici.

sigge ['sidʤə] v. Riscuotere. || FB assigge. || [fg. riscuótere - ital. riscuòtere]

signalà [siɲɲa'la] v. Segnalare.

signalate signalåtë [sɪɲɲa'lɜtə] pp. e agg. Segnalato. || AO signalàte.

signate signåtë [siɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Segnato.

signerije signërìjë [siɲɲə'rɪjə] pron. pers. Vossignoria, Vostra signoria. || Anche segnerije [səɲɲə'rɪjə]  || ZO signiria (1864).

signó [siɲ'ɲɤ] sf. Signora. || TF signo’.

signorine signorìnë [siɲɲo'rɪnə] sf. Signorina. || CA¹ [signorįnᵉ].

simele ['simələ] sf. Collasso, Svenimento. || LA sìmele.

singhe sìnghë ['sɪnɡə] sm. Segno. || RM sìnghe.

singhejà [sinɡə'ja]v. Segnare, Graffiare.

sinistre [si'nɪstrə]  sf. Sinistra. || cfr. manghe ['manɡə]  

sinneche sìnnëchë ['sɪnnəkə] sm. Sindaco. || BF sinnche (1892) .  || SG sindache.

sinze ['sinʣə] sm. pl. Sensi. || RM sìnze. || BN sinz.

sirene sire̊në -énë [si'rɘnə -enə] agg. e sm. Sereno. || ZO sireno (1864).

sissignore [sissiɲ'ɲɤrə] avv. Sissignore. || ZO sissignoreu (1864).

sive ['sɪvə] sm. Sevo, Grasso per parti meccaniche. || RM sìve.

slattà [zlat'ta] v. Stemperare.

slummate ṡlummåtë [zlum'mɜtə] agg. Deforme. || LA slummàte.

smammà [zmam'ma] v. Svignarsela, Andare via alla chetichella, Svezzare. || LA smammà.

smanijà [zmani'ja] v. Smaniare. || RM  smanijà.

smeccià [zmət'ʧa] v. Intravedere, Scorgere, Scoprire.

smercià [zmər'ʧa] v. Sbirciare, Guardare di sfuggita, di sottecchi.

smerze [z'mɛrʦə] sf. Rovescia, La parte opposta a quella che è considerata dritta. || Locuz. ‘a smerze [a z'mɛrzə]. Alla rovescia, Al contrario. || RF â smèrze alla rovescia. || RF smèrze [śmęrze̯].

smundate ṡmundåtë [zmun'dɜtə] pp. e agg. Smontato. || RM smundàte.

smustaccià [zmustat'ʧa] v. Picchiare violentemente in viso qualcuno tanto da fargli uscire il sangue. || RM smustaccià.

smustacciate ṡmustacciåtë [zmustat'ʧɜtə] pp. e agg. Picchiato a sangue. || AO smustacciàte.

smuvibbele [zmu'wɪbbələ] agg. Che si muove. || EG smuvibbele.

solde ['sɔldə] sm. Soldo.   

sole sólë ['sɤlə] 1. sm. Sole. || 2. sf. Suola. || 3. agg. f. Sola, Solitaria. || Come agg. anche sóla ['sɤla]. || avv. Solamente. || AL stepàme cocche ffiore, l’érbe, ‘u sole e tand’amore [stə'pɜmə 'kɔkkɛ f'fjɤrə, l-ɛrvə, u  'sɤlə ɛ t'tand-a'mɤrə] conserviamo qualche fiore, l’erba, il sole e tanto amore. || VC sole (1929). || TF sòle. || CA² solë. || RF sóle [sọ̈le̯].

solete ['sɔlətə] agg e sm. Solito. || ZO solito (1864) || LC solete.

solede ['sɔlədə] agg. Solido

soltande [sol'tandə] avv. Soltanto. || cfr. sckitte [ʃ'kɪttə] || LR soltande.

sonze ['sɔnʣə] Voce  onomat. che imita  il ruttino del poppante. || RM sònze.

sopa ['sɤpa] prep.  art.  Sul.  ||  Anche  sope ['sɤpə] || iteraz. sópa sópe ['sɤpa 'sɤpə] nella parte più alta.  

sopannome [sopan'nɤmə] sm. Soprannome, Nomignolo. || MAM [soprannǫ̇́me̥]. 

sopannozze [sopan'nɔtʦə] avv. Controvoglia, Malvolentieri. || RM sopannòzze.

sopatacche [sopa'takkə] sm. Tacco della  scarpa. || RM sopatàccke.

sopatavule [sopa'tavulə] par. comp. Sopra tavola. || Locuz. pe' sopatavele [pə ssɤpa'tavələ], pe’ ssopatavule [pə ssopa'tavulə] Per il dopo pranzo -di solito fave fresche o frutta secca-.

sope ['sɤpə] prep. e avv. Sopra. || cfr. sopa ['sɤpa] || TF sòpe. || [fg. sòpra - ital. sópra]

soprabbete [so'prabbətə] sm. Soprabito. || ZO suprabito (1864).  

sora ['sɤra] sf. Sorella. || Anche sore [s] ['sɤrə].

sorde ['sɔrdə] agg. e sf. Sorda. || al m. surde ['surdə] || TF sòrde. || [fg. sòrda - ital. sórda]

sore ['sɤrə] sf. Sorella. || Anche sora ['sɤra] || RF soreme, sorete N.d.R. Mia sorella, tua sorella. || LR sore. || CV sör. || RF sòre [sǫ̈re̯].

sorge ['sɔrʤə] sm. Topo. || pl. surge ['sʊrgə]  || AO sòrge. || RF sorge [sǫrğe̯].

sorprese [sor'prɘsə -esə] sf. Sorpresa. || TF sorprèse.

sorte sòrtë ['sɔrtə] sf. Sorte, Destino, Fortuna. || LR sorta ‘ngrate ['sɔrta n'ɡrɜtə] N.d.R. sorte ingrata. || LR sorta.

sote ['sɤtə] Imperat. Fermo. || Anche zote ['ʦɤtə] || VC  stàtte sòde [s'tattə 'sɤtə] Statti quieto, Statti a posto. || EG sote. || VC sòde (1929).

sottachipucchie [sottaki'pukkjə] sm. Sottocapo, una delle figure di un gioco di strada, ‘a vóche [a 'vɤkə], realizzato con noccioli di albicocca. || EG sottachipucchie.

sottapanze [sotta'panʣə] sm. Sottopancia, Finimento che passa sotto la pancia dei cavalli.

sottasope [sotta'sɤpə] avv. Sottosopra. || TF sottasòpe.

sottaveste [sotta'vɛstə] sf. Sottoveste. || ZO (1864).

sotte ['sɔttə] avv. Sotto. || GG sotta (1834) || LR sotte. || PR sott’. || CA² sottë. || CA¹  [sotte] || [fg.  sòtto - ital. sótto]

sottovrazze [sotto'vratʦə] par. comp. Sotto braccio, Sotto l’ascella. || RM sottovràzze.

sozze ['sɔtʦə] escl. di stupore, di meraviglia, Nientemeno. || agg. Uguale, Simile. || Anche assozze [as'sɔtʦə]  || pl. suzze [sʊtʦə]  || VC Quìlli dùie bardàsce so sùozze ['kwilli 'dʉjə bbar’daʃʃə sɔ s'sʊtʦə] Quei due ragazzi sono simili.  || FO A galline ca vozze vece tru'anne a pare e a sozze [A galli̤ne̥ ca vozze̥ ve̥ce̥ tru'anne̥ a päre̥ e a sozze̥] La gallina con il gozzo va cercando la sua pari e la sua simile. || LMG sozze. || VC sùozze (1929). || FO [sozze̥].

spaccachianghette spaccachianghèttë [spakkakjan'ɡɛttə] sf. Gioco di strada che si può tradurre con Spaccapietre. || EG spaccachianghette.

spaccacurle [spakka'kʊrlə] sm. lett. Spaccatrottola.

spaccavricce spaccavrìccë [spakka'vrɪtʧə] sm. Spaccapietre. || RM spaccavrìcce.

spagghià [spaɡ'ɡja] v. Vincere al gioco togliendo all’avvversario tutto il denaro che ha con sé. || cfr. spapagghià [spapaɡ'ɡja], spapalà [spapa'la] || RM spagghjà.

spallate spallåtë [spal'lɜtə] agg. Con le spalle curve.

spallature spallatůrë [spalla'tʉrə] sf. Grano appena ventolato e lasciato sull’aia. || RF spallatùre [spallatůre̯].
spalle [s'pallə] sf. Spalla. || RF spalle [spalle̯]. || MAM [spálle̥].

spalmate [spal'mɜtə] pp. e agg. Spalmato. || sf. Colpo di riga sul palmo della mano. || RM spalmàte.

spandecà [spandə'ka] v. Trepidare, Penare, Sospirare, Soffrire al pensiero. || EG Sì amore mije, vïne quà, nen me facènne spandecà, hamme pèrze troppe tïmbe… [sɪ a'mɤrə 'mɪjə, 'vine k'kwa, nən  mə fa'ʧɛnnə spandə'ka, 'ammə 'pɛrzə 'trɔppə 'timbə...] N.d.R. Sì amore mio, vieni qua, non mi fare penare, abbiamo perso troppo tempo… || RF spandechéje N.d.R. è in pena, || EG spandecà. || TF spandeca’. || RF spandecà [spant̬e̯ká].

spangelle spangèllë [span'ʤɛllə] sf. Costola. || LR ’mbîtte se cundàvene ‘i spangèlle [m'bittə sə kun'davənə i span'ʤɛllə] N.d.R. In petto si contavano le costole. || LR spangèlle.

spanne [s'pannə] v. Stendere, Esporre all’aria i panni. || RM spànne.

spapagghià [spapaɡ'ɡja] v. Vincere al gioco fino al punto da lasciare l’avversario completamente privo di posta. || cfr. spagghià [spaɡ'ɡja], spapalà [spapa'la]. || LA spapagghjà.

spapagghiate spapagghiåtë [spapaɡ'ɡjɜtə] pp. e agg. Ripulito al gioco. || RM spapagghjàte.

spapalà [spapa'la] v. Vincere tutto al gioco.

sparà [spa'ra] v. Sparare.

sparage [s'paraʤə] sm. Asparago. || MM spárece. || LA spàrege.

sparagnà [sparaɲ'ɲa] v. Risparmiare. || LA sparagnà. || TF sparagna’.

sparagnate sparagnåtë [sparaɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Risparmiato.

sparapizze sparapìzzë [spara'pɪtʦə] sm. Tecnico addetto ai fuochi di artificio. || EG sparapizze. || LA sparapîzze.

sparatrappe [spara'trappə] sm. Cerotto. || FB sparatracche.

spare spårë [s'pɜrə] agg. Dispari. || LA pare e spare ['pɜrə ɛ s'pɜrə] tentennarsi. || LA spare.

sparlà [spar'la] v. Sparlare, Parlare male di qualcuno.

sparpagghià [sparpaɡ'ɡa] v. Sparpagliare, Disunire, Mettersi in ordine sparso. || RM sparpagghjà.

sparpagghiate sparpagghiåtë [sparpaɡ'ɡjɜtə] agg  e  pp. Sparpagliato, In ordine sparso. || EG sparpagghiate.

sparte [s'partə] v. Dividere. || SA Chi sparte ave ‘a megghia parte! [ki s'partə 'ɜvə a 'mɛɡɡja 'partə] Chi fa le porzioni ha la parte migliore. || RF nvèce de spartirle, ci’a vennime N.d.R. Invede di dividerla, la vendiamo. || AO spàrte. || RF sparte [sparte̯].

spartenze [spar'tɛnʣə] sf. Separazione. || estens. Serenata. || BF spartenza amara [spar'tɛnʣa a'mɜrə] N.d.R. separazione amara. || GF Uh, spartènze ‘ngràte [u, spar'tɛnʣa n'ɡrɜtə] Oh, che separazione ingrata. || BF spartenza. || GF spartènze.

spartute spartůtə [spar'tʉtə] pp. e agg. Diviso. || LA spartùte

spase [s'pɜsə] pp. e agg. Steso, Disteso. || RM spàse.

spaselle spasèllë [spa'sɛllə] sf. Cestino per frutta, Guantiera. || LA spasèlle. || RF spasèlle [spasęlle̯].

spaseme [s'pasəmə] sm. Spasimo. || RA Ma si duré stu spasem’ancoré [ma si 'dʉrə stu s'pasəmə an'ɡɤrə] Ma se questo spasimo mi dura ancora. || RA spasem’.

spavende spavèndë [spa'vɛndə] sm. Forca, Arnese agricolo per raccogliere e trasportare fieno, paglia ed altro. || MM spavénde.

spazzamende spazzamèndë [spatʦa'mɛndə] sm. Spazzamento, Sede del servizio comunale della nettezza urbana. || MA so’ figgje o pr’s’dente u spazzament [sɔ f'fɪɡɡjə ɔ prəse'dɛndə u spatʦa'mɛndə] N.d.R. sono figlia al presidente del servizio di nettezza urbana. || MA spazzament.

specchie [s'pɛkkjə] sm. Specchio. || TF quànne se ròmbe nu spècchije so’ sètte ànne de desgràzije ['kwannə sə  'rɔmbə nu s'pɛkkjə sɔ sɛtt'annə də dəz'ɡradʣjə] N.d.R. quando si rompe uno specchio sono -capitano- sette anni di disgrazie. || TF spècchije.

speccià [spət'ʧa] v. Sbrigare, con riferimento a una faccenda. || Anche spiccià [spit'ʧa] || EG speccià.

specie [s'pɛʧjə] sm. Meraviglia, Ribrezzo. || avv. Specialmente. || LR spècie ‘a premavère [s'pɛʧjə a pprəma'verə] N.d.R. specialmente in primavera. || LR spècie.

spedale [spə'dɐlə] sm. Opedale. || Anche spudale [spu'dɐlə] || TF ‘spedàle. || RF spedàle [spe̯dåle̯].

spegulà [spəɡu'la] v. Spigolare. || Anche spughelà [spuɡə'la] || ML Cummàre, Cummàre nen ce jenne a spegulà, ‘u restùcce te ngeca l’ucchije, ‘u passarille te fàce candà [kum'mɜrə, kum'mɜrə nən ʧə 'jɛnnə a spəɡu'la, u rəs'tʊtʧə tə  n'ʤɛka l 'ukkjə, u passa'rillə tə 'fɜʧə kan'da] N.d.R. Comare, comare non andare a spigolare, la ia ti acceca gli occhi, il passerotto ti fa cantare. || ML  spegulà.

spelate spëlåtë [spə'lɜtə] agg. Calvo. || MAM [spe̥lǻte̥]. || RF spelàte [spe̯låte̯].

spenghelone spënghëlónë [spənɡə'lɤnə] sm. Coda  cavallina.

spenille spëníllë [spə'nillə] sm. Spinello, Sigaretta confezionata manualmente. || agg. Si dice di ragazzo molto magro. || EG spenille.

spennà [spən'na] v. Spennare, Battere l’avversario al gioco vincendogli tutta la posta. || RM spennà.

spennacchiate spënnacchiåtë [spənnak'kjɜtə] agg. Spen-nacchiato.

spennate spënnåtë [spən'nɜtə] agg. e pp. Calvo. || RF spennàte [spe̯nnåte̯].

spenne spènnë [s'pɛnnə] v. Spendere.

spenzarate spënżaråtë [spənʣa'rɜtə] agg. Spensierato. || RM spenzaràte. RF spenzaràte [spe̯nźaråte̯].

sperà  [spə'ra] v. Sperare.

speranze [spə'ranʣə] sf. Speranza. || LMG Chi de speranze vive, desperàte more! [ki də spə'ranʣə 'vivə, dəspə'rɜtə 'mɤrə!] N.d.R. Chi di speranza vive disperato muore. || ZO speranz (1864) || LMG speranze.

speranzule [spəran'ʣʉlə] agg. Squattrinato. || RM speranzùle.

sperde [s'pɛrdə] v. Smarrire.

speretuse spërëtůsë [spərə'tʉsə] agg. Spiritoso.

spertusà [spərtu'sa] v. Forare, Fare un pertugio, Bucare. || La spertusà.

spertusate spërtusåtë [spərtu'sɜtə] pp. e agg. Forato, Bucato. || Anche spurtusate [spurtu'sɜtə] || RM spertusàte. || PP [spurtusáte̥].

sperze [s'pɛrʦə] pp. e agg. Smarrito. || LE mé truvaije sperzé ind’a ‘na furesté [mə tru'wɜjə s'pɛrʦə 'ind-a na fu'rɛstə] mi ritrovai smarrito in una foresta. || LE sperzé.

spese [s'pɘsə -esə] sf. Spesa. || solo al pl. estens. Regali. || LMG Tratte che quille mégghie de té e facce i spèse! ['trattə kə k'kwɪllə 'mɛɡɡjə də tɛ ɛ f'fatʧə i s'pesə!] N.d.R. Tratta con chi è migliore di te e fagli dei regali! || TF spèse. || FO [spe̥se̥].

speselà [spəsə'la] v. Sollevare da terra. || LA speselà.

speselijate spësëlijåtë [spəsəli'jɜtə] pp. e agg. Sollevato. || RM speselejàte.

spetazzà [spətat'ʦa] v. Spezzettare. || Anche spezzettà [spətʦət'ta].

spettacule [spət'takulə] sm. Spettacolo. || TF spettàcule.

spettarate spëttaråtë [spətta'rɜtə] pp. e agg. Scollato, A petto nudo. || RM spettaràte.

spezzate spëzzåtë [spət'ʦɜtə] pp., agg. e sm. Spezzato, Rotto, Dolorante.

spezzatille spëzzatíllë [spətʦa'tillə] sm. Spezzatino. || RM spezzatìlle.

spezzecà [spətʦə'ka] v. Spiccicare, Distaccare. || RF spezzechéje l'ùve N.d.R. spilucca l'uva. || RM spezzecà. || RF spezzecà [spe̯zze̯ká].

spezzendate spëzzëndåtë [spətʦən'dɜtə]  agg.  Povero,  Mi sero, Bisognoso, Indigente. || MA n’z n’ m’porta si si ricche o spezzentate [nʣə nə m'bɔrtə sə sɪ r'rɪkkə ɔ spətʦən'dɜtə] N.d.R. non le interessa se sei ricco o povero. || MA spezzentate.

speziarije spëziarìjë [spətʦia'rɪjə] sf. Pasticceria, Farmacia.

spezzille spëzzíllë [spət'ʦillə] sm. Noce del piede, Stinco. || VF spezzillo (1841) || VC spezzìlle (1929). || MM spezzílle. || RF spezzille [spe̯zzílle̯].

spezzulijà [spətʦuli'ja] v. Piluccare, Mangiare a piccolissime quantità di cibo per volta. || Anche spuzzulijà [sputʦuli'ja]  || LA spezzulijà.

spicce spìccë [s'pɪtʧə] sm. pl. Spiccioli. || EG spicce.

spicchie spìcchië [s'pɪkkjə] sm. Spicchio. || ML nu spicchje d’aglie [nu s'pɪkkjə d'aʎʎə] N.d.R. uno spicchio d’aglio. || ML spicchje.

spiccià  [spit'ʧa] v. Sbrigare, Portare a conclusione, Compiere. || Anche speccià [spət'ʧa] || LA spiccià.

spidafuche  [spida'fukə] sm. Marmitta. || lett. Sputafuoco. || Più com. marmitte. [mar'mɪttə].

spide spídë [s'pidə] sm. Spiedo.

spiegate spiegåtë [spje'ɡɜtə] pp. e agg. Spiegato.

spine spìnë [spɪnə] sf. Spina. || || RF spìne [spı̊ne̯].
spinapulece [spina'pʊləʧə] sm. pl. Frutti selvatici di colore rosso molto piccoli. || RM spinapùlece.

spingule [s'pɪnɡulə] sm. Spillo. || RM spìngule.

spirete [s'pɪrətə] sm. Spirito. || AO spìrete. || CA¹ [Spįrete].

spirte [s'pirtə] pp. e agg. Sperduto. || RM  spìrte.

spisse [s'pissə] agg. e avv. Spesso. || LC spîss’.

spizzeche spìzzëchë [s'pɪtʦəkə] solo nella locuz.  a spizzeche e mulliche [a s'pɪtʦəkə ɛ mmul'lɪkə] Un pochino alla volta, Lentamente, Di tanto in tanto.

spizie spìzië [s'pɪtʦjə] sm. Ospizio. || cfr. cattore [kat'tɤrə]  || BF 'spizzie (1893). || RM spìzije. || LR spìzzie.

spjigà [spji'ɡa] v. Spiegare.

spogghiambise spogghiambìsë [spoɡɡjam'bɪsə] sm. Addetto a togliere il cappio agli impiccati. || agg. Malvestito. ||  RM spogghjambìse.

spogne spògnë [s'pɔɲɲə] sf. Erba selvatica commestibile. || RM spògne.

sponde [s'pɔndə] 1. sf. Sponda. 2. locuz. Di traverso || RF de sponde [de̯ spǫnde̯]. Etimol. dal lat. spŏnda «bordo del letto».

spose [s'pɤsə] sost. Sposo. || RM spòse.

sprecà [sprə'ka] v. Sprecare.

sprechigghie sprëchìgghië [sprə'kɪɡɡjə] sm. Spreco, Sciupio.  || [fg. spréco - ital. sprèco]

sprechizie sprëchìzië [sprə'kɪtʦjə] sm. Spreco.

spremalemone sprëmalëmónë [spremalə'mɤnə] sm. Spremilimone. || RM sprèmalemòne.

sprezzà [sprət'ʦa] v. disprezzare.

sprucete [s'prʊʧətə] 1. agg. Burbero, Scontroso. 2.sf. Particolare tipo di erba selvatica commestibile. || TF sprùcede. || RF sprucete [spruče̯te̯].

spruvviste spruvvìstë [spru'wɪstə] pp. e agg. Sprovvisto. 

spudale spudålë [spu'dɜlə] sm. Ospedale. || Anche spedale [spə'dɜlə].

spughelà [spuɡə'la] v. Spigolare. || Anche spegulà [spəɡu'la]

spugghjà [spuɡ'ɡja] v. Spogliare. || RM spugghijà.

spundanate spundanåtë [spunda'nɜtə] sf. Angolo. || FB spundanàte.

spundanie [spun'danjə] agg. Spontaneo.

spundecà [spunʤə'ka] v. Pulire le fave secche.

spundone spundónë [spun'dɤnə] sm. Chiodo della trottola. || RF spundóne [spunt̬ọ̈ne̯]

spungecà [spunʤə'ka] v. Punzecchiare con uno spillo una bollicina con l’intento di farne uscire il pus. || RM spungecà.

spunzà [spun'ʣa] v. Mettere a mollo, Inzuppare d’acqua. || LA spunzà. || RF spunzà [spunźá].

spunzale spunżålë [spun'ʣɜlə] sf. Cipollotto fresco con il lungo stelo verde. || FB spunzàle.

spurtagghià [spurtaɡ'ɡja] v. Guardare attentamente, Ficcanasare, Indagare. || cfr. scurchigghià [skurkiɡ'ɡja], scanagghià [skanaɡ'ɡja] || RM spurtagghjà.

spurtagghione spurtagghiónë [spurtaɡ'ɡjɤnə] sm. Pipistrello. || VF spurtaglione (1841) || BF spurtagghione  (1894). | FB spurtagghijòne. || RF [spurtaĝĝọ̈ne̯]. || Etimol. dal lat.  vespertīliō (-ōnis), der. di vesper «vespero, sera».

spurtelle spurtèllë [spur'tɛllə] sf. Piccola cesta usata per il trasporto della ricotta. || FB spurtèlle.

spurtille spurtíllë [spur'tillə] sm. Sportello. || FB spurtìlle. || RF spurtille [spurtílle̯].

spurtusà [spurtu'sa] v. Perforare. || RM  spurtusà.

spurtusate spurtusåtë [spurtu'sɜtə] pp. e agg. Bucherellato. || Anche spertusate [spərtu'sɜtə] || EG spurtesate. || BF spurtusáte.

spusà [spu'sa] v. Sposare. || Anche ‘nzurà [nʣu'ra] || SG Proprie a te m’aveva aji a spusa? ['prɔpjə a  ttɛ m-a'veva 'jɪ a spu'sa?] N.d.R. Proprio te dovevo sposare? -lett. mi dovevo andare a sposare-. || SG spusa. || TF spusa’. || RF spusà [spusá]. || [fg. sposàre – ital. spoṡàre]

spusalizie spusalìzië [spusa'lɪtʦjə] sm. Sposalizio. || TF spusalìzije.

spusate spusåtë [spu'sɜtə] pp. e agg. Sposato. || cfr. ‘nzurate. || AO U prìme anne spusàte o malàte o carceràte [u 'prɪmə 'annə spu'sɜtə ɔ ma'lɜtə ɔ karʧə'rɜtə] Il primo anno sposato o malato o carcerato. || AO spusàte.

spustate spuståtë [spus'tɜtə] pp. e agg. Spostato, Pazzo. || FB spustàte.

sputà [spu'ta] v. Sputare. || MM¹ Chi sputä ‘n cielë ’mbaccë li venë [ki s'pʉtə n'ʤilə m'batʧə i 'venə] N.d.R. Chi sputa in cielo gli cade sul viso. || ML chi sputa a l’arije ‘mbacce i vene N.d.R. chi sputa in aria, gli cade in faccia.

sputacchie [spu'takkjə] sf. Sputo, Saliva sputata. ki s'pʉtə a l'arjə  m'batʧə i 'venə

sputarole sputarólë [sputa'rɤlə] sf. Sputacchiera. || RM sputaròle.

sputazzelle sputazzèllë [sputat'ʦɛllə] sf. Azione dello sputare mentre si parla. || RM sputazzèlle.

sputeruzzate sputëruzzåtë [sputərut'ʦɜtə] agg. Di pulcino appena uscito dal guscio. || FB sputruzzàte.

spuzzulijà [sputʦuli'ja] v. Piluccare, Mangiare a piccolissime quantità di cibo per volta. || Anche spezzulijà [spəzzuli'ja]  || RM spuzzulujà. || LA spezzulijà. || RM spizzelijà.

squaccià [skwat'ʧa] v. Rompere, Fallire, Scivolare e cadere rovinosamente. || EG squaccià. || RF squaccià [skṷaččá].

squacciate squacciåtë [skwat'ʧɜtə] pp. e agg. Rotto, Ingrassato. || MG squacciat’.

squacciatone  squacciatónë [skwatʧa'tɤnə] sm. Scivolone, Caduta. || RF squacciatóne [skṷaččatọ̈ne̯].

squagghià [skwaɡ'ɡja] v. Squagliare, Sciogliere, Filarsela. || RM squagghjà.

squagghiatille squagghiatíllë [skwaɡɡja'tillə] sm. Formaggio andato  a  male e maleodorante. || AO squagghjatìlle. || TF squagghiatìlle. || LA squagghjatîlle.

squaquecchie [skwa'kwɛkkjə] agg. Sdentato. || Locuz. vocche squaquecchie ['vɔkkə skwa'kwɛkkjə] Bocca sdentata. || AO squaquècchje.

squaraquacchjà [skwarakwak'kja] v. Avere un mancamento, Sentirsi male, più che altro in senso ironico.

squartate squartåtë [skwar'tɜtə] pp. e agg. Squartato. || FB squartàte.

squascianà [skwaʃa'na] v. Allargare, Dilatare. || RF ch’i gambe sguascianàte N.d.R. Con le gambe divaricate. || RM squascianà. || RF sguascianà [śġṷašaná].

squascianate squascianåtë [skwaʃa'nɜtə] pp. e agg. Dilatato, Ingrassato. || TF squascianàte. || RF sguascianàte.

squicce squìccë [s'kwɪtʧə] sf. Goccia, Piccolissma quantità di liquido. || FB squicce.

squiccijà [skwitʧi'ja] v. Schizzare.

'sta [sta] agg. e pron. dim. f. Questa. || Anche queste ['kwɛstə]  || ZO sta (1864). || [fg. quèsta - ital. quésta]

sta [sta] v. 1. Stare. 2. Esserci. || EG ‘A voglie de stà ‘nzï-me, acqua passàte [a 'vɔʎʎə də sta n'ʣimə, 'akkwa pas'sɜtə] N.d.R. La voglia di stare insieme, acqua passata. || BF l’uva mia ndo stáce?! [l'ʉva 'mija ndɔ s'tɜʧə?!] N.d.R. l’uva mia dove sta?!  || GG stà (1834).

staccà [stak'ka] v. Staccare. || ME s’addurmendaje e chiane chiane n’usse ‘i staccaje [s-addurmən'dɜjə e 'kjɜnə 'kjɜnə n 'ussə  i stak'kɜjə] si addormentò e piano piano un osso gli staccò.  || RM staccà.

staccarije staccarìjë [stakka'rɪjə] sf. Pelletteria, Laboratorio di pellame, Negozio di pellami e tomaie.

stacche  [s'takkə] sf. 1. Cavalla, Puledra in calore. 2.Donna avvenente.

staccitte [stat'ʧɪttə] contraz. di  statte citte [s'tattə 'ʧɪttə] Stai zitto. || RM staccìtte.

staffone staffónë [staf'fɤnə] sm. Predellino, Gradino che fa da base allo sportello di una vettura o di un carretto. || FB staffòne.

stagghiate  stagghiåtë [staɡ'ɡjɜtə] agg. Non affilato. || RM stagghijàte.

stagghie  [s'taɡɡjə] sm. Estaglio. Cottimo. || locuz. fategà a stagghie [fatə'ɡa a s'taɡɡjə]. Lavorare a cottimo. || RF stagghie [staĝĝe̯] m staglio; cottimo, nella locuz. fatijà a stagghie lavorare a cottimo; || RF mètte a stagghie ùne farlo lavorare a cottimo || FO I cafune fategavene a pprime a lu stagghije e a li spese [I cafüne̥ fat'gave̥ne̥ a ppri̤me̥ a lu stagghije̥ e a li spese̥] I cafoni lavoravano prima all'estaglio e alle spese. || AO stàgghje. || FO [stagghije̥]. || RF stagghie [staĝĝe̯]. || Etimo:  dal lat. mediev, extalium « affitto ».

staggione staggiónë [stad'ʤɤnə] sf. Stagione, Estate. || MM a staggione. lavori dell’estate. || MM staggione. || RF[stağğǫ̈ne̯].

stagnare  stagnårë [staɲ'ɲɜrə] sm. Stagnaio. || VC stagnàre (1929).

stagnarille stagnaríllë [staɲɲa'rillə] sm. Piccolo contenitore di stagno, Piccolo pezzetto di stagno, Tappo di stagno schiacciato. || EG  stagnarille. || LA stagnarîlle.

stagnate  stagnåtë [staɲ'ɲɜtə] pp. e agg. Ristagnato, Guarito. || FB stagnàte.

stagne  [s'taɲɲə] sm. Stagno.

stagnere stagne̊rë -érë [staɲ'ɲɘrə -erə] sf. Recipiente di latta, Fidanzata, Ragazza brutta. || LR stagnère. || RF stagnère [staññę̊re̯].

stajelle  stajèllë [sta'jɛllə] sf. Cantinella, Lungo pezzo di legno, Di donna he ha le gambe molto sottili. || LR Tu haie raggione ca stache at-taccàte, si t’hagghje ‘ngrambe, pîzze de stajèlle, mûrte ambulande, uè, cane jelàte, te fazze l’osse cume e ‘i fainèlle! [tu 'ɜjə rad'ʤɤnə ka 'stɜkə attak'kɜtə, si t 'aɡɡjə n'ɡrambə, 'pitʦə də sta'jɛllə, 'murtə ambu'landə, 'wɛ, 'kɜnə jə'lɜtə, tə 'fatʦə l 'ɔssə kum-ɛ i fai'nɛllə!] N.d.R. Tu hai ragione che sto legato, se riesco ad afferrarti, listello di legno, morto ambulante, uè, cane infreddolito, ti riduco le ossa a dimensione delle carrube. || LR stajèlle. || EG staielle.

stalle [s'tallə] sf. Stalla. || CA¹  [stalle]. || RF stalle [stalle̯].

stalligne stallìgnë [stal'lɪɲɲə] agg. In vena di prodezze. || AO stallìgne.

stamatine stamatìnë [stama'tɪnə] avv. Stamattina, Questa mattina. || ZO stamatina (1864) || LR stammatine. || TF stammatìna.

stambà [stam'ba] v. Stampare. || TF stamba’.

stambarille stambaríllë [stamba'rillə] sm. pl. Gambe molto sottili simili a stampelle. || LR Tenève ‘i vrazze cume e ‘i stumbarîlle [tə'nevə i 'vratʦə 'kum-ɛ i stamba'rillə] N.d.R. Aveva le braccia -sottili- come le stampelle. || LR stumbarîlle.

stambate stambåtë [stam'bɜtə] sf. Pedata, Zampata, Calcio dato con i piedi.

stambelle stambèllë [stam'bɛllə] sf. Stampella, Gruccia. || FB stambèlle.

stangarse [stan'ɡarsə] v. rifl. Stancarsi. || LA sénza stangarse maje ['sɛnʣa stan'ɡarsə 'mɜjə] N.d.R. senza stancarsi mai. || LA stangarse.

stanghe  [s'tanɡə] 1. sf. Stanga, Ragazza abbastanza alta e formosa. || 2. agg. Stanco. || Locuz. stanghe murte [s'tanɡə 'murtə] Stanco morto, stanchissimo. || LA stanghe.

stangone [stan'ɡɤne] sm. Stanga piuttosto grossa, Ragazza alta e formosa. || RM  stangòne.

stanze [s'tanʣe] sf. Stanza. || FB stanze.

starne  [s'tarnə] sf. Starna. || ZO starn (1864).

stasere stase̊rë -érë [sta'sɘrə -erə] avv. Questa sera. || DLC  stasére.

state  ståtë [s'tɜtə] pp. e sm. Stato. || ZO steut (1864)

statere state̊rë -érë [sta'tɘrə -erə] sf.  Stadera,  Bascula,  Bilancia. || cfr. velanze [və'lanʣe] || MU statère.

statuette statuèttë [statu'ɛttə] sf. Statuetta. || PM Mizze a tanta vérde e vialétte spuntane ‘mpalate tanta statuétte [m'midʣə a t'tanda 'vɛrdə ɛ via'lɛttə s'pʊndanə mba'lɜtə 'tanda statu'ɛttə] N.d.R. In mezzo a tanto verde e vialetti spuntano impalate tante statuette. || PM statuétte.

stavecepasse [stavəʧə'passə] pron. indef. Niente, Alcunché. || contraz. di sta vije ce passe [sta 'vɪjə ʧə 'passə] Non mi tocca in alcun modo, lett. Questa via ci passa.uesQuesta via ci passa || RM stavecepàsse. || EG

stavote [sta'vɤtə] par. comp. Questa volta.

stazione staziónë [stat'ʦjɤnə]  sf. Stazione. || LR stazione.

stazzote [stat'ʦɤtə] contraz. di statte zote [s'tattə 'ʦɤtə] Sta fermo. || RM stazzòte.

stecchione  stëcchiónë [stək'kjɤnə] agg. Detto di persona di alta statura. || Anche sticchione [stik'kjɤnə] || FB stecchijòne. || EG stecchione.

stecchine [stək'kɪnə] sm. Stecchino.

Stefane [s'tɛfanə] pers. m. Stefano || AO Quande Natale e sande Stèfane ['kwandə na'tɜlə ɛ s'sandə s'tɛfanə] Quanto (da) Natale e santo Stefano. || AO Stèfane.

steffuse stëffůsë [stəf'fʉsə] agg. Seccante, Detto di cibo molto dolce, Che stufa, Che annoia. || Anche stuffuse [stuf'fʉsə].

stelle  stèllë [s'tɛllə] sf. Stella. || EG tutt’i prèzze so arruvàte fîn’ e stèlle [‘tʊtt-i 'prɛzzə sɔ arru'wɜtə 'fin-ɛ s'tɛllə] N.d.R. tutti i prezzi sono arrivati alle stelle. || SG nù ciéle chijìne de stélle! [nu 'ʧilə 'kjinə də s'tɛllə!] N.d.R. un cielo pieno di stelle ! || EG stèlle. || SG stélle.

stende stèndë [s'tɛndə] agg. e sm. Stento. || Locuz. a stende [a s'tɛndə] A stento. || RM stènde.

stendenijà [stəndəni'ja] v. Scuotere, Sballottare, Picchiare. || RM stendenijà.

stendinambrazze [stəndinam'bratʦə] avv. Di mala voglia, Malvolentieri. || contraz. di stendine ‘mbrazze [stən'dɪnə m'bratʦə] lett.  -con gli- intestini in braccio. || RM stendìnambràzze.

stendine [stən'dɪnə] sm. Intestino, Interiora dell’agnello utilizzate per confezionare i turcenílle. || VC stentìne (1929). || EG stendine.

stengenate stångënåtë [stənʤə'nɜtə] sf. Bastonata. || pp. e agg. Rotto, Fatto male, Malridotto, Rovinato. || FB stengenàte.

stenne stènnë [s'tɛnnə] v. Stendere. || Locuz. stenne i tacche [s'tɛnnə i 'takkə] Morire. || AO stenne.

stennicchie stënnìcchië [stən'nɪkkjə] sm. Stiracchiamento. || MA Na vota ancora tutt’ ‘mbambulate e assunnate dicije, tra nu stinnicchie e na galliate, “Si a fatica fosse ‘bbona a dessere pe’ cura e malate!” [na 'vɤtə an'ɡɤrə 'tʊttə mbambu'lɜtə ɛ assun'nɜtə di'ʧijə, tra nu  stən'nɪkkjə ɛ na ɡali'jɜtə, “si a fa'tɪkə 'fɔssə b'bɤnə a 'dɛssərə pə kkʉrə ɛ ma'lɜtə!”] N.d.R. Una volta ancora tutto imbambolato e assonnato disse, tra uno stiracchiamento ed uno sbadiglio,  “Se il lavoro fosse una cosa buona la prescriverebbero come cura agli ammalati!”. || MA  stinnicchie.

stennute stënnůtə [stən'nʉtə] pp. e agg. Steso, Disteso, Sdraiato. || FB stennute.

stepà [stə'pa] v. Conservare, Mettere da parte, Rinchiudere, lett. Mettere nello stipo. || SA Stipe ca truve! [s'tɪpə ka 'truvə] Conserva che trovi. || VC stipà (1929). || RM stepà. || RF stepà [ste̯pá]. || PP [ste̥pá].

stepette stëpèttë [stə'pɛttə] sm. Piccolo stipo. || RM stepètte.

stepone stëpónë [stə'pɤnə] sm. Grosso armadio di legno, Persona molto alta e grossa. || FB stepòne. || RF stepóne [ste̯pọ̈ne̯].

steppuse  stëppůsë [stəp'pʉsə] Stopposo, Come stoppa, Duro, Difficile da masticare. || RF sta brasçiòle è steppóse N.d.R. Questa braciola è stopposa. || RF steppùse [ste̯ppůse̯].

sterà [stə'ra] v. Stirare. || AO sterà.

sterdelute stërdëlůtë [stərdə'lʉtə] pp. e agg. Stordito. || RM sterdelùte.

sternute stërnůtə [stər'nʉtə] sm. Starnuto. || VC sternùte (1929).

stessa [s'tɛssa] agg. e pron. dim. f. Stessa. || LR stèssa.

stesse stèssë [s'tɛssə] agg. e pron. dim. m. Stesso. || LR stèsse. || PM stésse.

stezzecà [stəzzə'ka] v. Piovigginare. || LMG Sì nen chiove, stezzechèie! [si nən 'kjɤvə, stəzzə'kejə!] N.d.R. Se non piove, pioviggina. || RM stezzechéje [stəzzə'kejə!] N.d.R. Pioviggina. || RM stezzecà. || RF stezzechijà [ste̯zze̯ke̯i̭á].

'sti [sti] agg. e pron. dim. pl. Questi, Queste. || LR sti fegure [sti fə'ɡʉrə] N.d.R. queste figure. || GF sti. || [fg. quèsti - ital. quésti]

sticche  stìcchë [s'tɪkkə] sm. Mezzo mattone messo in verticale. || RM stìccke.

stigghie stìgghië [s'tɪɡɡjə] sm. Scaffale || VC stìglie (1929).

stipe [s'tɪpə] sm. Stipo, Mobile per oggetti di valore, Armadio a muro per alimenti. || VC stìpo (1929). || RF stìpe [stı̊pe̯].

stizze stìzzë [s'tɪtʦə] sf. Goccia, Lacrima. || EG T’hagghia fa chiagne a tand’a stizze! [t'aɡɡja fa 'kjaɲɲə a t'tand-a s'tɪtʦə!] N.d.R. Ti farò piangere con tanto di lacrime! || AO stìzze. || EG stizze. || [fg. gòccia - ital. góccia]

stizzecazzecà [stitʦəkatʦə'ka] scioglilingua per stezzecà [stətʦə'ka].

stommeche [s'tɔmməkə] sm. Stomaco. || GG stefano (1834). || TF stòmmeke.

stoppe  [s'tɔppə] sf. Stoppa. || RM stòppe. || Etimol. dal lat. stuppa, affine al greco stýppe, da cui il tedesco stopfen (= turare)  ||  [fg. stòppa - ital. stóppa]

storce [s'tɔrʧə] v. Storcere, Torcere. || EG storce. || RF storce [stǫrče].

storie [s'tɔrjə] sf. Storia. || TF Me pàre mìll'ànne, accussì fenèsce quèsta stòrije! [mə 'pɜrə 'mill'annə, akkus'sɪ fə'nɛʃʃə sta s'tɔrjə!] N.d.R. Mi sembrano mille anni -non vedo l’ora- così finisce questa storia! || TF stòrije.

storte stòrtë [s'tɔrtə] pp. e agg. f. Storta. || al m. sturte  [s'turtə] || EG P’u delore è ‘ddevendà tutta storte [p-u də'lɤrə ɛ dəvə'nda 'tʊtta s'tɔrtə] N.d.R. A causa del dolore diventerai tutta storta. || EG storte. || TF stòrte.

òrtëf. Storidta, Statica. || cfr. vicciastoteche [vitʧas'tɔtəkə] || BA stoteche.

stozze  [s'tɔtʦə] sf. Pezzetto di pane indurito. || MG¹ A case  d’i  poverilli  nen  manchene  stozze [a 'kɜsə d-i povə'rillə nən 'manɡənə s'tɔtʦə] N.d.R. Nella casa dei poveretti non mancano pezzi di pane duro. || MG¹ stozze. || FD stòzze. || FO stozze [stozze̥].

stracecerijà [straʧəʧəri'ja] v. Straparlare, Sparlare.

strachijune strachijůnë [straki'jʉnə] sm. pl. Stenti, Privazioni, Disagi.

stracquà [strak'kwa] v. Stancare. || SG Mi so stracquate, famme iji arretra’ [mə sɔ strak'kwɜtə, 'fammə 'jɪ a rrətə'ra] N.d.R. Mi sono stancato, fammi andare a ritirare. || RM stracquà.

stracquachiazze [strakkwa'kjatʦə] agg. Sfaccendato. || EG stracquachiazze.

stracque [s'trakkwə] agg. Stanco. || EG  stracque. || RF stracque [strakku̯e̯].

strada [s'trɜda] sf. Strada, Via. || Anche strade  [s'trɜdə].

strade  [s'trɜdə] sf. Strada, Via. || Anche strada [s'trɜda]. || LR ‘a casa suje è state sèmbe ‘a strade [a 'kɜsa 'sʉjə  ɛ 'stɜtə 'sɛmbə a s'trɜdə] N.d.R. la sua casa è stata sempre la strada. || EG P’a stràde ‘nge passàve ‘n’anema vive [p-a s'trɜdə nʤə pas'sɜvə 'anəma 'vivə] N.d.R. Per la strada non passava un’anima viva -nessuno-. || ZO streude (1864) || BF stráte. || LR strate. || FC stràde. 

stradone stradónë [stra'dɤnə] sm. Stradone, Viale.

stradunnelle stradunnèllë [stradun'nɛllə] sf. Stradina, Stradetta. 

strafacciate strafacciåtë [strafat'ʧɜtə] pp. e agg. Stravolto, Con il viso rovinato, Sfigurato. || RM strafacciàte.

strafucà [strafu'ka] v. Soffocare, Mangiare v